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	<title>Donald trump Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Russia dal di dentro: Putin ora incontra Trump grazie al ribaltone del 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 14:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1420" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-1024x757.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-1536x1136.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cambio di passo della Russia è nato nella primavera del 2024, quando Putin ha avviato una rivoluzione dei quadri, anche ad alto livello. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-dal-di-dentro-putin-ora-incontra-trump-grazie-al-ribaltone-del-2024.html">La Russia dal di dentro: Putin ora incontra Trump grazie al ribaltone del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1420" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-1024x757.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208135848684_37973b75cab10289604157bfb464188f-1536x1136.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora che, a quanto sembra, siamo quasi arrivati al dialogo diretto tra <strong>Donald Trump</strong> e <strong>Vladimir Putin </strong>(e a un incontro che, secondo le voci che circolano alla Duma, dovrebbe avvenire al più tardi nel mese di marzo), potrà forse tornar utile ripensare a certi argomenti che venivano spesi all&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. Lo ricordiamo tutti: si parlava molto dei dissensi che quella decisione fatale aveva/avrebbe provocato nei circoli di potere del Cremlino, dell&#8217;opposizione di alcuni dei principali personaggi che circondavano Putin (anche se l&#8217;unico a farsi avanti fu <strong>Sergej Naryshkin</strong>, capo dei servizi segreti esteri) e della possibilità (ritenuta concreta) che una qualche rivolta di Palazzo eliminasse il leader responsabile di un&#8217;avventura così tragica.</p>



<p>Ebbene, è successo esattamente il contrario. Nel momento di massimo stress per il regime, con l&#8217;economia aggredita dalle sanzioni e l&#8217;impegno militare ai massimi livelli, il Cremlino ha varato un rimescolamento degli incarichi, in qualche caso una vera &#8220;purga&#8221; con pochi precedenti nei venticinque anni del potere putiniano. Personaggi che parevano ormai messi da parte sono tornati in auge: il caso più evidente è stato quello dell&#8217;ex presidente ed ex premier <strong>Dmitrij Medvedev</strong>, per anni relegato all&#8217;irrilevanza dell&#8217;incarico di vice-segretario del Consiglio di Sicurezza e poi trasferito al coordinamento della produzione industrial-militare, di fatto l&#8217;occhio del Cremlino sulle fabbriche di armamenti. Ancor più rumorose, invece, le cadute. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ribaltone della primavera 2024</h2>



<p>Cominciamo da <strong>Andrej Turchak</strong>, 49 anni, segretario generale del partito putiniano Russia Unita. Lui è finito in Siberia. Non alla vecchia maniera: da politico in ascesa si è ritrovato governatore della lontana regione dell&#8217;Altai. Segue <strong>Nikolaj Patrushev</strong>, 74 anni, vecchio sodale pietroburghese di Putin, già capo dell&#8217;FSB e segretario del Consiglio di sicurezza, trasformato in consigliere personale del Presidente. E si finisce, per restare solo ai piani altissimi della politica russa, con <strong>Sergej Shoigu</strong>, 69 anni, uno che era ministro già con Boris Eltsin (Situazioni di Emergenza, dal 1994 al 2012) e dal 2012 al 2024 ministro della Difesa. Un vecchio praticante del potere e un fedelissimo di Putin, che però lo ha spostato all&#8217;incarico di segretario del Consiglio di Sicurezza, dove però deve accontentarsi di missioni di secondo piano.Tutto questo nella primavera del 2024.</p>



