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	<title>Carlo Cottarelli Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 01 Jun 2021 18:08:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Carlo Cottarelli Archives - InsideOver</title>
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		<title>La bolla economica del calcio europeo sta per esplodere?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bolla-economica-del-calcio-europeo-sta-per-esplodere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 18:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo del calcio europeo vive una crisi sistemica dopo che la pandemia di Covid-19 ha sconvolto l&#8217;industria globale del pallone. Mettendo i club e le federazioni di fronte a un&#8217;emorragia di entrate legata alle chiusure degli stadi, a un ampio dibattito sui metodi ideali di governance, infine a uno scontro sistemico generato dal tentativo dei club &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bolla-economica-del-calcio-europeo-sta-per-esplodere.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/stadio-vuoto-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mondo del <strong>calcio europeo </strong>vive una crisi sistemica dopo che la pandemia di Covid-19 ha sconvolto l&#8217;industria globale del pallone. Mettendo i club e le federazioni di fronte a un&#8217;emorragia di entrate legata alle chiusure degli stadi, a un ampio dibattito sui metodi ideali di governance, infine a uno scontro sistemico generato dal tentativo dei club del gotha calcistico europeo di costituirsi in<a href="https://it.insideover.com/societa/superlega-battaglia-politica-johnson-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>Superlega </strong>sfidando la Uefa</a> e, in fin dei conti, anche le volontà dei governi nazionali di Francia, Regno Unito, Germania. <a href="https://it.insideover.com/economia/lasse-franco-tedesco-ha-affondato-la-superlega.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decisivi nel fermare una &#8220;fuga&#8221; dal tradizionale mondo</a> calcistico veterocontinentale congegnata insieme ai fondi e i capitali provenienti da oltre Atlantico.</p>
<h2>Una bolla in sgonfiamento? Il report Kpmg</h2>
<p>Il calcio europeo vive una crisi legata alla contrazione delle entrate e alla difficile sostenibilità del giro d&#8217;affari di sponsorizzazioni, stipendi e spese costruito nell&#8217;ultimo decennio. La società di consulenza Kpmg ha sottolineato nel suo rapporto <em><strong><a href="https://home.kpmg/it/it/home/media/press-releases/2021/05/football-clubs-valuation-european-elite-2021.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The European Elite 2021</a> </strong></em>che nell&#8217;ultimo biennio i 32 club europei con il valore maggiore hanno perso oltre 6,1 miliardi di euro nella loro valutazione, passando da 39,7 a 33,6 miliardi di euro.</p>
<p>Il valore d’impresa delle società è stato stimato da Kpmg con una somma algebrica tra il valore di mercato del capitale proprio (o patrimonio netto) più il totale dei debiti finanziari e meno la cassa. Il valore viene quindi calcolato a partire dai ricavi operativi, il fatturato, escludendo le plusvalenze da calciomercato</p>
<p>Lo <strong>Schalke 04, </strong>storica società tedesca di Gelsenkirchen appena retrocessa dalla Bundesliga, scende a 502 milioni di euro di valore e perde il 38%, risultando la squadra con la massima diminuzione nel valore complessivo del brand, dell&#8217;apparato sociale e della squadra tra quelle monitorate; subito dopo, in termini di calo, la <strong>Roma</strong>, che con un -33% si assesta a 405 milioni, mentre il <strong>Leicester</strong> campione d&#8217;Inghilterra 2016 con Claudio Ranieri al timone segna un -24% (424 milioni), completando il podio dei maggiori cali relativi di valutazione.</p>
