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	<title>Daniele Franco Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 02 Aug 2021 07:00:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Daniele Franco Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Monte dei Paschi può essere una bomba per Letta e il Pd</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 04:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Monte dei Paschi di Siena (Mps)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla politica italiana piomba improvvisamente l&#8217;eterno ritorno di Monte dei Paschi. La banca senese temporaneamente parcheggiata in capo al ministero del Tesoro è stata proposta dal Mef di Daniele Franco a Unicredit per un&#8217;aggregazione che, qualora venisse portata a compimento, risolverebbe un intricato rebus che si trascina da anni. A Piazza Gae Aulenti, in queste settimane, c&#8217;è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sulla politica italiana piomba improvvisamente l&#8217;eterno ritorno di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-senza-fine-di-monte-dei-paschi-di-siena.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Monte dei Paschi</strong></a>. La banca senese temporaneamente parcheggiata in capo al ministero del Tesoro è stata proposta dal Mef di Daniele Franco a Unicredit per un&#8217;aggregazione che, qualora venisse portata a compimento, risolverebbe un intricato rebus che si trascina da anni.</p>
<p>A <strong>Piazza Gae Aulenti, </strong>in queste settimane, c&#8217;è fermento: il neo ad Andrea Orcel analizza le nuove linee programmatiche per l&#8217;Unicredit del futuro, i risultati dell&#8217;attività ordinaria parlano di un utile superiore al miliardo di euro nel primo semestre, celebrato anche <a href="https://www.ft.com/content/c260e2d4-adc0-49fd-930c-066fcc65a719" target="_blank" rel="noopener">dal <em>Financial Times </em></a>come un eccellente risultato, frutto di un calo dei costi (-1,2%) associato a un sostanziale rilancio dei ricavi operativi (+21,4%). La possibilità di rilevare una parte di Mps, depurata dei crediti deteriorati e risanata, per un&#8217;aggregazione in grado di dar vita a uno stabile secondo polo competitivo con Intesa San Paolo, a un anno dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-unicredit-e-intesa.html" target="_blank" rel="noopener">scalata di Ca&#8217; dei Sass su <strong>Ubi Banca</strong></a>, alletta e non poco Orcel. Sul fronte politico, invece, l&#8217;apertura delle trattative esclusive tra Gae Aulenti e Via XX settembre ha portato in fibrillazione il partito maggiormente interessato al dossier, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-di-monte-dei-paschi-di-siena-agita-la-maggioranza.html" target="_blank" rel="noopener">il <strong>Partito Democratico </strong>guidato da <strong>Enrico Letta.</strong></a></p>
<p>Il Pd, storicamente egemone a Siena, è riuscito nel 2018 alle elezioni politiche a vincere il collegio uninominale della città toscana portando come candidato quel <strong>Pier Carlo Padoan </strong>che, da ministro dell&#8217;Economia nei governi Renzi e Gentiloni, aveva avviato la copertura pubblica delle azioni della banca più antica del mondo. Ora che i cinque anni entro cui il Tesoro avrebbe dovuto vendere la banca si avvicinano (scadranno nel 2022) la necessità di una svolta appare più urgente che mai. E se da un lato <strong>Unicredit </strong>era il partner ritenuto ideale dal Nazareno, l&#8217;arrivo di Orcel, specialista di fusioni bancarie ritenuto il &#8220;Cristiano Ronaldo&#8221; del settore, alla guida del gruppo e l&#8217;ascesa del <strong>governo Draghi </strong>hanno cambiato le carte in tavola rispetto all&#8217;era del governo Conte II. Quando si scontravano due opzioni contrastanti: la complessa proposta a Cinque Stelle di un&#8217;aggregazione tra le tre banche italiane più in crisi (Mps, PopBari, Carige) in un nuovo ente e la fusione prospettata dal ministro dell&#8217;Economia dem <strong>Roberto Gualtieri </strong>e l&#8217;Unicredit allora guidata da Jean-Pierre Mustier,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-nomina-di-padoan-al-vertice-di-unicredit-e-il-dossier-mps.html" target="_blank" rel="noopener"> la cui accelerazione definitiva sarebbe </a>dovuta venire, a fine 2020, dalla scelta da parte del cda di Unicredit del nuovo presidente: proprio l&#8217;onorevole ed ex ministro Padoan.</p>
<p>Il punto è che l&#8217;asse Pd-Padoan puntava, essenzialmente, a un&#8217;incorporazione di Mps <em>tout court </em>in Unicredit favorita da una consistente spesa di stimolo pubblica per accelerare la fusione; Orcel, invece, chiede al Tesoro e al suo &#8220;regista&#8221;, il direttore generale e fedelissimo di Draghi <strong>Alessandro Rivera, </strong>di acquisire solo la parte aziendalmente e industrialmente più interessante di Mps, che potremmo indicare nel ramo centro-settentrionale delle filiali del gruppo e nella controllata per l&#8217;internet banking Widiba, sfruttando l&#8217;incentivo pubblico fino a sei miliardi e lasciando il resto della banca in mano al Tesoro per future operazioni. Una mossa che, in cda, imbarazza Padoan ma sconfessa anche la linea tenuta dai dem dal 2018 ad oggi, ritenuta funzionale a far passare l&#8217;idea che Mps poteva essere ristrutturata senza cambi nella governance, nel personale, nella struttura. E a presidiare un bacino di voti storico in un territorio in cui Mps è il maggiore riferimento finanziario.</p>
<p>Così, evidentemente, non potrà essere. La banca senese necessita di una profonda ristrutturazione, il suo fatturato è sotto i 3 miliardi di euro, dal 2016 ad ha lasciato sul terreno il 30% dei suoi ricavi, un bagno di sangue a cui si è aggiunta la <strong>cura da cavallo </strong>dei crediti deteriorati, il cui rapporto con l&#8217;attivo è atteso salire dal 4,2% del 2020 al 6% quest’anno e al 7,3% nel 2023. Inoltre, ogni acquirente di Mps o potenziale tale non può non avere nella mente il precedente di carattere giudiziario<a href="https://it.insideover.com/politica/profumo-chiede-lassoluzione-normalizzazione-sullasse-leonardo-mps.html" target="_blank" rel="noopener"> legato alla vicenda di <strong>Alessandro Profumo e Fabrizio Viola</strong>,</a> ex ad e presidente di Mps nel triennio 2012-2015, finiti sotto processo e condannati in primo grado per aver riportato alla luce i frutti della <em>mala gestio </em>del passato, di fatto salvando Mps dall&#8217;esplosione, ma travolti dalla responsabilità penale e civile per fatti non imputabili al loro management. Vicenda sfociata in un processo di cui, si spera, l&#8217;appello possa correggere le palesi asimmetrie, ma che pesa come un macigno su qualsiasi prospettiva di vendita di Mps.</p>
<p>Chi rischia di essere preso d&#8217;infilata in questa vicenda è Enrico Letta. L&#8217;ex premier e segretario Dem ha accettato la candidatura alla Camera per il collegio lasciato libero proprio da Padoan in vista del voto che si terrà tra settembre e ottobre. Ma rischia di subire un contraccolpo politico non secondario alle elezioni suppletive. L&#8217;accelerazione della trattativa tra Franco e Orcel, che vuole scalare parte di Mps ma al contempo non vuole accollarsi i crediti deteriorati né i rischi legali, ha preso in contropiede il Pd e messo in imbarazzo tanto Padoan quanto Letta. Padoan, da un lato, perché il neopresidente, astenutosi nel cda che ha dato il via libera alla trattativa, ha visto un rilancio dell&#8217;azione nel momento in cui il suo partito ha lasciato a Draghi il controllo di Via XX settembre; Letta, dall&#8217;altro, perché le incertezze e le prospettive politiche più incerte connesse alla trattativa ricadranno inevitabilmente sulla sua candidatura nel collegio uninominale che, oramai, ha assunto la valenza di un test politico nazionale.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/le-nozze-unicredit-mps-inguaiano-la-campagna-di-letta-a-siena_it_6103b073e4b0048f361c16d8" target="_blank" rel="noopener">Orcel, nota l&#8217;<em>Huffington Post</em></a><em>, </em>&#8220;ha parlato di esuberi non oltre quelli necessari, quello dei licenziamenti è un tema che scotta e che i sindacati legano a una dimensione molto ampia, circa 5-6 mila, un quarto del totale dei dipendenti della banca. In più ci sono i soldi,<strong> fino a 6 miliardi</strong>, che il Tesoro deve mettere sul piatto per coprire i costi delle condizioni chieste da UniCredit per andare avanti nell’operazione&#8221;. Essa, con i termini attuali, aziendalmente, può aver senso inserendosi nel quadro delle partite per il consolidamento bancario che, in vista dell&#8217;attuazione del Recovery Fund, può stabilizzare la finanza italiana. Ma strutturalmente e politicamente pone questioni non secondarie legate a una valutazione <em>ex post </em>della crisi del management di Mps e dei legami con il declino di un territorio in cui il Pd e il centro-sinistra sono stati a lungo egemoni per porsi poi come guardiani di una continuità sostanziale col passato che alla prova dei fatti si è resa impossibile.</p>
<p>Lo &#8220;spezzatino&#8221; di Mps può allontanare da Siena il centro nevralgico della banca, con conseguenti <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2021/07/31/news/cosi-mps-diventa-una-sfida-per-letta-2737208/">ricadute sismiche per il consenso dei democratici</a>. E se quanto successo pochi mesi dopo le elezioni politiche del 2018, con la vittoria del civico di centrodestra <strong>Luigi De Mossi </strong>alle elezioni comunali a Siena, pietra miliare che ha posto fine a 70 anni di egemonia della sinistra, dovesse verificarsi alle suppletive con la sconfitta di Letta a favore del candidato<strong> Tommaso Marrocchesi Marzi </strong>un terremoto bancario avrebbe prodotto un importante conseguenza di ordine politico. Alimentando il lungo romanzo del rapporto tra finanza e politica nell&#8217;Italia degli Anni Duemila.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché le nomine sono il banco di prova del Recovery Fund</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 08:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
