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	<title>Elly Schlein Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elly Schlein Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 08:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dopo aver rivendicato per anni l'alternativa ai blocchi di destra e sinistra, il Movimento 5 Stelle fa in Europa una scelta di campo netta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciao-ciao-beppe-grillo-nella-ue-i-cinquestelle-svoltano-decisi-a-sinistra-e-in-italia.html">Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>“Il tempo delle ideologie è finito. Il Movimento 5 Stelle non è fascista, non è di destra, né di sinistra”. Con queste parole sul suo blog, <strong>Beppe Grillo</strong> presentava agli italiani la sua creatura politica che, dopo poco più di un mese, fece l’exploit alle politiche del 2013, certificando la nascita di un modo di pensare e fare politica secondo logiche del tutto post ideologiche. A più di dieci anni di distanza da quelle parole, il Movimento 5 Stelle aderisce al gruppo della <strong>Sinistra</strong> (<em>The Left</em> o GUE/NGL) al <strong>Parlamento Europeo</strong>, dopo che nella scorsa legislatura i suoi eurodeputati avevano brancolato per cinque lunghi anni nel buio del gruppo dei non iscritti.</p>



<p>La decisione da parte dei vertici del raggruppamento GUE/NGL è giunta il 4 luglio, dando una dimora agli otto eletti pentastellati, ma accettando il loro ingresso con riserva poiché si è concordato di concedere alla formazione di <strong>Giuseppe Conte </strong>e allo stesso gruppo parlamentare uno status di osservatore reciproco dalla durata di un semestre. Tale accordo nasce dall’esigenza di potersi annusare, studiare e conoscere meglio, soprattutto per via della tortuosa strada lungo la quale si è sempre spostato il Movimento in materia di alleanze all’Eurocamera. Nella loro legislatura di esordio, i 5 stelle condividevano gli scranni con la destra ferocemente euroscettica di <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/profili-nigel-farage-il-politico-da-pub-che-prende-a-sassate-la-vecchia-inghilterra.html"><strong>Nigel Farage</strong>,</a> il teorico della Brexit ai tempi leader dello <em>United Kingdom Independence Party (UKIP)</em>, per poi tentare nel 2017 l’entrata nel gruppo centrista e ultraeuropeista dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa (ALDE) ma senza che la cosa andasse in porto. </p>



<p>Se alcuni commentatori avevano ipotizzato un’interlocuzione con <strong>Sahra Wagenknecht </strong>&#8211; leader della sinistra sovranista tedesca e critica nei confronti di The Left &#8211; per la costituzione di un nuovo gruppo, Conte ha preferito aggregarsi a una famiglia &#8220;tradizionale&#8221; dell&#8217;Europarlamento al fianco di Sinistra Italiana e delle sinistre radicali come <em>France Insoumise</em> e <em>Die Linke</em>, facendo del Movimento la componente più numerosa dopo la formazione francese di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-jean-luc-melenchon-lultimo-rivoluzionario-di-macronia.html">Jean-Luc Mélenchon</a></strong>. Quali scenari europei e nazionali si possono aprire con tale novità?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le condizioni e il no alla maggioranza Ursula</strong></h2>



<p>“Nei prossimi cinque anni ci impegneremo a collaborare con i nostri nuovi colleghi per sostenere un’Europa più consapevole dal punto di vista sociale, opponendoci alla povertà e alle politiche di austerità”. Sono queste le parole pronunciate dal capo delegazione del M5S, <strong>Pasquale Tridico</strong>,&nbsp; in seguito all’ammissione a The Left, avvenuta dopo che lui e i suoi sette colleghi della compagine pentastellata hanno dovuto rispondere a 12 domande selezionate dal gabinetto della Sinistra riguardo a temi come il diritto al lavoro, la lotta al cambiamento climatico, la guerra in Ucraina e l’azione contro l’avanzata delle destre in Italia e in Europa. </p>



<p>Tra le condizioni poste dai vertici ai nuovi compagni di viaggio, vi è il no a un bis di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, presidente uscente della Commissione europea che tenterà la riconferma il 18 luglio. Cinque anni fa, Von der Leyen fu investita della fiducia dell’Eurocamera per soli 383 voti, nove in più rispetto al quorum necessario di 374, e in quell&#8217;occasione 75 <strong>franchi tiratori</strong> tra le file dei popolari, socialisti e liberali decisero di voltare le spalle all’allora ministra di Angela Merkel. I 14 europarlamentari grillini, invece, si espressero a favore rivelandosi decisivi. Ma questa volta, salvo sorprese clamorose, il M5S non voterà per Von der Leyen rappresentando un problema di non scarsa rilevanza per la presidente, dal momento che già si contano i possibili “traditori” tra i banchi della sua maggioranza e si teme possano essere una cinquantina.&nbsp; È innegabile, date le circostanze, che i voti pentastellati potessero essere un prezioso bottino per la riconferma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo schema francese per l’Italia&nbsp;</strong></h2>



