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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 24 Jun 2026 16:32:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dalla Bosnia alla Siria: Turchia-Israele, la sfida infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La sfida geopolitica tra Israele e Turchia prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>sfida geopolitica tra Israele e Turchia</strong> prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, <strong>Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu</strong> muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra essere indirizzata e, anche se l&#8217;ipotesi di un conflitto aperto tra Ankara e Tel Aviv appare remoto e frenato da diverse questioni come il comune legame strategico con gli Usa, sicuramente è ormai a viso aperto in corso una <strong>partita di potere</strong> che tocca un arco di crisi esteso dal Corno d&#8217;Africa all&#8217;Europa orientale.</p>



<p>Le ultime settimane hanno conosciuto un climax ascendente. Nei giorni scorsi si sono aggiunti tre elementi chiave. Primo: nuove incursioni israeliane in Siria nell&#8217;area di Tel Abu Qubais, con l&#8217;obiettivo di creare una zona di sicurezza a Sud nel Paese guidato da Ahmad al-Sharaa, stretto alleato e protegé dei turchi che ne hanno sostenuto l&#8217;ascesa a Damasco durante la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024. Secondo tema: la svolta di <strong>Erdogan sul Libano, che Ankara ha inserito nel suo perimetro di sicurezza</strong>.</p>



<p>Criticando i raid israeliani dopo la firma del cessate il fuoco Usa-Iran e contestando l&#8217;ambizione di Tel Aviv di espandersi in Libano, Erdogan ha dichiarato che la sicurezza della Turchia passa da Beirut. &#8220;Ankara sospetta che l&#8217;influenza israeliana sia stata alla base dello storico accordo di delimitazione marittima siglato dal Libano con Cipro nel novembre 2025, che apre la strada alla potenziale esplorazione di giacimenti di gas offshore e alla cooperazione energetica nel Mediterraneo&#8221;,<a href="https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20260620-lebanon-becomes-latest-battleground-in-turkish-israeli-tensions"> nota Rfi. </a>Per la Turchia, un Libano egemonizzato da Israele amplierebbe il cordone sanitario regionale. </p>



<p><strong>Israele ha rilanciato nei Balcani</strong><a href="https://www.agenzianova.com/a/6a3a0e3564bf08.52785119/7527549/2026-06-22/bosnia-israele-stampa-bosniaca-cvijanovic-partecipa-a-incontri-ufficiali-con-bandiera-serba">: Zeljka Cvijanović, </a>membro serbo della presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina, ha visitato Israele incontrando Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar utilizzando, negli incontri, solo la bandiera della Repubblica Srpska che rappresenta. Rinfocolando retoricamente il separatismo dei serbo-bosniaci, ritenuto a lungo un fattore di instabilità potenziale in un&#8217;area di pertinenza strategica per la Turchia ove Israele conta già una solida alleanza con la Grecia, rivale di Ankara, e corteggia l&#8217;Albania, altro Paese spesso vicino a Ankara sul piano geopolitico.</p>



<p>Il leader storico dei serbo-bosniaci, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-885647">Milorad Dodik, ha detto al Jerusalem Post che la Srpska è &#8220;l&#8217;Israele dei Balcani&#8221;.</a> Una mossa che lascia presagire nuovi rafforzamenti politici dei rapporti bilaterali. La tentazione di Israele di soffiare sui fuochi separatisti in funzione anti-turca non è nuova: si è vista anche in<a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html" type="post" id="520598"> <strong>Somaliland, Paese che di recente ha aperto la sua ambasciata a Gerusalemme</strong></a> in sfida aperta al governo centrale della Somalia sostenuto da Ankara che attraverso Mogadiscio si proietta oltre il Mar Rosso e sull&#8217;Oceano Indiano. Tutto lascia presagire che <strong>Israele e Turchia stiano preparando una rete di pesi e contrappesi</strong> capaci di fungere da leva nei propri confronti e poteri frenanti verso gli avversari in caso di futuro peggioramento del quadro multilaterale. Potenze con volontà egemoniche, guidate da leader spregiudicati e in cerca di alleati e satelliti, Ankara e Tel Aviv sanno che l&#8217;ora di una qualche forma di scontro potrebbe avvicinarsi. E non vogliono lasciare nulla di intentato per costruirsi le reti necessarie a premunirsi da ogni minaccia.</p>
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		<item>
		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca è stretta tra le pressioni di Israele per il Libano e quelle dell'Iran dopo la firma del Memorandum. Difficile uscirne. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si trovasse in mare dalle parti del Golfo Persico, alla radio di bordo potrebbe ricevere questo messaggio, inviato dalle Guardie della rivoluzione iraniane: &#8220;Poiché il ritiro delle forze israeliane dal Libano, la completa revoca del blocco marittimo e il ritiro delle forze terroristiche americane dal Golfo Persico e dalla regione sono le condizioni principali dell&#8217;accordo tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti, <strong>lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando queste condizioni non saranno soddisfatte. </strong>Al fine di garantire la sicurezza, si consiglia a tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave o nave militare che violi questa indicazione sarà attaccata&#8221;. A stretto giro di posta i comandi dell&#8217;IDF (le forze armate di Israele) hanno risposto: &#8220;I nostri attacchi in Libano continueranno fino a quando sarà necessario. Distruggeremo l&#8217;infrastruttura di Hezbollah in Libano. <strong>Non ci sono limitazioni all&#8217;eliminazione delle minacce provenienti dal Libano&#8221;.</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz quindi torna a chiudersi e Israele, come del resto aveva annunciato nei giorni scorsi Benjamin Netanyahu, si tiene la libertà di colpire dove e quando vuole, a dispetto della banale e brutale verità annunciata da Donald Trump al capo del governo dello Stato ebraico: &#8220;Siamo l&#8217;unico alleato che avete&#8221;. E anche a dispetto dei propri annunci: gli stessi comandi dell&#8217;IDF avevano annunciato, in mattinata, un cessate il fuoco in Libano a partire dalle ore 16 locali. Così si realizza la situazione peggiore per la Casa Bianca, che <a href="https://t.me/letteradamosca/36236">nel Memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Iran </a>aveva accettato di includere il Libano nei patti del cessate il fuoco (&#8220;Cessate il fuoco immediato e permanente tra Stati Uniti, Iran e i loro alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con il rifiuto di entrambe le parti di future azioni militari e la garanzia della sovranità del Libano), a quanto pare convinta di poter fermare Netanyahu. Calcolo errato, perché Netanyahu non può permettersi, in vista delle elezioni politiche, di perdere terreno nei confronti di chi lo critica &#8220;da sinistra&#8221; (in realtà una destra più presentabile, quella della coalizione <strong>Yair Lapid</strong> &#8211; <strong>Naftali Bennett</strong>) e soprattutto &#8220;da destra&#8221;, dal fronte estremista e razzista di <strong>Itamar Ben Gvir </strong>(il partito di <strong>Bezalel Smotrich</strong>, secondo gli ultimi sondaggi, non supererebbe la soglia di sbarramento), quello che oggi invita a &#8220;bruciare il Libano&#8221; e a far piangere mille madri libanesi (libanesi, si badi bene, non di Hezbollah) per ogni lacrima versata da una madre israeliana, che potrebbe &#8220;rubargli&#8221; quel tanto di voti da sottrargli la maggioranza in Parlamento. Finché spara, Netanyahu può dire che non è finita. Se smette di sparare è invece finito lui. La stessa identica condizione, a ben vedere, in cui si trova Hezbollah in Libano.</p>



