<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Aung San Suu Kyi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/aung-san-suu-kyi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/aung-san-suu-kyi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Aug 2023 18:44:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Aung San Suu Kyi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/aung-san-suu-kyi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Rimpasto a Tunisi, criptovalute fuorilegge in Cina, Bolivia nei Brics: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/rimpasto-a-tunisi-criptovalute-fuorilegge-in-cina-bolivia-nei-brics-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 17:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=405667</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal licenziamento della premier tunisina al nuovo patto fiscale cileno passando per i miliardi cinesi di Binance: ecco i cinque fatti dal mondo di oggi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/rimpasto-a-tunisi-criptovalute-fuorilegge-in-cina-bolivia-nei-brics-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Rimpasto a Tunisi, criptovalute fuorilegge in Cina, Bolivia nei Brics: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Binance-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kais Saied ribadisce la sua presa sul governo con un licenziamento senza spiegazioni. La giunta militare birmana ha i giorni contati, secondo il governo d&#8217;opposizione in esilio. In Cina, Binance continua a fatturare decine di miliardi al mese nonostante Pechino abbia messo al bando la compravendita di criptovalute. La Bolivia di Arce si aggiunge alla lunga fila delle candidature ai Brics, e il presidente del Cile ci riprova con un nuovo patto fiscale per migliorare la vita dei pensionati e combattere l&#8217;evasione. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Licenziata a sorpresa la premier di Tunisi, Saied nomina un economista </h2>



<p>Cambio a sorpresa ai vertici&nbsp;del&nbsp;governo&nbsp;di Tunisi. Il presidente&nbsp;della Repubblica tunisina Kais Saied ha <strong>licenziato</strong> la premier Najla Bouden (prima donna alla guida di un governo nel nord Africa) senza dare spiegazioni per la decisione presa. Al suo posto ha collocato <strong>Ahmed Hachani</strong>, giurista con grande esperienza nelle istituzioni finanziarie (nella Banca centrale tunisina). È probabile che una simile preferenza indichi la volontà di impegnarsi per salvare l&#8217;economia tunisina, sommersa nei debiti, e la speranza di ricomporre la grave crisi sociale che affligge il Paese. Nelle ultime settimane il presidente Saied ha più volte incolpato il governo di inattività, accusandolo di trascurare i <strong>servizi pubblici di base</strong>: sono infatti frequenti interruzioni sia d&#8217;acqua che di gas. Il nuovo capo del Governo ha prestato giuramento ieri sera davanti a Saied, secondo un video pubblicato della Presidenza tunisina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Myanmar: per l&#8217;opposizione la giunta militare ha i giorni contati</h2>



<p>Il governo civile in esilio ha emanato un comunicato in cui avverte che la giunta al potere sta tentando invano di camuffare una <strong>sconfitta imminente</strong>. Il motivo è che i militari al potere a Naypidaw hanno concesso una<strong> riduzione di pena</strong> alla consigliera di Stato Aung San Suu Kyi e al presidente Win Myint, entrambi deposti dal colpo di Stato di due anni fa. Secondo il Governo di unità nazionale del Myanmar, che raccoglie l&#8217;opposizione in esilio, lo sconto di pena &#8220;non è solo un tentativo minimo e simbolico di placare la rabbia&nbsp;dell&#8217;opinione pubblica verso gli <strong>atti terroristici</strong> illegali dei militari, ma è anche un tentativo di camuffare la sua imminente sconfitta&#8221;. San Suu Kyi e Myint &#8220;non hanno commesso alcun reato&#8221; e le condanne a loro carico &#8220;sono state sia illegali che ingiuste&#8221;. Nel frattempo, citando le continue violenze in tutto il Paese, la giunta ha <strong>rimandato le elezioni</strong> a data da destinarsi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Binance fattura miliardi in Cina, anche se fuorilegge</h2>



<p>Secondo quanto riportato da un&#8217;inchiesta del <em>Wall Street Journal</em>, <strong>Binance</strong>, la maggior società al mondo per la compravendita di criptovalute, fattura decine di miliardi in Cina nonostante Pechino abbia esplicitamente bandito il commercio di beni digitali a partire dal 2021. I dati raccolti dalla testata rivelano che quest&#8217;anno, nel giro di un solo mese, gli utenti di Binance con base in Cina hanno scambiato più di 90 miliardi di dollari in asset legati alle criptovalute. Questo volume di transazioni ha reso la Cina il mercato principale per Binance, rappresentando il 20% degli scambi mondiali se si escludono le compravendite fatte da sottogruppi di grossi <em>trader</em>. La società è stata fondata nel 2017 proprio in Cina dallo sviluppatore Changpeng Zhao, che ha poi trasferito la sede legale al di fuori del Paese quando Pechino ha imposto rigide restrizioni sullo scambio di beni digitali. Se in prima battuta questo aveva comportato una perdita del 17% per l&#8217;azienda, gli affari sono poi risaliti negli anni successivi. Binance cammina già sul filo del rasoio dal momento che oltreoceano il dipartimento di Giustizia americano sta valutando di <strong>incriminare</strong> la società per <strong>frode</strong> poiché opera in una zona grigia legale di scambio non registrato di valute. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Bolivia si candida ufficialmente ai Brics</h2>



<p class="has-text-align-left">L&#8217;ambasciata&nbsp;boliviana a Mosca ha pubblicato una nota ufficiale nella quale esprime il desiderio del Paese sudamericano di aderire al gruppo <strong>Brics</strong> (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). La notizia è stata resa pubblica dall&#8217;ambasciatrice&nbsp;della Bolivia a Mosca, Maria Luis Ramos Ursagaste, in un briefing con la stampa. &#8220;Abbiamo trasmesso a tutti i Paesi questa nota sulla nostra volontà di aderire ai Brics e, successivamente, per decisione&nbsp;del&nbsp;gruppo abbiamo inoltrato l&#8217;invito&nbsp;del&nbsp;presidente&nbsp;della Bolivia Luis Arce, proprio perché abbiamo già presentato domanda&#8221;, ha detto l&#8217;ambasciatrice ai giornalisti. Si allunga velocemente la lista dei Paesi che intendono aderire al gruppo Brics: alle già note candidature di Argentina e Iran, secondo il ministero degli Esteri cinese si aggiungono Indonesia, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il presidente Boric presenta il nuovo &#8220;patto fiscale&#8221; per migliorare la vita dei cileni  </h2>



<p>In seguito alla pesante sconfitta del progetto di riforma fiscale, bocciato in prima istanza dalla Camera dei Deputati la scorsa settimana, il presidente&nbsp;del&nbsp;Cile Gabriel Boric ha presentato in diretta tv il nuovo &#8220;<strong>patto fiscale</strong>&#8220;. L&#8217;iniziativa mira a incrementare il gettito fiscale di 8 miliardi di dollari per poter finanziare un aumento delle <strong>pensioni</strong> e garantire migliori <strong>servizi pubblici</strong> quali sanità, educazione e sicurezza. &#8220;Chi ha di più pagherà di più&#8221; ha affermato il presidente, che ha poi continuato: &#8220;il mio governo non rinuncerà a migliorare le pensioni di migliaia di pensionati che vivono in condizioni poco dignitose. Pensioni inferiori al salario minimo. Non c&#8217;è tempo da perdere&#8221;. Il nuovo piano illustrato dal capo di Stato prevede &#8220;un sistema <strong>moderno, equo, efficiente</strong> che fornisca garanzie a tutti su come vengono utilizzate le tasse&#8221;, oltre a &#8220;migliori verifiche degli obblighi fiscali e una riforma&nbsp;della tassazione dei redditi, sia per le società che per le persone fisiche, nell&#8217;ottica di aumentare il contributo di persone con redditi più elevati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/rimpasto-a-tunisi-criptovalute-fuorilegge-in-cina-bolivia-nei-brics-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Rimpasto a Tunisi, criptovalute fuorilegge in Cina, Bolivia nei Brics: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le elezioni in Myanmar aprono un nuovo terreno di scontro tra Usa e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-myanmar-dividono-usa-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 11:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=382828</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stato di emergenza imposto dalla giunta militare che governa il Myanmar da due anni è stato prolungato di altri sei mesi, e le elezioni promesse sono rinviate a data da definirsi. Normalmente, un annuncio simile produrrebbe grande sdegno, ma a Naypyidaw e nelle maggiori città del Paese la popolazione non è insorta e non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-myanmar-dividono-usa-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-myanmar-dividono-usa-cina.html">Le elezioni in Myanmar aprono un nuovo terreno di scontro tra Usa e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_202302051228238_4898fa0d3649e4443ecd27df0469ff45-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stato di emergenza imposto dalla giunta militare che governa il <strong>Myanmar</strong> da due anni è stato prolungato di altri sei mesi, e le elezioni promesse sono rinviate a data da definirsi. Normalmente, un annuncio simile produrrebbe grande sdegno, ma a Naypyidaw e nelle maggiori città del Paese la popolazione non è insorta e non ha protestato. Perché i birmani <strong>non vogliono queste elezioni?</strong> Perché Cina e India le appoggiano?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un esercito &#8220;custode della democrazia&#8221;</h2>



<p>Due anni sono passati da quando il <strong>Tatmadaw,</strong> l’esercito del Myanmar, ha rovesciato il risultato delle elezioni vinte della Lega Nazionale per la Democrazia (Nld) assumendo la guida del Paese. Il partito del premio Nobel <strong>Aung San Suu Kyi</strong>, principale oppositore dei militari e fautore di tiepide aperture politiche ed economiche tra il 2016 e il 2021, aveva ottenuto la sua seconda vittoria schiacciante nel giro di cinque anni. Nonostante le aspettative largamente deluse dalla Lady in materia di riforma economica e tutela delle minoranze, in particolare quella musulmana dei Rohingya, l’Nld si era guadagnato una <strong>solida maggioranza</strong> che aveva ravvivato le speranze dei birmani di un’accelerazione nel processo democratico del Paese.</p>



<p>Autoproclamatosi <strong>custode supremo</strong> della nazione, il Tatmadaw aveva mantenuto una presenza significativa nelle istituzioni anche durante il governo Nld. Proprio in nome di quella custodia, il generale Min Aung Hlaing aveva denunciato gravi <strong>brogli</strong> nelle elezioni di fine 2020 che lo costringevano a sospenderne i risultati per rispettare il &#8220;<a href="https://www2.irrawaddy.com/article.php?art_id=8052" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano d&#8217;azione per la democrazia</a>&#8221; dell&#8217;esercito. </p>



