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	<title>Curdi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 30 Dec 2020 09:33:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Curdi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Attacco ad Ain Issa: i curdi presi tra Russia e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/attacco-ad-ain-issa-i-curdi-presi-tra-russia-e-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quasi due settimane la città di Ain Issa, nel nord della Siria, è sotto il fuoco dell’Esercito siriano libero (Nsa), una formazione sostenuta dalla Turchia che si oppone al presidente Bashar al Assad. L’area è di particolare importanza per Ankara e i suoi alleati in quanto si trova nei pressi della M4 &#8211; l’autostrada &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-ad-ain-issa-i-curdi-presi-tra-russia-e-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Curdi-in-Siria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div>
<p>Da quasi due settimane la città di Ain Issa, nel nord della Siria, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/12/27/civilians-flee-ain-issa-ne-syria-as-clashes-escalate" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è sotto il fuoco</a> dell’<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esercito siriano libero</a> (Nsa), una formazione sostenuta dalla Turchia che si oppone al presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bashar al Assad</a>. L’area è di particolare importanza per Ankara e i suoi alleati in quanto si trova nei pressi della <strong>M4</strong> &#8211; l’autostrada che collega Hasaka e Latakia, passando per Aleppo, Idlib e Raqqa &#8211; e il cui controllo garantirebbe un grande vantaggio alle forze dell’opposizione.</p>
<p>La città inoltre è ancora nelle mani delle <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Syrian Democratic Forces</a> (Sdf), le milizie curdo-arabe contro cui Ankara ha lanciato diverse operazioni fin dallo scoppio della guerra in Siria e considerate una minaccia per la sicurezza della Turchia. Gli attacchi degli ultimi giorni, quindi, servono anche ad allontanare ulteriormente le forze curde dalla linea di confine, come già successo nel 2019 con l’operazione Sorgente di pace. Obiettivo ultimo della Turchia è aggiungere Ain Issa alla cosiddetta <em>safe zone</em> che attualmente si estende da Tell Abyad e Ras al-Ain, avvicinandosi così alle città di <strong>Manbij e Kobane</strong>.</p>
<p>La Turchia però non è l’unica interessata ad aumentare la propria presenza nel nord della Siria. Anche Russia e Damasco vogliono riprendere il controllo della parte settentrionale del Paese e nel farlo stanno cercando di sfruttare la debolezza dei curdi a proprio favore. Mosca ha infatti proposto alle Sdf di cedere alle forze russe il controllo di Ain Issa per fermare l’avanzata delle milizie filo-turche e salvare così la vita alla popolazione civile. Le Sdf però temono che una volta presa Ain Issa, la Russia possa decidere di avanzare verso le regioni circostanti: secondo Riad Darar, co-presidente del Consiglio democratico siriano, il braccio politico delle Sdf, Mosca e Damasco stanno ricattando i curdi per raggiungere i propri obiettivi.</p>
<p>Tuttavia, nessuno degli attori in campo sembra seriamente intenzionato a lanciare un’operazione di larga scala, almeno non nei prossimi mesi. La Turchia sta aspettando l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a>, per capire quale sarà la posizione di Washington nei suoi confronti e anche la Russia si sta muovendo con cautela nell’area data la vicinanza delle forze statunitensi alle sue postazioni.</p>
<h2>Il memorandum di Sochi</h2>
<p>Se Ain Issa dovesse effettivamente passare nelle mani di Mosca e Damasco, la Russia potrebbe allentare la presa sulla regione di Idlib, ma secondo diversi analisti la Turchia potrebbe spingersi ben oltre e chiedere alla Russia una revisione del <strong>memorandum di Sochi</strong> e dell’accordo su Idlib.</p>
<p>Il memorandum, negli articoli 3 e 5, prevede il ritiro delle Sdf anche da Minbij e dalla regione di Tell Rifat, ma ad oggi le forze curde sono ancora presenti in entrambe le aree all’interno del cosiddetto Consiglio militare, in violazione quindi dell’accordo preso tra Russia e Turchia nel 2019. Mosca dunque non è riuscita a far sì che i curdi rispettassero del tutto il memorandum e ciò ne indebolisce la posizione nei confronti della Turchia, che è tornata a fare leva sul testo dell’accordo per fare pressioni su Mosca. Ankara infatti giustifica le sue violazioni dell’accordo su Idlib con la mancata implementazione del memorandum da parte della Russia. Per uscire da questa impasse, le parti potrebbero rivedere il memorandum di Sochi alla luce dell’attuale situazione sul campo, dato che l’accordo fu siglato nel momento in cui l’abbandono della Siria da parte degli Usa sembrava ormai certa.</p>
