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	<title>Carlos Mesa Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Nov 2019 08:08:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Carlos Mesa Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Morales lascia il governo e annuncia elezioni in Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/morales-lascia-il-governo-e-annuncia-elezioni-in-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 08:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo quasi 14 anni al potere, Evo Morales, lascia la presidenza della Bolivia. La rinuncia arriva al termine di una lunga e convulsa giornata, che si era aperta con la sua dichiarazione di voler convocare nuove elezioni nazionali. A fianco del fedele braccio destro Álvaro García Linera, la coppia che ha trasformato radicalmente il paese ha annunciato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/morales-lascia-il-governo-e-annuncia-elezioni-in-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo quasi 14 anni al potere, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html"><span style="font-weight: 400;">Evo Morales</span></a><span style="font-weight: 400;">, lascia la presidenza della <strong>Bolivia</strong>. </span><span style="font-weight: 400;">La rinuncia arriva al termine di una lunga e convulsa giornata, che si era aperta con la sua dichiarazione di voler convocare nuove elezioni nazionali.</span></p>
<p>A fianco del fedele braccio destro Álvaro García Linera, la coppia che ha trasformato radicalmente il paese ha annunciato le proprie dimissioni nel tardo pomeriggio in un messaggio televisivo.</p>
<p>“Rinuncio in modo che Mesa e Camacho non continuino a maltrattare i familiari dei nostri compagni, non continuino ad attaccare i ministri e i deputati, in modo che smettano di maltrattare gli umili,&#8221; ha <a href="https://cnnespanol.cnn.com/2019/11/10/minuto-a-minuto-evo-morales-convoca-a-nuevas-elecciones-tras-informe-de-la-oea/"><span style="font-weight: 400;">dichiarato </span></a><span style="font-weight: 400;">Morales, attaccando sia l’opposizione politica che i movimenti civici che hanno organizzato le proteste più dure. “È un golpe di stato civile e poliziesco.”</span></p>
<p>La scelta è avvenuta poche ora dopo che il capo dell’esercito, Williams Kaliman, aveva consigliato pubblicamente a Morales di fare un passo indietro. <span style="font-weight: 400;">“Dopo aver analizzato la situazione conflittuale interna del paese, suggeriamo al presidente dello Stato che rinunci all’incarico, permettendo la pacificazione e il mantenimento della stabilità per il bene della nostra Bolivia,” ha detto Kaliman.</span></p>
<p>Ma a far vacillare Morales è stato probabilmente anche il mancato appoggio della sua base storica, il sindacato della Centrale Operaia Boliviana. Secondo il giornale boliviano<a href="http://www.la-razon.com/nacional/evo-morales-cob-renuncia-reflexionar-pacificar-pais-bolivia_0_3255274472.html"> <i>La Razón</i></a>, Juan Carlos Huarachi, suo segretario esecutivo, aveva anche lui proposto all’ex presidente di considerare la possibilità di lasciare il mandato.</p>
<h3>L’annuncio di nuove elezioni</h3>
<p>Solo questa mattina, <span style="font-weight: 400;">Morales</span><span style="font-weight: 400;"> aveva annunciato che avrebbe convocato nuove elezioni nazionali.</span></p>
<p>La dichiarazione era arrivata poco dopo che l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) aveva denunciato “irregolarità” nell’ultima tornata elettorale, nel mezzo della più grave <span style="font-size: 1rem;">crisi politica dai tempi della cosiddetta &#8220;Guerra del gas&#8221;.</span></p>
<p>Le proteste sono esplose proprio a causa del sospetto di brogli elettorali, che avrebbero garantito a Morales la rielezione a presidente lo scorso 20 ottobre.</p>
<p>Nel suo report, l’OEA ha scartato la possibilità che potesse uscire vincitore con un margine tale da evitare di tornare alle urne per un secondo turno.</p>
<p>“Tenendo in conto le proiezioni statistiche, è possibile che il candidato Morales sia arrivato al primo posto e il candidato Mesa al secondo. Ciononostante, risulta impossibile statisticamente che Morales abbia ottenuto il 10% di differenza, richiesto per evitare una seconda tornata,” si legge nel report.</p>
<p>L’organizzazione ha inoltre riscontrato gravi errori e mancanze nel sistema informatico per il conto finale dei voti.</p>
<h3>L’opposizione voleva Evo fuori da subito</h3>
<p>L’annuncio di Morales arrivava dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/bolivia-bruciate-case-governatori-morales-e-colpo-di-stato.html">giorni di dure proteste</a><span style="font-weight: 400;">, che avevano visto anche ammutinamenti tra le forze dell’ordine, che si sono rifiutate di intervenire contro i manifestanti, e quattro morti negli scontri tra oppositori e sostenitori del Movimento al Socialismo (MAS), il partito di Morales.</span></p>