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		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1536x1011.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-2048x1349.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La stagione delle nomine, in questo complesso 2021 segnato dall&#8217;ascesa del governo Draghi, è stata governata in maniera fortemente attenta al rispetto delle prassi istituzionali da parte del premier e ha visto, come abbiamo avuto modo di sottolineare, un ridotto coinvolgimento dei partiti. La discesa in campo a fianco di Draghi del maxi-apparato del ministero dell&#8217;Economia e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html">Perché le nomine sono il banco di prova del Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1536x1011.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-2048x1349.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-borsino-delle-nomine-chi-scegliera-draghi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stagione delle nomine</a>, </strong>in questo complesso 2021 segnato dall&#8217;ascesa del governo Draghi, è stata governata in maniera fortemente attenta al rispetto delle prassi istituzionali da parte del premier e ha visto, come abbiamo avuto modo di sottolineare, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sulle-nomine-i-partiti-non-hanno-toccato-palla.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un ridotto coinvolgimento dei partiti.</a> La discesa in campo a fianco di Draghi del maxi-apparato del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, principale azionista delle società partecipate e vero e proprio <strong>Stato nello Stato </strong>avente al suo apice <a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il direttore generale Alessandro Rivera e il ministro dell&#8217;Economia Daniele Franco</a> non è solo legata alla volontà del presidente del Consiglio di rimettere ordine e evitare l&#8217;assalto alla diligenza da <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parte dei partiti in una fase di crisi.</a> Coerentemente con l&#8217;accelerazione sul processo di scrutinio dei candidati il Mef e Draghi intendono chiudere al più presto la partita per fare della partita delle nomine il banco di prova decisivo per la strategia di ripresa del Paese che dovrà dispiegarsi nei prossimi mesi.</p>
<p>Il Mef sarà il coordinatore della cabina di regia che dovrà portare avanti l&#8217;attuazione del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piano nazionale di ripresa e resilienza</a> </strong>nel quadro del Recovery Fund italiano e, assieme al ministero dello Sviluppo Economico di <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, fungere da &#8220;polmone&#8221; per permettere la corretta circolazione delle risorse e l&#8217;ottimale governance dei progetti. L&#8217;obiettivo è dare corpo a un progetto su cui <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Draghi ha puntato in forma sistemica</a>, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere una quota di risorse superiore a quella garantita dai fondi comunitari, che chiederanno come contropartita un&#8217;ampia gamma di condizionalità sotto forma di riforme, per valorizzare la necessità di <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">utilizzare strategicamente la leva del <strong>deficit nazionale </strong>e della programmazione economica di lungo termine.</a></p>
<p>Dunque, le nomine in istituzioni come la <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>e <strong>Ferrovie dello Stato </strong>non possono essere tenute disgiunte dall&#8217;imminente afflusso di risorse che lo Stato mobiliterà per applicare i progetti di rilancio infrastrutturale, digitalizzazione, transizione ecologica. E il <em>modus operandi </em>di Draghi appare chiaro: responsabilizzazione dei referenti istituzionali chiamati in causa nel processo selettivo dei vertici delle partecipate, costruzione di un rapporto di stima e collaborazione tra azionista e società gestite, sviluppo di sinergie trasversali che sappiano concretizzarsi quando le partecipate saranno chiamate in campo ad applicare gli investimenti miliardari previsti dal Pnrr, decisione definitiva dopo un consulto finale con gli attori chiave.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-strategico-di-ferrovie-dello-stato-per-il-recovery-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ferrovie dello Stato</strong></a> sarà indirettamente o direttamente coinvolta in progetti che per ammontare complessivo di risorse riguardano circa un settimo del Pnrr, oltre 30 miliardi di euro, quasi tre volte il suo fatturato nel 2020, mentre Cdp sarà il braccio operativo, il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-partita-di-cassa-depositi-e-prestiti-quale-futuro-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;fondo sovrano&#8221;</a> e la centrale di elaborazione strategica dello Stato per rilanciare Pmi, investimenti in settori chiave, progetti di internazionalizzazione dei nostri campioni nazionali, finanziamenti ai territori <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-di-draghi-ecco-il-fedelissimo-alla-guida-di-cassa-depositi-e-prestiti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">valorizzando e tutelando il <strong>risparmio postale</strong></a>. Entrambe si uniranno a gruppi come Eni, Terna, Enel, Snam, Leonardo, WeBuild nel costituire la cinghia di trasmissione della ripartenza del sistema-Paese. Ora più che mai incardinata sulle grandi partecipate pubbliche: non a caso Draghi ha scelto l&#8217;ex direttore della ricerca di una di queste, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Cingolani</a> (proveniente da <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-ia-supercomputer-leonardo-guida-litalia-nellinnovazione-di-frontiera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonardo</a>) per guidare il ministero della Transizione Ecologica, e nelle settimane in cui si iniziava a programmare il tema delle nomine ha ricevuto a Palazzo Chigi gli Amministratori delegati di Eni (Claudio Descalzi) Enel (Francesco Starace), Snam (Marco Alverà) e Terna (Stefano Donnarumma). Mirando a creare un rapporto di fiducia trasversale che la scelta dei vertici in Fs e Cdp, la cui ultima parola spetterà al premier, dovrà completare.</p>
<p>Al Mef, istituzione &#8220;draghiana&#8221; per eccellenza, sarà poi destinato il compito di fare sintesi tra la governance dei programmi legati al Pnrr, la supervisione delle attività delle partecipate e il coordinamento col Mise. Che prima ancora che i ministri Franco e Giorgetti vedrà in prima linea i loro consiglieri strategici. Da un lato il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, dall&#8217;altro il superconsigliere di<a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Giorgetti</a> sulla politica industriale, il professor <strong>Giovanni Tria</strong>. Non a caso uomo che la carica di ministro dell&#8217;Economia l&#8217;ha ricoperta in passato (ai tempi del governo Conte I), conosce le procedure di Via XX Settembre e il peso dei grand commis e vanta un rapporto di fiducia reciproca con Rivera, difeso dagli assalti dei Cinque Stelle ai tempi dell&#8217;esecutivo gialloverde. Le nomine giuste al momento giusto possono contribuire a rafforzare una comunione d&#8217;intenti che serve al Paese per far salpare senza intoppi la barca del Recovery. Al cui timone Draghi metterà il Mef. Rodato e efficace Stato nello Stato chiamato alla prova cruciale: farsi stratega della rinascita del Paese dopo la pandemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html">Perché le nomine sono il banco di prova del Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nomine, lo Stato torna al centro: vertice decisivo tra Draghi e il Tesoro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 16:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nomine drahi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita per le nomine nelle partecipate pubbliche è arrivata all&#8217;ultimo miglio. E Mario Draghi potrebbe prendere nelle giro di pochi giorni le decisioni definitive riguardanti il futuro di aziende come Cassa Depositi e Prestiti e Ferrovie dello Stato, i cui consigli di amministrazione e i cui vertici vanno in scadenza. Qualche giorno in più richiederà invece la scelta dei vertici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nomine drahi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-nomine-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La partita per le nomine nelle partecipate pubbliche è arrivata all&#8217;ultimo miglio. E <strong>Mario Draghi </strong>potrebbe prendere nelle giro di pochi giorni le decisioni definitive riguardanti il futuro di aziende<a href="https://it.insideover.com/politica/la-partita-di-cassa-depositi-e-prestiti-quale-futuro-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> come <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>e <strong>Ferrovie dello Stato, </strong>i cui consigli di amministrazione</a> e i cui vertici vanno in scadenza. Qualche giorno in più richiederà invece la scelta dei vertici Rai, per la cui presidenza in particolare va individuata una figura capace di ottenere la maggioranza di due terzi in Commissione di Vigilanza senza dividere la maggioranza. Queste le indiscrezioni<a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-domani-pomeriggio-riunione-mario-draghi-ministro-271111.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> che ha riportato <em>Dagospia, </em></a>testata che ha rivelato l&#8217;organizzazione di una riunione nella giornata del 25 maggio in cui il premier si consulterà con il ministro dell&#8217;Economia <strong>Daniele Franco </strong>e il direttore generale del Tesoro <strong>Alessandro Rivera </strong>per valutare le liste proposte dai &#8220;cacciatori di teste&#8221; incaricati dal governo riguardanti i futuri vertici delle partecipate.</p>
<h2>Draghi, Franco e Rivera rimettono ordine</h2>
<p>Nelle scorse giornate abbiamo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-borsino-delle-nomine-chi-scegliera-draghi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dato conto dei nomi più quotati per le società partecipate</a>, del ruolo cruciale che la partita delle nomine <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha per la definizione degli assetti strategici del Paese nel periodo post-pandemico e della conferma da parte di Draghi</a> di un metodo basato sull&#8217;accentramento sulle strutture istituzionali, e non sui partiti come tradizionalmente<a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwiC-KjSquLwAhUIzaQKHSm0C1sQFjAAegQIAxAD&amp;url=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fprogetto-italia%2Fnomine-draghi%2F&amp;usg=AOvVaw1iL6s0Lnszs5din6pVdxAJ" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> accaduto in passato</a>, del processo selettivo. La maggiore discontinuità di Draghi col precedente governo Conte II è stata proprio la scelta di puntare con forza sul rafforzamento della fibra del sistema e dell&#8217;apparato pubblico, rimettendo ordine nel ginepraio della politica italiana e dando valore all&#8217;<strong>azionista, </strong>il ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, valorizzando il fatto che il detentore delle quote maggioritarie di una società partecipata non possa non avere voce in capitolo nel consigliare il premier, che prenderà le scelte definitive, sui vertici delle controllate.</p>
