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	<title>Andrej Plenkovic Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 27 Apr 2024 11:33:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Andrej Plenkovic Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Filorussa o euroatlantica, la Croazia al bivio dopo il voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/filorussa-o-euroatlantica-la-croazia-al-bivio-dopo-il-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 11:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426202744100_47bc8af96ea390a818985569cf2ed7af-1536x1058.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La rivalità tra il premier Plenkovic e il presidente Milanovic all'insegna di una scelta di campo che influirà molto sul destino della Croazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/filorussa-o-euroatlantica-la-croazia-al-bivio-dopo-il-voto.html">Filorussa o euroatlantica, la Croazia al bivio dopo il voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Inizialmente si pensava che il terremoto bellico in Ucraina segnasse delle crepe solo nell’infrastruttura economica del Vecchio Continente. Le scosse di assestamento, però, dopo due anni di guerra hanno provocato qualche faglia anche nei palazzi della politica di tutti i Paesi, sconquassando gli equilibri interni e costringendo le forze politiche a fare una scelta di campo tra Kiev e Mosca. Le elezioni politiche croate, tenutesi lo scorso 17 aprile, hanno dato un esito incerto dal momento che nessun partito dalle urne è uscito con una maggioranza netta e le incognite sulla formazione del futuro esecutivo riguardano una questione su tutte: la Croazia rimarrà nel solco dell’euro-atlantismo o virerà verso la Russia di Putin?</p>



<p>A trionfare è stato il premier uscente <strong>Andrej Plenković</strong>, leader dei conservatori di Unione democratica croata (HDZ, la sigla croata) &#8211; formazione di centrodestra al governo dal 2016 &#8211; che ha conquistato 61 seggi del Sabor, il parlamento di Zagabria. Il secondo classificato è il Partito Socialdemocratico di Croazia (SDP, la sigla croata) a cui appartiene il presidente della Repubblica <strong>Zoran Milanović</strong> e che è riuscito a strappare 42 seggi, raccogliendo nuovi consensi rispetto alle precedenti elezioni del 2020. La campagna elettorale si è svolta in un clima molto teso dove Plenković ha dovuto parare i colpi inferti dalla magistratura e distogliere l’attenzione dei media dagli scandali di corruzione che hanno travolto il suo Governo e il suo partito tanto da costringerlo a dimettersi e a portare il Paese alle urne con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza della legislatura. Dall’altra parte, Milanović si è infilato in un <em>cul de sac</em> poiché a marzo aveva annunciato di candidarsi alla carica di primo ministro per l’SDP senza dimettersi da capo dello Stato, ma la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la corsa a premier se prima non avesse lasciato la presidenza della Repubblica. Milanović non si è curato della decisione dei giudici e ha proseguito la campagna elettorale accusando l’HDZ di “furto massiccio” di fondi pubblici proprio a seguito dei casi di corruzione dilagante. Nonostante il secondo posto dei socialdemocratici, Zoran Milanović come capo dello Stato avrà un ruolo di primo piano nella formazione del futuro esecutivo e non è escluso un suo tentativo di di lavorare a un’ampia maggioranza che trovi nel programma del Partito socialdemocratico un minimo comune denominatore per mandare l’Unione democratica all’opposizione, nonostante la maggioranza relativa. Dalle istituzioni comunitarie è trapelato l’auspicio della riconferma a premier di Plenković che, negli anni al Governo, si è dimostrato leale a Bruxelles e ai partner del Patto Atlantico, al contrario di Milanovic che negli ultimi tempi ha mostrato una certa diffidenza nei confronti dell’<em>establishment</em> europeo e ha assunto delle posizioni distanti dalla galassia liberal-progressista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Zoran Milanovic, il Donald Trump dei Balcani</h2>