<p>I<a href="https://it.insideover.com/guerra/bolivia-bruciate-case-governatori-morales-e-colpo-di-stato.html"><span style="font-weight: 400;">ncendi dolos</span><span style="font-weight: 400;">i</span></a><span style="font-weight: 400;"> erano stati inoltre appiccati alle abitazioni di Esther Morales, sorella del presidente, </span><span style="font-weight: 400;">e dei governatori di Oruro e Chiquisaca. Gruppi di manifestanti si erano spinti fino a occupare le sedi d</span><span style="font-weight: 400;">i Bolivia TV</span><span style="font-weight: 400;"> e di Radio Patria Nueva.</span></p>
<p>“Chiedo a tutti ora di abbassare la tensioni, abbiamo tutti il dovere di pacificare Bolivia,” <a href="https://youtu.be/D7T8_iPN3kE"><span style="font-weight: 400;">aveva insistito</span></a><span style="font-weight: 400;"> Morales durante la conferenza stampa.</span></p>
<p>I principali leader dell’opposizione avevano però preteso da subito le sue dimissioni.</p>
<p>Per il senatore oppositore e candidato del partito “Bolivia disse no (21F)” <a href="http://www.la-razon.com/nacional/21F-Ortiz-respeto-solucion-fondo-elecciones_0_3255274457.html"><span style="font-weight: 400;">Oscar Ortiz</span></a><span style="font-weight: 400;">, Morales continuava infatti a essere un candidato illegittimo da quando il paese aveva votato contro la sua ricandidatura nel referendum tenutosi il 21 febbraio 2016.</span></p>
<p>Dopo l’annuncio, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html">Carlos Mesa</a>, il principale contendente alle elezioni, aveva <span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.facebook.com/carlosdmesag/videos/959559267735981/?__xts__[0]=68.ARDWjxqcCEAVyPOWXNl0c6NjNoSJep1QfBekVhkji8riPcYpnDg4lJXM5ZTCTfNaXNp_pLbkQxR-3CumrNaHZuwR5KqIxvVoyK7m40AeOk59swvHgDBaYPQ0AoZBY03PD3oh5Ef3neDlWj-z8Q3fwTrGCM-s9fxCFWkCNyq1VH6GpIeu3zzQY7CuBusZMOdOEhvSQ0HEUbg2oSx15Mg0bGg1Oakmo9Rnai67BzS1bVyrZScf_xYTI9KkpDJOB4l7UN8x9O94nNLNAec1Buf6ssiTNn_fPVxPXMkUf7WuFGGba0_JyMWiy29X3lqLzbVVi9fkekD4hv1p_-YDGA1wYZ5Cl0SElbaFigA&amp;__tn__=-R">sottolineato</a> come “in quanto responsabili della frode e del conflitto sociale che ha causato vari morti e feriti, Evo Morales e Alvaro Garcia Linera, sono assolutamente inadeguati a presiedere questo nuovo arco elettorale.”</span></p>
<p>Mesa aveva poi richiesto la convocazione dell’Assemblea Legislativa Plurinazionale (il parlamento boliviano) per cercare un nuovo accordo che permetta l’elezione del nuovo organo elettorale.</p>
<p>I cosiddetti comitati civici, che hanno finora capitanato le proteste più dure sotto la guida leader di destra <span style="font-weight: 400;">Luis Fernando Camacho, si erano spinti anche oltre, chiedendo la rinuncia di tutti i deputati del MAS, delle autorità del Tribunale Supremo di Giustizia e del Tribunale Costituzionale, per poi creare una Giunta di Governo Transitorio che designi il nuovo Organo Elettorale e porti a elezioni nel giro di 60 giorni.</span></p>
<p>Morales si era appellato al suo ruolo istituzionale. “Il mio mandato termina il 21 di gennaio del prossimo anno. Chi insinua (il contrario) sta dalla parte del colpo di stato,” aveva affermato alla radio Panamericana.</p>
<p>Su una sua eventuale ricandidatura, invece, il leader cocalero aveva glissato: “il tema delle candidature è secondario, prima dobbiamo riappacificarci”, riporta il giornale <a href="https://www.paginasiete.bo/nacional/2019/11/10/el-presidente-sermonea-al-periodista-que-le-pregunta-si-sera-candidato-236984.html#!"><i><span style="font-weight: 400;">Página Siete</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>Nell’annuncio di nuove elezioni, Morales ha anche dichiarato che i membri del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) verranno sostituiti per intero, e che spetterà al parlamento boliviano, d’accordo con tutte le forze politiche, stabilire con quale meccanismo verranno designati i nuovi membri.</p>
<p>Massimo organo per l’amministrazione delle contese elettorali, il TSE è stato in questi anni al centro della disputa politica del paese.</p>
<p>L’insediamento dei suoi membri è stato accompagnato dalle polemiche fin dalla loro designazione a luglio 2015, dato che maggioranza e opposizione non riuscirono ad arrivare a delle nomine condivise, secondo quanto riporta <a href="http://eju.tv/2015/07/exeni-uriona-sandoval-mamani-costas-y-choque-los-vocales-del-tribunal-supremo-electoral/"><i><span style="font-weight: 400;">La Razón</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>Nel 2018, subito dopo aver abilitato Morales a partecipare alle nuove elezioni, la consigliera Dunia Sandoval <a href="http://www.la-razon.com/nacional/animal_electoral/Repostulacion-Sandoval-denuncia-presiones-TSE-habilitacion-Evo-dana-democracia_0_3051294859.html"><span style="font-weight: 400;">raccontò</span> </a><span style="font-weight: 400;">poi di ricevuto pressioni da parte sia del potere legislativo che del potere esecutivo per votare a favore (ma lei comunque si oppose).</span></p>
