<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bashar al-Assad Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/bashar-al-assad-10/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/bashar-al-assad-10</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 May 2026 10:26:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Bashar al-Assad Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/bashar-al-assad-10</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Siria: Tartus, il convoglio SPARTA e la nuova scommessa russa nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/siria-tartus-il-convoglio-sparta-e-la-nuova-scommessa-russa-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517535</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'arrivo del convoglio russo Sparta nel porto siriano di Tartus è il segnale della strategia di Mosca per il Mediterraneo orientale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/siria-tartus-il-convoglio-sparta-e-la-nuova-scommessa-russa-nel-mediterraneo.html">Siria: Tartus, il convoglio SPARTA e la nuova scommessa russa nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’arrivo della nave Ro-Ro russa <strong>SPARTA</strong> nel porto siriano di Tartus il 9 maggio 2026 non rappresenta soltanto un episodio logistico. È, piuttosto, il segnale di una strategia più ampia con cui Mosca tenta di preservare la propria presenza nel <strong>Mediterraneo orientale</strong> dopo il collasso del sistema Assad. In gioco non vi è semplicemente una base navale, ma la possibilità per la Russia di mantenere una continuità operativa tra il Mar Nero, il Levante e il continente africano. Il dato più rilevante non è infatti il carico – rimasto non confermato ufficialmente – bensì la struttura del convoglio attribuito a Mosca: la presenza della moderna fregata <strong>Admiral Flota Kasatonov</strong>, della tanker <strong>General Skobelev</strong> e dell’unità di supporto <strong>Akademik Pashin</strong> suggerisce una missione pianificata con attenzione politica e militare. Dopo la caduta di <strong>Bashar al-Assad</strong> nel dicembre 2024, la Siria non è più una piattaforma automaticamente disponibile per il Cremlino. Ogni attracco russo a Tartus oggi deve essere letto come il risultato di una negoziazione continua con le nuove autorità di Damasco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SPARTA e la logistica militare russa</h3>



<p>La nave <strong>SPARTA</strong>, identificata con IMO 9268710, è collegata alla rete logistica di <strong>Oboronlogistika/SK-Yug</strong>, già oggetto di sanzioni occidentali e considerata parte integrante del sistema di trasporto del Ministero della Difesa russo. Nel corso degli anni, queste unità sono state associate al cosiddetto <em>Syrian Express</em>, il ponte marittimo utilizzato da Mosca per sostenere le operazioni in Siria. Il convoglio osservato nel Mediterraneo centrale nei primi giorni di maggio, secondo fonti OSINT e monitoraggi satellitari, mostrava anomalie AIS e comportamenti compatibili con una navigazione sensibile. La discrepanza nei segnali trasmessi dalla tanker <strong>General Skobelev</strong>, ufficialmente localizzata nel Baltico ma rilevata a Sud di Malta, <strong>rafforza l’ipotesi di un transito volutamente schermato dalla sorveglianza occidentale.</strong> Questo elemento non prova il contenuto del cargo, ma suggerisce che Mosca consideri ancora la direttrice Tartus-Hmeimim una linea strategica da proteggere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La fregata Kasatonov e il messaggio politico di Mosca</h3>



<p>Il coinvolgimento della fregata <strong>Admiral Flota Kasatonov</strong>, unità della classe <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/siria-lue-rinnova-le-sanzioni-anti-assad-ma-accorcia-la-lista-nera_1L5JUSEVkZxJBUukrIwWwP">Project 22350, costituisce il dato più significativo dell’intera operazione. Non si tratta di una semplice nave di scorta: è una piattaforma avanzata di difesa aerea, guerra antisommergibile e strike navale. </a>La sua presenza accanto a SPARTA comunica tre messaggi precisi. Primo: <strong>la Russia considera il convoglio abbastanza importante da assegnargli una protezione di alto livello.</strong> Secondo: Mosca vuole dimostrare di mantenere capacità di proiezione nel Mediterraneo nonostante la pressione occidentale e la guerra in Ucraina. Terzo: il Cremlino intende scoraggiare eventuali pressioni diplomatiche o attività di interdizione indiretta lungo le rotte verso la Siria. In altre parole, la scorta militare trasforma un normale movimento logistico in un atto geopolitico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Siria, energia e sopravvivenza reciproca</h3>



<p>Il dossier siriano oggi non ruota soltanto attorno alle basi militari. Il nodo centrale è diventato energetico. <strong>Nel 2026 la Russia è tornata a essere uno dei principali fornitori di petrolio della Siria,</strong> in un contesto di gravissima vulnerabilità economica di Damasco. Per il nuovo governo siriano, Mosca rappresenta contemporaneamente un partner problematico e una risorsa indispensabile. La Siria ha bisogno di carburante, assistenza tecnica, protezione diplomatica e investimenti minimi per evitare il collasso definitivo delle proprie infrastrutture. Per la Russia, invece, Tartus e Hmeimim restano fondamentali per impedire una ritirata strategica dal Mediterraneo e dall’Africa. <strong>Senza la Siria, l’intera rete russa verso Libia, Sahel e Corno d’Africa diventerebbe logisticamente più fragile e molto più costosa.</strong> È qui che la relazione russo-siriana assume la forma di un compromesso pragmatico: non più alleanza ideologica, ma scambio di sopravvivenza geopolitica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il confine iracheno e la nuova architettura regionale</h3>



