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	<title>Charles Michel Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 26 Mar 2024 07:24:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Charles Michel Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il dilemma dei falchi europei per la Difesa comune: i bond &#8220;demoliscono&#8221; l&#8217;austerità?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-dei-falchi-europei-per-la-difesa-comune-i-bond-demoliscono-lausterita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 07:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobond]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, conferenza stampa al termine del Consiglio UE in video conferenza (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-768x424.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La partita per la Difesa comune europea può essere un antidoto al ritorno dell&#8217;austerità germanocentrica e nordica nell&#8217;Unione Europea? Guardando alle discussioni embrionali avviate nell&#8217;ultimo Consiglio Europeo si nota una strana ambivalenza. I Paesi che maggiormente perorano l&#8217;idea del riarmo dell&#8217;Europa contro la minaccia russa sono gli stessi che maggiormente tentennano sul tema del rilancio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-dei-falchi-europei-per-la-difesa-comune-i-bond-demoliscono-lausterita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-dei-falchi-europei-per-la-difesa-comune-i-bond-demoliscono-lausterita.html">Il dilemma dei falchi europei per la Difesa comune: i bond &#8220;demoliscono&#8221; l&#8217;austerità?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, conferenza stampa al termine del Consiglio UE in video conferenza (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-768x424.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La <strong>partita per la Difesa comune europea</strong> può <strong>essere un antidoto</strong> al ritorno dell&#8217;austerità germanocentrica e nordica nell&#8217;Unione Europea? Guardando alle discussioni embrionali avviate nell&#8217;ultimo <strong>Consiglio Europeo</strong> si nota una strana ambivalenza. I Paesi che maggiormente perorano l&#8217;idea del riarmo dell&#8217;Europa contro la <strong>minaccia russa</strong> sono gli stessi che maggiormente tentennano sul tema del rilancio dell&#8217;<strong>emissione di debito comune</strong>, veri e propri &#8220;Eurobond di guerra&#8221;, per rafforzare la gamba comunitaria della Difesa occidentale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La complessa corsa dell&#8217;Europa verso l&#8217;economia di guerra</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-dilemma-strategico-delleuropa-che-si-prepara-alla-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il dilemma strategico dell&#8217;Europa che si prepara alla guerra</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>All&#8217;ultimo Consiglio Europeo dei Paesi nordici, spesso al tempo stesso in prima fila sia nel ruolo di falchi pro-Nato che di falchi rigoristi, solo l&#8217;agguerrita Estonia ha sposato la proposta del <strong>presidente francese <a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-rilancia-la-francia-nucleare-un-messaggio-a-putin-e-alleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emmanuel Macron,</a> sostenuto in questo dal Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani</strong>, di emettere Eurobond per finanziare la Difesa comune europea. La premier <a href="https://it.insideover.com/storia/estonia-riscrive-la-storia-della-cacciata-dei-nazisti-in-nome-della-russofobia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kaja Kallas</a>, ricorda <em>EuNews,</em> <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/03/21/eu-leaders-to-discuss-breaking-the-defence-bond-taboo-at-brussels-summit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha chiesto un&#8217;emissione da almeno <strong>100 miliardi di euro</strong> di obbligazioni sovrane</a>. A mettersi di traverso il sostanziale silenzio dei Paesi frugali. Togliendo dal computo l&#8217;<strong>Austria</strong>, Paese neutrale per costituzione e che non ha intenzione di schierarsi apertamente contro la Russia o di investire nel riarmo, la cui &#8220;austerità&#8221; su questo fronte è comprensibile, stupisce che Paesi come <strong>Danimarca, Finlandia, Svezia, Olanda e Polonia</strong> non abbiano preso posizione.</p>



<p>Difesa e Europa non possono convivere nella stessa frase? I Paesi in questione, solerti nel sostenere l&#8217;Alleanza Atlantica e il suo principio di sicurezza collettiva, tanto da aderirvi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina nel caso di Finlandia e Svezia, dovrebbero sulla carta <strong>aprire a una svolta epocale dell&#8217;Europa</strong>. Ma più della tutela dell&#8217;interesse strategico dell&#8217;Europa vale forse il timore di aprire le gabbie al principio del debito comune già strappato a fatica da Macron, assieme a <strong>Giuseppe Conte, Kyriakos Mitsotakis e Pedro Sanchez</strong>, ai tempi del Covid-19. E ora che la Recovery and Resilience Facility su cui si finanziano i piani come l&#8217;italiano Pnrr si avvicina alla sua conclusione (dicembre 2026) le &#8220;colombe&#8221; d&#8217;Europa, sperando nel combinato disposto delle nuove esigenze con una fase più lasca sul fronte dei tassi, hanno messo sul tavolo la partita dei nuovi Eurobond.</p>



<p>Sulla proposta si è anche registrata l&#8217;ennesima spaccatura tra <strong>Charles Michel e Ursula von der Leyen</strong>. Il presidente del Consiglio europeo li ha definiti come utili: “potrebbero essere un potente mezzo per rafforzare la nostra innovazione tecnologica e la nostra base industriale”. La presidente della Commissione ha invece frenato sull&#8217;inserimento di <strong><a href="https://ilmanifesto.it/un-vertice-di-guerra-ma-leuropa-si-ferma-sui-bond-della-difesa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;strumenti innovativi&#8221;</a></strong> nelle conclusioni del Consiglio Europeo. Come al solito, sarà decisiva la posizione della <strong>Germania, che si trova tentennante.</strong> Da un lato, Berlino con l&#8217;incipiente crisi di bilancio avrebbe bisogno di sollievo sul fronte del sostegno al riarmo. Dall&#8217;altro, la coalizione &#8220;semaforo&#8221; di Olaf Scholz ha avuto negli ultimi mesi un trinceramento austeritario guidato dal falco delle Finanze Christian Lindner. Il quale sa bene che ogni nuova finestra di opportunità sul debito comune sarebbe un danno alla sua strategia.</p>



<p>Il principio del bond &#8220;di guerra&#8221; europeo, che potrebbe essere emesso tramite un veicolo comunitario come la <a href="https://it.insideover.com/economia/alla-scoperta-della-bei-ecco-il-gigante-nascosto-deuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Banca europea degli investimenti</strong> </a>o il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mes-tornera-in-gioco-sul-debito-pubblico-italiano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Meccanismo europeo di stabilità</strong>, il cui futuro più strategico sarebbe la riconversione ad agenzia europea del debito</a> come proposto da tempo da Italia e Francia, sarebbe quella di un <em>safe asset</em>. Ovvero un&#8217;obbligazione sovrana europea a basso rischio, alto rating e lunga durata capace di far convergere i rendimenti e gli spread sulle obbligazioni sovrane del Vecchio Continente. Il <strong>riarmo sarebbe il pretesto</strong>. Vladimir Putin, le cui possibili intenzioni di attacco all&#8217;Europa sono state smentite dai <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-non-vuole-un-conflitto-diretto-con-la-nato-per-le-spie-usa-la-priorita-e-la-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizi segreti Usa,</a> la giustificazione per arrivare laddove l&#8217;Europa non si è mai spinta: <strong>istituzionalizzare l&#8217;indebitamento comune</strong> come volano di garanzia e convergenza in un continente frammentato. </p>



<p>La resistenza dei falchi fiscali e atlantisti sembra mostrare una sostanziale <strong>malafede politica sugli obiettivi</strong>: se si vuole un&#8217;Europa più sicura non si può accettare un&#8217;Europa austera. A meno che non si intenda la sicurezza per continuità della garanzia americana, e britannica, sul Vecchio Continente. A favore di un <em>divide et impera</em> che dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina si è amplificato. La Difesa comune europea potrebbe dare la sponda a una serie di programmi di investimento finanziati a debito: dalla <strong>transizione energetica, che su <em>InsideOver </em>abbiamo ricordato</strong> essere legata industrialmente nella filosofia di fondo agli stessi dettami della programmazione che riguardano il settore della Difesa, alle infrastrutture di interesse comunitario il principio del debito comune è scalabile. E forse fa paura per questo ai falchi. Ancor più del pretesto per eccellenza: Vladimir Putin.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-dei-falchi-europei-per-la-difesa-comune-i-bond-demoliscono-lausterita.html">Il dilemma dei falchi europei per la Difesa comune: i bond &#8220;demoliscono&#8221; l&#8217;austerità?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La lunga corsa dell&#8217;Europa all&#8217;economia di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 12:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="&quot;Dobbiamo essere pronti a difenderci e passare a una modalità di economia di guerra. È giunto il momento di assumerci la responsabilità della nostra sicurezza." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&#8220;Dobbiamo essere pronti a difenderci e passare a una modalità di economia di guerra.&#160;È giunto il momento di assumerci la responsabilità della nostra sicurezza.&#160;Non possiamo più contare sugli altri o essere in balia dei cicli elettorali negli Stati Uniti o altrove&#8221;. Così, alla vigilia di uno dei Consigli Europei più caldi degli ultimi anni il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html">La lunga corsa dell&#8217;Europa all&#8217;economia di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="&quot;Dobbiamo essere pronti a difenderci e passare a una modalità di economia di guerra. È giunto il momento di assumerci la responsabilità della nostra sicurezza." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/14521113746_4e16f3cca0_b-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&#8220;Dobbiamo essere pronti a difenderci e passare a una modalità di <strong>economia di guerra.</strong>&nbsp;È giunto il momento di assumerci la <strong>responsabilità della nostra sicurezza.&nbsp;</strong>Non possiamo più contare sugli altri o essere in balia dei cicli elettorali negli Stati Uniti o altrove&#8221;. Così, alla vigilia di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rischio-di-un-europa-sgovernata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno dei <strong>Consigli Europei </strong></a><strong>più caldi</strong> degli ultimi anni il presidente dell&#8217;autorità suprema dell&#8217;Europa a ventisette <strong>Charles Michel</strong>, coordinatore dell&#8217;organo che riunisce i detentori del potere esecutivo dell&#8217;Unione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;economia dell&#8217;Europa che entra nel &#8220;pre-guerra&#8221;</h2>



<p>Le parole del politico belga aprono ai sommi vertici delle istituzioni un discorso sulla <strong>mobilitazione bellica delle economie europee</strong>. Da intendersi in diversi modi: aumento delle capacità di deterrenza, rilancio delle spese militari, <strong>rafforzamento del principio di sicurezza collettiva</strong> in campi strategici per l&#8217;economia sopra le logiche del profitto, in prospettiva <strong>ri-mobilitazione delle società per un&#8217;epoca di conflittualità crescente</strong>. In altre parole: stiamo passando dal lungo dopo-guerra a una fase pre-guerra, parafrasando non solo le parole di Michel ma anche <a href="https://www.chathamhouse.org/2024/01/are-we-heading-world-war-three-and-britains-military-ready" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quanto ha dichiarato il <strong>Segretario alla Difesa britannico Grant Shapps il 15 gennaio scorso</strong>.</a></p>



