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	<title>Carlo Cottarelli Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 27 Oct 2025 14:55:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Carlo Cottarelli Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Non solo per sport &#8211; Jannik Sinner e il revival nazionalista italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-solo-per-sport-jannik-sinner-e-il-revival-nazionalista-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/sinner.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sine" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Sinner ci ha fatto vincere due volte la Coppa Davis ma ora rinuncia ed è criticassimo, con allusioni alla sua presunta scarsa italianità. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-per-sport-jannik-sinner-e-il-revival-nazionalista-italiano.html">Non solo per sport &#8211; Jannik Sinner e il revival nazionalista italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/sinner.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sine" decoding="async" /></p>
<p>Domenica<strong> Jannik Sinner ha conquistato il torneo ATP 500 di Vienna</strong>, superando in finale il tedesco Alexander Zverev e offuscando, almeno per un po&#8217;, le recenti polemiche sulla sua partecipazione alla prossima Coppa Davis. Negli scorsi giorni, infatti, il tennista di San Candido è stato molto criticato per aver scelto di non prendere parte al torneo per squadre nazionali, che ha vinto con l&#8217;Italia nelle ultime due edizioni.</p>



<p>La rinuncia di quest&#8217;anno è valsa a Sinner nuove rimostranze, arrivate da ben oltre i confini dello sport italiano. <strong>La più discussa è stata quella di Bruno Vespa</strong>, in un raro intervento su questioni non strettamente politiche: la scorsa settimana, il conduttore di <em>Porta a Porta</em> ha dedicato a Sinner addirittura due post sui social. Altre critiche sono poi arrivate dal critico televisivo Aldo Cazzullo, dall&#8217;economista ed ex senatore Carlo Cottarelli, e dal giornalista Beppe Severgnini.</p>



<p>Già questi nomi rendono bene l&#8217;idea di come il caso Sinner non sia stato percepito come un tema prettamente sportivo, ma anzi molto più ampio. <strong>In discussione c&#8217;è l&#8217;italianità stessa del tennista</strong>, &#8220;colpevole&#8221; di avere un nome e un accento stranieri. Lo ha espresso bene Vespa, <a href="https://x.com/BrunoVespa/status/1980915002145231115" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dicendo che Sinner</a> &#8220;parla tedesco&#8221; e precisando che ha il diritto di farlo poiché &#8220;è la sua lingua&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;identità da confermare</h2>



<p>San Candido, il paese di origine di Sinner, si trova in Val Pusteria, nella regione del Trentino-Alto Adige, che è territorio italiano da oltre un secolo. Dire che la sua lingua sia il tedesco è una semplificazione molto grossolana, dato che ogni altoatesino è semmai bilingue. Ma le recenti polemiche <strong>rivelano un retropensiero nazionalista che negli ultimi anni sta tornando a emergere</strong> nel dibattito italiano, soprattutto in ambito sportivo.</p>



<p>Pur avendo la cittadinanza ed essendo italiano a tutti gli effetti, Sinner soffre dello stigma dello straniero, ed <strong>è costantemente pressato per &#8220;confermare&#8221; la propria identità italiana</strong>. Ogni elemento viene usato per metterla in dubbio: la residenza a Montecarlo, la rinuncia ai Giochi Olimpici di Parigi, il passo indietro dalla Coppa Davis di quest&#8217;anno. Le stesse critiche potrebbero essere fatte anche ad altre persone del mondo dello sport e dello spettacolo, ma diventano un problema nazionale solo con Sinner.</p>



<p>Il tennista altoatesino ha ereditato, suo malgrado, <strong>un ruolo che in passato è stato rivestito dalla pallavolista Paola Egonu</strong>. Nata e cresciuta a Cittadella, per via delle origini nigeriane della famiglia è stata a sua volta chiamata a dover dimostrare la propria italianità in ogni momento.</p>



