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	<title>Al Burhan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Al Burhan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Khartoum ha accusato Addis Abeba di supportare attivamente i ribelli delle Rsf e di essere oramai un proxy degli Emirati Arabi Uniti. Esplicita la minaccia sudanese: "Pronti a un confronto diretto con l'Etiopia".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html">Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si inizia a parlare di &#8220;<strong>guerra aperta</strong>&#8220;, vuol dire che l&#8217;ultimo tabù prima dell&#8217;inizio di un conflitto armato si è oramai infranto. E l&#8217;idea di portare avanti un conflitto armato non risulta più tanto remota per una delle possibili parti in causa. Per questo non possono che suscitare clamore le parole del portavoce del governo sudanese dei giorni scorsi, <strong>secondo cui Khartoum è ormai pronta ad affrontare una &#8220;guerra aperta&#8221; contro l&#8217;Etiopia</strong>. Il motivo è legato al presunto <strong>appoggio offerto da Addis Abeba alle Rsf,</strong> le forze di supporto rapido comandate dal <strong>generale Dagalo</strong> e in conflitto con il governo centrale sudanese dall&#8217;aprile del 2023. Khartoum ha presentato le sue prove del coinvolgimento etiope, ovviamente dall&#8217;altra parte della barricata si è negata ogni accusa. <strong>Ma i timori di un nuovo conflitto nel cuore dell&#8217;Africa appaiono oggi più forti che mai</strong>. Anche perché, sullo sfondo, ci sono contrasti e tensioni riguardanti più in generale gli interi equilibri del medio oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La goccia che ha fatto traboccare il vaso: il raid sull&#8217;aeroporto di Khartoum </h2>



<p><strong>Il 4 maggio scorso il principale aeroporto di Khartoum è stato investito da diverse esplosioni</strong>. Lo scalo è entrato subito in stato di allerta, l&#8217;esercito sudanese ha attivato la contraerea, dopo alcuni minuti di trambusto la situazione è tornata alla normalità. Khartoum, capitale del Sudan, è tornata nelle mani dell&#8217;esercito soltanto lo scorso anno. I militari agli ordini del generale e presidente ad interim <strong>Al Burhan</strong>, hanno strappato la città dalle mani delle milizie rivali delle Rsf. Questo però non ha comportato la fine della guerra, al contrario le stesse Rsf hanno rilanciato nel <strong>Darfur</strong>. Lì dove hanno commesso atrocità di ogni tipo contro le popolazioni masalit e fur, così come documentato in diversi drammatici report internazionali. <strong>Le Rsf sono sostenute dagli Emirati Arabi Uniti</strong>, il cui governo ha spesso negato l&#8217;appoggio militare ma non quello politico. Ad ogni modo, non è certo un segreto nelle stanze della diplomazia internazionale che Abu Dhabi ha costantemente rifornito di armi e soldi i propri alleati nella guerra civile sudanese. Il tutto nell&#8217;ottica di esercitare influenza in un Paese, quale il Sudan, ricco di risorse e strategico a livello politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Drone strikes hit Khartoum International Airport and strategic military sites on Monday as the RSF intensifies its aerial campaign. Authorities evacuated the airport and canceled flights following the attack.<br>Military sources further allege drones were launched from bases within… <a href="https://t.co/RgYRuWAxiN">pic.twitter.com/RgYRuWAxiN</a></p>&mdash; Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) <a href="https://twitter.com/SudanTribune_EN/status/2051334710370984095?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nelle ore successive al raid contro lo scalo di Khartoum, ovviamente il governo sudanese ha accusato le Rsf. Ma non solo: secondo il presidente Al Burhan e i suoi principali collaboratori, <a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-il-governo-accusa-gli-emirati-e-letiopia-per-gli-attacchi-con-droni-allaeroporto-di-khartum/">l&#8217;attacco è stato organizzato con l&#8217;aiuto dell&#8217;Etiopia</a>. In particolare, i droni che hanno poi colpito la capitale sudanese sarebbero partiti dall&#8217;aeroporto etiope di <strong>Bahir Dar</strong>. Khartoum ha detto di avere prove a riguardo, ritenute però senza fondamento da parte di Addis Abeba. A premere maggiormente sulle accuse contro l&#8217;Etiopia, è stato il ministro degli Esteri <strong>Mohieddin Salem</strong>, protagonista di un&#8217;infuocata conferenza stampa pochi giorni dopo il raid contro l&#8217;aeroporto della capitale. È proprio in quell&#8217;occasione che i vari portavoce del governo sudanese hanno dichiarato di &#8220;essere pronti a una guerra aperta&#8221; contro la controparte etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il puzzle di equilibri regionali </h2>