<p>Michel ricordava nel suo editoriale inviato a diversi quotidiani europei come tutto si tenesse: la tutela dell&#8217;Europa, l&#8217;impegno a sostegno dell&#8217;Ucraina, la ricerca di una seconda gamba comunitaria per il campo atlantico: &#8220;Dobbiamo rafforzare la nostra capacità – sia per l’Ucraina che per l’Europa – di difendere il mondo democratico.&nbsp;Un’Europa più forte contribuirà anche a rafforzare l’alleanza NATO e a rafforzare la nostra difesa collettiva&#8221;. <a href="https://www.eunews.it/2020/03/26/lo-strappo-conte-si-scontra-sugli-eurobond-rifiuta-le-conclusioni-del-consiglio-europeo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quattro anni dopo aver, in un primo momento <strong>rifiutato gli Eurobond</strong></a><strong> per sostenere l&#8217;economia</strong> europea proposti da <strong>Giuseppe Conte e Pedro Sanchez</strong> mentre a inizio pandemia di Covid-19, a marzo 2020, Italia e Spagna venivano travolte dal contagio Michel è arrivato a aprire al finanziamento col debito comune europeo dei programmi per la Difesa: &#8220;gli investimenti nella difesa sono costosi ma senza di essi non possiamo aumentare la nostra produzione nel settore della difesa.&nbsp;Dobbiamo facilitare le modalità con cui l’industria può accedere più facilmente ai finanziamenti pubblici e privati.&nbsp;Anche l’emissione di obbligazioni di difesa europee per raccogliere fondi per acquistare materiali o investire nel nostro settore potrebbe essere un mezzo potente per rafforzare la nostra base tecnologica, innovativa e industriale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Michel come Macron e Draghi: parola d&#8217;ordine, mobilitazione</h2>



<p>Le parole di Michel ampliano il concetto di <strong>&#8220;economia di guerra&#8221;</strong> europea su cui già negli anni passati molti leader comunitari erano tornati alla fase della mobilitazione pre-conflittuale dei sistemi produttivi nazionali. </p>



<p>“La Francia e l’Unione europea&nbsp;sono entrate in una&nbsp;economia di guerra”&nbsp;per la quale “dovremmo organizzarci per molto tempo”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nella giornata del 13 giugno 2022&nbsp;intervenendo a Eurosatory, la più grande mostra internazionale di difesa e sicurezza del territorio. Macron ha allora parlato di “un’economia in cui dovremo andare più veloci, pensare diversamente su ritmi, aumenti di carico, margini. Per poter ricostituire più velocemente ciò che è essenziale per le nostre forze armate, per i nostri alleati, o per chi vogliamo aiutare. Un’economia, in fondo, in cui&nbsp;non si può più vivere al ritmo e con la grammatica anche di un anno fa. Tutto è cambiato”. Di nuovo, due anni dopo il Covid, siamo al nuovo mantra:&nbsp;<strong>“niente sarà più come prima</strong>“. Un <em>whatever it takes </em>geopolitico che rilanciava la metafora bellica due anni dopo l&#8217;editoriale della &#8220;guerra al Covid&#8221; con cui <strong><a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mario Draghi è intervenuto sul <em>Financial Times</em>.</a></strong> </p>



<p><strong>Draghi nel 2020, Macron nel 2022, Michel nel 2024: </strong>tre contesti diversi, un concetto comune, quello di &#8220;<strong>mobilitazione</strong>&#8221; dei sistemi sull&#8217;onda dell&#8217;emergenza. La vera svolta che l&#8217;economia di guerra impone non è tanto nella proprietà di mezzi di produzione, nelle scale degli investimenti o nella creazione di nuovi sistemi ma nel cambio totale delle <strong>regole del gioco</strong>. L&#8217;Europa, del resto, se ne sta accorgendo assieme al resto del blocco atlantico analizzando come, sull&#8217;altra parte della barricata, la <strong>Russia gestisca la guerra in Ucraina</strong> con un sistema pienamente mobilitato per la produzione bellica che consente di sopperire alle deficienze produttive e a restare al passo, con la produzione bellica, delle forniture occidentali a Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia di guerra e guerra economica: facciamo chiarezza</h2>



<p>La Russia, in quest&#8217;ottica <a href="https://it.insideover.com/guerra/leconomia-di-guerra-di-putin-come-la-russia-finanzia-il-conflitto-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sopperito alle sanzioni e alle problematiche imposte dall&#8217;assedio finanziario, </a>industriale, commerciale dell&#8217;Occidente. Un fatto che nel contesto del mondo nuovo disegnato dalla guerra in Ucraina ci invita a riflettere su un tema: &nbsp;l’<strong>economia di guerra&nbsp;</strong>non si sovrappone con la&nbsp;<strong>guerra economica&nbsp;</strong>se non in minima parte. Laddove la guerra economica è l’utilizzo, sia in un contesto esplicito che in una situazione di pace, della finanza, dell’industria, delle imprese strategiche come volano per mettere sotto pressione un Paese ostile, l’economia di guerra fa riferimento all’allocazione delle risorse e alla gestione degli approvvigionamenti di un sistema impegnato in uno scenario di conflitto. </p>



<p>Per fare un esempio relativo alla Seconda guerra mondiale, economia di guerra era la razionalizzazione produttiva imposta dal governo di&nbsp;<strong>Winston Churchill&nbsp;</strong>grazie a&nbsp;<strong>Lord Beaverbook&nbsp;</strong>per ingenerizzare la produzione aeronautica ai tempi della Battaglia d’Inghilterra; guerra economica era la campagna di bombardamenti contro la Germania mirante a colpire la forza lavoro e i settori della componentistica (cuscinetti a sfera in testa) ove il Reich era deficitario. Fu economia di guerra la scelta di Stalin di spostare oltre gli Urali buona parte della capacità industriale sovietica nel 1941 di fronte all’invasione nazista; fu guerra economica quella che portò l’anno successivo l’Armata Rossa a incendiare&nbsp;<strong>Majkop e i pozzi del Caucaso&nbsp;</strong>per non lasciarli cadere in mano ai tedeschi.</p>



<p>Sul fronte del ritorno dell&#8217;economia di guerra in Europa il Covid è stata, per così dire, la prova generale. L&#8217;Ucraina la versione amplificata del dramma. <strong>Col suo paragone &#8220;le armi come i vaccini&#8221;</strong>, forse, la presidente della Commissione Ue <strong>Ursula von der Leyen</strong> ha involontariamente consolidato questa chiave di lettura.</p>



<p>Parlare di economia di guerra è stato a lungo sinonimo di parlare dello stato di conflittualità di fatto in cui l’Europa si trova, via Occidente, con la Russia e del fatto che esso impone politiche degne di una fase in cui bisognerebbe combattere sul campo una campagna:&nbsp;<strong>razionalizzare le forze produttive&nbsp;</strong>nei settori in cui si ritiene che l’avversario possa sfruttare le vulnerabilità e, dunque, operare azioni di guerra economica contro il tessuto produttivo nazionale. Ieri erano l&#8217;energia, il cyber, le tecnologie critiche, le infrastrutture a essere guardate con attenzione. Oggi si passa alla seconda fase della <strong>programmazione dell&#8217;economia di guerra: quella della mobilitazione del sistema produttivo</strong> funzionale al riarmo strategico.</p>



<p>L&#8217;economia di guerra a cui si prepara l&#8217;Europa dovrà essere valutata sotto una serie di parametri in cui il confronto andrà fatto con la capacità di tenuta del sistema produttivo europeo, della sicurezza delle fonti di approvvigionamento e delle strategie di gestione del confronto con rivali come la Russia ma anche con lo &#8220;stato dell&#8217;arte&#8221; dettato da alleati quali gli Usa. Ne abbiamo identificati sei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilitazione e accelerazione</h2>



<p>Il primo piano su cui un&#8217;economia di guerra va valutata è quella della <strong>mobilitazione&nbsp;</strong>settoriale di tutte le energie a disposizione. </p>



<p>Per l&#8217;Europa, sul campo energetico questa mobilitazione da economia di guerra con la corsa a sostituire il gas russo è divenuta palese. Washington da tempo ha <strong>mobilitato la sua base tecnologica</strong> per valorizzare la forza della sua industria e della sua produzione nella transizione green, nella sovranità energetica, nelle tecnologie critiche, nei semiconduttori per consolidare decoupling e riduzione della dipendenza dal rivale cinese e ridimensionare il peso della Russia. Quest&#8217;ultima, in termini di mobilitazione, è al massimo della capacità nello stadio finale dell&#8217;economia di guerra, che dedica la base industriale alla produzione di armamenti.</p>



<p>L&#8217;economia di guerra promuove, in prospettiva, anche politiche di <strong>accelerazione tecnologica: le discussioni sulla difesa europea&nbsp;</strong>parlano chiaro. L’economia di guerra impone il metodo di gestione delle risorse taylorista in virtù della massima efficienza di ogni denaro e ogni lavoratore impegnato. Logico che a essere favorite siano quelle branche che, nella Difesa o in altri settori, offrono i ritorni strategici più certi, mentre settori fragili possono essere lasciati indietro. Del resto, Draghi nella sua &#8220;mobilitazione&#8221; auspicata nell&#8217;economia nel 2020 richiamava la<a href="https://it.insideover.com/economia/lavoro-imprese-zombie-e-bad-bank-le-prime-sfide-di-draghi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> &#8220;<strong>distruzione creatrice</strong>&#8221; di Joseph Schumpeter,</a> teorizzata sulla base delle rovine economiche della Grande Guerra. La Nato sul fronte militare ha creato un&#8217;agenzia, la <strong>Diana, per accelerare e incubare start-up innovative e processi di deep tech</strong> funzionali a rafforzare le tecnologie dell&#8217;Alleanza Atlantica. La Russia invece sul fronte tecnologico non sta, per ora, in larga parte dei settori facendo proseguire la <strong>mobilitazione bellica</strong> fianco a fianco con un vero potenziamento tecnologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Keynesismo militare&#8221; e governi in campo</h2>



<p>I dati sul Pil mostrano però che in Russia è in pieno sdoganamento un vero e proprio esempio di &#8220;<strong>keynesismo militare</strong>&#8220;, terzo fattore chiave per un&#8217;economia di guerra. Parimenti in Europa e negli Usa l’accelerazione degli investimenti in Difesa, indubbiamente, esiste e la minaccia russa la giustifica. Oltre che per autodifesa, le spese militari tendono a inflazionarsi in un contesto di economia di guerra perché l’emergenza chiama la necessità del riarmo e questo mobilita una grande quantità di fondi pubblici. &nbsp;Il budget della Difesa di un governo, secondo un’applicazione accelerata dei <strong>dettami di John Maynard Keynes stabilizza il ciclo economico espandendo notevolmente la domanda pubblica. </strong>Questo vale, nella situazione attuale, anche per energia e settori ad alta intensità tecnologica. In altre parole, l&#8217;investimento militare contribuisce a generare anche Pil. E questo può, nel breve periodo, giustificare con la crescita economica la spesa militare.</p>



