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	<title>Abdelmadjid Tebboune Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abdelmadjid Tebboune Archives - InsideOver</title>
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		<title>Algeria e Francia ai ferri corti: guerra degli ambasciatori per il Sahara Occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/algeri-ritira-l-ambasciatore-da-parigi-e-gelo-tra-i-due-paesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 14:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Motivo del contendere è il Sahara Occidentale: Macron ha infatti deciso di appoggiare i piani e le ambizioni del Marocco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeri-ritira-l-ambasciatore-da-parigi-e-gelo-tra-i-due-paesi.html">Algeria e Francia ai ferri corti: guerra degli ambasciatori per il Sahara Occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412105029494_3a9bb2af60bbbe95956abe8df451b110-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel pieno dei giochi olimpici di Parigi, il Governo di Algeri ha deciso di<strong> ritirare il proprio ambasciatore dalla Francia</strong> e ha così avviato una crisi politica e diplomatica con l&#8217;Eliseo che, dai tempi della guerra di indipendenza degli anni Sessanta, ha pochi precedenti. Il motivo riguarda l&#8217;oggetto del contendere più importante per la politica algerina e per quella del suo poco amato vicino, il Marocco: ossia il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara Occidentale</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta di Macron sul Sahara Occidentale</h2>



<p>Il braccio di ferro tra Parigi e Algeri è partito nell&#8217;ultima settimana di luglio, quando dall&#8217;Eliseo il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha inviato una nota al re del Marocco, Mohammed VI, per esprimere il proprio appoggio al piano di Rabat sul Sahara Occidentale. In particolare, il capo dell&#8217;Eliseo ha dato il suo definitivo disco verde al cosiddetto &#8220;<strong>piano sull&#8217;autonomia</strong>&#8221; proposto, già nell&#8217;ottobre del 2007, dal governo marocchino in sede Onu.</p>



<p>Si tratta del progetto con il quale il regno nordafricano mira a chiudere la questione legata al Sahara Occidentale. Rabat infatti, secondo le linee guida del piano, si impegna a garantire autonomia alla regione in cambio però del definitivo riconoscimento della propria sovranità. Il Sahara Occidentale, è bene ricordarlo, è l&#8217;ex colonia spagnola situata a Sud del Marocco che l&#8217;Onu considera dal 1975 (anno dell&#8217;addio di Madrid alla regione) come &#8220;<strong>territorio non autonomo</strong>&#8220;.</p>



<p>Secondo Rabat, il Sahara Occidentale in realtà è un pezzo del proprio Paese non ancora pienamente riconosciuto come tale a livello internazionale. Non è dello stesso avviso il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-fronte-del-polisario.html">Fronte del Polisario</a>, l&#8217;organizzazione entrata in guerra contro il Marocco oltre 40 anni fa, che aspira invece all&#8217;indipendenza della regione. Attualmente, Rabat controlla <em>de facto</em> due terzi del Sahara Occidentale, il Polisario invece una striscia di deserto corrispondente a un terzo del territorio.</p>



<p>Con la mossa resa nota da Macron, la Francia non riconosce la regione contesa quale parte integrante del Marocco ma, per l&#8217;appunto, considera il piano marocchino sull&#8217;autonomia &#8220;l&#8217;unico applicabile&#8221;. Allineandosi così a Paesi quali <strong>Spagna</strong> e <strong>Germania</strong>, i cui governi da alcuni anni hanno espresso analogo parere per il piano di Mohammed VI. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ira di Algeri</h2>



<p>Ma l&#8217;Algeria non ci sta. Il Governo di Algeri è da sempre ai ferri corti con il Marocco proprio per lo status della regione in questione. Il Governo del Polisario è ospitato nella provincia algerina di Tindouf ed è finanziato e armato dalle autorità algerine. Queste ultime sono accusate dal Marocco di sostenere apertamente il terrorismo e i propositi bellici del Polisario, ma Algeri ha sempre ribattuto sostenendo che la presenza marocchina nel Sahara Occidentale è da considerare &#8220;<strong>illegittima</strong>&#8221; e di stampo &#8220;<strong>neo coloniale</strong>&#8220;. Per questo, dopo aver appreso del cambio di passo della Francia sulla questione, il governo del presidente <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong> ha scelto la linea politicamente più dura possibile: il richiamo del proprio ambasciatore a Parigi. La nota con cui è stato annunciato il ritiro del rappresentante diplomatico è piuttosto dura sia con la Francia che con il Marocco: &#8220;Le potenze coloniali, vecchie e nuove &#8211;<a href="https://www.agenzianova.com/news/sahara-occidentale-macron-appoggia-il-piano-del-marocco-lalgeria-ritira-lambasciatore-in-francia/"> si legge nella nota</a> &#8211; sanno riconoscersi e comprendersi e darsi una mano a vicenda”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parigi e Algeri mai così lontane</h2>



<p>L&#8217;Algeria ha anche<strong> minacciato blocchi economici e boicottaggi</strong>, come già accaduto nel 2022 con la Spagna a seguito del via libera al piano marocchino dato allora da Madrid. Il litigio tra le due sponde del Mediterraneo preoccupa e non poco: dalla fine della guerra di indipendenza, raramente tra Parigi e Algeri si era arrivati a passi diplomatici così netti.  Segno di come, ancora oggi, la questione del Sahara Occidentale agita il Nord Africa: il Marocco fa della vicenda il perno della propria politica estera, l&#8217;Algeria dal canto suo non demorde e mantiene la propria posizione e il proprio sostegno al Polisario. La regione fa gola per diversi motivi: è un approdo importante verso l&#8217;Atlantico, approdo che l&#8217;Algeria ha sempre desiderato, nel sottosuolo ci sono alcuni dei più grandi giacimenti di fosfato e, cosa forse più importante, la questione è un modo per Rabat e Algeri per <strong>contendersi anche una certa sfera di influenza </strong>all&#8217;interno dell&#8217;area nordafricana e non solo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Così l&#8217;Algeria è diventata una nazione strategica e indispensabile</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/algeria-nazione-strategica-e-indispensabile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1050" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="algeria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2.jpg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p>Fino a qualche anno fa pochi avrebbero immaginato che l’Algeria sarebbe diventata letteralmente indispensabile per il sostentamento energetico dell’Europa. Riuscendo a cavalcare alla grande il boom delle esportazioni di energia, il Paese nordafricano sta flettendo i muscoli economici nel tentativo di rafforzare l’economia, consolidare il sistema politico e oliare la sua diplomazia. Algeri, il più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/algeria-nazione-strategica-e-indispensabile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1050" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="algeria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2.jpg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111706423_9143f84de38bebf1613e20c6dc1231b2-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p>Fino a qualche anno fa pochi avrebbero immaginato che l’<strong>Algeria</strong> sarebbe diventata letteralmente indispensabile per il sostentamento energetico dell’Europa. Riuscendo a cavalcare alla grande il boom delle esportazioni di energia, il Paese nordafricano sta flettendo i muscoli economici nel tentativo di rafforzare l’economia, consolidare il sistema politico e oliare la sua diplomazia. </p>



<p>Algeri, il più grande esportatore di gas naturale dell’Africa, sta capitalizzando al meglio, da un lato, la rivalità tra il blocco occidentale e la <strong>Russia</strong>, dall’altro la <strong>crisi energetica</strong> in corso. Una crisi che ha spinto i governi europei a cercare partner alternativi per sostituire le esportazioni di gas e petrolio russo, bloccate da sanzioni e limitazioni in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. </p>



<p>In uno scenario del genere, la piccola Algeria è diventata grande. Molto più grande di quanto potesse aspettarsi. Basti pensare che, diventata ormai fornitrice vitale di gas per l’Europa, dall’inizio del conflitto Algeri ha raccolto <strong>ingenti</strong> <strong>profitti</strong> derivanti dalle esportazioni di energia. L’anno scorso gli introiti hanno superato il tetto dei 50 miliardi di dollari, rispetto ai 34 miliardi del 2021 e ai 20 del 2020. Calcolatrice alla mano, si tratta di un balzo in avanti di 30 miliardi di dollari in più nell’arco di appena due anni. </p>



