<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Claudio Descalzi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/claudio-descalzi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/claudio-descalzi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 04:44:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Claudio Descalzi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/claudio-descalzi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Gas russo, boom di importazioni in Europa: Spagna in vetta con +124%</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gas-russo-boom-di-importazioni-in-europa-spagna-in-vetta-con-124.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 04:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=513459</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-600x305.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante le sanzioni annunciate, il Vecchio Continente rimane il primo cliente di Mosca. Madrid guida la corsa agli acquisti (+124% a marzo)</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-russo-boom-di-importazioni-in-europa-spagna-in-vetta-con-124.html">Gas russo, boom di importazioni in Europa: Spagna in vetta con +124%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415143230623_a370220f98817be6fae2431e006df7d6-1-e1776256486257-600x305.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Europa predica bene ma razzola male. A pochi mesi dall’entrata in vigore del tanto sbandierato <strong>divieto alle importazioni di gas naturale liquefatto (LNG) russo</strong>, fissato per il 1° gennaio 2027, i dati dei flussi commerciali raccontano una storia diametralmente opposta. Secondo una nuova analisi del think tank finlandese <em>Centre for Research on Energy and Clean Air </em>(CREA), <a href="https://www.berliner-zeitung.de/wirtschaft-verantwortung/russisches-lng-boomt-in-spanien-importe-steigen-um-124-prozent-li.10030308" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/wirtschaft-verantwortung/russisches-lng-boomt-in-spanien-importe-steigen-um-124-prozent-li.10030308">riportata dalla <em>Berliner Zeitung</em></a>, l’Unione Europea non solo non ha ridotto la dipendenza ma sta anzi incrementando gli acquisti, con la <strong>Spagna</strong> in veste di nuovo grande acquirente.</p>



<p>A marzo, le importazioni di LNG russo in <strong>Spagna</strong> sono letteralmente esplose: <strong>+124% rispetto a febbraio</strong>, per un valore di circa <strong>355 milioni di euro</strong>. Il terminale di Bilbao ha fatto da traino, mentre l’impianto di Sagunto ha ricominciato a ricevere carichi russi per la prima volta da agosto 2024. Con questi numeri, Madrid ha scavalcato Parigi, diventando il primo importatore europeo del combustibile del Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Europa, migliore cliente di Mosca</strong></h2>



<p>Il caso spagnolo non è isolato ma il sintomo di una tendenza di fondo. Nonostante la retorica bellica e le pressioni per smantellare il “regime di Putin”, il think-tank finlandese rivela che <strong>circa il 49% delle esportazioni mondiali di LNG russo finisce proprio nei porti europei</strong> – una quota doppia rispetto a quella che arriva in Cina. <strong>Francia</strong> e <strong>Belgio</strong> restano attori di primo piano (<strong>287 e 219 milioni di euro rispettivamente</strong>), mentre l’Ungheria si conferma fedelissima al gasdotto <em>TurkStream</em>, con acquisti fossili da Mosca per 297 milioni di euro, piazzandosi al secondo posto nell’Ue.</p>



<p>Di fronte a questo scenario paradossale – sanzioni annunciate e acquisti in forte aumento – il fronte industriale europeo inizia a creparsi. A gettare benzina sul fuoco è stato il numero uno del colosso energetico italiano <strong>Eni, Claudio Descalzi</strong>, con un intervento che suona come un ultimatum a Bruxelles. <a href="https://it.insideover.com/energia/descalzi-lenergia-e-il-ritorno-alla-realta-quando-lideologia-si-scontra-con-la-guerra.html" type="link" id="https://it.insideover.com/energia/descalzi-lenergia-e-il-ritorno-alla-realta-quando-lideologia-si-scontra-con-la-guerra.html">Come ha spiegato Giuseppe Gagliano su <em>InsideOver</em></a>, le parole di Descalzi sono un vero e proprio bagno di realismo.</p>



<p>«Io penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di LNG che vengono dalla Russia», ha dichiarato Descalzi. Il ragionamento del manager è dettato da un sano pragmatismo:&nbsp;<strong>chi produrrà quei 20 miliardi di metri cubi che mancheranno?</strong>&nbsp;«Dal Qatar ci mancano 6,5 miliardi di metri cubi di gas – ha spiegato –. Ma chi va a produrre questi 20 miliardi dalla Russia?». Per Descalzi, in una fase di «situazione straordinaria» come quella attuale, mantenere una <strong>posizione radicale e dogmatica rischia di essere autolesionista</strong>. «Sospendiamo un attimo di darci martellate in testa? Riprendiamo dopo, quando abbiamo l’elmetto!», ha esclamato, lanciando anche un appello a rivedere il sistema Ets (il mercato del carbonio). «Non dico che deve essere cancellata, ma deve essere sospesa o redistribuita, per non penalizzare un settore industriale che già deve pagare molto l’energia». </p>



<p>E la posizione del governo italiano? La premier <strong>Giorgia Meloni</strong> ha replicato dal Vinitaly di Verona, affermando: «Non dobbiamo dimenticare, benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che noi abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è alla fine l&#8217;arma più efficace che abbiamo per costruire pace, per cui dobbiamo<strong>&nbsp;fare molto attenzione</strong>&nbsp;a come ci muoviamo», ha risposto. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso tedesco e l’effetto Iran</strong></h2>



<p>Mentre l’Italia chiede pragmatismo, <strong>la Germania assiste inerme</strong>. Berlino, ufficialmente, non importa più gas russo. Tuttavia, il colosso statale <strong>Sefe</strong> (ex Gazprom Germania) ha ancora un contratto valido per l’LNG artico. Il gas arriva in Europa via altri terminali e, in vista del bando del 2027, Sefe si è già trincerata dietro la clausola di <em>Force Majeure</em>, cercando riparo sotto l’ala del ministero dell’Economia guidato da Katherina Reiche (Cdu).</p>



<p>La molla dell’impennata delle importazioni è anche congiunturale. Il think tank Crea sottolinea che le entrate fiscali di Mosca da fonti fossili <strong>sono balzate del 52% a marzo rispetto al mese precedente</strong>, non tanto per un aumento dei volumi (+16%), quanto per l’impennata dei prezzi legata alle tensioni in Iran. Paradossalmente, dunque, la sciagurata guerra Usa-Israele contro la Repubblica Islamica è stata anche un regalo, almeno da questo punto di vista, per le casse del Cremlino. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-russo-boom-di-importazioni-in-europa-spagna-in-vetta-con-124.html">Gas russo, boom di importazioni in Europa: Spagna in vetta con +124%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mozambico: Coral North, il progetto Eni in Mozambico che preoccupa l&#8217;ONU e le Ong</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/mozambico-coral-north-il-progetto-eni-in-mozambico-che-preoccupa-lonu-e-le-ong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=513167</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo impianto FLNG di Eni a Cabo Delgado è al centro delle critiche degli esperti ONU per violazioni dei diritti umani e impatto climatico. Eni sottolinea l’allineamento agli standard ambientali e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/mozambico-coral-north-il-progetto-eni-in-mozambico-che-preoccupa-lonu-e-le-ong.html">Mozambico: Coral North, il progetto Eni in Mozambico che preoccupa l&#8217;ONU e le Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Un impianto galleggiante di liquefazione del gas naturale all&#8217;avanguardia». È così che Eni definisce il suo <strong>progetto Coral North FLNG </strong>— acronimo che sta per <em>Floating Liquefied Natural Gas</em>, cioè “gas naturale liquefatto galleggiante” —,  avviato in acque profonde al largo di Cabo Delgado, a Nord del Mozambico, dove la multinazionale è presente dal 2006. Lo scorso ottobre il colosso italiano dell’energia e i suoi partner hanno raggiunto la Decisione Finale d&#8217;Investimento alla presenza del Presidente del Mozambico Daniel Francisco Chapo e dell&#8217;Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi. Ma Coral North resta un progetto controverso e di recente ha incassato anche il <strong>parere critico delle Nazioni Unite</strong>, come denuncia l’organizzazione BankTrack.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ONU avverte: Coral North rischia di violare diritti umani</strong></h2>



<p>Coral North è il secondo progetto di Eni in Mozambico e il secondo impianto FLNG su larga scala realizzato in acque ultra-profonde a livello mondiale, dopo Coral South, quest’ultimo operativo dal 2022. Con <strong>una capacità di liquefazione di 3,6 milioni di tonnellate all&#8217;anno</strong>, il nuovo impianto porterà la produzione complessiva di GNL del Mozambico a superare i 7 milioni di tonnellate all&#8217;anno, rendendo il Paese il terzo produttore in Africa.&nbsp;</p>



<p>«Con Coral North contribuiremo a soddisfare la crescente domanda mondiale di GNL, raddoppiando sia il contributo del Mozambico alla sicurezza energetica globale, sia i benefici per il Paese e i suoi cittadini in termini di crescita economica e industriale», ha sottolineato Descalzi. Parole che, tuttavia, sembrano essere contraddette da <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/03/mozambique-un-experts-concerned-african-development-bank-funding-floating">una serie di aspetti critici rilevati da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite</a> i quali, commentando il prestito da 150 milioni di dollari concesso dalla Banca africana di sviluppo per lo sviluppo di Coral North, hanno dichiarato che «il progetto rischia di aggravare le violazioni dei diritti umani, contribuire al cambiamento climatico e distogliere scarsi fondi pubblici da investimenti urgentemente necessari nelle energie rinnovabili», peraltro <strong>inasprendo le tensioni esistenti e le dispute in materia di diritti umani</strong> innescate dal settore del gas nella provincia di Cabo Delgado, un’area teatro da ormai otto anni di <strong>un conflitto tra l’esercito di Maputo e gruppi di insorti </strong>– che finora ha causato<strong> oltre 4.000 morti e lo sfollamento di circa un milione di persone</strong> –&nbsp; e interessata da altri progetti estrattivi.</p>



