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	<title>ali khamenei Archives - InsideOver</title>
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	<title>ali khamenei Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cina, Iran, Usa e la guerra invisibile dei servizi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cina-iran-usa-e-la-guerra-invisibile-dei-servizi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 04:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Pechino osserva ciò che accade a Teheran con attenzione particolare. Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cina-iran-usa-e-la-guerra-invisibile-dei-servizi.html">Cina, Iran, Usa e la guerra invisibile dei servizi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La guerra tra <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/guerra-rischio-ai-data-center-medio-oriente.html" type="post" id="508879">Stati Uniti, Israele e Iran </a></strong>non si combatte soltanto nei cieli, nei centri di comando, nelle basi militari o nelle infrastrutture nucleari. Si combatte anche dentro i sistemi informatici, nelle reti di intelligence, nei canali di comunicazione clandestini, nelle catene di approvvigionamento tecnologico e nei sospetti che attraversano gli apparati di sicurezza degli Stati autoritari. <strong>Per questo Pechino osserva ciò che accade a Teheran con un’attenzione particolare. </strong>Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>



<p>La storia recente offre un precedente pesante. <strong>Tra il 2010 e il 2012, la rete della CIA in Cina subì una delle peggiori compromissioni della storia dell’intelligence americana. </strong>Secondo varie ricostruzioni, Pechino riuscì a smantellare una parte rilevante dell’apparato clandestino statunitense, con l’uccisione o l’arresto di decine di fonti. La causa precisa resta discussa, ma una delle ipotesi più inquietanti collega quella catastrofe alla Repubblica islamica iraniana.</p>



<p><strong>L’Iran, all’epoca, cercava di capire come fosse stato possibile l’attacco Stuxnet contro l’impianto nucleare di Natanz. </strong>Quel programma malevolo, attribuito a Stati Uniti e Israele, aveva colpito le centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio, provocando danni fisici a infrastrutture industriali attraverso un’arma informatica. Era una svolta: il sabotaggio non apparteneva più soltanto al mondo degli esplosivi, delle talpe e delle incursioni militari. Poteva essere inserito nel cuore di un sistema tecnico e trasformare il codice in distruzione materiale.</p>



<p>Secondo alcune fonti, <strong>durante quelle indagini Teheran avrebbe scoperto che la CIA usava siti apparentemente innocui per comunicare con i propri informatori. </strong>L’informazione sarebbe poi stata condivisa con la Cina, dove l’agenzia americana utilizzava strumenti simili. Se questa ricostruzione è corretta, Stuxnet non produsse soltanto conseguenze sul programma nucleare iraniano. Contribuì indirettamente a una devastazione dell’intelligence statunitense in Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo trauma iraniano</strong></h2>



<p>Oggi si apre un possibile secondo capitolo. L’operazione congiunta americano-israeliana del 28 febbraio, con l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti funzionari iraniani, rappresenta un salto di qualità nella guerra di intelligence. Non si tratta più soltanto di sabotare infrastrutture. Si tratta di <strong>decapitare il vertice politico e strategico di uno Stato nemico </strong>attraverso una combinazione di intelligence umana, penetrazione informatica, sorveglianza, localizzazione e capacità militare di precisione.</p>



<p>Per Pechino, questa operazione è un avvertimento. La Cina non è l’Iran, dispone di apparati di sicurezza molto più vasti, di un controllo interno più sofisticato e di una capacità tecnologica enormemente superiore. Ma il principio resta lo stesso: se gli Stati Uniti e Israele riescono a combinare spionaggio umano, guerra informatica e attacchi mirati contro un alleato strategico di Pechino, allora anche la Repubblica Popolare deve ricalcolare i propri rischi.</p>



<p>Il punto non è che <strong>Xi Jinping </strong>tema un’operazione identica domani mattina. Il punto è che ogni successo dell’intelligence occidentale contro un regime ostile rafforza la convinzione cinese che la sicurezza dello Stato debba essere totale, preventiva e permanente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sicurezza come ossessione del potere cinese</strong></h2>



<p>Da quando Xi Jinping è arrivato al vertice nel 2012, la sicurezza nazionale è diventata il centro della politica cinese. Non più un settore tra gli altri, ma il principio ordinatore dello Stato. <strong>Sicurezza del Partito, sicurezza tecnologica, sicurezza ideologica, </strong>sicurezza sociale, sicurezza alimentare, sicurezza energetica, sicurezza digitale: tutto rientra nella stessa visione.</p>



<p>Xi ha disciplinato il Partito, rafforzato il controllo sulla società e allargato enormemente il concetto di minaccia. La corruzione, in questa visione, non è soltanto un problema morale o economico. È una falla di sicurezza. Un funzionario corrotto può essere comprato. Un ufficiale sottopagato può essere avvicinato. Un quadro locale ricattabile può diventare una porta d’ingresso per l’intelligence straniera.</p>



<p>Negli anni Duemila, la combinazione di corruzione, bassi salari e opacità interna avrebbe favorito la capacità delle agenzie americane di reclutare fonti all’interno dell’apparato cinese. Da qui nasce una delle ragioni profonde delle grandi purghe anticorruzione. <strong>Non soltanto eliminare rivali politici, ma chiudere gli spazi</strong> attraverso cui potenze straniere potrebbero penetrare nel sistema. La repressione interna, dunque, ha anche una logica di controspionaggio. Ogni epurazione è un messaggio al Partito: nessuno è intoccabile, nessuno è fuori dal controllo centrale, nessuno può costruire reti autonome.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La CIA prova a sfruttare la paura</strong></h2>



<p>Naturalmente, questa stessa macchina repressiva produce vulnerabilità. Se dirigenti, ufficiali e funzionari vivono nel sospetto permanente, alcuni possono maturare paura, risentimento o sfiducia. La CIA sembra voler lavorare proprio su questo terreno. La diffusione di video di propaganda rivolti a potenziali fonti cinesi, soprattutto dopo epurazioni di alto profilo nell’Esercito Popolare di Liberazione, dimostra che Washington cerca di trasformare il clima di purga in opportunità di reclutamento.</p>



<p>Il messaggio è chiaro: chi è ambizioso, capace o troppo visibile rischia di essere eliminato dal sistema; <strong>meglio allora collaborare con gli Stati Uniti.</strong> È una vecchia logica dell’intelligence: reclutare non solo per denaro, ma per paura, vendetta, frustrazione o senso di insicurezza personale. Pechino lo sa. E proprio per questo, dopo ogni crisi internazionale che dimostri la potenza dello spionaggio occidentale, tenderà a rafforzare ulteriormente controlli, verifiche, sorveglianza e disciplina interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologia straniera, catene vulnerabili e autarchia digitale</strong></h2>



<p>Un altro punto decisivo riguarda la tecnologia. L’esplosione dei cercapersone usati da Hezbollah nel 2024, attribuita a una sofisticata operazione di penetrazione nella catena di fornitura, ha mostrato quanto possa essere vulnerabile un sistema che dipende da componenti, piattaforme o strumenti esterni. <strong>Anche qui la lezione per Pechino è evidente: ogni tecnologia straniera può essere un cavallo di Troia.</strong></p>



<p>La Cina affronta da anni questo problema. Per molto tempo, anche le amministrazioni cinesi hanno usato sistemi operativi occidentali, in particolare Microsoft Windows. Ma da oltre un decennio Pechino spinge per sostituire software, componenti e architetture straniere con alternative interne. Non è soltanto una scelta industriale. È una scelta di sicurezza nazionale.</p>



<p>L’autarchia tecnologica cinese nasce anche da questa paura: che il codice straniero, il componente importato, il programma apparentemente neutro o l’applicazione di uso comune possano diventare strumenti di sorveglianza, sabotaggio o localizzazione. La guerra contro l’Iran, con il ricorso a telecamere, applicazioni religiose, intercettazioni telefoniche e programmi distruttivi, rafforza questa percezione.</p>



<p>Per Pechino, il futuro della sovranità passa dalla capacità di controllare l’intera filiera: chip, reti, sistemi operativi, dati, piattaforme, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e infrastrutture critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Valutazione strategica: il controspionaggio diventa offensivo</strong></h2>



<p>La Cina non si limita a difendersi. Dispone di capacità offensive considerevoli. Operazioni attribuite a gruppi legati all’Esercito Popolare di Liberazione o al Ministero della Sicurezza dello Stato, come Volt Typhoon e Salt Typhoon, mostrano una strategia più ampia: penetrare infrastrutture critiche, telecomunicazioni, reti logistiche e sistemi sensibili degli avversari.</p>



<p>Volt Typhoon è stato associato alla penetrazione di infrastrutture critiche e alla possibilità di osservare o minacciare la logistica navale americana nel Pacifico. Salt Typhoon, attivo da anni secondo alcune ricostruzioni, avrebbe preso di mira infrastrutture di telecomunicazione per raccogliere informazioni e contrastare intrusioni straniere.</p>



<p>Queste operazioni non sono solo spionaggio. Sono preparazione del campo di battaglia. In caso di crisi su Taiwan, nel Mar Cinese Meridionale o nel Pacifico occidentale, la capacità di conoscere, disturbare o sabotare reti logistiche americane diventerebbe decisiva.</p>



<p>Dunque, la risposta cinese alla guerra contro l’Iran potrebbe non essere spettacolare né visibile. Potrebbe consistere in un rafforzamento silenzioso delle operazioni informatiche già in corso, in una stretta sui controlli interni, in una revisione dei protocolli di sicurezza dei dirigenti, in un’accelerazione dell’indipendenza tecnologica e in una maggiore cooperazione selettiva con Paesi ostili a Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cina e Iran: alleanza flessibile, non matrimonio strategico</strong></h2>



<p>Il rapporto tra Pechino e Teheran non assomiglia alle alleanze strutturate dell’Occidente, come quelle tra i Paesi anglosassoni. È un rapporto più opportunistico, flessibile, costruito su convergenze pratiche: energia, commercio, opposizione alla pressione americana, aggiramento delle sanzioni, cooperazione diplomatica, tecnologie e talvolta intelligence.</p>



<p>Questa flessibilità è un vantaggio. Non essendoci un’architettura formale troppo visibile, i due Paesi possono condividere informazioni quando conviene e mantenere distanza quando il costo politico è troppo alto. Alcune notizie hanno suggerito che la Cina avrebbe fornito all’Iran coordinate su truppe e attrezzature statunitensi. Se confermato, sarebbe un segnale rilevante: non un’alleanza militare dichiarata, ma una cooperazione operativa contro l’avversario comune.</p>



<p>Tuttavia, oggi l’Iran è indebolito. L’uccisione di parte della sua leadership politica e di intelligence rende incerto il futuro dei canali di collaborazione. Prima di capire se Teheran e Pechino rafforzeranno lo scambio informativo, bisognerà vedere chi controllerà i nuovi apparati iraniani e quale linea adotterà dopo il trauma della decapitazione.</p>



<p>È probabile che, almeno nel breve periodo, la cooperazione più intensa resti quella tra Iran e Russia, perché Mosca e Teheran condividono una dimensione militare e operativa più diretta. La Cina, invece, tende a muoversi con maggiore prudenza. Aiuta, osserva, apprende, ma evita di farsi trascinare in conflitti che possano compromettere i propri interessi economici globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scenari economici: la guerra accelera il disaccoppiamento</strong></h2>



<p>La conseguenza economica più importante riguarda il disaccoppiamento tecnologico. Ogni operazione occidentale contro l’Iran rafforza in Cina l’idea che dipendere da software, componenti, semiconduttori, sistemi operativi o infrastrutture straniere sia un rischio esistenziale. La guerra diventa così carburante per l’autonomia tecnologica cinese.</p>



<p>Questo significa più investimenti in semiconduttori nazionali, più controllo sulle imprese tecnologiche, più limitazioni ai prodotti stranieri nelle amministrazioni pubbliche, più attenzione alle reti di telecomunicazione e più pressione sulle aziende cinesi perché riducano esposizioni critiche verso Stati Uniti e alleati.</p>



<p>Ma l’autarchia ha un costo. Sostituire tecnologie straniere richiede tempo, capitali, competenze e sacrifici di efficienza. Non sempre le alternative interne sono equivalenti. La Cina può ridurre la dipendenza, ma difficilmente può eliminarla del tutto nel breve periodo, soprattutto nei settori più avanzati dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>La guerra con l’Iran, dunque, non produce solo conseguenze militari. Accelera la frammentazione dell’economia mondiale in blocchi tecnologici sempre meno compatibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Geopolitica della paura</strong></h2>