<p>La costruzione del muro iracheno lungo oltre 600 chilometri al confine siriano si inserisce nella stessa dinamica regionale. <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-05/iraq-blinda-confine-siria-intervista.html">Baghdad teme che la fragilità della Siria post-Assad possa riattivare reti jihadiste, traffici illegali e infiltrazioni armate. Ma il tema sicurezza si intreccia ormai con quello dei <strong>corridoi energetici</strong>.</a> La crisi dello Stretto di Hormuz e l’instabilità tra Iran e Stati Uniti stanno spingendo Iraq, Turchia e attori occidentali a valutare rotte terrestri alternative per petrolio e commercio. In questo scenario, la Siria non è più soltanto un teatro di guerra: rischia di trasformarsi in un crocevia logistico tra Mediterraneo, Golfo e Asia occidentale. Mosca lo ha compreso perfettamente. <strong>Mantenere accesso a Tartus significa conservare una leva sulla futura architettura commerciale ed energetica della regione.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Una presenza negoziata, non restaurata</h3>



<p>L’errore più grande sarebbe interpretare il caso SPARTA come il ritorno della Siria completamente nell’orbita russa. Non è così. La nuova leadership di Damasco sta cercando di bilanciare aperture verso Occidente, relazioni con Ankara e necessità di cooperazione con Mosca. <strong>Per questo Tartus oggi non è una base garantita, ma una concessione negoziabile. </strong>La Russia sembra aver compreso che non può più imporre la propria presenza come durante l’era Assad. Sta invece sperimentando un modello più flessibile: accessi selettivi, rotazioni limitate, presenza navale calibrata e utilizzo della leva energetica. Il convoglio SPARTA-Kasatonov appare quindi come un test politico prima ancora che logistico. La domanda decisiva non è se Mosca sia tornata stabilmente in Siria. La vera questione è un’altra: fino a che punto Damasco sarà disposta a tollerare – e monetizzare – la continuità strategica russa nel Mediterraneo orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/siria-tartus-il-convoglio-sparta-e-la-nuova-scommessa-russa-nel-mediterraneo.html">Siria: Tartus, il convoglio SPARTA e la nuova scommessa russa nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria, assalto ai cristiani: le minoranze a rischio con il &#8220;moderato&#8221; presidente Al-Sharaa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-assalto-ai-cristiani-le-minoranze-a-rischio-con-il-moderato-presidente-al-sharaa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 15:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510929</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-1024x683.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-1536x1024.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-600x400.webp 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo gli alawiti, i drusi, i curdi, ora anche i cristiani sono nel mirino. Il tentato pogrom a Suqalbayliyah, nella valle dell'Oronte. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-assalto-ai-cristiani-le-minoranze-a-rischio-con-il-moderato-presidente-al-sharaa.html">Siria, assalto ai cristiani: le minoranze a rischio con il &#8220;moderato&#8221; presidente Al-Sharaa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-1024x683.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-1536x1024.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/siria-600x400.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli alawiti. I drusi. I curdi. Adesso i cristiani. Quello che americani ed europei considerano un tentativo di restaurare l&#8217;unità territoriale della Siria sotto il potere del nuovo Governo somiglia sempre più, nella Siria dove i musulmani sunniti sono il 75% della popolazione, a un progetto di repressione delle minoranze nel segno dell&#8217;islamismo.</p>



<p>Il caso degli alatiwi è stato il più drammatico.  Nel marzo dell&#8217;anno scorso, dopo un agguato a una pattuglia governativa, le milizie di <strong>Hayat Tahrir al-Sham</strong>  (Comitato per la liberazione del Levante, HTS), il gruppo islamista comandato da Abu Muhammad al-Joulani, ovvero da <strong>Ahmed al-Sharaa </strong>prima che diventasse presidente della Siria, erano calate sulla provincia di Latakia e avevano fatto strage di almeno 1.500 persone, quasi tutte civili, molte donne e bambini. Un pogrom etnico-religioso in piena regola, a cui Al-Sharaa reagì da un lato dicendo che le passate crudeltà del regime di Bashar al-Assad (alawita) rendevano comprensibile la voglie di vendetta e annunciando una commissione d&#8217;inchiesta sulle stragi di cui, peraltro, nessuno ha più sentito parlare. Ma quello attuale dei cristiani, se possibile, è ancor più emblematico.</p>



<p>I fatti. Siamo a Suqaylabiyah uno dei grossi centri nella valle dell&#8217;Oronte, nel governatorato di Hama che conta circa 250 mila abitanti. Un&#8217;area a prevalenza musulmana sunnita con un&#8217;eccezione, appunto <strong>Suqaylabiyah, che ha una popolazione a maggioranza cristiana, in particolare greco-ortodossa.</strong> In un negozio di vini e liquori, come quasi sempre accade in Medio Oriente gestito da cristiani, si accende una disputa. Difficile non pensare a una provocazione: perché dei musulmani avrebbero dovuto entrare nel negozio, visto che tutte le bevande inebrianti sono esplicitamente vietate dalla loro religione?</p>



<p>Comunque sia, il tam tam si mette immediatamente in azione e dai villaggi del circondario arrivano molti altri <strong>musulmani che attaccano i negozi dei cristiani, distruggono ciò che possono e, di passaggio, abbattono una statua della Madonna che si trovava in una piazza.</strong> A notte fonda gli assalitori si ritirano. Il mattino dopo, a Damasco e altrove, puntualmente spuntano manifestazioni e piccoli cortei per chiedere la messa al bando della vendita di alcolici. Un provvedimento che, se fosse deciso, colpirebbe i cristiani in due modi: da un lato, togliendo a molti di loro un lavoro e una fonte di sopravvivenza; dall&#8217;altro cancellando uno dei più evidenti (anche se, ovviamente, non il più importante) segni della &#8220;diversità&#8221; della comunità cristiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I segnali da non sottovalutare</h2>



