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	<title>Fayez al-Sarraj Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fayez al-Sarraj Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il generale Haftar condannato per crimini di guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2022 16:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l'umanità]]></category>
		<category><![CDATA[crimini di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Wagner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale libico Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica noto in Italia per aver sequestrato per 108 giorni i 18 pescatori di Mazara del Vallo, è stato giudicato responsabile di crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante la seconda guerra civile libica del 2019-2020. La sentenza è stata emessa in contumacia da un tribunale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-haftar-condannato-per-crimini-di-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-haftar-condannato-per-crimini-di-guerra.html">Il generale Haftar condannato per crimini di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il generale libico <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a></strong>, l’uomo forte della Cirenaica noto in Italia per aver sequestrato per 108 giorni i <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pescatori-italiani-picchiati-e-fatti-dormire-per-terra-in-libia.html">18 pescatori di Mazara del Vallo</a>, è stato giudicato responsabile di <strong>crimini di guerra</strong> e <strong>crimini contro l’umanità</strong> durante la seconda guerra civile libica del 2019-2020. La sentenza è stata emessa in contumacia da un tribunale distrettuale della Virginia, negli <strong>Stati Uniti</strong>, dopo la denuncia di alcune famiglie libiche che avrebbero subito torture e uccisioni extragiudiziali da parte dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Il caso civile è destinato ad avere uno scarso impatto al livello giudiziario, perché la difesa del “feldmaresciallo” libico ha evitato di entrare nel merito delle accuse, ritenute politicizzate, preferendo subire una condanna di <em>default</em>, cioè automatica. Ma al livello politico potrebbero esserci conseguenze per <strong>Haftar</strong> e per la discesa in campo dei suoi due figli, <strong>Saddam</strong> e <strong>Belgacer</strong>. E al livello economico il generale potrebbe essere costretto a sborsare un maxi-risarcimento da 50 milioni di dollari.</p>
<h2>L’ombra delle fosse comuni</h2>
<p>“Il diritto internazionale vieta o proibisce di trattare o avere rapporti con i signori della guerra, in altre parole con i criminali di guerra&#8221;, ha detto a <em>Insideover</em> una <strong>fonte diplomatica</strong> libica. Vale la pena ricordare che meno di quattro anni fa, nel dicembre 2018, il generale libico era stato accolto alla Conferenza per la Libia di Palermo come una stella del cinema. La <a href="https://blog.ilgiornale.it/indini/files/2018/11/LAPRESSE_20181113123049_27757355.jpg?_gl=1*cdlvsx*_ga*NTE2NjAyNDI3LjE2NDI3NzQ4ODc.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2MDQyNDQwOC4zLjEuMTY2MDQyNDQxNC4w&amp;_ga=2.77998289.45843701.1660424409-516602427.1642774887">fotografia</a> della stretta di mano tra un sorridente Haftar e il primo ministro del Governo libico di accordo nazionale, <strong>Fayez al-Sarraj</strong>, aveva fatto il giro mondo con grande soddisfazione dell’allora premier <strong>Giuseppe Conte</strong>. “Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”, aveva assicurato l’uomo forte della Libia orientale, aprendo a un compromesso con Tripoli. Cinque mesi dopo, il generale si era tolto la <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/11/12/conferenza-sulla-libia-conte-leader-regalo-cravatte-talarico_NuXpdtZbEPgJesNidZmGNM.html">cravatta Talarico</a> regalatagli da Conte per indossare la divisa militare e marciare sulla capitale libica con l’ausilio dei mercenari russi del gruppo <strong>Wagner</strong>. La guerra si è poi conclusa 18 mesi più tardi con l’intervento della <strong>Turchia</strong> e la ritirata di Haftar. Eppure, come riferisce l’<em><a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-sale-a-248-il-numero-di-corpi-ritrovati-nelle-fosse-comuni-a-tarhuna/">Agenzia Nova</a>,</em> le fosse comuni di quel conflitto continuano a spuntare ancora oggi.</p>
<h2>Imbarazzo Usa</h2>
<p>Commentando la sentenza, il dipartimento di Stato Usa ha <a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-il-tribunale-usa-ritiene-il-generale-haftar-responsabile-di-crimini-di-guerra/">fatto sapere</a> che “gli <strong>Stati Uniti</strong> rimangono fortemente preoccupati in merito alle presunte violazioni dei diritti umani commesse dalle parti coinvolte nel conflitto in Libia”, ribadendo “la necessità di fare sì che i responsabili di abusi e violazioni del diritto internazionale umanitario rispondano delle loro azioni”. Una risposta da cui traspare un certo <strong>imbarazzo</strong> per i trascorsi di Haftar negli Stati Uniti e i presunti legami del “feldmaresciallo” con la <strong>Cia</strong>. “Questo verdetto avrà scarsi effetti sulla situazione libica. La famiglia Haftar è già pronta a perdere diversi beni negli Stati Uniti. I diplomatici statunitensi evitano già di apparire pubblicamente con il comandante ribelle”, ha dichiarato a <em>Insideover </em><strong>Jalel Harchaoui</strong><em>, </em>ricercatore specializzato in Libia.</p>
<h2>Quale impatto?</h2>
<p>Nonostante la sentenza, secondo Harchaoui, Haftar continuerà a ricevere un forte sostegno da diverse nazioni, come ad esempio dall’<strong>Egitto </strong>del presidente-generale <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong>. “Nulla di tutto ciò cambierà a seguito della causa civile in Virginia. L&#8217;effetto netto è prossimo allo zero”. <strong>Esam Omeish</strong>, presidente della Libyan American Alliance, gruppo di pressione che sostiene le famiglie querelanti, è invece convinto che la sentenza danneggerà Haftar sia in patria che all’estero. &#8220;All&#8217;interno della Libia, è un campanello d&#8217;allarme per molte persone che stanno cercando di collaborare con lui. (…) Non puoi avere a che fare con un criminale che è deciso a instaurare una <strong>dittatura</strong> con la forza&#8221;, ha detto Omeish al sito web <a href="https://www.middleeasteye.net/news/us-court-finds-libyas-khalifa-haftar-liable-war-crimes">Middle East Eye</a>. Sulla scena internazionale, sempre secondo Omeish, Haftar potrebbe avere problemi soprattutto per quanto riguarda le relazioni della Libia con Washington. Senza contare che avere <a href="https://it.insideover.com/politica/i-mercenari-russi-sono-ancora-in-libia.html">ancora oggi</a> i mercenari russi della Wagner sul libro paga non è esattamente il miglior lasciapassare per entrare alla Casa Bianca.</p>
<h2>E l&#8217;Italia?</h2>
<p>Per il momento, come suggerito da Harchaoui, la sentenza non sembra aver avuto alcuna conseguenza sulle relazioni di Haftar al livello internazionale. L&#8217;Italia ha ancora un consolato a Bengasi, capoluogo della Cirenaica e roccaforte del <em>feldmaresciallo</em>, e dovrebbe inviare un nuovo console a breve. Va inoltre segnalato il preoccupante aumento degli sbarchi dei <strong>migranti</strong> in Italia dall&#8217;est della Libia: un fenomeno relativamente recente, per il momento contenuto, ma che sarebbe un errore sottovalutare. Chi parte dalla Cirenaica, infatti, sale a bordo di grandi imbarcazioni in grado di trasportare fino a 500-600 persone alla volta, aumentando il rischio dell&#8217;ennesima strage nel <strong>Mediterraneo Centrale</strong>.</p>
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		<title>In Libia riparte la corsa alle armi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-riparte-la-corsa-alle-armi-via-aerea-e-via-terra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 17:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[embargo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Wagner]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[traffico di esseri umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una risoluzione per l&#8217;invio di osservatori a Sirte, città strategica al centro della nuova Libia “riunificata” ma de facto ancora divisa in due se non in tre parti. I circa 60 inviati (tra i quali potrebbero esserci anche degli italiani) dovranno monitorare il rispetto dell’accordo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-riparte-la-corsa-alle-armi-via-aerea-e-via-terra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/mercenari-libia-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Consiglio di sicurezza delle <strong>Nazioni Unite</strong> ha approvato all’unanimità una <a href="https://news.un.org/en/story/2021/04/1089992">risoluzione</a> per l&#8217;invio di osservatori a Sirte, città strategica al centro della nuova <strong>Libia</strong> “riunificata” ma <em>de facto</em> ancora divisa in due se non in tre parti. I circa 60 inviati (tra i quali potrebbero esserci anche degli italiani) dovranno monitorare il rispetto dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto il 23 ottobre dalle due principali fazioni belligeranti: da una parte l’ex Governo di accordo nazionale del premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez al Sarraj</a>, sostenuto da Turchia e Qatar; dall’altra l’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> appoggiato da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e inizialmente dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-naufragano-i-piani-di-macron.html">Francia</a> che, fiutata la malaparata, è stata abile a riposizionarsi.</p>
<p>Oggi la guerra in Libia è congelata grazie all’intesa raggiunta a Ginevra in autunno, ma non tutti i punti dell’accordo sono stati raggiunti. Gli stivali dei <strong>mercenari</strong> del gruppo russo Wagner sono ancora ben piantati sul deserto libico, la Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> continua a inviare truppe, i ribelli del Ciad <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpo-stato-ciad-situazione-attuale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proseguono le loro scorribande</a> lungo i porosi confini meridionali, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti non sembrano intenzionati a mollare la Cirenaica, la strada costiera tra Misurata e Sirte resta chiusa e la produzione petrolifera rischia di chiudere senza un accordo sulla ripartizione dei proventi tra est e ovest.</p>
<h2>Voli sospetti</h2>
