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	<title>Abdel Fattah al-Sisi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 05 Mar 2025 10:02:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Abdel Fattah al-Sisi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Al-Sisi lancia il Piano Marshall arabo per Gaza ma gli Usa rispondono picche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 10:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Il "Piano Marshall" arabo per ricostruire Gaza sfida Trump e Netanyahu ed è la grande mossa del presidente egiziano Al-Sisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sisi-lancia-il-piano-marshall-arabo-per-gaza-ma-gli-usa-rispondono-picche.html">Al-Sisi lancia il Piano Marshall arabo per Gaza ma gli Usa rispondono picche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una sfida aperta <strong>a Donald Trump e Benjamin Netanyahu</strong> e alla loro prospettiva di ridisegnare unilateralmente il Medio Oriente, e una dimostrazione di unità del <strong>mondo arabo</strong>: il vertice del Cairo convocato dal presidente egiziano <strong>Abdul Fattah al-Sisi</strong> ha fatto emergere un progetto <strong>in tre fasi</strong> dal valore di oltre <strong>50 miliardi di euro</strong> per coinvolgere gli Stati della regione nella ricostruzione di Gaza martoriata dalla guerra, inserire il futuro della Striscia nel quadro della difesa dei diritti dei palestinesi e promuovere trattative diplomatiche volte a <strong>trovare un prosieguo</strong> al cessate il fuoco oramai in un limbo. Usa e Israele però non ci stanno, proseguendo in un ostruzionismo che non aiuta alla pace nella regione. Sia Donald Trump che Benjamin Netanyahu hanno respinto al mittente la proposta, che pure si basava su tre fasi ben delineate. </p>



<p>In sostanza, le tre fasi sarebbero sviluppate su piani paralleli. In primo luogo, si provvederebbe a raccogliere tramite conferenze e finanziamenti le risorse necessarie a mettere a terra una ricostruzione di Gaza e la <strong>contemporanea fornitura di alloggi</strong> di emergenza a chi è rimasto senza casa; in parallelo, in secondo luogo, si istituirebbe un&#8217;amministrazione temporanea per Gaza con forze di peacekeeping chieste al Consiglio di Sicurezza Onu; infine, si aprirebbe la strada all&#8217;applicazione della soluzione a due Stati</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta araba a Usa e Israele</h2>



<p>Il summit d&#8217;emergenza della <strong>Lega Araba</strong> presenta una rara prova d&#8217;unità oltre ogni bandiera: dalla Siria del neo-presidente islamista <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html">Abu Mohammad al-Jolani</a></strong> alla Giordania di <strong>Re Abdullah II,</strong> dal <strong>Qatar </strong>rappresentato dal ministro degli Esteri <a href="https://thepeninsulaqatar.com/article/04/03/2025/qatar-participates-in-preparatory-meeting-for-arab-summit-on-palestine-in-cairo">Mohammed bin Abdulaziz bin Saleh Al Khelaifi</a> all&#8217;<strong>Arabia Saudita del principe Mohammad bin Salman</strong> è emersa compattezza per mettere in campo progetti strategici volti a <strong>rispondere al piano israeliano-americano</strong>. </p>



<p>Washington e Tel Aviv hanno provato, con la proposta dell&#8217;inviato speciale Usa <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-cessate-il-fuoco-tra-israele-e-hamas-in-un-limbo.html">Steve Witkoff, a riscrivere i termini del cessate il fuoco tra Israele e Hamas </a>dopo la scadenza della prima fase? La Lega Araba risponde con il suo sostegno agli accordi di Doha di gennaio. Trump ha proposto <strong>la deportazione dei palestinesi</strong> da Gaza e la ricostruzione della Striscia come riviera? I Paesi arabi sottolineano, in risposta, la necessità di un <strong>piano in tre fasi</strong> per permettere ai gazawi di tornare a vivere nel loro territorio garantendo anche la continuità assistenziale durante la ricostruzione. </p>



<p>I sostenitori della guerra in Israele accusano i Paesi arabi di debolezza con Hamas? La delegazione araba invita come rappresentanza l&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, che a Pechino a luglio la stessa <a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">Hamas ha legittimato come unici rappresentanti del loro popolo.</a></p>