<p>L&#8217;accusa avanzata dal Sudan all&#8217;Etiopia ha soprattutto una <strong>base politica</strong>. Khartoum infatti ha messo, per ovvi motivi, nel mirino tutti i governi dei Paesi vicini ritenuti veri e propri &#8220;proxy&#8221; degli Emirati Arabi Uniti. <strong>Addis Abeba in effetti negli ultimi mesi ha intensificato i rapporti con Abu Dhabi</strong>. Il governo etiope di <strong>Abiy Ahmed </strong>ha bisogno di soldi per continuare a finanziare le mega opere pubbliche avviate nell&#8217;ultimo decennio, gli emiratini dal canto loro necessitano di trovare un aggancio solido nel<strong>Corno d&#8217;Africa</strong>. Entrambi inoltre, sia l&#8217;Etiopia che gli Emirati Arabi Uniti, appaiono interessati a sviluppare i legami con la regione separatista somala del <strong>Somaliland</strong>. Addis Abeba per provare ad avere un porto, vista l&#8217;assenza di propri sbocchi a mare, Abu Dhabi invece sempre per il motivo legato alla necessità di avere appoggi in questa porzione del continente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Suspicious UAE 🇦🇪 flights to Ethiopia 🇪🇹 have increased significantly since December 2025, peaking in January and February with 35 flights recorded in each month; notably, this rise coincided with the UAE abandoning the known supply route to the RSF via Libya 🇱🇾 and Bosaso 🇸🇴. 2/ <a href="https://t.co/LtrdLjNN9d">pic.twitter.com/LtrdLjNN9d</a></p>&mdash; Rich Tedd 🛰 ✈️ (@AfriMEOSINT) <a href="https://twitter.com/AfriMEOSINT/status/2051599552608670083?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il coinvolgimento dell&#8217;Etiopia quindi, non è solo da intendersi come un confronto diretto tra Khartoum e Addis Abeba. Al contrario, <strong>in ballo ci sono tutti i vari più delicati tasselli del mosaico mediorientale</strong>. Il conflitto sudanese altro non è che uno specchio su cui si riflettono le varie alleanze regionali più o meno consolidate. Da una parte ci sono le Rsf, proxy degli Emirati Arabi Uniti e del blocco facente capo ad Abu Dhabi e che comprende, tra gli altri, Etiopia, Somaliland, il generale libico Khalifa Haftar (anche se adesso in maniera più sfumata) e il gruppo separatista del sud dello Yemen, il quale però è stato sconfitto e ridimensionato dalle forze regolari yemenite. Dall&#8217;altra parte, si trova invece l&#8217;esercito sudanese supportato dall&#8217;Arabia Saudita, dall&#8217;Egitto, dall&#8217;Eritrea e dalla Somalia.</p>



<p>Lo scontro tra le due parti potrebbe portare a un inasprimento del confronto. <strong>Non solo in Sudan, ma anche per l&#8217;appunto nella stessa Etiopia</strong>: non è un caso che Addis Abeba, nel rispondere alle accuse di ingerenza da parte sudanese, ha controreplicato affermando come in realtà sia il Sudan a interferire armando i ribelli del <strong>Tigray</strong>. Altra regione quest&#8217;ultima dove i venti di guerra stanno tornando a soffiare in modo importante.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Rifugiati e guerriglieri, la guerra in Sudan tracima sempre più in Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-sudan-coinvolge-sempre-piu-il-ciad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il confine tra Ciad e Sudan appare sempre più caldo: gli scontri tra l'esercito di N'Djamena e le Rsf preoccupano l'intera regione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Circondato da conflitti e con un assetto interno ancora da definire: i<strong>l Ciad è forse uno degli Stati più emblematici riguardo l&#8217;attuale condizione del continente africano</strong>. A Nord vi è il sempre caldo confine con la <strong>Libia</strong>, teatro negli anni Ottanta della più lunga avventura militare di Muhammar Gheddafi. A Sud vi è la sempre instabile <strong>Repubblica Centrafricana</strong>, a Ovest invece corrono le frontiere con i Paesi del <strong>Sahel</strong> logorati dalla guerriglia jihadista. Ma per il governo del presidente <strong>Mahamat Deby</strong>, la vera sfida riguarda il<strong> mantenimento della stabilità nell&#8217;Est del Paese</strong>. Lì dove <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/sudan-nella-mattanza-senza-senso-lunica-speranza-arriva-dai-medici.html">la guerra in corso nel Sudan</a> oramai rischia seriamente di tracimare in territorio ciadiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le battaglie con le Rsf</h2>



