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	<title>Dmitrij Medvedev Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 25 Sep 2025 05:17:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Dmitrij Medvedev Archives - InsideOver</title>
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		<title>Medvedev, il grillo parlante del Cremlino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 05:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Without category]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dmitrij Medvedev" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Da quando è cominciata la guerra, l'ex presidente russo è diventato famoso per le sue sparate. Ma spesso dietro c'è... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/without-category/medvedev-il-grillo-parlante-del-cremlino.html">Medvedev, il grillo parlante del Cremlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dmitrij Medvedev" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/medvedev-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;Tra un paio di giorni proporrà a Zelensky di firmare la capitolazione. O di volare su Marte con Musk, che ha perdonato&#8221;. Così Dmitrij Medvedev, ex presidente della Federazione Russa, sulla svolta di Donald Trump, che ora incita l&#8217;Ucraina a combattere fino alla vittoria dopo averla incitata per mesi ad accettare un compromesso. <strong>Le sparate, gli epiteti e i commenti al vetriolo</strong> sono diventati il tratto distintivo di Medvedev da quando è cominciata l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. Proprio lui, che ai tempi fu considerato un presidente filo-occidentale e liberale. Ma il fratello minore di Putin (sono insieme dai primi anni Novanta, dai tempi di San Pietroburgo) non va preso troppo sottogamba. Le sue sparate sono spesso l&#8217;indice dell&#8217;umore del Cremlino e mandano messaggi da non trascurare. Ne parlo con molti altri particolari nella newsletter Inside Russia, che arriva puntualmente ogni giovedì. <strong><em>Ottenerla è semplice: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">basta abbonarsi a Inside Over</a> e diventare uno dei nostri. Non aspettare, fallo subito?</em></strong> </p>
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		<title>L&#8217;Ucraina fuori dalla Nato? Ecco la &#8220;non vittoria&#8221; della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-fuori-dalla-nato-ecco-la-non-vittoria-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/russia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" /></p>
<p>La Russia, per cessare la guerra, chiede che l'Ucraina non entri nella Nato. Ma questo non impedirà comunque che... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-fuori-dalla-nato-ecco-la-non-vittoria-della-russia.html">L&#8217;Ucraina fuori dalla Nato? Ecco la &#8220;non vittoria&#8221; della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/russia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p><em>Questa è la seconda puntata (di due) di un’analisi della situazione sul campo e dei risultati della guerra derivata dall’invasione russa del 2022. La prima puntata <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">qui.</a></em></p>



<p>Due giorni fa, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">in una precedente puntata</a>, abbiamo provato a spiegare perché quella in Ucraina, più che dalla vittoria di Kiev o di Mosca, è una guerra segnata dalle &#8220;non vittorie&#8221; dell&#8217;una con dell&#8217;altra. <strong>Dell&#8217;Ucraina abbiamo segnalato la più profonda delle &#8220;non vittorie&#8221;</strong>: non aver potuto impedire alla Russia di trasformare una guerra di movimento in una guerra di logoramento, che ha provocato le tre grandi emergenze ucraine attuali: il logorio territoriale, quello demografico e quello finanziario (dei partner). Questa volta proviamo a esaminare quella che, secondo noi, è <strong>la principale &#8220;non vittoria&#8221; della Russia sul piano strategico</strong>. Sul piano tattico, lo abbiamo detto nella prima puntata, la più evidente &#8220;non vittoria&#8221; è stata la mancata conquista di Odessa, che ha impedito la realizzazione del progetto Novorossija.</p>



<p>L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 24 febbraio del 2022 non ha nulla a che vedere con il presunto imperialismo innato nella cultura politica russa o le altre farneticazioni con cui la politica e la cultura occidentale, comprensibilmente, hanno cercato di garantirsi il consenso ai sacrifici che il confronto con la Russia ha comportato. L&#8217;invasione e la guerra sono arrivate <strong>in coda a un processo degenerativo delle relazioni tra l&#8217;Occidente a guida Usa e la Russia</strong> durato molti anni e che, non volendo riesumare la famosa e mai chiarita questione delle presunte &#8220;promesse&#8221; fatte a Michail Gorbaciov all&#8217;epoca della caduta del Muro di Berlino (ovvero: la Nato non avanzerà verso Est <a href="https://www.startmag.it/mondo/nato-est/">&#8220;nemmeno di un centimetro&#8221;</a>), ha un punto di svolta negli anni 2007-2008.</p>



<p>Nel 2007 Vladmir Putin, <strong>alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco</strong>, ammoniva i vari Merkel e Hollande dell&#8217;indisponibilità della Russia ad accettare un mondo unipolare a guida americana. <strong>Nel 2008 l&#8217;amministrazione Obama</strong> firma un accordo con la Polonia per dispiegare in territorio polacco missili intercettori e un altro accordo con la Repubblica Ceca per un impianto radar-antimissile. Iniziative che cambiavano l&#8217;equilibrio di sicurezza in Europa, anche se Obama cercava di giustificarle come una difesa contro l&#8217;Iran (!!!), e che come tali furono prese al Cremlino. Nel luglio di quell&#8217;anno il ministero della Difesa russo emanava un comunicato per dire che &#8220;se l&#8217;accordo (con la Repubblica Ceca, n.d.r.) sarà ratificato saremo costretti a reagire non con mezzi diplomatici ma con strumenti tecnico-militari&#8221;. Prima mossa: il dispiegamento di missili Iskander a Kaliningrad. Seconda mossa: la guerra contro la Georgia di <strong>Mikhail Saakashvili</strong>, che annunciava l&#8217;intenzione di portare il suo Paese nella Nato e nella Ue. </p>



<p>Il 5 novembre del 2008 <strong>Dmitrij Medvedev</strong>, nel suo primo discorso da presidente della Federazione Russa, disse: &#8220;Da quello che abbiamo visto negli ultimi anni, la creazione di un sistema anti-missile, l&#8217;accerchiamento della Russia con basi militari, l&#8217;incessante espansionismo della Nato, abbiamo tratto la chiara impressione che <strong>stiano mettendo. alla prova la nostra forza&#8221;</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E diciotto anni dopo&#8230;.</h2>



<p>E poi sappiamo quello che è successo. Nel 2016 Obama <a href="https://ro.usembassy.gov/our-relationship/implementing-missile-defense-europe/">inaugura in Romania la base dotata di lanciamissili Mark 41 &#8220;Aegis&#8221;</a>, sistema difensivo ma anche offensivo, capace di lanciare missili Tomahawk con testate nucleari e raggiungere Mosca. Nel 2014 l&#8217;Euromaidan in Ucraina, l&#8217;occupazione della Crimea da parte dei russi, la rivolta filorussa degli indipendentisti di Donetsk e Lugansk, la guerra nel Donbass e infine l&#8217;invasione. Non era prevedibile che tutto questo diventasse una guerra. <strong>E nulla di tutto questo giustifica chi ha acceso una guerra che drammaticamente scivola verso il quarto anno.</strong> Ma anche questa guerra ha una storia, non è certo frutto dell&#8217;impulso di un momento.</p>



<p>Una lunga introduzione che in realtà è un argomento. Perché la più grande &#8220;non vittoria&#8221; della Russia sta proprio in questo: la guerra (prima nel Donbass, poi in Ucraina) non è riuscita a cambiare la situazione rispetto a ciò che Putin vedeva crescere già nel 2007 e che denunciava alla Conferenza internazionale di Monaco. In altre parole<strong> il Cremlino non sembra più vicino a ottenere un diverso e più favorevole assetto di sicurezza in Europa di quanto lo fosse diciotto anni fa.</strong> Ed è proprio per questo che il tentativo di trattativa impostato da Trump sta abortendo: perché è arrivato al nocciolo politico della questione e non sa come affrontarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lavoro di Petro Poroshenko </h2>



<p>Ormai sappiamo ciò che, più o meno, chiede la Russia per arrivare a una tregua in Ucraina. Tutto il Donbass (la regione di Lugansk è tutta sotto il controllo di Mosca, quella di Donetsk tra il 75 e l&#8217;80%) e la Crimea, per quanto riguarda i territori. Ma soprattutto, e si torna appunto a quei diciott&#8217;anni, che <strong>l&#8217;Ucraina stia fuori dalla Nato (della Ue al Cremlino importa poco)</strong> e riduca il proprio esercito a una forza quasi simbolica. Da non trascurare, in connessione con quest&#8217;ultime condizioni, la richiesta di avere il russo come seconda lingua nel Paese e piena libertà di azione per la Chiesa ortodossa russa -Patriarcato di Mosca, due elementi considerati fondamentali per poter esercitare una certo <em>soft power</em>, almeno dal punto di vista culturale.</p>