<p>Il giorno dopo le elezioni, infine, anche <span style="font-weight: 400;">Antonio Costas</span><span style="font-weight: 400;">, vicepresidente e membro indipendente del TSE, presentò le sue dimissioni in disaccordo con la sospensione dei risultati preliminari, secondo quanto riporta </span><a href="https://www.infobae.com/america/america-latina/2019/10/22/en-medio-de-las-sospechas-de-fraude-renuncio-el-vicepresidente-del-tribunal-supremo-electoral-de-bolivia/"><i><span style="font-weight: 400;">Infobae</span></i></a><span style="font-weight: 400;">. I</span><span style="font-weight: 400;">l conteggio dei voti, che indicava come probabile una secondo turno elettorale, si bloccò infatti per quasi un giorno intero, generando le primi voci di brogli.</span></p>
<p>E proprio questa domenica è arrivata anche la notizia che il Fiscale Generale dello Stato ha istruito un processo contro tutti i membri del TSE per delitti ordinari, elettorali e legati alla corruzione.</p>
<p>È dunque chiaro che parte della futura contesa boliviana ruoterà proprio attorno alla definizione e alla scelta dei nuovi membri del TSE.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Evo Morales è sempre più in bilico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/evo-morales-e-sempre-piu-in-bilico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 16:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-1024x440.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le tensioni politiche in Bolivia continuano ad aggravarsi ed il Paese rischia di avvicinarsi, inesorabilmente, al baratro del caos politico e dell&#8217;instabilità diffusa. Luis Fernando Camacho, leader civico e figura chiave dell&#8217;opposizione, ha esortato gli oppositori del presidente Evo Morales a paralizzare le attività del governo. Durante un comizio svoltosi nella città di Santa Cruz, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/evo-morales-e-sempre-piu-in-bilico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Evo-Morales-Getty-e1573057258701-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le tensioni politiche in Bolivia <a href="https://www.google.com/amp/s/mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN1XE1V7">continuano</a> ad aggravarsi ed il Paese rischia di avvicinarsi, inesorabilmente, al baratro del <strong>caos politico</strong> e dell&#8217;instabilità diffusa. Luis Fernando Camacho, leader civico e figura chiave dell&#8217;opposizione, ha esortato gli oppositori del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> a paralizzare le attività del governo. Durante un comizio svoltosi nella città di Santa Cruz, caposaldo delle forze anti-Morales, Camacho ha espresso l&#8217;intenzione di voler radicalizzare, insieme agli altri leader, lo <strong>sciopero</strong> civico indeterminato contro il governo ed ha annunciato che marcerà verso La Paz per consegnare una lettera di dimissioni da far firmare al Presidente. Il Capo di Stato non ha inoltre adempiuto all&#8217;ultimatum, fissato proprio da Camacho e scaduto lunedì sera, di abbandonare l&#8217;incarico presidenziale.</p>
<h2>Gli sviluppi</h2>
<p>Le proteste hanno iniziato a colpire la Bolivia dopo la <strong>contestata vittoria</strong> elettorale di Morales al primo turno delle presidenziali svoltesi il 20 ottobre. Il Capo di Stato, secondo i dati ufficiali, si è imposto con il 47 per cento dei voti contro il 36 per cento ottenuto da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html">Carlos Mesa</a>, esponente del centrodestra e suo rivale più immediato. L&#8217;opposizione, però, ha espresso dubbi e scetticismo su questi dati che sarebbero frutto, a loro dire, di brogli. La percentuale di suffragi ottenuta da Morales, infatti, consente al leader progressista di evitare un pericoloso ballottaggio dove Mesa avrebbe potuto contare sul sostegno degli altri candidati dell&#8217;opposizione e ciò avrebbe potuto rivelarsi politicamente letale per l&#8217;amministrazione uscente. Questi sviluppi hanno portato il Paese molto vicino alla guerra civile: i sostenitori dell&#8217;opposizione hanno indetto manifestazioni e si sono scontrati tanto con la polizia quanto con i supporter di Morales, accusato di voler trasformare la Bolivia in un nuovo Venezuela. Il bilancio delle <strong>violenze</strong> ha visto la morte di almeno due persone ed il ferimento di 140, i dimostranti hanno poi iniziato ad erigere blocchi stradali nella speranza di paralizzare il Paese e costringere l&#8217;esecutivo a cedere. L&#8217;Organizzazione degli Stati Americani <strong>(Oas)</strong>, che già aveva espresso perplessità sull&#8217;esito del voto, sta conducendo un&#8217;inchiesta sui risultati elettorali dopo un accordo raggiunto con il governo del Paese. Mesa, però, ha rifiutato di prendervi parte chiedendo, innanzitutto <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2019/11/01/world/politics-diplomacy-world/morales-calls-bolivia-violence-truce-oas-begins-election-audit/#.XcKwNrfSLqs">l&#8217;annullamento</a> dei risultati del primo turno.