<p><strong>Una lettura che Eni respinge.</strong> Interpellata da InsideOver sulle osservazioni degli esperti ONU, la società ha dichiarato che il progetto Coral North FLNG è sviluppato «nel pieno allineamento ai più rigorosi standard internazionali in materia di tutela ambientale e di rispetto dei diritti umani» e che opera in Mozambico «nel rispetto integrale della normativa vigente, collaborando attivamente con le autorità nazionali e con tutti gli stakeholder di riferimento». Eni ha inoltre ribadito il ruolo del gas naturale nella propria strategia di transizione energetica e negli obiettivi di decarbonizzazione, precisando di non rilasciare commenti su dichiarazioni provenienti da soggetti terzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>TotalEnergies a processo: da Cabo Delgado alle aule di giustizia francesi</strong></h2>



<p>Ad essere sotto osservazione da parte degli analisti dell’ONU sono anche altre iniziative di questo tipo nel Nord del Paese – Mozambique LNG di TotalEnergies e Rovuma LNG guidato da ExxonMobil e dalla stessa Eni – per le quali<strong> le procedure di consultazione pubblica sono state ritenute inadeguate, </strong>tanto da compromettere la partecipazione locale alle decisioni chiave relative allo sviluppo dei progetti. Nella dichiarazione degli specialisti si sottolineano, dunque, «la perdita di mezzi di sussistenza e sconvolgimenti socio-economici a lungo termine per le comunità che dipendono fortemente dalla pesca, dall&#8217;agricoltura e dalle risorse naturali». Ma gli impatti negativi non si limitano solo a tali aspetti. Esistono infatti criticità profonde – legate a gravi violazioni dei diritti umani e a una preoccupante spirale di violenza – particolarmente manifeste nel caso di TotalEnergies. La major francese è infatti coinvolta in due procedimenti penali in Francia riguardanti vicende accadute proprio in Mozambico: <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2025/03/15/french-prosecutors-launch-manslaughter-probe-against-totalenergies-over-mozambique-attack_6739177_124.html">il primo per omicidio colposo e omissione di soccorso a persone in pericolo</a>, <a href="https://www.ecchr.eu/en/press-release/totalenergies-faces-criminal-complaint-for-complicity-in-war-crimes-torture-and-enforced-disappearance-in-mozambique/">il secondo per complicità in crimini di guerra, tortura e sparizione forzata</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Soldi pubblici italiani per Coral North: l&#8217;appello delle Ong alle banche</strong></h2>



<p>Coral North – che potrebbe avere un impatto significativo, finendo per aumentare le emissioni di gas serra, elemento denunciato dall’organizzazione italiana ReCommon già a marzo del 2025 <a href="https://www.recommon.org/fiamme-nascoste-flaring-eni-in-mozambico/">con l’inchiesta “Fiamme nascoste”</a> – si sviluppa dunque <strong>in un contesto già fortemente segnato da eventi tragici e nodi critici sul piano ambientale,</strong> in uno dei paesi più vulnerabili alle catastrofi climatiche. Aspetti che, tuttavia, sembrano non destare preoccupazione negli attori finanziari coinvolti nel sostegno al progetto. BankTrack e i partner della coalizione <strong>“Say No to Gas! In Mozambique”</strong> chiedono invece alle banche di <strong>non finanziare l&#8217;espansione del gas nel Nord del Mozambico e di sospendere le linee di credito per nuovi progetti sui combustibili fossili.</strong> Un appello rivolto anche a istituzioni italiane come SACE – gruppo assicurativo controllato dal Ministero dell&#8217;economia e delle finanze – e Cassa Depositi Prestiti che hanno deciso di confermare il loro sostegno finanziario a Mozambique LNG. UBI Banca, ora controllata da Intesa Sanpaolo, ha finanziato Coral South FLNG. Tutti questi istituti finanziari si contendono il sostegno di Coral North FLNG e Rovuma LNG con capitali pubblici e privati. «Chiediamo loro di ascoltare il monito degli esperti delle Nazioni Unite e non sostenere finanziariamente questi progetti. Progetti che, guardando al contesto domestico, <strong>aggraverebbero la dipendenza italiana dai combustibili fossili,</strong> una scelta miope se guardiamo alle ripercussioni energetiche ed economiche derivanti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz in questi giorni» ha ribadito Simone Ogno, campaigner finanza e clima di ReCommon.</p>



<p>Intanto – come ha sottolineato il professor Alessandro Volpi – dall’inizio dell’anno, il titolo Eni ha guadagnato in borsa il 46,4%, vale a dire <strong>un aumento di quasi due miliardi di euro del valore delle partecipazioni dei due primi azionisti privati del colosso</strong>, ovvero i grandi gestori patrimoniali statunitensi BlackRock e Vanguard. A trarre beneficio dalle attività di Eni saranno senz&#8217;altro questi ultimi.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/mozambico-coral-north-il-progetto-eni-in-mozambico-che-preoccupa-lonu-e-le-ong.html">Mozambico: Coral North, il progetto Eni in Mozambico che preoccupa l&#8217;ONU e le Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Descalzi, l&#8217;energia e il ritorno alla realtà. Quando l’ideologia si scontra con la guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/descalzi-lenergia-e-il-ritorno-alla-realta-quando-lideologia-si-scontra-con-la-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=513153</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="energia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La guerra restituisce valore al principio più antico della politica: sopravvive chi dispone delle risorse necessarie per resistere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/descalzi-lenergia-e-il-ritorno-alla-realta-quando-lideologia-si-scontra-con-la-guerra.html">Descalzi, l&#8217;energia e il ritorno alla realtà. Quando l’ideologia si scontra con la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="energia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/descalzi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è una frase, nelle parole di <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html" type="post" id="505484">Claudio Descalzi, che più di ogni altra rivela la natura del momento europeo: non conta più il prezzo, contano i volumi. </a>È una frase brutale, quasi elementare, e proprio per questo decisiva. Per anni l’Europa ha ragionato sull’energia come se fosse una materia regolabile solo con norme, sanzioni, obiettivi climatici e dichiarazioni politiche. Ma la guerra, soprattutto quando investe il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, reintroduce con violenza una verità che il continente aveva cercato di rimuovere: prima ancora della transizione, prima ancora delle scelte etiche, <strong>c’è il problema della disponibilità fisica delle risorse.</strong></p>



<p>Le affermazioni di Descalzi possono apparire paradossali solo a chi continua a leggere la crisi attuale con le categorie del tempo di pace. In realtà non sono affatto paradossali. <strong>Sono il riconoscimento tardivo di una realtà che si è già imposta. </strong>Se lo Stretto di Hormuz viene chiuso o anche solo militarmente destabilizzato, non si interrompe soltanto una rotta commerciale: si incrina uno dei cardini dell’economia mondiale. Non a caso Descalzi parla dell’evento più importante degli ultimi quarant’anni. Esagera? Forse nei toni, ma non nella sostanza. Perché qui non siamo davanti a un semplice shock dei prezzi: <strong>siamo davanti alla possibilità concreta di una rottura strutturale tra domanda e offerta su scala globale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tabù russo che torna al centro</h2>



<p>In questo contesto si colloca la proposta più controversa: <strong>sospendere il bando europeo sul gas russo previsto per il 2027. </strong>Detta così, sembra una provocazione politica. In realtà è qualcosa di più scomodo: è la confessione che l’Europa non ha ancora costruito un sistema energetico capace di reggere una crisi simultanea su più fronti. <strong>Il continente ha ridotto la dipendenza da Mosca, ma non l’ha sostituita con una vera autonomia.</strong> Ha semplicemente redistribuito le dipendenze, spostandole altrove: verso il Gnl, verso fornitori africani, verso gli Stati Uniti, verso catene logistiche più lunghe, più costose e più esposte al rischio geopolitico.</p>



<p>La paradossalità sta tutta qui. L’Europa ha voluto presentare il distacco dal gas russo come una prova di forza morale e strategica, ma oggi scopre che il problema non è soltanto da chi comprare, bensì se esistano davvero i volumi necessari, le infrastrutture adeguate e la capacità industriale per reggere una guerra energetica prolungata. La proposta di Descalzi non nasce dunque da nostalgia per il passato né da simpatie geopolitiche. Nasce dal fatto che la realtà, quando si radicalizza, costringe a rivedere anche i divieti proclamati come irreversibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto più grave: non il gas ma i carburanti</h2>



<p>L’aspetto più interessante del ragionamento di Descalzi è però un altro. Sul gas, almeno per l’Italia, il discorso resta ancora relativamente gestibile grazie alla diversificazione delle forniture. <strong>Il punto critico riguarda piuttosto il carburante per aerei e il gasolio. </strong>Qui emerge una vulnerabilità che l’Europa ha costruito con le proprie mani: la chiusura di decine di raffinerie ha eroso la capacità di trasformare il greggio in prodotti essenziali per la mobilità civile, il trasporto merci e la logistica. In altre parole, l’Europa non soffre soltanto perché importa energia; <strong>soffre perché ha indebolito la propria capacità di lavorarla.</strong></p>



<p>Questo è il vero nodo geoeconomico. <strong>Una potenza industriale può sopravvivere a prezzi alti; sopravvive molto meno facilmente alla scarsità fisica di prodotti strategici. </strong>Se seicento stazioni di servizio restano senza gasolio in un fine settimana, il segnale non è episodico. È il sintomo di un sistema che si avvicina al limite. E quando il limite viene toccato nel diesel e nel <em>jet fuel</em>, il rischio non è più soltanto l’inflazione. È la disarticolazione della circolazione economica. Merci, trasporti, approvvigionamenti, filiere: tutto comincia a rallentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hormuz e la guerra dei colli di bottiglia</h2>