<p>Il dato più interessante è che la Cina non ha bisogno di essere direttamente colpita per reagire. Le basta osservare ciò che accade agli altri. L’Iran diventa uno specchio. Hezbollah diventa uno specchio. Il Venezuela diventa uno specchio. Ogni decapitazione, ogni sabotaggio, ogni penetrazione informatica mostra a Pechino ciò che potrebbe accadere a un regime considerato nemico dagli Stati Uniti.</p>



<p>Da qui nasce una geopolitica della paura. La Cina teme l’infiltrazione. Gli Stati Uniti temono l’espansione cinese. L’Iran teme la decapitazione. Israele teme l’accerchiamento regionale. Ciascuno rafforza i propri strumenti di sicurezza, ma così facendo aumenta l’insicurezza degli altri.</p>



<p>Il risultato è una corsa permanente al controllo: controllo dei dati, delle reti, delle persone, dei confini digitali, delle infrastrutture, delle élite, delle comunicazioni e delle filiere produttive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La lezione di Pechino</strong></h2>



<p>Pechino probabilmente non cambierà radicalmente strategia a causa della guerra contro l’Iran. Piuttosto, userà quella guerra per confermare ciò che già pensava: che il mondo è entrato in una fase di competizione totale, nella quale la sicurezza dello Stato coincide con la sopravvivenza del regime.</p>



<p>La risposta cinese sarà quindi prevedibile: più purghe, più controspionaggio, più sorveglianza, più autarchia tecnologica, più operazioni informatiche, più cautela nei movimenti dei vertici, più protezione delle catene di comando e più diffidenza verso ogni infrastruttura straniera.</p>



<p>La guerra invisibile non ha bisogno di dichiarazioni ufficiali. Si combatte nei server, nei telefoni, nei programmi, nei satelliti, nelle ambasciate, nelle università, nelle aziende tecnologiche e nei ministeri. Stuxnet aveva già mostrato che un codice poteva distruggere centrifughe. L’operazione contro Khamenei mostra che l’informazione può uccidere un vertice politico.</p>



<p>La Cina ha tratto la sua conclusione: nella guerra del XXI secolo, chi perde il controllo dei dati perde il controllo del potere. E per il Partito comunista cinese, questa è la minaccia più grande di tutte.</p>
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			</item>
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		<title>Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html">Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come in tutte le guerre contemporanee, anche per quella in Iran non è così facile tracciare i confini dei concetti di vittoria e sconfitta. Sappiamo, nel caso in questione, che c&#8217;è stata una sconfitta degli Stati Uniti: partiti per annichilire l&#8217;Iran in pochi giorni, si sono trovati impantanati in una guerra che ha rischiato di generare una crisi economica globale, ha fatto infuriare mezzo mondo, ha avvantaggiato i rivali storici (Russia e Cina) e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi fissati, non il <em>regime change</em> e nemmeno quella insurrezione degli iraniani di cui solo gli stolti potevano vaneggiare. Dentro il mondo Usa, una sconfitta per il mondo neocon che sembrava ormai essersi impadronito della Casa Bianca, dal ministro della Guerra <strong>Pete Hegseth </strong>al segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>. </p>



<p>E c&#8217;è stata una sconfitta di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>e degli israeliani. Di Netanyahu, che non smetteva di pubblicare video in cui <strong>si vantava di poter ridisegnare a piacimento il Medio Oriente</strong>, perché l&#8217;annuncio della tregua di due settimane ha reso manifesta un chiara realtà: la famosa potenze militare di Israele funziona fin dove non incontra seria opposizione. Bombardare il Libano o la Siria privi di difesa aerea, o la Striscia di Gaza, è facile. Attaccare l&#8217;Iran molto meno, ed è un miracolo se droni e missili iraniani, che hanno regolarmente bucato i vari Iron Dome e compagnia, hanno fatto un numero così basso di vittime. In altre parole: Israele va fin dove glielo consente l&#8217;appoggio Usa. Quando gli Usa dicono basta, come in questo caso, è basta. Ed è una sconfitta per gli israeliani perché <a href="https://pagineesteri.it/2026/03/05/medioriente/l82-degli-israeliani-sostiene-lattacco-alliran/">i sondaggi ci hanno detto</a> che l&#8217;82% dei cittadini israeliani (il 93% fra gli ebrei) appoggiava la guerra all&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto questo, però, basta a dire che l&#8217;Iran ha vinto? Secondo me no. Intanto, perché stiamo parlando di una tregua, non di una pace. Certo, l&#8217;Iran non è crollato, anzi, ha messo sotto scacco lo Stretto di Hormuz e i vicini del Golfo Persico. Il negoziato che comincia a Islamabad venerdì avrà come prima piattaforma i dieci punti elaborati a Teheran. Ma che cosa accadrà se il negoziato non andrà a buon fine? E che cosa dovrà concedere l&#8217;Iran per renderlo invece produttivo, dato per scontato che qualunque soluzione potrà essere solo di compromesso? In più, e senza alcuna intenzione di fare gli uccelli del malaugurio: è già successo due volte che gli Usa abbiano attaccato l&#8217;Iran durante un negoziato. Sarà un caso ma <a href="https://t.me/letteradamosca/34605">il ponte aereo dei C-17 Usa continua a spostare truppe e mezzi verso il Medio Oriente</a> Non c&#8217;è due senza tre, a pensar male si fa peccato ma&#8230;, e così via. Arriviamo almeno alla fine della tregua, prima di spargere l&#8217;ottimismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tregua regge, l&#8217;accordo c&#8217;è. E poi?</h2>



<p>Altro tema. Diciamo pure che la tregua reggerà, il negoziato si svolgerà e un accordo verrà siglato. E poi? Ecco qualche spunto di riflessione.</p>



<p><strong>Punto primo</strong>: chi comanderà in Iran? Tra i dirigenti di alto livello sono finora sopravvissuti il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento <strong>Mohammad Bagher Ghalibaf</strong>. E poi c&#8217;è la guida suprema ereditaria, <strong>Mojtaba Khamenei</strong>, figlio del defunto <strong>Ali Khamenei</strong> di questi ambiti: di lui non si sa nemmeno se sia vivo e non pare certo la personalità che possa prendere in mano le redini del Paese. I primi tre sono ascrivibili al fronte dei &#8220;moderati&#8221; e Ghalibaf è stato nominato capo-delegazione ai negoziati con gli Usa. Un incarico importante ma rischioso: se il negoziato andrà bene (per l&#8217;Iran, almeno) Ghalibaf godrà di un ottimo trampolino di lancio, ma se andrà male l&#8217;insuccesso sarà anche, se non soprattutto, suo. Ma anche al netto di tutto questo, c&#8217;è una realtà concreta che pesa e peserà come un macigno: la &#8220;vittoria&#8221; è stata soprattutto militare, dell&#8217;Esercito e delle Guardie della Rivoluzione. Sarà difficile che questi, se si arriverà alla pace, non chiedano una ricompensa sotto forma di incarichi e responsabilità. E di questi ambiti, e dei personaggi al loro interno davvero influenti, sappiamo poco. A causa delle perdite subite a opera di americani e israeliani, che hanno sfoltito i loro ranghi, ma anche perché l&#8217;Iran aveva approntato in segreto un&#8217;organizzazione che, come abbiamo visto, nemmeno le intelligence di Usa e Israele sono riuscite davvero a penetrare, con gli effetti che sappiamo.</p>



<p><strong>Punto secondo</strong>: se questo è vero, fino a che punto possiamo immaginare evoluzioni in senso riformista del potere iraniano? Al netto delle sanzioni europee e americane, che ovviamente pesano molto, e dell&#8217;imponente rendita costituita dalle esportazioni di gas e petrolio (80% delle esportazioni totali) c&#8217;è la realtà della cosiddetta <em>Ayatollah Economy</em>, una stortura con pochi uguali al mondo. Il più grande conglomerato industriale dell&#8217;Iran è <strong>Khatam al-Anbiya</strong>, controllato dai pasdaran, che gestisce porti, oleodotti, autostrade, miniera e opere pubbliche. E poi ci sono le <em>bonyad</em>, le fondazioni istituite già all&#8217;epoca dell&#8217;ayatollah Khomeini e che sono controllate dai religiosi: nate per fare opera di beneficienza, ora gestiscono interi comparti dell&#8217;economia iraniana, tra cui industrie pesanti, edilizia, cooperative agricole, ospedali, assistenza e circuiti turistici. L&#8217;uno e le altre operano fuori dal controllo del Governo, fuori da qualunque criterio di trasparenza e godendo di larghe esenzioni fiscali. Tutto questo, oltre ad arricchire una classe di privilegiati (non a caso di Mojtaba Khamenei si sono sottolineate le ricchezze ben protette in Europa e nel Golfo), consente al regime di &#8220;comprare&#8221; la fedeltà di larghi strati della popolazione. Ragion per cui le proteste, sempre più frequenti e clamorose, non riescono mai a diventare rivoluzione. Se non cambia questo sistema, l&#8217;Iran continuerà a essere una teocrazia cleptocratica, autoritaria e inefficiente. Ma come farlo cambiare?</p>



<p><strong>Punto terzo</strong>: reagendo all&#8217;aggressione imperialista di Usa e Israele, l&#8217;Iran ha ripetutamente colpito i Paesi vicini: Arabia Saudita, Oman, Qatar, Bahrein, Kuwait e Iraq. In altre parole, è ancor più isolato di prima. Alla luce di tutto questo, l&#8217;Iran che uscirà (uscirebbe) dalla guerra rinuncerà ai propositi di egemonia regionale? <strong>Hezbollah, il suo proxy più forte</strong>, rinuncerà alla guerra con Israele, risparmiando al Libano ulteriori sofferenze? In altre parole, quali saranno le relazioni dell&#8217;Iran con il resto del Medio Oriente? Riuscirà (riuscirebbe) il &#8220;nuovo&#8221; Iran a trovare una relazione meno critica con il mondo di cui pure fa parte?</p>



<p>Sono domande che fanno parte di questo progetto di tregua. Abbiamo due settimane per interrogarci. Si interroghi soprattutto chi ha sostenuto questa ennesima guerra folle basandosi sul solito mix di ignoranza e presunzione.</p>



<p>        </p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html">Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sopravvivere oggi, cambiare domani? L&#8217;Iran e la lezione strategica della Terza guerra del Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sopravvivere-oggi-cambiare-domani-liran-e-la-lezione-strategica-della-terza-guerra-del-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 08:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la Repubblica Islamica questa guerra avrebbe potuto essere l'inizio della fine. O la fine stessa. Non è andata così. Ma sicuramente è stata la fine dell'inizio. E una struttura nata nel 1979 dovrà giocoforza cambiare. Il monito delle proteste è stato chiaro. La sfida della guerra lo ha confermato.</p>
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<p>L&#8217;<strong>Iran</strong> può rivendicare come un successo la prospettiva di fine della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> che si apre dopo il cessate il fuoco mediato dal Pakistan a cui ha aderito assieme a Usa e Israele. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sconfitta-di-usa-e-israele-hormuz-e-la-guerra-asimmetrica-liran-ora-e-al-centro-del-mondo.html" type="post" id="512453">Come ha scritto <strong>Alessandro Cassasnmagnago</strong> su queste colonne</a>, Teheran è non solo metaforicamente <strong>al centro del mondo: può rivendicare controllo sullo Stretto di Hormuz,</strong> ha inflitto danni all&#8217;economia globale e al sistema a guida Usa, ha mostrato l&#8217;esistenza di perimetri alternativi alla dominanza Usa nell&#8217;Asia Sud-Occidentale, ha <strong>per due volte (giugno 2025, febbraio-aprile 2026)</strong> respinto l&#8217;assalto strategico di Israele. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran dalla guerra al dopoguerra</h2>



<p>Tutto questo è avvenuto in un contesto che vedeva il Paese travolto dalle sanzioni internazionali e agitato dai <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-bazar-le-radici-profonde-delle-proteste-in-iran.html" type="post" id="499819">sommovimenti interni e dalle proteste, divampate tra dicembre 2025 e gennaio 2026</a>, con un regime che appariva <strong>sempre più sclerotizzato</strong>, come dimostrato dalle parole del defunto <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-propaganda-di-un-regime-in-guerra.html" type="post" id="509112">Ayatollah Ali Khamenei di fronte al risveglio del bazar e alle rivolte di inizio anno</a>, totalmente scollegate dalla realtà interna dello Stato centroasiatico. La <strong>guerra esistenziale</strong> con cui il regime ha mirato a difendere la sua sopravvivenza ha, in un certo senso, fatto brutalmente chiarezza: innanzitutto, l&#8217;attacco esterno ha accelerato il tempo ultimo della Repubblica Islamica, con la morte della <strong>Guida Suprema Ali Khamenei</strong> che da presidente della Repubblica e Rahbar ha identificato sé stesso con l&#8217;istituzione fondata da Ruhollah Khomeini e la cui scomparsa ha posto il sistema di fronte alla necessità di rinnovarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una nuova Repubblica Islamica?</h2>



