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	<title>Alcide De Gasperi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Alcide De Gasperi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 07:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> L'urgente bisogno, per l'Europa, di riscoprire i messaggi dei padri fondatori per evitare un ulteriore declino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html">Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il 9 maggio si celebra la <strong>Giornata dell&#8217;Europa</strong> ma è un&#8217;altra Europa rispetto a quella che viviamo oggi. Non è l&#8217;Europa del 9 maggio 1950, giorno  in cui vi fu la dichiarazione del ministro degli Esteri francese Robert Schuman fautrice di una messa in comune degli elementi di conflittualità di ieri per costruire, un domani, un&#8217;Europa forte e vigile sulle macerie della Seconda guerra mondiale. </p>



<p>Non è nemmeno l&#8217;Europa del 29 giugno 1985, quando nella cornice del <strong>Castello Sforzesco di Milano il Consiglio Europeo presieduto da Bettino Craxi</strong> spinse per l&#8217;introduzione della festa nel &#8220;canone&#8221; dell&#8217;allora Comunità Economica Europea, oltre a forzare la mano al Regno Unito di Margaret Thatcher per accelerare sull&#8217;<strong>Atto Unico Europeo del 1987</strong>, preludio al Trattato di Maastricht e alla nascita dell&#8217;Unione Europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa mondiale di Schuman, Adenauer e De Gasperi</h2>



<p>L&#8217;Europa di Schuman, del cancelliere tedesco Konrad Adenauer e del presidente del Consiglio italiano <strong>Alcide De Gasperi</strong> mirava a far risorgere il Vecchio Continente dalle macerie della guerra con un&#8217;alta vocazione <strong>politica, culturale, antropologica</strong>: la messa in comune dei fattori produttivi, dalla Comunità Economica del Carbone e dell&#8217;Acciaio a Euratom per arrivare alla Cee, il <strong>mercato unico</strong> da costruire gradualmente come antidoto alle rivalità internazionali, la spinta alla cooperazione in nome della ricostruzione, la chiarezza dell&#8217;inserimento in un campo geopolitico<strong> (l&#8217;Occidente della Guerra Fredda)</strong> che però non impediva di sottolineare le eccellenze del portato della storia e della cultura dell&#8217;Europa, la cooperazione tra grandi culture politiche, dal popolarismo cattolico al socialismo democratico, in nome di un progetto più grande.</p>



<p>L&#8217;<strong>Europa di Schuman, Adenauer e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html"><strong>De Gasperi</strong> </a>fu ispirata da alti valori e con l&#8217;obiettivo di <strong>ricucire le ferite della &#8220;guerra civile&#8221; del 1914-1945</strong> che aveva causato il suicidio del Vecchio Continente, e di gettare le basi della ricostruzione. Guidata da popolari e socialisti, nei trent&#8217;anni successivi l&#8217;Europa conobbe i <strong>decenni di sviluppo più impetuoso</strong>, di industrializzazione più spinta e di sviluppo commerciale più vasto e distribuito della sua storia. I padri dell&#8217;Europa unita avevano ben in mente, inoltre, che la comunità degli Stati avrebbe dovuto pensarsi come attore attivo nel mondo. Come soggetto geopolitico, diremmo oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione di De Gasperi al presente</h2>



<p>Ad esempio, <strong><a href="https://rivistadialoghi.it/articolo/12018/alcide-de-gasperi-e-il-sogno-europeo">Marco Odorizzi su&nbsp;<em>Dialoghi,</em>&nbsp;rivista promossa dall’Azione Cattolica</a></strong>, ha ricordato che per De Gasperi “una necessità dettata da drammatiche esigenze esterne poteva tramutarsi nell’innesco di un autentico progetto di unità politica: la Comunità europea di difesa (Ced)&#8221;, per <strong>valorizzare il bene pubblico supremo, la sicurezza, </strong>senza subalternità. L&#8217;Europa come attore globale e con un fine politico: qualcosa di molto distante dall&#8217;Ue che siamo abituati a vedere oggi. </p>



