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	<title>Andrius Kubilius Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Mar 2025 15:19:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Andrius Kubilius Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Satelliti-spia europei per non dipendere più dagli Usa: la nuova proposta di Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/satelliti-spia-europei-per-non-dipendere-piu-dagli-usa-la-nuova-proposta-di-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 10:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[ReArm Europe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="638" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-600x479.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-300x239.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-768x612.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Satelliti-spia europei per non dipendere più dagli Usa: la nuova proposta da Bruxelles per smarcarsi da Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/satelliti-spia-europei-per-non-dipendere-piu-dagli-usa-la-nuova-proposta-di-bruxelles.html">Satelliti-spia europei per non dipendere più dagli Usa: la nuova proposta di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="638" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-600x479.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-300x239.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/standard_compressed_dmsp-768x612.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La <strong>recente e temporanea sospensione</strong> del sostegno informativo e d&#8217;intelligence statunitense all&#8217;Ucraina, promossa nel quadro di una trattativa serrata per spingere Kiev a negoziare la fine della guerra con la Russia, ha segnalato una <strong>chiara vulnerabilità strategica europea</strong>: l&#8217;assenza di <strong>capacità concrete di Signal Intelligence (Sigint)</strong> e di intelligence delle telecomunicazioni in grado di colmare il vuoto eventualmente lasciato da un disimpegno americano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vuoto europeo sui satelliti-spia</h2>



<p>Questo pone in attenzione soprattutto il ruolo delle costellazioni di <strong>satelliti spia che garantiscono <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerre-spaziali-usa-space-force-e-intelligence-uniscono-le-forze-in-nome-dei-satelliti-e-delle-informazioni.html">l&#8217;intelligence geospaziale (Geoint),</a> il controllo delle telecomunicazioni avversarie</strong> e il flusso strategico di informazioni, in un contesto che va ben oltre i limiti che l&#8217;Europa ha nel supplire, per esempio, alla supremazia di Starlink nelle comunicazioni Internet satellitari. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, sta emergendo la possibilità di dedicare alla ricerca di una <strong>capacità sovrana di informazione satellitare</strong> una parte dei fondi del piano <strong>ReArm Europe</strong>, come ha dichiarato il commissario alla Difesa e allo Spazio <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Andrius Kubilius, ex premier lituano</a>, al <em>Financial Times</em> </strong>commentando lo stop americano: &#8220;Stiamo cercando di creare un sistema specifico come servizio governativo di osservazione della Terra. Avrebbe alta tecnologia e alta disponibilità di dati&#8221;, ha detto Kubilius sottolineando che tale piano dovrebbe sovrapporsi a quello promosso <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html">per mettere in orbita la rete <strong>Iris2 volta a garantire</strong></a> tecnologie di comunicazione satellitari a orbita bassa (Low Earth Orbit, Leo).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le capacità satellitari e d&#8217;intelligence dell&#8217;Europa</h2>



<p>I Paesi europei (dell&#8217;Ue e non solo) garantiscono solo in forma frammentaria le comunicazioni satellitari e le informazioni strategiche che attraverso di esse procedono. <strong><em><a href="https://theconversation.com/europe-may-struggle-to-replace-the-military-intelligence-that-ukraine-needs-but-it-has-key-strengths-251871">The Conversation</a></em></strong> ricorda che non mancano punte di eccellenza: &#8220;Il Regno Unito, la Francia e la Germania hanno una forza nella comunicazione sul campo di battaglia e nell&#8217;intelligence elettronica&#8221;, ad esempio. Inoltre, Londra &#8220;gestisce l&#8217;aereo di intelligence RC-135 Rivet Joint costruito negli Stati Uniti per intercettare le comunicazioni militari russe e le uscite radar dallo spazio aereo internazionale.<strong> La Francia gestisce il suo programma di intercettazione <a href="https://cnes.fr/en/projects/ceres">CERES</a> basato su satellite</strong> , mentre anche la Germania intercetta regolarmente le comunicazioni russe&#8221;.</p>



