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	<title>Alcide de gasperi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Alcide de gasperi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Giornata dell'Europa si celebra il 9 maggio per ricordare la Dichiarazione Schuman. Vediamo quanto siamo lontani da quegli ideali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html">Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi noi europeisti di vecchia data staremmo festeggiando. Perché oggi, 9 maggio, è la Giornata dell&#8217;Europa. Staremmo, condizionale, perché essere europeisti sul serio impone di riconoscere che da festeggiare purtroppo c&#8217;è poco. Lontani sono i tempi in cui bastava l&#8217;Erasmus a farci credere che la strada del futuro fosse stata ormai imboccata. Dimenticati gli entusiasmi che solo un po&#8217; di mesi fa portava, in Italia, la gente piazza per esaltare l&#8217;Europa così com&#8217;è, e non come dovrebbe essere.</p>



<p><strong>Forse non tutti sanno perché la Giornata dell&#8217;Europa si celebra proprio il 9 maggio. </strong>La decisione fu presa a Milano nel 1985  in occasione di un vertice della Comunità europea (e confermata dal Parlamento europeo nel 2008) per celebrare la <strong>Dichiarazione Schuman</strong>, il politico francese (peraltro dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2021) che fu anche primo ministro e che pronunciò il suo più famoso discorso in qualità di ministro degli Esteri. Schuman, che con <strong>Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Jean Monnet è considerato uno dei &#8220;padri&#8221; della comunità europea</strong>, in quell&#8217;occasione (<a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it">il testo completo qui</a>) proponeva di avviare la costruzione della casa comune europea partendo da un punto forse limitato ma preciso: &#8220;Mettere l&#8217;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un&#8217;organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei&#8221;. </p>



<p>Rispetto ai discorsi anche pomposi che si sono fatti da allora, quel punto di partenza può sembrare un po&#8217; prosaico. Lo sapeva anche Schuman, che però aveva un&#8217;idea precisa in testa: &#8220;La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una <strong>qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile&#8221;</strong>. E se altri Paesi avessero aderito, quella condizione di reciproco vantaggio si sarebbe ulteriormente allargata, facendo da premessa alla pace permanente in Europa.</p>



<p>&#8220;Materialmente impossibile&#8221;, non teoricamente. Interesse economico e pace. Interesse comune uguale pace. Pace come prodotto e garanzia dell&#8217;interesse collettivo. Sono questi i capisaldi della Dichiarazione Schuman. Piatti piatti. Banali banali. Però c&#8217;è una ragione se Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet sono passati alla storia come dei grandi uomini politici. <strong>Perché vedevano lontano e sapevano andare dritti all&#8217;essenza delle cose. </strong>Guardiamoci intorno. L&#8217;Unione Europea, che di certo Schuman e gli altri avrebbero accolto come un grande risultato, ha vissuto in questo decennio due gravi crisi. La prima è stata la pandemia del COVID (2020-2023), con preoccupanti scricchiolii iniziali quando i Paesi europei presero a contendersi mascherine e respiratori in una reazione che sapeva di panico. Poi si arrivò all&#8217;acquisto collettivo dei vaccini, con <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-pfizer-il-metodo-ursula-nelleuropa-che-cancella-ogni-dibattito.html">una gestione che ha peraltro lasciato zone d&#8217;ombra mai disperse.</a>   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere la guerra invece della pace</h2>



<p>Poi, nel 2022, è arrivata l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina e lì è saltato quasi tutto. Per cominciare, l&#8217;Unione Europea ha scelto la guerra. Di fronte all&#8217;invasione decisa dal Cremlino, Bruxelles poteva prendere due strade: <strong>gettare tutto il proprio peso politico ed economico nel tentativo di fermare il prima possibile la guerra,</strong> cercando ovviamente di salvaguardare le ragioni dell&#8217;Ucraina; <strong>oppure alimentare la guerra,</strong> con l&#8217;obiettivo di sconfiggere sul campo la Russia facendo combattere gli ucraini e fornendo loro tutte le risorse possibili per farlo. Sappiamo com&#8217;è andata: per un calcolo sbagliato, un&#8217;insipienza di fondo o un&#8217;eccesso di sudditanza nei confronti degli Usa, la Ue ha scelto la seconda strada. La prima ipotesi non è mai stata considerata. Dimenticando la semplice ma essenziale lezione dei padri fondatori, sul legame strettissimo tra l&#8217;interesse collettivo e la pace.</p>