<p>Secondo il <a href="https://www.dni.gov/files/ODNI/documents/assessments/ATA-2021-Unclassified-Report.pdf">rapporto annuale</a> dell’intelligence Usa sulle minacce globali, la partenza delle forze straniere dalla Libia è una delle maggiori incognite del 2021. “E’ probabile che l&#8217;Egitto, la Russia, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia continuino a fornire sostegno finanziario e militare ai rispettivi <em>proxy</em>. Un potenziale punto critico sarà se Russia e Turchia rispetteranno il cessate il fuoco, mediato dall&#8217;Onu nell&#8217;ottobre 2020, che chiede la partenza delle forze straniere”, si legge nel report che, peraltro, dedica alla Libia appena sette righe su 24 pagine. E infatti i sistemi di tracciamento radar open source hanno rilevato almeno sei voli sospetti nelle ultime settimane. Si tratta in particolare di tre aerei cargo dell’Aeronautica militare della <strong>Turchia</strong>; due velivoli militari inviati dall’<strong>Egitto </strong>a Sebha, capoluogo della regione libica meridionale del Fezzan; un volo di “rientro” in Siria della compagnia siriana <a href="https://www.libyaobserver.ly/news/who-uses-cham-wings-transport-medical-supplies-dubai-benghazi">Cham Wings</a>, sospettata di violazioni dell’embargo Onu da parte di <strong>Russia </strong>ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>.</p>
<p>Almeno uno dei tre Airbus A400M turchi è atterrato a Tripoli portando 150 mila dosi del vaccino cinese Sinovac contro il Covid-19. Gli altri due voli sono atterrati nella base militare di Al Watiyah, a ovest della capitale libica, molto probabilmente per portare attrezzature militari. Come sottolinea <em><a href="https://www.nova.news/riprendono-i-voli-militari-in-libia-in-spregio-allembargo-onu/">l’Agenzia Nova</a>, </em>“<em>s</em>embra d’altronde improbabile che siano stati impiegati tre Airbus A400M, con stive dal volume di 340 metri cubi e capacità di carico fino a 37 tonnellate, per trasportare una quantità significativa ma non particolarmente cospicua di vaccino”. Altri due aerei da trasporto C-130 dell’Aeronautica sono invece atterrati a Sebha, città sotto il controllo delle milizie del generale Haftar, per portare non meglio precisati “aiuti medici” contro il Covid. Il sospetto è che dentro le casse con scritto &#8220;mascherine&#8221; ci fossero <strong>armi</strong>. Il volo della Cham Wings è stato invece tracciato solo al ritorno: segno che la rotta di andata è stata probabilmente fatta a transponder spento.</p>
<h2>Traffici nel deserto</h2>
<p>A questo ponte aereo si aggiunge il traffico terrestre di armi, droga, miliziani ed esseri umani che prosegue indisturbato lungo i porosi confini meridionali della Libia. Quasi 2.000 chilometri di <strong>deserto</strong> sono impossibili da controllare per qualsiasi Stato, figuriamoci per un Paese come la Libia dilaniato da dieci anni di guerra civile. E pensare che il Trattato di amicizia italo-libico del 2008 firmato da <strong>Silvio Berlusconi</strong> aveva affidato all’allora Finmeccanica il compito di fornire un moderno sistema di monitoraggio radar in grado di rilevare anche i movimenti di gruppi di persone a piedi. Una parte delle costose apparecchiature da 300 milioni di euro erano state consegnate all’ex Jamahiriya di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>, ma sono andate perdute a Bengasi durante la rivoluzione del 2011. Un vero peccato: al nuovo premier libico <strong>Abulhamid Dabaiba</strong> (che ha saggiamente tenuto per sé l’interim del ministero della Difesa) avrebbe fatto comodo il sistema di monitoraggio delle frontiere terrestri ad alta tecnologia “Made in Italy” messo a punto da Selex e Gem Elettronica. Anche perché in <strong>Ciad</strong> soffiano venti di guerra e il rischio di una nuova ondata di profughi (se non di vere e proprie invasioni di miliziani armati e di <em>spillover</em> del conflitto) è sempre più concreto.</p>
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		<title>Al Sarraj a Roma lascia il timone a Maitig: l&#8217;Italia può rientrare in gioco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/al-sarraj-a-roma-lascia-il-timone-a-maitig-l-italia-puo-rientrare-in-gioco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 17:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=307817</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarraj a Roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esperienza di Fayez Al Sarraj al timone della Libia sembra essersi definitivamente conclusa. Da alcune ore tutti i suoi poteri infatti sono stati trasferiti al suo vice, Ahmed Maitig. Un passaggio che è avvenuto a Roma, lì dove il premier secondo AgenziaNova è ricoverato dopo aver subito un delicato intervento chirurgico. É finita così un&#8217;era &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sarraj-a-roma-lascia-il-timone-a-maitig-l-italia-puo-rientrare-in-gioco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarraj a Roma" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Fayez-al-Sarraj-premier-Libia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;esperienza di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a> al timone della Libia sembra essersi definitivamente conclusa. Da alcune ore tutti i suoi poteri infatti sono stati trasferiti al suo vice, <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ahmed-maitig.html">Ahmed Maitig</a>. Un passaggio che è avvenuto a <strong>Roma</strong>, lì dove il premier<a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1617/il-premier-della-libia-sarraj-ricoverato-in-un-ospedale-italiano"> secondo AgenziaNova è ricoverato dopo aver subito un delicato intervento chirurgico</a>. É finita così un&#8217;era iniziata nel 2016, all&#8217;indomani degli accordi di <strong>Skhirat</strong>. In realtà però, Al Sarraj ambiva da tempo ad uscire fuori dall&#8217;intricato scenario libico. Già ad ottobre<a href="https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html"> aveva annunciato la volontà di dimettersi</a> e negli ultimi mesi è stato segnalato più volte a <strong>Londra</strong>, dove viva la sua famiglia, che a <strong>Tripoli</strong>.</p>
<h2>L&#8217;uscita di scena di un architetto prestato alla politica</h2>
<p>Più volte Al Sarraj è stato dato come prossimo alla caduta. Del resto quasi mai ha goduto di una propria sfera di influenza politica. Così come raramente ha potuto rivendicare il controllo del territorio ricadente al di là del cortile del palazzo presidenziale. Lui, architetto di professione, era stato scelto proprio perché quasi sconosciuto. La sua era una figura di <strong>garanzia</strong> dei tanti interessi in gioco sia a Tripoli che nel resto del Paese. Ben presto tuttavia Al Sarraj è sembrato un premier debole in balia della <strong>tempesta</strong> mai domata all&#8217;interno dello scacchiere libico. Il suo insediamento è avvenuto all&#8217;interno di una base navale, proprio perché a Tripoli alcune milizie avevano imbracciato le armi già prima del suo arrivo nella capitale. <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sarraj-sopravvissuto-a-quattro-diversi-governi-italiani.html">Eppure l&#8217;architetto è riuscito a rimanere in sella</a>. Più per incredibili e quasi tragicomiche convergenze che per un proprio spessore politico.</p>
<p>Quando ad esempio all&#8217;inizio del 2019 si parlava già di un nuovo premier per via di possibili accordi con l&#8217;est della Libia, controllato dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>, Al Sarraj forse già si immaginava lontano dal calderone politico. E invece <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html">l&#8217;attacco su Tripoli portato avanti dall&#8217;uomo forte della Cirenaica nell&#8217;aprile di quell&#8217;anno</a>, ha fatto convergere ancora una volta sull&#8217;architetto prestato alla politica tutte le posizioni delle varie milizie della <strong>Tripolitania</strong>. Per il premier ha significato la permanenza nel suo ruolo per gli anni successivi. Ma forse anche l&#8217;inizio di una nuova agonia umana. Soprattutto da quel momento Al Sarraj è rimasto quasi <strong>ostaggio</strong> di chi, armi in spalla, controllava la capitale e l&#8217;intero ovest della Libia. Dopo gli accordi di cessate il fuoco mediati dall&#8217;<strong>Onu</strong> nello scorso autunno, le priorità del premier sono state quelle relative a come uscire di scena. Un obiettivo non raggiunto ad ottobre, quando aveva annunciato una prima volta le dimissioni. Nei giorni scorsi il foro di dialogo sulla Libia <a href="https://it.insideover.com/politica/la-libia-ha-un-nuovo-premier-ma-l-instabilita-e-dietro-l-angolo.html">ha nominato un nuovo primo ministro e un nuovo consiglio presidenziale. </a></p>
<p>Per Al Sarraj il momento giusto quindi per dire definitivamente addio a Tripoli. Un &#8220;progetto&#8221; accelerato però soltanto dai problemi di <strong>salute</strong>. Lui, che a Roma si è recato molte più volte di quelle ufficialmente segnalate negli ultimi cinque anni, è volato in Italia per subire un delicato intervento. Dalla Libia si parla di un tumore, ma c&#8217;è riserbo sulle sue reali condizioni. Si sa soltanto che dalla stanza di una clinica romana, ha firmato le carte per la sua vera uscita di scena. Tutto ora è nelle mani del suo vice, <strong>Ahmed Maitig. </strong></p>
<h2>I poteri a un uomo molto vicino all&#8217;Italia</h2>
<p>Imprenditore misuratino e nome di un certo peso in Tripolitania, Maitig ha adesso anche ufficialmente l&#8217;onere di gestire una delicata fase di transizione. Nei giorni scorsi il concittadino <strong>Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh</strong> è stato designato quale nuovo premier. Ma non mancano le incognite: occorre capire se e quando riuscirà ad ottenere la fiducia del parlamento ed a formare un nuovo governo. La sua nomina, assieme a quella del nuovo numero uno del consiglio presidenziale, <strong>Mohammed Al Manfi</strong>, non è stata esente da perplessità e polemiche. In un contesto delicato quale quello libico, ogni singola frizione potrebbe degenerare in nuove e più gravi <strong>tensioni</strong>. In poche parole, gli accordi mediati dall&#8217;Onu raggiunti nel foro di dialogo, potrebbero rappresentare un punto di svolta ma anche l&#8217;innesco per ulteriori scontri.</p>