<p>In generale, l’<strong>economia algerina </strong>ha continuato a crescere nella prima metà del 2022, guidata dal ritorno della produzione di petrolio ai livelli pre pandemia, dalla ripresa del settore dei servizi e da un’attività agricola più rigorosa. Secondo i dati dell’ultima edizione dell’Algeria Economic Update realizzata dalla <a href="https://documents1.worldbank.org/curated/en/099515101042323665/pdf/IDU04fda430200ad7041ff09aeb02ce1453d7bbc.pdf">Banca Mondiale</a>, la ripresa dovrebbe continuare senza alcun dubbio in tutto il 2023. Dopo essere cresciuto di circa il 59% nei primi sei mesi del 2022, e aver raggiunto il picco a giugno, il prezzo medio delle esportazioni di idrocarburi algerini ha perso circa il 26% nel terzo trimestre del 2022.&nbsp;Tanto è tuttavia bastato all’Algeria per aggiudicarsi un <strong>ruolo geopolitico</strong> inaspettato e delicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il laboratorio Algeria</h2>



<p>L’Algeria si candida a diventare un interessante laboratorio. Il presidente <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong> ha chiesto nel novembre 2022 di entrare a far parte del gruppo <strong>Brics </strong>delle economie emergenti, insieme a Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. </p>



<p>In un secondo momento, il suo governo ha firmato vari accordi con la Cina<strong> </strong>relativi alla <strong><em>Belt and Road Initiative</em></strong> su energia, infrastrutture e perfino esplorazione spaziale. A proposito di Pechino, in Algeria, dal 2000 al 2014, il gigante asiatico ha costruito 13 mila chilometri di nuove strade e 3 mila ferrovie, in più a stadi, dighe, porti e raffinerie. Sono inoltre in programma aeroporti, moschee e un porto. </p>



<p>Ci troviamo di fronte ad un classico rapporto <em>win-win</em>. Gli algerini intendono trasformare il loro Paese sfruttando una rivoluzione infrastrutturale – e quindi investendo fondi pubblici per la costruzione di strade e collegamenti, capaci a loro volta di rilanciare l’industria – mentre i cinesi, che hanno tutti i mezzi per realizzare i sogni di Algeri (imprese statali pronte a operare con prezzi imbattibili, puntualità e qualità delle opere) hanno intenzione di <strong>espandere la loro influenza</strong> nel nord Africa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-380391" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115111942442_cb32883a7c2cd7390223c18d7c8417fa-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune durante il 31esimo vertice della Lega Araba ad Algeri il 2 novembre 2022. Foto: EPA.</figcaption></figure>



<p>È proprio la vicinanza alla Cina, ma soprattutto alla <strong>Russia</strong>, che ha spinto il governo algerino al centro di numerose polemiche. Come ha sottolineato <em>Foreign Policy</em>, a settembre la deputata del Congresso Usa Lisa McClain ha pubblicato una lettera, firmata da lei insieme ad altri 26 parlamentari e inviata al Segretario di Stato Usa Antony Blinken, nella quale ha fatto presente che le &#8220;le crescenti relazioni dell&#8217;Algeria con la Russia rappresentano una minaccia per tutte le nazioni del mondo&#8221;. </p>



<p>Nella missiva si cita l’acquisto algerino dalla Russia di oltre 7 miliardi di dollari di armi<strong> </strong>nel corso del 2021, comprensivo di aerei da combattimento russi, incluso il <strong>Sukhoi 57</strong>. &#8220;Gli Stati Uniti devono inviare un messaggio chiaro al mondo che il sostegno a Vladimir Putin e i barbari sforzi bellici del suo regime non saranno tollerati&#8221;, hanno scritto i legislatori. Chiaro il messaggio: Washington e i suoi alleati chiedono ai partner di tagliare i legami economici con il Cremlino indipendentemente dai loro interessi sovrani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il jolly algerino</h2>



<p>Ebbene, l’Algeria non ha alcuna intenzione di farsi rovinare il momento d’oro. È anche per questo motivo che l&#8217;Algeria ha cercato di aderire ai Brics: per diversificare le relazioni estere e proteggere le sue crescenti opportunità economiche come esportatore di energia. </p>



<p>Tornando alla Cina, Pechino è stato il principale esportatore in Algeria dal 2013, sostituendo l&#8217;ex potenza coloniale francese. Nel frattempo, la Russia fornisce circa l&#8217;80% delle armi dell&#8217;Algeria, rendendo Algeri il <strong>terzo importatore di armi</strong> da Mosca, dopo India e Cina. Come se non bastasse, a novembre Algeri e Mosca hanno tenuto esercitazioni militari congiunte vicino al confine marocchino. </p>



<p>Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha visitato l&#8217;Algeria nel maggio 2022. Durante la visita di stato del presidente cinese Xi Jinping in Arabia Saudita il mese scorso, ha incontrato il primo ministro algerino <strong>Aymen Benabderrahmane</strong>, e i due hanno promesso di rafforzare ulteriormente le relazioni. </p>



<p>&#8220;L&#8217;Algeria vorrebbe sicuramente entrare a far parte dei Brics. La domanda è se saremo accettati, perché ci sono determinati <strong>obblighi</strong>. Dobbiamo portare alcuni dei nostri atti legislativi a uno standard comune&#8221;, ha dichiarato il mese scorso il governatore di Algeri Mohamed Abdenour Rabehi all&#8217;agenzia di stampa statale russa <em>Sputnik</em>. </p>



<p>Sul fronte europeo, poche settimane fa <strong>Sonatrach</strong>, la compagnia petrolifera statale algerina, e la società tedesca del gas VNG hanno firmato un contratto per la costruzione del primo impianto di idrogeno verde ad Algeri, che produrrà&nbsp;50 megawatt&nbsp;di elettricità dall&#8217;energia solare.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;Algeria si sta anche attrezzando per vendere la sua <strong>capacità elettrica</strong> di riserva all&#8217;Europa, spingendo a raddoppiare le esportazioni di gas per raggiungere i 100 miliardi di metri cubi all&#8217;anno, rispetto ai 56 miliardi di metri cubi all&#8217;anno nel 2022. </p>



<p>Ricordiamo che l’Algeria è un importante produttore di idrocarburi. Il Paese&nbsp;ha fornito&nbsp;circa il 10% delle importazioni di gas dell&#8217;Ue nel 2020-2021 (rendendolo la terza fonte di gas straniero, dopo Russia e Norvegia) e circa il 3% delle sue importazioni di petrolio.&nbsp;</p>



