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	<title>abiy ahmed Archives - InsideOver</title>
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	<title>abiy ahmed Archives - InsideOver</title>
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		<title>Etiopia: Abiy Ahmed vince un voto senza storia ma tigrino e oromo non cedono le armi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/abiy-ahmed-vince-un-voto-senza-storia-ma-i-problemi-sono-altri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 04:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vittoria senza particolari patemi per il premier, il quale però deve vedersela con l'instabilità interna e con il puzzle della politica estera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/abiy-ahmed-vince-un-voto-senza-storia-ma-i-problemi-sono-altri.html">Etiopia: Abiy Ahmed vince un voto senza storia ma tigrino e oromo non cedono le armi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603162709215_e2ab57e85fb91c198147bf9c728cb5a5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conteggio delle schede non sta rivelando sorprese: buona parte dei 547 seggi del Parlamento etiope saranno assegnati al <strong>Partito della Prosperità</strong> del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abiy-ahmed.html">premier Abiy Ahmed</a>. E non c&#8217;erano affatto dubbi alla vigilia. Nel 2019, l&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo ha deciso di riunire in un&#8217;unica formazione tutti i principali partiti etiopi i quali, a loro volta, per molto tempo sono stati espressione ciascuno delle proprie etnie di appartenenza. Vi era il partito degli oromo, a cui appartiene Ahmed, il partito degli amara, delle popolazioni etiopi del Sud, dei somali e degli afar. Una volta riuniti tutti dentro lo stesso contenitore politico sotto le insegne del Partito della Prosperità, <strong>la nuova formazione è diventata quasi egemone e non si è mai formata da allora una vera alternativa</strong>. Questo ha forse garantito stabilità ad Abiy Ahmed, ma ha anche suscitato le critiche nei suoi confronti per una certa deriva autoritaria. Non solo, ha anche scatenato <strong>diverse rivolte in giro per il Paese</strong> da parte di gruppi che hanno avvertito una certa discriminazione da parte del potere centrale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio instabilità interna</h2>



<p>Tra i partiti etnici che hanno dato vita al Partito della Prosperità, ne manca uno all&#8217;appello: è il <strong>Tplf</strong>, il partito dei tigrini capace di dominare la scena etiope per quasi 30 anni. Con l&#8217;arrivo al governo di Ahmed, la formazione tigrina si è &#8220;limitata&#8221; a governare la regione del Tigray senza però aderire al nuovo partito del premier. Il motivo è da rintracciare nel fatto che il Tplf non ha mai visto di buon occhio il massimo progetto politico dell&#8217;attuale capo del governo: <strong>l&#8217;etiopianismo</strong>. Ossia il superamento delle divisioni etniche e federali a favore di una forma di governo più centralizzata, avente come perno i tratti comuni e distintivi dell&#8217;identità etiope. Il Tplf ha rifiutato il superamento del federalismo, ha confermato il proprio potere nella propria regione di riferimento e nel 2020 <strong>è stato attaccato dalle truppe centrali su ordine di Abiy Ahmed</strong>. Ne è scaturito un conflitto molto duro, solo parzialmente risolto dagli accordi di Pretoria del 2022. Nelle ultime settimane, sono stati registrati movimenti sospetti da ambo le parti in grado di coinvolgere anche la confinante (e mai del tutto amica) Eritrea.</p>



<p>Il governo deve vedersela però anche con altre fonti di instabilità interna. <strong>C&#8217;è quella legata alla guerriglia oromo</strong>, così come quella generata dal gruppo <strong>Fano</strong>. Quest&#8217;ultimo è il nome della <a href="https://it.insideover.com/guerra/rebus-etiopia-a-rischio-la-stabilita-del-corno-dafrica.html">principale formazione combattente degli amara</a>, impegnata in pesanti combattimenti in diverse aree della regione in cui gli amara costituiscono la maggioranza. Nei mesi passati, i guerriglieri Fano sono riusciti a conquistare diverse località salvo poi indietreggiare. Rimane però il fatto che un conflitto, seppur a bassa intensità, esiste e le forze regolari hanno difficoltà a domarlo. <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cn0pngz2rego">Per questo in varie aree non si è nemmeno votato</a>: seggi chiusi lì dove la guerriglia degli oromo e dei combattenti Fano ha al momento sottratto il territorio dal controllo statale. Schede rimaste sigillate anche in buona parte del Tigray, <strong>a testimonianza di come l&#8217;Etiopia debba fare i conti per adesso con una situazione tutt&#8217;altro che tranquilla. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita in politica estera</h2>



<p>Il successo nel voto di pochi giorni fa non contribuirà certo ad appianare le varie crisi interne. Per Abiy Ahmed tuttavia, il valore delle elezioni<strong>è importante soprattutto a livello di politica estera</strong>. In questo campo, presentarsi con un Parlamento quasi interamente dominato dal proprio partito potrebbe rappresentare una carta non indifferente. <strong>Il motivo è dato dal fatto che Addis Abeba sta giocando una partita molto delicata</strong>. Abiy Ahmed ha come ambizione quella di rendere l&#8217;Etiopia il terzo polo economico e politico d&#8217;Africa (dopo Sudafrica e Nigeria), sfruttando soprattutto il fatto di rappresentare già oggi il secondo Paese più popoloso del continente. Per farlo,<strong>il premier ha incastonato il suo governo in un puzzle molto intricato di alleanze. </strong></p>



<p>Ahmed ha sempre rivendicato uno sbocco a mare per il proprio Paese, andando così ad avvicinarsi al <strong>Somaliland</strong>. Quest&#8217;ultima è l&#8217;entità separatista della Somalia riconosciuta il primo gennaio scorso da <strong>Israele</strong> e molto vicina agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Di riflesso, <strong>l&#8217;Etiopia è oggi politicamente alleata di Abu Dhabi in contrapposizione quindi dell&#8217;altro blocco venutosi a creare in medio oriente.</strong> Quello cioè formato da Arabia Saudita, Sudan ed Egitto. Con Il Cairo poi, le posizioni sono tese da tempo per via della diga <strong>Gerd</strong>, l&#8217;immensa infrastruttura che per l&#8217;Etiopia rappresenta la rinascita mentre per gli egiziani una drammatica diminuzione della portata del Nilo. In generale, si può dire che il voto per Ahmed altro non è stato che un tassello da incastrare sia nel mosaico della politica interna che in quello della politica estera. Entrambi i mosaici però, rischiano di crollare al primo movimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/abiy-ahmed-vince-un-voto-senza-storia-ma-i-problemi-sono-altri.html">Etiopia: Abiy Ahmed vince un voto senza storia ma tigrino e oromo non cedono le armi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Khartoum ha accusato Addis Abeba di supportare attivamente i ribelli delle Rsf e di essere oramai un proxy degli Emirati Arabi Uniti. Esplicita la minaccia sudanese: "Pronti a un confronto diretto con l'Etiopia".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si inizia a parlare di &#8220;<strong>guerra aperta</strong>&#8220;, vuol dire che l&#8217;ultimo tabù prima dell&#8217;inizio di un conflitto armato si è oramai infranto. E l&#8217;idea di portare avanti un conflitto armato non risulta più tanto remota per una delle possibili parti in causa. Per questo non possono che suscitare clamore le parole del portavoce del governo sudanese dei giorni scorsi, <strong>secondo cui Khartoum è ormai pronta ad affrontare una &#8220;guerra aperta&#8221; contro l&#8217;Etiopia</strong>. Il motivo è legato al presunto <strong>appoggio offerto da Addis Abeba alle Rsf,</strong> le forze di supporto rapido comandate dal <strong>generale Dagalo</strong> e in conflitto con il governo centrale sudanese dall&#8217;aprile del 2023. Khartoum ha presentato le sue prove del coinvolgimento etiope, ovviamente dall&#8217;altra parte della barricata si è negata ogni accusa. <strong>Ma i timori di un nuovo conflitto nel cuore dell&#8217;Africa appaiono oggi più forti che mai</strong>. Anche perché, sullo sfondo, ci sono contrasti e tensioni riguardanti più in generale gli interi equilibri del medio oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La goccia che ha fatto traboccare il vaso: il raid sull&#8217;aeroporto di Khartoum </h2>



<p><strong>Il 4 maggio scorso il principale aeroporto di Khartoum è stato investito da diverse esplosioni</strong>. Lo scalo è entrato subito in stato di allerta, l&#8217;esercito sudanese ha attivato la contraerea, dopo alcuni minuti di trambusto la situazione è tornata alla normalità. Khartoum, capitale del Sudan, è tornata nelle mani dell&#8217;esercito soltanto lo scorso anno. I militari agli ordini del generale e presidente ad interim <strong>Al Burhan</strong>, hanno strappato la città dalle mani delle milizie rivali delle Rsf. Questo però non ha comportato la fine della guerra, al contrario le stesse Rsf hanno rilanciato nel <strong>Darfur</strong>. Lì dove hanno commesso atrocità di ogni tipo contro le popolazioni masalit e fur, così come documentato in diversi drammatici report internazionali. <strong>Le Rsf sono sostenute dagli Emirati Arabi Uniti</strong>, il cui governo ha spesso negato l&#8217;appoggio militare ma non quello politico. Ad ogni modo, non è certo un segreto nelle stanze della diplomazia internazionale che Abu Dhabi ha costantemente rifornito di armi e soldi i propri alleati nella guerra civile sudanese. Il tutto nell&#8217;ottica di esercitare influenza in un Paese, quale il Sudan, ricco di risorse e strategico a livello politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Drone strikes hit Khartoum International Airport and strategic military sites on Monday as the RSF intensifies its aerial campaign. Authorities evacuated the airport and canceled flights following the attack.<br>Military sources further allege drones were launched from bases within… <a href="https://t.co/RgYRuWAxiN">pic.twitter.com/RgYRuWAxiN</a></p>&mdash; Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) <a href="https://twitter.com/SudanTribune_EN/status/2051334710370984095?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nelle ore successive al raid contro lo scalo di Khartoum, ovviamente il governo sudanese ha accusato le Rsf. Ma non solo: secondo il presidente Al Burhan e i suoi principali collaboratori, <a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-il-governo-accusa-gli-emirati-e-letiopia-per-gli-attacchi-con-droni-allaeroporto-di-khartum/">l&#8217;attacco è stato organizzato con l&#8217;aiuto dell&#8217;Etiopia</a>. In particolare, i droni che hanno poi colpito la capitale sudanese sarebbero partiti dall&#8217;aeroporto etiope di <strong>Bahir Dar</strong>. Khartoum ha detto di avere prove a riguardo, ritenute però senza fondamento da parte di Addis Abeba. A premere maggiormente sulle accuse contro l&#8217;Etiopia, è stato il ministro degli Esteri <strong>Mohieddin Salem</strong>, protagonista di un&#8217;infuocata conferenza stampa pochi giorni dopo il raid contro l&#8217;aeroporto della capitale. È proprio in quell&#8217;occasione che i vari portavoce del governo sudanese hanno dichiarato di &#8220;essere pronti a una guerra aperta&#8221; contro la controparte etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il puzzle di equilibri regionali </h2>



