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	<title>Ahmed al-Sharaa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ahmed al-Sharaa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Siria: caduto Assad, gli Stati Uniti chiudono tre basi e dimezzano le truppe</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-caduto-assad-gli-stati-uniti-chiudono-tre-basi-e-dimezzano-le-truppe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 09:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Caduta di Assad e ascesa di al-Sharaa: Dopo la caduta di Bashar al-Assad l'8 dicembre 2024, Ahmed al-Sharaa, ex leader di Hayat Tahrir al-Sham, è diventato presidente transitorio della Siria, segnando un cambiamento significativo nel panorama politico del paese.</p>
<p>Riduzione della presenza USA: Gli Stati Uniti hanno chiuso tre basi militari nel nord-est della Siria (Mission Support Site Green Village, M.S.S. Euphrates e una struttura minore) e ridotto le truppe da 2.000 a 1.400, con piani per ulteriori tagli e un possibile ritiro completo, come voluto dal presidente Trump.</p>
<p>Integrazione delle forze curde: Le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, hanno accettato di integrare le loro istituzioni civili e militari, inclusi i giacimenti di petrolio e gas, nel nuovo governo siriano entro fine anno, segnando un passo verso l’unificazione nazionale.</p>
<p>Accordo mediato dagli USA: Il 10 marzo 2025, gli Stati Uniti hanno facilitato un accordo tra il comandante SDF Mazloum Abdi e al-Sharaa, portando il 12 aprile alla cessione della diga di Tishreen e di un quartiere curdo ad Aleppo al governo di Damasco.</p>
<p>Contesto strategico e tensioni: La presenza USA, inizialmente volta a contrastare l’ISIS e le milizie sostenute dall’Iran, si è ridimensionata dopo la caduta di Assad, mentre le SDF e l’Esercito Nazionale Siriano (sostenuto dalla Turchia) hanno intensificato gli scontri per il controllo territoriale, complicando il processo di unificazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-caduto-assad-gli-stati-uniti-chiudono-tre-basi-e-dimezzano-le-truppe.html">Siria: caduto Assad, gli Stati Uniti chiudono tre basi e dimezzano le truppe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250422115649943_51ea195c4f75020a242666422a228f5d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la caduta dell&#8217;ex presidente alawita <strong>Bashar al-Assad</strong> e l&#8217;ascesa di <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, meglio noto con il suo nome di battaglia <strong>Abu Mohammed al Jolani</strong>, già capo della milizia islamista Hayat Tahrir al-Sham, e la conseguente integrazione delle truppe curde nel Governo di quest&#8217;ultimo, gli Stati Uniti hanno deciso di ridurre la loro presenza in Siria. Secondo quanto riferito dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2025/04/17/us/politics/us-withdrawing-troops-syria.html">New York Times</a></em>, infatti, Washington ha avviato <strong>una significativa riduzione della presenza militare nel Nord-Est della Siria</strong>, chiudendo <strong>tre delle otto piccole basi operative</strong> e riducendo il numero di truppe da 2.000 a circa 1.400, secondo due alti funzionari americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre basi chiuse dagli Usa in Siria</h2>



<p>Le basi chiuse includono il <strong>Mission Support Site Green Village</strong>, <strong>M.S.S. Euphrates</strong> e una struttura più piccola. Il ritiro, approvato dal Pentagono e dal Comando Centrale, segue le raccomandazioni dei comandanti sul campo per consolidare le operazioni. Tra 60 giorni, i comandanti valuteranno se procedere con ulteriori tagli, con un minimo di 500 truppe consigliate da tenere sul campo, ha detto uno dei funzionari citati dal <em>New York Times</em>. Tuttavia, <strong>l&#8217;intenzione del presidente Trump è quella di lasciare definitivamente il Paese.</strong></p>



<p>La caduta del regime di Assad, sostenuto da attori statali rivali degli Stati Uniti come <strong>Iran</strong> e <strong>Russia</strong>, ha cambiato significativamente la situazione per Washington. L&#8217;ulteriore svolta si è verificato il mese scorso, quando le Forze Democratiche Siriane (S.D.F.), una milizia a guida curda che controlla il Nord-Est della Siria, <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-la-mossa-del-cavallo-di-al-jolani-i-curdi-accettano-la-sovranita-di-damasco.html">hanno accettato di integrare le loro istituzioni civili e militari,</a> compresi i preziosi giacimenti di petrolio e gas, nel nuovo Governo siriano entro la fine dell&#8217;anno. Un accordo che rappresenta un passo significativo verso la complessa unificazione di una nazione frammentata sotto la guida di <strong>Ahmed al-Shara</strong> e della sua coalizione, che include l&#8217;ex affiliato di al-Qaeda, Hayat Tahrir al Sham.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La presenza Usa accanto ai curdi in funzione anti-Iran</h2>