<p>Due anni più tardi, con l&#8217;occasione dell&#8217;anniversario della presa di potere, i militari prevedevano di sospendere lo <strong>stato d&#8217;emergenza</strong> e rilanciare quel processo – a detta loro democratico – che doveva portare alle elezioni entro agosto 2023. Invece, l&#8217;1 febbraio 2023 è stato annunciato un prolungamento di sei mesi dello stato d&#8217;emergenza, giustificato dal mancato controllo dell&#8217;esercito su più di un terzo del territorio nazionale. Il corollario di questa dichiarazione è arrivato poco dopo, quando il generale Zaw Min Tun <a href="https://www.voanews.com/a/uncertainty-over-elections-in-myanmar/6932184.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha</a> <a href="https://www.voanews.com/a/uncertainty-over-elections-in-myanmar/6932184.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> che a causa di un incremento delle <strong>attività sovversive</strong> non è più sicuro che le elezioni si terranno nel 2023. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-la-guerra-dei-militari-contro-i-giornalisti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nel Myanmar dei militari è guerra contro i giornalisti. Arresti e repressioni</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/tra-i-guerriglieri-del-myanmar.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tra i guerriglieri del Myanmar</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La disapprovazione degli Stati Uniti </h2>



<p>La sfiducia internazionale nel regime, riconfermata dopo l&#8217;estensione dello stato d&#8217;emergenza e la proroga delle elezioni, è stata riassunta in <strong>nuove sanzioni</strong> annunciate da Stati Uniti e Canada, seguite dalle vecchie potenze che hanno occupato il Myanmar in epoca coloniale, Inghilterra e Australia. Sebbene il generale Min Aung Hlaing abbia a lungo <a href="https://thediplomat.com/2023/01/myanmar-military-spokesperson-expresses-uncertainty-over-junta-polls/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esortato la popolazione</a> e il mondo intero a supportare il processo elettorale birmano, fondamentale per la creazione di un “sistema democratico effettivo, disciplinato e multipartitico”, lo <strong>scetticismo</strong> sulla fattibilità e l&#8217;attendibilità delle elezioni abbondava già prima di febbraio. </p>



<p>Tra le critiche più dure c&#8217;è quella del segretario di Stato americano Anthony Blinken, che lo scorso novembre aveva incitato la comunità internazionale a negare alla giunta birmana la <strong>credibilità</strong> che cercava di assicurarsi tenendo un’elezione che non avrebbe mai rispettato degli standard accettabili di democraticità. Nella dichiarazione, Blinken <a href="https://www.state.gov/the-second-anniversary-of-the-2020-elections-in-burma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prevedeva</a> che l’<strong>elezione farsa </strong>programmata dalla giunta avrebbe solo “alimentato ulteriore violenza, prolungato la crisi e ritardato la transizione verso la democrazia e la stabilità nel Paese”. </p>



<p>A confermare la posizione americana è intervenuto il mese scorso il consigliere del dipartimento di Stato Derek Chollet, <a href="https://www.voanews.com/a/uncertainty-over-elections-in-myanmar/6932184.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermando</a> che &#8220;non si possono tenere elezioni libere e corrette se la giunta imprigiona ogni opposizione significativa, commette atrocità ogni giorno e sopprime tutti gli organi di informazione del Paese”. Il messaggio di Chollet arrivava pochi giorni dopo la promulgazione della <strong>nuova legge elettorale</strong> birmana che introduce regole stringenti, studiate appositamente per <strong>squalificare</strong> la Lega Nazionale per la Democrazia. L’assenza del maggior partito d’opposizione sulle schede elettorali delegittimerebbe qualsiasi risultato prodotto da queste elezioni agli occhi della comunità internazionale. </p>



<p>Tuttavia, per alcuni Paesi un&#8217;elezione del genere rappresenta un&#8217;<strong>opportunità</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Beijing strizza l&#8217;occhio alla giunta birmana</h2>



<p>A fronte delle sanzioni americane ed europee che hanno isolato il Tatmadaw subito dopo il golpe del 2021, una fornita schiera di leader ha mantenuto buoni, se non ottimi rapporti con Min Aung Hlaing. In particolare, il supporto e la legittimazione garantiti da <strong>Russia</strong>, <strong>Cina</strong>, e in minor misura dall&#8217;<strong>India</strong>, gli hanno permesso di rimanere in carica nonostante il sostanziale fallimento nel consolidamento del potere militare. Cina e Russia hanno bloccato l&#8217;azione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ponendo il loro <strong>veto</strong> su un intervento contro l&#8217;esercito birmano. Con i mezzi forniti dagli alleati regionali, Min Aung Hlaing continua a combattere il Governo di Unità Nazionale e altri gruppi etnici armati che oppongono resistenza al governo della giunta, compiendo numerose violazioni dei diritti umani.</p>



<p>Tale supporto è aumentato negli ultimi anni, di pari passo con la crescita degli interessi in Myanmar legati al successo del Consiglio (militare) d’Amministrazione dello Stato. In particolare la Cina, che subito dopo il golpe si era espressa in maniera prudente, è ora diventata una dei &#8220;più potenti <strong>facilitatori</strong>&#8221; del Tatmadaw, garantendogli &#8220;un salvagente cruciale in termini di legittimità&#8221;. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/11/2/china-russia-india-enabling-myanmars-military-report" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo dicono</a> i 10 ministri degli Esteri dell&#8217;<strong>Asean,</strong> l&#8217;Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, che hanno deciso di interdire i generali del Myanmar dalle riunioni dell&#8217;organizzazione fino a che questi non implementeranno un piano per risolvere la crisi. Beijing ha infatti ospitato il ministro degli Esteri appuntato dalla giunta birmana per esigenze di coordinamento, e ha spinto altri partner regionali a fare lo stesso. </p>



<p>Se la prolungata instabilità e la difficoltà di mitigare i rischi reputazionali di operare in un mercato del genere hanno spinto gran parte delle aziende che operavano in Myanmar a sospendere le attività nel Paese o a delocalizzarle completamente, la Cina al contrario rimane il maggior investitore nel Paese. Dal 2018, i due Paesi hanno sviluppato il <strong>corridoio economico Cina-Myanmar</strong> (Cmec) che collega le economie dei due Stati. Il mega-progetto si articola in piani infrastrutturali di varie dimensioni, e comprende la zona economica speciale di Kyaukphyu. Attraverso questa, la Cina si affaccia sull’Oceano Indiano con un porto in acque profonde, un oleodotto e un gasdotto, per i quali ha costruito anche ferrovie e autostrade. Per quanto complesso, questo è solo uno dei mega-progetti che lega indissolubilmente il governo di Naypyidaw alla Cina. </p>