<p><strong>Che l&#8217;Ucraina, alla fine di qualunque percorso, stia fuori dalla Nato è altamente probabile. Agli Usa di Trump va bene così</strong>, l&#8217;hanno detto e ridetto. La Nato dice il contrario ma fa poco per tramutare in realtà il desiderio di Kiev. E all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica non sono pochissimi i Paesi che nutrono più di una preoccupazione all&#8217;idea che il famoso Articolo 5 della Nato («un attacco armato contro uno o più» Paesi dell&#8217;Alleanza «sarà considerato come un attacco diretto contro tutti»), quindi l&#8217;impegno a farsi coinvolgere in un conflitto, possa domani dipendere dalle bizze di qualche super-nazionalista di Kiev (o di qualche falco anti-kieviano di Mosca). <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/articolo-5-trattato-nato-ucraina">Preoccupazione nutrita anche con l&#8217;interpretazione italiana,</a> che prevede l&#8217;Ucraina fuori dalla Nato ma protetta dall&#8217;Articolo 5 come se ne fosse membra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella Nato o con la Nato poco importa</h2>



<p>Però quale sarebbe la differenza? Nessuno a Mosca è così ingenuo da credere che la Nato, domani, non sarà decisiva per gli assetti di sicurezza dell&#8217;Ucraina. Dentro o fuori che questa sia dall&#8217;Alleanza. Anche in questo caso, siamo in coda a un lungo processo. Già <strong>Petro Poroshenko</strong>, pochi mesi dopo l&#8217;elezione a presidente del giugno 2014, fece aprire a Kiev una sede diplomatica della Nato. Fu lui nel 2019, <a href="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2019/02/19/ucraina-ingresso-in-ue-e-nato-in-costituzione_b7ad9ecb-f3ac-4015-a51d-6e3f29f42a2a.html">a inserire nella Costituzione ucraina l&#8217;obiettivo di entrare nella Nato. </a>E fu lui, durante la sua presidenza, a investire il 6% del Pil (l&#8217;Ucraina era allora con la Moldavia il Paese più povero d&#8217;Europa) per rafforzare le forze armate del Paese e, soprattutto, <strong>renderle interoperabili con le forze Nato.</strong> È stata la preparazione di allora a rendere così fluida la collaborazione tra le truppe ucraine e i &#8220;consiglieri&#8221; Nato dopo l&#8217;invasione russa e durante la guerra.</p>



<p>D&#8217;altra parte basta seguire le iniziative che il Governo di Kiev prende proprio nel settore della Difesa. <a href="https://it.insideover.com/difesa/lucraina-per-prepararsi-al-dopoguerra-punta-tutto-sullindustria-delle-armi.html">Ne ha ben parlato in queste pagine</a> Andrea Muratore. Gli accordi con il colosso degli armamenti tedesco<strong> Rheinmetall o il Brave 1</strong>, l&#8217;incubatore tecnologico nel settore della Difesa, con cui gli ucraini si propongono, in sostanza, di diventare gli sperimentatori dell&#8217;industria internazionale degli armamenti, la dicono lunga su <strong>quanto voglia essere stretto il rapporto anche futuro tra l&#8217;Ucraina e i suoi sponsor militari.</strong> Soprattutto se dovesse tenere la linea Trump, ovvero: gli Usa vendono le armi alla Nato o all&#8217;Europa e questi le &#8220;regalano&#8221; all&#8217;Ucraina. Che qualcosa, prima o poi, dovrà pur fare per contraccambiare. O no?</p>



<p>E dunque la &#8220;non vittoria&#8221; russa appare piuttosto evidente. <strong>Dentro o fuori della Nato, l&#8217;Ucraina resterà comunque un &#8220;Paese Nato&#8221;. </strong>Armato, legato da un cordone ombelicale all&#8217;industria della Difesa occidentale, protetto dalla rete di intelligence occidentale (Starlink non è Nato, no?) e facilmente riarmabile in caso di ulteriori complicazioni. In più, l&#8217;Ucraina ha una qualità che gli europei, siano tedeschi o inglesi, italiani o lituani, devono ancora dimostrare: se costretta, ha voglia di combattere.</p>



<p>(2.fine)</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>



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		<title>Ucraina, missili e gas: chi guadagna e chi perde in questa guerra infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-e-gas-chi-guadagna-e-chi-perde-in-questa-guerra-infinita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 14:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123115340258_353259b74dcca98f88a5119775dabb9b-1536x1046.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra armi, speculazioni economiche ed energetiche, il bilancio senza veri vincitori di una guerra infinita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-e-gas-chi-guadagna-e-chi-perde-in-questa-guerra-infinita.html">Ucraina, missili e gas: chi guadagna e chi perde in questa guerra infinita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Cosa ci fa un missile americano in territorio russo? Una domanda che non avremmo dovuto nemmeno porci, se l’amministrazione Biden non avesse deciso di alzare la posta in gioco, autorizzando l’Ucraina a utilizzare gli ATACMS per colpire obiettivi al di là del confine. Certo, gli obiettivi non sono <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-missili-di-biden-alla-svolta-atomica-di-putin-il-confine-con-lescalation-si-fa-piu-sottile.html">neanche quelli &#8220;buoni&#8221;: <strong>nessuna base aerea strategica russa, nessun centro nevralgico, solo qualche bersaglio tattico</strong>. E</a> allora perché rischiare l’ennesima escalation nucleare con Mosca? Forse per mettere un altro cerotto sul conflitto più &#8220;utile&#8221; degli ultimi anni. Utile per chi, però?</p>



<p>Da Washington il quadro è chiaro: <strong>Biden vuole lasciare un&#8217;ultima impronta</strong> prima che il sipario cali sulla sua presidenza e, magari, sul conflitto stesso. Tanto Zelensky si arrangia, con la solita diplomazia schizofrenica: un giorno chiede la pace entro il 2025, il giorno dopo vuole &#8220;attaccare la Russia&#8221;. E intanto gli Stati Uniti continuano a mandare armi, mentre l’Europa, che ormai raschia il fondo del barile, osserva in silenzio. Anche perché il dibattito sulle forniture militari è diventato l’ennesima pantomima diplomatica: <strong>Germania e Italia, ad esempio, si rifiutano di mandare missili a lungo raggio come i <a href="https://it.insideover.com/guerra/scholz-ucraina-non-avrai-i-miei-taurus-ma-i-falchi-tengono-il-cancelliere-sotto-pressione.html">Taurus</a></strong>, ufficialmente perché &#8220;richiederebbero la presenza di militari sul campo&#8221;. Ufficiosamente, perché non vogliono essere coinvolte direttamente nel far saltare in aria il Cremlino.</p>



<p>Nel frattempo, Putin fa il solito gioco del gatto col topo: aggiorna la dottrina nucleare russa per &#8220;adattarla&#8221; alla situazione e lascia che Dmitry Medvedev faccia la parte del poliziotto cattivo, evocando apocalissi atomiche e una &#8220;terza guerra mondiale&#8221;, condotta magari con il nuovo missile balistico intercontinentale Oreshnik. Da parte sua, il Cremlino continua a vendere gas e petrolio a prezzi gonfiati, <strong>mentre l’Europa, tra un embargo e l’altro, si è infilata da sola nella peggiore crisi energetica della sua storia.</strong> Il gas non arriva più dalla Russia? Bene, ma il risultato è che le aziende europee chiudono, i consumatori pagano il triplo e il prezzo del gas si impenna ogni volta che Biden accende un nuovo missile.</p>



<p>E Zelensky? Tra dichiarazioni contraddittorie e una sovranità ormai ridotta a un&#8217;ombra, il presidente ucraino è diventato un tassello di una scacchiera dove <strong>l’unico obiettivo sembra essere quello di non perdere terreno contro Mosca, a costo di sacrificare l’intero Paese</strong>. E pensare che nell’aprile 2022 un accordo di pace c’era già: mediato dalla Turchia, prevedeva un’Ucraina neutrale, il ritiro russo da Kiev e un’autonomia concordata per il Donbass. Ma poi, tra un suggerimento angloamericano e un &#8220;bisogna logorare Putin&#8221;, tutto è andato in fumo.</p>



<p>La domanda resta: chi sta vincendo questa guerra? L’Ucraina certamente no, l’Europa neppure. Gli Stati Uniti? Forse, ma solo sul breve termine. E la Russia? Forse, ma a un costo altissimo. In questa partita globale, <strong>l’unico risultato certo è che nessuno vince davvero.</strong> Tranne, forse, chi continua a vendere gas, armi e illusioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-e-gas-chi-guadagna-e-chi-perde-in-questa-guerra-infinita.html">Ucraina, missili e gas: chi guadagna e chi perde in questa guerra infinita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>BRICS 2024, l&#8217;altro mondo si riunisce in Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brics-2024-laltro-mondo-si-riunisce-in-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 05:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1231" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="BRICS" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736-600x385.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736-1024x657.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015184210650_524013717b04ee13946eb92f2ab65736-1536x985.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il summit di Kazan tramonta il sogno di isolare la Russia, ma il punto è un alto: nasce coi BRICS un mondo nuovo? </p>
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<p>Nei giorni dal 22 al 24 ottobre si svolgerà a Kazan, splendida città russa sul fiume Volga, il summit dei BRICS. Questo acronimo, ormai diventato molto di moda, dovrebbe essere decrittato bene ogni volta che se ne parla. Nacque come BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) nel giugno del 2009 per diventare BRICS con l&#8217;ingresso del Sudafrica nell&#8217;aprile del 2011. Ma a Kazan la lista dei partecipanti sarà molto più lunga di così. Eccola: il presidente cinese <strong>Xi Jinping</strong>, il primo ministro indiano <strong>Narendra Modi</strong>, il presidente sudafricano <strong>Cyril Ramaphosa</strong>, il presidente del Brasile<strong> Lula da Silva</strong>, il presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, il presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong>, il presidente degli Emirati Arabi Uniti <strong>Mohammed bin Zayed Al Nahyan</strong>, il principe ereditario dell&#8217;Arabia Saudita <strong>Mohammed bin Salman Al Saud</strong>, il primo ministro dell&#8217;Etiopia <strong>Abiy Ahmed</strong>, il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, il primo ministro armeno <strong>Nikol Pashinyan</strong>. </p>



