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	<title>Claudia Sheinbaum Archives - InsideOver</title>
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	<title>Claudia Sheinbaum Archives - InsideOver</title>
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		<title>Trump alza il tiro: una direttiva segreta per impiegare l’esercito contro i cartelli latinoamericani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 12:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump avrebbe firmato una direttiva per impiegare le forze armate contro i cartelli della droga. Ma come sarà il loro intervento?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-alza-il-tiro-una-direttiva-segreta-per-impiegare-lesercito-contro-i-cartelli-latinoamericani.html">Trump alza il tiro: una direttiva segreta per impiegare l’esercito contro i cartelli latinoamericani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250801063636626_87994baf8839e9539b4068e0100d7021-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington è sempre più determinata a combattere le <strong>gang latinoamericane del narcotraffico</strong> fino al punto di schierare le proprie Forze armate. Secondo un’indiscrezione lanciata dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2025/08/08/us/trump-military-drug-cartels.html">New York Times</a></em>, il presidente <strong>Donald Trump avrebbe firmato segretamente una direttiva che darebbe semaforo verde all’esercito statunitense</strong> nel contrasto ai cartelli della droga, trovando alcune conferme da parte di alcuni funzionari pubblici americani, come riportato da <em>Reuters</em>. A dire il vero, a inizio agosto il segretario di Stato Marco Rubio aveva già dato a intendere che <strong>il Governo non escludeva l’impegno del dipartimento della Difesa</strong>, ovvero del Pentagono, dopo che a febbraio di quest’anno <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">i gruppi di narcos sono stati classificati come organizzazioni terroristiche</a> al pari dell’Isis. Un eventuale dispiegamento delle risorse militari comporterebbe raid mirati, operazioni via mare e sorveglianza aerea &#8211; intensificata di molto negli ultimi mesi &#8211; delle aree flagellate dal crimine organizzato presumibilmente anche al di fuori del territorio a stelle e strisce. Al momento, però, pare che nessun intervento dell’esercito sia all’orizzonte, rimettendosi alle parole delle eminenze grigie che si sono fatte avanti con la stampa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i gruppi equiparati ai terroristi</h2>



<p>Da sei mesi otto gang originarie dell’America Latine sono nella <em>black list </em>del Dipartimento di Stato Usa e sotto stretta sorveglianza come <em>Foreign Terrorist Organizations</em> (FTO). Spulciando l’elenco, tra i cartelli più celebri si trovano il <strong>Tren de Aragua</strong> e il <strong>Cartel de Sinaloa</strong> che si sono contraddistinti negli ultimi anni per l’efferatezza dei loro reati. Secondo le autorità statunitensi, gli <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html">affari di questi clan</a>, oltre allo spaccio di droga, spaziano dalla tratta di esseri umani fino ai sequestri a scopo di estorsione, contribuendo al dilagare della violenza nelle città americane già infestate dal <strong>fentanyl</strong>, oppioide sintetico al primo posto come causa di morte per gli americani di età compresa tra i 18 e i 49 anni. </p>



<p>Nel novembre del 2024, Trump è stato eletto promettendo di fare “l’America di nuovo sicura” e la decisione di <strong>identificare i cartelli della droga come ricettacolo di terroristi</strong> consente di dotare le forze dell’ordine di maggiori risorse e strumenti più efficaci per infliggere dei colpi più potenti a danno di tali soggetti. Già a febbraio molti osservatori si domandavano se fosse opportuno mettere narcotrafficanti e terroristi nello stesso calderone e considerando le sempre più insistenti voci sull’utilizzo della forza militare, ci si interroga su quale sarà il perimetro d’azione dell’esercito, non dimenticando la vigenza del <em>Posse Comitatus Act</em> risalente al 1878, che vieta alle Forze armate di interferire in questioni di competenza della polizia federale e locale.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni con il Messico</h2>



<p>La notizia diffusa dal quotidiano newyorchese ha avuto eco anche al di fuori dei confini a stelle e strisce, alimentando un vivace dibattito in Messico. La presidente <strong>Claudia&nbsp; Sheinbaum</strong> ha tenuto a rassicurare la stampa locale dichiarando che Città del Messico era al corrente della direttiva voluta dalla Casa Bianca, specificando che <strong>nessun intervento statunitense è programmato </strong>e, ove ciò avvenisse, si tratterebbe di una <strong>violazione della sovranità del Messico</strong>, ribadendo quanto già comunicato a Trump a maggio dopo che l&#8217;inquilino della Casa Bianca aveva rivolto un primo invito alla cooperazione.&nbsp;</p>