<p>Quattro anni e un pezzo dopo, l&#8217;Ucraina non ha avuto la sua &#8220;pace giusta&#8221; (e non v&#8217;è prospettiva concreto su quando potrà averla), la Russia non è stata sconfitta sul campo (e non si sa quando potrà esserlo), la difficoltà economica morde l&#8217;intero continente (e per primo il Paese che secondo Schuman doveva beneficiare del nuovo atteggiamento, la Germania), <strong>la conflittualità interna cresce </strong>(chiedere alla Francia della Le Pen, alla Gran Bretagna di Farage, alla Germania del&#8217;AfD, alla Romania del golpe bianco per non far vincere Georgescu), non abbiamo la gratitudine degli Usa e non facciamo altro che parlare di armamenti mentre l&#8217;architettura di difesa di marca americana, la Nato, su cui abbiamo sempre contato, scricchiola e noi europei non ne abbiamo uno nostro di scorta. </p>



<p>In più, ed è forse l&#8217;aspetto più preoccupante, la solidarietà europea, tanto importante nella visione dei padri fondatori, è presto andata in pezzi su tutto ciò che non è armare l&#8217;Ucraina. Due giorni fa, a dimostrazione della grande fiducia nella costruzione europea, il ministro della Difesa polacco <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong> ha dichiarato che &#8220;l&#8217;alleanza polacco-americana è il fondamento della nostra sicurezza. La Polonia è pronta ad accogliere un maggior numero di soldati americani per rafforzare il fianco orientale della NATO e garantire una protezione ancora migliore all&#8217;Europa&#8221;. La stessa cosa ha già fatto la Finlandia. Prima ancora, e <strong>sempre proposito del binomio interesse collettivo e pace</strong>, abbiamo visto diversi Paesi della Ue collaborare alla latitanza dei terroristi ucraini che avevano fatto saltare un asset importantissimo per l&#8217;economia del continente, ovvero il gasdotto Nord Stream. Per danneggiare l&#8217;aggressore russo, si diceva, e forse è anche vero. Ma per danneggiare il Cremlino bastava non comprare più gas russo, cosa che non avviene nemmeno ora (<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">anzi, gli acquisti sono tornati a crescere</a>), e guarda combinazione i Paesi che a voce più alta giustificavano quegli eventi sono anche quelli che ci guadagnano di più, in termini sia di influenza politica sia di puro e semplice denaro.</p>



<p>Insomma, non ci pare che siano molte le ragioni per festeggiare. E se siamo ancora attaccati alla versione consolatoria dell&#8217;Europa &#8220;giardino circondato da giungle&#8221;, rendiamoci conto che di solito le giungle i giardini se li mangiano. Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet l&#8217;Europa la volevano più forte, non più debole e vagamente disperata come oggi.</p>



<p></p>



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		<item>
		<title>L&#8217;osceno tramonto del presidente Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/losceno-tramonto-del-presidente-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 13:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p>Subito dopo la sconfitta della Harris, Biden ha preso una serie di decisioni buone solo a rendere più cruenta la guerra. </p>
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<p>Sarà che qui siamo troppo teneri di cuore, o non capiamo le sottili dinamiche della grande politica orientata ai valori, al diritto e al rispetto dell&#8217;uomo. Però troviamo che ci sia una componente ormai oscena nel lungo tramonto della presidenza Biden. Rimettiamo in fila qualche fatto. <strong>Joe Biden,</strong> nel momento decisivo del suo mandato, <strong>è stato sfiduciato due volte, e clamorosamente.</strong> La prima dal suo stesso partito, dai clan che lo dominano (<strong>Pelosi, Obama, Clinton</strong>) e che prima lo hanno portato immeritatamente alla presidenza (negli otto ani precedenti Biden era noto soprattutto come il <em>gaffeur </em>che faceva da pseudo-vice a Barack Obama) e poi lo hanno silurato senza tanti scrupoli, in pratica dandogli del vecchio rimbambito. Poi è stato sfiduciato dagli elettori che, rieleggendo a valanga <strong>Donald Trump</strong> (e <strong>stiamo parlando di Trump, mica di Giulio Cesare</strong>), hanno bocciato non tanto la signora nessuno <strong>Kamala Harris</strong> ma la politica condotta dalla Casa Bianca nel precedente quadriennio.</p>



<p>Silurato (ma il termine più consono qui non si può usare), pensionato a calci nel sedere, Biden ha fatto qualche bel discorso e poi ha cominciato a prendere decisioni, una più feroce e disgustosa dell&#8217;altra. <strong>Prima ha autorizzato l&#8217;impiego dei <em>contractors</em> Usa</strong> in Ucraina (10 novembre, con la sconfitta elettorale &#8220;vecchia&#8221; di soli 4 giorni). Una settimana dopo ha autorizzato l&#8217;Ucraina a <strong>usare i missili Usa a lunga gittata</strong> per colpire l&#8217;interno del territorio russo. Passata un&#8217;altra settimana ha autorizzato<strong> la consegna all&#8217;Ucraina delle mine antiuomo</strong>, quelle che un Trattato (detto anche <a href="https://italiarappdisarmo.esteri.it/it/il-disarmo/trattati-e-convenzioni/il-trattato-sulla-messa-al-bando-delle-mine-antipersona/#:~:text=Il%20trattato%20sulla%20messa%20al%20bando%20delle%20mine%20antipersona%2C%20anche,alle%20vittime%20del%20loro%20uso.">Convenzione di Ottawa</a>) firmato da 164 Paesi (ma naturalmente non dagli Usa) ha bandito perché distruttive del futuro dei Paesi dove vengono usate.</p>



