“Siamo in guerra per conto di Israele”: l’ammissione nero su bianco del Dipartimento di Stato Usa
Il Dipartimento di Stato ha ammesso che gli Stati Uniti sono entrati in guerra contro l'Iran su richiesta di Israele
Il Dipartimento di Stato ha ammesso che gli Stati Uniti sono entrati in guerra contro l'Iran su richiesta di Israele
La coalizione di Netanyahu appare in difficoltà, l'opposizione recupera soprattutto con il nuovo partito Yashar. Ma il ruolo di king maker potrebbe spettare ai partiti arabi
L’invito di Peter Magyar a Benjamin Netanyahu è un atto politico di grande portata, una sfida aperta alla Corte Penale Internazionale.
Il concetto di terrorismo resta ambiguo e viene spesso usato in modo strumentale nei conflitti internazionali.
Le zone cuscinetto israeliane in Libano, Siria, Gaza e Cisgiordania, presentate come una semplice misura di sicurezza, fanno parte di una strategia che alimenta l’espansione territoriale e consolida uno stato di guerra permanente nella regione.
Netanyahu rivela che il vicepresidente Vance lo aggiorna quotidianamente: scoppia il caso dell'influenza israeliana negli Usa
Israele è in guerra con tutto il Libano dicendo di combattere solo Hezbollah, il Partito di Dio alza la posta nello scontro e la mediazione tra Tel Aviv e Beirut operata dagli Stati Uniti inizia oggi in un contesto paradossale, con alle spalle una guerra di oltre un mese che ha provocato oltre 2mila morti.
La Cina usa la mediazione sull’Iran per favorire il vertice con Trump e ottenere concessioni su dazi e Taiwan.
Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra.
Yair Lapid, leader dell'opposizione in Israele, attacca Netanyahu dopo l'annuncio di cessate il fuoco di due settimane. "Un disastro politico"
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