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	<title>Denis Shmyhal Archives - InsideOver</title>
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	<title>Denis Shmyhal Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;attentato di Mosca: sparare sul generale Alekseev per non sparare sul negoziato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 21:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-600x315.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il generale Alekseev, colpito a Mosca in un attentato, era parte importante del negoziato di Abu Dhabi. Perché e per chi sparargli adesso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lattentato-di-mosca-sparare-sul-generale-alekseev-per-non-sparare-sul-negoziato.html">L&#8217;attentato di Mosca: sparare sul generale Alekseev per non sparare sul negoziato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Per affrontare l&#8217;attentato (e anzi, la probabile morte, visto che le prime notizie definiscono le sue condizioni estremamente critiche) contro il generale Vladimir &#8220;Vadim&#8221; Alekseev, 64 anni, numero due del GRU (l&#8217;intelligence militare russa), bisogna spazzar via il solito cumulo di spazzatura che molti media scaricano sui lettori. Alekseev, che lavorava nel GRU da decenni, era stato ovviamente coinvolto in molte operazioni discusse e discutibili. Nella rivolta del Donbass a partire dal 2014, in Siria dal 2015, nell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 2022, nella ribellione del Gruppo Wagner nel 2023. <strong>Ed è più che probabile che abbia avuto le mani in pasta nel tentativo di avvelenamento (2018) di Sergej Skripal</strong>, l&#8217;ex agente del &#8220;suo&#8221; GRU che per molti anni aveva spiato a favore dell&#8217;MI6 britannico, tradendo e consegnando decine di ex compagni alle galere o alle eliminazioni dei servizi occidentali. Non solo: Skripal collaborava anche con Christopher Steele, ex agente dell&#8217;MI6 e membro dell&#8217;agenzia di intelligence privata <em>Orbis Business Intelligence</em>, dove fu preparato (2016) il dossier sulle presunte interferenze russe a favore del &#8220;complice&#8221; Donald Trump che fu poi <a href="https://www.justice.gov/archives/sco/file/1373816/dl?inline=">liquidato come una bufala dagli stessi inquirenti Usa</a><em> </em>ma che all&#8217;epoca si prestò egregiamente a una vasta operazione di <em>disinformacija</em> occidentale. Ci stupiremmo se qualcuno del GRU (Alekseev o chi per lui) avesse deciso di farla pagare a Skripal?</p>



<p>Ecco, tutto questo con l&#8217;attentato nell&#8217;androne del palazzo sul Volokolamskoe Shosse di Mosca non c&#8217;entra nulla. Se in giro per il mondo venissero eliminati tutti gli agenti segreti coinvolti in qualche porcheria, sarebbe una strage continua. L&#8217;unica cosa che conta, nel caso di Alekseev, e a fondamentale differenza rispetto agli attentati contro altri alti ufficiali come <strong>Fanil Sarvarov</strong> (dicembre 2025), Stanislav Rzhitskij (luglio 2023), Valeryj Trankovskij (novembre 2024), <strong>Igor Kirillov </strong>(dicembre 2024) e Yaroslav Moskalik (luglio 2025), è che Alekseev è stato parte importante del lungo e mai concluso negoziato di pace con Usa e Ucraina.</p>



<p>Coinvolto Alekseev lo era in due modi. Il primo è che il suo principale diretto, il direttore del GRU, generale <strong>Igor Kostjukov</strong>, è il capo della delegazione russa al colloqui di Abu Dhabi. Nulla di strano. Dalla parte ucraina il capo delegazione è <strong>Rustem Umerov</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza ed ex ministro della Difesa, in certe tornate del negoziato affiancato da <strong>Kyrylo Budanov</strong>, allora ancora capo dell&#8217;intelligence militare ucraina prima di diventare capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. A quanto pare i servizi segreti militari sono indispensabili quando si parla di pace&#8230;</p>