<p>Severgnini ha approfondito ulteriormente questo tema, seppure inconsapevolmente. Dopo aver premesso di considerare Sinner italiano (ed è bizzarro che lo si debba precisare), <a href="https://x.com/rtl1025/status/1981969843105521944" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha poi aggiunto</a> che il tennista <strong>&#8220;deve decidere se essere un eroe nazionale o un campione molto forte e molto ricco&#8221;</strong>. Non è dunque il Sinner-atleta a essere messo sotto i riflettori, ma il suo potenziale status di &#8220;eroe nazionale&#8221;, una terminologia che rimanda a personaggi mitologici al centro di complessi processi di <em>nation building</em>.</p>



<p>Affiora, da tutti questi discorsi, un nazionalismo fragile e paranoico, in cui all&#8217;atleta di talento che può dare prestigio al Paese si chiede in realtà qualcosa di più. Non tanto di vincere, ma di<strong> ricordarci che lo sta facendo &#8220;per noi&#8221;</strong>. </p>
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		<title>Carlo Cottarelli: &#8220;Prima di aumentare la spesa militare partiamo dai dati giusti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/carlo-cottarelli-prima-di-aumentare-l-spesa-militare-partiamo-dai-dati-giusti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 14:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cottarelli" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-1536x989.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'economista corregge i dati di un rapporto errato e allarmista sugli armamenti di Russia ed Europa ma i giornali lo snobbano. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cottarelli" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/cottarelli-1536x989.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, il dibattito sulla spesa militare europea e il confronto con quella russa è stato influenzato da un rapporto che ha fatto il giro dei principali media rispettabili: lo ha firmato il prestigioso <strong>International Institute for Strategic Studies</strong> (IISS), e sostiene che la Russia avrebbe speso nel 2024 in armamenti più che dell&#8217;intera Europa messa assieme. L&#8217;implicito è ovvio: bisogna far presto. Motivo in più per votare e approvare in tempi record il <a href="https://it.insideover.com/politica/rearm-europe-ha-lok-del-parlamento-ma-nella-pancia-della-ue-cresce-il-malessere.html">piano di riarmo</a> voluto dalla Commissione Von der Leyen.</p>



<p>Una ricerca che però non ha convinto affatto l&#8217;uomo dei conti in ordine per definizione, <strong>Carlo Cottarelli</strong>. Per l&#8217;economista ed editorialista, nonché nominato come potenziale premier tecnico del governo giallo-verde, i numeri dell&#8217;IISS contengono errori significativi. La vicenda, passata quasi inosservata nel <a href="https://it.insideover.com/persone/carlo-cottarelli-4">panorama mediatico italiano</a>, solleva questioni cruciali sulla credibilità dei think tank e sull’informazione riguardante gli affari militari. Ne abbiamo parlato, durante un podcast pubblicato su YouTube, con Cottarelli stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto controverso</h3>



<p>&#8220;Il primo errore riguarda la definizione di spesa militare. L’IISS ha utilizzato una definizione più ampia (quella NATO) per la Russia, mentre per i Paesi europei ha adottato una definizione più ristretta&#8221;, ci spiega il professore. &#8220;Questa discrepanza ha portato a una differenza di circa 40 miliardi di dollari. Il secondo errore, più complesso, riguarda la conversione della spesa russa da rubli a dollari. L’IISS ha utilizzato i tassi di cambio a parità di potere d’acquisto (PPP) per la Russia, ma non ha applicato lo stesso metodo ai dati europei. <strong>Se si applica correttamente il PPP, emerge che l’Europa spende in realtà il 58% in più della Russia in armamenti</strong>&#8220;.</p>



<p>Cottarelli ha sottolineato che, escludendo paesi come la Svizzera e la Serbia (che non fanno parte dell’Unione Europea o della NATO), il divario a favore dell’Europa rimane comunque significativo: il 56% in più rispetto alla Russia. Se si considerano solo i Paesi dell’Unione Europea, la spesa è superiore del 19%. Il corollario è ovvio: l&#8217;allarme lanciato dallo studio IISS è stato esagerato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le mancate rettifiche e il silenzio dei media</h3>