<p>Un&#8217;economia mobilitata impone poi una crescente <strong>programmazione governativa</strong>. Il Covid è stato per molti Paesi una palestra di ciò che vedremo sempre più negli anni a venire:&nbsp;gli Stati sono tornati in campo col Covid e puntano a farlo anche ora, stabilizzando i mercati più a rischio. Si sospendono in diversi settori le leggi del mercato e torna in voga il &#8220;dilemma della sicurezza&#8221;<a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> proprio delle riflessioni di <strong>Adam Smith</strong>: un sistema capitalistico deve, in fasi critiche,</a> mettere la sicurezza davanti alla prosperità data dal libero commercio. Pena il rischio di soccombere per le logiche della competizione che impongono di guardare la nazionalità di un attore economico con cui si lavora prima ancora della sua profittabilità come partner. Un precetto che nei settori più mobilitati è evidentemente applicato a viso aperto.</p>



<p>Sono due, però, i fattori critici su cui la capacità europea di portare a livello pre-bellico la sua mobilitazione è tutta da testare. Ovvero quelli che fanno la differenza per rendere strategicamente sostenibile una riconversione economica di questa portata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;economia di guerra tra sacrifici e inflazione</h2>



<p>Da un lato, c&#8217;è la <strong>disponibilità al sacrificio, ovvero l&#8217;attestazione di un principio:&nbsp;</strong>l’economia di guerra costa. Costa in termini di deviazione della produzione e dei redditi dai settori tradizionali e costa soprattutto in termini di rincari di servizi apparentemente garantiti. Ad esempio, con un atteggiamento controintuitivo per la nostra tradizionale visione, e sotto certi punti di vista indubbiamente miope, ad esempio l’Europa ha accettato per due anni di subire danni maggiori rispetto a quelli degli Usa e a vedere potenziare la propria difficoltà economica pur di perseguire l’obiettivo di piegare la Russia con le sanzioni mentre i prezzi energetici sono andati in volo. </p>



<p>E dall&#8217;altro abbiamo, dunque, l&#8217;<strong>inflazione come compagna strutturale</strong> di un sistema mobilitato in economia, di fatto, &#8220;da guerra&#8221;. L&#8217;inflazione energetica e quella da avidità, ovvero da extra-profitti (finanziari, farmaceutici e energetici in testa), ha già contribuito a creare dalla pandemia in avanti, tensioni sociali non da poco in Occidente. L&#8217;Europa è pronta all&#8217;inflazione da mobilitazione bellica? E più in generale, è disposta a <strong>una trasformazione tanto radicale?</strong> Le classi dirigenti ci scommettono. Ma la capacità di tenuta del sistema è tutto da vedere. E resta, apertissima, la questione chiave: in nome di che visione del mondo ci si sta mobilitando? Senza chiarezza a questa domanda, l&#8217;Europa resterà oggetto, e non soggetto, delle dinamiche internazionali.</p>



<p>(<em>Articolo aggiornato e ampliato rispetto all&#8217;originale versione &#8220;<a href="https://www.google.com/amp/s/it.insideover.com/schede/guerra/che-cosa-significa-parlare-di-economia-di-guerra.html/amp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Che cosa significa parlare di economia di guerra&#8221;</strong> </a>del 13 giugno 2022)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html">La lunga corsa dell&#8217;Europa all&#8217;economia di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Una soluzione politica in Crimea, l&#8217;allargamento dell&#8217;Ue, l&#8217;allineamento India-Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-soluzione-politica-in-crimea-lallargamento-dellue-lallineamento-india-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 17:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-1024x683.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-1536x1024.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-2048x1365.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>L'Onu lancia l'allarme per lo Stato Islamico in Mali, Charles Michel esorta l'unione a prepararsi all'allargamento, Putin al telefono con Modi, Teheran vuole i curdi "terroristi anti-iraniani" lontani dal confine. Ecco le notizie di oggi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-soluzione-politica-in-crimea-lallargamento-dellue-lallineamento-india-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Una soluzione politica in Crimea, l&#8217;allargamento dell&#8217;Ue, l&#8217;allineamento India-Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-scaled.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-1024x683.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-1536x1024.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/64ea6be76823c9.11340124-2048x1365.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Gli esperti delle Nazioni Unite lanciano l&#8217;allarme per l&#8217;espansione dello Stato Islamico del Grande Sahara, il presidente Zelensky parla per la prima volta di una soluzione politica e non militare, il presidente del Consiglio Europeo esorta l&#8217;Unione ad allargarsi per la propria sicurezza. Una telefonata tra Mosca e Nuova Delhi preannuncia grandi piani condivisi e l&#8217;Iran dà l&#8217;ultimatum a Baghdad per sgomberare i curdi dal confine: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allarme dell&#8217;Onu in Mali: lo Stato Islamico raddoppia il controllo sul territorio</h2>



<p>Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha lanciato l&#8217;allarme sulla situazione dello Stato Islamico in Mali: ad un anno dal <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quando-una-missione-fallisce-gli-errori-della-francia-nel-sahel.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritiro delle truppe frances</a>i</strong> – preteso dai militari giunti al potere con un doppio golpe nel 2020 e 2021 – un rapporto di oltre 100 pagine traccia l&#8217;evoluzione del gruppo <strong>Stato Islamico</strong> nel Paese saheliano. &#8220;In meno di un anno, lo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-sahel-diventera-un-nuovo-afghanistan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stato Islamico nel Grande Sahara</a> ha quasi <strong>raddoppiato</strong> le aree sotto il suo controllo in Mali&#8221; hanno rivelato gli esperti, riferendosi al controllo da parte del gruppo delle aree rurali nell&#8217;est del Menaka e ampie zone dell&#8217;area di Ansongo, nella regione settentrionale di Gao. Gli attacchi da parte del gruppo nell&#8217;area hanno eroso la fiducia nei confronti dell&#8217;accordo di <strong>pace di Algeri </strong>del 2015, poichè hanno dimostrato che gli attori statali sono &#8220;fornitori di sicurezza <strong>deboli e inaffidabili</strong>&#8221; per le comunità prese di mira dagli estremisti. Il gruppo terrorista e i rivali affiliati ad al Qaeda hanno approfittato del ritardo nell&#8217;implementazione dell&#8217;accordo per &#8220;ricostruire lo <strong>scenario del 2012</strong>&#8220;, quando in seguito ad un altro colpo di Stat i ribelli formarono uno &#8220;Stato islamico&#8221; nel nord del Paese. All&#8217;epoca l&#8217;intervento francese a sostegno del governo maliano costrinse i ribelli alla ritirata, ma da allora questi hanno riconquistato aree di influenza nel nord. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una possibile soluzione politica per la Crimea</h2>



<p>&nbsp;In queste settimane le truppe ucraine sono impegnate nella <strong>controffensiva a Sud</strong> del Paese, dove cercano di riconquistare le aree occupate e di avanzare verso la costa della Crimea. In un&#8217;intervista televisiva però il presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky </a>ha aperto ad una <strong>soluzione politica</strong> per <a href="https://it.insideover.com/guerra/demilitarizzazione-e-trattative-cosi-kiev-puo-liberare-la-crimea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">smilitarizzare e liberare i territori della Crimea</a> – annessa dalla Russia nel 2014 – piuttosto che intervenire militarmente sul territorio e causare altre numerose vittime. &#8220;Se arriviamo ai confini amministrativi della Crimea, penso che si possa <strong>forzare politicamente </strong>la smilitarizzazione della Russia sul territorio della penisola&#8221; ha affermato il presidente. Zelensky ha anche specificato che non ha intenzione di spostare lo scontro sul territorio russo, poiché lo scopo dell&#8217;offensiva è la <strong>liberazione</strong> dei propri territori. Infatti, se le truppe ucraine dovessero avanzare nel territorio russo, Kiev perderebbe rapidamente il sostegno dei partner occidentali e rimarrebbe sola nell&#8217;impresa. Si tratta di una delle <strong>prime aperture</strong> da parte del presidente ucraino sul tema che finora Kiev era sempre stato affrontato in termini militari. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Unione si prepari a integrare nuovi membri entro il 2030 – le parole di Charles Michel a Bled</h2>



<p> L&#8217;Unione europea deve essere pronta a integrare nuovi membri &#8220;entro il 2030&#8221;, ha esortato il presidente del <strong>Consiglio europeo</strong> Charles Michel oggi in occasione del Forum Strategico di Bled, in Slovenia. «Lo dobbiamo fare sia per l&#8217;Ue che per i nostri futuri Stati membri», ha aggiunto. &#8220;È così che da ora dovremmo chiamare i Paesi che hanno confermato la prospettiva dell&#8217;Ue. <strong>Futuri Stati membri</strong>. È tempo di sbarazzarsi delle ambiguità, è ora di affrontare le sfide con chiarezza e <strong>onestà</strong>&#8220;. Il riferimento è ai cinque paesi dei Balcani occidentali, Ucraina e Moldavia che sono candidati all&#8217;integrazione nel blocco.&#8221; Per essere <strong>più forte e più sicura</strong>, l&#8217;Ue deve rafforzare i nostri legami, ecco perché è giunto il momento di affrontare la sfida dell&#8217;allargamento&#8221; ha spiegato il presidente del Consiglio. &#8220;Il prossimo bilancio a lungo termine dell&#8217;Unione dovrà includere i nostri obiettivi comuni: darà una spinta trasformativa alle riforme e genererà interesse, investimenti e una migliore comprensione. Ecco perché i leader dell&#8217;UE <strong>discuteranno dell&#8217;allargamento</strong> nelle prossime riunioni del Consiglio europeo. Prenderemo posizione sull&#8217;apertura dei <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-manca-allucraina-per-entrare-nellue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">negoziati con l<strong>&#8216;Ucraina</strong> </a>e la <strong>Moldavia</strong>. E mi aspetto anche che la <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/fiducia-balcani-braci-europa-bosnia-intervista-christian-schmidt.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bosnia-Erzegovina</a></strong> e la<strong> Georgia</strong> tornino sul tavolo&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mosca e Nuova Delhi condividono piani &#8220;su larga scala&#8221;</h2>



<p>Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha reso noto che, nel corso di una lunga telefonata, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Narendra Modi</a> hanno discusso della cooperazione nel settore dell&#8217;energia, constatando &#8220;la dinamica positiva della <strong>cooperazione economica</strong> e nel commercio e la reciproca intenzione all&#8217;attuazione di <strong>progetti su larga scala</strong> nel settore dell&#8217;energia e di un lavoro congiunto nell&#8217;espansione dei trasporti internazionali e delle infrastrutture logistiche&#8221;. Il presidente russo e quello indiano si sono anche scambiati opionini in vista del prossimo vertice del <strong>G20</strong> che si terrà il 9 e 10 settembre in India, riguardo al quale Putin ha informato che <strong>non potrà partecipare</strong> perché &#8220;molto impegnato&#8221;, e che la Russia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Vanno disarmati e trasferiti&#8221;: l&#8217;Iran vuole i curdi lontani dal confine iracheno </h2>



