<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Aleksej Navalny Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/aleksej-navalny/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/aleksej-navalny</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2025 15:15:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Aleksej Navalny Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/aleksej-navalny</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;aereo della Von der Leyen e l&#8217;omicidio di Parubiy: sempre Putin…</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/laereo-della-von-der-leyen-e-lomicidio-di-parubiy-sempre-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 15:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=484107</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;aereo della Von der Leyen e l&#039;omicidio di Parubiy: sempre Putin..." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-1024x475.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-1536x713.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-600x278.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come l'Annunziata nel caso del Nord Stram fu solo una delle tante voci autorevoli a dare questa ovvia spiegazione, un vero coro internazionale, poi smentito. Così ora il caso dell'aereo della Von der Leyen, che i russi avrebbero voluto tirare giù disturbando il GPS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/laereo-della-von-der-leyen-e-lomicidio-di-parubiy-sempre-putin.html">L&#8217;aereo della Von der Leyen e l&#8217;omicidio di Parubiy: sempre Putin…</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;aereo della Von der Leyen e l&#039;omicidio di Parubiy: sempre Putin..." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-1024x475.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-1536x713.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/URSULA-2-600x278.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono stati i russi: l&#8217;asserito attentato al velivolo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l&#8217;omicidio di un politico ucraino hanno trovato immediata risposta: Putin! Ormai dismesso il detto &#8220;piove, governo ladro&#8221;, va di moda &#8220;piove, sono stati i russi&#8221;. Inutile anche motivare tale responsabilità talmente è ovvia.</p>



<p>Come nel caso del sabotaggio del North Stream, &#8220;ovviamente sono stati i russi&#8221; commentò subito Lucia Annunziata nel corso della sua trasmissione. Ciò nulla importando che non c&#8217;era nessun motivo perché i russi dovessero bombardare la propria infrastruttura che tanto gli rendeva e che, se davvero avessero voluto non rifornire più la Germania, avrebbero potuto semplicemente chiudere il rubinetto, operazione meno complessa e meno costosa.</p>



<p>Ovviamente l&#8217;Annunziata fu solo una delle tante voci autorevoli a dare questa ovvia spiegazione, un vero coro internazionale, poi smentito. Così ora il caso dell&#8217;aereo della Von der Leyen, che i russi avrebbero voluto tirare giù disturbando il GPS.</p>



<p>En passant si può notare che, come è accaduto per tutti gli attentati politici attribuiti ai russi, come al solito, la vittima è scampata. La lista di attentati falliti dai russi è lunga, ci limitiamo agli ultimi, dall&#8217;avvelenamento di Skripal a&nbsp; quello di Navalny, entrambi scampati al veleno russo&#8230;</p>



<p>Se citiamo Navalny è anche per una necessaria digressione. Anche la sua morte fu attribuita ai russi che, nel febbraio del 2024, l&#8217;avrebbero ucciso nel carcere nel quale fu destinato dopo il suo ritorno in patria, successivo alla magica guarigione dovuta alle cure ricevute in un ospedale germanico (al quale fu inviato con il placet dell&#8217;avvelenatore Putin&#8230;).</p>



<p>La versione più gettonata sulla sua morte, lanciata dal Times di Londra, fu che il dissidente era stato ucciso con <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jzikxu4Y4M8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;un pugno al cuore&#8221;</a>, tecnica del KGB tanto segreta quanto folcloristica.</p>



<p>Peccato che, tempo dopo, e dopo che la fola era diventata dogma, prima <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/budanov-navalny-non-e-stato-avvelenato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intelligence ucraina</a> e poi l&#8217;<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/intelligence-usa-putin-non-ha-ucciso-navalny" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligence americana</a> furono costrette a dire al mondo che il decesso di Navalny era stato naturale; smentita che, al solito, fu riportata sottotono.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/intelligence-usa-putin-non-ha-ucciso-navalny"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-PN-8-1024x332.jpg" alt="" class="wp-image-78041"/></a></figure>



<p>Mentre del tutto insabbiata resta la notizia che i russi stavano per liberare Navalny in un accordo con gli Stati Uniti e con l&#8217;entourage del dissidente, iniziativa che avrebbe aperto la via alla distensione oggi perseguita da Trump.</p>



<p>Alla vicenda abbiamo dedicato <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/cnn-conferma-navalny-liberato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diverse note al tempo</a>, ci torniamo perché il <a href="https://www.wsj.com/world/russia/navalny-death-carstens-diplomat-swap-c481f490" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a> ne ha scritto nuovamente in concomitanza con il vertice in Alaska tra Trump e Putin, raccontando come l&#8217;amministrazione Biden fosse stata lenta nell&#8217;accogliere le sollecitazioni dell&#8217;entourage di Navalny che stava trattando con Mosca. Una lentezza risultata probabilmente fatale al dissidente.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.wsj.com/world/russia/navalny-death-carstens-diplomat-swap-c481f490"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-WSJ-1024x526.jpg" alt="Just as Russia’s Most-Famous Dissident Seemed Set to Go Free, Tragedy Struck" class="wp-image-78043"/></a></figure>



<p>Insomma, la propaganda vince sulla realtà. Ciò vale anche nel caso dell&#8217;asserito incidente aereo della von der Leyen, della quale a Putin non potrebbe importare di meno, dal momento che sa perfettamente che lei è solo una portavoce del potere l&#8217;ha esaltata.</p>



<p>Peraltro, Putin aveva ben altro da fare, dal momento che era ospite di Xi Jinping per il summit della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_Cooperazione_di_Shanghai">SCO</a>, che ha mostrato un futuro più che possibile per il mondo, con Russia, Cina e India &#8211; che i dazi trumpiani hanno allontanato dall&#8217;Occidente &#8211; e tanti altri Paesi che hanno compiuto un ulteriore passo verso il multilateralismo.</p>



<p>Ed è forse anche per oscurare quell&#8217;evento, oltre che per gettare fango su Putin, che si è ricorsi a questa drammatizzazione. Peraltro, da alcuni giorni circola voce che la von der Leyen starebbe per essere estromessa dal suo scranno col sistema del <em>promoveatur ut amoveatur</em>: destinazione la <a href="https://www.agi.it/estero/news/2025-08-26/ursula-von-der-leyen-prima-presidente-donna-della-germania-32874638/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenza teutonica,</a> carica onorifica ma di scarsa influenza. Voci senza fondamento, ma che qualcuno ha fatto trapelare: segno di una manovra reale in essere.</p>



<p>Manovra della quale di certo non era all&#8217;oscuro la Russia, che parla con l&#8217;amministrazione Trump ogni giorno &#8211; così <a href="https://www.reuters.com/world/europe/witkoff-meet-ukrainians-new-york-this-week-says-talks-with-russia-ongoing-2025-08-27/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Steve Witkoff</a> &#8211; che vede nella von der Leyen una stolida forza ostativa alla distensione ucraina.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/politica/il-gps-di-ursula-la-russia-non-centra-flightradar-e-lesperto-stephen-bryen-spiegano-perche-e-una-mediocre-fake-news.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-INSIDEOVER-2-1024x527.jpg" alt="Il GPS di Ursula? La Russia non c’entra, Flightradar e l’esperto Stephen Bryen spiegano perché è una (mediocre) fake news" class="wp-image-78045"/></a></figure>



<p>La consapevolezza di tale manovra rende ancora più improbabile la mano russa nell&#8217;asserito attentato, dal momento avrebbe preso di mira una figura traseunte. Inoltre, se fallito, l&#8217;attentato l&#8217;avrebbe rafforzata&#8230; Al netto di tali considerazioni, l&#8217;attentato non c&#8217;è stato: per i dettagli rimandiamo a un articolo di Vivaldelli su <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gps-di-ursula-la-russia-non-centra-flightradar-e-lesperto-stephen-bryen-spiegano-perche-e-una-mediocre-fake-news.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">InsideOver</a>.</p>



<p>Così veniamo all&#8217;omicidio dell&#8217;ucraino Andriy Parubiy di alcuni giorni fa, anch&#8217;esso attribuito ai russi. Organizzatore di Maidan, una foto lo immortala con i cecchini che in quella piazza fecero strage di manifestanti e polizia, eccidio attribuito al governo e che ha innescato il golpe (i <a href="https://thegrayzone.com/2023/12/11/ukrainian-maidan-massacre-false-flag/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">magistrati ucraini accertarono che fu di matrice anti-governativa, ma anni dopo</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Andriy-Parubiy-FOTO-1024x710.jpg" alt="" class="wp-image-78047"/></figure>



<p>Figura di spicco del neofascismo ucraino, fu accusato dell&#8217;incendio che fece strage di oppositori a Odessa &#8211; che la Corte di Strasburgo ha <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/la-cedu-sulla-strage-di-odessa-ucraina-condannata-per-negligenze-e-omissioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconosciuto come doloso</a> &#8211; ed è stato presidente del Parlamento. Da due anni defilato, era rimasto attivo nel partito dall&#8217;ex presidente Petro Poroshenko, che ha <a href="https://ctrana.one/news/490489-vo-lvove-ubit-eks-spiker-verkhovnoj-rady-andrej-parubij.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subito accusato la Russia </a>dell&#8217;omicidio.</p>



<p>Accusa ribadita <a href="https://ctrana.one/news/490756-zaderzhannyj-ubijtsa-parubija-dal-pokazanija-sbu-smi-pishut-o-shantazhe-fsb.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall&#8217;intelligence ucraina</a>, secondo la quale il killer aveva confessato che i russi l&#8217;avrebbero ricattato offrendogli di poter rivedere il corpo del figlio, ucciso in guerra. Accusa invero diafana, poi clamorosamente smentita dall&#8217;assassino, che ha <a href="https://ctrana.one/news/490803-mikhail-stselnikov-zajavil-o-ubijstve-parubija-iz-mesti-vlastjam-ukrainy-video-iz-zala-suda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confessato</a> di aver agito in proprio per vendicare il figlio, mandato a morire al fronte.</p>



<p>Resta, però, la suggestione che il killer abbia agito per altri inconfessabili motivi. Un regolamento di conti, l&#8217;eliminazione di uno scomodo testimone di retroscena indicibili su Maidan. Su <a href="https://ctrana.one/news/490701-hlavnye-versii-ubijstva-andreja-parubija-vo-lvove.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>, la versione più suggestiva: &#8220;Andriy sapeva bene come organizzare Maidan&#8221;, hanno detto alcuni suoi collaboratori &#8220;insinuando che l&#8217;omicidio potrebbe essere collegato alle aspettative di imminenti sconvolgimenti politici nel Paese&#8221;. Prospettiva non aleatoria dati i rovesci della guerra e il declino del sostegno internazionale.</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, ad&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonarsi</a>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/laereo-della-von-der-leyen-e-lomicidio-di-parubiy-sempre-putin.html">L&#8217;aereo della Von der Leyen e l&#8217;omicidio di Parubiy: sempre Putin…</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fallita liberazione di Navalny</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/abramovich-e-il-duca-gli-ultimi-misteri-dietro-la-morte-di-navalny.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 11:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415199</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Alexei Navalny stava per essere liberato. Lo aveva rivelato la Bild poco dopo la sua morte, spiegando che si era trovato un accordo su uno scambio di prigionieri, ma la notizia è caduta nel vuoto. E, però, poco dopo, lo ha ripetuto Maria Pevchikh Presidente della Fondazione Anticorruzione fondata da Navalny, e qui le cose &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/abramovich-e-il-duca-gli-ultimi-misteri-dietro-la-morte-di-navalny.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/abramovich-e-il-duca-gli-ultimi-misteri-dietro-la-morte-di-navalny.html">La fallita liberazione di Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Alexei Navalny stava per essere liberato. Lo aveva rivelato la <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/02/18/bild-su-navalny-forse-trattative-per-scambio-prigionieri_5b2dbeaf-6c75-4d5a-b633-37bee3103d23.html#:~:text=Il%20quotidiano%20popolare%20Bild%20sostiene,tra%20Mosca%2C%20Washington%20e%20Berlino"><strong>Bild</strong> </a>poco dopo la sua morte, spiegando che si era trovato un accordo su uno scambio di prigionieri, ma la notizia è caduta nel vuoto. E, però, poco dopo, lo ha ripetuto <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/navalny-putin-e-labbaglio-occidentale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maria Pevchikh Presidente della Fondazione Anticorruzione </a></strong>fondata da Navalny, e qui le cose si fanno più serie.</p>