<p>Il secondo modo in cui Alekseev è importante nel contesto del negoziato è che&#8230; lo ha già fatto. <strong>Era nel team russo che, con la mediazione di Onu e Turchia, nel 2022 concluse con l&#8217;Ucraina l&#8217;accordo sul transito del grano nel Mar Nero,</strong> accordo poi disdetto dalla Russia nel 2023. Uomo d&#8217;azione, Alekseev, che si era formato come incursore paracadutista, ma anche figura particolare di militare-politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bersaglio di primo piano</h2>



<p>E&#8217; in questo contesto che ha senso inquadrare l&#8217;attento delle scorse ore. Alekseev poteva essere un bersaglio degli ucraini in ogni caso, vista la sua posizione. Al suo livello, tra gli ufficiali russi finora uccisi, era solo il generale <strong>Igor Kirillov.</strong> Ma averlo eliminato adesso, visto che girava senza scorta, non può essere un caso. E ipotizzare un regolamento di conti interno alle forze armate russe, in questo clima, e dopo il repulisti dell&#8217;anno scorso al vertice del ministero della Difesa, fa più o meno sorridere.</p>



<p>Se dunque pensiamo che siano stati gli ucraini, dobbiamo anche chiederci perché. E&#8217; chiarissimo che la Russia non è pronta a siglare un cessate il fuoco, almeno non prima che (se mai avverrà) saranno soddisfatte le sue condizioni. Ma può essere che neanche l&#8217;Ucraina sia pronta a farlo. A Kiev e dintorni, guerra a parte, non mancano le questioni da sbrogliare. Le agenzie anti-corruzione hanno fatto il deserto intorno a Zelensky, spazzando via i suoi amici e i suoi più stretti collaboratori. Lui, per parte sua, ha risposto con un rimpasto di Governo che, come si diceva, ha portato nel Palazzo Budanov, togliendolo all&#8217;intelligence militare, ha tolto di mezzo il capo dell&#8217;SBU (servizio segreto) <strong>Vasil Malyuk</strong> (non ancora sostituito), e ha spostato al cruciale ministero dell&#8217;Energia l&#8217;ex premier <strong>Denis Shmyhal </strong>(rimasto peraltro nel limbo per settimane perché il Parlamento non voleva ratificare la nomina). Nel frattempo, sotto inchiesta per corruzione è finito un manipolo di deputati del suo partito, Servo del popolo, e nello scandalo che ha coinvolto l&#8217;ex premier Julija Tymoshenko ci sono 6o deputati sospettati di non essere stati insensibili a eventuali offerte di denaro.</p>



<p><strong>La sensazione è che, sotto traccia, qualcosa si stia preparando a Kiev</strong>, proprio in vista di un &#8220;dopo&#8221; su cui molti cercheranno di mettere le mani. In altre parole: a Zelensky la grana di vincere la guerra (???) o di farla finire (???); poi si scatenerà la corsa al potere, che vorrà dire anche gestione dell&#8217;enorme afflusso di miliardi e investimenti in arrivo da Europa e Usa. Si sta preparando, appunto. Ma gli accordi e gli equilibri devono ancora essere trovati. I patti siglati. I protagonisti definiti. E quindi un certo ritardo nei negoziati, magari togliendo di mezzo un personaggio ingombrante e controverso come Alekseev, potrebbe essere utile a molti. Un buon modo, comunque, per guadagnare tempo e spazio senza &#8220;sparare&#8221; direttamente sul negoziato.   </p>