<p>Anche in cima alla classifica <strong>Real Madrid e Barcellona, </strong>poco sotto i 3 miliardi e nelle prime posizioni del podio, conoscono decrementi in doppia cifra, mentre il Manchester United, terzo, perde il 20% pur rimanendo sopra i 2,5 miliardi di euro di valore. La <strong>Juventus </strong>perde il 15%, tocca un valore di 1,48 miliardi ma entra nella top ten per il calo dell&#8217;<a href="https://www.football.london/arsenal-fc/arsenals-decline-under-stan-kroenke-20684330" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Arsenal </strong>(-20%, 1,45 miliardi). </a></p>
<p>Il Covid riduce una corsa notevole della capitalizzazione del mondo del pallone europeo che ha portato, comunque, dal 2016 a oggi i 32 club monitorati ad aumentare il loro valore aggregato del 27%. La Juventus riflette questo andamento con una crescita del 51% del valore d’impresa dal 2016. L’Inter ha registrato la maggior crescita percentuale negli ultimi 5 anni (+120%, oggi vale 877 milioni), mentre il <strong>Milan</strong> è il club che ha subito la perdita più consistente nello stesso periodo, con un calo del 22% (oggi ha una valutazione di 427 milioni, meno del Napoli che invece viene valutato 485 milioni).</p>
<h2>La crisi sistemica di liquidità del calcio europeo</h2>
<p>La valutazione del brand non è tutto. Sempre più le società calcistiche si trovano di fronte a un&#8217;emorragia di ricavi sostanziale, che Kpmg per tutti i club delle 55 federazioni dell&#8217;Uefa stima compresa tra i 2,5 e i 2,7 miliardi di euro. Il deficit complessivo registrato da 80 club che hanno pubblicato i loro bilanci ha sfondato quota <strong>2 miliardi di euro, </strong>battendo il record storico di 1,74 miliardi della stagione 2010-2011.</p>
<p>Il caso dell&#8217;austerità imposta agli ingaggi da Real Madrid e Barcellona e la crisi di liquidità dell&#8217;<strong>Inter </strong>fresca campione d&#8217;Italia, conclusasi nella formalizzazione del prestito avente in pegno la quota societaria in mano alla proprietà cinese con il fondo Oaktree e con l&#8217;avvio di una ristrutturazione degli ingaggi e del monte-spesa avviata con la separazione dal tecnico <strong>Antonio Conte, </strong>insegna molto. Il calcio è in sostanziale deficit d&#8217;ossigeno. E l&#8217;ad del club nerazzurro, <strong>Beppe Marotta, </strong>lo ha recentemente fatto notare in un convegno organizzato da <em>Il Foglio, </em>sottolineando che &#8220;“la Superlega è stata un atto di grande disperazione&#8221; dei club aderenti, Inter inclusa, a causa della &#8220;mancanza di sostenibilità del sistema. Sono i più esposti sul fronte dei costi e si sono accorti che dopo la pandemia l’indebitamento era aumentato a causa dei mancati introiti. C’è stato questo atto fatto non razionalmente ma ha lanciato un segnale, perché oggi il modello del calcio europeo non funziona. Devono intervenire le istituzioni per creare un modello sostenibile”.</p>
<p>Marotta non ha torto laddove segnala che il circolo virtuoso tra investimenti e ricavi fatica ad attivarsi nel mondo del calcio europeo. Al contempo, è nel governo del sistema-calcio che devono trovarsi le basi per garantire un&#8217;equa distribuzione dei ricavi, degli introiti pubblicitari, del business. Nella consapevolezza che un governo può permettersi di fare deficit per fini produttivi, creazione di posti di lavoro, generazione di sviluppo, un&#8217;impresa privata come una società di calcio, al contrario, deve guardare necessariamente al bilancio. E un modello estrattivo che subordina lo <strong>sport </strong>ai raid di capitali stranieri, all&#8217;effetto distorsivo di emiri, sceicchi, magnati, allo schiacciamento dell&#8217;elemento sportivo sull&#8217;<em>entertainment </em>alla lunga è problematico.</p>
<h2>Il modello Atalanta e l&#8217;esempio del Bayern</h2>
