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	<title>Armin Papperger Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jul 2026 05:13:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Armin Papperger Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Francia e Germania: è divorzio anche per il nuovo carro MGCS</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/francia-e-germania-e-divorzio-anche-per-il-nuovo-carro-mgcs.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="920" height="615" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2.jpg 920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /></p>
<p>Dopo lo SCAF, Francia e Germania divorziano anche sull'MGCS, il carro armato di ultima generazione. Sarà sviluppato solo il "software".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="920" height="615" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2.jpg 920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/leopard-2-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /></p>
<p>La prima settimana di giugno ha visto la fine del <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/flop-dello-scaf-berlino-rilancia-ecco-i-piani-e-rischi-2678158.html">progetto SCAF</a></strong> (<em>Système de Combat Aérien du Futur</em>) franco-tedesco-spagnolo per un caccia di sesta generazione, dopo anni di lotte industriali tra i due partner principali – Dassault Aviation e Airbus – per la ripartizione del lavoro e dei relativi brevetti. Quanto accaduto non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori: al contrario era qualcosa di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-francia-ha-un-problema-con-lo-scaf-o-e-la-francia-il-problema.html">ampiamente preventivato</a> stante le premesse della collaborazione franco-tedesca e gli aut aut di Dassault ad Airbus, la quale ha richiesto espressamente di assumere la quasi totalità della progettazione e costruzione della cellula – oltre il relativo drone loyal wingman.</p>



<p><strong>Il destino dello SCAF ora segna anche quello di un altro progetto franco-tedesco</strong>: l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-nuovo-carro-armato-mgcs-e-destinato-a-fallire.html">MGCS (Main Ground Combat System)</a></strong> per un MBT (<em>Main Battle Tank</em>) di nuova generazione. <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-diatribe-tra-berlino-e-parigi-e-i-rischi-per-il-caccia-scaf-cosa-puo-succedere.html">Come avevamo anticipato dalle colonne di InsideOver</a>, a giugno del 2019 in una lettera indirizzata all’allora ministro della Difesa tedesco <strong>Ursula von der Leyen</strong>, il Bundestag aveva imposto al governo tedesco uno stretto parallelismo di gestione tra lo SCAF, a guida francese, e l’MGCS a guida tedesca, oltre a imporre l’integrazione di Rheinmetall nel programma del nuovo carro armato. Pertanto, una volta fallito il progetto del cacciabombardiere, quello dell&#8217;MBT o verrà pesantemente rivisto oppure subirà la stessa sorte.</p>



<p>La cronaca <a href="https://www.defensemagazine.com/article/end-of-an-era-paris-and-berlin-scale-back-mgcs-to-digital-combat-cloud-echoing-fcas-collapse">riferisce </a>indizi che ci portano a considerare la seconda ipotesi, e non poteva essere altrimenti. Il 17 luglio, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron </strong>e il cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz </strong>si sono riuniti per l&#8217;ultima seduta del Consiglio franco-tedesco per la difesa e la sicurezza. L&#8217;ordine del giorno era segnato dalle recenti delusioni riguardanti lo SCAF ma l&#8217;attenzione si è concentrata sull&#8217;MGCS e ciò che è emerso non è stata una netta riaffermazione del partenariato bilaterale, bensì <strong>un chiaro riconoscimento di ambizioni ridimensionate</strong>. Già <a href="https://www.thedefensenews.com/France-Considers-Reduced-Role-or-Exit-from-Franco-German-MGCS-Tank-Project/">a giugno</a>, quando è stata resa ufficiale la fine del progetto aeronautico congiunto, la Francia aveva fatto trapelare la <strong>volontà di ridurre la propria partecipazione</strong> o addirittura di ritrarsi dal programma per il nuovo carro armato con l&#8217;amministratore delegato delle tedesca Rheinmetall, <strong>Armin Papperger,</strong> che lamentava la scarsità di fondi devoluti per il progetto: solo 25 milioni di euro di finanziamenti per le tre aziende partecipanti (KNDS, Thales e Rheinmetall) sono stati giudicati insufficienti per lo sviluppo, anche in considerazione che l&#8217;MGCS nasce ufficialmente nel 2017.</p>