<p>In questo frangente di isolamento birmano sia dall&#8217;Occidente che dai partner dell&#8217;Asean, Beijing sa di poter cementare il suo ruolo di <strong>partner fondamentale</strong>, che il Myanmar non è nella posizione di rifiutare. La politica di proiezione di potenza cinese ha gioco facile con la debole giunta di Min Aung Hlaing, e finché sarà in grado di sostenere il governo birmano unilateralmente, le minacce di Washington suoneranno flebili nel lontano Sud-Est Asiatico. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-myanmar-dividono-usa-cina.html">Le elezioni in Myanmar aprono un nuovo terreno di scontro tra Usa e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Rohingya, un popolo alla ricerca di una terra da abitare </title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 13:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Rohingya]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=358950</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rifugiati Rohingya in una barca di legno mentre arrivano al porto di Krueng Geukueh" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mese di maggio decreta l’inizio della stagione dei monsoni nella regione del Myanmar e attraversare il mare per i Rohingya, che cercano ancora una terra da abitare, è sempre più pericoloso. Lo scorso sabato, 17 persone tra adulti e bambini hanno perso la vita: la loro barca si è capovolta. Save the Children ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html">I Rohingya, un popolo alla ricerca di una terra da abitare </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rifugiati Rohingya in una barca di legno mentre arrivano al porto di Krueng Geukueh" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span data-contrast="none">Il mese di maggio decreta l’inizio della stagione dei monsoni nella regione del <strong>Myanmar</strong> e attraversare il mare per i Rohingya, che cercano ancora una terra da abitare, è sempre più pericoloso. Lo scorso sabato, 17 persone tra adulti e bambini hanno perso la vita: la loro barca si è capovolta.<em> Save the Children</em> ha registrato che “molti dei corpi trovati senza vita erano di bambini di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, secondo i rapporti locali. Più di 50 persone rimangono disperse”. </span><span data-contrast="none">Non si tratta di un singolo episodio, ma dell’ennesimo incidente degli ultimi anni. Ogni anno centinaia di persone salgono su barche dismesse per raggiungere terre in cui poter vivere dignitosamente. Ma ogni volta un naufragio intercorre tra questo popolo e il loro obiettivo. </span></p>
<p><span data-contrast="none">Quella dei Rohingya è una storia di persecuzione e sofferenza. Musulmani sunniti, i Rohingya parlano una lingua di ceppo indoeuropeo, sono originari del <strong>Rakhine</strong>, territorio della Birmania al confine con il Bangladesh, dove convivevano con la maggioranza buddista dello Stato, ma senza essere riconosciuti dal Paese, nonostante rappresentassero un terzo della popolazione. Sull’origine della loro etnia si hanno molte teorie ma poche certezze. Secondo alcuni la loro terra è il Myanmar da secoli; per qualcun altro hanno raggiunto quella terra solo nell’ultimo secolo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span><span data-contrast="none">La loro presenza è attestata dal 1785, l’anno dell’invasione birmana che uccise migliaia di indigeni e molti Rohingya. I superstiti fuggirono nelle zone adiacenti sotto il controllo britannico. Quando gli inglesi conquistarono lo Stato dell’Arakan, nome antico del Rakhine, il popolo fu incentivato a migrare in quelle terre. I Rohingya si stabilirono così nel Bengala orientale </span><span style="font-size: 1rem;" data-contrast="none">dell’Arakan</span><span style="font-size: 1rem;">, che oggi è il Bangladesh.</span></p>
<p><span data-contrast="none">La birmania ha ottenuto l’indipendenza nel 1948. Dopo il colpo di Stato che ha rovesciato il governo birmano nel 1962, i Rohingya sono stati discriminati perché ritenuti non appartenenti al Myanmar dalle autorità nazionaliste. A dimostrazione della loro mancata appartenenza a quelle terre, la <strong>legge sulla cittadinanza</strong> del 1982 non li include tra i gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dal Paese.</span> <span data-contrast="none">In Birmania un Rohingya necessita di un permesso speciale per viaggiare, ma anche per cercare lavoro, andare dal medico o partecipare ad un funerale. Alcuni di loro sono costretti al lavoro forzato, vengono arbitrariamente arrestati, le tasse per loro sono discriminanti e subiscono anche violenza fisica e psicologica. Ai giovani, invece, non è garantito il diritto all’istruzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Anche i <strong>monaci buddisti</strong> si sono accaniti nei loro confronti. Li considerano una minaccia per la purezza religiosa buddista, motivo per cui non sono permessi i matrimoni misti. Il<strong> Movimento 999</strong> a suon di “vivono sulla nostra terra, bevono la nostra acqua e non portano rispetto” rappresentano il gruppo portavoce di questa campagna. Il movimento è guidato da <strong>Ashin Wirathu</strong>, monaco buddista già incarcerato per 8 anni per incitamento all’odio.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h2>Il genocidio che li ha spinti alla fuga</h2>
<p><span data-contrast="none">L’inizio delle loro peregrinazioni è legato agli scontri del 2012, in cui sono stati saccheggiati e distrutti interi villaggi in seguito dello stupro e uccisione di una giovane donna buddista, <strong>Thida Htwe</strong>. Il primo apice della fuga dei Rohingya si è verificato nel 2015, quando circa 25mila profughi hanno abbandonato il Golfo del Bengala. L’emergenza migranti si è intensificata ulteriormente per la mancata accoglienza dei Paesi limitrofi. Nel 2017 l’esercito birmano ha dato vita ad un’operazione di <strong>pulizia etnica</strong>: violenze sessuali, incendi, stragi e crimini contro l’umanità hanno causato una forte ondata migratoria di civili costretti a scappare in Bangladesh, dove hanno trovato una sistemazione nel <strong>Cox’s Bazar</strong>, un grande campo profughi alla frontiera.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span><span data-contrast="none">Un accorto bilaterale tra Bangladesh e Myanmar aveva stabilito il rimpatrio della sfortunata popolazione Rohingya all’inizio del 2018. Diverse sono state le proteste per la difesa dei diritti umani che ne hanno causato il rinvio. </span><span data-contrast="none">Sono state le Nazioni Unite a definire quelle azioni come &#8220;pulizia etnica&#8221;: l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha parlato di <strong>genocidio</strong>, in relazione alla violenza delle forze di sicurezza birmane chiaramente intenzionate a distruggere il gruppo etnico.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><figure id="attachment_358959" aria-describedby="caption-attachment-358959" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-358959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1024x603.jpg" alt="I Rohingya rischiano la vita in mare per fuggire dai campi profughi del Bangladesh" width="1024" height="603" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1536x905.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-2048x1207.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-358959" class="wp-caption-text">Campo improvvisato di Ukhia, distretto di Cox&#8217;s Bazar, Bangladesh, 30 luglio 2020</figcaption></figure></p>
<p><span data-contrast="none">In questa vicenda ha un ruolo, più passivo che attivo, <strong>Aung San Suu kyi</strong>, che dal 2016 è stata Consigliera di Stato e alla guida del ministero degli Esteri. Contrariamente a quanto dice il suo <strong>Nobel per la pace</strong>, le sue azioni, o meglio non-azioni, si sono limitate alla richiesta di “rispettare la legge e l’ordine”. Nel mentre continuava ad omettere il termine “Rohingya” nei suoi discorsi, sostituendolo con “bengalesi” o “musulmani”. È arrivata anche a revocare il permesso alla Bbc per recarsi sui luoghi del conflitto.</span> Le<span data-contrast="none"> Nazioni Unite hanno stabilito che la leader &#8220;non ha usato la sua posizione di capo di fatto del governo, né la sua autorità morale, per contrastare o impedire lo svolgersi degli eventi nello stato di Rakhine&#8221;. Nel 2019 è stata chiamata dalla <strong>Corte di Giustizia dell’Aja</strong> a rispondere delle accuse di genocidio contro i Rohingya. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nel 2021 la leader birmana è stata arrestata in seguito ad un colpo di Stato, ma il Paese è caduto in un abisso di violenze che ha solo peggiorato la situazione della minoranza, ma anche di tutta la società civile birmana. La risoluzione delle Nazioni Unite del 2021 ha chiesto l’immediata cessazione delle ostilità e di tutte le violazioni delle leggi umanitarie da parte dell’esercito del Mynmar contro i Rohingya e le altre minoranze.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Intanto la popolazione continuava ad organizzarsi per fuggire, unica soluzione per un popolo non riconosciuto, discriminato e senza via di uscita. All’ennesimo naufragio, <strong>Sultana Begum</strong>, Regional humanitarian Advocacy and Policy Manager di <em>Save the Children,</em> ha affermato: “Questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti noi. La lunga persecuzione del popolo Rohingya ha ora mietuto nuove vittime innocenti, tra cui anche bambini”. E ancora, “le passate esperienze di violenza, così come la povertà e l’insicurezza, spingono le famiglie Rohingya a compiere questi viaggi mortali in mare alla ricerca di una vita migliore”. Per le famiglie “queste traversate sono estremamente pericolose e coloro che fuggono rischiano la morte, gravi danni fisici e mentali e la malattia. La necessità di garantire che i Rohingya siano al sicuro, rispettati e protetti è più urgente che mai”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h2>Prigionieri di un isola</h2>
<p><span data-contrast="none">Il capo dell’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha infatti accettato di aumentare il sostegno ai rifugiati trasferiti in un’isola sperduta e soggetta a inondazioni in Bangladesh. I rifugiati sono stati trasferiti sull’isola di Bahsan Char nel 2020, ma prima che le Nazioni Unite <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-bangladesh-trasferisce-i-rohingya-su-unisola.html">potessero verificare</a> se fosse adatta ad ospitarli.</span><span data-contrast="none"> Tra le motivazioni di questa scelta azzardata c’era anche la necessità di fronteggiare l’<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/rohingya-una-tragedia-senza-fine-nella-morsa-del-covid-e-della-persecuzione.html">aggravante Covid</a></span><span data-contrast="none">. L’isola di <strong>Bahsan Char</strong> è emersa dal mare nel 2006, è costituita interamente da sedimenti di limo himalayano ed è nota per la sua vulnerabilità ai cicloni. Nulla ha fermato, però, la costruzione di abitazioni, negozi e moschee, tutto appositamente per i 100mila apolidi. Se non fosse per il piccolo particolare delle ostilità metereologiche che ogni anno sommergono le pianure di un metro d’acqua durante l’alta marea.</span></p>
