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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 04 Aug 2025 14:32:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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		<title>USA-Pakistan, intesa strategica su petrolio e tariffe: sfida a Cina, Iran e India </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 14:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Usa-Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un’intesa tra Washington e Islamabad finalizzata allo sviluppo congiunto delle risorse petrolifere pakistane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-pakistan-intesa-strategica-su-petrolio-e-tariffe-sfida-a-cina-iran-e-india.html">USA-Pakistan, intesa strategica su petrolio e tariffe: sfida a Cina, Iran e India </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210111610804_6ae4380cbbfb7b90791ac5aaab12fb5b-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h1 class="wp-block-heading">&nbsp;&nbsp;</h1>



<p>Nuovi spazi commerciali prendono forma nell’Asia meridionale e potrebbero ridisegnare il panorama energetico: il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha annunciato un’intesa tra Washington e Islamabad finalizzata allo <strong>sviluppo congiunto delle risorse petrolifere pakistane</strong>. La notizia ha fatto capolino su Truth Social &#8211; piattaforma creata su iniziativa dell’attuale inquilino della Casa Bianca &#8211; ed entrambi i Governi hanno tessuto le lodi dell’accordo, auspicando che rappresenti la prima pietra su cui costruire una solida partnership strategica di ampio respiro. Non a caso, l’intesa s’inserisce in un pacchetto più “ricco” che comprende la <strong>riduzione dei dazi </strong>sulle importazioni pakistane in America, passando dal 29% al 19%. &nbsp;</p>



<p>Sebbene i dettagli tecnici non siano ancora stati resi noti, la cooperazione tra i due Paesi rischia di impensierire non poco i giganti geopolitici ed economici dell’Oriente, che vedono nel Pakistan una terra appetibile per i loro introiti commerciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa implica l’accordo</h2>



<p>La partnership con Washington, secondo diversi analisti, simboleggia potenzialmente un viatico per lo sviluppo locale attraverso l’accesso ai pozzi di oro nero nelle regioni di Belucistan, Sindh e Punjab, che finora <strong>non sono mai stati sfruttati per mancanza di infrastrutture</strong>, investimenti <em>ad hoc </em>&nbsp;e tensioni politiche. Non per nulla, il ministro delle Finanze pakistano Muhammad Aurangzeb a fine luglio si trovava nella capitale statunitense per le trattative commerciali e ha definito l’intesa <strong>l’inizio di una nuova era economica</strong> che avrebbe scritto nuovi capitoli nell’ambito energetico, minerario e persino informatico. Trump, invece, volendo sottolineare la portata dell’accordo annunciato ha affermato che <strong>in futuro il Pakistan potrebbe vendere il greggio alla vicina India </strong>alle cui esportazioni ha applicato <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c0j91p8w20vo">dazi al 25%</a> per aver esportato armi e petrolio dalla Russia.&nbsp;</p>



<p>Oggi come oggi, però, Islamabad è fortemente dipendente dalle importazioni di oro nero provenirnte dal Medio Oriente, al punto da avere quasi il 20% del fabbisogno soddisfatto per tramite delle attività di import.<strong> Il Pakistan è al 50esimo posto per riserve petrolifere</strong> e più volte il suo Governo ha tentato di esplorare giacimenti offshore senza successo, ma il contributo delle aziende statunitensi per gli addetti ai lavori può dare dei frutti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, non mancano i dubbi. Il Belucistan, in particolare, è una zona segnata da da un’insurrezione armata che osteggia lo sfruttamento delle risorse locali poiché gli abitanti vedono nell’estrazione un esproprio economico. <strong>La Cina è già presente sul territorio per allungare le mani sulle ricchezze minerarie</strong> ed energetiche e in molti temono che la penetrazione americana non possa fare altro che alimentare i moti insurrezionalisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il monito ai giganti asiatici</h2>