<p>In secondo luogo, <strong>la compattezza del regime forzata dalla guerra</strong> ha mostrato i rapporti di forza e di influenza. <strong>Morto anche </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/luomo-forte-di-teheran-nel-mirino-di-israele-katz-annuncia-ucciso-larijani.html" type="post" id="509498"><strong>Ali Larijani, </strong>lo stratega che più di tutti aveva un piano per il dopo-Khamenei</a> sotto forma di una transizione a un sistema ibrido tra una &#8220;dittatura militare&#8221; dei Pasdaran e una tecnocrazia, l&#8217;Iran è emerso<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sta-comandando-oggi-in-iran.html" type="post" id="418843"> come una sommatoria di <strong>cuspidi di potere</strong></a> con un&#8217;ampia divisione del lavoro. Il volto diplomatico, il Ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi, è stato anche l&#8217;immagine del Paese</strong> di fronte al mondo e ha tenuto aperto la mediazione col Pakistan; il presidente del Parlamento, <strong>Mohammad Ghalibaf</strong>, ha tenuto unito il regime sul fronte interno. Il capo dello Stato, <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-guerra-psicologica-di-pezeshkian-a-trump-nella-lettera-agli-americani.html" type="post" id="511668"><strong>Masoud Pezeshkian, ha parlato direttamente agli americani</strong> </a>come figura moderata. La nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, non si è mostrato in pubblico ma Axios l&#8217;ha raccontato presente e decisivo nell&#8217;avviare la trattativa per il cessate il fuoco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza dell&#8217;Iran</h2>



<p>Terzo punto, <strong>il conflitto può aprire in prospettiva alla possibilità di un nuovo equilibrio regionale</strong>: i <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/8/iran-war-live-trump-announces-truce-tehran-agrees-safe-transit-in-hormuz?update=4472532">dieci punti della proposta di pace iraniana includono <strong>delle posture più dinamiche sulla gestione di Hormuz,</strong></a> che Teheran vuole rivendicare, e che mirano a garantire quel senso di <strong>sicurezza strategica</strong> che la perdita della proiezione dell&#8217;Asse della Resistenza in Medio Oriente e le titubanze sul dossier nucleare avevano reso meno certo per l&#8217;Iran.</p>



<p>In tutto questo, è chiaro che se per l&#8217;Iran dopoguerra sarà, e lo sapremo tra due settimane, il Paese dovrà cambiare. La guerra ha arroccato il Paese attorno all&#8217;avversione per Usa e Israele, ma complice il cambio dei vertici imposto dalle morti eccellenti della guerra e le nuove dinamiche, sarà impossibile per la <strong>Repubblica Islamica mantenere la traiettoria precedente. </strong></p>



<p><strong>Le proteste massicce del 2025-2026</strong> sono state un potente campanello d&#8217;allarme: nessuna retorica trionfalista sulla fine della guerra potrà cancellare il fatto che la nazione iraniana si trova in precarie condizioni economiche, insoddisfatta nella componente giovanile, desiderosa di cambiamenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Vincere la guerra per vincere la pace</h2>



<p><strong>L&#8217;Iran ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html" type="post" id="507367">resistito all&#8217;assalto che mirava a travolgere il regime,</a></strong> che resta saldo al potere, ha visto l&#8217;opposizione <strong>rimanere afona o impotente</strong> di fronte all&#8217;escalation massimalista di Trump nei giorni scorsi, che ha completamente squalificato figure come Mohammad Reza Pahlavi, ha ritrovato unità nazionale di fronte alle spinte centrifughe su cui faceva leva Israele. Sarebbe rovinoso, per la Repubblica Islamica, sprecare un&#8217;indubbia <strong>finestra di opportunità per garantire maggiori libertà economiche, più prospettive occupazionali, più futuro</strong>, e mostrare un embrione di avanzamento del regime. </p>



<p>L&#8217;Iran avrebbe vinto la guerra sopravvivendo e non perdendo. Se così sarà, la vera sfida sarà vincere il dopoguerra: se sarà garantita la sicurezza regionale, verrà lo scenario della sicurezza economica. Bisognerà capire se Teheran riuscirà a far leva per ottenere un ristoro dalle sanzioni, se i Pasdaran terranno la morsa sull&#8217;economia protetta entro il Paese, se le avventure militari del regime continueranno a divorare risorse preziose. In queste due settimane si capirà molto dell&#8217;Iran che verrà. Per la Repubblica Islamica questa guerra avrebbe potuto essere l&#8217;inizio della fine. O la fine stessa. Non è andata così. Ma sicuramente è stata <strong>la fine dell&#8217;inizio. E una struttura nata nel 1979</strong> dovrà giocoforza cambiare. Il monito delle proteste è stato chiaro. La sfida della guerra lo ha confermato. L&#8217;Iran non può vivere, sul lungo periodo, in emergenza permanente. Risolvere questo problema sarà decisivo per il futuro di Teheran.</p>



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<p></p>
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		<title>Guerra in Iran, prima stagione: Trump 0 – Iran 1. L&#8217;analisi di Alain De Benoist</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra voluta da Trump contro l’Iran si è rivelata un fallimento strategico, innescando una pericolosa escalation globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-iran-prima-stagione-trump-0-iran-1-lanalisi-di-alain-de-benoist.html">Guerra in Iran, prima stagione: Trump 0 – Iran 1. L&#8217;analisi di Alain De Benoist</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143202119_c71bb3633f1109510d596ccdc35ab0b0-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Avendo più familiarità con i campi da golf che con il Golfo Persico, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> aveva cominciato col presentare la <strong>guerra contro l’Iran</strong> come una «piccola escursione». Poco noto per la sua pazienza strategica, voleva fare in fretta. Gli obiettivi di partenza erano la caduta del regime islamico e la distruzione totale delle sue capacità militari. Quattro settimane dopo l’inizio delle ostilità niente di tutto ciò è accaduto.</p>



<p>Gli iraniani hanno preso il controllo dello <strong>stretto di Hormuz</strong> e le loro coste, lunghe 1.600 chilometri, sono riempite di missili, droni e imbarcazioni rapide. Gli <strong>Houthi </strong>dello Yemen minacciano di chiudere a loro volta lo <strong>stretto di Bab-el-Mandeb</strong>, che sigilla l’accesso al mar Rosso. In <strong>Libano</strong>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-missione-dei-paramedici-in-libano-sotto-le-bombe-dellidf.html">dove si conta un milione di sfollati</a> (un abitante su dieci), gli israeliani non celano più l’intenzione di occupare militarmente il Sud del Paese fino al fiume Litani. Il <strong>prezzo del greggio</strong> ha superato i 100 dollari al barile, un rincaro di cui il principale beneficiario è <strong>Vladimir Putin</strong>. I Paesi europei, che la <strong>Commissione Europea</strong> ha obbligato a far a meno degli idrocarburi russi, si trovano di fronte a penurie di gas e di petrolio che comportano una fiammata del prezzo della benzina alla pompa.</p>



<p>Benché fortemente e durevolmente indeboliti dai massicci bombardamenti subiti, gli iraniani non hanno ceduto; tutt’altro. Si è assistito a una <em><strong>escalation</strong></em> che assomiglia a una fuga in avanti. I movimenti militari americano-israeliani, la destabilizzazione dei mercati dell’energia e l’annuncio di un’invasione via terra (forze speciali?) disegnano uno scenario di cui nessuno può prevedere le conseguenze, ma che evoca gli “choc petroliferi” del 1974 e del 1979: crisi economica e finanziaria, recessione mondiale.</p>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong>, che speravano in una vittoria-lampo, non sanno più come tirarsi fuori da questo ginepraio. Gli iraniani, che si pensava crollassero in pochi giorni, hanno l’iniziativa in tutti i campi. Il bilancio dell’operazione <em>Epic Fury</em> è un disastro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si è arrivati a questo punto?</h2>



<p>E, innanzitutto, perché questa guerra? Una «minaccia imminente» che giustificava una guerra preventiva? Quale? La minaccia nucleare? Saranno presto quarant’anni che <strong>Israele </strong>annuncia ogni anno che l’Iran disporrà della bomba atomica «fra pochi mesi», il che ha finito col suscitare lo stesso scetticismo delle «armi di distruzione di massa» attribuite al regime di Saddam Hussein. <strong>Tulsi Gabbard</strong>, direttrice dell’agenzia di informazione nazionale, ha fatto sapere il 18 marzo che l’Iran non ha ripreso le attività di arricchimento nucleare distrutte nel giugno 2025. A quel tempo lo stesso Trump aveva proclamato ai quattro venti che il programma nucleare iraniano era stato «completamente obliterato». <strong>Rafael Grossi</strong>, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) ha confermato, dal suo canto, che in quel campo non esisteva alcuna minaccia iraniana immediata.</p>



<p>Perché Trump si è lanciato in questa avventura, che l’attualità del momento non giustificava, dando prova di un’impreparazione che ha lasciato stupefatti tutti gli osservatori militari seri? Perché ha scelto, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato (<em>midterms</em>), di prendere il rischio di scontentare la propria base elettorale che non vuole una guerra così, che anche l’immensa maggioranza degli americani condanna? <strong>Marco Rubio</strong> ha certamente fornito la risposta lasciando intendere che Trump ha ceduto alle pressioni israeliane esercitate su di lui da <strong>Benjamin Netanyahu</strong> l’11 febbraio a Washington. Ma questo non fa che spostare il problema: perché gli ha ceduto?</p>



<p>Il 17 marzo, le inattese dimissioni di <strong>Joe Kent,</strong> direttore del Centro nazionale di lotta contro il terrorismo, ha fatto l’effetto di un fulmine a ciel sereno. Nella sua lettera di dimissioni indirizzata a Trump, egli ha scritto: «Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso contro l’Iran. L’Iran non costituiva una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che noi abbiamo scatenato questa guerra sotto la pressione di Israele e della sua potente lobby americana».</p>



<p>La guerra è dunque iniziata il 28 febbraio, <strong>antivigilia della festa di Purim</strong> (che commemora il modo, raccontato nel libro di Esther, in cui gli Ebrei sono sfuggiti a un massacro progettato dai Persiani), con un omicidio mirato (la Guida suprema Ali Khamenei) e con la morte sotto le bombe di 165 scolare fra i 7 e i 12 anni (figlie di Guardiani della Rivoluzione) mentre erano in corso negoziati fra gli iraniani e gli americani che, secondo il sultanato dell’Oman, erano sul punto di riuscire («un accordo era a portata di mano»).</p>



<p>Mark Twain ha detto che «Dio ha creato la guerra affinché gli americani imparino la geografia». A quanto pare, non l’hanno ancora imparata. Trump ha gravemente sottovalutato i suoi avversari. Ha sottovalutato la potenza e la resilienza del nazionalismo iraniano. Ha sottovalutato la potenza militare dell’Iran, la sua solidità organizzativa, i suoi orientamenti strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La resistenza dell&#8217;Iran</h2>



<p>L’Iran non è il Venezuela né il principato di Monaco. E non è neanche un Paese arabo: gli iraniani sono più vicini etnicamente agli europei che agli arabi, ai turchi o ai palestinesi. L’Iran è un Paese di 90 milioni di abitanti, tre volte più grande della Francia, dotato di una triplice identità (indo-iranica sin dall’antichità, musulmana dal VII secolo, moderna dal XIX secolo), con una società complessa, una classe universitaria di alto livello (<strong>Ali Larijiani</strong>, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, ucciso il 17 marzo da Israele, era uno specialista di Kant e di Cartesio), una vasta popolazione di ingegneri (l’Iran ne forma 230.000 ogni anno), una storia trimillenaria e dinamiche interne che sfuggono alla comprensione della maggior parte degli occidentali). In <strong>Medio Oriente</strong> è, assieme all’Egitto e alla Turchia, il Paese che possiede il patrimonio culturale più ricco. È inoltre la terza riserva mondiale accertata di petrolio e la seconda riserva mondiale accertata di gas. In geopolitica, infine, la pianura iraniana costituisce il territorio-perno essenziale della massa continentale euroasiatica.</p>