<p>Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani ha dichiarato che i &#8220;g<strong>ruppi terroristici anti-iraniani</strong>&#8221; che operano dalla regione del <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cintura-di-fuoco-del-kurdistan-dossier-confini-di-fuoco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kurdistan iracheno</a> devono essere disarmati e trasferiti dall&#8217;area di confine entro la scadenza del 19 settembre prossimo, e ha sottolineato che il termine non sarà prorogato in nessuna circostanza. Kanaani ha parlato durante l&#8217;ordinaria conferenza stampa a Teheran, e ha specificato che l&#8217;Iran si aspetta che il governo di Baghdad implementi pienamente l&#8217;accordo sulla sicurezza siglato in marzo per proteggere il loro confine comune, che prevede lo scioglimento dei <strong>gruppi separatisti</strong>.  &#8220;Dopo questa scadenza, se l&#8217;Iraq non rispetterà i suoi impegni, il governo iraniano si assumerà le proprie responsabilità, al fine di <strong>garantire la sicurezza</strong> del Paese&#8221;. La regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell&#8217;Iraq, ospita campi e basi gestiti da diverse fazioni curde iraniane, che Teheran accusa di <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-ad-isfahan-svela-il-grande-gioco-per-il-controllo-delliraq.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servire gli interessi occidentali e israeliani</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-soluzione-politica-in-crimea-lallargamento-dellue-lallineamento-india-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Una soluzione politica in Crimea, l&#8217;allargamento dell&#8217;Ue, l&#8217;allineamento India-Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sanzioni Ue alla Russia, ora anche le aziende cinesi nel mirino di Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-ue-russia-aziende-cinesi-mirino-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sanzioni alle aziende cinesi che aiutano la Russia? L'Ue ci pensa ma la via per applicarle è complicata dalle interlocuzioni interne</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-ue-russia-aziende-cinesi-mirino-bruxelles.html">Sanzioni Ue alla Russia, ora anche le aziende cinesi nel mirino di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/zelensky-von-der-leyen-michel-ue-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sanzionare le <strong>aziende</strong> <strong>cinesi</strong> che appoggiano la macchina bellica di Mosca? Nel nuovo pacchetto europeo di sanzioni potrebbe apparire questa novità. <a href="https://it.insideover.com/energia/strategia-trumpiana-biden-gas-gnl-usa-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bruxelles ha frenato apertamente</a> sull&#8217;idea di embargo totale pensata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> in vista del G7 giapponese, ma non si ferma nel <strong>decoupling</strong> da Mosca promosso a colpi di sanzioni.</p>



<p>L&#8217;ultima mossa è un&#8217;idea di rottura con il recente passato, che aveva messo unicamente Mosca, le sue aziende, i suoi oligarchi e i suoi asset finanziari nel mirino. E mira a colpire anche chi la Russia la sta sostenendo sul fronte pratico in termini di fornitura di assetti militari e tecnologie critiche. Nel mirino ci sarebbero dunque le aziende iraniane che producono i <strong>droni</strong> usati da Mosca in Ucraina e, fattispecie inaudita, anche le <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-dei-droni-cinesi-venduti-alla-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compagnie cinesi</a> che vendono<strong> tecnologie duali </strong>alla Federazione russa.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/lo-stop-allexport-alla-russia-e-impraticabile-e-anche-lue-lo-boccia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La mossa appare una sorta di compensazione a Biden </a>per il no all&#8217;<strong>embargo totale</strong> e potrebbe aprire all&#8217;inserimento nella lista nera di aziende già segnate nel taccuino della Casa Bianca. <strong>3Hc Semiconductors</strong> e <strong>King-Pai Technology</strong>, con sede nella Repubblica Popolare, si sommano in tal senso a due società aventi base a Hong Kong, Sinno Electronics e Sigma Technology, nell&#8217;elenco delle società già sanzionate da Washington per aver supportato le forze armate russe.</p>



<p>Bruxelles, secondo quanto appreso dal <em>Financial Times</em>, è pronta a seguire. 3Hc e King-Pai, in quest&#8217;ottica, sarebbero i primi gruppi destinati ad essere colpiti. La testata della City di Londra ha letto la bozza del documento su cui il Palazzo Berlaymont sta lavorando e le <strong>inequivocabili parole</strong> della Commissione sono riportate testualmente: &#8220;È opportuno includere alcune altre entità aventi sede in Paesi terzi coinvolte nell&#8217;elusione delle restrizioni commerciali nonché alcune entità coinvolte nello sviluppo, nella produzione e nella fornitura di componenti elettronici cruciali per il complesso militare e industriale della Russia&#8221;.</p>



<p>La bozza sarà visionata in settimana dai leader dei Paesi membri e poi discussa tra la Commissione e gli Stati. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ursula von der Leyen,</a> presidente della Commissione, mira a prendere più piccioni con una fava: potenziare il sanzionamento di Mosca; aumentare il controllo europeo sull&#8217;elusione delle sanzioni da parte di attori di Paesi terzi; mandare un messaggio di solidarietà aperta all&#8217;Ucraina mentre si inizia a parlare di una possibile controffensiva; soprattutto, mostrare l&#8217;allineamento dell&#8217;Ue alla strategia americana di<a href="https://it.insideover.com/guerra/putin-cerca-di-allungare-il-conflitto-noi-coinvolti-in-guerra-cyber-e-ibrida.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> contenimento duale di Mosca e Pechino.</a></p>



<p>La mossa si inserisce infatti nella prospettiva di ampliamento del distacco comunitario dalla Cina che Washington ritiene fondamentale e su cui sta già spingendo utilizzando come attori di riferimento in Ue Paesi come Lituania e Polonia, &#8220;falchi&#8221; atlantici, contro l&#8217;<strong>aperturismo</strong> di buona parte dei grandi dell&#8217;Europa occidentale. L&#8217;atlantista von der Leyen intende colpire le aziende cinesi che aiutano Mosca ma dovrà scontrarsi con le <strong>diverse anime</strong> dei poteri europei. Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel è di tutt&#8217;altro avviso sul <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-contro-consiglio-ue-cosa-svela-duello-michel-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contenimento duale, </a>per non parlare di Emmanuel Macron e della Francia. Nuove, strutturali sanzioni estese alla Cina, oltre che all&#8217;Iran, potrebbero anche trovare contrario <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban </a>che non vuole avere problemi con Pechino dopo che l&#8217;Ungheria ha spesso usato l&#8217;arma del veto per annacquare le precedenti sanzioni a Mosca.</p>



<p>Insomma, la proposta è sicuramente di rottura ma il sentiero per la sua applicazione è stretto. A tal proposito, bisogna anche considerare il fatto che Bruxelles deve pensare alle eventuali ritorsioni della Cina in un contesto in cui il settore tecnologico, bersaglio delle sanzioni, è già nel pieno della <strong>guerra economica</strong> tra Pechino e molti Paesi occidentali e nuove controsanzioni potrebbero rallentare il processo europeo di decoupling delle catene del valore. Il tutto con effetti incerti sul contrasto a Mosca, mentre il principale meccanismo di aggiramento, che ha a che fare <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia-e-finanza/loccidente-continua-ancora-importare-petrolio-russo-che-2140060.html">soprattutto con il gioco delle tre carte</a> sul petrolio, rimane intonso. E Mosca libera di lucrare nonostante le barriere occidentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-ue-russia-aziende-cinesi-mirino-bruxelles.html">Sanzioni Ue alla Russia, ora anche le aziende cinesi nel mirino di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Michel sta con Macron, von der Leyen con gli Usa: sulla Cina torna il duello a Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/commissione-contro-consiglio-ue-cosa-svela-duello-michel-von-der-leyen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Charles Michel e Ursula von der Leyen al parlamento europeo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Charles Michel sostiene Emmanuel Macron sulla non subordinazione dell'Ue a Washington. Ursula von der Leyen è invece più atlantista</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-contro-consiglio-ue-cosa-svela-duello-michel-von-der-leyen.html">Michel sta con Macron, von der Leyen con gli Usa: sulla Cina torna il duello a Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Charles Michel e Ursula von der Leyen al parlamento europeo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Michel-e-von-der-leyen-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente del Consiglio Europeo <strong>Charles Michel</strong> sostiene <strong>Emmanuel Macron</strong> sulla non subordinazione dell&#8217;Unione a Washington. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ursula von der Leyen</a>, presidente della Commissione Europea, ribadisce invece lo stretto atlantismo e il legame transatlantico anche<a href="https://it.insideover.com/politica/macron-isolato-perche-sulla-cina-rischia-il-boomerang.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in relazione al rapporto con la Cina.</a> La visita del presidente francese e della <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pompiere-di-xi-che-rassicura-leuropa-sulla-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">von der Leyen a Pechino alla corte di Xi Jinping ha aperto</a>, indirettamente, una faglia nelle massime autorità comunitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due visioni diverse dell&#8217;Europa</h2>



<p>Due visioni dell&#8217;Europa, del suo ruolo nel mondo, delle prospettive strategiche globali. Da un lato la certezza di von der Leyen di un&#8217;Europa &#8220;<strong>atlantica</strong>&#8221; nelle garanzie alla sicurezza. Da validare sia per la Russia che per la Cina. </p>



<p>Dall&#8217;altro, i fautori dell&#8217;autonomia strategica, dell&#8217;ambizione crescente dell&#8217;Europa della Difesa e della sicurezza. Un dualismo che si è già visto ai tempi della formazione della Commissione, ed ebbe al centro proprio Macron, il quale fermò l&#8217;elezione alla guida di Palazzo Berlaymont dell&#8217;attuale capogruppo popolare <strong>Manfred Weber</strong> per vedersi passare davanti l&#8217;atlantista von der Leyen, sostenuta anche dai &#8220;falchi&#8221; polacchi di Diritto e Giustizia. Ma piazzò <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Thierry Breton,</a> deus ex machina dell&#8217;autonomia strategica, come super-commissario all&#8217;Industria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa e il rapporto con l&#8217;Europa come pomo della discordia</h2>



<p>Di fronte agli americani, von der Leyen è sempre stata più &#8220;curiale&#8221; di Michel. Lo si è visto nel dualismo con le multinazionali farmaceutiche durante la campagna vaccinale. Se ne è avuto conferma allo scoppio della <strong>sfida americana</strong> all&#8217;Europa su transizione energetica e chip, che hanno avuto critiche più dure da Michel che dall&#8217;ex Ministro della Difesa di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Angela Merkel. </a>E sulla Cina von der Leyen, dopo l&#8217;intervista-fiume di Macron a <em>Politico </em>e <em>Les Echos</em> sul rifiuto del rischio di un &#8220;<strong>vassallaggio</strong>&#8221; europeo, ha preferito ribadire le linee rosse verso Pechino sul rifiuto di eventuali invii di armi alla Russia o su possibili aggiramenti delle sanzioni, salvo infine ribadire che voltare le spalle alla Repubblica Popolare &#8220;non è nell&#8217;interesse europeo&#8221;. </p>



