Milizie scatenate, stragi di civili, guerra con Israele e minoranze impaurite: benvenuti nella “nuova” Siria
Nove mesi dopo la cacciata di Bashar al-Assad il Paese sta sprofondando tra massacri a fondo etnico-religioso e conflitti.
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Dimenticate le lezioni di Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, il "mondo libero" prosegue con l'attacco all'Iran e alla bomba inesistente.
La Siria torna nell’economia mondiale e per i patroni della ricostruzione del Paese è una grande vittoria. Quel che era nell’aria da tempo con la sostanziale fine delle sanzioni a Damasco sta prendendo piede con l’annunciato ritorno della Siria nel...
Caduta di Assad: Il regime di Bashar al-Assad è crollato l’8 dicembre 2024 con la perdita di Damasco, portando all’ascesa di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad Al Jolani), leader di Hayat Tahrir al-Sham.Guerra cibernetica: Un’app mobile (STFD-686) ha infettato i telefoni degli ufficiali siriani con SpyMax, raccogliendo dati sensibili e mappando in tempo reale le posizioni dell’esercito, facilitando l’Operazione Deterrenza dell’Aggressione.Vulnerabilità sfruttate: La crisi economica (lira siriana crollata da 50 a 15.000 sul dollaro) e la demoralizzazione dei militari, con salari di circa 20 dollari al mese, hanno reso l’esercito vulnerabile a trappole digitali.Fine delle sanzioni UE: Il 20 maggio 2025, l’UE ha avviato la rimozione delle sanzioni economiche contro la Siria, eccetto quelle per motivi di sicurezza, per sostenere la transizione verso una Siria inclusiva, mantenendo però misure contro violazioni dei diritti umani.Minaccia Isis: L’Isis ha compiuto il primo attacco al nuovo governo siriano il 29 maggio 2025 a Sweida, mentre le autorità siriane e gli USA chiedono vigilanza per prevenire la rinascita del gruppo.
Con una scommessa ad alto rischio, Trump ha deciso di eliminare le sanzioni conto la Siria. Ecco chi ha influito sulla sua decisione.
Le aperture di Donald Trump al leader siriano Al-Sharaa sono da un lato un esercizio di realismo e dall'altro un rischio evidente.
La prima licenza è stata concessa a un'azienda anglo-emiratina. Ma che cosa cercano, davvero, in Siria questi contractors?
Siria, crescono gli appelli al Gran Muftì: fermare le violenze settarie nel Paese è un imperativo sempre più forte.
Chi vuole trasformare il Manifesto di Ventotene in un nuovo feticcio del politicamente corretto, rilegga quelle idee e guardi la realtà.
In Siria proseguono le violenze settarie contro gli alawiti, minoranza religiosa dell’ex presidente Bashar al-Assad, nel silenzio della stampa e delle cancellerie occidentali, con la complicità del regime di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad al-Jolani), leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), accolto favorevolmente dall’Ue.Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo 2025, con oltre 1000 morti, le violenze contro gli alawiti continuano senza sosta, estendendosi da zone costiere a Damasco, con presunti membri del General Security Service coinvolti, nonostante le promesse di al-Sharaa di fermarle.Nella provincia di Tartous, a maggioranza alawita, quattro persone, tra cui un ragazzo di 12 anni, sono state uccise lunedì scorso da assalitori non identificati, con testimoni che accusano forze governative mascherate, mentre le autorità locali promettono giustizia.La nuova dichiarazione costituzionale del 13 marzo 2025, approvata da al-Sharaa, concentra il potere nell’esecutivo, compromettendo l’indipendenza giudiziaria e i diritti fondamentali, suscitando critiche da Human Rights Watch per il rischio di un regime autoritario.L’Ue e i leader occidentali, come i ministri degli Esteri di Francia e Germania, tacciono di fronte a violenze e autoritarismo, avallando di fatto un regime oppressivo che abbandona il popolo siriano e le sue minoranze a un destino di ingiustizia.
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