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	<title>Aleksey Burkov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Aleksey Burkov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israele cede agli Usa: verrà estradato l&#8217;hacker di Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-cede-agli-usa-verra-estradato-lhacker-di-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Il ministro della Giustizia israeliano ha firmato l&#8217;ordine di estradizione per condurre l&#8217;hacker russo Aleksey Burkov negli Stati Uniti come desiderato da Washington. Israele non fa passi indietro e non dà credito alla pista dello &#8220;scambio di prigionieri&#8221; proposto da fonti esterne al Cremlino. La ferma decisione israeliana sembra non tenere conto &#8211; almeno nei collegamenti con il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-cede-agli-usa-verra-estradato-lhacker-di-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-cede-agli-usa-verra-estradato-lhacker-di-mosca.html">Israele cede agli Usa: verrà estradato l&#8217;hacker di Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Il ministro della Giustizia israeliano ha <a href="https://www.timesofisrael.com/justice-minister-signs-order-to-extradite-russian-hacker-wanted-by-us/">firmato l&#8217;ordine di estradizione </a>per condurre l&#8217;hacker russo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-lhacker-imprigionato-in-israele.html">Aleksey Burkov</a> negli Stati Uniti come desiderato da Washington. Israele non fa passi indietro e non dà credito alla pista dello &#8220;scambio di prigionieri&#8221; proposto da fonti esterne al Cremlino. La ferma decisione israeliana sembra non tenere conto &#8211; almeno nei collegamenti con il caso Burkov &#8211; del destino di <strong>Naama Issachar</strong>: la donna israelo-americana arrestata per <strong>traffico di droga</strong> mentre era in transito nell&#8217;aeroporto di Mosca a cui è stata inflitta una pena di dieci anni di carcere dopo essere stata trovata in possesso di dieci grammi di marijuana.</p>
<p>Aleksey Burkov, detenuto da quattro anni del carcere israeliano di Hadarim, secondo l&#8217;intelligence di Stati Uniti e Israele è una &#8220;spia&#8221; esperta nel campo cibernetico legata ai servizi segreti russi. Arrestato nel 2015 su mandato emesso dall&#8217;<strong>Interpol</strong>, Burkov era ricercato per crimini commessi negli Stati Uniti: l&#8217;hacker avrebbe sottratto e divulgato codici di carte di credito e conti bancari di oltre 150mila cittadini statunitensi per permettere a terzi di condurre operazioni finanziare più o meno lecite nel &#8220;dark web&#8221;.</p>
<p>Non appena recepita l&#8217;informazione della possibilità che Burkov venisse estradato negli Stati Uniti, il Cremlino ha mobilitato i suoi emissari presso lo stato israeliano affermando che anche la Federazione Russa intendeva &#8220;mettere le mani&#8221; sul pericoloso pirata informatico originario di San Pietroburgo; ma per i funzionari dell&#8217;intelligence israeliano <strong>l&#8217;interesse di Mosca</strong> &#8211; che non ha presentato le stesse prove portate dagli americani &#8211; sarebbe distante da un improvviso &#8220;zelo&#8221; giustizialista. Burkov, infatti, il silenzioso prigioniero russo, potrebbe essere legato all&#8217;Fsb, al Gru, o ad altre <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-informatica-russia.html">divisioni cyber dell&#8217;esercito di Vladimir Putin</a>.</p>
<p>In una dichiarazione ufficiale il ministro Ohana ha affermato che &#8220;la decisione è stata presa dopo molte discussioni approfondite nelle ultime settimane con vari partiti, tra cui figure politiche e giuridiche&#8221;; e non sembrano esserci legami con l&#8217;arresto di Naama Issachar. Secondo quanto riportato dal <em>Time Of Israel</em> , il portavoce della famiglia Issachar ha definito la scelta del ministro &#8220;immorale e disumana&#8221;: &#8220;Solo ieri il ministro ha affermato che era compito di Israele provocare la liberazione di Naama, e sfortunatamente ha agito in modo tale da contraddire la sua dichiarazione&#8221;. Secondo la famiglia, che ora crede veramente in un <strong>collegamento</strong> tra il destino della giovane donna e quello dell&#8217;hacker russo, &#8220;ogni giorno i russi rendono più difficili le condizioni carcerarie di Naama, ed è responsabilità di Israele toglierla da quell&#8217;incubo&#8221;.</p>