<p>Con lo scioglimento anticipato dell’Assemblea nazionale da parte di <strong>Macron</strong> a causa dell’avanzata poderosa del <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jordan-bardella-lenfant-prodige-della-destra-francese-piu-prodige-anche-di-macron.html">Rassemblement National di <strong>Le Pen</strong> e <strong>Bardella</strong> </a>alle elezioni europee, le sinistre hanno deciso di mettere da parte le differenze per fare fronte comune al fine di scongiurare la presa del potere da parte della destra radicale. A pochissime ore dall’annuncio dell’Eliseo, il Partito socialista, la France Insoumise, il Partito comunista e i Verdi hanno dato forma a un cartello elettorale, battezzato Nouveau Front Populaire (Nuovo Fronte Popolare), che nelle recenti elezioni legislative d’oltralpe ha dimostrato di essere estremamente competitivo e di incarnare una proposta attrattiva. La domanda da porsi è: anche in Italia è possibile una coesione delle sinistre?&nbsp;</p>



<p>Ormai da qualche anno, Partito democratico e Movimento 5 stelle hanno avviato, non senza battute di arresto, un<em> iter</em> finalizzato a cementare un’alleanza che diventi organica per fungere da contraltare al centrodestra, da sempre unito. Lo spirito e il senso di unità, per ora, sono emersi solo in occasione di elezioni amministrative e regionali, ma mai a livello nazionale. La segretria del Pd, <a href="https://it.insideover.com/politica/tira-piu-il-sindaco-della-von-der-leyen-laffluenza-in-italia-salvata-dal-voto-locale.html"><strong>Elly Schlein</strong>, da tempo chiede l’<strong>unione delle forze progressiste</strong></a> per “costruire una grande alternativa a queste destre, a partire dai temi” in cui il Movimento fondato da Beppe Grillo sarebbe l’interlocutore privilegiato. Finora a prevalere sono state le differenze, sia per le resistenze di alcuni pentastellati, come l’ex sindaca di Roma <strong>Virginia Raggi</strong>, che hanno sempre espresso inquietudine riguardo all&#8217;apparentamento con il Pd in nome dell’indole post ideologica del M5S, sia per alcune dichiarazioni di Conte che non hanno sciolto i nodi, come il non preferire nessuno tra Trump e Biden.</p>



<p>Indubbiamente, l’entrata nel gruppo della Sinistra rappresenta una scelta di appartenenza a un’area culturale e politica specifica e che potrebbe facilitare il percorso di convergenza tanto agognato dalla segreteria dei Dem. Altrettanto vero è, però, che la storia di alleanze del Movimento ha rappresentato a tutto tondo il manifesto post ideologico delle origini che ha visto nascere coabitazioni politiche a seconda della convenienza delle circostanze &#8211; vedasi il passaggio da Farage a Mélenchon in Europa o quello dalla Lega al Pd al governo in Italia &#8211; , sebbene oggi il soggetto in questione voglia darsi un&#8217;identità più chiara e riconoscibile che, <em>de facto</em>, snatura e rinnega le parole di Beppe Grillo pronunciate nel 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciao-ciao-beppe-grillo-nella-ue-i-cinquestelle-svoltano-decisi-a-sinistra-e-in-italia.html">Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 14:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1024x443.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1536x664.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Elezioni europee in arrivo. I candidati italiani sono 600 per soli 76 posti: chi sono e cosa promettono. I leader di partito in campo per trascinare l'elettorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html">600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1024x443.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1536x664.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Più di 600 volti della politica italiana bramano un seggio nel futuro Parlamento europeo e scaldano i motori per la corsa delle elezioni <strong>europee</strong> dell’8 e 9 giugno. Alle 20 di mercoledì primo maggio è scattata l’ora X per la presentazione delle liste elettorali. A questo punto, però, chi è della partita?</p>