<p>Come risolvere il dilemma? Alcuni modelli di comportamento virtuoso ci sono. Nella classifica Kpmg ha fatto irruzione la nostra <strong>Atalanta, </strong>valutata 364 milioni di euro. Il club di Bergamo anche nell&#8217;anno della pandemia l&#8217;utile più alto dei 32 club europei dello studio Kpmg. Sono ben 52 milioni i profitti generati dal club nerazzurro nel pur complicato 2020, che ha contribuito a rafforzare l&#8217;entusiasmante momento vissuto dalla &#8220;Dea&#8221;. Il cui modello di business sportivo è all&#8217;insegna del <strong>radicamento territoriale </strong>attorno alla città di riferimento e della sostenibilità economica e imprenditoriale. I risultati conquistati sul campo e i montepremi accumulati con una squadra in larga misura formata o nel settore giovanile interno o con acquisti a basso costo si sommano alle plusvalenze di mercato che alimentano l&#8217;utile di bilancio. Per società di piccolo e medio blasone questo modello rappresenta un processo virtuoso che, se ben applicato, può essere una forza di valorizzazione e promozione dei territori, che dal possesso di un club nella massima serie di un campionato nazionale ottengono dividendi d&#8217;immagine e, in tempi ordinari, un sensibile indotto economico.</p>
<p>A livello di governance complessiva, a fare scuola è sempre il modello tedesco. Non è un caso che tra i pesi massimi del calcio europeo aderenti alla Superlega non figurasse il <strong>Bayern Monaco, </strong>club egemone del calcio germanico e dotato di una solidità di bilancio invidiabile nel mondo del calcio europeo, <a href="https://www.calcioefinanza.it/2020/12/18/bayern-monaco-bilancio-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">col 2020 che ha garantito al club utili per il ventottesimo anno di fila.</a> Il Bayern ottiene questi risultati senza essere dotato alle spalle di una proprietà multimiliardaria, pur avendo tra gli azionisti di minoranza Allianz, Audi e Adidas. La sua proprietà è conforme al modello di gestione delle società tedesche, che sono guidate dalla<strong> “regola “50 + 1””,</strong> che impone ad esse di vedere la maggioranza assoluta delle quote detenute da organizzazioni di categoria dei soci di ogni club, dunque dai tifosi. Un modello ispirato alla <strong>mittelstand </strong>che domina la piccola e media impresa tedesca, permettendo ai lavoratori di partecipare degli utili delle loro società di riferimento, e che può generare un circolo virtuoso tra investimenti, sostenibilità delle operazioni e stabilità finanziaria.</p>
<p>Non a caso l&#8217;idea è stata riproposta nei giorni in cui si è palesata la crisi finanziaria dell&#8217;Inter dall&#8217;economista <strong>Carlo Cottarelli </strong>per la governance del club nerazzurro: &#8220;&#8221;L&#8217;idea dell&#8217;azionariato popolare l&#8217;abbiamo lanciata noi con Interspac, una società che ha avanzato l&#8217;idea di un azionariato diffuso, un modello che non vale solo per l&#8217;Inter ma anche per altre società: il vantaggio, ne vediamo ora l&#8217;evidenza, sarebbe quello di un capitale molto più stabile di quello estero che un giorno arriva e un altro va via&#8221;, ha fatto notare l&#8217;economista ad <em>AdnKronos</em>. La proprietà diffusa (modello Bayern) e il radicamento territoriale e identitario dei club (Atalanta) possono dare una traccia al futuro del mondo del pallone. Industria che deve adattarsi a un nuovo modo di fare business e forse superare la logica che voleva presentare come necessario il fatto di cavalcare una globalizzazione spinta e senza riferimenti nazionali. Il calcio e il suo business lo costruiscono le società e i tifosi, non i follower. E al valore del brand va associata una strategia manageriale efficace. Più della Superlega, è il realismo nella gestione dei club che può dare un futuro al calcio del Vecchio Continente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ritardo dell&#8217;Italia sulla risposta alla crisi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-ritardo-dellitalia-sulla-risposta-alla-crisi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 07:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-1024x692.