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	<title>Bill clinton Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Jul 2025 10:24:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bill clinton Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Fbi, le vittime di Epstein furono &#8220;migliaia&#8221;. E l&#8217;avvocato Dershowitz conferma: la lista c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/fbi-le-vittime-di-epstein-furono-migliaia-e-lavvocato-dershowitz-conferma-la-lista-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 10:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un recente memo FBI, diffuso da Ken Klippenstein, aggiorna il numero di vittime di Epstein a oltre mille, contro le dozzine citate nel 2019.<br />
L'FBI ha condotto una revisione esaustiva, scoprendo 300 gigabyte di dati e prove fisiche, ma nega l'esistenza di una "lista di clienti".<br />
Le autorità, inclusi il procuratore generale Pam Bondi e il direttore FBI Kash Patel, non commentano le discrepanze, alimentando sospetti di insabbiamento.<br />
Epstein aveva legami con figure potenti come Trump, Clinton, Gates e il Principe Andrea, con viaggi documentati sul "Lolita Express".<br />
La riluttanza di Trump a commentare e il silenzio delle istituzioni suggeriscono un possibile coinvolgimento di circoli elitari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fbi-le-vittime-di-epstein-furono-migliaia-e-lavvocato-dershowitz-conferma-la-lista-ce.html">Fbi, le vittime di Epstein furono &#8220;migliaia&#8221;. E l&#8217;avvocato Dershowitz conferma: la lista c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711105216261_0e4f2f20de3d2f6f204916d98c98b55c-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel bel mezzo delle polemiche relative al caso Epstein e all&#8217;esistenza di una &#8220;lista di clienti&#8221; del finanziere accusato di crimini sessuali <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-strana-morte-di-jeffrey-epstein-spiegata.html">morto in carcere per un apparente suicidio</a> presso il <em>Metropolitan Correctional Center</em> di New York il 10 agosto 2019, emerge una realtà sconcertante e clamorosa: le vittime non sono le &#8220;dozzine&#8221; dichiarate fino a poco tempo fa ma oltre un migliaio. Il dato è contenuto in un memo dell&#8217;Fbi di due pagine recentemente diffuso. &#8220;Come parte del nostro impegno per la trasparenza &#8211; <a href="https://www.justice.gov/opa/media/1407001/dl?inline">si legge nel Memo</a> &#8211; il Dipartimento di Giustizia e l&#8217;Fbi hanno condotto una revisione esaustiva delle informazioni investigative relative a Jeffrey Epstein&#8221;. A diffondere il memo è stato il giornalista investigativo <strong>Ken Klippenstein. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il memo dell&#8217;Fbi su Epstein</h2>



<p>Per garantire un esame approfondito, prosegue il documento, &#8220;l&#8217;Fbi ha effettuato ricerche digitali nei suoi database, dischi rigidi e unità di rete, oltre a ricerche fisiche nelle aree delle squadre, armadi chiusi a chiave, scrivanie, armadi e altre aree dove potevano essere conservati materiali pertinenti. Queste ricerche hanno portato alla <strong>luce</strong> <strong>una quantità significativa di materiale, inclusi oltre 300 gigabyte di dati e prove fisiche</strong>&#8220;.</p>



<p>Sebbene il Memo sostenga che non vi è alcuna &#8220;lista di clienti&#8221; di Epstein, in linea con le dichiarazioni pubbliche del procuratore generale <strong>Pam Bondi</strong> e del direttore dell&#8217;Fbi <strong>Kash Patel</strong>, che tanto <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-epstein-la-lista-fantasma-e-il-silenzio-agghiacciante-del-potere.html">hanno fatto scalpore e indignato</a> gli stessi sostenitori del presidente Usa Donald Trump, facendo emergere una gestione tutt&#8217;altro che trasparente e decisamente opaca della vicenda da parte delle istituzioni e del governo americano, il memo spiega dunque che, &#8220;coerentemente con le precedenti divulgazioni, questa revisione ha confermato che Epstein ha danneggiato oltre mille vittime&#8221;. Ma di &#8220;coerente&#8221; non c&#8217;è nulla. </p>