<p><strong>InsideOver segue  con attenzione e passione fin dal 2014 le vicende dell&#8217;Ucraina e della Russia, e negli ultimi anni quelle della drammatica guerra che le contrappone. Non smetteremo di farlo né di dedicare loro la massima professionalità o di cercare la realtà dei fatti dietro i luoghi comuni. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Resta con noi, sostieni il nostro atteggiamento. Abbonati subito!</a></strong></p>
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		<title>Perché il &#8220;caso Tymoshenko&#8221; ci parla dell&#8217;Ucraina che verrà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-il-caso-tymoshenko-ci-parla-dellucraina-che-verra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 05:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yulija Tymoshenko" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Lo scandalo che coinvolge l'ex prima ministra dimostra che i parlamentari si stanno riposizionando per il dopo guerra. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yulija Tymoshenko" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/tymoshenko-1-600x429.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il &#8220;caso Tymoshenko&#8221; ha avuto il grosso pregio di riportare l&#8217;attenzione sulla vita politica dell&#8217;Ucraina, tema di cui, un po&#8217; perché la guerra incombe e un po&#8217; perché i media europei preferiscono glissare, si parla pochissimo. Breve riassunto delle puntate precedenti: <strong>Yulija Tymoshenko</strong>, 65 anni, già oligarca e &#8220;zarina del gas&#8221;, fondatrice e leader del partito Patria (Bat&#8217;kivščyna in ucraino), due volte primo ministro negli anni Duemila, amante del potere e tenace contestatrice del potere altrui (due volte in carcere per accuse di dubbia legittimità), da tempo relegata ai margini dei giochi che contano (Patria ha 25 seggi sui 450 del Parlamento), nelle scorse settimane ha ricevuto la visita della NABU (l&#8217;Agenzia investigativa anticorruzione) e della SAP (la Procura anticorruzione), che l&#8217;accusano di compravendita di deputati. La Tymoshenko avrebbe addirittura proposto a una sessantina di parlamentari <strong>uno &#8220;stipendio&#8221; di 10 mila dollari al mese</strong> per votare secondo le sue indicazioni.</p>



<p>Come possa disporre di tanti soldi una dirigente politica tagliata fuori dalle leve del potere e della corruzione in grande stile, che infatti non è mai stata chiamata in causa <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/11/tangenti-ucraina-mindich-zelensky-news/8192023/">nelle recenti indagini</a>, resta uno dei tanti misteri dell&#8217;Ucraina odierna. Comunque sia, il tribunale ha ordinato alla Tymoshenko di pagare una cauzione di 33 milioni di grivne (circa 760.000 dollari) e le ha vietato viaggiare fuori dalla regione di Kiev e<strong> comunicare con sessantasei deputati.</strong> Quelli, appunto, che avrebbe cercato di &#8220;comprare&#8221;.</p>



<p>La vicenda, una storia di ordinario malcostume ma non certo la peggiore degli ultimi tempi, ha innescato diversi commenti. Ci sono quelli che la leggono come <strong>una &#8220;vendetta&#8221; di NABU e SAP</strong> contro una dei politici che l&#8217;estate scorsa si erano schierati con il presidente Zelensky nel sostenere la legge che, di fatto, sterilizzava i poteri delle agenzie anti-corruzione, legge che era stata poi ritirata per le proteste di piazza e i malumori della Ue. La Tymoshenko, fedele alla sua linea di populismo nazionalista, ne aveva fatto una questione di indipendenza nazionale, accusando NABU e SAP di essere in qualche modo manovrate dall&#8217;estero. Altri pensano che il &#8220;caso Tymoshenko&#8221; segni <strong>una rivalsa del Parlamento ucraino</strong>, che per anni ha lavorato come mero timbro delle leggi volute da Zelensky e ora cerca di recuperare autonomia con gesti dimostrativi come, nelle scorse settimane, ritardare la conferma della nomina dell&#8217;ex premier ed ex ministro della Difesa <strong>Denis Shmyhal</strong> a nuovo ministro dell&#8217;Energia, proprio in una fase in cui il settore energetico ucraino, a causa dei bombardamenti russi, è in piena emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Colpire ovunque ma risparmiare Zelensky</h2>