<p>Il piano arabo gode del sostegno delle Nazioni Unite e del segretario generale <strong>Antonio Guterres</strong>. Emerge la volontà di ricostruire Gaza non come enclave di terrore e miseria ma come parte di un Medio Oriente pacificato: &#8220;I precedenti piani economici per Gaza sono falliti dopo essere stati soffocati da Israele,&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2023/nov/07/gaza-who-lives-there-and-why-it-has-been-blockaded-for-so-long">che ha bloccato e bombardato la striscia per anni</a>&#8220;, ricorda il <em>Guardian,</em> aggiungendo che la proposta si scontra con i <em>desiderata</em> del &#8220;primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che&nbsp;<a href="https://www.gov.il/en/pages/spoke-vote190224">vuole un controllo<strong> permanente e onnicomprensivo su tutta la terra nei territori palestinesi</strong></a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prova di forza di al-Sisi</h2>



<p>Spicca nel negoziato la figura del presidente egiziano al-Sisi. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/3/whats-the-emergency-arab-summit-on-gaza-reconstruction-everything-to-know">Il 71enne <strong>rais del Cairo</strong> ha resistito,</a> dal 20 gennaio ad oggi, alla tentazione di &#8220;andare a Canossa&#8221; da Trump alla Casa Bianca dopo che The Donald presentando il suo piano per Gaza il 5 febbraio, ha messo pressione sul mondo arabo. L&#8217;Egitto ha promosso dalla riunione con la Giordania e i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di Riad del 21 gennaio un piano che al-Sisi ha definito “una visione completa per la ricostruzione di Gaza, garantendo al contempo la permanenza dei palestinesi” e ha ricevuto il <strong>via libera dell&#8217;intera Lega Araba</strong>. </p>



<p>Un messaggio di forza che rafforza la posizione dei mediatori e non può essere certamente definito un <strong>cedimento ad Hamas</strong>. In sostanza, ora l&#8217;Egitto e il Qatar, mediatori della tregua, hanno il sostegno dei Paesi arabi nel combinato disposto tra il sostegno al cessate il fuoco come è stato concluso a gennaio e quello alla futura ricostruzione di Gaza. A Israele e all&#8217;alleato americano la responsabilità di <strong>avanzare una contro proposta e accettare se entrare in campo o meno</strong> per una diplomazia che sappia realizzare per discutere nel merito o assecondare la strada che porta alla ripresa della guerra. Tutto questo senza regali agli islamisti. A livello diplomatico, un risultato notevole. A livello concreto, si vedrà: ma ora la responsabilità di offrire una proposta alternativa sta solo nelle mani di chi oggi reagisce duramente a un piano articolato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sisi-lancia-il-piano-marshall-arabo-per-gaza-ma-gli-usa-rispondono-picche.html">Al-Sisi lancia il Piano Marshall arabo per Gaza ma gli Usa rispondono picche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Turchia-Egitto: una nuova fase di normalizzazione e cooperazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/turchia-egitto-una-nuova-fase-di-normalizzazione-e-cooperazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 17:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Perché la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Turchia ed Egitto rappresenta una buona notizia per la stabilità della regione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/turchia-egitto-una-nuova-fase-di-normalizzazione-e-cooperazione.html">Turchia-Egitto: una nuova fase di normalizzazione e cooperazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116125542850_7c0304270a082232326e52691003c02a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi anni, <strong>Turchia ed Egitto hanno attraversato una fase di tensione diplomatica</strong> che sembrava insormontabile. Tuttavia, il 2024 ha segnato una svolta significativa nelle relazioni tra questi due paesi. Con la visita del presidente egiziano <strong>Abd al-Fattah al-Sisi</strong> ad Ankara, e quella precedente di <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong> al Cairo, si è formalizzata una nuova fase di relazioni bilaterali. Questo processo di normalizzazione, dopo un decennio di contrasti, rappresenta un cambiamento strategico che ha implicazioni sia a livello regionale che internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide economiche e sociali dell&#8217;Egitto</h2>



<p>L&#8217;Egitto ha affrontato negli ultimi anni una serie di sfide interne che hanno avuto un impatto significativo sulla sua stabilità economica. La crisi economica globale, aggravata dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina, ha messo a dura prova l&#8217;economia egiziana. Il <strong>PIL è passato da un tasso di crescita del 6,6% nel 2022 al 3,8% nel</strong> 2023. Inoltre, l&#8217;inflazione ha raggiunto il 26%, mentre la sterlina egiziana ha perso il 70% del suo valore rispetto al dollaro statunitense.</p>