<p>Avendo una visione puramente transazionale dei rapporti di forza, Trump non capisce che gli iraniani conducono contro di lui una <strong>guerra esistenziale</strong> (il che non è il caso degli americani). Non capisce il loro rifiuto «irrazionale» di arrendersi. Non capisce che ci sono situazioni in cui <strong>nessun <em>deal</em> è possibile</strong>. Non sa che la dottrina del martirio è nel cuore dell’Islam sciita (200 milioni di credenti) sin dal massacro di Kerbala del 680 e la morte dell’imam Hussein e dei suoi compagni, e che agli occhi degli iraniani Ali Khamenei pesa molto più da morte che da vivo.</p>



<p>I soli bombardamenti non possono permettere agli americani e agli israeliani di vincere. Sono necessarie <strong>truppe sul terreno</strong>, anche quando nel regime preso di mira esiste un’opposizione solidamente strutturata, il che non è il caso dell’Iran (meglio non parlare di Reza Pahlavi, il figlio del vecchio dittatore, vera e propria marionetta del Mossad e della CIA, che ha sostenitori solo nella diaspora).</p>



<p>Gli iraniani, dal canto loro, hanno capito benissimo di non avere i mezzi per affrontare direttamente la potenza militare degli Stati Uniti, anche se hanno portato colpi devastanti alle basi americane della regione. Hanno quindi immediatamente adottato una <strong>strategia asimmetrica</strong> consistente nell’attaccare i punti deboli dell’economia e della <strong>produzione energetica</strong>, con attacchi mirati sulle infrastrutture di produzione e stoccaggio di petrolio e di gas dei paesi del Golfo. A ciò si è aggiunta la presa di controllo dello Stretto di Hormuz che collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman, passaggio strategico attraverso il quale transitano ogni giorno 20 milioni di barili, ossia il 20% del petrolio mondiale, nonché il 20% del gas liquefatto.</p>



<p>In guerra senza averlo voluto, le <strong>monarchie del Golfo</strong> (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, fra i quali Dubai), che avevano costruito il loro modello di prosperità rimettendosi alla protezione degli americani, si trovano smarriti. <strong>Il garante della loro sicurezza è diventato una fonte di insicurezza</strong>, dato che la guerra minaccia anche il loro modello economico. Constatano con amarezza che gli americani non hanno fatto niente per proteggerli dagli attacchi iraniani, che questi ultimi prendono di mira un’infrastruttura petrolifera che la loro unica vera ricchezza, e che la loro immagine di paradisi turistici e finanziari è fortemente intaccata. Se l’<em>escalation</em> continua e le <strong>officine di desalinizzazione</strong> da cui dipendono le loro popolazioni vengono distrutte, questi Paesi potrebbero addirittura diventare inabitabili.</p>



<p>La scomparsa di fatto del diritto internazionale ha portato con sé quella delle <strong>leggi della guerra</strong>. L’assassinio mirato dell’insieme dei componenti dell’apparato dirigente di uno Stato sovrano membro della Nazioni Unite, all’inizio di una guerra che non è stata dichiarata, di cui nessun Paese alleato è stato informato e che non ha neanche ricevuto l’approvazione del Congresso (il che la rende incostituzionale), è senza precedenti. <strong>È inoltre una flagrante violazione delle Convenzioni di Ginevra del 1949</strong>, le quali dispongono che «è proibito uccidere, ferire o catturare un avversario ricorrendo alla perfidia» (art. 39). L’eliminazione di quasi un centinaio di dirigenti militari e politici iraniani, realizzata dagli israeliani grazie alle informazioni fornite dal Mossad, è stata spettacolare, ma non ha avuto l’effetto scontato. <strong>Sin dal giorno seguenti, essi erano già stati sostituiti,</strong> e per ciascuno di questi sostituti erano stabiliti i nomi dei due successori seguenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Teheran si preparava da tempo</h2>



<p>La sola conseguenza percettibile è che la direzione effettiva del regime iraniano è passata dalle mani dei mullah e degli ayatollah a quelle dei Guardiani della Rivoluzione, che dispongono delle proprie forze armate e della propria economia e restano fermi su una linea dura, dato che si dicono pronti a proseguire la guerra per tutto il tempo che ci vorrà. La <strong>non-resa</strong> equivale per loro a una <strong>vittoria</strong>.</p>



<p>Gli iraniani si preparavano infatti a un attacco di questo genere da vent’anni. Ciò ha loro permesso di mettere in piedi una «<strong>difesa decentrata a mosaico</strong>», principio elaborato a Teheran dopo i fallimenti americani in Iraq e in Afghanistan: i 31 centri di comando (uno per provincia) sono stati dotati di una capacità di armamento e di autonomia strategica. Nel caso di un primo colpo che decapiti il comando centrale, tutti i centri di comando passano in modalità autonoma e continuano a combattere. Nel frattempo, le capacità militari iraniane si sono considerevolmente rafforzate, grazie soprattutto a missili balistici di precisione e droni perfezionati.</p>



<p>Mao Zedong, nel suo libro sulla guerra rivoluzionaria, ha scritto molto giustamente che <strong>«la concezione secondo la quale una vittoria strategica si ottiene solo con vittorie tattiche è errata»</strong>. Gli Stati Uniti hanno in ogni epoca confuso strategia e tattica. Hanno una tattica, che consiste in una lista di obiettivi da colpire, ma non hanno alcuna strategia, perché non hanno la minima idea del «giorno dopo», cioè del tipo di pace che vogliono instaurare. «Non sappiamo tradurre i nostri guadagni militari in accordo politico», ha dichiarato negli scorsi giorni <strong>Ami Ayalon</strong>, ex capo dei servizi d’informazione interni israeliani. È il motivo per cui, dal 1945 in poi, gli americani non hanno vinto alcuna guerra. Ed è anche il motivo per cui i loro interventi in Afghanistan, in Siria, in Iraq e in Libia non hanno portato la «democrazia» e la «libertà», ma la guerra civile e il caos.</p>



<p>Un altro tradizionale difetto degli americani è di credere che la superiorità militare e tecnologica conferisca automaticamente la vittoria. Ciò è semplicemente falso. Nel momento più acuto della guerra del Vietnam, il numero di soldati americani dispiegati sul posto raggiungeva il mezzo milione, il che non ha impedito la loro sconfitta.</p>



<p>Il <strong>costo della guerra</strong> con l’Iran è enorme. La potenza aerea americana eccelle contro i grandi bersagli fissi, ma fatica a neutralizzare le piccole unità mobili. <strong>Abbattere dei droni Shahed da 20.000 dollari con missili da 4 milioni di dollari non è il metodo di migliore per fare delle economie!</strong> Gli Stati Uniti hanno utilizzato più intercettori Patriot nei primi tre giorni di guerra di quanti non ne abbiano forniti all’Ucraina in quattro anni di conflitto. Le prime due settimane della guerra, da sole, sono costate loro 12 miliardi di dollari. La Casa Bianca vuole ora far sbloccare 200 ulteriori miliardi di dollari per sostenere la propria offensiva. Mentre gli israeliani mancano di soldati, <strong>gli Stati Uniti mancano di munizioni, di missili guidati e di sistemi di difesa aerea </strong>(hanno già fatto ritornare alcuni sistemi dispiegati in Asia orientale e dirottato armamenti destinati all’Ucraina).</p>



<p>Lanciandosi in una guerra priva di giustificazione giuridica, senza una coalizione solida e senza obiettivi raggiungibili, Israele e gli Stati Uniti hanno aperto il vaso di Pandora. La loro decisione accentuerà la multi polarizzazione del mondo e favorirà il formarsi di un asse anti-occidentale orientato verso la Cina e la Russia. Delle due cose, l’una: o Donald Trump trova una porta di uscita onorevole che gli consenta di mascherare la sua sconfitta in «grande vittoria militare», ma è verosimile che in un caso del genere Israele vorrà proseguire la guerra, se non in Iran, perlomeno in Libano. Oppure cerca di annientare un paese erede di una civiltà tre volte millenaria, con tutti i rischi di <em>escalation</em> e di logoramento che questo comporta. In entrambi i casi, è grande il rischio di vedere il caos estendersi a tutto il Medio Oriente.</p>



<p>Non dimentichiamoci, infine, che in questa vicenda, anche se l’attacco all’Iran è stato condotto congiuntamente da Israele e dagli Stati Uniti, i loro obiettivi fin dall’inizio non sono stati gli stessi. <strong>Il piano iniziale di Donald Trump era distruggere la potenza militare iraniana,</strong> allo scopo di concludere poi un accordo di pace, mentre invece Netanyahu va alla ricerca sia di un cambio di regime sia dello smembramento dell’Iran, onde assicurarsi un’egemonia senza condivisione in Medio Oriente. In altri termini: <strong>Trump non esclude la pace, Netanyahu non la vuole.</strong> Vuole soltanto continuare a bombardare e a uccidere. Nell’immediato, lo Stato di Israele – che ha appena reintrodotto la pena di morte per i soli palestinesi – si preoccupa del costituirsi di un asse Arabia saudita-Turchia-Pakistan-Egitto che gli sarebbe ostile. Il primo aprile, Donald Trump ha minacciato di rispedire l’Iran «all’età della pietra». La calma non tornerà tanto presto nella regione.</p>



<p>Articolo tratto dal numero 391 (maggio-giugno) di Diorama. <em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/teheran-non-si-fida-degli-usa-e-alza-il-prezzo-della-guerra-trump-al-bivio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio per la pace e la guerra totale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html">Mohammad Bagher Ghalibaf </a>non si fida degli Stati Uniti</strong> e della loro volontà negoziale per porre fine alla guerra scatenata contro l&#8217;Iran, assieme a Israele, il 28 febbraio. Il presidente del Parlamento iraniano, che secondo diverse voci sarebbe il negoziatore incaricato di gestire i colloqui di pace, ha accusato esplicitamente Washington, che &#8220;invia pubblicamente messaggi di negoziazione e dialogo mentre segretamente<a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/29/iranian-parliament-speaker-accuses-us-of-planning-ground-attack_6751914_4.html"> pianifica un attacco di terra&#8221;. </a></p>



<p>Il senso delle parole del capo dei legislatori di Teheran è chiaro: l&#8217;Iran non intende farsi trascinare in una nuova spirale ribassista dopo che per due volte, <strong>da aprile a giugno 2025 e tra gennaio e febbraio 2026</strong>, le trattative con gli Usa sono parse non tanto un negoziato funzionale a risolvere i problemi quanto uno stratagemma per guadagnare tempo prima degli attacchi israeliani dello scorso anno e quelli congiunti in corso da oltre un mese. <strong>L&#8217;Iran, in sostanza, intende prima capire le condizioni strutturali che si creeranno</strong> e poi cercare di capire come si può evolvere una soluzione per la fine della guerra. Tutto questo, nel breve periodo, passa per un dato di fatto: all&#8217;<strong>Iran conviene alzare il prezzo del conflitto per gli Usa</strong>, come sta gradualmente facendo dall&#8217;inizio dei raid nemici.</p>



<p>Sta invecchiando decisamente bene l&#8217;analisi fatta dal politologo del Quincy Institute for Responsible Statecraft <strong>Trita Parsi l&#8217;1 marzo, il giorno dopo l&#8217;inizio del conflitto,</strong> quando Washington e Tel Aviv pensavano di aver decapitato l&#8217;Iran uccidendo l&#8217;ayatollah <strong>Ali Khamenei </strong>ma facevano già i conti con la &#8220;difesa a mosaico&#8221; iraniana. Parsi notava allora che gli iraniani &#8220;ritengono di aver commesso un errore accettando il cessate il fuoco di giugno: questo ha solo permesso a Stati Uniti e Israele di rifornirsi e rimobilitarsi per riprendere la guerra&#8221;. Inoltre, notava Parsi, &#8220;affinché un cessate il fuoco sia accettabile, sembra difficile che Teheran lo accetti finché il costo per gli Stati Uniti non sarà molto più alto di quello attuale&#8221; e, inoltre, la morte di Khamenei, notava Parsi, avrebbe finito per radicalizzare il regime facendo cadere ogni resistenza all&#8217;opportunità di portare il conflitto a un nuovo stadio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Some observations and comments on Trump and Israel&#39;s war on Iran:<br><br>1. Tehran is not looking for a ceasefire and has rejected outreach from Trump. The reason is that they believe they committed a mistake by agreeing to the ceasefire in June &#8211; it only enabled the US and Israel to…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://twitter.com/tparsi/status/2028191902080876849?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;analisi di Parsi sembra pienamente coincidente con quanto detto da Ghalibaf. Il 64enne nativo del Khorasan, che dopo<a href="https://it.insideover.com/guerra/luomo-forte-di-teheran-nel-mirino-di-israele-katz-annuncia-ucciso-larijani.html"> la morte di <strong>Ali Larijani</strong> </a>è il volto più solido dello Stato profondo conservatore e pragmatico della Repubblica Islamica, ha detto nella giornata di domenica che quella combattuta dall&#8217;Iran è una &#8220;guerra globale&#8221;, a testimonianza della lucida consapevolezza di Teheran di voler <strong>alzare l&#8217;asticella del confronto prima di cercare qualsiasi negoziato</strong>. In tal senso, il fatto che <strong>Donald Trump</strong> abbia detto che Ghalibaf avrebbe fatto un &#8220;regalo&#8221;<a href="https://www.ft.com/content/3bd9fb6c-2985-4d24-b86b-23b7884031f5?sharetype=blocked&amp;syn-25a6b1a6=1"> agli Usa consentendo a delle petroliere pakistane di uscire dallo Stretto di Hormuz</a> è un segno di come anche Washington abbia accettato la presenza di una realtà di fatto che nel breve periodo sarà difficile invertire: il controllo iraniano della strategica via d&#8217;acqua la cui chiusura sta facendo annaspare l&#8217;economia globale.</p>



