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	<title>Denis Pushilin Archives - InsideOver</title>
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	<title>Denis Pushilin Archives - InsideOver</title>
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		<title>Navi da Mariupol verso la Russia. Perché in Donbass può essere la svolta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/navi-da-mariupol-verso-la-russia-perche-in-donbass-puo-essere-la-svolta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 19:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mariupol, nave verso la Russia (ANSA)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-1024x410.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-1536x614.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-2048x819.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il leader dell&#8217;autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, inizia a tracciare una linea sul futuro del Donbass. E lo fa partendo da un annuncio, quello del sequestro dei mercantili presenti nel porto di Mariupol: navi che, a detta del leader filorusso, &#8220;passeranno sotto giurisdizione della Repubblica popolare&#8221;. Le frasi di Pushilin &#8211; unite a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-da-mariupol-verso-la-russia-perche-in-donbass-puo-essere-la-svolta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mariupol, nave verso la Russia (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-1024x410.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-1536x614.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEbKvibLAYtjW3cTXJH_ANSA-scaled-e1654022280985-2048x819.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il leader dell&#8217;autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, <strong>Denis Pushilin</strong>, inizia a tracciare una linea sul futuro del Donbass. E lo fa partendo da un annuncio, quello del sequestro dei mercantili presenti nel porto di Mariupol: <strong>navi</strong> che, a detta del leader filorusso, &#8220;passeranno sotto giurisdizione della Repubblica popolare&#8221;. Le frasi di Pushilin &#8211; unite a quelle <a href="https://interfax.com/newsroom/top-stories/79691/?sphrase_id=107959">riportate sempre dall&#8217;agenzia <em>Interfax</em></a> sul primo carico di 2.500 tonnellate di bobine di acciaio che da Mariupol ha preso la rotta del porto russo di Rostov sul Don &#8211; hanno un significato particolare.</p>
<p>A livello tattico, o se vogliamo contingente, indicano che la<strong> Russia</strong> ha assunto il pieno controllo delle risorse di <strong>Mariupol</strong> al punto da utilizzare il materiale prodotto nelle acciaierie della città per rifornire il territorio della Federazione. Non solo, qualora il porto fosse realmente entrato di nuovo in funzione, questo indicherebbe che per il momento i terminal sono completamente bonificati dalle mine e così anche alcune rotte che collegano la città costiera del Mar d&#8217;Azov al più grande Mar Nero. Segnali che lasciano dedurre che Mosca abbia ormai assicurato il porto, i prodotti dell&#8217;industria e l&#8217;intero specchio d&#8217;acqua e che voglia sfruttare tutto questo anche per sostenere il mercato interno.</p>
<p>Ma quello che si evince da queste prime notizie che giungono da una sorta di &#8220;nuova normalità&#8221; di Mariupol è che per la prima volta appare delineato un orizzonte post-bellico. Fino a qualche giorno fa, la cronaca era soltanto riferita all&#8217;<strong>assedio di Azovstal</strong>, alla resa dei combattenti del Battaglione Azov e dei fanti di marina ucraini, alla devastazione di una città posta sotto assedio e martellata dalle bombe russe. Adesso, Mosca sembra avere la volontà di rovesciare completamente questa comunicazione che giunge dal centro dell&#8217;Ucraina sud-orientale dandone un quadro completamente diverso. Mariupol e il suo porto sono elementi vivi, secondo il <strong>Cremlino</strong>, e dunque capaci di essere parte integrante di una nuova realtà. La città, sequestrando i mercantili presenti in porto, ribadisce la volontà di creare una vera e propria &#8220;flotta commerciale&#8221; in grado di alimentare l&#8217;economia locale. Inoltre, sempre da parte russa, viene descritta la città sul Mar d&#8217;Azov come nuovo hub per il commercio tra Russia e regioni sotto il controllo di Mosca, tanto che Kirill Stremousov, vice capo dell&#8217;amministrazione militare-civile della regione di Kherson, ha detto che Mariupol può essere utilizzato come porto per &#8220;fornire grano alla Russia&#8221;. Le frasi sono riportate da <em>Adnkronos</em>.</p>