<p>Nell’ottica di Washington, la partnership con Islamabad è molto più di una semplice operazione commerciale: <strong>è un tassello chiave nella sua strategia di contenimento di Cina e Iran</strong>. Nonostante sia scosso da tensioni politiche, il Belucistan potrebbe tornare utile per via del suo confine con l’Iran divenendo una comoda finestra per monitorare le attività di <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html">sviluppo del programma iraniano</a>.&nbsp;</p>



<p>Per di più, la stessa regione può anche essere un punto d&#8217;osservazione su un altro importante attore asiatico: la Cina. Il Belucistan è anche uno snodo cruciale del <strong>Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC)</strong>, l’ambizioso progetto da 65 miliardi di dollari con cui Pechino punta a rafforzare il suo asse commerciale per il trasporto delle merci<em> Made in China</em>.</p>



<p>L’arrivo di compagnie statunitensi in quell’area sfida apertamente l’egemonia cinese e Islamabad dovrà dare<a href="https://it.insideover.com/politica/in-equilibrio-tra-usa-e-cina-il-pakistan-sta-diventando-una-piccola-potenza-regionale.html"> prova di equilibrismo</a> tra le due superpotenze tutelando&nbsp; la diversificazione delle alleanze geostrategiche in nome dei suoi interessi nazionali.</p>



<p>Secondo diversi analisti, gli Stati Uniti stanno cercando nel Pakistan un partner alternativo all’India, con cui i rapporti sono diventati più tesi. L’ambizione è quella di sottrarre terreno all’influenza di Pechino nella regione e consolidare un fronte economico e politico che faccia da contrappeso al Dragone.</p>



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<p></p>
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		<title>I farmaci Made in Italy nel mirino dei dazi di Trump: a rischio il nostro export e la salute degli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-farmaci-made-in-italy-nel-mirino-dei-dazi-di-trump-a-rischio-il-nostro-export-e-la-salute-degli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 12:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>L'Italia esporta una vasta gamma di medicinali negli Usa, contribuendo al settore sanitario americano. Per ora i dazi li risparmiano, però...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-farmaci-made-in-italy-nel-mirino-dei-dazi-di-trump-a-rischio-il-nostro-export-e-la-salute-degli-americani.html">I farmaci Made in Italy nel mirino dei dazi di Trump: a rischio il nostro export e la salute degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/istockphoto-2029319729-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Mentre è presto per saggiare gli effetti dei <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-ridurre-il-debito-americano-e-il-vero-obiettivo-dei-dazi-di-trump.html"><strong>dazi</strong> di <strong>Donald Trump</strong>,</a> i cittadini americani temono le ripercussioni eventuali sul settore farmaceutico. Per Washington, le aree più importanti nella filiera di fornitura del settore sono Cina<a href="https://it.insideover.com/economia/effetto-india-sul-mercato-dei-farmaci-nuova-delhi-spinge-il-boom-dei-generici.html">, India</a> ed Europa. Ad esempio, gli stabilimenti in Cina e India producono quasi tutta la fornitura mondiale di principi attivi dell’<strong>ibuprofene</strong> e della <strong>ciprofloxacina</strong>. Ma questa faccenda riguarda molto da vicino anche l’<strong>Italia</strong>. Gli Stati Uniti, pur essendo una potenza nel settore farmaceutico, mantengono una forte dipendenza dai medicinali italiani grazie al ruolo dell’Italia come uno dei principali produttori farmaceutici in Europa. Le aziende italiane svolgono un ruolo cruciale nella produzione di principi attivi di alta qualità (<strong>API</strong>), nello sviluppo di trattamenti innovativi e nella produzione conto terzi per aziende americane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://think.ing.com/uploads/charts/_w800/EU_countries_vulnerable_to_US_tariffs_on_pharmaceuticals.png" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">I Paesi dell&#8217;Ue vulnerabili ai dazi statunitensi sui prodotti farmaceutici. Importazioni statunitensi di prodotti farmaceutici per quota di Paese, 2023 (Fonte: Global Trade Tracker, LSEG Datastream; WITS; UN Comtrade; calcoli ING)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli annunci di Trump sui farmaci</h2>



