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	<title>Dmitrij peskov Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 04:15:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Dmitrij peskov Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perché la guerra di logoramento in Ucraina logora anche l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-la-guerra-di-logoramento-in-ucraina-logora-anche-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 04:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La guerra consuma l’Ucraina, impoverisce l’Europa, rafforza l’industria militare e avvicina il continente a un confronto diretto con Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-guerra-di-logoramento-in-ucraina-logora-anche-leuropa.html">Perché la guerra di logoramento in Ucraina logora anche l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Russia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente vertice dell’Alleanza atlantica ha proclamato ancora una volta l’unità occidentale contro la Russia. Dietro i sorrisi e le dichiarazioni ufficiali, tuttavia, emerge una realtà più inquietante: l’Europa sta accettando che <a href="https://it.insideover.com/difesa/trasporti-missili-e-munizioni-lundicesimo-pacchetto-italiano-per-lucraina.html" type="post" id="469198">l’Ucraina colpisca in profondità il territorio russo e sta offrendo un sostegno sempre più diretto a queste operazioni.</a> La teoria è semplice: portare la guerra nelle città e nelle regioni russe per spingere la popolazione a ribellarsi contro il Cremlino. Il presidente finlandese <strong>Alexander Stubb </strong>ha sostenuto che la guerra deve diventare una questione personale per i cittadini russi, affinché questi costringano il governo a negoziare.</p>



<p>È una strategia pericolosa. Colpire la popolazione civile per modificarne il comportamento politico appartiene alla logica della guerra irregolare e del terrorismo. Le stesse organizzazioni jihadiste avevano giustificato gli attentati in Europa sostenendo di voler costringere le popolazioni occidentali a fare pressione sui propri governi. <strong>L’Occidente non si limita più alla fornitura di armi. </strong>Dal 2022 gli Stati Uniti trasmettono informazioni per la regolazione del tiro ucraino. Gli aerei radar dell’Alleanza sorvegliano lo spazio aereo dalla Romania, dalla Polonia, dalla Germania e da altri Paesi. I servizi occidentali avrebbero inoltre collaborato al guidaggio dei droni destinati a colpire Mosca, San Pietroburgo e altre regioni russe.</p>



<p>Alcuni Paesi baltici e la Finlandia sono accusati di tollerare il passaggio dei droni ucraini nel proprio spazio aereo. L’Estonia ha persino ammesso di non voler chiedere a Kiev di interrompere tali operazioni. <strong>Ma uno Stato che consente l’uso del proprio territorio, delle proprie basi o del proprio spazio aereo per colpire un altro Paese può essere considerato parte dell’aggressione.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa sacrifica le proprie difese</h2>



<p>Il coinvolgimento occidentale emerge anche dal caso polacco. Il governo di Varsavia avrebbe trasferito segretamente all’Ucraina una parte dei missili destinati alla difesa aerea nazionale, senza informare pienamente il Parlamento. <strong>La Polonia disponeva di circa duecento intercettori e ne avrebbe ceduto una quota a Kiev </strong>proprio mentre l’Ucraina denuncia una grave carenza di sistemi antiaerei. L’episodio rivela una contraddizione. Da un lato i governi europei affermano che la Russia potrebbe attaccare l’Europa entro pochi anni; dall’altro riducono le proprie scorte strategiche per sostenere l’Ucraina. <strong>Se la minaccia russa fosse davvero imminente, privarsi dei mezzi di difesa sarebbe un atto di irresponsabilità. </strong>Se invece Varsavia ritiene di poter trasferire le proprie riserve, significa che non considera realistico un attacco russo alla Polonia.</p>



<p>Il vertice ha inoltre promesso circa settanta miliardi di euro per il 2026 e una cifra analoga per l’anno successivo. Gran parte di queste risorse non resterà però in Ucraina: tornerà alle industrie militari europee e americane sotto forma di ordinativi, munizioni e sistemi d’arma. Il sostegno a Kiev diventa così anche una gigantesca politica industriale finanziata dai contribuenti. Il prezzo sarà pagato attraverso maggiore debito, tagli ai servizi pubblici, riduzione degli investimenti civili e rincaro dell’energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’operazione ucraina al teatro di guerra europeo</h2>



<p>Il portavoce del Cremlino <strong>Dmitrij Peskov </strong>ha affermato che l’allargamento del coinvolgimento occidentale rischia di trasformare l’operazione in Ucraina in una guerra vera e propria. Non è soltanto una questione di parole. Nella concezione militare russa, l’Ucraina rappresenta un teatro di operazioni limitato. Una guerra contro l’Europa costituirebbe invece un teatro strategico superiore, con un diverso livello di comando, una maggiore mobilitazione delle risorse e obiettivi distribuiti su tutto il continente.</p>