<p>Il nuovo conteggio delle vittime – oltre un migliaio – è in contraddizione con le &#8220;dozzine&#8221; citate nell’incriminazione di Epstein del 2019, che <strong>identificava 36 vittime minorenni in Florida</strong>. Interpellata sulla discrepanza, l’Fbi ha rifiutato di commentare, mentre il Dipartimento di Giustizia non ha risposto, come riferito da Klippenstein.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un insabbiamento che conviene a tutti?</h2>



<p>Il caso Epstein rivela una verità inquietante: uomini potenti, indipendentemente dall’affiliazione politica, hanno potuto <strong>approfittare di giovani vulnerabili senza conseguenze</strong>. Da repubblicani a democratici, da finanzieri americani a signori della guerra stranieri, i circoli elitari che Epstein frequentava si sono sentiti sicuramente sollevati quando, pochi giorni fa, il presidente Usa Donald Trump si è rifiutato di commentare la vicenda. Proprio il tycoon, che solitamente non si tira mai indietro quando deve rilasciare dichiarazioni anche controverse e altisonanti. &#8220;Stai ancora parlando di Jeffrey Epstein? Se ne parla da anni. Abbiamo il Texas, abbiamo questo, abbiamo tutto questo&#8230; e la gente parla ancora di questo tizio, di questo maniaco? È incredibile. Vuoi perdere tempo? Voglio dire, non posso credere che tu stia facendo una domanda su Epstein in un momento come questo&#8221;, ha affermato il presidente Usa alla domanda di un cronista che faceva il suo lavoro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Asked about Jeffrey Epstein, Trump replies: &quot;I can&#39;t believe you&#39;re asking a question on Epstein at a time like this where we&#39;ve had the greatest success and also tragedy with what happened in Texas.&quot;<br><br>&quot;It just seems like a desecration.&quot; <a href="https://t.co/lV9G51gqer">pic.twitter.com/lV9G51gqer</a></p>&mdash; Ken Klippenstein (@kenklippenstein) <a href="https://twitter.com/kenklippenstein/status/1942625359171838024?ref_src=twsrc%5Etfw">July 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>D&#8217;altronde è lo stesso Trump che nel 2002 dichiarò al <em>New York Magazine</em> che il suo amico Epstein era un ragazzo &#8220;simpatico&#8221; a cui &#8220;piacciono le belle donne tanto quanto a me, e molte di loro sono giovani&#8221;. Ma è chiaro che il tycoon è solo la punta dell&#8217;iceberg quando sono noti i rapporti di Epstein con l&#8217;ex presidente <strong>Bill Clinton</strong>, il fondatore di Microsoft <strong>Bill Gates</strong>, il Principe Andrea fino all&#8217;ex Primo ministro israeliano <strong>Ehud Barak</strong> ed ex veterano pluridecorato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Harvard Law Professor Emeritus Alan Dershowitz just now: &quot; I know for a fact [Epstein] documents are being suppressed and they&#39;re being suppressed to protect individuals. I know the names of the individuals, I know why they&#39;re being suppressed. I know who&#39;s suppressing them, but… <a href="https://t.co/uJACbSGXu7">https://t.co/uJACbSGXu7</a> <a href="https://t.co/MKuHIpyFCo">pic.twitter.com/MKuHIpyFCo</a></p>&mdash; Michael Shellenberger (@shellenberger) <a href="https://twitter.com/shellenberger/status/1943359770406326677?ref_src=twsrc%5Etfw">July 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quanto a Clinton, non è un mistero che l’allora presidente Usa&nbsp;e&nbsp;<strong>Jeffrey Epstein</strong>&nbsp;fossero grandi amici e che Mark Middleton – storico consigliere dell’ex presidente, morto in circostanze misteriose –&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/morto-suicida-lennesimo-giallo-attorno-ai-clinton.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fosse uno degli “sponsor” di quell’amicizia</a>. È altrettanto noto, ad esempio, che il finanziere-pedofilo prestasse all’ex presidente il suo jet per viaggiare oltreoceano. I registri di volo ottenuti da&nbsp;<em>Fox News</em>&nbsp;dimostrano che Bill Clinton ha fatto almeno&nbsp;<strong>27 viaggi a bordo</strong>&nbsp;del Boeing 727 di Epstein, soprannominato “Lolita Express”, dal 2001 al 2003. Aereo sul quale viaggio diverse volte anche <strong>Lawrence</strong> <strong>Summers</strong>, futuro rettore dell’Università di Harvard. </p>