<p>Mercoledì scorso l&#8217;industria farmaceutica ha ottenuto una tregua temporanea quando i medicinali di fabbricazione estera sono stati esentati dalle nuove tariffe. Ma la Casa Bianca ha dichiarato per settimane che ha intenzione di imporre dazi specifici sui prodotti farmaceutici, con l&#8217;obiettivo di spostare la produzione estera di farmaci di nuovo negli Stati Uniti e che <strong>le percentuali potrebbero variare dal 25% in su</strong>. Ora, dunque, le case farmaceutiche stanno ad attendere, convinte che le tariffe a loro destinate verranno annunciate presto. &#8220;<em>Le aziende farmaceutiche torneranno a ruggire, torneranno a ruggire, torneranno tutte nel nostro Paese perché se non lo faranno, dovranno pagare una grossa tassa</em>&#8220;, ha tuonato Trump dal Rose Garden.</p>



<p>Di conseguenza, le esportazioni farmaceutiche italiane verso gli Stati Uniti potrebbero diventare significativamente più costose, con impatti non solo sui produttori italiani, ma anche sui fornitori di assistenza sanitaria e sui pazienti americani che dipendono da questi farmaci o dai loro componenti. L’aumento dei costi e le difficoltà logistiche potrebbero causare ritardi nella produzione, obbligare le aziende a ottenere nuove autorizzazioni regolatorie o imporre costose modifiche alla catena di fornitura. Questa situazione mette in evidenza i rischi derivanti dall’<strong>interruzione dell’interdipendenza globale nel settore medico</strong>: in un ecosistema farmaceutico così integrato, politiche commerciali di questo tipo non hanno solo effetti economici, ma possono influire sulla disponibilità dei farmaci, sui costi sanitari e sulle relazioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Su quali farmaci Made in Italy contano gli Usa</h2>



<p>Secondo IQVIA, i farmaci maggiormente prescritti negli Stati Uniti sono l’<strong>atorvastatina</strong>, per il colesterolo alto; l’<strong>amlodipina</strong>, per la pressione alta e i problemi cardiaci; la <strong>levotiroxina</strong>, per problemi alla tiroide; il <strong>lisinopril</strong>, per la pressione alta e i problemi cardiaci; il <strong>losartan</strong>, per la pressione alta; la <strong>rosuvastatina</strong>, per il colesterolo alto; il <strong>metoprololo</strong>, per la pressione alta e i problemi cardiaci; la<strong> metformina</strong>, per il diabete; il <strong>gabapentin</strong>, per convulsioni e dolore ai nervi; e il <strong>pantoprazolo</strong>, per i problemi gastrici.</p>



<p>L’Italia ricopre un ruolo cruciale nella filiera farmaceutica globale, grazie a un gruppo di aziende d’eccellenza che producono e esportano medicinali anche verso gli Stati Uniti. Tra i protagonisti spicca <strong>Chiesi Farmaceutici</strong>, con sede a Parma, specializzata in trattamenti per malattie respiratorie e rare. Il <strong>Gruppo Menarini</strong>, con quartier generale a Firenze, è la più grande azienda farmaceutica italiana e un attore chiave nell’export di farmaci cardiovascolari e oncologici. Anche <strong>Angelini Pharma</strong>, parte del gruppo Angelini Industries, ha una solida presenza negli USA, in particolare nei settori della salute mentale e della gestione del dolore. Da Milano, <strong>Recordati </strong>e <strong>Dompé Farmaceutici </strong>si concentrano rispettivamente sulle malattie rare e sull’oftalmologia, mentre <strong>Alfasigma</strong> (Bologna) e <strong>Zambon</strong> (Milano) forniscono soluzioni per la gastroenterologia e la salute respiratoria. Infine, <strong>Kedrion Biopharma</strong>, con sede a Lucca, esporta terapie derivate dal plasma fondamentali per il mercato americano. Queste aziende rappresentano non solo l’eccellenza farmaceutica italiana, ma anche un legame commerciale profondo con il sistema sanitario statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa potrebbe accadere</h2>