<p>In un discorso a Strasburgo del 1951, De Gasperi elogiò la dichiarazione Schuman del 9 maggio dell&#8217;anno precedente ma invitò a concretizzarla perché “se noi non costruiremo altro che delle amministrazioni comuni senza che vi sia stata&nbsp;<strong>una volontà politica superiore,</strong>&nbsp;vi­vificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali s’incontrano, si precisano e si animano in una sintesi superiore, noi rischiamo che questa attività europea compaia al confronto delle vitalità nazionali particolari senza colore, senza vita ideale&#8221;.</p>



<p>Per lo statista trentino c&#8217;era un rischio, ovvero che a molti cittadini dell&#8217;Europa di domani un costrutto del genere sarebbe potuto &#8220;apparire ad un certo momento una<strong>&nbsp;sovrastruttura superflua e fors’anche oppressiva</strong>&#8220;. 74 anni dopo, quelle parole colpiscono pesantemente e invitano a una seria riflessione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Riscoprire i valori del 1950 per un mondo nel caos</h2>



<p>L&#8217;Europa potrà celebrare le sue giornate quando sarà all&#8217;altezza dei suoi padri fondatori. Quando <strong>potrà evitare di fare distinzioni tra le violazioni dei diritti dei popoli</strong> da parte dei rivali (Vladimir Putin) e quelle degli amici (Benjamin Netanyahu e Ilham Alyiev). Quando potrà padroneggiare, come faceva ieri, le chiavi dello sviluppo e del progresso, mettendo l&#8217;<strong>economia al servizio dell&#8217;uomo, e non viceversa</strong>. Cristiano-democratici e socialisti di ieri costruirono l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-via-di-draghi-per-una-nuova-economia-sociale-di-mercato.html">economia sociale di mercato</a></strong> come terza via tra il capitalismo finanziario anglosassone e il socialismo sovietico nel nome del primato della persona. </p>



<p>Oggi, di fronte a un mondo che presenta nascenti tecno-oligarchie e progetti anarco-capitalistici negli Stati Uniti, il capitalismo guidato della Repubblica Popolare Cinese, l&#8217;economia dei <strong>rentier di Stato</strong> della Russia, le petromonarchie del Golfo e molti altri modelli accomunati dal rifiuto del <strong>primato della persona</strong> sull&#8217;economia dov&#8217;è la voce europea, dopo anni di austerità, neoliberismo e elogio della tecnocrazia? Dove sono le classi dirigenti del Vecchio Continente con l&#8217;estero vicino in fiamme? <strong>75 anni dopo le parole di Schuman, l&#8217;Europa rischia di essere afona.</strong> Ergo ininfluente. Tra la tenaglia russo-americana su difesa e sicurezza, la sfida cinese e e il caos globale, solo riscoprendo il peso delle parole di Schuman e degli altri giganti di ieri si potrà rimettere in marcia un percorso politico-strategico di cui oggi si sente quanto mai il bisogno ma per cui, tragicamente, mancano gli interpreti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html">Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>De Gasperi a 70 anni dalla morte: il padre della patria che sognava una casa comune per gli italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 07:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1989" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188.jpg 1989w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-1536x1094.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1989px) 100vw, 1989px" /></p>
<p>De Gasperi seppe essere attuale e moderno ricostruendo l'Italia dopo la seconda guerra mondiale tra il 1945 e il 1953. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html">De Gasperi a 70 anni dalla morte: il padre della patria che sognava una casa comune per gli italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1989" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188.jpg 1989w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240730163525684_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_228188-1536x1094.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1989px) 100vw, 1989px" /></p>
<p>19 agosto 1954: a <strong>Borgo Valsugana</strong> muore <strong>Alcide De Gasperi, statista e &#8220;padre della patria&#8221;</strong> dell&#8217;Italia della Ricostruzione postbellica. Una figura complessa, quella del politico trentino e uomo simbolo della Democrazia Cristiana, che si trovò a traghettare il Paese verso la ripresa post-seconda guerra mondiale e oltre i disastri lasciati in eredità dal fascismo, <strong>mettendo l&#8217;esperienza consolidata di figlio di un mondo di ieri per immaginare un moderno domani</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un leader sulla scia di Cavour e Giolitti</h2>