<p>Il progetto è – o per meglio dire era – ambizioso: avere <strong>una piattaforma corazzata in sostituzione dei Leopard 2 tedeschi e Leclerc francesi di nuova generazione </strong>caratterizzata da una famiglia di veicoli che avrebbero condiviso un telaio comune, integrati con piattaforme senza pilota, sensori avanzati, propulsione ibrida e una “rete di combattimento” per operazioni collaborative. Mezzi con e senza pilota avrebbero combattuto come un&#8217;unica entità, traendo insegnamenti dai conflitti moderni in cui i carri armati tradizionali si scontrano con droni, munizioni di precisione e guerra elettronica. Sostanzialmente, si trattava del concetto aeronautico di “<strong>sistema di sistemi</strong>” trasportato in un MBT. L&#8217;orizzonte temporale per vedere il primo prototipo era stato originariamente fissato al 2030, poi ritardi di ordine politico/industriale – l&#8217;ingresso di Rheinmetall ha generato una ridistribuzione di compiti e ridefinizione del progetto che è stata lungamente discussa – l&#8217;hanno spostato al <strong>2045</strong>. Un carro armato che quindi rischiava di diventare obsoleto ancora prima di entrare in servizio.</p>



<p>Tornando al vertice di luglio, sono emersi dettagli che fanno capire come l&#8217;MGCS abbia fatto la stessa fine dello SCAF, ovvero quella di restare <strong>un “software” senza “hardware”</strong>. Francia e Germania hanno infatti convenuto che la collaborazione continuerà esclusivamente per un “approccio per il combattimento collaborativo” nell&#8217;ambito di un programma di ricerca, portandolo a una dimostrazione di fattibilità. Si tratterebbe di tecnologie adattabili per veicoli cingolati con e senza equipaggio, integranti il funzionamento autonomo, la fusione dei sensori e il contributo ai servizi di combattimento congiunti. In sostanza, anche l&#8217;MGCS come lo SCAF è stato ridotto al suo sistema nervoso digitale ovvero il cloud di combattimento. </p>



<p>La Germania però non resterà senza un nuovo carro armato: al di là dell&#8217;ultima evoluzione del Leopard 2, la A8, e del nuovissimo KF-51 Panther che resta un&#8217;opzione valida per la Bundeswehr considerando l&#8217;interesse internazionale (italiano compreso), a luglio 2025 KNDS e Rheinmetall hanno lanciato l&#8217;<strong><a href="https://www.shephardmedia.com/news/landwarfareintl/eurosatory-2026-what-has-become-of-the-main-ground-combat-system/">iniziativa MARTE (Main Armoured Tank of Europe)</a></strong> che riunisce 12 paesi europei – tra cui l&#8217;Italia – per lo sviluppo di un MBT di nuova generazione. È importante notare che il programma non include la Francia: forse in Germania qualcuno ha imparato la lezione dello SCAF e dell&#8217;MGCS. La Francia però a questo punto deve cercare un sostituto per il Leclerc XLR (15 consegnati e 200 ordinati) in un prossimo futuro (da dopo il 2035) e la soluzione presentata a Eurosatory 2026, quella del <a href="https://www.lavoixdunord.fr/1712433/article/2026-06-15/le-char-leclerc-bientot-au-bout-du-rouleau-knds-lance-un-char-de-transition">“CAPINT” (Capacité intermédiaire)</a> di KNDS con scafo del Leopard 2A8 e torretta francese Ascalon appare un ripiego provvisorio, ma data l&#8217;incertezza generale e la mancanza di un nuovo progetto francese, questa soluzione provvisoria potrebbe alla fine trasformarsi in una definitiva.</p>
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		<item>
		<title>La dottrina Papperger: così Rheinmetall sfida la politica europea e ridisegna la deterrenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-dottrina-papperger-cosi-rheinmetall-sfida-la-politica-europea-e-ridisegna-la-deterrenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 06:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1024x605.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1536x908.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cosiddetta “dottrina Papperger” mette in discussione la capacità delle istituzioni di governare i campioni industriali. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1024x605.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1536x908.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ascesa di Rheinmetall dopo il 2022 segna un cambio di paradigma nella sicurezza europea. La cosiddetta <strong>“dottrina Papperger”</strong> mette in discussione la capacità delle istituzioni di governare i campioni industriali. Tra <strong>espansione produttiva</strong>, <strong>integrazione della supply chain</strong> e <strong>anticipo delle decisioni politiche</strong>, l’industria diventa attore geopolitico. Il rischio è una <strong>sovranità strategica privatizzata</strong>, guidata dal mercato più che dalla politica.</p>



<p><strong>Dalla guerra in Ucraina alla centralità industriale</strong></p>



<p>Il conflitto tra Russia e Ucraina ha riportato in Europa la guerra ad alta intensità, imponendo una revisione profonda delle politiche di difesa. In questo contesto, Rheinmetall è emersa come <strong>attore centrale</strong>, intercettando una domanda crescente di <strong>munizionamento, mezzi corazzati e sistemi di difesa</strong>. La svolta annunciata da <strong>Olaf Scholz </strong>con la <strong>Zeitenwende</strong> ha aperto una nuova fase: più spesa, più produzione, più autonomia strategica. Ma a muoversi più rapidamente non è stata la politica, bensì l’industria.</p>