<p>Rimettere ordine:il mantra è chiaro. Draghi dopo la sua ascesa al governo ha potuto contare sulla capacità di mobilitare la fedeltà e l&#8217;allineamento di importanti burocrazie strategiche dello Stato italiano alla cui direzione si è formato e su cui oggigiorno punta per dispiegare la sua azione di governo. Assieme alla Banca d&#8217;Italia, il Tesoro è <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;istituzione &#8220;draghiana&#8221; per eccellenza</a>, e il suo rapporto osmotico con l&#8217;apparato a partecipazione pubblica è figlio proprio dell&#8217;era in cui Draghi, nei tumultuosi Anni Novanta, ricoprì la carica oggi assunta da Rivera, guidando la transizione dell&#8217;attuale apparato del Mef da proprietario esclusivo dei gruppi d&#8217;interesse nazionale a azionista di riferimento di società formalmente private. Processo che si basò <a href="https://it.insideover.com/economia/il-dietrofront-di-prodi-sulle-partecipazioni-statali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su una scommessa di fatto persa</a> (l&#8217;idea che la privatizzazione avrebbe mobilitato la corsa delle imprese messe sul mercato ad accrescere l&#8217;esposizione borsistica e la capitalizzazione) ma che si accompagnò<a href="https://it.insideover.com/politica/la-proiezione-mondiale-della-grande-impresa-pubblica-italiana.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> al mantenimento di quote di riferimento dello Stato</a> in aziende strategiche come <strong>Eni, Enel, </strong>il gruppo Finmeccanica (oggi <a href="https://it.insideover.com/difesa/profumo-blindato-dallassemblea-ora-leonardo-si-rafforza.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Leonardo</strong></a>), <strong>Snam, Fincantieri </strong>e Cdp.</p>
<h2>Il ruolo chiave del direttore generale</h2>
<p>La creazione del maxi-apparato del Mef, l&#8217;accumulazione di un&#8217;ampia quota di dossier in capo a Via XX Settembre, la necessità di far coesistere il controllo delle partecipate con la validazione e l&#8217;applicazione dei programmi economici dell&#8217;esecutivo, il rispetto dei termini sui vari documenti di matrice economico-finanziaria e una vigilanza prudenziale sul bilancio dello Stato e la presenze di un&#8217;ampia serie di succursali e agenzie su cui vigilare ha negli anni inaugurati dall&#8217;era Draghi amplificato il peso specifico del <strong>direttore generale </strong>del Tesoro. Trovatosi ad essere, assieme al Ragioniere generale, la figura di punta di un vero e proprio &#8220;Stato nello Stato&#8221;, l&#8217;organizzatore di processi, norme e attività burocratiche in grado di snellire processi politici in genere complicati per la costruzione di nuove voci di spesa e garantire la continuità operativa del ministero al cambio di ministro o addirittura di maggioranza.</p>
<p><strong>Rivera, </strong>titolare della carica di direttore generale dall&#8217;agosto 2018, è passato dall&#8217;era gialloverde al governo Draghi, ha ideato lo sforzo,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-spoon-river-delleconomia-italiana-dopo-lera-giallorossa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> troppo spesso non recepito da Roberto Gualtieri</a>, per ideare nuove forme di finanziamento pubblico per l&#8217;Italia durante la pandemia con i nuovi<a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cosa-sono-i-btp.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Btp Italia</a> e <a href="https://it.insideover.com/economia/i-nuovi-strumenti-del-tesoro-per-ottenere-risorse.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i Btp Futura</a> e ora è uno dei consiglieri di ultima istanza del premier sulle nomine. Draghi deciderà in autonomia, ma non prima di aver sentito l&#8217;ultimo parere dei suoi fedelissimi, che sui curriculum scelti dai cacciatori di teste e testati dal consigliere <strong>Francesco Giavazzi </strong>opereranno l&#8217;ultimo giudizio di merito.</p>
<h2>Lo Stato torna al centro</h2>
<p>Il duo Franco-Rivera rappresenta forse la massima espressione dello<a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> &#8220;Stato maggiore&#8221; del draghismo plasmato tra Via XX Settembre e Via Nazionale</a> ora giunto alla guida del governo di unità nazionale. Da un lato Franco, ministro dell&#8217;Economia già passato per l&#8217;incarico di Ragioniere generale e dg della Banca d&#8217;Italia; dall&#8217;altro Rivera, uomo per tutte le stagioni, pragmatico e profondo conoscitore delle leve del potere. <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un <strong>potere </strong>che l&#8217;era Draghi sta ridisegnando spostandolo, contro molti pronostici,</a> su un asse che vede un maggior ruolo effettivo dello <strong>Stato </strong>nelle sue articolazioni, nelle sue strutture, nel suo radicamento con le organizzazioni controllate e gli interlocutori chiave.</p>
<p>Un processo a tutti gli effetti <strong>politico </strong>che Draghi sta impostando cooptando i dipartimenti di cui ha più profonda conoscenza e che si estenderà ai ministeri a guida partitica<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nella fase di applicazione del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong></a>, la cui <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cinghia di trasmissione</a> sarà il ministero dello Sviluppo Economico guidato da <a href="https://it.insideover.com/economia/asse-giorgetti-breton-la-svolta-dellitalia-su-industria-e-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Giancarlo Giorgetti</strong></a>. La fase delle nomine avrà dunque come maggiore lascito la presa definitiva di consapevolezza che la quota maggioritaria della classe dirigente di punta della Repubblica è oggi nello Stato, nelle burocrazie strategiche, nelle leve profonde e continue di apparati come il Mef che prescindono dalla caducità di governi e leader, piuttosto che nei partiti. I nominati alle partecipate si interfacceranno con Draghi e i &#8220;draghiani&#8221; delle istituzioni sapendo quali sono le figure che, molto spesso nell&#8217;ombra, rappresentano la continuità della Repubblica. Processo che va avanti fin da quando un Draghi in ascesa valorizzò il ruolo della burocrazia del Tesoro nella transizione tra Prima e Seconda Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html">Nomine, lo Stato torna al centro: vertice decisivo tra Draghi e il Tesoro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Draghi sulle nomine consulta i fedelissimi: i nomi per le partecipate</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 18:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1298" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="draghi nomine partecipate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-1024x693.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-768x519.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-1536x1039.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-2048x1385.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mario Draghi è stato educato dai Gesuiti, e ne ha appreso il metodo di gestione dell&#8217;autorità e del potere. Prima creare le condizioni perché una scelta maturi, poi esercitarla e solo allora comunicarla. Sobrietà, pochi annunci, molta linearità: un metodo che nei primi mesi da presidente del Consiglio lo accomuna, in questo caso, a Papa Francesco e al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1298" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="draghi nomine partecipate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-1024x693.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-768x519.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-1536x1039.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-governo-la-presse-2048x1385.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mario Draghi </strong>è stato educato dai Gesuiti,</a> e ne ha appreso il metodo di gestione dell&#8217;autorità e del potere. Prima creare le condizioni perché una scelta maturi, poi esercitarla e solo allora comunicarla. Sobrietà, pochi annunci, molta linearità: un metodo che nei primi mesi da presidente del Consiglio lo accomuna, in questo caso, a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Papa Francesco</a> </strong>e al suo <em>modus operandi </em>nella gesitone della Chiesa cattolica. Come Bergoglio, primo gesuita eletto successore di Pietro, Draghi ha attivato all&#8217;interno dei palazzi del potere romano un preciso metodo di governance e un <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>partito personale </strong></a>che, in questi mesi che hanno ridisegnato le mappe del potere in Italia, si è ulteriormente rafforzato.</p>
<p>Dalla scelta dei ministri alla sostituzione di Domenico Arcuri con il generale <a href="https://it.insideover.com/politica/omogeneita-capillarita-rapidita-arriva-il-piano-draghi-figliuolo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Francesco Paolo Figliuolo</a> che ha accelerato la campagna vaccinale in Italia, per arrivare alle nomine strategiche di Franco Gabrielli e Elisabetta Belloni nel campo dei servizi Draghi ha ascoltato pareri, ha accolto suggerimenti e opinioni e ha considerato pesi e contrappesi confrontandosi con un <em>inner circle </em>di sicura fiducia. Ma ha in ultima istanza deciso in autonomia per le posizioni-chiave. E così sarà anche per la prossima, decisiva partita a cui il governo va incontro: quella delle <strong>nomine</strong> per le partecipate pubbliche.</p>
<p>74 consigli d&#8217;amministrazione e 41 collegi sindacali in 90 società partecipate direttamente o indirettamente dal Tesoro vanno in scadenza e ci sono in ballo 518 caselle da riempire: 342 consiglieri e 176 sindaci. Spicca la partita per la scelta degli ad e dei presidenti di società come <strong>Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi e Prestiti </strong>e <strong>Rai</strong>.</p>
<p>Tradizionalmente, la partita si apre con il posizionamento dei partiti e delle loro strutture parlamentari o più o meno formali e delle cordate interne per partecipare alla spartizione di posizioni apicali, poltrone, indirettamente, rapporti di fiducia. Questa volta Palazzo Chigi ha scelto di accentrare con forza sul governo e le sue strutture il processo decisionale. Il <strong>metodo Draghi, </strong>in tal senso, è funzionale a un&#8217;ampia serie di obiettivi.</p>
<p>Primo punto: rafforzare la competitività sul mercato di aziende ritenute strategiche a livello collettivo. Fs dovrà ad esempio gestire 28 miliardi di euro del Recovery Plan, mentre Cassa Depositi e Prestiti <a href="https://it.insideover.com/economia/il-valore-strategico-delle-banche-per-attuare-il-recovery-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con <strong>Patrimonio Destinato </strong>metterà</a> a disposizione nei prossimi anni un tesoretto enorme per le società italiane attive nei settori strategici. La squadra di Draghi è già al lavoro e la cordata di figure chiamate a ricoprire un ruolo nella consulenza per i ruoli apicali risponde a un preciso identikit: persone di assoluta fiducia del premier, cresciute alla sua &#8220;scuola&#8221; o appartenenti alla sua generazione, capaci di conoscere gli umori del mercato.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Daniele Franco, </strong>titolare del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze,</a> e il segretario generale <strong>Alessandro Rivera, </strong>sono chiaramente chiamati in causa per la centralità del Tesoro come azionista di riferimento di molti gruppi. <strong>Francesco Giavazzi, </strong>primo consigliere economico di Draghi, lo affianca a Palazzo Chigi nel vaglio di dossier e candidature. A queste figure, ci segnalano fonti qualificate romane, vanno aggiunte due vecchie conoscenze del mondo delle partecipate pubbliche: <strong>Franco Bernabé e Paolo Scaroni</strong>. Parliamo di figure svincolate dal mondo dei partiti, con una grande esperienza internazionale, non direttamente riferibili al sottobosco del potere romano e con un chiaro collegamento con le strutture euro-atlantiche, in continuità con i cardini di riferimento dell&#8217;attuale esecutivo e con il canovaccio delle nomine sinora compiuto da Draghi. Concretizzatosi in un <em>repulisti </em>di figure legate alla vecchia era di Giuseppe Conte.</p>