<p>A noi, invece, pare di vedere una situazione diversa. L&#8217;attività delle agenzie anti-corruzione dell&#8217;Ucraina ha un evidente orientamento: colpire ovunque si può ma risparmiare il presidente Zelensky. Non vogliamo qui sostenere che Zelensky sia corrotto. Ma che sia politicamente responsabile del dilagare della corruzione sì, innegabilmente. Come potrebbe non esserlo se corrotti sono risultati il suo braccio destro <strong>Andrij Jermak </strong>(capo dell&#8217;amministrazione presidenziale), due ministri del Governo in carica, il suo vecchio amico e socio in affari <strong>Timur Mindich</strong>? E se poche settimane fa quattro deputati del suo partito, Servo del popolo, <a href="https://vot-tak.tv/90762335/deputaty-verhovnoy-rady-korruptsia">sono stati a loro volta accusati di corruzione</a>, avendo alla testa <strong>Yuriy Kisel</strong>, un altro suo vecchio amico dei tempi della natia Krivij Rih?</p>



<p>Zelensky, però, in questa fase non può nemmeno essere sfiorato. <strong>Perché è inattaccabile e indispensabile.</strong> E&#8217; inattaccabile perché <a href="https://it.insideover.com/politica/per-gli-ucraini-zelensky-e-ancora-il-comandante-non-si-vota-finche-lui-non-firma-la-pace.html">gli ucraini mostrano chiaramente </a>di volerlo alla presidenza finché la guerra non sarà finita. Anzi: vogliono che sia lui a farla finire. E&#8217; indispensabile perché è l&#8217;unico interlocutore riconosciuto fuori dell&#8217;Ucraina, dagli Usa e soprattutto dall&#8217;Europa. Un po&#8217; perché la guerra e la conseguente legge marziale hanno impedito qualunque eventuale ricambio via elezioni, e molto perché cambiare condottiero a quello che sembra l&#8217;ultimo miglio (peggio ancora se non lo è) di una guerra così atroce sarebbe una follia.</p>



<p>Questa, ovviamente, non è una garanzia a vita per Zelensky. Vale per ora. Quando arriverà la pace, chissà&#8230; E proprio qui, secondo noi, sta il punto. Il &#8220;caso Tymoshenko&#8221;, semmai, dimostra che nella pancia del Parlamento c&#8217;è movimento. Se così tanti deputati sono indagati o sospettati (i 66 con cui la Tymoshenko non può comunicare) vuol dire che la disciplina di partito dentro Servo del popolo è ormai relativa. E se la Tymoshenko poteva pensare di influenzare i lavori parlamentari a colpi di bustarelle, vuol dire che <strong>tra i parlamentari ci si sta già riposizionando per il dopo: quel dopo che vorrà dire elezioni e un gran rimescolamento delle carte</strong>, essendo ormai certo il fatto che Servo del popolo (basso negli indici di gradimento, mentre è bassissimo il Parlamento come istituzione) non arriverà nemmeno a sognare i grandi successi del 2019, quando ottenne la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari.</p>



<p>NABU e SAP, quindi, stanno facendo pulizia in ambienti che, in fondo, sono già politicamente in via d&#8217;estinzione. Sempre dando per scontato che prima o poi la guerra finisca. Che poi lo facciano anche su spinta o ispirazione degli Stati Uniti, che nel 2015 fecero grandi pressioni per farle nascere, ha importanza relativa: <strong>gli Usa hanno sempre messo molto mano alla politica ucraina</strong>, come ben sappiamo, da Victoria Nuland a Donald Trump passando per Joe Biden. E quindi d&#8217;ora in poi sarà interessante seguire non tanto chi verrà indagato ma chi NON verrà indagato. Nel suo genere, potrebbe essere un ottimo test pre-elettorale.</p>