<p>Deputato della minoranza italiana nell&#8217;Austria asburgica, esponente del cattolicesimo popolare non prono al fascismo, infine <strong>ultimo presidente del Consiglio del Regno d&#8217;Italia</strong> e primo della <strong>Repubblica Italiana</strong>, De Gasperi è nato in uno spazio imperiale, quello austro-ungarico, e ha traghettato l&#8217;inserimento dell&#8217;Italia in quello a guida americana dopo il conflitto. Ha mediato le logiche della Guerra Fredda facendo di necessità virtù e, in continuità con uomini come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-visione-geopolitica-di-cavour-per-unire-litalia.html">Camillo Benso di Cavour </a>e </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/il-realismo-di-giolitti-contro-il-mito-dellitalietta.html"><strong>Giovanni Giolitti,</strong> </a>è riuscito a districarsi politicamente nell&#8217;arte del possibile. Ignorando sia il mito dell&#8217;Italietta buona a nulla sia ogni sirena di <em>grandeur</em> fuori tempo massimo.</p>



<p>Cattolico devoto ma mai clericale, aperto alle istituzioni del libero mercato ma mai <strong>anti-sociale</strong>, moderato ma non ostile alla <strong>difesa delle rivendicazioni sociali</strong> in campo economico, De Gasperi ha fornito durante i suoi Governi, dal 1945 al 1953, la rotta alla Democrazia Cristiana per istituzionalizzarsi come forza di potere e governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un moderno padre della patria</h2>



<p>Non è un&#8217;esagerazione dire che il grande compromesso tra le forze cattolico-popolari e quelle social-comuniste imperniato nell&#8217;unità nazionale postbellica, la stesura della Costituzione e l&#8217;avvio della fase di istituzionalizzazione della Prima Repubblica dopo il decisivo voto del 1948, seguito alla rottura tra <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html">De Gasperi </a>e Palmiro Togliatti, siano state le tappe decisive che consentono all&#8217;Italia odierna di vivere di rendita. Avendo garantito le basi politico-istituzionali di quella convivenza politica rispettata da tutte le forze che permise uno sviluppo organico della nazione in ricostruzione.</p>



<p>E non c&#8217;è dubbio che a gettare le fondamenta di questo edificio solido di regole comuni sul piano sociale, politico ed economico, casa comune di tutti gli italiani, sia stato <strong>Alcide De Gasperi</strong>.</p>



<p>Otto volte presidente del Consiglio, per poco tempo capo provvisorio dello Stato, artefice della promulgazione della&nbsp;<strong>Costituzione repubblicana,&nbsp;</strong>regista dell&#8217;<strong>adesione italiana alla Nato nel 1949</strong> e alla nascente architettura europea <strong>De Gasperi, nato nel 1881, </strong>coniugò un&#8217;attenzione alla tradizione della sua formazione politica con una sostanziale modernità. </p>



<p><strong>Pietro Craveri</strong>, autore di una corposa e documentata biografia di De Gasperi, indica questa modernità principalmente nella scelta del leader democristiano di trasformare la sua formazione da partito di campo “dei cattolici” a “partito nazionale”. Facendo coincidere la Dc con la guardiana di “una democrazia che si fondava sulla Carta costituzionale e trovava garanzie ulteriori nell’ancoraggio determinato dalle alleanze atlantiche ed europee”, <strong>aprendo a alleanze con le formazioni laiche</strong> e rispettando anche il gioco delle parti con un&#8217;opposizione comunista impossibilitata ad accedere alla stanza dei bottoni dalle regole della Guerra Fredda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il realismo di De Gasperi</h2>



<p>De Gasperi agì con <strong>proverbiale realismo</strong>: l&#8217;Italia versava in crisi economica nel dopoguerra? Si scelse di tesaurizzare gli <strong>aiuti del Piano Marshall </strong>per difendere la lira e garantire investimenti dando il là a una graduale ripresa economica; di sostenere la sfida di&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-lezioni-di-cavour-e-mattei-per-la-politica-estera-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enrico Mattei</a>&nbsp;</strong>per avviare quel processo di autonomia energetica nazionale che tanto bene avrebbe fatto all&#8217;economia italiana tramite il rifiuto dello smantellamento dell&#8217;Agip e l&#8217;avvio del percorso che avrebbe portato alla&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creazione dell’Eni</a>. </p>