<p>Le elezioni europee, a differenza delle politiche, prevedono l’utilizzo delle <strong>preferenze</strong> dando modo agli elettori di barrare il simbolo del partito e di esprimere il voto per un massimo di tre candidati. Tale meccanismo fa delle europee gli <em>Hunger Games </em>della politica nostrana dove tutti sono contro tutti in uno scontro fino all’ultima preferenza e solo <strong>76 candidati</strong> &#8211; numero di seggi spettanti all’Italia &#8211;  passeranno la frontiera d’oltralpe. Non è nemmeno un caso che cinque leader &#8211; <strong>Giorgia Meloni</strong>, <strong>Elly Schlein</strong>, <strong>Antonio Tajani</strong>, <strong>Carlo Calenda</strong> e <strong>Matteo Renzi</strong> &#8211; degli otto sedenti in Parlamento abbiano annunciato la loro discesa in campo per portare più voti al rispettivo partito, pur confermando anticipatamente o senza smentire che rimarranno a fare politica all’ombra del Colosseo a eccezione di Renzi.</p>



<p>47 milioni di elettori dovranno giudicare con scheda e matita gli aspiranti europarlamentari nelle cinque circoscrizioni in cui è suddivisa la penisola: Nord Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria); Nord Est (Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia); Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio); Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria); Isole (Sicilia e Sardegna). Vediamo meglio chi sono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fratelli d’Italia</h2>



<p>La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> guiderà le liste della sua creatura politica in tutte le circoscrizioni come annunciato dalla kermesse di <strong>Fratelli d’Italia</strong> a Pescara, chiedendo agli elettori di scrivere sulla scheda semplicemente “Giorgia”, generando il dibattito sulla legittimità della preferenza se espressa senza il cognome. A sciogliere i dubbi è stato il Viminale, specificando che tra le modalità di voto valido ci sarà anche l’utilizzo di diminutivi o soprannomi se comunicati anticipatamente all’elettorato durante la campagna elettorale. Tra i candidati che hanno fatto più discutere nelle file del partito della fiamma, c’è <strong>Vittorio Sgarbi</strong> che ha servito come sottosegretario alla Cultura nel governo Meloni fino a febbraio. Il critico d’arte si era dimesso dall’esecutivo in polemica con l’Antitrust &#8211; Autorità garante della concorrenza e del mercato &#8211; che l’aveva accusato di aver esercitato attività professionali a favore di soggetti pubblici e privati incompatibilmente con la sua carica istituzionale. Ciononostante, Sgarbi sarà della partita al Sud e ha già detto di essere “l’anti Vannacci” poiché lui si occupa di arte, mentre il generale &#8211; candidato con la Lega &#8211; di armi, rivendicando però una complementarità tra loro.</p>



<p>Tra chi sogna una riconferma e chi invece una prima elezione, nel Nord Ovest troviamo <strong>Carlo Fidanza</strong>, capodelegazione uscente di Fdi a Strasburgo; <strong>Giovanna Giolitti</strong>, bisnipote dello statista dell’Italia postunitaria; <strong>Giovanni Crosetto</strong>, nipote del ministro della Difesa Guido e capogruppo comunale a Torino; <strong>Vincenzo Sofo</strong>, marito di Marion Maréchal Le Pen, nipote della leader della destra francese <strong>Marine Le Pen</strong>. A Nord Est sono in competizione <strong>Guglielmo Garagnani,</strong> presidente dimissionario di Confagricoltura Bologna, e <strong>Stefano Cavedagna</strong>, portavoce della giovanile di Fdi, Gioventù Nazionale. Al Centro, il candidato di punta è <strong>Nicola Procaccini</strong>, co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Forza Italia</strong></h2>