<p>Lo Stretto di Hormuz è il classico collo di bottiglia geopolitico: <strong>un punto ristretto da cui passa una parte decisiva della ricchezza mondiale.</strong> Chi ne controlla il traffico, o anche solo ne minaccia la sicurezza, colpisce molto più dei mercati energetici. Colpisce la fiducia, la logistica, le aspettative, i premi assicurativi, la capacità degli Stati di programmare. Se poi si aggiunge un blocco navale che sottrae al mercato anche il greggio iraniano, la tensione si trasforma in competizione diretta per i carichi disponibili. Non è più il mercato a decidere in modo ordinato. È la corsa all’accaparramento.</p>



<p>Qui Descalzi coglie un punto essenziale: <strong>nella fase estrema della crisi il prezzo finanziario diventa quasi secondario rispetto al prezzo reale della disponibilità.</strong> Il greggio va dove si paga di più e dove si chiude prima il contratto. La finanza continua a quotare, ma il potere torna nelle mani di chi controlla i flussi fisici. È la vittoria del materiale sul virtuale. Ed è anche una lezione severa per un’Europa che, negli ultimi anni, ha spesso scambiato la regolazione per sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La recessione come strumento di riequilibrio</h2>



<p>Il passaggio più inquietante del quadro è forse quello finale. Se la chiusura di Hormuz si prolunga, l’unico modo per riequilibrare un mercato privo di volumi sufficienti è distruggere domanda. <strong>Cioè rallentare l’economia. Cioè entrare in recessione. </strong>In questo senso, la crisi energetica non sarebbe più soltanto una conseguenza della guerra: diventerebbe uno strumento implicito di riorganizzazione dei consumi e dei rapporti di forza economici. È ciò che i ministri italiani cominciano a evocare con prudenza, ma che nel linguaggio di Descalzi appare già nitido.</p>



<p>Ed è proprio qui che cade l’ultima illusione europea. Per anni si è pensato che la sicurezza economica fosse una derivazione della sicurezza militare garantita da altri. <strong>Oggi scopriamo invece che energia, raffinazione, rotte marittime e approvvigionamenti sono parte integrante della stessa guerra.</strong> Descalzi, con il realismo spesso scomodo dell’industriale, ha semplicemente detto che l’Europa non può affrontare una crisi storica con strumenti ideologici. Può piacere o no. Ma il punto non è la coerenza morale del discorso. Il punto è che la guerra, come sempre, restituisce valore al principio più antico della politica: sopravvive chi dispone delle risorse necessarie per resistere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/descalzi-lenergia-e-il-ritorno-alla-realta-quando-lideologia-si-scontra-con-la-guerra.html">Descalzi, l&#8217;energia e il ritorno alla realtà. Quando l’ideologia si scontra con la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa aprono all&#8217;Eni in Venezuela: si rafforza la via americana di Descalzi</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505484</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-1536x1007.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Eni potrà tornare ad operare in Venezuela: si rafforza la via americana di Descalzi, che va verso il quinto mandato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html">Gli Usa aprono all&#8217;Eni in Venezuela: si rafforza la via americana di Descalzi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-1536x1007.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/LEni-torna-in-Venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-Descalzi-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Eni torna ad operare in Venezuela</strong> e potrà iniziare a operare per far sì che il credito di 3 miliardi di dollari verso Caracas (analogo a quello della spagnola Repsol) accumulato dal 2019 in avanti possa essere trasformato in un&#8217;attività. </p>



<p>L’<em>Office of Foreign Assets Control </em>(Ofac) del Dipartimento del Tesoro ha inserito <strong>Eni e Repsol assieme a Shell, British Petroleum e</strong> <strong>Chevron,</strong> unica compagnia che negli ultimi sette anni era in campo nel Paese latinoamericano, nella lista delle aziende autorizzate a operare in <strong>deroga alle sanzioni statunitensi</strong> che tuttora colpiscono Caracas dopo il rovesciamento e la cattura di <strong>Nicolas Maduro</strong> del 3 gennaio scorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apertura di Rodriguez sul petrolio</h2>



<p>La neo-presidente <strong>Delcy Rodriguez</strong> e l&#8217;Assemblea Nazionale controllata dal Partito Socialista Unito Venezuelano dopo le contestate elezioni del 2024 hanno approvato la <strong>revisione del mercato petrolifero, aprendo all&#8217;ingresso dei privati stranieri nel greggio del Paese latinoamericano,</strong> e la compagnia statale Pdvsa potrebbe ricevere le prime partnership nei prossimi mesi, mentre i broker di materie prime Vitol e Trafigura hanno iniziato a <strong>gestire le </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/parte-la-corsa-al-petrolio-venezuelano-carichi-verso-italia-israele-e-spagna-gli-usa-spingono-le-loro-aziende.html"><strong>prime spedizioni di petrolio venezuelano</strong> verso Paesi come Italia, Spagna e Israele.</a></p>



<p>La prospettiva di un ritorno in Venezuela è strategica per il Cane a sei zampe, che opera <a href="https://it.insideover.com/energia/usa-la-corsa-al-venezuela-e-contro-leuropa-i-6-miliardi-in-bilico-per-eni-e-repsol.html">nel campo del greggio ma anche del gas naturale</a> co-gestendo con Repsol il giacimento offshore Perla-Cardon IV, che garantisce la copertura di un terzo della generazione elettrica del Paese caraibico. E non finisce qui. Si consolida la <strong>crescita globale dell&#8217;Eni guidata da Claudio Descalzi</strong>, che incassa un nuovo, importante risultato in pochi giorni dopo la partnership italo-qatariota per la ripresa delle operazioni in Cirenaica,<a href="https://it.insideover.com/energia/eni-insieme-con-il-qatar-torna-nella-libia-di-haftar.html"> nella Libia controllata dal generale Khalifa Haftar.</a> E al contempo il gruppo fondato da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html">Enrico Mattei</a></strong> come pivot energetico e geostrategico del Paese rilancia il ruolo, sempre più chiaro, acquisito negli ultimi anni di <strong>perno dell&#8217;asse transatlantico</strong> e del legame con gli Stati Uniti.</p>



<p>Il timing è chiaro. L&#8217;apertura del Tesoro arriva a valle della visita di <strong>Chris Wright,</strong> segretario all&#8217;Energia di Donald Trump,<a href="https://twitter.com/ENERGY/status/2022004149618192822"> in Venezuela per incontrare Rodriguez</a> in un summit definito &#8220;storico&#8221; su X dalla pagina del suo Dipartimento. Un mese fa, Descalzi era a Washington all&#8217;incontro convocato da Trump e dal Segretario di Stato Marco Rubio con gli executive dell&#8217;energia per parlare del piano da 100 miliardi di dollari che la Casa Bianca vuole lanciare per potenziare il <strong>settore energetico di Caracas</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pista atlantica dell&#8217;Eni</h2>



<p>L&#8217;Eni è stata negli ultimi anni sempre più legata alle istanze geopolitiche dell&#8217;asse italo-americano. Nei governi di <strong>Mario Draghi e Giorgia Meloni, Descalzi</strong> ha rafforzato il suo ruolo di ministro degli Esteri ombra del Paese anticipando la strategia europea di diversificazione dal gas russo che il Cane a sei zampe aveva accumulato per decenni e operando tra <strong>Algeria, Azerbaijan, Egitto, Congo</strong> e, chiaramente, <strong>Stati Uniti</strong>. </p>



<p>A luglio 2025 l&#8217;Eni ha firmato un accordo con Venture Global per acquistare per 20 anni 2 milioni di tonnellate l&#8217;anno di gas naturale liquefatto proveniente dal terminal in via di costruzione a Cameron Parish, Louisiana, pochi mesi dopo aver accolto il fondo americano<a href="https://it.insideover.com/economia/kkr-al-30-in-enilive-continua-la-scalata-allitalia-della-finanza-usa.html"> Kkr come socio nella controllata della mobilità sostenibile Enilive.</a> Lo stesso Descalzi ha <strong>ricevuto nel 2022 un importante premio dall&#8217;Atlantic Council</strong>, a certificazione del ruolo giocato nell&#8217;avvicinare Italia e Usa sul piano energetico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Descalzi verso il quinto mandato</h2>



<p>Una sfida strategica per l&#8217;economia, lo sviluppo nazionale e la traiettoria globale del Paese che ha oggi nel rilancio dell&#8217;asse Eni-Usa una nuova prova in Venezuela. E che mostra la continuità della pista atlantica del nuovo Cane a sei zampe in un contesto decisivo per il Paese, i rapporti euro-atlantici e la partita energetica globale. In primavera, nella stagione delle nomine, questo rafforza le chance di Descalzi di veder blindato un <strong>quinto mandato</strong> da Ceo: guida l&#8217;Eni dal 2014 e l&#8217;ha traghettata dall&#8217;importatrice più importante in Europa di gas russo a un ruolo decisivo sul piano economico, energetico, geopolitico. Oggi pronto all&#8217;espansione in direzione Venezuela. Dove il ritorno segna un riorientamento atlantico della politica di Caracas che interseca gli interessi del Cane a sei zampe.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong><em>abbonati e sostieni il nostro lavoro.</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html">Gli Usa aprono all&#8217;Eni in Venezuela: si rafforza la via americana di Descalzi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 04:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=385294</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su Inside Over chi scrive propose, assieme a Emanuel Pietrobon, un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il momento di pensare in grande e a maggior &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su <em>Inside Over</em> <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chi scrive propose, assieme a <strong>Emanuel Pietrobon</strong>,</a> un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il <strong>momento di pensare in grande</strong> e a maggior ragione per Roma fosse arrivata un momento decisivo. Finito il (comprensibile) momento della priorità data all&#8217;economicismo, arrivava quella della geopolitica. Lontana anni luce l&#8217;idea di diventare hub energetico del gas russo dopo la fine di South Stream, restava viva la forza della <strong>diversificazione energetica</strong> e la prospettiva della creazione di una &#8220;porta&#8221; mediterranea all&#8217;oro blu per sostituire le forniture di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa e l&#8217;Italia oltre il gas russo</h2>