<p>Nel frattempo, a Tripoli le carte verranno firmate da Maitig. Per l&#8217;<strong>Italia</strong> è una buona notizia. Il vice di Al Sarraj a cui sono andate le sue funzioni, è da sempre considerato vicino al nostro Paese: sa parlare molto bene l&#8217;italiano, conosce i palazzi romani e spesso in passato è stato interpellato dalla nostra diplomazia. Un&#8217;occasione non di poco conto, specie se si considera che l&#8217;Italia è tornata in gioco sul dossier libico nelle ultime settimane anche se più per fattori esterni che per meriti politici. A Tripoli non tutti hanno digerito l&#8217;alleanza con la <strong>Turchia</strong>, da qui la ricerca di una diversificazione dei rapporti coinvolgendo anche Roma. Non è un caso che <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-al-sarraj-prova-di-nuovo-la-sponda-con-l-italia.html">Al Sarraj l&#8217;8 gennaio aveva incontrato l&#8217;ex premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi</a>. Il nostro Paese potrebbe quindi sfruttare questa scia, in attesa di capire come realmente evolverà nelle prossime settimane il quadro libico.</p>
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		<title>La guerra dei mercenari in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dei-mercenari-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 17:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1637" height="1084" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, continuano gli scontri tra il generale Khalifa Haftar e le truppe governative (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia.jpg 1637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1637px) 100vw, 1637px" /></p>
<p>I mercenari sono ancora ai loro posti: chi nell&#8217;ovest, chi nell&#8217;est e chi, non si sa bene al fianco di quale fazione, nel sud. In Libia nonostante un cessate il fuoco che dura oramai da diversi mesi, le armi non sono mai state del tutto abbassate. E anzi nelle ultime settimane sono spuntate nuove trincee &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dei-mercenari-in-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1637" height="1084" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, continuano gli scontri tra il generale Khalifa Haftar e le truppe governative (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia.jpg 1637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/combattenti-libia-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1637px) 100vw, 1637px" /></p><p>I <strong>mercenari</strong> sono ancora ai loro posti: chi nell&#8217;ovest, chi nell&#8217;est e chi, non si sa bene al fianco di quale fazione, nel sud. In <strong>Libia</strong> nonostante un <a href="https://it.insideover.com/politica/le-incognite-che-rendono-fragile-il-cessate-il-fuoco-in-libia.html">cessate il fuoco che dura oramai da diversi mesi</a>, le armi non sono mai state del tutto abbassate. E anzi nelle ultime settimane sono spuntate nuove trincee e nuovi fronti che fanno temere un&#8217;imminente <strong>escalation</strong>. L&#8217;attuale sforzo politico e diplomatico<a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-nuovi-scontri-e-dialogo-politico-futuro-della-libia-appeso-a-un-filo.html"> mandato avanti dalle Nazioni Unite</a> non è riuscito a togliere dallo sfondo delle dune del deserto libico la possibilità di una ripresa della contesa bellica. La presenza dei mercenari per l&#8217;appunto, è un segnale di come il peggio ancora non è affatto passato.</p>
<h2>I turchi in Tripolitana</h2>
<p>Una delle svolte più importanti interne allo scacchiere libico è arrivata nel novembre del 2019 quando, quasi a sorpresa, <a href="https://it.insideover.com/politica/serraj-vola-da-erdogan.html">Tripoli e Ankara hanno sottoscritto un memorandum d&#8217;intesa</a>. Da quel momento, il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">presidente turco Erdogan</a> è diventato il principale alleato del premier libico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>. Oltre a soldi e mezzi, la <strong>Turchia</strong> ha inviato uomini nel Paese nordafricano. Ma non si è trattato nella stragrande maggioranza dei casi di consiglieri militari. Al contrario, a Tripoli sul finire di quell&#8217;anno sono sbarcati migliaia di combattenti prelevati dalla provincia siriana di <strong>Idlib</strong>. Qui da anni diverse sigle islamiste combattono contro l&#8217;esercito del presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> e vengono addestrate dalla Turchia.</p>
<p>Per Ankara, dirottare i mercenari verso la Tripolitania non è stato poi così difficile. Al Sarraj, che in quel momento era in procinto di capitolare nei confronti del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Haftar</a>, da parte sua era ben lieto di accogliere ogni tipo di aiuto. I mercenari portati dalla Turchia hanno effettivamente avuto un ruolo importante: tra aprile e giugno <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/haftar-annuncia-ritiro-tripoli-sarraj-annienteremo-nemico-1867956.html">il loro apporto è stato decisivo per far allontanare l&#8217;esercito di Haftar</a>. Al tempo stesso però, adesso la loro presenza è alquanto ingombrante. Non sempre la loro convivenza con le milizie tripoline e misuratine è stata esente da <strong>tensioni</strong>. Inoltre, per i vertici politici e militari dell&#8217;est della Libia l&#8217;allontanamento delle milizie è essenziale per avviare ogni contatto.</p>
<p>E infatti il loro addio era previsto entro il 23 gennaio. Circostanza però non avvenuta. Soltanto alcuni gruppi sono stati imbarcati negli aerei diretti ad Istanbul, ma si trattava di miliziani che avevano protestato per il mancato pagamento degli stipendi. Se alcuni poi sono andati via, altri ne sono sicuramente arrivati. Del resto, il comandante della missione Irini<strong> Fabio Agostini</strong> nella sua<a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01207628.pdf"> audizione in Senato del 27 gennaio</a>, ha parlato di 155 voli sospetti da e per la Libia negli ultimi mesi. Segno di un&#8217;attività di “scambio” di mezzi e uomini molto attiva.</p>
<h2>La situazione nel sud</h2>
<p>Nel <strong>Fezzan</strong> la situazione è ancora più confusa. Anche perché se nell&#8217;est e nell&#8217;ovest i mercenari accompagnano le forze che controllano quelle regioni, nel sud invece non si ha il quadro chiaro su chi effettivamente detiene il possesso del territorio. Le alleanze sono mutevoli e i clan spesso divisi tra loro. Nel gennaio del 2019 le truppe del generale Haftar, grazie ad accordi fatti con le varie tribù locali, hanno potuto avanzare nel Fezzan conquistando le città più importanti, compreso il capoluogo <strong>Sebha</strong>. Oggi il puzzle è molto più frastagliato: non mancano scontri tra tribù, anche a sfondo etnico, così come non mancano cambiamenti di casacca da parte di diverse fazioni. Il risultato è la difficoltà di comprendere chi ha il <strong>controllo</strong> della regione.</p>
<p>Ed è questa forse la più grande incognita attuale nel dossier libico. È nel Fezzan che ci sono alcuni dei più importanti<strong> giacimenti petroliferi</strong>, è da qui che entrano da sud i migranti provenienti dal Sahel e diretti verso le coste del Mediterraneo. In poche parole è qui che si concentrano molti interessi, specie di alcuni attori internazionali come l&#8217;Italia. Da Roma forse, al netto delle crisi di governo, si dovrebbe guardare con crescente attenzione a quanto sta accadendo tra le dune libiche.</p>
<h2>La “Linea Maginot” del deserto</h2>
<p>Nel suo ultimo <a href="https://www.libyaherald.com/2021/01/29/in-final-libya-briefing-to-the-unsc-williams-asks-international-community-not-to-let-the-libyan-people-down/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.libyaherald.com/2021/01/29/in-final-libya-briefing-to-the-unsc-williams-asks-international-community-not-to-let-the-libyan-people-down/&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNEpEgl1wD-oS6mpO4IxVQYBncsXsQ">briefing</a> al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’inviata Onu uscente <strong>Stephanie Williams</strong> ha espresso preoccupazione “per le continue fortificazioni e posizioni difensive create dalle Forze armate arabe libiche (Laaf) all&#8217;interno della base aerea di Gardabiya a <strong>Sirte</strong> e lungo l&#8217;asse Sirte-Jufra nella Libia centrale”. Il riferimento è alla “<em>Linea Maginot</em>” del deserto scavata dai <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-ruolo-del-gruppo-wagner-i-mercenari-russi-al-fianco-di-haftar.html">mercenari russi della Wagner</a> al soldo del generale Haftar, ben visibile dalle immagini satellitari open source elaborate dal network <em>Maxar</em> e rilanciate dall’emittente televisiva statunitense <em><a href="https://edition.cnn.com/2021/01/22/africa/libya-trench-russia-intl/index.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://edition.cnn.com/2021/01/22/africa/libya-trench-russia-intl/index.html&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNFxAG5J9224RMagjR9XChZXl4bVEg">Cnn</a>. </em>Si tratta di almeno 30 posizioni difensive scavate nel deserto e sui pendii che si estendono per 70 chilometri circa: una vera e propria <strong>trincea</strong> progettata per impedire o fermare un attacco di terrestre contro la Cirenaica. Probabilmente è questa la “<a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-ha-un-pieno-mandato-per-intervenire-in-libia.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/legitto-ha-un-pieno-mandato-per-intervenire-in-libia.html&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNF-BfQiFhdMzQl2coAo8nQqzFR98A">linea rossa</a>” che non può essere oltrepassata a cui si riferiva il presidente dell’Egitto, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Abdel Fatah al Sisi</a>. “Penso che chi scava una trincea e tali fortificazioni non se ne andrà tanto presto”, ha commentato il ministro della Difesa del Gna, <strong>Salah al Din al Namroush.</strong></p>
<p>E intanto a Sirte, città che in Libia ha una forte valenza simbolica (qui è nato e morto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Gheddafi</a>, qui è sorto e tramontato il Califfato islamico) e soprattutto strategica (è uno snodo fondamentale per collegare l’est con l’ovest), sono spuntati dei <a href="https://www.agenzianova.com/a/601be4816cf341.01875393/3294277/2021-01-31/libia-a-sirte-spuntano-volantini-in-russo-con-minacce-contro-mercenari-wagner" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.agenzianova.com/a/601be4816cf341.01875393/3294277/2021-01-31/libia-a-sirte-spuntano-volantini-in-russo-con-minacce-contro-mercenari-wagner&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNHwnYSlC6iA-c9r20q4SYPUNknxVw">misteriosi volantini</a> in lingua russa e araba indirizzate ai mercenari del gruppo russo Wagner e dei <strong>Janjaweed</strong> sudanesi. Il portavoce delle Laaf, <strong>Ahmed al Mismari</strong>, si è affrettato a smentire le “menzogne” diffuse con “l’intento di provocare”. Eppure, se i colloqui di pace dovessero finire male, il rischio di una ripresa delle ostilità sarebbe concreto.</p>
