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	<title>dick cheney Archives - InsideOver</title>
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	<title>dick cheney Archives - InsideOver</title>
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		<title>Usa-Venezuela, i poteri di guerra di Trump e l&#8217;eterna illusione del regime change</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-venezuela-i-poteri-di-guerra-di-trump-e-leterna-illusione-del-regime-change.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 05:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Che si tratti di guerra al terrore, al comunismo o alla droga, il risultato è identico e prevedibile: solo caos. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/venezuela-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><strong>“La definizione di follia è ripetere la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.</strong>”&nbsp; Così <a href="https://x.com/SenRandPaul/status/1986561121361252381">ha commentato su X</a> il senatore repubblicano Rand Paul dopo che questa settimana il Senato statunitense ha respinto, con 48 voti favorevoli e 51 contrari, la <a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/senate-joint-resolution/90">risoluzione sui poteri di guerra</a> presentata da lui insieme al democratico Tim Kaine.&nbsp;</p>



<p>La proposta chiedeva di votare sul ritiro delle forze statunitensi coinvolte in <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-venezuela-cresce-la-tensione-nei-caraibi.html">operazioni militari in Venezuela</a></strong>, avviate senza l’approvazione del Congresso. È la seconda risoluzione di questo tipo a essere bocciata negli ultimi due mesi, e la seconda da quando, a inizio settembre, l’amministrazione Trump ha iniziato a bombardare imbarcazioni, <a href="https://x.com/SecWar/status/1986631797547921741">una di queste proprio stamattina</a>, accusate di trasportare droga verso gli Stati Uniti.</p>



<p>Accuse mai verificate: gli attacchi, infatti, hanno lasciato solamente tre sopravvissuti, che non sono stati e non saranno né trattenuti né processati con l’accusa di presunto traffico di droga e <strong>questo perché gli Stati Uniti non possono sostenere l&#8217;onere della prova.</strong> Lo dice <strong>Sara Jacobs</strong>, democratica della California e membro della Commissione Difesa della Camera, in <a href="https://theintercept.com/2025/10/31/trump-venezuela-boat-strikes-unprivileged-belligerants/">un&#8217;intervista rilasciata</a> a The Intercept.</p>



<p><strong>“Hanno spiegato che non potevano trattenere o processare i sopravvissuti </strong>— né negli Stati Uniti né nei Paesi di rimpatrio — perché non disponevano di prove sufficienti … Questo ha portato alcuni a osservare che pare che servano prove più schiaccianti per detenere qualcuno piuttosto che per ucciderlo. Ed è un problema serio.»</p>



<p>“Anche se il Congresso lo autorizzasse,” continua Jacobs, “sarebbe comunque illegale secondo il diritto statunitense e internazionale, perché non siamo in guerra con questi cartelli … Quindi, in pratica, si tratta di omicidio.”</p>



<p>Jacobs ha anche raccontato che durante un briefing sul tema, alcuni funzionari del Pentagono “hanno detto che non è necessario identificare con certezza gli individui a bordo delle imbarcazioni prima di colpirli … basta dimostrare un collegamento con un’organizzazione di narcotraffico o con un gruppo affiliato&#8221;. In pratica, il Pentagono non ha idea di chi sta uccidendo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Relatori Onu e regime change</h2>



<p>Al coro dei deputati e senatori si è aggiunto, negli ultimi giorni, un gruppo di <strong>relatori  speciali e esperti indipendenti delle Nazioni Unite</strong> che <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/09/us-war-narco-terrorists-violates-right-life-warn-un-experts-after-deadly">ha definito</a> questi bombardamenti “uccisioni extragiudiziali”, avvertendo che potrebbero rappresentare crimini internazionali. “Gli attacchi sistematici e letali degli Stati Uniti contro imbarcazioni nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale sollevano gravi preoccupazioni circa la possibilità che si tratti di crimini internazionali&#8230;”</p>



<p>Affermazioni che lasciano il tempo che trovano dato che, come abbiamo imparato negli ultimi anni, i report dei relatori ONU non sembrano essere tenuti in grande considerazione a Washington, anzi.&nbsp;</p>



<p>Pur respinta, l’ultima risoluzione presentata al Senato è particolarmente rilevante perché, <a href="https://www.kaine.senate.gov/press-releases/kaine-paul-schiff-to-force-vote-blocking-unauthorized-war-in-venezuela">diversamente dalla prima</a>, collega la situazione in Venezuela non più ai dubbi sull’efficacia o legalità delle operazioni antidroga dell’amministrazione Trump, ma alla ormai ampiamente sperimentata strategia di Washington del cambio di regime.</p>