<p>L’eventuale imposizione di dazi sui farmaci italiani da parte dell’amministrazione Trump rappresenta una mina sotto la linea di galleggiamento dell’industria farmaceutica italiana e una minaccia concreta per la salute dei pazienti americani. Con oltre <strong>11 miliardi di euro di esportazioni </strong>verso gli Stati Uniti, le aziende italiane rischiano un colpo durissimo in termini di competitività, occupazione e stabilità produttiva. I dazi, infatti, aumenterebbero i costi di importazione, facendo lievitare i prezzi dei medicinali e potenzialmente causando gravi carenze di farmaci salvavita sul mercato americano, dove molti trattamenti dipendono proprio da principi attivi o prodotti finiti Made in Italy.</p>



<p>Solo nel 2023, l’Italia si è confermata come un attore strategico nella fornitura di prodotti farmaceutici agli Stati Uniti, esportando beni per un valore di circa 7,97 miliardi di dollari, cifra che rende il mercato americano il principale destinatario dell’export farmaceutico italiano. Le categorie più rilevanti comprendono i <strong>medicinali confezionati per la vendita al dettaglio</strong>, ovvero farmaci pronti all’uso destinati direttamente ai consumatori, che da soli rappresentano circa 5,27 miliardi di dollari. A seguire, si trovano <strong>prodotti biologici </strong>come sangue umano o animale, antisieri, vaccini, tossine e colture, fondamentali per trattamenti terapeutici e misure preventive, con un valore di export pari a circa 2,94 miliardi di dollari. Infine, l’Italia ha esportato verso gli USA anche <strong>prodotti farmaceutici specializzati</strong> per un valore di 162,48 milioni di dollari. Questi numeri confermano non solo la solidità della relazione commerciale tra i due Paesi, ma anche il ruolo centrale dell’Italia come fornitore affidabile di farmaci e soluzioni mediche indispensabili per il sistema sanitario statunitense.</p>



<p>La strategia dell’amministrazione Trump sui dazi farmaceutici si muove su un filo sottile e contraddittorio: da un lato promette di <strong>abbassare i prezzi</strong> dei medicinali, dall’altro impone tariffe per riportare la produzione sul suolo americano. Un doppio obiettivo che, nei fatti, si scontra con la realtà economica. Spostare la produzione di farmaci di marca è già una sfida, ma farlo per i generici—a basso margine e alta diffusione—è quasi utopico. E i numeri parlano chiaro: un dazio del 25% potrebbe far lievitare il prezzo di una pillola per il cuore da 0,82 a 0,94 dollari, un rincaro che pesa soprattutto su chi è senza copertura assicurativa. Nel Paese che sta esaltando <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-luigi-mangione-non-deve-essere-condannato-a-morte.html">Luigi Mangione </a>a eroe nazionale. Per i farmaci oncologici generici più complessi, il costo di una terapia di 24 settimane potrebbe impennarsi fino a 10.000 dollari. Il sistema sanitario americano, già sotto pressione, di trasformarsi in un <strong>boomerang sanitario</strong>, con pazienti e ospedali affatto pronti a pagarne il conto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-farmaci-made-in-italy-nel-mirino-dei-dazi-di-trump-a-rischio-il-nostro-export-e-la-salute-degli-americani.html">I farmaci Made in Italy nel mirino dei dazi di Trump: a rischio il nostro export e la salute degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Nessun Stato curdo in Siria&#8221;: Erdogan avverte gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nessun-stato-curdo-in-siria-erdogan-avverte-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Erdogan ambisce a essere dominus del conflitto siriano, in attesa che Washington "parli": intanto, invia un segnale chiaro sui Curdi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nessun-stato-curdo-in-siria-erdogan-avverte-gli-stati-uniti.html">&#8220;Nessun Stato curdo in Siria&#8221;: Erdogan avverte gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240524083116971_90057f030e3955333940de053cda3bdb-e1720002629143-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Comprendere il risiko siriano in queste ore non è fatto semplice. Qui, come altrove, sembrano essersi dati appuntamento i principali attori mondiali per regolare &#8211; anche in questo angolo di Medio Oriente &#8211; i propri conti. <strong>Recep Erdogan</strong>, da circa una settimana non dorme sogni tranquilli. <strong>Aleppo</strong> pare caduta, ormai, e questo pompa la sua <em>hybris</em> in un&#8217;area che non ha solo un significato geopolitico ma anche storico e simbolico per la Turchia.</p>



