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	<title>Claudia Sheinbaum Archives - InsideOver</title>
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	<title>Claudia Sheinbaum Archives - InsideOver</title>
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		<title>Giudici eletti dai cittadini. Messico al bivio, tra democrazia diretta e fine dello Stato di diritto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 09:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Per il Messico un sogno di giustizia popolare che potrebbe trasformarsi in un incubo istituzionale: i giudici eletti dai cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/giudici-eletti-dai-cittadini-messico-al-bivio-tra-democrazia-diretta-e-fine-dello-stato-di-diritto.html">Giudici eletti dai cittadini. Messico al bivio, tra democrazia diretta e fine dello Stato di diritto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/messico-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Un esperimento audace, un azzardo senza precedenti, un sogno di giustizia popolare che potrebbe trasformarsi in un incubo istituzionale. Il prossimo 11 giugno 2025, il<strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/messico-honduras-el-salvador-quando-lo-stato-minaccia-i-giornalisti-che-dovrebbe-proteggere.html"> Messico </a></strong>si appresta a riscrivere le regole del sistema giudiziario con una riforma che non ha eguali nella storia moderna: ogni giudice federale, dai nove membri della Corte Suprema agli 850 magistrati federali, fino alle migliaia di giudici dei tribunali locali, sarà eletto direttamente dai cittadini. Un secondo turno di elezioni, previsto per il 2027, completerà questa rivoluzione voluta con tenacia dal partito Morena, sotto la guida prima di Andrés Manuel López Obrador e ora della sua erede politica, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/claudia-sheinbaum-prima-donna-ebrea-guida-messico.html">Claudia Sheinbaum.</a></strong> Ma dietro la retorica della “giustizia del popolo” si nasconde un rischio mortale: la politicizzazione della magistratura, l’erosione della sua indipendenza e, in un paese già segnato dalla violenza e dalla corruzione, l’apertura di una breccia per l’influenza dei cartelli criminali.</p>



<p>L’idea di fondo è tanto semplice quanto radicale: se il popolo è sovrano, perché non affidargli anche la scelta di chi amministra la giustizia? <strong>“Il popolo non è ignorante”, proclama Olivia Aguirre Bonilla, una delle candidate alla Corte Suprema, </strong>con il tono di chi difende un principio sacrosanto. “Se sa eleggere un presidente, può eleggere anche i giudici”. È una narrazione potente, che attinge al profondo risentimento verso un sistema giudiziario percepito come distante, elitario, talvolta corrotto. <strong>In un Paese dove oltre il 90% dei reati rimane impunito e solo il 14% dei procedimenti giudiziari porta a una condanna</strong>, il desiderio di cambiamento è comprensibile. Ma la soluzione proposta da Morena rischia di essere un rimedio peggiore del male.</p>



<p>L’indipendenza del potere giudiziario è una conquista storica, un baluardo contro gli abusi del potere politico e le pressioni della società. Un giudice eletto dal popolo, per quanto possa sembrare vicino ai cittadini, diventa inevitabilmente un attore politico. Deve corteggiare il consenso, navigare le acque insidiose della popolarità, rispondere agli umori dell’opinione pubblica. Come potrà emettere una sentenza impopolare ma giusta, quando il suo futuro dipende dal voto? Come potrà opporsi a una legge voluta da un Governo forte o resistere alle pressioni di chi controlla le piazze, i media, o peggio, i territori? <strong>In Messico, dove i cartelli della droga esercitano un potere quasi statale in intere regioni, questo rischio assume contorni drammatici.</strong> I narcos, che già finanziano campagne elettorali locali e corrompono funzionari pubblici, potrebbero vedere nell’elezione dei giudici un’opportunità d’oro per infiltrare il sistema giudiziario, candidando loro uomini o piegando i candidati con minacce e denaro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un solo precedente</h2>



<p>Il precedente della Bolivia, unico caso simile, è un monito inquietante. Dal 2011, i giudici boliviani della Corte Suprema sono eletti dal popolo, ma il risultato è stato una magistratura screditata, invischiata in lotte politiche e incapace di garantire giustizia. <strong>Nelle ultime elezioni, il 40% dei voti è stato dichiarato nullo</strong>, un segnale di sfiducia totale verso un sistema che ha perso ogni credibilità. In Messico, il pericolo è ancora più grave. La fragilità delle istituzioni, la corruzione endemica e la potenza del crimine organizzato creano un terreno fertile per una deriva che potrebbe trasformare i tribunali in un’estensione del potere politico o, peggio, delle mafie. “Nessuno mi ha eletta”, dichiara Martha Magaña, giudice federale che ha scelto di non candidarsi, con la voce ferma di chi sa che l’indipendenza è il vero scudo della giustizia. “Per questo posso giudicare secondo coscienza, non secondo convenienza”.</p>