<p>Sul posizionamento della politica tedesca pesano però le frasi dette dopo il bilaterale con <a href="https://it.insideover.com/politica/joe-biden-il-temporeggiatore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden </a>a marzo alla Casa Bianca: &#8220;Abbiamo un interesse comune a impedire che il capitale, l&#8217;esperienza e le conoscenze delle nostre aziende alimentino progressi tecnologici che miglioreranno le capacità militari e di <a href="https://it.insideover.com/politica/per-controllare-leuropa-gli-usa-spingono-la-russia-verso-la-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligence dei nostri rivali strategici</a>, anche attraverso investimenti in uscita&#8221;, ha detto von der Leyen posizionando l&#8217;Ue di fatto nel contenimento anti-cinese.</p>



<p>Michel invece ha spinto fortemente sull&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-in-ucraina-e-loccasione-mancata-dellautonomia-strategica-europea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">autonomia strategica</a>. Da presidente del Consiglio europeo, organo di vertice dell&#8217;Ue, Michel deve interfacciarsi direttamente con gli Stati che detengono l&#8217;iniziativa strategica in Ue. La Commissione, struttura burocratica che agisce negli spazi delegati dal Consiglio, può mettere a terra grandi strategie e condizionarle sul fronte attuativo. Ma sulle grandi decisioni come quelle in ballo nelle parole di Macron è in seconda fila.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La visione di Michel</h2>



<p>Michel, nota <em>Politico.eu</em>, ha apprezzato le parole di Macron sulle &#8220;pressioni esercitate sull&#8217;Europa perché diventi <a href="https://www.politico.eu/article/china-skeptic-mps-emmanuel-macron-speak-europe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vassalla dell&#8217;America</a>&#8221; e sui rischi che tale posizione creerebbe. Inoltre il politico belga &#8220;ha suggerito che la posizione del leader francese <strong>non è isolata</strong> all&#8217;interno del Consiglio&#8221;, cioè tra i capi di Stato e di governo europei. Molti dei quali, ha aggiunto, sono desiderosi di non seguire &#8220;ciecamente&#8221; gli States.</p>