<p>L&#8217;Europa, ha scritto l&#8217;Ispi, &#8220;nella sua&nbsp;<strong>disperata ricerca di un sostituto del gas russo</strong>&nbsp;ha guardato al pragmatismo più che alla coerenza. Mosca ha gradualmente chiuso i rubinetti delle sue esportazioni di gas verso l’Europa, che nel corso di quest’anno si sono ridotte dell’80%.&nbsp;<strong>Il peso del gas russo tra i fornitori dell’Ue è così sceso sotto il 10%</strong>&#8220;. Anche grazie all&#8217;impegno italiano.</p>



<p>Nei mesi è nata la più ambiziosa strategia energetica mai sviluppata dal sistema-Paese italia dai tempi di Enrico Mattei: una corsa alle fonti ottimali di gas naturale per sostituire la dominanza russa, vicina al 40% delle forniture nel 2021, avviata da <strong>Mario Draghi e proseguita da Giorgia Meloni</strong>, che proprio al visionario manager democristiano di origini marchigiane ha intitolato il piano per la &#8220;caccia&#8221; al gas africano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano di Draghi e Meloni</h2>



<p>L&#8217;Italia deve pensare in grande e Draghi e Meloni, in continuità, sembrano averlo compreso. Draghi ha avviato, e gli va riconosciuto il merito, una strategia di diversificazione a tutto campo. Ha fino all&#8217;ultimo giorno del suo mandato dato la caccia fino all&#8217;ultimo metro cubo di gas tra <strong>Algeria, Azerbaijan, Congo </strong>e altri Paesi. Ha spinto sul <strong>price cap al gas russo</strong> prima che il boom di agosto rendesse inattuabile la sua proposta di 80 euro al MWh, oggi riposizionata a 180 euro. </p>



<p>Ha costruito un asse con la <strong>Norvegia</strong> che oggi fornisce mediamente un quarto del gas naturale che arriva all&#8217;Italia, divenendo suo primo fornitore. In sinergia con <strong>Claudio Descalzi,</strong> Ceo dell&#8217;Eni e ministro degli Esteri-ombra del suo governo, Draghi ha costruito un sistema vincente di relazioni energetiche che Meloni ha approfondito. Mirando a rompere la maggiore diffidenza possibile che si poteva incontrare sul percorso: il timore dei Paesi &#8220;sostituti&#8221; della Russia che la corsa alle forniture avrebbe avuto carattere provvisorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-386160" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il premier Mario Draghi con il presidente dell&#8217;Algeria Abdelmadjid Tebboune, ad Algeri durante la missione del governo italiano il 18 luglio 2022.  (Foto: ANSA/Filippo Attili)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide di sistema</h2>



<p>Il governo Meloni sta in quest&#8217;ottica accelerando su un grande progetto di sistema che proprio dall&#8217;energia prende il là: quello dell&#8217;<strong>alleanza dei gasdotti nel Mediterraneo</strong>. Capace di dare struttura al &#8220;piano Mattei&#8221;, di vivificarlo, di renderlo competitivo. In primo luogo il governo Meloni punta fortemente <a href="https://it.insideover.com/energia/il-2023-sara-anno-del-via-libera-al-gasdotto-eastmed.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>EastMed</strong>,</a> gasdotto che può unire tra di loro Grecia, Cipro, Egitto; in secondo luogo sta costruendo un asse sistemico con Israele per promuovere la triangolazione tra <a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;apertura di Tel Aviv a East Med e lo smussamento delle pressioni turche sul progetto. </a>Infine, dopo la distruzione di Nord Stream nel controverso incidente vuole riprendere in mano l&#8217;idea di fare dell&#8217;Italia l&#8217;<strong>hub del gas nel Mediterraneo</strong> con vista Europa. </p>



<p>Il grande progetto, in quest&#8217;ottica, è fondato sulla sinergia tra tre assi. In primo luogo, la garanzia delle forniture algerine e libiche. In cui Roma deve essere garante e protagonista, tenendo conto che il gas di Algeri contribuisce a finanziare indirettamente la Russia tramite armi e accordi e che la Libia va tutelata securitariamente. In secondo luogo, il <a href="https://it.insideover.com/energia/lombra-dei-falchi-ue-sullitalia-alla-prova-della-tempesta-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grande gioco dei gasdotti </a>nei Balcani per la distribuzione dell&#8217;oro blu, che vede protagoniste aziende quali Eni e Snam. In terzo luogo, l&#8217;apertura a una strategia pragmatica in Europa sulla gestione dei mercati energetici. </p>



<p>In quest&#8217;ottica il passaggio è, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cittadini/armonizzare-crescita-e-dimensione-umana-lobiettivo-dello-2107019.html">per citare le riflessioni di <strong>Stefano Zamagni</strong></a>, da un&#8217;etica dell&#8217;utilità a una delle virtù. Nell&#8217;utilitarismo energetico a fare la differenza è stato unicamente il fattore-prezzo. E questo ha alimentato il crescente legame con la Russia e la conseguente dipendenza. Nell&#8217;epoca del &#8220;virtuosismo&#8221; energetico a farla da padrone sono la geopolitica e l&#8217;interesse nazionale. L&#8217;Italia si è trovata a cambiare domanda prospettica nella sua politica energetica. Da &#8220;dove trovare gas a buon mercato?&#8221; si è passati a riflette sul tema di &#8220;dove trovare approvvigionamenti sicuri da partner affidabili?&#8221;. Un <em>friendshoring </em>energetico guidato direttamente da <strong>Palazzo Chigi oltre le competenze di ogni ministero</strong>, data la dipendenza sistemica della sicurezza economica nazionale da questa partita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="795" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png" alt="mappa eastmed israele" class="wp-image-317728" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-300x233.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-768x596.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1536x1193.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-2048x1590.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opportunità</h2>



<p>Tale approccio impone ovviamente rischi e opportunità. L&#8217;Italia spinge per il decoupling energetico dalla Russia e un domani potrà far pesare nei suoi confronti una maggiore resilienza, ma nel breve periodo questa strategia impone dei costi. L&#8217;esempio dello sviluppo dei terminal di gas naturale liquefatto da parte di Snam lo testimonia: serviranno centinaia di milioni di euro di spesa per aumentare la capacità di rigassificazione.</p>



<p>La seconda problematica è quella del fatto che l&#8217;Italia mira a essere un hub del gas in una fase in cui la domanda di oro blu dell&#8217;Europa è data in declino del 25-30% in un decennio. Ma lo sviluppo infrastrutturale consente di pensare alla sinergia tra opportunità di rafforzamento del Paese sul gas e infrastrutture dual use con ricadute sulla transizione energetica: si pensi al caso dell&#8217;idrogeno.</p>



<p>Infine, la diversificazione delle forniture impone di diversificare a sua volta l&#8217;attenzione nei confronti dei Paesi di riferimento per la crescita delle forniture di oro blu. Casi come le tensioni tra Algeria e Marocco o Azerbaijan e Armenia riguarderanno da vicino anche il sistema-Paese. Ma uno <strong>Stato maturo</strong> deve tenere in conto anche la prospettiva di sfide mulltidimensionali.</p>



<p>Infine, l&#8217;Italia delega una fetta importante della sua sicurezza energetica alle sue <strong>partecipate pubbliche come Eni e Snam</strong>. La sicurezza diventa funzione della corretta governance di queste aziende e ciò pone un problema di corretta gestione dei processi di rinnovo dei Cda, che per il Cane a sei zampe si avvieranno a breve.. Ma si pone anche un&#8217;attenzione sull&#8217;<strong>italianità assoluta</strong> del processo di diversificazione. Pensato a Palazzo Chigi, non imposto da terzi e attuato dalle energie dell&#8217;impresa e del mercato. Per permettere all&#8217;Italia di navigare nell&#8217;attuale caos energetico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Minacce e accuse contro l’Eni in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/minacce-e-accuse-contro-leni-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 15:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=378849</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gravi minacce e accuse contro Eni in Libia, il Paese nordafricano ex alleato numero uno dell’Italia oggi diviso tra due amministrazioni rivali. Il premier “ombra” Fathi Bashagha, ex pilota d’aerei a capo del governo parallelo dell’est, accusa l’azienda di San Donato Milanese “di voler modificare le quote delle partecipazioni nelle aree offshore libiche, a grave &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/minacce-e-accuse-contro-leni-in-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/minacce-e-accuse-contro-leni-in-libia.html">Minacce e accuse contro l’Eni in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gravi minacce e accuse contro <strong>Eni</strong> in <strong>Libia</strong>, il Paese nordafricano ex alleato numero uno dell’Italia oggi diviso tra due amministrazioni rivali. Il premier “ombra” <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fathi-bashagha.html">Fathi Bashagha</a>, ex pilota d’aerei a capo del governo parallelo dell’est, <a href="https://twitter.com/fathi_bashagha/status/1604933955853099017">accusa</a> l’azienda di San Donato Milanese “di voler modificare le quote delle partecipazioni nelle aree offshore libiche, a grave danno degli interessi sovrani della Libia e del suo popolo”, intimando “di cessare immediatamente queste pratiche che rischiano di danneggiare gli storici rapporti tra Italia e Libia”. </p>