<p>Ma la riforma non si limita a cambiare il modo in cui i giudici vengono scelti. È anche <strong>un regolamento di conti con una Corte Suprema </strong>che, negli ultimi anni, si è dimostrata un ostacolo per il governo di Morena. Più volte, l’alta corte ha bloccato iniziative legislative di López Obrador, guadagnandosi l’accusa di essere una casta al servizio di interessi economici e politici consolidati. “Sono loro i veri nemici dello Stato di diritto”, tuona <strong>Gerardo Fernández Noroña</strong>, senatore e voce di spicco del partito, con un linguaggio che trasuda disprezzo per un’istituzione che osa opporsi al volere popolare. Per Morena, la Corte Suprema è un simbolo di resistenza conservatrice, un freno alla “trasformazione” del Messico promessa da López Obrador. E la riforma, con la sua promessa di democratizzazione, sembra cucita su misura per ridimensionarne il potere.</p>



<p>Il processo di selezione dei candidati, però, getta un’ombra lunga sulla credibilità dell’intera operazione. <strong>Tre commissioni hanno esaminato oltre 24.000 nomi in tempi record</strong>, con sedute che, in alcuni casi, sono durate pochi minuti. I requisiti? Dieci anni di esperienza legale, un esame scritto e un sorteggio pubblico. <strong>Nessun controllo approfondito</strong>, nessuna verifica rigorosa del passato dei candidati. In un paese dove la corruzione è un’arte praticata a ogni livello, questa superficialità appare come un invito aperto al caos. Chi garantisce che i candidati non siano già compromessi? Chi impedirà che i cartelli, con le loro immense risorse, piazzino i propri uomini nelle liste? Il sistema, invece di rafforzare la giustizia, rischia di trasformarla in una lotteria dove vincono i più spregiudicati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elezioni o mercato?</h2>



<p>E poi c’è la questione della campagna elettorale. I giudici-candidati dovranno scendere in piazza, fare promesse, conquistare voti. In un Paese dove la politica è già un’arena di compromessi e clientele, come si può immaginare che i futuri magistrati restino immuni da queste dinamiche? <strong>Le elezioni giudiziarie potrebbero diventare un mercato</strong>, con i candidati costretti a cercare finanziamenti, appoggi politici, o peggio, l’approvazione di poteri occulti. E una volta eletti, come potranno giudicare con imparzialità chi li ha sostenuti?</p>



<p>Il Messico si trova così sospeso su un precipizio. La riforma, venduta come un trionfo della sovranità popolare, potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio: da un lato, un sistema giudiziario ostaggio delle emozioni collettive o<strong> delle strategie dei partiti; </strong>dall’altro, un’apertura senza precedenti al crimine organizzato, che già oggi controlla pezzi di Stato. In nome del popolo, si rischia di sacrificare l’essenza stessa della giustizia: la sua capacità di essere un faro imparziale in un mare di conflitti e interessi. Quando la bilancia della giustizia sarà nelle mani di chi sa manipolare meglio le masse o dominare i territori, chi potrà salvare un paese già piegato dalla violenza e dalla sfiducia? Il Messico scommette sul suo futuro, ma il prezzo di questa scommessa potrebbe essere la sua stessa anima istituzionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/giudici-eletti-dai-cittadini-messico-al-bivio-tra-democrazia-diretta-e-fine-dello-stato-di-diritto.html">Giudici eletti dai cittadini. Messico al bivio, tra democrazia diretta e fine dello Stato di diritto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Energia, porti, comunicazioni&#8230; La Cina investe in Messico e gli Usa si preoccupano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/energia-porti-comunicazioni-la-cina-investe-in-messico-e-gli-usa-si-preoccupano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 13:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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<p>La relazione tra la Cina e il Messico è un esempio complesso di interazione tra due economie rivali ma convergenti.</p>
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<p>La relazione tra la <strong>Cina e il Messico</strong> è un esempio complesso di interazione tra due economie che, pur essendo strutturalmente in competizione, hanno trovato modo di integrarsi in vari settori. Il commercio bilaterale ha registrato una crescita impressionante dopo l&#8217;adesione della Cina all&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001, <strong>passando da circa 4,55 miliardi di dollari a oltre 136,74 miliardi di dollari nel 2022.</strong> Questo squilibrio, tuttavia, riflette il dominio cinese sulle esportazioni verso il Messico, con <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-messico-e-la-nuova-variabile-nei-rapporti-tra-usa-e-cina.html">il<strong> gigante asiatic</strong>o</a> che fornisce una vasta gamma di beni industriali e di consumo, mentre il Messico esporta principalmente risorse naturali e prodotti di valore relativamente inferiore. L&#8217;integrazione tra i due Paesi si è manifestata in vari settori chiave, tra cui le telecomunicazioni, le infrastrutture portuali e le energie rinnovabili.</p>