<p><strong>Resta il fatto che oggi Donald Trump è esposto a un duplice ricatto.</strong> Da un lato Israele, a cui il patrocinio Usa va bene finché opera come un pozzo di San Patrizio pieno di armi, denaro e appoggio politico, ma diventa insopportabile quando cerca di porre condizioni. Dall&#8217;altro l&#8217;Iran che, accettato un Memorandum che quasi tutti (a tratti anche esagerando, a nostro parere) hanno letto come un&#8217;ammissione di sconfitta degli Usa, può pretenderne l&#8217;attuazione alla lettera, sfidando la Casa Bianca a riprendere una guerra che ha a dir poco disturbato tutti i Paesi del Medio Oriente, gran parte dei Paesi dell&#8217;Asia (solo la Cina ride sotto i baffi) e l&#8217;intera Europa. <strong>Due ricatti tra l&#8217;altro che, esercitandosi a spese di un terzo, si sostengono a vicenda: </strong>se Israele spara, l&#8217;Iran può tirare per la giacca gli Usa e accusarli di non volere o non potere mantenere i patti; se a sparare è Hezbollah, o è l&#8217;Iran a bloccare la navigazione, Israele (e la sua lobby americana) possono ripetere a Trump che il Memorandum è stato un errore clamoroso. In tutti i casi politicamente paga Pantalone, ovvero Trump, che a novembre ha lo stesso problema che ha in ottobre Netnyahu: un <em>all in</em> elettorale più che insidioso.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html">Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Gerusalemme apre l&#8217;ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d&#8217;Africa e sul Mar Rosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno inaugurato l'ambasciata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html">A Gerusalemme apre l&#8217;ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d&#8217;Africa e sul Mar Rosso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di lunedì 15 giugno il <strong>presidente del <a href="https://it.insideover.com/difesa/somaliland-riconosciuto-da-israele-il-micro-stato-che-ridisegna-gli-equilibri-tra-mar-rosso-e-golfo-di-aden.html#google_vignette">Somaliland, </a>Abdirahman Mohamed Abdullahi</strong>, e il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa&#8217;ar, hanno inaugurato l&#8217;ambasciata del piccolo Stato del Corno d&#8217;Africa secessionista dalla Somalia, riconosciuto dal governo di Benjamin Netanyahu nel dicembre 2025. La mossa, che corona una serie d&#8217;incontri condotti da Abdullahi con le autorità israeliane, a partire dal presidente Isaac Herzog, mostra l&#8217;ampiezza delle ambizioni israeliane per la regione del Corno d&#8217;Africa e del Mar Rosso ove Tel Aviv ha una solida proiezione politica, diplomatica e, in prospettiva, militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asse Israele-Somaliland </h2>



<p>Il Somaliland è andato direttamente alla porta principale, <strong>aprendo l&#8217;ambasciata a Gerusalemme riconosciuta solo da pochi Stati, tra cui gli Usa, capitale di Israele. </strong>Ora a questi si aggiunge una repubblica che si è staccata di fatto dalla Somalia nel 1991 e ha goduto da allora di una solida stabilità interna, contrapposta al caos del Paese-madre, senza però mai ricevere alcun riconoscimento internazionale come Stato sovrano. Per il Paese che controlla il territorio dell&#8217;ex Somalia britannica la sponda israeliana è stata decisiva, e questo si inserisce in una partita a più livelli per la proiezione regionale. Mentre su altri teatri, dal Libano all&#8217;Iran, la strategia israeliana cozza con i vincoli imposti dal negoziato guidato dagli Usa e dal sovraccarico di impegni militari, nel Corno d&#8217;Africa c&#8217;è una strategia tutta da costruire per amplificare la potenza dello Stato Ebraico. E il Somaliland non entra causalmente nell&#8217;equazione. Tutt&#8217;altro.</p>



<p>Inserirsi nella regione vorrebbe dire avere una sponda sul Golfo di Aden, a pochi passi dallo Yemen ove rimangono forti gli Houthi, nemici di Israele, che hanno in passato usato la leva militare per interdire i traffici marittimi nello stretto di Bab el-Mandeb, porta tra Oceano Indiano e Mar Rosso, da cui è dipendente il 10% del commercio globale. Tel Aviv e Hargeisa possono fare sponda per consegnare a Israele una <strong>posizione più rilevante in loco</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi di Israele</h2>



<p><a href="https://fmes-france.org/the-red-sea-power-game-israels-recognition-of-somaliland-and-the-contest-for-influence-in-the-horn-of-africa/">La Fondazione Mediterranea di Studi Strategici (Fmes),</a> centro studi francese, ha parlato di un &#8220;pivot to Africa&#8221; del governo di Benjamin Netanyahu, sottolineando come un inserimento in Somaliland consentirebbe alle forze armate israeliane di &#8220;raccogliere informazioni in tempo reale, condurre sorveglianza con droni e rispondere rapidamente agli attacchi missilistici o con droni degli Houthi&#8221;. Inoltre, <strong>si potrebbe marcare a uomo la Turchia, stanziata in Somalia</strong>, e contribuire a un rafforzamento del partenariato con gli Emirati Arabi Uniti, che non riconoscono il Somaliland ma ne controllano il porto principale, Berbera. Aprendo ulteriormente la prospettiva, si potrebbe parlare di un quadrilatero esteso all&#8217;Etiopia, che teme le turbolenze della Somalia e mira a fare di Berbera il suo punto d&#8217;accesso al mare per non dipendere dalle intemperanze dell&#8217;Eritrea.</p>



<p>Per il Somaliland &#8220;il riconoscimento diplomatico da parte di Israele fornisce il livello politico che completa gli investimenti di capitale degli Emirati Arabi Uniti e la ricerca da parte dell&#8217;Etiopia di un accesso marittimo&#8221;, aggiunge la Fmes. Le prospettive sistemiche parlano, dunque, di grandi manovre tra diplomazia e politica dove Somaliland e Israele si sono reciprocamente utili. E Tel Aviv ottiene nuovi spazi di proiezione per competere in un grande gioco tra Medio Oriente, Mar Rosso e Africa<a href="https://www.timesofisrael.com/visiting-somaliland-president-opens-embassy-in-jerusalem/"> sempre più articolato e spericolato.</a></p>



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		<title>Hormuz, sanzioni e Libano: gli ultimi ostacoli per un accordo Usa-Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I negoziati Usa-Iran sono nuovamente a un passo dalla conclusione, dice Donald Trump, mentre da Teheran prendono tempo e si resta fermi alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Abbas Araghchi secondo cui l&#8217;Iran sta &#8220;esaminando&#8221; l&#8217;accordo. Il negoziato mediato dal Pakistan sembra &#8220;Il Giorno della Marmotta&#8221;, film in cui il protagonista si trova condannato a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html">Hormuz, sanzioni e Libano: gli ultimi ostacoli per un accordo Usa-Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>I negoziati Usa-Iran </strong>sono nuovamente a un passo dalla conclusione, dice <strong>Donald Trump</strong>, mentre da Teheran prendono tempo e si resta fermi alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri<a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-iran-usa-araghchi-rassicura-e-trump-ne-rilancia-il-post.html" type="post" id="520340"> <strong>Abbas Araghchi </strong></a>secondo cui l&#8217;Iran sta &#8220;esaminando&#8221; l&#8217;accordo. Il negoziato mediato dal Pakistan sembra &#8220;Il Giorno della Marmotta&#8221;, film in cui il protagonista si trova condannato a svegliarsi sempre nella stessa giornata ciclica: gli accordi avanzano, una sintonia sembra trovarsi, gli Usa annunciano (questa volta in sinergia con lo stesso Pakistan) che si è all&#8217;ultimo miglio, emerge il <strong>prevedibile disappunto di Israele</strong>, tutto poi torna nell&#8217;incertezza. Spesso magari con provvidenziali incidenti a sabotare i percorsi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa manca nei negoziati Usa-Iran</h2>