<p>In un&nbsp;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jqevNxQ2T8Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video</a>,</strong> la Pevchikh racconta come da due anni la sua organizzazione si era mossa per liberare il loro leader e spiega nel dettaglio come abbiano aiutato a dare la caccia a spie russe per poterle poi scambiare. Nel tentativo si erano interfacciati con americani e tedeschi. Tante promesse, strette di mano, ma &#8220;non hanno fatto nulla&#8221;.</p>



<p>Così si sono rivolti a persone molto potenti, &#8220;che influenzano i politici&#8221; (fa solo il nome di Henri Kissinger, perché morto, non potendo farne altri perché vogliono restare anonimi) e qualcosa si era mosso. Tanto che il Wall Street Journal a settembre aveva ipotizzato il possibile scambio, facendo esplicitamente il nome di Navalny.</p>



<p>A facilitare la trattative era stato <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/sta-crollando-tutto-un-caso-la-telefonata-rubata-tra-gli-oligarchi-russi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roman Abramovich </a></strong>&#8211; come è stato detto alla Pevchikh dopo il decesso di Navalny &#8211; il quale ancora intrattiene rapporti con la Russia (si ricordi, che fu un facilitatore dei negoziati tra russi e ucraini tenuti a Istanbul all&#8217;inizio della guerra). La stessa Pevchikh ha chiamato l&#8217;oligarca russo per conferma: non l&#8217;ha avuta, ma questi non ha nemmeno negato (come avrebbe dovuto se la notizia fosse stata inventata).</p>



<p>E ricorda come <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/carlson-lamericano-e-putin-il-vecchio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nell&#8217;intervista a Tucker Carlson</a></strong>, datata poco prima della morte di Navalny, Putin avesse parlato di un cittadino russo detenuto in Occidente, che avrebbe voluto rimpatriare, del quale lo zar non faceva il nome, che fa lei: Vadim Krasikov.</p>



<p>Oltre al video, interpella il fatto che il giorno precedente la morte,<a href="https://it.insideover.com/politica/muore-navalny-lultimo-dei-dissidenti.html"> <strong>Navalny</strong>,</a> dal suo carcere di massima sicurezza, abbia avuto una conversazione online con <strong>Hillary Clinton,</strong> cosa che riteniamo non sia proprio usuale. Ne ha parlato la stessa Clinton, spiegando che lo aveva trovato &#8220;in forma&#8221;. Doveva essere il suggello dello scambio? Non lo sapremo mai, data la nota ambiguità dell&#8217;ex Segretario di Stato, che si è subito affrettata ad accusare Putin della morte del dissidente.</p>



<p>Insomma, e al di là dell&#8217;ultimo particolare, era tutto pronto per la liberazione, poi l&#8217;intoppo, anzi l&#8217;assassinio di Navalny, che secondo la Pevchikh&nbsp; è arrivato su ordine di Putin. La spiegazione? Facile, Putin è pazzo. Spiegazione che non sta in piedi, anzi del tutto folle.</p>



<p>Infatti, Putin non poteva non immaginare l&#8217;ovvio, cioè che la morte di Navalny avrebbe rinfocolato il sentimento anti-russo in Occidente, che peraltro si stava raffreddando, cioè quel che poi è successo. Allo stesso tempo, la liberazione di Navalny sarebbe stata invece un coup de theatre immaginifico, che avrebbe giovato alla sua immagine ancor più dell&#8217;intervista rilasciata a Carlson. Insieme a quella, sarebbe stato un uno-due micidiale.</p>



<p>Inoltre, secondo la Pevchikh, Navalny libero avrebbe potuto usare il materiale imbarazzante scoperto in questi anni per coprire di vergogna il partito di Putin e ne avrebbe decretato la fine. In realtà, quel materiale è a disposizione della Fondazione anticorruzione e della moglie, che possono usarlo quando e come vogliono. Anzi, <strong>la morte di Navalny</strong> dovrebbe spingere ancor più la sua organizzazione a farlo. Insomma, sotto questo profilo nulla cambia per Putin.</p>



<p>Peraltro, come accennato, la donna, quando ha fatto un riferimento all&#8217;intervista di Carlson ha detto che quando Putin <strong>ha risposto all&#8217;anchorman Usa sulla liberazione di Evan Gershkovich &#8211; </strong>un reporter del Wall Street Journal detenuto in Russia per spionaggio &#8211; aveva di fatto parlato implicitamente dello scambio di Navalny. Così la risposta dello zar a Carlson appare ancor più interessante: dopo aver detto che certe cose vanno fatte in silenzio e in via riservata perché funzionino, e con le dovute garanzie, terminava: &#8220;Credo che un accordo possa essere raggiunto&#8221;&#8230;</p>



<p>Peraltro, l&#8217;accusa di un ordine di assassinio in extremis da parte di Putin si scontra con un dato ovvio: se davvero avesse voluto impedire all&#8217;ultimo minuto la liberazione, avrebbe potuto semplicemente alzare il telefono e revocare il suo placet, cosa che gli avrebbe evitato l&#8217;indignazione globale.</p>



<p>Insomma, fatti e logica portano a pensare che, <strong>se Navalny è stato assassinato</strong>, a ucciderlo è stato chi voleva il martire da usare contro il Cremlino. Tanto è vero che le rivelazioni esplosive della Pevchikh, pure durissime contro Putin, sono state riportate dai media mainstream in maniera marginale, per poi sparire dall&#8217;orizzonte, come accade per le notizie che stridono con la narrativa dominante.</p>



<p>Per la narrazione maccartista, infatti, che vede in Putin l&#8217;incarnazione del male, rappresentano un boomerang, farebbero crollare tutto il castello. Ma se vere, perché le autorità russe tacciono?</p>



<p>Anche qui il perché è abbastanza ovvio. Anzitutto, se le autorità russe avessero detto che erano in procinto di liberarlo sarebbero state irrise. Anzi, le loro dichiarazioni sarebbero state bollate come un infamante tentativo di lavarsi le mani del sangue versato. Cosa che accadrebbe anche se confermassero le rivelazioni della Pevchikh, la quale, peraltro, sarebbe accusata di filo-putinismo, con l&#8217;effetto di derubricare quanto rivelato a carta straccia.</p>



<p>Non solo. Rivelare che una delle operazioni più prestigiose dello zar è stata mandata a monte in modo tanto brutale e imprevisto e per di più sul suolo patrio e addirittura in un carcere di massima sicurezza, sarebbe un segnale di debolezza forte, anzi fortissimo. Non possono permetterselo, soprattutto alla vigilia delle elezioni e con una guerra in corso.</p>



<p>Inoltre, esporrebbe gli ambienti con i quali Mosca ha trattato nel segreto a ritorsioni, dal momento che i suoi interlocutori sarebbero accusati di aver rapporti con l&#8217;odiato nemico o, peggio, di<strong> essere una quinta colonna russa in Occidente</strong>. Non sarebbero solo esecrati, ma perderebbero di autorità e potere (e forse la vita). Lo sanno perfettamente anche i loro interlocutori, come dimostra l&#8217;anonimato dietro il quale si sono trincerati nella video-rivelazione della Pevchikh.</p>



<p>Inoltre, Mosca perderebbe degli interlocutori preziosi, non amichevoli, certo &#8211; che sempre antagonisti sono &#8211; ma di certo più ragionevoli di quanti hanno fatto del motto &#8220;<em>Russia delenda est</em>&#8221; un dogma esistenziale.</p>



<p>Così resta la dichiarazione del capo dell&#8217;intelligence militare ucraina, Kyrilo Budanov, il quale&nbsp;<a href="https://www.la7.it/intanto/video/navalny-clamorosa-dichiarazione-del-capo-dei-servizi-segreti-ucraini-potrei-deludervi-26-02-2024-528288" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a>&nbsp;che Navalny è &#8220;morto di morte naturale&#8221;, aggiungendo di avere &#8220;conferme&#8221; sul punto. Un <strong>compromesso al ribasso per il Cremlino</strong>, che immaginava un finale ben diverso e glorioso e sul quale resta l&#8217;accusa di aver fatto morire in carcere un oppositore, ma che comunque lo discolpa dall&#8217;assassinio premeditato (anche se i suoi nemici continueranno ad accusarlo di tale crimine).</p>



<p>Detto questo, due possibilità: o la Pevchikh&nbsp; si è inventata tutto, e non sembra sia per la carica che ricopre, per la sua storia e per i dettagli che ha rivelato, o Navalny stava per essere liberato davvero. Con tutto quel che ne consegue per le narrative in corso sui media mainstream.</p>



<p>Infine, ci sia permessa una suggestione a margine. il 28 febbraio è stato trovato morto in una sua abitazione nel Gloucestershire, Thomas Kingston. Una morte&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/28/mistero-in-gb-sulla-morte-del-genero-dei-duchi-di-kent_01211f73-08c2-48b2-911b-94c8ee3769bc.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">alquanto misteriosa</a>, come hanno detto un po&#8217; tutti. Era parte, anche se di lontano, della Casa Reale, i Windsor, perché aveva sposato la secondogenita dei duchi di Kent, lady Gabriella Kingston.</p>



<p>Nei necrologi fiume dei media inglesi tutti evidenziano che nei suoi anni di servizio in Iraq era stato uno specialista di<strong>&nbsp;<a href="https://www.thetimes.co.uk/article/thomas-kingston-obituary-exceptional-man-at-centre-of-royal-tragedy-395qskgc6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scambi di ostaggi</a>,</strong> qualcuno ipotizza che era vicino all&#8217;MI6, ma non ci sono ovviamente conferme (ma al tempo dell&#8217;Iraq, facendo quel lavoro, di rapporti con l&#8217;intelligence ne aveva necessariamente avuti). Finito il servizio, era entrato nel mondo della finanza. Abramovich vive di finanza ed è assiduo frequentatore della City  di Londra&#8230; Come accennato, una suggestione, nulla più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/abramovich-e-il-duca-gli-ultimi-misteri-dietro-la-morte-di-navalny.html">La fallita liberazione di Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Muore Navalny, l&#8217;ultimo dei dissidenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/muore-navalny-lultimo-dei-dissidenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 12:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414335</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Aleksej Navalny, dal dicembre scorso trasferito oltre il Circolo polare artico, è morto all'improvviso in carcere. Un mistero da chiarire alla vigilia delle elezioni presidenziali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/muore-navalny-lultimo-dei-dissidenti.html">Muore Navalny, l&#8217;ultimo dei dissidenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Navalny-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L&#8217;unica cosa certa, al momento in cui scriviamo, è che <strong>Aleksej Navalny</strong>, 48 anni, il più noto tra gli oppositori di <strong>Vladimir Putin</strong>,  morto all&#8217;improvviso nella <a href="https://www.rferl.org/a/russia-navalny-prison-arctic-whereabouts/32746617.html">colonia penale IK-3</a> di Charp, situata nel circondario autonomo di Jamalo-Nenez, oltre il Circolo polare artico, dov&#8217;era stato trasferito il 23 dicembre scorso dal precedente carcere di Vladimir. Il trasferimento era avvenuto via ferrovia e per quasi tre settimane di Navalny si erano perse le tracce. All&#8217;arrivo all&#8217;IK-3, però, l&#8217;avvocato che aveva potuto incontrarlo dichiarò di averlo trovato in buone condizioni di salute. Nessuno al momento sa che cosa sia successo, se si sia trattato dell&#8217;esito di una malattia, delle dure condizioni di detenzione, di un&#8217;aggressione, di un incidente. </p>