<p><strong>La “dottrina Papperger”: anticipare la politica</strong></p>



<p>Sotto la guida di Armin Papperger, l’azienda ha adottato una strategia non convenzionale: <strong>investire prima che la domanda pubblica sia formalmente stabilizzata</strong>. Questa impostazione ribalta il rapporto tradizionale tra Stato e industria. <a href="https://www.difesaonline.it/2026/03/17/rheinmetall-presenta-le-capacita-della-nuova-generazione-di-mortai-europei/">Non è più la politica a orientare la produzione, ma è la capacità produttiva a <strong>vincolare le scelte politiche future</strong></a>. La cosiddetta <strong>“dottrina Papperger”</strong> si fonda su un principio semplice: creare capacità industriale tale da rendere inevitabile il suo utilizzo.</p>



<p><strong>Espansione a Est: la geografia della deterrenza</strong></p>



<p>L’espansione verso l’Europa centro-orientale e l’Ucraina non è solo industriale, ma geopolitica. Nuovi impianti per munizioni da 155 mm, centri di manutenzione e <em>joint venture </em>in Paesi come Lituania, Lettonia e Romania indicano una strategia precisa: <strong>avvicinare la produzione al fronte</strong>. Questo riduce i tempi logistici e aumenta la resilienza, ma crea anche una <strong>rete industriale transnazionale</strong> che supera i confini delle politiche nazionali.</p>



<p><strong>Supply chain e autonomia strategica privata</strong></p>



<p>L’acquisizione di Hagedorn-NC ha segnato un passaggio cruciale: il controllo della <strong>nitrocellulosa</strong>, elemento chiave per i propellenti. Ridurre la dipendenza dalla Cina — che domina le materie prime — significa costruire una <strong>autonomia strategica industriale privata</strong>. Non si tratta più solo di produrre armi, ma di <strong>controllare l’intera catena del valore</strong>, dalla materia prima al prodotto finale.</p>



<p><strong>Il nodo politico: burocrazia contro velocità</strong></p>



<p>Il sistema europeo di <em>procurement</em> resta lento e frammentato. In Germania, il meccanismo del <a href="https://aresdifesa.it/rheinmetall-presenta-il-sistema-mortaio-ragnarok-da-120-mm/"><strong>controllo parlamentare sopra i 25 milioni di euro</strong> rappresenta un vincolo pensato per un’altra epoca. In un contesto di riarmo accelerato, questa lentezza crea un paradosso</a>: la sicurezza europea dipende da attori che <strong>non sono soggetti agli stessi tempi decisionali della politica</strong>.</p>



<p><strong>Industria come attore geopolitico</strong></p>



<p>Rheinmetall non è più solo un fornitore, ma un <strong>attore geopolitico autonomo</strong>. Attraverso investimenti diretti e supply chain distribuite, l’azienda costruisce una forma di <strong>integrazione europea de facto</strong>, senza passare da trattati o istituzioni comuni. <a href="https://www.italypost.it/news/economia/3661/leonardo-avanza-lenta-la-cessione-dei-camion-iveco-a-rheinmetall.html?id=0">Questo modello ricorda quello di Lockheed Martin: pochi grandi player capaci di orientare il mercato e, indirettamente, la politica</a>.</p>



<p><strong>Tre scenari per l’Europa della difesa</strong></p>



<p><strong>1. Integrazione industriale</strong><br>L’Europa si integra attraverso le imprese. La <strong>deterrenza aumenta</strong>, ma cresce la dipendenza da pochi attori.</p>



<p><strong>2. Frammentazione persistente</strong><br>Gli Stati mantengono approcci nazionali. Risultato: <strong>duplicazioni, inefficienze e deterrenza incompleta</strong>.</p>



<p><strong>3. Economia di guerra strutturale</strong><br>La difesa diventa un pilastro permanente dell’economia europea. L’industria opera in regime quasi continuo di produzione.</p>



<p><strong>Finanza e mercato: crescita con ombre</strong></p>



<p>Nonostante l’espansione, i mercati mostrano cautela. La <em>guidance</em> sui ricavi inferiore alle attese ha pesato sul titolo, segnalando un elemento chiave: la crescita della difesa non è lineare. Eppure i fondamentali restano solidi: <strong>portafoglio ordini record</strong>; <strong>margini in crescita</strong>; <strong>domanda strutturalmente elevata</strong>. Questo indica che il settore è entrato in una fase nuova: <strong>meno ciclica, più sistemica</strong>.</p>



