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	<title>Donald trump Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Jul 2025 12:15:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Donald trump Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Make Coke Great Again: la battaglia di Trump per la Coca Cola delle origini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 12:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Trump è pronto a ribaltare decenni di uso di sciroppo di mais per riconvertire la Coca-Cola allo zucchero di canna. Ci riuscirà?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/make-coke-great-again-la-battaglia-di-trump-per-la-coca-cola-delle-origini.html">Make Coke Great Again: la battaglia di Trump per la Coca Cola delle origini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/istockphoto-458542223-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>C’erano una volta un presidente, una bibita gassata e un nemico invisibile chiamato <strong>sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio</strong>. Se sembra l’inizio di una favola distopica scritta in un diner del Midwest, non preoccupatevi: è solo un’altra giornata nell’universo parallelo di <strong>Donald Trump</strong>, dove ogni lattina è una dichiarazione politica e ogni sorso un atto di resistenza contro la decadenza dell’America moderna. Perché per Trump, la <strong>Coca-Cola</strong> non è solo una bevanda: è una missione. Ma attenzione, non quella versione annacquata dallo sciroppo industriale che ci rifilano oggi, no. Lui vuole la Coca-Cola “vera”, quella “di una volta”, probabilmente imbottigliata nel 1957 da operai bianchi con la brillantina e l’<em>American Dream</em> in tasca. E così, apre un nuovo fronte della sua crociata nostalgica: restaurare la grandezza perduta della <em>Coke</em>. Magari partendo dall’eliminazione del suo ingrediente più americano: il <strong>mais</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Americani e Coca-Cola, storia di un grande amore</h2>



<p>Negli Stati Uniti, la Coca‑Cola non è soltanto una bibita: è un simbolo nazionale, un’istituzione culturale. Sin dalla sua invenzione ad <strong>Atlanta nel 1886</strong>, la Coca-Cola si è insinuata nell’immaginario collettivo americano come una rappresentazione liquida del sogno americano: <strong>accessibile, frizzante, ottimista.</strong> Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda si impegnò a garantire che ogni soldato americano potesse bere una Coca-Cola a cinque centesimi, ovunque si trovasse nel mondo, trasformando il marchio in ambasciatore di uno stile di vita a stelle e strisce.</p>



<p>Oggi, il consumo di Coca‑Cola negli USA è ancora impressionante. Sebbene in calo rispetto ai picchi del passato, <strong>ogni americano consuma in media circa 37 litri di Coca‑Cola all’anno</strong>, con una leggera preferenza per la versione Diet tra gli over 40. L’azienda stessa, pur avendo ampliato il suo portafoglio (acque, tè, succhi, energy drinks), continua a investire pesantemente sull’identità “classica” del marchio.</p>



<p>La Coca‑Cola è quindi molto più di una bevanda: <strong>è una rassicurazione sentimentale, un’estensione del mito americano, e una costante pop che resiste al tempo</strong>, alle crisi, ai cambiamenti politici. Che la si ami o la si detesti, resta un oggetto transgenerazionale, capace di evocare infanzia, pubblicità natalizie con l’orso polare, e interi decenni di cultura consumeristica americana. Quando Trump si aggrappa alla sua lattina di <strong>Diet Coke</strong>, non sta solo dissetandosi: sta stringendo in mano una piccola porzione di soft power, nostalgia e ideologia nazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://s7d2.scene7.com/is/image/TWCNews/AP25197780245329_crop" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sciroppo di mais, croce e delizia americana</h2>



<p>Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, meglio noto come HFCS (High-Fructose Corn Syrup), è uno degli ingredienti più onnipresenti (e controversi) dell’alimentazione americana moderna. Si tratta di un dolcificante ottenuto industrialmente dalla trasformazione dell’amido di mais in una miscela di glucosio e fruttosio. È stato introdotto su larga scala negli Stati Uniti negli anni Settanta, quando il prezzo dello zucchero di canna cominciò a salire e il governo incentivò massicciamente la coltivazione del mais con sussidi federali. Risultato? Oggi l’HFCS è più economico, più stabile in termini di conservazione, e molto più presente dello zucchero naturale in bevande, snack, cereali, condimenti e pane confezionato.</p>