<p>L&#8217;annuncio della morte di Navalny è quindi arrivato come un fulmine a ciel sereno: nessuno se lo aspettava e, a giudicare dalle primissime immagini, sembrerebbe aver colto di sorpresa tutti. Persino <strong>Kira Jarmysh</strong>, una delle più fedeli collaboratrici di Navalny, come molti altri costretta a riparare all&#8217;estero, ha detto di non avere notizie precise e di voler aspettare l&#8217;arrivo alla colonia penale dell&#8217;avvocato del dissidente prima di fare qualunque commento.</p>



<p>La storia di Navalny è fin troppo nota per essere qui ricostruita. Basterà ricordare la fondazione del partito Russia del futuro e della Coalizione democratica, co-presieduta con <strong>Boris Nemtsov</strong>, <a href="https://youtu.be/thSNxiJTmlo?si=iaAKwvMUlp8Y7c5i">il politico assassinato a Mosca nel 2015</a>. Passato da posizioni nazionaliste a posizioni liberali e di forte critica alle politiche del Cremlino, si era più volte candidato (senza successo) alla carica di sindaco di Mosca. Nel 2018 aveva anche deciso di presentarsi, in chiave anti-Putin, alle elezioni presidenziali ma la Commissione elettorale centrale lo aveva dichiarato &#8220;ineleggibile per problemi con la giustizia&#8221; pendendo sul suo capo una condanna a 5 anni di carcere, con pena sospesa, per appropriazione indebita.</p>



<p>Navalny, comunque, era diventato noto soprattutto per la sua Fondazione anti-corruzione, che aveva denunciato innumerevoli scandali, reali e presunti, dei maggiorenti della struttura di potere intorno al presidente Putin. Nel 2017 aveva perso l&#8217;80% della vista all&#8217;occhio destro dopo essere stato attaccato con la vernice e nel 2020 era stato ricoverato in gravi condizioni in Germania dopo essere stato avvelenato. Secondo i suoi collaboratori, era stato usato il <strong>novichok</strong>, un agente nervino prodotto ancora in epoca sovietica. Tutti questi attentati erano poi stati attribuiti ai servizi segreti russi. </p>



<p>Nel febbraio del 2021 il tribunale di Mosca aveva tramutato la condanna sospesa in una effettiva di 3 anni e sei mesi. Nel marzo del 2022 Navalny è stato condannato a 9 anni per &#8220;frode su larga scala&#8221;, condanna che nell&#8217;agosto del 2023 è stata portata a 19 anni. Nel dicembre scorso il trasferimento nel nuovo carcere e nelle scorse ore il più drammatico degli epiloghi.</p>



<p>Com&#8217;è ovvio, a prescindere da quanto verrà accertato sulle cause della morte, la scomparsa di Navalny verrà messa in conto a Vladimir Putin e certo contribuirà ad aumentare l&#8217;isolamento del presidente russo, sul cui capo già pende il mandato di cattura emesso nel marzo del 2023 dalla Corte penale internazionale. Diventa ancora più difficile, a questo punto, ipotizzare una trattativa che possa concludere la carneficina in Ucraina e che abbia come protagonista lo stesso Putin. </p>



<p>È certo che il Cremlino non può non prendersi la <strong>responsabilità politica di una serie di &#8220;morti illustri&#8221;</strong> nei ranghi dell&#8217;opposizione critica (dalla Politkovskaja al già citato Nemtsov, ora a Navalny, per citare solo i più noti) che hanno punteggiato gli anni più recenti della storia russa. Resta però da chiedersi quale interesse avesse Putin, o chi per lui, nell&#8217;eliminare (o nello spingere alla morte) un oppositore famosissimo nel mondo ma del tutto annullato in Russia: di fronte a Navalny c&#8217;erano molti anni di isolamento in carcere, i suoi collaboratori sono stati tutti arrestati o costretti a rifugiarsi all&#8217;estero, le sue fondazioni erano state chiuse. È vero, Navalny non si era arreso e aveva comunque lanciato, in vista delle elezioni presidenziali del 15-17 marzo, l&#8217;iniziativa <a href="https://neputin.org">neputin.org  per &#8220;una Russia senza Putin&#8221;</a>: generosa dal punto di vista del dissenso ma certo non in grado di spostare gli equilibri di un voto che ora sembra più un&#8217;incoronazione che un&#8217;elezione. </p>



<p>Inoltre, la morte di Navalny, per le ragioni di cui sopra, alla vigilia del voto, non è certo un vantaggio per Putin, che già deve fronteggiare le critiche per l&#8217;eliminazione dal voto del <a href="https://nadezhdin2024.ru">candidato anti-guerra Boris Nadezhdin</a>, cui la <strong>Commissione elettorale ha negato la partecipazione</strong> per (vere o presunte) irregolarità nella raccolta delle firme.</p>