<h2>Un attore armato ibrido</h2>
<p>Secondo <a href="https://www.africom.mil/pressrelease/33008/russia-wagner-group-complicating-libyan-cease" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.africom.mil/pressrelease/33008/russia-wagner-group-complicating-libyan-cease&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNHuxlYnF9Frod_rug6uLXA3fdHH9Q">Africom</a>, il comando militare degli Stati Uniti che si occupa di Africa, i combattenti della famigerata compagnia russa Wagner sarebbero almeno 2.000 e avrebbero in gestione i sistemi di difesa anti-aerea <strong>Pantsir</strong> e caccia di quarta generazione <strong>Mig 29</strong>. Questi si vanno ad aggiungere alle Forze armate arabe libiche ai comandi del generale Haftar. Il nome non deve ingannare: le Laaf sono in verità una coalizione di milizie, alcune delle quali composte da fanatici dell’islam salafita riunite in “battaglioni” e “brigate” per dare l’impressione di una forza ufficiale spalleggiata da sponsor stranieri. Come ben espresso in un approfondimento del sito <a href="https://warontherocks.com/2021/01/the-libyan-arab-armed-forces-a-hybrid-armed-actor/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://warontherocks.com/2021/01/the-libyan-arab-armed-forces-a-hybrid-armed-actor/&amp;source=gmail&amp;ust=1612530897422000&amp;usg=AFQjCNEVrw7Q7_JK7ROZse2kffjz-RJ84A">Warontherocks</a>, il termine forse più corretto per definire la coalizione di Haftar è “attore armato ibrido”: non ha chiaro riconoscimento statale e annovera al suo interno tale un assortimento di personalità e gruppi armati che è impossibile parlare di esercito regolare.</p>
<p>Quantificare gli uomini ai comandi dell’uomo forte della Cirenaica è impossibile. Al Mismari parla di 80 mila soldati, ma è una cifra spropositata: se fossero così tanti non avrebbero avuto bisogno di mercenari e di tessere alleanze di dubbia moralità (come quella con i famigerati fratelli Kani di <strong>Tarhuna</strong>) per tentare (senza successo) di conquistare Tripoli. Fonti di <em>Insideover</em> riferiscono che Haftar può probabilmente contare su circa 10.000 – 15.000 uomini: un numero più che sufficiente per riprendere le ostilità.</p>
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		<title>Al Sarraj sopravvissuto a quattro diversi governi italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/al-sarraj-sopravvissuto-a-quattro-diversi-governi-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Sarraj a Palazzo Chigi da Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da quando è in sella a Tripoli, Fayez Al Sarraj è sempre stato indicato come un uomo dal limitato tempo politico a disposizione. Non appena vi erano delle novità nello scacchiere libico, subito dell&#8217;attuale premier si è detto che era prossimo alla fine delle sua esperienza. Una constatazione spesso fatta ad esempio dall&#8217;Italia, che pure &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sarraj-sopravvissuto-a-quattro-diversi-governi-italiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Sarraj a Palazzo Chigi da Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da quando è in sella a Tripoli,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html"> Fayez Al Sarraj</a> è sempre stato indicato come un uomo dal limitato tempo politico a disposizione. Non appena vi erano delle novità nello scacchiere libico, subito dell&#8217;attuale premier si è detto che era prossimo alla fine delle sua esperienza. Una constatazione spesso fatta ad esempio dall&#8217;<strong>Italia</strong>, che pure ufficialmente ha sempre puntato su di lui a prescindere dal colore del governo a Palazzo Chigi. Ed è proprio questo il punto, su cui anche in Libia oggi si sta discutendo parecchio: alla fine è stato Al Sarraj, pur essendo perennemente in procinto di cadere, a veder passare davanti diversi governi italiani durante il suo mandato e non il contrario. Anche se adesso effettivamente forse passerà la mano, il premier libico può vantare una longevità politica che nessun suo interlocutore italiano ha avuto. E, sotto i baffi, forse lo stesso Al Sarraj di questo dato ne tiene conto.</p>
<h2>Da Renzi a Conte</h2>
<p>Quando Fayez Al Sarraj è sbarcato a Tripoli per assumere la guida del governo, a Palazzo Chigi sedeva <strong>Matteo Renzi</strong>. Il contesto di allora, tanto in Libia quanto in Italia, era radicalmente diverso. Era il marzo del 2016 e al di là del Mediterraneo si provava a dare seguito agli accordi di <strong>Skhirat</strong>, firmati nel dicembre 2015, facendo insediare per ragioni di sicurezza in una base militare non distante dalla capitale libica il nuovo esecutivo. Il nome di Al Sarraj era uscito fuori a sorpresa dai colloqui di pochi mesi prima. La sua era la classica figura <strong>sconosciuta</strong>, da mettere al timone per garantire determinati <strong>equilibri</strong>. Per questo nessuno immaginava che il suo governo sopravvivesse a tante compagini italiane nel frattempo subentrate. Matteo Renzi sembrava saldamente ben ancorato a Palazzo Chigi in quel frangente. Dagli Roma poco prima erano trapelati anche piani che ponevano il governo guidato dall&#8217;ex sindaco di Firenze<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/litalia-far-guerra-libia-1094056.html"> alla testa di un&#8217;operazione militare anti Isis</a>, visto che il califfato avanzava a <strong>Sirte</strong>.</p>
<p>La gestione è stata poi sbrigata direttamente da Washington, che da Tripoli ha ricevuto una richiesta di intervento ufficiale. L&#8217;Italia di Renzi però ha inviato in Libia 300 uomini <a href="http://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/pagine/libia-operazione-ippocrate.aspx">nell&#8217;ambito della missione Ippocrate</a>, il cui compito è stato soprattutto quello di addestrare le forze locali e curare un ospedale da campo installato a <strong>Misurata</strong>. Appena pochi mesi dopo la sconfitta al referendum costituzionale ha provocato la caduta di Matteo Renzi. Al Sarraj ha visto così per la prima volta un cambio di interlocutore. Nel dicembre del 2016 a Palazzo Chigi si è insediato<strong> Paolo Gentiloni</strong>. Con lui, ma soprattutto con il ministro dell&#8217;Interno di quel governo, ossia<strong> Marco Minniti</strong>, il premier libico ha stipulato il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-e-cosa-prevede-il-memorandum-sulla-libia.html">memorandum sull&#8217;immigrazione</a>. Mentre durante questa fase più volte di Al Sarraj è sembrato sul punto di cedere per via delle pressioni delle <strong>milizie</strong> interne e del sempre maggior controllo sul territorio assunto dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>, nel giugno del 2018 a Palazzo Chigi si è avuto un altro avvicendamento. Il fino ad allora sconosciuto avvocato<strong> Giuseppe Conte</strong> ha preso il posto di Gentiloni a seguito del patto tra Movimento Cinque Stelle e Lega due mesi dopo il voto tenuto nel marzo di quell&#8217;anno. Al Sarraj, nel frattempo sopravvissuto <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html">agli assalti militari di Haftar</a> e alle minacce delle milizie, nei giorni scorsi ha dovuto annotare la caduta di un altro esecutivo italiano molto meno longevo del suo.</p>
<h2>La mancanza di continuità nelle interlocuzioni</h2>
<p>Non è soltanto una questione di statistiche, né tanto meno una semplice curiosità. A Tripoli oramai ci scherzano su: &#8220;Dall&#8217;altra parte del Mediterraneo hanno notato come un premier debole perennemente sul punto di cadere ha visto passare davanti a sé quattro diversi governi italiani in 5 anni&#8221;, ha dichiarato una fonte diplomatico ad <em>InsideOver</em>. Ad ogni insediamento, Al Sarraj e il suo entourage hanno dovuto cominciare da capo <strong>interlocuzioni</strong> e rapporti con i vari nuovi inquilini di Palazzo Chigi. Non solo: per Tripoli è stato ogni volta difficile capire i nuovi orientamenti dei vari governi italiani sul dossier libico. Nel giro di poco tempo si è passati da un rapporto incondizionato con Al Sarraj a un&#8217;<strong>equidistanza</strong> tra Tripoli e il generale Haftar, fino al sostanziale immobilismo degli ultimi anni. Anche questo ha contribuito a un arretramento del ruolo dell&#8217;Italia nel dossier libico e alla ricerca di nuove alleanze da parte del redivivo premier tripolino.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo a inizio 2021<a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-al-sarraj-prova-di-nuovo-la-sponda-con-l-italia.html"> ha provato a rilanciare i suoi rapporti con Roma</a>. Ma dovrà attendere l&#8217;esito della nuova crisi di governo per comprendere in che modo potrà muoversi con l&#8217;Italia nel prossimo futuro. Vale per il suo esecutivo, così come per il successore: questa volta Al Sarraj dovrebbe realmente passare il testimone, visto il percorso politico intrapreso nelle ultime settimane in cui sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite si sta cercando di dar vita a un nuovo governo unitario. Nulla però è scontato. Nemmeno che un nuovo eventuale timoniere di Palazzo Chigi arrivi a vedere da presidente del consiglio l&#8217;insediamento del successore di Al Sarraj.</p>
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		<title>Il futuro della Libia appeso a un filo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tra-nuovi-scontri-e-dialogo-politico-futuro-della-libia-appeso-a-un-filo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 08:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alba Tripoli Libia guerra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Momento cruciale per la Libia. Il percorso politico avviato con i colloqui mediati dalle Nazioni Unite, ha portato alla creazione di liste da cui dovrebbero uscire i nomi dei futuri nuovi leader del Paese. Se però da un lato il dialogo sembra poter proseguire, seppur tra alti e bassi, fino alla formazione di un nuovo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-nuovi-scontri-e-dialogo-politico-futuro-della-libia-appeso-a-un-filo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alba Tripoli Libia guerra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Momento cruciale per la <strong>Libia</strong>. Il percorso politico avviato con i colloqui mediati dalle <strong>Nazioni Unite</strong>, ha portato alla creazione di liste da cui dovrebbero uscire i nomi dei futuri nuovi leader del Paese. Se però da un lato il dialogo sembra poter proseguire, seppur tra alti e bassi, fino alla formazione di un nuovo governo, dall&#8217;altro le tensioni sul campo potrebbero compromettere i già precari equilibri sia politici che militari.</p>