<p>La breccia aperta da Macron riaprirà i discorsi sull&#8217;autonomia strategica militare, tecnologica e commerciale di un blocco di Paesi europei rispetto alla leadership Usa? Riporterà il tema nel grande dibattito pubblico in un&#8217;Europa che dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha iniziato a posizionarsi secondo le varie sfumature di atlantismo dei Paesi membri? Difficile dirlo con certezza. Ma l&#8217;apertura della nuova faglia Michel-von der Leyen mostra che non c&#8217;è consenso sul<strong> futuro delle politiche europee</strong> e sulle loro ambizioni. E che la &#8220;<a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-futuro-della-dottrina-macron/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dottrina Macron</a>&#8221; per maggiori ambizioni comunitarie trova rispondenza nel potere meno visibile ma apicale dell&#8217;Ue, il Consiglio che dà i tempi alle altre burocrazie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-contro-consiglio-ue-cosa-svela-duello-michel-von-der-leyen.html">Michel sta con Macron, von der Leyen con gli Usa: sulla Cina torna il duello a Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il timore della Moldavia e le armi europee inviate a Chisinau</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-timore-della-moldavia-e-le-armi-europee-inviate-a-chisinau.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 16:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Odessa]]></category>
		<category><![CDATA[Transnistria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è stato certamente un caso se il 4 maggio il presidente del consiglio europeo Charles Michel sia voluto andare a Chisinau, capitale della Moldavia. Qui la guerra fa paura più che altrove. Su InsideOver già il 15 febbraio, prima quindi dell&#8217;intervento russo in Ucraina, si era detto di come in caso di escalation questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-timore-della-moldavia-e-le-armi-europee-inviate-a-chisinau.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-timore-della-moldavia-e-le-armi-europee-inviate-a-chisinau.html">Il timore della Moldavia e le armi europee inviate a Chisinau</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220504182517162_38b3553dfd51288e13d8dce2a09cc649-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non è stato certamente un caso se il 4 maggio il presidente del consiglio europeo <strong>Charles Michel</strong> sia voluto andare a Chisinau, capitale della <strong>Moldavia</strong>. Qui la guerra fa paura più che altrove. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-moldavia-rischia-di-essere-travolta-dal-caos-ucraino.html">Su<em> InsideOver</em> già il 15 febbraio</a>, prima quindi dell&#8217;intervento russo in Ucraina, si era detto di come in caso di escalation questo piccolo Paese ex sovietico avrebbe rischiato di essere travolto. Il motivo è dato dalla presenza in Moldavia di un &#8220;piccolo Donbass&#8221;. Una regione a maggioranza russofona cioè controllata da separatisti russi e con il supporto delle truppe di Mosca. Il riferimento è alla <strong>Transnistria</strong>, dal 1992 indipendente <em>de facto</em> ma non riconosciuta nemmeno dal Cremlino. Una striscia di terra a est del fiume Dnestr confinante con l&#8217;<strong>Ucraina</strong> che, in caso di ulteriore escalation, potrebbe trascinare nella guerra Chisinau.</p>
<h2>Michel: &#8220;Aumenteremo il supporto alla Moldavia&#8221;</h2>
<p>Michel a Chisinau ha incontrato <strong>Maia Sandu</strong>, presidente filo occidentale eletta nel 2019. La Moldavia ha sempre &#8220;ballato&#8221; tra due distinte visioni. Una più legata alla <strong>Russia</strong>, l&#8217;altra invece a <strong>occidente</strong>. Tra i primi ci sono coloro che non disdegnano di guardare a Mosca, memori del fatto che il Paese era una delle repubbliche dell&#8217;Urss fino al 1991, nonostante non fosse a maggioranza slava. Gran parte dei moldavi parlano il rumeno e si identificano più con i rumeni che con i russi. Da qui parte la base della visione invece del secondo gruppo, di coloro cioè che guardano a occidente. Ma il duello non ha motivazioni etniche. Essere filorussi o filo occidentali da queste parti appare come un qualcosa di legato maggiormente alla sfera politica e alla volontà di assecondare o la volontà di guardare a Mosca oppure quella di integrarsi con l&#8217;Ue.</p>
<p>Maia Sandu, anche dopo l&#8217;inizio del conflitto, ha mantenuto lo status di <strong>neutralità</strong> della Moldavia. Uno status su cui Chisinau ha sempre puntato sia per appianare le tensioni interne e sia per evitare tensioni con i vicini. Il presidente però ha messo la firma sulla domanda di <strong>adesione</strong> all&#8217;Ue. Circostanza che non piega la neutralità, ma che spiega la direzione della classe dirigente attualmente in sella. La domanda, ha assicurato Michel, verrà presa in considerazione. Ma prima l&#8217;Europa vuole tutelarsi e cerca di evitare sorprese provenienti dalla Transnistria. &#8220;Il nostro obiettivo &#8211; ha infatti spiegato Michel nel corso di una conferenza stampa congiunta con Maia Sandu &#8211; è garantire la stabilità, la sicurezza e l&#8217;integrità territoriale della Repubblica moldava. L&#8217;Europa è &#8220;completamente solidale&#8221; con la Moldavia&#8221;. E così, prima ancora di esaminare la domanda, Michel ha promesso l&#8217;invio di <strong>aiuti militari</strong> a Chisinau. In particolare, saranno implementati soldi e mezzi a disposizione dell&#8217;esercito moldavo. Un modo per provare non solo a rassicurare Maia Sandu, ma anche per cercare di far abbassare le pretese circa un coinvolgimento del Paese nella guerra.</p>
<h2>I progetti russi che preoccupano la Moldavia</h2>
<p>La tensione è aumentata quando a fine aprile il comandante del distretto militare centrale russo, <strong>Rustam Minnekayev</strong>, ha reso note possibili velleità russe di unione della Transnistria con il Donbass. Un lungo corridoio possibile solo con la conquista di <strong>Odessa</strong>, il cui oblast è confinante con la regione autonoma russofona in Moldavia. Per alcuni analisti, viste le difficoltà di Mosca sul campo, Minnekayev ha soltanto voluto lanciare una dichiarazione volta a mantenere alta l&#8217;attenzione su Odessa. E, di conseguenza, fare in modo che l&#8217;esercito ucraino eviti di distrarre mezzi e uomini dalla città sul Mar Nero e mandare aiuti verso il Donbass, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-dove-i-russi-attaccheranno-nel-donbass.html">vero obiettivo a breve termine del Cremlino</a>. Per altri invece quelle di Minnekayev potrebbero rappresentare inquietanti anticipazioni circa le volontà concrete della Russia.</p>
<p>Del resto il &#8220;sogno&#8221; di unire tutte le regioni russofone a Mosca risale già al 2014. Quando la Crimea è stata annessa e quando a <strong>Mariupol</strong> lottavano soldati di Kiev contro separatisti di Donetsk, da più parti si parlava di una possibile sollevazione anche di Odessa e togliere ogni controllo sul mare all&#8217;Ucraina. Ma al di là della fattibilità o meno del progetto, rimane un fatto che dopo le dichiarazioni del generale russo in Transnistria <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-della-transnistria-nella-crisi-ucraina.html">si sono verificati fatti non certo rasserenanti</a>. Attacchi, sparatorie, granate lanciate contro obiettivi sensibili, droni in azione: per alcuni giorni la regione (e l&#8217;intera Moldavia) hanno vissuto con il fiato sospeso.</p>
<p>&#8220;Gli incidenti che sono avvenuti nella regione della Transnistria alcuni giorni fa &#8211; ha rimarcato Maia Sandu oggi in conferenza stampa &#8211; sono preoccupanti e i nostri accertamenti indicano che questi incidenti sono stati provocati dalle forze pro guerra nella regione&#8221;. La Moldavia, secondo Sandu, non è pronta per una guerra. Ma altre voci fatte circolare nelle ultime ore non hanno lasciato presagire nulla di buono. Martedì ad esempio il comando dell&#8217;esercito ucraino ha riferito di movimenti &#8220;sospetti&#8221;, volti a far evacuare dalla Transnistria i parenti dei generali russi operanti nella regione. Qualcosa si muove e Chisinau continua a tremare. La guerra, non solo da un punto di vista geografico, non appare così lontana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-timore-della-moldavia-e-le-armi-europee-inviate-a-chisinau.html">Il timore della Moldavia e le armi europee inviate a Chisinau</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa riscopre i muri ai confini: &#8220;Dibattito aperto&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-riscopre-i-muri-ai-confini-dibattito-aperto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 11:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[muri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I muri ai confini non sembrano essere più un tabù nemmeno in Europa. Lo conferma il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che a Berlino, durante un incontro organizzato dalla Konrad Adenauer Foundation, ha detto che in Ue è stato aperto &#8220;il dibattito sul finanziamento da parte dell&#8217;Ue dell&#8217;infrastruttura fisica delle frontiere&#8221;. Non solo, come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-riscopre-i-muri-ai-confini-dibattito-aperto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-riscopre-i-muri-ai-confini-dibattito-aperto.html">L&#8217;Europa riscopre i muri ai confini: &#8220;Dibattito aperto&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13917727_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>I <strong>muri</strong> ai confini non sembrano essere più un tabù nemmeno in Europa. Lo conferma il presidente del Consiglio europeo, <strong>Charles Michel</strong>, che a Berlino, durante un incontro organizzato dalla Konrad Adenauer Foundation, ha detto che in Ue è stato aperto &#8220;il dibattito sul finanziamento da parte dell&#8217;Ue dell&#8217;infrastruttura fisica delle frontiere&#8221;. Non solo, come riportano le agenzie, Michel ha anche concluso che il problema &#8220;deve essere risolto rapidamente perché i confini polacchi e baltici sono confini dell&#8217;Ue. Uno per tutti e tutti per uno&#8221;.</p>
<p>Le parole di Michel, se non aprono definitivamente ai muri europei, di certo rappresentano delle vere e proprie picconate &#8211; per rimanere in tema &#8211; a una certa narrazione che per anni ha condannato qualsiasi tipo di chiusura dei confini. Curioso anche che come data scelta per questo discorso venga designata quella dell&#8217;anniversario della caduta del Muro per antonomasia, quello di <strong>Berlino</strong>, che per decenni ha ferito la capitale tedesca. Data simbolica per l&#8217;integrazione tedesca ma anche per quella europea, che proprio dalla Germania ha trovato la sua linfa vitale e la sua locomotiva politica. Curioso anche che il luogo di questa dichiarazione sia proprio la città tedesca che ha subito l&#8217;esistenza di una barriera al suo interno.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-335692" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1024x1024.png" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1024x1024.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--768x768.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1536x1536.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--2048x2048.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ma se le coincidenze di certo non giocano a favore di Michel, certamente è interessante che il presidente del Consiglio europeo cambi idee sul punto. E anzi, forse proprio la scelta di Berlino ci aiuta a capire cosa si nasconda dietro questa novità del panorama europeo. Perché è chiaro che qualcosa deve essere cambiato rispetto agli anni in cui all&#8217;esodo dal Mediterraneo e dalla rotta balcanica veniva risposto con <strong>frontiere aperte</strong>, accoglienza indiscriminata e condanna nei confronti dei Paesi che innalzavano barriere di filo spinato.</p>
<p>Che cosa è cambiato? Come si può passare nell&#8217;arco di pochissimi mesi, se non settimane, dall&#8217;Europa dei confini che spariscono e delle porte aperte, a quella della chiusura delle frontiere addirittura paventando il finanziamento da parte di Bruxelles di <strong>barriere fisiche</strong>? &#8220;Stiamo affrontando un attacco brutale e ibrido ai nostri confini dell&#8217;Ue&#8221; ribadisce Michel, quasi a giustificarsi di fronte a questa mossa sorprendente. Ma la verità è che dietro questo cambiamento di prospettiva ci sono esigenze molto più pragmatiche e non meno importanti di una crisi di rifugiati che, come spiegato da Matteo Villa, responsabile del Programma migrazioni dell&#8217;Ispi, ad <em>Adnkronos</em>, è stato &#8220;ingigantito&#8221; proprio dalle autorità polacche.</p>
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<p>Per capire il problema bisogna innanzitutto capire che per l&#8217;Europa adesso è importante risolvere la crisi al confine tra Polonia e Bielorussia per evitare un pericoloso effetto-domino in un un&#8217;area, quella di <strong>Visegrad</strong>, già densa di insidie per l&#8217;impalcatura Ue. Il confine orientale è debole e le spine nel fianco sono molte, <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-polonia-serve-di-nuovo-allue.html">la Polonia serve all&#8217;Ue</a> per blindare quel sistema e ricomporre le varie fratture sorte sullo stato di diritto e sui fondi europei. Aprire ai muri significa mostrare a Varsavia un canale di dialogo per superare le divisioni e provare a discutere su altri punti che stanno a cuore all&#8217;agenda di Bruxelles.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, il fatto che Michel abbia parlato di muri a Berlino è simbolico. Perché è proprio la Germania a essere il primo Paese interessato a qualsiasi eventuale flusso di migranti. Nessuna <strong>rotta migratoria</strong> proveniente dalle frontiere orientali dell&#8217;Ue si ferma negli Stati di primo approdo, ma tutti cercano di raggiungere il cuore industriale ed economico: il territorio tedesco. Per Berlino, che si trova a dover gestire anche la nascita di un governo complesso come quello della &#8220;coalizione semaforo&#8221;, è utile avere la garanzia che la Polonia sia una barriera a eventuali flussi migratori. E serve che l&#8217;Europa non si metta di traverso anche per escludere che da Varsavia continuino a soffiare venti di frattura con l&#8217;Ue che non aiutano né la politica tedesca né la sua industria.</p>