<p>Molti senatori oltre Rand Paul riconoscono infatti che il vero obiettivo di questa guerra non riguarda la “lotta al narcotraffico”, ma la ridefinizione dell’egemonia statunitense nella regione.<strong> Il primo passo sarebbe il rovesciamento del governo Maduro</strong>, secondo una teoria del domino secondo cui se Caracas crolla, crolleranno anche gli altri governi non allineati con Washington (vedi le recenti minacce al Messico, alla Colombia e al Brasile). Una teoria già sperimentata varie volte altrove e ampiamente fallita.</p>



<p>Il senatore lo ha espresso chiaramente nel suo <a href="https://x.com/SenRandPaul/status/1986561121361252381">post</a>, oltre che nel suo intervento al Senato ieri: “La follia di Washington è pensare di poter cambiare regimi in giro per il mondo e ottenere risultati diversi: Iraq, Libia, Siria. Ora il Venezuela. Il risultato è sempre lo stesso: caos, cartelli, terrorismo e guerre infinite.” E aggiunge: “Sì, Maduro è un dittatore. <strong>Ma non possiamo mandare americani a combattere ogni dittatore del pianeta</strong>. Una guerra in Venezuela rafforzerebbe i cartelli e provocherebbe nuove migrazioni di massa. E soprattutto, la Costituzione è chiara: solo il Congresso può autorizzare la guerra.”</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Stesso copione, stessi esiti</strong></h3>



<p>Dal Vietnam al Venezuela, passando per l’Iraq, la Libia e la Siria, il copione è sempre lo stesso e la disfatta assicurata (con tanto di garanzia di migliaia di morti tra <em>invasi e invasori</em>).&nbsp;</p>



<p>Proprio lo stesso giorno, mentre Rand Paul e altri in Senato evocavano le vergognose disfatte del passato, sostenute anche da senatori chiamati a votare, moriva Dick Cheney, fervente <a href="https://responsiblestatecraft.org/dick-cheney-dies/">promotore</a> delle “guerre infinite” e mente dietro <strong>uno dei progetti di cambio di regime più distruttivi della storia: l’invasione dell’Iraq.</strong></p>



<p>Che si tratti di guerra al terrore, al comunismo o alla droga, il risultato è identico e prevedibile. <strong>Nel caso venezuelano, è paradossale</strong>: il <a href="https://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/WDR_2025/WDR25_B1_Key_findings.pdf">Drug Report 2025</a> dello United Nations Office on Drugs and Crime indica che la droga che entra nel Paese è più di quella che esce, e una quantità irrisoria di questa arriva negli Stati Uniti, rendendo difficile sostenere l’argomento della “lotta al narcotraffico”. A fronte di ciò, un’eventuale escalation militare e cambio di regime violento non farebbe <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2025/10/24/the-us-warships-off-venezuela-arent-there-to-fight-drugs">che aumentare il traffico di droga</a> e la destabilizzazione politica.</p>



<p><strong>E sullo sfondo rimane il petrolio, ricchezza e condanna del Venezuela.</strong></p>



<p>Insomma, la risoluzione non è stata approvata. Eppure qualche conseguenza l’ha avuta. Nei giorni precedenti al voto sembrava che sarebbe stata approvata. All’ultimo momento, colpo di scena: alcuni repubblicani che fino a poco prima sembravano orientati a votare a favore, come <a href="https://www.politico.com/live-updates/2025/11/05/congress/key-republicans-waver-ahead-of-war-powers-vote-00637591">riportato</a> da POLITICO nei giorni scorsi, hanno cambiato posizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è successo?</h2>



<p>Per almeno due mesi, fonti dell’amministrazione avevano lasciato intendere ai media che fossero allo studio attacchi mirati e di terra in Venezuela, e che <strong>il rafforzamento militare nella regione servisse a spingere Maduro alle dimissioni</strong> o a provocare una rivolta interna, obiettivo che si cerca di raggiungere da anni attraverso le mortali sanzioni economiche imposte dagli USA al Venezuela.</p>