<p><span data-contrast="none">Il governo del Bangladesh aveva suggerito per la prima volta questa soluzione nel 2015, soluzione giudicata “<a href="https://www.theguardian.com/world/2015/jun/14/un-concern-at-bangladesh-plan-to-move-thousands-of-rohingya-to-flooded-island">difficile dal punto di vista logistico</a>”</span><span data-contrast="none"> dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nonostante questo, il Bangladesh ha comunque ordinato il loro reinsediamento nel 2017. Dal 2020 sono 29.116 i rifugiati Rohingya che possono lavorare e contribuire all’economia sull’isola, a patto che non ci si allontanino. Ed è proprio il limite di movimento imposto ai residenti che li ha spinti a fuggire disperatamente da una prigione in cui le acque rappresentano una barriera mortale.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Le condizioni sono critiche anche per chi risiede ancora nelle terre del Bangladesh. A <strong>Shahjalal Upasahar</strong>, un quartiere povero nella città di Sylhet, nel Bangladesh nord-orientale, la stagione dei monsoni sta rendendo più complicata del solito la vita dei rifugiati del quartiere. Le forti piogge nella regione hanno innescato inondazioni pre-monsoniche la settimana scorsa e i fiumi Surma e Kushiara in piena hanno sommerso centinaia di villaggi. Oltre alla mancanza di acqua potabile e cibo, oltre 1,5 milioni di bambini erano a rischio di malattie trasmesse dall’acqua, annegamento e malnutrizione a causa delle inondazioni. Per i cittadini è impossibile vivere nelle proprie case, in cui l’acqua arriva alle ginocchia. Molti di loro si sono trasferiti nei rifugi istituiti dalla <strong>Shylet City Corporation</strong>.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nonostante gli elogi nei confronti del Bangladesh per aver accolto i rifugiati, in questi anni il Governo non solo non è riuscito a trovare una casa permanente per i Rohingya, ma non è riuscito neanche a garantire loro un soggiorno dignitoso nel loro Paese, abbandonandone altri in un&#8217;isola senza possibilità di scelta.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html">I Rohingya, un popolo alla ricerca di una terra da abitare </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;era dei golpe e delle proteste: come cambia l&#8217;ordine mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 06:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=339957</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-2048x1241.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2021 è stato l&#8217;anno dei colpi di Stato, delle proteste, delle grandi incertezze. Tra governi rovesciati, tentativi eversivi, jacquerie di vario tipo si è confermato un trend di crescente instabilità della democrazia e della stabilità amministrativa di diversi Paesi che il 2022, aperto del caos kazako, sembra destinato a confermare. 2021, l&#8217;anno dei golpe Poco più di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html">L&#8217;era dei golpe e delle proteste: come cambia l&#8217;ordine mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-2048x1241.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 2021 è stato l&#8217;anno dei <strong>colpi di Stato</strong>, delle proteste, delle grandi incertezze. Tra governi rovesciati, tentativi eversivi, jacquerie di vario tipo si è confermato un trend di crescente instabilità della democrazia e della stabilità amministrativa di diversi Paesi che <a href="https://it.insideover.com/politica/kazakistan-l-ombra-di-un-golpe-dai-mille-padri.html" target="_blank" rel="noopener">il 2022, aperto del <strong>caos kazako, </strong>sembra destinato a confermare.</a></p>
<h2>2021, l&#8217;anno dei golpe</h2>
<p>Poco più di un anno fa le prime immagini a fare il giro del mondo nel 2021 <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pericolosi-dolori-di-una-fragile-superpotenza.html">sono state quelle di <strong>Capitol Hill, </strong>dell&#8217;assalto dei manifestanti</a> che protestavano per i presunti e mai provati brogli a cui imputavano la sconfitta di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> contro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> al cuore del potere demoratico statunitense. Il caos della giornata dell&#8217;Epifania è stato uno shock senza precedenti per gli Usa e l&#8217;Occidente, ma ha anche reso palese ovunque che il mondo era attraversato da tensioni latenti destinate a scaricarsi a terra.</p>
<p>E così è stato: il mondo ha conosciuto nel 2021 cinque colpi di Stato di successo. Quattro di questi hanno avuto luogo in Africa: in <strong>Ciad </strong>la morte in battaglia contro i ribelli provenienti dalla Libia dell&#8217;anziano<a href="https://theconversation.com/chads-covert-coup-and-the-implications-for-democratic-governance-in-africa-159725"> presidente <strong>Idriss Deby </strong>ha portato, all&#8217;inizio del maggio scorso, le forze armate a prendere il potere installando un Consiglio Militare di Transizione che</a> ha posto il figlio del defunto presidente, il 37enne Mahamat Deby, a capo per diciotto mesi, esautorando totalmente l&#8217;Assemblea Nazionale. <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-mali-sahel-onu.html" target="_blank" rel="noopener">In <strong>Mali, </strong>invece, alla fine dello stesso mese</a> un regolamento di conti interno alla giunta che aveva preso il potere solo nove mesi prima, dall&#8217;altisonante nome di <strong>Comitato nazionale per la salvezza del popolo, </strong>ha condotto all&#8217;arresto del presidente Bah Ndaw e del primo ministro Moctar Ouane, seguiti dalle loro dimissioni e successivo rilascio, e all&#8217;esautorazione dai rispettivi ruoli. Il vicepresidente <strong>Assimi Goïta</strong> è stato proclamato presidente e <strong>Choguel Kokalla Maïga</strong> nominato primo ministro.</p>
<p>A settembre, in <strong>Guinea,</strong> l&#8217;83enne presidente <strong> Alpha Conde, in carica dal 2010</strong> e al terzo mandato nonostante la Costituzione ne prevedesse un massimo di due, è stato rovesciato. Il capo delle forze speciali Doumbouya, circondato dai suoi, ha annunciato alla tv di Stato di aver catturato il presidente e preso il controllo, e la sostituzione dei governatori con i militari. Infine, a ottobre è stata la volta <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-11/sudan-colpo-di-stato-golpe-news-manifestazioni-morti-africa-onu.html">del <strong>golpe in Sudan, </strong>a due anni di distanza dalla mossa che ha sovvertito Omar al-Bashir per mano degli ex alleati militari.</a></p>
<p>In Asia, invece, a febbraio il generale Min Aung Hlaing, con il supporto dell’ex vicepresidente Myint Swe (ora presidente), <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-del-myanmar-nella-nuova-via-della-seta-cinese.html">ha rovesciato il governo di </a><strong>Aung San Suu Kyi, </strong>controversa ma legittimata dai primi voti democratici nel Paese. Il golpe sanguinoso ha prodotto violenze e centinaia, se non migliaia di morti civili: &#8220;I militari hanno occupato e trasformato in loro basi gli ospedali statali, le pagode e le scuole chiuse per il coronavirus&#8221;, ha scritto l&#8217;Ispi. E da mesi &#8220;sparano in modo indiscriminato, ad altezza-uomo contro chiunque: manifestanti, passanti, bambini che giocano all’aperto. Entrano nelle case degli oppositori politici o di famiglie scelte a caso per diffondere il terrore&#8221;.</p>
<p>Aggiungiamo a questo il &#8220;golpe bianco&#8221; della Tunisia e il caos politico in Libia e il quadro è quasi completo. Va aggiunto l&#8217;ultimo, drammatico tassello: <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lesercito-afghano-ha-perso-contro-i-talebani.html">il rovesciamento della <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Afghanistan </strong>da parte delle milizie dell&#8217;Emirato Talebano</a> che ad agosto in poche settimane hanno occupato il Paese. Portando al raro caso di un controllo assoluto di un Paese da parte di un&#8217;entità statuale strutturata ma sorta completamente fuori dall&#8217;ordine mondiale westfalico o multilateralista.</p>
<p>Per quanto riguarda le proteste, la Bielorussia a fine 2021 e il Kazakistan a inizio 2022 insegnano che diversi poteri hanno dichiarato un sostanziale &#8220;liberi tutti&#8221; nel concedere agli apparati repressivi mano libera.</p>
<h2>Democrazia in ritirata</h2>
<p>Insomma, la corsa globale alla democrazia si è, da tempo, fermata e ora si assiste a un riflusso graduale. L&#8217;ordine politico costituito nei Paesi più avanzati è in larga misura sfidato, per ora, solo da proteste marginali e legate alla lotta alla pandemia, ma il caso statunitense insegna che i semi di un <strong>conflitto civile latente e a bassa intensità </strong>possono germogliare quando meno un Paese se lo aspetta.</p>
<p>L&#8217;idea di puntare sulla democrazia come vettore geopolitico promossa <a href="https://formiche.net/2022/01/2021-golpe-mali-ciad-sudan-myanmar-guinea/">da Joe Biden, nota </a><em>Formiche, </em>non poteva conoscere tempismo peggiore per essere attuata: &#8220;questa scelta politica che si sintetizza nell’idea del <strong>Summit delle Democrazie</strong> è messa in difficoltà da crepe interne a certi Paesi — crepe che la pandemia ha approfondito, allargato — e da uno scontro tra modelli su cui si confrontano dall’altro lato gli autoritarismi come la Cina, la Russia, l’Iran. Sponda questa allettante per le monarchie del Golfo, per i presidenzialismi estremizzati dell’Asia Centrale, per alcune più traballanti pseudo-democrazie africane i asiatiche e perfino per qualche membro dell’Ue come l’Ungheria&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html"><strong>Viktor Orban</strong>.</a></p>
<h2>Il mondo è anarchico</h2>
<p>Parimenti, tensioni, golpe, fibrillazioni politiche vanno accumulandosi aggiungendo caos a caos in un contesto già segnato da diverse crisi strategiche la cui risoluzione definitiva è come cristallizzata dalle grandi potenze: dall&#8217;annosa questione del <strong>Kashmir </strong>al dualismo politico in Venezuela, dalla Siria al Donbass. E non bisogna sottovalutare che tutto questo contribuisce al processo di <strong>centralizzazione delle periferie </strong>in cui si può leggere un riflesso della rivalità tra le grandi potenze. Il golpe maliano e quello sudanese, ad esempio, possono apparire come decisamente favorevoli alla posizione geopolitica della Russia; la morte di Deby ha eliminato un grande alleato della Francia e della Cina nel Sahel; Pechino, invece, guarda con attenzione la partecipazione del Myanmar alla sua Nuova via della Seta e teme un riavvicinamento dei militari agli Stati Uniti in caso di distensione.</p>