<p>Dal mondo della finanza ai circoli più élitari della politica nazionale e internazionale, esiste una cerchia potentissima e altrettanto influente che non vuole venga fatta luce sul mondo opaco di Epstein. Non è nemmeno da escludere che esista un intero circuito sotto ricatto. Le recenti dichiarazioni dell&#8217;ex docente di Harvard e avvocato <strong>Alan Dershowitz</strong>, il quale <a href="https://thehill.com/homenews/administration/5395597-dershowitz-says-he-knows-epstein-client-list-names-but-im-bound-by-confidentiality/">ha dichiarato di conoscere i nomi delle persone coinvolte</a> nei file di Jeffrey Epstein relativi al suo giro di traffico sessuale internazionale, ma di &#8220;essere vincolato alla riservatezza da un giudice&#8221;, sono emblematiche dell&#8217;opacità che avvolge questo caso. </p>



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<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Syrian American Alliance, la lunga mano dietro l&#8217;avvicinamento Usa a Damasco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/syrian-american-alliance-la-lunga-mano-dietro-lavvicinamento-usa-a-damasco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 15:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="507" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2-600x435.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2-300x217.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Con una scommessa ad alto rischio, Trump ha deciso di eliminare le sanzioni conto la Siria. Ecco chi ha influito sulla sua decisione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/syrian-american-alliance-la-lunga-mano-dietro-lavvicinamento-usa-a-damasco.html">Syrian American Alliance, la lunga mano dietro l&#8217;avvicinamento Usa a Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="507" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2-600x435.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/siria-2-300x217.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il 13 maggio 2025, da Riad, in Arabia Saudita, il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-apre-ad-al-sharaa-dialogo-usa-siria-tra-realpolitik-e-rischi-di-instabilita-regionale.html">presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni economiche contro la Siria</a></strong>, un gesto che ha scosso gli equilibri geopolitici del Medio Oriente e segnato una svolta inattesa nella politica estera americana. L’annuncio, accolto con festeggiamenti nelle piazze di Damasco e Homs, rappresenta un punto di rottura rispetto a <strong>decenni di ostilità tra Washington e il regime siriano</strong>, culminata nell’isolamento economico imposto attraverso misure come il Caesar Act del 2020.</p>



<p>Ma dietro questa decisione, che Trump ha attribuito in parte alle pressioni del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, si staglia <strong>l’ombra di un attore meno visibile ma influente: la Syrian American Alliance for Peace and Prosperity (SAAPP)</strong>, un gruppo di pressione con radici nella diaspora siriana negli Stati Uniti e interessi che intrecciano politica, economia e immobiliare. Questo articolo esplora le dinamiche di questa svolta, il ruolo della SAAPP e le implicazioni per la Siria e la regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un annuncio che riscrive la storia</h2>



<p>La decisione di Trump è arrivata durante il suo primo viaggio internazionale di rilievo del secondo mandato, un tour mediorientale che lo ha portato in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Parlando al <strong>Forum sugli Investimenti USA-Arabia Saudita del 2025</strong>, il presidente ha definito le <a href="https://it.insideover.com/economia/armi-chip-ia-il-grande-bazar-di-trump-in-arabia-saudita.html">sanzioni contro la Siria</a> “brutali e paralizzanti” e ha ordinato la loro cessazione per “dare alla Siria una possibilità di grandezza”. L’annuncio è stato accompagnato da un incontro storico con il presidente ad interim siriano, Ahmad al-Sharaa, il primo tra un leader siriano e un presidente americano in 25 anni, dai tempi dell’incontro tra Hafez al-Assad e Bill Clinton nel 2000.</p>