<p>Nei giorni prima del voto, però, la linea è cambiata improvvisamente: nessun attacco previsto, nonostante fosse in corso il più grande dispiegamento di forze militari nella storia dei Caraibi (di due giorni fa <a href="https://www.nytimes.com/2025/11/06/world/americas/us-military-planes-el-salvador.html">la notizia</a> sul New York Times che almeno tre velivoli militari statunitensi, incluso un aereo d’attacco, hanno iniziato a operare da El Salvador).</p>



<p>Un dietrofront che sembra un’operazione di contenimento del danno in vista del voto in Senato: l’amministrazione Donald Trump si è affrettata <a href="https://www.cnn.com/2025/11/06/politics/trump-venezuela-legal-congress-land">a fare promesse e a rilasciare dichiarazioni</a> per rassicurare i senatori repubblicani che non sussistono basi legali per un attacco al Venezuela, e dunque che non c’è necessità di votare la risoluzione. Resta da sperare che queste promesse valgano davvero o che, quantomeno, rappresentino un deterrente sufficiente, e che non siano solo un bluff, in attesa che arrivi al largo delle coste venezuelane la portaerei <a href="https://www.twz.com/sea/uss-ford-holding-off-north-africa-as-reports-emerge-trump-wont-strike-venezuela-for-now">USS Gerald R. Ford</a>, la più grande del mondo. </p>
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		<title>Dick Cheney, l’architetto del caos neoconservatore</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dick-cheney-larchitetto-del-caos-neoconservatore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 18:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Neoconservatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251105192158421_32e67ad571763fe5b54535d7e74d0031-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un vicepresidente più potente del presidente. La morte di Dick Cheney, a 84 anni, chiude la parabola di uno degli uomini più influenti – e più distruttivi – della politica americana contemporanea. Vicepresidente di George W. Bush dal 2001 al 2009, trasformò una carica perlopiù cerimoniale in un centro di potere occulto, capace di pesare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dick-cheney-larchitetto-del-caos-neoconservatore.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dick-cheney-larchitetto-del-caos-neoconservatore.html">Dick Cheney, l’architetto del caos neoconservatore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Un vicepresidente più potente del presidente. La morte di<strong> Dick Cheney</strong>, a 84 anni, chiude la parabola di uno degli uomini più influenti – e più distruttivi – della politica americana contemporanea. Vicepresidente di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/i-can-hear-you-bush-e-l11-settembre-ventanni-dopo.html">George W. Bush </a></strong>dal 2001 al 2009, trasformò una carica perlopiù cerimoniale in un centro di potere occulto, capace di pesare sulla CIA, sul Pentagono e sulla Casa Bianca ben oltre quanto previsto dalla Costituzione. </p>



<p>Il suo nome resta indissolubilmente legato all’invasione dell’Iraq del 2003, alle derive securitarie seguite all’11 settembre e all’ascesa del neoconservatorismo, che ridisegnò a colpi di bombe la mappa del Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il laboratorio neoconservatore: dal PNAC a Baghdad</h2>



<p>Cheney non fu mai solo un esecutore zelante. Fu l’architetto di un progetto ideologico preciso: mantenere la supremazia americana con la forza. Negli anni Novanta gravitò intorno al Project for the New American Century (PNAC), un centro studi neoconservatore che sosteneva la necessità di un “ruolo guida” militare degli Stati Uniti e invocava apertamente il rovesciamento di Saddam Hussein ben prima dell’11 settembre. Dieci dei firmatari di quel manifesto, tra cui Cheney e Rumsfeld, entrarono poi nell’amministrazione Bush. L’Iraq non fu dunque una reazione improvvisata, ma l’occasione per attuare un programma elaborato da anni, in cui la guerra diventava uno strumento normale della politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Iraq, menzogna fondatrice e disastro originario</h2>



<p>L’invasione del 2003 poggiava su due pilastri: le presunte armi di distruzione di massa e un legame inventato tra Saddam Hussein e il terrorismo internazionale. Cheney ebbe un ruolo centrale nella costruzione di questa narrazione, esercitando pressioni sugli apparati d’intelligence per ottenere “prove” compatibili con la decisione già presa di attaccare l’Iraq. Le ispezioni dell’ONU non trovarono nulla, ma Washington bombardò ugualmente. Il risultato è noto: quasi cinquemila soldati americani uccisi, centinaia di migliaia di vittime irachene, uno Stato distrutto e l’emergere, nel caos, di gruppi jihadisti come lo Stato Islamico.</p>