<p>Le SDF, sostenute dagli Stati Uniti, <strong>controllano circa un terzo della Siria</strong>, principalmente a Est dell&#8217;Eufrate, con il supporto delle forze USA nell&#8217;ambito della Coalizione contro l&#8217;ISIS. Truppe Usa sono anche a Tanf Garrison, vicino al confine con Iraq e Giordania, per supportare l&#8217;Esercito Libero Siriano nel controllo delle aree desertiche tra Tanf e Palmira. Trattasi di una <strong>zona strategica per le strade che collegano Iraq e Siria</strong>, usate in precedenza da milizie sostenute dall&#8217;Iran per contrabbandare armi a Hezbollah.</p>



<p>Dopo la caduta del regime di Assad l&#8217;8 dicembre 2024, le Forze Democratiche Siriane (Sdf) e l&#8217;Esercito Nazionale Siriano (Sna), sostenuto dalla Turchia, <strong>hanno intensificato gli scontri per espandere le rispettive aree di influenza in Siria</strong>. Gli Stati Uniti, che avevano mantenuto una presenza nel Paese nonostante i tentativi di ritiro durante la prima amministrazione Trump, hanno mediato un accordo il 10 marzo 2025 tra il comandante Sdf <strong>Mazloum Abdi</strong> e il nuovo presidente transitorio siriano, Ahmed al-Sharaa, ex leader di Hayat Tahrir al-Sham. Questo accordo ha portato, il 12 aprile, alla <strong>cessione della strategica diga di Tishreen</strong>, controllata dalle SDF, al Governo di Damasco, e alla consegna di un quartiere curdo ad Aleppo alle autorità siriane. Se questi trasferimenti avranno successo, potrebbero favorire l’integrazione delle aree controllate dalle SDF sotto il controllo di Damasco, nonostante le preoccupazioni per il <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">passato jihadista del presidente siriano</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-caduto-assad-gli-stati-uniti-chiudono-tre-basi-e-dimezzano-le-truppe.html">Siria: caduto Assad, gli Stati Uniti chiudono tre basi e dimezzano le truppe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia ha perso in Siria? Se fosse il 2015 sì, ma siamo nel 2024 e&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 09:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Molti danno per scontato che il Cremlino sia stato sconfitto in Siria. Però dall'intervento pro-Assad a oggi molte cose sono cambiate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-ha-perso-in-siria-se-fosse-il-2015-si-ma-siamo-nel-2024-e.html">La Russia ha perso in Siria? Se fosse il 2015 sì, ma siamo nel 2024 e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209201251754_0f8a625549ff947de9bebbff5edc4687-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La stampa internazionale (quella italiana, nell&#8217;occasione, pare un poco più avveduta) abbonda in queste ore di <strong>articoli sull&#8217;umiliazione subita dalla Russia di Vladimir Putin in Siria</strong> con la cacciata di Bashar al-Assad. È una versione che ci può stare. Dal 2015 la Russia si è molto impegnata per sostenere Assad e il suo regime, soprattutto in ottica anti-americana. Aver impedito, allora, il <em>regime change</em> in stile iracheno o libico organizzato da Usa ed europei (primo fallimento del genere per gli americani) fu senza dubbio una grande vittoria per il Cremlino. Se quella fu una vittoria, questa dev&#8217;essere una sconfitta.</p>



<p>Da allora a oggi, però, è passato quasi un decennio in cui sono successe tante cose, prima fra tutte la guerra in Ucraina (ricordiamolo, è cominciata nel 2014, nel 2022 è esplosa) che ha innescato, nella politica internazionale, il vasto spostamento tellurico degli equilibri internazionali di cui abbiamo conferma ogni giorno. La domanda quindi è: viste le attuali condizioni, la Siria è per Putin e soci importante come lo era nel 2015? O forse per loro oggi conta di più avere buone relazioni con hub finanziari ed energetici come il Qatar o gli Emirati Arabi Uniti? O con l&#8217;Arabia Saudita, ormai affiliata ai Brics? O con l&#8217;Iran che manda armi? O con Israele con cui, al di là delle polemica politica su Gaza, una qualche forma di accordo deve pur rimanere se i sistemi antiaerei russi S-400, dislocati in Siria, sono sempre rimasti silenti durante tanti mesi di incursioni dei jet dello Stato ebraico?</p>



