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	<title>Benjamin netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<title>Benjamin netanyahu Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;attacco all&#8217;Iran può sbloccare la pace a Gaza?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lattacco-alliran-puo-sbloccare-la-pace-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 12:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1091" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attacco all&#039;Iran può sbloccare la pace all&#039;Iran?" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-1536x873.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump e Netanyahu, nel corso di una telefonata, hanno concordato che la guerra a Gaza sarebbe terminata entro due settimane. Quattro stati arabi, tra cui Emirati Arabi Uniti ed Egitto, avrebbero governato congiuntamente la Striscia di Gaza al posto di Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-alliran-puo-sbloccare-la-pace-a-gaza.html">L&#8217;attacco all&#8217;Iran può sbloccare la pace a Gaza?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1091" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attacco all&#039;Iran può sbloccare la pace all&#039;Iran?" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/NETANYAHU-FOTO-e1751027071613-1536x873.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Dopo l&#8217;attacco statunitense all&#8217;Iran avvenuto all&#8217;inizio di questa settimana, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno concordato di porre fine rapidamente alla guerra a Gaza e di ampliare gli Accordi di Abramo, riporta Israel Hayom, citando &#8216;una fonte a conoscenza della conversazione'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Secondo quanto riportato dal quotidiano, Trump e Netanyahu, nel corso di una telefonata, hanno concordato che la guerra a Gaza sarebbe terminata entro due settimane. Quattro stati arabi, tra cui Emirati Arabi Uniti ed Egitto, avrebbero governato congiuntamente la Striscia di Gaza al posto di Hamas. La leadership del gruppo terroristico sarebbe stata esiliata e tutti gli ostaggi sarebbero stati rilasciati&#8221;. Così sul <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-netanyahu-agreed-to-end-gaza-war-within-two-weeks-after-us-strike-on-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>. La telefonata è di lunedì.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grazia a Netanyahu</h2>



<p>&#8220;L&#8217;emittente pubblica Kan ha riferito che anche <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-demands-end-to-netanyahus-graft-trial-us-saved-israel-now-is-going-to-save-bibi/">la richiesta di Trump di annullare il processo penale a Netanyahu</a> era legata a questo sforzo&#8221;, spiega un altro articolo del <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-trump-said-working-on-plan-to-end-gaza-war-and-expand-abraham-accords/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a> a commento delle bizzarre dichiarazioni del presidente americano contro il processo per corruzione che sta subendo Netanyahu in patria.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-trump-said-working-on-plan-to-end-gaza-war-and-expand-abraham-accords/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-toi-5-1024x465.jpg" alt="Netanyahu, Trump said working on plan to end Gaza war and expand Abraham Accords" class="wp-image-77103"/></a></figure>



<p>Le dichiarazioni di Trump, ha rivelato una fonte,&nbsp; servono a &#8220;preparare l&#8217;opinione pubblica israeliana a un atto di grazia per Netanyahu&#8221;. Evidentemente è una richiesta del premier israeliano, che da tempo tenta di sfuggire alle maglie della giustizia, come annota il media.</p>



<p>È noto che Netanyahu ha sabotato il processo diplomatico con Hamas perché la guerra gli assicura di restare al potere. Infatti, se la chiude, i fanatici della Grande Israele &#8211; e della soluzione finale dei palestinesi &#8211; che sostengono il suo governo, Bezalel Smotrich e Ben-Gvir, lo abbandonerebbero perché vedrebbero il loro sogno sfumare.</p>



<p>Non solo uno scacco politico, da cui il mago di Israele potrebbe riprendersi con uno dei suoi trucchi, ma anche esistenziale, dal momento che i suoi irriducibili nemici interni, tra cui annovera anche la magistratura, vogliono che finisca i suoi giorni in prigione. Destino che sarebbe accolto con favore, oltre che da tanto mondo, anche da Smotrich e Ben-Gvir, che avrebbero gioco facile a marchiarlo come traditore, nella speranza di coronare il loro sogno di prendere il timone della destra israeliana.</p>