<p>Da quando l&#8217;Europa ha cercato di allontanarsi dai combustibili fossili, anche l&#8217;<strong>energia rinnovabile</strong> è diventata un’importante risorsa per l&#8217;Algeria. È il decimo paese più grande del mondo e il più grande dell&#8217;Africa, con quasi 2,4 milioni di chilometri quadrati di terra e oltre 1.600 km di costa. Il Sahara costituisce gran parte della sua superficie. Questi potrebbero consentire più di 3 mila ore di luce solare annuale. Non a caso, l&#8217;Algeria costruirà uno dei più grandi campi solari del mondo.</p>
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		<title>Perché Draghi blinda l&#8217;asse con l&#8217;Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gas-energia-investimenti-perche-draghi-blinda-lasse-con-lalgeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 16:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[nord Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mario Draghi ad Algeri (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;In questi mesi l&#8217;Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese&#8221;. Basterebbe queste parole rilasciate ad Algeri dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, per capire l&#8217;importanza del vertice nel Paese nordafricano. E quanto affermato dopo l&#8217;incontro con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune testimonia che il percorso intrapreso negli ultimi mesi sia quello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-energia-investimenti-perche-draghi-blinda-lasse-con-lalgeria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mario Draghi ad Algeri (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIRjUfuTZ1WNWQv7tJY_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;In questi mesi l&#8217;Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese&#8221;. Basterebbe queste parole rilasciate ad Algeri dal presidente del Consiglio, <strong>Mario Draghi</strong>, per capire l&#8217;importanza del vertice nel Paese nordafricano. E quanto affermato dopo l&#8217;incontro con il presidente algerino <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong> testimonia che il percorso intrapreso negli ultimi mesi sia quello di un rapporto sempre più consolidato tra i due Stati.</p>
<p>Il gas, in un periodo non solo caratterizzato dalla crisi energetica ma anche della volontà di diversificare le fonti e di raggiungere il traguardo della complessa transizione ecologica, resta un elemento centrale. L&#8217;annuncio del colosso dell&#8217;energia algerino, <strong>Sonatrach</strong>, sull&#8217;aumento di ulteriori quattro miliardi di metri cubi di gas già per il 2022 conferma quella che lo stresso Draghi ha definito una &#8220;accelerazione&#8221; in questo costante e progressivo avvicinamento di <strong>Algeri</strong> con Roma. Ma se la questione dell&#8217;approvvigionamento energetico è un punto essenziale della strategia italiana e algerina, essa racchiude inevitabilmente una serie di dinamiche geopolitiche che non possono essere sottovalutate e che anzi ribadiscono l&#8217;importanza di questo asse costruito nel corso di anni.</p>
<p>La partnership tra i due Paesi, legati a doppio filo dalla fornitura di &#8220;oro blu&#8221; diventa infatti il volano per un insieme di questioni che fanno da cornice a tutto un complesso effetto-domino sul fronte nordafricano e mediterraneo. Lo sanno sia Draghi che Tebboune e non a caso il premier italiano ha detto che i due governi &#8220;continuano a lavorare insieme per la pace nel <strong>Mediterraneo</strong>, a partire dalla crisi libica e dalle difficoltà che affronta la Tunisia&#8221; soffermandosi sul &#8220;contributo decisivo alla stabilità di questi Paesi&#8221;. L&#8217;impressione è che quello che sta trasformando i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo non è &#8220;solo&#8221; <strong>gas</strong>, ma anche una vera e propria transizione geostrategica che fa sì che oggi l&#8217;Algeria debba essere considerato a tutti gli effetti uno dei pochi Paesi nordafricani che garantiscono all&#8217;Italia stabilità e ottimi rapporti diplomatici. A eccezione del Marocco, che appare comunque più distante dal cosiddetto &#8220;estero vicino&#8221; italiano, in Nordafrica assistiamo alla fragilità del sistema politico e sociale tunisino e al caos libico, dilaniato da una guerra &#8220;infinita&#8221;, mentre le relazioni con l&#8217;Egitto scontano inevitabilmente gli effetti disastrosi del tragico caso Regeni. L&#8217;Algeria diventa dunque l&#8217;unico Stato capace di assicurare rapporti stabili e con un sistema definito e strutturato.</p>
<p>La conferma di questo sviluppo complessivo dei rapporti sul binario italo-algerino è data anche dalla diversità degli accordi siglati tra i due esecutivi nel IV vertice intergovernativo di Algeri. Sono <strong>15 i documenti firmati</strong> oggi tra le due delegazioni. E se il gas è ovviamente centrale &#8211; come del resto ha fatto sapere lo stesso presidente <span class="hilg1">Tebboune parlando di un accordo dal valore di circa 4 miliardi di dollari tra </span>Occidental, Eni e Total &#8211; non vanno sottovalutati i diversi protocollo su energie rinnovabili, infrastrutture strategiche algerine, sul fronte giudiziario, sulle imprese che operano nei due Paesi, la cooperazione scientifica, industriale e tecnologica fino a quella culturale. Un quadro di riferimento a tutto tondo che sembra essere la testimonianza di una nuovo orientamento della politica mediterranea italiana rivolto in particolare al gigante nordafricano. E dal momento che l&#8217;Algeria è anche il principale partner della Russia nella regione, è possibile che la rinnovata importanza del Paese nordafricano anche per l&#8217;agenda italiana possa essere il preludio per una nuova centralità di Algeri nel complesso scacchiere del Mediterraneo africano.</p>
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		<title>In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 07:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-2048x1345.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria è stato lanciato un nuovo hashtag come segno di una nuova mobilitazione popolare. La campagna questa volta si chiama #PasUnCrime o #NotACrime, a seconda se si sceglie la versione francese oppure in lingua inglese. Questa volta l&#8217;obiettivo è non spegnere i riflettori su quella che è la situazione nel Paese nordafricano sul fronte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-2048x1345.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Algeria</strong> è stato lanciato un nuovo <b>hashtag</b> come segno di una nuova <strong>mobilitazione popolare</strong>. La campagna questa volta si chiama <em>#PasUnCrime</em> o <em>#NotACrime</em>, a seconda se si sceglie la versione francese oppure in lingua inglese. Questa volta l&#8217;obiettivo è non spegnere i riflettori su quella che è la situazione nel Paese nordafricano sul fronte del rispetto dei <strong>diritti umani</strong> e della<strong> libertà di parola</strong>. L&#8217;Algeria, come si sa, ha vissuto un importante stravolgimento a partire dal febbraio 2019, mese in cui sono partite le proteste contro l&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-abdelaziz-bouteflika.html">Abdelaziz Bouteflika</a>. Ammalato e percepito come simbolo e sintesi di un &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; sempre più lontano dal popolo, le manifestazioni<a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html"> hanno costretto alle sue dimissioni</a>. Ma da allora l&#8217;opinione pubblica algerina non è riuscita a raggiungere il suo vero scopo, quello cioè di iniziare a dar vita a una vera democrazia.</p>
<h2>La legge anti terrorismo del 2020</h2>
<p>Il potere politico algerino ha sì subito un momento di profondo cambiamento e di destabilizzazione dei suoi delicati equilibri interni. Ma, alla lunga, non sembra essere stato scalfito in modo significativo. <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html">L&#8217;elezione come nuovo presidente di Abdelmadjid Tebboune</a> avvenuta nel dicembre 2019, è stata percepita da buona parte della società algerina come una &#8220;soluzione interna&#8221; al potere stesso. Non quindi come uno stravolgimento vero e proprio. Circostanza che non ha spento le proteste, soprattutto ad <strong>Algeri</strong> e nelle grandi città. Si è così costituito il cosiddetto &#8220;movimento <strong>Hirak</strong>&#8220;, un&#8217;unione di formazioni, associazioni e sindacati che hanno continuato a organizzare proteste e a chiedere ulteriori riforme. Nel mirino dei manifestanti la <strong>corruzione</strong>, la presenza di personaggi troppo legati al precedente governo di Bouteflika, oltre che una condanna alla perdurante <strong>crisi economica</strong> aggravata poi dall&#8217;emergenza coronavirus.</p>