<p>È ovvio che i cristiani di Siria vivano ore di apprensione. Prima dei fatti di Suqaylaibiyah non c&#8217;era stata alcuna discriminazione &#8220;ufficiale&#8221; nei loro confronti. Ma <strong>nel giugno del 2025 ci sono stati i 30 morti nella chiesa di Sant&#8217;Elia a Damasco</strong>, dove un terrorista ha aperto il fuoco sui fedeli che assistevano alla messa e poi si è fatto esplodere. Alla vigilia di Natale, proprio a Suqaylabiyah, alcuni uomini armati hanno dato fuoco all&#8217;albero di Natale alzato nella piazza centrale. E adesso l&#8217;assalto alle botteghe dei cristiani. I segnali sono comunque inquietanti.</p>



<p>Sull&#8217;analisi della situazione le opinioni divergono. Molti tendono a pensare che il presidente Al-Sharaa, molto semplicemente, non abbia il pieno controllo delle milizie che pure ha guidato alla conquista del potere in Siria. Dopo anni di lotta armata dal nido d&#8217;aquila della provincia di Idlib, <strong>i diversi comandanti si sono ritagliati porzioni di potere personale a cui non vogliono rinunciare</strong> e che vogliono continuare a esercitare senza troppo badare alle direttive, peraltro assai blande, del Governo centrale. Da cui le spedizioni punitive contro l&#8217;etnia cui appartenevano gli Assad, gli assalti alla comunità drusa del Sud, i tentativi di espansione nelle aree cristiane (Suqaylabiyah non è l&#8217;unico caso, anche la famosa Maaloula, per fare un altro esempio, è sotto pressione dei musulmani che cercano di trasferirvisi in massa) e così in via.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">After massacring Alawites and Druze the pogrom against Christians has begun. Jolani thugs are attacking Christian businesses and homes. Churches attacked and statues of virgin Mary destroyed. Thank you USA for bringing “democracy and freedom” to Syria <a href="https://t.co/VIp09ZVMp3">pic.twitter.com/VIp09ZVMp3</a></p>&mdash; Hadi (@HadiNasrallah) <a href="https://twitter.com/HadiNasrallah/status/2037706371664052547?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>È una tesi non assurda, che però si scontra con una serie di fatti concreti. Intanto Al-Sharaa, quand&#8217;era &#8220;solo&#8221; il capo delle formazioni islamiste che, appoggiate dalla Turchia, combattevano le truppe siriane, ha mostrato una grande capacità nella tattica e nel marketing politico, cambiando di volta in volta (almeno quattro) la denominazione e l&#8217;atteggiamento del suo gruppo in relazione al mutamento della situazione sul campo. <strong>Cosa che non gli ha impedito di reprimere con violenza le proteste che anche nel feudo di Idlib si erano più volte sollevate.</strong> E ha confermato questa capacità di agire su un doppio binario anche una volta diventato presidente, fintamente a interim, della Siria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Al Sharaa-Al Joulani, il doppio volto del potere</h2>



<p>Preso il potere, e dovendo accreditare soprattutto all&#8217;estero un&#8217;immagine di moderato, Al-Sharaa ha avuto una grande intuizione. Ha riservato agli uomini usciti da HTS le funzioni relative alla Difesa, alla Sicurezza e alla politica estera ha affidato al Governo di salvezza nazionale (GSN) l&#8217;amministrazione delle questioni tecniche e non politiche, a loro volta gestite da tecnocrati e burocrati locali, con il duplice effetto di indebolire il dissenso interno e di <strong>offrire una chance al ritorno di quella classe di professionisti di alto livello che negli anni sono fuggiti in massa </strong>(si calcola almeno un terzo di ingegneri, professori, tecnici di ogni sorta, artigiani specializzati, imprenditori) dalla Siria devastata. Una struttura decentralizzata ma largamente burocratica che somiglia, peraltro, a quella dei tempi di Assad o a quella attuale di Egitto e Iraq.</p>



<p>Altri effetti positivi di questa scelta sono stati: riuscire a creare almeno un minimo di struttura di Governo laddove altrove altri movimenti islamisti hanno fallito nel tentativo di governare in prima persona; e ripulire l&#8217;immagine di HTS, riportandolo almeno in parte dietro le quinte. <strong>Però non bisogna ingannarsi: Al-Sharaa si è riservato salde redini di controllo del potere.</strong> Il presidente ad interim Al-Sharaa ha fatto approvare una Costituzione provvisoria scritta da un comitato di sette saggi da lui scelti, Costituzione che assegna al presidente (cioè ad Al-Sharaa) il potere di scegliere i giudici della Corte costituzionale. In seguito (5 ottobre 2025) è stato eletto il nuovo Parlamento con i candidati scelti in questo modo: un terzo direttamente da Al-Sharaa; i restanti due terzi selezionati da u comitato nominato da Al-Sharaa. </p>