<p>Alle periferie estreme del pianeta, in Oceania, nelle <strong>Isole Salomone è in corso un lapalissiano tentativo di desatellizzazione da parte delle potenze occidentali</strong> portando alla nascita di uno Stato a sé nell&#8217;isola di Bougainville con proteste scoppiate al termine del biennio del governo Sogavare, al quale si deve il <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/martinica-guadalupa-barbados-salomone-perche-le-periferie-del-mondo-ribollono/">disconoscimento di Taiwan a favore della Repubblica Popolare Cinese.</a> Mentre Pechino può avvantaggiarsi del caos scoppiato nei residui imperiali della Francia, tanto in Oceania (Nuova Caledonia) quanto nelle isole caraibiche, <strong>Guadalupa e Martinica </strong>e nella <strong>Guyana Francese</strong>. Povertà e anti-vaccinismo sono il pretesto, ma il caos scoppia perché le potenze soffiano sul fuoco del conflitto e le periferie si infiammano mentre Paesi e dipendenze diventano territorio conteso. Questa tendenza sarà sempre più incentivata in futuro se l&#8217;ordine globale si farà sempre più anarchico. E casi come quello kazako o le tensioni in Donbass, ove è pure aleggiata la voce di un nuovo tentativo di golpe contro il presidente ucraino Voldymir Zelenski, segnalano che quando l&#8217;incendio dalla periferia si avvicina sempre di più al centro spegnere le fiamme è, giorno dopo giorno, un processo sempre più complicato. Nel caos del mondo &#8220;virato&#8221;, anche questa anarchia internazionale testimonia l&#8217;assenza di riferimenti certi. E un mondo competitivo e senza regole, un vero e proprio Far West geopolitico, non è una buona notizia per nessuna grande potenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html">L&#8217;era dei golpe e delle proteste: come cambia l&#8217;ordine mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno della Chiesa per la pace nel Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/limpegno-della-chiesa-per-la-pace-nel-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 07:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=311340</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="proteste Myanmar" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non sparate sui giovani&#8220;: nelle scorse settimane ha fatto il giro del mondo l&#8217;immagine ritraente il coraggioso gesto di suor Ann Nu Thawng, la religiosa birmana che nella giornata dell&#8217;1 marzo è scorso  è scesa in strada nella città di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, nel Nord del Myanmar, inginocchiandosi di fronte ai membri delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/limpegno-della-chiesa-per-la-pace-nel-myanmar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/limpegno-della-chiesa-per-la-pace-nel-myanmar.html">L&#8217;impegno della Chiesa per la pace nel Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="proteste Myanmar" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Myanmar-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;<strong>Non sparate sui giovani</strong>&#8220;: nelle scorse settimane ha fatto il giro del mondo l&#8217;immagine ritraente il coraggioso gesto di suor <strong>Ann Nu Thawng,</strong> la religiosa birmana che nella giornata dell&#8217;1 marzo è scorso  è scesa in strada nella città di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, nel Nord del Myanmar, inginocchiandosi di fronte ai membri delle forze di sicurezza schierate in assetto antisommossa e supplicandole di non sparare sui giovani manifestanti, impegnati in proteste pacifiche. La religiosa della congregazione di San Francesco Saverio ha compiuto un atto umanamente coraggioso che testimonia, al contempo, una pervasiva <strong>missione sociale e politica </strong>per la Chiesa cattolica nel Paese dell&#8217;Asia orientale.</p>
<p>Nel Paese ferito dal golpe militare che ha posto fine alla discussa leadership <a href="https://www.insideover.com/politics/aung-san-suu-kyi-democracys-fallen-star.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;ex Premio Nobel per la Pace <strong>Aung San Suu Kyi</strong></a>, annullato l&#8217;esito del voto del 2020 concluso con la vittoria della <strong>Lega Nazionale per la Democrazia </strong>e instaurato un nuovo governo guidato dal generale <b>Min Aung Hlaing </b>la Chiesa cattolica si è erta a fattore unificatore e a fautrice del dialogo. Di fronte a una repressione che ha prodotto più di 80 morti e colpito duramente la società civile birmana, la Chiesa ha provato a frenare l&#8217;offensiva della giunta contro i manifestanti, in larga parte pacifici, scesi in piazza.</p>
<p>L&#8217;8 marzo scorso, nella medesima città degli spari hanno sconvolto la cattedrale di San Colombano e portato all’uccisione di due giovani che vi si erano rifugiati all&#8217;interno per sfuggire alla repressione. Il ritorno al potere dei militari birmani ha accelerato, in questo contesto, l&#8217;accrescimento di un arbitrio politico che più volte in passato la Chiesa birmana ha pagato con il sangue a partire dalla nazionalizzazione da parte della giunta militare <strong>Ne Win </strong>(al potere dal 1962) dei beni ecclesiastici. La Chiesa birmana, forte di soli 450mila aderenti (l&#8217;1% della popolazione) è stata più volte una &#8220;cerniera&#8221;, soprattutto in ambito urbano come la capitale Yangon, tra la maggioranza buddhista e il resto della popolazione.</p>
<p>&#8220;Un ruolo essenziale, il suo, nella transizione democratica e da qui il coinvolgimento accolto e soprattutto offerto nel processo di ricostruzione nazionale e di riconciliazione, sempre al fianco dei gruppi più emarginati&#8221;,<a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/chiesa-cattolica-myanmar-scudo-difesa-vita-democrazia?fbclid=IwAR01j0DQImm-O0qZBWiTjQKt3ls7wHZa2bbPFRRb2NXoazfu3EkkA8kKck4" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha fatto notare <em>Avvenire</em>.</a> &#8220;A partire dalle minoranze etniche la cui consistenza (il 35 per cento della popolazione complessiva), collocazione geografica e ruolo storico restano essenziali ma per troppo tempo misconosciuti&#8221;, e al cui interno molte comunità, dai Chin ai Keren, presentano importanti quote di cristiani. &#8220;L&#8217;oscurità non vince mai l&#8217;oscurità; solo la luce può dissipare le tenebre. La logica dell&#8217;occhio per occhio rende<b> cieco il mondo&#8221;, </b>ha detto in occasione della seconda domenica di Quaresima <strong>Charles Maung Bo, </strong>presidente della Conferenza episcopale birmana.</p>
<p>Una comunità piccola e combattiva come quella della cristianità birmana è stata capace di acquisire visibilità agli occhi del mondo intero. Era già successo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rohingya-un-anno-dopo-lonu-attacca-la-birmania-e-denuncia-il-genocidio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel 2017, in occasione della visita di <strong>Papa Francesco </strong>nel pieno del caos politico</a> che avvolgeva il Paese per <a href="https://it.insideover.com/guerra/fragile-accordo-sui-rohingya-viaggio-del-papa-myanmar.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le persecuzioni contro i musulmani Rohingya</a> che l&#8217;esercito portava avanti nelle regioni occidentali del Paese e contro cui il governo della San Suu Kyi sembrava a dir poco indifferente. Allora la voce dei cattolici, che aveva accompagnato l&#8217;ex Nobel per la Pace nella transizione democratica, non mancò di segnalare al Papa le problematiche nel trattamento della minoranza musulmana. Oggi, invece, è il governo deposto della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung a essere difeso indirettamente con la mobilitazione alla preghiera, alla riflessione e alla disobbedienza civile che atti come quello di Suor Ann incentivano. Bo, formalmente, tiene aperta la <strong>via del dialogo.</strong> Molti vescovi, ricorda <em>Asia News, </em>appoggiano esplicitamente le proteste.</p>
<p>Il direttore di quest&#8217;ultima testata,<a href="http://www.asianews.it/notizie-it/Myanmar,-il-colpo-di-Stato-della-morte-e-il-popolo-della-vita-52593.html"> padre <strong>Bernardo Cervellera, </strong>ha organizzato nella giornata del 12 marzo online un incontro intitolato </a><em>In comunione con il Myanmar” </em>in cui Suor Ann ha potuto confrontarsi con un porporato importante della Chiesa italiana, l&#8217;arcivescovo di Bologna c<strong>ardinale Matteo Zuppi</strong>, portando la voce dei birmani oppressi fino al nostro Paese. Non sfugge il fatto che un crescente coinvolgimento della Chiesa sia stato incentivato <a href="https://it.insideover.com/religioni/con-papa-francesco-il-mondo-dopo-18-anni-e-tornato-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dal recente viaggio papale in Iraq,</a> compiuto all&#8217;insegna dell&#8217;invito alla riconciliazione e della misericordia: uno spirito dialogante, quello di Francesco, che la Chiesa universale fa suo e in contesti difficili mette al servizio di progetti sociali e politici di distensione collettiva. A tesitmonianza del <em>soft power </em>che la Santa Sede mantiene e la Chiesa cattolica può utilizzare per prendere posizioni nette. Dietro la piccola, attiva comunità cattolica del Myanmar si stagliano le spalle larghe della <strong>Chiesa universale</strong>.</p>
<p>E lo spirito anti-autoritario e l&#8217;invito al dialogo dell&#8217;episcopato birmano <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">richiamano la <strong>strategia geopolitica </strong>di Bergoglio, fautore del multilateralismo e dell&#8217;incontro tra i popoli. </a> Nonché sull&#8217;invito alla distensione e sulla comunicazione di un messaggio chiaro e concreto: la Chiesa di ogni Paese può contare sull&#8217;appoggio del Vaticano, e di conseguenza è da identificare, indipendentemente dalla sua dimensione, come una sua proiezione. Da questa consapevolezza deriva la spinta continua a un approccio che la voce forte e coraggiosa dei cristiani birmani vuole portare ora a un Paese ferito dal golpe e diviso da faglie etniche, sociali, religiose. Perché senza concordia la Chiesa birmana non ha garanzie di un&#8217;esistenza serena e pacifica. Al pari di tutto il suo popolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/limpegno-della-chiesa-per-la-pace-nel-myanmar.html">L&#8217;impegno della Chiesa per la pace nel Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mistero degli aerei cinesi atterrati in Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-mistero-degli-aerei-cinesi-atterrati-in-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 08:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=307702</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Centinaia di persone si sono ammassate di fronte al numero uno di Pyidaungsu Yeiktha Road, a Yangon. Siamo nel cuore del Myanmar, dove dal primo febbraio la giunta militare ha preso il potere in seguito a un colpo di stato. La folla strepita, urla, scalpita. Nel mirino dei dimostranti c&#8217;è l&#8217;ambasciata cinese, finita nell&#8217;occhio del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mistero-degli-aerei-cinesi-atterrati-in-myanmar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mistero-degli-aerei-cinesi-atterrati-in-myanmar.html">Il mistero degli aerei cinesi atterrati in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Scontri-in-Myanmar-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Centinaia di persone si sono ammassate di fronte al numero uno di Pyidaungsu Yeiktha Road, a Yangon. Siamo nel cuore del <strong>Myanmar</strong>, dove dal primo febbraio <a href="https://it.insideover.com/politica/golpe-in-myanmar-i-militari-arrestano-aung-san-suu-kyi.html">la giunta militare ha preso il potere in seguito a un colpo di stato</a>. La folla strepita, urla, scalpita. Nel mirino dei dimostranti c&#8217;è l&#8217;<strong>ambasciata cinese</strong>, finita nell&#8217;occhio del ciclone in seguito a rumors non confermati, e che forse mai verranno verificati.</p>
<p>Su internet è circolata una voce presto diventata virale e rilanciata da alcuni media indiani. Nei giorni scorsi la <strong>Cina</strong> ha inviato in Myanmar diversi <strong>aerei cargo</strong>. Che Pechino abbia spedito i velivoli è stato confermato dalla stessa ambasciata cinese birmana. È tuttavia sul contenuto della merce inviata oltre confine che la versione presa per buona dai dimostranti cozza con la spiegazione ufficiale cinese.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politics/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html">I manifestanti pro democrazia</a> sono convinti che dentro quegli aerei si nascondano <strong>armi</strong> e <strong>personale tecnico</strong> (pronto a bloccare internet e social media), gentilmente concesso dal Partito Comunista cinese alla giunta militare del generale Min Aung Hlaing. In altre parole, in una parte della popolazione birmana si è sparsa la voce che la Cina stia supportando<a href="https://it.insideover.com/politica/in-myanmar-un-golpe-annunciato-e-prevedibile.html"> i golpisti</a>.</p>