<p>Dal 2011 il sultano di Ankara ha rotto i rapporti con il regime di <strong>Bashar al-Assad</strong>, accogliendo milioni di rifugiati in fuga dalla guerra e lanciando tre operazioni militari oltre confine contro le forze curde dell&#8217;<strong>YPG</strong>. Gli ultimi scontri, che hanno visto il ritorno dei ribelli di <strong>Hayat Tahrir al-Sham, </strong>hanno allarmato a tal punto la Turchia che il 30 novembre scorso il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, ha annunciato che tutte le misure precauzionali erano state attivate lungo la frontiera. Le preoccupazioni di Erdogan riguardano sì l’eventualità di un’<em>escalation</em> che potrebbe incendiare ulteriormente l’intera area. Ma il rischio maggiore, per lui, è che l’YPG approfitti del ritiro delle forze di Damasco, alimentando <strong>nuove ondate migratorie</strong> verso il confine turco. Ankara teme che la situazione possa degenerare sia a Nord-Ovest, nella provincia di <strong>Idlib</strong>, dove si rischia una crisi umanitaria, sia a Nord-Est, dove sono presenti le milizie curde siriane dell’YPG, ritenute dalla Turchia affiliate al PKK.</p>



<p>Circa un mese fa, Erdogan aveva ammesso che, in occasione, di una telefonata con <strong>Donald Trump </strong>subito dopo la sua rielezione, aveva sottolineato la necessità di porre fine al <strong>sostegno degli Stati Uniti allo YPG</strong>, la fazione più numerosa all&#8217;interno delle Forze democratiche siriane, affermando che la Turchia non scenderà mai a compromessi sulla sicurezza dei propri confini. In un discorso ai giornalisti al suo ritorno da Budapest, aveva ribadito che la Turchia avrebbe proseguito le discussioni con Washington affrontando la questione degli sviluppi regionali, &#8220;<em>incluso il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria</em>&#8220;. Il presidente turco ha sottolineato l&#8217;impegno del suo Paese a istituire una<strong> zona di sicurezza </strong>di 30-40 chilometri lungo il confine meridionale per neutralizzare le minacce terroristiche del PKK e dello YPG. La storia ha fatto il resto.</p>



<p>Riuscire a vaticinare come Trump sceglierà di agire in questo quadrante della politica estera è impresa assai ardua. Il ricordo più memorabile dei siriani legato al presidente neoeletto è il suo attacco militare contro le forze del regime e il riferimento ad Assad come a un &#8220;animale&#8221; a causa dell&#8217;uso di armi chimiche da parte del regime contro i civili a Khan Sheikhoun, nel Sud di Idlib, nell&#8217;aprile 2018. Quel poco che possiamo dedurre sul probabile atteggiamento futuro di Trump lo si può dedurre dai nomi annunciati come componenti del suo team, <strong>la maggior parte dei quali ha posizioni molto rigide contro il regime di Assad e l&#8217;Iran. </strong></p>