<p>L&#8217;accusa avanzata dal Sudan all&#8217;Etiopia ha soprattutto una <strong>base politica</strong>. Khartoum infatti ha messo, per ovvi motivi, nel mirino tutti i governi dei Paesi vicini ritenuti veri e propri &#8220;proxy&#8221; degli Emirati Arabi Uniti. <strong>Addis Abeba in effetti negli ultimi mesi ha intensificato i rapporti con Abu Dhabi</strong>. Il governo etiope di <strong>Abiy Ahmed </strong>ha bisogno di soldi per continuare a finanziare le mega opere pubbliche avviate nell&#8217;ultimo decennio, gli emiratini dal canto loro necessitano di trovare un aggancio solido nel<strong>Corno d&#8217;Africa</strong>. Entrambi inoltre, sia l&#8217;Etiopia che gli Emirati Arabi Uniti, appaiono interessati a sviluppare i legami con la regione separatista somala del <strong>Somaliland</strong>. Addis Abeba per provare ad avere un porto, vista l&#8217;assenza di propri sbocchi a mare, Abu Dhabi invece sempre per il motivo legato alla necessità di avere appoggi in questa porzione del continente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Suspicious UAE 🇦🇪 flights to Ethiopia 🇪🇹 have increased significantly since December 2025, peaking in January and February with 35 flights recorded in each month; notably, this rise coincided with the UAE abandoning the known supply route to the RSF via Libya 🇱🇾 and Bosaso 🇸🇴. 2/ <a href="https://t.co/LtrdLjNN9d">pic.twitter.com/LtrdLjNN9d</a></p>&mdash; Rich Tedd 🛰 ✈️ (@AfriMEOSINT) <a href="https://twitter.com/AfriMEOSINT/status/2051599552608670083?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il coinvolgimento dell&#8217;Etiopia quindi, non è solo da intendersi come un confronto diretto tra Khartoum e Addis Abeba. Al contrario, <strong>in ballo ci sono tutti i vari più delicati tasselli del mosaico mediorientale</strong>. Il conflitto sudanese altro non è che uno specchio su cui si riflettono le varie alleanze regionali più o meno consolidate. Da una parte ci sono le Rsf, proxy degli Emirati Arabi Uniti e del blocco facente capo ad Abu Dhabi e che comprende, tra gli altri, Etiopia, Somaliland, il generale libico Khalifa Haftar (anche se adesso in maniera più sfumata) e il gruppo separatista del sud dello Yemen, il quale però è stato sconfitto e ridimensionato dalle forze regolari yemenite. Dall&#8217;altra parte, si trova invece l&#8217;esercito sudanese supportato dall&#8217;Arabia Saudita, dall&#8217;Egitto, dall&#8217;Eritrea e dalla Somalia.</p>



<p>Lo scontro tra le due parti potrebbe portare a un inasprimento del confronto. <strong>Non solo in Sudan, ma anche per l&#8217;appunto nella stessa Etiopia</strong>: non è un caso che Addis Abeba, nel rispondere alle accuse di ingerenza da parte sudanese, ha controreplicato affermando come in realtà sia il Sudan a interferire armando i ribelli del <strong>Tigray</strong>. Altra regione quest&#8217;ultima dove i venti di guerra stanno tornando a soffiare in modo importante.</p>



<p></p>
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		<title>Rebus Etiopia: a rischio la stabilità del Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rebus-etiopia-a-rischio-la-stabilita-del-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 05:17:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo di Addis Abeba nelle scorse ore ha rivendicato importanti successi di natura economica. Le stime di crescita del Pil infatti, per il 2026 prevedono la doppia cifra percentuale: in particolare, l&#8217;economia etiope dovrebbe far registrare a fine anno un +10%. Questo conferisce al Paese senza dubbio il ruolo di traino a una regione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/rebus-etiopia-a-rischio-la-stabilita-del-corno-dafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rebus-etiopia-a-rischio-la-stabilita-del-corno-dafrica.html">Rebus Etiopia: a rischio la stabilità del Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260203163012280_10a9dfbbd455c0cad967aadf41563f44-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo di Addis Abeba nelle scorse ore ha rivendicato importanti successi di natura economica. Le stime di crescita del Pil infatti,<a href="https://www.africaeaffari.it/etiopia-onu-crescita-debito-rischio/"> per il 2026 prevedono la doppia cifra percentuale</a>: in particolare, l&#8217;economia etiope dovrebbe far registrare a fine anno un +10%. Questo conferisce al Paese senza dubbio il ruolo di<strong> traino a una regione, quella del Corno d&#8217;Africa, sempre più centrale nel contesto internazionale. </strong>Ma i risultati economici attesi, cozzano con una realtà sul campo che, al contrario, appare sempre più difficile. L&#8217;Etiopia infatti, mentre celebra la sua crescita, <strong>deve oggi più che mai stare attenta alla sua tenuta interna</strong>. Sono molti<strong> i fronti che minacciano la sua stabilità</strong>, con il rischio concreto di trascinare nell&#8217;abisso l&#8217;intera regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerriglia in Amhara e la tensione a Gambella</h2>



<p>Quando dieci anni fa il premier <strong>Abiy Ahmed </strong>ha lanciato il termine &#8220;<strong>etiopianismo</strong>&#8220;, entusiasmo e scetticismo hanno viaggiato di pari passo. Con quella parola infatti, si è voluto indicare <strong>il nuovo corso etiope caratterizzato da una visione maggiormente unitaria del Paese.</strong> Il tutto contrapposto invece alla tradizionale divisione su cui è basata l&#8217;attuale federazione, lì dove ogni etnia ha il suo Stato. Il <strong>Tigray</strong>, tra tutti gli Stati etiopi, è l&#8217;unico ad aver rifiutato questa visione. E, per tutta risposta, Abiy Ahmed ha lanciato lì le truppe federali contro il <strong>Tplf</strong>. Ossia il partito tigrino al potere nella regione e per quasi trent&#8217;anni al potere ad Addis Abeba. </p>



<p>La guerra che ne è scaturita è stata solo parzialmente fermata nel 2022 con gli <strong>accordi di Pretoria</strong>. Nessuno ha vinto sul campo, ma a livello politico Ahmed ha perso in reputazione. Inoltre, il suo governo<strong> ha ricevuto in eredità l&#8217;attivazione di molti gruppi armati contrari al potere centrale</strong>. Tra questi, il principale è noto con l&#8217;acronimo di <strong>Fano</strong>. I combattenti sono di <strong>etnia amhara</strong>, la più numerosa del Paese. Nonché quella stanziata nell&#8217;omonima regione, la quale circonda per intero il territorio del distretto federale di Addis Abeba. La guerriglia Fano ha messo l&#8217;esercito in difficoltà, avvicinandosi alla capitale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FANO militia members (Ethiopia) with quite some collection of small arms and associated equipment. I especially like the continuation of PGO-7 installed on AK tradition <a href="https://t.co/yDELw81ZWF">pic.twitter.com/yDELw81ZWF</a></p>&mdash; Safar Publishing (@safarpub) <a href="https://twitter.com/safarpub/status/2016952670771171653?ref_src=twsrc%5Etfw">January 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma se la situazione nell&#8217;Amhara è più legata a una questione interna, le tensioni nella regione di <strong>Gambella</strong> sono figlie dirette del contesto internazionale circostante. Qui da giorni<a href="https://www.africarivista.it/gambella-sotto-assedio-la-crisi-invisibile-nellestremo-ovest-delletiopia/300294/"> sono in corso scontri settari tra le due più importanti etnie che abitano la regione</a>: i <strong>Nuer</strong> da un lato e gli <strong>Anuak</strong> dall&#8217;altro. I primi sono presenti anche nel Sudan del Sud, lì dove a sua volta sono esplose nuove violenze con le forze governative. Di conseguenza, molti Nuer sono scappati al di là del confine etiope, andando a creare ulteriori tensioni con gli Anuak. <strong>Il governo di Addis Abeba appare quasi impotente</strong>: l&#8217;invio di soldati non è bastato al momento a sedare le tensioni e a riportare la calma. Al contrario, diverse località sono preda di scorribande tra i due lati del confine. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La mai risolta questione del Tigray</h2>



<p>Ma il fronte più pesante continua a essere, nonostante tre anni di sostanziale tregua, quello del Tigray. Qui, in primo luogo,<strong> si continua a patire la fame per via della mancanza di seri piani di ricostruzione.</strong> Inoltre, all&#8217;interno del prima citato Tplf sono nate nel 2025 importanti spaccature. Da un lato c&#8217;è la fazione di <strong>Getachew Reda</strong>, a capo del governo regionale e ritenuto più moderato. Dall&#8217;altro invece, c&#8217;è la corrente di <strong>Debretsion Gebremichael</strong>, apertamente contrario ad Addis Abeba. Da alcuni giorni vengono segnalati scontri, con Reda che ha accusato il rivale di voler prendere il potere con la forza. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/AFP/status/2018482082096296083
</div></figure>



<p>L&#8217;attuale governatore del Tigray ha tirato in ballo anche <strong>Eritrea</strong> ed <strong>Egitto</strong>. Secondo Reda è Asmara infatti ad armare la fazione scissionista del Tplf. Con Il Cairo accusata di assecondare le velleità eritree. <strong>E questo in virtù di un trattato militare che lega per l&#8217;appunto Egitto, Eritrea e la Somalia. </strong></p>