<p>Milanović è nato nel 1966 e si può dire che sia cresciuto a pane e politica. Suo padre,<strong> Stipe Milanović</strong>, è stato un esponente di spicco della Lega dei Comunisti di Jugoslavia e non volle che il figlio ricevesse il battesimo dopo la nascita. Ciononostante, la nonna del piccolo Milanović lo portò in gran segreto nella Chiesa di Santi Pietro e Paolo di Zagabria dove gli bagnarono il capo con l’acqua e fu invocata per lui la Santissima Trinità. I primi passi di militanza attiva sono stati compiuti intorno ai 30 anni nel neonato Partito socialdemocratico per cui ha gestito i rapporti con la Nato e ne è diventato il presidente nel 2007 dopo otto anni di attività partitica. Grazie alla sua leadership, i socialdemocratici nel 2011 sono approdati al governo e lo stesso Milanović è stato primo ministro fino al 2016, accrescendo di molto la sua popolarità che l’ha portato ad essere eletto prima carica dello Stato.</p>



<p>In questi quattro anni trascorsi a Palazzo del Bano &#8211; residenza del presidente della Repubblica &#8211; Milanović si è contraddistinto per un ragguardevole euroscetticismo, affermando che le istituzioni europee non si devono intromettere nella politica nazionale della Croazia, specialmente in riferimento al sostegno all’Ucraina. In più di un’occasione, il politico socialdemocratico ha accusato il governo ucraino e il motto “Slava Ukraini”, ovvero gloria all’Ucraina, di avere una matrice fascista mentre l’Occidente, a partire dalla Nato, è colpevole di aver fatto delle scelte miopi nelle relazioni con la Russia. La retorica sovranista e antibellicista di Milanovic, oltre alla sua amicizia con il premier ungherese <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a></strong>, hanno fatto storcere il naso ad alcuni analisti di area liberale che, a tal proposito, lo hanno definito il Trump dei Balcani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per il post voto</h2>



<p>L’ipotesi più plausibile è che Plenković sarà investito di un terzo mandato per governare altri quattro anni, ma per farlo ha bisogno di costruire un’ampia maggioranza. Certamente, l’attuale premier cercherà una sponda nel Movimento patriottico, formazione di destra radicale nata da una scissione dall’Unione democratica croata avvenuta all’insegna della polemica con la leadership moderata di Plenkovic. Il Movimento patriottico ha vinto la medaglia di bronzo nella competizione elettorale e ha ottenuto 14 seggi alla Sabor e si è detto disponibile a dialogare con l’HDZ, dietro alcune garanzie come ad esempio l’esclusione dei parlamentari rappresentanti della minoranza serba tra le file della compagine governativa. Plenkovic cercherà un canale d’interlocuzione anche con la destra cattolica di Most che il 17 aprile ha eletto otto deputati, ma il leader <strong>Metković Petrov</strong> ha già fatto sapere di non essere disponibile a fare la stampella di un ipotetico terzo governo Plenković.</p>



<p>L’SDP avrebbe possibilità di fare un governo di minoranza a partire da chi si è già dichiarato disponibile ad avviare un confronto come Sandra Benčić, la leader dei verdi di Možemo!, che vanta una pattuglia di sette parlamentari. Benčić si è rivolta ai socialdemocratici invitandoli a interloquire con tutte le forze politiche ad eccezione del Movimento patriottico, in modo da spodestare l’HDZ dopo otto anni di governo.</p>



<p>Tutti aspettano di capire quali saranno le mosse di Milanović, soprattutto se intenderà rassegnare le dimissioni da capo dello Stato per dare luogo in prima persona a un nuovo esecutivo. Non è un caso se già alcuni osservatori politici parlano di scenario slovacco, alludendo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-breccia-nel-cuore-delleuropa-la-svolta-sempre-piu-filorussa-della-slovacchia.html">al governo di <strong>Robert Fico</strong> e alla presidenza di <strong>Peter Pellegrini </strong></a>che per via della loro sintonia con Putin rappresentano una spina nel fianco per l’Ue e a Bruxelles non vorrebbero