<p>La<a href="https://it.insideover.com/criminalita/messico-sotto-pressione-gli-usa-si-prendono-i-narcos-ma-i-cartelli-non-perdono-il-loro-potere.html"> dialettica &#8211; a tratti scontrosa &#8211;&nbsp; tra i due vicini nordamericani</a> , però, ha dei riverberi anche in Venezuela. La procuratrice generale degli Stati Uniti <strong>Pam Bondi ha accusato il presidente venezuelano Nicolas Maduro di affiliazione al clan Sinaloa</strong>, ritenuto dal dipartimento di Giustizia Usa il principale responsabile della diffusione del già menzionato fentanyl. Bondi ha persino offerto una taglia di 50 milioni di dollari come ricompensa per l’arresto di Maduro, ma Sheinbaum ha affermato in conferenza stampa che il suo Governo non dispone di prove che colleghino il leader sudamericano al cartello del narcotraffico, invitando i funzionari americani a condividere le informazioni in loro possesso.</p>



<p>La situazione, oggi come oggi, resta intricata perché l’alone di interrogativi intorno all’impiego delle Forze armate contro i narcos è piuttosto denso, guardando a tutti i vincoli nazionali e internazionali che <em>de facto</em> ingessano l’azione militare. Indubbiamente, la strategia della Casa Bianca apre a uno scenario di guerra ai cartelli senza precedenti nella storia degli Stati Uniti ma bisogna restare in attesa di capire in che termini e in che modi sarà declinata.      </p>



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		<title>Il Messico fa il funambolo: allineato agli Usa, aperto alla Cina. Finché dura&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-messico-fa-il-funambolo-allineato-agli-usa-aperto-alla-cina-finche-dura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 16:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-1536x1098.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'alleato americano è indispensabile per commercio, difesa e migrazione ma gli investimenti cinesi servono per crescere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/messico-1536x1098.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre Donald Trump torna ad agitare le acque del commercio internazionale con nuove minacce di dazi, il Messico si ritrova al centro di una partita geopolitica delicata. La presidente <strong>Claudia Sheinbaum</strong> cerca di mantenere un basso profilo nei rapporti con Pechino per evitare lo scontro diretto con Washington. Eppure, sotto la superficie, i legami sino-messicani si moltiplicano, consolidandosi silenziosamente in ogni settore: economico, culturale, tecnologico e politico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Diplomazia prudente, rapporti ramificati</h3>



<p>Sul piano formale, Sheinbaum ha adottato una linea di prudenza. Dopo l’uscita di scena dell’ambasciatore cinese <strong>Zhang Run</strong> nel dicembre 2024, Pechino non ha ancora nominato un successore. Un vuoto che appare come un segnale di “tregua diplomatica”. Tuttavia, il dialogo tra i due Paesi non si è interrotto: esiste una rete parlamentare di relazioni, come il Comitato di amicizia con la Cina, e figure influenti come <strong>Gerardo Fernández Noroña </strong>(presidente del Senato e uomo forte del Partito del Lavoro) spingono per un asse sempre più stretto con il gigante asiatico.</p>



<p>A livello subnazionale, l’azione cinese è ancora più penetrante: missioni commerciali regolari negli Stati federali, progetti di cooperazione municipale e almeno quindici gemellaggi ufficiali tra città messicane e cinesi. In parallelo, si moltiplicano eventi culturali, forum imprenditoriali, fiere e seminari che favoriscono la costruzione di un ecosistema parallelo di collaborazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia, sicurezza e zone grigie</h3>



<p>Nel campo tecnologico, la Cina ha assunto una posizione dominante. <strong>Huawei non solo fornisce reti di telecomunicazione, ma ha realizzato infrastrutture cloud da 1,3 miliardi di dollari.</strong> I suoi servizi, attraverso Telmex, raggiungono persino la presidenza della Repubblica e i ministeri della Comunicazione, della Difesa e degli Interni. Secondo indiscrezioni, Huawei avrebbe perfino proposto la gestione dei centri di raccolta dati per i servizi d’intelligence.</p>



<p>E non è sola: Oppo, ZTE, Xiaomi e Honor controllano ormai ampie fette del mercato telefonico. Hikvision domina nei sistemi di videosorveglianza per la sicurezza pubblica, mentre <strong>Lenovo ha trasformato il Messico nel suo maggiore polo produttivo</strong> dell’America Latina.</p>