<p>Non tutti questi nomi rappresentano Paesi a pieno titolo metri dei BRICS. Ma <strong>da cinque a nove in meno di quindici anni (con altri 40 Paesi in lista d&#8217;attesa</strong>, e sulla soglia pezzi grossi come Turchia, Arabia Saudita e Indonesia) non è male. L&#8217;acronimo oggi suonerebbe (si fa per dire) più o meno così: BRICSEEAUEI. In più, vale un&#8217;altra considerazione: l&#8217;interesse a entrare nei BRICS non è calato negli ultimi anni ma, al contrario, è costantemente aumentato. Il tutto mentre la Russia sconvolgeva il panorama internazionale con l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e la Cina affrontava e in una certa misura provocava tensioni crescenti con gli Stati Uniti. Un &#8220;luogo&#8221; (i BRICS) che avrebbe dovuto essere considerato a rischio è invece diventato sempre più ambito.</p>



<p>Dalle parti del ministero degli Esteri russo definiscono il prossimo summit come &#8220;il più grande evento di politica internazionale della storia della Russia&#8221;, e dal loro punto di vista hanno di certo ragione. Con questo summit viene <strong>ufficialmente seppellita ogni pretesa di isolare la Russia nel panorama internazionale. </strong> Al contrario: viene esaltata la capacità del Cremlino di parlare a quella vasta porzione di mondo che, a torto o a ragione, si sente discriminata dall&#8217;Occidente e dalle sue istituzioni, siano quelle politiche come il G7 (siamo sicuri che oggi il Canada, per fare un esempio, conti di più della Turchia o dell&#8217;Arabia Saudita?) o quelle finanziarie come il <strong>Fondo monetario internazionale o la Banca mondiale</strong>, vissute ormai come cinghie di trasmissione dell&#8217;influenza globale degli Usa.</p>



<p>Sarebbe quindi profondamente errato scambiare l&#8217;arrivo di tanti leader in Russia <strong>come un sostegno alle politiche (leggi guerra in Ucraina) di Vladimir Putin.</strong> Ma altrettanto sbagliato sarebbe non capire che il rifiuto a priori di contrastare la Russia (magari attraverso sanzioni economiche) segnala una generalizzata e profonda stanchezza per il vigente &#8220;ordine internazionale&#8221; (qualunque cosa sia, visto il disordine imperante).</p>



<p>I dieci Paesi BRICS (comprendendo nel conto anche l&#8217;Arabia Saudita, che non è membro a pieno titolo del gruppo ma ne condivide le attività) <strong>valgono oggi il 35,6% del Pil mondiale</strong>, assai più, in termini di parità del potere d&#8217;acquisto, del 30,3% del G7. <strong>Che a sua volta rappresenta meno del 10% della popolazione mondiale, mentre i BRICS ne ospitano il 45%.</strong> Se la bilancia è già&#8230; sbilanciata, pensiamo a quale sarebbe la situazione domani, se nei BRICS dovessero entrare, per esempio, Turchia e Indonesia. Tenendo anche presente che già nel 2024 il Pil di India, Cina e Russia, secondo le stime del Fondo monetario internazionale, dovrebbe crescere del 4% circa, mentre quello dei Paesi occidentali del 2%.</p>



<p><strong>I BRICS hanno tanta forza, quindi. Ma non sanno come usarla.</strong> A differenza del G7, dove c&#8217;è un Paese (gli Usa, ora più che mai) che sa e comunque può imporre una direzione di marcia collettiva, i BRICS non hanno gerarchia: nessuno può davvero prevalere sugli altri e quindi è difficile trovare una strategia comune. Ed è qui che entra in ballo la Russia di <strong>Vladimir Putin</strong>.  </p>



<p>Fu la diplomazia russa, infatti, a convocare la prima riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS (allora solo BRIC, senza il Sudafrica) nel 2006 a New York, durante i lavori di una Assemblea generale dell&#8217;Onu. Fu il presidente russo Medvedev ad accogliere a Ekaterinburg il primo summit BRIC nel 2009. Fu la Russia a premere per l&#8217;ingresso del Sudafrica, completato nel 2010. Ed è stata ancora la Russia a lavorare, in questi anni, per allargare il gruppo dei Paesi membri. </p>



<p>La ragione di tanto attivismo è ovvia. Sudafrica e Brasile sono troppo &#8220;piccoli&#8221; per svolgere questa attività. India e Cina, al contrario, sono troppo &#8220;grossi&#8221; (oltre che rivali): se una delle due cercasse di fare da traino, diventerebbe subito sospetta agli occhi dell&#8217;altra e tutto si fermerebbe. La Russia non è abbastanza forte  da metter paura a Cina e India ma è abbastanza forte da parlare con loro da pari a pari.</p>



<p>Il problema, però, ancora una volta è: di che cosa parlare. È chiaro che Russia e Cina vogliono (anche) usare i BRICS come un grimaldello per scardinare il predominio globale degli Usa o, per dirla con i loro termini, per passare da un mondo unipolare a uno multipolare. Non è un caso se Putin si presenterà a questo summit di Kazan presentando un nuovo sistema di pagamento che, a sentire le fonti russe, dovrebbe essere completamente sganciato dal dollaro, individuato come il vero e fondamentale strumento della supremazia americana.</p>



<p>Per le ragioni di cui si parlava prima, però, il confronto con gli Usa diventa automaticamente un confronto con il famoso &#8220;Occidente collettivo&#8221; di cui parla spesso <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html">Sergej Lavrov</a></strong>, il ministro degli Esteri della Russia. E questa è una sfida che non tutti i BRICS voglio affrontare. <strong>Non certo il Brasile o l&#8217;India</strong> né, guardando avanti, l&#8217;Arabia Saudita o la Turchia. Questi Paesi non vogliono buttare giù il teatro ma ottenere un posto in prima fila. In termini più nobili: vogliono più democrazia nelle grandi scelte della politica globale.</p>



<p>Questo è, ovviamente, <strong>un problema per le ambizioni di Russia e Cina</strong>. Che hanno dalla loro, però, proprio la reazione dell&#8217;Occidente. Se chi si ribella, o anche solo alza la testa di fronte al predominio occidentale, viene tempestato di sanzioni primarie, e chi non si adegua è colpito dalle sanzioni secondarie, <strong>nessun Paese può sentirsi al sicuro.</strong> La tentazione di costruire un sistema alternativo per gestire le relazioni commerciali, senza dover passare per il dollaro, lo Swift e gli altri colli di bottiglia gestiti dall&#8217;Occidente, diventa di giorno in giorno più forte. Non si sa mai&#8230; E certo non aiutano le folli guerre occidentali che hanno devastato Paesi come Iraq, Libia, Siria, o l&#8217;appoggio cieco allo strabismo di <strong>Benjamin Netanyahu.</strong></p>



<p>Vedremo dunque che cosa uscirà dalle riunioni di Kazan. Come minimo minimo una constatazione: che il mondo sta cambiando, ci piaccia o no.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong>  </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Com&#8217;è cambiata la corte di Putin dall&#8217;inizio della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-cambiata-la-corte-di-putin-inizio-guerra-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1682" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="putin shoigu gerasimov" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg 1682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1682px) 100vw, 1682px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha cambiato Putin e il putinismo. Il presidente appare distaccato. Altri personaggi cercano la ribalta o sono nell'oblio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1682" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="putin shoigu gerasimov" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg 1682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1682px) 100vw, 1682px" /></p>
<p>L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina è iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022 con un discorso del presidente russo <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a></strong>. Da quel momento, la storia dell&#8217;Ucraina, della Russia e del mondo è cambiata forse definitivamente. Ma è cambiata inevitabilmente anche la vita all&#8217;interno del Cremlino, che, dopo l&#8217;inizio di quella che è stata chiamata &#8220;operazione militare speciale&#8221; (e non guerra), ha inevitabilmente modificato il modo di gestire il potere di Putin e la rete di personalità influenti e burocrati intorno alla figura del presidente. </p>



<p>La guerra è infatti diventata uno <strong>spartiacque</strong> per Mosca e per la stagione di potere del leader russo, e questo ha fatto sì che all&#8217;interno dello Stato sono state la conduzione del conflitto e la fedeltà o meno alla linea del presidente a fare la differenza anche nell&#8217;autorità del singolo individuo del <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-al-cremlino-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;cerchio magico</strong>&#8220;</a> moscovita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi segnali</h2>