<p>Questa crisi ha costretto il governo egiziano a richiedere un prestito di <strong>5 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale (FMI)</strong>, a condizione di aprire maggiormente l&#8217;economia al settore privato e ridurre il peso dell&#8217;economia controllata dai militari. Tuttavia, le politiche di austerità richieste dal FMI hanno sollevato il malcontento sociale, specialmente tra i lavoratori del settore pubblico, che hanno organizzato scioperi e proteste contro la chiusura delle fabbriche e i ritardi nei pagamenti.</p>



<p>A livello regionale, <strong>l&#8217;Egitto ha continuato a giocare un ruolo cruciale</strong>, specialmente in Libia e Gaza, pur rimanendo dipendente dagli aiuti finanziari dei paesi del Golfo come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questa dipendenza è stata ulteriormente accentuata dalle sfide nel settore turistico, colpito dalla guerra in Ucraina, e dalla diminuzione delle entrate del Canale di Suez a causa della crisi nel Mar Rosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia tra crisi interna e recupero</h2>



<p>Anche la <strong>Turchia ha attraversato un periodo turbolento</strong>, segnato da un devastante terremoto nel 2023 che ha colpito duramente il Paese, causando oltre 40.000 vittime e <strong>distruggendo più di 850.000 edifici</strong>. Questa catastrofe ha evidenziato ulteriormente le debolezze socio-economiche della Turchia.<a href="https://it.insideover.com/politica/turchi-bianchi-turchi-bruni-e-migranti-il-divide-et-impera-del-rais-erdogan.html"> L&#8217;inflazione è aumentata vertiginosamente</a>, raggiungendo il 75,45% nel 2024, il che ha portato a una perdita del potere d&#8217;acquisto e a un aumento della povertà.</p>



<p>Per rispondere a questa crisi, la <strong>Turchia ha dovuto rivedere le sue politiche monetarie</strong>, aumentando i tassi di interesse nel tentativo di controllare l&#8217;inflazione. La comunità internazionale, compresa l&#8217;Unione Europea, ha offerto supporto finanziario per la ricostruzione post-terremoto, ma la strada verso una ripresa completa è ancora lunga.</p>



<p>Nonostante le difficoltà interne, la Turchia ha cercato di <strong>rafforzare il proprio ruolo nella regione</strong> attraverso una politica estera pragmatica, stabilendo legami più stretti con paesi precedentemente ostili. In questo contesto, la normalizzazione delle relazioni con l&#8217;Egitto rappresenta un passo strategico importante per la Turchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riconciliazione tra Turchia ed Egitto: oltre le divergenze ideologiche</h2>



<p>Il <strong>processo di normalizzazione tra Turchia ed Egitto</strong> è stato avviato nel 2021, ma ha preso slancio solo di recente con gli scambi di visite ufficiali tra i due presidenti. Questa riconciliazione riflette un cambiamento di approccio da parte di entrambi i paesi, che ora cercano di superare le divergenze ideologiche legate al sostegno della Turchia ai Fratelli Musulmani durante le rivolte della Primavera Araba.</p>



<p>Le relazioni tra i due paesi erano particolarmente tese nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-libia-e-un-inferno-ma-a-usa-europa-e-russia-va-bene-cosi-e-il-generale-haftar.html">contesto della guerra civile libica</a>, dove <strong>l&#8217;Egitto sosteneva il generale Haftar mentre la Turchia supportava il Governo di Accordo Nazionale</strong>. Oggi, entrambi i paesi stanno cercando di trovare un terreno comune per risolvere la crisi libica, pur mantenendo visioni divergenti sulla presenza militare turca in Libia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opportunità di cooperazione economica</h2>



<p>La <strong>normalizzazione delle relazioni</strong> ha aperto la strada a nuove opportunità di cooperazione economica tra Turchia ed Egitto. Nel 2024, i due paesi hanno firmato 17 memorandum d&#8217;intesa in vari settori, tra cui turismo, trasporti, e sviluppo industriale. La Turchia, con la sua capacità di <strong>produrre tecnologia a basso costo</strong>, rappresenta un partner strategico per l&#8217;Egitto, soprattutto nel settore automobilistico e nella modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie.</p>



<p>Un&#8217;area particolarmente promettente di cooperazione è il turismo. Con il calo dei turisti russi e ucraini a causa della guerra, la <strong>Turchia potrebbe diventare un mercato alternativo</strong> per il settore turistico egiziano, che rappresenta una parte significativa del PIL del paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni internazionali e regionali</h2>