<p>La verità politica, però, è che dall&#8217;8 aprile, data del cessate il fuoco che ha ridotto d&#8217;intensità le tensioni e frenato la Terza Guerra del Golfo, sono poche e ben precise le questioni su cui Usa e Iran devono ancora trovare un&#8217;intesa. Ma sono questioni, ovviamente, dirimenti e decisive. Si parte dalla <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz,</strong> su cui Teheran ha di fatto imposto una proiezione sovrana, e si passa alla contropartita dello <strong>sblocco degli asset iraniani congelati dalle soffocanti sanzioni Usa,</strong> che la Repubblica Islamica chiederebbe di iniziare a scongelare. In mezzo, la grande partita del <strong>Libano,</strong> il cui conflitto per Teheran è unico con quello che la coinvolge direttamente e in cui l&#8217;Iran chiede agli Usa di pressare su Israele perché fermino gli attacchi a Hezbollah. Prospettiva questa assai invisa a Benjamin Netanyahu e criticata, soprattutto, dal ministro degli Esteri libanese Joe Rajji, che nonostante tre mesi di attacchi e quasi 4mila morti ha detto ad Araghchi che &#8220;non accettiamo che nessuno negozi per nostro conto o firmi accordi a nostro nome&#8221; parlando a Le Figaro</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇧 NEW: Lebanon Foreign Minister Joe Raggi insists the “Lebanon issue must be separated from the Iran issue,” rejecting any efforts from Iran to stop Israeli attacks on Beirut’s behalf.<br><br>“We do not accept that anyone negotiate on our behalf or sign agreements in our name. That… <a href="https://t.co/xBGGPePw5H">pic.twitter.com/xBGGPePw5H</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2065857876976194008?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Trump cerca risultati prima del G7</h2>



<p>Il risultato positivo che per ora sembra acquisito è la comune volontà di <strong>rimandare a negoziati più lunghi e tecnici</strong> il futuro assetto del dossier nucleare e di aprire a un&#8217;eventuale fase di accordo concretizzando dei risultati ritenuti basilari per una pace credibile. Qui si inserisce il fattore tempo. Trump ha bisogno di risultati. La giornata del 14 giugno, con le celebrazioni del Giorno della Bandiera (e del compleanno del presidente&#8230;) precede la tre giorni del <strong>G7 in Francia a cui gli Usa intendono arrivare con un percorso avviato</strong> verso l&#8217;uscita da un angolo in cui si sono problematicamente cacciati lanciando la guerra il 28 febbraio scorso. Possiamo dirlo: la <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> risultati alla mano, non è stata una vittoria americana e israeliana e la questione di Hormuz e del danno alla credibilità Usa peserà come un macigno negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le linee rosse di Israele</h2>



<p>In un certo senso, le stesse trattative lo hanno confermato: a giugno 2025 Trump, al termine della guerra dei dodici giorni, rivendicava che gli Usa avevano smantellato siti nucleari e programma di arricchimento di Teheran. Ora è stabilito che l&#8217;uranio esiste ancora e sarà al centro di specifici negoziati. Si parlava di smantellamento del regime e della capacità combattiva dell&#8217;Iran che, pur avendo subito gravi danni, resta in piedi. E nonostante i &#8220;falchi&#8221; dell&#8217;Iran guardino con sospetto a ogni accordo, è bene sottolineare che <strong>la fase di negoziato sta per ora risparmiando un tema chiamato all&#8217;inizio della guerra</strong> tra le <strong>motivazioni per l&#8217;attacco,</strong> ovvero l&#8217;obiettivo di smantellare il programma missilistico e balistico di Teheran, con cui può colpire i Paesi della regione in generale e Israele in particolare, e la rete di supporto agli alleati regionali. Su questi temi Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha pungolato Trump con un post su X</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">נשיא ארה&quot;ב מוביל בימים אלה להסכם עם איראן מתוך ראיית האינטרסים האמריקאים, ובהם גם האינטרס המשותף עם ישראל &#8211; למנוע מאיראן נשק גרעיני &#8211; ואנו מצפים שיעמוד על העיקרון הזה ועקרונות נוספים בתחום הטילים ושלוחי הטרור.<br><br>ביחד הנחתנו על איראן מכות קשות שהסיגו את יכולותיה שנים רבות לאחור.…</p>&mdash; ישראל כ”ץ Israel Katz (@Israel_katz) <a href="https://x.com/Israel_katz/status/2065439514743435667?ref_src=twsrc%5Etfw">June 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Katz in sostanza si inserisce in una situazione di negoziato ambigua in cui una bozza definitiva di accordo credibile ancora non c&#8217;è, una roadmap concordata solo a monte deve capire come verrà applicata a valle e Israele può sfruttare l&#8217;asimmetria della sua posizione: <strong>belligerante ma fuori dai negoziati, può alzare l&#8217;asticella dello scontro,</strong> come successo in Libano settimana scorsa, per testare quanto effettivamente un accordo sia vicino e eventualmente condizionarne uno a essa ostile. La questione missilistica è remota per Trump ma vitale per Israele, e in Libano Tel Aviv continua a colpire. <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/6/14/iran-war-live-trump-says-deal-to-be-signed-today-as-tehran-urges-caution">Nel frattempo, nota Al Jazeera,</a> &#8220;gli Stati Uniti e l&#8217;Iran sembrano mescolare le disposizioni del memorandum d&#8217;intesa con i loro obiettivi finali nel tentativo di rendere l&#8217;accordo più appetibile&#8221; e si torna, nuovamente, a quell&#8217;ultimo miglio prima della firma tante volte attraversato e che per ora Usa e Iran non hanno ancora potuto completare. Sarà questa la volta buona? I problemi da risolvere sono noti, la volontà politica sembra esserci, il nodo sarà la concretezza oltre la spinta di una fastidiosa &#8220;annuncite&#8221;.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html">Hormuz, sanzioni e Libano: gli ultimi ostacoli per un accordo Usa-Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto di Scottish Sport for Palestine rivela come FIFA e UEFA stiano normalizzando l'occupazione israeliana in Cisgiordania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html">Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Ha da poco preso il via uno dei Mondiali più controversi della storia</strong> – segnato da prezzi inaccessibili, pratiche di esclusione, discriminazione razziale e violazioni dei diritti umani – e le polemiche attorno all’evento potrebbero non essere l’unica fonte di preoccupazione per le grandi federazioni calcistiche. Un’indagine squarcia infatti il velo di neutralità ostentato dai vertici del calcio mondiale, rivelando come FIFA e UEFA stiano attuando <strong>un&#8217;operazione di normalizzazione del furto – da parte di Israele – di terre palestinesi e siriane</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il rapporto, <a href="https://www.scottishsportforpalestine.co.uk/reports-articles/beyond-the-green-line-israeli-settlement-clubs-in-occupied-palestine">intitolato <em>Beyond the green line. Israeli settlement clubs in Occupied Palestine</em></a><em>, </em>è stato redatto dall’organizzazione scozzese <strong>Scottish Sport for Palestine</strong>, un gruppo di pressione – nato all&#8217;inizio del 2024 – che si propone di contrastare l&#8217;influenza del sionismo nello sport scozzese, promuovendo azioni di sensibilizzazione, mobilitazione e <em>advocacy </em>a sostegno della causa palestinese. La denuncia che emerge dall’analisi è chiara: dietro la retorica dell&#8217;inclusività, si nasconde una strategia di <em>sportswashing</em> che trasforma i club degli insediamenti illegali e il calcio stesso in veri e propri strumenti politici per la cancellazione di un intero popolo<strong>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il motore dell’occupazione: gli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi&nbsp;</strong></h2>



<p>Dal 1967 Israele occupa illegalmente Gaza – per quanto formalmente abbia completato il ritiro dei coloni e delle forze di sicurezza dalla Striscia nel 2005 –, la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e le alture siriane del Golan<strong>. L’obiettivo dichiarato è quello di dar vita al Grande Eretz Israel,</strong> la Grande Terra di Israele, a dispetto di quanto stabilito dal diritto internazionale. Secondo Michael Lynk – dal 2016 al 2022 Relatore Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati –<strong> il motore dell’occupazione è rappresentato dagli insediamenti</strong>, comunità civili – create o sostenute da autorità politiche e militari israeliane – che comprendono abitazioni, strutture economiche, infrastrutture di collegamento, terreni agricoli e spazi ricreativi, come gli impianti sportivi.</p>