<p>Messo in prospettiva, un quadro che non porta a pensare che il leader delle milizie, sopravvissuto a tante battaglie militari e politiche, diventato presidente con poteri reali quasi assoluti, possa essere facilmente scavalcato o ignorato nelle sue decisioni. E da qui emerge la seconda tesi: che <strong>Al-Sharaa </strong>riservi per sé l&#8217;immagine del moderato che gli è così preziosa quando incontra Donald Trump o Ursula von der Leyen, quando deve chiedere prestiti o l&#8217;allentamento delle sanzioni; per richiamare in servizio <strong>Al-Joulani</strong> quando invece occorre far capire ai siriani quanto sia cambiata la musica, <strong>affermare il controllo totale della maggioranza musulmana sunnita</strong> ed eliminare eventuali sacche di dissenso o di protesta. Nell&#8217;uno come nell&#8217;altro caso bisognerà tenere gli occhi aperti sulla Siria e sullo sviluppo degli eventi, per evitare altre epurazioni o pulizie etniche. Ma Usa ed Europa hanno già deciso che in Siria va tutto bene, quindi difficilmente lo vedremo succedere.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-assalto-ai-cristiani-le-minoranze-a-rischio-con-il-moderato-presidente-al-sharaa.html">Siria, assalto ai cristiani: le minoranze a rischio con il &#8220;moderato&#8221; presidente Al-Sharaa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran, il regime in bilico: la miccia dell&#8217;economia, la crisi della Repubblica islamica, le minacce esterne</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-il-regime-in-bilico-la-miccia-delleconomia-la-crisi-della-repubblica-islamica-le-minacce-esterne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 05:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=501629</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>All’inizio si è trattato di un malcontento economico. Poi è entrata nel mirino delle proteste la legittimità della Repubblica Islamica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-il-regime-in-bilico-la-miccia-delleconomia-la-crisi-della-repubblica-islamica-le-minacce-esterne.html">Iran, il regime in bilico: la miccia dell&#8217;economia, la crisi della Repubblica islamica, le minacce esterne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Le proteste iraniane ripartite dalla fine di dicembre 2025 hanno un’origine che non ha bisogno di simboli: <strong>il denaro che non vale più nulla.</strong> Il rial che scivola, l’inflazione che divora i risparmi, i prezzi che corrono più in fretta dei salari. È la sequenza classica delle crisi profonde: prima la rabbia per la vita quotidiana che si restringe, poi la domanda più scomoda, quella politica, perché a un certo punto il problema smette di essere “quanto costa” e diventa “chi decide”.</p>



<p>All’inizio si è trattato di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-bazar-le-radici-profonde-delle-proteste-in-iran.html">un malcontento economico</a>. Poi, quando le classi medie hanno cominciato ad affacciarsi in massa, la piazza ha cambiato linguaggio: non più soltanto sussidi e bollette, ma <strong>la legittimità stessa della Repubblica Islamica.</strong> È un passaggio cruciale, perché segna la trasformazione da protesta sociale a contestazione dell’ordine. Ed è il punto in cui, di solito, lo Stato reagisce con la durezza che conosciamo dalla storia recente iraniana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La repressione non è scattata subito</h2>



<p>Questa volta, però, il potere ha esitato. Nel 2009, con il Movimento Verde, e nel 2022, con la rivolta “Donna, Vita, Libertà”, l’apparato di sicurezza fu rapido e brutale. <strong>Oggi la risposta è apparsa più lenta, quasi prudente, come se i governanti temessero di fare il passo più lungo della gamba.</strong></p>



<p>Il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> ha provato inizialmente una via amministrativa: misure restrittive per liberare risorse e finanziare sussidi ai più poveri. Una toppa, più che una soluzione, e infatti non ha retto. Quando la protesta si è estesa e l’8 gennaio è esplosa in modo diffuso nel Paese, allora la repressione è diventata seria. Ma il tempo perso è un segnale: non perché il regime sia improvvisamente “morbido”, bensì perché <strong>è costretto a misurare ogni colpo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il regime ragiona con un nemico alle spalle</h2>



<p>Per capire la prudenza, bisogna guardare fuori dall’Iran. Le proteste avvengono all’ombra della guerra di dodici giorni con Israele dello scorso giugno. Secondo Vali Nasr, <strong>quel conflitto ha lasciato la leadership iraniana in una condizione di shock strategico</strong>: la sensazione che la crisi possa riprendere in qualsiasi momento pesa più dei disordini interni. Se immagini una nuova escalation esterna, ogni mossa interna diventa pericolosa: una repressione troppo dura può rompere il fragile rapporto ricucito con una parte della popolazione durante la guerra; una repressione troppo blanda può far crescere la piazza e offrire ad altri il pretesto per intervenire.</p>



<p>In più, l’Iran arriva a questa fase con deterrenti più deboli. La pressione israeliana su Hezbollah e il crollo del sistema siriano guidato da <strong>Bashar al-Assad</strong> hanno ridotto la profondità strategica di Teheran. La rete regionale non è più la stessa; la capacità di alzare il costo di un intervento straniero si è assottigliata. È un punto essenziale: quando perdi leve all’esterno, diventano più fragili anche le certezze interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il patto implicito spezzato</h2>



<p>Durante la guerra di giugno, molti iraniani si erano stretti “sotto la bandiera” e il regime aveva risposto allentando l’applicazione di alcune regole religiose, in particolare sul velo. <strong>Non era liberalismo: era gestione del consenso</strong> in tempo di pericolo. Una tregua tattica, un patto implicito per attraversare la tempesta.</p>



<p>Le proteste attuali mettono quel patto davanti a un bivio. Se lo Stato reprime senza misura, rischia di bruciare il credito residuo accumulato durante la guerra e di convincere anche gli indecisi che l’apertura era una finzione. Se lo Stato lascia correre, la protesta può diventare contagiosa e, soprattutto, può essere presentata dall’esterno come una richiesta d’aiuto che “obbliga” a intervenire.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-il-regime-in-bilico-la-miccia-delleconomia-la-crisi-della-repubblica-islamica-le-minacce-esterne.html">Iran, il regime in bilico: la miccia dell&#8217;economia, la crisi della Repubblica islamica, le minacce esterne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Beduini contro alawiti, in Siria soffia il vento della guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/beduini-contro-alawiti-in-siria-soffia-il-vento-della-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 08:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Alawiti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495085</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pesanti scontri sono divampati tra le tribù beduine e i gruppi alawiti, con questi ultimi sotto attacco, a Homs, Siria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/beduini-contro-alawiti-in-siria-soffia-il-vento-della-guerra-civile.html">Beduini contro alawiti, in Siria soffia il vento della guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250718172616942_e6efa90a8bed467fd02508f126ba9e17-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno dalla <strong>travolgente avanzata ribelle</strong> che pose fine a mezzo secolo di governo della famiglia Assad la <strong>Siria resta un Paese diviso</strong> e in cui i venti di guerra civile non accennano a sopirsi. <strong>L&#8217;ultimo caso viene da Homs,</strong> città decisiva per gli equilibri del Paese e la cui caduta, un anno fa, aprì la strada alle truppe di <strong>Hay&#8217;at Tahrir al-Sham,</strong> l&#8217;organizzazione comandata da <strong>Abu Mohammad al-Jolani,</strong> per trasformare un&#8217;offensiva inizialmente mirante alla riconquista di Aleppo in un terremoto che portò alla fuga di <strong>Bashar al-Assad in dieci giorni che hanno sconvolto la Siria</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La violenza settaria nella Siria occidentale</h2>