<h2>Gli aerei misteriosi</h2>
<p>La Cina ha prontamente respinto ogni accusa di collusione con i militari birmani, sostenendo che il carico trasportato via aerea contenesse <strong>frutti di mare</strong> e altro <strong>cibo</strong>. Dal momento che il Myanmar è sull&#8217;orlo del caos, e che una voce non controllata è in grado di generare vere e proprie sommosse, l&#8217;ambasciata cinese ha dovuto pubblicare un documento ufficiale in merito agli aerei misteriosi. &#8220;Di recente molti aerei cinesi sono arrivati in Myanmar. Hanno trasportato principalmente staff tecnico&#8221;, hanno spiegato i diplomatici, aggiungendo però che &#8220;secondo lo studio del nostro team, i voli cargo che fanno spola tra Cina e Myanmar contengono merci come frutti di mare&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ambasciata ha quindi lanciato un avvertimento ben preciso: su internet girano <strong>voci false</strong>. Detto altrimenti, l&#8217;indiscrezione delle armi non sarebbe altro che una news inventata di sana pianta. &#8220;Sono solo voci, quindi si consiglia di non credere o diffondere tali indiscrezioni&#8221;, ha concluso la sede diplomatica in un avviso. Ma per quale motivo è stata messa in giro la voce sugli aerei cinesi?</p>
<p>Premesso che la stessa ambasciata cinese ha smentito l&#8217;ipotesi dell&#8217;invio di armi, si possono fare un paio di ipotesi. La prima: <a href="https://it.insideover.com/politica/le-radici-del-golpe-in-myanmar.html">nella confusione generale</a> la semplice notizia di un trasporto merci è stata ingigantita involontariamente. La seconda: data l&#8217;accesa rivalità tra Cina e <strong>India</strong>, e considerando che <a href="https://it.insideover.com/economia/lindia-sfida-la-cina-sulla-diplomazia-dei-vaccini.html">i due Paesi stanno portando avanti un estenuante braccio di ferro</a> lungo il confine che li separa, ai piedi dell&#8217;Himalaya, non è da escludere un tentativo avversario di offuscare l&#8217;immagine di Pechino. Troviamo poi la terza ipotesi: ovvero quella che confermerebbe l&#8217;effettivo invio di armamenti.</p>
<h2>Il ruolo della Cina</h2>
<p>La pista della armi appare tuttavia piuttosto improbabile per varie ragioni. Intanto perché, da un punto di vista meramente politico, alla Cina cambia ben poco se il governo birmano è presieduto da una giunta militare o da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html">Aung San Suu Kyi</a>. Dopo di che, bisogna considerare uno dei pilastri che guida la politica estera cinese: quello di non interferenza nelle vicende politiche altrui.<em> Last but not least</em>, c&#8217;è un&#8217;ultima considerazione da fare. L&#8217;<strong>esercito birmano</strong> è già abbastanza armato, o per lo meno possiede una quantità di armi sufficiente per tenere a bada la popolazione. Dunque, di quali altre armi potrebbe aver bisogno?</p>
<p>È pur vero, fa notare l&#8217;emittente indiana <em>Wion</em>, che il Myanmar rappresenta per la Cina il terzo più grande cliente di armi dell&#8217;Asia, e che la Cina è il maggiore esportatore di armi per il Myanmar. Basti pensare che, dal 2013 a oggi, Yangon si è procurata da Pechino il 68% delle armi in suo possesso (<strong>720 milioni di dollari</strong> in armi convenzionali). Tra le armi (o i mezzi) entrati in possesso del Myanmar tramite la via cinese troviamo due fregate Type-43, 76 veicoli blindati Type-92, 17 JF-17 Aircraft e 12 droni Rainbow Uav.</p>
<p>&#8220;Ci sono state false informazioni e voci sulla Cina su questioni relative al Myanmar&#8221;, ha spiegato il portavoce del ministero degli esteri cinese Wang Wenbin, <a href="https://www.reuters.com/article/us-myanmar-politics-china-idUSKBN2AB0HG">come riportato da <em>Reuters</em></a>. La Cina, ha fatto notare lo stesso Wang, sta seguendo da vicino la situazione e spera che tutte le parti si impegnino per perseguire lo sviluppo nazionale e la <strong>stabilità</strong>. Pechino ha inoltre accettato una dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva il rilascio del leader eletto Aung San Suu Kyi e di altri detenuti, e ha espresso preoccupazione per lo stato di emergenza. Nel frattempo, la situazione in Myanmar si fa sempre più delicata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mistero-degli-aerei-cinesi-atterrati-in-myanmar.html">Il mistero degli aerei cinesi atterrati in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politics/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 09:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/without-category/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Myanmar (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo 49 anni di regime militare, l’esperienza democratica in Myanmar, meglio conosciuta come Birmania, ha subito una forte scossa il 1 febbraio con un golpe di Stato delle forze armate, il temuto &#8220;Tatmadaw&#8220;. Il capo delle forze armate, il generale Min Aung Hlaing, ha assunto pieni poteri arrestando tutti i leader politici più importanti, incluso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politics/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politics/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html">Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Myanmar (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo 49 anni di regime militare, l’esperienza democratica in Myanmar, meglio conosciuta come <strong>Birmania</strong>, ha subito una forte scossa il 1 febbraio con un golpe di Stato delle forze armate, il temuto &#8220;<em>Tatmadaw</em>&#8220;. Il capo delle forze armate, il generale <strong>Min Aung Hlaing</strong>, ha assunto pieni poteri arrestando tutti i leader politici più importanti, incluso il consigliere di Stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Aung San Suu Kyi</strong></a> ed il suo alleato, l’attuale presidente <strong>Win Myint</strong>, insieme ad altri leader democratici. I birmani, che si stanno ancora curando le ferite procurate da mezzo secolo di dittatura militare, non si sono lasciati intimidire ed hanno protestato nella loro capitale, Nay pyi taw e ex-capitale Yangon. La mossa dei militari, e del quasi pensionato generale Hlaing, sembra azzardata per un uomo considerato mediocre che cerca disperatamente di vestire i panni di politico alla fine della sua carriera militare. Ma il tempismo dell’attacco fa domandare agli analisti se dietro le quinte non ci siano i disegni taciti della <strong>Cina</strong>, unico sponsor del regime militare per quasi 49 anni. Tra i diversi timori c’è quello che il gen. Hlaing abbia fatto un patto con il drago cinese per tenersi il lavoro di una vita mettendo fine alla democrazia, dopo che i partiti appoggiati dalle forze armate avevano perso le ultime elezioni democratiche. Elezioni che avevano consegnato il paese al partito di Su Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld). Dunque la Cina, preoccupata dal nuovo inquilino della Casa Bianca, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Joe Biden</strong></a>, ed il rafforzamento del Quad, ha deciso che era saggio non rischiare che il Myanmar gli voltasse le spalle per inseguire l’alleanza Usa-India.</p>
<h2>La posizione strategica del Myanmar</h2>
<p>Il Myanmar, Paese di 54 milioni di abitanti, ha una posizione strategica poiché è situato tra il Sud e Sud Est Asiatico. È infatti l’unico paese dell’intero Sud Est Asiatico a possedere una frontiera terrestre con l’India di circa 1500 chilometri e a condividere le frontiere con la Cina, il Bangladesh, il Laos e la Tailandia. La sua costa, inoltre, si apre nel Mare delle Andamane e nella Baia del Bengala. In passato, è stata proprio la sua posizione strategica ad attirare l’interesse sia dell’India che della Cina, che ormai da tempo continuano a combattere una sorta di &#8220;guerra fredda&#8221; nello Stato del Myanmar. Per la Cina, il China Myanmar Economic Corridor (Cmec) collega la provincia cinese dello Yunan con la Baia del Bengala. Questo passaggio riduce la dipendenza di fornitura di petrolio dallo Stretto di Malacca, soddisfacendo il suo fabbisogno energetico interno. Il CMEC è un altro asso nella manica per circondare ulteriormente l’India, un progetto cinese che sta in piedi dalla nascita della Repubblica popolare 70 anni fa. Il Myanmar è anche una fonte importante di legno, gas, giada ed altri materiali pregiati.</p>
<p>Per l’India è estremamente importante rimanere presente in Myanmar. Tanti gruppi terroristici che operano nel Nord Est dell’India cercano rifugio in Myanmar e la collaborazione delle &#8220;<em>Tatmadaw</em>&#8221; risulta essenziale per combatterli. L’operato della Cina nel risolvere i conflitti etnici interni ha sollevato molte critiche tra i militari birmani l’anno scorso. Il supporto della Cina all’<em>Arakan Army</em>, che intacca il progetto indiano del Kaladan, ha creato molto malumore tra i militari che intravedono nella fornitura di armi ed assistenza cinese ai ribelli Wa, un pericolo per la sicurezza del Myanmar e dell’India.</p>
<p>Nonostante l’appoggio alla democrazia e la vicinanza al padre della nazione Aung Sang e alla sua celebre figlia Aung Sang Su Kyi, l’India esita a opporsi al golpe per paura di rovinare i rapporti sviluppati con le forze birmane nell’ultima decade e di provocare il ritorno del Paese sotto la protezione cinese. Uno dei motivi per cui i generali del Myanmar hanno desiderato una democrazia anche se limitata nell’ ultimo decennio fu perché erano stanchi di vivere nell’ombra del dragone cinese e cercavano altri partner internazionali. In questo periodo, l’India si è avvicinata al Myanmar, creando un vero rapporto di fiducia, consolidato ulteriormente con il dono di un sottomarino per il Myanmar in ottobre 2020. Non si è registrato ancora nessun contatto dopo il golpe tra i due Stati. Ma l’India continuerà il suo lavoro di ricostruzione nello stato di Rakhine, dove ha diversi progetti umanitari dedicati ad aiutare la minoranza musulmana Rohingya, che è stata bersaglio di una vera e propria pulizia etnica da parte dei militari.</p>
<p>La Cina ritorna così ad essere il più importante partner per il caro Myanmar. Dopo gli attacchi  contro la minoranza <strong>Rohingya</strong>, che ha creato milioni di rifugiati in Bangladesh, i militari hanno ricevuto pesanti sanzioni dall’Occidente. Il silenzio di Su Kyi, Premio Nobel per la pace, è stato molto criticato e quasi tutti i paesi occidentali hanno tagliato i rapporti e dimezzato gli investimenti nel Paese. Solo la Cina è rimasta fedele, al fianco della maggioranza etnica Bamar, mentre le forze militari uccidevano e mandavano centinaia di migliaia di Rohingya in esilio.</p>
<h2>Cause interne e conseguenze</h2>
<p>Ciò che è certo è che il golpe destabilizza il Sud Est Asiatico e i rapporti di forza tra l’India e la Cina. La Cina ha negato pubblicamente di avere legami con le forze militari birmane e di essere coinvolta nell’golpe. L’India procede con cautela, cercando di convincere l’Occidente a non imporre altre sanzioni al regime militare, sapendo bene che questa è l’ora del “<strong>soft power</strong>” e non delle sanzioni economiche, l’arma tradizionale americana in queste situazioni. Le sanzioni non faranno altro che spingere i militari più vicino a Pekino, il che sarebbe un risultato a dir poco disastroso.</p>