<p>Un primo clamoroso assaggio di questo <strong>nuovo corso</strong> del potere russo lo si è visto proprio nelle primissime fasi della guerra, anche poco prima che essa deflagrasse con l&#8217;invio delle truppe russe in territorio ucraino. L&#8217;episodio è quello del rimprovero pubblico da parte di Putin nei confronti di <strong>Sergei Naryshkin</strong>, capo dello Svr, l&#8217;intelligence esterna russa. </p>



<p>La scena, per certi versi drammatica, vedeva il vertice dei servizi esterni di Mosca balbettare di fronte all&#8217;incalzante voce del presidente che quasi lo derideva per parlare della futura annessione delle regioni occupate (cosa poi avvenuta) e sull&#8217;ancora possibile negoziato con l&#8217;Occidente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Vladimir Putin dresses down Russia&#039;s spy chief - BBC News" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ucEs0nBuowE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ucEs0nBuowE");</script>
</div></figure>



<p>Per molti osservatori, quell&#8217;immagine sarebbe stata la condanna all&#8217;oblio di Naryshkin, uno dei <strong>&#8220;fantasmi di Leningrado&#8221;</strong>, tra gli uomini più vicini a Putin. Non è nemmeno da sottovalutare il fatto che Putin, attraverso quella sconfessione coreografica, abbia in realtà salvato il suo vero delfino nell&#8217;intelligence per un eventuale ruolo da successore. In ogni caso fu il simbolo di un cambiamento in corso in tutti i palazzi del potere in Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Lavrov</h2>



<p>In questo sommovimento interno alla Federazione va poi anche osservato il ruolo del ministro degli Esteri, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergej Lavrov</a></strong>. Fino a poche settimane prima della guerra, il capo della diplomazia russa era considerato non soltanto la parte più razionale e diplomatica della leadership moscovita, ma per certi versi anche la voce più lucida per un dialogo con l&#8217;Occidente. La guerra ha enormemente scalfito l&#8217;operato di Lavrov, che non è apparso solo in balia delle scelte di Putin, ma anche <strong>provocatorio </strong>nelle sue affermazioni. </p>



<p>Molte delle sue mosse sono apparse inutili o del tutto scenografiche. Alcune affermazioni si sono rivelate invece del tutto contrarie a quello che sarebbe avvenuto successivamente. Infine, è stato costretto anche a modificare il suo tradizionale distacco per piegarsi a un meccanismo di <strong>accuse</strong> <strong>violente</strong> e <strong>propaganda</strong>. </p>



<p>Lavrov è rimasto alla guida degli Esteri, come tutti i ministri più influenti sono rimasti al loro posto, ma senza particolare entusiasmo. Il conflitto ha del resto condannato la sua figura al pari di quella del suo lavoro diplomatico, relegandolo al rango di esecutore diplomatico di una strategia che probabilmente non ha mai considerato utile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;contrappeso&#8221; a Putin</h2>



<p>La guerra ha poi modificato anche la percezione del ruolo dei due principali vertici della Difesa russa: il ministro<strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-shoigu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergej Shoigu</a></strong> e il capo di Stato maggiore <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-valery-gerasimov-il-capo-di-stato-maggiore-delle-forze-armate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valerij Gerasimov</a></strong>. I due uomini &#8211; nella lettura di molti media occidentali &#8211; sono spesso stati visti come una sorta di <strong>contrappeso</strong> alle scelte di Putin. L&#8217;immagine dei due uomini che osservavano con preoccupazione il presidente russo durante un incontro all&#8217;inizio della &#8220;operazione militare speciale&#8221; venne letta da molti come una sorta di distacco pessimistico tra i militari e il Cremlino. </p>



<p>Poi, a marzo, qualcuno iniziò anche a parlare di misteriosa scomparsa e di ipotesi di rimozioni: non apparendo più in immagini pubbliche, sia Shoigu che Gerasimov erano dati come <strong>spacciati</strong>, lontani dai radar perché avevano fallito nei piani bellici. Qualcuno addirittura parlava di un grave problema di salute o di possibili morti di entrambi.</p>



<p>Tra un susseguirsi di cambi nella gerarchia militare e soprattutto tra chi comandava le operazioni in Ucraina, la guerra è andata <strong>parallela</strong> al coinvolgimento diretto dei due vertici militari nel conflitto e nella propaganda putiniana. La loro scomparsa è stata spesso assimilata alle <strong>sconfitte</strong>, mentre ora, per esempio, con una Russia che appare in grado di infliggere di nuovo colpi all&#8217;Ucraina, Shoigu appare sempre più spesso, mentre Gerasimov, da gennaio, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gerasimov-nuovo-comandante-operazione-speciale-russia-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è addirittura al comando</a></strong> della &#8220;operazione militare speciale&#8221;. </p>



<p>Questo potrebbe essere visto come un nuovo tentativo di rafforzare le forze armate in una fase in cui apparivano enormemente indebolite le figure apicali, quasi a salvarne la faccia dopo mesi di rischio di defenestrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Kadyrov e Prigozhin, mine vaganti</h2>



<p>Un cambiamento che per il Cremlino serve soprattutto in un&#8217;ottica politica: valorizzare il ruolo dei capi delle forze armate russe aiuta infatti a frenare le ambizioni di due uomini che durante la guerra sono stati ritenuti fondamentali, e cioè il ceceno <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html">Ramzan</a><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html">Kadyrov</a></strong> e il capo della Wagner <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/societa/chi-e-yevgeniy-prigozhin-lo-chef-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yevgeny Prigozhin</a></strong>. I due capi militari, esterni alle forze regolari di Mosca, rappresentano da un lato i vertici di <strong>feroci milizie </strong>che hanno fornito a Putin le vittorie di cui aveva bisogno per confermare all&#8217;opinione pubblica il momentaneo successo dell&#8217;invasione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1024x734.jpg" alt="" class="wp-image-384152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870.jpg 1890w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Yevgeny Prigozhin nel 2016. Foto: Mikhail Metzel/TASS</figcaption></figure>



<p>Dall&#8217;altro lato, va anche considerato che un ceceno troppo esuberante e violento e un privato che gestisce una legione di mercenari più preparata dei reparti dell&#8217;esercito al fronte hanno influito in modo <strong>negativo</strong> sia sulla percezione delle forze armate della Federazione sia sulla capacità della Russia, e quindi di Putin, nel gestire un conflitto. </p>



<p>I due uomini, leader politici e in un certo senso anche carismatici, sono stati addirittura inseriti nella lista dei <strong>potenziali successori </strong>di Putin in caso di golpe dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221;. E il rischio di uno strisciante <strong>golpe</strong> di boiardi o di rinascita dei secessionismi non ha certamente rafforzato la loro posizione nel cerchio magico di Putin dopo che invece per anni (e nel primo anno di guerra) sono apparsi tra i fedelissimi dello &#8220;zar&#8221;.</p>



<p>Intorno alla figura di Putin, si riconoscono poi una serie di personalità sempre meno fondamentali nelle logiche pubbliche del potere. La narrazione dei <strong>fedelissimi</strong> si è andata perdendo nel corso del conflitto lasciando in disparte personaggi che invece avevano un peso politico – più o meno pubblico – anche rilevante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I falchi e l&#8217;intelligence dello zar</h2>



<p>Abbiamo parlato del caso di Naryshkin, primo grande campanello d&#8217;allarme per la cerchia di potere del presidente. Ma all&#8217;interno di quel circuito misto di intelligence, oligarchia e amici di Putin, un altro ad avere assistito ad ascesa e declino all&#8217;interno del Cremlino è <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikolai-patrushev-il-consigliere-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nikolaj Patrushev</a></strong>, segretario del Consiglio di sicurezza, un uomo considerato tra i più vicini al leader e che addirittura dopo alcuni mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione era visto come il successore designato dallo stesso Putin alla guida della Russia. Il &#8220;<strong>falco</strong>&#8221; è apparso con alcune interviste, ma lavora di nuovo nell&#8217;ombra, forse anche lui punito per non avere dato le risposte attese dal capo di Stato.</p>



<p>Una sorte simile sembra essere toccata anche al direttore del Servizio federale di sicurezza (Fsb) <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>. Da tempo di lui si sono perse le tracce. Continua il suo lavoro come vertice del potentissimo <strong>Fsb</strong>, ma mentre prima anche la stampa occidentale ne parlava come consigliere fidatissimo e potenziale leader in caso di <em>regime</em> <em>change</em> soft tra le mura del Cremlino, ora è quasi scomparso. E di recente, <em>la Stampa</em> ha anche parlato dell&#8217;<a href="https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/08/news/putin_verso_la_sostituzione_di_bortnikov_korolev_favorito_alla_guida_del_fsb_la_guerra_di_potere_del_clan_patrushev_e_i_du-12629860/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ipotesi della sua sostituzione</a> con <strong>Sergei Korolev</strong>, uno dei vice di Bortnikov. Secondo il quotidiano torinese, il fatto che Korolev sia in quarantena preventiva a Mosca potrebbe confermare un incontro con Putin nei prossimi giorni: cosa che alimenta l&#8217;ipotesi di un cambio della guardia nelle gerarchie dello Fsb. Questione che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione per un sistema, quello dei servizi, dove tutto è ancora fortemente ancorato alla figura di Putin e ai suoi fedelissimi del fu Kgb sovietico.</p>