<p>Per i neoconservatori, l’Iraq doveva diventare la vetrina di un “Medio Oriente democratico”. In realtà dimostrò che non si può bombardare un Paese fino alla democrazia. L’esercito americano smantellò le strutture statali senza costruirne di nuove: licenziamenti di massa, dissoluzione dell’esercito iracheno, umiliazione delle élite locali. Il terreno ideale per milizie, guerra civile e l’ingerenza di potenze vicine, prima fra tutte l’Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra al terrore come macchina per distruggere il diritto</h2>



<p>L’eredità di Cheney non si limita a una guerra. Dopo l’11 settembre mise in moto un intero sistema securitario: <strong>prigioni segrete della CIA, “extraordinary renditions” verso Paesi che praticavano la tortura, interrogatori “rafforzati”</strong>, il campo di Guantánamo, la sorveglianza di massa della NSA. Cheney ne fu il principale teorico, sostenendo la necessità di una presidenza quasi illimitata in tempo di minaccia.</p>



<p>In nome della sicurezza, il confine tra Stato di diritto e ragion di Stato venne cancellato. Il messaggio al mondo fu devastante: il Paese che pretendeva di incarnare l’ordine internazionale si arrogava il diritto di violarlo quando si sentiva in pericolo. Le dittature presero esempio, giustificando i propri campi e le proprie leggi d’eccezione. La “guerra al terrore” divenne una macchina per normalizzare l’illegalità e indebolire la credibilità morale dell’Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un costo umano e politico incalcolabile</h2>



<p>I neoconservatori promettevano un mondo più sicuro. Hanno lasciato in eredità un Medio Oriente destabilizzato, città ridotte in macerie, società lacerate dalle divisioni confessionali e un’intera generazione di veterani americani segnata dai traumi. Concentrandosi sull’apparato militare e ignorando le realtà sociali dei Paesi colpiti, Cheney e i suoi alleati crearono proprio ciò che dicevano di voler combattere: più terrorismo, più risentimento, più radicalizzazione.</p>



<p>All’interno degli Stati Uniti, la paura permanente giustificò bilanci militari smisurati a scapito di sanità, istruzione e infrastrutture. I servizi segreti si abituarono a poteri intrusivi difficili da revocare. La cultura politica si militarizzò: essere “duri” divenne la condizione minima per essere credibili, anche dopo il fallimento evidente della guerra irachena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il neoconservatorismo, matrice della crisi americana</h2>



<p>Paradossalmente, alcuni necrologi ricordano oggi le critiche di Cheney a Donald Trump, che egli considerava una minaccia per la democrazia americana. Ma la verità è che il trumpismo non è l’opposto del mondo costruito da Cheney: ne è il figlio diretto. La sfiducia verso le istituzioni, l’esasperazione per le menzogne di Stato, il rifiuto delle élite di Washington nascono anche dal modo in cui l’amministrazione Bush-Cheney manipolò l’opinione pubblica per fare la guerra. Quando un potere mente su questioni di vita o di morte, scava da sé la fossa della democrazia rappresentativa.</p>



<p>In altre parole, la crisi politica americana – polarizzazione, complottismo, ostilità verso i media – non può essere compresa senza tornare all’Iraq. Cheney non distrusse solo un Paese straniero; incrinò il suo stesso Paese mostrando che la ragion di Stato poteva calpestare la verità senza conseguenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bilancio che né il tempo né gli elogi possono cancellare</h2>



<p>Come spesso accade, la morte di un uomo politico suscita indulgenza: si celebrano “la carriera eccezionale”, “il senso dello Stato”, persino “il patriottismo”. Ma la scala dei danni impone di resistere a questa tentazione. Il programma neoconservatore, di cui Cheney fu uno dei principali artefici, è costato centinaia di migliaia di vite, ha indebolito il diritto internazionale, banalizzato la tortura, accelerato la crescita del jihadismo e alimentato la crisi di fiducia che corrode le democrazie occidentali.</p>