<p>L&#8217;Algeria infatti ha subito gravi perdite e un ulteriore allargamento del proprio debito, con il governo più volte sul punto di intervenire sul welfare. Un <strong>malcontento</strong> popolare a cui si è però reagito a un certo punto con la linea della fermezza. Nell&#8217;aprile del 2020, in particolare, è stata approvata la <strong>legge anti terrorismo</strong>. All&#8217;interno del documento c&#8217;è un articolo che ha aperto la strada all&#8217;incarcerazione per reati legati all&#8217;espressione della propria opinione. <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">Si tratta del cosiddetto articolo 87bis</a>, in cui gli autori di slogan, frasi o articoli di giornale considerati derisori contro il governo appaiono potenzialmente accusabili di attentato alle autorità e terrorismo. <a href="https://www.africarivista.it/algeria-onu-preoccupata-da-derive-delle-leggi-antiterrorismo/195964/">Sull&#8217;articolo 87 bis è stata espressa preoccupazione anche dall&#8217;Alto Commissariato dell&#8217;Onu per i diritti umani</a>, secondo cui una norma del genere comprende &#8220;un&#8217;ampia varietà di reati&#8221; e questo &#8220;contrasterebbe con i principi di certezza del diritto&#8221;.</p>
<p>Per molte associazioni algerine, quella legge ha dato il via libera a una vera <strong>repressione</strong>. Da allora sarebbero decine le persone finite in galera per via della propria attività giornalistica oppure per quanto scritto sui social. Attivisti condannati e a volte anche morti all&#8217;interno delle carceri, come nel caso più recente di <strong>Hakim Debbazi</strong>, arrestato e febbraio e deceduto il 24 aprile scorso.<a href="https://www.aps.dz/algerie/139865-la-mort-du-detenu-hakim-debbazi-etait-naturelle-l-affaire-a-ete-traitee-conformement-aux-lois-de-la-republique"> Ufficialmente per cause naturali</a>, ma in molti vorrebbero vederci chiaro attorno la vicenda.</p>
<h2>La campagna #PasUnCrime</h2>
<p>Proprio la morte di Debbazi ha scatenato diverse proteste, culminate poi con l&#8217;iniziativa di diverse organizzazioni volta a lanciare una campagna mediatica per non far spegnere i riflettori sulle presunte violazioni dei diritti umani in Algeria. Partita il 19 maggio, la campagna #PasUnCrime terminerà il prossimo 28 maggio. Una data non casuale: è infatti il terzo anniversario dalla morte di<strong> Kamel Eddine Fekhar</strong>, primo attivista deceduto nelle carceri algerine dopo l&#8217;inizio delle proteste del 2019. Una morte arrivata dopo 50 giorni di sciopero della fame decretato dallo stesso attivista dopo le accuse di incitamento all&#8217;odio raziale e di pericolo provocato alla sicurezza dello Stato piovute a suo carico. Un nome quindi diventato icona tra i sostenitori del movimento Hirak e tra le organizzazioni che si battono per i diritti umani in Algeria.</p>
<p>Nelle motivazioni descritte nel comunicato delle 38 organizzazioni che aderiscono alla campagna #PasUnCrime, sono stati denunciati i 300 arresti dall&#8217;inizio del 2022 legati a reati riconducibili alla libertà di espressione. Un numero reso noto da <strong>Zaki Hannache</strong>, uno dei più noti attivisti algerini. &#8220;Le autorità algerine hanno posto fine alle proteste pro-democrazia di &#8220;Hirak&#8221; nella maggior parte del paese un anno fa &#8211; <a href="https://lematindalgerie.com/plusieurs-ong-appellent-le-regime-a-cesser-les-violations-des-libertes/">si legge nel comunicato di lancio dell&#8217;iniziativa #PasUnCrime</a> &#8211; Da allora si sono moltiplicati i procedimenti giudiziari per accuse di terrorismo infondate, sono state adottate problematiche modifiche al codice penale, sono state avviate azioni legali contro organizzazioni della società civile e partiti politici di opposizione, repressione contro difensori, si sono intensificate le organizzazioni per i diritti e i media, mentre le autorità continuano ostacolare la registrazione e il funzionamento dei sindacati indipendenti&#8221;.</p>
<p>Alla campagna aderiscono in totale 38 sigle: &#8220;La campagna &#8211; si legge ancora nel comunicato diramato sui media algerini nei giorni scorsi &#8211; invita tutti gli individui, le organizzazioni e le parti interessate a contribuire alla richiesta collettiva di porre fine alla criminalizzazione dell&#8217;esercizio delle libertà fondamentali in Algeria, utilizzando l&#8217;hashtag #PasUnCrime&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Preoccupa sempre di più la repressione politica in Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 13:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Algeria si sta avviando, non senza tensioni, verso il terzo anniversario dell&#8217;inizio delle proteste che hanno sconvolto il quadro politico del Paese nordafricano. Nel febbraio 2019 migliaia di persone, soprattutto studenti e lavoratori, all&#8217;annuncio dell&#8217;allora presidente Abdelaziz Bouteflika di ricandidarsi alle presidenziali sono scese in piazza chiedendo un immediato ritiro della decisione. É nato così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">Preoccupa sempre di più la repressione politica in Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Algeria si sta avviando, non senza tensioni, verso il terzo anniversario dell&#8217;inizio delle <strong>proteste</strong> che hanno sconvolto il quadro politico del Paese nordafricano. Nel febbraio 2019 migliaia di persone, soprattutto studenti e lavoratori, all&#8217;annuncio dell&#8217;allora presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-abdelaziz-bouteflika.html">Abdelaziz Bouteflika</a> di ricandidarsi alle presidenziali sono scese in piazza chiedendo un immediato ritiro della decisione. É nato così il movimento &#8220;<strong>Hirak</strong>&#8220;, capace di radunare decine di sigle sindacali e di varie associazioni. Da allora cosa è realmente cambiato?</p>
<h2>L&#8217;aumento della repressione</h2>
<p>In un primo momento l&#8217;aspetto delle manifestazioni era pacifico. Anche perché le proteste hanno aperto una breccia nel &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; algerino, già lacerato in vista della successione a Bouteflika. L&#8217;<strong>esercito</strong>, in particolare, ha abbandonato il cerchio ristretto attorno all&#8217;ex presidente che di fatto governava l&#8217;Algeria. É bene ricordare infatti che le capacità di assolvere alle sue funzioni da parte di Bouteflika erano fortemente compromesse. Un ictus ha colpito l&#8217;ex presidente nel 2013 che da allora è stato costretto alla sedia a rotelle e non ha più avuto la necessaria lucidità per rimanere costantemente a lavoro. Il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito, <strong>Ahmed Gaid Salah</strong>, ha quindi preso la palla al balzo schierandosi con i manifestanti ed evitando ogni repressione. L&#8217;aria però è cambiata progressivamente nei mesi successivi. Con Bouteflika costretto non solo al ritiro della candidatura ma anche alle <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">dimissioni</a> nell&#8217;aprile 2019, il potere algerino ha iniziato a temere un crollo verticale dell&#8217;intero sistema politico.</p>
<p>E allora i movimenti di giovani e studenti hanno iniziato a essere visti con maggior sospetto. Mentre la transizione post Bouteflika ufficialmente si è conclusa nel dicembre 2019 con <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">l&#8217;elezione a presidente di Abdelmadjid Tebboune</a>, in tanti tra i manifestanti non hanno mai creduto a un reale cambiamento all&#8217;interno del cerchio del potere. La necessità di &#8220;consolidare&#8221; il nuovo corso da parte della nuova dirigenza ha quindi creato uno scontro con i gruppi confluiti nel movimento Hirak. Nel 2020 hanno fatto scalpore alcuni casi di <strong>tortura</strong> praticati dalle forze di sicurezza ad attivisti e giornalisti. Tra questi c&#8217;è ad esempio quello di<strong> Walid Nekkiche</strong>, studente di 25 anni che ha denunciato alla procura di Algeri di aver subito sevizie in una caserma della capitale durante un interrogatorio. Subito dopo sono stati resi noti altri casi del genere. Sempre sul finire del 2020 i tribunali hanno iniziato a condannare giornalisti. Come <strong>Khaled Drareni</strong>, liberato soltanto per la <a href="https://it.euronews.com/2021/02/20/l-algeria-perdona-i-detenuti-per-la-liberta-di-opinione-in-carcere-da-due-anni">grazia accordata dal presidente</a> nel febbraio 2021.</p>
<p>I detenuti politici, secondo i leader del movimento Hirak, sono in aumento. All&#8217;inizio del 2021 il Comitato nazionale per la liberazione dei prigionieri ha contato almeno 70 persone detenute per reati di opinione. Un numero che ha richiamato la preoccupazione delle Nazioni Unite: &#8220;Siamo molto preoccupati – <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html">ha dichiarato nel marzo 2021</a> l&#8217;Alto Commissario per i diritti umani,<strong> Rupert Colville</strong> – per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria e per la continua e crescente repressione contro i membri del movimento pro-democrazia Hirak&#8221;.</p>
<h2>Verso il terzo anniversario</h2>