<p>In tutto questo, una serie di altre personalità politiche hanno modificato la loro posizione all&#8217;interno della guerra. L&#8217;ex presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitrij-medvedev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dimitri Medvedev</a></strong>, per esempio, ha assunto il ruolo di megafono delle forze più oltranziste e nazionaliste della Russia dopo essere stato ritenuto, nella sua breve stagione presidenziale, il delfino moderato di Putin. Anche lui, al pari di altri, ha visto nella guerra un&#8217;occasione di rivalsa pubblica, diventando a tutti gli effetti il leader carismatico dei falchi e di chi vuole colpire l&#8217;Ucraina e la Nato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="626" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1024x626.jpg" alt="" class="wp-image-384165" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1024x626.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1536x939.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-2048x1252.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Medvedev e Putin. Foto: EPA/ALEXEY NIKOLSKY / SPUTNIK / KREMLIN POOL</figcaption></figure>



<p>Con i suoi canali social, l&#8217;ex presidente alimenta una <strong>narrazione bellicista</strong> che serve soprattutto a rafforzarlo nei circoli di potere intransigenti e nell&#8217;opinione pubblica nazionalista. Ma anche in questo caso, la sua figura appare ben lontana da quello di consigliere fidato di Putin, apparendo semmai come un uomo interessato semplicemente a rafforzarsi in vista di un possibile mantenimento della leadership di Putin (o anche solo delle elezioni).</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;imbarazzo dei tecnici e la solitudine di Putin</h2>



<p>Accanto a queste figure più &#8220;pubbliche&#8221;, esiste poi un insieme di <strong>personalità tecniche</strong> che appaiono sempre meno influenti nel cerchio magico di Putin. Da tempo il primo ministro Mikhail Mishustin ha aumentato la retorica antioccidentale, ma appare fondamentalmente lontano dal sistema dei fedelissimi, legandosi in realtà al blocco dei pragmatici. I ministri più tecnici del governo non sembrano allineati alle decisioni di Putin. Mentre la direttrice della banca centrale, <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elvira-nabiullina-la-governatrice-della-banca-centrale-russa-2059342.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Elvira Nabiullina</strong></a>, ha già fatto intendere di avere perplessità sul futuro della Russia e di <a href="https://formiche.net/2023/01/russia-ucraina-guerra-pil-putin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volere trasparenza</a> verso imprenditori, cittadini e mercati finanziari rispetto alle conseguenze delle sanzioni, della guerra e dell&#8217;isolamento internazionale.</p>



<p>In tutto questo meccanismo di allontanamenti e di prove di convivenza con questo nuovo sistema di potere di guerra, appare fondamentale <a href="https://www.limesonline.com/cartaceo/limperatore-e-solo-come-il-suo-impero">quanto scritto di recente </a>su <em>Limes </em>da Orietta Moscatelli, e cioè che &#8220;nella notte del Natale ortodosso al Cremlino è stato celebrato il funerale del &#8216;Putin collettivo'&#8221;. La scelta comunicativa del presidente di apparire da solo nella chiesa dell’Annunciazione con pochi monaci (e neanche con il patriarca Kirill) sembra confermare l&#8217;immagine di un <strong>leader volutamente solo</strong>, unico e senza altri corresponsabili o complici. </p>



<p>Il Consiglio di sicurezza della Federazione russa, una sorta di collegio dei più importanti uomini del potere russo, è ormai distante dal capo del Cremlino. E, come ricorda Limes, il fatto che la maggioranza dei russi sia ancora <strong>saldamente fiduciosa</strong> in Putin, non abbia negato sostegno alla guerra in Ucraina e appaia soprattutto desiderosa di non perdere, in qualche modo alimenta l&#8217;idea che l&#8217;uomo solo al comando sia ancora la scelta politica migliore per il capo dello Stato. </p>