<p>La normalizzazione delle relazioni tra Turchia ed Egitto non si limita al miglioramento dei legami bilaterali, ma ha anche implicazioni più ampie per la stabilità della regione. Entrambi i paesi sono interessati a <strong>evitare un&#8217;escalation del conflitto tra Israele e Gaza</strong>, che potrebbe destabilizzare ulteriormente l&#8217;area. Sebbene abbiano posizioni ideologiche differenti, Turchia ed Egitto condividono l&#8217;obiettivo di sostenere la popolazione palestinese <strong>senza entrare in un confronto diretto con Israele</strong>.</p>



<p>Inoltre, la collaborazione tra Ankara e Il Cairo potrebbe influenzare la competizione per le risorse energetiche nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>. Mentre l&#8217;Egitto mira a diventare un produttore di gas, la Turchia è interessata a sviluppare infrastrutture per l&#8217;esportazione verso l&#8217;Europa. Questa convergenza di interessi potrebbe portare a nuove collaborazioni nel settore energetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maggiore stabilità per la regione</h2>



<p>La <strong>normalizzazione delle relazioni tra Turchia ed Egitto</strong> rappresenta un passo significativo verso una maggiore stabilità nella regione. Entrambi i paesi stanno cercando di rispondere alle sfide economiche interne rafforzando i loro legami con partner regionali e internazionali. In un contesto globale caratterizzato da instabilità e conflitti, la <strong>cooperazione tra questi due attori chiave</strong> potrebbe contribuire a ridurre le tensioni e promuovere uno sviluppo economico sostenibile.</p>



<p>In sintesi, il riavvicinamento tra Turchia ed Egitto <strong>potrebbe inaugurare una nuova era di relazioni strategiche</strong> che, se gestite correttamente, potrebbero avere un impatto positivo non solo sui due paesi, ma sull&#8217;intera regione del Medio Oriente e del Mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/turchia-egitto-una-nuova-fase-di-normalizzazione-e-cooperazione.html">Turchia-Egitto: una nuova fase di normalizzazione e cooperazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 14:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si sposta in Somalia la contesa per la cosiddetta Diga della Rinascita: Al Sisi stringe accordi con Mogadiscio e irrita gli etiopi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una foto che sottolinea probabilmente<strong> l&#8217;inizio delle nuove gravi tensioni nel Corno d&#8217;Africa</strong>. È stata scattata il 14 agosto scorso e immortala due capi di Stato seduti in una stessa stanza a Il Cairo: da una parte c&#8217;è il padrone di casa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Abdel Fatah Al Sisi</a>, dall&#8217;altra invece <strong>Hassan Sheikh Mohamud</strong>. Quest&#8217;ultimo è il presidente di una <strong>Somalia</strong> mai definitivamente uscita dal caos in cui è entrata negli anni Novanta.</p>



<p>L&#8217;incontro è, di per sé, storico: <strong>Egitto e Somalia hanno sottoscritto un importante patto di difesa </strong>che prevede, tra le altre cose, l&#8217;invio di soldati de Il Cairo in territorio somalo e l&#8217;inizio di esercitazioni congiunte. Un modo per Al Sisi per iniziare a ritagliarsi<strong> un ruolo di primo piano in un&#8217;area essenziale</strong>, quella a cavallo tra Oceano Indiano e Mar Rosso. Ma questo è solo uno dei possibili obiettivi egiziani: il grande vicino della Somalia, l&#8217;<strong>Etiopia</strong>, ha visto nella mossa de Il Cairo un modo per<strong> controllare da vicino Addis Abeba</strong>. E il premier etiope<strong> Abiy Ahmed</strong>, non l&#8217;ha presa bene. Tanto da inviare subito militari e rinforzi lungo le frontiere somale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;atavica questione della Diga della Rinascita</h2>



<p>Egitto ed Etiopia, è bene specificare, sono ai ferri corti da anni. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diga-della-discordia-ancora-tensione-tra-egitto-ed-etiopia.html">Al centro della contesa la famigerata Gerd</a>, acronimo di &#8220;<strong>Grande Diga della Rinascita Etiope</strong>&#8220;. Una mega struttura, alla cui costruzione hanno partecipato anche imprese italiane, in grado di dare a regioni etiopi storicamente aride un grande quantitativo di acqua per scongiurare la siccità e far rinascere, per l&#8217;appunto, l&#8217;economia. Il problema però, almeno dal punto di vista de Il Cairo, è che quell&#8217;acqua viene presa dal punto in cui il <strong>Nilo</strong> inizia a scavare i suoi meandri.</p>