<p>Ma questa “invenzione” dell’agroindustria ha un prezzo. Secondo il CDC, il consumo eccessivo di HFCS è stato associato a un <strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/governare-il-peso-la-lotta-allobesita-tra-salute-pubblica-e-industria-globale.html">aumento dell’obesità</a></strong>, del <strong>diabete di tipo 2</strong> e di <strong>altre malattie metaboliche</strong>. Anche se scientificamente la differenza tra zucchero da tavola (saccarosio) e HFCS è sottile, dal punto di vista della percezione pubblica l’HFCS è visto come un simbolo del cibo processato, artificiale, “chimico”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.maximizemarketresearch.com/wp-content/uploads/2021/10/High-Fructose-Corn-Syrup-Market-Snapshot.webp" alt=""/></figure>



<p>Ed è proprio qui che entra in scena la “nuova” battaglia: fare guerra al mais, almeno a quello liquido. Secondo indiscrezioni circolate a inizio 2024, Trump avrebbe parlato con alcuni executive del settore alimentare per chiedere “<em>perché non torniamo allo zucchero vero?</em>”, definendo la <strong>Coca-Cola con zucchero di canna</strong> (la cosiddetta <strong>Mexican Coke</strong>) “<em>molto migliore, come una volta</em>”. In effetti, molti americani già oggi preferiscono la versione messicana della bevanda, venduta in bottiglie di vetro e dolcificata con zucchero di canna, ritenuta più “pulita” nel gusto e più fedele alla formula originale. Tra le pieghe zuccherate del populismo alimentare, la Mexican Coke è diventata un piccolo simbolo di resistenza: prodotta in Messico con zucchero di canna, venduta in bottiglie di vetro retrò, e amata da chi cerca un gusto “più vero”, “come una volta”. Negli Stati Uniti è approdata prima nei negozi etnici, poi nei supermercati mainstream, alimentando un culto trasversale tra <strong><em>foodies </em>urbani</strong>, nostalgici conservatori e consumatori critici dell’industria alimentare. La differenza nel gusto — meno dolciastro, più “pulito” — è reale per molti, anche se scientificamente i valori nutrizionali sono quasi identici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://m.media-amazon.com/images/I/91nXCF7RdSL.jpg" alt=""/></figure>



<p>Ma non è questione di calorie: è una guerra simbolica tra due visioni del cibo e dell’America stessa. Da un lato l’omologazione industriale dello HFCS, spinto da decenni di sussidi al mais; dall’altro un sapore percepito come autentico, magari importato, ma <strong>capace di evocare una purezza pre-globalizzata.</strong> È facile capire perché Donald Trump possa affezionarsi a questa narrazione: nella Mexican Coke trova l’occasione perfetta per colpire un nemico interno (il mais industriale) e, paradossalmente, esaltare un prodotto straniero come esempio dell’America “di una volta”. Un’operazione populista dolceamara, perfettamente in linea con il suo gusto — politico e personale.<br>Dietro questa scelta apparentemente marginale si nasconde una strategia comunicativa perfettamente trumpiana: <strong>attaccare un ingrediente “tecnologico”</strong>, impopolare, che incarna l’idea della modernità corrotta, e promettere un ritorno a un passato idealizzato dove “il cibo era vero”, “l’America era sana” e “la Coca-Cola era più buona”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si può&#8230;fare?</h2>



<p>Ma è davvero fattibile abbandonare lo sciroppo di mais negli USA? In teoria sì, in pratica molto complicato. Il passaggio dallo sciroppo di mais allo zucchero di canna richiederebbe una riconversione industriale non banale. Questo comporterebbe cambiamenti a vari livelli: dalla catena di approvvigionamento agli impianti di produzione, fino all’etichettatura e ai costi finali al consumatore. Ma il vero ostacolo non è tecnico: è politico ed economico, e ha un nome preciso — le <strong>lobby dell’industria del mais</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://preview.redd.it/majority-of-u-s-corn-comes-from-just-five-states-corn-v0-me2tos8hcq6f1.jpeg?width=1080&amp;crop=smart&amp;auto=webp&amp;s=5e11719c6ae316c9442fc754de84264e4dde559d" alt=""/></figure>



<p><br>Negli Stati Uniti, il mais è il cereale più coltivato in assoluto, con circa <strong>90 milioni di acri coltivati all’anno</strong>, gran parte dei quali destinati non all’alimentazione diretta, ma alla produzione di etanolo e HFCS. Secondo i dati dell’USDA, il governo federale spende ogni anno miliardi di dollari in sussidi agricoli al mais, rendendo artificialmente basso il costo di produzione di derivati come l’HFCS.</p>