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La <strong>radicalizzazione</strong> del confronto tra l&#8217;amministrazione progressista del Paese ed i gruppi civici e politici dell&#8217;opposizione ha un aspetto paradossale: lo stesso Morales, ex sindacalista e coltivatore di coca, si era posto alla testa di massicce e radicali dimostrazioni di massa, tra il 2003 ed il 2005, che avevano portato alla caduta del presidente <strong>Gustavo Sanchez de Lozada</strong> ed in seguito proprio di Carlos Mesa. L&#8217;unica via per sbloccare la complessa situazione che si è venuta a creare pare, al momento, quella di procedere ad un nuovo scrutinio con condizioni che risultino accettabili per entrambe le parti in causa. Bisognerà vedere, però, se le <strong>relazioni</strong> tra i due schieramenti  non siano così tanto deteriorate da inibire ogni forma di dialogo e di accordo, seppur provvisorio. Sullo sfondo restano le gravi tensioni sociali che stanno percorrendo od hanno percorso svariate nazioni dell&#8217;America Latina, dal Cile all&#8217;Ecuador e che sembrano aver coinvolto, ormai, anche la Bolivia. Il presidente Evo Morales, giunto al quarto mandato ed al potere dal 2006, rischia di perdere il controllo del Paese e con lui la sinistra latinoamericana potrebbe subire una cocente sconfitta.</p>
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		<title>La Primavera latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-primavera-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 09:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile Pinera" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-1024x524.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Formicai di miseria si vedono nei campi sparsi attorno alle città dell&#8217;America Latina&#8221;: la celebre frase scritta nel 1979 da Ryszard Kapuscinski, il grande reporter polacco, in La prima guerra del football e altre guerre di poveri è quanto di più attuale ci possa essere parlando dell&#8217;attuale contesto latinoamericano. Il 2019 da brividi dell&#8217;America Latina Le aree a sud del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-primavera-latina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile Pinera" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-1024x524.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>&#8220;Formicai di miseria si vedono nei campi sparsi attorno alle città dell&#8217;America Latina&#8221;: la celebre frase scritta nel 1979 da <strong>Ryszard Kapuscinski, </strong>il grande reporter polacco, in <em>La prima guerra del football e altre guerre di poveri </em>è quanto di più attuale ci possa essere parlando dell&#8217;attuale contesto latinoamericano.</p>
<h2>Il 2019 da brividi dell&#8217;America Latina</h2>
<p><strong>Le aree a sud del Rio Grande </strong>sono sempre più calde, infiammate da proteste, rivolte, tensioni sociali. Le dilaganti disuguaglianze, la povertàe le endemiche faglie nella società contribuiscono a creare un cocktail esplosivo che si è manifestato recentemente <a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-latina-in-rivolta-contro-lausterita.html" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;ondata di proteste in </a><strong>Ecuador e Cile, </strong>ma anche in analoghe manifestazioni nella povera e depressa <strong>Haiti </strong>nei primi mesi del 2019.</p>
<p>Ma non solo: a infiammare periodicamente l&#8217;America Latina è il controverso rapporto tra i suoi popoli e la sua classe politica. Capace di produrre grandi conduttori di popolo, eccellenti tribuni, appassionati trascinatori di masse, un&#8217;idea di indipendenza nazionale e regionale che ha prodotto contesti di aggregazione come l&#8217;<strong>Alba </strong>nel &#8220;cortile di casa&#8221; degli Stati Uniti. Meno capace di costituirsi in <strong>classe dirigente continua, </strong>capace di produrre una dialettica del potere e del mondo istituzionale trasparente e efficace e di sottrarsi al potere di condizionamento, in positivo e in negativo, dei centri d&#8217;influenza tradizionali: in diversi Paesi, i finanzieri legati all&#8217;Occidente, il grande capitale fondiario e caste armate tanto disabituate a fare la guerra quanto inclini a infilarsi nei dibattiti politici interni.</p>