<p>Egiziani, ma anche sudanesi, da tempo chiedono ad Addis Abeba di rivedere i propri piani. Il timore sia de Il Cairo sia di Khartoum, è di vedere drasticamente ridotta<strong> la portata del Nilo</strong> nei propri territori. Uno spettro ancor più problematico per l&#8217;Egitto, in cui il 90% della popolazione è stanziata lungo gli argini del fiume e dipende dalle sue acque. Per l&#8217;Etiopia però, l&#8217;attivazione delle turbine della Gerd non lede il diritto interazionale ed è una questione riguardante unicamente la propria sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa dell&#8217;Etiopia nel Somaliland</h2>



<p>Ma, a proposito di <strong>sovranità</strong>, c&#8217;è un altro Paese che ne ha reclamato il rispetto nei mesi scorsi. Si tratta della Somalia, irritata per gli accordi stretti tra Addis Abeba e le autorità del <strong>Somaliland</strong>. Quest&#8217;ultima è una regione <em>de facto</em> indipendente da Mogadiscio, erede di quel pezzetto di Somalia non finita in mani italiane e rientrante all&#8217;epoca all&#8217;interno dei possedimenti britannici. La comunità internazionale, nella stragrande maggioranza dei casi, non riconosce il Somaliland come Stato indipendente e questo alimenta l&#8217;ambizione di Mogadiscio di riprendere definitivamente l&#8217;intera area.</p>



<p>L&#8217;Etiopia, dal canto suo, dopo aver perso l&#8217;Eritrea e dopo aver appurato che i rapporti con Gibuti non saranno mai nel segno della stabilità, ha bisogno di uno <strong>sbocco a mare</strong>. Da qui le intese con i secessionisti somali, in grado di fornire ad Addis Abeba un porto sicuro sul Golfo di Aden e una base militare. Ma la mossa del premier Abiy Ahmed non è piaciuta al governo somalo, a sua volta messosi a &#8220;caccia&#8221; di alleati per frenare le ambizioni etiopi e rivendicare la sovranità sul Somaliland. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alleanza tra i due nemici di Addis Abeba</h2>



<p>L&#8217;Etiopia quindi è entrata in contrasto con due Paesi specifici: l&#8217;Egitto per la questione della diga e la Somalia per quella relativa alla regione secessionista. Il 14 agosto, si è ancora una volta attuata una legge non scritta sempre valida nel contesto internazionale:<strong> il nemico del mio nemico, è il mio miglior amico</strong>. Dalle rivendicazioni somale, Al Sisi ha visto l&#8217;occasione per piazzare almeno diecimila propri soldati a Mogadiscio e mettere fiato sul collo di Addis Abeba. Non solo, ma l&#8217;Egitto può anche controllare meglio un tratto di Oceano Indiano che sfocia poi nel Mar Rosso e da cui passano quei traffici, <strong>messi in pericolo dall&#8217;azione degli Houthi yemeniti</strong>, che transitano poi dal Canale di Suez.</p>



<p>L&#8217;Etiopia però ha deciso di mostrare i muscoli e ha a sua volta inviato migliaia di soldati lungo le frontiere somale, bollando come provocazione l&#8217;accordo militare tra Al Sisi e il suo omologo somalo. L&#8217;impressione quindi è che, nella disputa per la Gerd e le acque del Nilo, lo scontro sia stato spostato direttamente in Somalia e abbia assunto un<strong> carattere più marcatamente militare</strong>. Uno scontro diretto appare oggi poco probabile, anche se non è da escludere. La tensione resterà comunque, almeno per diverso tempo, molto alta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Una tangente per vivere: 15 mila dollari per scappare dalla striscia di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-tangente-per-vivere-15-mila-dollari-per-scappare-dalla-striscia-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2024 12:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'unico modo per salvarsi dall'inferno di Gaza sembra la fuga, ma per quella servono molti soldi, che solo pochissimi hanno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-tangente-per-vivere-15-mila-dollari-per-scappare-dalla-striscia-di-gaza.html">Una tangente per vivere: 15 mila dollari per scappare dalla striscia di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024081514361957_f74fad64f7d68807b1a8c44173a4c236-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non c’è bisogno di spendere molte parole su Gaza (e sulla Cisgiordania): i crimini che si stanno perpetrando alla luce del sole sono evidenti per chiunque non voglia negare la realtà. L’unico modo per tutelare l’incolumità propria e dei propri cari, giunti a questo punto, sembra essere quella di abbandonare la Striscia: e non parliamo solo dei bombardamenti e delle operazioni militari, ma anche delle terribili condizioni di vita (penuria di cibo e acqua, cure mediche praticamente inesistenti, e via dicendo) che spingono chi ne ha la possibilità a lasciare quell’inferno. L’unica via di fuga possibile è rappresentata dal valico di Rafah, il solo che consente di non passare per il territorio israeliano. Il problema è che tra il dire e il fare ci sono gli accessi bloccati, salvo poche eccezioni.</p>



