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	<title>Daniele Bellocchio Archives - InsideOver</title>
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	<title>Daniele Bellocchio Archives - InsideOver</title>
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		<title>InsideOver al Premio Luchetta: lo scatto da Cuba di Marco Gualazzini tra i finalisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/insideover-al-premio-luchetta-lo-scatto-da-cuba-di-marco-gualazzini-tra-i-finalisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Marco Gualazzini è tra i finalisti del Premio Luchetta 2026 con uno scatto pubblicato da InsideOver sulla drammatica crisi sanitaria a Cuba.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/insideover-al-premio-luchetta-lo-scatto-da-cuba-di-marco-gualazzini-tra-i-finalisti.html">InsideOver al Premio Luchetta: lo scatto da Cuba di Marco Gualazzini tra i finalisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/GUM_CUBA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 14 settembre il premio Luchetta ha annunciato la lista dei finalisti della XXIII edizione. Tra questi, nella categoria di fotografia, c’è anche il nome di <strong>Marco Gualazzini</strong> con un suo scatto sulla crisi sanitaria a Cuba, pubblicato da InsideOver il 28 giugno 2026 in collaborazione con <strong>Daniele Bellocchio.</strong> </p>



<p>Il servizio, intitolato <strong>“Cuba: l&#8217;abisso senza luce”<em> </em></strong>restituisce direttamente sul campo la sofferenza della popolazione cubana e le drammatiche condizioni di salute di tanti bambini dell’isola in attesa di cure o di interventi chirurgici essenziali. La presenza del collaboratore di InsideOver selezionato dalla giuria presieduta da Marco Damilano sottolinea l’identità del giornale stesso, fondato sul giornalismo indipendente e sulla testimonianza di contesti di crisi internazionale spesso dimenticati o lasciati in secondo piano.</p>



<p>Il riconoscimento nella XXIII edizione del premio triestino riconferma la qualità e l’importanza del lavoro svolto dai reporter, in quanto sia Marco Gualazzini, sia Daniele Bellocchio, sono già stati insigniti del Premio Luchetta per i loro reportage nei fronti più critici del mondo, operando conformemente alla missione del premio: accendere i riflettori sui diritti violati dell’infanzia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dentro lo scatto: il dramma della sanità a Cuba</strong></h2>



<p>Realizzato a Cuba, con un punto focale sulle compromesse condizioni sanitarie dell’Avana, lo scatto firmato per Insideover affronta una storia difficile da raccontare, fatta di ingiustizie sociali, sofferenza dei più piccoli e disperazione familiare.&nbsp;</p>



<p><strong>L’immagine mostra da vicino il tormento di una madre che guarda il figlio. </strong>L’angoscia di un viaggio verso la capitale da intraprendere nel breve periodo e la speranza di poter donare al proprio bambino la possibilità di respirare in modo autonomo qualora i medici lo ritenessero possibile. <strong>Il bambino ritratto nella fotografia, infatti, è nato con sindrome di down e con una cardiopatia congenita,</strong> entrambe sfuggite alle visite prenatali, ed è stato sottoposto a tracheotomia per liberare le vie respiratorie a seguito di un progressivo ingrossamento delle pareti cardiache.</p>



<p>Attraverso questo momento di intimità e di dolore, l’immagine cattura una realtà ben più ampia, che coinvolge migliaia di famiglie cubane costrette a tempi di attesa lunghi, a volte troppo lunghi perché una visita o un’operazione vengano effettuate in tempo. La foto racconta di una crisi sanitaria dalle molteplici cause, ma con esito evidente: la minaccia del diritto all’infanzia.</p>



<p>La presenza di Marco Gualazzini tra i finalisti del Premio Luchetta rappresenta il riconoscimento di un preciso metodo giornalistico f<strong>ondato sulla presenza sul campo e sulla forza testimoniale della fotografia,</strong> capace di suscitare un coinvolgimento emotivo diverso rispetto alla lettura di dati e informazioni. Come evidenzia la stessa giuria del premio, obiettivo primario del giornalismo indipendente dovrebbe essere quello di dare voce a storie lontane o dimenticate, concedendo uno spazio a chi vive nell’ombra delle grandi crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Premio Luchetta e gli altri finalisti</strong></h2>



<p>Il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, giunto oggi alla sua XXIII edizione, è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D&#8217;Angelo Hrovatin ETS cui obiettivo è quello di raccontare le conseguenze delle crisi geopolitiche sui più giovani.&nbsp;</p>



<p>Nella categoria ‘fotografia’, insieme a Marco Gualazzini, figurano tra i finalisti anche <strong>Giovanni Morgavi </strong>(Kritica), con un reportage sulle condizioni di chi intraprende la rotta balcanica, e <strong>Fabio Polese </strong>(El Pais) che ha portato gli scatti di bambini in una trincea di fortuna in Myanmar. L&#8217;annuncio dei vincitori e la premiazione si terranno a novembre, in concomitanza con le celebrazioni internazionali dedicate alla tutela dei minori.</p>