<h2>Gli scontri a Tripoli</h2>
<p>La situazione è tornata ad essere molto delicata soprattutto nella capitale. A <strong>Tripoli</strong> oramai <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html">la battaglia</a> che ha visto contrapposte le milizie vicine al governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Al Sarraj</a> con l&#8217;esercito di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Haftar</a> è conclusa da più di sei mesi. Era giugno infatti <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/haftar-annuncia-ritiro-tripoli-sarraj-annienteremo-nemico-1867956.html">quando il generale ha deciso di ritirare le sue truppe</a>. Ma ora la città è sempre più in preda a scontri interni alle sigle che assieme hanno combattuto contro l&#8217;uomo forte della Cirenaica. A fine gennaio l&#8217;eco delle armi è tornato a disturbare le notti dei tripolini. In diverse occasioni sono stati registrati scontri importanti soprattutto nella zona di <strong>Al Andalus</strong>, così come in altri quartieri della capitale libica. Segno di una tensione sempre più forte e che rischia di sfuggire di mano.</p>
<p>È bene ricordare infatti che il governo di Tripoli non dispone di vere e proprie forze di polizia o di sicurezza. La città dopo la fine dell&#8217;era <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Gheddafi</a> nel 2011 è stata costantemente sotto il controllo delle varie milizie che nel corso degli anni si sono contese zone e quartieri del perimetro urbano tripolino. Da qui un <strong>equilibrio</strong> molto precario, che ha spesso portato alla degenerazione dei rapporti interni alle milizie fino ad arrivare non di rado a scontri e battaglie aperte anche in pieno centro. Esattamente proprio come è avvenuto soprattutto negli ultimi giorni di gennaio, in cui l&#8217;intensità degli screzi militari, come segnalato da diverse fonti locali, è risultata essere la più alta dalla fine della battaglia contro Haftar.</p>
<h2>Il duello Al Sarraj/Bashaga</h2>
<p>A scontrarsi tra le strade di Tripoli però, questa volta non sono piccoli gruppi o locali milizie spinte da semplici velleità di controllo di parti della città. Sullo sfondo invece, sembra esserci un drammatico braccio di ferro tra due fazioni ben definite: da un lato quella che fa capo al premier <strong>Fayez Al Sarraj</strong>, dall&#8217;altro invece quella vicina al ministro dell&#8217;Interno, <strong>Fathi Bashaga</strong>. A confermare questa ipotesi è anche la dichiarazione rilasciata al sito <em>Libya24</em> dall&#8217;analista libico <strong>Muhammad Fitouri</strong>. Secondo quest&#8217;ultimo, gli scontri osservati a Tripoli potrebbero rappresentare “un anticipo di ciò che potrebbe accadere presto se lo scontro tra il premier e il ministro dilagasse”.</p>
<p>Segnali che tra i due qualcosa non andasse per il verso giusto, sono arrivati in estate. Il 28 agosto Al Sarraj aveva sospeso dall&#8217;incarico Fathi Bashaga, salvo per reintegrarlo il 3 settembre. Alla base degli screzi, i loro rispettivi ruoli nel futuro della Libia. Al Sarraj dovrebbe abbandonare la scena, ma non ci sta ad essere scavalcato da un Bashaga che, in qualità di ministro dell&#8217;Interno, ha iniziato da tempo, secondo il premier uscente, a muoversi autonomamente. Inoltre mentre Al Sarraj sta cercando altre alleanze oltre a quella molto forte con la <strong>Turchia</strong>, Bashaga è considerato di fatto un uomo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Erdogan</a> a Tripoli. Ecco dunque perché negli ultimi mesi i due hanno dato vita a nuove formazioni di sicurezza rispondenti direttamente ai propri uffici.</p>
<p>Al Sarraj, in particolare, ha istituito una nuova forza di sicurezza sulla base della precedente forza di deterrenza denominata “Rada”.<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3274838/2021-01-18/libia-festeggiamenti-nella-notte-ad-abu-salim-per-nomina-al-kikli-a-capo-sicurezza"> Al vertice è stato posto Abd al Ghani al Kikli</a>, conosciuto come &#8220;<strong>Ghaniwa</strong>&#8221; e già noto per essere capo delle milizie che controllano lo strategico quartiere di <strong>Abu Salim</strong>. Bashaga invece ha puntato tutto su una nuova forza di sicurezza pubblica presentata ufficialmente il 17 gennaio scorso. Sarebbero proprio questi due gruppi ad aver ingaggiati i pesanti scontri degli ultimi giorni. E non è un caso che tutto sia avvenuto proprio in concomitanza con le novità arrivate dal fronte politico.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Rischio governo divisivo</h2>
<p style="font-weight: 400;">Come funzionerà la votazione di Ginevra? Come spiegato da <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/60182c1b72c843.28359052/3294933/2021-02-01/al-via-oggi-a-ginevra-il-voto-per-eleggere-la-nuova-autorita-esecutiva-transitoria-della-libia" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.agenzianova.com/a/60182c1b72c843.28359052/3294933/2021-02-01/al-via-oggi-a-ginevra-il-voto-per-eleggere-la-nuova-autorita-esecutiva-transitoria-della-libia&amp;source=gmail&amp;ust=1612338984150000&amp;usg=AFQjCNFezJ91XeZLryLFYePz-QpQk5V1TQ">Agenzia Nova</a>,</em> le Nazioni Unite hanno ideato un complesso meccanismo di voto in <strong>tre fasi</strong>:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">La fase uno prevede che ognuna delle tre regioni nomini un proprio rappresentante nel Consiglio presidenziale con il <strong>70 per cento</strong> dei consensi all’interno della propria “constituency, mentre tutti i delegati dovranno scegliere un primo ministro, sempre con un quorum del 70 per cento.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Ognuna delle tre regioni ha un diverso “peso specifico” all’interno del Foro di dialogo. La Tripolitana, ad esempio, ha 37 membri, contro i 24 della Cirenaica e i 14 del Fezzan, nel tentativo di replicare in piccola scala la demografia della Libia. A quale regione andrà il ruolo di presidente? Ancora non è chiaro, ma le indicazioni sembrano propendere per la <strong>Cirenaica</strong>. Se così sarà, il premier dovrà essere della <strong>Tripolitania</strong>. Ecco perché questa prima votazione, probabilmente destinata a fallire, sarà importante e per certi versi propedeutica per quelle successive: dalle indicazioni di voto saranno infatti più chiari quali saranno gli accoppiamenti <strong>presidente-premier</strong>.</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">La fase due prevede un sistema di liste con l’indicazione dei tre membri del Consiglio presidenziale, più un primo ministro. Vince la lista che ottiene il <strong>60 per cento</strong> dei voti.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Se tutti i membri dell’Lpdf dovessero partecipare alla votazione, la lista vincente dovrebbe ottenere almeno 45 voti. Anche in questo caso, si tratta di un quorum difficile da raggiungere. Nella prima sessione del dialogo di Tunisi, il politico più votato era riuscito a raggiungere a malapena 30 voti. Per questo le Nazioni Unite hanno messo sul tavolo una soglia molto più bassa, praticamente il minimo indispensabile.</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">La fase tre prevede che nessuna lista dovesse ottenere il quorum, dal secondo turno basterebbe il <strong>50 per cento più uno</strong> dei voti favorevoli dei presenti.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Come fa notare <em>Nova</em>, la soglia del 50+1 rischia di generare un paradosso: quello di insediare un governo di unità nazionale divisivo. D’altra parte, questo appare come l’unico modo per superare lo stallo che ha fin qui bloccato “la pista politica” del percorso tracciato ormai più di un anno fa nella Conferenza internazionale di Berlino sulla Libia.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Chi sono i candidati</h2>
<p style="font-weight: 400;">Sabato 30 gennaio, la missione Onu in Libia ha <a href="https://unsmil.unmissions.org/unsmil-announces-list-candidates-presidency-council-and-prime-minister-positions" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://unsmil.unmissions.org/unsmil-announces-list-candidates-presidency-council-and-prime-minister-positions&amp;source=gmail&amp;ust=1612338984150000&amp;usg=AFQjCNGHVmBCbhrgBAk0O-hBKoq4BAuRaA">annunciato</a> la lista di <strong>45 candidati </strong>(24 per il Consiglio di presidenza, 21 per la premiership). Nell’elenco ci sono solo tre donne e molti “dinosauri” della politica libica. Vale la pena ricordare che chi viene eletto si impegna pubblicamente e per iscritto a <strong>NON </strong>presentarsi alle elezioni previste il 24 dicembre 2021, nel giorno del 70esimo anniversario dell’indipendenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fra i nomi più in vista per il Consiglio di presidenza in quota Cirenaica (a cui dovrebbe andare il ruolo di presidente) spicca l&#8217;attuale presidente del Parlamento, <strong>Aguila Saleh</strong>. Quest’ultimo, secondo fonti stampa ancora non confermate, avrebbe lasciato la guida della Camera dei rappresentanti di Tobruk pur di partecipare al voto. Da non sottovalutare Al Sharif al Wafi, uomo d&#8217;affari ed ex vicepresidente del Congresso nazionale generale nel 2012 e nel 2013. A questi si aggiungono una pletora di diplomatici ed ex ambasciatori come Muhammad al Barghathi, Ali Khairallah e Muhammad Yunus.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per la Tripolitania si fanno i nomi del presidente dall&#8217;Alto Consiglio di Stato, vicino ai Fratelli Musulmani, <strong>Khaled Al Mishri</strong>; dell&#8217;attuale capo del sindacato dei medici di Tripoli, Abdul Rahman Al Balazi; del capo del Consiglio giudiziario Muhammad al Hafi; dell&#8217;alto ufficiale militare Osama Al Juwaili; e del ministro della Difesa del Gna, Salah al Din al Namroush, del diplomatico (ex ambasciatore in Marocco) Abdelmadjid Seif el Nasr e di un rappresentante vicino all’ex regime di Gheddafi, Omar Bouhrida.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più complicata la partita per la carica di primo ministro del nuovo governo di unità nazionale, che secondo il meccanismo studiato dall’Onu agirà in modo “indipendente” dal Consiglio presidenziale. In Tripolitana (a cui molto probabilmente spetterà l’onere di guida il governo) si ripropone la sfida tutta intera a Misurata tra il ministro dell&#8217;interno del Governo di accordo nazionale, <strong>Fathi Bashagha</strong>, e il primo vice presidente del Consiglio presidenziale, <strong>Ahmed Maiteeq</strong>, a cui si aggiungono una serie di <strong>outsider </strong>come l&#8217;uomo d&#8217;affari Mohammed Abdul Lateef Al Montaser, l’alto funzionario di sicurezza Fathallah Hussein Abdel Karim Mohammed al Saiti e l&#8217;imprenditore misuratino Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh.</span></p>