<p>A sancire la loro natura contraria al diritto internazionale sono stati il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Corte internazionale di giustizia, l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Comitato internazionale della Croce Rossa e l&#8217;Unione Europea che hanno ribadito con chiarezza come<strong> gli insediamenti israeliani costituiscano una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra</strong>. Nel tempo, il diritto internazionale umanitario e il diritto penale internazionale ne hanno ulteriormente qualificato l’illiceità, configurandoli come <strong>crimini di guerra.</strong> Eppure, nonostante le evidenze legali, gli insediamenti <strong>hanno continuato a moltiplicarsi e prosperare,</strong> in gran parte grazie all&#8217;impunità loro concessa dall&#8217;Europa e dal Nord America.</p>



<p>Stando agli ultimi dati disponibili, solo in Cisgiordania e Gerusalemme Est sarebbero circa 160 gli insediamenti ufficiali e almeno 196 gli avamposti, nuclei più piccoli, spesso nati come iniziative “dal basso” di gruppi di coloni, costruiti senza autorizzazione formale e in violazione della stessa legge israeliana. <strong>L’espansione coloniale prosegue con crescente intensità </strong>anche su pressione di ministri di estrema destra come Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Quello di Benjamin Netanyahu è infatti uno dei governi che ha approvato<strong>il maggior numero di nuovi insediamenti e avamposti,</strong> a un ritmo senza precedenti negli ultimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dai campi coltivati ai campi da calcio dei coloni&nbsp;</strong></h2>



<p>Mentre la macchina di annientamento israeliana in azione a Gaza ha portato all’<strong>uccisione di più di mille atleti palestinesi</strong>, il calcio serve ad attirare nuovi coloni negli insediamenti illegali con la promessa di servizi ricreativi di alto livello, in palese violazione del diritto internazionale. Nella Cisgiordania occupata si contano <strong>dieci squadre israeliane che operano illegalmente all&#8217;interno degli insediamenti,</strong> oltre a tre club attivi nelle alture del Golan.</p>



<p>«Questa è la nostra terra. La usavamo per coltivare e guadagnarci da vivere. Se la sono presa, noi non possiamo usarla, e invece i coloni ci giocano a calcio», dichiarava nel 2016 Salah al-Qurt, membro di una delle due famiglie proprietarie del terreno su cui è stato illegalmente costruito il campo del Beitar Givat Ze&#8217;ev Football Club, <a href="https://www.nytimes.com/2016/09/25/world/middleeast/israeli-palestinian-soccer-west-bank.html">in un’intervista al New York Times</a>. Già in quell’anno Human Rights Watch aveva segnalato l&#8217;esistenza di nove club calcistici israeliani illegali situati su territorio palestinese oltre il confine dell&#8217;armistizio del 1949 – comunemente noto come &#8220;Linea Verde&#8221; – in Cisgiordania.&nbsp;</p>



<p>Secondo il report dello Scottish Sport for Palestine, sotto la guida del presidente della FIFA Gianni Infantino e del presidente della UEFA Aleksander Čeferin – i cui mandati sono iniziati proprio nel 2016 –, <strong>tali club sono cresciuti in numero, dimensioni e prestigio</strong>. Questo ha contribuito a <strong>normalizzare l’occupazione e a implementare un sistema di apartheid</strong> contro i palestinesi attraverso strutture sportive costruite sulle loro terre e un’economia calcistica dalla quale i palestinesi non possono trarre alcun beneficio.</p>



<p>Da allora nessuna delle due federazioni internazionali ha agito in modo decisivo per bandire i club israeliani e sospendere Israel FA, ovvero la Federcalcio israeliana. Anzi, i club negli insediamenti illegali hanno continuato a svilupparsi, in linea con l&#8217;attuale e prevista espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Tra dicembre 2025 e febbraio 2026, il governo israeliano ha annunciato piani per annettere formalmente parti della regione, creando un corridoio di insediamenti tra Ma&#8217;ale Adumim e Gerusalemme Est, dove si trovano quattro dei club degli insediamenti illegali dell&#8217;Israel FA. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il piano di espansione dell&#8217;insediamento di Ma&#8217;ale Adumim conferma la sua convinzione che<strong> </strong>«<strong>non esisterà mai&nbsp; uno Stato palestinese</strong>»<strong>.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FIFA is supporting the Israeli occupation by legitimising clubs that play in illegal West Bank settlements <a href="https://t.co/7MBiZxK9Lw">https://t.co/7MBiZxK9Lw</a></p>&mdash; Scottish Sport for Palestine (@ScotSport4Pal) <a href="https://x.com/ScotSport4Pal/status/2064370998053322776?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>FIFA e UEFA finanziano e trasmettono il calcio dell&#8217;occupazione&nbsp;</strong></h2>



<p>Se nell&#8217;ottobre del 2024, la FIFA aveva promesso di indagare sulle squadre radicate negli insediamenti e, dunque, accusate di violare le stesse norme della federazione – e quelle dell’UEFA – sull&#8217;integrità territoriale e contro il razzismo, da allora le uniche azioni messe in campo sono state <strong>una multa di poco più di 160 mila euro</strong> comminata all&#8217;Israel FA e una controversa dichiarazione in cui la FIFA stabiliva che le operazioni dei club israeliani potevano proseguire, accampando come scusa lo status giuridico della Cisgiordania, definito «una questione irrisolta e molto complessa nel diritto internazionale pubblico».&nbsp;</p>



<p>Di fatto, <strong>FIFA e UEFA permettono alle squadre degli insediamenti illegali di partecipare ai campionati organizzati dalla Federazione calcistica israeliana e di ospitare partite sui terreni confiscati.</strong> Forniscono inoltre <strong>supporto finanziario – anche attraverso fondazioni benefiche collegate alle federazioni – e strutturale </strong>ai club degli insediamenti, alcuni dei quali hanno partecipato a competizioni organizzate dalla UEFA, e permettono che le partite disputate negli insediamenti illegali vengano filmate e poi trasmesse in streaming sulla sua piattaforma, FIFA+, – come avviene nell&#8217;avamposto di Har Homa, che domina Betlemme – generando potenzialmente ricavi per la stessa FIFA, che a sua volta valorizza i loro giocatori e normalizza la vita negli insediamenti. Uno dei club citati nel rapporto è arrivato fino alla Premier League israeliana e ha ricevuto milioni di dollari di finanziamenti dalla Fondazione UEFA e dal governo degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cartellino rosso per le federazioni</strong></h2>



<p>A febbraio, Infantino e Čeferin sono diventati i primi presidenti di federazioni sportive a essere <strong>accusati di complicità in crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanità</strong> <a href="https://euromedmonitor.org/en/article/6988/Complaint-filed-with-ICC-accusing-FIFA-and-UEFA-presidents-of-aiding-war-crimes-and-apartheid-in-Palestinian-territory">in un documento presentato da un team di esperti legali</a> alla Corte penale internazionale proprio a causa dell&#8217;inclusione nelle strutture FIFA e UEFA di squadre con sede negli insediamenti illegali.&nbsp;</p>



<p>Mentre la UEFA ha reagito con rapidità insolita, definendo le accuse «tanto sensazionalistiche quanto infondate», la FIFA, che non ha rilasciato commenti, nel giro di pochi giorni, è corsa ai ripari con la promessa di Infantino di ricostruire le infrastrutture calcistiche di Gaza attraverso il famoso Board of Peace creato da Trump, al quale lo stesso presidente della FIFA ha consegnato il &#8220;Premio per la Pace&#8221; FIFA nel dicembre 2025.</p>