<p>Inoltre, &#8220;l&#8217;agenzia di intelligence militare ucraina <a href="https://gur.gov.ua/en.html">(HUR)</a> condivide già una piattaforma dedicata per analizzare <a href="https://www.intelligenceonline.com/surveillance--interception/2025/03/07/ukraine-military-intelligence-turns-to-france-for-geospatial-needs,110384362-art">le immagini satellitari francesi. Germania e Italia hanno sistemi di imaging </a><a href="https://www.eoportal.org/satellite-missions/sar-lupe">radar</a> basati su satelliti molto capaci e forniscono dati da questi all&#8217;Ucraina&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/guerra/intelligence-e-satelliti-il-ruolo-dellitalia-in-ucraina.html">L&#8217;Italia, come abbiamo <strong>ricostruito nel 2023 su queste colonne,</strong></a> potrebbe fare affidamento sul combinato disposto tra strutture del sistema informativo per la sicurezza della Repubblica e apparati come il Centro Intelligence Interforze (Cii) delle forze armate che opera nel suo quartier generale situato a Nord di Roma.</p>



<p>Chiaramente solo gli Usa hanno tutte le capacità strategiche messe a sistema e, anche dove non hanno leadership assolute come sull&#8217;imaging satellitare, grazie al contributo del partenariato pubblico-privato <strong>sopperiscono con la quantità di informazioni.</strong> Da qui nasce l&#8217;allarme europeo e la volontà di usare parte dei <strong>150 miliardi di euro che saranno sbloccati come prestiti agli Stati</strong> dalle risorse comuni per sopperire a un gap e a una carenza di sistema che riduce la proiezione militare e strategica del Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un programma satellitare complesso</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/9683206a-1abb-4fae-9de8-0e3104a2cc21">Non a caso Kubilius al Ft </a>ha detto di sperare che il <strong>Regno Unito, a sua volta preoccupato che gli Usa </strong>possano non garantire più come in passato la loro partecipazione al patto d&#8217;intelligence <strong>Five Eyes</strong> con Nuova Zelanda, Australia e Canada, si unisca al programma, così come la Norvegia, non chiudendo nemmeno al possibile futuro ingresso in partita della Turchia. </p>



<p>Come ha scritto su queste colonne <a href="https://it.insideover.com/difesa/vogliamo-una-difesa-comune-europea-ecco-quello-che-ancora-ci-manca.html"><strong>Paolo Mauri, la via per una Difesa comune</strong> passa per l&#8217;acquisizione di capacità complesse comuni</a> e tra queste l&#8217;intelligence satellitare è indubbiamente un punto strategico tutt&#8217;altro che secondario. Passo dopo passo iniziano a delinearsi le priorità del nuovo progetto europeo: all&#8217;Ue capire in che misura tali programmi sono concretizzabili al servizio della sicurezza collettiva del blocco di fronte alla prospettiva del disimpegno americano.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/satelliti-spia-europei-per-non-dipendere-piu-dagli-usa-la-nuova-proposta-di-bruxelles.html">Satelliti-spia europei per non dipendere più dagli Usa: la nuova proposta di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5% del Pil in spese militari: Estonia e Lituania lo mettono nero su bianco</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 13:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1224" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1536x979.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di Lituania ed Estonia di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL segna un momento storico e al tempo stesso preoccupante nella politica europea. Questo impegno, che raddoppia o quasi i livelli attuali, non rappresenta solo una risposta alle richieste di Donald Trump o alla percezione di una minaccia russa, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html">5% del Pil in spese militari: Estonia e Lituania lo mettono nero su bianco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1224" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128140152958_396493420f0d68532ef7786deaf5280b-1536x979.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruggito-del-coniglio-la-lituania-porta-le-spese-per-la-difesa-al-6-del-pil.html"> Lituania ed Estonia di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL</a></strong> segna un momento storico e al tempo stesso preoccupante nella politica europea. Questo impegno, che raddoppia o quasi i livelli attuali, non rappresenta solo una risposta alle richieste di Donald Trump o alla percezione di una minaccia russa, ma un tassello di un mosaico più ampio: il progressivo consolidarsi di un nuovo militarismo nel continente.</p>