<p>La Russia non sta quindi semplicemente cambiando la definizione del conflitto. Sta avvertendo che, se i Paesi europei continueranno a fornire intelligence, a guidare droni, ad aprire il proprio spazio aereo e a sostenere attacchi sul territorio russo, Mosca potrebbe considerarli partecipanti diretti. È questo il rischio più grave: <strong>l’Europa potrebbe entrare in guerra senza una decisione formale,</strong> attraverso una successione di piccoli passi, ciascuno presentato come limitato e controllabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’errore strategico dell’Ucraina</h2>



<p>L’ex comandante delle forze armate ucraine <strong>Valerij Zalužnyj </strong>ha contestato apertamente l’ottimismo occidentale. Affermare che la Russia abbia già perso la guerra è inesatto e pericoloso. Gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi e infrastrutture russe provocano danni reali, ma sono costosi e non modificano necessariamente la situazione al fronte. La Russia dispone di maggiori risorse umane, industriali e missilistiche. <strong>Può rispondere con una forza equivalente o superiore. </strong>L’Ucraina, invece, combatte una guerra d’usura contro un Paese più popoloso e dotato di una capacità produttiva molto più ampia.</p>



<p>Kiev continua inoltre a difendere ogni villaggio e ogni posizione, sacrificando uomini e mezzi per impedire avanzate territoriali spesso limitate. Ma il successo strategico non si misura in chilometri quadrati. La vera domanda è quale società riuscirà a sostenere più a lungo il peso economico, umano, militare e psicologico del conflitto. Mosca non cerca più necessariamente grandi sfondamenti. <strong>Preferisce aspettare gli attacchi ucraini, logorare le unità avversarie e distruggerne sistematicamente il potenziale.</strong> Le operazioni contro ferrovie, centrali, depositi di carburante e vie di rifornimento incidono direttamente sulla capacità di Kiev di portare rinforzi al fronte. Le incursioni ucraine in Crimea o nelle regioni più lontane della Russia producono invece un notevole effetto mediatico, ma spesso non migliorano la condizione delle truppe impegnate nei combattimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’Alleanza costruita per un’altra epoca</h2>



<p>La guerra ha infine mostrato i limiti dell’Alleanza atlantica. Essa fu costruita per garantire la protezione nucleare americana dell’Europa, non per condurre indefinitamente una guerra convenzionale di logoramento contro una potenza nucleare. L’articolo sulla difesa collettiva serviva soprattutto a impegnare gli Stati Uniti nella protezione degli europei. <strong>Ma Washington non sacrificherà le proprie città per Kiev, Stoccolma o Berlino.</strong> È questa la ragione profonda per cui l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza continua a essere rinviato.</p>



<p>L’Europa promette quindi all’Ucraina una vittoria che non sa definire e una protezione che non può garantire fino in fondo. L’obiettivo reale sembra essere diventato l’indebolimento della Russia, non la riconquista dei territori perduti. Il risultato è una guerra che consuma l’Ucraina, impoverisce l’Europa, rafforza l’industria militare e <strong>avvicina il continente a un confronto diretto con Mosca.</strong> L’Europa continua ad avanzare verso il limite, ma nessuno sembra sapere dove fermarsi né come tornare indietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-guerra-di-logoramento-in-ucraina-logora-anche-leuropa.html">Perché la guerra di logoramento in Ucraina logora anche l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I brand occidentali tornano in Russia? Starbucks e Coca Cola sono pronti ma intanto a Mosca&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-brand-occidentali-tornano-in-russia-starbucks-e-coca-cola-sono-pronti-ma-intanto-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 08:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo tre anni di guerra e di sanzioni i brand occidentali si apprestano a tornare sul mercato russo: le voci su Starbucks e Coca Cola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-brand-occidentali-tornano-in-russia-starbucks-e-coca-cola-sono-pronti-ma-intanto-a-mosca.html">I brand occidentali tornano in Russia? Starbucks e Coca Cola sono pronti ma intanto a Mosca&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>I brand occidentali potrebbero tornare presto in Russia?</strong> Solo alcuni mesi fa una simile ipotesi poteva apparire molto fantasiosa, ma presto potrebbe trasformarsi in realtà. Nel pomeriggio nel 4 marzo diversi media russi, tra cui la <a href="https://tass.ru/ekonomika/23302499" target="_blank" rel="noreferrer noopener">TASS (la principale agenzia di stampa)</a>, hanno annunciato che <strong>il colosso americano di caffè e bevande Starbucks ha registrato presso il <em>Rospatent</em></strong><em> </em>(l’ente che rilascia licenze per marchi e loghi distribuiti in Russia) <strong>non uno, ma ben due diversi loghi</strong>, per svolgere attività del terzo settore e in particolare commerciare caffè, bevande e snack.</p>