<p>La decisione di estradare il prigioniero negli Stati Uniti sta spingendo gli avvocati della giovane israeliana (ritenuta ora a tutti gli effetti un &#8220;ostaggio politico&#8221;) a ricorre all&#8217;Alta Corte di giustizia per sovvertire la decisione. Ma la verità è che nessun contatto formale &#8211; sebbene si sia parlato di un rifiuto da parte di Gerusalemme in alcune proposte di Mosca &#8211; ha mai certificato un filo rosso che legasse il destino di questi due ventenni: che non si sono mai incontrati e sono diventi protagonisti di un <strong>intrigo internazionale</strong> che vede Israele alle prese con le pretese delle due potenze.</p>
<p>Secondo alcune indiscrezioni divulgate dalla rete israeliana <em>Channel 13</em>, alcuni funzionari del governo hanno affermato che &#8220;Gerusalemme avrebbe rifiutato un&#8217;offerta di Mosca per scambiare Burkov con la Issachar&#8221;. Sostenendo inoltre che la Russia sta cercando in ogni modo l&#8217;estradizione di Burkov nella Federazione, sollecitando ripetutamente Israele a &#8220;restituirlo&#8221;. Gli stessi funzionari affermano anche che Burkov sarebbe legato all&#8217;intelligence militare russa.</p>
<p>Per quanto ne sappiamo, il destino di Naama Issachar &#8211; che ha comunque violato le leggi internazionali, sebbene la pena inflittale è &#8220;enorme&#8221; al cospetto del crimine contestato &#8211; è nelle mani del presidente <strong>Vladimir Putin</strong>, al quale il primo ministro uscente<strong> Benjamin Netanyahu</strong> ha inviato una richiesta formale di grazia. Ricevuta la richiesta, il Cremlino rispose che l&#8217;avrebbe presa in considerazione, ma ora che il ministero della Giustizia israeliano ha rifiutato di legare il destino della Issachar a quello Burkov &#8211; firmando la richiesta di estradizione e avvalendosi della tesi che in ogni caso sarebbero state estremamente gravi le conseguenze se Israele avesse accettato uno <strong>scambio</strong> di questo tipo &#8211; la scarcerazione della giovane è rimandata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-cede-agli-usa-verra-estradato-lhacker-di-mosca.html">Israele cede agli Usa: verrà estradato l&#8217;hacker di Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Chi è l&#8217;hacker imprigionato in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-lhacker-imprigionato-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Si chiama Aleksey Burkov, ha 29 anni, e fino a poche settimane fa era un anonimo &#8220;ospite&#8221; del carcere israeliano di Hadarim, dove per quattro lunghi anni non ha mai riscosso l&#8217;attenzione di nessuno. Nemmeno quella dei suoi carcerieri, data la tranquillità della sua condotta, e visto il suo fare schivo e silenzioso. Adesso è il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-lhacker-imprigionato-in-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-lhacker-imprigionato-in-israele.html">Chi è l&#8217;hacker imprigionato in Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/hacker-2300772_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Si chiama <strong>Aleksey Burkov</strong>, ha 29 anni, e fino a poche settimane fa era un anonimo &#8220;ospite&#8221; del carcere israeliano di Hadarim, dove per quattro lunghi anni non ha mai riscosso l&#8217;attenzione di nessuno. Nemmeno quella dei suoi carcerieri, data la tranquillità della sua condotta, e visto il suo fare schivo e silenzioso. Adesso è il prigioniero più famoso d&#8217;<strong>Israele</strong>. Il motivo è semplice: Burkov non è un criminale comune, ma un hacker di altissimo livello sul quale vogliono mettere le mani sia i servizi segreti di Mosca che quelli di Washington. Per quanto Israele avesse proteso &#8211; naturalmente &#8211; per estradarlo verso lo storico alleato americano, <strong>Mosca </strong>sembra aver trovato una contropartita per convincere in governo di Tel-Aviv a farsi consegnare questo &#8220;prezioso&#8221; ricercato: una giovane israeliana che rischia di scontare una pena di oltre sette anni per contrabbando di hashish.</p>