<p>Al di là dell’esito, la candidatura al premio riconosce prima di tutto la forza estetica di un’immagine, capace come nessun altro mezzo di veicolare emozioni e tormenti lontani che, se non venissero catturati, rischierebbero di rimanere invisibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/insideover-al-premio-luchetta-lo-scatto-da-cuba-di-marco-gualazzini-tra-i-finalisti.html">InsideOver al Premio Luchetta: lo scatto da Cuba di Marco Gualazzini tra i finalisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-600x339.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-300x170.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1024x579.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-768x434.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1536x868.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Massimiliano Menichetti 52 anni, è responsabile di Radio Vaticana - Vatican News e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della Newsroom Academy su come diventare reporter condotta da Daniele Bellocchio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html">&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-600x339.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-300x170.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1024x579.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-768x434.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1536x868.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><strong>Massimiliano Menichetti</strong>&nbsp;52 anni, è responsabile di <strong>Radio Vaticana &#8211; Vatican News</strong> e sarà tra gli ospiti del corso della&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html?_gl=1*lofcjm*_ga*NTE5ODk0MzQwLjE2Nzk0MDExODA.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY5NDE1ODI1MS41MzYuMC4xNjk0MTU4MjUxLjAuMC4w&amp;_ga=2.57147946.1024852444.1694072364-519894340.1679401180" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsroom Academy &#8220;Diventa reporter ora&#8221; di Daniele Bellocchio.&nbsp;</a></strong>Con lui discutiamo dell&#8217;attività mediatica svolta dalle testate della Santa Sede, della loro proiezione globale e del metodo che seguono per coprire le notizie per loro maggiormente interessanti. Oltre a indicare quelli che, secondo Menichetti, sono i &#8220;ferri del mestiere&#8221; del giornalista e, in special modo, del reporter.</p>



<p><strong>Con Radio Vaticana – Vatican News coprite un’ampia quantità di tematiche legate all’agenda internazionale. Quanto è importante la presenza sul campo dei media vaticani per la vostra informazione?</strong></p>



<p>La presenza sul territorio è fondamentale per poter fornire un quadro autentico degli accadimenti, per verificare, per dar voce a chi spesso non ha questa possibilità, per cercare e diffondere storie che consentono di andare oltre un’informazione di primo livello, legata essenzialmente “all’effetto notizia”. Questo accade quando ad esempio si accende l’attenzione a causa di una tragedia, un fatto grave … quella diventa la notizia per un certo periodo di tempo, dopo “esce dai radar”, un esempio vicinissimo è la guerra in <strong>Siria</strong>: un conflitto che, cambiando forma, dura da 12 anni, ma quasi nessuno ne parla più. In questo contesto bisogna considerare anche l’importanza delle reti sociali, realtà straordinarie, in alcuni casi l’unica realtà che accende una luce dove nessun giornalista può arrivare, ma questo non può sostituire, appena è possibile, “l’essere sul campo”, pena il rischio di essere vittima di manipolazioni e artefici di distorsioni. Essere sul territorio, intessere relazioni, consente di non dimenticare, di continuare a seguire, non solo di informare, ma di essere parte di un processo che mette la professione giornalistica al servizio dell’uomo e non il giornalismo al servizio di altre dinamiche.</p>



<p><strong>Comunicazione e network sono fondamentali per organizzare reportage e inchieste sul campo. Quanto è importante, per il vostro lavoro, il contatto in diverse aree del mondo con strutture e organizzazioni di matrice cattolica?</strong></p>



<p>La nostra realtà nasce e si sviluppa con questa idea. Siamo i media della Santa Sede: ogni diocesi, parrocchia, radio, quotidiano, televisione, università, scuola di comunicazione o giornalismo, associazione d’ispirazione cattolica è parte potenziale della nostra rete, una rete in costante espansione. Una delle nostre missioni è costruire legami per mettere a fattor comune esperienze, sguardi, capacità. Costruiamo progetti multi-focus come in Brasile o in Etiopia, dove la congregazione degli Scalabriniani è attivissimo nell’accoglienza dei migranti. Loro fanno parte di un progetto che riqualifica, insieme ad altri soggetti, chi arriva da altre nazioni, quindi raccontiamo in sinergia progetti sociali veri e propri modelli di integrazione e sviluppo per aziende e Paesi. Raccontare queste storie significa mostrare il lato proattivo, produttivo, di crescita di un fenomeno che spesso, nella narrazione comune, viene rappresentato come meramente problematico. Questo è possibile grazie alla rete in cui si condividono strategie, missione e costi sviluppando modelli.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg" alt="" class="wp-image-407732" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">&#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora">DIVENTA REPORTER ORA</a>&#8221; È IL CORSO DELLA NEWSROOM ACADEMY CON DANIELE BELLOCCHIO</figcaption></figure>



<p><strong>Spesso avete modo di seguire il Papa o i principali esponenti delle gerarchie vaticane in diverse aree del mondo. Quali sono i viaggi che ricordi maggiormente come professionalmente rilevanti?</strong></p>