<h2>Il costo umanitario</h2>
<p>Intanto, almeno 9.500 persone <a href="https://rojavainformationcenter.com/2020/12/translation-report-on-the-humanitarian-situation-in-ain-issa-as-of-20-december-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno abbandonato</a> l’area di Ain Issa per cercare rifugio in altre zone della Siria. La maggior parte degli sfollati interni si è diretta verso la città di Raqqa, nel sud, ma durante i bombardamenti delle forze filo-turche  almeno 38 civili sono stati feriti e 8 membri delle Sdf hanno perso la vita.</p>
<p>I nuovi sfollati sperano di poter fare presto ritorno alle loro case, considerando tutte le difficoltà che la vita nei campi profughi comporta, soprattutto nel momento in cui il Paese è alle prese con una crisi economica senza fine e con la pandemia da <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a>.</p>
</div>
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		<title>Cosa significa l&#8217;escalation tra Russia e Turchia per i curdi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-significa-lescalation-tra-russia-e-turchia-per-i-curdi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2020 09:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Convogli militari turchi verso Idlib (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-1024x662.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 2020 si è aperto con l’avanzata delle forze governative siriane su Idlib, ultima regione ancora in mano a ribelli e milizie jihadiste cooptate dalla Turchia. L’area è stata suddivisa nel 2018 in due de-escalation zone sotto il controllo russo e turco con l’obiettivo di limitare gli scontri e liberare Idlib dagli estremisti, ma la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-significa-lescalation-tra-russia-e-turchia-per-i-curdi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Convogli militari turchi verso Idlib (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Convogli-militari-turchi-verso-Idlib-1024x662.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 2020 si è aperto con <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/02/erdogan-turkey-target-syrian-gov-forces-200212083817770.html" target="_blank" rel="noopener">l’avanzata delle forze governative siriane su Idlib</a>, ultima regione ancora in mano a ribelli e milizie jihadiste cooptate dalla Turchia. L’area è stata suddivisa nel 2018 in due <em>de-escalation zone</em> sotto il controllo russo e turco con l’obiettivo di limitare gli scontri e liberare Idlib dagli estremisti, ma la regione alla fine si è trasformata nell’ennesimo campo di battaglia tra le forze coinvolte nella quasi decennale <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>guerra siriana</strong></a>. La situazione è peggiorata a fine gennaio, quando otto soldati turchi sono stati uccisi in un’operazione condotta dalle forze russo-siriane.</p>
<p>Il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Recep Tayyip Erdogan</strong></a> ha ordinato un immediato contrattacco e minacciato di rispondere con maggiore forza se l’esercito governativo non si ritirerà entro la fine del mese. Ad oggi, Assad è riuscito a riprendere il controllo di una vasta area lungo l’autostrada M5, <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-i-siriani-hanno-nuovamente-in-mano-l-autostrada-m5.html" target="_blank" rel="noopener">importante via di collegamento tra Damasco e Aleppo</a>, città su cui il regime spera di mettere presto le mani per sottrarla ai miliziani che ancora la occupano. Una simile prospettiva però non piace al presidente Erdogan, che vorrebbe invece frenare l’avanzata siriana. Il timore quindi è che si arrivi a uno <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-colloquio-telefonico-tra-putin-ed-erdogan-su-idlib.html" target="_blank" rel="noopener">scontro diretto in territorio siriano tra la Russia e la Turchia</a>, che pur trovandosi su fronti opposti sono riuscite fino ad oggi a scongiurare un simile scenario, trovando ogni volta un punto di incontro. Immaginare cosa accadrà entro la fine del mese non è facile e molto dipende dalla capacità di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener">Vladimir Putin</a></strong> ed Erdogan di trovare un nuovo compromesso. A guardare a Idlib però non è solo la comunità internazionale, ma anche i curdi.</p>