<p>Qui l&#8217;intrigo diventa ancora più pesante. <strong>La Somalia infatti è ai ferri corti con l&#8217;Etiopia</strong> per via della mossa del 2024, da parte di Abiy Ahmed, di stringere patti commerciali con il <strong>Somaliland</strong>. Mogadiscio ha così chiesto aiuto anche all&#8217;Egitto. Al Sisi non si è fatto certo pregare: il rais de Il Cairo infatti, da tempo è in rotta di collisione con l&#8217;Etiopia per via della <strong>Gerd</strong>, la grande diga sul lato etiope del Nilo che secondo gli egiziani è destinata a lasciare a secco il proprio Paese.<strong> Il Cairo, secondo questa ricostruzione, potrebbe quindi aver armato la mano eritrea</strong>. Asmara, a sua volta, potrebbe approfittarne per avanzare storiche rivendicazioni territoriali nel Tigray.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rischia l&#8217;Etiopia</h2>



<p>Se i vari conflitti dovessero avere ulteriore seguito, l&#8217;Etiopia rischia seriamente di essere risucchiata da una spirale di instabilità senza precedenti. Con i vari fronti aperti capaci di trasformarsi in una vera e propria incudine per la tenuta di Addis Abeba<strong>. A sua volta, un&#8217;ulteriore destabilizzazione del Paese verrebbe pagata dall&#8217;intera regione</strong>, vista l&#8217;importanza del ruolo etiope in ambito economico e politico. Un circolo vizioso quindi, con sullo sfondo anche la questione legata al Somaliland. Ossia la regione separatista somala recentemente riconosciuta, non senza reazioni da parte di diversi governi del Corno d&#8217;Africa, da Israele. </p>



<p> </p>
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		<title>Così la diga della Rinascita cambia gli equilibri del Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-diga-della-rinascita-cambia-gli-equilibri-del-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La più grande diga africana, costruita in Etiopia dopo 14 anni di lavori, è destinata a incidere anche a livello politico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Panta Rei</em>, tutto scorre. È uno degli aforismi più noti ereditati dalla storia greca e che oggi, probabilmente, può meglio descrivere<strong> il nuovo assetto politico del Corno d&#8217;Africa</strong>. Tutto scorre, per l&#8217;appunto, proprio come l&#8217;acqua del Fiume Azzurro che dal 9 settembre ha iniziato a solcare le nuove gole della <strong>Gerd</strong>. Un acronimo quest&#8217;ultimo che indica la &#8220;<strong>Grande Diga della Rinascita Etiope</strong>&#8220;. Per Addis Abeba, così come per molti Paesi vicini, si tratta della più grande occasione di riscatto e rinascita. Per l&#8217;Egitto e il Sudan, al contrario, è l&#8217;anticamera di un <strong>disastro idrico ed economico</strong>. Due posizioni agli antipodi che, nel bel mezzo dello scorrere della storia, stanno già dando vita a un serrato confronto potenzialmente in grado di ridisegnare questo angolo di Africa. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ethiopia’s Prime Minister, Abiy Ahmed (Ph.D), has officially inaugurated the Grand Ethiopian Renaissance Dam (<a href="https://twitter.com/hashtag/GERD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#GERD</a>), which stands as Africa’s largest hydroelectric project. <br><br>This significant event was attended by various African leaders, symbolizing regional cooperation and… <a href="https://t.co/72rhSdDEXl">pic.twitter.com/72rhSdDEXl</a></p>&mdash; Institute of Foreign Affairs &#8211; IFA (@ifa_ethiopia) <a href="https://twitter.com/ifa_ethiopia/status/1965322929358458964?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Etiopia come nuovo riferimento del Corno d&#8217;Africa </h2>



<p>I numeri della nuova opera danno subito idea di cosa voglia dire la Gerd per Addis Abeba. Dalle turbine aperte nei giorni scorsi, usciranno ogni anno qualcosa come <strong>5.150 megawatt di energia elettrica</strong>. Ossia, più del doppio dell&#8217;attuale capacità complessiva dell&#8217;Etiopia. Inoltre, la diga ha una capienza di <strong>74 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua</strong>. In un solo colpo, il più grande Paese del Corno d&#8217;Africa (e secondo più abitato in assoluto a livello continentale), ha risolto o almeno ridimensionato due atavici problemi: quello legato alla fornitura di energia elettrica, fino a oggi erogata solo a una parte della popolazione, e quello legato alle mai bastevoli riserve idriche.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/AfricaFirsts/status/1965339030260002970
</div></figure>



<p>Ma il premier <strong>Abiy Ahmed</strong> vuole andare oltre. Il suo più grande sogno è dettato dalla possibilità di rendere l&#8217;Etiopi<strong>a il terzo polo africano dopo Sudafrica e Nigeria</strong>. E il primo forse come<strong> riferimento economico del Corno d&#8217;Africa.</strong> L&#8217;energia prodotta dalla Gerd, non verrà solo dirottata verso il territorio etiope ma, al contrario, verrà anche venduta all&#8217;estero. Kenya, Sud Sudan, Somalia e Gibuti sono pronte a stipulare accordi per ricevere l&#8217;elettricità etiope a costi ridotti. <strong>Addis Abeba potrebbe incassare fino a un miliardo di dollari l&#8217;anno</strong>. Anche se il vero obiettivo del premier etiope riguarda il <strong>soft power</strong>: l&#8217;Etiopia, da ora in poi, si presenterà come la prima nazione dell&#8217;area ad aver concluso un&#8217;opera tanto imponente quanto importante per i destini del Corno d&#8217;Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Cairo non si arrende</h2>



<p>I numeri però danno manforte anche alle argomentazioni del Sudan e soprattutto dell&#8217;Egitto. La Gerd è stata costruita lungo il corso del<strong> Nilo Azzurro</strong>, dalle cui sorgenti etiopi scendono a valle circa l&#8217;85% delle acque che in Egitto confluiscono nel Nilo. <strong>Un fiume quest&#8217;ultimo da cui oggi Il Cairo dipende per il 97% del proprio fabbisogno idrico</strong>. Per questo, proprio nelle ore in cui Abiy Ahmed tagliava il nastro alla diga Gerd, i rappresentanti de Il Cairo all&#8217;Onu hanno depositato una nuova (l&#8217;ennesima) <strong>lettera di protesta</strong>. Con tanto di riferimenti alla violazione di alcuni trattati precedenti, oltre che alla necessità di accordi per non veder ridimensionata la portata del Nilo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nuovi equilibri </h2>



<p>E qui si torna al riferimento iniziale dell&#8217;articolo: panta rei. L&#8217;acqua scorre, portando assieme a sé le incessanti vicissitudini politiche ed economiche dei Paesi coinvolti. <strong>L&#8217;Egitto ha promesso battaglia </strong>e non solo all&#8217;Onu. Da anni Il Cairo sta provando a mettere pressione sull&#8217;Etiopia.<a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html"> L&#8217;ultima trovata riguarda l&#8217;accordo di difesa stipulato con la Somalia</a>, il quale ha permesso ad Al Sisi di piazzare proprie truppe non lontane dal confine etiope. Ufficialmente, i soldati egiziani si limiteranno ad addestrare le forze di Mogadiscio ma il messaggio inviato ad Abiy Ahmed appare molto chiaro.</p>



<p>Quest&#8217;ultimo però non ha intenzione di chiudere una singola turbina della Gerd. Il suo governo, come detto in precedenza, è pronto a ergersi come riferimento economico e politico del Corno d&#8217;Africa. <strong>Il tira e molla è appena agli inizi</strong>. A mitigarlo, forse potranno essere soltanto i <strong>Paesi del Golfo</strong> con i loro petrodollari,capaci di mettere d&#8217;accordo tutti. Ma prima che la questione possa realmente risolversi, di acqua dalla diga ne dovrà davvero scorrere tanta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-diga-della-rinascita-cambia-gli-equilibri-del-corno-dafrica.html">Così la diga della Rinascita cambia gli equilibri del Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 14:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=435529</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si sposta in Somalia la contesa per la cosiddetta Diga della Rinascita: Al Sisi stringe accordi con Mogadiscio e irrita gli etiopi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una foto che sottolinea probabilmente<strong> l&#8217;inizio delle nuove gravi tensioni nel Corno d&#8217;Africa</strong>. È stata scattata il 14 agosto scorso e immortala due capi di Stato seduti in una stessa stanza a Il Cairo: da una parte c&#8217;è il padrone di casa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Abdel Fatah Al Sisi</a>, dall&#8217;altra invece <strong>Hassan Sheikh Mohamud</strong>. Quest&#8217;ultimo è il presidente di una <strong>Somalia</strong> mai definitivamente uscita dal caos in cui è entrata negli anni Novanta.</p>



<p>L&#8217;incontro è, di per sé, storico: <strong>Egitto e Somalia hanno sottoscritto un importante patto di difesa </strong>che prevede, tra le altre cose, l&#8217;invio di soldati de Il Cairo in territorio somalo e l&#8217;inizio di esercitazioni congiunte. Un modo per Al Sisi per iniziare a ritagliarsi<strong> un ruolo di primo piano in un&#8217;area essenziale</strong>, quella a cavallo tra Oceano Indiano e Mar Rosso. Ma questo è solo uno dei possibili obiettivi egiziani: il grande vicino della Somalia, l&#8217;<strong>Etiopia</strong>, ha visto nella mossa de Il Cairo un modo per<strong> controllare da vicino Addis Abeba</strong>. E il premier etiope<strong> Abiy Ahmed</strong>, non l&#8217;ha presa bene. Tanto da inviare subito militari e rinforzi lungo le frontiere somale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;atavica questione della Diga della Rinascita</h2>



<p>Egitto ed Etiopia, è bene specificare, sono ai ferri corti da anni. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diga-della-discordia-ancora-tensione-tra-egitto-ed-etiopia.html">Al centro della contesa la famigerata Gerd</a>, acronimo di &#8220;<strong>Grande Diga della Rinascita Etiope</strong>&#8220;. Una mega struttura, alla cui costruzione hanno partecipato anche imprese italiane, in grado di dare a regioni etiopi storicamente aride un grande quantitativo di acqua per scongiurare la siccità e far rinascere, per l&#8217;appunto, l&#8217;economia. Il problema però, almeno dal punto di vista de Il Cairo, è che quell&#8217;acqua viene presa dal punto in cui il <strong>Nilo</strong> inizia a scavare i suoi meandri.</p>