<p>Le numerose prove raccolte nel report di Scottish Sport for Palestine dimostrano che <strong>il calcio viene strumentalmente usato da Israele come fattore per rendere permanente un&#8217;occupazione illegale, </strong>escludendo e dispossessando la popolazione autoctona palestinese e siriana. Le grandi federazioni internazionali stanno abilitando tali dinamiche. Nell’enorme e brutale campo da gioco dei rapporti di potere internazionali meriterebbero quantomeno il cartellino rosso.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html">Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Nessun Paese lo tollererebbe&#8221;: la risposta di Israele a Teheran (e a Trump)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nessun-paese-lo-tollererebbe-la-risposta-di-israele-a-teheran-e-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1062" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Usa Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-1024x566.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-1536x850.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-600x332.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ha colpito l'Iran sfidando apertamente le pressioni pubbliche di Trump, minandone la credibilità e aumentando il rischio di escalation.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nessun-paese-lo-tollererebbe-la-risposta-di-israele-a-teheran-e-a-trump.html">&#8220;Nessun Paese lo tollererebbe&#8221;: la risposta di Israele a Teheran (e a Trump)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1062" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Usa Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-1024x566.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-1536x850.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060808160321_10c43b475441b19ec5d63b8dc2e15b4e-e1780899418835-600x332.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando i caccia israeliani <a href="https://edition.cnn.com/2026/06/07/world/live-news/iran-war-trump-israel-lebanon" type="link" id="https://edition.cnn.com/2026/06/07/world/live-news/iran-war-trump-israel-lebanon">hanno colpito obiettivi militari</a> nell’Iran occidentale e centrale, poche ore dopo il lancio di undici missili balistici da parte di Teheran, non hanno risposto soltanto a Teheran. Hanno risposto anche a Washington. Nonostante le forti pressioni pubbliche di Donald Trump affinché Benjamin Netanyahu evitasse una replica, Israele ha scelto di agire. Le parole dell’ambasciatore israeliano a Washington, <strong>Yechiel Leiter</strong>, sono state inequivocabili: «<strong>Nessun Paese che si rispetti tollererebbe un attacco del genere. E Israele non lo farà</strong>». </p>



<p>Nella giornata di ieri, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html">nonostante il cessate il fuoco in vigore con il Libano</a>, l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi nella capitale libanese: l’Iran <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">ha reagito lanciando missili balistici</a> direttamente contro Israele. Ora il rischio che la guerra riprenda a pieno ritmo è concreto. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran fired 11 ballistic missiles at Israel today. Each one of those missiles can level an entire neighborhood and kill hundreds. No self-respecting country in the world would tolerate such an attack, and neither will Israel.<br><br>Israel is now targeting Iranian surface-to-surface…</p>&mdash; Ambassador Yechiel (Michael) Leiter (@yechielleiter) <a href="https://x.com/yechielleiter/status/2063818234382397750?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ogni missile balistico iraniano, ha sottolineato, <strong>è in grado di radere al suolo un intero quartiere</strong>. L’attacco israeliano, condotto con missili balistici, ha preso di mira siti di lancio e infrastrutture militari. Secondo l&#8217;ambasciatore, <strong>evitando infrastrutture energetiche</strong> anche se, <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/6/8/iran-war-live-trump-urges-restraint-after-iranian-missile-attack-on-israel?update=4635564" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/6/8/iran-war-live-trump-urges-restraint-after-iranian-missile-attack-on-israel?update=4635564">come riportato da Al Jazeera</a>, un ufficiale della sicurezza nella provincia di Khuzestan sudoccidentale ha dichiarato all&#8217;agenzia di stampa <em>Fars</em> che forze israeliane hanno attaccato la <strong>Karun Petrochemical Company</strong> nella città di Mahshahr. L&#8217;ufficiale ha riferito che parte dell&#8217;impianto è stata danneggiata e che aggiornamenti sui danni e sulle eventuali vittime saranno annunciati in seguito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;appello ignorato di Trump</h2>



<p>Nelle ore precedenti, in varie interviste, tra cui <em>Axios</em> e <em>Financial Times</em>, Trump aveva intensificato gli sforzi diplomatici, arrivando a dichiarare di essere lui «a dare le carte», non Netanyahu. Lo stesso copione si era già visto il 18 aprile scorso, quando Trump aveva chiesto a Netanyahu di non attaccare il <strong>Libano</strong>: il giorno dopo Israele ha agito comunque.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I almost feel sorry for Trump when he feels a need to yell: Netanyahu is not my boss! <br><br>Trump announced on April 18 that he &quot;prohibited&quot; Israel from bombing Lebanon. They laughed and bombed the next day.<br><br>Trump wants a deal with Iran but is petrified of The Israel Lobby&#39;s rage. <a href="https://t.co/6wwzBkOtE4">https://t.co/6wwzBkOtE4</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://x.com/ggreenwald/status/2063759887918649493?ref_src=twsrc%5Etfw">June 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Trump’s manager rejected his request for time off <a href="https://t.co/tFuhbp8XBf">https://t.co/tFuhbp8XBf</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://x.com/MaxBlumenthal/status/2063805290680558000?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Esplosioni in Iran</h2>



<p>L’Iran ha temporaneamente chiuso lo spazio aereo di Teheran e sono <strong>state segnalate esplosioni a Isfahan, Tabriz</strong> e nella capitale. I vigili del fuoco di Teheran hanno però precisato che nessuna area urbana è stata colpita, confermando la natura limitata dell’operazione israeliana. Il rischio di una nuova guerra su vasta scala rimane concreto, ma al momento entrambe le parti sembrano muoversi con relativa cautela, anche se il rischio di una nuova, pericolosa, escalation è dietro l&#8217;angolo. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israel has now responded militarily to Iran, defying Trump’s publicly expressed wishes. Israeli commentators have been explicit that Israel could not allow Iran to establish a new regional equation—one in which Tehran successfully extended deterrence over Lebanon.<br><br>But by defying… <a href="https://t.co/HhLTEBzJba">pic.twitter.com/HhLTEBzJba</a></p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2063846495556608211?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Rimane, politicamente, la profonda umiliazione per il presidente Usa, Donald Trump. Come nota infatti <strong>Trita Parsi</strong>, vicepresidente del Quincy Institute: «Israele ha ora risposto militarmente all’Iran, sfidando apertamente i desideri espressi pubblicamente da Trump. I commentatori israeliani sono stati espliciti: Israele non poteva permettere all’Iran di stabilire una nuova equazione regionale, in cui Teheran riuscisse a estendere la deterrenza sul Libano. <strong>Ma sfidando Trump, Israele ha fatto di più che contestare la nuova equazione dell’Iran: ha anche minato la credibilità di Trump</strong>».</p>



<p>La palla, spiega, «torna ora nel campo sia di Teheran che di Trump.Se la sfida di Israele non comporta conseguenze, rafforzerà la convinzione a Teheran che Trump non possa o non voglia contenere Israele. Dal punto di vista iraniano, un accordo con Washington avrebbe poco valore se gli Stati Uniti non siano in grado — o non siano disposti — a frenare le azioni israeliane». Un Israele «senza vincoli aumenterebbe solo la probabilità di un nuovo conflitto e dei continui sforzi per trascinare nuovamente gli Stati Uniti in guerra». Trump, dal canto suo, nota infine Parasi, «<strong>sembra poco disposto a spendere il capitale politico necessario per mettere in riga Netanyahu</strong> — oltre a telefonate rabbiose e duri comunicati pubblici — a meno che non sappia di avere già un accordo con l’Iran».</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nessun-paese-lo-tollererebbe-la-risposta-di-israele-a-teheran-e-a-trump.html">&#8220;Nessun Paese lo tollererebbe&#8221;: la risposta di Israele a Teheran (e a Trump)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Missili iraniani su Israele dopo i raid in Libano, il monito di Trump a Netanyahu: &#8220;Israele non reagisca&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 20:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1024x591.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1536x887.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele bombarda Beirut nonostante il cessate il fuoco col Libano, l&#8217;Iran risponde lanciando missili contro lo Stato Ebraico, il governo di Benjamin Netanyahu promette fuoco e fiamme, Donald Trump alla Fox chiama alla calma e invita Tel Aviv a non rispondere. Notte da tregenda in Medio Oriente dove il cessate il fuoco tra Israele e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1024x591.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1536x887.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele bombarda Beirut nonostante il cessate il fuoco col Libano, l&#8217;<strong>Iran</strong> risponde lanciando missili contro lo Stato Ebraico, il governo di Benjamin Netanyahu promette fuoco e fiamme, <strong>Donald Trump alla Fox </strong>chiama alla calma e invita Tel Aviv a non rispondere. Notte da tregenda in Medio Oriente dove il cessate il fuoco tra Israele e Usa da un lato e Iran dall&#8217;altro vacilla paurosamente proprio mentre la corsa alla fine del conflitto appariva alle battute finali. Il traguardo dei cento giorni di guerra dal 28 febbraio, per due terzi passati sotto forma di fragile cessate il fuoco, porta con sé <strong>questa giravolta di sorprese che mostrano la fragilità del contesto regionale.</strong> </p>