<p>Kestutis Budrys, ministro degli Esteri lituano, ha parlato apertamente di una &#8220;nuova era&#8221; per l’Europa, dove la priorità diventa la costruzione di capacità militari concrete. Parole che sottolineano non solo la <strong>pressione geopolitica a cui sono sottoposti i Paesi baltici</strong>, ma anche una visione che sempre più abbraccia la <a href="https://it.insideover.com/difesa/leterno-ritorno-del-militarismo-tedesco-altri-20-mila-uomini-e-tanti-miliardi-in-armi.html">militarizzazione</a> come unica via per garantire sicurezza e stabilità. La Lituania, confinante con la Russia e da sempre in prima linea nell’equilibrio di potere regionale, intende destinare tra il 5% e il 6% del PIL alla difesa fino al 2030. Una scelta che il governo descrive come “necessaria”, ma che implica conseguenze pesanti sul piano sociale ed economico.</p>



<p>Non è da meno l’Estonia, il cui primo ministro Kristen Michal ha annunciato un impegno analogo, portando la spesa per la difesa dal già considerevole 3,7% al 5%. Percentuali che superano di gran lunga quelle degli Stati Uniti (3,3%), tradizionalmente il principale sostenitore della NATO e promotore di un rafforzamento delle capacità militari europee. Anche la Polonia e la Romania si sono mosse nella stessa direzione, dimostrando come il blocco orientale dell’Alleanza Atlantica stia assumendo un ruolo sempre più determinante nel ridefinire la postura militare dell’Europa.</p>



<p>Dietro questa corsa al riarmo c’è però un quadro più complesso e meno rassicurante. L’Europa, da decenni simbolo di diplomazia e cooperazione, sta ora imboccando una strada che rischia di legittimare una crescita esponenziale della spesa militare come nuovo paradigma politico. Il <strong>commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius,</strong> ha spinto oltre, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">prospettando la necessità di raggiungere una spesa del 6% del PIL. </a>Il suo discorso, che richiama un possibile attacco russo entro i prossimi cinque anni, lascia poco spazio al dialogo e molto all’idea di una militarizzazione preventiva, quasi inevitabile.</p>



<p>Certo, il conflitto in Ucraina ha messo in evidenza le vulnerabilità dell’Europa e la necessità di rafforzare le proprie capacità difensive. Tuttavia, non si può ignorare come questa strategia rischi di alimentare un circolo vizioso: l’aumento delle spese militari da una parte e la progressiva marginalizzazione di politiche orientate alla costruzione di ponti diplomatici dall’altra. La Russia di Vladimir Putin viene presentata come una minaccia esistenziale, ma ci si interroga se una corsa al riarmo su larga scala sia davvero la risposta giusta o se, al contrario, non finisca per consolidare un clima di insicurezza cronica.</p>



<p>La NATO, dal canto suo, sembra pronta a rafforzare ulteriormente i suoi obiettivi di spesa, portandoli al 3-3,5% del PIL, un aumento significativo rispetto al 2% attuale. Ma è la pressione degli Stati Uniti, incarnata nelle richieste di Trump, a fare da catalizzatore per i Paesi membri. Dei 32 membri dell’Alleanza, 23 hanno raggiunto l’obiettivo del 2% nel 2024, ma alcune nazioni, tra cui Spagna, <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-i-dubbi-di-crosetto-sulla-proposta-di-trump.html">Italia e Belgio, rimangono al di sotto dell’1,5%</a>. Questa disparità non solo evidenzia divisioni all’interno dell’Alleanza, ma riflette anche un’Europa che si muove a velocità diverse verso una militarizzazione sempre più marcata.</p>