<p>Egiziani, ma anche sudanesi, da tempo chiedono ad Addis Abeba di rivedere i propri piani. Il timore sia de Il Cairo sia di Khartoum, è di vedere drasticamente ridotta<strong> la portata del Nilo</strong> nei propri territori. Uno spettro ancor più problematico per l&#8217;Egitto, in cui il 90% della popolazione è stanziata lungo gli argini del fiume e dipende dalle sue acque. Per l&#8217;Etiopia però, l&#8217;attivazione delle turbine della Gerd non lede il diritto interazionale ed è una questione riguardante unicamente la propria sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa dell&#8217;Etiopia nel Somaliland</h2>



<p>Ma, a proposito di <strong>sovranità</strong>, c&#8217;è un altro Paese che ne ha reclamato il rispetto nei mesi scorsi. Si tratta della Somalia, irritata per gli accordi stretti tra Addis Abeba e le autorità del <strong>Somaliland</strong>. Quest&#8217;ultima è una regione <em>de facto</em> indipendente da Mogadiscio, erede di quel pezzetto di Somalia non finita in mani italiane e rientrante all&#8217;epoca all&#8217;interno dei possedimenti britannici. La comunità internazionale, nella stragrande maggioranza dei casi, non riconosce il Somaliland come Stato indipendente e questo alimenta l&#8217;ambizione di Mogadiscio di riprendere definitivamente l&#8217;intera area.</p>



<p>L&#8217;Etiopia, dal canto suo, dopo aver perso l&#8217;Eritrea e dopo aver appurato che i rapporti con Gibuti non saranno mai nel segno della stabilità, ha bisogno di uno <strong>sbocco a mare</strong>. Da qui le intese con i secessionisti somali, in grado di fornire ad Addis Abeba un porto sicuro sul Golfo di Aden e una base militare. Ma la mossa del premier Abiy Ahmed non è piaciuta al governo somalo, a sua volta messosi a &#8220;caccia&#8221; di alleati per frenare le ambizioni etiopi e rivendicare la sovranità sul Somaliland. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alleanza tra i due nemici di Addis Abeba</h2>



<p>L&#8217;Etiopia quindi è entrata in contrasto con due Paesi specifici: l&#8217;Egitto per la questione della diga e la Somalia per quella relativa alla regione secessionista. Il 14 agosto, si è ancora una volta attuata una legge non scritta sempre valida nel contesto internazionale:<strong> il nemico del mio nemico, è il mio miglior amico</strong>. Dalle rivendicazioni somale, Al Sisi ha visto l&#8217;occasione per piazzare almeno diecimila propri soldati a Mogadiscio e mettere fiato sul collo di Addis Abeba. Non solo, ma l&#8217;Egitto può anche controllare meglio un tratto di Oceano Indiano che sfocia poi nel Mar Rosso e da cui passano quei traffici, <strong>messi in pericolo dall&#8217;azione degli Houthi yemeniti</strong>, che transitano poi dal Canale di Suez.</p>



<p>L&#8217;Etiopia però ha deciso di mostrare i muscoli e ha a sua volta inviato migliaia di soldati lungo le frontiere somale, bollando come provocazione l&#8217;accordo militare tra Al Sisi e il suo omologo somalo. L&#8217;impressione quindi è che, nella disputa per la Gerd e le acque del Nilo, lo scontro sia stato spostato direttamente in Somalia e abbia assunto un<strong> carattere più marcatamente militare</strong>. Uno scontro diretto appare oggi poco probabile, anche se non è da escludere. La tensione resterà comunque, almeno per diverso tempo, molto alta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Paese che sogna da potenza regionale: cosa c&#8217;è dietro l&#8217;ascesa dell&#8217;Etiopia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/etiopia-potenza-o-incompiuta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il doppio volto dell'Etiopia di oggi: da un lato aspirante potenza africana, dall'altro gigante dai piedi di argilla </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/etiopia-potenza-o-incompiuta.html">Il Paese che sogna da potenza regionale: cosa c&#8217;è dietro l&#8217;ascesa dell&#8217;Etiopia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230704194643717_e48a8299ca01caa5882e663057da8bc8-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si pensa al futuro sviluppo dell&#8217;Africa come entità politica ed economica, il riferimento va quasi esclusivamente alle due principali potenze del continente: la <strong>Nigeria</strong> e il <strong>Sudafrica</strong>. Quest&#8217;ultimo rappresenta l&#8217;economia africana più sviluppata, è membro dei <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-il-brics.html">Brics</a> e ha un importante peso politico nelle vicende continentali, specialmente nell&#8217;area australe. La Nigeria, con i suoi 240 milioni di abitanti, è il Paese più popolato.</p>



<p>Da diversi decenni, c&#8217;è un attore che aspira a diventare il <strong>“terzo polo” africano</strong>: l&#8217;Etiopia. Un&#8217;ambizione giustificata, agli occhi degli stessi etiopi, sia dal fatto di essere il secondo Paese più popoloso del continente (con oltre cento milioni di abitanti), così come dal fatto di rappresentare una delle economie più in crescita. C&#8217;è poi una terza motivazione di rango più marcatamente <strong>storico e culturale</strong>: gli etiopi sono eredi di una delle civiltà più antiche e che affonda le radici nei regni di <strong>D&#8217;mt</strong> e <strong>Axum</strong>. Per loro quindi avere un posto nello sviluppo africano è quasi un imperativo imposto dalla storia.</p>



<p>Un gigante dalle radici profonde quindi, dalle prospettive importanti ma, al tempo stesso, dai piedi di argilla. La recente <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-il-conflitto-in-etiopia-potrebbe-diventare-internazionale.html">guerra nel Tigray</a>, lo scontro quasi ventennale con l&#8217;<strong>Eritrea</strong> e le continue tensioni interne hanno spesso minato le ambizioni etiopi. E ancora oggi appaiono come un importante <strong>freno</strong> sulle aspettative future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo storico dell&#8217;Etiopia nel Corno d&#8217;Africa</h2>



<p>Dai secoli passati arrivano le testimonianze della profondità della storia etiope. La regione orientale dell&#8217;Africa è sempre stata caratterizzata dalla presenza di regni e culture antenati dell&#8217;attuale nazione etiope. Non solo gli antichi regni di D&#8217;mt e Axum, con quest&#8217;ultimo considerato tra i più importanti di sempre nella storia africana per la propria organizzazione politica interna. Ci sono altri elementi che rimandano all&#8217;Etiopia, a partire dalla <strong>Chiesa ortodossa</strong>. Qui il cristianesimo è arrivato quando ancora a dominare il Corno d&#8217;Africa era il Regno di Axum e si è sviluppato rapidamente, diventando uno dei principali<strong> simboli identitari </strong>delle popolazioni etiopi. Anche per questo nel 1959 la Chiesa ortodossa etiope si è staccata dalla Chiesa ortodossa copta di Alessandria D&#8217;Egitto e celebra oggi le messe nella <strong>lingua Ge&#8217;ez</strong>, l&#8217;idioma semitico considerato &#8220;antenato&#8221; delle attuali lingue amariche e tigrine.</p>



<p>L&#8217;influenza etiope nella regione è quindi di natura culturale e sociale. È impossibile pensare al Corno d&#8217;Africa senza l&#8217;Etiopia. Circostanza che ovviamente oggi alimenta le <strong>ambizioni</strong> di &#8220;nuova potenza africana&#8221; dell&#8217;attuale Stato etiope. E che, nel corso della storia più recente, ha attirato le attenzioni delle varie potenze internazionali intenzionate a mettere le mani sul Corno d&#8217;Africa. Per questo motivo gli inglesi, terminata la seconda guerra mondiale, hanno dato ampio sostegno al ritorno del Negus <strong>Hailé Selassié</strong>. Più tardi, negli anni &#8217;70 l&#8217;Urss ha appoggiato la rivolta del <strong>Derg</strong> e l&#8217;instaurazione del sistema comunista guidato da <strong>Menghistu Hailé Mariam</strong>. Oggi l&#8217;Etiopia è una repubblica federale &#8220;sospesa&#8221; tra occidente e oriente. Gli <strong>Stati Uniti</strong> nei giorni scorsi<a href="https://www.agenzianova.com/news/gli-stati-uniti-revocano-laccusa-di-violazione-dei-diritti-umani-per-letiopia/"> hanno revocato l&#8217;accusa di mancato rispetto dei diritti umani al governo etiope</a>, nel tentativo di salvare la propria influenza nella regione. L&#8217;Etiopia è infatti<a href="https://www.africaeaffari.it/39474/etiopia-avanzata-la-richiesta-di-adesione-ai-brics"> tra i Paesi che hanno chiesto di entrare nel Brics</a>. Ci sono quindi tutti i segnali di un potenziale &#8220;corteggiamento&#8221; trasversale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambizione di Addis Abeba come &#8220;capitale d&#8217;Africa&#8221;</h2>



<p>Ogni Stato emergente vuole avere come propria cartina di tornasole l&#8217;espansione della propria metropoli principale. Se il Sudafrica punta su <strong>Johannesburg</strong>, la Nigeria su <strong>Lagos</strong> e il Kenya su <strong>Nairobi</strong>, l&#8217;Etiopia è impegnata invece nel conferire ad<strong> Addis Abeba</strong> il ruolo di <strong>capitale continentale</strong>. La città è tutto sommato recente: è stata fondata nel 1886 dall&#8217;imperatore Menelik II come sua nuova capitale, favorita dalla centralità della posizione. Circostanza quest&#8217;ultima che ne ha favorito un repentino sviluppo. Oggi il governo sta puntando molto nel darle un aspetto di moderna capitale. Una prima svolta in tal senso si è avuta con la costruzione del nuovo terminal dell&#8217;<strong>aeroporto di Bole</strong>. Una struttura molto grande, tra le più importanti in Africa e attorno alla quale è potuta crescere anche la compagnia di bandiera <strong>Ethiopian Airlines</strong>, considerata tra le principali del continente. Per raggiungere dall&#8217;Europa diversi Paesi africani, si passa proprio da qui. In tal modo, lo scalo è diventato un <strong>hub</strong> fondamentale per i trasporti internazionali. </p>