<p>&#8220;Il regime terroristico iraniano ha commesso un grave errore&#8221;, afferma Effe Derfin, portavoce dell&#8217;Israel Defense Force. Tel Aviv ha colpito il Libano nonostante l&#8217;Iran abbia detto a chiare lettere che per la Repubblica Islamica quella condotta contro il suo territorio e quella nel Paese dei Cedri sono la stessa guerra e la fine in un teatro è conditio sine qua non per la fine nell&#8217;altro. Tel Aviv la pensa diversamente. <strong>Mentre scriviamo, si parla di caccia israeliani in volo</strong> verso l&#8217;Iran che, al pari di Siria e Iraq, ha chiuso il suo spazio aereo. <strong>Ma gli Usa non sembrano disposti a sostenere Tel Aviv</strong>, almeno stando alle parole del presidente, qualora attaccasse l&#8217;Iran.</p>



<p><a href="https://www.axios.com/2026/06/07/trump-israel-iran-missile-attack">Parlando col sempre ben informato <strong>Barak Ravid di Axios</strong></a><strong>,</strong> Trump si fa al tempo stesso portavoce di calma e improvvisato storico della civiltà persiana: &#8220;&#8221;Gli attacchi iraniani non hanno ferito nessuno. Spero che Israele non reagisca. Se Bibi li colpisse a sua volta, la situazione si ripeterebbe come negli ultimi 47 anni, o negli ultimi 3.000 anni&#8221;. Trump ha detto che &#8220;Israele ha attaccato e l&#8217;Iran ha attaccato. <strong>Non ne serve un altro&#8221;</strong>. Per The Donald un accordo era a un passo. Non sarebbe la prima volta che dice ciò. Già pochi giorni fa la trattativa sembrava alla dirittura d&#8217;arrivo prima che saltasse fuori l&#8217;idea di un&#8217;adesione dei Paesi arabi agli Accordi di Abramo, alleanza antiraniana con Israele al centro, come controparte della fine della guerra. Proposta inaccettabile per Teheran e rispedita al mittente. &#8220;La richiesta di Trump che Israele non reagisca è del tutto insolita&#8221;, commenta Ravid, aggiungendo che &#8220;senza il sostegno degli Stati Uniti, qualsiasi attacco israeliano in Iran risulterebbe molto più difficile e rischioso&#8221;. </p>



<p>Ravid pochi giorni fa aveva riferito di una <strong>furiosa telefonata tra Trump e Benjamin Netanyahu in cui il primo avrebbe duramente strigliato il secondo</strong> per la sua scelta di proseguire i pesanti attacchi sul Libano. Di oggi, poi, la notizia che al Pentagono sarebbero preoccupati per l&#8217;aumento delle <strong>attività di spionaggio di Israele negli Usa,</strong> proprio mentre i negoziati con l&#8217;Iran proseguivano a fatica. Il 2026 come il 2015, l&#8217;era di Trump come quella di Barack Obama: quando Washington prova a parlare con l&#8217;Iran, lo spionaggio israeliano si muove. </p>



<p>Tre indizi fanno una prova: <strong>Trump, </strong>che si è accorto dell&#8217;errore compiuto aprendo alla guerra con l&#8217;Iran, sta cercando una <strong>via d&#8217;uscita al conflitto</strong>; il presidente americano <strong>non sembra disposto a sostenere Israele</strong> dopo che ha criticato le sue mosse in Libano, ha spinto per il cessate il fuoco Tel Aviv-Beirut e, soprattutto, ha detto a chiare lettere che <strong>non ci deve essere un terzo tempo della guerra dopo i raid di stanotte</strong>; infine, Netanyahu ha mostrato dall&#8217;8 aprile, giorno del cessate il fuoco mediato dal Pakistan, un atteggiamento volutamente sabotatore dei negoziati difficoltosamente messi in piedi da Usa e Iran. Ora Trump ha detto chiaramente a Netanyahu di fermarsi ed è venuto al pettine un nodo importante: gli Usa vogliono tirarsi fuori da una guerra dispendiosa e che è diventata rischiosa, Tel Aviv non sembra convinta dell&#8217;esito insoddisfacente della guerra, col regime iraniano ancora in piedi e combattente, e evidentemente preferirebbe una sua ripresa. </p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-recalculates-his-election-strategy-amid-shattered-regional-dreams/">Netanyahu, del resto, ha bisogno </a>di risultati positivi per presentarsi con chance di rielezione alle elezioni autunnali da cui dipende la sua sopravvivenza politica e&#8230;giudiziaria. &#8220;Il primo ministro voleva arrivare alle elezioni generali di quest&#8217;autunno con il regime degli ayatollah iraniani già crollato ed eliminato&#8221;, hanno detto fonti israeliane al Times of Israel, sottolineando che &#8220;Netanyahu credeva – e crede tuttora – che un cambiamento così storico avrebbe messo in ombra gli eventi del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 e lo avrebbe condotto a una schiacciante vittoria elettorale, con 40 seggi per il suo partito Likud e la strada spianata verso un&#8217;altra coalizione di governo&#8221;. Anche Trump è atteso da un voto decisivo, a novembre, per <strong>le elezioni di midterm</strong> ma molti indizi lasciano presagire che la pace, e non la guerra, farebbe sì che al Partito Repubblicano da lui guidato le elezioni possano arridere positivamente. <strong>Oramai è palese che le strategie di Usa e Israele siano totalmente divergenti</strong> sulla modalità di gestione dell&#8217;Iran e la lunga, dura giornata del 7 luglio lo conferma. Mostrando la fragilità della tregua in una regione che resta intrappolata in un territorio inesplorato e caotico.</p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">Missili iraniani su Israele dopo i raid in Libano, il monito di Trump a Netanyahu: &#8220;Israele non reagisca&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Walt Israel Lobby" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività di spionaggio negli Usa da parte di Israele. E la Defense Intelligence Agency (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Walt Israel Lobby" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività d<strong>i spionaggio negli Usa da parte di Israele. </strong>E la <em>Defense Intelligence Agency</em> (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente in servizio e un ex membro del governo Usa alla Nbc, che ha fatto emergere una notizia potenzialmente clamorosa ma che non deve stupire. <strong>Washington sa che molti alleati operano attività di spionaggio sul suo territorio. </strong>Raramente, però, un allarme così forte è stato lanciato. E secondo le ricostruzioni Israele sarebbe ritenuto ora dal controspionaggio americano una minaccia d&#8217;intelligence superiore a quella di molti avversari di Washington. Tra gli alleati americani, solo la Corea del Sud desterebbe preoccupazioni paragonabili, riporta il <em>New York Times.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni del Pentagono e la fusione tecnologica Usa-Israele</h2>