<p>Timori che purtroppo non fanno parte del passato. La repressione ad Algeri è ancora una triste realtà. Secondo l&#8217;Onu c&#8217;è una data precisa da cui è possibile far risalire l&#8217;ondata di arresti politici tuttora in corso. Il 22 aprile 2020 infatti è stata approvata la famigerata legge numero 20-26. Si tratta di una norma antiterrorismo in cui però nell&#8217;<strong>articolo</strong> <strong>87bis</strong> è contenuta una postilla che assottiglia di molto la libertà di opinione. Chiunque promuova slogan o scriva articoli considerati derisori per la classe politica può incappare nella grave accusa di terrorismo o attentato all&#8217;autorità: &#8220;Ribadiamo la nostra preoccupazione per la definizione di atti terroristici adottata dall’articolo 87 bis che, includendo nella categoria degli atti terroristici un’ampia varietà di reati, si scontra con il principio della certezza del diritto &#8211;<a href="https://www.africarivista.it/algeria-onu-preoccupata-da-derive-delle-leggi-antiterrorismo/195964/"> si legge in una nota dell&#8217;Alto Commissariato per i diritti umani dell&#8217;Onu</a> scritta nel gennaio scorso &#8211; tutto questo comporta violazione del diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione, e impone anche sanzioni sproporzionate ad atti che non dovrebbero essere disciplinati dalla legislazione antiterrorismo&#8221;.</p>
<p>Da più di un anno almeno 40 detenuti hanno avviato uno sciopero della fame proprio per protestare contro l&#8217;articolo 87bis della legge del 22 aprile 2020. E mentre ci si avvicina al terzo anniversario dell&#8217;inizio delle proteste di Hirak, la tensione cresce. Complice una crisi economica che sta continuando a imperversare in tutto il Paese, il timore di nuove manifestazione e di nuove repressioni è sempre più forte.</p>
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		<title>Gli occhi dell&#8217;Italia sulla stabilità dell&#8217;Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalgeria-alla-prova-del-nove-perche-la-stabilita-del-paese-interessa-l-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 13:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scenario post elettorale dell&#8217;Algeria non è così distante da quello auspicato dal capo dello Stato, Abdelmadjid Tebboune. C&#8217;è stato sì un rafforzamento dei movimenti islamisti, ma non un vero e proprio sfondamento. Inoltre il Fronte di Liberazione Nazionale (Fln), partito al potere dall&#8217;indipendenza, ha mantenuto il primato nelle preferenze nonostante la perdita di almeno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-alla-prova-del-nove-perche-la-stabilita-del-paese-interessa-l-italia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/algeria-italia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scenario post elettorale dell&#8217;Algeria non è così distante da quello auspicato dal capo dello Stato, <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>. C&#8217;è stato sì un rafforzamento dei movimenti islamisti, ma non un vero e proprio sfondamento. Inoltre il Fronte di Liberazione Nazionale (<strong>Fln</strong>), partito al potere dall&#8217;indipendenza, ha mantenuto il primato nelle preferenze nonostante la perdita di almeno 63 seggi nel nuovo parlamento. In questa maniera il presidente ha potuto rilanciare un governo di unità nazionale proprio con gli islamisti, <a href="https://it.insideover.com/politica/l-algeria-verso-il-voto-con-lo-spettro-dell-avanzata-islamista.html">definiti da Tebboune &#8220;moderati&#8221; alla vigilia del voto</a>, isolando così i manifestanti del movimento <strong>Hirak</strong>. Con le ultime consultazioni, il Paese sembra aver terminato la fase di transizione inaugurata nel 2019. Anche l&#8217;Italia è spettatrice interessata: la stabilità algerina è importante per molti dossier seguiti dal nostro governo.</p>
<h2>Un parlamento più frazionato</h2>
<p>L&#8217;assemblea legislativa algerina è formata da 407 deputati. Nel parlamento uscente, 161 erano del Fln e 100 invece del partito centrista moderato <strong>Rnd</strong>. Assieme le due formazioni avevano ampiamente la maggioranza assoluta, monopolizzando quindi le attività della Camera e detenendo buona parte del potere decisionale. Adesso la situazione appare molto diversa. Nelle elezioni dello scorso 12 giugno, le prime dopo l&#8217;era Bouteflika, il Fln ha sì conservato la <strong>maggioranza</strong> relativa ma i seggi a sua disposizione sono 98. Il partito Rnd invece è riuscito ad ottenere 58 seggi, 42 in meno rispetto alla precedente assemblea. Numero che danno il segno di un maggiore <strong>frazionamento</strong> a vantaggio delle formazioni islamiste. Tra queste a spiccare è il Movimento per la Società e la Pace guidato da <strong>Abderrazak Makri</strong>, balzato da 34 a 65 seggi. C&#8217;è poi il partito del<strong> Fronte Futuro</strong> capace di entrare in parlamento con 48 deputati.</p>
<p>A crescere è anche il numero dei parlamentari indipendenti, ben 84 rispetto ai 29 dell&#8217;assemblea uscente. La politica algerina è dunque entrata in una fase nuova, dove il partito guida è adesso un &#8220;semplice&#8221; partito di maggioranza e dove islamisti e indipendenti rendono apparentemente pluralista il sistema politico del Paese nordafricano. In totale saranno 14 le formazioni e i movimenti rappresentati nel nuovo parlamento, un fatto inedito per l&#8217;Algeria.</p>
<h2>L&#8217;incarico come premier dato a un &#8220;tecnico&#8221;</h2>
<p>Le legislative di giugno hanno completato la transizione iniziata con le <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">dimissioni</a>, nel mese di aprile del 2019, dell&#8217;ex presidente Abdelaziz Bouteflika. Al potere dal 1999 e gravato da condizioni di salute molto precarie, due anni fa la stessa ipotesi di una sua ricandidatura ha generato proteste ancora oggi in corso in tutto il Paese. Le manifestazioni hanno prima portato al ritiro dalla corsa presidenziale del 2019 dello stesso Bouteflika e successivamente alle due dimissioni. Le elezioni, svoltesi poi nel dicembre di quell&#8217;anno,<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html"> hanno incoronato l&#8217;attuale presidente Abdelmadjid Tebboune</a>. Sciogliendo la precedente assemblea per indire le nuove consultazioni legislative, il capo dello Stato era ben consapevole di andare incontro a un ridimensionamento del Fln e, contestualmente, a un rafforzamento della parte islamista. Circostanza però non mal vista dallo stesso Tebboune. Dare vita a un parlamento più frazionato è un modo per dare una parvenza di maggior democrazia all&#8217;interno del Paese, assecondando quindi le istanze dei movimenti di protesta.</p>
<p>Per questo il presidente algerino ha lavorato alla vigilia per la creazione di un fronte unico con gli islamisti. Una circostanza, tra le altre cose, in grado di isolare la società civile ancora in piazza e confluita nel movimento denominato Hirak. Due obiettivi quindi in un sol colpo: presentare l&#8217;Algeria come una democrazia più compiuta e mettere ai margini quegli stessi movimenti nati proprio con l&#8217;intento di chiedere un maggior pluralismo. Le elezioni di giugno sono state le prime dopo l&#8217;entrata in vigore della nuova Costituzione che, tra le altre cose, prevede la nomina del nuovo primo ministro da parte del presidente ma solo dopo un giro di <strong>consultazioni</strong> con i partiti. Vista la frammentazione nella nuova assemblea, Tebboune ha avuto gioco facile nel nominare un tecnico già ministro delle Finanze e governatore della Banca Centrale. Si tratta di <strong>Aymen Benabderrahmane</strong>, chiamato a formare un governo in grado di mantenere al proprio interno le principali forze politiche. La sua nomina evidenzia come i temi più ricorrenti nel futuro immediato della politica algerina riguarderanno la ripresa dell&#8217;<strong>economia</strong>, gravemente colpita dalla pandemia e dai cronici problemi strutturali.</p>
<h2>Draghi: &#8220;Proseguire la cooperazione&#8221;</h2>
<p>Tra i primi messaggi di congratulazioni per la nomina di Aymen Benabderrahmane quale nuovo premier incaricato, c&#8217;è stato quello inviato da Palazzo Chigi dal capo del nostro governo: &#8220;Il Presidente del Consiglio, <strong>Mario Draghi</strong> &#8211; <a href="https://www.governo.it/it/articolo/nomina-del-nuovo-primo-ministro-algerino-la-nota-della-presidenza-del-consiglio/17319">si legge in una nota</a> &#8211; si felicita per la nomina a Primo Ministro di Aymen Benabderrahmane. Il governo italiano desidera rafforzare ulteriormente l’amicizia e il partenariato strategico italo-algerino, anche nella prospettiva delle importanti riforme in corso nel Paese e dei prossimi appuntamenti istituzionali dell’agenda bilaterale e multilaterale&#8221;. L&#8217;Italia ha con l&#8217;Algeria buoni rapporti, intenzione dell&#8217;attuale esecutivo è quello di rafforzarli. Diversi infatti gli interessi in ballo, a partire da quelli energetici visto che il <strong>gas</strong> algerino alimenta per quasi il 20% il fabbisogno italiano. Ci sono poi alcuni dossier cruciali quali, tra tutti, quello relativo all&#8217;estensione della <strong>Zee</strong>. Algeri nel 2018 aveva unilateralmente fissato i confini della propria zona economica esclusiva <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/lalgeria-ruba-mare-allitalia-e-manda-migranti-sardegna-1820435.html">spingendosi a 12 km dalle coste della Sardegna</a>. Attualmente sono in corso trattative tra le parti per definire le rispettive aree di competenza. Da non dimenticare poi la questione <strong>immigrazione</strong>: tra il 2017 e il 2020 sono stati centinaia <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrazionela-rotta-algerina-mette-difficolt-sardegna-1871053.html">i barconi partiti dall&#8217;Algeria ed approdati soprattutto lungo le coste sarde</a>. Per l&#8217;Italia quindi la <strong>stabilità</strong> algerina è una buona notizia. Da qui il messaggio di Draghi e le prospettive di future collaborazioni con il nuovo governo.</p>