<p>Insinuazioni che ricalcano il contenuto di una lettera indirizzata al premier di Tripoli, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Abdulhamid Dbeibah</a>, dal ministro del Petrolio dell’esecutivo riconosciuto dalle Nazioni Unite, Mohamed Aoun. Quest’ultimo, da tempo ai margini del governo e relegato all’irrilevanza, fa trapelare una <a href="https://sada.ly/%D8%AE%D8%A7%D8%B5-%D8%B9%D9%88%D9%86-%D9%8A%D8%B9%D9%84%D9%82-%D8%B9%D9%84%D9%89-%D9%85%D8%B0%D9%83%D8%B1%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D9%88%D8%B7%D9%86%D9%8A%D8%A9-%D9%84%D9%84%D9%86%D9%81%D8%B7-%D8%A8/">missiva</a> in cui accusa Eni di “comportamento estorsivo” e consiglia al suo capo “di riprendersi le scoperte offshore”, in una sorta di appello alla <strong>nazionalizzazione </strong>in stile Jamahiriya. Ma perché tanto astio nei confronti dell’azienda italiana? Ci sono almeno due motivi: le recenti, grandi <strong>scoperte </strong>di idrocarburi nel Mediterraneo centrale; le eterne <strong>faide </strong>dei politici libici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La maxi-scoperta dell&#8217;oro blu</h2>



<p>L’azienda italiana ha effettivamente scoperto grandi quantità di <strong>petrolio </strong>e <strong>gas </strong>che fanno gola a molti in Libia. “Abbiamo scoperto molto petrolio e gas, soprattutto gas”, ha <a href="https://www.agenzianova.com/a/638a08d45dfca0.06650307/4164356/2022-12-02/libia-descalzi-eni-scoperte-grandi-quantita-di-petrolio-e-gas">detto</a> l’amministratore delegato di Eni, <strong>Claudio Descalzi</strong>, a margine della conferenza Med Dialogues tenuta a Roma a inizio dicembre. Già a novembre, il nuovo direttore della National Oil Corporation, <strong>Farhat Omar Bengadara</strong>, aveva <a href="https://www.spglobal.com/commodityinsights/en/market-insights/latest-news/natural-gas/110122-libya-to-finalize-gas-deal-with-eni-for-offshore-gas-development-noc">dichiarato</a> che Eni e la britannica <strong>Bp </strong>cominceranno presto a produrre &#8220;oro blu&#8221; da un nuovo maxi-giacimento che è ancora più grande di <strong>Zohr</strong>, il giacimento “gigante” egiziano considerato il più grande del Mediterraneo. Secondo Bengdara, Eni è pronta a investire fino a <strong>8 miliardi</strong> di dollari in Libia per sviluppare la produzione di gas nell’ovest del Paese. Ma il progetto non è ancora partito. Il Paese è instabile e diviso fra due governi rivali: pianificare un business plan a nove zeri in queste condizioni è decisamente complicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterna lotta per il potere</h2>



<p>A ben vedere, le accuse contro Eni sono infondate e rappresentano un maldestro tentativo di trascinare l’azienda italiana nella faida tra le coalizioni rivali che si contendono il potere. Da una parte c’è il governo di Tripoli che occupa il seggio all’Assemblea generale dell’Onu, detto di “unità nazionale” ma molto meno unito di quanto sembri: basti vedere le azioni di Aoun, un ministro ormai esautorato e disposto a far deragliare le trattative per ripicca. </p>



<p>Dall’altra parte, a est, c’è il governo Bashagha designato dalla Camera dei rappresentanti, detto “di stabilità nazionale” ma senza una stabile dimora e privo potere: in realtà è il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> a governare questi territori con la forza delle armi. E il feldmaresciallo ha saputo riposizionarsi lontano dai riflettori dopo le sconfitte e gli errori di Bashagha, accordandosi sottobanco con Dbeibah per nominare Bengadara, un suo uomo, a capo dell&#8217;azienda più importante del Paese: la National Oil Corporatio, il partner di Eni in Libia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso della Libia</h2>



<p>A smentire le illazioni di Bashagha e Aoun, passate sotto traccia in Italia, ci ha pensato proprio la Noc. In un comunicato ripreso e tradotto in italiano dall’<a href="https://www.agenzianova.com/a/63ae15dd34f492.88460028/4187173/2022-12-21/libia-compagnia-petrolifera-noc-chiarisce-i-dettagli-delle-trattative-con-eni/linked">Agenzia Nova</a>, l’ente petrolifero statale libico precisa che le trattative con il partner italiano riguardano la percentuale di <strong>recupero </strong>dei costi di capitale e non le quote delle partecipazioni nelle aree offshore al largo della Tripolitania. Non è tutto. La National Oil Corporation avverte che la produzione dai giacimenti di <strong>gas </strong>attualmente in funzione inizierà a <strong>diminuire </strong>a partire dal 2025: “Se questa perdita non sarà compensata con investimenti e aumentando la produzione, lo Stato libico sarà costretto a <strong>importare </strong>gas per alimentare le centrali elettriche a gas”. E&#8217; il grande paradosso della Libia, un Paese membro del cartello <strong>Opec </strong>che rischia di dover acquistare idrocarburi dall’estero nonostante la fortuna di “galleggiare” sopra le più grandi riserve petrolifere dell’intera Africa. E senza i partner internazionali del calibro di Eni e Bp, la Libia non ha le competenze né i fondi (che sono tuttora congelati all&#8217;estero per effetti delle sanzioni Onu) per sviluppare nuovi giacimenti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/minacce-e-accuse-contro-leni-in-libia.html">Minacce e accuse contro l’Eni in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Difficile essere fiduciosi&#8221;: Eni lancia l&#8217;allarme per  l&#8217;inverno</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/difficile-essere-fiduciosi-eni-lancia-lallarme-per-linverno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 16:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=370223</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1395" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-1024x744.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-1536x1116.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul gas Eni avverte l&#8217;Italia: in inverno la sicurezza energetica nazionale sarà sottoposta a diverse problematiche legate all&#8217;imprevedibilità dei comportamenti della Russia e a dinamiche difficili da prevedere. &#8220;Difficile essere fiduciosi&#8221;, ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato del Cane a sei zampe Claudio Descalzi, riferendosi al precedente del blocco delle forniture di Gazprom a Tarvisio per problematiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/difficile-essere-fiduciosi-eni-lancia-lallarme-per-linverno.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/difficile-essere-fiduciosi-eni-lancia-lallarme-per-linverno.html">&#8220;Difficile essere fiduciosi&#8221;: Eni lancia l&#8217;allarme per  l&#8217;inverno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1395" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-1024x744.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022100318482472_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_704013-1536x1116.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul gas <strong>Eni avverte l&#8217;Italia</strong>: in inverno la sicurezza energetica nazionale sarà sottoposta a diverse problematiche legate all&#8217;imprevedibilità dei <a href="https://it.insideover.com/energia/una-russia-in-difficolta-puo-colpire-leuropa-sullenergia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comportamenti della Russia </a>e a dinamiche difficili da prevedere.</p>



<p>&#8220;Difficile essere fiduciosi&#8221;, ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato del <strong>Cane a sei zampe Claudio Descalzi</strong>, riferendosi al precedente del blocco delle forniture di Gazprom a Tarvisio per problematiche contrattuali con gli operatori di rete austriaci. </p>



<p>A preoccupare non è tanto il singolo caso in sé. Per Descalzi, infatti, lo stop di gas russo che entra da&nbsp;Tarvisio&nbsp;dovrebbe risolversi entro la settimana, dato che il vincolo è puramente contrattuale e legato ai tergiversamenti di Gazprom nel firmare i nuovi accordi di servizio con l&#8217;Austria. A preoccupare è il precedente che si teme la Russia possa ripetere questa volta intenzionalmente.</p>



<p>&#8220;Il contributo addizionale del gas russo, che speriamo ritorni, è fondamentale, 20 milioni di metri cubi al giorno che sono tra il 9-10% del supply che sta arrivando in Italia. È importante che i rigassificatori funzionino, è importante che non ci siano problemi tecnici alle produzioni in Algeria o Egitto o interruzioni dalla Libia&#8221;, ha aggiunto il manager in corsa per il suo <strong>quarto mandato nella prossima primavera</strong> che in inverno, salvo chiamate d&#8217;alto profilo da parte di<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/dallautunno-caldo-nomine-tutte-sfide-meloni-2070170.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Giorgia Meloni (Ministero degli Esteri o della Transizione Ecologica) </a>si gioca una fetta importante del suo lascito gestionale.</p>



<p>Descalzi, parlando ai margini della consegna degli Eni Awards 2022 tenutasi al Quirinale alla presenza di Sergio Mattarella, ricordando che su Tarvisio la questione non è geopolitica in senso stretto ma finanziaria e legata al difficile rapporto sul fronte delle sanzioni evidenzia una prima parte del problema. La seconda è legata al fatto che, nonostante gli sforzi di attori come Eni e Snam, negli anni scorsi la <strong>politica energetica nazionale</strong> è stata molto lasciata a sé stessa. E oggi è l&#8217;accumularsi di tensioni e elementi di complessità a preoccupare.</p>



<p>Questo per almeno una triplice ragione di motivi. In primis, quello infrastrutturale. Descalzi ricorda che &#8220;un sistema energetico deve essere in ridondanza non solo nel supply ma anche nelle infrastrutture perchè possono esserci delle interruzioni per fatti tecnici non necessariamente geopolitici&#8221;. Ogni riferimento al <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guasto (sabotaggio?) di Nord Stream è voluto</a></strong>. Pensiamo a cosa sarebbe potuto accadere se l&#8217;Italia avesse avuto in questi mesi a disposizione un gasdotto come <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/south-stream-loccasione-persa-dellitalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">South Stream</a></strong> per compensare la carenza europea <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/lasse-laustria-mosse-sui-contratti-litalia-pu-rispondere-2071916.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del decisivo gas russo che anche Roma non potrà,</a> pur nella ridotta dipendenza, elidere: la Russia mai avrebbe potuto sostenere una duplice offensiva psicologica a Nord e a Sud sul gas e in caso di incidente alla pipeline nel <a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baltico </a>una deviazione nel Mediterraneo avrebbe anche alleviato il problema a Berlino. Descalzi ricorda che &#8220;lo sforzo lo abbiamo fatto con i tubi, il<a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> resto verrà dall&#8217;Lng</a>&#8220;, il gas naturale liquefatto, &#8220;e se non avremo rigassificatori il gas che viene dall&#8217;Angola, dalla Nigeria, dall&#8217;Egitto andrà da altre parti, in quei paesi che hanno rigassificatori&#8221;. Il nuovo fronte ora si chiama <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EastMed, come velatamente al recente summit milanese Gastech</a> ha fatto intendere<a href="https://www.tag43.it/descalzi-brusco-pistelli-eni-usa-eastmed-meloni-gas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Guido Brusco</a></strong>, a capo dell&#8217;Upstream del Cane a sei zampe e sempre più papabile delfino di Descalzi. Ma per l&#8217;attivazione del gasdotto del Mediterraneo orientale ci vorranno, ovviamente, anni.</p>