<p>Sono domande, i prossimi mesi ci diranno, dall&#8217;evoluzione che prenderà la Siria, chi davvero ci guadagna o ci perde dalla fine della dinastia Assad. Non si vede, peraltro, come l&#8217;avvento di Al Jolani (ah, scusate, adesso <strong>il tagliagole si è rifatto il look e vuole essere chiamato solo Ahmed al-Sharaa</strong>, signor Al-Sharaa forse) possa <a href="https://it.insideover.com/guerra/non-illudiamoci-con-la-caduta-di-assad-ha-perso-anche-loccidente-ecco-perche.html">essere una sconfitta solo della Russia e dell&#8217;Iran.</a> Degli Stati Uniti, che vogliamo dire? Prima servono al commendator Al-Sharma un&#8217;intervista-soffietto della Cnn che al confronto quelle di Tucker Carlson a Putin e Lavrov paiono aggressioni da dobermann. Poi mandano Joe Biden a dire che loro, gli Usa, collaboreranno con qualunque dirigenza prenda in mano la Siria (qualunque, si noti). Infine tolgono Al Jolani dalla lista dei ricercati per terrorismo con taglia da 10 milioni di dollari. Questa sarebbe una vittoria?</p>



<p>Qui l&#8217;unico che pare un vincitore certo è quel volpone di <strong>Recep Tayyep Erdogan</strong> che, in un modo o nell&#8217;altro, facendo sempre la parte del cavallo pazzo della politica internazionale, è riuscito a piazzare la sua Turchia al centro di tutte le crisi (dall&#8217;Ucraina appunto alla Siria), rendendosi forse antipatico ma anche indispensabile. E uno sconfitto certo è l&#8217;Iran, che con il crollo di Assad vede brutalmente spezzata quella <strong>mezzaluna sciita </strong>(Iran, Iraq, Siria e Libano) su cui aveva basato molti dei suoi sogni di egemonia in Medio Oriente. Per gli altri, per tutti gli altri Russia compresa, è meglio andarci piano.</p>



<p>Quando i ministri degli Esteri di Russia, Turchia e Iran si sono incontrati a Doha (capitale di quel Qatar che deve aver messo buona mano negli eventi siriani), non è parso che<strong> il roccioso Sergej Lavrov fosse incline a stracciarsi le vesti per le difficoltà di Assad</strong>, o a minacciare chissà quale intervento. D&#8217;altra parte Al-Sharaa, tutto preso dal suo nuovo personaggio, è il primo a predicare moderazione. Anas al-Abda, membro del Consiglio nazionale siriano in esilio in Turchia, ha dichiarato che 2in futuro la Siria dovrebbe impegnarsi per stabilire buone relazioni con la russia&#8221;.</p>



<p>Gli uomini di Hayat Tahrir al-Shams sono arrivati già l&#8217;altroieri a Latakia e a Tartus, dove sono di stanza i russi, e nell&#8217;area di Khemim, dove sono di stanza <strong>i caccia russi che nei primissimi giorni della loro avanzata li hanno presi a bombe in faccia</strong>, per smettere di colpo subito dopo la caduta di Hama. E tra russi e jihadisti riverniciati per ora non è successo nulla. Che faccia comodo anche ai nuovi padroni della Siria (o di parte importante di essa) un buon sistema S-400, visto che Israele sta facendo piovere sui residui armamenti siriani anche più bombe del solito?</p>



<p>Facciamo un&#8217;ipotesi. Anche la Russia, come gli Usa (e i Paesi europei, che arriveranno appresso a Washington), si mette d&#8217;accordo con i nuovi padroni della Siria. Tipo: forniamo grano e ci teniamo le basi. Il Cremlino avrebbe perso? L&#8217;industria delle conclusioni a poco prezzo (non è tre-quattro giorni fa che il rublo doveva sprofondare per sempre?) tiri un poco il freno. <strong>Oggi la Siria è un puzzle impazzito.</strong> Aspettiamo almeno di vedere tutte le tessere, perché di nascoste ce n&#8217;è ancora più d&#8217;una. </p>



<p>   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-ha-perso-in-siria-se-fosse-il-2015-si-ma-siamo-nel-2024-e.html">La Russia ha perso in Siria? Se fosse il 2015 sì, ma siamo nel 2024 e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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