<p>Non si tratta di negare la complessità dell’uomo, né le successive divergenze con il suo campo politico. Si tratta di ricordare che alcune decisioni lasciano cicatrici più profonde delle biografie. In questo senso, Dick Cheney resterà come il simbolo più netto di un’epoca in cui la potenza militare si credeva al di sopra delle regole e in cui un piccolo gruppo di ideologi impose al mondo una visione semplicistica, brutale e infine perdente della supremazia americana. È questa impronta, più degli elogi dei suoi pari, a definire davvero la sua eredità</p>
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		<title>La strana coppia Liz Cheney-Kamala Harris: neocon e Dem alleati contro Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-strana-coppia-liz-cheney-kamala-harris-neocon-e-dem-alleati-contro-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 15:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Liz Cheney potrebbe avere un ruolo nell'eventuale e futura amministrazione di Kamala Harris: il ritorno dei neocon.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-strana-coppia-liz-cheney-kamala-harris-neocon-e-dem-alleati-contro-trump.html">La strana coppia Liz Cheney-Kamala Harris: neocon e Dem alleati contro Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012160022566_f57d08b6c0aeb94c7b0fede4bea98199-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 3 ottobre scorso, a Ripon, Wisconsin, la vicepresidente Usa e candidata alla Casa Bianca, <strong>Kamala Harris</strong>, ha deciso di farsi accompagnare sul palco, durante un comizio, nientemeno che da <strong>Liz Cheney,</strong> figlia dell&#8217;ex vicepresidente neocon <strong>Dick Cheney</strong> ed ex deputata repubblicana del Wyoming. La strana alleanza tra le due donne, una democratica e l’altra repubblicana, è stata giustificata dalla volontà di scongiurare <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-harris-negli-stati-in-bilico-decide-soprattutto-leconomia.html">un ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump</a>. &#8220;In queste elezioni, mettere il patriottismo al di sopra del partito non è un&#8217;aspirazione, ma un dovere&#8221;, ha sottolineato Cheney, una delle poche voci repubblicane che si oppone all’ex presidente, tanto da aver presieduto la Commissione sull&#8217;assalto a Capitol Hill.</p>



<p>Il comizio si è tenuto in un luogo simbolico, <strong>Ripon</strong>, dove nel 1854 furono gettate le fondamenta del Partito Repubblicano. Cheney ha ricordato il suo lungo impegno politico, il suo primo voto per Ronald Reagan nel 1984 e la sua carriera al Dipartimento di Stato, dove ha difeso le posizioni &#8220;neocon&#8221; del controverso padre, uno degli &#8220;architetti&#8221; dell’invasione dell’Iraq del 2003 e il principale &#8220;falco&#8221; dell’amministrazione di George W. Bush. Una figura estremamente controversa e discussa, magistralmente raccontata dal film <em>Vice &#8211; L&#8217;uomo nell’ombra</em> di Adam McKay del 2019. </p>



<p>Insieme al presidente Bush, Cheney trascinò l’America ferita dall’11 settembre in una guerra basata sulle bugie, in particolare affermando l&#8217;esistenza di armi di distruzione di massa (WMD) in Iraq e di un presunto collegamento tra il regime di Saddam Hussein e gli attacchi terroristici del World Trade Center. Entrambe le affermazioni furono poi categoricamente smentite negli anni successivi, ma la repubblicana continua a difendere l’operato dell&#8217;ex vicepresidente, oggi 83enne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La coppia Harris-Cheney: cosa significa</h2>



<p>Durante il <strong>Texas Tribune Festival</strong>, Liz Cheney <a href="https://19thnews.org/2024/09/liz-cheney-says-her-father-dick-cheney-will-vote-for-kamala-harris/">ha dichiarato che il padre</a> voterà per Kamala Harris poiché vede in Trump come la &#8220;più grave minaccia alla democrazia americana&#8221;. La figlia dell’ex vicepresidente ha inoltre deciso di sostenere il democratico Colin Allred nella sua sfida contro il senatore conservatore <strong>Ted Cruz</strong>. <a href="https://theintercept.com/2024/09/14/dick-cheney-kamala-harris-neocons/">Come nota <em>The Intercept</em></a>, come vicepresidente, &#8220;Dick Cheney fu uno dei principali artefici della Guerra in Iraq, che causò la morte di centinaia di migliaia di iracheni, e del regime di tortura gestito dagli Stati Uniti. Le conseguenze dell&#8217;occupazione americana, durata otto anni, si fanno ancora sentire nella regione e nella politica interna statunitense. Sua figlia, Liz Cheney, ex deputata repubblicana del Wyoming, ha ereditato le posizioni interventiste del padre e ha promesso di fare tutto il possibile per sostenere Kamala Harris, inclusa la creazione di un PAC che ha raccolto milioni di dollari per la campagna democratica&#8221;. </p>