<p>Il secondo tema è legato all&#8217;equilibrio di mercato. Nella giornata odierna, a Varese, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/priorit-bonomi-no-taglio-tasse-si-agli-aiuti-sullenergia-2072157.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il presidente di Confindustria <strong>Carlo Bonomi ha chiesto al prossimo governo italiano lo sganciamento dal Ttf,</strong></a> l&#8217;indice di Amsterdam denunciato come inefficiente anche dal Ministro della Transizione Ecologica <strong>Roberto Cingolani</strong>. Descalzi, prudentemente, non può arrischiare sortite simili visto il ruolo di Eni nel mercato del gas europeo. &#8220;La guerra ci ha fatto scoprire la fragilità del sistema energetico europeo. Grande mercato, grande piattaforma di trasformazione, ma l&#8217;Europa è senza una sua energia propria, senza un&#8217;energia diversificata nel tempo&#8221; e questo crea problemi in contesti come l&#8217;Italia in cui &#8220;il gas sul mercato interno costa meno che al Ttf&#8221;. Ma la strada per emanciparsi dalla corsa della speculazione che sta alimentando il caos dei prezzi è in salita e passa per una radicale svolta in campo europeo. &#8220;Il prezzo del gas in Europa non è stato affidato alla borsa&nbsp;Ttf&nbsp;di Amsterdam per decisione politica dell&#8217;Unione. E&#8217; il mercato che ha finito per prenderlo come punto di riferimento, perché negli ultimi dieci anni, e fino all&#8217;anno scorso, lì c&#8217;erano i prezzi più bassi. Se oggi l&#8217;Unione europea vuole imporre un nuovo indice più stabile, basato su altri indicatori, come l&#8217;Henry Hub statunitense o il Jkm dell&#8217;Estremo Oriente, la cosa non è mica così semplice&#8221;, ha spiegato all&#8217;ANSA <strong>Gionata Picchio</strong>, vicedirettore del sito specializzato sull&#8217;energia <em>Staffetta Quotidiana</em>.</p>