<p><strong>Sovranità e industria, un equilibrio instabile</strong></p>



<p>La <strong>dottrina Papperger</strong> mette a nudo una contraddizione europea: la politica rivendica la sovranità; l’industria costruisce la capacità reale Senza coordinamento, il rischio è che la <strong>sovranità strategica venga di fatto privatizzata</strong>, guidata da logiche di mercato e velocità operativa. Se invece le istituzioni sapranno integrare questa potenza industriale in una visione comune, allora Rheinmetall potrà diventare non un problema, ma il <strong>motore di una difesa europea credibile</strong>. Il punto, oggi, non è più chi decide. Il punto è <strong>chi arriva prima</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-dottrina-papperger-cosi-rheinmetall-sfida-la-politica-europea-e-ridisegna-la-deterrenza.html">La dottrina Papperger: così Rheinmetall sfida la politica europea e ridisegna la deterrenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rheinmetall senza limiti, ora punta anche alle nuove fregate della Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rheinmetall-senza-limiti-ora-punta-anche-alle-nuove-fregate-della-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Rheinmetall vuole sviluppare il riarmo a tutto campo puntando a un'importante espansione al settore navale della Germania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rheinmetall-senza-limiti-ora-punta-anche-alle-nuove-fregate-della-germania.html">Rheinmetall senza limiti, ora punta anche alle nuove fregate della Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Bm_F216-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Rheinmetall</strong> si conferma una delle aziende più strategiche d&#8217;Europa e ora rilancia la sua proiezione nel quadro della trasformazione del <strong>piano tedesco per il riarmo</strong> in processo industriale a tutto campo, puntando a un&#8217;importante espansione al <strong>settore navale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rheinmetall, sinonimo del riarmo tedesco</h2>



<p>Dopo un boom nella<a href="https://www.dw.com/en/germany-rheinmetall-opens-new-artillery-ammunition-factory/a-73785438"> produzione di munizioni</a> e <strong><a href="https://militaeraktuell.at/en/rheinmetall-artillery-production-with-explosive-growth/">asset di artiglieria</a></strong>, dopo l&#8217;ambizioso progetto del <strong>carro armato <a href="https://www.rid.it/shownews/7421/panther-serve-davvero-il-cannone-da-130-mm-considerazioni-sul-ruolo-degli-mbt">Panther KF-51</a></strong> che assieme ai veicoli <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-carri-armati-leonardo-e-iveco-il-grande-gioco-della-difesa-italiana.html">da combattimento Lynx</a> anche <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-veicoli-da-combattimento-lynx-la-nuova-arma-della-cavalleria-italiana.html#google_vignette">l&#8217;Italia</a> metterà in linea nella rinnovata sinergia con Leonardo e dopo l&#8217;estensione del<a href="https://it.insideover.com/difesa/il-riarmo-e-europeo-ma-intanto-la-tedesca-rheinmetall-produce-lf-35-a-stelle-e-strisce.html"> gigante di Dusseldorf al programma <strong>F-35, ora Rheinmetall </strong></a><strong>mira a essere <em>prime contractor</em> </strong>nella corsa alle nuove fregate della Marina tedesca.</p>



<p>Per la precisione, il principale appaltatore della difesa tedesca ha incorporato come sua Divisione Navale Nvl, società del gruppo Lurssen di Brema con sede presso i cantieri navali Blohm+Voss di Amburgo, rilevata per 1,5 miliardi di euro, e ora vuole subentrare nel programma per la<a href="https://it.insideover.com/difesa/riarmo-tedesco-la-lista-della-spesa-da-83-miliardi-di-merz-agli-usa-lascia-le-briciole.html"> fregata F126</a>, uno dei due progetti di rafforzamento navale della Germania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tribolazioni navali della Germania di Merz</h2>



<p>Dopo il programma da oltre <strong>10 miliardi di euro per le unità F126, Berlino intende cantierare anche le F127,</strong> spendendo per queste 21 miliardi di euro. Programmi decisivi per &nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/355-miliardi-di-euro-in-15-anni-la-germania-svela-il-suo-programma-di-riarmo.html"><strong>accelerare il riarmo da 355 miliardi di euro di investimenti</strong></a> spinto dal cancelliere Friedrich Merz e dal ministro della Difesa <strong>Boris Pistorius</strong>. F126 è, però, un progetto in ritardo, a causa dei problemi subiti dall&#8217;attuale gestore della commessa, l&#8217;olandese Damen Naval. </p>