<p>Organizzazioni come la National Corn Growers Association e colossi dell’agroindustria come Cargill o ADM (Archer Daniels Midland) esercitano una forte influenza su Congresso e amministrazioni, indipendentemente dal colore politico. Promuovono l’HFCS come un “<em>ingrediente naturale, sicuro e sostenibile</em>” e si oppongono strenuamente a qualsiasi politica che favorisca alternative dolcificanti più costose. In breve: se tocchi l’HFCS, tocchi gli interessi di interi <strong>stati agricoli </strong>— e quindi voti.<br>Lo zucchero di canna è significativamente più costoso dell’HFCS negli USA, principalmente a causa dell’assenza di sussidi analoghi per lo zucchero, delle tariffe doganali che limitano le importazioni di zucchero estero (specialmente da America Latina e Sud-Est asiatico) oltre al costo più elevato della raffinazione e del trasporto.</p>



<p>Secondo <em>Forbes</em>, se Coca-Cola sostituisse completamente l’HFCS con zucchero di canna,<strong> il prezzo di una lattina potrebbe aumentare fino al 20-30%</strong>, a seconda della zona geografica e della disponibilità. Questo impatterebbe non solo le bibite, ma anche l’intero comparto dei prodotti processati: cereali, salse, yogurt, prodotti da forno, snack, chewing gum. A fronte di un’inflazione alimentare già significativa negli ultimi anni (l’indice dei prezzi alimentari è salito del 25% tra il 2020 e il 2023), una manovra del genere avrebbe ripercussioni sull’intera economia domestica americana. Inoltre, i <strong>dazi di Trump</strong> sul resto del mondo, tra cui una minaccia del 30% sul Messico e una del 50% sul Brasile, potrebbero contribuire ulteriormente all&#8217;aumento dei prezzi, poiché sia lo zucchero di canna che quello di barbabietola vengono esportati negli Stati Uniti.</p>



<p>Infine, c’è l’aspetto culturale. Per molti americani — in particolare nelle fasce a basso reddito — le bevande zuccherate sono un pilastro della dieta quotidiana. Offrire versioni “<em>più genuine</em>” ma più costose potrebbe sembrare una proposta elitista o “<em>da sinistra radical chic</em>”. Il grande incubo di The Donald.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza-Libano, il doppio cessate il fuoco prepara l&#8217;assalto di Usa e Israele all&#8217;Iran?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-libano-il-doppio-cessate-il-fuoco-prepara-lassalto-di-usa-e-israele-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 14:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cessate il fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un doppio cessate il fuoco fermerà la guerra in Medio Oriente? O lo scenario venutosi a creare con la fine temporanea delle ostilità in Libano e a Gaza aprirà la strada a un aumento della conflittualità su altri fronti? Può sembrare paradossale parlare di cosa ne sarà della guerra infinita del Medio Oriente ora che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-libano-il-doppio-cessate-il-fuoco-prepara-lassalto-di-usa-e-israele-alliran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802171103771_d4c6b44813514f527e6beb00a828c5ae-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <strong>doppio<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-destino-incerto-di-hamas-dopo-il-cessate-il-fuoco.html"> cessate il fuoco</a> fermerà la guerra in Medio Oriente?</strong> O lo scenario venutosi a creare con la fine temporanea delle <strong>ostilità in Libano e a Gaza </strong>aprirà la strada a un aumento della conflittualità su altri fronti? Può sembrare paradossale parlare di cosa ne sarà della <strong>guerra infinita </strong>del Medio Oriente ora che tra Israele e Hamas i cannoni sono pronti a silenziarsi dopo quindici mesi di guerra a Gaza e mentre all&#8217;ombra della tregua del 26 novembre <a href="https://it.insideover.com/guerra/libano-il-cessate-il-fuoco-non-ce-mai-stato.html">il Libano uscito dalla battaglia tra Tel Aviv e Hezbollah</a>, nonostante molte violazioni, ricostruisce una statualità. </p>