<p>Per chiudere la guerra di Gaza, quindi, serve dare a Netanyahu una via di uscita che gli permetta di evitare tale destino manifesto e, a quanto pare, Trump ci sta provando, ma è arduo. Non ha voce in capitolo in Israele e le opposizioni hanno reagito con stizza alla sua ingerenza.</p>



<p>Detto questo, salvare il criminale Netanyahu sarebbe una immane ingiustizia, ovviamente, ma se è una via di uscita dall&#8217;attuale mattatoio di Gaza e dal corrispondente stillicidio della Cisgiordania&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attacco all&#8217;Iran e Gaza</h2>



<p>Al di là dell&#8217;incerto destino giudiziario di Netanyahu, resta la domanda sul perché Netanyahu avrebbe ceduto alle sollecitazioni di Trump sulla pace con i palestinesi, essendo riuscito finora a resistere a ogni tentativo in tal senso.</p>



<p>Il perché lo riprendiamo da un titolo di <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-06-24/ty-article/.premium/trump-knows-he-did-israel-a-huge-favor-in-iran-will-netanyahu-pay-back-with-a-gaza-deal/00000197-a349-d5d0-a7b7-b3e9d1f80000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Trump sa di aver fatto un enorme favore a Israele in Iran. Netanyahu ricambierà con un accordo su Gaza?&#8221; Quale sarebbe questo favore? Semplice: gli ha dato l&#8217;opportunità di poter dichiarare vinta una guerra persa.</p>



<p>Infatti, se l&#8217;America non fosse intervenuta, Israele avrebbe ceduto. E non a lungo termine, ma a breve. Semplicemente non poteva permettersi la continua pioggia di missili, al contrario di Teheran, la cui popolazione è abituata a eventi traumatici.</p>



<p>Ed è più che probabile che il titolo di Haaretz sia errato nella tempistica: cioè più che di un intervento che dovrebbe essere ricambiato, è probabile che ci sia stato un accordo previo, più o meno mediato e indiretto, per cui Trump si impegnava a togliere le castagne dal fuoco al genocida israeliano lanciatosi in quell&#8217;improvvida avventura bellica in cambio della pace su Gaza.</p>



<p>Ciò spiegherebbe anche la tempistica affrettata dei bombardamenti Usa. Va ricordato che Trump la settimana scorsa aveva annunciato due settimane di riflessione per decidere se bombardare o meno.</p>



<p>Annuncio che, come avevamo scritto, ha mandato su tutte le furie i falchi anti-iraniani americani e deve aver sprofondato nella prostrazione più profonda Netanayhu, che non solo vedeva lo spettro di altre due settimane di pioggia di missili su Tel Aviv, ma anche quello delle ricadute politiche del distacco palesato da Washington, che in Israele e nel più ampio consesso ebraico globale risultano fatali.</p>



<p>Probabilmente, dopo tale annuncio, attraverso i canali di comunicazione che si affollano tra Tel Aviv e Washington, Netanyahu deve aver comunicato a Trump di essere pronto alla resa su Gaza in cambio della vittoria sull&#8217;Iran, che però doveva affrettarsi. Da cui l&#8217;attacco anticipato, più o meno spettacolare, più o meno concordato con Teheran, più o meno folcloristico, sul nucleare iraniano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Incognite</h2>



<p>Si tratta ora di vedere se i patti saranno rispettati, anche perché le incognite sono davvero tante. Perché nei patti c&#8217;è anche l&#8217;ampiamento dei Paesi che dovrebbero aderire agli accordi di Abramo, altro sviluppo che Netanyahu potrà vantare come una vittoria personale, che però vedono l&#8217;incognita sull&#8217;adesione di alcuni di essi &#8211; ad esempio l&#8217;Arabia Saudita &#8211; che aderiranno solo se nell&#8217;accordo su Gaza ci sarà una prospettiva per lo Stato palestinese (non perché gli interessi, ma perché non possono inimicarsi la masse arabe). Un vero anatema per quasi tutta la politica israeliana.</p>



