Siria, prosegue la caccia all’alawita sotto lo sguardo benevolo dell’Unione Europea
In Siria proseguono le violenze settarie contro gli alawiti, minoranza religiosa dell’ex presidente Bashar al-Assad, nel silenzio della stampa e delle cancellerie occidentali, con la complicità del regime di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad al-Jolani), leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), accolto favorevolmente dall’Ue.Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo 2025, con oltre 1000 morti, le violenze contro gli alawiti continuano senza sosta, estendendosi da zone costiere a Damasco, con presunti membri del General Security Service coinvolti, nonostante le promesse di al-Sharaa di fermarle.Nella provincia di Tartous, a maggioranza alawita, quattro persone, tra cui un ragazzo di 12 anni, sono state uccise lunedì scorso da assalitori non identificati, con testimoni che accusano forze governative mascherate, mentre le autorità locali promettono giustizia.La nuova dichiarazione costituzionale del 13 marzo 2025, approvata da al-Sharaa, concentra il potere nell’esecutivo, compromettendo l’indipendenza giudiziaria e i diritti fondamentali, suscitando critiche da Human Rights Watch per il rischio di un regime autoritario.L’Ue e i leader occidentali, come i ministri degli Esteri di Francia e Germania, tacciono di fronte a violenze e autoritarismo, avallando di fatto un regime oppressivo che abbandona il popolo siriano e le sue minoranze a un destino di ingiustizia.