<p>La guerra ha stravolto il sistema di potere. E in questo senso sarà essa, come appare ormai chiaro, a decidere le <strong>sorti del putinismo</strong>. E con esso di un cerchio magico che ha già cambiato pelle e in cui tutti i personaggi più influenti hanno paura di essere considerati troppo vicini o troppo lontani dal presidente, nell&#8217;incertezza del destino di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-cambiata-la-corte-di-putin-inizio-guerra-ucraina.html">Com&#8217;è cambiata la corte di Putin dall&#8217;inizio della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come e perché è cambiata la comunicazione di guerra di Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 10:57:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-2048x1375.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come e più di ogni altro conflitto contemporaneo, quello tra Russia e Ucraina è anche guerra di propaganda. Il tenore delle parole e delle accuse non è stato sempre lo stesso negli ultimi sei mesi, seguendo spesso un andamento schizofrenico. Dai toni energici e spavaldi delle prime battute, Mosca sembrava aver cambiato strategia, soprattutto di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html">Come e perché è cambiata la comunicazione di guerra di Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-2048x1375.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Come e più di ogni altro conflitto contemporaneo, quello tra Russia e Ucraina è anche guerra di propaganda. Il tenore delle parole e delle accuse non è stato sempre lo stesso negli ultimi sei mesi, seguendo spesso un andamento schizofrenico. Dai toni energici e spavaldi delle prime battute, Mosca sembrava aver cambiato strategia, soprattutto di fronte all’inaspettata resistenza ucraina. Anche i piani della comunicazione si erano spesso sovrapposti, con le voci mescolate di Vladimir Putin, Sergej Lavrov e delle sfingi Shoigu e Gerasimov. Poi, l’annuncio della “riorganizzazione” in Donbass, a cui era seguita una comunicazione più morigerata, per via dei risultati incerti sul campo.</p>
<h2>Medvedev gioca a fare il falco</h2>
<p>Nel bel mezzo di questa tempesta era ricomparso <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html">Dmitrij Medvedev</a></strong>, l’uomo che piaceva all’Occidente, che dimentico degli hamburger con Barack Obama, all’inizio dell’estate ha iniziato con una sorprendente sicumera a esprimersi a suon di “bastardi e imbranati”, assicurando che “finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”, criticando le sanzioni anti-Russia definendole “illegittime” contro i familiari dei politici, paragonandole ai metodi mafiosi e citando la ‘ndrangheta e Cosa Nostra. Apporsi la pettorina da falco per garantirsi un futuro dignitoso, forse.</p>
<p>Negli scorsi giorni un nuovo attacco al fulmicotone, entrando a gamba tesa nelle <a href="https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html"><strong>campagne elettorali</strong></a> invitando gli europei a &#8220;punire&#8221; alle urne i loro &#8220;governi idioti&#8221;. Non è di certo la prima uscita del genere, considerando che già in passato aveva esultato per le crisi di governo nel Regno Unito e in Italia, per via di Johnson e Draghi messi fuori gioco. Questa volta il falco va oltre, parla direttamente agli elettori europei: &#8220;Vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli alle urne per la loro evidente stupidità&#8221;. E lo fa-non a caso- su <a href="https://t.me/medvedev_telegram">Telegram</a>, il suo canale preferito, ma soprattutto inventato da un russo. E con fare da padre della nazione del secolo scorso, dispensa consigli elettorali in previsione dell’inverno: “Quindi agite, vicini europei! Non rimanete in silenzio. Chiamate i vostri idioti a rendere conto. E vi ascolteremo. Il vantaggio è evidente: l&#8217;inverno è molto più caldo e confortevole in compagnia della Russia che in uno splendido isolamento con la stufe spente&#8221;. &#8220;<em>Ballots for gas&#8221;</em>, si sarebbe detto un tempo.</p>
<h2>Il cambiamento di Lavrov</h2>
<p>Stessa svolta al fulmicotone per <a href="https://it.insideover.com/guerra/lavrov-cambia-stile-comunicativo-cosa-ce-dietro.html"><strong>Sergej Lavrov</strong></a>, un altro che tutto sommato non è mai dispiaciuto alla controparte occidentale, e che più di qualcuno vedeva come il calmiere di Putin. Ma Lavrov è e resta un uomo di Putin, e dunque una svolta aggressiva era più che scontata. L’abbandono della riunione del <strong>G20</strong> lo scorso 8 luglio, dopo aver detto ai suoi omologhi che l’invasione russa dell’Ucraina non era responsabile di una crisi globale e che le sanzioni progettate per isolare la Russia equivalevano a una dichiarazione di guerra, è stato il battesimo di questa <em>new wave</em> comunicativa. É toccato a Lavrov, circa un mese fa, annunciare su <em>RIA Novosti</em> e <em>RT</em> che la geografia del conflitto era mutata e che Mosca sta espandendo i suoi obiettivi militari in Ucraina e mira al controllo di sedici intere regioni meridionali. A rincarare la dose, ulteriormente, l’assunzione dello <strong>stile oratorio del suo capo</strong>: ribattere sulla necessità di un cambio al vertice a Kiev, le accuse all’Occidente reo di “affamare” il mondo intero scatenando una crisi alimentare globale, l’ossessione metastorica per il sogno di “russi e gli ucraini continueranno a vivere insieme” in nome del perenne uso e abuso della storia di cui Mosca si nutre. A questo si è aggiunto, poco dopo, il fardello del <strong>tour africano</strong> per proporre, o meglio ri-proporre, il mito della Russia terzomondista apparecchiato con il ritratto imperialista dell’Occidente. Il tutto è sembrato quasi un nuovo battesimo diplomatico per quello che in molti credevano un nuovo Gromyko “con i suoi abiti italiani e il “<em>niet</em>” compulsivo”.</p>
<h2>Patrushev e il &#8220;cortile di casa russo&#8221;</h2>
<p>Un altro silente risvegliatosi dall’oblio è <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-fedelissimi-di-putin.html"><strong>Nikolai Patrushev</strong></a>, Segretario del Consiglio di sicurezza della Russia dal 2008. Oltre a sciorinare la vulgata russa dei fatti, secondo la quale “I Paesi occidentali non smettono di prepararsi a un conclamato conflitto armato con la Russia&#8221;, il <em>siloviko</em> d’acciaio è tornato su un tema molto delicato, quello del cortile di casa della Russia. Parlando da Tashkent, in occasione della 17ma riunione annuale dei segretari dei Consigli di sicurezza dei paesi dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), Patrushev rispolvera quanto accaduto nel 2020 in <strong>Bielorussia</strong>, a gennaio in <strong>Kazakhstan</strong> e a luglio nel Karakalpakstan, in <strong>Uzbekistan</strong>, eventi bollati come “il risultato dei tentativi occidentali di organizzare delle &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; in Asia centrale”. Dello Sco fanno parte otto Paesi: Cina, Russia, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan. In veste di osservatori ne fanno parte Bielorussia, Iran, Afghanistan e Mongolia, mentre sono &#8220;partner di dialogo&#8221;  Armenia, Azerbaigian, Cambogia, Nepal, Sri Lanka e Turchia. Nelle dichiarazioni di Patrushev, riportate dalla <a href="https://tass.com/politics/1495791"><em>Tass</em></a>, si legge che numero senza precedenti di Paesi starebbe chiedendo di aderire alla Sco, segno di un &#8220;contributo significativo alla costruzione di un nuovo ordine mondiale equo e multipolare”.</p>
<p><em><strong>Last but not least</strong></em>, la comunicazione più enigmatica di tutte: quella di <strong>Vladimir Putin</strong>. Pur restando coerente nella sua battaglia per la Russia (e nei toni), nelle ultime settimane il leader del Cremlino ha scelto di spostare la bilancia totalmente verso gli Usa: per Mosca, sono e saranno solo gli Stati Uniti a trascinare la guerra sull’orlo del baratro. Tuttavia, anche sei toni restano amari come sempre, il governo russo si sarebbe dichiarato pronto a lavorare a un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino<strong> Volodymyr Zelensky</strong>: lo riferisce la <a href="https://www.cnnturk.com/turkiye/cumhurbaskani-erdogandan-ukrayna-donusu-aciklamalar190822"><em>Cnn</em> turca</a> che cita fonti del governo di Ankara secondo le quali Mosca avrebbe cambiato posizione sul negoziato tra i due leader e avrebbe ammorbidito le sue condizioni. Perché proprio adesso? Perché triangolare la notizia via Ankara? Anche questa è una scelta di comunicazione ben precisa. E diplomatica? Forse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html">Come e perché è cambiata la comunicazione di guerra di Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Punite i governi per la loro stupidità&#8221;. Perché Medvedev parla agli europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 11:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dmitri Medvedev torna a rivolgersi all&#8217;Europa, con un messaggio che per molti osservatori è soprattutto rivolto provocatoriamente all&#8217;Italia. L&#8217;ex presidente della Federazione Russa, oggi vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale, ha rilasciato un messaggio un messaggio su Telegram dicendo che alle elezioni &#8220;vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Dmitri Medvedev</strong> torna a rivolgersi all&#8217;Europa, con un messaggio che per molti osservatori è soprattutto rivolto provocatoriamente all&#8217;Italia. L&#8217;ex presidente della Federazione Russa, oggi vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale, ha rilasciato un messaggio un messaggio su Telegram dicendo che alle <strong>elezioni </strong>&#8220;<cite>vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità</cite>&#8220;. Medvedev ha poi aggiunto che &#8220;<cite>i voti degli elettori sono una potente leva di influenza</cite>&#8220;. Una sottolineatura apparentemente superflua ma che serve quasi a ribadire l&#8217;interesse russo per il voto in Europa.</p>
<p>Le parole di Medvedev vanno prese con le dovute cautele per alcuni motivi. In primis, perché l&#8217;ex presidente russo non solo vuole far vedere che Mosca è in grado di influenzare &#8211; anche solo potenzialmente &#8211; la <strong>democrazia europea</strong>, ma anche di sapere rivolgersi ai cittadini del Vecchio Continente quasi a creare uno iato tra l&#8217;opinione pubblica e i suoi rappresentanti. A tal proposito, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo ha scritto anche che &#8220;<cite>da tre quarti al 90 per cento dei cittadini dell&#8217;Ue categoricamente non vuole partecipare alle ostilità dalla parte del regime di Kiev. Anche se, a giudicare da un&#8217;indagine sociologica, ciò non è ancora escluso dai politici europei idioti</cite>&#8220;. Una scelta che serve a creare anche una sorta di aspettativa all&#8217;interno della Federazione Russa, dal momento che il messaggio su Telegram è rivolto a un circuito sostanzialmente nazionale.</p>