<p>Trump ha di fatto avallato quella che Danny Citrinowicz dell&#8217;<em>Institute for National Security Studies</em> della Tel Aviv University ha definito &#8220;una mossa calcolata che permette all&#8217;Iran di dimostrare un controllo selettivo senza scontrarsi direttamente con Washington&#8221;, dichiarando che &#8220;l&#8217;Iran sta consolidando la propria influenza e dimostrando di poter regolare i flussi marittimi globali e di tradurre tale controllo in vantaggi politici ed economici&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Another example of how poorly the administration understands Iranian behavior.<br><br>Allowing tankers to pass doesn’t signal de-escalation — it reinforces Iran’s narrative that it controls the straits, and that no one else does. That perception matters just as much as the physical… <a href="https://t.co/5i6jSTQK2n">https://t.co/5i6jSTQK2n</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://twitter.com/citrinowicz/status/2038471026565083544?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A queste condizioni, visto l&#8217;alto prezzo che Washington dovrebbe pagare per liberare l&#8217;accesso a Hormuz <em>manu militari</em>, la difficile concretizzazione delle opzioni in campo<a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-e-negoziato-contro-liran-trump-balla-sul-filo-e-israele-osserva.html"> (ne abbiamo parlato qui)</a> per raggiungere questo obiettivo e la disponibilità di Teheran a incassare ulteriori colpi che è stata tutt&#8217;altro che indebolita. &#8220;L&#8217;Iran non voleva questa guerra, ma ora ha dei motivi per prolungarla&#8221;, hanno notato sul New York Times <strong>Dina Esfandiary e Ziad Daoud</strong> di <em>Bloomberg Economics</em>, aggiungendo che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nonostante il crescente numero di vittime e le infrastrutture distrutte, l&#8217;impennata dei prezzi del petrolio sta proteggendo l&#8217;economia iraniana dai costi della guerra. L&#8217;Iran ha risposto praticamente a ogni attacco con un contrattacco, a ogni minaccia con una minaccia corrispondente. La logica dei suoi leader è fredda ma calcolata: rendere questa guerra così costosa per tutti che nessuno voglia iniziarne un&#8217;altra</p>
</blockquote>



<p>L&#8217;<strong>obiettivo dell&#8217;Iran è sopravvivere come entità statuale</strong> al conflitto. L&#8217;endgame di Teheran è chiaro. Quello israeliano vago e ad oggi irrealizzabile, perché è esattamente l&#8217;esatto opposto di quanto agogna Teheran. Gli Usa, superato il primo mese della guerra che doveva durare pochi giorni, non ne hanno ad oggi uno. E sono il maggior fattore d&#8217;instabilità in un conflitto che Trump avrebbe da un lato tutto l&#8217;interesse a chiudere ma che, dall&#8217;altro, alle condizioni attuali andrebbe <a href="https://www.youtube.com/watch?v=oPZ6etX_v78&amp;t=1881s&amp;pp=ygULaXZhbiBncmllY28%3D"><strong>rubricato come uno scacco strategico</strong>.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/teheran-non-si-fida-degli-usa-e-alza-il-prezzo-della-guerra-trump-al-bivio.html">Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, la propaganda di un regime in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-la-propaganda-di-un-regime-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 05:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La propaganda di guerra dell'Iran e dei suoi vertici politico-militari è sempre più penetrante e assertiva.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>propaganda di guerra dell&#8217;Iran</strong> e dei suoi vertici politico-militari è sempre più penetrante e assertiva per provare a riaffermare tre principi: il fatto che, nonostante <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">la morte della <strong>Guida Suprema Ali Khamenei</strong> </a>nei raid che hanno inaugurato l&#8217;assalto di Usa e Israele, il regime resta in sella e capace d&#8217;agire; la comunicazione di una <strong>continuità della catena di comando e di un consolidamento della risposta attorno ai Pasdaran</strong> e ai vertici di Teheran; l&#8217;esplicita dichiarazione di una <strong>strategia</strong> che mira a separare Usa e Israele dai partner e dagli alleati, regionali e non, per alzare il prezzo della loro scelta di combattere.</p>



<p>Tutto questo sfruttando la <strong>nebbia di guerra</strong> e la teoria della <strong>&#8220;difesa a mosaico&#8221;</strong> che vuol spingere a decentralizzare l&#8217;incasso dei colpi e ad ampliare la loro inflizione nella regione. Il Ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi lo ha messo in chiaro a guerra appena iniziata</strong>: l&#8217;obiettivo di Teheran è quella di far sì che il conflitto finisca &#8220;alle sue condizioni&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">We&#39;ve had two decades to study defeats of the U.S. military to our immediate east and west. We&#39;ve incorporated lessons accordingly.<br><br>Bombings in our capital have no impact on our ability to conduct war. Decentralized Mosaic Defense enables us to decide when—and how—war will end. <a href="https://t.co/E4jrdnDapb">pic.twitter.com/E4jrdnDapb</a></p>&mdash; Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) <a href="https://twitter.com/araghchi/status/2028171586365178103?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ambiguità strategica è ritenuta la priorità per <strong>disperdere i colpi dei nemici e evitare di dare punti di riferimento precisi</strong>. La neo-Guida Suprema <strong>Mojtaba Khamenei</strong> ha mandato il suo primo messaggio senza farsi vedere in pubblico. Ferito e inadatto a mostrarsi? Allettato o addirittura in coma come dicono gli Usa? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il secondo tempo della Repubblica Islamica</h2>



<p><strong>Teheran fa prevalere il simbolismo sciita, e addirittura imperiale persiano,</strong> del potere che parla senza mostrarsi, come a rappresentare una guida unitaria e collettiva, che del resto ha ad oggi un <strong>concreto regista nel capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Ali Larijani</strong>, uomo forte del Paese e <em>trait-d&#8217;union</em> tra l&#8217;eredità di Khamenei padre, la capacità di risposta delle Guardie Rivoluzionarie e la continuità politica.</p>



<p>Proprio Larijani, oggi, è l&#8217;uomo da guardare per capire la <strong>profondità della propaganda del regime che con la guerra ha trovato una ragion d&#8217;essere</strong>. Poco più di due mesi fa la Repubblica Islamica era sull&#8217;orlo del baratro, le contestazioni economiche e sociali<a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-bazar-le-radici-profonde-delle-proteste-in-iran.html"> dei bazar, unite alla violenta repressione dei Pasdaran, </a>avevano messo in dubbio lo stesso futuro del sistema costruito dall&#8217;Ayatollah Khomeini e da Ali Khamenei dal 1979 a oggi; la defunta Guida era apparsa scollata dalla realtà del Paese,<a href="https://it.insideover.com/politica/liran-e-lidea-della-spallata-attenti-a-quel-che-desideriamo-come-in-libia-e-in-siria-potremmo-essere-accontentati.html"> il capo dello Stato <strong>Masoud Pezeshkian</strong></a><strong> aveva provato una mediazione difficile</strong> tra apparato e piazza, e scrivevamo che il sistema avrebbe avuto una data di scadenza, per come lo conosciamo, con la fine della parabola al potere di Khamenei stesso.</p>



<p>Ora, Khamenei è stato ucciso e il regime si è trasfigurato. Diviene più collegiale, nella forma, con <strong>il collante della guerra a forzare l&#8217;unità. </strong>Questo sistema ampiamente inefficiente, incapace di garantire, anche al netto del problema delle sanzioni americane e occidentali, le basilari opportunità a una popolazione afflitta da povertà e disoccupazione, incancrenito su una torsione repressiva e cleptocratica e a lungo sorretto da un consenso clientelare, si è dimostrato capace di compattarsi con l&#8217;emergenza bellica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Larijani, l&#8217;uomo-chiave</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html">Larijani</a> ha condotto la <strong>brutale repressione a gennaio,</strong> saldato il consenso dell&#8217;apparato per le <strong>trattative con gli Usa</strong> a febbraio, gestito la transizione di potere del Paese in guerra a marzo mostrando di aver compreso che la morte di Khamenei avrebbe chiuso un&#8217;era e che sarebbe stato doveroso attrezzarsi.</p>



<p><strong>Nella giornata del 13 marzo, &#8220;Giorno di Gerusalemme&#8221; in Iran</strong>, gli alti papaveri del regime si sono mostrati in pubblico, assieme, rispondendo al capo del Pentagono <strong>Pete Hegseth</strong>, che aveva detto che essi si stavano &#8220;nascondendo come ratti&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Oggi, in Iran, il regime sta cercando di dare una prova di forza, almeno simbolica, davvero notevole. Con le bombe e i missili che piovono intorno, quasi tutti i leader che contano, ancora in vita, sfilano per &quot;il giorno di Gerusalemme&quot;, che si celebra oggi. Oltre al presidente… <a href="https://t.co/kucMllxtKG">https://t.co/kucMllxtKG</a> <a href="https://t.co/r1jHUZ7Epe">pic.twitter.com/r1jHUZ7Epe</a></p>&mdash; Francesco Petronella (@petro_francesco) <a href="https://twitter.com/petro_francesco/status/2032425587399086105?ref_src=twsrc%5Etfw">March 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un colpo di propaganda che segue di poche ore quello dello <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-aperto-per-cina-e-india-chiuso-per-gli-usa-lo-mossa-delliran-e-uno-scacco-per-trump.html">Stretto di Hormuz, che l&#8217;Iran chiude a corrente alternata</a></strong> a seconda della destinazione delle navi che vi transitano, consentendo a Cina e India di continuare a ricevere petrolio. A commentarlo, immancabile tweet di Larijani pubblicato in più lingue e dal messaggio chiaro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Strait of Hormuz will either be a Strait of peace and prosperity for all or will be a Strait of defeat and suffering for warmongers.</p>&mdash; Ali Larijani | علی لاریجانی (@alilarijani_ir) <a href="https://twitter.com/alilarijani_ir/status/2031346339095752934?ref_src=twsrc%5Etfw">March 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I membri del regime non si fanno scrupolo a utilizzare i mezzi di comunicazione del nemico americano e, curiosamente, da <strong>Elon Musk non è arrivata alcuna sponda al blocco delle comunicazioni del regime via X</strong>, né dalla Casa Bianca sembra essere giunta alcuna richiesta all&#8217;amico magnate per ridurre lo spazio di esposizione dei vertici iraniani sul social più utilizzato per comunicare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La propaganda di guerra dell&#8217;Iran</h2>



<p>Larijani, Araghchi e Pezeshkian fanno senza interferenze <strong>propaganda di guerra</strong> dal loro profilo personale. Araghchi, poi, parla in inglese nelle interviste che riposta, per comunicare soprattutto al pubblico Usa.<a href="https://twitter.com/Khamenei_fa/status/2031487625354150037"> Perfino l&#8217;account ufficiale di Ali Khamenei</a>, ucciso il 28 febbraio, continua a twittare e a ripostare i contenuti dell&#8217;ufficio del figlio Mojtaba oltre a vari elementi di propaganda anti-americana e anti-israeliana. Del resto, in guerra, oltre 1 milione di follower nell&#8217;account in Farsi e oltre 2 in quello in inglese fanno comodo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="610" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0.jpg" alt="" class="wp-image-509120" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0.jpg 610w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0-263x300.jpg 263w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0-600x685.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure>