<p>C&#8217;è poi l&#8217;incognita sul peso effettivo che avrebbe la grazia a Netanyahu, se cioè un diniego della stessa, che potrebbe darsi, farebbe saltare tutto. Infine, e solo per enunciare le incognite più rilevanti, se terrà la narrazione sull&#8217;eliminazione completa del nucleare iraniano, messa in discussione da tanti (ieri anche dalla fantomatica <a href="https://www.open.online/2025/06/26/iran-israele-usa-nucleare-aggiornamenti-26-giugno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligence europea, </a>un club ricreativo in cui gli agenti delle intelligence europee, quelle dei paesi membri, ciascuna gelosa del proprio lavoro, vanno a prendersi un tè).</p>



<p>Una narrazione che vacilla anche perché l&#8217;Iran giustamente ribadisce i suoi diritti sul nucleare civile e, anche per legittima dignità nazionale, minimizza i danni subiti alle sue strutture (che poi è vero). Per fortuna ieri il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, la mente più lucida del Paese, ha dichiarato che i danni sono &#8220;seri&#8221;. Se la narrazione cade, la criticità iraniana può esplodere nuovamente, mandando all&#8217;aria tutto. Da ultimo, resta da vedere se Netanyahu terrà fede ai patti: fidarsi del genocida di Tel Aviv, peraltro mal accompagnato, è arduo.</p>



<p>Comunque, e al netto del fatto che finora non si è visto nulla, l&#8217;accordo di cui sopra &#8211; e qualche sviluppo conseguente riservato &#8211; spiega la fiducia manifestata ieri da Trump su un possibile accordo su Gaza.</p>



<p>Fiducia che fa il paio con le <a href="https://www.dropsitenews.com/p/gaza-ceasefire-israel-iran-bahbah-trump-netanyahu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> di Bishara Bahbah, l&#8217;imprenditore palestinese americano, presidente di <em>Arab american for peace</em>, che accompagna in via riservata il lavoro dell&#8217;inviato presidenziale Steve Witkoff: &#8220;Se Dio vuole, il cessate il fuoco potrebbe essere raggiunto in pochi giorni. Sono ottimista&#8221;.</p>



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		<item>
		<title>L&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran è una guerra preventiva come quella di Bush contro l&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lattacco-israeliano-alliran-e-una-guerra-preventiva-come-quella-di-bush-contro-liraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 15:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" /></p>
<p>I Paesi europei giustificano il silenzio con l'oscura minaccia della bomba iraniana. Ma i rapporti dell'Aiea dicono altro. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-israeliano-alliran-e-una-guerra-preventiva-come-quella-di-bush-contro-liraq.html">L&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran è una guerra preventiva come quella di Bush contro l&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Gli ayatollah non possono avere la bomba atomica. Questo il mantra con cui gli Stati Uniti e i Paesi europei giustificano il fatto di essersi schierati a favore dell&#8217;aggressione di Israele all&#8217;Iran. <br><br>Così come gli israeliani parlano di questo attacco come &#8220;la mossa per prevenire la nostra distruzione&#8221; (cfr Danny Danon, ambasciatore di Israele all&#8217;Onu). Vediamo di scorporare le due posizioni. Su questo tema, pur con tutta la necessaria comprensione per le giustificate preoccupazioni del popolo di Israele a fronte di un avversario che non ha mai smesso di auspicare la sparizione dello Stato ebraico, dei dirigenti israeliani non ci si può fidare. La loro idea di sicurezza nazionale è basata sull&#8217;insicurezza dei vicini. E <strong>Benjamin Netanyahu</strong> già dieci anni fa, <a href="https://www.youtube.com/live/wRf1cdw4IAY?si=1ux11oJtRgpHbcYp">tenendo un discorso a un Congresso americano plaudente</a>, giurava e spergiurava che l&#8217;Iran era a un millimetro dalla bomba atomica. Poche settimane dopo Barack Obama avrebbe firmato con l&#8217;Iran l&#8217;accordo sul nucleare che prevedeva il ritiro delle sanzioni contro Teheran, mentre l&#8217;Iran accettava di eliminare le riserve di uranio a medio arricchimento, di tagliare del 98% le riserve di uranio a basso arricchimento e di ridurre di due terzi le sua centrifughe a gas per tredici anni. Accordo che funzionava per tutti i protagonisti dell&#8217;epoca, ovvero <strong>i Paesi del P5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito più la Germania), la Ue e l&#8217;Aiea, l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica dell&#8217;Onu.</strong> Netanyahu era l&#8217;unico a criticare l&#8217;accordo. L&#8217;unico fino all&#8217;arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, che nel 2018 disdisse unilateralmente l&#8217;accordo.</p>