<p>Ogni viaggio per quanto programmato ha una dimensione di sorpresa, stupore e complessità. Tutto è nell’occhio di chi guarda, nella consapevolezza di essere uno strumento al servizio di un altro. Il recente viaggio in Mongolia del Papa resterà nel mio cuore per le diversità culturali, per la testimonianza della piccola comunità cattolica, per le sfide che affronta questo popolo nomade che vive tra Russia e Cina: come il divario tra ricchi e poveri e il ruolo sullo scacchiere internazionale. Certamente uno dei viaggi per me più significativi è stato con Papa Francesco in Iraq nel marzo del 2021: un Paese devastato ancora oggi da centinaia di attentati, in cui la guerra, il terrorismo hanno scavato ferite profondissime, non solo visibili sui muri dei palazzi sventrati o crivellati dai mortai, ma nel cuore della gente. Quel viaggio, in cui il Santo Padre ha portato una luce di speranza enormemente apprezzata dagli iracheni, ha ribaltato il mio sguardo. In una Nazione in ginocchio, militarizzata, in cui i blindati si alternato ai carri armati e le strade sono presidiate dai militari in assetto da guerra, i bambini giocano tra le rovine e la polvere. Una bambina che guardavo, mentre il Papa visitava la devastazione di Mosul, camminando all’indietro sbatte contro la gamba di un militare con la cintura piena di bombe, l’elmetto con lenti infrarossi e occhiali scuri. Si guardano, lui la prende la solleva per le ascelle e si guardano per un istate prima di illuminarsi entrambi con un sorriso. In quell’immagine ho riletto l’Iraq, in cui le sfide sono enormi: economiche, politiche, sociali… Sono stato richiamato alla costruzione piuttosto che alla destrutturazione narrativa dei fatti. In quell’istantanea c’era ciò che doveva essere raccontato senza omissioni: la devastazione del Paese nelle macerie in cui i due erano, i militari a presidiare le strade, la speranza nel sorriso di una bambina: presente e futuro dell’Iraq. &nbsp;</p>



<p><strong>Vi è capitato, in passato, di trovarvi in questi viaggi di fronte a situazioni di crisi come guerre, emergenze migratorie e via dicendo?</strong></p>



<p>La nostra copertura informativa guarda al mondo intero, quindi purtroppo siamo presenti anche in territori feriti dalla brutalità dei conflitti o dal dramma di chi lascia ogni cosa per vivere. In Ucraina siamo andati diverse volte, sempre con il sostegno delle caritas o della Chiesa locale, o delle Chiese dei Paesi confinanti. Seguiamo molto da vicino i fenomeni migratori: nelle Americhe, nel Mediterraneo, la cosiddetta rotta balcanica, verso l’Australia… Siamo una realtà che complessivamente parla 51 lingue, tra scritto, audio e video, comprese due emissioni nella lingua dei segni in inglese ed italiano. La nostra comunità di lavoro è formata da giornalisti provenienti da 69 nazioni e la rete che costruiamo ci consente di allestire in breve tempo una presenza capillare quasi in tutto il mondo.</p>



<p><strong>Con il vostro gruppo editoriale, inoltre, siete anticipatori di un modo articolato di intendere la multimedialità. Quanto un approccio che unisca diversi tipi di giornalismo può aiutare a costruire reportage efficaci?</strong></p>



<p>L’informazione cambia continuamente: cambiano i linguaggi, cambiano le piattaforme, cambiano i fruitori, cambia la percezione dei contenuti. La multimedialità, in alcune aree del pianeta, è imprescindibile per realizzare una comunicazione efficace. I reportage si compongono di più elementi: visivi come le foto e i video, suoni, scrittura. Ogni elemento può essere gestito singolarmente e diventare un podcast, una video-gallery, un articolo o un racconto, ma se tutti gli elementi si combinano insieme conducono ad una realtà immersiva. La padronanza della multimedialità ideativa e compositiva non costituisce solo una tecnica strutturale, ma una forma narrativa vera e propria. Si tratta di un percorso che stiamo intraprendendo e ci sfida, ma senza dubbio è la forma che meglio descrive la realtà che stiamo presentando e condividendo. La nostra presenza sui diversi canali social è dettata anche da questo ed è costantemente in evoluzione. Ovviamente bisogna tenere presente mezzi e utenti. Basti pensare che a motivo della guerra in Europa abbiamo aumentato l’emissione delle onde corte verso l’Ucraina, per essere vicini alla popolazione. E che in alcune zone dell’Africa, Asia o Americhe, le onde corte sono l’unico modo per comunicare. Quindi il reportage, pensato multimedialmente pluripiattaforma, necessariamente dovrà essere preventivamente scritto prevedendo eventuali rielaborazioni delle acquisizioni di supporto.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-409822" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/maxresdefault.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>Massimiliano Menichetti</strong>, Responsabile della testata Radio Vaticana &#8211; Vatican News, sarà tra gli ospiti del corso &#8220;Diventa reporter ora&#8221; della Newsroom Academy. Per info scrivere ad academy@ilgiornale-web.it o chiamare il numero 028566445<br><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>ISCRIVITI ORA</strong></a></p>
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<p><strong>L’inizio della Newsroom Academy si avvicina. Cosa trasmetterai agli alunni del corso nella lezione che ti vedrà intervenire?</strong></p>