<p><strong>Dario Scannapieco, </strong>tra i più promettenti &#8220;Draghi-Boys&#8221; emersi negli Anni Novanta quando il premier dirigeva il ministero del Tesoro e oggi vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti, sarebbe favorito per succedere a Fabrizio Palermo alla guida di Cdp; per Fs, invece, le nostre fonti danno in costante ascesa il nome di <strong>Fabrizio Favara</strong>, ex vicepresidente delegato alle strategie <a href="https://www.milanofinanza.it/news/trenitalia-con-ilsa-un-miliardo-sulla-av-in-spagna-202011032302367740" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oggi alla guida del gruppo di alta velocità Ilsa partecipato da Fs in Spagna,</a> in luogo dell&#8217;attuale ad <strong>Gianfranco Battisti</strong>. Si tratta di figure che ben corrispondono all&#8217;identikit profondamente delineato e caro a Draghi e ai suoi consiglieri, che per le sfide del futuro chiederanno ai manager di Stato elevata competenza, la capacità di pensare in termini strategici e di acquisire una mentalità e una capacità d&#8217;azione di respiro internazionale. Per la <strong>Rai, </strong>invece, <a href="https://www.italiaoggi.it/amp/news/sgessata-i-italia-il-dossier-piu-importante-adesso-e-quello-delle-nomine-2519295" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo <em>Italia Oggi, </em>diverse opzioni</a> potrebbero portare a una scelta al femminile: come amministratore delegato sono quotate &#8220;Elisabetta Ripa, di OpenFiber o Laura Cioli, già in Rcs. Per la presidenza si fanno i nomi di Francesca Bria, presidente di Cdp Venture Capital e di Mauro Masi, ex dg di viale Mazzini ora banchiere&#8221;.</p>
<p>In questa ottica difficilmente i partiti toccheranno palla nel processo di nomina di figure apicali in Cdp e Fs. Draghi ha &#8220;commissariato&#8221; i partiti con metodi squisitamente politici e orientati all&#8217;edificazione di una classe dirigente. La lezione dei <strong>gesuiti </strong>e la sobrietà dei primi mesi di Draghi a Palazzo Chigi hanno segnato una cesura non solo formale con il predecessore <strong>Giuseppe Conte: </strong>chi sa manovrare le leve del potere non deve necessariamente metterle in mostra, ma deve saper toccare i tasti giusti. Certo, ricordano le nostre fonti romane, questo non rende meno critica l&#8217;importanza di una corretta capacità comunicativa da parte di Palazzo Chigi, rivelatosi il vero <strong>tallone d&#8217;Achille </strong>in diverse circostanze all&#8217;inizio dell&#8217;attuale governo. Ma sulle nomine il <strong>metodo Draghi </strong>è oramai consolidato e in via di definizione: basso profilo, elevata efficacia. Sperando di portare gli uomini giusti al punto giusto e di dare spazio alla competenza e alla professionalità nel governo di asset che rappresentano patrimonio comune e perni strategici del nostro sistema economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html">Draghi sulle nomine consulta i fedelissimi: i nomi per le partecipate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Recovery di Draghi può rilanciare il Superbonus?</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-recovery-di-draghi-puo-rilanciare-il-superbonus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 15:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="735" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conferenza stampa del Presidente Mario Draghi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il Consiglio dei ministri di sabato 24 aprile è stato prima rimandato poi affrontato dal premier Mario Draghi in una situazione di altissima tensione che ha portato l&#8217;esecutivo a veder messa più volte in discussione la presentazione ufficiale della bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) impostata nei giorni scorsi. La pietra d&#8217;inciampo è stata in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-recovery-di-draghi-puo-rilanciare-il-superbonus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="735" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conferenza stampa del Presidente Mario Draghi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Conferenza-stampa-del-Presidente-Mario-Draghi-La-Presse-e1617923864252-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il <strong>Consiglio dei ministri </strong>di sabato 24 aprile è stato prima rimandato poi affrontato dal premier <strong>Mario Draghi </strong>in una situazione di altissima tensione che ha portato l&#8217;esecutivo a veder messa più volte in discussione la presentazione ufficiale della <a href="https://it.insideover.com/economia/il-recovery-plan-di-draghi-spiegato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) impostata nei giorni scorsi.</a></p>
<p>La pietra d&#8217;inciampo è stata in questo caso la questione legata al <strong>Superbonus, </strong>l&#8217;intervento fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle e promosso ai tempi del <strong>governo Conte II </strong>nel quadro del Decreto Rilancio di maggio 2020, che inizialmente pareva destinato a non venir prorogato oltre la naturale scadenza del 2022. Il Superbonus è nato con l’obiettivo di ridare slancio al settore dell’edilizia portando le detrazioni per alcuni interventi di efficientamento energetico e per le misure antisismiche dal 65% e 50% ad un’aliquota del 110%, disponibile anche per gli interventi di ristrutturazione delle facciate o di installazione di pannelli fotovoltaici e erogata sotto forma di cinque crediti annuali d&#8217;imposta, che i soggetti titolari (persone fisiche, aziende, condomini etc.) possono anche vendere a terzi.</p>
<p>L&#8217;asse formatosi in Consiglio dei Ministri tra i pentastellati e <strong>Forza Italia</strong>, che sostiene la misura in chiave di ripresa dell’economia, ha prodotto un accordo ritenuto soddisfacente dalle forze politiche: il Superbonus sarà finanziato con 10 miliardi di euro della componente dedicata alla Transizione ecologica e studiata dal Ministro <strong>Roberto Cingolani </strong>nel Recovery Fund e con 8 miliardi di euro di un fondo per investimenti complementari per la componente legata alla sua attuale scadenza. Draghi e il ministro dell&#8217;Economia Daniele Franco hanno inoltre promesso un impegno diretto a reperire i 10 miliardi necessari a garantirne la proroga fino al 2023, da mettere nero su bianco nella prossima legge di bilancio.</p>
<p>La scelta di mantenere il Superbonus, avvallata dai forzisti, si inserisce nel solco delle negoziazioni politiche e dei cambiamenti strutturali attesi nel Paese per l&#8217;era Draghi, sottolineando come sia emersa la convinzione che le problematiche e i ritardi connessi al bonus non fossero legati tanto alla <em>ratio </em>dell&#8217;unica, vera norma di impronta keynesiana e anti-ciclica varata dal governo Conte II quanto piuttosto dall&#8217;eccessiva necessità di documentazione burocratica e dall&#8217;incertezza sulle approvazioni che, ad ora, hanno fortemente limitato l&#8217;impatto economico dell&#8217;intervento. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/i-bonus-dellera-conte-non-decollano-1934616.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sui 9 miliardi di euro di detrazione</a> che arano stati previsti dal governo e dall&#8217;<strong>Ance (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili)</strong> per il 2021, a febbraio erano stati raggiunti solo 340 milioni di euro con oltre 3100 interventi in tutto il Paese, ovvero circa il 3,8%.</p>
<p>Un vero problema, se si considerano gli impatti potenziali del Superbonus sull&#8217;economia italiana che il dipartimento per la Programmazione Economica di <strong>Palazzo Chigi </strong><a href="http://www.programmazioneeconomica.gov.it/2021/03/10/executive-summary-impatto-superbonus-110/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha, nel marzo scorso, analizzato assieme a Open Economics e alla Luiss Business School: </a>nel rapporto si nota che in Italia &#8220;a fronte di un aumento della spesa per edilizia abitativa pari a 8,75 miliardi nel triennio 2020-2022, si registrerebbe un incremento del valore aggiunto complessivo per il Paese di 16,64 miliardi nel periodo di attuazione del provvedimento e un ulteriore incremento di 13,71 miliardi negli 8 anni successivi a fronte di un impatto netto attualizzato sul disavanzo pubblico pari a -811 milioni di euro&#8221;. Un effetto moltiplicatore pari a 3,5 difficilmente raggiungibile da altre misure di spesa, fattispecie che segnala la natura centrale e vitale del comparto dell&#8217;edilizia per il sistema-Paese e che è stato un problema frenare, nell&#8217;ultimo anno, inserendo cavilli burocratici e responsabilità civili per i progettatori che hanno fortemente disincentivato la misura.</p>
<p>Intestandosi la difesa della misura i Ministri di Forza Italia hanno, in un certo senso, spinto il governo Draghi a valorizzare sia gli effetti ambientali che quelli produttivi del <strong>Superbonus</strong>. E l&#8217;incardinamento di parte della misura nel progetto di Recovery a cui <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ursula von der Leyen</a> </strong>avrebbe informalmente garantito il semaforo verde apre la strada a possibilità di riforme della Pubblica amministrazione, che saranno opera del ministro <strong>Renato Brunetta, </strong>capaci di snellire gli iter burocratici e le procedure che misure ad alto impatto potenziale come quella studiata dal Decreto Rilancio comportano.</p>
<p>E dunque il nuovo testo del Recovery targato Draghi mostra gli effetti di questo importante compromesso e incardina, al contempo,<a href="https://it.insideover.com/ambiente/pragmatismo-e-ambizione-la-transizione-ecologica-secondo-cingolani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> la visione pragmatica del ministro Cingolani</a> fondata sulla necessaria complementarietà tra transizione ecologica e sviluppo: &#8220;Per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del <span class="hilg1">Superbonus</span> 110% recentemente introdotta (articolo 119 del Decreto Rilancio) dal 2021 al 2023 (al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli Iacp, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente)&#8221;.</p>
<p>Il Recovery imporrà tempi certi, un&#8217;accelerazione delle procedure e una visione sistemica: quanto serviva per dare senso a misure come il <strong>Superbonus </strong>che, altrimenti, rischiano di esser estemporanee, fini a sé stesse, prive di veri obiettivi strategici. <a href="https://it.insideover.com/energia/pragmatismo-o-utopia-leuropa-al-bivio-sulla-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paesi come la <strong>Francia </strong></a>hanno promosso in analoghi piani di rilancio dell&#8217;economia <a href="https://it.insideover.com/ambiente/gli-ambiziosi-piani-di-transizione-ecologica-di-johnson-e-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interventi strutturali di ampio respiro</a> a sostegno dell&#8217;edilizia in funzione della transizione ecologica, e anche l&#8217;Italia dovrà saperlo fare garantendo, al contempo, che la fibra dello Stato sia forte e capace di rispondere alle necessità amministrative e burocratiche del Pnrr. Vera premessa per immaginare una crescita continua e sostenuta.</p>