<p>Adesso, non contento, Biden sta facendo <strong>pressioni sull&#8217;Ucraina affinché abbassi l&#8217;età della chiamata alle arm</strong>i: da 25 anni a 18. Chiedendo in sostanza a Zelensky di mandare i liceali a morire al fronte. Di portare <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2024/12/04/blinken-per-kiev-scelte-difficili-sulla-mobilitazione_967c2466-4b87-4d41-9250-4ca5930c89cf.html">a Kiev le richieste della Casa Bianca</a> si è incaricato il pallido <strong>Antony Blinken</strong>, l&#8217;ennesimo figlio dell&#8217;Europa dell&#8217;Est chiamato a coordinare la politica estera Usa, con i bei risultati che abbiamo sotto gli occhi.</p>



<p>Non dimentichiamo la ciliegina sulla torta. Mentre manda a morire la gente, ucraina o russa non importa, <strong>Joe Biden concede la grazia presidenziale &#8220;piena e incondizionata&#8221; al figlio Hunter</strong>, un coglione senza pari che si era fatto sistemare in una compagnia petrolifera ucraina a 50 mila dollari al mese quando il caro babbo era l&#8217;inviato speciale di Obama per l&#8217;Ucraina, consumatore abituale di droghe, sotto processo per aver mentito al momento dell&#8217;acquisto di un&#8217;arma da fuoco (dichiarando, appunto, di non consumare droghe) ed evasore fiscale confesso per 1,4 milioni di dollari tra il 2016 e il 2019. Non la grazia a uno dei tanti galeotti che aspettano da anni l&#8217;iniezione letale nel braccio della morte, per dire. La grazia a un bamboccio viziato che ha avuto la fortuna di nascere nella famiglia di un potente.</p>



<p>Nessuna delle decisioni di cui sopra, come gli analisti politici e gli esperti militari di tutto il mondo hanno spiegato in lungo e in largo, <strong>ha il potere di modificare l&#8217;andamento della guerra</strong>, che volge a sfavore del&#8217;Ucraina. Non i <em>contractors</em> (peraltro da lungo tempo già presenti sul campo di battaglia), non i missili a lunga gittata, non le mine. E tantomeno i ragazzini mandati a combattere senza preparazione né addestramento. Però possono prolungarla, la guerra, e intanto renderla ancora più cruenta e distruttiva. Senza comunque cambiarne l&#8217;esito.</p>



<p>Il che rivela il vero scopo dell&#8217;impegno americano a favore di Kiev. Detto in parole povere: <strong>gli Usa di Biden non hanno mai cercato di far vincere all&#8217;Ucraina questa guerra</strong> nata dall&#8217;invasione russa. A loro, degli ucraini, non frega niente. Se così non fosse, tutte queste belle misure dell&#8217;ultimo momento le avrebbero prese due-tre anni fa, e avrebbero subito i carri armati Abrams o i caccia F-16, che ora concludono poco perché non c&#8217;è stato tempo di addestrare i piloti ucraini. No. Agli Usa di Biden<strong> interessa solo usare gli ucraini</strong> per tenere impegnata la Russia di <strong>Vladimir Putin</strong>, recarle del danno militare ed economico, e soprattutto staccarla dall&#8217;Europa, in modo che la nostra povera UE sia ridotta come sappiamo: con <strong>una crisi industriale ed energetica come mai si era vista prima</strong> e una debolezza politica che fa persino tenerezza. Possiamo serenamente immaginare che cosa direbbero i padri fondatori, da Altiero Spinelli a De Gasperi, Adenauer e Schumann se potessero vedere all&#8217;opera la signora Von Der Leyen&#8230;</p>



<p>E di tutto questo fa parte anche l&#8217;idea di mandare al macello una generazione di giovanissimi ucraini per guadagnare qualche mese di ulteriori difficoltà alla Russia, mentre è alle porte (20 gennaio l&#8217;insediamento) un nuovo Presidente come Trump che in ogni caso, pur essendo difficile credere a un suo tocco magico, ha già manifestato l&#8217;intenzione di <strong>tentare una soluzione negoziata</strong>. Forse ci eravamo sbagliati, all&#8217;inizio. Tutto questo è molto più che osceno.</p>



<p></p>



<p></p>



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