<p>La <strong>Bolivia </strong>ha recentemente offerto un esempio in tal senso, col controverso <a href="https://it.insideover.com/politica/morales-si-proclama-vincitore-ma-la-bolivia-rischia-il-caos.html">esito delle elezioni presidenziali</a> &#8220;addomesticato&#8221;, a quanto pare, a proprio favore dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html" target="_blank" rel="noopener">leader uscente Evo Morales</a>. E come non parlare della <strong>lotta di potere in Venezuela </strong>tra due contendenti, uno dei quali (Nicolas Maduro) è un autocrate a capo di una cricca autoreferenziale e il cui avversario (Juan Guaidò) un usurpatore senza titoli se non il benestare di Washington? O del caso del <strong>Brasile, </strong>ove Jair Bolsonaro è giunto al potere sull&#8217;onda dell&#8217;inchiesta giudiziaria &#8220;Lava Jato&#8221; e in cui imperversano casi di proteste massicce in città come Rio de Janeiro, in cui le autorità sono accusate di un uso arbitrario della forza? O del <strong>Perù </strong>in cui la lotta di potere ha portato allo stallo istituzionale?</p>
<p>L&#8217;America Latina, continente troppo spesso lontano dall&#8217;attenzione mediatica quanto importante come laboratorio di certe evoluzioni sociali e politiche difficilmente osservabili in altri contesti, è viva e sempre più calda, ma intrinsecamente sempre più debole: quando, per citare <strong>Eduardo Galeano, </strong>le sue vene sono aperte si notano contraddizioni e criticità di una regione del mondo che risulta sempre più aperta alle ingerenze politiche esterne nei confronti di Paesi sempre più deboli.</p>
<h2>Ecuador e Cile, la piazza batte l&#8217;austerità</h2>
<p>Tra le ingerenze maggiori, sicuramente si delineano quelle dei <strong>grandi istituti finanziari sovranazionali, </strong>guidati dal Fondo Monetario Internazionale. L&#8217;Fmi ha richiesto all&#8217;Ecuador un pacchetto di riforme strutturali, taglio alla spesa pubblica e riduzione del welfare come controparte a dei prestiti, e il Paese si è rivoltato contro il Presidente <strong>Lenin Moreno. </strong>Il pacchetto di riforme 883, contenente le linee guida dell&#8217;austerità, è stato ritirato dopo durissime proteste di piazza guidate dal predecessore di Moreno, <strong>Rafael Correa</strong>.</p>
<p>Stesso discorso per il <strong>Cile, </strong>il cui presidente <strong>Sebastian Pinera </strong>ha accolto le richieste della piazza dopo giorni di rivolta contro la il carovita e l&#8217;austerità fiscale del governo. La decisione di aumentare il prezzo dei biglietti della metro di Santiago ha funto da materiale fissile per una rivolta generale, culminata nella <strong>dichiarazione dello stato di emergenza </strong>e in una repressione che ha prodotto oltre 20 morti. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/26/cile-pinera-non-lascia-ma-annuncia-la-fine-dello-stato-di-emergenza-e-un-rimpasto-di-governo-revocato-il-coprifuoco-a-santiago/5534654/">Una manifestazione da oltre un milione di persone ha invaso le piazze di Santiago</a> il 25 ottobre scorso, spingendo Pinera a annunciare la fine dell&#8217;austerità. Il presidente ha dichiarato di voler ascoltare le voci dei protestanti presentando &#8220;una profonda agenda sociale che raccoglie molte delle lamentele più sentite dai nostri compatrioti, in modo da avanzare con urgenza e volontà verso un miglioramento delle <strong>pensioni</strong>, delle <strong>entrate dei lavoratori</strong>, verso la stabilizzazione del prezzo di servizi di base come l’elettricità, e presto vogliamo anche fare progressi sui <strong>prezzi dell’acqua</strong> e del Tag (<em>il sistema di pedaggio autostradale, ndr</em>)&#8221;.</p>
<h2>Venezuela, Bolivia, Perù: poteri in bilico</h2>
<p>Il braccio di ferro elettorale tra Morales e lo sfidante liberaldemocratico<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html"> </a><strong>Carlos Mesa </strong>in Bolivia è solo l&#8217;ultimo di una serie di conflitti di potere apertisi in America Latina. Prima di Sucre, anche Caracas e Lima erano state scosse, rispettivamente, dal clamoroso conflitto di potere tra Juan Guaidò e Nicolas Maduro e dalla spaccatura tra presidenza e parlamento.</p>
<p>Molto nota è la situazione venezuelana, meno ma altrettanto delicata e bloccata quella peruviana: <strong>Martin Vizcarra, </strong>presidente di destra in carica da un anno e mezzo, deve fronteggiare la rivolta parlamentare dell&#8217;opposizione guidata dal clan dei <strong>Fujimori, </strong>guidato dalla figlia dell&#8217;ex dittatore, <strong>Keiko, </strong>che accusa il capo di Stato di voler personalizzare le alte cariche della giustizia deputate a giudicare la stessa Fujimori, coinvolta penalmente in uno scandalo di tangenti. &#8220;Nonostante crescita e stabilità economica, nel Paese le differenze di reddito tra le diverse regioni e fasce di cittadini sono clamorose, alimentando il malcontento. Vittime storiche di situazioni da medioevo sono le popolazioni originarie, sfruttate ed emarginate&#8221;, sottolinea l&#8217;Agi. Il Perù ha nel proliferare delle miniere d&#8217;oro illegali una minaccia esistenziale e simbolica alla stabilità dell&#8217;esistenza dei suoi cittadini più deboli.</p>