<p>Dal canto suo, Harris ha dimostrato di <a href="https://theintercept.com/2024/08/22/no-palestinian-americans-will-speak-at-convention-dnc-decides/">voler recepire la politica aggressiva</a> di Cheney. Durante il suo discorso alla Convention Nazionale Democratica, la vicepresidente Usa ha dichiarato: &#8220;Come comandante in capo, farò in modo che l&#8217;America abbia sempre la forza combattente più forte e letale del mondo.&#8221; Nello stesso contesto, il partito ha impedito a qualsiasi palestinese americano di parlare sul palco della convention riguardo alla guerra di Israele a Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un falco per Harris</h2>



<p>La maggior parte della stampa sostiene che corteggiando Liz Cheney, Kamala Harris voglia rivolgersi a un tipo di elettorato centrista e moderato e a quei repubblicani che non amano Donald Trump. Non è esattamente così, perché le idee di Liz Cheney, proprio come quelle del padre, sono tutt’altro che &#8220;moderate&#8221;: sono posizioni da &#8220;falco&#8221;, perfettamente in linea con il neoconservatorismo interventista dell’ex vicepresidente Usa. Va inoltre ricordato che, nel 2009, l&#8217;ex deputata ha co-fondato l&#8217;organizzazione no-profit <em>Keep America Safe</em> insieme al neoconservatore <strong>Bill Kristol</strong>, altro repubblicano arcinemico di Donald Trump. L&#8217;organizzazione denunciava gli avvocati del Dipartimento di Giustizia dell&#8217;amministrazione Obama che in precedenza avevano lavorato come difensori per sospetti terroristi, etichettandoli come &#8220;i sette di Al Qaeda&#8221; e chiedendo: &#8220;Condividono i loro valori?&#8221;. La reazione e le polemiche furono così forti (anche da parte di altri conservatori) che <em>Keep America Safe</em> fu chiusa in fretta e furia e la sua presenza online cancellata. Inoltre, Liz Cheney ha sempre difeso l&#8217;uso della tortura nei programmi di detenzione durante la Guerra al Terrore, sostenendo che tali metodi erano necessari per proteggere la sicurezza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un posto per la figlia di Dick Cheney</h2>



<p>La candidata dem ha dimostrato di tenere molto all’alleanza con l’ex deputata repubblicana del Wyoming. <a href="https://uk.news.yahoo.com/howard-stern-asks-harris-liz-063846578.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAKVdFPqe3KZITO0a_rD_kJw6rC8Gj6UpIiATIgYxIrPuu0BaTYXnqWCXoH3h5pSeUAnZMtiQqjXyWQqiXj3Ko1XQutj4l73tHyLHneqM_NKhxNRtmgpEaF1tvJFacr072eRi_XgnXX3MLN5ZUH5Yr8_SvC8vyKV4-DH1NpU6IGIj">Durante un&#8217;intervista con Howard Stern</a>, l&#8217;8 ottobre scorso, <strong>Kamala Harris</strong> ha confermato l&#8217;intenzione di nominare un repubblicano nel suo gabinetto, se eletta, e ha elogiato Liz Cheney. Quando Stern le ha chiesto se si riferisse all&#8217;ex deputata del Wyoming, Harris ha risposto: &#8220;Devo vincere, Howard. Devo vincere&#8221;, aggiungendo che Cheney è &#8220;straordinaria, intelligente e coraggiosa&#8221; per aver messo “il Paese davanti al partito”, pur riconoscendo che non sono sempre d&#8217;accordo su tutto. Quindi, se vincerà, Kamala Harris potrebbe riservarle un posto nella sua amministrazione. </p>



<p>Sulle questioni essenziali relative alla politica estera e al ruolo degli Usa nel mondo, infatti &#8211; dall’Ucraina passando per il Medio Oriente &#8211; sembrano essere pienamente d’accordo. Nulla di strano, in realtà: l&#8217;interventismo liberale dei democratici e il neoconservatorismo di una parte dei repubblicani sono perfettamente complementari: entrambi intendono l&#8217;America come &#8220;poliziotto globale&#8221; e adottano una politica estera estremamente dispendiosa e aggressiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-strana-coppia-liz-cheney-kamala-harris-neocon-e-dem-alleati-contro-trump.html">La strana coppia Liz Cheney-Kamala Harris: neocon e Dem alleati contro Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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