<p>Uscendo dall&#8217;aeroporto, anno dopo anno è stato possibile notare una repentina trasformazione della città. Sempre più grattacieli circondano le strade che portano in centro, diversi i nuovi quartieri creati negli ultimi 15 anni, un<strong> boom edilizio </strong>che ha fatto toccare ad Addis Abeba quota tre milioni di abitanti. Dal 2015 la popolazione può spostarsi con una linea metropolitana leggera di superficie, costruita da un&#8217;azienda cinese, in grado di collegare il centro con le principali aree industriali e commerciali. Quando l&#8217;opera è stata inaugurata, le autorità l&#8217;hanno presentato come <a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2015/09/22/sub-saharan-africa-gets-its-first-metro">&#8220;la prima metropolitana dell&#8217;Africa sub sahariana&#8221;</a>. Un riferimento quindi in grado di scavalcare i confini etiopi e dimostrare le ambizioni continentali della capitale.</p>



<p>Non a caso l&#8217;ultimo progetto inaugurato in ordine di tempo riguarda la nuova sede dell&#8217;<strong>Africa Cdc</strong>, l&#8217;agenzia africana per il controllo della salute e la prevenzione. Un complesso moderno, anch&#8217;esso costruito dai cinesi, situato nella periferia meridionale della metropoli. Al centro, a pochi passi da <em>Meskel Square</em>, trova spazio già da anni la sede principale dell&#8217;<strong>Unione Africana</strong>. Altre agenzie continentali hanno da parecchio tempo spostato nella capitale etiope la propria sede. Alimentando quindi le ambizioni locali.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="China FM on Africa visit sidesteps call for UN council seat" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/6mJzK_AOXuo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_6mJzK_AOXuo");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">I mega progetti a sostegno di un&#8217;economia in espansione</h2>



<p>Le ambizioni dell&#8217;Etiopia però non possono certo essere sorrette solo dall&#8217;espansione di Addis Abeba. Da almeno due decenni i vari governi che si sono alternati hanno approvato diversi<strong> piani infrastrutturali</strong>, volti ad assecondare il corso di una repentina <strong>crescita economica</strong>. Una crescita spinta dall&#8217;agricoltura, soprattutto dalle esportazioni di caffè. Così come dall&#8217;avanzata del settore dei servizi. Fino all&#8217;anno del <a href="https://it.insideover.com/schede/scienza/come-e-nato-il-covid.html">Covid</a>, l&#8217;Etiopia ha conosciuto tassi di crescita con doppie cifre percentuali. Tra i Paesi in via di sviluppo, è stato quello con il maggiore incremento del Pil tra i non esportatori di petrolio. </p>



<p>Le autorità hanno quindi puntato molto sulle mega opere. A partire dalla cosiddetta <strong>Diga della Rinascita</strong>, costruita sul <strong>Nilo</strong> da un&#8217;azienda italiana e causa di controversie con l&#8217;Egitto. Nelle intenzioni etiopi, l&#8217;acqua trattenuta dalla diga potrà essere usata per l&#8217;energia idroelettrica e per dare ulteriore input all&#8217;agricoltura. Il termine Rinascita non è certo casuale: il Paese negli ultimi secoli più volte è stato afflitto dalle carestie e per assicurarsi la sua sopravvivenza in futuro ha bisogno di trattenere molta acqua. Per questo sono diverse le dighe in costruzione, al di là di quella sul Nilo. </p>



<p>In corso di espansione la<strong> rete ferroviaria</strong>, soprattutto verso <strong>Gibuti</strong>. Ossia la città diventata, dopo l&#8217;indipendenza dell&#8217;Eritrea, lo sbocco a mare per le merci etiopi private di propri porti e propri scali. Nel 2016 un&#8217;altra azienda cinese ha costruito il collegamento tra Addis Abeba e Gibuti, con la tratta adesso percorribile in 12 ore. Altri progetti sono in corso d&#8217;opera e interessano anche il gruppo delle nostre Ferrovie dello Stato. In fase di costruzione anche diverse <strong>linee autostradali</strong>, alcune delle quali aperte negli ultimi anni attorno Addis Abeba. A sud della capitale, entro questo decennio, verrà costruito inoltre il <strong>nuovo aeroporto </strong>destinato a essere il più grande d&#8217;Africa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto della guerra nel Tigray</h2>



<p>Progetti e ambizioni quindi che però stonano con le ultime vicende politiche. Se da un lato infatti l&#8217;Etiopia ha siglato la <strong>pace</strong> con l&#8217;Eritrea nel 2018, chiudendo 20 anni di conflitto, dall&#8217;altro il Paese nel 2020 si è imbarcato in un&#8217;altra guerra. E questa volta tutta interna. Il premier<strong> Abiy Ahmed</strong>, in sella dal 2018, nel novembre 2020 ha deciso di chiudere militarmente i conti con il <strong>Tplf</strong>, la formazione dell&#8217;etnia tigrina che ha governato il Paese dal 1994 fino all&#8217;avvento del nuovo capo dell&#8217;esecutivo. Il Tplf non ha accettato la progressiva <strong>centralizzazione</strong> del potere, a scapito di un <strong>federalismo su base etnica</strong> che ha retto l&#8217;Etiopia nell&#8217;ultimo trentennio. L&#8217;azzardo militare di Ahmed è stato disastroso. Le sue truppe, dopo essere entrate nella regione del Tigray, sono state prima fermate e poi respinte se non addirittura inseguite lungo la strada per Addis Abeba. </p>



<p>La capitale è stata sul punto di essere circondata dal Tplf e da altre forze ribelli. Soltanto la <strong>mediazione</strong> dell&#8217;Unione Africana ha portato a un accordo di pace, sottoscritto nel novembre del 2022. Ma le tensioni restano ancora molto alte e molto importanti. E rischiano non solo di ridimensionare le ambizioni di potenza etiope, ma anche di creare un grave danno di <strong>immagine</strong> all&#8217;intero Paese. Attualmente nella regione del Tigray è in corso una profonda <strong>crisi umanitaria</strong> e non mancano casi di violazione del cessate il fuoco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1024x918.png" alt="" class="wp-image-335284" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1024x918.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-300x269.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-768x689.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1536x1378.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-2048x1837.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli atavici problemi di instabilità</h2>



<p>Il caso del Tigray ha mostrato la <strong>fragilità</strong> dell&#8217;Etiopia. Il Paese è sempre stato storicamente instabile. In primis, per via delle varie divisioni etniche della popolazione. Gli amara e i tigrini costituiscono le popolazioni etiopi di lingua semitica, mentre gli oromo (in maggioranza nel Paese e a cui appartiene lo stesso premier Abiy Ahmed) e i somali parlano lingue etiopi cosiddette &#8220;cuscistiche&#8221;. Ci sono poi altre etnie raggruppate grossomodo nei confini degli undici Stati regionali. La suddivisione federale etnica prima e il richiamo a un centralismo in nome dell'&#8221;<strong>etiopianismo</strong>&#8221; poi, non hanno determinato la fine delle varie tensioni. Per cui l&#8217;Etiopia continua a essere politicamente fragile. </p>



<p>A questo occorre aggiungere anche le<strong> diseguaglianze economiche</strong> emerse negli ultimi anni. La crescita registrata non ha riguardato tutti e non ha toccato le aree del Paese allo stesso modo. Sta sì crescendo progressivamente una classe media, ma le <strong>disparità</strong> rimangono molto evidenti. Sia tra un ceto e un altro che tra una regione (e quindi un&#8217;etnia) e un&#8217;altra. Addis Abeba vuole puntare a diventare potenza, ma l&#8217;impressione è che, prima di ogni altra cosa, è costretta a fare i conti con un terreno dove le radici sembrano non tenere il peso delle proprie ambizioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/etiopia-potenza-o-incompiuta.html">Il Paese che sogna da potenza regionale: cosa c&#8217;è dietro l&#8217;ascesa dell&#8217;Etiopia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il grande limbo del Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/il-buco-nero-del-corno-dafrica-dossier.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regione del Corno d'Africa è un'area fondamentale e complessa, dove il sangue e le tensioni non sembrano destinate a finire</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/il-buco-nero-del-corno-dafrica-dossier.html">Il grande limbo del Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221026114532798_77b6d50b90575253001801769224d310-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crocevia naturale dei flussi commerciali tra Oceano Indiano e Mediterraneo, porta orientale del continente e a poche miglia dalla Penisola arabica, il <strong>Corno d&#8217;Africa</strong> rappresenta una regione fondamentale, quanto spesso dimenticata, della politica internazionale. Eppure, nonostante questa sorta di oblio che sembra oscurarne i destini, in questi ultimi decenni gli eventi che si sono succeduti hanno e avrebbero dato modo di comprendere i rischi, i drammi e anche le enormi opportunità di un&#8217;area così complessa.</p>



<p>Dalla guerra tra Etiopia ed Eritrea fino alla guerra in Somalia, dall&#8217;esplosione del terrorismo islamico al fenomeno della pirateria, fino all&#8217;attuale conflitto che va in scena nel Tigrai, il Corno d&#8217;Africa si presenta come un&#8217;area dalla conflittualità latente e dai forti interessi geostrategici. Regione in cui i singoli Stati cercano sopravvivere e di elevarsi da uno stato di limbo per consolidarsi come attori autonomi e portatori di propri interessi nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Corno d&#8217;Africa è importante</h2>