<h2>Gli altri focolai</h2>
<p>I restanti tremori che scuotono l&#8217;area latinoamericana afferiscono agli stessi sintomi. In Brasile Rio de Janeiro protesta contro la brutalità della polizia e dei paramilitari sdoganata dal governatore <strong>Wilson Witzel, </strong>causa di oltre 1.250 morti sospette da gennaio a agosto,  la maggior parte delle quali uomini, giovani, poveri e neri.</p>
<p><strong>Haiti,</strong> Paese alla canna del gas, è in subbuglio contro l&#8217;endemica corruzione dei suoi governanti, mentre un fronte da tenere perennemente sott&#8217;occhio è quello del <strong>Nicaragua, </strong>in cui le proteste contro il presidente socialista <strong>Daniel Ortega </strong>si accendono e rientrano in maniera improvvisa e imprevedibile. La marcia di avvicinamento all&#8217;elezione-chiave del 2020 sarà caratterizzata dal solito canovaccio: accuse incrociate tra governo e opposizione, con il primo che denuncia strumentalizzazioni straniere e la seconda che attacca la repressione del dissenso e la <a href="https://latinamericareports.com/repression-returns-to-nicaragua/3313/">corruzione del potere</a>. Mentre tutto questo accade, il grande enigma resta quello della <strong>Colombia</strong>: si può parlare davvero di pace tre anni dopo l&#8217;accordo governo-Farc? <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tresche-di-maduro-e-guaido-in-colombia.html">Il perpetrarsi della guerriglia di sinistra nel Paese</a> e la durezza di Bogotá contro i dissidenti e i protestanti <em>campesinos </em>rischiano di accendere un nuovo focolaio. Forse il più grave, in un&#8217;America Latina incandescente.</p>
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		<title>La democrazia boliviana rischia grosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-democrazia-boliviana-rischia-grosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, crisi politica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Bolivia è sull&#8217;orlo di una grave crisi politica. I controversi risultati delle elezioni presidenziali hanno, infatti, provocato scontri tra manifestanti e forze di sicurezza in diverse regioni del Paese. Nella città di La Paz i dimostranti si sono contrapposti alla polizia mentre nelle regioni di Sucre e Tarija hanno dato fuoco ad alcuni uffici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-democrazia-boliviana-rischia-grosso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, crisi politica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bolivia-elezioni-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Bolivia è sull&#8217;orlo di una <strong>grave crisi politica</strong>. <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-morales-costretto-al-ballottaggio.html">I controversi risultati delle elezioni presidenziali</a> hanno, infatti, provocato scontri tra manifestanti e forze di sicurezza in diverse regioni del Paese. Nella città di La Paz i dimostranti si sono contrapposti alla polizia mentre nelle regioni di Sucre e Tarija hanno dato fuoco ad alcuni uffici elettorali. Le cause di queste tensioni sono da ricercare nel conteggio dei voti delle consultazioni nazionali: i risultati parziali, con l&#8217;83 per cento di schede esaminate, assegnavano al presidente progressista in carica <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> il 45,3 per cento dei suffragi mentre il rivale di centrodestra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html">Carlos Mesa</a> inseguiva al 38,2 per cento. Il flusso si è poi interrotto ed i nuovi dati, diffusi lunedì, mostrano Morales al 46,85 e Mesa al 36,74, una percentuale sufficiente ad evitare il ballottaggio che si potrebbe rivelare fatale per il leader progressista.</p>
<h2>Democrazia a rischio</h2>
<p>La legge elettorale boliviana prevede che qualora un candidato superi il 40 per cento dei voti e distacchi il suo rivale di più del 10 per cento dei consensi le elezioni possano concludersi al primo turno. <strong>Carlos Mesa</strong> ha detto che non riconoscerà i <a href="https://www.france24.com/en/20191022-bolivia-s-election-sparks-protests-as-rivals-clash-over-results">risultati</a>, definiti vergognosi ed ha accusato l&#8217;amministrazione in carica di non rispettare la volontà del popolo. Morales si è difeso affermando che i voti provenienti dalle aree rurali, gli ultimi ad essere contati e quelli decisivi per la sua vittoria, sarebbero giunti solamente all&#8217;ultimo. Antonio Costas, membro del Tribunale Supremo Elettorale Boliviano, ha reso noto che la decisione di sospendere il conteggio parziale è stato causata dalla volontà di prestare maggiore attenzione allo scrutinio ufficiale: qui, con il 60 per cento dei voti scrutinati, Morales e Mesa sono testa a testa con il 42 per cento dei consensi.</p>