<p>Le conseguenze di queste scelte non si limiteranno al piano strategico. In Paesi come Lituania ed Estonia, dove i bilanci nazionali sono già sottoposti a tensioni significative, destinare una porzione così ampia del PIL alla difesa rischia di sacrificare investimenti in settori cruciali come l’istruzione, la sanità e il welfare. Un equilibrio precario, che potrebbe accentuare le disuguaglianze sociali e alimentare malcontento interno.</p>



<p>La domanda fondamentale rimane: l’Europa sta davvero scegliendo la strada giusta? O il crescente militarismo finirà per legarla a una logica di scontro perpetuo, allontanandola sempre più dai principi che l’hanno definita per decenni? L’impegno di Lituania, Estonia e altri Paesi potrebbe essere solo l’inizio di una trasformazione radicale della politica europea, ma le ombre che si profilano all’orizzonte non possono essere ignorate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/5-del-pil-in-spese-militari-estonia-e-lituania-lo-mettono-nero-su-bianco.html">5% del Pil in spese militari: Estonia e Lituania lo mettono nero su bianco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 06:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;Unione Europea con la presidenza di turno della Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk ha espresso la volontà di mettere la difesa e la sicurezza al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di alimentare pesantemente il riarmo del blocco. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> con la presidenza di turno della <strong>Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk</strong> ha espresso la volontà di mettere la <a href="https://notesfrompoland.com/2025/01/02/poland-begins-eu-presidency-with-focus-on-security/">difesa e la sicurezza</a> al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di <strong>alimentare pesantemente il riarmo del blocco</strong>. La Polonia, ampiamente in testa nella corsa economica, politica e sociale alla mobilitazione a un contesto geopolitico pre-conflittuale (<a href="https://it.insideover.com/difesa/fabbriche-di-trattori-per-produrre-blindati-armi-da-fuoco-nelle-scuole-il-riarmo-a-tutto-campo-della-polonia.html">ne abbiamo dato conto</a>), non è un caso isolato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa dell&#8217;Europa al riarmo </h2>



<p>Forte del ruolo primario dato ai <strong>&#8220;falchi</strong>&#8221; sulle questioni securitarie, la seconda Commissione von der Leyen si prospetta destinata ad essere la <strong>paladina del riarmo dell&#8217;Ue</strong> e a cercare di generare Andrius Kubilius, ex premier lituano e Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha definito il &#8220;big bang delle spese militari&#8221; dei Ventisette. Ad oggi le spese militari coprono, complessivamente, l&#8217;1,9% del Pil del Vecchio Continente e il valore totale è cresciuto di più del 30% dal 2021, ultimo anno prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, in avanti, toccando nel 2024 una stima complessiva di <strong>326 miliardi di euro</strong>, che per l&#8217;<strong>Agenzia Europea della Difesa (Eda)</strong> si è rivolto per il 31% a investimenti in tecnologie e infrastrutture militari, con 90 miliardi dedicati agli acquisti di nuovi armamenti.</p>



<p>Una fase di <strong>ampia e dinamica corsa al riarmo,</strong> quella europea, che ha fatto la fortuna dell&#8217;industria e contribuito a aumentare la quota di mercato delle aziende del Vecchio Continente, dentro e fuori il blocco. Ma per Kubilius, che assieme all&#8217;ex premier estone <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">Kaja Kallas (Alto Commissario alle Politiche Estera e di Sicurezza Comune) </a>delinea l&#8217;agenda estera dell&#8217;Europa, non è abbastanza. <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/12/05/eu-member-states-should-frontload-defence-budgets-to-finance-necessary-big-bang-kubilius">Kubilius, ricorda <em>EuroNews,</em></a> nella sua prima audizione all&#8217;Europarlamento a dicembre ha ricordato che a suo avviso all&#8217;Europa sono &#8220;necessari circa <strong>500 miliardi di euro per costruire uno scudo di difesa aerea comune </strong>e altri 200 miliardi di euro nel prossimo decennio per ammodernare le infrastrutture, in modo che le truppe e gli equipaggiamenti militari possano essere facilmente mobilitati in tutta fretta&#8221; in caso di minaccia ai confini di un attore ostile (leggi: Russia).</p>