<p>Si avviò, tramite il <strong>Piano INA-Casa, un grande progetto di edilizia popolare</strong> in tutta Italia che dal 1949 sarebbe durato fino al 1963. Al contempo, si valorizzò quella <strong>prima linea di alto funzionariato pubblico e <em>grand commis</em> che all&#8217;ombra del potere democristiano prima</strong> e della Repubblica dell&#8217;alternanza poi avrebbe custodito la continuità dell&#8217;amministrazione a partire dai big che emergevano dal sistema del Tesoro e della Banca d&#8217;Italia. Tra questi, De Gasperi ebbe ottimi rapporti con <strong>Luigi Einaudi, che nel 1948 spinse alla presidenza della Repubblica,</strong> <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html">Donato Menichella</a>,&nbsp;</strong>governatore della Banca d’Italia, e&nbsp;<strong>Raffaele Mattioli,&nbsp;</strong>direttore della Comit, figure centrali per la vita economica dello Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">De Gasperi e il sogno di un&#8217;Europa unita</h2>



<p>Il realismo di De Gasperi si inseriva, in ogni caso, in una visione del mondo animata da ideali chiari facenti riferimento a una <strong>politica orientata cristianamente</strong>: antitotalitaria e favorevole alla determinazione dell&#8217;individuo in nome del principio di libero arbitrio, solidaristica in nome della <strong>ricerca di valori comunitari</strong>, anti-nazionalista per la lezione della propria vita, in cui due volte aveva visto i popoli del Vecchio Continente in guerra tra di loro, e per questa natura favorevole alla costruzione della <strong>casa comune europea</strong>. Orientata, a suo avviso, a rendere viva quella <em>Res Publica Christianorum</em> in cui <strong>valori solidaristici e inclusivi</strong> avrebbero dovuto contribuire a consolidare un&#8217;agenda politica orientata a prevenire lo scoppio di futuri conflitti. </p>



<p>De Gasperi, l&#8217;uomo dell&#8217;abbraccio tra l&#8217;Italia e il campo occidentale, il propugnatore del <strong>Patto Atlantico del 1949</strong>, non ebbe remore a pensare al contempo all&#8217;adesione italiana alla Nato come a una parte più ampia di un progetto complessivo che doveva programmare anche una via tutta europea. Come ha ricordato <strong><a href="https://rivistadialoghi.it/articolo/12018/alcide-de-gasperi-e-il-sogno-europeo">Marco Odorizzi su <em>Dialoghi,</em> rivista promossa dall&#8217;Azione Cattolica</a></strong>, per De Gasperi &#8220;una necessità dettata da drammatiche esigenze esterne poteva tramutarsi nell’innesco di un autentico progetto di unità politica: la Comunità europea di difesa (Ced). Non un mega-Stato che prendesse il posto degli Stati esistenti, il che avrebbe vanificato la convinzione degasperiana che solo nella piccola dimensione batte il cuore della partecipazione pubblica&#8221;, ma un&#8217;Europa fondata su un&#8217;esigenza pratica: la messa in comune della sicurezza. L&#8217;embrione di un esercito europeo che non vide mai la luce per l&#8217;opposizione francese.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il monito europeo di De Gasperi</h2>



<p>De Gasperi ebbe più successo a creare l&#8217;embrione della Comunità Economica Europea propugnando, prima della sua morte, una visione solidaristica dell&#8217;integrazione comunitaria. Contribuendo, anche attraverso la crescita dell&#8217;<strong>economia sociale di mercato</strong>, a fondare modelli di sviluppo che sapessero vincere le sfide lanciate dal modello socialista senza degenerare nello strapotere dei mercati.</p>