<p>Dopo le elezioni di Novembre 2020, nelle quali i partiti favoriti dalle forze armate hanno subito una pesante sconfitta, gli analisti indiani si aspettavano una reazione dei militari, insoddisfatti del fatto che il loro modello di democrazia stesse fallendo. Tuttavia, la vincita di Biden ed il rinnovamento del Quad, l’alleanza navale tra Usa, India, Giappone e Australia costruita per contrastare la Cina nell’Indo-Pacifico, sono percepiti come una vera minaccia per la Cina che avrebbe potuto alimentare la paranoia dei generali birmani incoraggiandoli ad organizzare il golpe. Nella riunione di emergenza del consiglio di sicurezza dell’Onu, la Cina e la Russia hanno usato i loro veti di membri permanenti per bloccare le sanzioni contro il regime golpista.</p>
<p>Coloro che non vogliono vedere la mano cinese attribuiscono le cause del golpe ad una semplice discordia tra il Generale Hlaing e la Su Kyi. È risaputo che il generale, che fra poco raggiungerà l&#8217;età pensionabile, voleva prendersi il ruolo di presidente, conquistato col voto da alleati leali a Su kyi. A quel punto, la leader, fiutando la vittoria elettorale, si sussurra, abbia snobbato il generale, rifiutando l’incontro per discutere il suo futuro. Tutto ciò avrebbe portato al golpe.</p>
<p>Il gruppo Asean-10, di cui il Myanmar fa parte, ha firmato una dichiarazione che suggerisce per la prima volta una potenziale mediazione, una grande sorpresa per un gruppo che normalmente non interferisce negli affari interni dei suoi membri. Far tornare Su Kyi ai domiciliari nella villa dove è stata imprigionata per 15 anni è una mossa molto azzardata per il generale. La donna ha speso la sua vita combattendo le forze militari e ha vinto sul terreno democratico, con il voto dei cittadini.</p>
<p>Il golpe non solo avrà effetti negativi sull’economia del Myanmar, già distrutta dalla pandemia, ma le sanzioni internazionali e l’esitazione degli investitori internazionali avranno effetti collaterali sui business privati del generale, sulla sua famiglia, amici e colleghi. Il partito di Su Kyi, la <strong>Lega nazionale per la democrazia</strong> (Nld), rappresenta una forza in se, e la sua leader non è facilmente corrompibile, neanche con una pistola puntata alla tempia. Il rischio per il Generale Hlaing è enorme, avendo frantumato la “democrazia controllata” creata con cura in 10 lunghi anni. Questa scelta si potrebbe spiegare solo se Pekino gli avesse offerto una protezione personale, poiché se Su Kyi vincesse, lui perderebbe potere. Se davvero fosse così, mentre nell’ombra si nasconde il drago cinese, una nuova guerra fredda è appena cominciata. Ora si aspettano con ansia le reazioni degli Stati Uniti e dell’India.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politics/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar-2.html">Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 08:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=306918</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Myanmar (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo 49 anni di regime militare, l’esperienza democratica in Myanmar, meglio conosciuta come Birmania, ha subito una forte scossa il 1 febbraio con un golpe di Stato delle forze armate, il temuto &#8220;Tatmadaw&#8220;. Il capo delle forze armate, il generale Min Aung Hlaing, ha assunto pieni poteri arrestando tutti i leader politici più importanti, incluso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar.html">Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Myanmar (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Proteste-in-Myanmar-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo 49 anni di regime militare, l’esperienza democratica in Myanmar, meglio conosciuta come <strong>Birmania</strong>, ha subito una forte scossa il 1 febbraio con un golpe di Stato delle forze armate, il temuto &#8220;<em>Tatmadaw</em>&#8220;. Il capo delle forze armate, il generale <strong>Min Aung Hlaing</strong>, ha assunto pieni poteri arrestando tutti i leader politici più importanti, incluso il consigliere di Stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Aung San Suu Kyi</strong></a> ed il suo alleato, l’attuale presidente <strong>Win Myint</strong>, insieme ad altri leader democratici. I birmani, che si stanno ancora curando le ferite procurate da mezzo secolo di dittatura militare, non si sono lasciati intimidire ed hanno protestato nella loro capitale, Nay pyi taw e ex-capitale Yangon. La mossa dei militari, e del quasi pensionato generale Hlaing, sembra azzardata per un uomo considerato mediocre che cerca disperatamente di vestire i panni di politico alla fine della sua carriera militare. Ma il tempismo dell’attacco fa domandare agli analisti se dietro le quinte non ci siano i disegni taciti della <strong>Cina</strong>, unico sponsor del regime militare per quasi 49 anni. Tra i diversi timori c’è quello che il gen. Hlaing abbia fatto un patto con il drago cinese per tenersi il lavoro di una vita mettendo fine alla democrazia, dopo che i partiti appoggiati dalle forze armate avevano perso le ultime elezioni democratiche. Elezioni che avevano consegnato il paese al partito di Su Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld). Dunque la Cina, preoccupata dal nuovo inquilino della Casa Bianca, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Joe Biden</strong></a>, ed il rafforzamento del Quad, ha deciso che era saggio non rischiare che il Myanmar gli voltasse le spalle per inseguire l’alleanza Usa-India.</p>
<h2>La posizione strategica del Myanmar</h2>
<p>Il Myanmar, Paese di 54 milioni di abitanti, ha una posizione strategica poiché è situato tra il Sud e Sud Est Asiatico. È infatti l’unico paese dell’intero Sud Est Asiatico a possedere una frontiera terrestre con l’India di circa 1500 chilometri e a condividere le frontiere con la Cina, il Bangladesh, il Laos e la Tailandia. La sua costa, inoltre, si apre nel Mare delle Andamane e nella Baia del Bengala. In passato, è stata proprio la sua posizione strategica ad attirare l’interesse sia dell’India che della Cina, che ormai da tempo continuano a combattere una sorta di &#8220;guerra fredda&#8221; nello Stato del Myanmar. Per la Cina, il China Myanmar Economic Corridor (Cmec) collega la provincia cinese dello Yunan con la Baia del Bengala. Questo passaggio riduce la dipendenza di fornitura di petrolio dallo Stretto di Malacca, soddisfacendo il suo fabbisogno energetico interno. Il CMEC è un altro asso nella manica per circondare ulteriormente l’India, un progetto cinese che sta in piedi dalla nascita della Repubblica popolare 70 anni fa. Il Myanmar è anche una fonte importante di legno, gas, giada ed altri materiali pregiati.</p>
<p>Per l’India è estremamente importante rimanere presente in Myanmar. Tanti gruppi terroristici che operano nel Nord Est dell’India cercano rifugio in Myanmar e la collaborazione delle &#8220;<em>Tatmadaw</em>&#8221; risulta essenziale per combatterli. L’operato della Cina nel risolvere i conflitti etnici interni ha sollevato molte critiche tra i militari birmani l’anno scorso. Il supporto della Cina all’<em>Arakan Army</em>, che intacca il progetto indiano del Kaladan, ha creato molto malumore tra i militari che intravedono nella fornitura di armi ed assistenza cinese ai ribelli Wa, un pericolo per la sicurezza del Myanmar e dell’India.</p>
<p>Nonostante l’appoggio alla democrazia e la vicinanza al padre della nazione Aung Sang e alla sua celebre figlia Aung Sang Su Kyi, l’India esita a opporsi al golpe per paura di rovinare i rapporti sviluppati con le forze birmane nell’ultima decade e di provocare il ritorno del Paese sotto la protezione cinese. Uno dei motivi per cui i generali del Myanmar hanno desiderato una democrazia anche se limitata nell’ ultimo decennio fu perché erano stanchi di vivere nell’ombra del dragone cinese e cercavano altri partner internazionali. In questo periodo, l’India si è avvicinata al Myanmar, creando un vero rapporto di fiducia, consolidato ulteriormente con il dono di un sottomarino per il Myanmar in ottobre 2020. Non si è registrato ancora nessun contatto dopo il golpe tra i due Stati. Ma l’India continuerà il suo lavoro di ricostruzione nello stato di Rakhine, dove ha diversi progetti umanitari dedicati ad aiutare la minoranza musulmana Rohingya, che è stata bersaglio di una vera e propria pulizia etnica da parte dei militari.</p>
<p>La Cina ritorna così ad essere il più importante partner per il caro Myanmar. Dopo gli attacchi  contro la minoranza <strong>Rohingya</strong>, che ha creato milioni di rifugiati in Bangladesh, i militari hanno ricevuto pesanti sanzioni dall’Occidente. Il silenzio di Su Kyi, Premio Nobel per la pace, è stato molto criticato e quasi tutti i paesi occidentali hanno tagliato i rapporti e dimezzato gli investimenti nel Paese. Solo la Cina è rimasta fedele, al fianco della maggioranza etnica Bamar, mentre le forze militari uccidevano e mandavano centinaia di migliaia di Rohingya in esilio.</p>
<h2>Cause interne e conseguenze</h2>
<p>Ciò che è certo è che il golpe destabilizza il Sud Est Asiatico e i rapporti di forza tra l’India e la Cina. La Cina ha negato pubblicamente di avere legami con le forze militari birmane e di essere coinvolta nell’golpe. L’India procede con cautela, cercando di convincere l’Occidente a non imporre altre sanzioni al regime militare, sapendo bene che questa è l’ora del “<strong>soft power</strong>” e non delle sanzioni economiche, l’arma tradizionale americana in queste situazioni. Le sanzioni non faranno altro che spingere i militari più vicino a Pechino, il che sarebbe un risultato a dir poco disastroso.</p>
<p>Dopo le elezioni di Novembre 2020, nelle quali i partiti favoriti dalle forze armate hanno subito una pesante sconfitta, gli analisti indiani si aspettavano una reazione dei militari, insoddisfatti del fatto che il loro modello di democrazia stesse fallendo. Tuttavia, la vincita di Biden ed il rinnovamento del Quad, l’alleanza navale tra Usa, India, Giappone e Australia costruita per contrastare la Cina nell’Indo-Pacifico, sono percepiti come una vera minaccia per la Cina che avrebbe potuto alimentare la paranoia dei generali birmani incoraggiandoli ad organizzare il golpe. Nella riunione di emergenza del consiglio di sicurezza dell’Onu, la Cina e la Russia hanno usato i loro veti di membri permanenti per bloccare le sanzioni contro il regime golpista.</p>
<p>Coloro che non vogliono vedere la mano cinese attribuiscono le cause del golpe ad una semplice discordia tra il Generale Hlaing e la Su Kyi. È risaputo che il generale, che fra poco raggiungerà l&#8217;età pensionabile, voleva prendersi il ruolo di presidente, conquistato col voto da alleati leali a Su kyi. A quel punto, la leader, fiutando la vittoria elettorale, si sussurra, abbia snobbato il generale, rifiutando l’incontro per discutere il suo futuro. Tutto ciò avrebbe portato al golpe.</p>
<p>Il gruppo Asean-10, di cui il Myanmar fa parte, ha firmato una dichiarazione che suggerisce per la prima volta una potenziale mediazione, una grande sorpresa per un gruppo che normalmente non interferisce negli affari interni dei suoi membri. Far tornare Su Kyi ai domiciliari nella villa dove è stata imprigionata per 15 anni è una mossa molto azzardata per il generale. La donna ha speso la sua vita combattendo le forze militari e ha vinto sul terreno democratico, con il voto dei cittadini.</p>