<p>Gli <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/10/fiery-protest-erupts-bolivia-morales-outright-win-191022040251327.html">osservatori</a> elettorali dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (Osa) hanno espresso <strong>preoccupazione</strong> per gli ultimi sviluppi mentre il Dipartimento di Stato Americano ha accusato le autorità boliviane di voler sovvertire la volontà popolare. Il rischio è che una eventuale vittoria al primo turno di Morales possa provocare lo scoppio di violente sommosse che potrebbero portare il Paese verso la guerra civile. L&#8217;opposizione politica non accetterà, infatti, di perdere le consultazioni, ritenute vitali per il futuro del Paese, già al primo turno.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Evo Morales è al potere dal 2006 ed è uno degli esponenti di spicco della sinistra latinoamericana. Di etnia <strong>Aymara</strong>, è stato il primo presidente indigeno della storia della Bolivia e nel corso dei suoi mandati la nazione ha registrato un forte tasso di crescita economica. Le risorse di gas naturale sono state nazionalizzate, sono state costruite scuole e strade e l&#8217;inflazione è stata ridotta. Secondo alcuni, però, Morales non avrebbe alcuna intenzione di abbandonare il potere e potrebbe avere mire autoritarie in stile venezuelano. Nel 2016 un referendum popolare si era espresso contro la possibilità del Capo di Stato di candidarsi per un quarto mandato, in seguito, però, la <strong>Corte Suprema</strong> aveva annullato i risultati della consultazione.</p>
<p>Il<strong> futuro</strong> della Bolivia e la sua stabilità restano così appese ad un filo che potrebbe facilmente spezzarsi qualora la tensione nella nazione raggiunga picchi insostenibili. Le prossime ore saranno decisive per capire che strada prenderà la crisi e quali sviluppi ci si potrà attendere.</p>
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		<title>Bolivia, Morales costretto al ballottaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bolivia-morales-costretto-al-ballottaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 07:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;elezione presidenziale della Bolivia non è stata risolutiva. Il Paese tornerà infatti al voto il 15 dicembre per scegliere il capo dello Stato dopo che nessuno dei candidati in lizza ha saputo sfondare la soglia del 50% dei consensi o superare il 40% con oltre 10 punti di distacco sul primo inseguitore. Il presidente in carica Evo Morales, dunque, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-morales-costretto-al-ballottaggio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;elezione presidenziale della <strong>Bolivia </strong>non è stata risolutiva. Il Paese tornerà infatti al voto il 15 dicembre per scegliere il capo dello Stato dopo che nessuno dei candidati in lizza ha saputo sfondare la soglia del 50% dei consensi o superare il 40% con oltre 10 punti di distacco sul primo inseguitore.</p>
<p>Il presidente in carica <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html" target="_blank" rel="noopener">Evo Morales</a>, dunque, sarà per la prima volta dall&#8217;entrata in carica nel 2005 e dopo tre elezioni trionfalmente vinte al primo turno costretto ad affrontare l&#8217;incognita del ballottaggio. Dopo aver stravinto col 53,74% nel 2005, col 64% nel 2009 e col 61,36% nel 2014 Morales si è fermato attorno al 45% al primo turno, insidiato dal candidato più credibile delle opposizioni, l&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html" target="_blank" rel="noopener">Carlos Mesa</a>, a capo di una coalizione liberale e riformista, <strong>Coalizione Cittadina</strong>, che stando ai primi dati sarebbe attorno al 38%. L&#8217;affluenza, altissima, ha sfiorato il 90%, a testimonianza dell&#8217;enorme importanza del voto: oltre 5,8 milioni di boliviani si sono recati infatti alle urne.</p>
<p>Il presidente socialista affronterà l&#8217;uomo contro cui si è plasmata l&#8217;ascesa al potere del <strong>Movimento al Socialismo</strong>, in una Bolivia prostrata dalla crisi economica dei primi Anni Duemila e dal gravoso programma di risanamento concordato da Mesa e dai suoi predecessori col <strong>Fondo monetario internazionale</strong>, a cui la complessa alleanza politica-sociale sostenente Morales, che andava dalle classi medie urbane alle comunità indigene, rispose con un&#8217;ampia ondata di proteste e con uno storico <strong>referendum sulla nazionalizzazione </strong>dei giacimenti di materie prime nel 2004. Fu l&#8217;inizio della luna di miele tra Morales e il Paese, corroborata poi dagli elevati risultati raggiunti in campo politico ed economico.</p>