<p>Per la sua posizione strategica &#8211; come dicevamo un punto di contatto tra le rotte commerciali ed energetiche che uniscono Oceano Indiano e Mar Rosso (quindi il Mediterraneo) &#8211; il Corno d&#8217;Africa ha da tempo attratto le mire di tutte le grandi e medie potenze interessate alla stabilità dell&#8217;area. Fondamentale, a tal proposito, <a href="https://www.agi.it/estero/news/2022-03-19/gibuti-siccita-si-salvano-solo-i-soldati-stranieri-16045404/">la corsa al possesso di basi nella piccola Gibuti</a>, che si è trasformata nel corso degli anni in un<strong> hub strategico </strong>per chiunque è interessato al controllo dell&#8217;area. Dall&#8217;Italia alla Francia, dagli Stati Uniti alla Cina fino allo stesso Giappone, diverse potenze hanno scelto di avere in quel fazzoletto di terra un proprio avamposto strategico. A queste, vanno poi aggiunte l&#8217;Arabia Saudita sempre a Gibuti, gli Emirati Arabi Uniti in Somalia, nella zona settentrionale, e la Turchia con la sua presenza militare a Mogadiscio. E la stessa Russia ha osservato con interesse, in questi ultimi anni, l&#8217;evoluzione militare dell&#8217;area puntando a un&#8217;installazione navale nella coste del Sudan (poi immobilizzata).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1024x976.jpg" alt="" class="wp-image-312750" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1024x976.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-300x286.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-768x732.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1536x1464.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-2048x1952.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>L&#8217;importanza del fronte marittimo, data dall&#8217;enorme flusso commerciale che passa attraverso Bab el Mandeb (ma non solo) è certificata non solo dalla presenza di numerose basi navali, ma anche dalle operazioni militari attuate intorno al Corno d&#8217;Africa. Dalle <strong>missioni antipirateria</strong> fino a numerose attività poste in essere da attori regionali sempre più attivi (come i movimenti di navi iraniane o israeliane) fino a spedizioni di unità di potenze storicamente estranee alla regione, le rotte che circondano l&#8217;area sono sempre più importanti e ritenute fondamentali vettori di influenza e di ricchezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;instabilità in Somalia</h2>



<p>A questo elemento si aggiunge l&#8217;elevata instabilità che negli ultimi anni ha caratterizzato soprattutto la <strong>Somalia</strong>, Paese che solo di recente ha potuto superare il rischio di essere ufficialmente considerato uno &#8220;Stato fallito&#8221;. La presenza di numerosi gruppi terroristi e separatisti legati alle frange più radicali dell&#8217;islamismo, <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">a partire da<strong> Al Shabaab</strong></a>, ha provocato non solo un conflitto con le forze regolari di Mogadiscio, ma anche con le forze internazionali coinvolte nella lotta al terrorismo, a cominciare dagli Stati Uniti. </p>



<p>Non va dimenticato, infatti, che nonostante quell&#8217;area orientale dell&#8217;Africa goda di un&#8217;attenzione inferiore sui media Usa, <a href="https://it.insideover.com/politica/occhio-stati-uniti-africa.html">l&#8217;impegno americano nella regione non si è mai interrotto</a>, specialmente attraverso l&#8217;uso di droni per colpire le potazioni nemiche. Obiettivi a cui si sono sommate spesso numerose vittime innocenti tra i civili. La <strong>Turchia</strong>, con la sua base militare a Mogadiscio, si è interessata per prima, sia come potenza mediorientale che Nato, ai destini della regione: e ora ne raccoglie i frutti grazie a un&#8217;intricata rete di influenze messe a repentagli soprattutto dall&#8217;inserimento degli Emirati Arabi Uniti a nord.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="863" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png" alt="" class="wp-image-272891" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png 863w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-253x300.png 253w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-768x912.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia.png 1617w" sizes="auto, (max-width: 863px) 100vw, 863px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo del conflitto in Etiopia</h2>



<p>Il conflitto in Etiopia ha confermato l&#8217;interesse internazionale per l&#8217;area anche se in assenza di un chiaro intervento diplomatico. La fornitura di droni (attuata anche da parte dei turchi) in favore delle forze etiopi ha certificato il <strong>sostegno cinese</strong> anche per evitare il rovesciamento del governo. Una penetrazione già attuato attraverso fondamentali investimenti di carattere strategico tra cui ferrovie e edifici pubblici utili a comprendere anche la nuova geografia delle influenze cinesi nel continente.</p>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> al momento attuano una politica &#8220;a fisarmonica&#8221;: da un lato volta ad aprire canali di dialogo, dall&#8217;altro lato ferma sulle sanzioni nei confronti di individui connessi ad attività lesive dei diritti umani. L&#8217;amministrazione Biden ha evitato di prendere posizione in modo netto, ed è una scelta dovuta in larga parte al difficile equilibrio che lega il complesso mosaico etiope e dell&#8217;intero Corno d&#8217;Africa. Una recente dichiarazione congiunta da parte di di Australia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e degli stessi Stati Uniti si è concentrata sulla richiesta a tutte le parti in guerra &#8220;di fermare immediatamente le offensive militari&#8221; e di &#8220;perseguire un accordo negoziato attraverso colloqui di pace sotto un processo guidato dall&#8217;Unione Africana&#8221;. A questa richiesta, si aggiunge invece la condanna nei confronti dell&#8217;Eritrea per essere intervenuta nel conflitto chiedendone il ritiro dall&#8217;Etiopia settentrionale.</p>



<p>La guerra, al momento, appare ancora di difficile risoluzione. Le ultime notizie parlano di un&#8217;avanzata dell&#8217;esercito federale etiopico su tre città del <strong>Tigrai</strong>: Shire, Alamata e Korem. I ribelli del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) non sembrano in grado di resistere <a href="https://formiche.net/2022/10/etiopia-eritrea-tregua-difficile/">alle mosse dell&#8217;esercito etiope sostenuto dagli eritrei</a>. E  Volker Turk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per gli Affari Esteri, ha parlato di &#8220;rischio significativo di escalation&#8221; dovuto alla &#8220;massiccia e continua mobilitazione di soldati e combattenti da parte delle varie parti in conflitto&#8221;. Una sensazione non diversa da quella del segretario generale dell&#8217;Onu, Antonio Guterres, che ha avvertito del rischio che la situazione della guerra in Etiopia diventi &#8220;fuori controllo&#8221;. Allarme che si inserisce nel contesto di un dramma umanitario fatto di abusi, violenze, carestia e grave mancanza di beni di prima necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una regione instabile</h2>



<p>La guerra si unisce anche ad altre questioni di natura regionale che coinvolgono il Corno d&#8217;Africa. In un inestricabile meccanismo di alleanze, partnership e conflitti più o meno latenti, non va infatti dimenticato infatti il pericolo di ulteriori crisi che risentono anche sia di questioni di carattere ambientale che in generale strategico. Un simbolo di questo rischio è dato dall&#8217;utilizzo della grande diga sul Nilo Azzurro: infrastruttura fondamentale per l&#8217;Etiopia e che ha già messo in allerta Egitto e Sudan per avere piena e regolare disponibilità di flussi d&#8217;acqua del fiume. Ad agosto, è stato annunciato dal governo di Addis Abeba <a href="https://www.open.online/2022/08/12/etiopia-completato-il-terzo-riempimento-della-diga-che-spaventa-egitto-e-sudan-il-premier-nilo-dono-di-dio-agli-etiopi/">il terzo riempimento</a> della <strong>Diga del Gran Rinascimento etiope (Gerd)</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-372754" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA30506083-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un capo profughi a Dollow, Somalia. (Foto Sally Hayden / SOPA Images/Sipa USA) </figcaption></figure>