<p>Il golpe non solo avrà effetti negativi sull’economia del Myanmar, già distrutta dalla pandemia, ma le sanzioni internazionali e l’esitazione degli investitori internazionali avranno effetti collaterali sui business privati del generale, sulla sua famiglia, amici e colleghi. Il partito di Su Kyi, la <strong>Lega nazionale per la democrazia</strong> (Nld), rappresenta una forza in se, e la sua leader non è facilmente corrompibile, neanche con una pistola puntata alla tempia. Il rischio per il Generale Hlaing è enorme, avendo frantumato la “democrazia controllata” creata con cura in 10 lunghi anni. Questa scelta si potrebbe spiegare solo se Pechino gli avesse offerto una protezione personale, poiché se Su Kyi vincesse, lui perderebbe potere. Se davvero fosse così, mentre nell’ombra si nasconde il drago cinese, una nuova guerra fredda è appena cominciata. Ora si aspettano con ansia le reazioni degli Stati Uniti e dell’India.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-davvero-in-myanmar.html">Cosa sta succedendo davvero in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le radici del golpe in Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-radici-del-golpe-in-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 15:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=306207</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Myanmar scontro a Bangkok (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Hanno agito in fretta, con azioni coordinate e organizzate alla perfezione. Chissà da quanto tempo aspettavano questo momento, i militari che in Myanmar hanno arrestato nella notte Aung San Suu Kyi e altri esponenti di spicco della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), partito vincitore delle ultime elezioni tenutesi lo scorso novembre. I poteri sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-radici-del-golpe-in-myanmar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-radici-del-golpe-in-myanmar.html">Le radici del golpe in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Myanmar scontro a Bangkok (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Myanmar-scontro-a-Bangkok-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Hanno agito in fretta, con azioni coordinate e organizzate alla perfezione. Chissà da quanto tempo aspettavano questo momento, i militari che in <strong>Myanmar</strong> hanno arrestato nella notte <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html">Aung San Suu Kyi</a> e altri esponenti di spicco della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), partito vincitore delle ultime elezioni tenutesi lo scorso novembre. <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/golpe-in-myanmar-i-militari-arrestano-aung-san-suu-kyi.html">I poteri sono passati nelle mani del generale Min Aung Hlaing</a>, a capo delle forze armate, e al generale Myint Swe, ex vicepresidente ora nominato presidente ad interim. Le novità politiche sono state annunciate in diretta sul&#8217;emittente <em>Myawaddy TV</em>.</p>
<p>Nel prendere il potere, i <strong>militari</strong> si sono appellati a due articoli della costituzione nazionale: il numero 417 e il 418. Soltanto capendo questo delicato passaggio è possibile capire che cosa è successo veramente e perché è stato possibile assistere al rovesciamento di Aung San Suu Kyi. I due articoli citati, ai quali hanno fatto riferimento i militari, stabiliscono, di fatto, la comparsa di una situazione potenzialmente esplosiva all&#8217;interno del Myanmar.</p>
<p>A fronte di uno scenario del genere, infatti, è evidente il rischio che la solidarietà nazionale possa disintegrarsi o che la sovranità del Paese possa evaporare come neve al sole. Il presidente dovrebbe quindi essere chiamato a proclamare lo stato di emergenza. A quel punto, scatterebbe in automatico il <strong>trasferimento dei poteri</strong> – dal legislativo all&#8217;esecutivo, passando per il giudiziario – dal presidente al comandante dei servizi di difesa. A lui spetterebbe il compito di riportare la situazione in tranquillità. In che modo? Varando le misure ritenute necessarie per respingere la situazione di pericolo.</p>
<h2>Gli articoli 417 e 418</h2>
<p>Nel descrivere gli <strong>articoli 417</strong> e <strong>418</strong> abbiamo usato il condizionale. Ma l&#8217;ipotesi raccontata è proprio quella che si è appena verificata in Myanmar. Certo, sono stati i militari a stabilire la presenza di una situazione di rischio senza consultarsi con <strong>Aung San Suu Kyi</strong>, che è stata invece arrestata. Ma è pur vero che gran parte dell&#8217;iter seguito dalle forze armate si trova nella costituzione nazionale di compromesso del 2008. Detto altrimenti, pur &#8220;forzando la mano&#8221;, i golpisti si sono appellati a due articoli scritti e definiti dalla legislazione birmana.</p>
<p>Insomma, nonostante molti abbiano confuso il Myanmar con una democrazia novella, nel Paese asiatico, da 13 anni a questa parte, la bilancia ha sempre continuato a pendere dalla parte dell&#8217;<strong>esercito</strong>. In base alla loro discrezionalità, la cosiddetta &#8220;situazione di rischio&#8221; sarebbe potuta essere impugnata in qualsiasi momento. Non a caso, sono stati proprio i militari ad aver redatto la <strong>costituzione nel 2008</strong>. Sempre loro, inoltre, mantengono il potere in base alla Carta e a discapito del governo democratico e civile. Human Rights Watch ha descritto questa clausola come una sorta di &#8220;meccanismo di colpo di stato in attesa&#8221;. Come se non bastasse, la costituzione – che non può essere modificata senza il supporto militare &#8211; riserva il 25% dei seggi in parlamento e i ministeri chiave del gabinetto alle forze armate.</p>
<h2>Le cause del colpo di stato</h2>
<p>Per quale motivo è avvenuto il colpo di stato? In una nota pubblicata dall&#8217;esercito, le forze armate accusano la commissione elettorale del paese di non aver ovviato alle &#8220;enormi falle&#8221; nelle liste elettorali presentate prima delle <strong>elezioni generali</strong> dello scorso 8 novembre. Le forze armate denunciano la mancata convocazione di una sessione parlamentare speciale per discutere i presunti brogli, così come di un incontro del Consiglio di sicurezza nazionale. Al sesto punto del documento, le forze armate promettono di organizzare nuove elezioni generali in accordo con i dettami della Costituzione del 2008, una volta conclude le &#8220;disposizioni emergenziali&#8221; in vigore da questa mattina.</p>
<p>Le forze armate promettono anche di trasferire i poteri politici al partito vincitore delle elezioni &#8220;in accordo con gli standard democratici&#8221;. Nel documento non viene indicato alcun calendario per le ipotetiche nuove elezioni; questa mattina, però, le forze armate birmane hanno proclamato un periodo di emergenza nazionale della durata di un anno. Visto che, in virtù della costituzione, l&#8217;esercito aveva comunque un notevole controllo sul Paese, non è da escludere che il golpe possa essere avvenuto a causa di un&#8217;improvvisa <strong>alterazione del potere militare</strong>. &#8220;C&#8217;è una politica militare interna intorno a questo, che è molto opaca&#8221;, <a href="https://apnews.com/article/aung-san-suu-kyi-constitutions-myanmar-indonesia-elections-f3e8a294e63e00509ea2865b6e5c342d?fbclid=IwAR3BsZdu3iLC2wbP3d0UmaU9QByB6LWijh5HC_DWZWYvKGG2xdeETcYbgyI">ha spiegato all&#8217;<em>Associated Press</em></a> Kim Jolliffe, ricercatore sulle relazioni civili e militari del Myanmar. Quanto accaduto, insomma, potrebbe riflettere proprio queste dinamiche e potrebbe essere declinato come un &#8220;colpo di stato interno&#8221;.</p>
<h2>Uno Stato sui generis</h2>
<p>C&#8217;è un altro aspetto da sottolineare. Il Myanmar, ufficialmente Repubblica dell&#8217;Unione del Myanmar, più che uno Stato nella sua accezione del termine è una sorta di <strong>collage</strong> formato da popoli tra loro diversissimi e intenzionati a essere indipendenti. Il nucleo centrale della nazione, che geograficamente occupa i due terzi del Paese e demograficamente comprende due terzi della popolazione, si estende lungo la pianura dell&#8217;Irrawaddy. Qui vive la maggior parte dei birmani buddhisti, i <strong>bamar</strong>, rappresentati politicamente dalla Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi. A ovest e a nord, troviamo invece altre popolazioni, tra cui i <strong>naga</strong> e i <strong>kachin</strong>, per lo più cristiani; a est ci sono gli <strong>shan</strong>, secondo gruppo etnico del Paese dopo i bamar e anche loro buddisti. L&#8217;elenco è formato, poi, da altre decine di popolazioni, come i <strong>wa</strong> e i <strong>palaung</strong>. In un quadro del genere, le potenziali situazioni di instabilità sono perennemente dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-radici-del-golpe-in-myanmar.html">Le radici del golpe in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è Aung San Suu Kyi</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 12:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=306114</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1375" height="777" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aung San Suu Kyi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381.jpg 1375w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1375px) 100vw, 1375px" /></p>
<p>&#160; Aung San Suu Kyi è una delle figure politiche più importanti del Myanmar contemporaneo ed il suo impegno in favore della democrazia le è valso il Premio Nobel per la Pace, assegnatole nel 1991. La vita della San Suu Kyi è stata segnata dalla contrapposizione con l&#8217;esercito birmano, che è al potere, seppur in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html">Chi è Aung San Suu Kyi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1375" height="777" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aung San Suu Kyi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381.jpg 1375w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Aung-Saan-Suu-Kyi-La-Presse-e1612184060381-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1375px) 100vw, 1375px" /></p><p>&nbsp;</p>
<p><strong>Aung San Suu Kyi</strong> è una delle figure politiche più importanti del Myanmar contemporaneo ed il suo impegno in favore della democrazia le è valso il Premio Nobel per la Pace, assegnatole nel 1991. La vita della San Suu Kyi è stata segnata dalla contrapposizione con l&#8217;esercito birmano, che è al potere, seppur in varie forme, sin dal 1962 e che ancora oggi riveste un ruolo chiave negli equilibri della nazione. Le Forze Armate hanno cercato di osteggiare le iniziative politiche della San Suu Kyi, costringendola per molti anni agli arresti domiciliari ed allontanandola dalla popolazione. <strong>La svolta riformista</strong> intrapresa dall&#8217;esercito ha portato ad un riavvicinamento ed all&#8217;ascesa al potere dell&#8217;ex eroina per la democrazia. Le cose, però, non sono andate sempre per il verso giusto e la strana convivenza con i generali si è conclusa con un golpe nel primo giorno di febbraio del 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aung-san-suu-kyi.html">Chi è Aung San Suu Kyi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/502 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 11:13:21 by W3 Total Cache
-->