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In un recente rapporto l&#8217;Osservatorio sui conti pubblici italiani dell&#8217;Università Cattolica di Milano, diretto dal professor Carlo Cottarelli, ha analizzato le misure di politica economica messe in campo dai principali Paesi, europei e non, per rispondere alla crisi da coronavirus che rischia di travolgere l&#8217;economia e la finanza del Vecchio continente e del mondo intero. L&#8217;Osservatorio Cpi ha raggruppato in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ritardo-dellitalia-sulla-risposta-alla-crisi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ritardo-dellitalia-sulla-risposta-alla-crisi.html">Il ritardo dell&#8217;Italia sulla risposta alla crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In un recente rapporto l&#8217;<strong>Osservatorio sui conti pubblici italiani </strong>dell&#8217;Università Cattolica di Milano, diretto dal professor Carlo Cottarelli, ha analizzato le misure di politica economica messe in campo dai principali Paesi, europei e non, per rispondere alla <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-come-sara-la-crisi.html">crisi da coronavirus</a> </strong>che rischia di travolgere l&#8217;economia e la finanza del Vecchio continente e del mondo intero.</p>
<p><a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/cpi-archivio-studi-e-analisi-quanto-spendono-gli-altri-paesi-per-l-emergenza-coronavirus">L&#8217;Osservatorio Cpi</a> ha raggruppato in maniera sinottica le scelte di politica fiscale poste in essere da Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Germania e Usa valutandone l&#8217;incidenza in rapporto al Pil. Il quadro raccoglie, di fatto, solo le misure a cui i governi e le autorità pubbliche hanno dato <strong>forma concreta</strong> e avviato l&#8217;applicabilità operativa: dunque, nel quadro, sono segnati con un asterisco gli sforzi annunciati e esclusi quelli stimati unilateralmente dai singoli governi. Come l&#8217;ipotesi, paventata dal ministro dell&#8217;Economia<strong> Roberto Gualtieri</strong>, che il piano di spesa pubblica italiano possa attivare capitali privati per <strong>350 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Il rapporto, <a href="https://www-repubblica-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.repubblica.it/economia/2020/03/26/news/emergenza_coronavirus_gli_altri_paesi_stanno_mettendo_in_campo_piu_risorse_ecco_quanto_spendono-252343217/amp/">ripreso anche da <em>Repubblica</em></a><em>, </em>indica con chiarezza come la <strong>Germania </strong>sia stata la nazione che ha messo in campo le maggiori <a href="https://it.insideover.com/economia/coronavirus-via-al-maxi-piano-della-merkel.html">risorse in rapporto al valore</a> del suo sistema economico. Principalmente grazie alla voce delle <strong>garanzie pubbliche alle imprese </strong>(che valgono il 35,7% del Pil tra governo e banca pubblica Kfw) il maxi-bazooka del governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> </strong>tocca il 44% del Pil. Ovvero quasi 1.700 miliardi di euro. Uno stanziamento-monstre in cui figura un aumento del deficit per 156 miliardi di euro (il 4,7% del Pil) e un sistema di garanzie praticamente illimitate di prestiti alle imprese.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="spesa covid" src="https://e.infogram.com/f78091c9-115c-4466-8216-331c69317c11?src=embed" width="100%" height="680" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p>Anche <strong>Regno Unito </strong>(14,9% del Pil), <strong>Francia </strong>(12,4%) e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/18/coronavirus-spagna-presenta-piano-di-aiuti-alla-liquidita-da-200-miliardi-117-di-garanzie-pubbliche-nazionalizzata-la-sanita-privata/5740903/"><strong>Spagna </strong></a>(8%) trainano con le <strong>garanzie pubbliche</strong> sui prestiti alle imprese e alla ripresa della loro attività