<p>Se la vita umana non ha prezzo, anche questo principio sacro santo sembra trovare a Gaza una tragica eccezione. <a href="http://www.avvenire.it/mondo/pagine/profughi-in-fuga-c-e-un-tariffario-per-scappare-da-gaza#:~:text=Il%20tariffario%20%C3%A8%20variabile.,sul%20tavolo%2010%20mila%20dollari">Come leggiamo sull’Avvenire </a>, un uomo avrebbe pagato ben <strong>quindicimila dollari</strong> per lasciare la Striscia, assieme alla moglie e alla figlia piccola. Una cifra considerevole se teniamo conto che il <a href="https://www.state.gov/reports/2023-investment-climate-statements/west-bank-and-gaza/">salario medio</a> per un anno di lavoro a Gaza si aggirava prima del 7 ottobre intorno ai cinquemila dollari, il che significa che solo poche persone possono permettersi una somma del genere.  <a href="https://www.africa-express.info/2024/05/10/egitto-azienda-vicina-al-presidente-guadagna-2mln-di-dollari-al-giorno-per-far-uscire-i-palestinesi-da-rafah/">Perfino una ONG ha dovuto pagare la tariffa per far passare un camion di aiuti umanitari.</a></p>



<p>Chi non dispone dei mezzi necessari – si presume la stragrande maggioranza degli oltre due milioni di esseri umani che popolavano Gaza – non può fare altro che rivolgersi a parenti o amici (<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2024/03/08/news/uscire_gaza_visti_valico_rafah_agenzia_hala-422275925/">o alle raccolte di fondi online</a>), con tutte le difficoltà che si possono facilmente immaginare.</p>



<p>A questo punto è lecito chiedersi in favore di chi avvenga l’esborso. Il nome non è un mistero per nessuno, parliamo di <strong><a href="https://www.hala-consulting.com/">Hala Consulting and Tourism</a></strong>, un’agenzia di viaggi, con sede in Egitto, che ha intessuto rapporti o legami sia col Governo del Cairo sia con Hamas. Il proprietario è un potente uomo d&#8217;affari egiziano, <strong>Ibrahim al-Organ</strong>i, attivo nel settore delle costruzioni e degli appalti, molto legato al presidente <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong>. Al mercato dei profughi ha dedicato un ampio reportage<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a> <a href="https://www.middleeasteye.net/news/gaza-war-egypt-aiding-israel-bribe-palestinians-exit">Middle East Eye</a>, testata online specializzata in Medio Oriente. Per non farsi mancare nulla, il tour operator ha promosso delle campagne pubblicitarie online, rilanciate anche da altre agenzie.</p>



<p>Si stima che l’intermediario che si occupa del “trasferimento VIP”, come viene chiamato<a id="_ftnref2" href="#_ftn2"><sup>[2]</sup></a> <a id="_ftnref3" href="#_ftn3"><sup>[3]</sup></a>, avrebbe guadagnato circa <strong>due milioni di dollari al giorno dai palestinesi in fuga</strong>, e qualcosa come 118 milioni fino ai primi di maggio, che potrebbero diventare cinquecento se il trend non si esaurisse<a id="_ftnref4" href="#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>. Per l’ambasciatore palestinese al Cairo, <strong>Diab Allouh</strong>, potrebbero essere già centomila i profughi che hanno trovato riparo in Egitto sulla scorta dei dati a disposizione, che poi sono gli elenchi resi disponibili dagli stessi soggetti coinvolti. Nonostante le tariffe a dir poco esose, chi fugge non viaggia certo in modo confortevole e sicuro, visto che le <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/profughi-in-fuga-c-e-un-tariffario-per-scappare-da-gaza#:~:text=Il%20tariffario%20%C3%A8%20variabile.,sul%20tavolo%2010%20mila%20dollari">testimonianze</a> parlano di persone, anche giovani, stroncate dalla fatica e dal caldo.</p>