<p>Tutto questo alimenta l&#8217;immagine di un regime <strong>più coeso, più solido e più unito di quanto forse è,</strong> all&#8217;interno contro chi pensa ad approfittare della guerra per un cambio di sistema e all&#8217;estero verso chi ritiene possibile la spallata contro la Repubblica Islamica, la cui vita potrebbe essere stata, paradossalmente, allungata dalla guerra. Durerà? <strong>Ancora difficile dirlo. Va detto, però, che l&#8217;Iran sa giocare le sue carte</strong> e sa fare propaganda, anche parassitando i mezzi di comunicazione occidentali. La via alla guerra psicologica e dell&#8217;informazione è aperta. E Teheran la sta combattendo a viso aperto. Un fattore che forse Usa e Israele non avevano tenuto in considerazione appropriata.</p>



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		<title>Mojtaba Khamenei e il nuovo Stato profondo della Repubblica Islamica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 05:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ancora avvolta nel mistero, Mojtaba Khamenei è stata una scelta di continuità nell'emergenza della guerra. Il ruolo dei pasdaran. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ufficiale: <strong>Mojtaba Khamenei </strong>è la nuova Guida suprema dell’Iran. L’annuncio è arrivato domenica, dopo che il Consiglio degli Esperti ha deliberato la scelta del figlio secondogenito di Ali Khamenei come nuova Guida suprema della Repubblica Islamica.&nbsp;</p>



<p>La decisione ha già suscitato numerosi commenti tra gli esperti, in quanto, prima di tutto, una successione dinastica al vertice dello Stato è qualcosa di inaspettato per un <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">sistema politico, quello della Repubblica Islamica,</a></strong> nato in contrapposizione a una monarchia. Una comunità politica, dunque, nel quale il principio dinastico è visto quasi come un anatema, come un sacrilegio politico.&nbsp;</p>



<p>Detto questo, un altro aspetto che ha suscitato critiche riguarda il fatto che Mojtaba non possiede grandi credenziali religiose. È vero, è considerato un <strong>ayatollah di rango riconosciuto</strong>, ma non ha mai ricoperto ruoli di grande prestigio né all’interno della gerarchia politica né di quella religiosa. Ha lavorato soprattutto all’interno dell’ufficio della Guida suprema, il cosiddetto <em>beyt-e rahbar</em>. </p>



<p>Inoltre non ha quasi mai mostrato il suo volto in pubblico se non raramente, quindi gli iraniani non lo conoscono: non è una figura importante attorno alla quale si possa facilmente aggregare il consenso della popolazione. Non possiede il carisma del padre né le credenziali di un <em>cursus honorum </em>che lo faccia risplendere tra le stelle in ascesa del firmamento della Repubblica.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il candidato dei pasdaran</h2>



<p>La scelta può essere stata il frutto di diversi calcoli tra i dirigenti della Repubblica Islamica. In primo luogo, l’idea di garantire un elemento di stabilità. Scegliere una figura così vicina a <strong>Khamenei, che conosce bene il suo team</strong> e il suo modus operandi, può essere una scelta facile e immediata in una situazione di grave crisi di stabilità come quella della guerra attuale.&nbsp;</p>



<p>Inoltre sembrerebbe che Mojtaba sia <strong>il candidato preferito dei Pasdaran, la Guardia della Rivoluzione islamica (<em>Sepāh-e Pāsdārān</em>), </strong>cioè l’apparato militare iraniano. Un apparato che ovviamente sta guadagnando ancora più influenza in quanto gestisce di fatto la difesa del Paese e che, ipotizzando una conclusione del conflitto in cui la Repubblica Islamica rimanga il sistema di potere, per quanto rimodellato dall’esperienza della guerra, avrebbe scelto una guida suprema a se gradita. </p>



<p>Qualora il sistema sopravvivesse al conflitto, <strong>Mojtaba potrebbe dunque rappresentare una figura importante</strong> anche per l’equilibrio interno ai Pasdaran, che molti osservatori descrivono come una sorta di governo ombra dell’Iran.&nbsp;</p>



<p>In particolare parrebbe che uno degli uomini di riferimento di questo circuito sia <strong>Hossein Taeb,</strong> ex capo dell’intelligence dei Pasdaran e figura molto influente all’interno dell’apparato di sicurezza iraniano, che Mojtaba avrebbe conosciuto in gioventù durante il suo servizio sotto le armi nel periodo della guerra Iran-Iraq.</p>



<p>Ricordiamo che Mojtaba ha comunque più di cinquant’anni e quindi è un uomo adulto, per quanto relativamente giovane all’interno della gerarchia clericale iraniana, che vede non soltanto ottuagenari ma anche novantenni occupare i ruoli di vertice.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivalità con Ali Larijani</h2>



<p>Andiamo dunque a vedere come si inserisce Mojtaba nel quadro attuale del sistema di potere iraniano, perché numerose sono state le vittime tra l’élite dello Stato, oltre allo stesso leader supremo Ali Khamenei.&nbsp;</p>



<p>Al momento l’altra figura di rilievo con la quale sicuramente Mojtaba dovrà fare i conti è quella di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-nuovo-round-a-ginvera-per-teheran-in-campo-lo-stratega-larijani.html">Ali Larijani, attuale segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. </a></strong>Larijani, a differenza di Mojtaba, non è un chierico. È un politico e un burocrate con un <em>cursus honorum </em>ricchissimo di tappe e incarichi di grande rilievo e importanza operativa. </p>



<p>Al momento Larijani, oltre a essere l’uomo che tiene saldamente il timone dello Stato in questa fase di conflitto con gli Stati Uniti e con Israele, appare come <strong>una delle figure centrali del sistema decisionale iraniano.</strong> In un certo senso il vero potere attivo, alle basi del trono dell’Iran, è proprio quello rappresentato dalla sua capacità di coordinare la macchina dello Stato: l’uomo dell’apparato, il grande <em>commis </em>della burocrazia iraniana. </p>



<p>È quindi con Larijani che Mojtaba dovrà confrontarsi. Numerose fonti parlano di una possibile competizione tra i due, in quanto <strong>molto probabilmente Mojtaba non era una delle scelte preferite di Larijani</strong> come possibile nuova Guida Suprema.&nbsp;</p>



<p>Ci troviamo quindi di fronte a una situazione in cui le necessità della guerra obbligano le élite dell’Iran a ridurre al minimo la conflittualità interna tra le varie fazioni, proprio per non risultare deboli di fronte all’aggressione esterna. Tuttavia non è da escludere che questo tipo di competizione, in qualche forma, possa manifestarsi sia ora sia una volta terminata la guerra. Vedremo quanto durerà la leadership di Mojtaba Khamenei. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una figura ancora misteriosa</h2>



<p>I<strong>l neo <em>Rahbar </em>viene spesso raffigurato come un conservatore, addirittura più radicale del padre.</strong> Tuttavia queste sono affermazioni riportate soprattutto dai media occidentali, che notoriamente non hanno una reale familiarità con le sfumature della politica iraniana e con il modo in cui si collocano le diverse figure all’interno del suo spettro ideologico.  Di conseguenza bisogna essere molto cauti nel definire quale sarà la linea politica di Khamenei e quale impronta egli darà alla conduzione dello Stato iraniano. </p>



<p>Va inoltre sottolineato che la figura di Mojtaba rimane ancora oggi abbastanza avvolta nel mistero. Non si conosce molto della sua vita pubblica e del suo ruolo effettivo accanto al padre negli ultimi anni. Non sappiamo con certezza neppure quale sia il suo stato attuale. Alcuni giornali iraniani riferiscono che Mojtaba potrebbe essere rimasto ferito e che per questo non è ancora apparso in pubblico. <strong>Ci si domanda quindi quale sia il suo reale stato di salute,</strong> tanto che circolano voci secondo cui gran parte della sua famiglia, eccetto lui, sarebbe morta negli attacchi americani.</p>



<p><strong>Di sicuro la nomina di Mojtaba rappresenta un segnale forte di continuità dello zoccolo duro del sistema:</strong> nessuna concessione agli americani e nessuna capitolazione, nonostante probabilmente una scelta di questo tipo non sarebbe stata condivisa neppure dallo stesso padere, l’ayatollah Ali Khamenei. Alcune fonti, come ad esempio <strong>Amwaj Media</strong>, riportano infatti che nei documenti relativi alla successione Khameneii non avrebbe mai designato il figlio come possibile erede. </p>



<p>Tuttavia questa scelta può essere letta anche come una risposta ai commenti di <strong>Donald Trump</strong> e dei dirigenti israeliani che, ancora prima che Mojtaba venisse formalmente eletto, lo indicavano già come possibile nuova Guida suprema arrivando perfino a minacciarne l’assassinio. </p>



<p>Vedremo quindi quale sarà la gestione del potere da parte di Mojtaba e se egli stesso sopravviverà alla fase attuale del conflitto. Non è infatti escluso che la terza Guida suprema della Repubblica Islamica possa essere costretta, in tempi relativamente brevi, a lasciare il posto a una quarta.</p>
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		<title>Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 14:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Israele è lo Stato più pericoloso al mondo, Trump segue l'agenda di Netanyahu in Iran. Il diritto internazionale è finito...".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html">Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio scorsi <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-usa-martellano-liran-dietro-le-bombe-poca-visione-strategica-e-possibili-divisioni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran</a>,</strong> aprendo uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile: <strong>l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, al potere da oltre 36 anni</strong>, e un’<em>escalation</em> senza precedenti in tutto il Medio Oriente, con centinaia di vittime, tra cui non solo pasdaran e soldati ma anche numerosi civili.</p>



<p>In poche ore, una crisi latente si è trasformata in uno scontro aperto, i cui esiti economici — e soprattutto politici — restano del tutto imprevedibili su scala globale. Per capire cosa sta accadendo e <strong>quali conseguenze potrebbe avere questo nuovo conflitto per l’Europa</strong>, abbiamo parlato con <strong>il giornalista e reporter di guerra <a href="https://mowmag.com/attualita/alberto-negri-siamo-governati-da-imbecilli-ucraina-guerra-persa-gaza-israele-occupa-territori-perche-non-viene-sanzionata" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Negri</a></strong>, inviato per oltre quarant’anni in alcuni dei principali teatri di conflitto tra Medio Oriente, Asia, Africa e Balcani e profondo conoscitore delle dinamiche politiche e militari della regione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-508514" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Guerra-Usa-Israele-Iran-2026-guerra-del-Golfo-Medio-Oriente-funerali-vittime-civili.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Funerali di alcune delle  vittime civili del conflitto in Ian</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Stati Uniti e Israele hanno lanciato l&#8217;operazione militare “Ruggito del Leone” contro l&#8217;Iran e in poche ore si è scatenato il caos. Hanno ucciso non solo l&#8217;Ayatollah Khamenei, ma anche altri 50 esponenti della leadership politica dell&#8217;Iran, portando a una guerra totale in Medio Oriente. Cosa pensa di questa operazione militare e quanto era prevedibile?</strong></p>



<p>“L&#8217;attacco della mattina del 28 febbraio è stato il primo, ed è stato fatto da Israele, e solo dopo si sono aggiunti gli Stati Uniti. Questo già ci dice qualcosa: <strong>gli Stati Uniti seguono l&#8217;agenda israeliana, come è accaduto anche nell&#8217;attacco del giugno scorso.</strong> Ha sempre iniziato Israele. Dunque, <strong>Trump fa quello che gli dice Netanyahu</strong>. Qual è la ragione? Non lo sappiamo, però è sempre più evidente che Netanyahu è in grado di imporre la propria agenda agli Stati Uniti e l&#8217;obiettivo è chiaro: <strong>lasciare che Israele rimanga l&#8217;unica superpotenza in quella regione. </strong>Ovvero l&#8217;unica dotata di armi nucleari, ma anche l&#8217;unica in grado di poter imporre la propria egemonia. L&#8217;obiettivo di queste guerre, da sempre, ormai da vent&#8217;anni, è quello di lasciare i Paesi di quella regione completamente inermi. Ne sono un esempio Siria e Iraq che oggi non hanno più neanche un&#8217;aviazione militare. Ora è il turno dell&#8217;Iran. <strong>Israele si impone come Stato padrone, incontrastato, del Medio Oriente</strong>, con conseguenze evidenti anche per i Paesi del Golfo, che sono stati coinvolti in questa guerra, e alla fine dovranno inchinarsi a Israele&#8221;.</p>



<p><strong>Che cosa pensa dell’uccisione di Khamenei? Molti occidentali, così come diversi iraniani emigrati, celebrano la fine del regime iraniano, ringraziando Stati Uniti e Israele per essere stati &#8220;liberati&#8221;. Ma si può davvero parlare di “liberazione”?</strong></p>



<p>“Il mio primo pensiero non va tanto a quelli che fanno le dimostrazioni qui in Europa e negli Stati Uniti, ma <strong>agli iraniani che vivono in Iran e sono sottoposti a due pressioni contemporaneamente: i bombardamenti dall&#8217;alto della coppia Stati Uniti-Israele, ma anche al giro di vite repressivo di un regime che non molla ancora il controllo della popolazione</strong>. Ecco perché la traiettoria di quello che può accadere in Iran è assai incerta.</p>