<p>Per tutte queste ragioni la morte di Navalny è al momento un mistero. Vedremo se nei prossimi giorni qualcuno riuscirà a chiarirlo. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/muore-navalny-lultimo-dei-dissidenti.html">Muore Navalny, l&#8217;ultimo dei dissidenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Russia senza Putin: tre possibili scenari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-russia-senza-putin-tre-possibili-scenari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 19:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti-Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=346752</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1536x1008.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-2048x1344.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l’operazione in Ucraina si fa più complessa del previsto per le forze russe, in patria il Paese vive una distonia singolare, diviso fra le piazze in cui le proteste non sembrano scemare, e intere generazioni che, crogiolandosi nello splendido isolamento, si ostinano a non credere nell’esistenza di un conflitto armato al proprio Ovest. Ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-senza-putin-tre-possibili-scenari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-senza-putin-tre-possibili-scenari.html">La Russia senza Putin: tre possibili scenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1536x1008.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-2048x1344.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre l’operazione in <strong>Ucraina</strong> si fa più complessa del previsto per le forze russe, in patria il Paese vive una distonia singolare, diviso fra le piazze in cui le proteste non sembrano scemare, e intere generazioni che, crogiolandosi nello splendido isolamento, si ostinano a non credere nell’esistenza di un conflitto armato al proprio Ovest. Ma lontano da Mosca come nelle stanze dei bottoni russe ci si inizia a interrogare sull’<em>after Putin</em> e sul se, come e quando una nuova era possa avere inizio nella terra degli zar, tra scenari realistici e ipotesi più o meno improbabili.</p>
<h2>1. Il colpo di Stato</h2>
<p>Invocata da analisti e strateghi, questa strada sembra la meno probabile per vari ordini di ragioni. Innanzitutto, il mondo russo, e quello sovietico prima, hanno sempre lavato i panni sporchi in famiglia, in un riallineamento interno perpetuo. Il secondo ordine di ragioni è di tipo pratico. Stiamo parlando di un leader ossessionato dai complotti, paranoico, che sa di essere ora il nemico pubblico n.1 dell’Occidente: il tavolone presso il quale tiene molti dei suoi colloqui la dice lunga. I prodromi di questa ossessione sono visibili già da molti anni, e nulla nella sicurezza del presidente russo è lasciato al caso: in sua difesa vi è il <strong>Servizio di protezione federale</strong> (erede di un braccio del KGB), la <strong>Guardia Nazionale</strong> (che si occupa della repressione interna senza scomodare i militari) e il <strong>Servizio federale per la sicurezza</strong>, l’FSB di <strong>Aleksandr Bortnikov</strong> che svolge un ruolo chiave nel mantenere il controllo di Putin sul Paese. Il tentacolare apparato di sicurezza che dirige impiega centinaia di migliaia di persone ed è responsabile di tutto, dall’antiterrorismo alla sicurezza delle frontiere, al controspionaggio, alla sorveglianza elettronica e, ufficiosamente, al contenimento dell’opposizione politica. L’FSB è molto più autonomo del KGB sovietico, non essendo sotto il controllo di alcun partito centrale.</p>
<p>Tuttavia, l’<strong>ipotesi del golpe </strong>ha una sorta di versione B che, invece, potrebbe funzionare. Nulla da saga di spionaggio, magari ordita dall’estero. Una <em>covert operation</em> contro Putin è un’impresa gigante e non potrebbe avere successo in un sistema blindato e granitico come quello russo e, soprattutto, non sarebbe <em>covert </em>affatto: Putin non è un piccolo despota di una remota repubblichina. Più probabile, ed è quella l’ipotesi che si fa strada in queste ore, è che il <em>putsch</em> sia silente, e che possa giungere proprio dai sodali di Putin esasperati dalle sanzioni e dall’avventurismo militare del presidente. Una morte sospetta come quella di Stalin o una liquidazione simile a quella di Kruscev, che però dovrà passare necessariamente da un Suslov di turno che faccia da pubblico accusatore e che, soprattutto, si prenda la responsabilità politica e pubblica di farlo.</p>
<p>C’è anche poi da chiedersi, a seguito di un evento collettivo così forte, quale sarebbe la <strong>transizione</strong>. Gli scenari sono potenzialmente due: un trapasso operato da militari e <em>siloviki</em>, in una sorta di direttorio che guidi raqpidamente verso un <em>rebuilding</em> della pace sociale. Qualcosa di simile alla Turchia dei tempi d’oro, ove i militari si facevano garanti dell’ordine democratico e della laicità dello Stato. L’altro tipo di scenario è, invece, quello di un’infinita transizione di tipo militare che trasformerebbe la Russia in una sorta di nazione postcoloniale nella quale i militari restano saldamente al potere all’infinito e le elezioni vengono sostituite dai golpe -militari anch’essi.</p>
<h2>2. La leadership di un sodale di Vladimir Putin</h2>
<p>Sebbene il presidente russo abbia tecnicamente sigillato la sua presidenza sino al 2036 e, considerata la sua età, il capolinea comunque giungerà, presto o tardi. Nonostante il cambio di regime in Russia non sia nell&#8217;agenda ufficiale dell&#8217;Alleanza occidentale, potrebbe diventare inevitabile per via del gigantesco errore di calcolo politico e militare di Mosca. Avere la possibilità di ricandidarsi, riportando in auge l’Unione sovietica dei gerontocrati, significa anche <strong>posticipare la scelta di un delfino</strong> e nel frattempo cercarlo, allevarlo e poi porlo davanti alla cerimoniale ratifica democratica. Ciò potrebbe accadere anche prima del 2036, al fine di garantire un’uscita di scena con la giusta dissolvenza, magari proponendo anche un passo indietro in pompa magna, restando il padre nobile come accadde con Medvedev. Nella cerchia dei suoi sodali si ripetono alcuni nomi, più legati a indiscrezione che altro. Nel giugno scorso era stato proprio il presidente russo a rispondere in prima persona alla domanda scomoda, nella sua linea diretta annuale con i cittadini, durata per ben tre ore e 42 minuti: “Per quanto riguarda le persone o la persona che potranno guidare il Paese, la mia responsabilità sarà fornire raccomandazioni ai pretendenti alla poltrona presidenziale…Arriverà il momento e spero che potrò affermare che questa o quella persona è degna di guidare questo meraviglioso Paese&#8221;. Erano passati solo due mesi dalla promulgazione della riforma costituzionale che gli permetterebbe di impacchettare la presidenza.</p>
<p>I nomi dei papabili, per il momento sembrano essere quelli del ministro della Difesa <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-fedelissimi-di-putin.html"><strong>Sergei Shoigu</strong></a>, quello dell’ex primo ministro <strong>Dmitry Medvedev</strong> e il sindaco di Mosca <strong>Sergei Sobyanin</strong>. Shoigu, sempre al fianco di Putin dall’inizio dell’invasione, è il membro di gabinetto più longevo della Russia e il suo secondo politico più popolare dopo Putin, e viene agitato da tempo come delfino. La sua agiografia lo vuole come salvatore dell’esercito, ed è su quello che è stato definito “fenomeno Shoigu” che si fonda il suo potere da tecnocrate. È proprio lui l’uomo che viene ritratto nelle immagini in cui il presidente è a pesca o a caccia nei boschi siberiani, un’unzione simbolica che secondo alcuni è già avallata da tempo. Padre tuvano e madre ucraina, un simbolismo non da poco, visto che si tratta del direttore d’orchestra dell’invasione. Tuttavia, bisogna ricordare che la figura di Shoigu non nasce accanto a quella di Putin: ha, infatti, iniziato la sua carriera nei primi anni ’90 come capo del ministero delle Emergenze, rendendolo una struttura militarizzata altamente efficace e in cima a tutte le classifiche politiche anni prima che Putin diventasse presidente. Un vero test di popolarità che lo consacrò nel 2009 come il ministro più popolare e apprezzato del Governo.</p>
<h2>3) Una lenta transizione elettorale</h2>
<p>L’ipotesi più sconfortante di tutte. Prevedere le mosse di una società come quella russa è davvero impossibile: &#8220;La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma&#8221;, disse Winston Churchill. Con una libertà di espressione ormai prossima allo zero, sarà difficile condurre campagne elettorali efficaci e con esiti non pilotati. Rispetto al 2015 o al 2020 la società russa oggi è atomizzata: partiti e movimenti sono esausti dopo anni di repressione.</p>
<p>Uno stillicidio per un Paese che presumibilmente sarà fiaccato dall’isolamento e dalle sanzioni. La Russia sarà cambiata, il mondo anche. Putin, ormai ottantaquattrenne, lascerà il trono chiudendo un’era. I cittadini, nel segreto dell’urna, sceglieranno: ma chi e cosa? Al momento di leader morali ve ne sono numerosi come l’attivista <strong>Aleksej Naval&#8217;nyj</strong>, Dmitrij Muratov, direttore della <em>Novaja Gazeta</em> o il mago degli scacchi <strong>Garri Kasparov</strong>, ma una loro discesa in campo futura resta al momento nell’iperuranio delle idee. Le manifestazioni, nel frattempo, si stanno radicalizzando verso sinistra e verso le frange liberal con un grande protagonista come il <strong>movimento studentesco</strong>, un aspetto che molti russisti confermano come inedito.</p>
<p>Nella Duma attuale le opposizioni sono rappresentate dai comunisti del Pc e dagli ultranazionalisti di Ldpr, ma quando si deve scegliere su questioni fondamentali il governo trova sempre o quasi l’appoggio di Gennadij Zjuganov e Vladimir Zhirinovskij. La galassia extraparlamentare ha grosse difficoltà a farsi sentire fuori da certi ambienti, non eleggendo rappresentanti.</p>
<p>Resta l&#8217;ipotesi dell&#8217;imponderabile, dell&#8217;inaspettato colpo di scena che più volte ha fatto capolino nella storia e che, forse, se i numeri in strada del dissenso russo diventassero da consistenti a abnormi, potrebbe venire a bussare alle porte del dramma che sta attraversando l&#8217;Europa. Resta di fatto che il cambio di passo, se e quando ci sarà, sarà solo a firma russa. Di quale Russia, però, è ancora troppo difficile prevedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-senza-putin-tre-possibili-scenari.html">La Russia senza Putin: tre possibili scenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Russia, Navalny e la nuova rivoluzione della neve</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-russia-navalny-e-la-nuova-rivoluzione-della-neve.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 12:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=315591</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-1024x677.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-768x508.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-1536x1016.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-2048x1354.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 21 aprile è stato il giorno del grande ritorno di Aleksei Navalny nelle piazze della Federazione russa. Ritorno figurato, perché l&#8217;uomo si trova attualmente detenuto per appropriazione indebita nella colonia penale IK-3, ma che potrebbe preludiare ad un riavvio della stagione di fermento antigovernativo da Mosca a Vladivostok. I numeri delle proteste, per quanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-navalny-e-la-nuova-rivoluzione-della-neve.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-navalny-e-la-nuova-rivoluzione-della-neve.html">La Russia, Navalny e la nuova rivoluzione della neve</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-1024x677.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-768x508.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-1536x1016.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/proteste-russia-2048x1354.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 21 aprile è stato il giorno del grande ritorno di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alexei-navalny.html">Aleksei Navalny</a> nelle piazze della <strong>Federazione russa</strong>. Ritorno figurato, perché l&#8217;uomo si trova attualmente detenuto per appropriazione indebita nella colonia penale IK-3, ma che potrebbe preludiare ad un riavvio della stagione di fermento antigovernativo da Mosca a Vladivostok.</p>
<p>I numeri delle proteste, per quanto gonfiati e decantati dai comitati organizzativi, sono stati di gran lunga inferiori alle attese e alle stime più ottimistiche, ma la strategia di Navalny basata sulla ricerca di attenzione mediatica a tutti costi ha comunque funzionato: una parte della popolazione ha optato per la mobilitazione dimostrativa il 21 aprile, facendo proprio l&#8217;appello dei portavoce dell&#8217;oppositore e palesando al Cremlino che l&#8217;epopea dell&#8217;oppositore è ben lungi dal terminare.</p>
<h2>I numeri del 21 aprile</h2>
<p>L&#8217;ombra di Navalny continua ad incutere un timoroso disagio al Cremlino, i cui membri e portavoce evitano accuratamente di nominarlo direttamente in maniera tale da non accrescerne la popolarità e da non conferirgli erroneamente la legittimità di interlocutore, ma la giornata di proteste del 21 aprile sembra indicare che la leva sul fattore emotivo (lo sciopero della fame, poi rientrato due giorni dopo) abbia colto nel segno soltanto parzialmente.</p>