<p>Ma non tutto brilla: il mercato nero messicano è invaso da droni DJI, giubbotti antiproiettile e altro materiale militare cinese, facilmente reperibile da gruppi criminali e cartelli. Le Forze armate messicane si trovano così a fronteggiare avversari dotati di tecnologia cinese, spesso più aggiornata di quella in dotazione allo stesso esercito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Difesa: poco visibile, ma presente</h3>



<p>Dal punto di vista ufficiale, i rapporti militari tra Messico e Cina sono modesti. <strong>Nessun cadetto cinese studia attualmente nelle accademie messicane</strong>, e viceversa. Tuttavia, la Cina ha piazzato in Messico un attivissimo addetto militare, il colonnello Cui Yungmao, che parla uno spagnolo fluente e partecipa regolarmente ad attività con le accademie di guerra messicane. Nel 2023, una delegazione militare cinese ha persino sfilato durante la parata per l’indipendenza del Messico, insieme a rappresentanti della Russia. Episodi simbolici, ma che evidenziano una crescente familiarità.</p>



<p>Nel frattempo, aziende cinesi hanno tentato – finora senza successo – di entrare nel mercato della sicurezza privata. Ma Pechino non demorde. La sua strategia è di lungo respiro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il denaro cinese: silenzioso, ma ovunque</h3>



<p>Gli investimenti diretti cinesi in Messico ammontano a circa 2 miliardi l’anno, ma tra il 2013 e il 2023 si contano 700 operazioni per un totale di 13 miliardi di dollari. E il flusso non si arresta. Dalla logistica ai trasporti, dall’automotive all’energia, la Cina è sempre più presente.</p>



<p>BYD, il colosso cinese dell’auto elettrica, ha sospeso la costruzione di uno stabilimento per paura dei dazi USA, ma marchi come FAW, JAC, BAIC e SAIC restano fortemente attivi. In Hidalgo, JAC ha uno stabilimento che produce SUV cinesi destinati al mercato locale e internazionale. BAIC e Foton si stanno imponendo nel trasporto pubblico con autobus a basso costo.</p>



<p>Nel settore infrastrutturale, le aziende cinesi hanno partecipato alla costruzione della linea 1 della metro di Città del Messico e alla ferrovia Maya, ma il loro ruolo è ora marginalizzato dall’intervento diretto dell’esercito.</p>



<p>Nel settore minerario, Ganfeng – colosso del litio – è bloccato da un decreto di nazionalizzazione firmato da AMLO nel 2023. La società ha avviato un contenzioso internazionale. Il giacimento di Bacanora, uno dei più ricchi del continente, resta un nodo geopolitico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cultura e media: il soft power in azione</h3>



<p>La diplomazia culturale è un altro pilastro della penetrazione cinese. <strong>Oltre sei Istituti Confucio</strong>, borse di studio annuali, corsi congiunti e centri di studio sul modello della UNAM e del Colegio de México consolidano l’immagine della Cina come partner accademico strategico. Il programma Huawei “Seeds for the Future” ha formato oltre 100 studenti messicani a Shenzhen.</p>



<p>Anche i media non restano fuori dal gioco.&nbsp;<em>La Jornada</em>,&nbsp;<em>Milenio</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Reforma</em>&nbsp;pubblicano regolarmente contenuti cinesi o ospitano giornalisti e inviati speciali in viaggi sponsorizzati. È un’operazione di influenza sottile, ma efficace. Come scriveva Mao: “la rivoluzione non si annuncia, si costruisce”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un equilibrio instabile</h3>



<p>Il Messico cammina su una fune tesa. <strong>Da un lato, dipende dagli Stati Uniti per commercio, sicurezza e migrazione</strong>. Dall’altro, ha bisogno degli investimenti cinesi per crescere, industrializzarsi e dotarsi di infrastrutture. Sheinbaum cerca di fare il funambolo: <strong>allineata a Washington nelle parole, aperta a Pechino nei fatti.</strong></p>



<p>Ma quanto durerà questo gioco doppio? Con Trump pronto a imporre dazi, e con la Cina sempre più assertiva, il Messico potrebbe presto trovarsi costretto a scegliere. Oppure, come spesso accade nella storia latinoamericana, sarà costretto a subire.</p>
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