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		<title>L&#8217;Algeria verso il voto con lo spettro dell&#8217;avanzata islamista</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-algeria-verso-il-voto-con-lo-spettro-dell-avanzata-islamista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=321267</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="voto algeria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria è tempo di tornare al voto. Lo si fa a distanza di circa 18 mesi dall&#8217;ultima volta, quando gli elettori hanno scelto Abdelmadjid Tebboune quale nuovo presidente dopo l&#8217;era Bouteflika. Adesso gli algerini sono chiamati a scegliere i membri del nuovo parlamento. In comune con le ultime votazioni c&#8217;è il fatto che il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-algeria-verso-il-voto-con-lo-spettro-dell-avanzata-islamista.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-algeria-verso-il-voto-con-lo-spettro-dell-avanzata-islamista.html">L&#8217;Algeria verso il voto con lo spettro dell&#8217;avanzata islamista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="voto algeria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/algeria-voto-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In Algeria è tempo di tornare al voto. Lo si fa <a href="https://it.insideover.com/politica/le-incognite-sul-voto-algerino.html">a distanza di circa 18 mesi dall&#8217;ultima volta</a>, quando gli elettori hanno scelto<strong> Abdelmadjid Tebboune</strong> quale nuovo presidente dopo l&#8217;era Bouteflika. Adesso gli algerini sono chiamati a scegliere i membri del nuovo parlamento. In comune con le ultime votazioni c&#8217;è il fatto che il Paese non ha mai cessato di vivere nel bel mezzo delle <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html">manifestazioni</a> coordinate dal movimento <strong>Hirak</strong>. Si tratta dei moti di protesta sorti nel febbraio 2019 contro l&#8217;ipotesi della ricandidatura di Bouteflika e che ancora oggi stanno andando avanti, soprattutto tra le fasce più giovani della società civile. Le elezioni legislative del prossimo 13 giugno appaiono quindi molto delicate, tanto per il presente quanto per il futuro del Paese nordafricano.</p>
<h2>La possibile avanzata islamista</h2>
<p>Le prossime consultazioni saranno caratterizzate da almeno due importanti novità. In primis, è la prima volta che si vota dall&#8217;introduzione di una<strong> nuova costituzione</strong>, approvata nello scorso mese di novembre. Secondo la nuova carta fondamentale, il capo del governo deve essere scelto tra i rappresentanti del partito che ha ottenuto più seggi. In precedenza invece, era il presidente a scegliere il nome del primo ministro. In secondo luogo, è la prima volta che si vota con il <strong>nuovo sistema elettorale</strong> approvato l&#8217;11 marzo scorso, il quale ha introdotto il meccanismo delle liste sono aperte e l&#8217;elettore può quindi esprimere un voto di preferenza a uno specifico candidato. Le novità introdotte in questa tornata elettorale sono state fortemente volute dal movimento Hirak, impegnato da più di due anni oramai a chiedere maggiori riforme in senso democratico. Paradossalmente però le nuove normative costituzionali ed elettorali potrebbero isolare gli stessi manifestanti e favorire altre fazioni. A partire da quelle vicine ai <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli Musulmani</a>.</p>
<p>Gli occhi sono puntati soprattutto sul Movimento per la Società della Pace (<strong>Msp</strong>), principale formazione islamista del Paese. Si tratta di un partito dal cui forte radicamento territoriale, soprattutto nelle province più povere, che può trarre vantaggio dal sistema delle preferenze. Non esistono sondaggi veri e propri, l&#8217;unico vero indicatore per capire l&#8217;orientamento dell&#8217;elettorato è dato dal numero delle firme raccolte dai vari partiti per presentare le liste. Msp è riuscito ad accumularne 64.000, a fronte delle 57.200 ottenute dal partito centrista <strong>Rdn</strong> e delle 52.400 raccolte invece dall&#8217;<strong>Fln</strong>, il partito al governo dall&#8217;indipendenza. Quest&#8217;ultimo è stato superato da<strong> El Binaa</strong>, un altro partito islamista capace di ottenere 55.000 firme: &#8220;I primi indicatori affermano che il nostro partito è nella posizione migliore per queste elezioni&#8221;,<a href="https://www.nova.news/algeria-leader-islamico-makri-governo-di-unita-anche-se-vinciamo-le-elezioni/"> ha dichiarato in una recente intervista ad <em>AgenziaNova</em></a> il leader di Msp, <strong>Abderezzak Makri</strong>. Dopo il voto in tanti si aspettano uno storico ribaltamento elettorale: per la prima volta dopo la guerra civile degli anni &#8217;90, in Algeria si potrebbe ad una forte avanzata dei partiti islamisti.</p>
<h2>Ipotesi governo di unità nazionale</h2>
<p>Che l&#8217;ipotesi di una vittoria islamista non sia poi così remota, lo confermano le dichiarazioni rilasciate ad<em> Al Jazeera</em> dal presidente Tebboune. Quest&#8217;ultimo ha parlato di un islamismo algerino radicalmente diverso rispetto a quello propagandato nei Paesi vicini: &#8220;L&#8217;Algeria &#8211; <a href="https://www.aps.dz/algerie/123285-principales-declarations-du-president-tebboune-a-la-chaine-al-jazeera">si legge nelle sue dichiarazioni</a> &#8211; si è oramai liberata dall&#8217;Islam politico e ideologico&#8221;. Affermazioni che hanno il sapore di un&#8217;apertura verso Msp e le altre formazioni vicine ai Fratelli Musulmani, riconoscendo loro una presunta diversità di approccio rispetto ai movimenti diffusi negli anni &#8217;90 nella stessa Algeria e in quelli attualmente in ascesa in tutta la regione mediorientale. Un&#8217;apertura di credito quindi non sfuggita a molti osservatori e forse nemmeno al leader di Msp: &#8220;Nella nostra visione politica &#8211; ha dichiarato infatti Makri ad AgenziaNova &#8211; chiediamo la formazione di un governo di <strong>unità nazionale</strong>, qualunque siano i risultati, anche se raccogliamo l’80 per cento dei voti. Non intendiamo camminare da soli perché la situazione economica è molto pericolosa: serve un ampio consenso politico e sociale a sostegno del governo&#8221;.</p>
<p>Dopo il voto quindi, comunque vada gli islamisti potrebbero essere parte del nuovo governo. Una svolta storica a distanza di esattamente trent&#8217;anni dalle elezioni del 1991, in cui la vittoria elettorale delle formazioni religiose ha innescato la miccia di un cruento conflitto interno durato più di un decennio. Per Tebboune probabilmente adesso la minaccia non è più rappresentata dalla visione politica dell&#8217;Islam, ma dal movimento Hirak. Ed è dunque da registrare in questa ottica l&#8217;apertura verso il Msp.</p>
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		<title>L&#8217;Algeria è nel caos: il rischio di un crollo economico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/l-algeria-rischia-di-crollare-sotto-i-colpi-della-crisi-economica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 14:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da circa due anni è attraversata da proteste contro l&#8217;establishment, il prossimo giugno è chiamata al voto parlamentare tra non poche incognite. Ma la vera sfida per l&#8217;Algeria è quella economica. Le ultime stime dell&#8217;Fmi non lasciano presagire nulla di buono: il rallentamento dell&#8217;economia globale, accentuata dalla crisi legata al Covid-19, sta provocando forti oscillazioni del prezzo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/l-algeria-rischia-di-crollare-sotto-i-colpi-della-crisi-economica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/l-algeria-rischia-di-crollare-sotto-i-colpi-della-crisi-economica.html">L&#8217;Algeria è nel caos: il rischio di un crollo economico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Algeria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da circa due anni è attraversata da proteste contro l&#8217;establishment, il prossimo giugno è chiamata al voto parlamentare tra non poche incognite. Ma la vera sfida per l&#8217;<strong><span class="il">Algeria</span> </strong>è quella economica. Le ultime stime dell&#8217;Fmi non lasciano presagire nulla di buono: il rallentamento dell&#8217;economia globale, accentuata dalla crisi legata al <strong>Covid-19</strong>, sta provocando forti oscillazioni del prezzo del petrolio, la cui esportazione è elemento trainante per il Paese nordafricano. Da qui lo spettro di un ulteriore aumento del deficit in grado di avere drastiche conseguenze sociali.</p>
<h2>La dipendenza dal petrolio</h2>