<p>La domanda di registrazione del marchio, secondo quando indicato sul <a href="https://www.fips.ru/registers-doc-view/fips_servlet?DB=RUTMAP&amp;DocNumber=2024756503&amp;TypeFile=html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento ufficiale consultabile online</a>, sarebbe in realtà stata presentata già lo scorso maggio 2024 e avrebbe ricevuto da poco definitiva approvazione, segnando il ritorno di Starbucks sul mercato russo. <strong>La catena di bibite e caffè aveva interrotto ogni attività in Russia nella primavera del 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio.</strong> Non è ancora chiaro quando il ritorno verrà formalizzato, ma, secondo alcune fonti, Starbucks sarebbe pronta ad acquistare nuovi punti vendita in Russia, per un valore di circa 270 milioni di dollari (24 miliardi di rubli), pagando, però, 10 volte l’importo per cui aveva svenduto tutte le proprie attività alla fine del 2022, con una perdita non indifferente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/2024-10-22T201049Z_1_LYNXMPEK9L0R2_RTROPTP_3_STARBUCKS-CEO.jpg" alt="" class="wp-image-459265" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/2024-10-22T201049Z_1_LYNXMPEK9L0R2_RTROPTP_3_STARBUCKS-CEO.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/2024-10-22T201049Z_1_LYNXMPEK9L0R2_RTROPTP_3_STARBUCKS-CEO-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/2024-10-22T201049Z_1_LYNXMPEK9L0R2_RTROPTP_3_STARBUCKS-CEO-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/2024-10-22T201049Z_1_LYNXMPEK9L0R2_RTROPTP_3_STARBUCKS-CEO-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Quello di Starbucks non è però un caso isolato, dato che anche un altro big americano ha provveduto a registrare il proprio brand in Russia: <strong>la Coca-Cola Company, </strong>dopo l&#8217;uscita dal mercato russo nel 2022, <strong>alcuni mesi fa aveva fatto richiesta per registrare il logo di Coca-Cola, Fanta e Sprite</strong>, chiedendo una licenza per vendere bibite gassate e succhi di frutta, ma anche birra, che sono tornate quindi disponibili in Russia, con però un prezzo superiore, dove a far concorrenza ci sono ora altre bibite simili, ma di produzione locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I brand tornano ma intanto la Russia li ha rimpiazzati</strong></h2>



<p>Molti ricorderanno come, dopo l’invasione dell’Ucraina e l’inizio del logorante conflitto, giunto ormai al suo terzo anno, <strong>le aziende occidentali che lasciarono la Russia furono centinaia, di ogni tipologia: da brand di vestiti e moda, a catene di fast food e ristoranti, statunitensi, europei e italiani. </strong>Celebri furono in particolare i casi di McDonald’s, la catena di pollo fritto di KFC, ma anche la Pizza Hut, negli anni Novanta pubblicizzata in Russia nientemeno che da Michail Gorbaciov, l’ultimo Segretario generale del PCUS.</p>



<p>Se in un primo momento l’uscita dei brand occidentali dal mercato russo aveva suscitato molto sgomento e preoccupazione, soprattutto nei consumatori più affezionati, la Russia ha in realtà sopperito al problema già dall’inizio del 2023: <a href="https://mowmag.com/attualita/siamo-andati-a-mangiare-in-una-stolovaja-mensa-in-russia-tra-piatti-tipici-e-prezzi-bassi-altro-che-fast-food-con-nomi-occultati" target="_blank" rel="noreferrer noopener">moltissime delle catene sopracitate sono infatti state <strong>“ricreate” in versione russa</strong></a><strong>,</strong> cambiando ovviamente il nome, ma mantenendo i prodotti, lo stile e l’essenza: così <strong>la versione russa di McDonald’s è oggi <em>Vkusno i tochka </em>(“Buono e basta/buono e punto”), KFC è diventato Rostic’s, Pizza Hut è stato semplicemente traslitterato in cirillico come <em>Pizza H</em></strong><em>, </em>e anche Starbucks era stata rimpiazzata da una variante russa, ovvero Stars Coffe.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-459266" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/3i6a0919-hdr-pic_32ratio_1200x800-1200x800-37500.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Vkusno i tochka </em>(“Buono e basta”) il McDonald’s russo</figcaption></figure>
</div>