<p>Spero sarà un incontro, quindi l’auspicio è costruire insieme una relazione. Vorrei provare a guardare con gli occhi di chi parteciperà alla lezione e proporre anche altri punti di vista, certamente la tecnica ha rilevanza, ma è nulla senza il cuore. Il Papa nel Messaggio per la cinquantaduesima giornata delle Comunicazioni Sociali si è soffermato proprio sul “parlare con il cuore”. Un’azione che viene dopo l’andare, il vedere, l’ascoltare. La responsabilità che abbiamo come comunicatori, come persone è costruire un mondo fraterno, in cui prevalga l’amicizia sociale e non lo scontro o logiche predatorie. Ciò che vorrei proporre è questo percorso in cui responsabilità, professionalità e cuore non siano disgiunti.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html">&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1181" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy, del cui prossimo corso sarà titolare</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/una-bussola-per-imparare-il-mestiere-daniele-bellocchio-racconta-il-senso-della-newsroom-academy.html">&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1181" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/autore/daniele-bellocchio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Daniele Bellocchio</a> </strong>ha seguito, nella sua carriera, storie e avventure in molte aree complesse del pianeta. Dal Sahel a Nagorno-Karabakh, ha raccontato conflitti, crisi sociali e aree dimenticate. Il reporter lodigiano, che sarà il titolare del corso “<strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Diventa reporter ora</a></strong>” della Newsroom Academy con partenza il 21 ottobre, il secondo da lui tenuto sulla professione del giornalista sul campo, racconta a <em>InsideOver </em>la sua esperienza e il senso dell’<strong>Academy</strong> come punto d’accesso a una professione che, dice, “deve continuare a esistere, per valorizzare l’informazione in un mondo in cui siamo bombardati da impulsi sempre più superficiali”.</p>



<p><strong>Daniele, che consigli darebbe il Bellocchio reporter al sé stesso, più giovane, che anni fa iniziava a intraprendere questa professione?</strong></p>



<p>“Ripeterei a me stesso quello che tanti reporter esperti, quando ero un giovane professionista alle prime armi, mi hanno ripetuto, spronandomi: credici, credici sempre. Mi direi di mettermi nell’ottica che è un mestiere difficile, che impone enormi sacrifici in termini di raccolta fonti, studio e elaborazione. Ma mi ripeterei: fallo, non è un lavoro che si improvvisa, è una professione che pretende studio e preparazione ma in cui non bisogna mai sentirsi scoraggiati e sconfitti in partenza. Insomma, farei quello che gente più esperta ha fatto con me: un invito a destrutturare il pessimismo, per insegnare che c’è ancora bisogno di reporter in questo mondo.”</p>



<p><strong>Formare i nuovi reporter è anche l’obiettivo di questa edizione della Newsroom Academy. Qual è il senso di una seconda edizione?</strong></p>



<p>“Il senso dell’Academy è in continuità con quello dell’<a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-di-reportage">edizione inaugurale</a> del corso di giornalismo di reportage. Allora era una novità, che però ha prodotto esiti encomiabili e soddisfacenti, guardando ai lavori realizzati dai corsisti. Credo che il portato maggiore dell’Academy sia il fatto che essa dà l’opportunità di entrare in un settore lavorativo di cui si parla molto spesso con romanticismo e fascino ma che rimane sempre ondivago e di cui per i neofiti è difficile capire le porte d’ingresso in una fase storicamente difficile per l’editoria”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Qui alcuni dei reportage vincitori della prima edizione del corso di reportage:<br><a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/strappati.html">Strappati</a><br><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-restauro-che-racconta-la-tragedia-del-libano.html">Sotto la polvere di una tragedia</a><br><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/con-il-vento-tra-i-capelli.html">Con il vento tra i capelli</a></p>
</blockquote>



<p><strong>E qui torniamo al pessimismo di cui parlavi&#8230;</strong></p>



<p>“L’editoria sta vivendo indubbiamente una fase di cambiamento radicale. Si parla spesso di fine del giornalismo e delle possibilità associate al fare di questa professione qualcosa di stabile. Ma l’Academy dimostra che non è vero. Bisogna però sapersi orientare”</p>



<p><strong>Insomma, il giornalismo è un mare complesso in cui bisogna navigare?</strong></p>



<p>“Esatto. L’Academy è in quest’ottica <strong>una bussola</strong> per imparare il mestiere del reporter, ora più che mai fondamentale in una fase storica in cui siamo travolti dall’informazione e abbiamo difficoltà a elaborarla. Bisogna scavare la superficialità, la natura asettica del racconto dell’altro da noi, limitato spesso a letture velocissime. L’Academy fa capire perché è necessario che ci sia chi in loco racconti gli altri e chi dia una dimensione diversa dell’altrove. Sia in realtà di crisi (guerre, carestie, sommovimenti) che laddove le storie da raccontare sono positive&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-407735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-600x222.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-768x284.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></figure>



<p><strong>Troppo spesso le redazioni sono state viste come un <em>sancta sanctorum </em>dai loro stessi inquilini. L’Academy spalanca le porte e spariglia le carte per tutti: quanto conta questo nel valore del corso?</strong></p>



<p>“Quello che l’Academy fa, ed è importante comprendere, è fondamentale. Infatti, in questo come altri corsi non si tratta di una mera serie di insegnamenti teorici, ma di un corso pratico che dà le chiavi per entrare in una redazione prima e gli strumenti per orientarsi nella professione poi. Con l&#8217;Academy si potranno incontrare grandi professionisti che hanno realizzato lavori importanti nel mondo dell&#8217;informazione e si potrà avere un accesso diretto al mestiere: si potranno pubblicare i lavori più interessanti che verranno realizzati. E io stesso realizzerò un reportage assieme al miglior alunno del corso. Tutto questo nel luogo dove una testata prende forma e vive quotidianamente&#8221;. </p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da InsideOver (@insideover)</a></p></div></blockquote> <script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<p><strong>Cosa apprenderanno gli alunni all&#8217;Academy?</strong></p>