<p>Nella città dell&#8217;Ovest del Paese le autorità hanno infatti imposto un coprifuoco dopo che <strong>pesanti scontri sono divampati tra le tribù beduine</strong> e i gruppi <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/storia-degli-alauiti-dalle-origini-allera-assad.html">alawiti </a>nel contesto di una spirale di violenza che rischia di rendere il Paese incontrollabile. In particolare, l&#8217;uccisione nella città di Zidal, alla periferia di Homs,<a href="https://www.thestar.com/news/world/middle-east/sectarian-tensions-flare-in-syrias-homs-after-the-killing-of-a-bedouin-couple/article_e049fa46-ba4c-5a0d-9887-53f7486759cd.html"> di una coppia beduina</a>, marito e moglie, ha scatenato nella giornata di domenica una vera e propria <strong>caccia all&#8217;uomo nella città di 750mila abitanti vicino al confine libanese</strong>.</p>



<p><a href="https://www.syriahr.com/%d8%b3%d9%82%d9%88%d8%b7-%d8%b6%d8%ad%d9%80-%d9%80%d8%a7%d9%8a%d8%a7-%d9%88%d8%a5%d8%b5%d8%a7%d8%a8%d8%a7%d8%aa-%d9%87%d8%ac%d9%80-%d9%80%d9%88%d9%85-%d8%a7%d9%86%d8%aa%d9%80-%d9%80%d9%82%d9%80/785403/">L&#8217;Osservatorio Siriano per i Diritti Umani </a>(Sohr) riporta di sparatorie, attacchi a cittadini e negozi nei sobborghi alawiti di al-Basel e al-Muhajireen. La tribù responsabile dell&#8217;assalto sarebbe l&#8217;ampia confederazione Bani Khalid, sezione siriana di una stirpe diffusa in tutto il mondo arabo e che nell&#8217;area di Homs ha una grande rilevanza. </p>



<p>Il Sohr sembra citare <strong>la presenza di simboli che indicano un chiaro movente settario, di ispirazione alawita</strong>, nell&#8217;omicidio della coppia beduina. Il giornalista siriano Scharo Maroof ha però contestato questa certezza scrivendo che &#8220;è molto importante sottolineare che chiunque abbia assassinato queste due persone ieri sera aveva l&#8217;intenzione di dare inizio a un conflitto settario di cui gli alawiti sarebbero diventati le vittime&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pogrom anti-alawiti a Homs</h2>



<p>Sembrano invece ben mirate sulle comunità della minoranza sciita a cui appartiene il deposto clan Assad le operazioni che hanno investito Homs nella giornata di domenica. &#8220;I primi resoconti indicano che <strong>decine di alawiti sono stati uccisi o feriti </strong>nel caos, che si è esteso ai quartieri di Al-Basel e Arman&#8221;, <a href="https://thecradle.co/articles/bedouin-tribes-attack-alawite-neighborhood-in-syrias-homs-following-apparent-sectarian-killing">ha riportato <em>The Cradle,</em> </a>aggiungendo che &#8220;l&#8217;attacco dei beduini ha coinciso con la fine della giornata scolastica, spingendo le forze di sicurezza a intervenire per impedire agli studenti di uscire&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Armed Bedouin groups attack Alawite neighborhood in Syria&#39;s Homs, casualties and heavy damage reported<br>——<br>According to multiple reports from Sham TV’s correspondent in Homs, government-aligned armed groups from the Bani Khalid Bedouins launched a violent attack on the… <a href="https://t.co/byloVdk4GL">pic.twitter.com/byloVdk4GL</a></p>&mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) <a href="https://twitter.com/TheCradleMedia/status/1992547545705218136?ref_src=twsrc%5Etfw">November 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La dimensione <strong>sembra quella di un vero e proprio pogrom</strong><a href="https://news.antiwar.com/2025/11/23/curfew-imposed-in-syrias-homs-as-sectarian-violence-leave-four-dead/"><strong>,</strong> tanto che il Maggior Generale <strong>Murhaf al-Nassan</strong></a>, comandante delle forze regolari siriane nell&#8217;area di Homs, ha parlato esplicitamente di un attacco teso a <a href="https://thecradle.co/articles/bedouin-tribes-attack-alawite-neighborhood-in-syrias-homs-following-apparent-sectarian-killing">minare la stabilità</a>&nbsp;del territorio occidentale del Paese. Non è la prima volta che ciò accade. <strong>Tra <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-240-morti-in-48-ore-la-scia-di-sangue-di-al-jolani.html">marzo e aprile centinaia di membri della comunità alawita</a></strong> sono stati massacrati nelle regioni costiere dopo che il governo di Damasco aveva chiesto alle loro milizie di disarmare e dopo che contro la minoranza che costituisce circa il 10% della popolazione erano emerse accuse di presunti collaborazionismi col deposto regime. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni settarie</h2>



<p>Al-Jolani, tornato nel frattempo a usare il nome di nascita <strong>Ahmad al-Sharaa e insediatosi come presidente</strong> ad interim, ha più volte presentato l&#8217;immagine di una Siria pacificata e unita sotto la sua leadership. </p>