<p>Il nome della ragazza è <b>Naama Issachar</b>: una venticinquenne arrestata con poco meno di dieci grammi di <strong>droga</strong> mentre era di ritorno da un corso di yoga, in India, ed era transito nell&#8217;aeroporto di Mosca. Il suo destino adesso è legato doppio filo a quello di un uomo che non l&#8217;ha mai incontrata; e al misterioso passato di questo giovane hacker russo che il Cremlino avrebbe iniziato a considerare come &#8220;un bene di suprema importanza&#8221; &#8211; secondo l&#8217;affermazione di un alto funzionario israeliano coinvolto nel caso e citato da <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-the-russian-hacker-who-just-became-one-of-israel-s-most-famous-prisoners-1.7972490?fbclid=IwAR0QTacVHKS1TRaESQDqjc9oI9IADch7Lfp-O6MQz_5wYYkaNVCRHPSd6Ak"><em>Haaretz</em></a><em>.</em></p>
<p>Ma facciamo un passo indietro per capire quello che ora ci appare a tutti gli effetti come un intrigo internazionale. Tutto ha inizio nel 2009, quando l&#8217;<strong>Fbi, </strong>e poi l&#8217;<strong>Nsa</strong>, avviano un&#8217;ampia indagine sul furto di dati legati alle <strong>carte di credito</strong> di 150.000 americani. Dati che hanno consentito di commettere cyber-crimini per circa 20 milioni di dollari. Nel 2013 gli agenti federali e gli agenti segreti americani si convincono che il colpevole di questa enorme azione di pirateria informatica sia un operatore del sito web <em>Cardplanet.cc</em>, identificato come un giovane residente a San Pietroburgo. Il giovane hacker, noto nel panorama del web &#8220;sommerso&#8221; con il nome di Zero Day, sarebbe stato addirittura sorpreso a vantarsi dei crimini commessi, condividendo su portali consultati anche da hacker israeliani &#8220;codici open source che utilizzava per penetrare nei computer americani e rubare i dati degli account&#8221;. Nel 2015 gli Stati Uniti, sicuri di aver trovato il colpevole, emettono un <strong>mandato di arresto internazionale</strong> nei confronti di Aleksey Burkov, accusato da parte di un tribunale della Virginia di frode, furto di identità, pirateria informatica e riciclaggio di denaro. Ma la realtà è che secondo i servizi segreti americani, e anche secondo fonti israeliane, il giovane hacker non sarebbe solo un truffatore bravo con il computer. Ma qualcosa di più. Qualcosa che potrebbe spiegare perché Mosca ha iniziato a ritenerlo tutto d&#8217;un tratto così &#8220;prezioso&#8221;.</p>
<p>Nel 2015 <a href="https://www.timesofisrael.com/russian-hacker-at-center-of-prisoner-dispute-denies-ties-to-russian-intelligence/">Aleksey Burkov</a>, all&#8217;oscuro della sua condizione di &#8220;ricercato speciale&#8221; a livello internazionale, viene tracciato dai servizi segreti americani e individuato tramite il caricamento di una foto online di Thailandia. Seguendo i suoi spostamenti aerei dall&#8217;Asia al Medio Oriente, i servizi Usa attendono la sua uscita dell&#8217;Egitto per farlo arrestare nell&#8217;aeroporto israeliano Ben Gurion. Da allora Burkov è rimasto detenuto in Israele con l&#8217;accusa di pirateria informatica in base al mandato di cattura internazionale. Ad interrogarlo al momento dell&#8217;arresto, oltre le autorità locali, anche due agenti dei <strong>servizi segreti americani</strong> che avrebbero accertato il suo coinvolgimento del crimine cibernetico contestatogli, e avrebbero scoperto come Burkov vendesse o cedesse i dati rubati su una piattaforma web nota per essere banco di scambio con altri criminali cibernetici. Da lì Washington avviò con gli israeliani la procedura di <strong>estradizione negli Stati Uniti.</strong></p>