<p>Tra i programmi in fase di applicazione, nota <a href="https://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/rheinmetall-will-fregatten-fuer-marine-bauen-a-025fe644-449a-429a-a332-27b02b520bfa">lo Spiegel,</a> quello per queste navi antisommergibile &#8220;rappresenta <strong>il più grande programma di nuove costruzioni navali mai intrapreso dalla Marina tedesca&#8221;</strong> e una premessa per il futuro della stessa. Da qui l&#8217;ipotesi di chiamare in campo Rheinmetall, che intende garantire entro il 2031 il varo operativo della prima unità, in concorrenza con la divisione navale di ThyssenKrupp per sostituire l&#8217;azienda dei Paesi Bassi nella commessa.</p>



<p><a href="https://www.ndr.de/nachrichten/niedersachsen/problemfall-f126-gerangel-um-fregatten-bau-fuer-die-marine,fregatte-174.html">Tkms, nota Ndr</a>, costruisce le più piccole fregate Meko (multiruolo) che in quattro unità dovranno fornire una copertura temporanea al ritardo del programma. Berlino ha assegnato a Tkms un contratto da 250 milioni di euro per questa soluzione che, al contrario del progetto italo-francese delle Fremm, assegna alle navi multiruolo una dimensione minore e una sistemistica modulare per essere adattata alle esigenze dei potenziali acquirenti stranieri, che vanno <strong>dall&#8217;Egitto alla Nuova Zelanda</strong>, per inserirci il proprio armamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">F126 e non solo, le ambizioni di Rheinmetall</h2>



<p>Il programma F126 appare destinato ad avere, in Germania, ben altra portata e qui emerge la prospettiva di <strong>Rheinmetall capo-commessa </strong>per rafforzare il ruolo del gruppo di Dusseldorf come <strong>piattaforma di assemblamento del riarmo tedesco</strong> e della sua trasformazione da progetto a processo, da strategia a operatività. Rheinmetall intende garantire economie di scala e velocità concrete al <em>procurement</em>, muovendosi in ogni direzione: negoziando contratti di fornitura corposi per materie prime e semilavorati, ampliando il suo personale per adattarsi ai tempi nuovi, <strong>raccogliendo capitali sulla scorta di un vertiginoso decollo in Borsa</strong> capace di garantire dividendi agli investitori, agendo da <strong>continuazione del Ministero della Difesa tedesco sul piano produttivo per mettere a terra le nuove linee produttive</strong> e le sinergie necessarie ad attivarle.</p>



<p>&#8221; L&#8217;amministratore delegato di Rheinmetall, <strong>Armin Papperger</strong>, aveva affermato pochi giorni fa durante una teleconferenza con gli analisti di sperare di raggiungere una decisione definitiva sull&#8217;F126 entro i prossimi due o tre mesi, in modo che Rheinmetall potesse aggiudicarsi il contratto&#8221;, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/03/german-f126-rheinmetall-plans-to-deliver-the-prototype-ship-for-final-outfitting-in-2028/">nota <em>Naval News</em>.</a> Rheinmetall, forte di un fatturato di quasi 10 miliardi di euro nel 2025, <a href="https://www.investing.com/news/company-news/rheinmetall-anticipates-80-billion-in-international-orders-this-year-93CH-4459717">mira a consolidarsi con un portafoglio ordini di circa <strong>80 miliardi</strong> per il 2026 in cui Papperger</a> prevede possa inserirsi anche l&#8217;area navale. A testimonianza di come la volontà tedesca di accelerare sul potenziamento delle forze armate si saldi con necessità di scala che ad oggi Rheinmetall mira a garantire su ogni dominio. Confondendo spesso il suo business e gli obiettivi strategici di Berlino nel medesimo percorso.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rheinmetall-senza-limiti-ora-punta-anche-alle-nuove-fregate-della-germania.html">Rheinmetall senza limiti, ora punta anche alle nuove fregate della Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Skyranger per l&#8217;Ucraina: siglato il contratto tra Rheinmetall e Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/skyranger-per-lucraina-siglato-il-contratto-tra-rheinmetall-e-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 04:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1607" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ.jpeg 1607w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-251x300.jpeg 251w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-857x1024.jpeg 857w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-768x918.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-1286x1536.jpeg 1286w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-600x717.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1607px) 100vw, 1607px" /></p>
<p>L'esercito ucraino avrà il sistema di difesa area antidrone Skyranger di Rheinmetall entro la fine dell'anno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1607" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ.jpeg 1607w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-251x300.jpeg 251w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-857x1024.jpeg 857w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-768x918.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-1286x1536.jpeg 1286w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G0eX0m8WMAAS7OQ-600x717.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1607px) 100vw, 1607px" /></p>
<p><br><br><br>Al <strong>DSEI 2025</strong> (<em>Defence &amp; Security Equipment International</em>) di Londra, <strong>Rheinmetall</strong> ha siglato un contratto per la fornitura del sistema mobile da difesa di punto <strong>Skyranger</strong> all&#8217;Ucraina, con consegna prevista entro la fine di quest&#8217;anno. La fornitura, come riferisce l&#8217;Amministratore Delegato dell&#8217;industria della difesa tedesca <strong>Armin Papperger</strong>, è del valore di “milioni di euro a tre cifre” e permetterà un importante miglioramento delle capacità ucraine C-UAS (<em>Counter-Unmanned Air System</em>). </p>



