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	<title>Charlie Herbert Archives - InsideOver</title>
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		<title>La banalità del male al tempo di Tik Tok: così i soldati di Israele mettono online le loro crudeltà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 11:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I crimini di guerra a Gaza sono documentati dagli stessi soldati israeliani, che hanno condiviso centinaia di video sui loro social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-banalita-del-male-al-tempo-di-tik-tok-cosi-i-soldati-di-israele-mettono-online-le-loro-crudelta.html">La banalità del male al tempo di Tik Tok: così i soldati di Israele mettono online le loro crudeltà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030195615603_4e8400482a0823e67096fa489706ff33-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Nessuno potrà dire: non sapevo cosa stesse accadendo a Gaza”. Inizia così la video <a href="https://www.jeremyrhammond.com/2024/10/23/israeli-war-crimes-documented-by-the-israeli-defense-forces/">inchiesta di Al Jazeera</a> composta per la maggior parte da filmati <strong>diffusi sui social dagli stessi soldati israeliani</strong>. Quello che emerge, nei 120 minuti di documentario, è una condotta violenta e del tutto indisciplinata dell’esercito israeliano. Il filmato non è passato inosservato, tanto che lo hanno rilanciato diversi autorevoli media internazionali. Tra questi, va <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-69020237">ricordata la BBC</a>, che ha analizzato 45 video di soldati israeliani, per poi concludere, dopo una lunga e dettagliata inchiesta, che <strong>“le riprese e la loro pubblicazione online potrebbero costituire un crimine di guerra”</strong>. La stessa notizia, mesi fa, fu ripresa, tra gli altri, anche da <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2024/02/28/israeli-soldiers-deployed-in-gaza-post-their-abuses-on-social-media_6568987_4.html">Le Monde</a>.</p>



<p>L’aspetto inquietante della video inchiesta [è possibile vederla in lingua inglese e sottotitolato in italiano a <a href="https://www.jeremyrhammond.com/2024/10/23/israeli-war-crimes-documented-by-the-israeli-defense-forces/">questo link]</a>, al netto delle atrocità portate alla luce, consiste proprio nel fatto che molti dei video sono stati presi direttamente dai profili social dei soldati israeliani, che evidentemente credono di godere, forse a ragione, di&nbsp;una totale impunità.</p>



<p>I crimini di guerra, che certamente sono stati commessi in tanti altri conflitti, non sono mai stati filmati e sbandierati alle masse. Mai prima d’ora. Eppure adesso, <strong>i principali social media sono letteralmente invasi da qualsivoglia barbarie consumata a Gaza.</strong> I soldati, che pure avrebbero il divieto di portare sul campo di battaglia gli smartphone, disobbediscono alla stregua di indomabili liceali [e, difatti, l’età media delle reclute, riporta il<em> Jerusalem Post</em>, è di 18,9 anni]. Dalle loro storie pubblicate su Instagram e Tik Tok emerge tutto quello che la stampa fa fatica a riportare [ricordiamo a tale proposito quanto <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-quello-che-israele-con-la-censura-militare-nasconde-alla-stampa-estera.html">denunciato dal CPJ</a>, e cioè “il divieto totale ai giornalisti di entrare a Gaza è senza precedenti nei tempi moderni&#8221;].</p>



<h2 class="wp-block-heading">È tutto online</h2>



<p>Riportiamo la descrizione di alcuni video dell&#8217;inchiesta. </p>



<p>Le immagini riprendono centinaia di palestinesi in marcia, che verosimilmente si stavano spostando da Nord a Sud della Striscia. Hanno tutti una mano alzata per mostrare il loro documento identificativo. Tutti, anche i più piccoli [nel video si vedono chiaramente bambini di 3 o 4 anni]. Nel tragitto che fanno a piedi ci sono cadaveri stesi a terra. Durante la marcia alcuni uomini vengono allontanati dalle fila, spogliati completamente e lasciati legati a terra in attesa, forse, di qualche controllo da parte delle forze armate. Forse.</p>



<p>In un altro post si sente l’audio di un militare che incita i suoi commilitoni a bruciare tutte le case dei palestinesi e, citiamo letteralmente, “far cadere tanti esplosivi da spaventare Dio Onnipotente”.</p>



<p>E ancora,&nbsp;un altro filmato mostra tre soldati che distruggono una casa e accompagnano le immagini con la scritta “distruggiamo tutto, così non avranno un posto dove tornare”.</p>



<p>A tale proposito, nell’inchiesta di Al Jazeera, interviene un maggiore dell’esercito britannico in pensione, Charlie Herbert, che dichiara: “Queste immagini sono la riprova che quello israeliano è un esercito totalmente indisciplinato, non dal punto di vista del singolo, ma a livello istituzionale”.</p>



<p>Il documentario prosegue con decine e decine di video in cui i soldati dell’IDF devastano qualsiasi oggetto si ritrovino sottomano. E qui, interviene un esperto di diritto internazionale, Rodney Dixon Kc, che afferma: “Secondo il diritto internazionale non è permesso distruggere proprietà di comuni civili. Qualsiasi procuratore si ‘leccherà i baffi’ nell’esaminare questi filmati”.</p>



<p><strong>Quella attuata dai soldati israeliani, sottolinea Dixon, è “la politica della terra bruciata”</strong>, ovvero la distruzione di tutte le strutture civili per rendere il successivo reinsediamento quanto più complicato possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La banalità del male ai tempi dei social</h2>



<p>Ci sono soldatesse in divisa che, tra un pattugliamento e un’offensiva, girano un Tik Tok, con tanto di mosse a tempo di musica. Immagini che stridono con la devastazione d&#8217;attorno. In un’altra storia di Instagram, in pochi secondi è racchiusa quella che si potrebbe definire la banalità del male ai tempi dei social media: una forte esplosione fa saltare in aria un edificio a Gaza, mentre l’autore del video si riprende sorridente, ed elettrizzato grida: “Questa è stata esagerata!”</p>



<p>Poi le immagini di un soldato che&nbsp;prende a calci in faccia un palestinese a terra, bendato e legato. Oltre al video, l’audio: si sentono le urla, fin quando il prigioniero non viene trascinato via con la forza.</p>



<p>Un altro militare riprende la demolizione di una casa araba nella Cisgiordania; passa alla telecamera frontale, sorride e grida: “Questo è un lavoro bellissimo”.</p>



<p>Non ci sono solo i soldati al fronte. La distruzione di Gaza ha generato un trend su Tik Tok oltremodo inquietante. Giovani e giovanissimi, molti dei quali minorenni, si filmano mentre, vestiti come caricature di palestinesi, emulano la disperazione della gente nella Striscia. Il trend è chiarissimo e porta l’hashtag “ho perso la casa”. Persino gli influencer hanno fatto la loro parte, condividendo video in cui, rovesciando dell’acqua a terra, scrivono “tanti saluti a Gaza”, irridendo in tal modo i palestinesi della Striscia, che hanno l&#8217;acqua centellinata.</p>



<p>È tutto online: le violenze, crimini. Basta avere il coraggio di guardare.</p>
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