<p>Con Morales la Bolivia è cresciuta mediamente del 4,6% annuo tra il 2006 e il 2014 sotto la spinta dell&#8217;esportazione di materie prime, settore sempre più controllato dallo Stato, utilizzata come rendita per politiche di redistribuzione della ricchezza, per l&#8217;istruzione e la sanità pubblica. Anno dopo anno, però, la popolazione boliviana si è in parte disaffezionata al suo leader, non comprendendo la decisione di <strong>ricorrere alla corte suprema nazionale </strong>dopo la sconfitta nel referendum del 2016 in cui Morales aveva chiesto di introdurre in Costituzione la possibilità di correre per un quarto mandato. Il via libera del tribunale supremo ha consentito a Morales di partecipare al voto, alienandogli però numerosi sostegni storicamente fondamentali, tra cui quello dei vescovi boliviani.</p>
<p>L&#8217;opposizione di Mesa ha puntato sullo slogan &#8220;un voto-sanzione&#8221; per invitare a punire le <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-morales-e-a-rischio-e-si-rischia-un-terremoto-politico.html" target="_blank" rel="noopener">ambizioni considerate eccessive del leader</a>, mentre per la popolarità di Morales non hanno aiutato alcuni colpi d&#8217;immagine ricevuti negli ultimi mesi, dagli appelli contro presunti &#8220;tentativi di golpe&#8221; in caso di sua riconferma alla scarsa prontezza dimostrata nella risposta agli <strong>incendi forestali dell&#8217;estate scorsa </strong>che secondo numerosi leader indigeni sarebbero stati tollerati dal governo, desideroso di avere più terreni adatti all&#8217;allevamento a disposizione.</p>
<p>Per la prima volta dal 2005 contro il presidente si è costituito un blocco politico omogeneo, capace di offrire un programma dotato di capisaldi precisi:  lo sviluppo di un potere giudiziario libero da ingerenze politiche, promozione della libertà di stampa, contrasto al traffico di droga, politiche favorevoli allo sdoganamento degli investimenti stranieri nel Paese, riavvicinamento agli Stati Uniti dopo gli anni di autonomismo strategico di Morales, che pure non gli ha impedito di diventare un leader stimato a livello internazionale, come dimostrato nel caso <a href="https://it.insideover.com/politica/battisti-morales-scavalca-bolsonaro-perche-la-bolivia-non-venezuela.html" target="_blank" rel="noopener">della consegna di Cesare Battisti all&#8217;Italia</a>.</p>
<p>Al ballottaggio saranno decisivi, come ago della bilancia, i voti di due formazioni: il <strong>Partito democratico cristiano </strong>del sino-boliviano Chi Hyun Chung, terzo con oltre l&#8217;8,7% dei voti, definito il &#8220;Bolsonaro brasiliano&#8221; per i suoi atteggiamenti duri in materia di diritti civili, crimine e droga, molto probabilmente destinati in larga parte a diventare voti anti-Morales, e il <strong>Movimento democratico sociale</strong> di estrema sinistra, il cui candidato Oscar Ortiiz ha superato il 4%. Questi ultimi consensi sembrano più propensi a diventare voti per il presidente, per quanto frutto di un bacino di delusi del Mas. Ma la corsa sarà sul filo di lana. E per la prima volta negli ultimi quattrodici anni la permanenza di Morales al potere non è da dare per scontata.</p>
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		<title>Chi è Carlos Mesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 12:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlos Mesa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sinistra latinoamericana ha un nuovo nemico che potrebbe infliggerle, almeno stando a quanto riferiscono i sondaggi, una pesante sconfitta. Si tratta di Carlos Mesa, ex capo di Stato della Bolivia tra il 2003 ed il 2005 ed ora candidato alle presidenziali del 20 ottobre, dove potrebbe sconfiggere Evo Morales, uno dei rappresentanti più illustri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlos Mesa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Carlos-Mesa-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La sinistra latinoamericana ha un <strong>nuovo nemico</strong> che potrebbe infliggerle, almeno stando a quanto riferiscono i sondaggi, una pesante sconfitta. Si tratta di Carlos Mesa, ex capo di Stato della Bolivia tra il 2003 ed il 2005 ed ora candidato alle presidenziali del 20 ottobre, dove potrebbe sconfiggere <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-morales-e-a-rischio-e-si-rischia-un-terremoto-politico.html">Evo Morales</a>, uno dei rappresentanti più illustri del progressismo latinoamericano e giunto ormai al terzo mandato consecutivo. I sondaggi elettorali vedono Morales in testa ma il divario su Mesa non è incolmabile e qualora il presidente uscente non ottenga il 50 per cento, come pare probabile o non superi il 40 per cento distanziando il rivale di almeno 10 punti, altrettanto possibile, ci sarà il ballottaggio. Qui le opposizioni potrebbero convergere su un unico candidato e fare il colpaccio.</p>
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