<p>Come si vede, nessuno dei &#8220;silurati&#8221; è stato umiliato. Tutti hanno ricevuto incarichi che, almeno dal punto di vista formale, hanno salvato loro la faccia e le prebende. A tanti altri funzionari di livello inferiore non è andata così bene. Non si contano o i governatori o i vice-governatori cacciati dall&#8217;oggi al domani, gli alti burocrati finiti in tribunale, i funzionari ridimensionati. Ma la sostanza non cambia: Putin ha voluto intorno a sé volti nuovi. E non si tratta delle preferenze o dei capricci del capo. Il sistema di potere russo, di fronte a sfide appunto sistemiche, chiedeva un cambio di passo. In questo senso il &#8220;caso Shoigu&#8221; è stato quello più indicativo. Appena il ministro è stato trasferito ad altro incarico, <strong>al ministero della Difesa è partita la rivoluzione</strong>: due dozzine di alti ufficiali sono stati rimossi e tre vice-ministri sono addirittura finiti in manette, tutti accusati di corruzione abuso di potere. </p>



<p>Il caso più emblematico è stato quello del vice-ministro Timur Ivanov, il vero braccio destro di Shoigu, accusato di aver intascato quasi 12 milioni di dollari. Ma non meno significativi quelli di <strong>Yurij Kuznetsov</strong>, il capo del personale, e di <strong>Vladimir Verteletsky,</strong> responsabile della digitalizzazione degli apparati. Anche tutto questo è successo nella primavera del 2024. E come ministro della Difesa, nel pieno dello sforzo bellico, è stato nominato <strong>Andrej Belousov,</strong> un civile, un amministratore con fama di incorruttibile. Perché lo voleva Putin? Perché Shoigu non gli era più gradito. Forse anche. Ma soprattutto perché l&#8217;apparato industriale, chiamato a sostenere lo sforzo bellico, voleva una direzione delle forze armate diversa, più attenta all&#8217;impiego delle risorse, più oculata nell&#8217;utilizzo dei materiali e forse anche più disponibile ad ascoltare la voce dei produttori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spazio ai &#8220;veterani&#8221; dell&#8217;Ucraina</h2>



<p>Quindi: nessuno scossone al vertice e Putin saldo al Cremlino, tanto da poter imporre a militari e forze di sicurezza cambiamenti più che importanti, avvicendando figure di vertice ben note e radicate nei meccanismi del potere. Perché, quindi, abbiamo potuto ipotizzare (e desiderare) una congiura di palazzo? Per due ragioni. La prima è che abbiamo un&#8217;idea della Russia distorta dalle nostre speranze e dalla nostra immaginazione. Putin non è Stalin. <strong>Benché dotato di poteri autocratici, è in realtà un equilibratore del sistema, che non è perfettamente &#8220;verticale&#8221; come si dice.</strong> Al vertice non c&#8217;è un uomo solo ma una serie di circoli e di clan spesso in competizione (pensiamo, oggi, al duro confronto tra gli ambienti della Banca Centrale e quelli dell&#8217;apparato militar-industriale, ovvero: equilibrio finanziario contro produzione di armamenti), che devono essere gestiti e regolati, perché la competizione non diventi rissa. Putin non è quello che manda nel gulag migliaia di uomini con un tratto di penna ma colui che tiene le cose in equilibrio e si assicura che, alla fine, la direzione di tutti sia una sola, o quasi. Descrivere Putin come un khan mongolo dà soddisfazione ma non aiuta a capire.</p>



<p>L&#8217;altro problema è che ci siamo così immedesimati nella nostra propaganda da considerare propaganda o falsità qualunque cosa venga detta dai dirigenti russi. Così nel marzo scorso,  quando Putin concluse la sua &#8220;campagna elettorale&#8221; per le presidenziali parlando davanti al Consiglio della Federazione, pochi fecero caso a una delle sue affermazioni. Putin, nell&#8217;occasione, dichiarò di <strong>voler far spazio, nei quadri dirigenti russi, ai &#8220;veterani&#8221; della guerra in Ucraina</strong>, intesi come tutti coloro che, con le armi in pugno o no, avevano dato un significativo contributo alla causa. E poche settimane dopo cominciò la rivoluzione dei quadri di cui abbiamo detto.</p>



<p>Era il riconoscimento che, con la guerra, era cominciata una fase del tutto nuova nella storia della Russia post-sovietica, che chiedeva uomini nuovi. Con il vecchio Putin che continua a fare da punto di equilibrio.</p>
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