<p>L&#8217;intesa era nota da alcuni giorni ma solo nella giornata di mercoledì 10 settembre, al DSEI londinese, è stato finalizzato l&#8217;accordo, e proprio al salone londinese Rheinmetall <a href="https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2025/09/2025-09-09-lynx-skyranger-35-at-dsei-2025">ha mostrato</a> una versione dello Skyranger montata su <em>chassis</em> cingolato del <strong>KF-41 “Lynx”</strong>, in una mossa pensata per attrarre i futuri utilizzatori del mezzo. Il “Lynx” è già in produzione in serie per l&#8217;Ungheria, per un totale di 218 veicoli, ed è stato offerto ad altri Paesi per soddisfare i requisiti per i loro nuovi IFV (<em>Infantry Fighting Vehicle</em>), tra cui anche l&#8217;Italia che ha testato la piattaforma per la prima volta <a href="https://www.defencetoday.com/land/land-platforms/italian-army-evaluates-lynx-kf41-in-advanced-trials/">a gennaio di quest&#8217;anno</a> in vista <strong>dell&#8217;acquisizione di 1.050 veicoli di vario tipo basati sul “Lynx” per un costo complessivo di 15 miliardi di euro.</strong></p>



<p>Il sistema Skyranger è progettato come una piattaforma di difesa aerea a corto raggio altamente mobile (su veicolo 8&#215;8), specificamente <strong>ottimizzata per contrastare piccole minacce aeree, in particolare i droni</strong>. Ogni unità Skyranger è in grado di ingaggiare bersagli in un&#8217;area di circa quattro chilometri per quattro, creando una zona praticamente libera da droni, neutralizzandoli con rapida precisione, grazie al suo cannone Oerlikon a revolver KCE da 30&#215;173 mm e con le avanzate munizioni programmabili AHEAD airburst di Rheinmetall. Oltre al cannone, <strong>il sistema può integrare missili a corto raggio e sensori di bordo avanzati,</strong> rendendolo uno strumento versatile per diversi ambienti di minaccia aerea e quindi offrendo un certo livello di difesa aerea multistrato. Questa flessibilità consente allo Skyranger di operare da solo o come parte di una rete di difesa aerea più ampia, aumentando la capacità di scoperta e la protezione del campo di battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mille colpi al minuto per ripulire il cielo</h2>



<p>Sul sito di Rheinmetall <a href="https://www.rheinmetall.com/en/products/air-defence/air-defence-systems/mobile-air-defence-skyranger">si può leggere</a> che il sistema combina una potenza di fuoco superiore, sensori attivi e passivi e la dinamica necessaria per ingaggiare i bersagli più impegnativi.<strong> L&#8217;impiego di un cannone all&#8217;avanguardia consente allo Skyranger di resistere ad attacchi a sciame,</strong> e la sua mobilità ne consente l&#8217;impiego a fianco delle forze di terra o per la protezione di risorse vitali fisse. Lo Skyranger può generare autonomamente la propria immagine aerea locale (il radar ha una portata di circa 30 km), mentre la sua architettura di comando e controllo (Skymaster), il sistema IFF e il collegamento dati ne consentono l&#8217;integrazione sul campo di battaglia e nella struttura di comando. A seconda delle esigenze tattiche e dello spettro di bersagli richiesto, lo Skyranger può essere equipaggiato con un <strong>cannone revolver da 35&#215;228 mm KDG</strong> o con il già citato 30&#215;173 KCE. Entrambi i cannoni sono caratterizzati da un&#8217;elevata cadenza di fuoco (nel ruolo di difesa aerea essa è di 1.000 colpi al minuto in modalità ciclica o 200 colpi al minuti in modalità colpo singolo), un&#8217;eccellente precisione e munizioni con spoletta di prossimità. </p>