<p>Non appena il Cremlino è venuto a sapere che l&#8217;hacker era in mani israeliane, e che sarebbe stato dato agli americani, <strong>ha avanzato la richiesta di estradizione</strong> del prigioniero di nazionalità russa, motivandola con gli stessi crimini contestati dagli americani ma senza presentare prove sostanziali di una vera e propria indagine su questo &#8220;prezioso&#8221; criminale. Quando tutto sembrava procedere, con Tel-Aviv che espletava le pratiche per l&#8217;estradizione a favore degli Usa, in Russia veniva però fermata e in un secondo momento incarcerata la giovane israeliana <a href="https://www.themoscowtimes.com/2019/10/11/russia-sentences-us-israeli-woman-to-75-years-over-airport-marijuana-possession-a67702">Naama Issachar</a> &#8211; alla quale viene immediatamente inflitta una pena spropositata rispetto al reale crimine commesso. Il motivo appare quasi evidente: poterne fare &#8211; adesso anche <a href="https://www.nytimes.com/2019/10/12/world/middleeast/american-israeli-woman-is-caught-in-geopolitical-battle.html">secondo la famiglia della ragazza</a> &#8211; una <strong>merce di scambio</strong> per ottenere Burkov; e con buone probabilità custodirne i segreti.</p>
<p>È proprio nel momento successivo all&#8217;arresto e alla decisione della pena che Naama avrebbe dovuto scontare in un carcere a 50 chilometri da Mosca che una serie di &#8220;appelli online&#8221;, e richieste pervenute da profili fake sui social, iniziando ha paventare la possibilità che Mosca avrebbe rilasciato la giovane israeliana in cambio di un rilascio &#8220;spontaneo&#8221; di Burkov. I messaggi, sempre più frequenti e aggressivi, finirono per convincere la famiglia Issachar (di origini americane) e i legali che si occupavano del caso, che si potesse trattare di una vera e propria cospirazione. La vicenda ci riporta infatti alla memoria il caso dello studente americano Frederic Pryor: arrestato dalla Germania dell&#8217;Est e reso &#8220;ostaggio&#8221; nello partita per lo scambio della famosa spia russa <strong>Rudolf Abel</strong>. La maggior parte dei messaggi, che iniziano ad arrivare con frequenza, sono firmati da  <strong>Konstantin Beckenstein</strong>, che asserisce di essere un amico di Burkov. &#8220;Naama non sarà rilasciato fino a quando non lo sarà Aleksey&#8221;, affermava il mittente dei messaggi con ripetitività e un&#8217;aggressività tale da essere bloccato su social e su telefoni e dispositivi.</p>
<h2>Ma chi è veramente Becknstein ?</h2>
<p>Secondo gli investigatori israeliani, Kostain Beckenstein, nato del 1973 in Ucraina, e già colpevole di reati analoghi a quelli contestati a Burkov &#8211; sebbene di minore entità &#8211; ed è stato <strong>detenuto nella prigione di Hadarim</strong>: la stessa dove è detenuto Burkov e dove potrebbero essere entrati in contatto del 2017. Benché Beckenstein abbia rifiutato di confermare un contatto diretto con Burkov &#8211; contraddicendosi &#8211; sembra di essersi offerto volontario per aiutare l&#8217;hacker e contattare la famiglia Issachar con quelle che vengono citata come &#8220;le migliori intenzioni&#8221;. Sopratutto dopo aver dichiarato di essersi consultato con il prezioso prigioniero russo e &#8220;aver capito come esistesse una connessione tra i due casi&#8221;.</p>
<p>Secondo le ultime informazioni accessibili dalla stampa russa e da quella israeliana &#8211; nonché dalle inchieste aperte da <em>New York Times</em> sulla vicenda &#8211; il caso &#8220;esploso&#8221; intorno al destino di questi due prigionieri dovrà attendere necessariamente la decisione degli israeliani &#8211; già molto occupati con la loro crisi di governo. Il premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, promotore di una rafforzamento dei rapporti con il presidente russo <strong>Vladimir Putin </strong>&#8211; al quale ha già chiesto formalmente la&#8221; grazia&#8221; per la Isaacher &#8211; dovrà dunque cercare un accordo che accontenti sia il Cremlino che la Casa Bianca. Per non essere costretto a scegliere quale potenza globale dover accontentare, scambiando il destino di una pirata informatico sospettato di essere legato con i <strong>servizi segreti russi</strong>, con il futuro di una giovane ragazza israeliana colpevole di aver portato con se pochi grammi di droga che ora pesano come macigni in questo misterioso e inquietante intrigo internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-lhacker-imprigionato-in-israele.html">Chi è l&#8217;hacker imprigionato in Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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