<p>Molto spesso le previsioni sull&#8217;Iran si sono rivelate assolutamente fallaci: è un grande Paese, con più di 90 milioni di abitanti, un milione e 600mila chilometri quadrati e non confina con la Svizzera, ma con l&#8217;Afghanistan dove, tra l’altro, c&#8217;è in corso un’altra guerra con il Pakistan, oltre a confinare anche con Paesi altamente instabili come l&#8217;Iraq.</p>



<p>Inoltre, anche la composizione etnica dell&#8217;Iran è variopinta e diversificata e <strong>bisogna vedere se gli iraniani sarebbero disposti ad accettare un cambio di regime che potrebbe rischiare di disgregare il Paese</strong> in varie parti. È quello che è accaduto in Iraq con la guerra del 2003, dopo cui il Paese poi non si è mai più ricomposto. È quello che sta avvenendo anche in Siria ormai da un anno e mezzo. Siamo sicuri che l’Iran voglia andare in quella stessa direzione?”</p>



<p><strong>Considerata la sua pluriennale esperienza sul campo di Medio Oriente, questa nuova guerra è diversa dalle precedenti nella stessa area? Mi riferisco proprio a Iraq, Afghanistan, Siria</strong>&#8230;</p>



<p>“Tecnicamente si tratta di guerre molto diverse, perché la guerra in Iraq fu accompagnata da un&#8217;invasione di terra con oltre 150mila soldati americani, che si è prolungata per anni e anni. Tuttavia, le conseguenze di questo conflitto potrebbero essere le stesse: <strong>la disgregazione dell’Iran come è avvenuto per la Siria, l&#8217;Iraq, e la Libia di Gheddafi</strong>. Ne parliamo adesso, 15-20 anni dopo, e ancora non vediamo una reale ricomposizione di questi Paesi. Come ho detto, questo è l&#8217;obiettivo principale: disgregarli e dividerli per linee etniche, religiose o settarie&#8221;.</p>



<p><strong>Pensando alla nostra prospettiva, perché come occidentali siamo alleati dei Paesi del Golfo, tanto che alcuni nostri politici arrivano ad elogiarne le caratteristiche socio-politiche, nonostante che le donne lì, praticamente non abbiano diritti, ma al contempo ci indigniamo per le oppressioni, pur disgustose, dei Pasdaran e della polizia morale iraniana?</strong></p>



<p>“<strong>Perché i Paesi del Golfo pagano miliardi di dollari per comprare armi italiane, francesi, inglesi e americane</strong>. Sono nostri partner economici da una vita, hanno comprato dalle nostre aziende, e comprano tutt&#8217;ora, tutto ciò che serve dal punto di vista militare. Ecco perché i Paesi del Golfo non vengono mai presi di mira. Qualcuno si ricorda ancora che Mohammad bin Salman, il principe saudita, ha fatto a pezzi, all’interno del consolato saudita di Istanbul, <strong>il giornalista Jamal Khashoggi </strong>nel 2018? Qualcuno lo nomina ancora? Non mi pare.</p>



<p>Noi siamo in grado di tollerare tutto, basta che tu paghi. <strong>Questo è il problema grosso dell&#8217;Occidente e dell&#8217;Europa: la bassa, bassissima tenuta morale europea</strong>. Non è solo questione di armi, ma di tenuta morale. L&#8217;Europa ha tollerato che per due anni Israele facesse un genocidio a Gaza con oltre 70mila morti tra donne, bambini, anziani<strong>. Ecco perché oggi Israele e gli Stati Uniti fanno quello che vogliono, perché noi non siamo intervenuti per fermare il genocidio dei palestinesi e adesso tutto il mondo è diventato Gaza&#8221;.</strong></p>



<p><strong>Restiamo in Europa: oggi non si può più parlare, di fatto, di applicazione del diritto internazionale perché nessuno lo rispetta più. Tuttavia, l’Unione Europea si proclama ancora portatrice di determinati valori etici e morali. In quest’ottica, cosa pensa del doppio standard applicato dall’Ue rispetto all’invasione russa dell’Ucraina da una parte, per cui sono stati approvati 20 pacchetti di sanzioni, e al quasi nulla rispetto al genocidio a Gaza, perpetrato da Israele, dall’altra? A ciò, si aggiunge ora anche la nuova aggressione di matrice israelo-americana in Iran, dove non solo non si interviene dal punto di vista politico e diplomatico, ma anzi, vengono fornite armi e supporto.</strong></p>



<p>“Lo vediamo chiaramente: Putin è stato condannato per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale, e dunque non può viaggiare in Europa e in altre parti del mondo. Anche Netanyahu è stato condannato dalla Corte Penale Internazionale, ma lui è ancora un nostro partner attivo. Anzi, dirò di più, è il nostro vero ‘colonizzatore’ oggi. Questo è il problema. <strong>Noi abbiamo accettato che Israele facesse di tutto, proprio con quel famoso doppio standard, per cui da una parte c&#8217;è la guerra in Ucraina e finanziamo la resistenza ucraina, dall&#8217;altra parte però nessuno di noi finanzia più i palestinesi</strong>; anzi, con questa guerra sono finiti in condizioni ancora peggiori di prima. Qualcuno ha sentito alzare qualche voce al riguardo? Purtroppo, anche dal punto di vista morale c&#8217;è una caduta: è precipitato tutto, non solo il diritto internazionale. Certo, lo sappiamo che sul diritto internazionale anche il regime iraniano è pessimo, ma <strong>non è accettabile che per questo oggi chiunque possa far la guerra a chiunque altro; fare un torto e ripagare con la stessa moneta, con la vendetta. Questa è la fine del diritto internazionale</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>In questo modo però non c’è soluzione di alcun tipo. Tra l’altro, Ursula von der Leyen, come presidente della Commissione Europea, alcune ore dopo i primi attacchi in Iran nel corso del weekend, ha scritto un messaggio su X per informare che sarebbe stata indetta una riunione straordinaria dei vertici Ue, ma solo il lunedì mattina, suscitando moltissime perplessità e commenti sul web. Come se non si trattasse di una crisi internazionale, ma di un lavoro impiegatizio d’ufficio che si può rimandare al lunedì mattina. In quest’ottica, cosa pensa della classe politica europea? Sono preparati a questo nuovo scenario?</strong></p>



<p>“La risposta viene da sé: questi signori dell’Ue non sono assolutamente in grado di affrontare la situazione. Di questo passo l&#8217;Unione Europea rischia di disgregarsi politicamente. Lo abbiamo visto con l’atteggiamento di Orban in Ungheria, ma più in generale <strong>l’unità europea oggi non si fonda più su valori, ma solo su interessi</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following the ongoing situation in Iran, I am convening a special Security College on Monday. <br><br>For regional security and stability, it is of the utmost importance that there is no further escalation through Iran’s unjustified attacks on partners in the region.</p>&mdash; Ursula von der Leyen (@vonderleyen) <a href="https://twitter.com/vonderleyen/status/2027756878575362119?ref_src=twsrc%5Etfw">February 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>In queste ore si discute dei possibili effetti sul conflitto in Merio Oriente qualora Italia, Francia, Germania e Regno Unito decidessero di concedere l’uso delle basi militari presenti sul proprio territorio all’esercito Usa per operazioni contro l’Iran. Lei come vede un coinvolgimento più diretto dell’Italia in questo scenario? In che posizione ci metterebbe?</strong></p>



<p>“Per ora nessuno ha deciso di concedere le basi militari agli americani, in Italia. Hanno però deciso di intervenire a supporto di Cipro, che è ormai una specie di colonia israeliana, dietro cui c’è anche un accordo trilaterale Cipro-Israele-Grecia. Chiaramente un coinvolgimento ci metterebbe dentro il conflitto, questo mi sembra evidente. Certo, nel 2011 l’Italia ha concesso l’uso delle basi militari a Francia, Gran Bretagna e Regno Unito per far fuori Gheddafi, che era tra i nostri maggiori alleati nel Mediterraneo. Oggi data la situazione mi sembra evidente che se ci fosse una richiesta americana per la concessione delle basi, debba passare prima in Parlamento, perché le basi sono in uso agli Stati Uniti, ma la sovranità resta ancora italiana.”</p>



<p><strong>Cosa pensa del fatto che il ministro Crosetto, pur rappresentando l’Italia, Paese alleato di Stati Uniti e Israele, non fosse stato avvisato dell’operazione contro l’Iran, tanto da rimanere bloccato a Dubai? Pare che nessun capo di Stato fosse stato avvisato. Questo non segna un precedente?</strong></p>



<p>“Nessuno era stato avvisato di quest&#8217;operazione, neppure il Primo Ministro britannico Starmer. <strong>È la prima volta che accade che gli Stati Uniti facciano una guerra senza avvisare la Gran Bretagna</strong>. Era stato avvisato soltanto uno, il cancelliere tedesco Merz, e per un motivo: perché sulle piste degli aeroporti tedeschi c&#8217;erano degli aerei militari israeliani&#8221;.</p>



<p><strong>Al suo rientro in Italia il Ministro Crosetto ha dichiarato che “siamo sull’orlo dell’abisso”. Quanto è plausibile un ulteriore allargamento del conflitto? C’è ancora una remota possibilità che non che non si vada verso lo scenario peggiore?</strong></p>



<p>“Un allargamento del conflitto agli Stati della regione lo abbiamo già visto, ma ora bisogna vedere quanti missili restano ancora all’Iran da sparare, visto che stanno facendo fuori i lanciatori. Se parliamo di un allargamento a Russia e Cina invece, la situazione è diversa. La Russia non mi sembra assolutamente nella posizione di partecipare a un altro conflitto, visto che c&#8217;è già quello in Ucraina. E in secondo luogo, non interverrebbe mai militarmente a sostegno dell&#8217;Iran contro Israele. Putin non è mai andato contro Israele, perché in Israele la seconda lingua più parlata è il russo, dalla diaspora ancora di epoca sovietica. Per quanto riguarda la Cina, magari ci saranno delle forniture militari sottobanco, ma non vedo proprio i cinesi intervenire in un conflitto così lontano dai loro interessi strategici. Perché è vero che l&#8217;Iran fornisce petrolio alla Cina, ma è molto distante dai loro interessi e la Cina non ha basi in Medio Oriente.”</p>



<p><strong>Lei ha detto che l&#8217;operazione contro l&#8217;Iran è stata iniziata prima da Israele e dopo dagli Stati Uniti. Quindi l&#8217;agenda americana segue quello che vuole Netanyahu. Abbiamo visto un mese fa il rapimento di Maduro in Venezuela. Trump sta già parlando di cosa potrebbe succedere a Cuba. Ovviamente sono solo dichiarazioni, però in quest&#8217;ottica quanto sono pericolosi per il mondo Trump e Netanyahu?</strong> </p>



<p>“Oggi Israele, insieme alla Corea del Nord, è lo Stato più pericoloso al mondo. Israele è una potenza nucleare, ma noi non sappiamo se voglia usare questa potenza o meno. Israele è addirittura più libero degli Stati Uniti in questo. Gli Stati Uniti, comunque, le armi nucleari non le potrebbero usare, perché ci sono Cina e Russia<strong>. Israele si farebbe remore a usare una bomba atomica, anche tattica, in Medio Oriente se dovesse perdere una guerra? No, lo sappiamo tutti che non si farebbe nessuna remora. Per questo è lo Stato più pericoloso al mondo&#8221;.</strong></p>



<p><strong>Però, vista così, nessuno è in grado di fermarlo. Non c&#8217;è nessun tipo di risposta né diplomatica, né politica, né militare.</strong></p>



<p>“Ha visto cosa è successo a Gaza? Dicevo e scrivevo ‘Guardate che se non si interviene a Gaza, se non si blocca Israele, Israele si sentirà autorizzato a fare qualunque cosa, non solo dei Paesi del Medio Oriente ma anche di noi.’ È esattamente quello che è successo. Israele fa quello che vuole, decide quali sono gli obiettivi, può costringerti a una crisi petrolifera ed energetica di ampia portata, e tutto questo senza che tu abbia fatto nulla. Perché non sei intervenuto prima. <strong>Non essere intervenuti prima per fermare Israele a Gaza, è stato il via libera tacito dell’Europa sul genocidio, E ora questo. Israele ha sentito di poter fare qualunque cosa.</strong> Questa è la situazione pura e semplice: <strong>non siamo più nella diplomazia, ma nei rapporti di forza</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>Ha parlato di una possibile crisi energetica. Negli ultimi giorni Putin ha dichiarato che il gas russo che ancora rifornisce una parte dell&#8217;Europa centro-orientale potrebbe essere interrotto prima dello scadere del termine concordato del 2027. E in ogni caso la maggior parte dei Paesi dell&#8217;Ue non ha più rapporti commerciali con la Russsia. Dall’altra parte, però, con questa nuova crisi potrebbero esserci problemi anche sui rifornimenti dal Medio Oriente. In quel caso i Paesi europei ne potrebbero uscire perdenti?</strong></p>