<p>&#8220;Si darà la possibilità di sviluppare un’ampia conoscenza delle necessità di espressione nei vari registri comunicativi legati a ogni media, si insegnerà a usare i social per divulgare. Ma soprattutto a trovare le storie e a prepararsi a prendere un biglietto aereo per inseguire quella in cui più si crede. Che molto spesso si trova più vicino di quanto si creda: lo dimostra il fatto che molte delle storie nate dall’ultima Academy sono state realizzate in Italia. Sia che si voglia vivere di giornalismo seguendo il fuoco sacro della narrazione e sfidando gli scogli professionali, sia che si voglia creare un’ampia rete di contatti e professionisti del settore per raccontare come si sviluppa questo mestiere, è un’importante opportunità. E, ripeto, è fondamentale che il tutto avvenga all’interno di una redazione”.</p>



<p><strong>Altro che morte del giornalismo! C’è ancora molto da fare in questa professione, insomma…</strong></p>



<p>“L’Academy abbatte pregiudizi stereotipati sul giornalismo, destruttura i cattivi insegnamenti e i luoghi comuni che troppo spesso circolano sulla professione per raccontare la realtà dei fatti. Questo mestiere lo si può e lo si deve ancora fare: l’informazione precisa, approfondita e di qualità si può ancora fare. Un progetto avveniristico, romantico e controcorrente come InsideOver lo testimonia quotidianamente col suo lavoro”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="845" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-845x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-407926" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-845x1024.jpeg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-600x727.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-248x300.jpeg 248w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-768x930.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134.jpeg 936w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure>
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<p><strong>Daniele Bellocchio</strong> sarà il docente del corso per diventare reporter &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>Diventa reporter ora</strong></a>&#8220;: con lui imparerai tecniche e metodo di lavoro, scoprirai come fare un’intervista e costruire una rete di<br>contatti, come superare gli scogli più difficili, infine come scrivere il racconto. Ti seguirà passo passo nella realizzazione di un reportage che potrebbe essere pubblicato su InsideOver e ilGiornale.it.<br>Infine, potresti partire con lui per un realizzare un reportage tramite un assegnato. Quindi, che aspetti? <br><strong>PER INFO</strong>: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it</p>
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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/una-bussola-per-imparare-il-mestiere-daniele-bellocchio-racconta-il-senso-della-newsroom-academy.html">&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Siete andati oltre le mie aspettative&#8221;. Com&#8217;è andato il secondo ciclo della Newsroom Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/siete-andati-oltre-le-mie-aspettative-come-andato-il-secondo-ciclo-della-newsroom-academy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 08:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giunge al termine il secondo corso dell Newsroom Academy di InsideOver, tenuto dal reporter Daniele Bellocchio. Il corso, durato tre mesi, ha visto gli studenti cimentarsi nel mondo del giornalismo di reportage, confrontandosi continuamente con il docente per comprendere come costruire un reportage, come andare a caccia di storie e sviluppare il proprio progetto anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/siete-andati-oltre-le-mie-aspettative-come-andato-il-secondo-ciclo-della-newsroom-academy.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/siete-andati-oltre-le-mie-aspettative-come-andato-il-secondo-ciclo-della-newsroom-academy.html">&#8220;Siete andati oltre le mie aspettative&#8221;. Com&#8217;è andato il secondo ciclo della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/30042022-6M1A7456-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Giunge al termine il secondo corso dell <strong>Newsroom</strong> <strong>Academy</strong> di <em>InsideOver</em>, tenuto dal reporter <strong>Daniele Bellocchio</strong>. Il corso, durato tre mesi, ha visto gli studenti cimentarsi nel mondo del giornalismo di reportage, confrontandosi continuamente con il docente per comprendere come costruire un reportage, come andare a caccia di storie e sviluppare il proprio progetto anche in base alle esigenze delle redazioni. L&#8217;Academy ha ospitato alcuni de nomi più interessanti del panorama giornalistico italiano, che hanno raccontato la realtà attraverso una pluralità di linguaggi: testo, video, audio. Come il corso precedente anche qui i partecipanti avevano l&#8217;opportunità di pubblicare il proprio reportage realizzato sotto l&#8217;attenta e accurata supervisione del docente, e di realizzare un ulteriore progetto interamente finanziato da <em>InsideOver</em> e <em>ilGiornale.it</em>.</p>
<h2>Gli ospiti</h2>
<p>Il primo appuntamento è stato aperto dal reporter <strong>Fausto Biloslavo </strong>che con la sua decennale esperienza ha raccontato aneddoti e pratiche per diventare un reporter di guerra. L&#8217;incontro avvenuto con Fausto ha anticipato di poco la sua partenza per l&#8217;Ucraina, dove è rimasto due mesi.</p>
<p><strong>Marco Maisano</strong>, ex collaboratore di <em>InsideOver</em> e oggi autore e protagonista del programma &#8220;Piacere Maisano&#8221; ha partecipato alla seconda lezione<i>, </i>spiegando come costruire un reportage dal punto di vista visuale, partendo dalle basi fino ad arrivare allo sviluppo di video e contenuti visuali.</p>