<p>E dunque vale la pena rileggere, decenni dopo, l&#8217;avvertimento che lanciò De Gasperi sui rischi di costruire un&#8217;Europa unita senza solide fondamenta valoriali: &#8220;se noi non costruiremo altro che delle amministrazioni comuni senza che vi sia stata <strong>una volontà politica superiore,</strong> vi­vificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali s’incontrano, si precisano e si animano in una sintesi superiore, noi rischiamo che questa attività europea compaia al confronto delle vitalità nazionali particolari senza colore, senza vita ideale; potrebbe anche apparire ad un certo momento una<strong> sovrastruttura superflua e fors’anche oppressiva</strong>&#8220;, disse De Gasperi a Strasburgo all’Assemblea del Consiglio d’Europa il 10 dicembre 1951. Chiunque voglia vedere assonanze tra le parole dello statista trentino e i problemi che spesso vive l&#8217;attuale Unione Europea non faticherà a riconoscere la modernità e la preveggenza del pensiero dell&#8217;uomo che ha messo le basi dell&#8217;Italia odierna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html">De Gasperi a 70 anni dalla morte: il padre della patria che sognava una casa comune per gli italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rovesciare la sconfitta in vittoria: la lezione di De Gasperi e Sforza</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 17:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-300x214.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-1024x731.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-768x548.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-1536x1096.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-2048x1462.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il filo conduttore del realismo ha unito le tre figure maggiormente significative per la definizione degli assetti internazionali di riferimento per l&#8217;Italia e per la strategia di comportamento del Paese nelle relazioni globali: dopo il conte Camillo Benso di Cavour, che dimostrando una lucida visione geopolitica del contesto continentale creò le condizioni perché la Penisola fosse unita per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-300x214.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-1024x731.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-768x548.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-1536x1096.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/de-gasperi-la-presse-2048x1462.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il filo conduttore del <strong>realismo </strong>ha unito le tre figure maggiormente significative per la definizione degli assetti internazionali di riferimento per l&#8217;Italia e per la strategia di comportamento del Paese nelle relazioni globali: dopo il conte <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-visione-geopolitica-di-cavour-per-unire-litalia.html" target="_blank" rel="noopener">Camillo Benso di Cavour</a>, </strong>che dimostrando una lucida visione geopolitica del contesto continentale creò le condizioni perché la Penisola fosse unita per la prima volta dalla calata dei Longobardi, e <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/il-realismo-di-giolitti-contro-il-mito-dellitalietta.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giovanni Giolitti</strong>,</a> che bilanciò l&#8217;impegno per lo sviluppo del Paese con le concessioni necessarie a evitare la fronda nazionalista, <a href="https://it.insideover.com/storia-2/la-lezione-di-de-gasperi-per-litalia-dellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alcide De Gasperi </strong>è stato il degno continuatore degli esponenti dell&#8217;età liberale.</a> E, anzi, la sua azione politica da primo capo del governo dell&#8217;Italia repubblicana ha un&#8217;ulteriore valenza se si pensa che lo statista trentino agì, in larga misura, nel contesto dei condizionamenti legati alla sconfitta del Paese nella seconda guerra mondiale.</p>
<p>De Gasperi e la sua Democrazia Cristiana posero negli anni tra il 1945 e il 1953 le basi della presenza attiva dell&#8217;Italia nel campo euroatlantico e gettarono i semi della ricostruzione nazionale. Ma nel contesto dell&#8217;azione del governo repubblicano non può non essere sottovalutata la presenza al suo interno di un raffinato e preparato diplomatico, che contribuì di fatto a rovesciare in una vittoria sostanziale l&#8217;attestazione della sconfitta italiana: il ministro degli Esteri, conte <strong>Carlo Sforza</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La lezione di De Gasperi per l&#8217;Italia dell&#8217;era Draghi</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-lezione-di-de-gasperi-per-litalia-dellera-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 13:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-300x218.