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		<title>Il potere in Italia nell&#8217;era Draghi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 13:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nascita e il consolidamento del governo Draghi nel corso delle ultime settimane hanno rappresentato il completamento di un processo politico-istituzionale complesso figlio degli equilibri tra istituzioni, forze politiche e dinamiche sociali, economiche e sanitarie connesse allo stato d&#8217;emergenza del Covid-19 e alla crisi sistemica del Paese. Il governo Draghi nasce come proiezione diretta di una scelta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html">Il potere in Italia nell&#8217;era Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La nascita e il consolidamento del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">governo Draghi</a> </strong>nel corso delle ultime settimane hanno rappresentato il completamento di un processo politico-istituzionale complesso figlio degli equilibri tra istituzioni, forze politiche e dinamiche sociali, economiche e sanitarie connesse allo stato d&#8217;emergenza del Covid-19 e alla crisi sistemica del Paese. Il governo Draghi nasce come proiezione diretta di una scelta personale del presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, della cui dottrina presidenziale (fondata sul rifiuto delle &#8220;crisi al buio&#8221; da un lato e sulla garanzia dell&#8217;adesione italiana al campo euro-atlantico dall&#8217;altro) è innervato; propone una versione aggiornata dello schema Ciampi, essendo un <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-europa-vaticano-tutti-gli-estimatori-di-mario-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esecutivo guidato da una figura extra-partitica</a> e composto sia da ministri tecnici che da esponenti di un&#8217;ampia gamma di forze politiche; si pone come obiettivo sfide cruciali come la campagna vaccinale e <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-ha-rischiato-di-compromettere-il-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la scrittura del Recovery Fund italiano</a>; infine, si trova in uno stato di eccezionalità connessa al profilo stesso del presidente del Consiglio, a lungo indicato come <strong>riserva della Repubblica </strong>e come esponente di punta della classe dirigente nazionale.</p>
<p>Draghi è stato definito da Lucio Caracciolo nell&#8217;ultimo numero di <em>Limes </em>come leader &#8220;sistemico&#8221;, dotato di una capacità d&#8217;influenza personale e di una rete di rapporti, formali e non, con strutture di potere nazionali e straniere tanto articolata quanto distante dalle prerogative che la carica di <strong>presidente del Consiglio </strong>concede e da quelle <a href="https://it.insideover.com/economia/la-complessa-parabola-di-draghi-alla-bce.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cui era abituato ai tempi della <strong>Banca centrale europea</strong></a>. Risulta indubbio sottolineare che la sua ascesa alla guida del governo in una fase tanto critica abbia imposto un&#8217;evoluzione alle <strong>dinamiche del potere </strong>nel nostro Paese, enfatizzato il peso di determinate componenti delle istituzioni, invitato a un ragionamento di prospettiva.</p>
<p>Ciononostante, e prescindendo dall&#8217;applicazione letterale dell&#8217;<strong>Articolo 92 della Costituzione </strong>imposta da Draghi durante la scelta dei ministri seguita alle consultazioni e ristretta a un bilaterale con Mattarella (&#8220;l Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri&#8221;), Draghi scegliendo di scendere nell&#8217;agone ha dovuto giocoforza prestarsi ai condizionamenti e alle dinamiche che il sistema istituzionale italiano prevede e che non mancheranno di plasmarne l&#8217;azione.</p>
<p>Le direttrici su cui l&#8217;effetto Draghi potrà essere valutato nei prossimi mesi ed anni sono misurabili in diversi campi: le prospettive degli <strong>equilibri tra poteri </strong>componenti la &#8220;costituzione materiale&#8221; dello Stato e delle future nomine strategiche; il rapporto tra Palazzo Chigi e sistema partitico; i risultati che saranno dati in eredità dopo questa fase che, per la sua stessa eccezionalità, non può che imporsi come transitoria.</p>
<h2>Il &#8220;partito di Draghi&#8221;</h2>
<p>Draghi è figura apartitica ma iperpolitica. Non può non esserlo chi si è fatto le ossa da direttore generale del Tesoro prima di dirigere la Banca d&#8217;Italia e la Banca centrale europea. Ricoprendo cariche in cui la discrezionalità di scelte squisitamente politiche e il confronto con leader e poteri di vario tipo era esercizio quotidiano e necessario.</p>
<p>Poco prima di entrare nel team dei consulenti di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rj2r055pu88" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo Chigi l&#8217;analista <strong>Alessandro Aresu</strong> ha sottolineato</a> come ulteriore capacità politica di Draghi la meticolosità dimostrata nel nominare nelle strutture da lui dirette figure di assoluta fiducia e di comprovata competenza con cui è possibile condividere un <em>idem sentire </em>organizzativo e amministrativo.</p>
<p>I &#8220;draghiani&#8221; di lungo corso nelle istituzioni sono numerosi, rappresentando un partito dislocato in gagli strategici dello Stato e riattivatosi negli ultimi mesi: <strong>Daniele Franco, </strong>ex Ragioniere generale dello Stato e titolare del ministero dell&#8217;Economia, è stato promosso da Draghi quando era governatore al ruolo di capo della ricerca economica della Banca d&#8217;Italia, di cui ha ricoperto fino a poco tempo fa la carica di direttore generale; suo predecessore in quest&#8217;ultimo ruolo è stato <strong>Fabio Panetta, </strong>fedelissimo di Draghi scelto dall&#8217;attuale premier come membro del board Bce, e il successore designato dal nuovo esecutivo è <strong>Luigi Federico Signorini</strong>, in Via Nazionale dal 1982 ex assistente del premier all&#8217;Università di Firenze. In continuità con Draghi si pone anche <strong>Ignazio Visco, </strong>che dal 2011 lo ha sostituito alla guida di Palazzo Koch.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tesoro e Banca d&#8217;Italia appaiono dunque le due burocrazie</a> strategiche in passato guidate da Draghi su cui maggiormente si fa sentire il suo influsso. E su cui il governo intende fare leva per accelerare il completamento e il rodaggio della macchina del <strong>Recovery Fund </strong>e un controllo deciso sull&#8217;evoluzione della prossima stagione di <strong>nomine </strong>alle società partecipate, snodo classico di elevata importanza per tutti gli esecutivi.</p>
<h2>Il nodo nomine</h2>
<p>In questo contesto, nota <em>Il Foglio, </em>Draghi intende far leva sulla forza della sua <strong>autonomia</strong>: &#8220;La politica verrà coinvolta per quanto riguarda la scelta dei Cda&#8221; delle società chiamate al rinnovo dei vertici, &#8220;ma le nomine importanti verranno decise senza mediazione dal presidente del Consiglio&#8221; sentiti Franco (che guida l&#8217;azionista di riferimento, il Mef, delle partecipate), il sottosegretario <strong>Roberto Garofoli, </strong>il capo di gabinetto <strong>Antonio Funiciello </strong>e il team di consiglieri economici guidato dal professor <strong>Francesco Giavazzi</strong>. Fedelissimi che Draghi ha voluto inserire nella macchina dello Stato.</p>
<p>Il piatto è decisamente ricco.<a href="https://www.startmag.it/economia/ilva-invimit-rai-ferrovie-sace-e-non-solo-ecco-le-nomine-che-sono-o-non-sono-in-ballo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Il centro studi CoMar ricorda</a> che verranno ad essere rinnovati 115 organi sociali, di cui 74 consigli d’amministrazione e 41 collegi sindacali, in 90 società del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per 518 poltrone in tutto. 15 sono <strong>partecipate dirette </strong>dello Stato, una delle quali è la sempre più strategica <strong>Cassa Depositi e Prestiti, </strong>che è forte di oltre 36 miliardi di euro di  patrimonio e di attività per quasi 450 miliardi, mentre le altre società chiamate in causa (tra cui Ferrovie dello Stato, Gse – Gestore dei Servizi Energetici, Invimit, Rai, Sogei) esprimono fatturati per quasi 70 miliardi e impiegano 193mila dipendenti. Una leva strategica per lo Stato su cui Draghi vuole imprimere il suo marchio.</p>
<p>Particolarmente strategica è la questione Cdp, che dall&#8217;inizio della crisi pandemica si sta confermando un fondamentale apparato per veicolare la partecipazione dello Stato nell&#8217;economia italiana. Cdp sta strutturando <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Patrimonio destinato</strong></a>, il fondo da 44 miliardi di euro che ai sensi del Decreto Rilancio avrà in gestione per il sostegno e rilancio del sistema economico e produttivo destinato a gruppi italiani settore bancario, finanziario o assicurativo con fatturato superiore a 50 milioni di euro. Un vero e proprio <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fondo strategico</strong></a> per il rilancio dell’economia che Cdp punta a mettere a sostegno di politiche fiscali espansive e che il governo Draghi può usare come braccio operativo. Proprio per questo sembra che Draghi voglia affidare Cdp a un suo fedelissimo, il vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti <strong>Dario Scannapieco</strong>, a fianco del premier ai tempi del Tesoro e che nel 1997 fu chiamato direttamente da Draghi per far parte del consiglio degli esteri mentre era ad Harvard.</p>
<h2>Draghi e i partiti</h2>
<p>In quest&#8217;ottica, Draghi potrà coordinare e, in un certo senso, comandare. Accentrando sulla cabina di regia di Palazzo Chigi molte prerogative esplicite ed implicite e tagliando molti nodi gordiani spesso legati al gioco istituzionale tra forze politiche. <a href="https://it.insideover.com/politica/ma-draghi-prendera-davvero-il-posto-di-conte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A dicembre scrivevamo che qualora Giuseppe Conte avesse lasciato il posto a Mario Draghi</a> la politica italiana avrebbe in un certo senso commissariato se stessa, dando plateale dimostrazione dell’incapacità di molti partiti di produrre una classe dirigente all’altezza dei ruoli di governo in fasi emergenziali. Nella composizione del governo tecnico-politico, in ogni caso Draghi ha ben dosato il peso delle varie forze e non ha mai voluto, dall&#8217;inizio del suo governo, dare l&#8217;impressione di comportarsi come un &#8220;Re Sole&#8221;, cercando l&#8217;interlocuzione con ministri e segretari di partito. Anche l&#8217;opposizione incarnata da Fratelli d&#8217;Italia è stata tenuta in considerazione e ha potuto interloquire con esponenti di peso del governo come <strong>Vittorio <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-e-5g-il-piano-di-draghi-per-la-svolta-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Colao</a>, Franco <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-svolta-di-franco-gabrielli-sulla-cybersecurity-e-lintelligence.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gabrielli</a>, Roberto <a href="https://it.insideover.com/ambiente/pragmatismo-e-ambizione-la-transizione-ecologica-secondo-cingolani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cingolani.</a></strong></p>