<p>Il singolo viaggiatore deve pagare fino a diecimila dollari se privo di documenti o se vuole godere di una sorta di priorità, mentre per i minori di 16 anni ne servono 2.500 (ricordiamo che a Gaza l’età media era di 18 anni). Tuttavia, se si possiede un passaporto egiziano viene applicata una tariffa “agevolata” che oscilla tra i 650 e i 1.200 dollari, mentre con documento di diversa nazionalità ce ne vogliono circa tremila. L’aumento della domanda, nella logica del mercato, ha fatto salire esponenzialmente i costi dopo il 7 ottobre, visto che prima di quella data ai palestinesi in fuga venivano richiesti circa 350 dollari a persona. <strong>Una quota percentuale del fatturato andrebbe appannaggio di Hamas</strong>.</p>



<p>Il Governo egiziano ha negato qualunque coinvolgimento in episodi di corruzione e/o l’esistenza di un “mercato” dei visti: tra gli altri, è intervenuto <strong>Diaa Rashwan</strong>, capo del servizio informazioni del Cairo<a id="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a>, e l’ufficio politico di Hamas<a id="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a>; a contraddire queste dichiarazioni le testimonianze di diversi profughi, che una volta usciti da Gaza hanno parlato di una vera spirale <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2024/01/25/7-000-to-escape-gaza-how-palestinians-fleeing-to-egypt-are-extorted_6465540_4.html">estorsiva</a>. Analoghe denunzie sono arrivate anche dallo scrittore e giornalista egiziano <a href="https://www.middleeasteye.net/users/mohannad-sabry">Mohannad Sabry</a><a id="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a>. <a href="https://news.sky.com/story/the-price-of-freedom-the-company-making-millions-from-gazas-misery-13081454">In una recente intervista</a>, il capo della diplomazia egiziana <strong>Sameh Shoukry</strong> ha ribadito che non esiste nessun coinvolgimento del suo Governo e ha promesso indagini approfondite.</p>



<p>Potremmo dire molte altre cose su questa triste vicenda, ma preferiamo cedere la parola a una delle protagoniste, suo malgrado. Si tratta di una trentenne, palestinese di Gaza, che conserva l’anonimato, come tanti altri, per tutelare sé stessa e i suoi familiari: &#8220;Non posso biasimare i palestinesi per aver pagato per andarsene, ma biasimo il mondo. Non è più un segreto che stiamo pagando una tangente per vivere e scappare dalle bombe&#8221;.</p>



<p>Resterebbe l’ultima domanda: il “mondo” dov’è?</p>



<p><strong><u>FONTI</u></strong></p>



<p><a href="http://www.avvenire.it/mondo/pagine/profughi-in-fuga-c-e-un-tariffario-per-scappare-da-gaza#:~:text=Il%20tariffario%20%C3%A8%20variabile.,sul%20tavolo%2010%20mila%20dollari">www.avvenire.it/mondo/pagine/profughi-in-fuga-c-e-un-tariffario-per-scappare-da-gaza#:~:text=Il%20tariffario%20%C3%A8%20variabile.,sul%20tavolo%2010%20mila%20dollari</a></p>



<p>egyptianstreets.com/2024/03/03/hamas-political-bureau-refutes-claims-of-egyptian-company-charging-fees-at-rafah-crossing/</p>



<p>timesofindia.indiatimes.com/world/middle-east/monopoly-at-rafah-egyptian-firm-makes-millions-from-palestinians-fleeing-gaza/articleshow/109781234.cms</p>



<p>pagineesteri.it/2024/03/04/primo-piano/un-finanziamento-online-per-uscire-dallinferno-di-gaza/</p>



<p>www.middleeastmonitor.com/20190611-egypt-company-launches-vip-travel-service-for-gaza-palestinians/amp/</p>



<p>ilmanifesto.it/la-fuga-da-gaza-vale-un-milione-di-dollari-al-giorno</p>



<p>news.sky.com/story/the-price-of-freedom-the-company-making-millions-from-gazas-misery-13081454</p>



<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/guerra/prezzo-fuga-gaza-ecco-chi-gestisce-business-2277039.html">www.ilgiornale.it/news/guerra/prezzo-fuga-gaza-ecco-chi-gestisce-business-2277039.html</a></p>