<p>Ma la domanda è d&#8217;obbligo: quali sono le condizioni geopolitiche e strategiche che il patto su Gaza sdogana? Quali impatti attendersi su scala regionale? Le pressioni dell&#8217;entrante <strong>amministrazione americana di Donald Trump</strong> su <strong>Benjamin Netanyahu</strong> perché aprisse al cessate il fuoco possono essere lette su più piani non necessariamente limitati al campo di Gaza. Evidentemente, The Donald vedeva come un fardello la continuità del sostegno americano a Tel Aviv per una guerra senza ricadute strategiche e militari dirette per la superpotenza Usa. </p>



<p>La netta <strong>pressione di Trump, prima ancora dell&#8217;insediamento</strong>, per porre fine alla guerra apre un&#8217;altra chiave di lettura: a <strong>Washington inizia a essere finita la pazienza</strong> per il governo di estrema destra che sostiene Netanyahu e per la sua agenda securitaria. La copertura di Washington a Israele non può andare di pari passo per la presenza nell&#8217;esecutivo di <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> e degli altri ultranazionalisti che danneggiano il progetto geostrategico e securitario degli Usa trumpiani: plasmare un Medio Oriente legato agli <strong>Accordi di Abramo</strong> con cui Usa e Israele cercheranno l&#8217;amicizia e l&#8217;alleanza dei <strong>Paesi arabi</strong> per contenere il maggiore rivale regionale, l&#8217;<strong>Iran.</strong></p>



<p>Non è per buon cuore o percepita ostilità verso l&#8217;ultranazionalismo israeliano, che neanche il progressista Partito Democratico ha respinto dall&#8217;ottobre 2023 a oggi, che gli Usa si muovono in questa direzione: la percezione è che c&#8217;è una componente della politica nazionalista israeliana che <strong>mette a repentaglio l&#8217;architettura strategica</strong> anti-Teheran. E se fosse proprio la ricostruzione di quest&#8217;ultima il prezzo che gli Usa pagheranno in cambio della fine del massacro di Gaza? Non a caso, il leader dell&#8217;opposizione<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yair-lapid.html"> Yair Lapid</a> si è offerto di far <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/after-ben-gvir-says-hell-quit-lapid-reiterates-offer-to-give-netanyahu-political-safety-net-to-approve-hostage-deal/">subentrare i centristi di Yesh Atid (&#8220;C&#8217;è un futuro&#8221;) all&#8217;ultradestra nazionalista </a>al governo se quest&#8217;ultima fuoriuscisse dall&#8217;esecutivo di Netanyahu.</p>



<p>Lapid è un falco riguardo la sfida all&#8217;Iran e a ottobre, dopo i raid di Israele sulla Repubblica Islamica, li ha criticati perché <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/opposition-leader-criticizes-israeli-decision-not-to-target-strategic-iranian-sites/3375438"><strong>troppo limitati e non diretti ai siti strategici, come gli impianti nucleari</strong>,</a> Nel <strong>Partito Repubblicano di Trump</strong> la tendenza a voler chiudere la partita con gli ayatollah è oggi sempre più accarezzata dopo un 2024 che ha visto la profondità strategica di Teheran notevolmente ridimensionata. &#8220;Dobbiamo limitare i loro soldi. Dobbiamo limitare il loro petrolio. Dobbiamo tornare alla pressione massima, che funzionava sotto la prima amministrazione Trump&#8221;, <a href="https://www.business-standard.com/world-news/trump-s-national-security-pick-vows-return-to-maximum-pressure-on-iran-124121200143_1.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a> a dicembre il consigliere per la sicurezza nazionale designato Mike Waltz mentre l&#8217;Iran veniva messo sotto pressione per il programma atomico.</p>