che Zagabria potesse divenire la spina nell’altro fianco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/filorussa-o-euroatlantica-la-croazia-al-bivio-dopo-il-voto.html">Filorussa o euroatlantica, la Croazia al bivio dopo il voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Skoro può decidere le sorti della Croazia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/skoro-puo-decidere-le-sorti-della-croazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 08:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Miroslav Skoro (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Questa è anche l&#8217;epoca dell'&#8221;Uomo qualunque&#8221;. Alcune forme di sovranismo-populista si appoggiano su figure che con la politica, fino a qualche tempo fa, non avevano niente a che fare. Può essere il caso di Miroslav Skoro, un esponente che si è già distinto tra le fila nazionalismo croato. Miroslav Skoro, in realtà, è sceso in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/skoro-puo-decidere-le-sorti-della-croazia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Miroslav Skoro (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Miroslav-Skoro-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Questa è anche l&#8217;epoca dell'&#8221;Uomo qualunque&#8221;. Alcune forme di sovranismo-populista si appoggiano su figure che con la politica, fino a qualche tempo fa, non avevano niente a che fare. Può essere il caso di <strong>Miroslav Skoro</strong>, un esponente che si è già distinto tra le fila nazionalismo croato. Miroslav Skoro, in realtà, è sceso in politica da più di un decennio, precisamente dal 2007. Non è esattamente un neofita. Ma la sua parabola è associabile a quella di tanti altri personaggi anti-sistema ed anti-elitari che stanno comparendo sul palcoscenico ideologico occidentale.</p>
<p>Da Beppe Grillo, il fondatore del Movimento 5 Stelle a Jean-Marie Bigard, un attore comico francese che ventila la candidatura all&#8217;Eliseo contro <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Em<span style="font-size: 1rem;">manuel Macron</span></a><span style="font-size: 1rem;"> (ma anche contro Marine Le Pen): l&#8217;elenco, per quanto i protagonisti di questo macro-fenomeno differiscano per istanze e collocamento ideologico, inizia a farsi lungo. E ora ci si è messo </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/kanye-west-presidente-lultimo-show-rapper-pi-odiato-dai-neri-1875354.html">anche Kanye West</a><span style="font-size: 1rem;">, con la sua candidatura a presidente degli Stati Uniti. Sono tutti leader o presunti tali accomunati dal fatto di non essere o di non essere stati politici di professione. Quella di Miroslav Skoro è tuttavia una piattaforma ideologica pronunciata che guarda con decisione a destra.</span></p>
<p>Miroslav Skoro era già un attore del sistema partitico croato. Ora il suo nome sta balzando agli onori delle cronache continentali. I croati si sono da poco espressi sul nuovo parlamento e i risultati fotografano una situazione che non sarà facile da risolvere. Potrebbero essere necessari proprio i parlamentari del Movimento Patriottico, la formazione di Skoro, anche se i conservatori per adesso frenano qualsiasi tipo di alleanza. Stando a quanto <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2020/07/06/news/xenobofo-anti-aborto-e-populista-il-blitz-di-skoro-sul-voto-in-croazia-1.39047977">ripercorso pure</a> da <em>La Stampa</em>, la pattuglia di Miroslav Skoro ora conterà su 16 eletti. Le condizioni sono quelle per cui <strong>Andrej Plenkovic</strong>, il premier conservatore uscente, non può ancora dire di aver trionfato completamente. Certo, Plenkovic ha staccato i contendenti progressisti &#8211; c&#8217;è una distanza siderale con le forze di sinistra &#8211; , ma non possiede la maggioranza assoluta dei seggi. Ecco perché Miroslav Skoro potrebbe presto essere chiamato a sedersi attorno ad un tavolino. Il fine? Trovare la quadra per la costituzione di un esecutivo in grado di garantire governabilità alla Croazia.</p>