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			</item>
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		<title>La Libia a un anno di distanza dalla conferenza di Berlino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-libia-a-un-anno-di-distanza-dalla-conferenza-di-berlino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 07:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=304775</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vertice di Berlino sulla Libia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-768x300.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-1024x399.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un anno fa di questi tempi il Covid era solo un problema cinese, neppure tanto avvertito in Europa. Il countdown verso il Caso 1 italiano, da cui poi inizierà la tragedia della pandemia nel vecchio continente, era però partito. Nessuno lo sapeva, nessuno poteva immaginare che la riunione sulla Libia a Berlino tenuta il 19 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-libia-a-un-anno-di-distanza-dalla-conferenza-di-berlino.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vertice di Berlino sulla Libia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-768x300.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Vertice-di-Berlino-sulla-Libia-e1579593192305-1024x399.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un anno fa di questi tempi il Covid era solo un problema cinese, neppure tanto avvertito in Europa. Il countdown verso il<em> Caso 1</em> italiano, da cui poi inizierà la tragedia della pandemia nel vecchio continente, era però partito. Nessuno lo sapeva, nessuno poteva immaginare che la riunione sulla <strong>Libia</strong> a <strong>Berlino</strong> tenuta il 19 gennaio 2020 sarebbe stata forse l&#8217;ultima grande riunione internazionale in Europa senza l&#8217;ausilio di video riunioni o conversazioni con la mascherina. L&#8217;unica cosa certa tra chi si trovava nella capitale tedesca, era che quella conferenza rappresentava una delle ultime occasioni per l&#8217;<strong>Ue</strong> di incidere sul dossier libico. A distanza di un anno è molto difficile dire se quell&#8217;occasione è andata o meno persa. Di certo, l&#8217;Europa in Libia appare sempre in secondo piano rispetto ad altri attori internazionali.</p>
<h2>Cosa è successo a Berlino un anno fa</h2>
<p>Prima Parigi, su iniziativa francese, <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-gli-elementi-positivi-per-l-italia-del-vertice-di-palermo.html">poi Palermo invece su iniziativa italiana</a>. Il dossier libico a un certo punto è stato gestito dai due attori europei impegnati nel Paese nordafricano a suon di conferenze. Le prima due tenute da Francia e Italia non hanno, alla distanza, sortito effetti. Anche se le aspettative e le risorse politiche spese in quelle occasioni sono state importanti. La scelta del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Haftar</a> nell&#8217;aprile del 2019 di<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html"> provare a conquistare <em>manu militari</em> Tripoli</a>, ha fatto naufragare ogni velleità tanto francese quanto, soprattutto, italiana. E inoltre ha messo in evidenza come il vecchio continente si avviava oramai ad avere, sia a livello comunitario che a livello di singoli Stati, un ruolo di second&#8217;ordine. Ad avanzare erano altri attori: gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> che sostenevano Haftar da una parte, così come ovviamente la <strong>Russia</strong> di Putin che al generale ha fornito mezzi, soldi e gli uomini della Wagner, mentre dall&#8217;altro lato si è assistito al dirompente ingresso della <strong>Turchia</strong>, divenuta nel novembre 2019 sponsor principale del governo di Tripoli guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj.</a></p>
<p>Così l&#8217;Europa, prima di naufragare definitivamente, ha provato a rientrare in gioco con una nuova conferenza. Se le prime due sono state in mano a Francia e Italia, quella di un anno fa è stata sotto l&#8217;egida della <strong>Germania</strong>. La cancelliera <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> voleva dare una sterzata al dossier e imprimere un cammino guidato dal vecchio continente.<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html"> A Berlino è riuscita a far arrivare diverse delegazioni internazionali</a>, oltre che i principali antagonisti dello scacchiere libico, ossia Al Sarraj ed Haftar. Ma non tutto è filato liscio. Il generale in particolare, ha fatto in Germania quanto fatto vedere a Palermo nel novembre 2018. Prima ha messo in forse la sua presenza, poi si è rintanato in una camera dell&#8217;edificio che ospitava il summit e, da lì, ha poi inaspettatamente fatto perdere le sue tracce. I retroscena di quelle ore raccontano addirittura di una Angela Merkel che provava a chiamare telefonicamente Haftar, ma quest&#8217;ultimo puntualmente staccava la linea.</p>
<p>Al termine di quei infuocati momenti del 19 gennaio 2020,<a href="https://it.insideover.com/politica/libia-approvato-laccordo-ma-senza-la-firma-di-haftar-e-sarraj.html"> si è comunque riusciti a tirar fuori un documento</a>. In esso sono stati inseriti 55 punti, molti dei quali già espressi nelle altre conferenze. E cioè sostegno alla missione <strong>Onu</strong> in Libia per arrivare a un cessate il fuoco, accordi per un futuro nuovo esecutivo unitario e future nuove elezioni. In più è stato introdotto, ed è forse questa l&#8217;unica vera novità uscita fuori da Berlino, il meccanismo cosiddetto <em>&#8220;5+5&#8221;</em> per l&#8217;istituzione di una <strong>commissione militare</strong> formata da cinque rappresentanti del Gna di Al Sarraj e cinque dell&#8217;Lna di Haftar.</p>
<h2>Cosa rimane della conferenza a un anno di distanza</h2>
<p>Non tutto è andato perduto, da allora. Alcuni punti hanno effettivamente avuto un seguito. Ad esempio a <strong>Ginevra</strong> si sono tenute diverse riunioni della commissione militare nata dopo Berlino. Incontri che hanno avuto una loro importanza poi nella proclamazione ad agosto e ad ottobre del<strong> cessate il fuoco</strong> permanente. L&#8217;intento però originario della conferenza attualmente è molto lontano dalla piena realizzazione. Le mutazioni e le evoluzioni sul terreno libico, sono arrivate soprattutto per l&#8217;impulso di altri attori, Turchia e Russia in primis, e non dell&#8217;Europa. Quest&#8217;ultima dunque ha continuato ad avere un ruolo secondario, se non a tratti defilato. Vale, anche in questo caso, sia in senso comunitario che a livello di singoli governi.</p>
<p>Adesso in seno al teatro libico si sta attraversando forse una fase decisiva: prosegue, seppur a fatica, il tentativo dell&#8217;Onu (sfruttando in parte come base anche il documento di Berlino) di ridare stabilità al Paese &#8220;confezionando&#8221; un<strong> nuovo governo</strong> di unità nazionale, con l&#8217;intento di giungere ad <strong>elezioni</strong> il 24 dicembre prossimo. Inoltre, i mutamenti internazionali dati dal cambio di guardia alla Casa Bianca e dalle novità riguardanti gli attori mediorientali, potrebbero aprire un gran ventaglio di occasioni per trovare una soluzione in Libia. Italia e Francia in primis potrebbero sfruttare questa fase, per ritagliarsi quanto meno un proprio spazio di influenza. Rivedere però l&#8217;ambito europeo nuovamente assoluto protagonista ad oggi appare un&#8217;autentica chimera.</p>
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		<title>Libia, si apre una finestra di opportunità decisiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-si-apre-una-finestra-di-opportunita-decisiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 17:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia Tripoli La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualcosa bolle in pentola in Libia. L’ex Jamahiriya del defunto Muammar Gheddafi è de facto un Paese diviso fra Tripolitania (ovest) e Cirenaica (est), con il Fezzan (sud-ovest) a sua volta frazionato in municipalità che sostengono talora le autorità di Tripoli, talora il governo non riconosciuto di Bengasi. Questo scenario potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-si-apre-una-finestra-di-opportunita-decisiva.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia Tripoli La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Libia-Tripoli-La-Presse-e1585827192883-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Qualcosa bolle in pentola in <strong>Libia</strong>. L’ex Jamahiriya del defunto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html"><strong>Muammar Gheddafi</strong></a> è <em>de facto</em> un Paese diviso fra Tripolitania (ovest) e Cirenaica (est), con il Fezzan (sud-ovest) a sua volta frazionato in municipalità che sostengono talora le autorità di Tripoli, talora il governo non riconosciuto di Bengasi. Questo scenario potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi tre mesi, complice l’arrivo della nuova amministrazione statunitense di <strong>Joe Biden</strong> alla Casa Bianca e le prospettive di un accordo per unificare le istituzioni del Paese nordafricano. Mentre la tregua militare tiene, anche se le milizie e i mercenari stranieri restano sul terreno, le ultime settimane hanno visto alcuni passi in avanti positivi in Libia, come ad esempio l’accordo sull’unificazione del <strong>tasso di cambio</strong> tra le due Banche centrali e una prima, importante e forse storica <a href="https://unsmil.unmissions.org/unsmil-welcomes-meeting-today-brega-consolidate-national-budget">intesa</a> sul <strong>bilancio unificato</strong> tra est e ovest. Si sta aprendo, in altre parole, una finestra di opportunità che potrebbe rivelarsi decisiva dopo scoppio della rivoluzione ormai 10 anni fa.</p>
<h2>L’accordo economico</h2>
<p>Per consentire alle banche libiche di erogare dollari, l’istituto emittente di Tripoli controllato dal potente governatore Sadiq al Kabir ha attinto a <strong>tre miliardi di dollari</strong> dalle riserve valutarie, una quantità sufficiente a fornire liquidità per al massimo tre mesi. In questo periodo dovrebbe essere trovato un accordo definitivo per lo sblocco dei <strong>fondi del petrolio</strong>, attualmente depositati dalla National Oil Corporation (Noc, la compagnia petrolifera della Libia) nei conti congelati della Libyan Foreign Bank e approvare il nuovo <strong>bilancio</strong> per il 2021. Le due questioni sono legate. A Tripoli quanto a Bengasi c’è chi spinge per avere &#8211; per la prima volta dopo anni &#8211; un budget “unificato” fra est e ovest. Un bilancio che dovrebbe prevedere, appunto, un&#8217;equa distribuzione dei proventi del petrolio del Paese <strong>Opec</strong>. Il negoziato potrebbe rivelarsi decisivo per sbloccare l’attuale situazione di stallo politico, ma occorre prudenza. Forzare la mano potrebbe essere controproducente: dopo il golpe tentato dal generale <strong>Khalifa Haftar</strong> il 4 aprile 2019, in molti a Tripoli vogliono delle garanzie prima di fornire a Bengasi dei fondi che potrebbero essere utilizzati per finanziare un nuovo attacco.</p>