<p>La revoca delle sanzioni, che includevano restrizioni finanziarie, embarghi sul petrolio e misure contro individui e entità legate al regime di Bashar al-Assad, è stata accolta con entusiasmo dalla nuova leadership siriana. Il ministro degli Esteri, <strong>Asaad al-Shaibani</strong>, ha definito la decisione “un punto di svolta cruciale per il popolo siriano, mentre ci muoviamo verso un futuro di stabilità, autosufficienza e vera ricostruzione”. Ma la mossa ha anche sollevato interrogativi: cosa ha spinto Trump a un cambio di rotta così radicale? E quali interessi si muovono dietro le quinte?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Syrian American Alliance, protagonista nell’ombra</h2>



<p>Fondata nel 2018, la Syrian American Alliance for Peace and Prosperity si presenta come <strong>un’organizzazione no-profit dedicata a promuovere la stabilità e lo sviluppo economico in Siria </strong>attraverso il dialogo tra la diaspora siriana negli Stati Uniti e le istituzioni americane. Con sede a Washington D.C., la SAAPP riunisce <strong>professionisti, imprenditori e accademici siriano-americani</strong>, molti dei quali legati a settori come l’immobiliare, la finanza e l’energia. Il gruppo si è distinto per il suo approccio pragmatico, sostenendo una graduale normalizzazione dei rapporti con Damasco e la rimozione delle sanzioni come prerequisito per la ricostruzione post-bellica.</p>



<p>Secondo fonti vicine al Dipartimento di Stato, la SAAPP ha intensificato le sue attività di lobbying negli ultimi anni, soprattutto dopo la caduta del regime di Assad nel dicembre 2024. Attraverso incontri con membri del Congresso, eventi a margine delle Nazioni Unite e campagne mediatiche, l’organizzazione ha spinto per un cambiamento nella politica siriana americana, sottolineando <strong>l’impatto devastante delle sanzioni sulla popolazione civile.</strong> Un rapporto delle Nazioni Unite del 2025 stima che oltre<strong> il 90% dei siriani viva sotto la soglia di povertà</strong>, con 16,5 milioni di persone dipendenti dagli aiuti umanitari. La SAAPP ha abilmente sfruttato questi dati per sostenere che le sanzioni, originariamente mirate a colpire il regime di Assad, stavano ormai punendo solo i civili.</p>



<p>Ma gli interessi della SAAPP non si limitano alla filantropia. <strong>Molti dei suoi membri di spicco sono legati a società immobiliari e di investimento</strong> con sede negli Stati Uniti e in Medio Oriente, interessate a partecipare alla ricostruzione della Siria. Dopo 14 anni di guerra civile, il Paese necessita di investimenti massicci in infrastrutture, energia e edilizia. Secondo un’analisi del think tank ISPI, la ricostruzione siriana potrebbe richiedere fino a 400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. La SAAPP, con i suoi legami nella diaspora e la sua capacità di influenzare l’opinione pubblica americana, si posiziona come un ponte tra gli investitori occidentali e le nuove autorità siriane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Arabia Saudita e Turchia</h2>



<p>L’annuncio di Trump è stato attribuito in parte alle pressioni del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che ha ospitato l’incontro tra Trump e al-Sharaa a Riad. L’Arabia Saudita, insieme a Qatar ed Emirati, ha manifestato un cauto sostegno alla nuova leadership siriana, guidata da al-Sharaa e dal suo gruppo <strong>Hayat Tahrir al-Sham</strong> (HTS). Questo sostegno si inserisce in una strategia più ampia di Riyadh per consolidare la propria influenza regionale, contrastando l’Iran e rafforzando i legami economici con una Siria post-Assad.</p>



<p>Anche la Turchia ha giocato un ruolo chiave. Ankara, principale sostenitore di al-Sharaa durante la guerra civile, ha <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-incubo-di-israele-lalleanza-militare-tra-turchia-e-siria.html">partecipato all’incontro di Riad attraverso una telefonata del presidente Recep Tayyip Erdogan. <strong>La Turchia</strong></a><strong> vede nella normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Siria un’opportunità per stabilizzare la regione </strong>e gestire la questione curda nel nord-est siriano, dove le Forze Democratiche Siriane (SDF), appoggiate dagli Stati Uniti, rappresentano una spina nel fianco per Ankara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni internazionali: entusiasmo e preoccupazione</h2>