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-1024x745.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-768x558.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-1536x1117.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-2048x1489.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>75 anni dopo, la Repubblica italiana vive ancora di rendita delle possibilità offerte al sistema-Paese dalla classe dirigente che edificò una nuova organizzazione politica, in nome di un grande compromesso tra le due grandi culture politiche dell&#8217;epoca (democratico-cattolica e social-comunista) e seppe nel contesto della rinascita post-bellica offrire una rotta al sistema Paese. De Gasperi, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/la-lezione-di-de-gasperi-per-litalia-dellera-draghi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-300x218.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-1024x745.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-768x558.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-1536x1117.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/De-Gasperi-2048x1489.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>75 anni dopo, </strong>la Repubblica italiana vive ancora di rendita delle possibilità offerte al sistema-Paese dalla classe dirigente che edificò una nuova organizzazione politica, in nome di un grande compromesso tra le due grandi culture politiche dell&#8217;epoca (democratico-cattolica e social-comunista) e seppe nel contesto della rinascita post-bellica offrire una rotta al sistema Paese.</p>
<h2>De Gasperi, il padre della patria</h2>
<p>Il complesso dell&#8217;architettura sociale, politica ed economica che la Repubblica edificò dopo la disfatta bellica e il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 ebbe il suo padre nobile in <strong>Alcide De Gasperi</strong>. Lo statista trentino, con alle spalle una lunghissima esperienza politica nel mondo popolare iniziata ai tempi dell&#8217;Impero Austro-Ungarico e proseguita dopo la Grande Guerra con l&#8217;intransigente opposizione al <strong>fascismo </strong>e l&#8217;esilio in Vaticano, fu capo provvisorio dello Stato nelle due settimane successive alla proclamazione ufficiale della fine della monarchia dei Savoia nel giugno 1946 e <strong>presidente del Consiglio </strong>dal dicembre 1945 all&#8217;agosto 1953.</p>
<p>Quelli degli otto governi formati da De Gasperi furono gli anni in cui si costituì il definitivo radicamento dell&#8217;assetto dell&#8217;Italia post-bellica. Fu completata la <strong>Costituzione repubblicana, </strong>entrata in vigore nel 1948; si avviò il rilancio dell&#8217;industria a partecipazione pubblica imperniata sull&#8217;Iri; il presidente del Consiglio diede fiducia all&#8217;esperienza di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-lezioni-di-cavour-e-mattei-per-la-politica-estera-italiana.html" target="_blank" rel="noopener">Enrico Mattei</a> </strong>per il rilancio dell&#8217;Agip e la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noopener">creazione dell&#8217;Eni</a>; si strutturarono le profonde relazioni <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-vaticano-un-asse-centrale-per-la-diplomazia-e-il-soft-power.html" target="_blank" rel="noopener">col <strong>Vaticano </strong>pur mantenend</a>o distinta la natura cattolica della Democrazia Cristiana dalla necessità di perseguire la tutela della laicità dello Stato; furono estromessi dal governo i comunisti ma <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noopener">Palmiro Togliatti</a>, </strong>assieme a De Gasperi il padre della democrazia italiana, ebbe la lucidità di capire l&#8217;infattibilità della via rivoluzionaria in Italia e accettò il compromesso del gioco parlamentare; col voto del 1953, che segnò l&#8217;eclissi del governo De Gasperi a circa un anno dalla sua scomparsa a 73 anni, si capì infine che la Dc necessitava della collaborazione con i partiti laici e moderati di centro e centro-sinistra per consolidare la sua maggioranza politica.</p>
<p>Soprattutto, lo statista trentino diede al Paese una poderosa lezione di <strong>realismo</strong>. Sottolineando che anche un Paese reduce da una sconfitta bellica poteva trovare le energie per rilanciarsi e giocarsi le sue carte anche in un mutato contesto planetario. <strong>Pietro Craveri </strong>nella sua imponente biografia di De Gasperi sottolinea che il presidente del Consiglio ebbe l&#8217;acume di trasformare la Dc da partito &#8220;dei cattolici&#8221; a &#8220;partito nazionale&#8221; dandosi come obiettivo la necessità di preservare l&#8217;unuità della nazione e &#8220;una democrazia che si fondava sulla Carta costituzionale e trovava garanzie ulteriori nell&#8217;ancoraggio determinato dalle alleanze atlantiche ed europee&#8221;, nel cui raggio De Gasperi seppe giocare con autorevolezza e perspicacia.</p>