<p>Le forze politiche si trovano ora, di fronte a Draghi, di fronte a una duplice necessità. Da un lato hanno esplicitamente scommesso sul successo dell&#8217;esecutivo di unità nazionale o, nel caso di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>, sulla possibilità di portare a casa risultati attraverso un&#8217;opposizione responsabile e anche nella diversità di visioni puntano a portare i loro temi all&#8217;attenzione del premier tenendolo, per ora, al riparto dalle non rare critiche e dai veti incrociati emersi finora. Dall&#8217;altro, sono consapevoli del fatto che Draghi si regge sui voti del Parlamento e che i risultati ottenuti dall&#8217;esecutivo saranno decisivi nello snodo dell&#8217;elezione presidenziale del 2022, cui plausibilmente Draghi punta per succedere a Mattarella e in vista della quale non può certamente (e non vuole) schiacciare i partiti o sconfessarli platealmente a ripetizione, per evitare che anche in caso di &#8220;vittoria&#8221; sulla pandemia e rilancio del Paese si sommino campagne ostili e franchi tiratori.</p>
<p>La politica italiana è conscia che dopo l&#8217;era Draghi si imporrà sempre con maggior forza il tema della formazione della classe dirigente interna ed esterna alle forze partitiche e una riflessione su come queste forze possano condizionare quando chiamate al potere l&#8217;assetto materiale dei poteri incardinato attorno a relazioni, formali e non, e a figure strategiche capaci di compattarsi in casi di crisi e necessità. La tenacia del partito di Draghi formato tra le mura del Mef e della Banca d&#8217;Italia e il suo consolidamento in atto negli apparati statali dimostrano che queste strutture, che sono in tutto e per tutto politiche, esistono come forze di condizionamento e timoni delle rotte dello Stato. Dal ruolo italiano nell&#8217;Ue ai rapporti tra Stati e partecipate, passando per la stesura di manovre economiche e regole di concorrenza, esse determinano di fatto la traiettoria del sistema Paese. In futuro saprà la politica dei partiti giocare un ruolo altrettanto saliente come fatto in passato? L&#8217;era Draghi deve stimolare riflessioni in tal senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html">Il potere in Italia nell&#8217;era Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Unire ristori e crescita: la scommessa di Draghi sull&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/unire-ristori-e-crescita-la-scommessa-di-draghi-sulleconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 18:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ristori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo consistente piano di ristori da unire ai primi provvedimenti volti a dare un taglio più strategico all&#8217;azione economica del governo. Il nuovo scostamento che il governo di Mario Draghi ha deliberato in Consiglio dei Ministri, dal valore di 40 miliardi, e a chiedere al Parlamento punta a inaugurare una serie di politiche di più ampio respiro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/unire-ristori-e-crescita-la-scommessa-di-draghi-sulleconomia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9070111-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un nuovo consistente piano di <strong>ristori </strong>da unire ai primi provvedimenti volti a dare un taglio più strategico all&#8217;azione economica del governo. Il nuovo scostamento che il governo di <strong>Mario Draghi ha</strong> deliberato in Consiglio dei Ministri, dal valore di 40 miliardi, e a chiedere al Parlamento punta a inaugurare una serie di politiche di più ampio respiro in grado di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/sistema-conte-ha-fallito-nuovo-piano-ristori-draghi-1934968.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dare una nuova prospettiva all&#8217;azione del sistema-Paese.</a></p>
<p>Si chiamerà, non a caso, <strong>Decreto Imprese </strong>il piano che porterà gli scostamenti decretati da Draghi in due mesi di governo a 72 miliardi di euro, quasi la metà dei 140 complessivamente richiesti dai cinque piani economici decretati dal governo Conte II dall&#8217;inizio della pandemia di Covid-19 fino al gennaio scorso. E in questo piano si potrà iniziare a vedere con maggiore incisività la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dottrina economica</a> </strong>del presidente del Consiglio, già espressa in diversi interventi pubblici dal famoso editoriale sul <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Financial Times </em></a>del marzo 2020 fino al paper del G30 del dicembre scorso. <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/decreto-imprese-40-mld-da-gestire-bene-e-la-sfida-di-draghi-al-partito-delle-chiusure/2157117/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il Sussidiario </em></a>segnala che dei 40 miliardi di euro di extra-deficit che il governo impiegherà &#8220;20 miliardi sarebbero di ristori a fondo perduto per le imprese, 15 miliardi per affrontare i costi fissi e rafforzare la liquidità delle aziende e 5 miliardi destinati a un fondo per finanziare le opere lasciate fuori dal Recovery plan ma giudicate meritevoli”. E questo consente di vedere componenti fondamentali della &#8220;dottrina Draghi&#8221;:</p>
<ul>
<li>La concezione neokeynesiana che porta a promuovere manovre espansive in fasi di crisi e contrazione economica, puntando all&#8217;ampliamento del deficit come arma politica decisiva contro le ondate recessive (&#8220;Verrà il momento in cui dovremo guardare al debito ma non è questo&#8221;, aveva detto Draghi in conferenza stampa)</li>
<li>Una graduale svolta verso <strong>aiuti più selettivi </strong>alle imprese come aveva scritto Draghi assieme agli economisti <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">del gruppo G30</a>. Chiaramente la crisi pandemica, mordendo ancora, impedisce un totale riallineamento sul fronte della discrezionalità degli aiuti, ma la scelta di dedicare i ristori in parte a una voce di spesa legata ai <strong>costi fissi, </strong>e non solo a una perdita di fatturato, consente di iniziare a immaginare una politica futura di sostegno maggiormente legata al <strong>margine operativo </strong>effettivo, e dunque alla profittabilità, delle imprese.</li>
<li>La spinta verso il rilancio strategico di investimenti e occupazione. Draghi, forse semplificando in maniera eccessiva, aveva parlato ad agosto di &#8220;debito buono&#8221; di fronte alla platea del Meeting di Rimini. Ma il senso del discorso è chiaro: opere pubbliche, progetti di ampio respiro e politiche volte a promuoverne la realizzazione servono come l&#8217;aria al sistema-Paese. <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E un uso strategico del debito può favorirne la realizzazione.</a></li>
</ul>
<p>Il governo inizia a rodare il motore per progettare azioni di lungo periodo e <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in quest&#8217;ottica l&#8217;attivismo del <strong>Ministero dello Sviluppo Economico </strong>guidato da <strong>Giancarlo Giorgetti, </strong></a>che si muove dal fronte dei vaccini a quello dell&#8217;acciaio dell&#8217;Ilva su cui si sta delineando la nuova governance, segnala un certo fermento. Il rodaggio non potrà dirsi completo finché l&#8217;Italia non avrà completato il suo Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), a cui <a href="https://it.insideover.com/economia/cingolani-giovannini-colao-e-bianchi-i-tecnici-blindano-il-recovery.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il titolare del <strong>Mef Daniele Franco </strong></a>sta lavorando assieme ai minisri competenti in materia per limare gli ultimi dettagli e permettere che possa essere illustrato in Parlamento il 26 e 27 aprile per essere presentato all’Unione Europea entro il 30 aprile.</p>
<p>L&#8217;importante scostamento di bilancio mira dunque a imporre un cambio di passo sulla crescita economica e a rispondere ai legittimi e profondi timori di buona parte delle categorie produttive e dei commercianti che nelle scorse settimane hanno fatto sentire la loro voce nelle piazze del Paese. La <strong>pace sociale </strong>è un obiettivo fondamentale che va conseguito attraverso una risposta concreta ai timori della popolazione e alle aspettative di categorie fiaccate da un anno di pandemia e di ristrettezze economiche. Il <strong>governo Conte II </strong>ha da un lato dovuto affrontare situazioni emergenziali travolgenti e porre in essere misure necessariamente finalizzate al breve periodo, ma non ha lasciato in eredità un&#8217;agenda di politiche indirizzate alla crescita se si escludono pochissime, per quanto significative, eccezioni (come il Patrimonio Destinato, fondo creato presso Cdp, e l&#8217;ecobonus). Il governo Draghi mira a cambiare paradigma facendo del medio-lungo periodo l&#8217;orizzonte di riferimento.</p>
<p>Parallelamente, Draghi sa <a href="https://it.insideover.com/politica/omogeneita-capillarita-rapidita-arriva-il-piano-draghi-figliuolo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che assieme alla struttura commissariale del generale <strong>Francesco Figliuolo </strong>dovrà vincere</a> anche la partita dei vaccini per permettere alle misure economiche di dispiegare il proprio corso nel migliore dei modi. Il cambio di passo dall&#8217;era Conte-Arcuri è stato senz&#8217;ombra di dubbio notevole da questo punto di vista, dato che la media mobile settimanale delle vaccinazioni al giorno <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/numeri-vaccini-italia-mondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è passata dalle 63.658 del 13 febbraio, giorno dell&#8217;insediamento di Draghi, alle 285.671 del 13 aprile (+348%),</a> ma resta ancora lontana dal target di 500mila dosi al giorno che è l&#8217;obiettivo del governo. <strong>Roma </strong>non è stata costruita in un giorno e i segnali di cambiamento si vedono, ma il ritmo dell&#8217;intervento economico dovrà coordinarsi con una spinta crescente sulle vaccinazioni: c&#8217;è una parte del Paese allo stremo che a Draghi e al suo governo chiede prospettive. In questo contesto il Decreto Imprese può apparire come un punto di passaggio per ragionare in un&#8217;ottica di ricostruzione nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/unire-ristori-e-crescita-la-scommessa-di-draghi-sulleconomia.html">Unire ristori e crescita: la scommessa di Draghi sull&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Conte ha rischiato di compromettere il Recovery Fund</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-ha-rischiato-di-compromettere-il-recovery-fund.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 10:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=313065</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una bozza raffazonata, un vaste programme senza reali punti di riferimento, un elenco di intenzioni non corredate dalla necessaria pragmaticità che i tempi stretti richiedevano: il Recovery Fund italiano è partito zoppicante per gli errori accumulati dalla gestione del governo di Giuseppe Conte che il nuovo esecutivo targato Mario Draghi ora deve risolvere. Le autorità europee, guidate dal vicepresidente della Commissione Valdis &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-ha-rischiato-di-compromettere-il-recovery-fund.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-ha-rischiato-di-compromettere-il-recovery-fund.html">Così Conte ha rischiato di compromettere il Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Comunicazioni-del-Presidente-del-Consiglio-Giuseppe-Conte-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una bozza raffazonata, un <em>vaste programme </em>senza reali punti di riferimento, un elenco di intenzioni non corredate dalla necessaria pragmaticità che i tempi stretti richiedevano: il <strong>Recovery Fund </strong>italiano è partito zoppicante per gli errori accumulati dalla gestione del governo di <strong>Giuseppe Conte </strong>che il nuovo <a href="https://it.insideover.com/economia/due-mesi-per-rimediare-ai-disastri-di-conte-la-sfida-di-draghi-sul-recovery.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esecutivo targato <strong>Mario Draghi </strong>ora deve risolvere.</a></p>