<p><strong>Floriana Bulfon, </strong>terza ospite del corso, pluripremiata giornalista dell’<em>Espresso</em> è stata la terza ospite del corso<b>. </b>Floriana ha saputo coinvolgere tutti i partecipanti coi suoi racconti, parlando di tutto ciò che comporta essere una giornalista d&#8217;inchiesta del suo calibro. Gli studenti hanno imparato come accedere alle storie e quali sono i problemi di chi vuole portare avanti progetti investigativi anche in situazioni ad alto rischio.</p>
<p><strong>Giampaolo Musumeci,</strong> giornalista di esteri e oggi autore e conduttore dei programmi di Radio24 “Nessun luogo è lontano” e “Io sono il cattivo”<strong>, </strong>ha chiuso il ciclo di incontri con gli ospiti dedicando tutto il suo tempo ai più vari aspetti della realizzazione di un reportage, raccontando il suo punto di vista sul mestiere e le sue avventure come reporter.</p>
<h2>I progetti scelti</h2>
<p>Il livello dei lavori realizzati dalla classe è stato così alto che il vincitore non è stato solo uno ma ben cinque. &#8220;Siete andati oltre le mie aspettative&#8221;, ha confermato entusiasta Bellocchio chiudendo i lavori e preminado i partecipanti. Scopriamo però i talentosi vincitori di questa Academy:</p>
<ul>
<li><strong>Giulia Narisano</strong> ci porta a scoprire le vite delle persone sfollate dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova in un toccante racconto che esplora ricordi e attaccamento ad un quartiere ormai scomparso.</li>
<li><strong>Teresa Bernabè</strong> è entrata nella realtà della nazionale del cricket italiano che, con grande sorpresa di tutti, è composta esclusivamente da stranieri. I suoi componenti raccontano la passione per questo sport che però in Italia &#8220;resta invisibile e giudicato minore tra gli sport minori&#8221;, dice Teresa.</li>
<li>Un progetto ambizioso quello raccontato da <strong>Debora Corti</strong>, che indaga su come restituire il sorriso a bambini e adulti disabili attraverso la mototerapia. Questo è uno di quei progetti che esplora sia il dolore che la medicina al tempo stesso. Imperdibile.</li>
<li>Osservare la crisi libanese sotto un diverso punto di vista, questo ha fatto <strong>Isabel Demetz</strong> con la storia di un dipinto centenario di estremo valore che viaggia tra Italia e Libano per essere restaurato dopo l&#8217;esplosione nel porto di Beirut.</li>
<li><strong>Manuele Avilloni</strong> ci porta invece nel mondo del cyberbullismo, e in particolare dello Zanshin Tech, la disciplina con radici nelle arti marziali che insegna ai giovani come difendere il proprio Io digitale.</li>
</ul>
<p>Tutti temi e progetti degni di nota che non hanno lasciato indifferente la redazione e l&#8217;occhio attendo del docente Daniele Bellocchio, e che leggeremo a breve sulle pagine di InsideOver e ilGiornale.it.</p>
<h2>I progetti che verranno finanziati</h2>
<p>La redazione di <em>InsideOver</em> è sempre alla ricerca di nuovi progetti, di nuovi collaboratori per stimolare il lavoro e la grande passione che la caratterizza. Di qui la possibilità data ai ragazzi di finanziare i loro progetti. Sono tre quelli selezionati: il sovraffollamento delle Dolomiti, con tutte le conseguenze sull&#8217;ambiente e il turismo (Isabel Demetz); l&#8217;incubo delle cucine stellate, dove i giovani lavorano come in trincea (Giulia Narisano);  lo sconosciuto mondo del Wheelchair-karting (Debora Corti).</p>
<p><div id="gallery_355596" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_355596 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7467-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7467-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Giulia Narisano che coi suoi due progetti ha vinto pubblicazione e finanziamento <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7477-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7477-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Teresa Bernab\u00e8 col progetto del cricket<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7481-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7481-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Debora Corti e la mototerapia vincitori di pubblicazione e finanziamento <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7496-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7496-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Isabel Demetz vincitrice di pubblicazione e finanziamento <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7499-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7499-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Manuele Avilloni vincitore di pubblicazione e finanziamento <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7508-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7508-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Daniele Frison e i seminaristi <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7503-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/30042022-6M1A7503-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Simone Speciale e la storia del capperaio<\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Un&#8217;Academy ricca di passione, quella appena conclusa, che certamente arricchirà l&#8217;informazione di nuove, sorprendenti storie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/siete-andati-oltre-le-mie-aspettative-come-andato-il-secondo-ciclo-della-newsroom-academy.html">&#8220;Siete andati oltre le mie aspettative&#8221;. Com&#8217;è andato il secondo ciclo della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Un corso avveniristico, The Newsroom Academy è una scommessa in un sogno&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/un-corso-avveniristico-una-scommessa-in-un-sogno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Piergallini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 07:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1050" height="719" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-1024x701.