<p>L&#8217;ascesa di Miroslav Skoro è stata lineare: dopo aver smesso di fare il cantante, ha aderito all&#8217;Unione democratica croata. Il partito di cui fa parte anche Andrej Plenkovic. Il primo ministro, però, in patria è considerato un conservatore, non un populista. A differenza di Skoro, che invece si discosta dal partito maggioritario a partire dalle passate elezioni presidenziali, dove &#8211; senza ottenere poi un granché &#8211; ha tentato il tutto per tutto due anni fa. Ma Miroslav Skoro &#8211; nonostante la terza piazza del podio &#8211; non ha mollato un centimetro. Contando sul fatto che seminare avrebbe prima o poi concesso dei frutti, ha fondato una creatura <em>ex novo</em>: il Movimento patriottico, appunto. Quello che, dopo essersi presentato agli elettori, ora potrebbe fare da stampella alla maggioranza di Plenkovic.</p>
<p>Miroslav Skoro esprime quello che Unione democratica non vuole promuovere: l&#8217;ex cantante si colloca, in sintesi, più a destra della destra tradizionalmente intesa. Soltanto che da spina del fianco dell&#8217;arco costituzionale, il Movimento patriottico potrebbe presto esordire come forza governativa a tutti gli effetti, suscitando gli avvertimenti di chi intravede dei pericoli nell&#8217;esordio di personaggi come questi. E in effetti Skoro, nel corso di questi anni, è stato anche accusato di avere più di qualche simpatia nei confronti dei toni e delle battaglie promosse dagli <strong>Ustascia</strong>, i seguaci di Ante Pavelic durante la seconda guerra mondiale. L&#8217;estremismo, insomma, non è proprio uno sconosciuto dalle parti di Miroslav Skoro, che potrebbe però diventare vicepremier o ministro dell&#8217;esecutivo presieduto da Plenkovic.</p>
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		<title>Il dramma migratorio dell&#8217;Europa orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-dramma-migratorio-delleuropa-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 10:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Slovenia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-1024x662.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Croazia, dal 1 gennaio 2020, ha assunto la presidenza dell&#8217;Unione europea per il canonico periodo di sei mesi. Il Paese, che rappresenta insieme alla Slovenia il blocco che discende dall&#8217;ex-Jugoslavia, conosce molto bene il dramma dell&#8217;emigrazione, che ha toccato il Paese già durante il XX secolo ed è ripreso dopo la disgregazione dell&#8217;unione balcanica. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-dramma-migratorio-delleuropa-orientale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-dramma-migratorio-delleuropa-orientale.html">Il dramma migratorio dell&#8217;Europa orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Slovenia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-in-Slovenia-1024x662.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Croazia</strong>, dal 1 gennaio 2020, ha assunto la presidenza dell&#8217;Unione europea per il canonico periodo di sei mesi. Il Paese, che rappresenta insieme alla Slovenia il blocco che discende dall&#8217;ex-Jugoslavia, conosce molto bene il dramma dell&#8217;emigrazione, che ha toccato il Paese già durante il XX secolo ed è ripreso dopo la disgregazione dell&#8217;unione balcanica. Per questo motivo, le volontà del premier <strong>Andrej Plenkovic</strong> sono quelle di portare all&#8217;attenzione della comunità europea il dramma migratorio che sta affrontando il suo Paese insieme al resto dell&#8217;Europa dell&#8217;Est e al momento sembra aver attirato l&#8217;interesse anche degli altri Paesi aderenti all&#8217;Unione europea.</p>
<h3>I numeri della Croazia</h3>