<h2>Un piano B per il percorso politico</h2>
<p>Intanto la scelta della prossima leadership politica chiamata a gestire la fase di transizione si sta rivelando più difficile del previsto. Il “gioco delle coppie” tentato dalla diplomatica statunitense <strong>Stephanie Williams</strong>, alla guida della missione Onu ancora per qualche giorno, per scegliere il binomio presidente-premier (vale a dire le due personalità di Tripolitania e Cirenaica che dovranno guidare, rispettivamente, il prossimo Consiglio presidenziale e un futuro Governo di accordo nazionale) fin qui <a href="https://www.agenzianova.com/a/60001e70c861d9.81855930/3268393/2021-01-13/libia-inviata-onu-williams-nessun-progresso-su-autorita-esecutiva-a-colloqui-ginevra">non ha prodotto risultati</a>. La coppia più accreditata (<strong>Aguilah Saleh</strong> nuovo capo del Consiglio presidenziale &#8211; <strong>Fathi Bashagha</strong> primo ministro) non ha i voti necessari dei membri del Foro di dialogo politico, l’organismo nominato dall’Onu tra non poche polemiche per i meccanismi poco chiari con cui sono stati scelti i delegati. La parabola politica di Saleh e di Bashagha sembra peraltro essere in caduta libera. Ma c’è un “<strong>Piano B</strong>”: la nomina di un nuovo primo ministro che sia finalmente accettato ad est per procedere così all’unificazione delle istituzioni politiche fino alle <strong>elezioni</strong> di dicembre. I nomi sul tavolo sono tanti (uno su tutti: l&#8217;intraprendete politico misuratino <strong>Ahmed Maiteeq</strong>), ma il negoziato è tuttora in corso e in Libia i colpi di scena sono all&#8217;ordine del giorno.</p>
<h2>Uno assetto internazionale in cambiamento</h2>
<p>Intanto anche lo scenario internazionale sta assistendo a un riassetto di notevoli proporzioni, a partire dalla fine dell’isolamento del <strong>Qatar</strong>, circostanza che potrebbe avere conseguenze dirette anche in Libia. I tre anni di blocco da parte del cosiddetto Quartetto arabo (Arabia Saudita, Bahrein, Egitto ed Emirati Arabi Uniti) hanno spinto Doha a rafforzare l’alleanza con la <strong>Turchia</strong>, intervenuta militarmente a sostegno del governo di Tripoli grazie ai petrodollari forniti dagli emiri con cui sono stati pagati i mercenari siriani. La normalizzazione del Qatar con i vicini del Golfo potrebbe indebolire l’asse con il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, a maggior ragione con un’amministrazione Usa meno indulgente con Ankara di <strong>Donald Trump</strong>. Occorre ricordare, infatti, che secondo alcune interpretazioni fu proprio <strong>Barack Obama</strong> a dare il via libera al <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-perche-il-golpe-e-fallito.html">tentato golpe</a> ad Ankara del 2016. Queste circostanze dovrebbero raffreddare le mire neo-ottomane del “sultano” Erdogan e spingere la Turchia a più miti consigli non solo in Libia, ma anche nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>. E’ in quest’ottica, peraltro, che vanno lette le <a href="https://www.agenzianova.com/a/5ffcdadb054b22.24478832/3265184/2021-01-11/mediterraneo-orientale-nuovo-round-di-colloqui-grecia-turchia-il-25-gennaio">prospettive di riconciliazione</a> tra la Ankara e la <strong>Grecia</strong>.</p>
<h2>La guerra non conviene più a nessuno</h2>
<p>La leadership turca ha necessità di capitalizzare quanto prima l’investimento speso in Libia e recuperare, ad esempio, i 16 miliardi di commesse pre-2011. Da tempo i turchi trattano con gli egiziani per evitare un’escalation della tensione che nessuno vuole. E infatti <strong>l’Egitto</strong> di Abdel Fatah al Sisi, anche se ha più volte <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-ha-un-pieno-mandato-per-intervenire-in-libia.html"><strong>minacciato </strong></a>l’intervento diretto in Libia, è orientato verso una pragmatica<strong> </strong><a href="https://www.agenzianova.com/a/5fec57bc5e6b60.88237396/3250394/2020-12-28/libia-egitto-colloquio-siala-shoukry-dopo-la-visita-della-delegazione-egiziana-a-tripoli/linked">ripresa delle relazioni</a> con Tripoli. Più criptico è il caso della Russia: i rapporti tra il generale Haftar e Mosca si sono raffreddati dopo il gran rifiuto di firmare la tregua nel gennaio 2020. Proprio come i turchi, nemmeno i russi vogliono una ripresa della guerra, ma la loro strategia a lungo termine è più difficile da leggere. Mosca vuole davvero mantenere lo <em>status quo</em>? Chi farà da garante per i russi in Libia nel nuovo assetto che si sta consolidando? E’ vero, come si dice, che <strong>Vladimir Putin</strong> punta sul figlio del rais libico, Saif al Islam Gheddafi? Infine gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, il Paese che più di tutti ha sponsorizzato l’intervento armato in Libia a sostegno del generale Haftar, sono davvero pronti a scendere a compressi con la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratellanza Musulmana</a>? A ben vedere, i prossimi mesi saranno decisivi per capire quale sarà l’evoluzione dello scenario non solo in Libia, ma nell&#8217;intero quadrante del <strong>Mediterraneo allargato</strong>, spazio vitale per la politica estera dell&#8217;Italia.</p>
<h2>E l’Italia?</h2>
<p>E anche l’<strong>Italia</strong> è evidentemente coinvolta nei cambiamenti della scena internazionale. La finestra di opportunità fornita dalla nuova amministrazione Usa ha spinto il leader di Italia Viva, <strong>Matteo Renzi</strong>, a forzare una crisi di governo dagli esiti ancora incerti. Eppure non sfugge che Roma sia stata nelle ultime settimane il centro di importanti incontri politici sulla Libia. Come riportato da <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5ffee539aad3e0.63022418/3267740/2021-01-13/speciale-difesa-libia-sarraj-e-maiteeq-lasciano-roma-dopo-giorni-di-intensi-colloqui">Agenzia Nova</a></em>, il capo del Consiglio presidenziale libico e premier del Governo di accordo nazionale, <strong>Fayez al Sarraj</strong>, ha alloggiato per ben cinque giorni in un noto albergo romano. Il presidente della Libia è stato raggiunto dal suo vice, <strong>Ahmed Maiteeq</strong>, importante politico libico originario di Misurata. Poco o nulla è trapelato sul contenuto dei colloqui nelle giornate romani dei libici, ma il governo dell’Italia ha nominato poco dopo un nuovo inviato del governo per seguire la crisi in Libia: l’ambasciatore <a href="https://www.agenzianova.com/a/60008d1c668573.94087061/3269925/2021-01-14/libia-con-la-nomina-dell-inviato-pasquale-ferrara-si-rafforza-l-azione-dell-italia"><strong>Pasquale Ferrara</strong></a>, un pezzo da Novanta della Farnesina che andrà a dare man a forte a <strong>Giuseppe Buccino</strong>, l’ambasciatore d’Italia a Tripoli, per seguire la delicata fase di transizione verso le elezioni del 24 dicembre 2021, il giorno del 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia.</p>
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		<title>Al Sarraj prova di nuovo la sponda con l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/adesso-al-sarraj-prova-di-nuovo-la-sponda-con-l-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 07:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Sarraj a Palazzo Chigi da Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Fayez Al Sarraj è stato il primo leader straniero a mettere piede a Palazzo Chigi dopo l&#8217;insediamento del Conte II, nelle scorse ore la visita del primo ministro libico chissà non rappresenti anche l&#8217;ultima di un capo dell&#8217;esecutivo prima di una possibile crisi di governo italiana. In pochi, specialmente dopo la stretta di mano di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-al-sarraj-prova-di-nuovo-la-sponda-con-l-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-al-sarraj-prova-di-nuovo-la-sponda-con-l-italia.html">Al Sarraj prova di nuovo la sponda con l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Sarraj a Palazzo Chigi da Conte (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Libia-Sarraj-a-Palazzo-Chigi-da-Conte-La-Presse-e1610177510461-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a> è stato il primo leader straniero a mettere piede a Palazzo Chigi dopo l&#8217;insediamento del <strong>Conte II</strong>, nelle scorse ore la visita del primo ministro libico chissà non rappresenti anche l&#8217;ultima di un capo dell&#8217;esecutivo prima di una possibile crisi di governo italiana. In pochi, specialmente <a href="https://it.insideover.com/politica/conte-e-di-maio-hanno-prestato-il-fianco-ad-haftar.html">dopo la stretta di mano di Giuseppe Conte al generale Khalifa Haftar</a> dello scorso 17 dicembre, si aspettavano l&#8217;arrivo di Al Sarraj a Roma. E c&#8217;è chi ha paventato la possibilità di una visita di natura privata, visto che nella capitale il premier libico ha il suo dentista di fiducia. L&#8217;incontro a Palazzo Chigi, a prescindere dallo stato di salute dei denti di Al Sarraj, c&#8217;è comunque stato e la trasferta romana ha avuto un momento ufficiale. Non sono pochi quindi gli aspetti da poter prendere in considerazione.</p>
<h2>Prima Roma e poi Ankara</h2>