<p>Numeri alla mano, invero, l&#8217;appello dei seguaci di Navalny alla popolazione russa, invitata a prendere il controllo delle piazze per esprimere vicinanza e sostegno all&#8217;oppositore incarcerato, non ha conseguito i risultati sperati e attesi, rivelandosi irrefutabilmente un fiasco. Gli organizzatori avrebbero voluto una mobilitazione totale e senza precedenti nella storia della Russia postcomunista, con l&#8217;anelito conclamato di attrarre <a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/22/final-battle-still-ahead-team-navalny-reacts-to-rallies-a73695">almeno 500mila persone in tutta la nazione</a>, ma con estrema difficoltà sono stati riempiti i viali delle cosmopolite e &#8220;liberali&#8221; Mosca e San Pietroburgo, <a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/21/as-its-happening-russians-protest-in-support-of-ailing-navalny-a73676">dove le stime suggeriscono</a> rispettivamente la presenza di 6.000-15.000 e 4.500-9.000 dimostranti. Irrealistici, dunque, anche perché confutati dalla documentazione videografica e dai rapporti di media e osservatori indipendenti, i numeri forniti dalla squadra di Navalny, che ha parlato di 60mila presenze nella capitale.</p>
<p>L&#8217;affluenza è stata persino più bassa e risibile al di là degli Urali, dove la speranza degli organizzatori di un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/una-crisi-nel-cuore-dellestremo-oriente-russo.html">effetto Khabarovsk</a>&#8221; si è infranta contro la dura realtà dell&#8217;enorme divario tra simpatizzazione virtuale e adesione fisica. A Novosibirsk e Irkutsk <a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/21/supporters-protest-across-russia-for-release-of-ailing-navalny-a73693">hanno partecipato rispettivamente il 30% e il 40%</a> di coloro che avevano confermato la loro presenza su internet, <a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/22/navalnys-supporters-take-to-the-streets-a73696">Vladivostok è stata attraversata da un corteo di 500-1000 persone</a>, mentre a <span style="font-size: 1rem;">Petropavlovsk-Kamchatsky si sono presentati quaranta dei settecento previsti.</span></p>
<p style="text-align: left;">I numeri della partecipazione, complessivamente, sono stati inferiori rispetto agli appuntamenti di gennaio e febbraio,<a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/22/kremlin-downplays-pro-navalny-rallies-after-nearly-1800-detained-a73704"> inclusi quelli relativi agli arresti</a>: 1.791 in 98 città della Federazione russa, 806 dei quali nella sola San Pietroburgo. Le giornate di protesta del primo bimestre del nuovo anno, invece, erano terminate con un bollettino molto più pesante,<a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/22/final-battle-still-ahead-team-navalny-reacts-to-rallies-a73695"> ovverosia oltre 10mila detenzioni</a>.</p>
<p>Rimanendo in tema di numeri, incuriosisce e solleva domande<a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/22/russia-to-deport-over-100-foreign-pro-navalny-protesters-a73706"> la presenza accertata di stranieri nelle file dei dimostranti</a>: 122 coloro che sono stati tratti in arresto a Mosca e che saranno espulsi nei prossimi giorni, con annessa l&#8217;imposizione di un divieto di ingresso della durata quarantennale. Il Cremlino non ha fornito indicazioni utili a determinare la nazionalità dei suddetti, e neanche ha denunciato l&#8217;infiltrazione di agenti stranieri nelle proteste, ma colpiscono due elementi: la durezza della restrizione, praticamente <em>ab aeternum</em>, e la notizia stessa, cioè il fatto che sia stata fatta circolare.</p>
<h2>Bassa affluenza, ma Russia Unita non dorme sonni tranquilli</h2>
<p>Per quanto bassa sia stata la partecipazione complessiva nell&#8217;intero territorio della Federazione russa – dalle 14mila alle oltre 60mila persone stando a quanto riferito, rispettivamente, da ministero degli Interni e gruppo di Navalny –, il comitato organizzativo ha descritto l&#8217;evento in termini entusiastici, parlando a tal proposito di un &#8220;successo&#8221;. Come possano coesistere affluenza risibile e riuscita nella stessa frase è presto detto: il richiamo di Navalny è stato sentito in più di <strong>100 città</strong>, dalla Russia europea all&#8217;Estremo Oriente, da Mosca a Ekaterinburg, arrivando fino a Vladivostok. E questo è un traguardo tanto storico quanto incontestabile.</p>
<p>Perché Navalny, <a href="https://it.insideover.com/politica/alexei-navalny-avvelenato-ecco-cosa-non-torna.html">sconosciuto a un russo su due nel 2017</a>, oggi è un nome in grado di superare quella barriera fonoassorbente che sono gli Urali, esercitando un potere persuasivo, seppure esiguo, anche sui residenti degli oblast e dei circondari siberiani ed estremo-orientali, storicamente inclini a manifestazioni di regionalismo ostile, sì, ma sostanzialmente indifferenti a quanto accade nella Russia europea. Perché Navalny, l&#8217;oppositore abituato ai risultati da &#8220;zero e virgola&#8221;, grazie alla strategia del cosiddetto &#8220;voto intelligente&#8221; ha mostrato ai partiti dell&#8217;opposizione non controllata come scardinare l&#8217;egemonia di Russia Unita.</p>
<h2>Capire la Russia e i movimenti</h2>
<p>Navalny non è <em>il</em> problema, perché politicamente e socialmente irrilevante – <a href="https://www.themoscowtimes.com/2021/04/05/1-in-2-russians-say-navalny-rightly-jailed-poll-a73469">soltanto un russo su tre</a> (29%) ritiene la condanna ingiusta, <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-occidente-parlarsi-senza-capirsi.html">un risibile 19% ne sostiene l&#8217;operato e il 56% continua ad avere un’opinione negativa di lui</a> –, ma è sicuramente la manifestazione più vistosa e fragorosa del malcontento che serpeggia tra la popolazione, in particolare quella più anagraficamente giovane. Più odiato che amato, ma ritenuto un male necessario, Navalny viene visto come un mezzo per un fine.</p>
<p>Non è una coincidenza che, avendo piena cognizione del malessere che affligge la nazione, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a> abbia dedicato gran parte del discorso annuale al Consiglio della Federazione a questioni di rilevanza domestica, per lo più afferenti all&#8217;economia e al sociale,<a href="https://letteradamosca.eu/2021/04/21/asili-o-donbass-putin-sceglie-gli-asili/"> tanto che il politologo Fulvio Scaglione ha parlato a tal proposito</a> di &#8220;<strong>discorso degli asili</strong>&#8220;.</p>
<p>Il fenomeno Navalny potrebbe essere destinato a sgonfiarsi, come accaduto alle<strong> Pussy Riot</strong> e agli altri disturbatori impiegati dall&#8217;Occidente per polarizzare la società russa e artigliare le fondamenta del sistema, ma il discorso degli asili sembra suggerire che questa volta, rispetto agli anni caldi della cosiddetta rivoluzione della neve –<a href="https://it.insideover.com/politica/russia-biden-e-realmente-prevedibile-questo-e-il-problema.html"> il flebile tentativo del duo Obama-Biden di rovesciare Putin nel 2011</a> –, il Cremlino abbia intenzione di impiegare delle cure permanenti in luogo di palliativi.</p>
<p>La <em>raison d&#8217;être </em>del discorso degli asili è che, a distanza di dieci anni esatti dalla rivoluzione della neve,<span style="font-size: 1rem;"> </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/societa/lautunno-caldo-dellera-putin.html">corruzione ed anti-elitismo (e, oggi, anche l’ambientalismo)</a><span style="font-size: 1rem;"> continuano ad essere i principali moventi in grado di trascinare per le strade i russi, di ogni età, ceto e affiliazione politica, e di turbare realmente i sonni della dirigenza moscovita. Rispetto al passato, pur essendo vero che il Cremlino ha potenziato  e stabilizzato i meccanismi di potere politico e di controllo sociale, urge tenere in considerazione che la Casa Bianca ha affinato le tecniche di guerra a distanza, come dimostrato da <strong>Euromaidan</strong>, e può approfittare delle opportunità offerte </span><em style="font-size: 1rem;">in primis</em><span style="font-size: 1rem;"> dall’effettiva ascesa di Navalny a campione dell’opposizione antisistema e </span><em style="font-size: 1rem;">in secundis</em><span style="font-size: 1rem;"> dallo scollamento tra élite e generazioni Y e Z – due eventi che potranno rivelarsi estremamente utili per scuotere le fondamenta dell’ordine putiniano.</span></p>
<div class="entry-content">
<p>Nel 2021 come nel 2011, fra Mosca e Washington è <em>déjà-vu</em>, o meglio un<em> déjà-vecu</em>, perché la collaborazione su settori specifici verrà portata avanti all’ombra di un disegno destabilizzante – da parte americana – avente come obiettivo ultimo il compimento di un sogno recondito: la fine dell’era Putin a mezzo pressioni dal basso, ovvero strumentalizzazione del fermento sociale, e laterali, ossia accerchiamento militare-economico e assalti al mondo russo.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-navalny-e-la-nuova-rivoluzione-della-neve.html">La Russia, Navalny e la nuova rivoluzione della neve</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usa ed Estonia si addestrano per contrastare gli omicidi che usano armi chimiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-ed-estonia-si-addestrano-per-contrastare-gli-omicidi-che-usano-armi-chimiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 07:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=305896</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-1024x714.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa settimana gli Stati Uniti hanno condotto una formazione virtuale con partner estoni per aiutare i responsabili delle politiche di sicurezza nazionale, i soccorritori e i leader scientifici a contrastare, rispondere e indagare sugli omicidi che coinvolgono armi di distruzione di massa (Wmd – Weapons of Mass Destruction). Quest&#8217;iniziativa fa parte di una serie di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-ed-estonia-si-addestrano-per-contrastare-gli-omicidi-che-usano-armi-chimiche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-ed-estonia-si-addestrano-per-contrastare-gli-omicidi-che-usano-armi-chimiche.html">Usa ed Estonia si addestrano per contrastare gli omicidi che usano armi chimiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_6446910-1024x714.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Questa settimana gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno condotto una formazione virtuale con partner estoni per aiutare i responsabili delle politiche di sicurezza nazionale, i soccorritori e i leader scientifici a contrastare, rispondere e indagare sugli omicidi che coinvolgono <strong>armi di distruzione di massa</strong> (Wmd – <em>Weapons of Mass Destruction</em>). Quest&#8217;iniziativa fa parte di una serie di altre che il Dipartimento di Stato intende svolgere in tutta Europa.</p>
<p><a href="https://www.state.gov/united-states-trains-republic-of-estonia-to-identify-and-respond-to-use-of-weapons-of-mass-destruction-for-assassination/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come si legge nel comunicato ufficiale</a> di Washington, i recenti avvenimenti in Europa hanno evidenziato la reale minaccia di attacchi mirati con armi di distruzione di massa. Una risposta nazionale efficace per contrastare tali atti atroci richiede canali di comunicazione saldi tra esperti tecnici, forze dell&#8217;ordine e responsabili politici. Esperti di strategia di utilizzo di Wmd degli Stati Uniti e di altri partner internazionali hanno fornito ai funzionari estoni le informazioni necessarie per creare piani di emergenza, definire ruoli e responsabilità e promuovere un ambiente che consenta alle autorità di condurre indagini in modo rapido ed efficace. I partecipanti sono stati incoraggiati a diffondere queste pratiche e le lezioni apprese tra i loro colleghi, con conseguente aumento del livello di preparazione contro potenziali attacchi mirati utilizzanti armi di distruzione di massa. Affrontare tali minacce è una priorità significativa per la sicurezza internazionale.</p>
<p>Ad essere chiamata in causa, questa volta direttamente, è ancora la <strong>Russia</strong>. Leggiamo nel prosieguo della nota stampa del Dipartimento di Stato che Mosca ha una storia particolarmente nota di utilizzo delle armi di distruzione di massa per colpire gli avversari da assassinare, incluso l&#8217;uso di un agente nervino – il <strong>Novichok</strong> – nel tentato assassinio di <strong>Sergei Skripal</strong> messo in atto nel Regno Unito nel 2018 e di <strong>Aleksej Navalny</strong> a Tomsk, in Russia nel 2020. L&#8217;Unione Sovietica ha sviluppato il Novichok ed altri agenti nervini in segreto. Nel comunicato Washington chiede anche alla Russia di cessare l&#8217;ulteriore uso di armi chimiche e di dichiarare ed eliminare totalmente il suo programma di armi chimiche in conformità con i suoi obblighi ai sensi della Convenzione internazionale su questo tipo di armi.</p>
<p>Questo è il secondo seminario condotto negli ultimi mesi incentrato sulla risposta a incidenti in cui si sospetta l&#8217;uso di armi di distruzione di massa come strumento di assassinio. Gli Stati Uniti si impegnano ad aiutare i propri partner in tutto il mondo a contrastare le attività maligne e “sono impazienti” di continuare a lavorare con loro per aiutare a riconoscere, attribuire e rispondere efficacemente agli incidenti in cui si sospetta l&#8217;uso di armi di distruzione di massa come strumento di assassinio.</p>
<p>La strategia di contenimento della Russia messa in atto dagli Stati Uniti ha ormai spostato il fulcro dei suoi sforzi nei <strong>Paesi Baltici</strong> e dell&#8217;Est Europa, che sono oggetto di sempre maggiori attenzioni da parte dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alleanza Atlantica</a> e di Washington.</p>