<p>La revoca delle sanzioni ha suscitato reazioni contrastanti. <strong>In Siria, migliaia di persone sono scese in piazza,</strong> sventolando la bandiera rivoluzionaria e celebrando la fine dell’isolamento economico. Le chiese locali, le ONG e persino la Lega Musulmana Mondiale hanno accolto con favore la decisione, sottolineando la necessità di proteggere i diritti di tutte le comunità siriane, incluse le minoranze religiose.</p>



<p>Tuttavia, non tutti hanno festeggiato. <strong>Israele, in particolare, ha espresso preoccupazione </strong>per il passato di al-Sharaa, ex leader jihadista con legami ad al-Qaeda, e per il rischio che la revoca delle sanzioni rafforzi un Governo percepito come instabile. Il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, già irritato dalla decisione di Trump di non visitare Israele durante il tour mediorientale, ha definito la mossa <strong>“un errore strategico” </strong>che potrebbe destabilizzare la regione.</p>



<p>Anche l’Unione Europea ha adottato un approccio cauto. Sebbene abbia revocato alcune sanzioni settoriali a febbraio 2025, concentrandosi su energia, trasporti e finanza, l’UE ha mantenuto misure contro individui legati al regime di Assad e ha rifiutato di rimuovere HTS dalla lista delle organizzazioni terroristiche. L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, <strong>Kaja Kallas</strong>, ha sottolineato che qualsiasi alleggerimento delle sanzioni deve essere condizionato a “progressi tangibili” nella transizione politica siriana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni per la Siria e il Medio Oriente</h2>



<p>La revoca delle sanzioni apre nuove prospettive per la Siria, ma il cammino verso la stabilità rimane irto di ostacoli. Da un lato, <strong>la fine delle restrizioni economiche potrebbe favorire gli investimenti stranieri e il lavoro delle organizzazioni umanitarie</strong>, migliorando le condizioni di vita della popolazione. Dall’altro, la transizione politica sotto al-Sharaa è fragile. La scoperta di fosse comuni, le tensioni con le comunità curde e le violenze settarie, come gli scontri che hanno causato oltre 200 morti a gennaio 2025, evidenziano le sfide che il nuovo Governo deve affrontare.</p>



<p>Inoltre, <strong>la decisione di Trump potrebbe ridefinire gli equilibri regionali.</strong> L’apertura verso la Siria e l’Iran, anch’esso oggetto di negoziati per un alleggerimento delle sanzioni in cambio di concessioni sul programma nucleare, suggerisce un approccio più pragmatico della nuova amministrazione americana. Tuttavia, questo riallineamento rischia di alienare alleati tradizionali come Israele e di complicare i rapporti con l’Europa, che rimane scettica sulla leadership di al-Sharaa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: una scommessa ad alto rischio</h2>



<p>La revoca delle sanzioni contro la<strong> Siria rappresenta una scommessa audace di Donald Trump, </strong>influenzata da una combinazione di pressioni internazionali, interessi economici e lobbying interno, con la Syrian American Alliance for Peace and Prosperity in prima linea. Se da un lato la mossa offre alla Siria una chance di ricostruzione, dall’altro solleva interrogativi sulla capacità del nuovo governo di garantire stabilità e inclusività in un Paese segnato da profonde divisioni.</p>



<p>Come spesso accade in Medio Oriente, le grandi promesse di cambiamento si scontrano con la complessità della realtà. La SAAPP, con la sua visione di una Siria prospera e il suo intreccio di interessi politici ed economici, potrebbe emergere come un attore chiave in questa nuova fase. Ma il successo della sua agenda <strong>dipenderà dalla capacità di al-Sharaa di trasformare le aperture diplomatiche in riforme concrete</strong>, e dalla volontà della comunità internazionale di vigilare affinché la fine delle sanzioni non diventi un assegno in bianco per una leadership ancora in cerca di legittimità.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/syrian-american-alliance-la-lunga-mano-dietro-lavvicinamento-usa-a-damasco.html">Syrian American Alliance, la lunga mano dietro l&#8217;avvicinamento Usa a Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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