<p>Nonostante le evidenze portate da Cottarelli, la sua analisi non ha trovato ampio riscontro nei media. Il <strong>Financial Times</strong> e <strong>Politico</strong>, che avevano amplificato il rapporto dell’IISS, non hanno pubblicato rettifiche. &#8220;Il giornalista del Financial Times mi ha risposto: &#8216;Non devo fare nessuna rettifica perché io ho semplicemente descritto quello che era la conclusione di questo studio&#8217;. Al che io ho risposto: &#8216;Ma scusi, lei mi vuol dire che dopo aver scritto un pezzo basato su informazioni sbagliate non ne vuole scrivere uno basato su informazioni corrette?&#8217;. Silenzio anche da <em>Politico</em>: &#8220;Li ho chiamati, mi hanno detto che mi avrebbero messo in contatto col giornalista che aveva scritto il pezzo e non si sono più sentiti, nonostante abbiano ricevuto la nota del nostro osservatorio in versione italiana e poi anche in versione inglese, perché l&#8217;abbiamo pure tradotta, in cui si spiegava tutta la vicenda. Quindi sono rimasto piuttosto sbalordito&#8221;.</p>



<p>Cottarelli ha collaborato a lungo anche con <em>Repubblica</em>, il giornale che aveva dato più rilievo in Italia allo studio dell&#8217;IISS. Anche lì non c’è stata una correzione ufficiale. Il quotidiano di Largo Fochetti <strong>ha menzionato le obiezioni di Cottarelli in una trasmissione video, di sfuggita, ma senza entrare nel merito</strong> della questione. Una mancanza di trasparenza che, forse, ha contribuito alla decisione di Cottarelli di lasciare <em>Repubblica</em> e passare come opinionista al<em> Corriere della Sera</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il dibattito sul riarmo europeo</h3>



<p>Cottarelli ha criticato la proposta di aumentare la spesa militare europea di 800 miliardi di euro, ritenendola eccessiva e non giustificata dai dati reali. Tuttavia, ha riconosciuto la necessità di un maggiore coordinamento comunitario nella difesa, evidenziando l’inefficienza dell’attuale sistema, caratterizzato da una frammentazione nella produzione di armamenti.</p>



<p>&#8220;Abbiamo 12 diversi tipi di carri armati in Europa&#8221;, osserva Cottarelli, &#8220;e questo è assolutamente insostenibile&#8221;. <strong>L’armonizzazione delle spese e degli armamenti</strong> potrebbe aumentare l’efficienza e ridurre i costi, ma al momento gli acquisti comuni rappresentano meno del 20% del totale, ben al di sotto delle raccomandazioni dell’Unione Europea.</p>



<p>Cottarelli ha anche affrontato il tema della dipendenza europea dalle importazioni di armamenti, in particolare dagli Stati Uniti. <strong>Secondo Mario Draghi, l’UE importa tra il 60% e il 70% dei suoi sistemi d’arma da Paesi extraeuropei</strong>, principalmente dagli Stati Uniti. Cottarelli sottolinea che, nel breve periodo, questa dipendenza è inevitabile, ma nel lungo termine è essenziale ridurla per favorire lo sviluppo economico e l’autonomia strategica dell’Europa.</p>



<p>Infine, Cottarelli ha espresso scetticismo sull’idea che un aumento della spesa militare possa risolvere i problemi di sicurezza europei senza un parallelo sforzo diplomatico. &#8220;Nessuno vuole iniziare una guerra con la Russia&#8221;, ci dice, <strong>&#8220;ma dobbiamo cercare un compromesso per porre fine al conflitto in Ucraina&#8221;</strong>. Tuttavia, ha riconosciuto che la negoziazione con la Russia è complessa e che le richieste di Putin potrebbero essere inaccettabili.</p>