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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-459267" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/20231009-143358409-2598.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">KFC e la sua nuova versione russa Rostic’s</figcaption></figure>
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<p>Il ritorno delle aziende occidentali appare infatti come una mossa necessaria più agli occidentali che ai russi, per cercare forse di <strong>riguadagnare terreno nel mercato russo; anche se, nel frattempo, la domanda potrebbe aver trovato molte nuove offerte autoctone a prezzi inferiori.</strong> Un altro aspetto critico rimangono poi le numerose sanzioni varate contro la Russia negli ultimi tre anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Con le aziende americane si può collaborare”</strong></h2>



<p>Considerando l’entità delle sanzioni, il ritorno dei marchi potrebbe non essere immediato, dato che i rapporti commerciali si sono bruscamente interrotti per lunghissimo tempo, con impatti macroscopici. Tuttavia, il portavoce di Vladimir Putin, <strong>Dmitrij Peskov, recentemente ha fatto sapere che la Russia sarebbe pronta a collaborare con le aziende americane, a patto però che le sanzioni vengano revocate.</strong></p>



<p>Dunque, se da una parte tra Russia e Unione Europea, i rapporti commerciali, e soprattutto diplomatici, sono ai minimi storici – tanto che <a href="https://it.insideover.com/politica/armiamoci-e-partite-von-der-leyen-presenta-rearm-europe-il-piano-da-800-miliardi-per-la-difesa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ursula von der Leyen, in sostegno dell’Ucraina ha lanciato l’idea del suo piano da 800 miliardi di euro per il riarmo</a> &#8211; in seguito al <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-russia-partono-i-negoziati-sullucraina-il-ruolo-e-gli-interessi-dellarabia-saudita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vertice Usa-Russia a Riad</a> <strong>gli equilibri tra Mosca e Washington sono decisamente più distesi, mentre il primo obiettivo posto dall’amministrazione Trump resta ancora la pace in Ucraina.</strong> Senza dubbio, il cambiamento di questi rapporti segna un nuovo precedente storico a livello internazionale, in cui inaspettatamente, a non essere coinvolta, stavolta, potrebbe rimanere l’Europa.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-459269" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/star-coffee.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La nuova catena russa Stars Coffee e l’originale Starbucks</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-brand-occidentali-tornano-in-russia-starbucks-e-coca-cola-sono-pronti-ma-intanto-a-mosca.html">I brand occidentali tornano in Russia? Starbucks e Coca Cola sono pronti ma intanto a Mosca&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Facebook oscura i media russi (su ordine di Biden)</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/facebook-oscura-i-media-russi-su-ordine-di-biden-e-un-errore-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 09:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meta (Facebook) ha annunciato la chiusura dei media russi sulle sue piattaforme: ecco perché è una scelta sbagliata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-600x279.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-1024x476.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092010351481_792536e6e7727abc68936cea514c443c-e1726821363205-1536x714.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ennesima stretta delle piattaforme social contro i <strong>media russi</strong>. Ennesimo segnale di un dialogo, quello tra l’Occidente e la Federazione Russa, che si interrompe. La chiusura dei media russi sulle piattaforme di Meta rappresenta infatti un ulteriore deterioramento nelle relazioni già tese tra l&#8217;Occidente e la Russia, riflette un clima geopolitico sempre più conflittuale e l’innalzamento di una nuova Cortina di Ferro che sembrava un retaggio della Guerra Fredda. Meta, la società proprietaria di Facebook, ha infatti annunciato di aver bandito<strong> <em>Russia Today</em>, <em>Rossiya Segodnya</em></strong> e altri media russi dalle sue piattaforme.</p>



<p>La società di <strong>Mark Zuckerberg</strong> ha giustificato tale mossa&nbsp; sostenendo che queste testate avrebbero utilizzato &#8220;tattiche ingannevoli&#8221; per portare avanti operazioni di &#8220;influenza segreta&#8221; online. Si tratta di un significativo inasprimento delle misure adottate dalla più grande azienda di social media contro i media statali russi: in precedenza, infatti, gli interventi si erano limitati a bloccare la possibilità di fare pubblicità e a ridurre la visibilità dei loro post. Nelle stesse ore, Youtube (dunque Alphabet, Google), ha rimosso centinaia di canali con legami con i media sostenuti dal governo russo, <a href="https://www.nbcnews.com/news/us-news/meta-bans-rt-russian-disinformation-rcna171402">ha confermato un portavoce alla <em>Nbc News</em></a>.</p>