<p>Che la Germania sia ben contenta di questo rafforzamento delle frontiere polacche (e di ricomporre soprattutto il dissidio tra Varsavia e Bruxelles) lo dimostrano anche le parole al miele di <strong>Horst Seehofer</strong>, ministro dell&#8217;Interno in quota Csu, che ha detto anzi che Germania e Polonia &#8220;non possono farcela da sole&#8221;. Dichiarazioni che stonano abbastanza con la narrativa promossa anche dalla (quasi ex) cancelliera Angela Merkel, ma che confermano come il vento, anche a Berlino, stia cambiando. L&#8217;interesse ora è evitare crisi migratorie, anche se queste appaiono, come dicono gli esperti, ingigantite cavalcate per altri fini. Per colpire Lukashenko? Vladimir Putin? Per blindare i rapporti tra Polonia e Unione europea? Difficile dire quale sia l&#8217;interesse prevalente. Di certo è curioso che su questo fronte si parli di &#8220;guerra ibrida&#8221; mentre per altri è solo un flusso migratorio dovuto alla disperazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-riscopre-i-muri-ai-confini-dibattito-aperto.html">L&#8217;Europa riscopre i muri ai confini: &#8220;Dibattito aperto&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Azerbaigian, centro del Caucaso e porta per l&#8217;Asia centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-centro-del-caucaso-e-porta-per-l-asia-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 12:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Azerbaigian è il grande ossequiato dell&#8217;Eurasia sin dai tempi di Heydar Aliyev, ovvero dall&#8217;ottenimento dell&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica. Incuneato perfettamente tra Europa e Asia, nonché incredibilmente ricco di risorse naturali di tipo strategico quali il gas naturale e il petrolio, l&#8217;Azerbaigian può essere considerato la stazione centrale del supercontinente. Punto di origine della Baku-Tbilisi-Kars e tappa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-centro-del-caucaso-e-porta-per-l-asia-centrale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-centro-del-caucaso-e-porta-per-l-asia-centrale.html">Azerbaigian, centro del Caucaso e porta per l&#8217;Asia centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Azerbaigian-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> è il grande ossequiato dell&#8217;Eurasia sin dai tempi di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-heydar-aliyev-il-fondatore-dellazerbaigian-indipendente.html">Heydar Aliyev</a>, ovvero dall&#8217;ottenimento dell&#8217;indipendenza dall&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>. Incuneato perfettamente tra Europa e Asia, nonché incredibilmente ricco di risorse naturali di tipo strategico quali il gas naturale e il petrolio, l&#8217;Azerbaigian può essere considerato la stazione centrale del supercontinente.</p>
<p>Punto di origine della <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rotta-che-unisce-europa-e-asia-la-baku-tbilisi-kars.html">Baku-Tbilisi-Kars</a> e <a href="https://it.insideover.com/economia/un-nuovo-mondo-avanza-nasce-la-ankara-baku-mosca.html">tappa intermedia della neonata Ankara-Baku-Mosca</a>, <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-via-della-seta-prossima-fermata-azerbaigian.html">nonché fermata-chiave della Nuova via della seta</a>, l&#8217;Azerbaigian è <em>lo</em> svincolo dell&#8217;Eurasia: imprescindibile, inaggirabile e indispensabile. Uno status che le contermini Ereven e Tbilisi non possono sfidare perché, anatemi geografici a parte, prive delle connessioni intercivilizzazionali di Baku, ponte tra imperi, fedi e culture sin dall&#8217;ottavo secolo <em>post Christum</em>.</p>
<p>È per le ragioni di cui sopra che l&#8217;Azerbaigian è il destinatario di una pervicace diplomazia del corteggiamento da parte delle principali potenze del supercontinente sin dall&#8217;epoca postsovietica: è il fattore inevitabile di cui va tenuto conto quando il tema al centro dell&#8217;agenda è l&#8217;Eurasia. Un fattore la cui significanza geopolitica e la cui rilevanza diplomatica sono cresciute esponenzialmente a seguito della vittoria nella seconda guerra del Karabakh, come estrinsecato dalla &#8220;<em>corsa all&#8217;Azerbaigian</em>&#8221; sorta di lì a poco e alla quale stanno partecipando sia atleti di vecchia data, come <a href="https://it.insideover.com/economia/azerbaigian-dove-si-parla-italiano.html">Italia</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-e-azerbaigian-alla-conquista-dello-spazio.html">Turchia</a>, sia ultimi arrivati, come <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-via-della-seta-prossima-fermata-azerbaigian.html">Cina</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-qatar-e-cosi-interessato-allazerbaijan.html">Qatar</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-silenzioso-tra-azerbaigian-e-pakistan.html">Pakistan</a>, <a href="https://it.insideover.com/economia/energia-solare-il-futuro-dellazerbaigian.html">Spagna</a> e<strong> Unione Europea</strong>.</p>
<h2>Baku, un partner-chiave dell&#8217;Ue</h2>
<p><strong>Charles Michel</strong>, l&#8217;attuale presidente del Consiglio europeo, nella giornata del 18 luglio si è recato a Baku per una breve ma intensa visita di lavoro. Reduce da una due-giorni nella contigua <strong>Armenia</strong>, <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/07/16/weekly-schedule-of-president-charles-michel/">dove ha incontrato il primo ministro Nikol Pashinyan e il presidente Armen Sarkisian</a>, e in attesa di partecipare alla <span style="font-size: 1rem;">conferenza internazionale di Batumi</span><span style="font-size: 1rem;">, Michel è volato nella capitale dell&#8217;Azerbaigian per dare concretezza ad un&#8217;agenda ricca di impegni, incluso un incontro di alto livello con</span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html"> Ilham Aliyev</a><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<p>La bilaterale con Aliyev, da inquadrare nel più ampio contesto del tour sudcaucasico di Michel, si è rivelata utile a fare il punto della situazione sull&#8217;asse Bruxelles-Baku. <a href="https://azertag.az/en/xeber/President_Ilham_Aliyev_President_of_European_Council_Charles_Michel_gave_joint_press_conference_VIDEO-1834137">Situazione che, cifre e fatti alla mano, è più che rosea</a>:</p>
<ul>
<li>L&#8217;Ue rappresenta il primo mercato di riferimento dell&#8217;Azerbaigian – circa il 40% dell&#8217;interscambio commerciale complessivo della nazione sudcaucasica avviene con i 27.</li>
<li>Oltre 1.700 le imprese comunitarie che hanno avviato attività e operazioni in Azerbaigian.</li>
<li>Un terzo dell&#8217;intera Ue, cioè 9 dei 27, ha siglato degli accordi di partenariato strategico con l&#8217;Azerbaigian.</li>
<li>Negli ultimi sette mesi, ovvero dal primo gennaio di quest&#8217;anno ad oggi, da Baku sono partiti più di tre miliardi di metri cubi di gas naturale in direzione dell&#8217;Ue.</li>
</ul>
<h2>L&#8217;agenda di Michel a Baku</h2>
<p>Economia ed energia a parte, Michel e Aliyev hanno profittato dell&#8217;incontro per discutere di innovazione, investimenti e sicurezza regionale, nonché della possibile mediazione dell&#8217;Ue tra i due ex belligeranti a favore della normalizzazione e della pacificazione. Argomenti e fascicoli che Michel ha potuto toccare anche con mano, ovvero viaggiando da una parte all&#8217;altra della capitale azerbaigiana.</p>
<p>Oltre ad avere avuto un incontro con Aliyev, invero, il presidente del Consiglio europeo<a href="https://azertag.az/en/xeber/President_of_European_Council_Charles_Michel_visits_Azercosmos_Main_Satellite_Ground_Control_Center-1834045"> ha visitato il quartier generale di Azercosmos</a> – dove è venuto a conoscenza dei risultati della cooperazione spaziale euro-azerbaigiana –, ha incontrato il titolare del Ministero dei Trasporti, <strong>Rashad Nabiyev</strong>, che lo ha invitato ufficialmente al Congresso astronautico internazionale – che Baku ospiterà nel 2023 –, ha messo piede nella bellissima moschea Juma di Shamakhi e, ultimo ma non meno importante, ha discusso con le autorità locali delle potenzialità del sistema infrastrutturale azerbaigiano e del ruolo che l&#8217;Ue potrebbe giocare nel suo potenziamento ai fini del consolidamento dell&#8217;asse con l&#8217;Azerbaigian e dell&#8217;aumento del commercio intracontinentale.</p>
<h2>Capire il viaggio di Michel</h2>
<p>Michel è volato a Baku con una consapevolezza: non Tbilisi, e neanche Erevan, ma solo e soltanto la Terra del fuoco può fornire a Bruxelles le chiavi della sicurezza energetica, o meglio della diversificazione energetica, e fungere da trampolino di lancio utile a raggiungere con comodità e sicurezza quella prateria sterminata che è l&#8217;Asia centrale. Una prateria, quella stesa dal Caspio alle estremità orientali degli –stan, che fa gola ai grandi concorrenti di Bruxelles,<em> in primis</em> Ankara, Pechino e Mosca, e all&#8217;interno della quale si può entrare soltanto con il permesso degli accoglienti ma diffidenti padroni di casa.</p>
<p>Mettendo Baku letteralmente al centro del tour regionale, in sintesi, Michel non ha discusso solamente di un&#8217;agenda comune per l&#8217;Asia centrale e gettato le fondamenta per un&#8217;ulteriore espansione della cooperazione bilaterale, specie in infrastrutture e transizione verde, ma ha anche voluto ribadire agli spettatori che il sogno di fare del Caucaso meridionale un&#8217;appendice dell&#8217;Europa allargata, lungi dall&#8217;essere morto, è più vivo che mai. E quanto questo sogno sia vivo, e quanto l&#8217;Ue sia in grado di renderlo incisivo, sarà possibile comprenderlo a dicembre, <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_21_3367">in occasione del prossimo vertice del Partenariato orientale</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-centro-del-caucaso-e-porta-per-l-asia-centrale.html">Azerbaigian, centro del Caucaso e porta per l&#8217;Asia centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;sofa-gate&#8221; si tinge di giallo: ecco chi ha sbagliato e cosa ci rivela</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-sofa-gate-si-tinge-di-giallo-ecco-chi-ha-sbagliato-e-cosa-ci-rivela.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 11:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-768x498.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il &#8220;sofagate&#8221; diventa un affare internazionale. Chi ha sbagliato nell&#8217;incontro tra Charles Michel, Ursula von der Leyen e Recep Tayyip Erdogan? Chi ha reso possibile che l&#8217;incontro tra Unione europea e Turchia si trasformasse in una scena imbarazzante con la presidente della Commissione in piedi a capire dove sedersi mentre il presidente turco faceva accomodare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sofa-gate-si-tinge-di-giallo-ecco-chi-ha-sbagliato-e-cosa-ci-rivela.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Turchia-UE-Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-ad-Ankara-La-Presse-768x498.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il <strong>&#8220;sofagate&#8221;</strong> diventa un affare internazionale. Chi ha sbagliato nell&#8217;incontro tra Charles Michel, Ursula von der Leyen e Recep Tayyip Erdogan? Chi ha reso possibile che l&#8217;incontro tra Unione europea e Turchia si trasformasse in una scena imbarazzante con la presidente della Commissione in piedi a capire dove sedersi mentre il presidente turco faceva accomodare vicino a sé il presidente del Consiglio europeo?</p>
<p>Più che di &#8220;schiaffo turco&#8221; sembra doversi parlare di un vero pasticciaccio europeo. Perché quanto avvenuto ad <strong>Ankara</strong> rischia di rivelarsi un boomerang proprio per l&#8217;Europa e le sue istituzioni, tanto da poter scagionare il cerimoniale turco nonostante le accuse rivolte a Erdogan. Il motivo? È da ricercare nel meccanismo di funzionamento di questi ricevimenti. Lo ha spiegato il <em>Corriere della Sera</em>, che ha mostrato come funziona il protocollo nelle visite ufficiali.</p>
<h2>Come funziona il cerimoniale?</h2>
<p>Innanzitutto, sgombriamo il campo dalla casualità: in diplomazia, come scrivevamo ieri, la forma è sostanza ed esistono uffici che fanno solamente quello, con un confronto continuo tra la delegazione che ospita e quella che è in visita.  Non c&#8217;è possibilità che vi siano momenti di imbarazzo se tutto viene seguito con attenzione da entrambi gli uffici preposti allo scopo: in questo caso quello della delegazione europea e quello turco. In secondo luogo, c&#8217;è un rigido cerimoniale di Stato che prevede questo ordine per le istituzioni europee: presidente del Parlamento, presidente del Consiglio europeo e infine il presidente della Commissione. Un ordine che in questo senso spiegherebbe il motivo della &#8220;panchina&#8221; per <strong>Ursula von der Leyen</strong>.</p>
<p>Tuttavia &#8211; e qui entra in campo il portavoce stesso della Commissione europea &#8211; in caso di vertici tra capi di Stato e di governo il presidente del Consiglio Ue e quello della Commissione sono considerati pari grado, occupando quindi le stesse posizioni. Tanto è vero che proprio in Turchia, durante il <strong>G20 di Antalya</strong>, Donald Tusk e Jean Claude Juncker erano seduti entrambi al fianco di Erdogan. Insomma, in quel caso c&#8217;era Erdogan e c&#8217;erano anche le istituzioni europee: eppure non vi fu alcun caso diplomatico, né imbarazzo.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-314197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/12735949_small-1024x694.jpg" alt="" width="1024" height="694" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/12735949_small-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/12735949_small-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/12735949_small-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/12735949_small.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Michel prova a difendersi e accusa la Turchia</h2>