<p>Le autorità europee, guidate dal vicepresidente della Commissione <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Valdis Dombrovskis</strong></a>, hanno più volte censurato, spesso in maniera molto inelegante, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-diktat-di-dombrovskis-allitalia-sul-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la confusionaria bozza presentata il 12 gennaio scorso dal governo Conte II</a>, che però effettivamente risultava lacunosa sotto diversi punti di vista, dall&#8217;indicazione precisa dei tempi di realizzazione dei progetti all&#8217;elaborazione di una strategia sistemica <a href="https://it.insideover.com/politica/i-fondi-del-recovery-non-sono-garantiti-ecco-la-pagella-europea-per-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capace di passare il vaglio del &#8220;pagellone&#8221; comunitario</a>. Che obbliga a stanziamenti precisi sul fronte della transizione ecologica (minimo 37% dei fondi) e del digitale (almeno il 20%), a presentare progetti ad alto <strong>moltiplicatore </strong>occupazionale e produttivo e a presentare tempi certi nella realizzazione delle opere.</p>
<p>Quali sono stati gli errori principali su cui Conte e il suo governo sono incespicati? In primo luogo, l&#8217;incapacità di presentare una <strong>visione di sistema </strong>del Paese. In secondo luogo l&#8217;essersi accapigliati più sulla natura dei nomi e delle strutture chiamate a gestire il piano che sulla scelta delle priorità da dare al Paese. In terzo luogo, l&#8217;errore forse più grave: la de-responsabilizzazione. Aspramente criticata <a href="https://formiche.net/2021/03/la-malfa-recovery/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dall&#8217;economista ed ex ministro <strong>Giorgio La Malfa </strong>in un&#8217;intervista per <em>Formiche</em>:</a> &#8220;All’indomani dei cosiddetti Stati generali dell’economia, il governo inviò una lettera alle amministrazioni pubbliche, nella quale veniva loro chiesto di presentare dei progetti, specificando alcuni requisiti poco più che formali. Questa scelta ha trasformato il piano in una raccolta di progetti che rispondevano non a un’idea o più idee di fondo sulle trasformazioni che l’Italia avrebbe dovuto apportare alle sue strutture economiche, bensì alle aspirazioni e ai bisogni delle singole amministrazioni&#8221;.</p>
<p>Prendendo in mano il dossier con tempi strettissimi, il ministero dell&#8217;Economia guidato, nel governo Draghi, da <strong>Daniele Franco, </strong>ha dovuto operare di fatto una riscrittura delle priorità del piano. Anticipata, nei rispettivi dossier, dai ministri Colao (digitale) e Cingolani (Transizione ecologica). I colli di bottiglia ereditati dal Conte-bis sono tanti e tali da aver, per ora, portato l&#8217;esecutivo a non aver ancora tappato tutte le falle. Sussitono, infatti, ancora alcuni necessari accorgimenti da compiere, oggi sottolineati da <em>Il Tempo: &#8220;</em>Nel 20% dei progetti non ci sono i cronoprogrammi e i target in termini numerici è presente solo nel 30% delle 48 linee principali&#8221;. In vista del <strong>31 marzo, </strong>giorno in cui il piano sarà discusso in aula e ci sarà la relazione della Commissione Bilancio del Senato, questi gli appunti presentati dai parlamentari della Camera dei deputati che hanno letto il Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>
<p>Una valutazione &#8220;complessivamente positiva&#8221; quella della Commissione bilancio di Montecitorio sul Pnrr targato Draghi e Franco, secondo cui, tuttavia, le  componenti che figurano all&#8217;interno di ciascuno missione del piano dovrebbero dettagliare gli investimenti e le relative riforme necessarie come contropartita in base agli accordi siglati in Europa, nonché, si legge nella relazione, &#8220;il contributo previsto, i relativi traguardi, obiettivi e tempistiche e il loro finanziamento e costo, nonché fissare target intermedi e finali e un cronoprogramma che rifletteranno i progressi compiuti&#8221;. Il lavoro deve ancora arrivare all&#8217;<strong>ultimo miglio, </strong>e inoltre va chiarita la necessità di nuovo personale per le amministrazioni pubbliche che dovranno applicare concretamente il piano e la distribuzione territoriale dei fondi, con la Camera che propone un criterio che consenta di superare il 34% delle risorse per il Sud inizialmente previsto.</p>
<p>Lavori preparatori, in larga parte, che nello stendere il Pnrr il governo Conte II avrebbe dovuto sobbarcarsi e che in qualsiasi procedura di <strong>project management </strong>dovrebbero essere dati, sia sul fronte pubblico che in quello privato, in partenza di fronte alla necessità di confrontarsi con un budget prestabilito come quello dei fondi comunitari. <strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/pragmatismo-e-ambizione-la-transizione-ecologica-secondo-cingolani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cingolani, </a></strong>che ha relazionato sull&#8217;ambiente, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-e-5g-il-piano-di-draghi-per-la-svolta-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Colao</a>, </strong>che lavora sul digitale, Franco, che ha la regia dei processi del Pnrr, e gli altri ministri chiamati in causa come <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giancarlo Giorgetti</a> lavorano su progetti concreti che hanno in larga parte sulle loro spalle le zavorre dell&#8217;era Conte. La cui eredità rischia di rallentare il prospettato completamento del piano entro la cruciale scadenza di aprile. <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spoon-river-delleconomia-italiana-dopo-lera-giallorossa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La <strong>Spoon River </strong>economica dell&#8217;era giallorossa continua a far pesare le sue conseguenze anche dopo la caduta del Conte II</a>: e questo crea un problema strutturale per la ripresa del sistema-Paese.</p>
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		<title>Tutti gli uomini di Draghi: così rafforza il suo &#8220;partito&#8221; tra Bankitalia e Tesoro</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 07:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=309028</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Daniele Franco è da pochi giorni il nuovo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze e il suo passaggio nel campo del governo Draghi ha aperto un processo importante di ridefinizione degli equilibri interni alla Banca d&#8217;Italia. Istituzione che il neo-premier, da ex governatore, conosce a menadito e in cui l&#8217;economista già passato per il ruolo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Daniele Franco </strong>è da pochi giorni il nuovo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze e il suo passaggio nel campo del governo Draghi ha aperto un processo importante di ridefinizione degli equilibri interni alla <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. Istituzione che il neo-premier, da ex governatore, conosce a menadito e in cui l&#8217;economista già passato per il ruolo di Ragioniere generale dello Stato ricopriva dall&#8217;1 gennaio 2020 la carica di <strong>Direttore generale</strong>.</p>
<p>Il direttore generale di Palazzo Koch è di fatto il numero due dell&#8217;istituto, sostituisce il governatore in caso di impossibilità a svolgere il proprio ruolo, assieme a questi ed ai suoi tre vice compone il Direttorio, organo collegiale competente per l’assunzione dei provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi all’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dalla legge alla Banca d&#8217;Italia. Funge inoltre da figura di coordinamento tra la struttura apicale della Banca e i suoi organi burocratico-amministrativi interni, dagli uffici studi alle sezioni territoriali.</p>
<p>Il governo sarà chiamato in tempi brevi, dunque, a scegliere un sostituto di Franco in grado di entrare pienamente in azione nelle sue funzioni. E per la scelta sono in lizza due dei tre vice di Franco: Piero Cipollone e Luigi Federico Signorini.</p>
<p>Il primo è in Via Nazionale dal 1993, e apparirebbe la figura preferita da <strong>Ignazio Visco, </strong>governatore della Banca d&#8217;Italia e, come ha ricordato <em>Il Tempo, </em>è stato “uno dei consiglieri più fidati e decisivi del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”, <a href="https://www.startmag.it/primo-piano/chi-sara-il-prossimo-direttore-generale-della-banca-ditalia-dopo-franco-fatti-e-rumors/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mentre Signorini, nota </a><em>StartMag, </em>è nell&#8217;istituto dal 1982, &#8220;è membro del direttorio e vicedirettore generale dal 2013, ed è stato confermato nel 2019&#8221;, dopo una lunga querelle che coinvolse il <strong>primo governo Conte,</strong> contrario alla sua riconferma, e che fu sbloccata dalla chiamata del predecessore di Franco, <strong>Fabio Panetta, </strong>nel board Bce, che aprì il valzer di nomine per l&#8217;affidamento del ruolo di dg a Franco.</p>
<p>Franco, Panetta, Visco, Cipollone e Signorini sono figure della burocrazia e grand commis uniti da un comune filo rosso. Un filo rosso che rispondono a una figura ben precisa, a un nome e ad un cognome: <strong>Mario Draghi</strong>. Non si può capire perché Mario Draghi sia divenuto il punto di riferimento di numerosi interessi di potere nazionali ed internazionali se non si comprende quella che è stata, nel corso della sua carriera da direttore generale del Tesoro, da governatore della Banca d&#8217;Italia e da massima autorità della Bce, la sua maggiore qualità organizzativa e politica, ben ricordata di recente <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rj2r055pu88" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dall&#8217;analista </a><strong>Alessandro Aresu: </strong>la capacità di nominare nelle strutture da lui dirette figure di propria fiducia e di comprovata competenza con cui costruire solidi rapporti di collaborazione professionali legati da una comune cultura organizzativa e amministrativa.</p>