<p>Cosa manca all&#8217;Europa per rafforzare la propria capacità operativa? Il <strong>Coordinated Annual Review on Defence </strong>dello scorso novembre prodotto dall&#8217;Eda vedeva 18 Stati membri sottolineare l&#8217;importanza dello scudo aereo comune delineato da Kubilius, 14 pronti a considerare il procurement congiutno di strumenti e piattaforme di guerra elettronica, 17 Stati pronti a lavorare su delle munizioni circuitanti (i famosi &#8220;droni kamikaze&#8221;) europee e 7 pronte a sviluppare entro il 2040 una nuova linea di nave da combattimento europea (Ecv). Assieme a Belgio e Cipro, l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese che si è <a href="https://eda.europa.eu/news-and-events/news/2024/11/19/2024-defence-review-paves-way-for-joint-military-projects">detto pronto a operare su tutti e quattro i fronti.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Next Generation Eu per le armi?</h2>



<p>Kubilius a dicembre ha detto che a suo avviso il finanziamento della difesa europea dovrà passare attraverso lo sforzo comune dei Paesi europei: ormai il 2% del rapporto spese militari/Pil pensato dalla Nato nel 2014 appare desueto, e si punta a quel 3% ampiamente sfondato da Polonia e baltici. </p>



<p>Per l&#8217;ex premier di Vilnius, <strong>200 miliardi di euro di spese militari extra  per coprire il fabbisogno comunitario da almeno 700 miliardi</strong> per i due programmi cardine della sua agenda dovranno essere messi dagli Stati membri con un 1% di spesa militare su Pil a testa, il resto potrebbe essere <strong>ottenuto tramite l&#8217;emissione di obbligazioni comune</strong>, un vero e proprio &#8220;Next Generation Eu per il riarmo&#8221; che ad oggi appare l&#8217;unica frontiera possibile di mutualizzazione del debito di cui si potrà discutere in Europa. </p>



<p>Una piattaforma possibile per creare questo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-idea-in-europa-usare-il-mes-per-finanziare-la-difesa-comune.html">fondo comune potrà essere il famigerato <strong>Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes)</strong></a> in passato braccio armato dell&#8217;austerità? Se ne parla ampiamente in un&#8217;Europa in cui una certezza c&#8217;è: mancano i soldi per molti programmi comuni ed è tornato di moda il rigore, ma non per il riarmo. E chi altrove spingeva sull&#8217;austerità, come il neo-segretario Nato Mark Rutte, sulla corsa alle armi non vuole che si badi a spese. Un altro segno dei tempi complessi e spesso contraddittori in cui viviamo.</p>
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		<title>100 miliardi in 7 anni per comprare armi. La Ue investe in sicurezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-in-7-anni-per-comprare-armi-la-ue-investe-in-sicurezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 13:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1096" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0-600x343.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024121012205019_bcfff22c4347f58c4c077544218afcc0-1536x877.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa la proposta del nuovo commissario alla Difesa Andrius Kubilius. Un balzo senza precedenti dai 10 miliardi di prima.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-in-7-anni-per-comprare-armi-la-ue-investe-in-sicurezza.html">100 miliardi in 7 anni per comprare armi. La Ue investe in sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La proposta del Commissario europeo per la difesa e lo spazio, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-europea-tra-ursula-bis-e-gli-appalti-un-affare-anche-per-gli-usa.html">Andrius Kubilius</a></strong>, di destinare quasi 100 miliardi di euro alla Difesa nel prossimo bilancio settennale dell&#8217;Unione Europea rappresenta un cambio di passo epocale. <strong>Da soli 10 miliardi a un balzo senza precedenti</strong>: una cifra «ambiziosa», come definita dallo stesso Kubilius, ma che riflette il profondo impatto della guerra in Ucraina sulle priorità strategiche dell’UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo volto dell’Europa</strong></h2>