<p>A partire dai primi anni 2000, <strong>aziende cinesi come Hutchison Whampoa, Huawei e Lenovo hanno consolidato la loro presenza nel mercato messicano.</strong> Hutchison Whampoa, ad esempio, ha ottenuto concessioni per operare alcuni dei principali porti del Messico, tra cui quelli di Veracruz e Ensenada, consentendo alla Cina di stabilire una solida rete logistica vicino agli Stati Uniti. Anche Huawei, gigante delle telecomunicazioni, ha trovato nel Messico un mercato fertile per espandere i suoi servizi di infrastruttura cloud e fornire componenti per le reti di telecomunicazione locali. <strong>Nel 2021, Huawei ha giocato un ruolo cruciale nell&#8217;implementazione delle reti 5G in Messico</strong>, mentre l&#8217;azienda di sicurezza cinese Hikvision ha rafforzato la sua presenza nel settore della videosorveglianza attraverso l&#8217;acquisizione di Syscom, il più grande distributore di sistemi di sicurezza del Paese.</p>



<p>La crescente interdipendenza tra Cina e Messico è stata amplificata dalla cosiddetta strategia del <em>nearshoring</em>, in cui le aziende cinesi, sotto la pressione delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e delle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali, hanno spostato parte della loro produzione in Messico per mantenere l&#8217;accesso preferenziale al mercato nordamericano. <strong>Tra il 2019 e il 2023, il numero di investimenti cinesi in Messico è triplicato</strong>, portando il valore totale degli investimenti diretti esteri cinesi (OFDI) nel paese a 22,5 miliardi di dollari, pari al 12% degli investimenti cinesi complessivi in America Latina e nei Caraibi. Questi investimenti si concentrano principalmente su settori come la produzione di componenti automobilistici, l&#8217;elettronica e le energie rinnovabili. Un esempio emblematico è l&#8217;acquisizione da parte di Lenovo di uno stabilimento a Monterrey, utilizzato per la produzione su larga scala di apparecchiature informatiche.</p>



<p>Il settore energetico rappresenta un&#8217;altra area chiave di interesse per la Cina in Messico. Sebbene gli sforzi di Pechino siano stati in parte ostacolati dalla politica nazionalista di AMLO, che ha privilegiato il controllo statale sulle risorse energetiche, le aziende cinesi hanno comunque trovato opportunità di espansione. La State Power Investment Corporation (SPIC) ha acquisito Zuma Energía, <strong>una delle più grandi aziende di energia rinnovabile in Messico</strong>, espandendo così la sua capacità di produzione di energia solare ed eolica. Anche la Cina ha cercato di entrare nel settore strategico del litio, con l&#8217;acquisizione da parte di Ganfeng del giacimento Bacanora nel 2021. Tuttavia, l&#8217;ambizione di sviluppare questo asset è stata temporaneamente ostacolata dalla decisione di AMLO di nazionalizzare il settore del litio nel 2022, costringendo Ganfeng a rinegoziare la sua posizione.</p>



<p>Con l&#8217;elezione di Claudia Sheinbaum, la prima presidente donna del Messico, si prevede un cambiamento nella gestione delle relazioni sino-messicane. Pur essendo una stretta alleata di AMLO, Sheinbaum ha dimostrato una maggiore apertura verso la cooperazione internazionale e una predisposizione a migliorare l&#8217;efficienza amministrativa, il che potrebbe favorire un&#8217;ulteriore espansione degli investimenti cinesi. Sheinbaum ha già annunciato la sua intenzione di accelerare la costruzione di infrastrutture necessarie per facilitare il nearshoring, come magazzini e impianti di produzione, <strong>in linea con la sua enfasi sullo sviluppo delle energie rinnovabili e della logistica.</strong> Progetti chiave come il treno turistico Maya, la modernizzazione della Linea 1 della metropolitana di Città del Messico e il corridoio transoceanico di Tehuantepec potrebbero offrire nuove opportunità alle imprese cinesi, rafforzando la loro posizione in settori strategici.</p>



<p>Tuttavia, questa crescente influenza cinese in Messico non manca di sollevare preoccupazioni a Washington, soprattutto in vista della revisione dell&#8217;accordo di libero scambio USMCA nel 2026. Gli Stati Uniti temono che le aziende cinesi possano <strong>sfruttare il Messico come piattaforma per aggirare le restrizioni commerciali imposte da Washington</strong> e mantenere l&#8217;accesso preferenziale al mercato nordamericano. Inoltre, l&#8217;espansione della Cina in settori come la tecnologia e le infrastrutture potrebbe portare a un aumento della concorrenza con le imprese statunitensi e minare la sicurezza economica degli Stati Uniti. Pertanto, sarà cruciale che il Governo statunitense mantenga un dialogo costruttivo con l&#8217;amministrazione Sheinbaum per garantire che l&#8217;espansione cinese non comprometta gli interessi strategici del Nord America.</p>



<p>In conclusione, la relazione tra Cina e Messico ha raggiunto un punto di svolta, con opportunità significative per entrambe le parti, ma anche con sfide politiche e geopolitiche da affrontare. La capacità della nuova amministrazione messicana di gestire queste dinamiche, bilanciando le relazioni con la Cina e gli Stati Uniti, sarà fondamentale per il futuro sviluppo economico del Messico e per la stabilità della regione.</p>
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