<p>“Bisogna distinguere tra i Paesi europei. Francia e Spagna sono autonomi dal punto di vista energetico: la Francia ha le centrali nucleari, inoltre si riforniscono con navi che passano dall&#8217;Atlantico, non dal Golfo. L’Italia invece è in una posizione di debolezza perché prende il suo gas al 25% circa dal Qatar, che però ha chiuso i gli impianti. Qualcosa arriva dall’Azerbaijan, 40% dall&#8217;Algeria, un altro 10% dalla Libia, ma è chiaro che dovremo rivolgerci ad altri fornitori. <strong>Questa situazione ha messo in evidenza una crisi strutturale. E l’Italia è un Paese vulnerabile per quel che riguarda il rifornimento di energia. </strong>Oltretutto, se non ci arriva più gas dal Golfo, Trump si frega le mani, perché significa che gli Usa ce lo possono vendere a prezzo superiore&#8221;.</p>



<p><strong>Perché, secondo lei, il Governo italiano resta così fedele alla linea politica degli Stati Uniti, non criticandone alcuna iniziativa?</strong></p>



<p>“Perché contrasterebbe quello che vuole Israele. <strong>L&#8217;Italia è un Paese a sovranità limitata</strong>, basta vedere le basi americane che ci sono, ma siamo in condizioni di sottomissione anche nei confronti del Governo israeliano. <strong>Nel marzo del 2023 l&#8217;Italia ha appaltato la <em>cyber security</em> dei propri servizi segreti a Israele e questa è stata una manovra totalmente sconsiderata: abbiamo consegnato a Israele le chiavi della nostra sicurezza.</strong> Ecco perché Israele è in condizioni di forza anche nei confronti dell&#8217;Italia&#8221;.</p>



<p><strong>Una domanda di respiro un po’ più ampio: lei ha detto giustamente che questo conflitto in Medio Oriente ha già coinvolto tantissimi altri paesi dell&#8217;area. Sto parlando di Qatar, Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait, gli Huthi in Yemen, Hezbollah in Libano, i Curdi…</strong> <strong>Quanto ci avvicina tutto questo, aggiungendoci il conflitto già in corso in Ucraina, e la situazione a Gaza, a una Terza guerra mondiale?</strong></p>



<p>“Secondo me, non tanto: Israele occuperà un pezzo di Libano, come ha già occupato un pezzo di Siria dopo la caduta di Assad, e già occupava le alture del Golan dal 1967. Questo è quello che interessa a Israele, e siccome dispone nella sua agenda anche degli Stati Uniti, quello che andrà bene agli Stati Uniti, andrà bene anche a noi. Certo, credo che sarà una guerra lunga.</p>



<p>Distinguiamo tra le operazioni militari che stanno conducendo Stati Uniti e Israele. <strong>L’obiettivo ora è radere completamente al suolo l’apparato militare iraniano, e questo potrebbe andare avanti ancora per qualche settimana</strong>. Poi però, bisogna vedere se vogliono effettivamente attuare un cambio di regime e in che modo vogliono farlo. Quello che dice Trump&#8230; Lo sappiamo, un giorno dice una cosa, il giorno dopo ne dice un&#8217;altra, però a quel punto, gli interessi di Stati Uniti e Israele potrebbero divergere. Israele vuole radere al suolo l’apparato militare iraniano, ma <strong>Trump a un certo punto dovrà chiudere questo conflitto perché a breve ci saranno le elezioni di midterm</strong> e non può presentarsi con una guerra aperta, in corso.”</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A video shows a group of pastors praying over President Donald Trump in the Oval Office <a href="https://t.co/ACG6Pzs002">pic.twitter.com/ACG6Pzs002</a></p>&mdash; Reuters (@Reuters) <a href="https://twitter.com/Reuters/status/2029878407878656456?ref_src=twsrc%5Etfw">March 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Trump però era quello che prometteva la pace nel mondo, addirittura di risolvere le guerre, pretendendo il Nobel per la pace</strong></p>



<p>“Trump dice cose inutili, recentemente ha detto che vuole nominare lui la prossima guida suprema dell’Iran, da Mar-a-Lago. <strong>Ma Trump stesso è ormai il capo di una nuova religione. Una religione sotto l’egida del sionismo, che mette insieme evangelici, pentecostali, battisti, i miliardari del Golfo… Una religione che vuole imporre a tutti noi.</strong></p>



<p>Trump ha però un problema: la base MAGA che lo ha votato ha iniziato a essere molto irritata dal fatto che lui, anziché pensare agli interessi degli Stati Uniti, pensi a quelli di Israele. E questo può costituire un vero grande problema alle prossime elezioni. Per questo ha bisogno di chiudere questo conflitto e dichiarare una vittoria. <strong>Noi come Europa abbiamo forse voce in capitolo? No, altrimenti ci avrebbero avvertiti di questa guerra.</strong> Noi pagheremo per le enormi conseguenze di questa guerra dal punto di vista economico, come paghiamo per la guerra in Ucraina. Ma di fatto, non decidiamo nulla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alberto-negri-su-usa-iran-non-siamo-intervenuti-per-fermare-il-genocidio-e-oggi-tutto-il-mondo-e-gaza.html">Alberto Negri su Usa-Iran: &#8220;Non siamo intervenuti per fermare il genocidio, e oggi tutto il mondo è Gaza&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Zanabonni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:29:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[khamenei]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1781" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg 1781w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-278x300.jpg 278w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-950x1024.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-768x828.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-1425x1536.jpg 1425w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-600x647.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1781px) 100vw, 1781px" /></p>
<p> Con la nomina di Mojtaba Khamenei, il ruolo di Guida Suprema assume toni "monarchici". L'appoggio  dei pasdaran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1781" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg 1781w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-278x300.jpg 278w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-950x1024.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-768x828.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-1425x1536.jpg 1425w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-600x647.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1781px) 100vw, 1781px" /></p>
<p><strong>Mojtaba Khamenei</strong>, secondogenito di Ali Khamenei, è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Lo ha decretato il 3 marzo l&#8217;Assemblea degli esperti. Nella mattina del 4 marzo, il ministro della difesa israeliano Katz ha detto: &#8220;ogni leader nominato sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La successione &#8220;monarchica&#8221; e i pasdaran</h2>



<p>Meno carismatico del padre, meno qualificato come chierico, il figlio di <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">Ali Khamenei</a> era in lista tra i papabili ormai da qualche tempo, anche se per molti anni la sua figura era sembrata inadatta al ruolo. Il nodo però è un altro: <strong>per la Repubblica Islamica, che nasceva da una rivoluzione anti monarchica, la successione padre-figlio è una scelta che avvicina la leadership suprema a una monarchia ereditaria. </strong>Lo stesso Ali Khamenei era contrario a un passaggio simile, anche qualora la scelta fosse ricaduta proprio su Mojtaba, il figlio prediletto.</p>



<p><strong>A premere per la scelta dell’erede del defunto leader sarebbero i Pasdaran, con i quali ha da sempre strettissimi legami</strong>: una storia che ha inizio con la guerra Iran-Iraq, quando Mojtaba prestò servizio nel battaglione Habib. A quel periodo risalgono vecchie amicizie con uomini che sarebbero diventati membri di spicco dei servizi di sicurezza iraniani. La sua nomina potrebbe avvalorare l&#8217;ipotesi per cui l&#8217;ala radicale dei Pasdaran stia cercando di compattarsi intorno al potere centrale, per imprimere una direzione sul futuro del Paese.</p>



<p>La sua figura emerge tra il 2005 e il 2009 per i legami con l’allora presidente del consiglio <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-ucciso-ahmadinejad-larcinemico-di-israele.html">Mahmoud Ahmadinejad</a>, in particolar modo in seguito alle accuse di brogli dell’elezione del secondo mandato di Ahmadinejad, nel 2009, e il conseguente movimento di protesta. Diverse frange dell’opinione pubblica <strong>lo accusavano in quella sede di aver dato ordine ai Basiji di scatenare la violenta repressione dell’Onda Verde, accusa poi ripresentatasi nel 2022.</strong> Nelle enormi piazze del 2022, alcuni dei manifestanti cantavano: &#8220;Mojtaba, che tu possa morire e non diventare il leader&#8221;, ricordando il suo coinvolgimento nella repressione del 2009.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Teheran a Londra, l’impero immobiliare di Mojtaba</h2>



<p>Per quanto Mojtaba Khamenei potesse inizialmente non essere il candidato ideale, almeno nell’idea del padre, sarebbe invece il più adatto a ereditare e gestire il controllo della rete finanziaria costruita dal defunto leader supremo. Una recente <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2026-01-28/how-iran-supreme-leader-khamenei-s-son-built-a-global-property-empire">inchiesta di Bloomberg </a>ha fatto luce sul suo impero immobiliare: <strong>tra società fittizie e conti offshore, il suo sarebbe un vero impero globale costruito all’ombra del potere</strong>. <strong>100 milioni di sterline solo nel Regno Unito, il tutto proveniente dalle entrate del petrolio iraniano</strong> e distribuito su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell&#8217;Isola di Man.</p>



<p><strong>Quasi 34 milioni di dollari solo per la villa di Bishop Avenue, a Londra.</strong> Poi hotel e beni immobili da Toronto a Parigi. Il nome del nuovo leader supremo però, in tutti questi conti non compare mai. Lui, sì, sarebbe la testa del serpente, ma i suoi asset utilizzano prestanome e intermediari di fiducia: l’uomo chiave, secondo Bloomberg, è il banchiere iraniano <strong>Ali Ansari</strong>, sanzionato dal governo britannico nell&#8217;ottobre 2025 per aver finanziato i Guardiani della Rivoluzione.</p>



<p><strong>A questo impero economico si aggiunge il tesoro del defunto padre, il Setad</strong> (Sede per l’esecuzione dell’ordine dell’Imam). Un fondo voluto dall’ayatollah Ruhollah Khomeini per gestire proprietà abbandonate durante gli anni della rivoluzione, poi diventato il sistema di accumulo personale di Ali Khamenei. <a href="https://www.reuters.com/investigates/iran/#article/part1">Un’inchiesta della Reuters del 2013 </a>stimava il patrimonio a circa 95 miliardi, che oggi, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe arrivare a quasi 200.</p>



<p>Almeno dal punto di vista economico, Mojtaba non mostra grandi differenze con il padre. Ali Khamenei amava predicare l’austerità e la semplicità per gli iraniani, citava <em>I Miserabili</em> di Victor Hugo come libro preferito. Nel frattempo, costruiva un impero economico simile a quello dello Scià mentre le casse della Repubblica Islamica andavano svuotandosi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWAR &#8211; attacco all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/insidewar-attacco-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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<p>Sabato mattina USA e Israele hanno dato il via al temuto attacco all'Iran. Vi raccontiamo cosa sta succedendo nella newsletter di InsideWar </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-attacco-alliran.html">InsideWAR &#8211; attacco all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Sabato il tanto paventato &#8211; e ampiamente previsto &#8211; attacco statunitense all&#8217;Iran è cominciato. Insieme a Israele, le forze aeree e navali statunitensi hanno dato il via a &#8220;<strong>Epic Fury</strong>&#8220;, l&#8217;operazione di decapitazione del sistema politico/militare iraniano. A farne le spese Ali Khamenei: la suprema guida è stata eliminata da bombe israeliane. La guerra è ancora in corso e ha avuto come primo immediato effetto di dare uno scossone ai mercati degli idrocarburi: da <strong>Hormuz </strong>non si passa.</p>



<p>Quali altre figure del regime sono state eliminate? Come mai l&#8217;operazione militare è stata praticamente incontrastata? Come sta reagendo l&#8217;Iran? </p>



<p>A queste e ad altre domande troverete risposta nella <strong>newsletter numero 64</strong> di InsideWar, con una notizia &#8211; tutta da confermare &#8211; che ci riguarda da vicino e che nessuno, sino a oggi, ha riportato. </p>



<p>Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il <strong>corso on demand sulla Guerra Ibrida</strong> tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un’ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>.</p>



<p></p>
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