<p>&#8220;Sono disposto a chiedere in modo abbastanza inequivocabile un cambio di regime in Iran&#8221;, <a href="https://www.foxnews.com/politics/us-officials-advocates-see-fall-assad-opportunity-force-iranian-regime-change" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha affermato</a> un falco anti-iraniano come il senatore Ted Cruz. Al dipartimento di Stato <strong>Marco Rubio porterà un atteggiamento da duro avversario di Teheran</strong>, e c&#8217;è da capire se prevarranno queste anime o la tendenza dell&#8217;ala meno interventista dei repubblicani,<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ha-scelto-il-vice-e-jd-vance-anelli-di-congiunzione-tra-lamerica-profonda-e-la-grande-finanza.html"> incarnata dal <strong>vicepresidente J.D. Vance</strong></a>, che ha escluso l&#8217;ipotesi di un raid contro l&#8217;Iran. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, molto dipenderà dall&#8217;evoluzione del teatro che per diversi osservatori può essere terreno di coltura e laboratorio di un nuovo <strong>confronto con l&#8217;Iran, </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-attacchi-di-israele-in-yemen-per-blindare-il-contenimento-anti-iran.html"><strong>ovvero quello Yemen ove proseguono i raid contro gli Houthi</strong>.</a> Se Israele e Usa si muoveranno ancora fianco a fianco contro gli ultimi alleati iraniani rimasti a contrastare Tel Aviv e i suoi partner, potrebbe essere l&#8217;avvisaglia che qualcosa di grande si prepari su Teheran. I falchi a Washington e Gerusalemme sono pronti. Netanyahu non escluderebbe l&#8217;opzione. A Trump la palla decisiva in questa fase in cui due cessate il fuoco non si può dire portino una pace agognata da tempo dalla regione.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-libano-il-doppio-cessate-il-fuoco-prepara-lassalto-di-usa-e-israele-alliran.html">Gaza-Libano, il doppio cessate il fuoco prepara l&#8217;assalto di Usa e Israele all&#8217;Iran?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Non costruiremo mai l&#8217;atomica&#8221;: il messaggio distensivo dell&#8217;Iran che avverte Israele e Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-costruiremo-mai-latomica-il-messaggio-distensivo-delliran-che-avverte-israele-e-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 21:14:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1536x742.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Masoud Pezeshkian rassicura l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (Aiea): &#8220;Non costruiremo mai l&#8217;atomica&#8221;, dice il presidente iraniano al direttore dell&#8217;Aiea, Rafael Mariano Grossi, giunto in visita a Teheran. Un messaggio chiaro da parte del presidente riformista in una fase critica per la Repubblica Islamica, pressata sul fronte geopolitico dai suoi rivali, a partire da Israele, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-costruiremo-mai-latomica-il-messaggio-distensivo-delliran-che-avverte-israele-e-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1536x742.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Masoud Pezeshkian rassicura l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (Aiea): &#8220;<strong>Non costruiremo mai l&#8217;atomica&#8221;</strong>, dice il presidente iraniano al direttore dell&#8217;Aiea, <strong>Rafael Mariano Grossi</strong>, giunto in visita a Teheran. Un messaggio chiaro da parte del presidente riformista in una fase critica per la Repubblica Islamica, pressata sul fronte geopolitico dai suoi rivali, a partire da Israele, e sottoposta a una nuova offensiva per i problemi dei diritti umani interni. Messaggio che arriva ai rivali dell&#8217;Iran ma anche ai <strong>falchi che, soprattutto nei Guardiani della Rivoluzione (Irgc)</strong> pensano a portare lo scontro con gli avversari in territorio inesplorato.</p>



<p>&#8220;Poiché abbiamo ripetutamente dimostrato la nostra buona volontà, annunciamo la nostra disponibilità a cooperare e convergere con questa organizzazione internazionale per risolvere le presunte ambiguità e dubbi sull&#8217;attività nucleare pacifica del nostro Paese&#8221;, ha detto Pezeshkian al funzionario brasiliano, una volta di più in campo per <strong>dare sostanza al multilateralismo</strong>. Si deve rendere atto al funzionario brasiliano che guida l&#8217;Aiea di aver sempre dato massima attuazione alla terzietà del suo mandato sia in <strong>occasione del problema nucleare ucraino di Zaporizhziaa</strong> che sul delicato dossier iraniano. </p>



<p>Pezeshkian parla non a caso in una fase delicata per Teheran. Lo scambio di colpi con Israele, a ottobre, ha visto la Repubblica Islamica confrontarsi con lo Stato Ebraico, anche in un contesto che ha visto gli Stati Uniti negoziare con il governo di Benjamin Netanyahu per escludere le <strong>strutture nucleari</strong> dagli obiettivi nel mirino dei raid in risposta ai lanci di missili su Tel Aviv dell&#8217;1 ottobre. Da tempo molti falchi israeliani, a partire dall&#8217;ex premier <strong>Naftali Bennett</strong>, premono su Netanyahu per dare il colpo decisivo al nucleare iraniano, obliterandone le strutture come fatto nel 1981 con l&#8217;Iraq e nel 2007 con la Siria per mettere Tel Aviv al riparo dall&#8217;ipotesi della corsa atomica degli Stati avversari. </p>