<p>L&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha spezzato molte illusioni europee. L’idea di un continente che potesse <strong>prosperare all’ombra della sicurezza garantita dalla NATO</strong>, senza investire seriamente nella propria difesa, è stata demolita dalla brutalità del conflitto. Con le truppe di Mosca alle porte dell&#8217;Europa orientale, Bruxelles ha dovuto rivedere le sue priorità, ponendo la sicurezza al centro della sua agenda politica. La richiesta di Kubilius non è solo una questione di numeri. È il tentativo di costruire una politica di difesa comune, che <strong>l’Europa ha sempre inseguito senza mai raggiungere.</strong> Per decenni, i Paesi membri hanno continuato a investire in modo frammentato, privilegiando le proprie industrie nazionali e ignorando le sinergie che un approccio comunitario avrebbe potuto offrire. Ora, con la minaccia russa e la crescente pressione degli Stati Uniti affinché l’Europa si assuma maggiori responsabilità, questa frammentazione è diventata insostenibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un salto senza precedenti</strong></h2>



<p>Portare i fondi per la difesa da 10 a 100 miliardi di euro non è un semplice aumento di bilancio: è una rivoluzione. Con questa somma, l’UE potrebbe investire in tecnologie avanzate, rafforzare le capacità di difesa collettiva e sviluppare una propria autonomia strategica, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e dalla NATO. <strong>Kubilius punta a creare un’industria della difesa europea competitiva </strong>a livello globale, capace di sviluppare sistemi d’arma avanzati, come droni e intelligenza artificiale militare, e di garantire approvvigionamenti comuni. Questo obiettivo, però, richiede non solo investimenti, ma anche una volontà politica che spesso è mancata in passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sfide politiche e pratiche</strong></h2>



<p>Il piano di Kubilius non sarà facile da realizzare. Innanzitutto, c’è il problema dell’unanimità: ottenere il consenso di tutti i Paesi membri su una spesa così massiccia non sarà semplice, soprattutto in un momento in cui molti Governi devono affrontare crisi economiche e sociali interne. Inoltre, <strong>esiste il rischio che il piano finisca per favorire solo alcune nazioni, come Francia e Germania,</strong> che dominano il settore della difesa europeo. Questo potrebbe alimentare divisioni tra i membri dell’UE, rendendo ancora più difficile la creazione di una politica di difesa realmente comune. Non va poi dimenticato il dilemma etico. Molti cittadini europei, tradizionalmente diffidenti verso il militarismo, potrebbero vedere in questa svolta un tradimento dei valori pacifisti su cui si fonda l’Unione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un&#8217;Europa più forte o un’illusione?</strong></h2>



<p>L’ambizione di costruire un’Europa capace di difendersi da sola è certamente lodevole, ma non priva di rischi. Da un lato, una UE più forte militarmente potrebbe garantire una maggiore autonomia nei confronti di attori globali come Stati Uniti e Cina, rafforzando il suo ruolo nello scacchiere geopolitico. Dall’altro, però, c’è il pericolo che questa corsa al riarmo diventi un’arma a doppio taglio. Senza un chiaro progetto politico, il rischio è che i 100 miliardi diventino una gigantesca occasione sprecata, dispersa in progetti frammentati e inutili.</p>



<p><strong>La proposta di Andrius Kubilius rappresenta un punto di svolta per l’Unione Europea</strong>, un’occasione per dimostrare che l’Europa è in grado di prendere in mano il proprio destino. Ma per trasformare questa ambizione in realtà, servirà più di un aumento di bilancio: sarà necessaria una visione condivisa, una leadership forte e una determinazione politica che finora è mancata. Se l’UE riuscirà a cogliere questa opportunità, potrà finalmente diventare un attore globale capace di difendere i propri interessi e valori. Altrimenti, rischia di rimanere un gigante economico con i piedi d’argilla, vulnerabile alle tempeste geopolitiche di un mondo sempre più instabile.</p>
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