<p>Il partito fondato da <strong>Silvio Berlusconi</strong> segue lo schema di Meloni: il segretario <strong>Tajani</strong> è candidato in tutte le circoscrizioni a eccezione delle Isole dove a guidare la lista è <strong>Caterina Chinnici</strong>, volto dell’antimafia in quanto figlia del magistrato Rocco ucciso da Cosa nostra nel 1983. Il ministro degli Esteri ha giustificato la sua candidatura dichiarando: “Se i soldati non sono usciti dalla trincea, nemmeno il tenente esce dalla trincea”. Forza Italia non ha mai fatto mistero della volontà di sorpassare la Lega e non a caso <strong>Flavio Tosi</strong>, ex sindaco leghista di Verona oggi negli azzurri, ha fondato il comitato <strong>Forza Nord</strong> per riportare al centro dell’agenda la questione settentrionale tradita dalla svolta nazionale di Salvini. Questo spiega la corsa di alcuni ex leghisti nei collegi nordici a partire dallo stesso Tosi insieme a Roberto Cota, Stefania Zambelli, Silvia Piano e Marco Reguzzoni. Dopo una lunga assenza dal palcoscenico della politica, <strong>Letizia Moratti</strong> torna alla carica nel Nord Ovest candidandosi nel partito che l’ha lanciata e disconoscendo la parentesi centrista in Azione per cui era candidata alle Regionali in Lombardia. Al Centro troviamo il sottosegretario alla Farnesina <strong>Giorgio Silli</strong>, l’ex governatrice del Lazio <strong>Renata Polverini</strong> e una pasionaria della destra italiana come <strong>Alessandra Mussolini</strong>, candidata anche al Sud. Sempre nella circoscrizione meridionale è candidato il capodelegazione azzurro al Parlamento europeo, <strong>Fulvio Martusciello</strong>, insieme alle europarlamentari <strong>Lucia Vuolo</strong> e <strong>Isabella Adinolfi</strong>, mentre nelle Isole ha suscitato curiosità la presenza dell’assessore siciliano <strong>Edmondo Tamajo</strong>&nbsp; che ha registrato la sua candidatura con cinque soprannomi: Edmondo Tamajo detto Tamaio,&nbsp; detto Di Maio, detto Edy, detto Eddy.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lega</strong></h2>



<p>Matteo Salvini a differenza dei suoi colleghi di coalizione ha scelto di non candidarsi, ma punta a guadagnare nuovi consensi dopo il magro 8% delle scorse politiche con il fenomeno mediatico del momento, ovvero <strong>Roberto Vannacci</strong>. Dopo la pubblicazione del suo primo libro “<em>Il mondo al contrario</em>”, l’ex comandante della brigata paracadutisti è diventato uno degli uomini più celebri d’Italia per le sue esternazioni politicamente scorrette su omosessuali, immigrati e recentemente anche sulle classi separate per disabili, sebbene il generale abbia detto di essere stato frainteso su quest’ultimo tema. Vannacci è candidato in tutte le circoscrizioni per rubare voti a destra di Fratelli d’Italia, ma guida le liste solo al Centro e al Sud. Il Carroccio ricandida quasi tutti gli europarlamentari uscenti come <strong>Silvia Sardone</strong>, capolista nel Nord Ovest; <strong>Paolo Borchia</strong> alla guida del Nord Est; <strong>Susanna Ceccardi</strong> al Centro e finita nel mirino della blogger Selvaggia Lucarelli che l&#8217;ha accusata di body shaming nei confronti di Elly Schlein;&nbsp; <strong>Aldo Patriciello</strong>, campione di preferenze nel Mezzogiorno alle europee del 2019 sotto le insegne di Forza Italia; <strong>Annalisa Tardino</strong> nelle Isole. New entry importanti sono <strong>Anna Maria Cisint</strong>, sindaca di Monfalcone (Gorizia), nota per la sua lotta contro le moschee abusive e il senatore <strong>Claudio Borghi</strong>, no euro convinto e da sempre favorevole a un ritorno della sovranità monetaria.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Partito Democratico</strong></h2>