<p>Il neo-ministro della Difesa di Netanyahu<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-cacciata-di-gallant-e-netanyahu-contro-tutti-anche-in-israele.html"> Israel Katz </a></strong>ha di recente denunciato come minaccia le ambizioni nucleari vere o presunte di Teheran, dicendo che l&#8217;Iran era &#8220;&#8221;più esposto che mai agli attacchi contro i suoi impianti nucleari&#8221; e che fosse a portata <a href="https://www.firstpost.com/world/iran-willing-to-resolve-ambiguities-over-atomic-programme-iranian-president-pezeshkian-tells-un-nuclear-chief-13835228.html">&#8220;l&#8217;opportunità di raggiungere il nostro obiettivo più importante&#8221;.</a> <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/un-sussulto-da-teheran-il-ballottaggio-va-al-riformista-pezeshkian.html">Pezeshkian </a>si è appellato all&#8217;ordine internazionale</strong> per mostrare un atteggiamento distensivo, aprendo alle regolari ispezioni dell&#8217;Aiea per essere, come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto. Una mossa che vuole rilanciare il normale canone diplomatico anche per premunirsi in vista del ritorno alla Casa Bianca di <a href="https://www.affaritaliani.it/esteri/trump-medio-oriente-guerra-usa-israele-944406.html"><strong>Donald Trump, che come unica certezza per il suo secondo mandato</strong> </a>avrà, nel Medio Oriente in cui sono naufragati i suoi Accordi di Abramo, la volontà di <strong>contrastare Teheran</strong>. </p>



<p>Nel suo primo mandato The Donald ha rottamato gli accordi sul nucleare firmati da Barack Obama e gode del consenso della base conservatrice del Partito Repubblicano che li ha sempre ritenuti una disgrazia. <strong><a href="https://edition.cnn.com/2016/10/17/opinions/iran-nuclear-deal-disaster-rubio/index.html">Marco Rubio, designato come futuro Segretario di Stato,</a></strong> nel 2016 li definiva &#8220;un disastro in atto&#8221;. Mike Huckabee, nominato da Trump prossimo ambasciatore in Israele, li ha paragonati <a href="https://www.affaritaliani.it/esteri/huckabee-trump-usa-ambasciatore-israele-944711.html">come il preludio a un &#8220;nuovo Olocausto&#8221;</a>. Trump a ottobre ha proposto a  <a href="https://www.thehindu.com/news/international/israel-should-hit-iran-nuclear-facilities-says-donald-trump/article68720598.ece">Netanyahu di <strong>bombardare gli impianti nucleari</strong></a> in risposta al lancio balistico su Tel Aviv. E ora che il <strong>combinato disposto dei decisori di politica estera e strategica</strong> è formato da <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/profili-john-ratcliffe-il-texano-di-ferro-che-guidera-la-cia.html">fedelissimi di Trump al dipartimento di Stato, alla Cia, al Pentagono e al National Security Council </a>l&#8217;Iran non vuole che il pregiudizio anti-Teheran si calcifichi a Washington, prendendo ogni passo falso come giustificazione per un rilancio della pressione. E per un potenziale via libera ad altri attacchi israeliani.</p>