<p>Segnali che servono a far capire come a Mosca e nelle regioni in mano alle milizie popolari filorusse si inizi ormai a porre le basi per il futuro della regione del <strong>Donbass</strong> e delle altre aree conquistate. E non è un caso che le agenzie di stampa diano spazio al leader filorusso dell&#8217;autoproclamata repubblica di Donetsk e all&#8217;amministratore russo di <strong>Kherson</strong>. Quasi a voler ribadire che Mosca distingue nettamente la regione a nord della Crimea da quella del Donbass: la prima sotto controllo russo, la seconda sotto una nuova realtà riconosciuta esclusivamente dal Cremlino e su cui si è basato l&#8217;intervento militare di febbraio. Ricordiamo infatti che Vladimir Putin, il 21 febbraio scorso, ha riconosciuto le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e non ha parlato di annessione di quei territori. Diverso invece il caso di Kherson, dove è in atto un&#8217;avanzata militare russa distinta nell&#8217;obiettivo politico: qui ancora non si parla di repubblica popolare e, come del resto avvenuto in Crimea, si parla sempre più spesso di ipotesi di annessione.</p>
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		<title>Chi sono i leader delle due repubbliche separatiste del Donbass</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-leader-delle-due-repubbliche-separatiste-del-donbass.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 14:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-1024x665.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-1536x997.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-2048x1329.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sera del 21 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto ufficialmente le repubbliche di Donetsk e Lugansk. Due entità che dal 2014 de facto governano su circa il 50% dei territori degli omonimi oblast, i più orientali dell&#8217;Ucraina e lì dove la maggior parte della popolazione è russofona. Anche se gran parte della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-leader-delle-due-repubbliche-separatiste-del-donbass.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-leader-delle-due-repubbliche-separatiste-del-donbass.html">Chi sono i leader delle due repubbliche separatiste del Donbass</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-1024x665.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-1536x997.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223152902742_25681fcd9711187bf8ba8517fad20212-2048x1329.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La sera del 21 febbraio il presidente russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a> ha riconosciuto ufficialmente <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-e-arrivati-alla-svolta-russa-sul-donbass.html">le repubbliche di Donetsk e Lugansk</a>. Due entità che dal 2014 <em>de facto</em> governano su circa il 50% dei territori degli omonimi oblast, i più orientali dell&#8217;Ucraina e lì dove la maggior parte della popolazione è russofona. Anche se gran parte della comunità internazionale ha condannato questo riconoscimento, considerando quindi i territori di Donetsk e Lugansk ufficialmente organici all&#8217;Ucraina, è comunque un fatto che da otto anni, pur in un contesto giudicato illegale da Kiev, esistono le due entità. Le quali hanno propri rappresentanti, proprie istituzioni e proprie dinamiche politiche. Per questo, dopo l&#8217;annuncio di Putin, da più parti è emersa la curiosità di saperne di più soprattutto sui due presidenti che attualmente guidano le due repubbliche.</p>
<h2>Chi è Denis Pushilin, l&#8217;ex pasticcere alla guida di Donetsk</h2>
<p>Quando a <strong>Kiev</strong> piazza Maidan ha iniziato, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/perche-si-parla-di-una-crisi-tra-ucraina-e-russia.html">nel novembre 2013</a>, a riempirsi di manifestanti lui era uno dei tanti giovani in cerca di lavoro. All&#8217;epoca <strong>Denis Pushilin</strong> aveva 32 anni e un piccolo precedente in politica. Nel 2012 infatti ha aderito a un partito nominato &#8220;<strong>MMM</strong>&#8220;. É la stessa sigla, acronimo russo della frase &#8220;Abbiamo un obiettivo&#8221;, della società che negli anni &#8217;90<a href="https://www-rbth-com.translate.goog/history/332261-mmm-fraud-mavrodi?_x_tr_sl=en&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc"> è stata fondata da Sergei Mavrodi</a> ed è diventata famosa per aver messo in atto finanziamenti con il cosiddetto &#8220;Schema Ponzi&#8221;. L&#8217;MMM è poi finita nel mirino per via di una delle più grandi truffe della storia russa. Cosa c&#8217;entra tutto questo con Pushilin e gli inizi della sua carriera politica? Mavrodi nel 2012 ha fondato in Russia il partito con lo stesso nome della sua società. La formazione politica ha poi avuto una &#8220;filiale&#8221; anche in Ucraina e Pushilin vi ha aderito, candidandosi nel collegio di Donetsk alle elezioni parlamentari del 2013. Con scarsi risultati, <a href="https://nbnews.com.ua/ru/kyiv-2013/okrug/94/">visto che ha ricevuto lo 0.08% dei voti.</a> La spinta alla candidatura probabilmente è stata favorita dal fatto che il futuro presidente dell&#8217;autoproclamata repubblica separatista nel 2011 ha lavorato per la MMM.</p>