<h2>Cosa ci guadagnano i curdi</h2>
<p>Nel criticare l’avanzata governativa su Idlib e nel lanciare il suo ultimatum a Damasco, Erdogan ha minacciato anche un nuovo intervento nel nord-est contro le forze curde. Non a caso nei giorni scorsi si sono registrati nuovi attacchi contro le città di Tell Abyad e Ras al Ain, già sotto controllo militare turco a seguito dell’operazione Sorgente di pace lanciata dalla Turchia il 9 ottobre. Le milizie cooptate dalla Turchia in quest’ultimo caso non hanno ottenuto risultati particolarmente brillanti, non essendo riusciti a sottrarre altro territorio alle <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html" target="_blank" rel="noopener">Forze democratiche siriane</a>, che nel mentre sono passate dal campo di battaglia a quello diplomatico. Nei giorni scorsi <a href="https://www.kurdistan24.net/en/news/6f0891b5-de51-48a9-8a16-5bd4e43adb49" target="_blank" rel="noopener">l’Amministrazione del Rojava ha infatti incontrato i rappresentati del regime siriano</a> nella base militare russa di Hmeimim dietro iniziativa della Russia, segno di un ulteriore riavvicinamento tra curdi e siriani.</p>
<p>Le Sdf, come confermato da alcune fonti ad <em>Al-Monitor</em>, continuano ad avere ben poca fiducia negli Stati Uniti e vedono in un accordo con Putin e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bashar al Assad</strong></a> una possibilità per tutelare l&#8217;autonomia del Rojava e della sua popolazione. Ed è qui che entra in gioco la nuova escalation tra Russia e Turchia. Se la tensione dovesse continuare a salire e si arrivasse a un confronto diretto tra le due potenze, i curdi si sono detti pronti a intervenire a sostegno delle forze di Assad. Nello specifico, la loro idea è di aprire un secondo fronte di scontro con le truppe di Ankara nell’area compresa tra Tell Rifaat-Manbij-Jarablus e di attaccare le milizie filo-turche presenti nel nord-est. Inoltre, in caso di escalation, la Russia dovrebbe essere meno tollerante nei confronti della presenza turca nel Rojava, rendendo quindi più facile la resistenza curda a danno delle forze sostenute da Ankara. Se invece la tensione dovesse rientrare, le Sdf avrebbero ben poco da guadagnare. La Russia non avrebbe alcun interesse nell&#8217;avallare le richieste politiche dei curdi, né nel limitare i movimenti delle milizie fedeli alla Turchia o della Turchia stessa nel nord-est. Le prossime settimane saranno decisive per tutte le forze coinvolte nella guerra in Siria.</p>
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		<title>Perché Manbij e la M4 sono così importanti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-manbij-e-la-m4-sono-cosi-importanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 08:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Manbij]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Una safe zone che da Kobane, nel nord-ovest dalla Siria, arrivi fino al confine con l&#8217;Iraq, passando per la città cristiana di Qamishlo: è questo l&#8217;obiettivo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Un piano di cui il reìs non ha mai fatto mistero e che ha anzi mostrato al mondo intero durante il summit dell&#8217;Assemblea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-manbij-e-la-m4-sono-cosi-importanti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Ingresso%20a%20Manbij-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>Una <em>safe zone</em> che da Kobane, nel nord-ovest dalla <strong>Siria</strong>, arrivi fino al confine con l&#8217;Iraq, passando per la città cristiana di Qamishlo: è questo <a href="https://it.insideover.com/politica/bomba-migranti-siria.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;obiettivo</a> del presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>. Un piano di cui il reìs non ha mai fatto mistero e che ha anzi mostrato al mondo intero durante il summit dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu. Minacciando ancora una volta un&#8217;incursione militare al confine con la Siria, avviata il 9 ottobre dopo il ritiro americano, il presidente turco reggeva tra le mani una cartina in cui era segnata con una spessa linea rossa la <em>safe zone</em> tanto agognata e che va da Derik fin oltre la città di Kobane.</p>