<p>Il terzo punto è quello propriamente geopolitico e strategico. E ha a che fare con la fragilità di molte <strong>linee di approvvigionamento alternative</strong> scelte dall&#8217;Italia. Paesi come <strong>Algeria e Libia</strong> sono sicuramente scenari complessi e anche i rumors delle scorse settimane circa possibili inadempienze nel primo Paese agli accordi con l&#8217;Italia vanno ponderati con attenzione. C&#8217;è poi l&#8217;<strong>Azerbaijan</strong>, sempre più decisivo per il gas italiano, che però si trova in uno scenario assai pericoloso dopo i recenti scontri nel Nagorno-Karabakh. Ogni singolo deterioramento in uno scenario di crisi in questi contesti potrebbe togliere nei prossimi mesi ulteriori risorse all&#8217;industria energetica nazionale acuendone la vulnerabilità. E il combinato disposto tra scarsa resilienza infrastrutturale, mercato finanziarizzato e vulnerabilità esterna del Paese disegna lo scenario che preoccupa Descalzi: vedere l&#8217;Italia oggetto e non soggetto delle dinamiche energetiche nonostante gli sforzi fatti finora. Una situazione difficile da cambiare dopo anni in cui la politica energetica è stata colpevolmente trascurata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/difficile-essere-fiduciosi-eni-lancia-lallarme-per-linverno.html">&#8220;Difficile essere fiduciosi&#8221;: Eni lancia l&#8217;allarme per  l&#8217;inverno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eni risponde alla Russia: entra nel maxi-progetto del gas in Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/eni-risponde-alla-russia-entra-nel-maxi-progetto-del-gas-in-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 12:26:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=361245</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1176" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-1024x627.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-1536x941.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-2048x1254.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eni risponde alla &#8220;guerra energetica&#8221; della Russia e di Gazprom aprendo a un nuovo protagonismo nel Paese-chiave per il gas naturale liquefatto, il Qatar. Il Cane a sei zampe è stato selezionato dal colosso di Stato dell&#8217;emirato mediorientale, QatarEnergy, come compagno d&#8217;avventura straniero nel progetto che dovrà gestire l&#8217;espansione dell&#8217;impianto North Field East (Nfe), il più grande al mondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-risponde-alla-russia-entra-nel-maxi-progetto-del-gas-in-qatar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-risponde-alla-russia-entra-nel-maxi-progetto-del-gas-in-qatar.html">Eni risponde alla Russia: entra nel maxi-progetto del gas in Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1176" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-1024x627.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-1536x941.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220619142549376_004e7236af61ca27ce5052778b23065f-2048x1254.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Eni </strong>risponde alla &#8220;guerra energetica&#8221; della Russia e di Gazprom aprendo a un nuovo protagonismo nel Paese-chiave per il <strong>gas naturale liquefatto, </strong>il <strong>Qatar</strong>. Il Cane a sei zampe è stato selezionato dal colosso di Stato dell&#8217;emirato mediorientale, QatarEnergy, come compagno d&#8217;avventura straniero nel progetto che dovrà gestire l&#8217;espansione dell&#8217;impianto North Field East (Nfe), il più grande al mondo nel <a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html"><strong>gas naturale liquefatto</strong></a>. Tra Eni e Qe sarà creata una joint venture partecipata per il 75% da Doha e per il 25% dal gruppo di San Donato Milanese.</p>
<p>Il ministro di Stato per gli Affari Energetici, presidente e amministratore delegato di QatarEnergy, Saad Sherida Al-Kaabi, e l&#8217;amministratore delegato di <span class="hilg1">Eni</span>, Claudio Descalzi, hanno concluso oggi l&#8217;accordo: la nuova società italo-qatariota a sua volta deterrà il 12,5% delle azioni di Nfe. Nfe è un hub strategico fondamentale per le rotte energetiche tra Oriente e Occidente. E rappresenta un progetto chiave per le nuove rotte con cui sul <a href="https://it.insideover.com/energia/a-che-punto-e-lindipendenza-energetica-italiana-dalla-russia.html" target="_blank" rel="noopener">fronte euromediterraneo si può rompere la dipendenza dell&#8217;Italia dal gas russo.</a></p>
<p>Sito a <strong>Ras Laffan, nel Nord-Est del Paese, </strong>contribuisce a rendere il Qatar il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto, nel contesto di un sistema che vede gli idrocarburi, Gnl in testa, rappresentare oltre il 50% delle entrate totali di Doha. Espandendo Nfe il Qatar vuole aumentare da 77 milioni di tonnellate a 126 milioni (+64%) la capacità di liquefazione nazionale entro il 2027. Contando che secondo il sistema internazionale di misurazione una tonnellata di Gnl corrisponde a 1.472 metri cubi di gas naturale, il Qatar vuole dunque aumentare la sua capacità di esportazione da 113,38 a 185,47 miliardi di <strong>metri cubi </strong>l&#8217;anno. Una quantità che nel 2027 sarebbe quasi sei volte superiore alla totale dipendenza attuale del sistema italiano dal gas russo, stimata (dati pre-pandemia in condizoni ordinarie) al massimo a 33 miliardi di metri cubi.</p>
<p>Per dodici anni North Field è stata revocata sottoposta a una moratoria circa il coinvolgimento di attori internazionali caduta nel maggio 2021, quando la crescita dei prezzi energetici su scala globale ha chiamato in campo Doha e le major internazionali. Il ministero del commercio dell&#8217;emirato degli <strong>Al Thani </strong>nota che in una prima fase il progetto North Field dovrà aumentare del 43% fino 110 tonnellate all&#8217;anno la capacità di liquefazione gasiera entro il 2025. In un secondo momento si accelererà fino a 126 milioni di tonnellate con un totale di sei nuovi impianti di liquefazione.</p>
<p>Eni entra nel progetto a pochi giorni di distanza dal coinvolgimento di un altro attore europeo importante, la francese <strong>Total</strong>. L&#8217;aziende transalpina è stata coinvolta in una forma analoga: joint venture 75-25 che deterrà il 12,5% delle quote. Il progetto di espansione di Nfe ha un valore complessivo di 5<strong>0 miliardi di dollari, 28,75 dei quali dedicati all&#8217;espansione iniziale, </strong>e mira a coinvolgere le major occidentali per saldare i legami tra il Paese del Golfo e gli Stati più assetati di gas a prezzo conveniente. La spagnola Tecnicas Reunidas è in consorzio con la cinese Wison Engineering per la <strong>realizzazione concreta </strong>dei lavori.</p>
<p>Il Cane a sei zampe, dunque, c&#8217;è e giocherà da protagonista. &#8220;Questo accordo è una significativa pietra miliare per <span class="hilg1">Eni</span> e si inserisce nel nostro obiettivo di diversificazione verso fonti energetiche più pulite e affidabili, in linea con la nostra strategia di decarbonizzazione. &#8211; ha dichiarato l&#8217;ad di Eni <strong>Cladio Descalzi.</strong> &#8220;<span class="hilg1">Eni&#8221;, ha aggiunto,</span> &#8220;è pronta a lavorare con QatarEnergy su questo progetto per contribuire positivamente ad aumentare la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento di gas a livello mondiale&#8221;. Dopo lo schiaffo del taglio delle forniture da Gazprom, dunque, Eni non perde tempo: il Cane a sei zampe, già attivo tra <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-tra-italia-e-algeria-per-le-nuove-forniture-di-gas.html" target="_blank" rel="noopener">Algeria</a>, </strong>Paesi <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html">dell&#8217;Africa sub-sahariana</a> e Est, si proietta anche nel Golfo per ottenere nuovi successi nella de-russizzazione del mix energetico nazionale. E unitamente al protagonismo di <strong>Snam, Saipem e Edison </strong>nella sfida euromediterranea dei gasdotti l&#8217;interesse energetico italiano si proietta, sempre di più, nelle regioni dove si gioca il destino geopolitico del sistema-Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-risponde-alla-russia-entra-nel-maxi-progetto-del-gas-in-qatar.html">Eni risponde alla Russia: entra nel maxi-progetto del gas in Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eni &#8220;l&#8217;Africana&#8221;: la sponda Sud per superare il gas russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 14:52:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=351791</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eni è in prima linea per guidare la strategia di diversificazione energetica dell&#8217;Italia la cui necessità è stata posta in essere dal rischio di un&#8217;interruzione delle critiche forniture di gas e petrolio dalla Russia. E la via per la diversificazione del Cane a sei zampe punta direttamente all&#8217;Africa. Dalla sponda Sud del Mediterraneo all&#8217;Africa profonda, tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html">Eni &#8220;l&#8217;Africana&#8221;: la sponda Sud per superare il gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410165129686_c5ede7339bba343a159291d592f78c0d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Eni </strong>è in prima linea per guidare la strategia di diversificazione energetica dell&#8217;Italia la cui necessità è stata posta in essere dal rischio di un&#8217;interruzione delle critiche forniture di gas e petrolio dalla Russia. E la via per la diversificazione del Cane a sei zampe punta direttamente all&#8217;<strong>Africa</strong>.</p>
<p>Dalla sponda Sud del Mediterraneo all&#8217;Africa profonda, tra nuove infrastrutture, Gnl e piani di decarbonizzazione Eni sta agendo da punta di lancia <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;interesse energetico italiano alla prova della tempesta d&#8217;Ucraina</a>. Parola d&#8217;ordine: <strong>diversificare</strong>. E diversificare gli approvvigionamenti di Eni significa cambiare le rotte strategiche del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;amministratore delegato di Eni <strong>Claudio Descalzi </strong>sta da tempo agendo come un vero e proprio &#8220;ministro dell&#8217;Energia&#8221; dell&#8217;Italia. Il 12 marzo scorso Descalzi ha accompagnato il Ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio </strong>in una visita in <strong>Congo e Angola </strong>finalizzata a completare accordi-quadro per le forniture energetiche dei due Paesi dell&#8217;Africa occidentale all&#8217;Italia. Il 31 marzo, invece, <span class="hilg1">Descalzi</span>, ha incontrato il presidente della Repubblica araba d&#8217;Egitto, <strong>Abdel Fattah al-Sisi </strong>e il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie, Tarek El-Molla, per discutere delle attività di Eni nel paese e delle aree di comune interesse e collaborazione. Nel colloquio è stato affrontato il tema della produzione di gas naturale e dell&#8217;esportazione di Gnl, ambiti in cui l&#8217;Egitto ha acquisito un ruolo centrale nel Mediterraneo<a href="https://it.insideover.com/economia/eni-punta-forte-sullegitto.html" target="_blank" rel="noopener"> dalla scoperta di Zohr da parte di Eni e grazie allo strategico impianto di rigassificazione di Damietta.</a> Il 3 aprile, infine, a esser destinataria è stata l&#8217;Algeria, nazione strategica nel Maghreb: Descalzi ad Algeri si è confontato con il Primo Ministro <strong>Aymen Benabderrahmane</strong> e il Ministro dell&#8217;Energia, Mohamed Arkab, per fare il punto sulle attività nel Paese e per discutere dell&#8217;attuale crisi energetica, rispetto alla quale la partnership con il colosso di Stato Sonatrach è già al lavoro per definire le ulteriori opportunità di approvvigionamento di gas verso l&#8217;Italia. <span class="hilg1">Descalzi</span> è stato poi ricevuto dall&#8217;ad di Sonatrach, <strong>Toufik Hakkar</strong> per affrontare i temi dell&#8217;approvvigionamento, passando in rassegna le iniziative in corso a breve e medio termine per aumentare le forniture del gasdotto TransMed/Enrico Mattei.</p>
<p>Descalzi farà da apripista a <strong>Mario Draghi</strong>. Il quale nella giornata del 10 aprile volerà ad Algeri nel quadro dell&#8217;offensiva diplomaticà avviata dal governo avente l&#8217;obiettivo di rafforzare gli accordi con il Paese nordafricano, incrementare l&#8217;approvvigionamento di gas per sostituire almeno in parte quello di provenienza russa ed evitare quindi di finanziare la guerra di Putin. Una strategia che proseguirà nei prossimi mesi e che, secondo quanto si è appreso dalle agenzie, porterà a breve il<strong> presidente del Consiglio</strong> a visitare Angola e Congo già entro la seconda metà di aprile.</p>
<p>&#8220;Eni l&#8217;Africana&#8221; apre dunque le porte alla strategia del governo. E la madre di tutte le battaglie è quella di Algeria. Nazione cruciale nei destini energetici del Paese, già cara a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noopener">Enrico Mattei</a> </strong>che nel sostegno all&#8217;indipendenza dell&#8217;ex colonia francese impegnò molte risorse del Cane a sei zampe. &#8220;Oggi&#8221;, nota <em>Il Messaggero,</em> &#8220;acquistiamo dal Paese africano circa 20 miliardi di metri cubi l&#8217;anno che ci arrivano attraverso il gasdotto Transmed, che a pieno regime può trasportare fino a 30 miliardi di mc. Ma è possibile che l&#8217;Algeria possa incrementare le forniture all&#8217;Italia di altri 10 miliardi di metri cubi l&#8217;anno? Visti le condizioni di partenza, forse la stima più realistica è 3 miliardi&#8221;, che comunque rappresenterebbero circa l&#8217;11% della dipendenza dal gas russo che va ridimensionata e che i calcoli <a href="https://it.insideover.com/energia/come-litalia-puo-sopravviere-senza-gas-russo.html" target="_blank" rel="noopener">di <em>Inside Over </em>hanno sottolineato poter essere colmabile almeno per una quota di 26,5 su 33 miliardi di metri cubi.</a></p>