<p>E poi ci sono i Paesi europei che, come si diceva, lasciano cadere questa specie di oscuro monito sulla bomba iraniana. Su questo tema, però, c&#8217;è una sola cosa che fa testo: <strong>le due relazioni che l&#8217;Aiea ha desecretato nei giorni scorsi.</strong> Relazioni che, peraltro, sono state approvate dal board dei governatori non certo all&#8217;unanimità: 19 sì, 13 astenuti, 3 no. Queste relazioni <strong><a href="https://www.iaea.org/newscenter/focus/iran/iaea-and-iran-iaea-board-reports">(che si possono leggere qui)</a></strong> in nessun passo parlano di un <em>clear and present danger</em> a proposito di una bomba atomica iraniana. E questo è bene saperlo.</p>



<p>Ciò non vuol dire che gli ispettori dell&#8217;Aiea non muovano critiche anche severe e preoccupate al comportamento degli iraniani. Ecco le principali: <strong>scarsa collaborazione ai controlli dell&#8217;Aiea</strong>, che peraltro rispondono ad accordi internazionali; <strong>movimenti sospetti in diversi siti nucleari</strong>, che agli occhi degli ispettori sono risultati &#8220;sanitarizzati&#8221; (ovvero ripuliti e resi innocenti) prima delle loro ispezioni; <strong>e soprattutto la presenza di 166,6 chili di uranio arricchito al 60%</strong> (per la bomba l&#8217;uranio deve essere arricchito all&#8217;85%; Little Boy, la bomba sganciata su Hiroshima, conteneva 64 chili di uranio), caso unico al mondo tra i Paesi che non detengono l&#8217;arma nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;operazione di regime change</h2>



<p>A quali conclusioni possiamo dunque arrivare? La prima è che <strong>certamente la condotta delle autorità iraniane è stata sospetta </strong>e, insieme con le ripetute dichiarazioni di non voler rinunciare all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, autorizzava a pensare che volessero arrivare a una quantità di uranio arricchito tale da consentire loro, nella migliore delle ipotesi, una trattativa da una posizione di maggiore forza. Nella peggiore, di arrivare in futuro a costruire una bomba nucleare.</p>



<p>La seconda conclusione è invece questa: l&#8217;attacco israeliano non è la reazione a un pericolo ma una guerra preventiva rispetto a un pericolo ipotetico, forse probabile, ma non presente. Identica alla guerra preventiva di <strong>George Bush</strong> contro le armi di distruzione di massa dell&#8217;Iraq nel 20023, con l&#8217;unica (non secondaria) differenza che Bush aveva raccontato balle in toto mentre Netanyahu, dopo anni e anni di balle totali, <strong>adesso qualche giustificazione può accamparla.</strong> In più ci sono le modalità di questo attacco, che non ha preso di mira solo gli impianti nucleari ma anche le infrastrutture essenziali della difesa iraniana ed è stata accompagnata dalla strage sistematica dei vertici militari, politici e scientifici del Paese. Una vera operazione di <em>regime change</em>, di nuovo molto simile all&#8217;invasione anglo-americana dell&#8217;Iraq.  È vero che l&#8217;Europa, come protagonista nelle grandi crisi internazionali, non ha nulla da dire, non esiste, <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-iran-anche-in-questa-crisi-la-pusillanime-europa-e-ininfluente.html">come ha ben sottolineato Andrea Muratore nelle nostre pagine.</a> Ma accampare inesistenti urgenze per giustificare l&#8217;ennesima guerra preventiva, avendo tra l&#8217;altro alle spalle gli splendidi risultati della campagna irachena, è quasi patetico.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-israeliano-alliran-e-una-guerra-preventiva-come-quella-di-bush-contro-liraq.html">L&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran è una guerra preventiva come quella di Bush contro l&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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