<p>La Croazia è una delle economie attualmente più povere dell&#8217;Unione, soprattutto per quanto riguarda la popolazione che risiede nelle provincie dell&#8217;entroterra, al confine con l&#8217;Ungheria. La regione della <strong>Slavonia</strong>, già tra le meno abitate dello Stato, perde ogni anno a causa del fenomeno migratorio oltre 15 mila persone. Un po&#8217; come se nello stesso lasso di tempo una città come Sondrio si trovasse completamente spopolata. Le cause del fenomeno sono da ricercarsi, secondo il governo croato, in due principali fattori: la povertà delle regioni causata dal <strong>basso sviluppo economico</strong> e la<strong> libera circolazione</strong> all&#8217;interno del territorio europeo, che facilita gli spostamenti.</p>
<p>In virtù di ciò, l&#8217;Europa comunitaria dovrebbe lavorare non solo sul disincentivare le partenze, ma anche sullo sviluppo delle aree rurali dell&#8217;Unione. In caso contrario, interi territori rischierebbero col tempo di ritrovarsi spopolati, danneggiando ulteriormente le basi economiche dei Paesi, in una spirale nella quale l&#8217;Est Europa non vuole assolutamente incappare.</p>
<h3>L&#8217;invecchiamento della popolazione</h3>
<p>La maggioranza delle partenze provengono dalla fascia più giovane della popolazione, che migra all&#8217;estero in cerca di fortuna e, se possibile, di aiutare i propri cari rimasti nel Paese di origine. È un fenomeno che si ripete, quasi specularmente, dall&#8217;inizio del XX secolo e che ai giorni nostri si è esteso anche ai Paesi extracomunitari.</p>
<p>Mentre però, per quanto riguarda l&#8217;Africa, l&#8217;Europa ha ben poca voce in capitolo, per quanto concerne gli spostamenti interni un cambio di rotta è invece possibile. Questo soprattutto per evitare che le economie dei Paesi già più poveri si ritrovino con una popolazione composta nella maggior parte da anziani, con il sistema previdenziale e quello sanitario che raggiungerebbero celermente il collasso totale. Il crescere dell&#8217;età media della popolazione, a onor del vero, è una problematica che attanaglia tutti i paesi dell&#8217;Unione europea e, in generale, il mondo occidentale. Tuttavia, il peso dell&#8217;assistenzialismo statale si sente soprattutto nelle economie più fragili, come nel caso dei Paesi dell&#8217;Est europeo.</p>
<p>Il compito di supervisionare gli spostamenti di massa ed elargire finanziamenti speciali e mirati per lo sviluppo delle aree rurali è stato preso con serietà dalla Commissione guidata da <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che ha assegnato il ruolo alla croata Dubravka Suica. Il portafoglio di nuova introduzione sarà incaricato di studiare metodi idonei a disincentivare le partenze tramite misure mirati che incoraggino la fertilità e la ripresa economica.</p>
<h3>I tentativi dei paesi dell&#8217;Est</h3>
<p>Mentre la Croazia per la prima volta ha avuto il merito di portare l&#8217;argomento sui tavoli di discussione europei, Paesi come l&#8217;Ungheria di <strong>Viktor Orban</strong> e nella Polonia di <strong>Andrzej Duda</strong> stanno lavorando da anni a piani speculari. Mentre Varsavia ha incrementato la spesa pubblica a favore delle famiglie, Budapest ha dato forti incentivi alla fertilità, tramite la nazionalizzazione di sei cliniche specializzate. Tuttavia, le mosse messe in atto dai Paesi da soli si sono rivelate <strong>insufficienti</strong>, nonostante i risultati occupazionali raggiunti sempre dalla Polonia, con la disoccupazione più bassa dell&#8217;intero panorama europeo. La carenza di prospettive future ed il <strong>basso livello salariale</strong> garantito in patria disincentiva le persone a rimanere, mentre al tempo stesso operare direttamente sui livelli dei redditi danneggerebbe i comparti produttivi, peggiorando di conseguenza la situazione.</p>
<p>Per questo motivo, il piano della Croazia consiste in primo luogo nell&#8217;elargizione di finanziamenti al settore agricolo delle aree rurali dell&#8217;Unione, per permettere alla popolazione di riavvicinarsi al territorio e creare solide basi per la permanenza futura. Questione assolutamente non facile da attuare anche per la carenza di fondi sufficienti, i quali dovrebbero comunque aumentare nel periodo 2021-2027, come auspicato dal premier croato Plenkovic.</p>
<h3>I numeri della migrazione</h3>