<p>In quest&#8217;ottica, l&#8217;Italia può sfruttare la debolezza di un Paese che, pur essendo alleato in Ue sul fronte del rifiuto dell&#8217;austerità, è <strong>rivale nel Mediterraneo occidentale</strong>: la Spagna, il cui premier <strong>Pedro Sanchez </strong>riaprendo al dialogo col Marocco, nemico numero uno di Algeri, ha subito le ritorsioni del grande Paese nordafricano. Di recente Sonatrach avrebbe ufficialmente deciso di rivedere il prezzo di vendita del gas alla Spagna, aggiustandolo secondo gli attuali prezzi del mercato mondiale. Secondo il quotidiano nordafricano <em>El Watan</em>, che cita proprie fonti, la compagnia statale algerina ha attivato le clausole di indicizzazione che prevedono una revisione del prezzo di vendita nel contratto a lungo termine tra Algeri e Madrid ogni due anni. Il giornale algerino riferisce che la parte algerina intende sfruttare l&#8217;impennata dei prezzi del gas, in coincidenza con <strong>la guerra in Ucraina</strong>, per rivedere i prezzi con la parte spagnola, con la quale i rapporti si sono deteriorati nelle ultime settimane, a causa del cambio della politica estera del premier <strong>Pedro Sanchez sul dossier del Sahara occidentale. </strong>In quest&#8217;ottica, potrebbe esser dirottato verso l&#8217;Italia parte del flusso attraverso gasdotto ad alta capacità Maghreb-Europe (Meg) Algeria-Marocco-Spagna.</p>
<p>Ultima opzione di potenziamento dei flussi gasieri tra <strong>Africa, Mediterraneo e Italia</strong> potrebbe esser &#8220;Nigal, un gasdotto con una capacità di 30 miliardi di metri cubi l&#8217;anno&#8221;, nota <em>Il Messaggero:</em> &#8220;le tempistiche per la sua realizzazione sono ancora in via di definizione: dalla regione di Warri in Nigeria si dirigerà a nord attraverso il Niger fino ad Hassi R&#8217; Mel in Algeria&#8221;. Il continente oltre il Mediterraneo offre sfide e opportunità per il sistema Paese e sarà centrale nella via europea alla diversificazione energetica. Roma può finalmente sfruttare il pivot mediterraneo per creare una sinergia e <strong>Eni lo ha capito</strong>. Aprendo al dialogo e gestendo l&#8217;inserimento diplomatico di <strong>governo Draghi</strong>. Il tricolore svetta con più facilità laddove ad aprirgli la strada è la bandiera del Cane a sei zampe. A <a href="https://it.insideover.com/storia/la-nave-scomparsa-e-il-mistero-dellheida-allombra-della-morte-di-mattei.html">sessant&#8217;anni dalla morte di Mattei</a> ancora intrinsecamente legata a un continente strategico e a un Paese, l&#8217;Algeria, che grazie all&#8217;energia può ritagliarsi un ruolo nella piccola e grande storia d&#8217;oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html">Eni &#8220;l&#8217;Africana&#8221;: la sponda Sud per superare il gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché è così difficile compensare il gas russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-e-cosi-difficile-compensare-il-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 16:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Greenstream]]></category>
		<category><![CDATA[Transmed]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=346290</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con le bollette alle stelle e la guerra in Ucraina, l&#8217;Italia sta cercando di aumentare le importazioni di gas da Paesi come Algeria e Qatar per compensare una possibile, disastrosa interruzione delle forniture di gas della Russia. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, lo ha detto chiaramente: “La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-e-cosi-difficile-compensare-il-gas-russo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-e-cosi-difficile-compensare-il-gas-russo.html">Perché è così difficile compensare il gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con le bollette alle stelle e la guerra in <strong>Ucraina</strong>, l&#8217;Italia sta cercando di aumentare le importazioni di <strong>gas</strong> da Paesi come Algeria e Qatar per compensare una possibile, disastrosa interruzione delle forniture di gas della <strong>Russia</strong>. Il presidente del Consiglio, <strong>Mario Draghi</strong>, lo ha <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-del-presidente-draghi-al-senato/19295">detto</a> chiaramente: “La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è un obbiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell’immediato. Non possiamo essere così dipendenti dalle decisioni di un solo Paese. Ne va anche della nostra libertà, non solo della nostra prosperità”. Se la Russia taglia il gas all’Italia, inserita nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-pubblica-lelenco-dei-paesi-ostili-anche-litalia-nella-lista-nera.html">lista nera</a> dei Paesi ostili a Mosca, bisogna trovare almeno <strong>30 miliardi</strong> di metri di gas annuali.</p>
<p>Non è facile per almeno <strong>due</strong> motivi: primo, i contratti per l’acquisto di gas (specialmente quelli a lungo termine) sono frutto di lunghe e complicate negoziazioni e non si possono sottoscrivere o modificare dall&#8217;oggi al domani; secondo, l’Italia soffre di una carenza di infrastrutture di gas naturale liquefatto (Gnl), motivo per cui la capacità di importazione è attualmente limitata. “Le possibili interruzioni/riduzioni russe dei flussi di gas naturale e petrolio verso l’Europa (di cui copre rispettivamente il 35-40 per cento e il 20-25 per cento dei fabbisogni) non possono essere sostituite in toto e/o in parte dai Paesi <em>rentier</em> della sponda sud o sud-est del Mediterraneo per una serie svariata di motivi”, spiega a <em>Insideover</em> Giuseppe Dentice, Head del desk Mena presso il Centro Studi internazionali (Cesi).</p>
<h2>Più gas dall&#8217;Algeria</h2>
<p>Poco dopo le parole di Draghi, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione, <strong>Luigi Di Maio</strong>, accompagnato dall’amministratore delegato dell’Eni, <strong>Claudio Descalzi</strong>, si è recato in visita in Algeria e in Qatar, rispettivamente <strong>secondo</strong> (21,2 miliardi di metri cubi) e <strong>terzo</strong> (7,28 miliardi) fornitore di gas dell’Italia dopo la Russia (28,2 miliardi di metri cubi) nel 2021. L’Italia importa gas dall’Algeria attraverso il <strong>TransMed</strong>, il gasdotto anche noto come Enrico Mattei, che passa anche per la Tunisia. La condotta ha una capacità totale di 30,2 miliardi di metri cubi l’anno, ma non è sfruttata al massimo.</p>
<p>L’Algeria potrebbe fornire un terzo del gas aggiuntivo di cui abbiamo bisogno, ma non ci siamo solo noi. Gli algerini stessi hanno un crescente fabbisogno di idrocarburi e la Spagna come cliente. Secondo l’<em><a href="https://www.agenzianova.com/news/fonti-nova-dallalgeria-ok-a-gas-aggiuntivo-allitalia-nel-breve-termine/">Agenzia Nova</a></em>, “l’Algeria ha dato disponibilità per fornire all’Italia gas aggiuntivo nel breve, medio e lungo termine”. In particolare, secondo fonti della compagnia Sontrach, l’Algeria “potrebbe garantire un massimo di <strong>2 miliardi</strong> di metri cubi aggiuntivi entro le scadenze attuali”, cifra confermata al <em><a href="https://www.ilsole24ore.com/sez/italia/in-edicola">Sole 24 Ore </a></em>dall’ambasciatore algerino a Roma, Abdelkrim Touahria. <em>Nova</em> parla anche di un possibile “compromesso, con una quantità concordata nei contratti a lungo termine e la possibilità di acquisire forniture aggiuntive spot”, cioè a prezzi di mercato (oggi altissimi).</p>
<h2>Carenza di infrastrutture</h2>
<p>Di Maio si è recato anche in Qatar, terzo fornitore di gas dell’Italia. Per aumentare le forniture dal piccolo Stato del <strong>Golfo</strong> perisco, tuttavia, è necessario investire nei rigassificatori: l’Italia non ne ha abbastanza. Gli impianti di Rovigo (8 miliardi metri cubi all’anno), Panigaglia (3,5 miliardi di metri cubi) e Livorno (3,75 miliardi di metri cubi all’anno di capacità autorizzata) arrivano insieme a <strong>16,25 miliardi</strong> di metri cubi, lontano dal target per compensare il gas russo. Si parla ora di nuove piattaforme di rigassificazione galleggianti entro giugno.</p>
<hr />
<blockquote><p>Sostieni il reportage di <strong>Fausto Biloslavo</strong> in <strong>Ucraina </strong>con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:<br />
ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DEL GIORNALISMO<br />
BANCO POPOLARE DI LODI<br />
Filiale di Milano, piazza Mercanti 5<br />
IBAN: IT43L0503401633000000004244<br />
CAUSALE: Reportage Ucraina<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/ucraina-in-fiamme.html?_ga=2.60162158.2144288465.1645442780-1430708240.1599038771"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<hr />
<p>Ma c’è un altro problema: il Qatar ha abbastanza gas per rifornire l’Europa se la Russia chiude i rubinetti? La risposta è probabilmente <strong>no</strong>, anche perché esistono altri clienti, come ad esempio la Cina, che Doha non può certo lasciare a secco. “Come confermato dal ministro dell’Energia del Qatar, Saad Sherida al Kaabi, durante la conferenza del Forum dei Paesi esportatori di gas al mondo, anche una realtà come Doha, principale esportatore globale di Gnl, potrebbe portare la sua quota di approvvigionamenti europei dal 5% ad un massimo del 10-15 %”, ha detto ancora Dentice.</p>
<h2>Le altre fonti</h2>
<p>Un altro Paese fornitore di gas dell’Italia è la <strong>Libia</strong>. L’ex Jamahiriya di Muammar Gheddafi ha esportato <strong>3,231</strong> miliardi di metri cubi nel nostro Paese durante il 2021, in calo del 27,6% rispetto all’anno precedente. Eppure, tramite il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cosa-e-greenstream.html">GreenStream</a>, il “cordone ombelicale” che collega i giacimenti libici alla Sicilia, potremmo importare fino a <strong>11 miliardi</strong> di metri cubi all’anno. Ma la Libia è uno Stato profondamente instabile e che rischia di ripiombare nella guerra civile per lo <a href="https://www.agenzianova.com/r/1006/mezzaluna">scontro</a> tra due coalizioni rivali: da una parte il Governo di unità nazionale (Gun) del premier Abdulhamid Dabaiba, riconosciuto dalle Nazioni Unite; dall’altra il Governo di stabilità nazionale (Gsn) dell’ex ministro dell’Interno Fathi Bashagha, a sua volta appoggiato dal generale Khalifa Haftar.</p>
<p>In questa fase, dunque, è complicato anche solo mantenere l’attuale livello di forniture libiche. Certo, ci sono altre possibilità: l’<strong>Azerbaigian</strong>, l’<strong>Egitto</strong>,<strong> Israele </strong>o persino l’<strong>Iran</strong> (ancora sotto sanzioni internazionali) potrebbero teoricamente fornire gas aggiuntivo all’Europa. Non tutti, però, vogliono pestare i piedi alla Russia. “Qualsiasi aiuto energetico potrebbe essere bloccato o ostacolato dall’azione di Mosca, membro dell’Opec+.  Tale disponibilità potrebbe indispettire il Cremlino e irrigidire i rapporti bilaterali nell’area, mettendo a rischio le numerose commesse esistenti nel comparto energia (si pensi ai progetti sul nucleare civile egiziano e nell’offshore mediterraneo) con ripercussioni a catena in tutti gli altri contesti interessati”, afferma ancora Dentice.</p>
<h2>Aumento della produzione nazionale?</h2>
<p>Un ultimo elemento di riflessione riguarda il possibile aumento della produzione di gas in Italia. Il governo punta ad estrarre <strong>2,2-2,5 miliardi</strong> di metri cubi l’anno in più, scommettendo soprattutto sui giacimenti del <strong>Canale di Sicilia</strong>. Secondo le stime citate da <em><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gas-sicilia-e-adriatico-ecco-mappa-giacimenti-dove-si-potra-estrarre-AEla66EB">Il Sole 24 Ore</a></em>, “nel sottosuolo d’Italia sono nascosti (tra riserve certe e possibili) 1,8 miliardi di barili di petrolio e 350 miliardi di metri cubi di gas”, a cui si aggiungono “altre grandi riserve sotto il fondale dello Ionio e sotto il mare a nord-ovest della Sardegna”. Meglio tardi che mai? “Siamo in ritardo rispetto agli altri sulla catena di differenziazione degli approvvigionamenti, a cui si aggiungono anche i ritardi strutturali (politici, burocratici e di opinione pubblica) negli investimenti in infrastrutture energetiche (ad es. rigassificatori) utili a facilitare lo sviluppo di una visione strategica coerente. Senza dimenticare, tra le altre cose, la scarsa propensione ad aumentare la quota di produzione gasifera e petrolifera nazionale, i problemi di varia natura nelle rinnovabili che aiuterebbero nel mix energetico e nella diversificazione delle fonti, nonché una integrazione ancora non adeguata alla rete europea”, conclude Dentice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-e-cosi-difficile-compensare-il-gas-russo.html">Perché è così difficile compensare il gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/580 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-04-19 20:21:43 by W3 Total Cache
-->