<p>La notizia, proclamata con toni trionfalistici dal governo etiope, ha innescato nuovi allarmi e proteste sia da parte del Cairo che di Khartoum che temono il Paese del Corno d&#8217;Africa possa interrompere o comunque dosare la quantità d&#8217;acqua a valle per utilizzarla sia a scopo energetico che come leva negoziale. L&#8217;Etiopia ha più volte smentito che questa infrastruttura avrà un effetto limitante sulla distribuzione d&#8217;acqua lungo il corso del Nilo. Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi <a href="https://www.thenationalnews.com/mena/egypt/2022/10/17/el-sisi-says-egypt-determined-to-resolve-nile-dam-dispute-with-ethiopia/">ha chiesto il sostegno della comunità internazionale</a> per giungere a un accordo vincolante sul suo sfruttamento. Ma anche in questo caso, al momento non sembra essere prossimo un compromesso: elemento non di poco conto per un&#8217;area così grande, popolata, e che vive da sempre in lotta contro la scarsità d&#8217;acqua e ora con la ricerca di energia elettrica per sostenere lo sviluppo. Interessi in conflitto e così basilari possono essere la miccia per nuove e pericolose tensioni.</p>
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		<item>
		<title>In Etiopia entrano in azione i droni: cambia l&#8217;inerzia del conflitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/in-etiopia-entrano-in-azione-i-droni-cambia-l-inerzia-del-conflitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 16:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il premier Abiy Ahmed nei giorni scorsi è apparso in divisa lontano dai suoi uffici di Addis Abeba. Su Twitter è stato lui stesso a specificare di trovarsi al fronte, non lontano dalle prime linee dove l&#8217;esercito federale etiope combatte contro i tigrini del Tplf. Lui, premio Nobel per la pace nel 2019, ha voluto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-etiopia-entrano-in-azione-i-droni-cambia-l-inerzia-del-conflitto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-etiopia-entrano-in-azione-i-droni-cambia-l-inerzia-del-conflitto.html">In Etiopia entrano in azione i droni: cambia l&#8217;inerzia del conflitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abiy-ahmed.html">Abiy Ahmed</a> nei giorni scorsi <a href="https://twitter.com/AbiyAhmedAli/status/1464210290900410390">è apparso in divisa</a> lontano dai suoi uffici di Addis Abeba. Su <em>Twitter</em> è stato lui stesso a specificare di trovarsi al fronte, non lontano dalle prime linee dove l&#8217;esercito federale etiope combatte contro i tigrini del <strong>Tplf</strong>. Lui, <a href="https://it.insideover.com/politica/luci-e-ombre-del-nobel-per-la-pace-abiy-ahmed.html">premio Nobel per la pace nel 2019</a>, ha voluto dare l&#8217;idea di premier combattente pronto alla guerra in trincea per evitare la debacle. Un messaggio che forse ha avuto effetto. Il 24 novembre <strong>Haile Gebrselassie</strong>, leggenda dello sport etiope e campione olimpico dei 10.000 piani, ha rilanciato: &#8220;Se è necessario &#8211; <a href="https://www.nova.news/etiopia-ex-atleta-gebrselassie-si-schiera-con-il-governo-dagli-usa-indebite-pressioni-nel-conflitto/">ha dichiarato sui social</a> &#8211; mi recherò al fronte&#8221;. In tanti hanno deciso di essere reclutati nell&#8217;esercito. Una chiamata alle armi che sta dando i suoi frutti. Le forze di Addis Abeba hanno ripreso in mano l&#8217;iniziativa, respingendo per il momento le avanzate tigrine. Ma non è soltanto per la corsa al fronte che l&#8217;Etiopia sta preservando la stabilità della capitale. La chiave di volta molto probabilmente è rappresentata dai <strong>droni</strong>. Ne sono arrivati a centinaia e il loro uso ha messo in seria difficoltà gli avversari. La guerra potrebbe adesso prendere un&#8217;altra piega.</p>
<h2>Il fronte si allontana da Addis Abeba</h2>
<p>Nella capitale etiope a inizio novembre <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-sta-succedendo-in-etiopia.html">era stato decretato lo stato d&#8217;emergenza</a>. Il campanello d&#8217;allarme era arrivato dalla conquista tigrina di due città strategiche: <strong>Dessié</strong> e <strong>Kombolcha</strong>. Situate lungo l&#8217;autostrada A2, la più importante arteria che collega Addis Abeba al porto di Gibuti, la loro caduta in mano ai miliziani del Tplf aveva certificato sia l&#8217;esistenza di un&#8217;avanzata ribelle a 220 km dalla capitale e sia il taglio delle linee di rifornimento per i soldati federali. I tigrini erano riusciti a portare la guerra fuori dal <strong>Tigray</strong>, la loro regione di appartenenza in cui nel novembre 2020 il premier Abiy aveva dato il via a un&#8217;operazione militare contro il Tplf. Nel giugno scorso gli stessi tigrini non solo avevano già riconquistato l&#8217;intero Tigray, ma grazie anche a un&#8217;alleanza con ribelli oromo si erano portati nel cuore del resto del territorio etiope.</p>
<p>L&#8217;impressione era quella di un imminente arrivo delle linee del fronte ad Addis Abeba. La prospettiva di una <strong>capitolazione</strong> aveva colto tutti di sorpresa. Molti governi avevano intimato al proprio personale diplomatico non essenziale di lasciare il Paese. Il &#8220;gigante&#8221; del Corno d&#8217;Africa era prossimo alla deriva. Il 6 dicembre invece le notizie giunte dal fronte hanno iniziato a essere di ben altro tenore. Dessié e Kombolcha sono infatti<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/12/6/ethiopia-recapture-dessie-kombolcha-tigrayan-rebels"> tornate nelle mani dell&#8217;esercito federale</a>. Pochi giorni prima i generali etiopi avevano ordinato il via libera alla <strong>controffensiva</strong>. L&#8217;autostrada A2 è stata in gran parte liberata e le prime linee sono adesso lontane da Addis Abeba più di 400 km. La mobilitazione chiamata da Abiy nel momento della dichiarazione dello stato d&#8217;emergenza ha dato i suoi frutti. Nella più grande città del Paese il premier è popolare e buona parte dei cittadini supportano la sua linea politica dell&#8217;<strong>etiopianismo</strong>, fondata sulla costituzione di uno Stato centrale più forte e forgiato dai simboli comuni nazionali etiopi a dispetto invece del federalismo da sempre voluto dai tigrini. In tanti sono partiti, seguendo l&#8217;esempio del capo del governo e l&#8217;incitamento di Haile Gebrselassie, celebrità sportiva più ascoltata dagli etiopi.</p>
<h2>Il ruolo decisivo dei droni</h2>
<p>Il vero segreto della controffensiva di Abiy però è rappresentato dai droni. Da quando i tigrini hanno messo piede al di fuori della regione da cui è partita la guerra, l&#8217;esercito federale ha iniziato a stipare negli hangar decine di aerei senza pilota. Gli ultimi in ordine di tempo sono arrivati da <strong>Chengdu</strong>, città cinese in cui vengono fabbricati i <em>Wing Loong I</em>, visti in azione già in altri scenari come ad esempio in Libia. Secondo gli autori di <a href="https://www.oryxspioenkop.com/2021/10/wing-loong-is-over-ethiopia-chinese.html">un&#8217;inchiesta pubblicata sul sito specializzato <em>Oryx</em></a>, un aereo cargo partito da Chengdu è atterrato nella base etiope di <strong>Harar Media</strong> il 21 settembre scorso. Immagini satellitari nei giorni successivi avrebbero quindi notato l&#8217;uso, attorno alla pista della base militare, di dispositivi volti a far funzionare i droni. A inizio ottobre in alcuni video sono stati avvistati velivoli senza pilota sui cieli di <strong>Makallè</strong>, il capoluogo del Tigray. Anche se non confermato da Addis Abeba, l&#8217;uso dei droni da parte dell&#8217;esercito federale è un dato certo. Molti testimoni lungo le linee del fronte hanno parlato di esplosioni e raid derivanti da aerei pilotati da remoto.</p>
<p><a href="https://www.nova.news/etiopia-immagini-satellitari-confermano-lutilizzo-di-droni-cinesi-nel-conflitto/">Così come riportato da <em>AgenziaNova</em></a>, già prima dell&#8217;arrivo dei droni cinesi negli ambienti diplomatici era ritenuta probabile la vendita all&#8217;Etiopia di mezzi analoghi da parte di almeno tre Stati. In particolare <strong>Turchia</strong>,<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Iran</strong>. <em>AfricaIntelligence</em> il 15 novembre scorso <a href="https://www.africaintelligence.fr/afrique-est-et-australe_diplomatie/2021/11/15/offensive-tigreenne--addis-aligne-ses-drones-turcs-bayraktar-tb2,109704392-art">ha parlato dell&#8217;arrivo ad Addis Abeba</a> in estate di alcuni modelli dei <em>Bayraktar TB2</em>, di fabbricazione turca, a seguito dell&#8217;accordo di cooperazione militare siglato tra Abiy Ahmed e il presidente turco<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"> Recep Tayyip Erdogan</a>. Dall&#8217;Iran invece sono stati acquistati i <em>Mohajer-6</em>, mentre dagli Emirati gli <em>Ucav Vtol</em>. Il loro impiego sta permettendo all&#8217;esercito federale di avere il totale dominio sui cieli e di compiere raid mirati contro le postazioni tigrine. Le linee ribelli hanno quindi subito duri colpi, da qui un loro primo importante indietreggiamento.</p>
<p>Lo scenario che si profila all&#8217;orizzonte è molto simile a quello già visto nel 2020 in <strong>Nagorno &#8211; Karabakh</strong>, forse la prima vera guerra <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-dei-droni-sempre-piu-decisivo-nelle-guerre-del-futuro.html">in cui l&#8217;uso dei droni si è rivelato decisivo</a>. Buona parte del merito del successo azerbaigiano nel conflitto contro gli armeni è dovuto al massiccio impiego di aerei senza pilota, girati soprattutto dalla Turchia, in grado di mettere in crisi le postazioni avversarie. L&#8217;esempio etiope potrebbe quindi dimostrare ancora una volta come nei conflitti del futuro l&#8217;entrata in scena dei droni potrebbe essere la vera arma per indirizzare le sorti delle battaglie decisive.</p>
<h2>La reazione occidentale</h2>
<p>L&#8217;aiuto fornito dalla Cina all&#8217;Etiopia è ravvisabile anche a livello politico. Le poche immagini arrivate in queste settimane da Addis Abeba, hanno mostrato manifestazioni di cittadini in cui sono comparse bandiere cinesi. Di contro, il clima nella capitale etiope è apparso quantomeno ostile agli<strong> Stati Uniti</strong>. Lo stesso Haile Gebrselassie ha tuonato contro l&#8217;occidente: &#8220;Una cosa che voglio dirvi è che le potenze occidentali, che sono intervenute negli affari interni dell’Etiopia &#8211; si legge nelle sue dichiarazioni &#8211; colpirebbero quasi tutti gli africani e il resto del popolo nero&#8221;. Sotto accusa le recenti prese di posizione sia di Washington che di altri governi occidentali (Gran Bretagna, Canada, Australia, Danimarca e Paesi Bassi) contro Addis Abeba. In particolare, è stato puntato il dito contro possibili crimini compiuti dall&#8217;esercito federale e contro presunti<strong> arresti</strong> arbitrari di cittadini tigrini nella capitale. In un contesto del genere, l&#8217;Etiopia da alleato Usa nella regione potrebbe diventare un avamposto vicino a Pechino nel cuore del Corno d&#8217;Africa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-etiopia-entrano-in-azione-i-droni-cambia-l-inerzia-del-conflitto.html">In Etiopia entrano in azione i droni: cambia l&#8217;inerzia del conflitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Abiy Ahmed</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abiy-ahmed.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 07:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abiy Ahme Etiopia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abiy Ahmed è il primo ministro dell&#8217;Etiopia dal 2 aprile 2018. Di etnia oromo, la maggioritaria nel Paese ma anche tra le più emarginate, deve la sua fama internazionale al premio nobel per la pace ricevuto nel 2019 e alla sua immagine di giovane primo ministro modernizzatore. Tuttavia il nome di Abiy Ahmed è destinato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abiy-ahmed.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abiy Ahme Etiopia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Etiopia-Abiy-Ahmed-La-Presse-e1587145282676-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Abiy Ahmed</strong> è il primo ministro dell&#8217;<strong>Etiopia</strong> dal 2 aprile 2018. Di etnia <strong>oromo</strong>, la maggioritaria nel Paese ma anche tra le più emarginate, deve la sua fama internazionale al<a href="https://www.nobelprize.org/prizes/peace/2019/abiy/facts/"> premio nobel per la pace ricevuto nel 2019</a> e alla sua immagine di giovane primo ministro modernizzatore. Tuttavia il nome di Abiy Ahmed è destinato a essere legato anche alla <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-sta-succedendo-in-etiopia.html?utm_source=ilGiornale&amp;amp;utm_medium=article&amp;amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.244117637.1092187912.1636357689-587293415.1601365185#google_vignette">guerra</a> avviata dal suo governo nella regione etiope del <strong>Tigray</strong>.</p>