<p><strong>Elly Schlein</strong> non poteva essere da meno di Giorgia Meloni, ed ecco che anche lei si è lanciata nelle corse per le europee ma dichiarando che il suo futuro è a Montecitorio. La segretaria del Pd è capolista al Centro e alle Isole e su pressioni delle correnti interne ha rinunciato a inserire il nome nel simbolo per evitare una personalizzazione del partito. Tra i candidati, il nome che è rimbalzato di più sulla bocca di tutti è quello di <strong>Lucia Annunziata</strong> che, una volta lasciata la Rai, aveva dichiarato che non si sarebbe mai candidata alle europee, salvo poi cambiare idea. Tanti gli eurodeputati che sognano la rielezione ci sono il capodelegazione <strong>Brando Benifei</strong> e <strong>Irene Tinagli</strong> nel Nord Ovest; la politologa <strong>Elisabetta Gualmini </strong>e <strong>Alessandra Moretti</strong> nel Nord Est; la vicepresidente dell’Eurocamera <strong>Pina Picierno</strong> al Sud. Schlein ha cercato di candidare alcuni dei suoi fedelissimi come la responsabile ambiente del Pd <strong>Annalisa Corrado</strong>, il paladino dei diritti LGBT <strong>Alessandro Zan</strong>, l’ex governatore del Lazio <strong>Nicola Zingaretti</strong>, la sardina <strong>Jasmine Cristallo</strong>, il giornalista <strong>Sandro Ruotolo</strong> ed <strong>Eleonora Evi</strong>, ex portavoce di Europa Verde e che ha accusato il leader Angelo Bonelli di patriarcato. Come contrappeso, nel Nord Est è stato candidato il leader della minoranza di centro <strong>Stefano Bonaccini</strong> che, se eletto, lascerà la presidenza della Regione Emilia-Romagna. Per la componente centrista troviamo nel Nord Ovest l’ex deputato <strong>Emanuele Fiano</strong> e <strong>Fabio Pizzul</strong>, figlio del telecronista sportivo Bruno, mentre al Centro c’è la habitué dei salotti televisivi <strong>Alessia Morani</strong>. Schlein ha voluto anche puntare su candidati pacifisti, non senza polemiche con l’ala più leale a Kiev facente capo a Bonaccini, come <strong>Cecilia Strada</strong> &#8211; ex presidente di Emergency &#8211; e di <strong>Marco Tarquinio</strong>, ex direttore di <em>Avvenire</em>, contrario all’invio di armi in Ucraina ma anche all’aborto, definendolo “non un diritto, ma una tragedia”. Tanti i sindaci che a giugno termineranno il loro secondo mandato, quindi non più ricandidabili, e sono alla ricerca di un posto al sole a Strasburgo: <strong>Giorgio Gori</strong>, <strong>Dario Nardella</strong>, <strong>Matteo Ricci</strong> e <strong>Antonio Decaro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Movimento 5 stelle</strong></h2>



<p><strong>Giuseppe Conte</strong> è l’altro leader che insieme a Salvini ha scelto di non candidarsi, ma nella circoscrizione meridionale in cui il movimento dovrebbe raccogliere più consensi, il capolista è <strong>Pasquale Tridico</strong>, ex presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Tridico è stato nominato a capo dell’Inps nel 2019 proprio dal governo Conte e ha sempre sostenuto la bontà del reddito di cittadinanza, ma nel biennio della pandemia è stato oggetto di critiche per i ritardi nell&#8217;erogazione della cassa integrazione e di altri sussidi. Nell’Italia centrale e insulare a guidare le liste ci sono due esponenti della società civile, ovvero l’ex calciatrice <strong>Carolina Morace</strong> e <strong>Giuseppe Antoci</strong>, presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia dal 2013 al 2018. È della partita nel Nord Ovest anche il giornalista <strong>Gaetano Pedullà</strong>, fondatore del quotidiano <em>La Notizia</em>, da sempre vicino al M5S di marca contiana, mentre le parlamentari uscenti <strong>Maria Angela Danzì</strong> e <strong>Sabrina Pignedoli</strong> guidano le liste dell’Italia nordoccidentale e orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stati Uniti d’Europa e Azione</strong><strong></strong></h2>



<p>I forti attriti tra Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno impedito che ci fosse una lista di scopo unitaria sotto le insegne di Renew Europe, il gruppo centrista al parlamento Ue che accoglie sia Italia Viva che Azione. Ciononostante, Renzi ha voluto dare vita alla lista <strong>Stati Uniti d’Europa</strong> che raccogliesse tutte le sigle dichiaratamente europeiste come Italia Viva, +Europa, il Partito Socialista Italiano, i LibDem Europei;&nbsp; il partito paneuropeo di Volt e Italia C’è. L’ex premier è candidato in tutte le circoscrizioni a eccezione del Nord Est e ha dichiarato che se risultasse eletto lascerebbe Palazzo Madama per volare in Europa, annunciando azioni legali contro Lilli Gruber, anchorwoman di La7, che ha sostenuto il contrario. Altri candidati di punta sono <strong>Emma Bonino</strong>, capolista nel Nord Ovest e seconda al Centro, il segretario del Psi <strong>Enzo Maraio</strong> che guida le liste al Sud dove corrono anche l’ex ministra renziana <strong>Teresa Bellanova</strong> e <strong>Sandra Lonardo</strong>, moglie del più volte ministro Clemente Mastella. Capolista nel Nord Est è <strong>Graham Watson</strong>, politico britannico con cittadinanza italiana che è stato presidente dei liberali europei dal 2011 al 2015, mentre nelle Isole l’attivista radicale per i diritti dei detenuti <strong>Rita Bernardini</strong>. Dal mondo dello spettacolo arriva <strong>Alessandro Cecchi Paone</strong> che ha già tentato l’elezione a Strasburgo nel 2004 e nel 2014 con Forza Italia, ma senza successo.</p>