i loro pacchetti di risposta a una potenziale crisi sistemica. Appare questo il volano maggiormente seguito per coprire con la garanzia dello Stato la ripresa dell&#8217;attività imprenditoriale o mettere i gruppi nazionali al riparo da rischi sistemici. Fino all&#8217;eventualità di un &#8220;bailout generale&#8221; che potrebbe comportare rischi sistemici per la ripresa. Le <a href="https://it.insideover.com/economia/arriva-anche-il-bazooka-di-johnson.html">manovre di </a><strong>Londra, Parigi e Madrid </strong>valgono, rispettivamente il 17,7% (più un 3,5% già annunciato e ancora da deliberare), il 14,3% e l&#8217;11% del prodotto interno lordo.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-trump-contro-il-chinese-virus.html">Con il varo del maxi-pacchetto di stimolo da parte del <strong>Senato, </strong>Washington metterà sul campo circa 2 trilioni di dollari</a>, pari al 9,3% del Pil degli Stati Uniti. Nel rapporto del Cpi lo <em>stimulus package </em>è declinato nella categoria generale delle <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/trump-e-la-fed-passano-il-rubicone-come-si-integreranno-le-politiche.html">misure di politica fiscale</a>, </strong>in quanto dopo il passaggio alla Camera si ufficializzerà il definitivo flusso di denaro tra i vari comparti della spesa pubblica.</p>
<p>Molto più indietro Italia, Paesi Bassi e Giappone. Il governo olandese, inserito come termine di raffronto per l&#8217;impegno necessario per un&#8217;economia di taglia inferiore, ha varato un non indifferente pacchetto pari al 2,5% del Pil. &#8220;Le misure fiscali messe in campo a sostegno dei lavoratori e delle imprese&#8221;, spiega il rapporto, &#8220;ammontano a circa 20 miliardi di euro, il 2,5 per cento del Pil. Il governo si è inoltre impegnato a offrire garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese, ma non ha finora indicato un valore preciso di queste garanzie&#8221;.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="Column Chart" src="https://e.infogram.com/cdd5a7bf-4d68-4491-b8ce-39b646c8f3a1?src=embed" width="100%" height="480" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p>Tokyo ha annunciato che varerà ad aprile una nuova manovra di matrice anticiclica e ha già incasellato la cifra del 2,7% del Pil come extra-deficit necessario. Ad oggi, però, le misure annunciate si limitano a uno stimolo fiscale minimo (0,1%) e a un ridotto aiuto alle imprese (0,3%). Il Giappone è il fanalino di coda della classifica, ma anche l&#8217;Italia langue in fondo alla classifica. Il team di Cottarelli non ha reputato contabilizzabili, come detto, gli annunci di Gualtieri di una mobilitazione di risorse fino a 350 miliardi di euro (19,7% del Pil) con la leva privata. Ad oggi il governo ha messo sul campo solo 25 miliardi di euro, ovvero l&#8217;1,1% del Pil. Depurati delle spese necessarie al<strong> servizio sanitario</strong>, il cui rafforzamento è di vitale importanza e assorbirà circa un quinto delle risorse, lo stimolo vero e proprio impatterà per lo 0,9% del Pil.</p>
<p>Il centro studi di uno studioso tutt&#8217;altro che pregiudizievole verso l&#8217;Europa e le politiche di rigore come Cottarelli sottolinea dunque l&#8217;emergenzialità del momento e avverte di come Roma sia in pieno ritardo sul resto delle economie avanzate: il campanello d&#8217;allarme per uno <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-shock-di-offerta-che-puo-colpire-litalia.html">choc di offerta</a> e domanda potrebbe suonare presto. Roma deve, al più presto, anticipare con vigore e forza gli effetti di una recessione che rischia di tramutarsi in depressione acuta senza adeguate politiche economiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ritardo-dellitalia-sulla-risposta-alla-crisi.html">Il ritardo dell&#8217;Italia sulla risposta alla crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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