<p>Per la verità, già da tempo il remoto Est del Ciad appare come uno sbocco vitale per alcuni attori impegnati nel conflitto sudanese. Da tempo infatti si parla di una base aeroportuale, situata per l&#8217;appunto in territorio ciadiano, usata dagli Emirati Arabi Uniti per rifornire le <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf).</strong> Le milizie cioè, comandate da <strong>Hemeti Dagalo</strong> e supportate da Abu Dhabi, autrici di razzie e crimini nell&#8217;Ovest del Sudan e che lottano contro il governo del generale<strong> Al Burhan.</strong> La base adesso sarebbe stata spostata nel Sud della Libia, mentre il governo di Deby appare più distante dagli Emirati. Specialmente dopo la rivincita saudita contro le forze filo emiratine nello Yemen, capace di ridisegnare la mappa di alleanze in medio oriente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Soudan : les paramilitaires revendiquent la prise d&#39;Al-Tina, à la frontière avec le Tchad<br>➡️ <a href="https://t.co/j07tWgNVlI">https://t.co/j07tWgNVlI</a> <a href="https://t.co/seumAxHcum">pic.twitter.com/seumAxHcum</a></p>&mdash; FRANCE 24 Français (@France24_fr) <a href="https://twitter.com/France24_fr/status/2025467565187707220?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Forse proprio per il mancato appoggio ciadiano,<strong> oggi le Rsf appaiono molto più aggressive lungo il confine</strong>. Nei giorni scorsi, le milizie hanno preso d&#8217;assalto la cittadina di frontiera di  <strong>Al-Tina.</strong> L&#8217;azione ha coinvolto anche una parte del territorio del Ciad, con i soldati agli ordini di Deby costretti a ripiegare. Sono così nati scontri improvvisi tra Rsf ed esercito ciadiano, in cui almeno 10 soldati hanno perso la vita. Molti altri però risulterebbero ancora dispersi, forse anche in mano ai miliziani sudanesi. <strong>Non si è trattato del primo scontro</strong>: le scorribande delle Rsf in Ciad sono sempre meno frequenti e sempre più violente. Deby starebbe pensando a una risposta, ma questo rischierebbe di trascinare il Paese dentro il conflitto civile del Sudan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Confine chiuso anche per i profughi</h2>



<p>La guerra sudanese sta impattando sul Ciad anche sotto il profilo economico e sociale. Da quando nel 2023 è scoppiata la guerra tra Rsf ed esercito regolare del Sudan, in migliaia si sono spinti nelle regioni orientali del Ciad per cercare rifugio. Il governo di N&#8217;Djamena non ha mai avuto molte risorse per riuscire a far fronte alla <strong>crisi umanitaria</strong>, così nelle aree con maggiore presenza di profughi sono sorte tensioni di vario ordine. Circostanza che ha creato una più marcata destabilizzazione, come testimoniato dalla guerriglia portata avanti dal <strong>Fulja</strong>. Una sigla quest&#8217;ultima che indica uno dei più organizzati gruppi dell&#8217;opposizione, capace a inizio febbraio di conquistare la località di<strong> Oum Sissiya</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Tchad : Après de violents combats, les mouvements armés FULJA et CMD affirment avoir pris le contrôle d’Oum Sissiya, annonçant l’ouverture d’un nouveau front.  <br>Tchad <a href="https://twitter.com/hashtag/Conflit?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Conflit</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/FULJA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#FULJA</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/CMD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CMD</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/S%C3%A9curit%C3%A9?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sécurité</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Afrique?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Afrique</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/BreakingNews?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BreakingNews</a> <a href="https://t.co/UMUiUihqSx">pic.twitter.com/UMUiUihqSx</a></p>&mdash; Dix Neuf (@DixNeuf33334) <a href="https://twitter.com/DixNeuf33334/status/2020953752967184804?ref_src=twsrc%5Etfw">February 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Per questo motivo, <strong>Deby ha deciso di chiudere le frontiere e provare a sigillare il più possibile gli oltre mille chilometri che compongono il confine con il Sudan.</strong> Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche di carattere umanitario. Molti profughi attualmente nel Darfur e nelle regioni sudanesi coinvolte nel conflitto, hanno visto chiudersi l&#8217;unica vera via di salvezza. E le organizzazioni non governative hanno già lanciato i primi allarmi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-sudan-coinvolge-sempre-piu-il-ciad.html">Rifugiati e guerriglieri, la guerra in Sudan tracima sempre più in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sudan: lo stallo tra forze del governo e milizie Rsf apre la strada a una &#8220;soluzione libica&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-lo-stallo-tra-forze-del-governo-e-milizie-rsf-apre-la-strada-a-una-soluzione-libica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 04:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Stallo è la parola che meglio può sintetizzare l'attuale fase della guerra in Sudan: uno stallo che è sia militare che politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-lo-stallo-tra-forze-del-governo-e-milizie-rsf-apre-la-strada-a-una-soluzione-libica.html">Sudan: lo stallo tra forze del governo e milizie Rsf apre la strada a una &#8220;soluzione libica&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/sudan-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><strong>Lì dove l&#8217;azione militare rischia di fallire, ecco che ad attivarsi è l&#8217;azione politica</strong>: è seguendo questo principio che, lo scorso 26 luglio<a href="https://www.reuters.com/world/africa/sudanese-coalition-led-by-paramilitary-rsf-announces-parallel-government-2025-07-26/">, le milizie Rsf hanno annunciato la formazione di un nuovo governo sudanese nelle aree da loro controllate</a>. Il tutto per provare ad avere una qualche forma di<strong> legittimazione politica</strong>, visto che sul fronte prettamente militare le forze guidate dal <strong>generale Dagalo</strong> hanno perso terreno nei confronti dell&#8217;esercito regolare comandato dal presidente<strong> Al Burhan.</strong> Per molti analisti, <strong>si va verso uno scenario libico</strong>: Dagalo, pur sapendo di non avere grandi velleità di riconoscimento per il suo governo,<strong> cerca di imitare il modello del generale libico Khalifa Hafta</strong>r. Ossia, creare forme di autorità parallele con cui poter parlare direttamente con i vari attori internazionali. Tutto questo, nel contesto sudanese, si sta traducendo con una sola parola: <strong>stallo</strong>. Sia militare che, soprattutto, politico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spettro dello scenario libico</h2>