<h2>Il realismo di De Gasperi</h2>
<p>L’obiettivo principale del governo italiano dell’immediato dopoguerra, era quello di <strong>raggiungere pace e sicurezza,</strong> all’interno di un sistema di potenze affini per cultura, storia e tradizioni democratiche, in modo da riguadagnare uno status internazionalmente riconosciuto. Inoltre, De Gasperi doveva affrontare alcune emergenze interne come l’alto tasso di disoccupazione, la necessità di rifornirsi di ogni tipologia di beni di prima necessità e infine occuparsi della ricostruzione del Paese. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/il-viaggio-la-ricostruzione-dell-italia-de-gasperi-e-carli-washington-AD7qrxDB" target="_blank" rel="noopener">Il viaggio oltre Atlantico del 1947</a> fu un momento capitale per affermare davanti agli Stati Uniti nuovi egemoni del blocco occidentale il ruolo potenziale dell&#8217;Italia nella sfera euro-atlantica. L&#8217;ingresso nella Nato del 1949, anni prima dell&#8217;analoga accoglienza alla <strong>Germania Ovest, </strong>sigillò un vero e proprio <em>decoupling </em>tra le responsabilità accollate per la Seconda guerra mondiale a Berlino e quelle di cui era accreditata l&#8217;Italia. Cui fu data la possibilità di riscattarsi, pur nelle limitazioni di sovranità e mobilità internazionale che la scelta di campo imponeva.</p>
<p>Pacificato il fronte internazionale, dunque, il governo De Gasperi seppe agire utilizzando<a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-e-piano-marshall-tra-analogie-e-divergenze.html" target="_blank" rel="noopener"> il volano del <strong>Piano Marshall </strong>per programmare la ricostruzione nazionale</a>. La solidità dei legami costruiti in campo internazionale aprì anche alle prospettive di valorizzazione del ruolo della classe dirigente italiana nel contesto globale. <strong>Donato Menichella, </strong>governatore della Banca d&#8217;Italia, e <strong>Raffaele Mattioli, </strong>direttore della Comit, furono i referenti principali di nuovi legami economici, finanziari, politici che si trasmessero lungo tutto l&#8217;albero genealogico della classe dirigente nazionale in una continuità di potere che arriva, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-cerca-di-nuovi-draghi-le-nomine-e-il-futuro-del-potere-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener">attraverso Guido Carli e Carlo Azeglio Ciampi, fino ai giorni nostri con Mario Draghi.</a></p>
<h2>Una bussola per l&#8217;era Draghi?</h2>
<p>E proprio l&#8217;attuale premier ha più volte fatto riferimento all&#8217;esperienza di De Gasperi come esempio per il suo sforzo di governo in favore della ricostruzione nazionale. La pandemia di Covid-19, culmine di un decennio di crisi, è paragonabile come impatto e grande cesura nella storia nazionale al triennio 1945-1948, al 1978 (anno dell&#8217;uccisione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/lassassinio-di-aldo-moro-e-le-sue-conseguenze.html" target="_blank" rel="noopener">Aldo Moro</a>), al convulso periodo di Mani Pulite tra 1992 e il 1994. Fasi in cui la <strong>costituzione materiale </strong>e le dinamiche del potere in Italia subirono urti e scossoni, imponendo una svolta normalizzatrice. Draghi intende fare del <strong>realismo </strong>la sua bussola e non è un caso che, come all&#8217;era di De Gasperi, la solidità dei riferimenti sul campo internazionale vada di pari passo con una focalizzazione sulla strategia nazionale di rilancio dello Stato, dell&#8217;economia nazionale, della fiducia dei cittadini.</p>
<p>&#8220;L’opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini – oggi diremmo persone, ha precisato Draghi – disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune”, ha affermato il premier il 26 aprile presentando alla Camera il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener">Piano nazionale di ripresa e resilienza</a>. </strong>“Ho fiducia nel mio <strong>popolo </strong>in un momento in cui serve solidarietà e responsabilità”, ha aggiunto, restituendo senso a un&#8217;espressione, popolo, spesso demonizzata o sacrificata sull&#8217;onda dell&#8217;emotività e della demagogia. Il popolo è la collettività nazionale che oggi cerca di conseguire stabilità, fiducia e senso del futuro. Il grande disegno degasperiano unì principi realisti sul fronte interno e quello internazionale. E deve essere la bussola di orientamento per l&#8217;esperienza di governo di unità nazionale di <strong>Draghi</strong>. Impegnato a programmare le basi di una ripartenza che riguarderà l&#8217;intera collettività negli anni a venire.</p>
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