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		<title>Ecco cosa sta succedendo in Etiopia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-sta-succedendo-in-etiopia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 07:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=335198</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un gigante che rischia improvvisamente un collasso. É questa l&#8217;immagine che può rappresentare oggi l&#8217;Etiopia. Prima economia del Corno d&#8217;Africa, secondo Paese più popoloso del continente, esempio di sviluppo vantato dall&#8217;occidente, tutto questo nelle prossime settimane potrebbe essere soppiantato dalla deflagrazione sociale e politica della nazione. Gruppi di ribelli stanno avanzando verso la capitale Addis &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-sta-succedendo-in-etiopia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/etiopia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un gigante che rischia improvvisamente un collasso. É questa l&#8217;immagine che può rappresentare oggi l&#8217;<strong>Etiopia</strong>. Prima economia del<a href="https://it.insideover.com/autore/mauro-indelicato"> Corno d&#8217;Africa</a>, secondo Paese più popoloso del continente, esempio di sviluppo vantato dall&#8217;occidente, tutto questo nelle prossime settimane potrebbe essere soppiantato dalla deflagrazione sociale e politica della nazione. Gruppi di ribelli stanno avanzando verso la capitale<strong> Addis Abeba</strong>, verso cioè quella città che con il suo boom edilizio e le sue nuove infrastrutture all&#8217;avanguardia a un certo punto ha rappresentato l&#8217;essenza stessa dello sviluppo etiope. Il fatto stesso che il premier <strong>Abiy Ahmed</strong>, nobel per la pace del 2019, abbia esortato i cittadini della capitale a combattere è sintomatico di una situazione che sta sfuggendo di mano. Con conseguenze nefaste per l&#8217;intera regione.</p>
<h2>La guerra iniziata un anno fa</h2>
<p>Tutto è cominciato il 3 novembre 2020. Il governo di Addis Abeba <a href="https://it.insideover.com/guerra/letiopia-sullorlo-di-una-guerra-civile.html">si è scagliato contro quello regionale del Tigray</a>. Qui abitano buona parte dei cittadini di etnia tigrina, i quali rappresentano il 6% del totale della popolazione. Il principale partito tigrino è lo stesso che ha governato l&#8217;Etiopia dal 1991, dalla cacciata cioè di Menghistu, fino al 2018. Si tratta del <strong>Tplf</strong>, acronimo inglese di Fronte di Liberazione Popolare del Tigray. Una sigla pesante in ambito internazionale. Il capo dell&#8217;Oms,<strong> Tedros Ghebreyesus</strong>, è un esponente di spicco del partito ed è stato ministro degli Esteri negli ultimi anni di governo del Tplf. Poi nel 2018 è arrivata la svolta. Dopo una crisi interna all&#8217;esecutivo, si è scelto come nuovo premier Abiy Ahmed. Un oromo, etnia maggioritaria del Paese, non appartenente a quello che era fino ad allora il partito guida dell&#8217;Etiopia. Abiy dal canto suo ha provato a imporre subito la sua visione politica. Non più un Paese federale e diviso per etnie, bensì uno Stato più centralizzato caratterizzato dal cosiddetto &#8220;<em>etiopianismo</em>&#8220;, l&#8217;ideologia cioè che vede nella comune appartenenza alla storia e alla tradizione etiope il vero collante del Paese.</p>
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<p>Una visione del genere al Tplf non poteva andare bene. Significava di fatto perdere il prestigio anche nel Tigray, dopo aver già perso il potere ad Addis Abeba. E così sono nati screzi e scintille tra le due parti. L&#8217;ultima goccia è stata rappresentata dalle elezioni regionali tenute nell&#8217;ottobre 2020 nel Tigray. Il governo centrale di Abiy si era opposto alle consultazioni per motivi legati alla pandemia da coronavirus. Ma i governanti locali del Tplf, forti di una sicura vittoria schiacciante, hanno deciso di organizzare lo stesso le elezioni. Da Addis Abeba, il premier ha deciso di inviare l&#8217;esercito federale nel Tigray. Per Abiy si trattava della resa dei conti finale con l&#8217;ultima sigla in grado di opporsi al suo progetto politico. L&#8217;ultima finestra da chiudere con il passato prima di proiettarsi definitivamente al futuro. Questo forse perché spinto dall&#8217;appoggio internazionale dato dalla <strong>pace</strong> siglata con l&#8217;Eritrea nel 2018, <a href="https://it.insideover.com/politica/luci-e-ombre-del-nobel-per-la-pace-abiy-ahmed.html">che gli è valso il nobel per la pace</a>, e dalla buona reputazione mediatica del suo governo. Dopo un mese di operazioni militari, nel dicembre 2020 Abiy ha potuto rivendicare la conquista di <strong>Makallè</strong>, capoluogo del Tigray. Ma in quel momento il premier era forse il solo in Etiopia a credere veramente che la guerra fosse finita.</p>
<p><figure id="attachment_335284" aria-describedby="caption-attachment-335284" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335284 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1024x918.png" alt="" width="1024" height="918" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1024x918.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-300x269.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-768x689.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-1536x1378.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa-2048x1837.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/caos-etiopia-mappa.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-335284" class="wp-caption-text">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure></p>
<h2>L&#8217;avanzata dei tigrini</h2>
<p>Il Tplf aveva ben messo in conto di perdere terreno nell&#8217;immediato in caso di scontro militare. Ma i dirigenti del partito erano ben coscienti di due armi da poter giocare. La prima riguardava la conoscenza del territorio e il <strong>radicamento</strong> nella regione delle proprie forze. La seconda nel fatto che, dopo aver governato per 27 anni il Paese, all&#8217;interno dell&#8217;esercito ci sono ancora molti generali, non solo tigrini, più vicini al Tplf che ad Abiy. Ben presto nel Tigray ha fatto la sua comparsa la <strong>guerriglia</strong>. Giorno dopo giorno numerosi attacchi hanno iniziato a ledere la sicurezza delle forze federali mandate da Addis Abeba. L&#8217;inizio del 2021 è stato caratterizzato dalla riconquista di diverse località da parte del Tplf. A giugno la definitiva svolta: le forze tigrine hanno ripreso il capoluogo Makallè. Da quel momento in poi l&#8217;esercito etiope è passato dall&#8217;offensiva alla difensiva. Con il Tplf capace non solo di riconquistare gran parte del Tigray, ma anche di affondare i colpi anche nelle regioni di Afar e di Amhara. Progressivamente le milizie anti governative hanno preso terreno fino a spingersi non lontane da Addis Abeba.</p>
<h2>L&#8217;alleanza tra il Tplf e gli Oromo</h2>
<p>A favorire l&#8217;avanzata dei tigrini è stata l&#8217;intesa stipulata in estate con l&#8217;<strong>Ola</strong>, acronimo di <em>Oromo Liberation Army</em>. Quest&#8217;ultimo è un gruppo composto da miliziani di etnia Oromo, la stessa del premier Abiy, in lotta con il governo centrale e fautori della secessione della propria regione. L&#8217;Ola ha innescato scontri in varie parti del Paese, soprattutto in quelle ovviamente a maggioranza oromo. I propri combattenti si sono uniti con quelli del Tplf del Tigray, supportandoli nella loro battaglia contro Addis Abeba. La vicinanza tra i due gruppi secessionisti sta portando il conflitto in diverse zone dell&#8217;Etiopia, comprese quelle vicine alla capitale.</p>
<h2>Lo stato d&#8217;emergenza dichiarato dal premier Abiy</h2>
<p>La situazione per le autorità federali è precipitata a partire da fine ottobre. Il Tplf e l&#8217;Ola hanno iniziato ad avanzare lungo l&#8217;<strong>autostrada A2</strong>. Si tratta dell&#8217;arteria che unisce Addis Abeba con il capoluogo del Tigray, ma che si garantisce anche collegamenti verso <strong>Gibuti</strong>. L&#8217;Etiopia non ha sbocchi a mare, dunque il porto del piccolo Stato di Gibuti è essenziale per la propria economia. Gli ultimi giorni di ottobre i ribelli hanno conquistato molto terreno. L&#8217;aviazione etiope ha provato a contrastare l&#8217;avanzata, ma senza ottenere risultati. Le truppe federali hanno dimostrato molta vulnerabilità e al momento non riescono ad attuare alcuna controffensiva.</p>
<p>Lo si è visto soprattutto nei combattimenti attorno le strategiche cittadine di <strong>Dessié</strong> e <strong>Kombolcha</strong>, poste lungo l&#8217;autostrada A2 e importanti per i collegamenti per Gibuti e i rifornimenti da far arrivare nella capitale. Le due località sono cadute in mano ribelli, costringendo il governo a dichiarare lo stato d&#8217;emergenza. Abiy ha esortato tutti i cittadini di Addis Abeba a impugnare le armi e a prepararsi a difendere la metropoli. Sono state imposte misure straordinarie, compreso il coprifuoco e il divieto di manifestazioni. L&#8217;Etiopia oramai è entrata in una fase di guerra generale, comprendente l&#8217;intero suo territorio.</p>
<h2>Gli sviluppi futuri</h2>
<p>Nella giornata dello scorso 4 novembre i ribelli tigrini e oromo hanno ufficialmente annunciato la nascita di una coalizione denominata <em>United Front of Ethiopian Federalist Forces</em>. Al suo interno, oltre al Tplf e all&#8217;Ola, ci sono altre sette sigle di altrettante forze etniche anti governative. L&#8217;avanzata verso Addis Abeba ha favorito l&#8217;emersione di alleanze federaliste. Tuttavia la caduta della capitale non sembra imminente. Attualmente il fronte è lontano dalla città circa 300 km. Le avanguardie ribelli più vicine sono quelle oromo, meno equipaggiate e meno numerose di quelle tigrine. Possibile ipotizzare, da parte degli anti governativi, una strategia volta a isolare Addis Abeba ma non a conquistarla nell&#8217;immediato.</p>
<p>Abiy Ahmed dal canto suo sta rischiando di non avere più alcun appoggio internazionale. <strong>Usa</strong> e <strong>Russia</strong> hanno intimato ai propri cittadini di lasciare il Paese il prima possibile. Da Washington sono arrivate pressioni per un cessate il fuoco e l&#8217;apertura di un dialogo. Circostanza però negata da parte degli attori chiamati in causa. Possibile si arrivi a uno stallo militare, capace però di aumentare le sofferenze della popolazione e di affossare l&#8217;economia etiope.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-sta-succedendo-in-etiopia.html">Ecco cosa sta succedendo in Etiopia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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