<p>La torretta dello “Skyranger” ha una rotazione completamente elettrica di 360° con elevazione da -5° a +85°. Il calibro 35 mm offre capacità C-RAM (<em>Counter-Rocket Artillery Mortar</em>) e una gittata effettiva fino a 4000 metri mentre il calibro 30 mm ha una gittata effettiva fino a 3000 metri e la torretta può montare anche missili da difesa aerea a corto raggio. Altro pregio del sistema è la sua modularità, che <strong>gli consente di avere configurazioni personalizzate</strong> di sensori attivi e passivi: radar AESA, sistemi di visione panoramica passiva e pacchetti optronici. Algoritmi avanzati vengono utilizzati per fondere i dati dei sensori, classificare i bersagli e supportare gli operatori nel processo decisionale e Rheinmetall riferisce che si sta pensando all&#8217;integrazione nel sistema di un&#8217;arma a energia diretta (laser).</p>



<p>Sebbene non siano noti i numeri della commessa di Kiev, l&#8217;arrivo dello “Skyranger” contribuirà, insieme al <a href="https://it.insideover.com/difesa/skynex-il-cannone-antiaereo-per-difendere-i-cieli-ucraini-costruito-in-italia.html">già presente Skynex</a> sempre di Rheinmetall, a migliorare le capacità di difesa dai droni di piccole dimensioni come le <em>loitering munitions</em> che da settimane colpiscono ogni notte diversi obiettivi sparsi lungo tutto il territorio dell&#8217;Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riscoperta della difesa di punto</h2>



<p>Come abbiamo sempre affermato da queste colonne, la priorità per l&#8217;Ucraina è sempre stata quella di <strong>migliorare le sue capacità di difesa area</strong> e non solo a lungo raggio: la difesa di punto, ovvero la difesa a corto e cortissimo raggio, è diventata via via più importante più la Russia ha fatto un uso intensivo (ed estensivo) delle <em>loitering munitions</em> a lungo raggio come i droni della famiglia Geran. Se guardiamo agli ultimi attacchi aerei portati dalla Russia, infatti, sono stati lanciati una manciata di missili da crociera/balistici (intorno alla quarantina) mentre<strong> i droni <em>one way</em> assommano a parecchie centinaia.</strong> Essendo bersagli di piccole dimensioni, volanti a bassa quota sebbene non molto velocemente, rappresentano una problematica non indifferente per la difesa aerea organizzata classicamente (poco adatta a intercettare <em>slow movers</em> di piccole dimensioni), quindi si è fatta sentire prepotentemente l&#8217;esigenza di utilizzare sistemi altamente mobili di difesa di punto come i vetusti Gepard, di cui lo Skyranger si può considerare un erede.</p>



<p>L&#8217;Ucraina, anche in questo senso, ha impartito una severa <strong>lezione</strong> alle forze armate di tutto il mondo e in particolare a quelle europee, che da troppi anni avevano tralasciato la componente mobile di difesa di punto a protezione delle forze meccanizzate/corazzate. Fortunatamente, <strong>questa lezione è stata appresa</strong> e stiamo assistendo al riempimento di questa lacuna negli eserciti europei.</p>
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		<title>Bulgaria e Rheinmetall: la polvere da sparo dell’Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/bulgaria-e-rheinmetall-la-polvere-da-sparo-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 23:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1106" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06-1024x590.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06-1536x885.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828173329960_f33895a3d0efecdd53371538474e9d06-600x346.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Bulgaria e Rheinmetall pianificano due grandi stabilimenti per proiettili NATO da 155 mm: ecco cosa c'è dietro.</p>
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<p>Secondo l’agenzia bulgara BTA, la <strong>Bulgaria</strong> e il colosso tedesco Rheinmetall stanno preparando la costruzione di due grandi stabilimenti per l’industria della difesa sul territorio bulgaro: uno per la produzione di proiettili d’artiglieria da 155 mm, standard NATO, e l’altro per quella che dovrebbe diventare<strong> la più grande fabbrica di polvere da sparo in Europa</strong>. L’annuncio è arrivato dopo i colloqui a Düsseldorf tra il leader del partito GERB, <strong>Boyko Borissov</strong>, e l’amministratore delegato di Rheinmetall, <strong>Armin Papperger</strong>.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce in un contesto molto più ampio di quello meramente industriale. L’Europa, e in particolare la <strong>NATO</strong>, si trovano oggi a fronteggiare una domanda di munizioni e sistemi d’arma che non ha precedenti dalla fine della Guerra Fredda. La guerra in Ucraina ha accelerato processi già in corso: scorte svuotate, capacità produttive insufficienti, dipendenza da fornitori extraeuropei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché proprio la Bulgaria</h2>