<p>Per gli Stati Uniti, il dossier primario è principalmente correlato a Israele e a come fermare la linea di rifornimento che passa attraverso la Siria per raggiungere <strong>Hezbollah</strong>. Il secondo è senza dubbio il ritiro dalla zona di confine tra Siria e Turchia, argomento di cui Trump e il suo team stanno ancora discutendo. <em>Last, but not least</em>, l&#8217;altro dossier importante è quello delle <strong>sanzioni</strong>, poiché la Siria assisterà a un rafforzamento dell&#8217;attuazione dei programmi di sanzioni, in particolare del <strong>Caesar Act</strong>.</p>



<p>Sostenendo la sortita dei ribelli, Ankara vuole ricordare ad Assad la sua debolezza, e quanto la mollezza del regime siriano abbia permesso alla Turchia di far divergere le ali ribelli dell’Esercito nazionale siriano verso Tel Rifaat, all’incrocio tra Aleppo e l’area di pertinenza curda.<br>Erdogan ora ambisce alla ciliegina sulla torta: privare i curdi di <strong>Manbij</strong>, l’ultima area della Siria nordoccidentale ancora controllata dalle Forze democratiche siriane a guida curda, sulla riva Ovest dell’Eufrate. Nel 2016, proprio Manbij fu il centro nevralgico del fallito tentativo delle YPG di collegare le zone sotto controllo curdo a est dell’Eufrate all’area di Afrin a Ovest.</p>



<p>Lo scorso 1 dicembre, Fidan è stato molto chiaro: &#8220;<em>La Siria è sensibile per gli Usa ma lo è a maggior ragione per noi. Gli americani conoscono molto bene la nostra posizione. In Siria c’è una organizzazione terroristica (i curdi di Ypg) legata agli Usa, se questi sospendessero il sostegno non durerebbero più di tre giorni. In questo contesto non è possibile la formazione di un nuovo Stato in Siria. Esiste uno stato curdo in Iraq, autonomo e federato e con l’Ypg non è in buoni rapporti. Il nostro obiettivo primario è mantenere l’integrità territoriale della Siria</em>&#8220;. Una riposta lapidaria, per conto di Erdogan, a chi si chiedesse quanto margine di trattativa esiste con Ankara: sulla questione curda, lo 0%. </p>



<p></p>
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		<title>Netanyahu, la Corte Penale Internazionale e quel diritto internazionale che forse non esiste più</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-la-corte-penale-internazionale-e-quel-diritto-internazionale-che-forse-non-esiste-piu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 12:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122130115978_289a5de870ddbe5087be643627998148-e1732277151369-1536x726.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corte Penale Internazionale ha segnato &#8220;un punto molto forte&#8221; e preso una decisione &#8220;giustificata&#8221; promuovendo un mandato d&#8217;arresto contro un importante leader globale accusato di crimini di guerra e contro l&#8217;umanità. Anzi no, è stata &#8220;scandalosa&#8221;, ha messo uno Stato legittimo al pari di un gruppo terroristico. Non è schizofrenia: sono le prese di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-la-corte-penale-internazionale-e-quel-diritto-internazionale-che-forse-non-esiste-piu.html">[...]</a></p>
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<p>La <strong>Corte Penale Internazionale</strong> ha segnato &#8220;un punto molto forte&#8221; e preso una decisione &#8220;giustificata&#8221; promuovendo un mandato d&#8217;arresto contro un importante leader globale accusato di crimini di guerra e contro l&#8217;umanità. Anzi no, è stata &#8220;scandalosa&#8221;, ha messo uno Stato legittimo al pari di un gruppo terroristico. Non è schizofrenia: sono le prese di posizione dell&#8217;<strong>amministrazione Usa di Joe Biden</strong> sui due procedimenti più importanti mai promossi dall&#8217;Icc nell&#8217;ultimo biennio, ovvero rispettivamente il mandato d&#8217;arresto contro Vladimir Putin e quello contro Benjamin Netanyahu per i crimini di cui sono accusati, rispettivamente, in Ucraina e Gaza. </p>