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		<title>Ucraina, l&#8217;ultima svolta di Zelensky: ora al potere ci sono i &#8220;figli&#8221; degli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-lultima-svolta-di-zelensky-ora-al-potere-ci-sono-i-figli-degli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 10:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il neo-ministro della Difesa Fedorov, il capo negoziatore Umerov, la premier Svyrydenko, Budanov: tutti con forti legami con gli Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-lultima-svolta-di-zelensky-ora-al-potere-ci-sono-i-figli-degli-americani.html">Ucraina, l&#8217;ultima svolta di Zelensky: ora al potere ci sono i &#8220;figli&#8221; degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo avvicendamento annunciato dal presidente Zelensky, ovvero il passaggio al ministero della Difesa dell&#8217;attuale vice-premier e ministro della Trasformazione digitale <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in sostituzione di <strong>Denis Shmyhal</strong>, è particolarmente interessante e segnala movimenti assai più vasti dei singoli profili interessati. Non che questi siano trascurabili. Fedorov è il ragazzo prodigio della politica ucraina: Nato nel 1991, a 22 anni (prima ancora di laurearsi) già fondava una propria azienda digitale (lo SMMS Studio), a 23 si candidava al Parlamento (senza successo), a 28 diventava ministro e ora, a 34 anni, va a dirigere il dicastero più &#8220;pesante&#8221; del Governo ucraino. Non da poco nemmeno la storia di Shmyhal: già manager delle aziende energetiche dell&#8217;oligarca <strong>Rinat Akhmetov</strong>, è con Zelensky dagli inizi del 2020, quando il presidente decise di liquidare dopo pochi mesi il Governo dei giovani tecnocrati guidati da <strong>Oleksij Honcharuk</strong> e lo nominò primo ministro.</p>



<p>Cambio totale di registro, quindi. <strong>Fedorov è un &#8220;uomo nuovo&#8221;, di fatto non ha legami con il passato pre-Zelensky.</strong> Ma soprattutto va a completare, nella verticale del potere zelenskiano, quel rinnovamento dei quadri in senso filo-americano che il presidente sente evidentemente necessario in questa fase, decisiva sia sul campo di battaglia sia al tavolo dei negoziati. L&#8217;operazione era cominciata in luglio, con la nomina a primo ministro (proprio in sostituzione del veterano Shmyhal) dell&#8217;allora ministra dell&#8217;Economia <strong>Julija Svyrydenko</strong> (anche lei giovanissima: 40 anni, al Governo da quando ne aveva 35). Una tecnica più che una politica. Ma soprattutto una fedelissima di Zelensky che si era distinta nelle trattative con il ministro delle Finanze Usa, <strong>Scott Bessent</strong>, sulla questione delle terre rare, finendo col farsi apprezzare anche dal interlocutori americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dipartimento di Stato, Cia e NATO</h2>



<p>Poi le altre mosse. Quando Andriy Jermak, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale e l&#8217;uomo cui erano affidati i rapporti più importanti con gli Usa, finisce nel tritacarne dell&#8217;inchiesta sulla corruzione, Zelensky promuove al rango di capo negoziatore un altro &#8220;americano&#8221;: <strong>Rustem Umerov</strong>, segretario del Consiglio si sicurezza, già coinvolto nel programma <em>Future Leaders Exchange</em> del Dipartimento di Stato Usa, un passato di studio negli Stati Uniti, dove peraltro tuttora vive la sua famiglia e dove dispone di diverse proprietà immobiliari.</p>



<p>In questi giorni l&#8217;ultima accelerazione. Il capo dell&#8217;intelligence militare, <strong>Kyrylo Budanov</strong>, viene nominato capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. Budanov è un agente addestrato dalla Cia, un asset evidentemente molto considerato se, quando fu ferito in battaglia durante la guerra del Donbass, fu trasferito per le cure  nel Centro medico militare &#8220;Walter Reed&#8221; nel Maryland (Usa), trattamento non abituale per un soldato straniero. E infine Fedorov, il nuovo ministro della Difesa, che <strong>ha studiato anche presso la Scuola di educazione per i rappresentanti della NATO</strong>&nbsp;in Ucraina e che, da quando è cominciata l&#8217;invasione russa, è l&#8217;uomo dei contatti con Elon Musk e la sua rete satellitare Star Link.</p>



<p>I curriculum parlano chiaro e spiegano bene, al di là di qualunque filosofia, quale sia la posizione reale di Zelensky: l&#8217;Europa va bene, fornisce appoggio, denaro e armi. Ma l&#8217;alleato davvero indispensabile, oggi e domani, in guerra e in pace, sono gli Usa. </p>



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