<p>Ma più volte l&#8217;ombra del settarismo è tornata ad affacciarsi: è successo a marzo e ora a novembre con l&#8217;attacco agli alawiti,<a href="https://it.insideover.com/politica/milizie-scatenate-stragi-di-civili-guerra-con-israele-e-minoranze-impaurite-benvenuti-nella-nuova-siria.html"> a giugno con l&#8217;attacco ai cristiani alla Chiesa di Mar Elias a Damasco</a>, a <strong>luglio con gli scontri</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-il-copione-che-si-ripete.html"><strong> tra tribù arabe e drusi nel Sud del Paese</strong>.</a> </p>



<p>Un anno dopo la caduta di Assad, al-Sharaa/al-Jolani resta poco più del <strong>sindaco di Damasco, </strong> mentre attorno al suo potere si sommano le tendenze centrifughe consolidate in quasi 15 anni di guerra civile e gli appetiti esterni sul Paese che ne condizionano la corsa all&#8217;unificazione. Mentre spirali di violenza come quelle di Homs riportano sempre i civili in prima linea in una preoccupante deriva settaria dove sono le minoranze le parti più fragili.</p>



<p><strong><em>Con InsideOver scegli un’informazione leale e basata su fatti e concretezza, che legge la realtà in maniera profonda provando a cogliere tutta la sua complessità. Se vuoi sostenere il nostro metodo di lavoro,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><em><strong>abbonati e contribuisci al percorso di questa avventura di coraggiosi sognatori.</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/beduini-contro-alawiti-in-siria-soffia-il-vento-della-guerra-civile.html">Beduini contro alawiti, in Siria soffia il vento della guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jeffrey Epstein e il Mossad: l&#8217;inedito ruolo del finanziere in Siria e Russia per conto di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/jeffrey-epstein-e-il-mossad-linedito-ruolo-del-finanziere-in-siria-e-russia-per-conto-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 15:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=491956</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Nuove e-mail trapelate avvalorano la tesi che sostiene il profondo legame tra Israele e Jeffrey Epstein: svelato il suo ruolo in Siria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/jeffrey-epstein-e-il-mossad-linedito-ruolo-del-finanziere-in-siria-e-russia-per-conto-di-israele.html">Jeffrey Epstein e il Mossad: l&#8217;inedito ruolo del finanziere in Siria e Russia per conto di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Nuove e-mail trapelate avvalorano la tesi che sostiene il profondo legame tra <strong>Israele</strong> e <strong>Jeffrey Epstein</strong>, il&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fbi-le-vittime-di-epstein-furono-migliaia-e-lavvocato-dershowitz-conferma-la-lista-ce.html">finanziere</a>&nbsp;accusato di crimini sessuali&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-strana-morte-di-jeffrey-epstein-spiegata.html">morto in carcere per un apparente suicidio</a>&nbsp;presso il&nbsp;<em>Metropolitan Correctional Center</em>&nbsp;di New York il 10 agosto 2019. Un&#8217;inchiesta basata su migliaia di email private dell&#8217;ex Primo Ministro israeliano <strong>Ehud Barak</strong> rivela il ruolo cruciale e inedito di Jeffrey Epstein come architetto di una diplomazia segreta tra Israele e la Russia di <strong>Vladimir Putin</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inchiesta che svela il ruolo segreto di Epstein</h2>



<p>Secondo quanto pubblicato da <em><a href="https://www.dropsitenews.com/p/jeffrey-epstein-ehud-barak-putin-israel-russia-syria-war-depose-assad?hide_intro_popup=true">Drop Site News</a>,</em> il finanziere, all&#8217;epoca del suo coinvolgimento già condannato per reati sessuali, agì come un <strong>vero e proprio operativo non ufficiale</strong>, con l&#8217;obiettivo di stravolgere gli equilibri in Medio Oriente. Le email, datate tra il 2013 e il 2016, mostrano che Epstein fu il regista di un<strong> backchannel</strong> tra Ehud Barak e il Cremlino. L&#8217;obiettivo principale era convincere la Russia ad abbandonare il suo alleato, il presidente siriano <strong>Bashar al-Assad</strong>, e sostenere una sua &#8220;uscita di scena graceful&#8221;, come riportano le mail.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732-1024x674.webp" alt="" class="wp-image-491965" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732-1024x674.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732-300x197.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732-768x506.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732-600x395.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/698acd8f-5575-4cb0-ae3a-b34c3ccd0a45_1112x732.webp 1112w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Epstein, che si vantava di avere accesso agli ambienti più chiusi dell&#8217;élite russa, non si limitò a fare da tramite.&nbsp;<strong>Consigliava strategie, condivideva intelligence</strong>&nbsp;su chi Putin stesse incontrando in Europa e suggeriva a Barak come approcciare i colloqui. &#8220;Penso che dovresti far sapere a Putin che sarai a Mosca. Vedi se vuole del tempo privato&#8221;, scrisse Epstein in una mail del 9 maggio 2013, dopo una conversazione notturna con Barak. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro con Putin </h2>



<p>Il lavoro di Epstein culminò in un&nbsp;<strong>incontro privato tra Barak e Putin</strong>&nbsp;a San Pietroburgo nel giugno 2013, organizzato sotto la copertura di un forum economico. Per preparare il terreno, i due uomini lavorarono a stretto giro su un editoriale che Barak avrebbe dovuto pubblicare su un grande giornale americano.</p>



<p>La bozza, intitolata &#8220;Il Cremlino detiene le Chiavi&#8221;, esortava Russia e Stati Uniti a trovare una <strong>soluzione negoziata che al fine di rimuovere Assad</strong>, importante alleato di Teheran nella regione. Epstein revisionò personalmente il testo, rendendolo più aggressivo e aggiungendo un&#8217;esplicita difesa degli interessi israeliani: &#8220;Israele non può semplicemente aspettare che sia troppo tardi&#8221;. L&#8217;articolo, rifiutato dal <em>New York Times</em> e dal<em> Wall Street Journal</em>, fu poi pubblicato in forma meno incisiva sul <em>Telegraph</em>.</p>