<p>In <strong>Estonia</strong>, ad esempio, esiste il più importante centro alleato per il contrasto alla <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cyber-warfare-il-campo-di-battaglia-piu-caldo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Cyber Warfare</strong></em></a>, il <a href="https://ccdcoe.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nato Cyber Center (CCDCOE)</a>, che recentemente ha lanciato un progetto per studiare la sicurezza delle reti <strong>5G</strong> nel contesto della mobilità militare. Il progetto è finanziato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in collaborazione con il Ministero degli Esteri estone che recentemente ha cambiato gestione: in Estonia, infatti, il 26 gennaio è stato formato un nuovo governo in relazione alle dimissioni dell&#8217;ex primo ministro, a cui è subentrata <strong>Kaja Kallas</strong>. Al dicastero alla Difesa ora si trova Kalle Laanet, 55enne laureato in giurisprudenza, che ha lavorato a lungo per la polizia estone e ha ricoperto anche il ruolo di ministro degli Interni. Dal 2007 è stato costantemente eletto membro del parlamento dove ha ricoperto varie posizioni di leadership, incluso quella di vicepresidente.</p>
<p>A sottolineare l&#8217;importanza del fronte baltico e dell&#8217;attenzione che viene rivolta da quelle parti a ciò che fa Mosca lungo i suoi confini occidentali è stato uno dei temi trattato all&#8217;incontro tenuto tra il precedente ministro della Difesa ed il comandante in capo delle forze alleate della Nato in Europa il 15 gennaio scorso. Argomento della discussione sono state le esercitazioni delle forze armate di Russia e Bielorussia “<strong>Zapad-2021</strong>” (Occidente-2021) previste per il prossimo settembre. Le parti hanno sottolineato la necessità di tenere le esercitazioni sotto controllo, poiché il loro scenario prevede (di nuovo) un conflitto con l&#8217;Alleanza Atlantica.</p>
<p>Tutti e tre i Paesi Baltici sono al centro dell&#8217;agenda europea statunitense sin dalle passate amministrazioni: <a href="https://it.insideover.com/guerra/arrivo-pioggia-dollari-le-basi-nato-europa-dellest.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fu proprio Obama a volere il programma <strong>Eri (<em>European Reassurance Initiative</em>)</strong></a> nel 2015, quando, a seguito della crisi ucraina, Washington ha stabilito di rafforzare la propria presenza nell’Europa Orientale per rassicurare quei Paesi che più si sono sentiti minacciati dalla condotta della Russia. Da allora soprattutto i Paesi Baltici, che, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">insieme alla Polonia</a>, hanno un confine con la Russia a differenza di altri paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est appartenenti alla Nato, hanno visto <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-in-estonia-contro-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumentare la presenza militare statunitense</a> e dell&#8217;Alleanza Atlantica a cui ha fatto seguito, ovviamente, l&#8217;implementazione delle strutture logistiche.</p>
<p>È molto probabile che quest&#8217;iniziativa sulle Wmd fosse predisposta da tempo, ma l&#8217;amministrazione del neoeletto Joe Biden, <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-mette-subito-nel-mirino-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avendo tra i suoi obiettivi</a> il sostegno a Navalny e la rinnovata intenzione di “esportare democrazia”, non ha perso l&#8217;occasione di accusare nuovamente la Russia per la sua – per ora solo sospetta – attività di omicidi politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-ed-estonia-si-addestrano-per-contrastare-gli-omicidi-che-usano-armi-chimiche.html">Usa ed Estonia si addestrano per contrastare gli omicidi che usano armi chimiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Navalny, l&#8217;Unione europea sanzionerà la Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-lunione-europea-sanzionera-la-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 09:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=293025</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alexei Navalny (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-1024x752.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-768x564.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-1536x1128.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-2048x1504.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 12 ottobre i ministri degli esteri dei Paesi membri dell&#8217;Unione europea si sono riuniti a Bruxelles per discutere il dossier Bielorussia e il caso Navalny, più nello specifico la soluzione da adottare nei confronti del Cremlino dopo che sull&#8217;avvelenamento si è espressa anche l&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche. Il vertice &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-lunione-europea-sanzionera-la-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-lunione-europea-sanzionera-la-russia.html">Caso Navalny, l&#8217;Unione europea sanzionerà la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alexei Navalny (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-1024x752.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-768x564.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-1536x1128.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Alexei-Navalny-marcia-La-Presse-2048x1504.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata del 12 ottobre i ministri degli esteri dei Paesi membri dell&#8217;Unione europea si sono riuniti a Bruxelles per discutere il<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-in-bielorussia-si-rischia-uno-scenario-venezuela.html"> dossier Bielorussia</a> e il<a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-francia-e-germania-contro-mosca.html"> caso Navalny</a>, più nello specifico la soluzione da adottare nei confronti del Cremlino dopo che sull&#8217;avvelenamento si è espressa anche l&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche. Il vertice si è concluso con il raggiungimento di una decisione unanime: <strong>introduzione di sanzioni</strong>.</p>
<h2>L&#8217;annuncio</h2>
<p>La decisione politica <a href="https://tass.com/world/1211339">che è stata approvata</a> dai ministri degli esteri dei 27 ha l&#8217;obiettivo di &#8220;introdurre restrizioni contro i responsabili dell&#8217;avvelenamento di Navalny&#8221;; in altri termini, si tratterà di sanzioni mirate e circoscritte ad una lista precisa di entità e/o individui. Alla luce della difficoltà di risalire ai perpetratori del presunto avvelenamento, intesi sia come mandanti che come esecutori, il vertice <span style="font-size: 1rem;">si è concluso</span><span style="font-size: 1rem;"> con l&#8217;adozione della decisione politica e con la promessa di iniziare al più presto uno studio per capire chi e cosa sanzionare.</span></p>
<p>Secondo fonti diplomatiche citate da <em>TASS</em>, l&#8217;agenzia di stampa russa, &#8220;l&#8217;Unione Europea ha carenza di sospetti contro i quali imporre sanzioni&#8221; e, perciò, sarebbe al vaglio della diplomazia comunitaria &#8220;la creazione di un meccanismo separato che imporrà sanzioni contro alcuni ufficiali russi alla ricerca di un&#8217;indagine trasparente sull&#8217;accaduto&#8221;.</p>
<p>In breve, la rappresaglia di Bruxelles potrebbe colpire degli individui e/o delle organizzazioni che non hanno alcun legame con il presunto avvelenamento, ma la cui messa sotto pressione potrebbe e/o dovrebbe spingere il Cremlino ad adottare un atteggiamento collaborativo sulla questione. Si tratta di un indizio molto importante, per un motivo: non può sussistere una tale aspettativa se l&#8217;intenzione è quella di sanzionare ufficiali di basso rango.</p>
<h2>I nomi sulla lista</h2>
<p>I primi nomi da inserire nell&#8217;elenco dei sanzionabili sono stati presentati <a href="https://www.aa.com.tr/en/europe/eu-agrees-on-new-russia-sanctions-for-navalny-poisoning/2004111">da Germania e Francia</a>, le quali hanno presentato delle prove a supporto della scelta, ovvero a sostegno dell&#8217;ipotesi che possano aver giocato un ruolo nella vicenda. Secondo quanto appreso da <em>Le Monde</em>, la lista presentata dall&#8217;asse Berlino-Parigi sarebbe composta<a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2020/10/08/affaire-navalny-paris-et-berlin-appellent-l-ue-a-des-sanctions-contre-la-russie_6055264_3210.html"> da nove nomi</a>, tutti appartenenti alla presidenza Putin e/o comunque all&#8217;apparato di sicurezza. Un&#8217;indiscrezione simile è stata rilanciata dall&#8217;AGI, e poi ripresa da La Stampa, secondo cui l&#8217;elenco al vaglio dei tecnici sarebbe composto<a href="https://www.lastampa.it/esteri/2020/10/13/news/l-europa-lancia-la-sfida-a-putin-sanzioni-per-il-caso-navalny-1.39409893"> da otto nomi</a>: sei persone e due organizzazioni.</p>
<p>Sull&#8217;identità degli individui e/o delle organizzazioni nel mirino di Bruxelles vige il massimo riserbo, ma fonti russe raggiunte da InsideOver sembrano avere la certezza che le sanzioni &#8220;riguarderanno funzionari presumibilmente coinvolti nello sviluppo del Novichok e persone che si ritiene abbiano violato la<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32018D1544"> decisione 1544/2018</a> del Consiglio dell&#8217;Unione Europea e/o abbiano fatto disinformazione e ostacolato le indagini&#8221;.</p>
<p>Le sanzioni, prosegue la nostra fonte, &#8220;non dovrebbero condizionare le relazioni economiche e il clima degli investimenti&#8221;, poiché dovrebbero essere limitate al congelamento dei visti e ai divieti d&#8217;ingresso, ragion per cui al Cremlino domina un certo ottimismo. Questo sentimento positivo, ci viene fatto notare, è anche legato ad un fatto: la proposta di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html">affossare il Nord Stream 2</a> sarebbe naufragata definitivamente, <strong>rigettata in sede di Consiglio</strong>; le sanzioni, quindi, avranno uno scopo più simbolico, davanti agli occhi di Washington, che pratico.</p>
<h2>Il caso, un riepilogo</h2>
<p>Navalny<a href="https://it.insideover.com/politica/alexei-navalny-avvelenato-ecco-cosa-non-torna.html"> si è sentito male la mattina del 20 agosto</a> a bordo di un volo che lo avrebbe portato da Tomsk a Mosca, costringendo l’aereo ad un atterraggio di emergenza poco dopo il decollo. La situazione è parsa grave sin dai primi istanti, perché l’attivista anti-corruzione era stato ricoverato <strong>in stato comatoso</strong>, ma è stata al tempo stesso caratterizzata da un alone di mistero, perché l’ospedale di Omsk non aveva trovato tracce di avvelenamento nel sangue.</p>
<p>Una volta che le condizioni di Navalnyj si sono stabilizzate, la famiglia ne ha richiesto ed ottenuto il trasferimento all’estero, più precisamente in Germania, dove si trova tutt’oggi ricoverato. Dagli accertamenti effettuati dal personale medico tedesco nel corso della degenza sarebbero emerse prove di un <a href="https://it.insideover.com/politica/laccusa-tedesca-navalny-avvelenato-con-novichok.html">avvelenamento da Novichok</a>, un agente nervino di produzione sovietica che, tuttavia, negli anni è stato prodotto anche in diversi Paesi occidentali.</p>
<p>Da quando, a inizio settembre, i medici tedeschi hanno dato per certo l’avvelenamento da Novichok – e dal 6 ottobre le loro conclusioni sono supportate e rafforzate dall’Opac – tra l’Ue e la Russia è scoppiata una nuova crisi diplomatica, che gli Stati Uniti e la Polonia hanno sfruttato per mettere sotto pressione la Germania, chiedendo come ritorsione punitiva e simbolica l’annullamento del gasdotto della discordia, il<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/limportanza-gasdotto-nord-stream-due.html"> Nord Stream 2</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-lunione-europea-sanzionera-la-russia.html">Caso Navalny, l&#8217;Unione europea sanzionerà la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Navalny, Francia e Germania contro Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-francia-e-germania-contro-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2020 09:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=292508</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel parla ai media tedeschi su Navalny (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-768x361.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il presunto avvelenamento dell&#8217;attivista politico russo Aleksej Navalnyj ha avuto dei riflessi impensabili sul piano delle relazioni diplomatiche tra l&#8217;Unione Europea e la Russia, provocando una crisi che potrebbe culminare nell&#8217;introduzione di nuove sanzioni contro quest&#8217;ultima. Il piano Il 7 ottobre, dopo settimane di accuse velate e proposte variegate di rappresaglie contro il Cremlino, fra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-francia-e-germania-contro-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-francia-e-germania-contro-mosca.html">Caso Navalny, Francia e Germania contro Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel parla ai media tedeschi su Navalny (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-parla-ai-media-tedeschi-su-Navalny-Getty-e1599580805413-768x361.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il presunto avvelenamento dell&#8217;attivista politico russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alexei-navalny.html">Aleksej Navalny</a>j ha avuto dei riflessi impensabili sul piano delle relazioni diplomatiche tra l&#8217;Unione Europea e la Russia, provocando una crisi che potrebbe culminare nell&#8217;introduzione di nuove sanzioni contro quest&#8217;ultima.</p>
<h2>Il piano</h2>
<p>Il 7 ottobre, dopo settimane di accuse velate e proposte variegate di rappresaglie contro il Cremlino, fra le quali<a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html"> l&#8217;annullamento del Nord Stream 2</a>, i governi di Francia e Germania<a href="https://www.dw.com/en/germany-france-push-for-russia-sanctions-over-navalny-poisoning/a-55193602"> hanno comunicato</a>, attraverso una dichiarazione congiunta firmata dai rispettivi ministri degli esteri, di aver raggiunto una decisione finale sul caso Navalny: la Russia è direttamente &#8220;coinvolta ed è responsabile&#8221; dell&#8217;avvelenamento dell&#8217;attivista, non vi è altra &#8220;spiegazione plausibile&#8221;, e, perciò, verrà chiesta l&#8217;<strong>introduzione di sanzioni</strong> nei suoi confronti in sede europea.</p>
