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	<title>Carl Haglund Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carl Haglund Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quando entri nella Nato e non basta: la Russia riarma al confine, la Finlandia si preoccupa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 05:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Finlandia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Nel 2023, quando la Finlandia entrò nella Nato, la Russia lo disse: ora siete nemici, riarmeremo. E oggi lo stanno facendo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-entri-nella-nato-e-non-basta-la-russia-riarma-al-confine-la-finlandia-si-preoccupa.html">Quando entri nella Nato e non basta: la Russia riarma al confine, la Finlandia si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Finlandia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/finlandia-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Il <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/19/world/europe/russia-finland-border.html">New York Times</a>, sulla scorta di una serie di immagini satellitari, ha raccontato che la Russia sta rafforzando la propria presenza militare al confine con la Finlandia. Il quotidiano elenca meticolosamente gli indizi: <strong>elicotteri nella base aerea di Murmansk</strong>, a circa 160 chilometri dal confine; nuovi aerei a Olenogorsk poco a Sud di Murmansk, nella base che già ospita i bombardieri a lungo raggio TU-22; ad Alakurtti (50 chilometri dal confine), nuovi hangar per veicoli militari come pure a Petrozavodsk (160 chilometri dal confine), capoluogo della vicina Repubblica di Karelia; una piccola cittadina di tende nella vecchia base di Kamenka, <a href="https://www.helsinkitimes.fi/world-int/26829-satellite-images-show-russian-military-buildup-near-finnish-border.html">a 60 chilometri dal confine. </a><strong>Per non parlare del puntamento dei missili russi.</strong> Nulla di inatteso, peraltro: quando ancora si parlava dell&#8217;ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia (la prima fece il passo decisivo nell&#8217;aprile del 2023, la secondo giusta un anno dopo), la Russia già annunciava misure simili, e l&#8217;aumento degli effettivi dell&#8217;esercito da 1 milione e 1 milione e mezzo. Lo conferma del resto anche <strong>Michael Claesson</strong>, capo di stato maggiore delle forze armate svedesi: &#8220;Quando chiedemmo di aderire alla Nato la Russia disse che avrebbe preso provvedimenti. E ora lo sta facendo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="952" height="956" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia.jpg" alt="" class="wp-image-470676" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia.jpg 952w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia-600x603.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Finlandia-768x771.jpg 768w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /></figure>



<p>La ragione è piuttosto semplice: <strong>l&#8217;ingresso della Finlandia nella Nato ha più che raddoppiato la &#8220;linea di contatto&#8221; tra la Russia e la Nato,</strong> due entità che già si scontrano (o vogliamo continuare a raccontarci favole?) in Ucraina, portandola a 2.530 chilometri di lunghezza. Così la Russia si protegge contro un&#8217;alleanza che sa esserle ostile. Una decisione a specchio rispetto a quella presa dalla Finlandia, appunto, nell&#8217;aprile del 2023. Con una differenza, però, di non poco conto.</p>



<p>La Finlandia è arrivata all&#8217;ingresso nella Nato a valle di un complesso iter parlamentare basato, però, su un dato di lettura assai semplice: la crescente paura dei finlandesi, che nel gennaio 2022 erano a favore dell&#8217;adesione nella misura del 25% per poi rapidamente salire al 76%. La premier <strong>Sanna Marin</strong>, adeguatamente sospinta dall&#8217;allora segretario generale della Nato <strong>Jens Stoltenberg</strong>, aveva efficacemente lavorato su quei timori fino a ottenere il risultato sperato, appena prima di essere liquidata sia dagli elettori sia dal suo stesso partito. Che i cittadini del Paese europeo con il confine più lungo con la Russia (1.340 chilometri) fosse scioccati dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, e che lo shock facesse rispuntare nei loro cuori i ricordi della cosiddetta &#8220;Guerra d&#8217;inverno&#8221; (combattuta tra il novembre 1939 e il marzo 1940 in seguito all&#8217;attacco russo, e conclusasi con la cessione all&#8217;Urss del 10% del territorio finlandese), era cosa piuttosto naturale. </p>



<p>Anche perché i finlandesi, come tutti i popoli, la storia se la raccontano sempre un po&#8217;: tendono a scordare che tra il 1919 e il 1920 sostennero i russi &#8220;bianchi&#8221; contro i bolscevichi nella speranza di prendersi la Carelia o di aver concesso, nello stesso periodo, ospitalità alle navi inglesi che facevano la stessa operazione. E ricordano con un certo imbarazzo che nella seconda metà degli anni Trenta i vertici politici e militari finlandesi erano pappa e ciccia con quelli nazisti fino al punto che, il 30 giugno del 1939, il capo di stato maggiore tedesco, generale <strong>Franz Halder</strong>, era stato invitato a Helsinki dal Governo finlandese e insignito di un&#8217;alta onorificenza. Insomma: Stalin era quel che era, ma a Helsinki fecero pochissimi sforzi per fargli credere che, in caso di guerra con la Germania, la Finlandia sarebbe rimasta neutrale.</p>