<p>Facendo la parte della cicala al momento sbagliato, Cottarelli ha messo in luce la necessità di un atteggiamento più informato e trasparente sulla spesa militare e la sicurezza europea. <strong>Gli errori nei dati e le mancate rettifiche da parte dei media in casi come questo non sono quisquilie</strong>: rischiano di distorcere il dibattito pubblico in una fase drammatica, portando a decisioni politiche basate su premesse errate. Come ha sottolineato l&#8217;economista, &#8220;prima di aumentare la spesa militare, dobbiamo partire dai dati giusti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/carlo-cottarelli-prima-di-aumentare-l-spesa-militare-partiamo-dai-dati-giusti.html">Carlo Cottarelli: &#8220;Prima di aumentare la spesa militare partiamo dai dati giusti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ReArm Europe, ecco perché chi vuol bene all&#8217;Europa non può accettarlo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-ecco-perche-chi-vuol-bene-alleuropa-non-puo-accettarlo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ReArm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-600x277.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-1536x709.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è vero che non abbiamo speso per la Difesa, basta guardare le cifre. E questo piano serve a stravolgere l'Europa, non a proteggerla. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-ecco-perche-chi-vuol-bene-alleuropa-non-puo-accettarlo.html">ReArm Europe, ecco perché chi vuol bene all&#8217;Europa non può accettarlo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ReArm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-600x277.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-e1741346450743-1536x709.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ho frequentato per diversi giorni la base italiana di Nassirya, in Iraq, e l&#8217;ho lasciata due giorni prima che fosse fatta saltare dai terroristi. Ho visto i nostri soldati agire, ed eccellere, in Libano, in Afghanistan, in Kosovo e altrove. Li ho seguiti e ho goduto del loro aiuto e delle loro conoscenze. Ho quindi troppo rispetto per la nostre Forze Armate per non accogliere con soddisfazione tutto ciò che va incontro alle loro esigenze operative e offre un giusto premio al lavoro dei loro uomini. Ma solo un ingenuo, oggi, può pensare che un semplice &#8220;più soldi ai soldati&#8221; possa essere la formula magica per risolvere tutti i problemi. Anche per questo credo sia giusto dire che il famoso piano ReArm Europe, presentato in tutta fretta dalla Commissione europea e <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">con altrettanta fretta approvato dal Consiglio europeo</a>, è un&#8217;iniziativa disgraziata che, per com&#8217;è concepita, andrebbe respinta, non sostenuta con manifestazioni di piazza. E che dovrebbe essere considerato un passo forse fatale per l&#8217;Europa che abbiamo immaginato, a questo punto forse solo sognato.</p>



<p>Le ragioni per trarre questa conclusione, almeno a parere di chi scrive, sono numerose. Possiamo provare a dividerle tra quelle &#8220;accessorie&#8221; e quelle &#8220;sostanziali&#8221;. Tra le accessorie, la prima che ci viene in mente è che ReArm Europe (che, come sappiamo, <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-non-vale-un-dibattito-alla-von-der-leyen-per-spendere-800-miliardi-il-parlamento-non-serve.html">è stato anche sottratto alla verifica del Parlamento europeo</a>), è di fatto affidato a personaggi dei quali è impossibile fidarsi, in primo luogo <strong>Ursula von der Leyen</strong>, presidente della Commissione europea ma nella sua carriera precedente ministro prediletto di Angela Merkel (l&#8217;unico ad avere comunque un dicastero per tutto il cancellierato merkeliano) e in particolare, dal 2013 al 2019, ministro della Difesa della Germania. A detta degli esperti, <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-scheletri-nellarmadio-di-ursula-von-der-leyen.html">il peggior ministro della Difesa</a> nella storia della Germania. <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-non-potra-esser-von-der-leyen-a-rilanciare-la-difesa-europea.html#google_vignette">È un tema su cui InsideOver era intervenuto</a> in tempi già critici ma non sospetti e non aggiungiamo altro. A ruota viene <strong>Kaja Kallas</strong>, alto commissario per la Politica estera, una politica per la quale esiste solo l&#8217;incubo russo e il resto del mondo chissà. È un&#8217;estone, si può anche capirla. Ma a quei livelli serve altro (<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-diplomazia-ue-ha-un-grosso-problema-e-il-suo-nome-e-kaja-kallas.html">e il perché lo abbiamo spiegato qui</a>), soprattutto se devi spendere in modo strategico 800 miliardi.</p>