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-768x526.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p>Daniele Bellocchio ci spiega come nasce il corso per diventare reporter e come è strutturato</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/un-corso-avveniristico-una-scommessa-in-un-sogno.html">&#8220;Un corso avveniristico, The Newsroom Academy è una scommessa in un sogno&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1050" height="719" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-1024x701.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-768x526.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p><p>Tra i vari corsi proposti da The Newsroom Academy, quello di Daniele Bellocchio è rivolto a chi vuole intraprendere la professione del giornalista o del reporter e a chi ha il desiderio di ampliare le proprie conoscenze in questo ambito. Grazie al contributo di illustri professionisti, i partecipanti avranno modo di interfacciarsi con una pluralità di linguaggi e con le loro peculiarità tecniche coniugando aspetti teorici, pratici e creativi. Nato a Lodi nel 1989, è giornalista pubblicista e dal 2012 si occupa in modo costante di Africa. Ha raccontato le principali crisi e guerre del continente africano e ha realizzato reportage anche in Centro-America, Balcani, Caucaso ed Oriente. I lavori, pubblicati dalle più importanti testate italiane e straniere, sono stati vincitori di svariati premi giornalistici e nel 2016 la medaglia di stato per meriti giornalistici in Nagorno Karabakh, con la motivazione «onestà nel raccontare la guerra nella regione caucasica del Nagorno Karabakh».</p>
<p><strong>Come nasce la tua collaborazione con <em>InsideOver</em>?</strong></p>
<p>Ho iniziato a collaborare con <em>InsideOver</em> più o meno quando l’idea è nata. All’epoca il progetto si chiamava <em>Gli occhi della guerra</em>. Io ero già un giornalista freelance e lavoravo con Marco Gualazzini. Insieme abbiamo visto la nascita di<em> InsideOver</em>, promossa da dei nomi del giornalismo che per me sono delle icone imprescindibili come, ad esempio, Fausto Biloslavo, Gian Micalessin e Pozzo*. Interessato all’idea, con un fare molto timido avevo provato a mandare, insieme a Gualazzini, una email di presentazione a <em>Gli occhi della guerra</em> con lo scopo di organizzare magari un incontro. Siamo rimasti particolarmente stupiti perché la redazione ci ha subito accolto e, molto tranquillamente, ci ha invitati per un colloquio. Ci siamo presentati, abbiamo mostrato il nostro portfolio e abbiamo proposto delle idee. All’epoca era stata organizzata una serie di reportage sui cristiani perseguitati in alcune zone dell’Africa e noi in quell’occasione avevamo proposto un lavoro che era un po’ l’inverso di questo trend: un reportage sui musulmani perseguitati nella Repubblica Centroafricana dove era in corso un durissimo conflitto. Con enorme stupore, questo reportage ci è stato approvato pur essendo un’idea che andava contro corrente e da lì è nato tutto. Ricordo che rimasi particolarmente colpito dall’enorme attenzione che questa giovane redazione riservava ai giornalisti freelance. Ci hanno infatti detto di partire e ci hanno supportati completamente. Così è iniziato il nostro rapporto di collaborazione, che dura ormai dal 2014.</p>
<p><strong>In che modo si svolgerà il corso di giornalismo e reportage e quali sono, secondo te, i suoi punti di forza?</strong></p>
<p>Partiamo dai punti di forza. È un corso che io definisco avveniristico, come lo è la tradizione di <em>InsideOver</em> che, per certi versi, è una scommessa in un sogno. In un mondo in cui ci si lamenta della mancanza di spazi per i giornalisti freelance, mancanza di giornalisti sul campo e in un mondo in cui si parla di crisi dell’editoria questa redazione davvero futuristica decide invece d&#8217;investire su quella che è l’identità e il DNA puro del mestiere del giornalista: andare sul campo. Sul solco del lavoro inaugurato da <em>InsideOver</em>, The Newsroom Academy offre qualcosa di unico: non è solo un corso accademico e didattico, ma è un corso anche tecnico e pratico. Non ci si limita soltanto a raccontare cosa è il giornalismo e come si dovrebbe fare, ma vuole fornire gli strumenti per poterlo fare. Quindi il suo punto di forza è proprio questo: si impara a fare giornalismo, si apprendono tutte le peculiarità di questo mestiere, si acquisisce una serie di linguaggi e, allo stesso tempo, si viene accompagnati praticamente nella realizzazione di un reportage che, se selezionato, verrà pubblicato sul sito di <em>InsideOver</em> e de <em>ilGiornale.it</em>. È davvero un’occasione unica. Dove è possibile trovare una proposta così audace e una redazione che voglia investire sui giovani per farli diventare dei professionisti?</p>
