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	<title>Delphine Horvilleur Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quarant&#8217;anni fa, quando Drive In poteva prendere in giro Israele e nessuno lo definiva antisemita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 04:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1197" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Drive In" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg 1197w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1197px) 100vw, 1197px" /></p>
<p>A quei tempi la satira era percepita come arma democratica, mentre oggi prevale lo scontro identitario. Il libro di Anna Foa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/quarantanni-fa-quando-drive-in-poteva-prendere-in-giro-israele-e-nessuno-lo-definiva-antisemita.html">Quarant&#8217;anni fa, quando Drive In poteva prendere in giro Israele e nessuno lo definiva antisemita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1197" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Drive In" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in.jpg 1197w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drive-in-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1197px) 100vw, 1197px" /></p>
<p>È un <strong>documento</strong> a suo modo straordinario, quello che riemerge dagli archivi di Mediaset, e che ci è capitato di <a href="https://x.com/twitter/status/1970490212733063181">trovare per caso</a> in Rete. Che ci dice una o due cose sull&#8217;antropologia nazionale, sull&#8217;evoluzione della nostra satira, ma anche sul tremendo restringersi del <strong>dicibile pubblico</strong>. Nel 1983, sulle reti di Silvio Berlusconi, <em>Drive In</em> cambiava la televisione italiana. Quante volte lo abbiamo letto, nei saggi di costume e società? Sketch veloci, stile <em>Saturday Night Live</em>, corpi e battute per superare il femminismo della seconda ondata e parodie sui giovani di allora, la formula del successo. </p>



<p>Tra i bersagli, molti lo hanno dimenticato, c&#8217;era anche <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/antisemiti-allautogrill-tutto-fa-brodo-pur-di-non-parlare-di-gaza.html">Israele</a>. In uno sketch che dovrebbe risalire al 1987 o al 1988, a Prima Intifada già iniziata, un attore impersonava il ministro della Difesa <strong>Giovanni “John” Spadolini</strong>, del Partito repubblicano, simbolo dell’atlantismo più rigido e idealista, che finge di mirare a un palestinese in studio e lo colpisce con una cerbottana. La violenza degli americanofili d&#8217;Italia sui arabi, insomma. </p>



<p>Ma si parlava anche di<strong> “politica di liquidazione” </strong>da parte di Israele sui palestinesi senza “prezzi di saldo”, delle &#8220;mazzate” inflitte ai palestinesi che entrano in un negozio, rimando all&#8217;<em>apartheid</em> già diventato allora di dominio comune. E che dire  delle due ragazze scosciate che, con toni leggeri e la classica risata fuori campo, commentano la difficoltà dei palestinesi di vivere senza patria “aggravata dal fatto che gli israeliani continuano a ucciderli”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allineati o traditori</h2>



<p>Perché oggi una simile satira è impensabile, viste le accuse terribili di antisemitismo che fomenterebbe? La risposta, almeno in parte, emerge dall’intervista del podcaster <strong>Daniele Rielli </strong>alla storica<strong> Anna Foa</strong>. Negli Stati Uniti, nota Foa, fresca vincitrice del Premio Strega col suo saggio<em> Il suicidio di Israele</em>, esiste un ebraismo riformato più disposto a criticare Israele. In Europa prevale invece un atteggiamento “molto silente” e insieme <strong>ostile verso chi si disallinea dal fronte pro-Netanyahu</strong>: chi firma appelli contro la pulizia etnica o denuncia l’occupazione illegale è bollato come “traditore” o vittima dell’“odio di sé”, anche se ebreo.</p>



<p>Il caso della rabbina francese <strong>Delphine Horvilleur</strong>, attaccata per aver difeso le pretese universaliste del sionismo, è per Foa emblematico. In Italia figure come lei stessa,<strong> Gad Lerner o Stefano Levi Della Torre </strong>si trovano isolate. “Non stiamo attaccando Israele &#8211; dice &#8211; pensiamo di difenderlo”.</p>



<p>Foa si definisce “a-sionista”: non mette in discussione l’esistenza dello Stato mediorientale, ma contesta l’oppressione istituzionalizzata, la separazione brutale, e il “genocidio” in corso. Questo le è costato amicizie, rapporti familiari e serenità quotidiana. “Non puoi essere unitario con chi ammazza, distrugge e dice che bisogna assassinare i bambini”, afferma. <strong>Solo la comunità ebraica di Venezia l’ha invitata a discutere pubblicamente del suo libro <em>Il suicidio di Israele</em>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La caccia alla satira</h2>



<p>Se un programma innocuo come <em>Drive In </em>poteva ironizzare su Israele negli anni Ottanta, è anche perché la satira era percepita come arma democratica e non come <a href="https://it.insideover.com/politica/con-la-scusa-dellantisemitismo-la-lega-invoca-la-censura.html#google_vignette">minaccia identitaria</a>. In un contesto segnato da attacchi reali e dall’erosione della prospettiva dei due Stati come quello odierno, invece, la critica è vista come delegittimazione dell’esistenza stessa di Israele, e di conseguenza degli ebrei tutti. Il<strong> cambiamento demografico</strong>, gli attacchi subiti in Europa e il trauma passato hanno spinto molte comunità ebraiche europee verso una posizione più rigida e difensiva, appoggiata da un nazionalismo di destra che proietta su Israele la difesa dell&#8217;Occidente collettivo.</p>



<p>Il paradosso è che proprio questa caccia culturale contro la satira<strong> cancella un filone antichissimo </strong>dell’ebraismo europeo: l’autoironia, la critica interna, il progressismo socialista. “Io speravo &#8211; dice Foa &#8211; che il mio libro aprisse un dibattito nel mondo ebraico. Non è successo e me ne dispiace”.</p>



<p>L&#8217;archeologia di Mediaset e la testimonianza di Foa raccontano, con quasi quarant&#8217;anni che li separano, del <strong>fallimento del processo di pace</strong>, di come questo ha generato un clima in cui ogni dissidenza è sospetta. Eppure, negli anni Ottanta, quando la soluzione dei due Stati sembrava a portata di mano, <strong>ridere delle violenze israeliane non implicava negare l’esistenza di Israele</strong>. E gli ebrei &#8211; israeliani o europei &#8211; erano molto più sicuri di oggi: in appena due giorni, il 7 e 8 ottobre 2025, sono stati uccisi molti più civili ebrei che durante tutte e due le Intifada. La stessa presenza degli israeliani in Europa si complicherà, prevedibilmente, molto più che ai tempi di Drive In.</p>



<p>La vera correttezza politica non è quella dei comici timorosi di oggi, ma quella che ha risparmiato a Israele le pressioni necessarie a riformarsi, contribuendo così al disastro attuale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/quarantanni-fa-quando-drive-in-poteva-prendere-in-giro-israele-e-nessuno-lo-definiva-antisemita.html">Quarant&#8217;anni fa, quando Drive In poteva prendere in giro Israele e nessuno lo definiva antisemita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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