<p>Non si trattava della sua prima esperienza lavorativa. Classe &#8217;81, Denis Pushilin per mantenersi dal 2002 al 2006 ha lavorato nella pasticceria &#8220;Dolce Vita&#8221; di Donetsk. In quegli anni risulta studente nella facoltà di economia aziendale del capoluogo dell&#8217;oblast. La sua famiglia ha sempre abitato in questa regione orientale dell&#8217;Ucraina. I suoi genitori lavoravano in una fabbrica metallurgica nella cittadina mineraria di <strong>Makiivka</strong>, non lontana più di 25 km dal centro di Donetsk. Fabbriche, miniere, capannoni industriali di era sovietica, è questo il paesaggio in cui negli anni si è cementificato il senso di appartenenza al Donbass, cuore industriale dell&#8217;Urss a ridosso del mar d&#8217;Azov. Un&#8217;appartenenza che ha spinto molti giovani in piazza nell&#8217;aprile del 2014 dopo l&#8217;arrivo al potere a Kiev di una coalizione filo occidentale e dopo che la nuova leadership ha abolito il russo quale lingua ufficiale. Pushilin ha da subito aderito alle manifestazioni. Si è fatto ben notare, tanto che il 7 aprile figurava già tra i leader della rivolta del Donbass. Quando l&#8217;esercito ucraino non è riuscito a sedare le rivolte ed è stato costretto ad abbandonare Donetsk, Pushilin si è ritrovato ad essere portavoce del consiglio locale dell&#8217;autoproclamata Repubblica. Un incarico che gli ha evidentemente attirato anche nemici, visto che nel giugno 2014 <a href="https://www.rbc.ua/rus/news/v-donetske-soversheno-pokushenie-na-predsedatelya-verhovnogo-07062014161000">è sopravvissuto a due tentativi di omicidio.</a></p>
<p>Quella di Donetsk non è infatti una Repubblica molto stabile a livello politico. Faide interne e &#8220;ribaltoni&#8221; ne hanno caratterizzato soprattutto i primi anni di vita. Il 31 agosto 2018 l&#8217;allora presidente dell&#8217;autoproclamato Stato separatista, <strong>Alexander Zakharchenko</strong>, è saltato in aria mentre era seduto in un bar di Donetsk. Pushilin a quel punto è stato nominato presidente ad interim e nelle elezioni successive è arrivata l&#8217;investitura definitiva. E oggi si è ritrovato ad essere leader di uno Stato che la Russia ha riconosciuto come tale.</p>
<h2>Chi è Leonid Pasechnik, leader di Lugansk</h2>
<p>Se si spulciano gli archivi dei media ucraini, è possibile imbattersi in titoli del 3 marzo 2007 in cui <strong>Leonid Pasechnik</strong> è descritto quasi come un eroe nazionale. Quel giorno infatti l&#8217;allora presidente<strong> Viktor Yushenko</strong> lo ha insignito di una medaglia al valore per il servizio militare. Questo perché, pochi mesi prima, in qualità di capo di un distaccamento anti contrabbando dei servizi di sicurezza ucraini, Pasechnik ha intercettato un grande carico di merce da contrabbando, rifiutando poi una consistente tangente offerta da un gruppo criminale. Una rarità in un Paese dove la corruzione è sempre stata endemica. Epoche e anni ben distanti adesso. Se oggi Pasechnik dovesse mettere piede a Kiev, verrebbe arrestato e condannato all&#8217;ergastolo per alto tradimento guidando l&#8217;autoproclamata Repubblica di Lugansk. Nato nel 1970 nel Donbass, la sua infanzia e la sua adolescenza si sono però svolte ben lontano da qui. Il padre era impegnato in affari minerari a <strong>Magadan</strong>, città dell&#8217;estremo oriente dell&#8217;allora Urss. Tornato nella sua regione di origine, Pasechnik ha studiato all&#8217;accademia militare di Donetsk. Poi, con l&#8217;indipendenza dell&#8217;Ucraina, ha lavorato per l&#8217;<strong>Sbu</strong>, il Servizio di Sicurezza ucraino.</p>
<p>Quando però nel 2014 sono scoppiate le proteste nel Donbass, Pasechnik ha scelto di schierarsi con i filorussi. Per via della sua esperienza militare, è diventato tra i leader più influenti dell&#8217;autoproclamata Repubblica di Lugansk, venendo nominato ministro della Difesa. I primi anni di vita dell&#8217;entità separatista, come nel caso di Donetsk, sono stati caratterizzati dall&#8217;instabilità. Si era aperta una lotta tra l&#8217;allora presidente <strong>Igor Plotnitsky</strong> e l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno, <strong>Igor Kornet</strong>. Nel novembre 2017 delle milizie armate si sono presentate sotto casa di Plotnitsky, rimasto circondato per alcuni giorni. Una crisi risolta con la comunicazione delle dimissioni del presidente per &#8220;motivi di salute&#8221;. Lo scettro è passato da allora a Pasechnik. Anch&#8217;egli, come Denis Pushilin, da lunedì sera è a capo di uno Stato riconosciuto come tale da Mosca. Per il Cremlino entrambi sono alfieri degli interessi dei russofoni minacciati dagli ucraini. E infatti il 6 dicembre scorso sia Pushilin che Pasechnik hanno ricevuto la tessera del partito Russia Unita. Per Washington e gli alleati della Nato invece, i due sono &#8220;semplici&#8221; marionette in mano a Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-leader-delle-due-repubbliche-separatiste-del-donbass.html">Chi sono i leader delle due repubbliche separatiste del Donbass</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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