<p>Il rifermento alla Libia non è certo casuale. Perché la regia dietro il nuovo governo parallelo delle Rsf ha sede tutta ad Abu Dhabi: gli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong>, tra i principali sostenitori di Haftar in Libia, adesso stanno cercando di attuare in Sudan lo stesso scenario presente da oltre un decennio in Libia. Il tutto per sostenere la causa delle Rsf, con cui Abu Dhabi è alleata: &#8220;Gli Emirati sono un Paese ricco ma piccolo &#8211;<a href="https://www.africarivista.it/la-mossa-delle-rsf-in-sudan-per-ottenere-legittimita-con-modello-libico-e-regia-emiratina/275512/"> ha sottolineato su Rivista Africa il ricercatore Marco Di Liddo</a> &#8211; Come tutte le monarchie del Golfo, cercano Stati con terra e popolazione. Le milizie sudanesi offrono uomini e network&#8221;. </p>



<p>Con le continue sconfitte sul campo subite dalle Rsf, occorreva in qualche modo trovare una soluzione politica che garantisse una forma di legittimazione agli uomini di Dagalo. Le Rsf, è bene ricordare, nei mesi scorsi <strong>hanno perso il controllo della parte centrale del Sudan e, soprattutto, della capitale Khartoum</strong>. Il palazzo presidenziale, al netto dei lavori di ristrutturazione dopo essere stato quasi raso al suolo durante le battaglie, a breve tornerà a ospitare la sede del governo. Uno smacco non indifferente per le Rsf, le quali adesso proveranno però ad aprire canali diplomatici ufficiosi con diversi attori internazionali. Del resto, l&#8217;oro e i minerali nelle aree da loro controllate potrebbero far gola a molti e non solo ad Abu Dhabi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo stallo militare </h2>



<p>Lo scenario libico potrebbe materializzarsi anche a livello militare. Così come sta accadendo nel Paese nordafricano, anche in Sudan le forze ufficiali e quelle del governo parallelo <strong>non hanno infatti forze sufficienti per accaparrarsi il controllo totale del Paese</strong>. L&#8217;impressione è che si arriverà a una <strong>cristallizzazione dei fronti </strong>con ciascuno dei governi che opererà<em> de facto</em> sulle aree controllate. </p>



<p>Il sostegno emiratino sta evitando a Dagalo un ulteriore collasso delle proprie forze, le quali adesso sono presenti anche nel Sud della Libia nei territori controllati da Haftar. Qui, secondo diversi report di intelligence, le milizie Rsf stanno ricevendo addestramento e sostegno. Quasi a legare ulteriormente in modo inscindibile lo stallo libico con quello sudanese. Dall&#8217;altro lato, l&#8217;esercito regolare (che gode, tra gli altri, del sostegno saudita), non ha la forza per riprendere l&#8217;intero <strong>Darfur</strong>. Ossia una delle ultime regione roccaforte delle Rsf.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Una situazione umanitaria disperata</h2>



<p>In questo contesto, a subire le peggiore conseguenze sono senza dubbio i civili. La prosecuzione della guerra, l&#8217;instabilità e lo stallo stanno contribuendo ad alimentare una già grave crisi umanitaria. Secondo l&#8217;<strong>Unhcr</strong>, l&#8217;agenzia Onu per i rifugiati, la crisi sudanese è la più grave degli ultimi anni a livello internazionale. Sono milioni i rifugiati interni, seppur in diminuzione dopo la presa di Khartoum da parte dell&#8217;esercito, così come quelli presenti tra il Ciad e i Paesi limitrofi. </p>
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