<p>A guardar bene la <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/10/turkey-united-states-syria-can-erdogan-realize-his-plans.html" target="_blank" rel="noopener">mappa mostrata alle potenze internazionali riunitesi a New York</a> e non solo, è impossibile non notare che la linea tratteggiata da Erdogan corre lungo la <strong>M4</strong>, autostrada che dal confine con l&#8217;Iraq passa per la città di <strong>Manbij</strong> fino ad arrivare a Idlib e Latakia. Parliamo quindi di un&#8217;arteria strategica per tutti gli attori coinvolti nel conflitto siriano: sia il regime di Damasco, che i curdi e lo stesso presidente turco hanno bisogno di controllare la M4 e alcune particolari città attraversate dall&#8217;autostrada per portare avanti i loro obiettivi.</p>
<h2>L&#8217;autostrada M4</h2>
<p>L&#8217;autostrada M4 attraversa la Siria dall&#8217;Iraq fino a Latakia, città nei cui pressi sorge la base aerea russa di Hmeimim, passando per Aleppo. Si tratta di un&#8217;arteria stradale tra le più importanti della Siria, soprattutto dall&#8217;inizio della guerra civile nel Paese. La M4 infatti è una <strong>rotta commerciale</strong> il cui controllo permetterebbe al presidente Assad di migliorare l&#8217;economia siriana, puntando prima di tutto sul commercio con il vicino Iraq e in generale con l&#8217;estero. Ma questa specifica autostrada è strategicamente rilevante anche per i curdi: la M4 passa per quello che fino a prima dell&#8217;ennesimo intervento turco era il territorio più a nord del Rojava e fungeva quindi da via di rifornimento e collegamento tra le città sotto il controllo dell&#8217;Amministrazione autonoma e delle Sdf. Anche la Turchia, come detto, ha puntato da tempo gli occhi sull&#8217;autostrada: la M4 nel suo tratto più ad ovest passa per <strong>Idlib</strong>, quindi il suo controllo attualmente permetterebbe ad Ankara non solo di isolare una parte del Rojava dal resto del territorio in mano ai curdi, ma darebbe a Erdogan la possibilità di blindare il confine tra Siria e Turchia istituendo a tutti gli effetti una <em>safe zone</em> di più di 30 km di profondità. Secondo quanto riferito dal <em>Rojava Information Center</em>, al 17 ottobre l&#8217;esercito turco sarebbe riuscito a conquistare la parte di M4 che va da <strong>Til Temir fino ad Ain Issa</strong>, ma il controllo dell&#8217;area non è stato ancora del tutto consolidato e gli scontri sono tuttora in corso. Se la Turchia dovesse effettivamente riuscire a imporsi su questa parte di autostrada isolerebbe <strong>Qamishlo</strong> e la zona più a nord-est del Rojava da Manbij, che si trova invece ad ovest.</p>
<h2>L&#8217;importanza di Manbij</h2>
<p>Manbij è attualmente nelle mire della Turchia, così come in quelle di Damasco. Controllata dal 2016 dalle Sdf dopo essere finita nelle mani dell&#8217;Isis nel 2014 e ancora prima, nel 2012, dei ribelli anti-Assad, Manbij è una città a maggioranza araba che sorge lungo la M4 e nelle vicinanze del cantone di Afrin. La sua presa è di fondamentale importanza per la Turchia: una volta stabilito il controllo sull&#8217;area che da Serekanyie (leggi Til Temir) fino ad Ain Issa, sarebbe nell&#8217;interesse di Ankara arrivare fino a Manbij e da lì fino a Idlib, costeggiando anche il cantone di Afrin. Così facendo la Turchia riuscirebbe a unire i territori sotto il suo controllo &#8211; diretto e indiretto &#8211; garantendosi quella fascia di sicurezza la cui istituzione è obiettivo primario dell&#8217;operazione Sorgente di pace.</p>
<p>Attualmente però il progetto di Erdogan sembra destinato a restare un sogno di gloria difficilmente realizzabile. Le aree intorno a Manbij (e Kobane) sono pattugliate dalle truppe di Damasco con l&#8217;ausilio della Russia, secondo quanto stabilito dall&#8217;accordo raggiunto tra le Sdf e Assad a seguito dell&#8217;offensiva turca, per tanto non sembrano esserci margini di manovra per l&#8217;esercito di Ankara. La sorte di Manbij e la presenza delle truppe curde saranno decise più sul piano diplomatico che non su quello militare e una delle ipotesi è che Damasco (e Mosca) costringa le Sdf a lasciare la città per evitare l&#8217;avanzata turca. In questo modo Assad potrebbe mettere definitivamente le mani su un ulteriore porzione di territorio siriano perso ben sette anni fa sottraendolo ai curdi.</p>
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