<p>La scelta della <strong>Bulgaria</strong> non è casuale. Per decenni, il Paese ha fatto parte della catena produttiva militare del <strong>Patto di Varsavia</strong>, accumulando competenze e capacità logistiche. Dopo l’ingresso nella NATO e nell’Unione Europea, queste infrastrutture sono state in parte smantellate o riconvertite. Oggi, però, tornano ad assumere un ruolo cruciale.</p>



<p>Dal punto di vista politico, la Bulgaria è un alleato che negli ultimi anni ha oscillato tra l’influenza russa e quella occidentale. Ancorare Sofia a un progetto industriale strategico come quello con Rheinmetall significa <strong>consolidarne la fedeltà euro-atlantica</strong> e renderla meno vulnerabile a pressioni esterne.</p>



<p>Dal punto di vista logistico, la posizione geografica è ideale. La Bulgaria si trova ai margini orientali della NATO, con un accesso diretto al Mar Nero e vicina al teatro ucraino. Collocare lì un polo produttivo significa ridurre i tempi e i costi di trasporto, oltre a garantire un rifornimento più rapido alle forze impegnate in Ucraina e sul fianco orientale dell’Alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della polvere da sparo</h2>



<p>La fabbrica di polvere da sparo è forse l’elemento più significativo del progetto. Dopo decenni di disarmo e riduzione della capacità industriale militare, l’Europa si è scoperta priva delle risorse necessarie per sostenere un conflitto di alta intensità. Le scorte di polvere da sparo, elemento essenziale per l’artiglieria e le munizioni di vario calibro, sono insufficienti. Dipendere da fornitori extraeuropei è diventato un rischio strategico.</p>



<p>Creare la più grande fabbrica europea in Bulgaria significa <strong>colmare un vuoto critico e dotarsi di un’infrastruttura di lungo periodo.</strong> Non si tratta quindi solo di rispondere alle esigenze immediate della guerra in Ucraina, ma di gettare le basi per una capacità produttiva che resterà in funzione per decenni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni di Rheinmetall</h2>



<p>Per Rheinmetall, l’accordo è un ulteriore passo nella sua trasformazione da azienda nazionale a <strong>gigante europeo della difesa.</strong> La società tedesca è diventata il simbolo della nuova “economia di guerra” europea, moltiplicando ordini, alleanze e impianti produttivi in tutto il continente. L’investimento in Bulgaria ha anche un chiaro significato economico: manodopera a costi relativamente bassi, accesso a fondi europei per la difesa, possibilità di sfruttare capacità locali esistenti.</p>



<p>Ma il vero guadagno è politico. Con impianti in Bulgaria, Rheinmetall si consolida come attore imprescindibile per la sicurezza europea, al centro di <strong>una rete che va dalla Germania all’Est Europa</strong> e che risponde direttamente alle priorità NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prezzo della sovranità</h2>



<p>Dietro questo progetto si nasconde però un interrogativo sulla sovranità industriale europea. È vero che la Bulgaria ospiterà i due impianti, ma il controllo resta nelle mani di Rheinmetall e quindi della Germania. <strong>La capacità produttiva bulgara verrà in gran parte messa al servizio delle priorità NATO</strong> e dei governi occidentali. Per Sofia, è un’opportunità di investimento e di inserimento nelle catene globali della difesa, ma anche un rischio di dipendenza.</p>



<p>Il dibattito non è nuovo: la guerra ha accelerato una militarizzazione dell’industria europea che non sempre coincide con gli interessi delle economie locali. L’accordo mostra come i Paesi dell’Est siano destinati a diventare l’officina militare d’Europa, mentre le decisioni strategiche restano concentrate nelle capitali maggiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il laboratorio bulgaro della NATO</h2>



<p>La costruzione della più grande fabbrica europea di polvere da sparo e di un impianto per proiettili da 155 mm in Bulgaria va ben oltre il piano industriale. È un progetto che intreccia economia, geopolitica e sicurezza, volto a ridisegnare la mappa della produzione militare europea.</p>



<p>Per l’Europa significa dotarsi di un’infrastruttura capace di sostenere conflitti prolungati. <strong>Per la NATO, rafforzare il fianco orientale</strong>. Per la Bulgaria, un’occasione di modernizzazione e di integrazione, ma anche un passo verso una dipendenza crescente dalle dinamiche di guerra e dalle decisioni prese altrove.</p>



<p>Ancora una volta, dietro le fabbriche e i numeri, si intravede il grande gioco della guerra economica: chi produce, chi controlla e chi dipende. E la Bulgaria, pur guadagnando centralità, scopre che la sua sovranità passa ora attraverso le linee di produzione di polvere da sparo e artiglieria, le nuove monete strategiche dell’Europa in guerra.</p>
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