<p>Ma torniamo al 2023. Date le giuste ragioni ai timori dei finlandesi, non va dimenticato che per molti decenni Finlandia e Russia, pur senza particolari amicizie, avevano intrattenuto rapporti non cordiali ma reciprocamente proficui. Si parlava tanto di &#8220;finlandizzazione&#8221; per indicare uno stato di larvata sottomissione all&#8217;Urss. Ma la politica plasmata dal premier e poi presidente <strong>Uhro Kekkonen </strong>tenne la Finlandia fuori dai guai per tutto il periodo della Guerra Fredda, senza impedirle di stringere i rapporti con l&#8217;Occidente e di cavare dall&#8217;ingombrante vicino russo tutti i vantaggi possibili. La Finlandia rifiutò ill Piano Marshall, nel 1948 firmò un patto di amicizia russo-finlandese e nel 1950 un accordo commerciale. <strong>Nel 1968 Kekkonen inaugurò il canale di Saimaa, che attraversava anche il territorio sovietico e incrementò le relazioni commerciali</strong>, e nel 1969 scelse l&#8217;Urss per farsi fornire una centrale nucleare. Si potrebbero citare tanti altri capitoli di questa &#8220;neutralità attiva&#8221; (altro nome per la &#8220;finlandizzazione&#8221;), per esempio il fatto che nel 1973 la Finlandia concluse un trattato con il Comecon e nello stesso anno anche con la Cee. Per farla molto breve, ricordiamo solo che nel 2022, al momento dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, la Finlandia era membro dell&#8217;Unione Europea e aveva un trattato di partnership privilegiata con la Nato.</p>



<p>Tutto questo, evidentemente, nel 2022 non è bastato a tranquillizzare i finlandesi.<strong> I nostri giornali, allora, parlarono entusiasticamente dell&#8217;adesione</strong>, con abbondanti narrazioni sulla &#8220;gioia&#8221; dei finlandesi e sugli incredibili vantaggi che essi avrebbero tratto dalla decisione. Stoltenberg si faceva beffe di Putin dicendo che lo Zar aveva aggredito l&#8217;Ucraina per &#8220;avere meno Nato&#8221; e invece si ritrovava con più Nato.</p>



<p>Quindi oggi tutto bene, no? La Nato è più larga, i finlandesi sono membri ufficiali dell&#8217;Alleanza. Chi può essere più rilassato di loro? E invece salta fuori che sono ancora più preoccupati di prima. In gennaio <a href="https://www.hs.fi/politiikka/art-2000010941465.html">un sondaggio dell&#8217;Helsingin Sanomat</a> ha rivelato che il 40% di loro vorrebbe che la Nato mandasse truppe a combattere in Ucraina e che il 50% vuole che la guerra vada avanti fino alla sconfitta della Russia. In pratica, la replica di quanto aveva registrato<a href="https://yle.fi/a/74-20060973"> alla fine del 2023 un altro sondaggio, commissionato dal Finnish Business and Policy Forum Eva</a> (presieduto dall&#8217;ex ministro della Difesa <strong>Carl Haglund</strong>), ha mostrato che il 90% degli intervistati considera la Russia &#8220;imprevedibile&#8221;, &#8220;espansionista&#8221; (89%) e &#8220;una minaccia militare&#8221; (85%). Tanto che nell&#8217;estate scorsa il Governo di Helsinki ha firmato con gli Usa l&#8217;Accordo di cooperazione per la difesa (Dca), approvato all&#8217;unanimità dal Parlamento, che prevede <strong>per gli Usa l&#8217;accesso a 15 basi militari in Finlandia</strong> e autorizza la presenza e l&#8217;addestramento di soldati americani, nonché lo stoccaggio di attrezzature militari, sul territorio finlandese. Una straordinaria dimostrazione di tranquillità e fiducia nella Nato, una delle infinite previsioni mancate di questi tre anni di guerra.</p>



<p>E adesso ci si mettono pure i russi, che rafforzano le guarnigioni al confine, come peraltro avevano promesso, e Trump che telefona a Putin. D&#8217;altra parte la <strong>Von der Leyen</strong> ci ha garantito, già tre anni fa, che l&#8217;industria bellica russa è a pezzi, e <strong>Mario Draghi</strong> che le sanzioni l&#8217;hanno messa in ginocchio.  Sì, è vero, erano tutte balle. E c&#8217;è pure il rischio che domani, quando magari arriverà la tanto sospirata fine della guerra in Ucraina, si apra una partita altrettanto aspra per il controllo dell&#8217;Artico e queste guarnigioni ai confini della Finlandia diventino la prima linea di un nuovo scontro. Ma cari finlandesi ed europei tutti, che problema c&#8217;è? Siamo nella Nato, no?</p>



<p><strong><em>Le esigenze di sicurezza, dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, dominano il discorso politico in Europa. Ma siamo sicuri di aver appreso le lezioni del recente passato? InsideOver segue con tenacia e costanza un dibattito che ci riguarda tutti. Non farti tagliar fuori, resta al corrente. Segui InsideOver, sostieni il nostro lavoro, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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