Skip to content
Media e Potere

Borioso e noioso, Benigni manipola la storia e decanta un’Europa che non esiste

Delusione artistica: Lo spettacolo di Benigni su Rai 1 è stato definito noioso, prevedibile e privo di comicità, un flop rispetto alle aspettative di lirismo poetico, con l’ex comico incapace di strappare risate dal 1991 e artisticamente spento, specchio del vuoto del Partito Democratico.Manipolazione storica: Benigni ha ricostruito un’Europa fantasiosa, attribuendo il boom economico italiano al mercato unico e ignorando fattori come l’Iri, l’Eni di Mattei e il Piano Marshall, ripetendo il vizio di alterare la Storia già visto in “La vita è bella” con Auschwitz liberata dagli americani invece che dai russi.Banalità europeiste: Il monologo si è limitato a luoghi comuni retorici (Europa come pace, democrazia, civiltà), ignorando contraddizioni come la guerra in Jugoslavia, il bombardamento Nato di Belgrado, la Brexit “sopravvissuta” e la repressione elettorale in Romania.Critica all’UE oligarchica: L’Europa di Benigni è una “Dis-Unione” fondata su interessi nazionali (soprattutto tedeschi) e ordoliberismo, una gabbia fiscale che taglia i diritti sociali e si regge su un Parlamento impotente, con il Consiglio Europeo a dettare legge e il Manifesto di Ventotene come feticcio mitizzato ma strumentale.Nazionalismo e diversità: Il ritorno del nazionalismo è visto come reazione a un’Europa che nega le specificità dei popoli, incapace di vera fratellanza e incline a un’utopia autoritaria, mentre Benigni tace su queste contraddizioni, limitandosi a ripetere “straordinario” e “meraviglioso”.

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.