<p><strong>Azione</strong> ha deciso di correre in solitaria e dopo l’annuncio della discesa in campo di Meloni, Calenda ha annunciato la sua candidatura in tutte le circoscrizioni insieme alla sua vice, Elena Bonetti, nonostante avesse dichiarato: “Se si candida chi sa già di non andare in Europa, è uno svilimento degli elettori. È una presa in giro degli elettori. Allora perché io devo prendere in giro gli elettori?”. Nelle liste elettorali ci sono i nomi di tanti rappresentanti della delle istituzioni non politiche come <strong>Cuno Tarfusser</strong>, ex giudice della Corte Penale internazionale dell’Aja e che di recente ha riaperto il caso di Erba, e il generale <strong>Vincenzo Camporini</strong>, estremamente critico sulle attività editoriali di Vannacci. Candidati politici sono <strong>Alessio D’Amato</strong> (Centro), ex assessore al Welfare nel Lazio, l’ex presidente della Regione Basilicata <strong>Marcello Pittella</strong> (Sud) e l’ex sindaco grillino di Parma <strong>Federico Pizzarotti</strong> (Nord Est).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alleanza Verdi &#8211; Sinistra</strong></h2>



<p>La formazione capeggiata da Bonelli e Fratoianni ha destato un certo interesse per la candidatura nel Nord Ovest di un personaggio fortemente divisivo come <strong>Ilaria Salis</strong>. L&#8217;insegnante 39enne è assurta agli onori della cronaca dopo che sono circolate immagini che la immortalano scortata nel tribunale di Budapest con catene e manette. Salis, militante di estrema sinistra e con quattro condanne all’attivo, è reclusa in Ungheria dal febbraio 2023 con l’accusa di aver picchiato dei neonazisti e finora il tribunale magiaro le ha sempre negato gli arresti domiciliari, ma con l’eventuale elezione al Parlamento europeo si è pensato di garantirle l’immunità e di poterla fare rientrare in Italia.</p>



<p><strong>Alleanza Verdi Sinistra</strong> candida anche due ex sindaci un tempo iscritti al Pd come <strong>Ignazio Marino</strong>, capolista al Centro, e<strong> Leoluca Orlando</strong> nelle Isole. A guidare le liste al Sud è <strong>Mimmo Lucano</strong>, sindaco di Riace per tre mandati, noto per le sue battaglie pro immigrati e condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio. Lucano si è detto orgoglioso della candidatura della Salis e che siano due “fuorilegge”, per ciò che è, dal suo punto di vista, una giusta causa. Gli elettori del Centro potranno scrivere sulle schede anche il nome di <strong>Christian Raimo</strong>, insegnante e scrittore che, proprio a proposito del caso Salis, ha detto che i “neonazisti che vanno picchiati”.</p>



<p>Altre formazioni non presenti in parlamento partecipano alla tornata elettorale, ma solo la lista <strong>Libertà</strong> del sindaco di Taormina <strong>Cateno De Luca </strong>è presente in tutta Italia, mentre altre solo in alcune circoscrizioni a causa di un problema di raccolta firme: <strong>Pace, Terra e Dignità</strong> di <strong>Michele Santoro</strong> non sarebbe presente nell’Italia nordoccidentale e insulare; <strong>Democrazia sovrana e popolare</strong> di <strong>Marco Rizzo</strong> sarà sulle schede elettorali solo nel Centro; <strong>Alternativa popolare</strong> del ruspante sindaco di Terni <strong>Stefano Bandecchi</strong> sarà della partita solo al Sud e nell’Italia centrale, a meno che i ricorsi presentati dallo stesso Bandecchi non abbiano successo. La sera del 9 giugno capiremo chi ci rappresenterà in Europa e quale potrebbe essere il futuro dell’Unione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html">600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 11:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Marco Tarquinio e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il Partito Democratico. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di Avvenire sulla guerra in Ucraina, per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Marco Tarquinio</strong> e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il <strong>Partito Democratico</strong>. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di <em>Avvenire</em> sulla <strong>guerra in Ucraina,</strong> per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su volontà della segretaria <strong>Elly Schlein</strong>. Di cui, a ben guardare, rappresenta il complemento. Schlein è di sinistra radicale, nettamente progressista, aperta su ogni tema civile. Tarquinio un cattolico democratico, conservatore su diritti Lgbt e temi etici, apertamente vicino alla <strong>dottrina sociale della Chiesa e alla visione economica di</strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/la-terza-guerra-mondiale-a-pezzi-si-puo-fermare-la-lezione-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Papa Francesco</strong> su temi economici e sociali. Ad accomunarli, la <strong>pulsione per la pace</strong></a>. Parola che sembra divenuta, per molte aree del Pd, tabù.</p>



