Israele, a ottobre si vota e i sondaggi dicono che Netanyahu…
La coalizione di Netanyahu appare in difficoltà, l'opposizione recupera soprattutto con il nuovo partito Yashar. Ma il ruolo di king maker potrebbe spettare ai partiti arabi
La coalizione di Netanyahu appare in difficoltà, l'opposizione recupera soprattutto con il nuovo partito Yashar. Ma il ruolo di king maker potrebbe spettare ai partiti arabi
L’offensiva israeliana nel sud del Libano punta al controllo dell’area a sud del Litani, provocando oltre un milione di sfollati e migliaia di vittime. Dietro la giustificazione della “zona cuscinetto” emergono interessi più profondi, legati alle risorse idriche ed energetiche della regione. A questi si intreccia una dimensione ideologica: l’idea della “Grande Israele” e una strategia già sperimentata a Gaza, ora replicata anche in Libano.
In Cisgiordania avanza una lenta ma sistematica annessione: confische di terre, violenze dei coloni e uso strumentale dell’archeologia stanno soffocando villaggi come Sebastia, cancellando diritti, identità e autonomia palestinese.
Il costo della guerra: Israele verso il 2026 si aspetta alto deficit e molte spese per sostenere la sua economia mobilitata.
Ben-Gvir e Smotrich contro il cessate il fuoco non mollano il governo per poter pressare Netanyahu dall'interno a un anno dal voto.
Il 7 ottobre del 2023 comincia nel 1994, quando si apre la lunga stagione delle interazioni tra Hamas e Benjamin Netanyahu.
In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della Global Sumud Flotilla. Le azioni di disturbo di questa notte alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave Alma battente bandiera britannica...
Il piano di Trump per Gaza ha entusiasmato le fazioni più a destra in Israele. Jerusalem Post: "l'80% degli israeliani sostiene la proposta".
Perché abbonarsi
Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.
Già abbonato? Accedi