<p>Inoltre, Medvedev ha tutto l&#8217;interesse, in questa fase politica, a mostrarsi il rappresentante dei più &#8220;duri e puri&#8221; di Mosca, quasi un possibile nuovo leader dopo <strong>Vladimir Putin</strong> in grado di intercettare il benestare dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221; che ruotano intorno al Cremlino. Questo significa che il suo gioco è anche quello di costruirsi un&#8217;immagine da avversario dell&#8217;Occidente dopo anni in cui non solo appariva in declino rispetto al circuito del potere moscovita ma anche troppo moderato e quasi proiettato verso l&#8217;altro lato della nuova cortina di ferro. Dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina, Medvedev ha ribadito posizioni a tratti anche inquietanti sul nucleare, sull&#8217;estensione del conflitto, sull&#8217;Unione europea. Quando Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz si recarono a Kiev per dare il loro sostegno a <strong>Volodymyr Zelensky </strong>e alla resistenza ucraina, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html" data-cke-saved-href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html">il delfino di Putin parlò di</a> &#8220;<cite>grandi mangiatori di rane, salsicce e spaghetti</cite>&#8220;, andando a ripescare addirittura gli stereotipi sui Paesi dei tre leader.</p>
<p>Questo non significa che le sue affermazioni siano da sottovalutare, ma da ricondurre a un gioco più interno che esterno. Il ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong> ha detto che &#8220;<cite>è davvero preoccupante l&#8217;ingerenza del governo russo nelle elezioni italiane. Un esponente russo, Medvedev, interviene nuovamente a gamba tesa su questioni di politica interna, questa volta dando anche un&#8217;indicazione di voto. Le forze politiche italiane prendano le distanze in maniera netta, senza alcuna timidezza, dalla propaganda russa</cite>&#8220;. E questo è importante anche perché ricorda il motivo per cui tutto il blocco occidentale considera ancora centrale il tema elettorale anche in chiave di sicurezza nazionale e dell&#8217;intero continente europeo. Tuttavia, a ben guardare, le parole di Medvedev ottengono un risultato diametralmente opposto nella scena pubblica italiana ed europea rispetto a quello che si presume possa essere l&#8217;obiettivo dell&#8217;ex capo del Cremlino. Queste affermazioni non fanno altro che rafforzare ancora di più il sentimento di ostilità verso la politica russa in una polarizzazione che serve ai falchi moscoviti e a Medvedev.</p>
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		<title>Medvedev torna ad attaccare i leader Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/medvedev-torna-ad-attaccare-i-leader-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 09:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dmitry Medvedev ha puntato il dito contro l&#8217;attuale classe politica europea, definendola &#8220;pallida riserva dei solisti americani&#8221; e, in generale, non all&#8217;altezza del delicato ruolo ricoperto. In un lungo post su Telegram, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha tirato in ballo leader del presente, come Mario Draghi e Olaf Scholz, e grandi nomi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/medvedev-torna-ad-attaccare-i-leader-ue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Dmitry Medvedev</strong> ha puntato il dito contro l&#8217;attuale <strong>classe politica europea</strong>, definendola &#8220;pallida riserva dei solisti americani&#8221; e, in generale, non all&#8217;altezza del delicato ruolo ricoperto. In un lungo post su Telegram, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha tirato in ballo leader del presente, come <strong>Mario Draghi</strong> e Olaf Scholz, e grandi nomi del passato, come Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher.</p>
<p>Il delfino di Vladimir Putin ha quindi scritto un messaggio pungente, con il chiaro tentativo di intercettare il malumore dell&#8217;<strong>opinione pubblica occidentale</strong>; un&#8217;opinione pubblica, tra l&#8217;altro, scossa dal recente carovita derivante dalla guerra in Ucraina e dalle conseguenti sanzioni contro il Cremlino imposte dal blocco occidentale. Ebbene, Medvedev ha bocciato senza appello i massimi dirigenti alla giuda dei principali Pasi dell&#8217;Unione europea: &#8220;Senza offesa per nessuno, ma è evidente a tutti che Mario Draghi non è Silvio Berlusconi e Olaf Scholz non è Angela Merkel. Si tratta di persone nuove e di una nuova era di governo, a mio avviso tutt&#8217;altro che ottimale&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitrij-medvedev.html"><strong>Chi è Dmitrij Medvedev</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-delirio-di-medvedev-occidentali-degenerati-voglio-farli-sparire.html"><strong>Il duro affondo di Medvedev contro l’Occidente</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html"><strong>Perché Medvedev gioca a fare il falco</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Leader Ue bocciati</h2>
<p>Medvedev ha quindi spiegato nel dettaglio a cosa si stesse riferendo. Impossibile non citare gli <strong>Stati Uniti</strong> e l&#8217;influsso di Washington sulle cancellerie europee. &#8220;Il problema della <strong>degenerazione</strong> della <strong>politica europea</strong> – ha affermato l&#8217;ex presidente russo &#8211; è soprattutto legato al fatto che è diventata una pallida riserva dei <strong>solisti americani</strong>. Charles de Gaulle potrebbe opporsi a qualsiasi presidente americano. E ora quali europei lo faranno senza stringersi la mano?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;invettiva dell&#8217;alto funzionario del Cremlino entra nel vivo. A detta di Medvedev, gli attuali leader europei non pensano al futuro dei cittadini e dei popoli che rappresentano: &#8220;Sono limitati solo dai loro flaccidi <strong>obiettivi elettorali</strong>&#8220;. &#8220;Da molto tempo – ha aggiunto lo stesso Medvedev &#8211; sono in contatto con leader stranieri e posso constatare quanto il livello dei politici occidentali si sia abbassato. Negli ultimi vent&#8217;anni è accaduto letteralmente davanti ai miei occhi. Ovviamente, in Europa non sono rimasti politici come Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher&#8221;.</p>
<h2>Gli affondi del &#8220;delfino&#8221; di Putin</h2>
<p>Il post di Medvedev termina con altre due considerazioni. Dopo aver citato Kohl, Chirac e Thatcher, l&#8217;ex presidente russo ha dichiarato: &#8220;Non si tratta, ovviamente, di coloro che a volte vengono definiti filo-russi, anche se i politici forti non sono mai stati <strong>russofobi</strong>. La questione è completamente diversa&#8221;. Tutto questo, inoltre, secondo Medvedev &#8220;crea problemi non solo al mondo occidentale, ma anche a noi, alla <strong>Russia</strong>. Il calibro dei politici sta inesorabilmente diminuendo. Come ha giustamente osservato Vladimir Putin, dopo la morte del Mahatma Gandhi, non c&#8217;è più nessuno con cui parlare&#8221;.</p>
<p>Se paragonata alle altre recenti affermazioni di Medvedev, quest&#8217;ultima considerazione sui leader europei risulta essere più morbida ma comunque pungente. Ricordiamo, infatti, che il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo aveva attaccato l&#8217;Unione europea, paventando una sua possibile dissoluzione prima dell&#8217;eventuale ingresso dell&#8217;Ucraina, Kiev (&#8220;Chi ha detto che tra due anni l’Ucraina esisterà ancora sulle mappe mondiali?&#8221;), Draghi, Macron e Scholz (&#8220;Agli europei, grandi mangiatori di rane, salsicce e spaghetti, piace visitare Kiev&#8230;&#8221;. L&#8217;attacco più duro rimane però quello che Medvedev ha scagliato contro l&#8217;<strong>Occidente</strong>: &#8220;Mi viene spesso chiesto perché i miei post su Telegram&#8221; contro gli avversari della Russia &#8220;sono così duri. La risposta è che li odio. Sono bastardi e imbranati. Vogliono la nostra morte, quella della Russia. E finché sarò vivo farò di tutto per farli sparire&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo affondo di Medvedev: &#8220;Ue potrebbe sparire prima che entri l&#8217;Ucraina&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 10:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Unione europea? Potrebbe esser già sparita da qui a quando sarà terminato il processo di adesione dell’Ucraina. Dmitrij Medvedev lancia la sua ennesima provocazione, questa volta mettendo nel mirino la complicata road map che, in tempi ancora da chiarire, dovrebbe trasformare l’Ucraina un membro a pieno titolo dell’Ue. &#8220;E se anche l&#8217;Ue sparisse per allora? &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html">L&#8217;ultimo affondo di Medvedev: &#8220;Ue potrebbe sparire prima che entri l&#8217;Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619124844886_6b2312a8cd42af0641e14d71bd6e44d7-2048x1457.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’Unione europea? Potrebbe esser già sparita da qui a quando sarà terminato il processo di adesione dell’Ucraina. <strong>Dmitrij Medvedev</strong> lancia la sua ennesima provocazione, questa volta mettendo nel mirino la complicata <em>road map</em> che, in tempi ancora da chiarire, dovrebbe trasformare l’Ucraina un membro a pieno titolo dell’Ue.</p>
<p>&#8220;E se anche l&#8217;<strong>Ue</strong> sparisse per allora? Mi viene da pensare a quale scandalo, a quali sacrifici sono stati fatti sull&#8217;altare dell&#8217;adesione all&#8217;Ue e a quale inganno delle aspettative degli ucraini infelici? Per non portare sfortuna&#8230;&#8221;, ha scritto Medvedev su Telegram, con un tono a metà strada tra il polemico e il sarcastico. Gli ucraini saranno sotto &#8220;verifica per decenni. Pertanto, la vera scadenza è la metà del secolo. Non prima&#8221;, ha quindi concluso il delfino di Vladimir Putin.</p>
<p>Quelle di Medvedev sono, appunto, <strong>provocazioni</strong>. Eppure nascondono <strong>minacce velate</strong>, talvolta anche esplicite, in un <strong>gioco comunicativo</strong> tanto efficace quanto distruttivo ai fini di qualsiasi negoziato diplomatico.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitrij-medvedev.html"><strong>Chi è Dmitrij Medvedev</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-delirio-di-medvedev-occidentali-degenerati-voglio-farli-sparire.html"><strong>Il duro affondo di Medvedev contro l&#8217;Occidente</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-uomini-della-propaganda-di-putin.html"><strong>Tutti gli uomini della propaganda di Putin</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Le “bombe” di Medvedev</h2>