<p>Nonostante l&#8217;incontro con Putin, il piano di rimuovere Assad fallì. La Russia, infatti, consolidò il suo sostegno al regime di Assad e nel 2015 intervenne militarmente per contrastare l&#8217;avanzata dei jihadisti e di Al-Qaeda in Siria. Tuttavia, le trattative di Barak ed Epstein, secondo <em>Drop Site News</em>, contribuirono a gettare le basi per la successiva cooperazione Usa-Russia sullo <strong>smantellamento delle armi chimiche siriane</strong> dopo l&#8217;attacco di Ghouta.</p>



<p>Le rivelazioni mostrano anche che l&#8217;agenda di Epstein e Barak andava oltre la Siria. In una mail dell&#8217;agosto 2013 Epstein spinse Barak a scrivere un editoriale che criticasse la politica americana di attesa, augurandosi che il Congresso approvasse non solo le bombe sulla Siria, ma <strong>&#8220;ottenesse l&#8217;autorizzazione ora per l&#8217;Iran&#8221;</strong>. L&#8217;obiettivo era chiaramente sabotare i negoziati sul nucleare iraniano dell&#8217;amministrazione Obama, considerati una minaccia da Israele. Esptein agiva come un &#8220;falco&#8221;. <br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Epstein e il Mossad</h2>



<p>L’ipotesi che Epstein fosse legato a servizi segreti, in particolare al Mossad, non è nuova. Una delle testimonianze più significative in tal senso proviene da&nbsp;<strong>Ari Ben-Menashe</strong>, ex agente dell’intelligence israeliana, che nel 2020, in un’intervista a&nbsp;<em>RT International</em>,&nbsp;<a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/epstein-case-sheds-light-on-dark-secrets-of-influential-figures/3103146">ha dichiarato che sia Epstein sia Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell</a>, erano agenti del Mossad.</p>



<p> Secondo Ben-Menashe, Epstein gestiva&nbsp;<strong>un’operazione di raccolta di informazioni e ricatto</strong>, utilizzando le sue dimore piene di telecamere nascoste per compromettere personaggi potenti. Maxwell, magnate dei media britannico morto in circostanze misteriose nel 1991, avrebbe introdotto Epstein nei circoli dell’intelligence israeliana, creando una rete di relazioni che coinvolgeva figure di alto profilo, tra cui l’ex primo ministro israeliano&nbsp;<strong>Ehud Barak</strong>&nbsp;e persino il principe Andrea d’Inghilterra.  </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/jeffrey-epstein-e-il-mossad-linedito-ruolo-del-finanziere-in-siria-e-russia-per-conto-di-israele.html">Jeffrey Epstein e il Mossad: l&#8217;inedito ruolo del finanziere in Siria e Russia per conto di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Azerbaigian mediatore: un accordo tra Turchia e Israele per evitare scontri in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-accordo-tra-turchia-e-israele-per-evitare-scontri-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 09:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=471135</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-1536x1020.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e Turchia lavorano su un accordo militare per evitare scontri in Siria, nonostante le loro posizioni contrastanti sul governo HTS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-accordo-tra-turchia-e-israele-per-evitare-scontri-in-siria.html">Azerbaigian mediatore: un accordo tra Turchia e Israele per evitare scontri in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523141753893_e95ea18041b81296f66b1c8a92c19128-1536x1020.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e Turchia hanno<a href="https://www.kurdistan24.net/en/story/841691/israel-and-turkey-reach-military-coordination-agreement-in-syria"> raggiunto un&#8217;intesa</a> preliminare sul coordinamento militare all&#8217;interno della Siria, dove entrambe le nazioni mantengono una presenza illegale, <strong>al fine di evitare uno scontro diretto tra le loro forze militari</strong>. Un funzionario israeliano, interpellato il 21 maggio scorso&nbsp;da Israel Hayom, ha confermato l&#8217;accordo.</p>



<p> La collaborazione è nata da <strong>colloqui segreti mediati dall&#8217;Azerbaigian a Baku,</strong> indicando una crescente necessità di gestire le sovrapposizioni delle presenze militari sullo sfondo di un ricalibrato equilibrio di potere regionale, in seguito al <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-caduto-assad-gli-stati-uniti-chiudono-tre-basi-e-dimezzano-le-truppe.html">crollo </a>del regime di Assad nel dicembre 2024. Il funzionario israeliano ha ribadito che le parti hanno concordato di istituire <strong>un meccanismo permanente per prevenire attriti militari in Siria</strong>, con il quadro d&#8217;intesa finalizzato durante gli incontri di Baku.</p>



<p>Sia Israele che la Turchia<strong> hanno avuto ruoli significativi</strong> nei processi che hanno portato l&#8217;attuale governo siriano, guidato dall&#8217;ex comandante di Al-Qaeda in Iraq Ahmad al-Sharaa, precedentemente noto come Abu Mohammad al-Julani, ad arrivare al potere a dicembre, ma le loro interazioni e il tipo di assistenza fornita differiscono notevolmente.</p>



<p>La <strong>Turchia vanta stretti legami con Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong> (HTS), il gruppo guidato da al-Sharaa, considerandolo un soggetto prioritario per la stabilità in Siria. Ankara ha attivamente sostenuto il consolidamento delle istituzioni sotto HTS, facilitando l&#8217;apertura diplomatica del gruppo e incoraggiando investimenti stranieri e aiuti umanitari, con l&#8217;obiettivo di rafforzare una presenza favorevole alle proprie prospettive geopolitiche nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sospetti di Netanyahu</h2>