<p>In un Paese <strong>sotto assedio da tempo</strong> Pezeshkian manda dunque un avvertimento a Netanyahu e, in prospettiva, a Trump: l&#8217;Iran non intende provocare una destabilizzazione dell&#8217;ordine regionale con l&#8217;avventurismo atomico. Tra le righe si legge la richiesta di una semplificazione delle rivalità regionali che vedono l&#8217;Iran sfidare Usa, Israele e alleati nel teatro iracheno, in Siria, in Libano e in Yemen. L&#8217;Aiea, tramite Grossi, ha affermato tutto il suo sostegno alla ricerca di accordi sul <a href="https://en.mehrnews.com/news/224286/Grossi-to-visit-Tehran-as-Iran-committed-to-safeguards-deal">nucleare e la <strong>sostenibilità del progetto iraniano</strong></a> di una pacificazione con i rivali che garantisca la sicurezza collettiva. A Netanyahu e Trump onore e onere di cogliere il peso diplomatico e geopolitico di queste parole. Che mostrano l&#8217;esistenza di una via non conflittuale per risolvere i problemi mediorientali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-costruiremo-mai-latomica-il-messaggio-distensivo-delliran-che-avverte-israele-e-trump.html">&#8220;Non costruiremo mai l&#8217;atomica&#8221;: il messaggio distensivo dell&#8217;Iran che avverte Israele e Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump e Kamala: realismo e buon senso vs idealismo e follia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-e-kamala-realismo-e-buon-senso-vs-idealismo-e-follia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 14:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria di Trump è, tra le altre cose, una vittoria della realtà contro le fumisterie idealistiche delle oligarchie d'Occidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-kamala-realismo-e-buon-senso-vs-idealismo-e-follia.html">Trump e Kamala: realismo e buon senso vs idealismo e follia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241107131614531_b728c50e2dbd3dbb273214dc4c025b92-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria di Trump è, tra le altre cose, una vittoria della realtà contro le fumisterie idealistiche delle oligarchie d&#8217;Occidente, che sovrappongono i propri desiderata e la proprie prospettive ad essa, in linea con la nota frase di Karl Rove: &#8220;Siamo un impero e, quando agiamo, creiamo la nostra realtà&#8221;. Dove quel &#8220;nostra&#8221; sta a indicare la capacità dei demiurghi di plasmare le cose del mondo secondo i propri interessi. Deliri di onnipotenza che si declinano a ogni livello: nel piccolo si è visto nei sondaggi, ancora una volta del tutto distaccati dalla realtà, eppure ostentati con il solito vezzo oracolare dai media mainstream.</p>



<p>L&#8217;anti-sistema Trump ha ottenuto voti reali e talmente tanti che sono risultate vane anche le usuali cialtronerie sulle interferenze elettorali dei russi, dei cinesi, dei nordcoreani (e magari degli alieni). Come anche le solite lagnanze sulle fakenews che indurrebbero gli elettori creduloni a votare i candidati non graditi al sistema, opposti agli elettori illuminati che indulgono sulle loro opzioni. La realtà ha una sua consistenza, malgrado tutto. Così che anche l&#8217;esaltazione della candidata di sistema, portata sugli scudi da tutto il mainstream, e la parallela criminalizzazione dell&#8217;avversario, comprese le solite narrazioni sul fascismo di ritorno e l&#8217;immancabile associazione dell&#8217;antagonista di turno a Hitler, non hanno attecchito.</p>



<p>Una esaltazione tanto artificiosa, quella della Harris, che <strong>è bastato che perdesse per precipitarla nel buio dal quale era stata tratta</strong>, con i tanti adulatori che ne hanno plasmato l&#8217;immagine pubblica pronti a seppellirla sotto la valanga dei suoi errori &#8211; da condividersi con quelli del suo partito &#8211; dimenticandosi, al solito, di prendere coscienza dei propri, così che la reiterazione è assicurata.</p>



<p>Kamala, che era nulla prima che il partito democratico mettesse a segno il golpetto, candidandola alla Casa Bianca nonostante non avesse ricevuto voto alcuno alle primarie, è tornata nel nulla. E ora Biden, che era stato confinato ai giardinetti, è tornato a essere il presidente degli Stati Uniti. <strong>Sarà lui a gestire la delicatissima fase della transizione del potere verso la nuova presidenza</strong>, una fase nella quale può accadere l&#8217;imprevedibile, da un assassinio politico di alto livello a un incidente a rischio di innesco per la terza guerra mondiale (vedi alla voce guerra all’Iran, come ad esempio spiega l’<a href="https://theintercept.com/2024/10/26/israel-iran-world-war/">articolo di The Intercept</a>: “Come l’attacco israeliano all’Iran potrebbe scatenare una nuva guerra nondiale”).</p>



<p>Una fortuna per Trump, dal momento che il senescente presidente, da quando per gioco ha calcato in testa il cappelletto Maga, sembra non se lo sia tolto più. Tanto che alcuni media trumpiani lo hanno sollecitato a gettare il cuore oltre l&#8217;ostacolo e dichiarare apertamente il suo<em> endorsement</em> per il tycoon prestato alla politica. Ma questa è un&#8217;altra storia e appartiene alla Politica, quella che si gioca oltre il teatrino della cronaca politica e che può spiegare tanti imprevisti di queste elezioni.</p>