<p><a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html">Il New York Times </a>ha poi approfondito la questione sottolineando che in particolar modo a essere messa sotto attenzione è la rete di funzionari e diplomatici che sta conducendo le trattative con l&#8217;Iran. Inoltre, <strong>Israele avrebbe ampliato lo spionaggio sin dal 2024</strong>, intrufolandosi sia nel contesto dell&#8217;amministrazione di Joe Biden che di quella attuale di Donald Trump. Tra le figure prese maggiormente di mira, secondo documenti della Dia, ci sarebbero l&#8217;inviato speciale di Trump per i negoziati in Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff (ironia della sorte, un solido filoisraeliano) e Elbridge Colby,</strong> Sottosegretario alla Difesa degli Usa con delega alle politiche. Nel 2024, fu la volontà di Biden di fermare l&#8217;avanzata di Israele a Gaza a spingere per un rafforzamento dell&#8217;attività spionistica, mentre nel 2025 Tel Aviv voleva valutare l&#8217;effettiva volontà di Trump di sostenere i suoi progetti bellici contro l&#8217;Iran.</p>



<p>Se confermato, si tratterebbe del caso di spionaggio più vasto su cui gli Usa stanno indagando all&#8217;interno dei loro apparati da quando, nel 2015, <a href="https://www.theguardian.com/world/2015/mar/24/israel-spied-on-us-over-iran-nuclear-talks">l&#8217;amministrazione di <strong>Barack Obama, secondo ricostruzioni giornalistiche</strong></a><strong> dell&#8217;epoca, avrebbe accusato pesantemente Israele</strong> di lavorare per spiare gli Usa mentre erano intenti ai negoziati che avrebbero portato al primo accordo nucleare con l&#8217;Iran e fornire al Congresso, controllato dal Partito Repubblicano, elementi tali da contestare la trattativa condotta dall&#8217;amministrazione democratica. Nel 2018 Trump, lo ricordiamo, rottamò il <em>Joint Comprehensive Plan of Action,</em> aprendo la strada che avrebbe portato alle guerre del 2025 e del 2026. In tutti questi contesti, il premier israeliano è sempre stato <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</p>



<p>Il timing della rivelazione è quantomeno interessante. <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html#google_vignette">La Camera Usa ha di recente approvato la <strong>Sezione 224</strong> del <em>National Defense Authorization Act </em>(NDAA) per il 2027</a> che apre a una sostanziale <strong>fusione tecnologica tra le forze armate Usa e quelle israeliane</strong> sul piano degli asset critici per l&#8217;innovazione in ambito militare e di ricerca. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html" type="post" id="497476">Le tecnologie israeliane, </a>già ridondanti nel quadro dei sistemi di sorveglianza, di intelligenza artificiale, di comunicazione a distanza, saranno sempre più integrate nei dispositivi Usa, i finanziamenti americani al sistema militare di Tel Aviv contribuiranno a opere di ricerca e co-progettazione che integreranno le capacità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giochi di spie tra Usa e Israele</h2>



<p><strong>La ratio politica della mossa sta nella volontà americana di arruolare Israele</strong> e tutti i Paesi partner nella grande corsa tecnologica con la Cina, la prevenzione del cui sorpasso in ambito di Ia e applicazioni correlate è l&#8217;unica e forse assoluta priorità strategica che unisce l&#8217;intera politica Usa, ma chiaramente è possibile che da questa scelta emergano molte criticità. E l&#8217;ampliamento del fronte su cui Israele può penetrare con le attività d&#8217;intelligence, evidentemente, ha <strong>destato preoccupazioni alla Dia, che deve trasformare l&#8217;informazione raccolta in capacità operative e di proiezione per le forze armate Usa</strong>. </p>



<p>La mossa mostra inoltre una possibile frizione tra settori delle spie americane e del campo israeliano. Non sarebbe il primo caso. Israele e gli Usa hanno una storia di spionaggio convergente, complessa e articolata che si è sviluppata negli ultimi 80 anni. <strong>Nel 1951 il Mossad, il servizio estero d&#8217;Israele, e la Central Intelligence Agency (Cia) americana</strong> si accordarono per astenersi da ogni attività di spionaggio reciproco e attorno alla loro collaborazione hanno costruito le prospettive di un&#8217;alleanza militare, diplomatica e d&#8217;intelligence che fino alla recente guerra in Iran abbiamo visto collaborativa e fattiva. Ma non esiste solo la relazione Mossad-Cia, non esistono solo queste due agenzie e non esistono blocchi monolitici negli apparati profondi dei due Stati: la realtà parla di un contesto in cui spesso Israele ha usato le sue capacità e le sue attività per operare negli Usa e carpire informazioni. La storia dell&#8217;ex spia<a href="https://www.merip.org/1986/01/israeli-spies-in-the-us/"> Jonathan Pollard,</a> arrestato nel 1985 negli Usa e oggi risiedente in Israele dove è ritenuto un eroe nazionale, lo conferma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partita aperta nello Stato profondo Usa</h2>



<p><strong>Ora è quantomeno plausibile che settori dello Stato americano</strong> vogliano contenere la capacità d&#8217;azione e influenza di Tel Aviv a Washington, ed è sintomatico che sia il Pentagono a emergere. Pete Hegseth, segretario alla Difesa Usa e radicale filoisraeliano, ha sostenuto la guerra all&#8217;Iran salvo poi dimostrarsi pressoché inadatto a gestirla e governarne le conseguenze, e questo può aver suscitato malumori e critiche, specie alla luce del fatto che la campagna informativa che prevedeva un rapido collasso del regime di Teheran era principalmente israeliana e che Netanyahu è riuscito a convincere Trump e il suo staff dell&#8217;utilità di un&#8217;azione militare rapida e incisiva. </p>



<p><strong>Nessun obiettivo strategico è stato raggiunto e nonostante una superiorità tecnologica schiacciante</strong> la guerra è giunta a un punto morto. Ora sono in corso delicati negoziati condotti dagli Usa, e Trump ha di recente duramente criticato Netanyahu per le mosse condotte in Libano che rischiano di far deragliare le trattative. Il fatto che ci sia maretta nello Stato profondo Usa è quantomeno sintomatico. Unendo i puntini, abbiamo avuto di recente: negoziati in fase di stallo, l&#8217;approvazione della norma sulla &#8220;fusione&#8221; tecnologica tra forze armate Usa e israeliane, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gabbard-se-ne-va-a-meta-mandato-trump-ha-cambiato-davvero-washington.html" type="post" id="518969">le dimissioni della capa dell&#8217;intelligence Usa Tulsi Gabbard</a></strong>, considerata voce controcorrente negli apparati Usa, ora i leak di voci che parlano di precauzioni americane su Israele. Ci sono tutti i presupposti per leggere in filigrana l&#8217;emersione di controversie sui rapporti israelo-americani in seno al potere di Washington. Controversie che sono l&#8217;altra faccia della medaglia del contraddittorio rapporto di Trump e della sua amministrazione col primo alleato americano in Medio Oriente, la cui attrazione fatale spesso si tramuta in fonte di frustrazione per il governo Usa.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Stati Uniti e Israele sempre più integrati: la Camera Usa approva la fusione cyber-militare voluta da Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 22:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu Congresso Usa Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-600x305.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Camera Usa approva la misura che integra i sistemi di difesa tecnologica di Stati Uniti e Israele: vittoria per Netanyahu.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu Congresso Usa Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060422431550_61a8f2cd1d756d2e731f7eab3becf085-e1780605835444-600x305.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella che fino a pochi giorni fa era solo un’ipotesi, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/usa-israele-un-solo-esercito-tel-aviv-ancora-piu-forte-nei-centri-del-potere-americani.html" type="link" id="https://it.insideover.com/tecnologia/usa-israele-un-solo-esercito-tel-aviv-ancora-piu-forte-nei-centri-del-potere-americani.html">avanzata sulle pagine di <em>InsideOver</em> da Andrea Muratore</a>, è oggi una realtà sancita dalla legge. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti <strong>ha approvato una misura storica che prevede l’integrazione operativa tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane</strong>, con un focus particolare sulle armi cyber e sulle tecnologie critiche.</p>