<p>Il bilancio algerino è in buona parte derivante dagli introiti della vendita del greggio. Mediamente tra il 50% e il 60% delle entrate ha a che fare con l&#8217;esportazione dell&#8217;oro nero. Chiaro dunque che ogni singola oscillazione abbia un riflesso diretto sull&#8217;andamento dell&#8217;economia del Paese. Nell&#8217;era pre Covid l&#8217;aumento del prezzo del petrolio ha ridato ossigeno all&#8217;<span class="il">Algeria</span>, tuttavia questa circostanza ha forse distratto la classe politica, a sua volta distratta dalle <a href="https://it.insideover.com/politica/monta-la-tensione-in-algeria-per-il-voto-del-12-dicembre.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/monta-la-tensione-in-algeria-per-il-voto-del-12-dicembre.html&amp;source=gmail&amp;ust=1619268859679000&amp;usg=AFQjCNEw5cX_-i8e1sY2XOwzvGCMsvBJNQ">proteste popolari iniziate nel febbraio del 2019</a>, a portare avanti delle riforme strutturali. E così, con <a href="https://it.insideover.com/economia/il-petrolio-non-e-finito-la-corsa-dei-prezzi-a-un-anno-dal-tonfo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/economia/il-petrolio-non-e-finito-la-corsa-dei-prezzi-a-un-anno-dal-tonfo.html&amp;source=gmail&amp;ust=1619268859679000&amp;usg=AFQjCNE3gmV93dhUf154gvZuOlv9R1NKwA">il crollo del valore dei barili di greggio causato dalla pandemia</a>, le autorità economiche locali sono state messe alle strette. Poche settimane fa è stato approvato il bilancio per il 2021, in cui è stato previsto un deficit di 27 miliardi di Dollari, pari al 13% del Pil. Una cifra importante, capace di costringere il governo algerino ad alcune dolorose scelte soprattutto in ambito sociale. Anche perché, come sottolineato da Liberté Algerie, le autorità del Fondo Monetario Internazionale non hanno prospettato nulla di buono per i prossimi mesi.</p>
<p>In particolare, l&#8217;incertezza sul prezzo del petrolio potrebbe creare ulteriori grattacapi. Al momento, a fronte di una media di 42 dollari al barile nel 2020, il valore del greggio si aggira intorno ai 62 Dollari. In rialzo dunque rispetto all&#8217;anno dell&#8217;esplosione del coronavirus. Ma non tanto quanto basta per riappianare i debiti dell&#8217;<span class="il">Algeria</span> e far tirare un sospiro di sollievo alle autorità locali. Secondo l&#8217;Fmi infatti, il prezzo del petrolio dovrebbe schizzare in tal senso ad almeno 169 dollari per ogni barile. Questo per quanto riguarda il deficit interno. Per riequilibrare i debiti esteri invece, il greggio dovrebbe avere una valutazione di 87 dollari. Aspettative, in entrambi i casi, molto lontane dalla realtà. Le più ottimistiche delle previsioni, considerando come buona parte delle economie mondiali più importanti soffrono del perdurare della pandemia, spingono il prezzo di ogni singolo barile di oro nero ad un massimo di 70 dollari. Si sta quindi riproponendo per l&#8217;<span class="il">Algeria</span> la difficoltà derivante dalla dipendenza dalle esportazioni di idrocarburi.</p>
<h2>Il contesto politico</h2>
<p>Difficoltà economiche che si sommano a quelle politiche. <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html&amp;source=gmail&amp;ust=1619268859679000&amp;usg=AFQjCNHuaqZCFgYltabYAqEWj3FWdK-9YA">La fine dell&#8217;era Bouteflika</a>, il presidente che ha governato dal 1999 al 2019 e dimessosi soltanto a seguito di un diffuso movimento di protesta, non è certo stata all&#8217;insegna di una semplice transizione. <a>Oggi</a> il potere è nelle mani dei militari che hanno designato Abdelmadjid Tebboune come presidente, nel dicembre 2019, considerato da buona parte del popolo come illegittimo per essere stato eletto soltanto dal 20% del corpo elettorale. Per questo, eccezion fatta per la fase relativa al picco di contagi da coronavirus, le proteste non si sono mai del tutto fermate. Al contrario, il movimento denominato &#8220;Hirak&#8221;, ha continuato a riempire le piazze e di recente<a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html&amp;source=gmail&amp;ust=1619268859679000&amp;usg=AFQjCNEaMK3zodPEsSp-d5sAUyYKDMWI7g"> la tensione per le strade delle città algerine è aumentata.</a> Segno di un definitivo disallineamento tra &#8220;le pouvoir&#8221; e la popolazione. Un clima non semplice che accompagnerà l&#8217;<span class="il">Algeria</span> alle elezioni parlamentari del prossimo giugno, boicottate dalla maggioranza dei partiti storici. Consultazioni dove, <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html&amp;source=gmail&amp;ust=1619268859679000&amp;usg=AFQjCNHkwPJeM5s9BXnJBuFEgLUkygq2YA">come sottolineato da Alessandro Scipione su<em> InsideOver</em></a>, potrebbe pesare l&#8217;ombra della nuova legge elettorale che ha abolito le liste chiuse favorendo le preferenze.</p>
<p>Il segnale di un’apertura alla democrazia che ha voluto lanciare il governo in carica è stato registrato dal movimento Hirak come una manovra di strumentalizzazione per perpetuare il controllo militare sulla vita politica. Molte le <strong>incognite</strong> quindi, mentre Algeri si prepara a una fase cruciale della propria vita politica e sociale. Occorrono serie riforme, ma al momento si naviga a vista tra crisi di bilancio, nuove elezioni e latenti proteste popolari. Il tutto mentre i colpi globali della pandemia si riflettono anche sulle sponde meridionali del Mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/l-algeria-rischia-di-crollare-sotto-i-colpi-della-crisi-economica.html">L&#8217;Algeria è nel caos: il rischio di un crollo economico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Algeria, riprendono le proteste dell’Hirak</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 08:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=311423</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="proteste algeria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria, il più vasto Paese dell&#8217;Africa, secondo fornitore di gas dell’Italia dopo la Russia, tornano le proteste del cosiddetto Al Hirak. Questo movimento popolare pro-democrazia costrinse due anni fa l’anziano e malato presidente Abldekaziz Bouteflika a dimettersi dopo 20 anni al potere. Come riferisce l’Agenzia Nova, migliaia di persone hanno ripreso a sfidare ogni martedì e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html">Algeria, riprendono le proteste dell’Hirak</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="proteste algeria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-algeria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Algeria</strong>, il più vasto Paese dell&#8217;Africa, secondo fornitore di gas dell’Italia dopo la Russia, tornano le proteste del cosiddetto <em>Al Hirak.</em> Questo movimento popolare pro-democrazia costrinse due anni fa l’anziano e malato presidente <strong>Abldekaziz Bouteflika</strong> a dimettersi dopo 20 anni al potere. Come riferisce l’<em><a href="https://www.agenzianova.com/a/604e3b8c497e31.92188220/3355081/2021-03-12/algeria-manifestazioni-ad-algeri-per-il-terzo-venerdi-consecutivo">Agenzia Nova</a></em>, migliaia di persone hanno ripreso a sfidare ogni martedì e venerdì le restrizioni anti-<strong>Covid</strong> occupando le piazze. L’ingente dispositivo di sicurezza messo il campo dalle autorità ha permesso di evitare scontri di rilievo e grandi sommosse, ma gli arresti della polizia hanno contribuito ad esacerbare la tensione nonostante i segnali apparentemente concilianti lanciati dal presidente <strong>Abdelmajid Tebboune</strong>. L’attuale capo dello Stato, eletto nel novembre 2019 con un’affluenza di poco inferiore al 40 per cento, ha sciolto il Parlamento, liberato decine di attivisti, indetto elezioni per il <a href="https://www.france24.com/fr/afrique/20210311-alg%C3%A9rie-le-pr%C3%A9sident-tebboune-fixe-la-date-des-%C3%A9lections-l%C3%A9gislatives-anticip%C3%A9es-au-12-juin">12 giugno</a> e ratificato una nuova legge elettorale. L’opposizione a <em>Le Pouvoir</em> (“Il Potere”, come viene chiamato il sistema che ha governato il Paese per decenni), anche e soprattutto di orientamento <strong>islamista</strong> legata ai <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli musulmani</a>, ha la possibilità di scendere dal Colle Aventino dove si è auto-relegata e porre fine a un boicottaggio che, per ora, non sembra aver ottenuto grandissimi risultati.</p>
<h2>Un’opposizione divisa</h2>
<p>I partiti di opposizione algerini appaiono <a href="https://english.aawsat.com/home/article/2840326/algeria%E2%80%99s-opposition-parties-reject-holding-early-legislative-elections">divisi</a> e incapaci di creare un fronte unico. Sei formazioni politiche hanno annunciato l’intenzione di partecipazione alle elezioni parlamentari anticipate: il Movimento per la società della pace (il partito più vicino alla Fratellanza), il Movimento per la costruzione nazionale islamica (Harakat al-Bina al-Watani), il partito liberale della Nuova generazione (Jil Jadid), il Fronte del futuro nazionale (Jabhat El Moustakbel), il Fronte di liberazione nazionale e il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd). Altri, tuttavia, in particolare il Partito laburista e il Raggruppamento per la cultura e la democrazia, hanno espresso riserve su questo passo. Un duro monito, intanto, è arrivato dalla rivista &#8221; <a href="https://www.mdn.dz/site_principal/sommaire/revues/images/eldjeich_fr.pdf">El Djaich</a>&#8221; dell&#8217;Esercito. Gli <strong>oppositori</strong> del presidente Tebboune, il quale “desidera costruire nuova Algeria, forte, senza corruzione né odio&#8221;, sono considerati dai militari alla stregua dei <strong>pipistrelli</strong>: “Preferiscono l&#8217;oscurità e il buio, sfruttano l’<em>Hirak</em> e perfino la pandemia per seminare discordia e divisione, nell’intento di recidere i legami di coesione tra il popolo e il loro esercito, mettendo quindi in discussione le basi stesse su cui poggia la Nazione”.</p>