<p>Altra ragione accessoria: è vero, spenderemo a debito. Ma anche i debiti sono soldi. L&#8217;Italia, per esempio, dovrà investire in quattro anni tra 88 e 120 miliardi. Li abbiamo? Dove li prenderemo? A cosa li toglieremo? Non ci pare questioncina da poco, considerato il nostro debito pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto spendiamo davvero</h2>



<p>Ma a poi, come si diceva, ci sono le ragioni sostanziali. Ci si dice: dobbiamo spendere di più per la Difesa, dopo il crollo dell&#8217;Urss ci siamo rilassati troppo e abbiamo tagliato questo genere di investimenti perché ci sentivamo sicuri all&#8217;ombra della Nato. Davvero? L&#8217;Osservatorio CPI diretto da <strong>Carlo Cottarelli</strong> <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-facciamo-chiarezza-nel-2024-la-spesa-militare-europea-eccedeva-quella-russa-del-58">ci ha appena spiegato a suon di cifre</a> che nel 2024 la spesa militare europea ha superato quella russa del 58% (719 miliardi di dollari internazionali contro i 462 della Russia). Il bilancio Usa della Difesa per l&#8217;anno fiscale 2025 sfiora i 900 miliardi di dollari, più del doppio della Russia, tre volte quello della Cina. E se <strong>andiamo a vedere lo storico recente delle spese militari dei Paesi Nato</strong>, vediamo più o meno questo: nel 1980 Usa sopra il 5%, Nato in generale sopra il 4%, Nato non Usa sopra il 3%; nel 2000 Usa al 4%, Nato intorno al 2,5%, Nato non Usa appena sotto il 2%; nel 2020 Usa appena sotto il 4%, Nato appena sotto il 3%, Nato non Usa appena sotto il 2%.  Se confrontiamo il Pil della Russia di quegli anni, peraltro oggetto di molte ironie, con il Pil degli Usa o dei più potenti Paesi d&#8217;Europa, vediamo che noi abbiamo continuato nel tempo a spendere molto di più in armamenti. E infine, come ricorda il Centro studi sul federalismo: &#8220;L’incremento delle spese militari tra il 1998 ed il 2022, a valori costanti 2021, e limitatamente ad alcune aree geografiche, è da imputarsi per: 40 miliardi all’Arabia Saudita e all’Ucraina, 55 miliardi all’India, 57 miliardi alla Russia, <strong>60 miliardi all’Unione europea,</strong> 263 miliardi alla Cina e 328 miliardi agli USA&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Dunque: come possiamo dire di non aver speso abbastanza? Se abbiamo &#8220;speso male&#8221;, come dicono molti, non sarebbe il caso di imparare a spendere meglio prima di gettare nella fornace altri 800 miliardi? <strong>Inoltre: a chi andranno questi soldi?</strong> Abbiamo spiegato qui che <a href="https://it.insideover.com/guerra/europa-spendere-di-piu-per-la-difesa-oggi-vuol-dire-spendere-di-piu-per-le-armi-usa.html#google_vignette">il 64% delle armi di cui l&#8217;Europa dispone ci sono vendute dagli Usa</a>, e in ogni caso ci vorranno anni per adeguare le strutture produttive delle industrie europee alle nuove esigenze. In più, abbiamo l&#8217;Alto commissario Kallas che ripete a pappagallo che non dobbiamo nemmeno immaginare di renderci più autonomi dalla Nato. Altra ragione sostanziale per diffidare di questo ReArm Europe: con i confini Nato ormai sovrapposti a quelli Ue, è facile capire chi detterà le danze. Ovviamente per il nostro bene, no? Come quando <strong>Barack Obama</strong> organizzò le basi missilistiche in Romania spiegandoci che voleva proteggere l&#8217;Europa dal rischio&#8230; Iran. Risultato: nel 2007 Putin va a Monaco a spiegare quanto sono incazzati i russi e nel 2008 arrivano i tank russi a venti chilometri da Tbilisi, capitale della Georgia.      </p>