<p>Si tratta della&nbsp;<strong>Sezione 224</strong>&nbsp;del <em>National Defense Authorization Act </em>(NDAA) per l’anno fiscale 2027, il maxi-emendamento che definisce il bilancio del Pentagono. Il provvedimento, intitolato <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://armedservices.house.gov/uploadedfiles/fy27_ndaa_chairmans_mark_-_final.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://armedservices.house.gov/uploadedfiles/fy27_ndaa_chairmans_mark_-_final.pdf">«United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative»</a>, è passato con una votazione espresso (<em>voice vote</em>) dopo che un tentativo dell’esponente democratico <strong>Ro Khanna (California)</strong> di stralciare la norma è stato sonoramente respinto. A sostegno di Khanna solo la collega <strong>Sarah Jacobs</strong>, sempre democratica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇮🇱 US Congressman Ro Khanna says it was Netanyahu himself who told members of Congress to insert Section 224, the provision merging the US and Israeli militaries, into the FY2027 NDAA. <a href="https://t.co/5o0Eay3N6v">pic.twitter.com/5o0Eay3N6v</a></p>&mdash; DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) <a href="https://x.com/DD_Geopolitics/status/2062625888857100486?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa prevede la Sezione 224</h2>



<p>La nuova disposizione <strong>autorizza il Pentagono a «sincronizzare gli sforzi cooperativi</strong> per accelerare la ricerca militare bilaterale, il testing, la valutazione, l’integrazione di sistema e la cooperazione bilaterale». In termini concreti, si tratta di identificare «tecnologie sviluppate congiuntamente o di origine israeliana per una potenziale integrazione nei sistemi statunitensi». Viene inoltre prevista la possibilità di promuovere «<strong>esercitazioni congiunte e condivisioni informative per garantire capacità operativa</strong> per sviluppare le tecnologie realizzate assieme» in diversi domini, da quello <strong><em>cyber</em></strong> a quello spaziale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The House voted today on a new measure to fuse elements of the Israeli and US militaries, particularly on the cyberweapons front. Section 224, as its known, is included in the National Defense Authorization Act. Rep. Ro Khanna, D-Calif., introduced an amendment to strip it from… <a href="https://t.co/xWAiZQ03BC">https://t.co/xWAiZQ03BC</a> <a href="https://t.co/rLUViMeKLv">pic.twitter.com/rLUViMeKLv</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2062613067859706230?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come aveva già spiegato Muratore su <em>InsideOver</em>, <strong>non si tratta di creare reparti che combattano sotto una stessa bandiera, ma di un legame profondo e strutturale sulle tecnologie che contano</strong>: Washington <a href="https://www.cfr.org/articles/us-aid-israel-four-charts" type="link" id="https://www.cfr.org/articles/us-aid-israel-four-charts">finanzia già ogni anno l’apparato militare israeliano con 3,8 miliardi di dollari</a>, ma da Israele tornano investimenti, brevetti e ricerche che spingono in avanti la frontiera tecnologica americana. Ora questo legame diventa simbiotico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Netanyahu dietro le quinte</h2>



<p>A rendere la vicenda ancora più rilevante è la rivelazione dello stesso deputato <strong>Ro Khanna</strong>, che durante il dibattito ha dichiarato: «È stato il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> in persona a chiedere ai membri del Congresso di inserire la<strong><em> Sezione 224</em></strong> nell’NDAA». Una circostanza che dimostra quanto il governo israeliano abbia lavorato attivamente per trasformare il tradizionale rapporto di aiuto militare in una <strong>vera e propria fusione degli apparati di difesa</strong>.</p>



<p>Su&nbsp;<em><a href="https://responsiblestatecraft.org/us-israel-integration/" type="link" id="https://responsiblestatecraft.org/us-israel-integration/">Responsible Statecraft</a></em>, <strong>Joe Kent</strong>, ex Direttore del National Counterterrorism Center (NCTC), <a href="https://it.insideover.com/guerra/joe-kent-ex-capo-dellantiterrorismo-usa-rivela-liran-non-stava-costruendo-la-bomba-atomica-e-la-cia-lo-sapeva.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/joe-kent-ex-capo-dellantiterrorismo-usa-rivela-liran-non-stava-costruendo-la-bomba-atomica-e-la-cia-lo-sapeva.html">dimessosi dal suo ruolo in polemica con la guerra contro l&#8217;Iran</a>, ha definito la misura «un allontanamento pericoloso dalla dottrina <em>America First</em>» dell&#8217;amministrazione Trump. Secondo Kent, «<strong>non possiamo esternalizzare componenti della nostra sicurezza nazionale</strong> a nazioni che non condividono i nostri interessi. Questa proposta farebbe esattamente questo».</p>



<p>Le preoccupazioni sono molteplici. Innanzitutto, la Sezione 224 <strong>consentirebbe ai produttori israeliani di operare stabilmente negli Stati Uniti con partner americani</strong>, ottenendo un vantaggio competitivo senza precedenti all’interno del Pentagono. In secondo luogo, l’integrazione delle catene di sviluppo tecnologico potrebbe aprire la strada a «<em>backdoor e spyware</em>» che Israele potrebbe utilizzare per influenzare le politiche USA. Infine, sul piano strategico, mentre la guerra contro Iran ha finora costretto il contribuente americano a spendere oltre 50 miliardi di dollari, l’opinione pubblica statunitense è sempre più scettica verso un’alleanza che appare a senso unico.</p>



<p>La Sezione 224, come sottolinea Muratore, trasforma Israele da semplice beneficiario di aiuti esteri a membro a pieno titolo dell’apparato di difesa e intelligence americano. Si tratta di una svolta storica, destinata a ridefinire in profondità gli equilibri tra Stati Uniti e Israele e di una vittoria personale per <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, che ha sempre puntato con decisione sull’integrazione strategica con Washington, considerata vitale per Tel Aviv.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo chiave del think-tank pro-Israele</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fdd-il-think-tank-pro-israele-che-promuove-la-guerra-contro-liran-negli-usa.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/fdd-il-think-tank-pro-israele-che-promuove-la-guerra-contro-liran-negli-usa.html">Abbiamo evidenziato più volte il ruolo chiave</a> del think-tank <strong><em>Foundation for the Defense of Democracies (Fdd)</em></strong> nel promuovere la guerra contro Teheran. Non a caso, nel giugno 2025, il ricercatore della Fdd Tzvi Kahn (ex AIPAC) ha pubblicato una lista di 44 presunti attacchi iraniani contro obiettivi americani, usata quasi identica dalla Casa Bianca otto mesi dopo per giustificare il conflitto. Ora, secondo quanto <a href="https://zeteo.com/p/trump-fdd-iran-war-pave-way?hide_intro_popup=true" type="link" id="https://zeteo.com/p/trump-fdd-iran-war-pave-way?hide_intro_popup=true">emerge da un&#8217;inchiesta di <em>Zeteo</em></a>, lo stesso think-tank avrebbe avuto un ruolo centrale nel sostenere la &#8220;fusione&#8221; tra i due eserciti. </p>



<p>L’agenda bellicista della Fdd è sostenuta da ricchissimi donatori pro-Israele, tra cui <strong>Paul Singer</strong>, fondatore e partner del fondo Elliott e <strong>Bernard Marcus</strong>, co-fondatore di Home Depot, che ne finanziano le attività e ne amplificano l’influenza politica. Come riporta <em>The Nation</em>, «i legami della Fdd con donatori pro-Israele come Singer e Marcus la collocano al centro di una rete che promuove gli interessi delle fazioni di destra israeliane». Questi finanziamenti consentono alla Fdd di mantenere una <strong>presenza costante nei circoli politici di Washington</strong>, influenzando decisioni come il ritiro dal Jcpoa o la pressione per azioni militari. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html">Stati Uniti e Israele sempre più integrati: la Camera Usa approva la fusione cyber-militare voluta da Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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