<p>Come riportato da<em> IlSole24Ore</em>, ci sono Paesi nell&#8217;Europa dell&#8217;est che hanno perso oltre un quarto della popolazione dalla <strong>dissoluzione dell&#8217;Unione sovietica</strong>, come nel caso della Bulgaria, che fondava la quasi totalità della propria economia con Mosca, prima di aderire all&#8217;Unione europea. I Paesi Baltici, invece, hanno visto ridursi la propria popolazione di oltre il 15%, con i migranti economici principalmente diretti verso Germania, Francia ed Inghilterra.</p>
<p>Numeri analoghi, inoltre, sono riscontrabili nei Paesi dell&#8217;Ex-Jugoslavia e dell&#8217;Europa centrale, secondo le stime proposte dal centro di studio Gri e nei prossimi anni non segneranno un&#8217;inversione di tendenza. Alla base del fenomeno, come spiegato da un ricercatore del gruppo, ci sarebbe il tracollo economico causato dalla caduta dell&#8217;URSS ed il piano stesso di <strong>allargamento dell&#8217;Unione</strong>, che ha permesso maggiore facilità negli spostamenti e maggiori garanzie per i migranti interni.</p>
<h3>Un percorso da invertire</h3>
<p>Come sottolineato dal premier croato Plenkovic, tale situazione non può e non deve pro-iterarsi negli anni. L&#8217;Unione europa ha l&#8217;obbligo morale di trovare una soluzione al fenomeno, al fine di garantire alle persone stesse un migliore percorso di vita e di preservare la salute dei sistemi economici e sociali dei Paesi di partenza. Tuttavia, per arrivare a stabilizzare i tenori di vita dell&#8217;Unione occorre tempo e, soprattutto, <strong>denaro</strong>, come sottolineato dallo stesso premier croato. Questa, in fondo, è proprio la richiesta che il Paese ha fatto alla Commissione, che per la prima volta sembra essersi decisa a muoversi seriamente sulla questione.</p>
<p>Nonostante la libera circolazione sia principalmente un danno economico per i Paesi dell&#8217;Est, essa è uno dei pilastri sulla quale è basata la comunità europea. È necessario quindi lavorare a soluzioni che non diminuiscano il funzionamento di Schengen. Al contrario, bisogna lavorare per offrire <strong>maggiori opportunità</strong> nei territori, disincentivando a monte le partenze e permettendo, col tempo, di riportare il saldo in positivo. Una sfida ardua e complicata, slla quale l&#8217;Unione sembra però &#8211; e questa volta per davvero &#8211; interessata a lavorare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-dramma-migratorio-delleuropa-orientale.html">Il dramma migratorio dell&#8217;Europa orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Continua lo sciopero degli insegnanti in Croazia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/continua-lo-sciopero-degli-insegnanti-in-croazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 10:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero in croazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1242" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-a-Zagabria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Croazia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-a-Zagabria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-a-Zagabria-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-a-Zagabria-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-a-Zagabria-1024x662.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non siamo ai livelli di tensioni e malessere sociale pari a quelli di Stati come Cile o Libano, dove le proteste hanno riversato per le strade migliaia di cittadini, ma anche nella vicina Croazia non mancano proteste e lamentele contro l&#8217;attuale governo guidato dall&#8217;Unione Democratica Croata (Hdz) in coalizione con il Partito del Popolo Croato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/continua-lo-sciopero-degli-insegnanti-in-croazia.html">[...]</a></p>
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<h2>Il mondo della scuola in piazza</h2>