<p>Draghi,<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/da-franco-scannapieco-rete-draghi-ADCBfYHB" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ricorda <em>Il Sole 24 Ore,</em></a> &#8220;da Governatore aveva promosso a capo della ricerca economica&#8221; l&#8217;attuale ministro Franco, garantendogli una &#8220;posizione strategica anche nei rapporti con il mondo della politica (è il funzionario generale che va spesso in audizione in Parlamento)&#8221;; Signorini e Cipollone sono ascesi agli alti vertici amministrativi di Palazzo Koch durante l&#8217;era Draghi e il primo fu suo assistente all’Università di Firenze negli Anni Ottanta. <strong>Visco </strong>ha preso le redini dell&#8217;istituto dopo il passaggio di Draghi in Bce nel 2011, e nei quattro anni precedenti aveva ricoperto la carica di vicedirettore generale, prendendo parte alle riunioni del Direttorio; Panetta, invece, è stimato da Draghi per la sua attenzione alle questioni monetarie europee e tra i due si è costruito un feeling e un rapporto professionale consolidato negli anni più recenti, tanto che <a href="https://www.iltempo.it/politica/2021/02/11/news/mario-draghi-in-banca-d-italia-cerco-il-ministro-economia-riunione-con-visco-e-panetta-26175209/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Draghi ha cercato anche il suo parere durante le consultazioni.</a> &#8220;Draghiano&#8221; è anche un&#8217;altra figura apicale della finanza europea, Ii vice presidente della Bei, <b>Dario Scannapieco</b>, che nel 1997 fu chiamato direttamente da Draghi per far parte del consiglio degli esteri mentre era ad Harvard.</p>
<p>Il nuovo direttore generale, che si porrà in testa per la successione a Visco quando, tra due anni, il suo mandato scadrà, sarà dunque un &#8220;draghiano&#8221;, e nelle istituzioni e nel potere romano il nuovo premier potrà dunque rafforzare la sua zolla personale di influenza. A testimonianza del fatto che definire Draghi una semplice figura &#8220;tecnica&#8221; è riduttivo e fuorviante. Draghi negli anni ha agito a fianco del potere politico, in sua supplenza e come suo complemento, mai come sua alternativa: dal Ministero del Tesoro e dalla Banca d&#8217;Italia ha ramificato una struttura di rapporti multilaterali e di incroci professionali che ha rafforzato il ruolo di queste due istituzioni come &#8220;palestra&#8221; della classe dirigente nazionale. Non a caso governatori della Banca d&#8217;Italia sono stati <strong><a href="https://www.ilfoglio.it/articoli/2014/03/24/news/la-sera-restavamo-in-banca-ditalia-draghi-e-i-carli-boys-50983/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guido Carli e Carlo Azeglio Ciampi,</a> </strong>le figure di riferimento per l&#8217;avvio della carriera professionale di Draghi nello Stato ai tempi dell&#8217;ultimo governo Andreotti, <a href="https://www.adnkronos.com/draghi-il-primo-dei-ciampi-boys_4TOt9QdymLnZAlU9Dkvaqv?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che nel 1991 lo nominò direttore generale del Tesoro.</a></p>
<p>Un potere consolidato, dunque, che in Draghi ha trovato un <a href="https://it.insideover.com/economia/i-poteri-italiani-ed-internazionali-puntano-su-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interlocutore ideale</a> quando Sergio Mattarella lo ha chiamato alla guida della presidenza del Consiglio alla caduta del governo Conte II. E che nel governo ha trovato subito posto con la chiamata di Franco e con la costituzione di un super-tavolo di ministri indipendenti chiamati a gestire i dossier del Recovery Fund. Prenotando, con la prima nomina alla Banca d&#8217;Italia che il consiglio dei ministri dovrà fare, la sua perpetrazione assicurandosi il controllo della successione a Via Nazionale. Un potere che, come quello solido e duraturo del Quirinale, si contrappone sempre di più alla caducità e alla difficoltà di elaborazione di lungo periodo delle classi dirigenti partitiche. Incapaci di fare vere operazioni di consolidamento politico come quella del partito degli uomini di Draghi.</p>
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		<title>I pericoli sui fondi europei: la vera sfida del governo Draghi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1024x384.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1536x576.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-2048x768.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Daniele Franco è tecnico navigato e di esperienza, ma anche per l&#8217;ex ragioniere generale dello Stato promosso da Mario Draghi a ministro dell&#8217;Economia nel suo governo la partita apertasi in Europa sul Recovery Fund si preannuncia complessa. Nella due giorni segnata da riunioni in sede Eurogruppo ed Ecofin, Franco ha conosciuto in videoconferenza i colleghi dell&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1024x384.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1536x576.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-2048x768.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Daniele Franco </strong>è tecnico navigato e di esperienza, ma anche per l&#8217;ex ragioniere generale dello Stato promosso da <strong>Mario Draghi</strong> a ministro dell&#8217;Economia nel suo governo la partita apertasi in Europa sul <strong>Recovery Fund</strong> si preannuncia complessa. Nella due giorni segnata da riunioni in sede <strong>Eurogruppo </strong>ed Ecofin, Franco ha conosciuto in videoconferenza i colleghi dell&#8217;Unione e ha potuto constatare che la sfida per Roma sarà decisamente in salita.</p>
<p>Avevamo detto che <a href="https://it.insideover.com/economia/la-prima-sfida-di-draghi-in-europa-il-confronto-con-i-falchi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche Draghi dovrà guardarsi</a> dal rischio di vedere l&#8217;Italia trasformata nel San Sebastiano d&#8217;Europa e di essere trafitta nei mesi a venire dai dardi dei fautori dell&#8217;austerità (i falchi del Nord) in seguito all&#8217;approvazione del <strong>Piano nazionale di ripresa </strong>e <strong>resilienza</strong>.</p>
<p>Il nuovo governo dovrà sfruttare la finestra di opportunità garantita dall&#8217;arrivo dei fondi europei ma, soprattutto, consolidata dalla continuità nella sospensione delle regole europee sul pareggio di bilancio e gli aiuti di Stato per immaginare una ripresa complessiva del Paese. Ebbene, Franco si è confrontato con i colleghi europei e ha potuto notare che diversi nodi stanno venendo al pettine: e ora più che mai constatiamo quanto rovinosa sia stata la prona accettazione di ogni minuzia burocratica proveniente da Bruxelles da parte del decaduto governo giallorosso, che sulla narrazione dell&#8217;ottenimento dei fondi europei aveva costruito un&#8217;immagine di prestigio che esisteva solo nella fantasia di <strong>Giuseppe Conte </strong>e <strong>Roberto Gualtieri. </strong>Concedendo, come contropartita, una serie di cambiali che renderanno la corsa a Next Generation Eu una maratona costellata da ostacoli. E una partita politica fondamentale.</p>
<p>Questi temi sono emerso nel confronto di Franco con i colleghi, Il 19 febbraio l&#8217;Ue, dopo l&#8217;approvazione dell&#8217;Europarlamento, pubblicherà ufficialmente le regole che disciplinano minuziosamente le modalità con cui saranno erogati 312,5 miliardi di sussidi e 390 miliardi di prestiti, cioè la quota dominante dei 750 miliardi di NextGen.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/i-fondi-del-recovery-non-sono-garantiti-ecco-la-pagella-europea-per-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dalla &#8220;<strong>pagella&#8221; </strong>sui piani nazionali</a> al nodo condizionalità, abbiamo citato gli ostacoli che un progetto del genere rischia di incontrare, e non dimentichiamo che per l&#8217;Italia questo si aggiunge a diverse procedure d&#8217;infrazione aperte dalla Commissione che,<a href="https://it.insideover.com/economia/le-nuove-procedure-di-infrazione-ue-che-mettono-roma-sotto-pressione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> in settori strategici come il turismo, potrebbero complicare l&#8217;ottenimento dei denari europei.</a></p>
<p>In questo contesto, il governo Draghi e Franco potrebbero trovarsi di fronte alla necessità se scegliere di adottare completamente i <strong>finanziamenti europei </strong>o se adattarsi plasticamente alle diverse condizionalità che verranno chieste come contropartita per accorciare le linee e presidiare un nocciolo duro di progetti strategici da completare poi con finanziamenti propri e la spinta sul deficit nazionale. Ma la finestra di opportunità si sta per chiudere: il governo dovrà mediare anche con la fase della potenziale crisi occupazionale e con la fine delle garanzie pubbliche sugli aiuti alle imprese nel contesto di un&#8217;Europa che vede un ritorno delle pulsioni &#8220;rigoriste&#8221; sui conti pubblici. Il super-falco lettone <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, &#8220;zar&#8221; dell&#8217;Economia nella Commissione e superiore diretto del nostro Paolo Gentiloni, ha ribadito all&#8217;Ecofin che per il futuro la strada sarà quella del consolidamento dei conti pubblici e della fine degli aiuti incondizionati alle imprese in crisi. Sul primo fronte l&#8217;ufficio studi del Senato italiano ha rilevato che anche Next Generation Eu, all&#8217;articolo 10 del <strong>Recovery and Resilience Fund, </strong>impegna i Paesi membri a seguire tale strada, mentre in campo di sostegno alle imprese la necessità di fare aiuti selettivi, che pure Draghi non ha escluso, rischia di arenarsi contro l&#8217;eccessivo irrigidimento dei falchi Ue.</p>
<p>E non dimentichiamo che, alle spalle di tutto questo, si stanno accumulando<a href="https://it.insideover.com/politica/banche-recovery-tasse-e-alleanze-le-sfide-dellitalia-nellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> le nubi di una possibile tempesta bancaria</a> per la normativa entrata in vigore l&#8217;1 gennaio scorso sugli scoperti, che impone alle banche di segnare tra i crediti deteriorati i fondi non rimborsati dai debitori superiori ai 100 euro a tre mesi dalla sottoscrizione. Il circolo vizioso tra crisi aziendali, carenze di aiuti e crediti deteriorati potrebbe creare un ambiente ostile alla ripresa e depotenziare ogni sforzo del governo Draghi per muoversi pragmaticamente su NextGen. A Draghi e Franco il compito di riuscire dove Conte e Gualtieri non si sono impegnati, e cioè nel pensare alla ripresa italiana come a una <strong>sfida sistemica </strong>e all&#8217;Europa come a un terreno negoziale di confronto, non a un mondo astratto cui accodarsi acriticamente. Sarà dura: e dalla ristrutturazione della bozza di NextGen capiremo molto presto le nostre prospettive future.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html">I pericoli sui fondi europei: la vera sfida del governo Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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