<h3>La nuova legge elettorale</h3>
<p>Tebboune ha recentemente ratificato una nuova <strong>legge elettorale</strong> che introduce alcune novità che, almeno in apparenza, sembrano voler tagliare con il passato e favorire un ricambio della classe politica:</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 1rem;">non possono presentarsi al voto i deputati che hanno già servito per due mandati, consecutivi o separati</span></li>
<li>i candidati non devono essere &#8220;noti per aver avuto legami con circoli economici e finanziari dubbi e per avere un’influenza diretta o indiretta sul regolare svolgimento delle operazioni elettorali&#8221;;</li>
<li>le liste saranno <strong>aperte</strong> e non più chiuse, consentendo agli elettori di scegliere a chi assegnare la loro preferenza;</li>
<li>la soglia delle firme necessarie per presentarsi agli elettori scende da 250mila a 50mila;</li>
<li>i candidati e le liste devono nominare un tesoriere della campagna elettorale e presentare i conti all&#8217;Autorità elettorale nazionale indipendente (Anie);</li>
<li>la legge favorisce i <strong>giovani</strong> e le <strong>donne</strong> in caso di parità tra due candidati;</li>
<li>il testo aumenta la quota di giovani (under 40 anni) e degli accademici nelle liste elettorali.</li>
</ul>
<h2>Una fase delicata</h2>
<p>Vale la pena sottolineare che dopo le dimissioni di Bouteflika, nel Paese è iniziata una vera e propria <em>Tangentopoli</em> in salsa algerina che ha portato all’epurazione di ex capi di governo, ministri e capitani d’industria. Secondo le testimonianze di leader di partito e parlamentari processati per casi di corruzione legati alle elezioni, i primi posti nelle vecchie “liste chiuse” dei partiti venivano stati assegnati in cambio di <strong>tangenti</strong>. La nuova legge ha di fatto abolito questo sistema, ma il rischio ora è quello di una <strong>compra-vendita</strong> dei voti tra candidati ed elettori. E i partiti di orientamento islamista, tramite il sistema della <em>zakat (</em>l’elemosina legale), rendono difficilmente tracciabili le loro transazioni. Ecco perché il presidente algerino Tebboune, durante la campagna elettorale del 2019, aveva promesso di lottare contro “l’ingerenza del denaro sporco” nel processo elettorale, facendo appello a una separazione netta tra denaro e politica. Il futuro del “gigante africano” dai piedi sabbia dipenderà da questa delicata fase pre-elettorale, tra proteste, pandemia e presunti tentativi di destabilizzare lo Stato da oltreconfine (in particolare dalla <a href="https://www.agenzianova.com/a/604e3b8c4974c5.06828547/3355774/2021-03-14/algeria-governo-minaccia-di-ritirare-l-accreditamento-dell-emittente-tv-france-24">Francia</a><em>).</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-riprendono-le-proteste-dellhirak.html">Algeria, riprendono le proteste dell’Hirak</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Onu preoccupata per le proteste in Algeria: &#8220;Basta repressione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-2048x1467.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria il flusso di proteste contro l&#8217;attuale classe dirigente non si è mai arrestato. Spesso le manifestazioni sono state dipinte come &#8220;anti Bouteflika&#8221;, ma in realtà il malcontento dei cittadini algerini non era soltanto contro l&#8217;ex capo dello Stato oramai fuori dal contesto politico da quasi due anni. Ad Algeri è cambiato il presidente, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Proteste-in-Algeria-2048x1467.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Algeria</strong> il flusso di proteste contro l&#8217;attuale classe dirigente non si è mai arrestato. Spesso le manifestazioni sono state dipinte come &#8220;anti Bouteflika&#8221;, ma in realtà il malcontento dei cittadini algerini non era soltanto contro l&#8217;ex capo dello Stato oramai fuori dal contesto politico da quasi due anni. Ad Algeri è cambiato il presidente, il Paese si sta preparando anche a nuove elezioni parlamentari, la popolazione però è rimasta in <strong>piazza</strong>. I nodi sociali ed economici da cui è stata avviata la protesta nel febbraio 2019 non si sono mai del tutto affrontati. E dopo una sospensione temporanea delle manifestazioni per via del <strong>Covid</strong>, i disordini sono ripresi ma con una preoccupazione in più: sull&#8217;ondata di malcontento pesa infatti il timore per una repressione.</p>
<h2>L&#8217;appello delle Nazioni Unite ad Algeri</h2>
<p>Nei giorni scorsi il dossier Algeria è arrivato ai piani alti del Palazzo di Vetro. Qui l&#8217;Alto Commissario per i Diritti Umani,<strong> Rupert Colville</strong>, <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2021/03/05/algeria-onu-chiede-fine-arresti-arbitrari-e-repressione-membri-hirak/">ha espresso preoccupazione</a> per il comportamenti delle autorità del Paese nordafricano: &#8220;Siamo molto preoccupati &#8211; si legge in una nota ripresa anche dall&#8217;agenzia marocchina <em>Map</em> &#8211; per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria e per la continua e crescente repressione contro i membri del movimento pro-democrazia <strong>Hirak</strong>&#8220;. Quest&#8217;ultimo è il nome dato all&#8217;insieme di associazioni ed enti che dal febbraio del 2019 hanno iniziato ad organizzare le proteste. Nel 2021 alcuni suoi rappresentanti, è la denuncia di Rupert Colville, avrebbero subito <strong>intimidazioni</strong> o carcerazioni di natura politica. Accuse in parte respinte da Algeri, ma che non hanno fatto placare le preoccupazioni delle Nazioni Unite: &#8220;Sono stati registrati &#8211; ha proseguito la nota &#8211; numerosi casi in tutto il Paese in cui le forze di sicurezza hanno usato violenza inutile o eccessiva e hanno effettuato arresti arbitrari per reprimere proteste pacifiche”.</p>
<p>“Secondo informazioni attendibili &#8211; ha continuato Colville &#8211; centinaia di persone sono state arrestate da quando le proteste sono riprese il 13 febbraio 2021&#8221;. Attualmente, fonti riconducibili all&#8217;Onu parlando di 32 persone detenute &#8220;per aver legittimamente esercitato i loro diritti umani e alcune di loro rischiano lunghe <strong>condanne</strong> mentre altre sono ancora in custodia cautelare”. Non mancherebbero denunce di <strong>violenza</strong> e torture praticate durante gli interrogatori: &#8220;Esortiamo le autorità algerine a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti coloro che sono stati arrestati &#8211; ha concluso la nota dell&#8217;Alto Commissario &#8211; o detenuti arbitrariamente per aver sostenuto Hirak e ad abbandonare tutte le accuse contro di loro”.</p>
<h2>Cosa sta succedendo in Algeria</h2>
<p>Tutto è nato quando nel febbraio del 2019 <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>, presidente in carica dal 1999, ha annunciato l&#8217;intenzione di candidarsi per le imminenti presidenziali. La decisione ha suscitato una immediata condanna da parte di una fetta importante della società civile algerina. Bouteflika infatti, oltre ad aver già concorso per quattro mandati, dal 2013 soffriva per gravi problemi di salute a seguito di un ictus e non sembrava avere la giusta forza per guidare il Paese. A questo occorre aggiungere una congiunta economica non favorevole all&#8217;Algeria, con le fasce più povere della popolazione sempre meno tutelate. Da qui le proteste che ben presto hanno raggiunto gli angoli del territorio nazionale. L&#8217;allora capo dell&#8217;esercito, <strong>Ahmed Gaid Salah</strong>, non ha mosso i propri uomini contro i manifestanti. Stretto dalle proteste di massa, in buona parte inizialmente pacifiche, <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">Bouteflika è stato costretto alle dimissioni nell&#8217;aprile 2019.</a> Si è aperto così un periodo di <strong>transizione</strong>, in cui però le tensioni non si sono placate.</p>
<p>Anche perché <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">le presidenziali fissate nel dicembre di quell&#8217;anno</a>, sono state viste da molti cittadini come un tentativo del &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; di ottenere ulteriore legittimazione. Il nuovo presidente<strong> Abdelmadjid Tebboune</strong>, considerato uomo di Salah (deceduto per infarto poco dopo le presidenziali) non è mai entrato nelle simpatie dei manifestanti proprio per questo motivo. Da allora i manifestanti non hanno mai abbandonato la piazza e il movimento Hirak è rimasto come presidio per tutti i cittadini che vorrebbero portare a termine il definitivo cambio di potere in Algeria. I <strong>disordini</strong> sono esplosi nuovamente nel febbraio 2021, questa volta il governo algerino potrebbe usare una linea ancora più dura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html">L&#8217;Onu preoccupata per le proteste in Algeria: &#8220;Basta repressione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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