<p>Con Trump ha vinto la ragionevolezza. La candidata Kamala non solo era un vuoto involucro, ma era palesemente &#8220;squilibrata&#8221;, come dimostrano i tanti video circolati durante la campagna elettorale, grondanti di risate isteriche, e la sua incapacità di dire qualcosa che avesse un qualche fondamento.</p>



<p>Non è stata una scelta casuale quella di candidare una &#8220;squilibrata&#8221;, dal momento che tale squilibrio rispecchiava l&#8217;ambito che l&#8217;aveva prescelta. Quell&#8217;ambito, che va <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/kamala-la-candidata-delle-guerra-infinite">dai liberal interventisti (democratici) ai neoconservatori (repubblicani)</a>, che <strong>ha gestito l&#8217;America del post 11 settembre travolgendo il mondo con la sua follia delle guerre infinite</strong>, che hanno negli orrori di Gaza e nella guerra per procura contro la Russia fino all’ultimo ucraino i capitoli più recenti e più nefandi.</p>



<p>Da questo punto di vista, ha avuto gioco facile Trump quando, nel suo primo discorso post vittoria, ha dichiarato che il suo è &#8220;il partito del buon senso&#8221;. Se citiamo tale intervento è perché appare significativo, soprattutto perché nel suo primo discorso al mondo <strong>Trump ha voluto ribadire di voler &#8220;porre fine alle guerre&#8221;</strong>.</p>



<p>Parole, certo, solo parole, che possono essere disattese sia per incapacità che per i tanti fattori ostativi che incontrerà se e quando tenterà di metterle in pratica. Resta che la sua antagonista non ha mai pronunciato parole simili, perché la parola &#8220;pace&#8221; e i suoi tanti sinonimi non appartengono al lessico dei suoi creatori e alle loro guerre infinite. Sempre in quel discorso, Trump ha legittimamente rivendicato come per lui abbiano votato americani di tutte le estrazioni e di tutte le etnie, rivelando come l&#8217;inclusività ostentata dai suoi antagonisti fosse una formula vuota.</p>



<p>A margine, un dettaglio di quel discorso più che significativo: nello sgranare le diverse comunità che lo hanno votato, ha elencato neri, ispanici, arabi e musulmani, dimenticando gli ebrei, come annota infastidito il&nbsp;<a href="https://www.timesofisrael.com/omitting-us-jews-trump-hails-historic-coalition-that-propelled-his-election-win/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>. Non un lapsus, impossibile per l&#8217;enormità della dimenticanza; né la registrazione del fatto che in effetti gli ebrei americani per il 79% hanno votato la sua avversaria (<a href="https://www.timesofisrael.com/79-of-us-jews-voted-for-harris-according-to-largest-preliminary-exit-poll/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael&nbsp;</a>e&nbsp;<a href="https://www.jpost.com/diaspora/article-827762" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a>). Piuttosto un modo per inviare un messaggio alla leadership israeliana, Netanyahu in testa, al quale tanti lo associano in maniera semplicistica quanto indebita (la politica ha le sue complessità). E il messaggio è che l&#8217;attuale appiattimento di Washington su Tel Aviv non è destino irreversibile.</p>



<p>Al di là della digressione sul discorso di Trump, e per tornare alla disfida elettorale, va annotato come se è vero che il presidente degli Stati Uniti viene eletto dagli americani, è pur vero che questi è l&#8217;Imperatore d&#8217;Occidente. E l&#8217;Imperatore viene eletto dal mondo, che interagisce in vari modi e a vari livelli con il cuore dell&#8217;Impero.</p>



<p>Il mondo è stanco dell&#8217;idealismo catastrofico che ha caratterizzato la politica imperiale negli ultimi decenni, della conseguente follia e delle annesse guerre infinite a rischio termonucleare. E ha rigettato la candidata che incarnava la continuità di tutto ciò. Trump potrebbe deludere, certo, ma nondimeno rappresentava un&#8217;alternativa. Il mondo lo ha scelto per questo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-kamala-realismo-e-buon-senso-vs-idealismo-e-follia.html">Trump e Kamala: realismo e buon senso vs idealismo e follia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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