<p>&#8220;La disciplina di partito non può annullare la libertà di coscienza”, diceva a <strong>gennaio<a href="https://it.insideover.com/politica/la-linea-guerini-niente-difesa-europea-senza-asse-con-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lorenzo Guerini, </a>presidente del Copasir,</strong> già sindaco di Lodi e Ministro della Difesa, quando in Veneto una defezione in casa Pd della <strong>consigliera Anna Maria Bigon</strong> fece saltare il passaggio del disegno di legge sul fine vita di fronte al centrodestra spaccato. Guerini, esponente di punta dell&#8217;area cattolica, esprimeva il disagio dei progressisti più orientati in campo cristiano di fronte all&#8217;accelerazione di Schlein sui temi civili. Risulta curioso che Guerini, da tempo tra i più strenui sostenitori dell&#8217;appoggio all&#8217;Ucraina da ministro con <strong>Mario Draghi</strong> e da capo dell&#8217;autorità di vigilanza sui servizi segreti poi, oggi in riferimento all&#8217;ipotesi-Tarquinio dica al <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;La nostra linea sull’Ucraina è stata ed è chiara. Vogliamo forse aprire su un punto su cui siamo uniti in campagna elettorale?&#8221;</p>



<p>E ancora, <strong>Lia Quartapelle</strong>. L&#8217;onorevole milanese ha attaccato a tutto campo l&#8217;ipotesi della candidatura con un lungo post sui suoi social dichiarando di rispettare Tarquinio ma di ritenere problematico pensare alla presenza di Tarquinio nelle liste dem: &#8220;Condivide il programma di lavoro che ci siamo dati per i prossimi anni?&#8221;, si chiede retoricamente Quartapelle, addebitando a Tarquinio una &#8220;linea contraria all&#8217;autodifesa dell&#8217;Ucraina&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La deputata del Pd Lia Quartapelle sulla possibile candidatura di Marco Tarquinio alle Europee <a href="https://t.co/nmv4GRWqIF">pic.twitter.com/nmv4GRWqIF</a></p>&mdash; David Allegranti (@davidallegranti) <a href="https://twitter.com/davidallegranti/status/1773443121021415601?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>V&#8217;è da dire che l&#8217;accusa a Tarquinio di un pacifismo &#8220;sottomesso&#8221; è quantomeno ingenerosa. E prosegue da due anni. <strong>Federico Rampini</strong> del <em>Corriere della Sera</em> due anni fa <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/30/sei-uno-dei-tanti-che-lavorano-per-putin-ora-per-rampini-perfino-il-direttore-di-avvenire-tarquinio-e-filo-cremlino-lo-scontro-su-la7/6542928/">lo apostrofò come &#8220;uno dei tanti che lavorano per Putin&#8221;</a> durante un confronto televisivo in cui il direttore di <em>Avvenire</em> indicava come non necessariamente fonte di sicurezza l&#8217;aumento delle spese militari perché &#8220;spendere meglio non significa necessariamente spendere di più&#8221; (e il budget della Difesa italiano è divorato soprattutto da <a href="https://www.true-news.it/politics/geopolitics/spesa-militare-italia-regina-nato-costi-personale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stipendi</a> e retribuzioni&#8230;). <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2022/08/05/news/marco-d-assisi-il-pacifista-una-critica-al-direttore-di-avvenire-4301183/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il Foglio</em>, al contempo, ha più volte punto sul vivo</a> il pacifismo di &#8220;<strong>Marco d&#8217;Assisi</strong>&#8220;, arrivando a dire che &#8220;per Tarquinio non c’è differenza tra l’autocrazia imperialistica di Putin e le scassate ma libere democrazie&#8221; in virtù del <strong>convinto antimilitarismo del giornalista</strong> umbro.</p>