<p>Leggere le dichiarazioni del governo Usa <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2023/mar/18/joe-biden-welcomes-icc-arrest-warrant-vladimir-putin">nel primo</a> (18 marzo 2023) e nel <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2024/11/21/statement-from-president-joe-biden-on-warrants-issued-by-the-international-criminal-court/">secondo caso</a> (ieri, 21 novembre 2024) dice molto del doppio standard del diritto internazionale. Un diritto che ormai si è <strong>chiamati a rispettare solo quando è conforme ai propri <em>desiderata</em>.</strong> E che la guerra di <a href="https://it.insideover.com/guerra/arrestate-netanyahu-la-corte-penale-internazionale-ha-deciso.html">Netanyahu a Gaza,</a> combattuta senza regole e capace di produrre oltre 120mila morti tra vittime dirette e indirette imputabili al conflitto, sta contribuendo a demolire. Del resto, parliamo delle posizioni di un Paese, gli Usa, che quella <strong>corte chiamata a indagare sui crimini di guerra non la riconoscono</strong>, così come i leader dei Paesi chiamati alla sbarra. Insomma, abbiamo un&#8217;asimmetria tra l&#8217;universalità della giurisdizione rivendicata dalla Corte e quella che di fatto le è concesso applicare. Il nodo resta <strong>tutto politico</strong>, ovvero legato a se e quanto i governi vogliano dare <em>empowerment</em> alla giurisdizione di un tribunale che afferma un dato grave, sottolineando che leader alla ribalta sulla scena mondiale si sono macchiati di violazioni di diritti umani ritenuti invalicabili.</p>



<p>C&#8217;è la <strong>percezione del fatto che il diritto internazionale non sia mai stato, in fin dei conti, tale</strong>. Ma la sua asserita sovranità è stata la cristallizzazione dei rapporti di forza post-Guerra Fredda. Il diritto internazionale, la punizione dei crimini di guerra e l&#8217;oggettività delle sentenze andavano benissimo quando si trattava di punire&#8230;gli sconfitti! Pensiamo, ad esempio, al Tribunale per la Ex Jugoslavia o a quello per il genocidio in Ruanda. Ma <strong>un diritto costruito a uso e consumo della proiezione occidentale</strong> e soprattutto della leadership americana non può vivere senza un consenso diffuso. Col senno di poi, notiamo che proprio la scelta Usa di non ratificare lo Statuto di Roma e la Cpi nel 2002 abbiano dato il là alla <strong>disapplicazione di questi principi.</strong> L&#8217;anno dopo ci fu l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq, senza mandato Onu, poi si aprì una lunga fase, che dura tuttora, di guerre coperte, ibride e asimmetriche. Di rivalità conclamate. Il diritto non si applica ai forti, siano essi nemici (Russia) o amici (Israele), e il <strong>doppio standard è palese</strong>.</p>



<p>Forse appare meno incoerente Viktor Orban, che ha rifiutato la sovranità della Cpi e sfidato L&#8217;Aja invitando Netanyahu a Budapest, parlando esplicitamente contro l&#8217;internazionalismo che contrasta esplicitamente dell&#8217;amministrazione Usa progressista, diritto-umanista e, a parole, multilaterale. Mesi a parlare del rischio per la comunità internazionale del ritorno del &#8220;sovranista&#8221; Trump e due mesi prima del suo insediamento gli Usa tornano a delegittimare un&#8217;istituzione che hanno minato alle fondamenta non aderendovi salvo poi sostenerne a corrente alternata le <strong>decisioni basate su prove</strong>. Un simbolo di quanto problematico sia l&#8217;approccio che la guerra a Gaza sta facendo emergere circa l&#8217;interpretabilità del diritto internazionale. Calpestato da Israele, ignorato dai suoi alleati e diretto, forse, al tramonto in un mondo alla Hobbes dove vige, ormai, l&#8217;antico principio dell&#8217;<strong><em>homo homini lupus.</em></strong></p>
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