<p>Da Mitiga, <a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1531/libia-dopo-la-visita-a-roma-sarraj-e-atteso-in-turchia">come riferito da <em>AgenziaNova</em></a>, l&#8217;aereo con a bordo il premier libico si è alzato in volo giovedì sera in direzione dell&#8217;Italia. A bordo del mezzo, tra gli altri, anche il capo del cerimoniale libico<strong> Faisal Obeid</strong>. Al Sarraj è arrivato nel nostro Paese <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-libia-il-conflitto-potrebbe-tornare-a-breve-a-riaccendersi.html">lasciando a Tripoli una situazione alquanto tesa</a>. C&#8217;è lo spauracchio di una ripresa degli scontri a <strong>Sirte</strong>, mentre nel <strong>Fezzan</strong> oramai i contrasti tra bande e tribù legate da un lato al governo tripolino e dall&#8217;altro ad <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Haftar</a> sono all&#8217;ordine del giorno. La guerra quindi, all&#8217;inizio di questo 2021, potrebbe tornare ad essere a forte intensità. Le tensioni sono anche <strong>politiche</strong>: se da un lato è vero che i rapporti con l&#8217;<strong>Egitto</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Al Sisi</a> sono in netto miglioramento e che il <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-nel-golfo-finisce-lisolamento-del-qatar.html">riavvicinamento tra Riad e Doha</a>, di riflesso, avrà conseguenze anche sul dossier libico, tuttavia appare ben lontano l&#8217;obiettivo di trovare un <strong>accordo</strong> tra le parti per un governo di unità nazionale. Al Sarraj era stato per l&#8217;ultima volta in veste ufficiale a Roma da dimissionario ad ottobre. Alla fine di quel mese, <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html">secondo le sue intenzioni annunciate poche settimane prima</a>, doveva lasciare l&#8217;incarico. Ma il fallimento delle varie riunioni diplomatiche ha comportato il mantenimento dello<em> status quo</em>.</p>
<p>L&#8217;incontro tra Giuseppe Conte ed Al Sarraj a Palazzo Chigi si è avuto nel pomeriggio di questo venerdì. A darne notizia è lo stesso presidente del consiglio, il quale su Twitter ha rilanciato le immagini del bilaterale: &#8220;Costruttivo incontro con il Presidente libico Serraj &#8211;<a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT/status/1347584331104059397"> si legge sul profilo di Conte</a> &#8211; Ribadita l’importanza di procedere speditamente nel processo politico sotto l’egida ONU. Pieno sostegno italiano al dialogo intra-libico verso un’ordinata transizione istituzionale a beneficio del popolo libico&#8221;. A Palazzo Chigi era presente, tra gli altri, anche il ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>. Segno di un incontro tenuto tra i massimi rappresentanti della politica e della diplomazia dei due Paesi. Subito dopo la tappa romana, Al Sarraj ha ripreso l&#8217;aereo ma non per ritornare a Tripoli: destinazione del mezzo è questa volta la capitale turca <strong>Ankara</strong>. Lì incontrerà i massimi vertici della difesa del Paese anatolico.</p>
<h2>Al Sarraj prova a diversificare le alleanze</h2>
<p>Il fatto che il premier libico sia andato prima in Italia e poi in Turchia potrebbe essere altamente indicativo. <a href="https://it.insideover.com/politica/serraj-vola-da-erdogan.html">Tripoli e Ankara nel novembre 2019 hanno stretto un accordo militare ed economico</a> che ha reso le due parti molto vicine. Il governo turco ha inviato centinaia di mercenari siriani in Tripolitania per dare manforte alle milizie filo Al Sarraj contro Haftar. Un appoggio che si è rivelato decisivo visto che a giugno il generale, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html">dopo 14 mesi di offensiva per la presa di Tripoli</a>, è stato costretto<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/haftar-annuncia-ritiro-tripoli-sarraj-annienteremo-nemico-1867956.html"> a far dietrofront e a ritornare in Cirenaica</a>, regione da lui controllata. Oggi però l&#8217;immagine di un governo libico attaccato unicamente alla Turchia ha iniziato a stare stretta allo stesso Al Sarraj. Nei giorni scorsi decine di miliziani siriani sono stati riportati indietro dalla Libia dopo le proteste per il mancato pagamento degli stipendi. Ankara, in poche parole, potrebbe dimostrare di non avere la forza necessaria per far fronte agli impegni presi con Tripoli.</p>
<p>Ma non solo: sotto il piano politico, per Al Sarraj identificarsi unicamente con l&#8217;omologo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Erdogan</a> potrebbe essere altamente controproducente. Per questo quindi dalla capitale libica sta emergendo con forza la volontà di &#8220;diversificare&#8221; le <strong>alleanze</strong>. Senza mettere in discussione la vicinanza con la Turchia, la Libia potrebbe provare a riavvicinarsi con altri storici partner. In tal senso l&#8217;Italia rappresenta l&#8217;occasione ideale per tornare ad allargare gli orizzonti nel Mediterraneo. Una ghiotta <strong>opportunità</strong> per Roma, quasi inaspettata dopo le magre figure rimediate nell&#8217;ultimo anno, non ultimo la vicenda legata ai pescatori sequestrati da Haftar, e dopo una costante perdita di peso politico in Tripolitania.</p>
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		<title>In Libia il conflitto potrebbe tornare a breve a riaccendersi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/in-libia-il-conflitto-potrebbe-tornare-a-breve-a-riaccendersi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 15:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Miliziano in Libia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo anno potrebbe portare in serbo una nuova recrudescenza del conflitto in Libia. Se da un lato l&#8217;Unsmil, la missione Onu delle Nazioni Unite, ha annunciato tramite l&#8217;attuale reggente Stephanie Williams l&#8217;avvio dei lavori del cosiddetto Comitato Consultivo per il forum politico, sul campo la situazione è sempre più tesa. Il 23 ottobre scorso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-libia-il-conflitto-potrebbe-tornare-a-breve-a-riaccendersi.html">[...]</a></p>
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<h2>Le tensioni alle porte di Sirte</h2>
<p>Il primo fronte potenzialmente problematico è quello della città natale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>. In mano da un anno al generale Haftar, <strong>Sirte</strong> è esattamente a metà strada tra Tripoli e Bengasi. Dunque, storicamente non è mai stata del tutto considerata interna alla Tripolitania o alla Cirenaica. Inoltre, proprio la sua posizione la rende strategica sotto il profilo militare. Per questo è proprio qui che le ostilità potrebbero riprendere. Quando nello scorso mese di giugno <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/haftar-annuncia-ritiro-tripoli-sarraj-annienteremo-nemico-1867956.html">il generale Haftar ha abbandonato la Tripolitania</a>, ha però deciso di non lasciare Sirte ed anzi ha potenziato le difese attorno la città. Sul finire del 2020, per facilitare il processo politico successivo al cessate il fuoco di ottobre, negli ambienti diplomatici si è parlato della creazione di una <strong>zona demilitarizzata</strong> a Sirte, gestita da una missione europea. Un progetto mai decollato, ma che ha designato questa località come un&#8217;area &#8220;neutrale&#8221;. E infatti nei colloqui politici svolti a Tunisi nel mese di novembre, si è fatta strada l&#8217;idea di Sirte quale <strong>capitale</strong> provvisoria e sede del futuro governo di unità nazionale.</p>
<p>Ma la politica ha tempi drammaticamente più lenti dei progetti militari. E così da diverse settimane in Libia si avverte il sentore della volontà di entrambe le parti di rivendicare il controllo di Sirte &#8220;<em>manu militari</em>&#8220;. Più volte da Tripoli sono giunte accuse rivolte ad Haftar di convogliare centinaia di uomini e mezzi alle porte della città e nella strategica base militare di<strong> Al Jufra</strong>, posta poco più a sud. Movimenti che, secondo il governo riconosciuto dall&#8217;Onu, sarebbero propedeutici a una nuova operazione da parte del generale. L&#8217;ultima novità è arrivata con l&#8217;inizio del 2021: nei primi giorni dell&#8217;anno infatti la brigata<strong> Al Sumud</strong>, guidata dal miliziano islamista <strong>Salah Badi</strong>, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5ff2d8128d4d43.62620211/3256001/2021-01-04/libia-forze-gna-haftar-si-ritiri-o-non-riapriamo-la-strada-costiera">ha bloccato la strada costiera che collega Misurata a Sirte</a>. I combattenti hanno chiesto il ritiro di Haftar dalla città per far tornare a scorrere il traffico nella vitale arteria libica. Anche questo un segnale di una crescente tensione a pochi passi dal fronte più caldo.</p>
<h2>Gli scontri nel Fezzan</h2>
<p>Dove il conflitto sembra esserci riacceso, è nella regione meridionale della Libia. Buona parte del <strong>Fezzan</strong> è in mano ad Haftar dal gennaio del 2019, ma la natura desertica del territorio ha sempre reso difficile per tutte le parti in causa un vero controllo di questa vasta area. Al contrario, il Sahara libico è conteso da bande, gruppi e <strong>tribù</strong> in lotta tra loro spesso per contendersi i traffici illeciti derivanti dalle tante carovane che attraversano il deserto. Alcune bande risultano affiliate al Gna, altre invece all&#8217;Lna. E sporadicamente entrano a contatto generando scontri di media intensità. A partire da dicembre i contrasti appaiono sempre più frequenti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo ha riguardato la città di <strong>Sebha</strong>, la più grande del Fezzan. Gruppi vicini al Gna e all&#8217;esercito di Haftar si sono contesi per diverse ore alcuni isolati adiacenti alla sede locale della mezzaluna rossa. Se la situazione non dovesse rientrare, gli scontri potrebbero procedere su larga scala nelle prossime settimane.</p>
<h2>Piccoli spiragli diplomatici</h2>
<p>Le uniche speranze arrivano dalle novità riguardanti il medio oriente. La Libia, soprattutto negli ultimi anni, si è trasformato in un campo di battaglia di una guerra per procura tra le varie potenze regionali. Adesso che nell&#8217;area sono apparsi spiragli di attenuazione delle tensioni, di riflesso qualcosa potrebbe cambiare anche nel Paese nordafricano. <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-nel-golfo-finisce-lisolamento-del-qatar.html">Arabia Saudita e Qatar stanno appianando le loro divergenze</a> dopo l&#8217;embargo imposto a Doha nel giugno del 2017. Il piccolo emirato è uno dei più importanti sostenitori del governo di Al Sarraj, i sauditi sono invece molto vicini, assieme agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, al generale Haftar. Con il processo di distensione in corso, le divergenze sul dossier libico potrebbero rientrare. Forse vanno in questa direzione le mosse dell&#8217;<strong>Egitto</strong>, da sempre sponsor dell&#8217;uomo forte della Cirenaica, che a partire da novembre ha lentamente riallacciato i contatti con il governo di Tripoli.</p>
<p>E proprio dalla capitale libica arrivano notizie relative al rientro in <strong>Turchia</strong> di diverse milizie di mercenari siriani sostenute da Ankara a supporto di Al Sarraj. Diversi combattenti, dopo alcune proteste esplose per via del mancato pagamento degli stipendi, sono stati imbarcati su un aereo a Tripoli con destinazione Istanbul. Il ritiro dalla Libia dei miliziani siriani è una delle condizioni poste da Bengasi per accelerare il dialogo politico.</p>
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