<p>E pensare che, qualche giorno fa, Medvedev aveva condiviso un’altra domanda retorica pungente: &#8220;Chi ha detto che tra due anni l&#8217;<strong>Ucraina </strong>esisterà ancora sulle mappe mondiali?&#8221;. Considerando che c’è un conflitto in corso, il senso indiretto è che Kiev potrebbe perdere la contesa e ritrovarsi, tutta o in parte, cancellata dalle cartine geografiche.</p>
<p>Che poi questo non accada, è un altro discorso. L’obiettivo di Medvedev è lanciare la <strong>bomba</strong>, insinuare il seme del dubbio nell’opinione pubblica occidentale. Quasi sempre toccando tematiche divisive. Se, dunque, sul campo di battaglia, l’esercito russo utilizza le bombe vere e proprie, distruggendo edifici e infrastrutture nemiche, lontano dall’Ucraina il Cremlino si affida alle bombe verbali dei suoi alti funzionari.</p>
<p>In prima fila, dopo i recenti e ripetuti affondi, troviamo Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza ed ex capo di Stato russo. Al suo fianco troviamo la portavoce del ministero degli Esteri russo, <strong>Maria Zakharova</strong>, tuttavia solita ad utilizzare una retorica incisiva ma meno violenta rispetto a quella di Medvedev. Fino a poco tempo fa anche il ministro degli Esteri, <strong>Sergej Lavrov</strong>, poteva essere annoverato in questa lista.</p>
<h2>Affondi, polemiche e insulti</h2>
<p>I riflettori sono adesso tutti puntati su Medvedev. Prima di cimentarsi nelle previsioni sul futuro di Unione europea e Ucraina, l’ex presidente russo aveva accompagnato la visita di Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz in Ucraina con una considerazione fuori dalle linee. &#8220;Agli europei, grandi <strong>mangiatori di rane</strong>, <strong>salsicce</strong> e <strong>spaghetti</strong>, piace visitare Kiev. Inutilmente. Hanno promesso l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Ue e obici datati, si ubriacano di horilka (vodka ucraina, ndr), tornano a casa in treno, come cento anni fa&#8221;.</p>
<p>Tra le altre uscite degne di nota di Medvedev, segnaliamo un altro attacco contro l’Ue, accusata di preparare i cittadini ucraini ad esser pronti per morire per la prospettiva europea (&#8220;Sembra che i bravi zii e zie dell&#8217;Ue li stiano preparando per questo&#8221;) e la minaccia di non riprendere i <strong>negoziati</strong> di pace (&#8220;Il capo negoziatore ucraino (David Arakhamiya) ritiene possibile riprendere i negoziati con la Russia dalla fine di agosto. È possibile ma la domanda è di cosa parleranno e con chi&#8221;).</p>
<p>Emblematico, poi, l’insulto contro l’<strong>Occidente</strong>: &#8220;Mi viene spesso chiesto perché i miei post su Telegram&#8221; contro gli avversari della Russia &#8220;sono così duri. La risposta è che li odio. Sono bastardi e imbranati. Vogliono la nostra morte, quella della Russia. E finché sarò vivo farò di tutto per farli sparire&#8221;.</p>
<p>Andando ancora a ritroso nel tempo, tra gli accostamenti più pesanti fatti da Medvedev, spicca, infine, quello tra le <strong>sanzioni &#8220;illegittime&#8221;</strong> contro i familiari dei politici russi e i metodi di <strong>&#8216;Ndrangheta</strong> e <strong>Cosa Nostra</strong>. In attesa del prossimo affondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lultimo-affondo-di-medvedev-ue-potrebbe-sparire-prima-che-entri-lucraina.html">L&#8217;ultimo affondo di Medvedev: &#8220;Ue potrebbe sparire prima che entri l&#8217;Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché Medvedev gioca a fare il falco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 03:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui Ucraina Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dmitrij Medvedev non è di certo un outsider del political system russo, sebbene la sua carriera sia relativamente recente. I suoi esordi affondano le radici a San Pietroburgo al seguito del riformista Sobčak e al fianco di Putin, di cui è stato un prezioso collaboratore. Eletto agli inizi degli anni Duemila presidente della Gazprom, è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitrij-medvedev.html"><strong>Dmitrij Medvedev</strong> </a>non è di certo un outsider del <em>political system</em> russo, sebbene la sua carriera sia relativamente recente. I suoi esordi affondano le radici a San Pietroburgo al seguito del riformista Sobčak e al fianco di Putin, di cui è stato un prezioso collaboratore. Eletto agli inizi degli anni Duemila presidente della Gazprom, è stato a capo del cerchio magico di Putin e, dal novembre 2005, ha ricoperto il ruolo di primo vicepresidente del governo federale, fino al marzo 2008, quando è stato eletto alla presidenza della Federazione russa succedendo a Putin, il quale nel marzo 2012 gli è subentrato nella carica ottenendo il suo terzo mandato. Nel maggio successivo il neoeletto presidente lo nominò premier, incarico che ha rimesso nel gennaio 2020 con l&#8217;intero esecutivo.</p>
<h2>Il moderato che piaceva all&#8217;Occidente</h2>
<p>Negli anni abbiamo imparato a conoscerlo come una sorta di moderato che nel 2009 addirittura faceva sperare in una rivoluzione gentile in quel di Mosca. &#8220;La libertà è meglio della non libertà&#8221;, aveva detto in campagna elettorale: sembrò davvero l’inizio di una nuova era culminata in una intesa cordiale con <strong>Barack Obama</strong>. L’ex presidente Usa arrivò perfino a descriverlo &#8220;un alleato affidabile&#8221; nella sua biografia. Il tutto condito da una certa propensione per la grisaglia alla occidentale, da una scatenata passione per il rock dei Deep Purple, una fascinazione per il mondo tecnologico americano: il celebre <em>selfie</em> con Obama, intenti a consumare un hamburger in un <em>fast food</em> sembrò l’immagine iconica di quel reset tanto cercato fra Washington e Mosca.</p>
<p>Come è potuto accadere che quell’uomo sobrio, se non filoccidentale quanto meno non anti-occidentale, tendenzialmente liberale, ora si esprime a suon di “bastardi e imbranati”, assicurando che “finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”, critica le sanzioni anti-Russia definendole &#8220;illegittime&#8221; contro i familiari dei politici, paragonandole ai metodi mafiosi e citando la &#8216;ndrangheta e Cosa Nostra, bolla il piano di pace un prodotto di &#8220;grafomani europei&#8221;, giurando che la Russia continuerà “a lottare per un ordine mondiale che si adatti alla Russia e al nostro popolo, libero dai teppisti nazisti, dalle bugie storiche e dal genocidio”?.</p>
<h2>La propaganda di guerra</h2>
<p>Tutto un po’ troppo, perfino per la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-delirio-di-medvedev-occidentali-degenerati-voglio-farli-sparire.html"><strong>propaganda di guerra</strong></a>. Senza dubbio Medvedev sta parlando al fronte interno, verso il quale non può mostrarsi né moderato tantomeno <em>super partes</em>: come uomo delle istituzioni, questa guerra è anche sua. Si tratta di una dose rincarata di nazionalismo con il fine di riunire, compattare, cementare il sentimento nazionale: è un mezzo per preparare il terreno a quanto potrà accadere dopo, indipendentemente dal fatto che possa trattarsi di una vittoria, una pace imperfetta o un’ulteriore escalation militare.</p>
<p>Per farlo, usa lo <strong>stereotipo dell’occidente corrotto e libertino</strong>, del degrado morale e politico. E lo fa, per paradosso, da uno strumento come <a href="https://t.me/medvedev_telegram/105"><strong>Telegram</strong></a> che, assieme a tutti i suoi simili, è la nuova essenza della comunicazione occidentale, se non fosse stato inventato da un russo, come fa notare <a href="https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-8-giugno-guerra-ucraina-russia-medvedev-merkel-india-lavrov-turchia/128158">Mirko Mussetti</a> dalle pagine di <em>Limes</em>. L’app di messaggistica, tra l’altro, è molto diffusa in Russia e questo spiega perché le sue parole sono state vergate proprio lì e non su altri canali come Twitter o Facebook.</p>
<h2>La crociata personale</h2>
<p>Ma a meno che non si sia trattato di un nicodemita pluriventennale, Medvedev prepara il suo futuro politico. La strategia è quella di preparare il dopo-Putin per il quale si candida come <strong>leader credibile</strong> e padre dell’inevitabile ricostruzione diplomatica ed economica del Paese. La sua posizione è in ombra da tempo e il suo ruolo sembra essere incagliato in quello di bella statuina: l&#8217;unico incarico che gli è rimasto è quello di vicepresidente del Consiglio di sicurezza. Insomma, regna ma non governa. Sembra che Medvedev “stia cercando di dimostrare la sua rilevanza &#8211; e lealtà &#8211; in un sistema che è diventato notevolmente più aggressivo e meno tollerante nei confronti delle sfumature di grigio&#8221;, ha affermato Ben Noble, professore associato di politica russa presso l&#8217;University College di Londra.</p>
<p>Quello che traspare è una sorta di “sindrome da fratello povero”, in questo caso meno falco degli altri, che in questi anni lo ha lasciato indietro rispetto a <em><a href="https://www.insideover.com/wp-admin/post.php?post=348158&amp;action=edit">siloviki</a> </em>del calibro di <strong>Nikolai Patrushev</strong>. Pertanto, occorreva un cambio di passo, un “ci sono anch’io” che si nutre essenzialmente di un linguaggio aggressivo che cavalca la dicotomia “noi contro voi”. A ben vedere si è trattato di un’escalation verbale progressiva, che ha visto progredire la virulenza di accuse e aggettivi nel corso di un periodo brevissimo: <a href="https://t.me/medvedev_telegram">il suo account Telegram</a> è stato aperto solo il 17 marzo con una dichiarazione secondo cui la Russia ha &#8220;abbastanza potere per mettere al loro posto tutti i nemici sfacciati del nostro Paese&#8221;. Il 12 maggio, è stata la volta dell’agghiacciante avvertimento sul rischio di una guerra nucleare su vasta scala. Il 30 maggio gli è toccato avvertire il nemico che, se l&#8217;Ucraina avesse lanciato attacchi missilistici contro la Russia con i sistemi degli Stati Uniti, Mosca avrebbe risposto con attacchi ai &#8220;centri decisionali&#8221; in Occidente. Poi, è stata la volta di lasciare i social per dichiarare ad <em>Al-Jazeera</em> che nelle circostanze attuali &#8220;i cavalieri dell&#8217;apocalisse sono già in viaggio e solo ora possiamo riporre fede in Dio&#8221;.</p>
<p>Potrebbe essere già tardi per questo “ravvedimento tardivo”. Ma soprattutto, potrebbe essere lo stesso Cremlino a volere Medvedev fuori dai giochi: non è sfuggito a nessuno, infatti, che il 13 maggio scorso, solo due ore dopo aver gettato alle ortiche il piano di pace italiano, la Tass si sia affrettata a battere la dichiarazione del portavoce del Cremlino <strong>Dmitry Peskov</strong>, una sorta di smentita indiretta: “Non abbiamo ancora esaminato il piano, confidiamo di riceverlo presto da canali diplomatici”. L’episodio, passato in secondo piano per via degli sviluppi successivi e dei toni più gravi dei giorni a venire, è stato un segno importante su come Medvedev probabilmente non è più né un <em>protégé </em>tantomeno un delfino.</p>
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