<p>Nello specifico, il mio corso si svolgerà cercando d&#8217;insegnare cosa è il giornalismo oggi e come deve essere fatto un reportage. Si partirà dalle differenze che sussistono tra le diverse forme di linguaggio: scrittura, video e podcast. Tutto ciò verrà realizzato con l’aiuto di professionisti del settore come Fausto Biloslavo, storico reporter italiano, Marco Maisano, volto noto delle Iene e oggi autore e protagonista del programma Piacere Maisano, Floriana Bulfon, pluripremiata giornalista d’inchiesta e autrice del libro “Casamonica. La storia segreta” e Giampaolo Musumeci, giornalista specializzato negli esteri e oggi autore dei programmi di Radio 24 “Nessun luogo è lontano” e “Io sono il cattivo”. Grazie a queste figure, si inviteranno i partecipanti a utilizzare diversi linguaggi, a prenderne pieno controllo e a padroneggiare nuovi mezzi di comunicazione. Li si guiderà verso la realizzazione di un reportage partendo dalle basi: che cosa è una storia, come la si trova e come la si realizza. Sarà un corso approfondito, lungo e si cercherà di non limitarsi a fare del semplice nozionismo. L’obiettivo è fare in modo che chi si iscrive alla fine del corso possa dire “posso essere un giornalista”.</p>
<p><strong>Hai fatto riferimento ai professionisti che parteciperanno con te al corso. Perché sono stati scelti proprio loro?</strong></p>
<p>Sono stati scelti perché sono professionisti di altissimo livello che riescono a raccontare il mondo del giornalismo in modo molto eterogeneo. Vengono da settori diversi per linguaggi, vissuti e specializzazioni. Come accennavo prima, abbiamo uno dei maestri nell’ambito dei reportage di guerra, Fausto Biloslavo, che ha vissuto le diverse fasi dell’evoluzione dei linguaggi nel mondo del giornalismo e che quindi sarà capace di raccontare ai partecipanti come questo mestiere è cambiato e come si fa il reporter sul campo. Marco Maisano ha invece vissuto diverse esperienze a livello televisivo ed è poi riuscito a creare il suo format. Il suo linguaggio funziona ed è accattivante anche per quella fascia di pubblico che è attratto da un giornalismo che potremmo definire un po’ più social, girato in presa diretta. Floriana Bulfon è una delle più grandi giornaliste d’inchiesta italiane e nessuno meglio di lei può insegnare come si conduce un’inchiesta e come avvicinarsi alle realtà di sofferenza e disagio presenti nel nostro Paese. Infine, Gianpaolo Musumeci ha dedicato una vita agli esteri, fino ad arrivare a scrivere e produrre un programma radiofonico tutto incentrato sulla politica internazionale. Io credo che con un parterre di docenti di questo tipo ci sia solo tanto da imparare.</p>
<p><strong>I linguaggi e le modalità di narrare una storia all’interno del mondo del giornalismo sono in costante evoluzione. Quali sono gli strumenti fondamentali da acquisire per poter fare oggi il mestiere del giornalista?</strong></p>
<p>Io credo che esistano degli strumenti imprescindibili per chiunque voglia fare il giornalista: una profonda curiosità ed una passione che sia più forte di ogni scoramento. Questo è infatti un mestiere che porta a dover affrontare situazioni di forte dispiacere e frustrazione nel momento in cui, ad esempio, si vede andare in frantumi un viaggio per un visto negato. Capita a tutti, a me è capitato molte volte. In questi momenti è necessaria una grande pervicacia che possa aiutare a superare le delusioni. Allo stesso tempo, bisogna rimanere umili per potersi interrogare sul mondo in modo genuino e disinteressato. Disinteressato nel senso di non pensare mai di aver ragione in assoluto e senza voler raccontare la storia degli altri partendo unicamente dal proprio punto di vista. Bisogna invece “acculturarsi” con il fine di imparare a conoscere e raccontare le storie degli altri. Queste, secondo me, sono delle componenti uniche che bisogna avere e che magari si potranno coltivare proprio durante questo workshop attraverso letture, riflessioni e confronti.</p>
<p>Per quanto riguarda l’aspetto più meccanico: il giornalismo si è evoluto moltissimo. Ha vissuto una profonda trasformazione. Non possiamo arrenderci al cambiamento del tempo, sarebbe una contraddizione. Piuttosto, dobbiamo imparare a maneggiare il presente. E dunque come si fa giornalismo oggi? Il giornalismo oggi ha tanto ampliato i suoi linguaggi quanto ha ridotto all’osso gli strumenti per poter raccontare il mondo. Talvolta basta un buon telefono per poter fare video, fotografie e registrazioni. Ciò che davvero fa la differenza è il valore della storia, come la si racconta e il proprio sguardo nel raccontarla. Durante il corso si parlerà dunque anche degli aspetti più tecnici, di come si realizza un video, di come muoversi agilmente senza dover sovraccaricarsi di attrezzature e, soprattutto, come si fa a portare a casa un prodotto professionale, spendibile e che sia accattivante anche per il lettore, portandolo proprio là dove è stato il giornalista.</p>
<p><strong>Nel corso della tua carriera ti sei occupato prevalentemente, anche se non solo, di Africa. Da dove nasce il tuo attaccamento per questa terra?</strong></p>
<p>Non so dirti se sia stato io ad andare verso l’Africa o se l’Africa sia venuta a me. Ero giovanissimo. Mi sono trovato a viaggiare nel continente africano a 22 anni con Marco Gualazzini, che ho avuto modo d&#8217;incontrare tramite conoscenze comuni. Io volevo iniziare a fare il giornalista e a occuparmi di esteri. Ero alla ricerca di un fotografo e ho trovato lui che aveva già portato a termine diversi lavori. Ci si è presentata un’occasione unica: quella di andare nel 2012 a Mogadiscio. È stata una grande scommessa su noi stessi poiché all’epoca Mogadiscio era un posto inaccessibile e pericoloso. Ci siamo incontrati e abbiamo deciso di affrontare insieme questa avventura che ci ha aperto mille universi e che ci ha portato innumerevoli riconoscimenti a livello professionale. Dopo quello che è stato il nostro battesimo in terra africana abbiamo deciso di concentrarci per molto tempo sull’Africa, un continente in evoluzione, difficile, pregno di contraddizioni e difficoltà. Un continente per certi aspetti feroce, ma anche ricco di umanità dove sicuramente ci sono le componenti per imparare a fare bene questo mestiere.</p>
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