<p>La realtà racconta fatti diversi: <strong>quella di Tarquinio è una voce come altre </strong>in un dibattito democratico che deve essere pluralista e inclusivo. Stupisce come, in due anni di guerra in Ucraina, questo principio &#8211; che poi è quello che ci distingue delle autocrazie come la Russia di Putin &#8211; spesso sia traballato di fronte alle prospettive di <strong>emersione di voci dissonanti</strong> contro una linea politica e, soprattutto, mediatico in cui il legittimo e doveroso sostegno all&#8217;Ucraina si è mischiato a <strong>retoriche, <em>wishful thinking</em> e previsioni di vario tipo</strong>. Dall&#8217;idea della <strong>vittoria militare</strong> come sola soluzione possibile favorevole all&#8217;Ucraina per il conflitto a quella che alla <strong>dinamica geopolitica dominante</strong> metteva davanti un nuovo scontro di civiltà nel narrare il conflitto in Ucraina, molte di queste opinioni sono state <strong>egemonizzate in particolar modo</strong> dal mondo dei centristi, liberaldemocratici, apertamente occidentalisti oggi dominanti nel commento pubblico: televisioni, stampa e, caso più emblematico, <strong>piazze social come X </strong>sono un proliferare di questi commenti.  A cui una fetta importante del Pd, partito che rappresenta una fetta importante dell&#8217;establishment italiano anche ora che è all&#8217;opposizione, non è mai stato sordo.</p>



<p>L&#8217;elezione di Schlein alla segreteria ha, in un certo senso, <strong>scompigliato le carte a questa narrazione</strong>. E ora con candidature come quella di Tarquinio il Pd avrebbe, sostanzialmente, la possibilità di riscoprire il pluralismo interno che è alla base della sua tenuta, al mutare dei cicli politici, come forza stabile nel panorama nazionale. Il Pd è rimasto l&#8217;unica formazione capace di mantenere una forma-partito vera sul territorio nazionale, a poter mobilitare centinaia di migliaia di persone a ogni elezione primaria e a difendere una zolla elettorale non secondaria anche in fasi complicate proprio perché <strong>la commistione, e in certi casi la competizione, tra le anime interne</strong> alza la posta in palio. <strong>La candidatura di Tarquinio nel Pd sarebbe, in un certo senso, di tregua</strong> per casi come quello del Veneto e avrebbe la sua ratio politica nella ricerca di una <strong>postura &#8220;inclusiva&#8221;</strong> da parte di Schlein.</p>



<p>Nel Pd convive, del resto, l&#8217;eredità della <strong>componente di sinistra della Democrazia Cristiana</strong> con quella del <strong>vecchio Partito Comunista Italiano</strong>. Tra molte componenti ideologiche interne, è indubbio sottolineare come il <strong>pacifismo</strong> rappresenti una voce tutt&#8217;altro che distonica con tali eredità. In campo della sinistra Dc si può citare un duo di figure come <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html">Giorgio La Pira </a>e Giuseppe Dossetti</strong>, per i quali la ricerca della Pace non era frutto di puro irenismo ma obiettivo politico volto a rompere le gabbie della competizione globale e rafforzare la sicurezza dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo consolidando la <em>Res publica christianorum</em>, l&#8217;ecumene cristiano. In campo comunista molti ricordano le <strong>marce di Pio La Torre, alto esponente del Pci siciliano a inizio Anni Ottanta</strong> poi ucciso da Cosa Nostra, contro gli euromissili di Comiso.</p>



<p>Un partito con ambizioni nazionali, che vuole essere tra i perni della seconda famiglia europea e <strong>mira a costruire la strada per il ritorno al governo</strong> deve, del resto, ascoltare la sua base prima ancora che le sirene del circo mediatico e le sue lusinghe. Bene ha compreso la partita l&#8217;ex parlamentare <strong>Pier Luigi Castagnetti</strong>: &#8220;Io che non ho avuto e non ho dubbi a sostenere l’Ucraina nell’aggressione di Putin, penso che la presenza in lista di un pacifista rappresenti il legittimo pluralismo presente nell’elettorato Pd&#8221;, ha scritto Castagnetti sul suo profilo X. &#8220;Pace&#8221; non è una parola tabù. Renderla tale <strong>amplifica le coltri di nebbia che si spandono sul domani</strong>. Specie se certi riflessi condizionati scattano su un fatto politico secondario come la candidatura di un indipendente nelle liste di un grande partito italiano. Inscenando una dialettica, purtroppo, già nota legata al timore di certe opinioni che appaiono scomode e non allineate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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