<p>Michel, che ha preso posto vicino Erdogan senza battere ciglio, ha provato a rispondere alle critiche gettando la palla in campo turco. &#8220;L&#8217;<strong>interpretazione rigorosa</strong> da parte dei servizi turchi delle norme protocollari ha prodotto una situazione sconfortante: il trattamento differenziato o addirittura diminuito della Presidente della Commissione europea&#8221;, ha detto il presidente del Consiglio europeo. Ma in questo caso, la &#8220;toppa è peggio del buco&#8221;. Perché le cose sembrerebbero essere molto diverse. A sbagliare non è stato, sembra, il protocollo turco, ma proprio quello delle istituzioni europee. E se è vero che Erdogan avrebbe certamente potuto cambiare la disposizione delle sedie se avesse voluto, lo stesso deve dirsi per Michel, che è sembrato abbastanza a suo agio sulla sedia mentre Ursula von der Leyen era seduta faccia con il ministro degli Esteri. Non un posto nelle retrovie, sia chiaro. Ma di certo il suo ruolo non è quello di un ministro.</p>
<p>Alle accuse di Michel ha risposto il governo turco, che si è sentito a sua volta offeso per essere additato come rappresentante di un Paese che non sarebbe in grado di gestire visite ufficiali. E l&#8217;ospitalità, come noto, è sacra. &#8220;La Turchia è da tempo uno Stato e non è la prima volta che accoglie ospiti&#8221; ha detto <strong>Mevlut Cavusoglu</strong>, &#8220;ogni visita è organizzata in base ad un protocollo gestito con la controparte, per una organizzazione combinata. In questo caso, le richieste dell&#8217;Ue sono state soddisfatte. Tale disposizione dei posti è stata organizzata proprio sui suggerimenti dell&#8217;Unione europea&#8221;. Insomma, la Turchia ha eseguito quanto richiesto e concordato con l&#8217;Unione europea.</p>
<h2>Chi è il responsabile europeo?</h2>
<p>Quindi? Nessun colpevole? No. Semplicemente forse bisogna rivolgersi non solo ad Ankara sponda turca, ma anche ad Ankara &#8220;sponda europea&#8221;, e cioè all&#8217;ambasciata Ue nel Paese. Rivolgersi a loro come a Bruxelles. Perché &#8211; <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/se-sofa-gate-fosse-trappolone-contro-ursula-von-der-leyen-266296.htm">come riporta <em>Dagospia</em></a> &#8211; nella &#8220;capitale&#8221; dell&#8217;Ue esiste un ufficio del protocollo della Commissione, con a capo l&#8217;ex consigliere diplomatico e capo dell&#8217;ufficio protocollo di Sarkozy, <strong><a href="https://www.politico.eu/article/commissions-protocol-chief/">Nicolas de La Grandville</a></strong>, mentre ad Ankara esiste una delegazione europea guidata da un tedesco, <strong>Nikolaus Meyer-Landrut</strong>, ex consigliere di Angela Merkel e ambasciatore tedesco in Francia. Insomma, due personalità che conoscono eccome il problema dei ricevimenti internazionali. Ed è proprio sull&#8217;Ue che bisogna puntare il dito, perché, come ha spiegato l&#8217;ex ambasciatore italiano in Turchia <strong>Carlo Marsili</strong> ad <em>AdnKronos</em>, &#8220;Quando si prepara una visita ci sono due parti che decidono minuto per minuto che succede: uno è il protocollo locale, in questo caso turco, l&#8217;altro dell&#8217;ambasciata della delegazione ospite&#8221;, e il protocollo turco &#8220;non agisce da solo&#8221;.</p>
<h2>Trappola per Ursula o condanna per Michel?</h2>
<p>Qualcuno dalle segrete stanze di Bruxelles dice che non è stato un caso. Si sapeva che sarebbe accaduto l&#8217;irreparabile e avendo organizzato tutto con largo anticipo tutti ne erano a conoscenza. Impossibile pensare che UdV si sarebbe presentata nella sala di Erdogan senza sapere dove sedersi. E c&#8217;è chi sospetta che questa sia stata una mossa proprio per creare imbarazzo alla presidente della Commissione europea.</p>
<p>Ipotesi che però non trova conferme soprattutto per un motivo: la vera <strong>figuraccia</strong> l&#8217;ha fatta Michel, perché lasciando la presidente della Commissione in piedi e assecondando il protocollo ha di fatto scaricato la sua &#8220;collega&#8221;, l&#8217;altro leader dell&#8217;Unione europea, mostrando poco tatto, poca cavalleria ma anche ben poca leadership e carisma. Non si voleva creare un incidente diplomatico durante un vertice così importante? Possibile. Ma intanto il segnale andava dato: anche solo per cortesia istituzionale. Senza buttarla nel sessismo. Perché in questo caso il fatto di essere uomini o donne non centra il punto. Tanto più che Erdogan non ha mai avuto problemi a ricevere leader di sesso femminile trattandole alla pari.</p>
<h2>Chi conta davvero? Ce lo dice Erdogan</h2>
<p>Sgombrato il campo dal presunto maschilismo resta però il nodo centrale. Chi conta di più? Il presidente del Consiglio Ue o il presidente della Commissione? Ha senso continuare con questa leadership bicefala con diversi <strong>ruoli</strong> e prerogative? Chi parla a nome dell&#8217;Unione europea e in che settori? L&#8217;impressione è che questo incidente diplomatico racchiuda diversi messaggi.</p>
<p>L&#8217;inadeguatezza di Michel, ad esempio, ci ricorda come l&#8217;Ue non possa essere in mano a figure dalla scarsa leadership e politicamente anonime. Idem per la von der Leyen, che se è vero che è vittima del &#8220;sofa-gate&#8221;, non è che prima avesse mai brillato per capacità e carisma.</p>
<p>A questo si aggiunge poi il problema di come il mondo parla con l&#8217;Ue. La scelta del cerimoniale indica che il presidente del Consiglio europeo è superiore alla presidente della Commissione. Il che significa che anche di fronte al mondo l&#8217;organo che unisce i leader dei singoli Stati membri dell&#8217;Ue è superiore all&#8217;<strong>organo &#8220;esecutivo&#8221;</strong> dell&#8217;Europa. Insomma: contano i capi di Stato e di governo dei singoli Paesi, di cui Michel fa sostanzialmente da rappresentante. Un concetto che Erdogan sembra averci chiarito in modo molto netto: l&#8217;Unione europea conta come insieme di governi, non come entità unica e fintamente federale, sono i leader a decidere, non è la Commissione. E nei rapporti con la Turchia la questione risulta essere ancora più marcata.</p>
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		<title>Burocrati alla corte del &#8220;Sultano&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/due-burocrati-impacciati-alla-corte-del-sultano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 15:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="780" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Michel e von der Leyen ad Ankara (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-1024x571.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;incontro di Ankara tra Recep Tayyip Erdogan, Charles Michel e Ursula von der Leyen doveva essere il vertice della svolta. I resoconti dalla Turchia hanno parlato di un dialogo &#8220;positivo&#8221; e molto &#8220;franco&#8221; tra le parti, con il desiderio mostrato dalle due delegazioni di rimettere mano ai rapporti bilaterali in vista di un progressivo riavvicinamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/due-burocrati-impacciati-alla-corte-del-sultano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/due-burocrati-impacciati-alla-corte-del-sultano.html">Burocrati alla corte del &#8220;Sultano&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="780" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Michel e von der Leyen ad Ankara (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-1024x571.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Michel-e-von-der-Leyen-ad-Ankara-la-Presse-e1617807988737-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L&#8217;incontro di <strong>Ankara</strong> tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, Charles Michel e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html"><strong>Ursula von der Leyen</strong></a> doveva essere il vertice della svolta. I resoconti dalla Turchia hanno parlato di un dialogo &#8220;positivo&#8221; e molto &#8220;franco&#8221; tra le parti, con il desiderio mostrato dalle due delegazioni di rimettere mano ai rapporti bilaterali in vista di un progressivo riavvicinamento tra Europa e Turchia.</p>
<p>Ma il vertice della capitale turca, invece di essere ricordato per le novità nelle relazioni tra Ue e <strong>Turchia</strong>, passerà agli onori della storia come l&#8217;incontro del <strong>&#8220;sofagate&#8221;</strong>. Perché il mondo si è soffermato su una scena. Michel e von der Leyen arrivano nella sala dove Erdogan riceve i suoi ospiti, si fermano e trovano davanti a loro due sedie: una per il presidente turco e una per il presidente del Consiglio europeo. La presidente della Commissione Ue resta in piedi, imbarazzata e palesemente irritata. Erdogan si siede, invita Michel a fare altrettanto. E Michel si siede senza battere ciglio mentre la sua collega viene fatta accomodare sul divano, faccia a faccia col ministro degli Esteri.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/erdogan-incontra-delegazione-europea-lascia-senza-sedia-1936839.html">La scena ovviamente ha creato scalpore</a>. L’opinione pubblica si è subito concentrata su Erdogan, accusato di aver mancato di rispetto alla presidente della Commissione prima facendola rimanere in piedi e poi facendo sedere accanto a sé Michel. Un&#8217;immagine difficile da digerire, specie perché arriva dopo il dibattito sull&#8217;uscita della Turchia dalla convenzione per la<strong> tutela delle donne</strong>, e in molti hanno voluto vedere in questo gesto uno schiaffo verso il sesso femminile. C&#8217;è chi ha fatto il confronto <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2021/04/07/foto/le_poltrone_di_erdog_an_per_gli_ospiti_europei-295430677/1/?ref=RHTP-BH-I0-P1-S7-T1">con quanto avvenuto nel 2015 al G20 di Antalya</a>, quando il leader turco ricevette Juncker e Tusk facendo preparare tre poltrone uguali. In quel caso erano tre uomini.</p>
<p>Tuttavia, nel tratteggiare la scena in questi termini, si rischiano di commettere alcuni <strong>errori</strong>. Il primo di questi è pensare che il problema sia il trattamento riservato alla von der Leyen in quanto donna. Ed è un errore perché il problema non è il modo in cui è stata ricevuta Ursula von der Leyen come donna, ma in quanto &#8220;capo di governo&#8221; dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Intendiamoci: non è certo la prima volta che Erdogan riceve leader di sesso femminile. Pensare che il trattamento riservato alla von der Leyen sia frutto di solo maschilismo è errato se si pensa a quando il leader turco ha accolto <strong>Angela Merkel</strong> o Theresa May nel palazzo di Ankara. Qui non è una questione legata al sesso dell&#8217;interlocutore, ma l&#8217;idea che il rappresentante dell&#8217;esecutivo dell&#8217;Unione europea resti in piedi nell&#8217;imbarazzo generale senza che nessuno faccia qualcosa. Questione ancora più grave se si pensa che il vertice era a tre, e sembra difficile pensare che ad Ankara considerino la Commissione europea come un organo secondario.</p>
<p>Il secondo errore che si commette è quello di concentrarsi su Erdogan e non sui rappresentanti europei. In particolare su Michel. Che Erdogan abbia un proprio carattere e una propria mentalità è ormai cosa nota. Tutti sono consapevoli di come sia fatto il leader dell&#8217;Akp e sorprendersi di alcune sue mosse appare quantomeno ingenuo. Diverso è il caso di von der Leyen e Michel. Questo non perché siano loro i responsabili del gesto del &#8220;sultano&#8221;, ma perché dovendo immaginarci che queste due persone rappresentano tutti i cittadini europei di fronte al mondo, l&#8217;immagine che l&#8217;<strong>Europa</strong> ha dato di sé appare decisamente triste. Innanzitutto abbiamo visto due leader in balia degli eventi, che sembravano completamente avulsi rispetto a un vertice di carattere internazionale. Tra silenzi, sguardi assenti e momenti di <strong>imbarazzo</strong>, in un attimo si è materializzato tutto quello che non ci si aspetta da chi si considera rappresentante di una &#8220;potenza&#8221;.</p>
<p>Ma a questo quadro già abbastanza desolante, si aggiunge la discutibile immagine di Michel che seguendo le indicazioni di Erdogan si siede senza discutere mentre lascia la presidente della Commissione in silenzio e in attesa di un posto. E la osserva pure mentre, imbarazzata, si dirige verso il divano.</p>
<p>Passi che la cavalleria è un concetto ormai superato, ma se proprio non si vuole buttarla sull&#8217;educazione da gentiluomini, quantomeno andava posto il problema che quel vertice non era a due. E che quella signora con la giacca rossa in piedi nella sala era lì a rappresentare l&#8217;Europa. Una presa di posizione che avrebbe dato un&#8217;immagine di forza dell&#8217;Ue ma anche fatto comprendere che non si era disposti a transigere sul ruolo dei due rappresentanti.</p>
<p>Valutando la scena da questo punto di vista, la questione diventa quindi ancora più incredibile. Perché la verità è che la diplomazia è fatta di forme. E la forma è sostanza: soprattutto in questo campo. Ogni <strong>incontro ufficiale</strong> è composto da prassi seguite con scrupolosa attenzione dai cerimoniali. E questi protocolli devono dimostrare non solo l&#8217;ospitalità della nazione che riceve, ma anche l&#8217;importanza che la stessa delegazione attribuisce a se stessa e il ruolo che si riconosce nel mondo. In quel momento non ci sono singoli individui che si vedono faccia a faccia, ma rappresentanti di Paesi e organizzazioni con una loro storia, una loro cultura e un loro peso che si incontrano per discutere di ciò che rappresentano.</p>
<p>L&#8217;immagine di ieri risulta tremendamente chiara: Michel e von der Leyen non sembravano affatto consapevoli di essere l&#8217;Europa di fronte alla Turchia, ma sono apparsi come due timidi burocrati impacciati che venivano ricevuti a palazzo dal &#8220;sultano&#8221;. Qualcuno sarebbe rimasto in piedi per galanteria. Qualcun altro avrebbe protestato. Altri si sarebbero fatti da parte per far sedere la propria collega. C&#8217;è anche chi probabilmente se ne sarebbe andato di fronte a una tale svista leggendola come un’umiliazione. Quello che è certo è che nessuno avrebbe pensato che l&#8217;Europa sarebbe finita così: incapace di reagire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/due-burocrati-impacciati-alla-corte-del-sultano.html">Burocrati alla corte del &#8220;Sultano&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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