<p>Nella dichiarazione si legge che &#8220;le proposte [ndr. di sanzioni] riguarderanno individui ritenuti responsabili di questo crimine e della violazione di norme internazionali [&#8230;] e un&#8217;istituzione coinvolta nel programma Novichok&#8221;.</p>
<p>Heiko Maas, il capo della diplomazia di Berlino, commentando la decisione franco-tedesca, ha spiegato che le sanzioni saranno &#8220;mirate e distruttive&#8221; perché trattasi di una &#8220;grave violazione del diritto internazionale perpetrata con agente chimico di guerra, qualcosa che non può restare senza conseguenze&#8221;.</p>
<p>La posizione francotedesca ha incassato l&#8217;immediato supporto di Londra, mentre è stata ovviamente criticata dal Cremlino, che continua a negare ogni coinvolgimento e, anzi, <a href="https://www.ibtimes.com/vladimir-putins-latest-theory-his-rival-alexei-navalny-may-have-poisoned-himself-3051241">ha avanzato la tesi</a> suggestiva che l&#8217;intero evento sia stato orchestrato e sceneggiato da Navalnyj in persona per ottenere visibilità e appesantire ulteriormente il clima da guerra fredda che dal 2014 caratterizza i rapporti tra Bruxelles e Mosca.</p>
<p>L&#8217;intenzione di implementare delle sanzioni contro Mosca, che si accumuleranno a quelle già in vigore per via della guerra in Ucraina e di altri dossier, segue di un giorno<a href="https://meduza.io/en/news/2020/10/08/navalny-s-anti-corruption-foundation-demands-chemical-weapons-trafficking-investigation-over-his-poisoning"> la pubblicazione dei risultati effettuati</a> dall&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), che confermerebbero la presenza di Novichok nel sangue dell&#8217;attivista.</p>
<h2>I russi non credono all&#8217;avvelenamento</h2>
<p>Navalnyj, pur venendo dipinto come il principale oppositore del Cremlino e, più in generale, del putinismo, non gode di grande supporto tra i connazionali e neanche l&#8217;avvelenamento ha cambiato la situazione. Secondo un sondaggio d&#8217;opinione del prestigioso Centro Levada, <a href="https://meduza.io/en/news/2020/10/02/more-than-half-of-russians-do-not-believe-alexey-navalny-was-poisoned-levada-center-poll-says">datato 2 ottobre</a>, <strong>soltanto un russo su tre</strong> (33%) crede alla storia dell&#8217;avvelenamento, il 45% non prova particolari emozioni e sentimenti a riguardo, né positivi né negativi, ossia è indifferente, solamente il 20% approva il suo operato e, curiosamente, coloro che credono all&#8217;avvelenamento manifestano delle opinioni sul tema tutt&#8217;altro che omogenee.</p>
<p>In breve, secondo quanto emerso dai risultati del sondaggio, credere alla pista dell&#8217;avvelenamento non equivale a credere che sia stato obbligatoriamente un tentativo di eliminazione partorito nelle stanze dei bottoni del Cremlino. I russi, infatti, sull&#8217;argomento mostrano tre posizioni inconciliabili che sono, rispettivamente, la convinzione che Navalnyj sia stato avvelenato dal governo (30%), da qualche personaggio sul quale ha indagato la sua fondazione anti-corruzione (8%) o dai servizi segreti di un Paese occidentale (8%).</p>
<h2>Il caso, un riepilogo</h2>
<p>Navalny<a href="https://it.insideover.com/politica/alexei-navalny-avvelenato-ecco-cosa-non-torna.html"> si è sentito male la mattina del 20 agosto</a> a bordo di un volo che lo avrebbe portato da Tomsk a Mosca, costringendo l’aereo ad un atterraggio di emergenza poco dopo il decollo. La situazione è parsa grave sin dai primi istanti, perché l’attivista anti-corruzione era stato ricoverato <strong>in stato comatoso</strong>, ma è stata al tempo stesso caratterizzata da un alone di mistero, perché l’ospedale di Omsk non aveva trovato tracce di avvelenamento nel sangue.</p>
<p>Una volta che le condizioni di Navalnyj si sono stabilizzate, la famiglia ne ha richiesto ed ottenuto il trasferimento all&#8217;estero, più precisamente in Germania, dove si trova tutt&#8217;oggi ricoverato. Dagli accertamenti effettuati dal personale medico tedesco nel corso della degenza sarebbero emerse prove di un <a href="https://it.insideover.com/politica/laccusa-tedesca-navalny-avvelenato-con-novichok.html">avvelenamento da Novichok</a>, un agente nervino di produzione sovietica che, tuttavia, negli anni è stato prodotto anche in diversi Paesi occidentali.</p>
<p>Da quando, a inizio settembre, i medici tedeschi hanno dato per certo l&#8217;avvelenamento da Novichok – e dal 6 ottobre le loro conclusioni sono supportate e rafforzate dall&#8217;Opac – tra l&#8217;Ue e la Russia è scoppiata una nuova crisi diplomatica, che gli Stati Uniti e la Polonia hanno sfruttato per mettere sotto pressione la Germania, chiedendo come ritorsione punitiva e simbolica l&#8217;annullamento del gasdotto della discordia, il<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/limportanza-gasdotto-nord-stream-due.html"> Nord Stream 2</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-francia-e-germania-contro-mosca.html">Caso Navalny, Francia e Germania contro Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Polonia dietro la titubanza tedesca sul Nord Stream 2</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 15:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=288824</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Campo di Yamal" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-1024x634.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I disordini in Bielorussia e il presunto avvelenamento di Alexei Navalny hanno contribuito a confermare che all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea si trova una nuova potenza-guida, capace di trainare il proprio vicinato e di condizionare e mettere sotto pressione anche il blocco franco-tedesco: la Polonia. Cosa sta accadendo? La decisione di Angela Merkel di chiedere una politica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html">La Polonia dietro la titubanza tedesca sul Nord Stream 2</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Campo di Yamal" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_9750903-1024x634.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I<a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bielorussia-la-vittoria-di-lukashenko-oscurata-dagli-scontri.html"> disordini in Bielorussia</a> e il <a href="https://it.insideover.com/politica/alexei-navalny-avvelenato-ecco-cosa-non-torna.html">presunto avvelenamento di Alexei Navalny</a> hanno contribuito a confermare che all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea si trova una <strong>nuova potenza-guida</strong>, capace di trainare il proprio vicinato e di condizionare e mettere sotto pressione anche il blocco franco-tedesco: la Polonia.</p>
<h2>Cosa sta accadendo?</h2>
<p>La decisione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> di chiedere una politica basata sulla<strong> linea dura</strong> nei confronti del Cremlino per via del presunto avvelenamento di Alexei Navalny si è rivelata un errore tattico nel medio termine perché da più parti, sia dall&#8217;Ue che da oltreoceano, aumentano con il passare dei giorni le pressioni sulla cancelleria affinché venga avallata la più estrema delle punizioni: l&#8217;<strong>annullamento del gasdotto del Nord Stream 2</strong>.</p>
<p>La Merkel è in una posizione molto complicata e dovrà saper giocare di maestria per evitare che il costo del caso Navalny possa essere il sacrificio della propria agenda per la sicurezza energetica. Infatti, a chiedere il congelamento definitivo dei lavori, ormai completi al 90%, è una parte significativa del mondo politico tedesco, fra cui esponenti dell&#8217;Unione Cristiano-Democratica e dei Verdi e, soprattutto, membri di spicco del governo, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f561a4ef03903.14915973/3088214/2020-09-07/speciale-difesa-germania-russia-ministro-difesa-kramp-karrenbauer-apre-a-sanzioni-su-nord-stream-2">come il ministro della difesa</a> Annegret Kramp-Karrenbauer. Quest&#8217;ultima, raggiunta dal quotidiano <em>Handelsblatt</em>, ha dichiarato che &#8220;ho sempre detto che il <span class="hilg1">Nord</span> <span class="hilg2">Stream</span> 2 non è un progetto che mi sta a cuore, mi è sempre stato chiaro che dovevano essere presi in considerazione i legittimi interessi di sicurezza degli Stati dell&#8217;Europa centro-orientale e dell&#8217;Ucraina&#8221;.</p>
<p>Per capire pienamente e adeguatamente le parole della Kramp-Karrenbauer<a href="https://www.agenzianova.com/a/5f55d8477cbee1.91169277/3087593/2020-09-07/germania-russia-roettgen-cdu-con-nord-stream-2-l-ucraina-sarebbe-finita"> è necessario ricollegarsi</a> ad una serie di interventi avvenuti nei giorni precedenti e che si rifanno ad una scuola di pensiero ostile al Nord Stream 2 per ragioni di realpolitik e fedeltà a Washington. Ciò che sostengono i fautori di tale linea, fra i quali Armin Laschet, Friedrich Merz e Norbert Roettgen, quest&#8217;ultimo è il presidente della commissione Affari esteri del Bundestag, è che l&#8217;incremento, o meglio il raddoppio, del flusso di gas russo in entrata annualmente lavora in senso contrario all&#8217;agenda di Berlino per la nazione, per l&#8217;Ue e per l&#8217;area extra-Ue sottratta (o da sottrarre) all&#8217;influenza di Mosca.</p>
<p>I punti-chiave di questa visione sono tre. Innanzitutto il Nord Stream 2 sarebbe un ostacolo nel percorso di Berlino verso la sicurezza energetica, che andrebbe intesa come diversificazione dei rifornitori e non come aumento dell&#8217;approvvigionamento da una sola fonte. Per quanto ritenuto un progetto di rilievo nazionale, invece, dal potenziamento del Nord Stream deriveranno conseguenze per l&#8217;intera Ue: il gasdotto rallenterà il compimento dell&#8217;intera strategia comunitaria per la sicurezza energetica, fra i cui obiettivi figura una riduzione significativa delle importazioni di gas russo. Infine, si sottolinea come il Nord Stream 2 renderebbe la Russia maggiormente &#8220;indipendente dal punto di vista della politica energetica&#8221; e comporterebbe la &#8220;fine&#8221; dell&#8217;Ucraina. Quest&#8217;ultima, infatti, perderebbe gran parte del proprio valore geostrategico, oltre che una <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/ukrainealert/ukraines-7-billion-russian-gas-transit-deal-at-risk-amid-claims-of-political-pressure/">parte cospicua di entrate</a> nel proprio bilancio, in quanto il Cremlino sarebbe in grado di redirezionare i flussi di gas in entrata nell&#8217;Ue dal territorio ucraino al Baltico.</p>
<p>È in questo contesto di incontro e scontro fra interesse nazionale, europeo e di attori extra-europei, fra i quali Stati Uniti ed Ucraina, che sta muovendosi la Merkel nel tentativo di trovare una soluzione che possa soddisfare tutte le parti e che, soprattutto, <strong>eviti</strong> che Berlino paghi il prezzo più caro. Per questo motivo, pur avendo precisato che lo studio di ogni ritorsione per il caso Navalny è sul tavolo, la cancelliera tedesca <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3090433/2020-09-08/germania-merkel-questione-nord-stream-2-e-caso-navalnyj-devono-avere-risposta-europea">ha anche ribadito</a> che non si è trattato di un &#8220;attacco alla Germania&#8221; e che perciò &#8220;la risposta deve essere europea&#8221;.</p>
<h2>Il fattore Polonia</h2>
<p>La Polonia sta giocando il ruolo del Paese-guida dell&#8217;intera Ue – o almeno questo è ciò a cui aspira – sin dallo scoppio dei disordini in Bielorussia. È precisamente lì, a Minsk, che gli strateghi di Varsavia hanno dimostrato di possedere<a href="https://it.insideover.com/politica/come-succede-se-cade-lukashenko.html"> una propria visione geopolitica</a>, non necessariamente legata o vincolata a quella dell&#8217;Ue e/o degli Stati Uniti, elaborando dei<a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html"> piani d&#8217;azione</a>, portando avanti delle <a href="https://it.insideover.com/politica/rivolte-in-bielorussia-la-nato-si-rivolge-alla-polonia.html">iniziative completamente autonome</a> e, inoltre,<a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dellue-per-minsk.html"> spingendo l&#8217;intera comunità dei 27</a> ad appiattirsi sulla posizione polacca.</p>
<p>Dopo il successo indiscusso ottenuto nel dossier Minsk, adesso la squadra di <a href="https://it.insideover.com/politica/conservatori-filo-usa-e-anti-russia-cosi-il-pis-ha-cambiato-la-polonia.html">Diritto e Giustizia</a> (PiS) sta tentando una replica a Berlino facendo leva sulla reazione emotiva suscitata dal caso Navalny nell&#8217;opinione pubblica europea, in particolar modo nell&#8217;area dell&#8217;ex Patto di Varsavia, che è in assoluto la più sensibile alle minacce russe, che siano vere o presunte.</p>
<p>Il primo ministro<strong> Mateusz Morawiecki</strong> e la dirigenza di PiS stanno approfittando di ogni occasione per inviare messaggi all&#8217;indirizzo della Merkel: comparse radiofoniche, apparizioni televisive, interviste, comizi. Ad ogni modo è fra l&#8217;8, il 9 e il 10 settembre che sono stati inviati i messaggi più importanti; negli ultimi  due casi si è trattato di vere e proprie offerte.</p>
<p>Nel primo caso Morawiecki, <a href="https://www.bloombergquint.com/business/russian-gas-link-halt-no-brainer-for-germany-morawiecki-says">parlando su Bloomberg Tv</a>, ha collegato i fatti di Minsk e il caso Navalny, ritenendoli un tutt&#8217;uno e avvertendo che dovrebbero fungere da &#8220;sveglia finale&#8221; per la Germania nei riguardi delle possibilità di normalizzare le relazioni con la Russia. Alla luce dei due eventi, la soluzione più coerente e giusta sarebbe quella di cancellare il Nord Stream 2.</p>