<p>La protesta era partita il 5 settembre a Zagabria. Circa 1500 insegnanti sono giunti nella capitale per prendere parte alla manifestazione organizzata dal sindacato dei docenti, rappresentato dal presidente Sanja Sprem. Le richieste erano chiare: <strong>un aumento consistente del salario per chi è impiegato nel mondo della scuola</strong>. Non solo insegnanti, dunque. &#8220;Noi siamo uniti, cerchiamo una crescita dello stipendio per tutti i lavoratori delle scuole&#8221;, ha detto la presidente, come riportato da <em>Balkan Insight</em>.</p>
<p>Le aperture del governo non sono mancate. Fin da quella stessa giornata. Il primo ministro Andrej Plenkovic ha ricevuto gli organizzatori per discutere dell&#8217;aumento richiesto, quantificato del 6.11%, ma fino a oggi i sindacati sembrano non avere raggiunto quanto richiesto o sperato.</p>
<p>Qualche passo in avanti era stato fatto la scorsa settimana, dopo che l&#8217;Hns aveva annunciato di non partecipare ai lavori del governo se non fossero stati inseriti ulteriori fondi per l&#8217;educazione. Dopo una giornata di trattative si è arrivati a un compromesso che ha trovato riscontro positivo nell&#8217;alleato di governo. <strong>Un aumento del 2% che arriverà fino al 6% richiesto dai sindacati ma non tutto in una volta</strong>, come fatto sapere dallo stesso Primo Ministro <a href="https://www.index.hr/vijesti/clanak/plenkovic-cestitao-hnsovcima-sto-su-dosli-na-vladu-pa-poslao-apel-sindikatima/2128318.aspx">nell&#8217;appello inviato agli stessi sindacati</a>.</p>
<p>La proposta non sembra aver trovato lo stesso favore negli ambienti sindacali che, anzi, hanno deciso di portare avanti lo sciopero, sebbene i sondaggi svolti dalla testata index.hr mostrino come <a href="https://www.index.hr/vijesti/clanak/cini-se-da-pada-podrska-strajku-ovo-su-moguci-razlozi/2129399.aspx">l&#8217;appoggio &#8220;popolare&#8221; stia via via diminuendo</a>. Nel frattempo, <strong>nella giornata del 6 novembre</strong> &#8211; a richiamare l&#8217;aumento richiesto del 6.11% &#8211; <strong>si è svolta la terza manifestazione a Zagabria</strong>, durante la quale i sindacati hanno continuato a portare avanti le proprie richieste. Inoltre, a questa giornata di sciopero del mondo della scuola primaria e secondaria, si è unito anche quello dell&#8217;università. Sembra che la volontà sia quella di continuare a pressa il governo, sebbene martedì si sia tenuto un incontro tra sindacati e governo ed è possibile che sarà la mancanza del futuro sostegno dei genitori a far arrivare a un compromesso che possa accontentare le parti in causa.</p>
<h2>I passi in avanti del governo</h2>
<p>L&#8217;argomento più caldo in Croazia è senza dubbio quello della scuola, ciò nondimeno c&#8217;è un ulteriore tema che ha portato a una grande manifestazione durante ottobre: <strong>quello della violenza sulle donne</strong>.</p>
<p>Nel Paese croato si sono contati nel 2017 circa 13mila casi di violenza domestica, per il 77% dei casi commessi da uomini, il problema oltre che riguardare il governo, è di carattere sociale: infatti secondo circa il 25% degli adulti questo genere di violenza è una questione puramente privata e che dovrebbe mantenersi all&#8217;interno di questa sfera. Per rispondere a questa problematica, nell&#8217;ottobre dello scorso anno venne lanciata la campagna &#8220;Break the silence&#8221; (Rompi il silenzio&#8221;, che ha avuto subito un effetto positivo, portando numerose donne a denunciare casi di violenza sessuale.</p>
<p>Anche in questo caso, dopo l&#8217;ultima manifestazione che si è tenuta <a href="https://balkaninsight.com/2019/10/19/croatia-protesters-demand-justice-for-girls/">sabato 19 ottobre</a>, il governo ha risposto inviando una serie di leggi al parlamento che hanno l&#8217;obiettivo di inasprire le pene per chi commette violenza sessuale. Paula Zore, della campagna &#8220;Justice for girls&#8221; (Giustizia per le femmine), ha posto l&#8217;accento sul fatto che <strong>f<a href="https://balkaninsight.com/2019/10/25/croatia-toughens-penalties-for-domestic-and-sexual-violence/">inalmente in Croazia lo stupro verrà chiamato con il suo nome</a></strong> e &#8220;questo è un messaggio terribilmente importante&#8221;, sia a livello legale sia a livello sociale.</p>
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