<p>Abbiamo fin qui usato il paragone con la Russia non per caso. Perché ora ci viene detto che non dobbiamo solo difendere l&#8217;Ucraina (e questo ha una sua logica, politica e strategica, anche se gli stessi leader europei dicono che senza gli Usa è quasi impossibile farlo) ma anche l&#8217;intera Europa dalla Russia. <strong>Emmanuel Macron</strong> l&#8217;ha detto esplicitamente, gli altri lo fanno capire: Vladimir Putin non si fermerà all&#8217;Ucraina. Ho un delizioso nipotino di tre mesi che si chiama Arturo: persino lui sa che questa è una enorme bufala. Perché la Russia dovrebbe attaccare l&#8217;Europa, e con essa la Nato? Con quali mezzi? Con quali risorse economiche? Con quali speranze di vittoria? Solo perché i russi sono cattivi di natura?</p>



<p>Diventa quindi piuttosto chiaro a che cosa davvero serve questo ReArm Europe, in un&#8217;Europa che ha sbagliato in pratica tutte le sue scelte strategiche, dal Green Deal all&#8217;Ucraina: a congelare la situazione politica e a soffocare qualunque forma di dissenso, bella o brutta che sia. Non è un caso se chiunque prova a esprimere un diverso parere viene immediatamente bollato come &#8220;putiniano&#8221; o &#8220;filorusso&#8221;. <strong>La prospettiva del cosacco alle porte è un ottimo sistema per instillare paura e governare con più facilità</strong>, soprattutto se sei una Von der Leyen con una maggioranza ballerina (meglio, quindi, evitare il passaggio al Parlamento europeo) o un Macron ampiamente sfiduciato dalla grande maggioranza dei francesi o un cancelliere Scholz che con i suoi alleati Verdi è riuscito a innalzare l&#8217;estrema destra dell&#8217;AfD al rango di secondo partito tedesco (152 seggi contro i 164 della CDU). Serve, la paura della Russia, a giustificare la complicità nella strage dei palestinesi di un&#8217;Europa che si riempie la bocca di &#8220;diritto internazionale&#8221; e &#8220;diritto umanitario&#8221;. A coprire operazioni come quelle condotte in Romania, dove il candidato alternativo al regime, e favorito dagli elettori, deve essere bloccato a ogni costo. Anche con complottismi da commedia dell&#8217;arte, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-banda-del-buco-rumena-spacciata-per-golpista-filo-russa.html">come l&#8217;ultima &#8220;congiura putiana&#8221; finita in farsa.</a> Anche annullando d&#8217;imperio il voto popolare se non gradito, <a href="https://it.insideover.com/politica/breton-musk-e-lo-scontro-sulle-elezioni-in-germania-e-romania.html">come teorizzato dall&#8217;ex commissario europeo</a> <strong>Thierry Breton</strong>, che invitava a farlo anche nel caso in cui in Germania avessero vinto le destre.</p>



<p>Ecco le ragioni per cui bisogna diffidare di questo ReArm Europe. Fondamentalmente, perché non serve a difendere l&#8217;Europa con le sue caratteristiche migliori ma, al contrario, a comprimere le libertà civili e gli spazi della politica. Non serve a proteggere l&#8217;Europa ma a stravolgerla e, alla fin fine, ad affondarla.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-ecco-perche-chi-vuol-bene-alleuropa-non-puo-accettarlo.html">ReArm Europe, ecco perché chi vuol bene all&#8217;Europa non può accettarlo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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