<p>Il 9, il portavoce ufficiale del governo polacco, Piotr Muller,<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3091906/2020-09-09/speciale-energia-governo-polonia-germania-puo-usare-baltic-pipe-se-abbandona-nord-stream-2"> ha lanciato una proposta</a> a Berlino: l&#8217;annullamento del Nord Stream 2 in cambio di una compartecipazione al <strong>gasdotto baltico</strong>. Secondo Muller, per ragioni che esulano dalla politica ma che riguardano la sfera della &#8220;solidarietà europea&#8221;, &#8220;la <span class="hilg1">Polonia</span> è aperta all&#8217;utilizzo delle infrastrutture che ha costruito per la sua stessa sicurezza energetica&#8221;. Secondo Muller, la decisione di offrire a Berlino una fetta del gasdotto baltico è anche legata al fatto che a Varsavia si vede Nord Stream 2 come una contraddizione dell'&#8221;idea di solidarietà e sicurezza energetica&#8221;, e quest&#8217;ultima dovrebbe &#8220;essere costruita con un approccio paneuropeo&#8221;.</p>
<p>Le dichiarazioni di Muller hanno avuto seguito in tempi ultra-celeri: la mattina del 10, esponenti di Solidarna Polska, partito che compone l&#8217;esecutivo, hanno presentato al Sejm, la camera bassa del parlamento, <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3093769/2020-09-10/energia-polonia-solidarna-polska-propone-risoluzione-per-invitare-germania-a-fermare-nord-stream-2-2">una proposta di risoluzione formale</a> con la quale invitare il governo tedesco a chiudere i cantieri del gasdotto. Secondo quanto si legge, fermare i lavori e annullare il progetto sarebbe un<strong> imperativo strategico</strong> per l&#8217;intera Ue in quanto la sua realizzazione cristallizzerebbe la posizione monopolistica di Gazprom nel mercato energetico comunitario.</p>
<h2>Cos&#8217;è il gasdotto baltico?</h2>
<p>Si tratta di una<a href="https://it.insideover.com/economia/la-strategia-della-polonia-per-rompere-la-dipendenza-dal-gas-russo.html"> rete per il trasporto del gas</a> raccolto nel Mare del Nord via Danimarca che, nei piani del PiS, dovrebbe essere sfruttata per fare della Polonia un hub energetico regionale dal quale potranno rifornirsi i paesi Visegrad, grazie ad una capacità di trasporto annuale di 10 miliardi di metri cubi. La capacità è stata scrupolosamente studiata per consentire di sostituire <strong>completamente </strong>le importazioni di gas russo. I lavori di costruzione dovrebbero terminare entro ottobre 2022, che si prospetta essere l&#8217;anno della svolta per Varsavia.</p>
<p>Quell&#8217;anno scadrà il contratto di lungo termine di fornitura energetica che attualmente lega Varsavia a Gazprom, ed il governo di PiS sta lavorando arduamente affinché entro tale data il paese raggiunga una<strong> sicurezza energetica</strong> basata sull’autoproduzione e sulla diversificazione, cessando la dipendenza sedimentata dal gas naturale russo – che nel 2017 ha soddisfatto il 54% della domanda interna polacca – in maniera tale da non rinnovare l’accordo.</p>
<p>Per raggiungere l’ambito proposito, la <strong>Polish Oil and Gas Company</strong> (POGC) ha concluso una serie di storici contratti di approvvigionamento nell’ultimo triennio con Stati Uniti, Qatar e Norvegia, sullo sfondo di concomitanti sforzi per il rilancio della produzione energetica nazionale, con fonti tradizionali e rinnovabili, e per il potenziamento delle capacità del terminale per il gas liquefatto di Świnoujście da 5 a 7,5 miliardi di metri cubi annuali.</p>
<p>Gli accordi bilaterali più importanti son stati siglati fra il 2018 e il 2019 con le americane Venture Global Calcasieu Pass e Venture Global Plaquemines LNG, hanno durata ventennale e garantiranno alla Polonia una fornitura annuale di oltre 3 milioni e 500mila tonnellate di gas liquefatto l’anno. Ad ogni modo, il progetto più ambizioso dell&#8217;intera strategia di emancipazione energetica è il gasdotto baltico.</p>
<p>A partire dal 2024, la somma dei contratti pattuiti dalla Pogc con norvegesi, qatarioti e statunitensi, consentirà al paese di ricevere un flusso costante e regolare di almeno <strong>12,5 miliardi di metri cubi</strong> di gas liquefatto l&#8217;anno – una cifra di cui si può comprendere il pieno significato solo comparandola all’attuale quantità di gas liquefatto ricevuto, che è di 3,5 miliardi di metri cubi.<br />
Il gas naturale dalla Norvegia e il liquefatto da Stati Uniti e Qatar saranno superiori a quanto demandato dal fabbisogno nazionale, e il dispensabile sarà utilizzato per creare un<strong> piccolo mercato energetico</strong>, libero dal monopolio russo e da prezzi inflazionati, con la Polonia al centro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-dietro-la-titubanza-tedesca-sul-nord-stream-2.html">La Polonia dietro la titubanza tedesca sul Nord Stream 2</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pompeo, Navalny e l&#8217;intreccio tedesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pompeo-navalny-e-lintreccio-tedesco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 09:44:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=288900</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="783" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo in conferenza al Dipartimento di Stato a Washington (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-768x401.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo giorni di silenzio, Washington si esprime sul caso Navalny, il dissidente russo che, secondo la ricostruzione degli inquirenti tedeschi, sarebbe stato avvelenato con il Novichok, un agente nervino prodotto in Unione Sovietica tra il 1970 ed il 1993. A rompere gli indugi è stato proprio Mike Pompeo che ha ribadito che Washington e tutti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pompeo-navalny-e-lintreccio-tedesco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pompeo-navalny-e-lintreccio-tedesco.html">Pompeo, Navalny e l&#8217;intreccio tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="783" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo in conferenza al Dipartimento di Stato a Washington (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-in-conferenza-al-Dipartimento-di-Stato-a-Washington-La-Presse-e1599731045607-768x401.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo giorni di silenzio, <strong>Washington</strong> si esprime sul <a href="https://it.insideover.com/politica/alexei-navalny-avvelenato-ecco-cosa-non-torna.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caso Navalny</a>, il dissidente russo che, secondo la ricostruzione degli inquirenti tedeschi, sarebbe stato avvelenato con il <strong>Novichok</strong>, un agente nervino prodotto in Unione Sovietica tra il 1970 ed il 1993.</p>
<p>A rompere gli indugi è stato proprio <strong>Mike Pompeo</strong> che <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/09/10/pompeo-mosca-dietro-veleno-a-navalny_af93e04c-5cdf-4a7e-896d-76ebd592ebeb.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha ribadito</a> che Washington e tutti i suoi alleati europei vogliono che la Russia “renda conto dei responsabili” e ha aggiunto che gli Stati Uniti cercheranno di identificare i colpevoli. “È qualcosa che esamineremo, valuteremo e ci assicureremo di fare ciò che dobbiamo fare per ridurre la probabilità che qualcosa di simile accada di nuovo” ha detto il segretario di Stato americano.</p>
<p>Sino a ieri l&#8217;amministrazione americana è stata sempre <strong>titubante</strong> nell&#8217;addossare la colpa del presunto avvelenamento di Navalny a Mosca: il presidente <b>Donald Trump </b>aveva affermato di “non aver ancora visto” le prove dell&#8217;avvelenamento, <a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/erklaerung-der-bundesregierung-im-fall-nawalny-1781790" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mentre la Germania aveva già sostenuto che era stato avvelenato</a> da un agente nervino a seguito di analisi cliniche condotte all&#8217;ospedale Charité di Berlino, dove il russo è stato trasferito per essere curato.</p>
<p>Navalny era giunto in Germania dopo un braccio di ferro tra la sua famiglia e il governo russo, con il cancelliere tedesco Angela Merkel che addirittura <a href="https://formiche.net/2020/09/navalny-novichok/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva offerto asilo politico</a> all&#8217;oppositore di Putin affinché le autorità di Mosca concedessero il trasferimento.</p>
<p>Durante questa vicenda il silenzio statunitense, con solo le parole del presidente Trump a commento, è apparso più fragoroso di una grancassa: mentre un alleato importante come la <strong>Germania</strong> era praticamente certo delle responsabilità russe, la Casa Bianca sembrava voler minimizzare.</p>
<p>Le parole di Pompeo in merito, che sovvertono questa tendenza, non devono però essere viste come un fulmine a ciel sereno.</p>
<p>La Casa Bianca ha, molto probabilmente, fatto tutta una serie di valutazioni di carattere interno ed esterno. <em>In primis</em> c&#8217;è da considerare che Trump si trova nel vivo della <strong>campagna elettorale</strong>, con le elezioni che ormai sono praticamente dietro l&#8217;angolo, e un atteggiamento accomodante nei confronti della Russia, di cui è stato sempre accusato dai Dem ma anche dai suoi stessi colleghi di partito, sarebbe assolutamente controproducente in questo senso, pertanto ha scelto di lasciare a Pompeo l&#8217;onere di fare il “cattivo” di turno, anche in considerazione del fatto che, per il modo stesso di gestire la presidenza che ha dimostrato di avere Trump, può aver pensato di recuperare i rapporti con Mosca con contatti personali di alto livello, come ha già fatto in passato.</p>
<p>Secondariamente c&#8217;è un aspetto <strong>geopolitico</strong> non indifferente da considerare, e riguarda proprio la Germania.</p>
<p>I rapporti tra Berlino e Washington sono, senza ombra di dubbio, <strong>ai minimi storici</strong> per tutta una serie di motivi che vanno dalla questione energetica legata al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/limportanza-gasdotto-nord-stream-due.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>gasdotto Nord Stream 2</strong></a>, alla questione economica coi <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-dazi-di-trump-colpisce-anche-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>dazi</strong></a> su alluminio e acciaio, passando per quella industriale e <strong>militare</strong>: la Germania, infatti, viene accusata dalla Casa Bianca di non spendere abbastanza per la Difesa e, inoltre, di impiegare il denaro profuso per l&#8217;acquisto di armamenti non fabbricati negli Stati Uniti.</p>
<p>Questo ha portato, come concausa, alla decisione dell&#8217;esecutivo Usa di <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-ritira-i-soldati-dalla-germania-si-apre-la-frattura-euro-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ridurre il numero di truppe stanziate nel Paese</a> con la chiusura di basi importanti e lo spostamento di intere divisioni o <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-gli-usa-hanno-spostato-gli-f-16-ad-aviano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stormi di cacciabombardieri</a> sui territori di altri alleati della Nato.</p>
<p>Chi crede che sia l&#8217;unico motivo alla base di questo epocale provvedimento però sbaglia: la Casa Bianca ha pensato principalmente, così facendo, di venire incontro alle richieste degli <strong>alleati più orientali</strong> dell&#8217;Alleanza Atlantica, in particolare la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-polonia-plasma-la-difesa-con-gli-occhi-puntati-alla-russia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Polonia</a>, che si sentono particolarmente minacciati dall&#8217;attività russa ai propri confini soprattutto in considerazione di quanto avvenuto in <strong>Ucraina</strong> nel 2014, quando un vero e proprio putsch ha portato all&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> nella Federazione Russa.</p>
<p>Con delle simili contingenze gli Stati Uniti hanno forse pensato di <strong>allinearsi alla posizione della Germania</strong>, che resta pur sempre uno dei più importanti Paesi della Nato, per cercare sia di smorzare i toni della contesa tra Washington e Berlino, sia di dimostrare all&#8217;esterno l&#8217;unità dell&#8217;Alleanza in un momento storico così particolare, in cui sembra di essere tornati ai livelli di tensione che si vivevano al culmine della Guerra Fredda.</p>
<p>Da parte russa le parole di Pompeo hanno destato la reazione del vice ministro degli Esteri, <strong>Sergey Ryabkov</strong>, che ha riferito della possibilità più che reale che si giunga a nuove sanzioni internazionali. “Le sanzioni sono diventate uno strumento dominante della politica estera statunitense” ha detto Ryabkov ad <em>Interfax</em> “ma non è questo il motivo per cambiare qualcosa nel nostro approccio, che è assolutamente logico e spiegabile”.</p>
<p>Mosca ha protestato anche con la Germania per quelle che sostiene essere “accuse infondate” sulla questione Navalny. Il ministero degli Esteri russo ha precisato, durante un incontro con l&#8217;ambasciatore tedesco, che un eventuale rifiuto di Berlino di fornire informazioni sul caso sarebbe visto dal Cremlino come “una provocazione ostile” che sarebbe “carica di conseguenze” che riteniamo <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-perche-la-germania-non-puo-dire-di-no-alla-russia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">possano essere del tipo &#8220;energetico&#8221;</a>.</p>
<p>La Russia ha l&#8217;impressione che la Germania si rifiuti di cooperare per motivi politici. A sostenerlo è sempre Ryabkov quando dice che “si ha sempre più l&#8217;impressione che essi stiano evitando questa cooperazione per qualche motivo politico. Ce ne rammarichiamo”. Il vice ministro degli Esteri russo potrebbe avere ragione: il caso Navalny si potrebbe considerare come una perfetta “colomba della pace” tra Washington e Berlino in un momento storico in cui i reciprochi rapporti, come abbiamo visto, non sono affatto idilliaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pompeo-navalny-e-lintreccio-tedesco.html">Pompeo, Navalny e l&#8217;intreccio tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/532 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-25 06:39:14 by W3 Total Cache
-->