<p>Il ruolo di Israele, invece, non è stato di supporto diretto all&#8217;ascesa di al-Sharaa. Le operazioni israeliane in Siria sono state dettate principalmente dalle proprie preoccupazioni di sicurezza nazionale, con attacchi aerei mirati contro obiettivi iraniani e del regime di Assad volti a prevenire il rafforzamento di influenze ostili ai suoi confini. <strong>Lo Stato ebraico ha espresso sospetto nei confronti di al-Sharaa</strong> e delle forze HTS, e le sue azioni si sono focalizzate sul mantenere una situazione di scomposizione del potere in Siria o a stabilire una zona demilitarizzata, piuttosto che a sostenere attivamente il nuovo Governo. Le relazioni tra Israele e la nuova entità governativa sono descritte come una complessa partita a scacchi, dove Israele gestisce una nuova realtà sul proprio confine senza un&#8217;alleanza esplicita.</p>



<p>Attualmente, <strong>l&#8217;esercito turco occupa aree nella Siria settentrionale e occidentale</strong>. Israele,invece, dopo aver occupato le alture del Golan siriane nel 1967, ha conquistato ulteriore territorio nella Siria meridionale proprio subito dopo il rovesciamento del governo dell&#8217;ex presidente siriano <strong>Bashar al-Assad</strong> a favore di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) guidata da Sharaa. La presenza israeliana in Siria, interessa, quindi,  ragioni militari strategiche, ma anche <strong>la famosa espansione del cosiddetto &#8220;Grande Israele&#8221;.</strong> Quest&#8217;ultimo termine si riferisce a un&#8217;ideologia che, nelle sue interpretazioni più estese, immagina uno stato ebraico che si estende su vaste porzioni del Medio Oriente, arrivando a comprendere parti della Giordania, dell&#8217;Egitto e, significativamente, della Siria. Va precisato che, tale visione non fa parte del discorso ufficiale del Governo israeliano e non esistono rivendicazioni territoriali esplicite in tal senso oltre i confini riconosciuti, ad eccezione, però, delle Alture del Golan.</p>



<p>Recentemente, Israele ha mantenuto una posizione che riflette la sua profonda diffidenza verso Ahmad al-Sharaa, nonostante i suoi tentativi di presentarsi come figura moderata. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha persino esortato a mantenere le sanzioni contro il suo gruppo in passato e i suoi funzionari israeliani hanno continuato a definire l&#8217;amministrazione Sharaa come &#8216;jihadista radicale&#8217;, e ribadito che Israele non avrebbe tollerato un&#8217;occupazione turca delle basi aeree siriane vicino a Palmira.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La presenza turca come minaccia</h2>



<p> <strong>Le preoccupazioni di Israele riguardo alla Siria si estendono soprattutto alla crescente influenza militare della Turchia.</strong> Tel Aviv ha apertamente manifestato il proprio disappunto per il posizionamento di sistemi di difesa aerea e radar turchi che potrebbero monitorare le operazioni aeree israeliane. L&#8217;area della &#8220;linea di Palmira&#8221; è stata identificata come un punto di particolare attrito e un&#8217;area fondamentale per la sicurezza israeliana, dove <strong>qualsiasi presenza militare turca, percepita come minaccia alla libertà di manovra aerea di Israele</strong>, sarebbe inaccettabile. Proprio per gestire simili tensioni e prevenire scontri militari diretti, Israele e Turchia hanno intrapreso i colloqui, mediati dall&#8217;Azerbaigian, per stabilire un protocollo per evitare scontri militari in Siria, compresa una hotline operativa 24 ore su 24, per affrontare la complessità delle loro operazioni sovrapposte e divergenti. In attesa di un quinto round di negoziati, previsto entro la fine del mese corrente, una fonte vicina ai negoziati ha fatto sapere a i24 News che il governo israeliano accetta ampiamente l&#8217;invio di forze di terra turche in Siria, compresi carri armati e fanteria, ma continua a opporsi all&#8217;impiego di sistemi di difesa aerea e radar turchi in grado di monitorare le operazioni israeliane.</p>



<p>La possibile occupazione turca della base T4, con i suoi progetti di ammodernamento, ampliamento e installazione di sofisticati sistemi difensivi tra cui i missili Hisar, un eventuale temporaneo posizionamento degli S-400 russi e l&#8217;utilizzo di droni da combattimento, desta particolare allarme a Tel Aviv. Le autorità israeliane hanno chiarito che considererebbero il dispiegamento di tali armamenti nell&#8217;area una violazione inaccettabile dei propri &#8220;red lines&#8221;, con potenziali ripercussioni sulle operazioni contro le minacce regionali. Di conseguenza, <strong>l&#8217;aviazione israeliana ha incrementato i bombardamenti calibrati contro obiettivi militari in territorio siriano, con particolare attenzione alle installazioni di T4 e Palmira</strong>. I raid, che hanno reso inutilizzabili le piste e compromesso strutture sensibili, sono stati letti da analisti geopolitici come un avvertimento inequivocabile alla Turchia: qualsiasi tentativo di creare basi permanenti o di limitare la libertà d&#8217;azione israeliana nello spazio aereo siriano incontrerà una ferma risposta.</p>



<p>In attesa di sviluppi, la situazione alla T4 incarna un capitolo in un più ampio rimodellamento della Siria post-Assad, che vede l&#8217;ambizione turca di consolidare la propria influenza e proteggere i propri confini da gruppi come l&#8217;ISIS e le forze curde, scontrarsi con gli imperativi di sicurezza di Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-accordo-tra-turchia-e-israele-per-evitare-scontri-in-siria.html">Azerbaigian mediatore: un accordo tra Turchia e Israele per evitare scontri in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/389 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 16:19:30 by W3 Total Cache
-->