<p>&#8220;Come parte del nostro impegno continuo per rispettare le sanzioni applicabili del Governo degli Stati Uniti, abbiamo chiuso oltre 230 canali affiliati alla Russia&#8221;, ha scritto il portavoce in un&#8217;e-mail. Ovviamente, Meta e Google, e le <strong>Big Tech</strong> in generale, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden.html">agiscono su ordine diretto del Governo degli Stati Uniti</a> e del suo apparato di sicurezza che soltanto pochi giorni prima aveva annunciato nuove sanzioni contro i media russi. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha descritto l&#8217;emittente RT come &#8220;un membro a tutti gli effetti dell&#8217;apparato di intelligence del governo russo&#8221; in merito alla guerra in Ucraina. Le autorità statunitensi hanno inoltre accusato RT di condurre operazioni segrete di guerra informativa in favore delle agenzie di spionaggio russe. <strong>James Rubin</strong>, coordinatore del Global Engagement Center del Dipartimento di Stato, ha dichiarato che RT è il mezzo attraverso cui vengono diffuse &#8220;propaganda, disinformazione e menzogne a livello globale&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meta bandisce i media russi</strong></h2>



<p>L&#8217;accusa è quella di &#8220;interferenza straniera&#8221;. Il che suona piuttosto curioso detto da una multinazionale. &#8220;Abbiamo deciso, dopo un&#8217;attenta valutazione, di estendere le nostre misure contro le testate dei media statali russi,&#8221; ha dichiarato Meta in un comunicato. &#8220;<em>Rossiya Segodnya</em>, <em>RT</em> e altri enti correlati sono ora vietati dalle nostre app a livello globale per attività di interferenza straniera&#8221;. Oltre a Facebook, le piattaforme di Meta includono <strong>Instagram, WhatsApp e Threads</strong>. Prima dell&#8217;attuazione del divieto, RT contava oltre 7,2 milioni di follower su Facebook e più di 1 milione su Instagram. Il portavoce del Cremlino, <strong>Dmitry Peskov</strong>, ha criticato aspramente la decisione, affermando: &#8220;Con queste azioni, Meta sta danneggiando la propria reputazione. Azioni selettive contro i media russi sono inaccettabili. Questo rende più difficile la prospettiva di normalizzare le nostre relazioni con Meta&#8221;.</p>



<p>All’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione Europea aveva imposto il divieto alla trasmissione di <em>RT</em> e di <em>Sputnik</em>, accusandoli di diffondere propaganda pro-Cremlino e di giustificare l’aggressione militare contro l’Ucraina. <a href="https://scheerpost.com/2022/04/13/glenn-greenwald-the-censorship-campaign-against-western-criticism-of-natos-ukraine-policy-is-extreme/">Come ha notato al tempo il giornalista Glenn Greenwald</a>, &#8220;si noti che questo regime di censura è completamente unilaterale e, come al solito, interamente allineato con la politica estera degli Stati Uniti. I notiziari occidentali e le piattaforme dei social media sono stati&nbsp;&nbsp;inondati di propaganda filo-ucraina e di vere e proprie bugie&nbsp;fin dall&#8217;inizio della guerra&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mossa contro la libertà d’informazione</strong></h2>



<p>Da un lato, l&#8217;Occidente giustifica la misura di Meta come un mezzo per contrastare la disinformazione e le campagne di propaganda online, come se la propaganda fosse a senso unico. Tuttavia, dal punto di vista del Cremlino, quello di Meta è un atto di censura e una violazione della libertà di espressione, proprio da parte di quell’Occidente che della <strong>libertà di parola e di espressione</strong> ha fatto una bandiera, un baluardo e anche un vanto rispetto ai regimi autoritari. Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa è cambiato, e <a href="https://it.insideover.com/dossier/434162">quei valori vengono sempre più messi in discussione</a> da politiche restrittive che vanno in tutt’altra direzione. Perché i cittadini europei, anche attraverso i social, non avrebbero diritto a sapere cosa accade sui media russi? Possibile che le istituzioni ritengano i cittadini completamente incapaci di avere un pensiero critico e leggere ciò che trovano su internet con un occhio critico? È l’ennesimo grave errore di un Occidente si chiude e arrocca su stesso. &nbsp;</p>
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