<p><a href="http://www.corriere.it/esteri/24_marzo_17/agenzia-viaggio-raccolte-fondi-liste-cosi-usciamo-gaza-08dc39d8-e3cb-11ee-b959-226e11086b56.shtml">www.corriere.it/esteri/24_marzo_17/agenzia-viaggio-raccolte-fondi-liste-cosi-usciamo-gaza-08dc39d8-e3cb-11ee-b959-226e11086b56.shtml</a></p>



<p>www.repubblica.it/esteri/2024/03/08/news/uscire_gaza_visti_valico_rafah_agenzia_hala-422275925/</p>



<p><a href="http://www.today.it/mondo/fuggire-gaza-agenzie-viaggi-egiziane-business-.html">www.today.it/mondo/fuggire-gaza-agenzie-viaggi-egiziane-business-.html</a></p>



<p><a href="http://www.progettodreyfus.com/hamas-al-sisi-e-unagenzia-di-viaggio-il-tariffario-per-scappare-da-gaza-e-andare-in-egitto/">www.progettodreyfus.com/hamas-al-sisi-e-unagenzia-di-viaggio-il-tariffario-per-scappare-da-gaza-e-andare-in-egitto/</a></p>



<p><a href="http://www.africa-express.info/2024/05/10/egitto-azienda-vicina-al-presidente-guadagna-2mln-di-dollari-al-giorno-per-far-uscire-i-palestinesi-da-rafah/">www.africa-express.info/2024/05/10/egitto-azienda-vicina-al-presidente-guadagna-2mln-di-dollari-al-giorno-per-far-uscire-i-palestinesi-da-rafah/</a></p>



<p><a href="http://www.lemonde.fr/en/international/article/2024/01/25/7-000-to-escape-gaza-how-palestinians-fleeing-to-egypt-are-extorted_6465540_4.html">www.lemonde.fr/en/international/article/2024/01/25/7-000-to-escape-gaza-how-palestinians-fleeing-to-egypt-are-extorted_6465540_4.html</a></p>



<p><a href="http://www.middleeasteye.net/news/gaza-war-egypt-aiding-israel-bribe-palestinians-exit">www.middleeasteye.net/news/gaza-war-egypt-aiding-israel-bribe-palestinians-exit</a></p>



<p>www.theguardian.com/global-development/2024/jan/08/palestinians-flee-gaza-rafah-egypt-border-bribes-to-brokers</p>



<p>theintercept.com/2024/03/07/gaza-palestinians-border-crossing-egypt/</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> www.middleeasteye.net/news/egypt-firm-palestinians-fleeing-war-gaza</p>



<p><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> www.middleeastmonitor.com/20190611-egypt-company-launches-vip-travel-service-for-gaza-palestinians/amp/</p>



<p><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> timesofindia.indiatimes.com/world/middle-east/monopoly-at-rafah-egyptian-firm-makes-millions-from-palestinians-fleeing-gaza/articleshow/109781234.cms</p>



<p><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> www.middleeasteye.net/news/gaza-war-egypt-aiding-israel-bribe-palestinians-exit</p>



<p><a href="#_ftnref5" id="_ftn5">[5]</a> www.youm7.com/story/2024/1/10/%D9%86%D9%81%D9%89-%D9%85%D8%B5%D8%B1%D9%89-%D9%82%D8%A7%D8%B7%D8%B9-%D9%84%D8%A7%D8%AF%D8%B9%D8%A7%D8%A1%D8%A7%D8%AA-%D8%AA%D8%AD%D8%B5%D9%8A%D9%84-%D8%B1%D8%B3%D9%88%D9%85-%D8%A5%D8%B6%D8%A7%D9%81%D9%8A%D8%A9-%D8%A8%D9%85%D8%B9%D8%A8%D8%B1-%D8%B1%D9%81%D8%AD/6442915</p>



<p><a href="#_ftnref6" id="_ftn6">[6]</a> egyptianstreets.com/2024/03/03/hamas-political-bureau-refutes-claims-of-egyptian-company-charging-fees-at-rafah-crossing/</p>



<p><a href="#_ftnref7" id="_ftn7">[7]</a> www.middleeasteye.net/users/mohannad-sabry</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-tangente-per-vivere-15-mila-dollari-per-scappare-dalla-striscia-di-gaza.html">Una tangente per vivere: 15 mila dollari per scappare dalla striscia di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Canale di Suez, l’Egitto raddoppia. Alla faccia degli Houthi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/canale-di-suez-legitto-raddoppia-alla-faccia-degli-houthi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 13:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Evergreen]]></category>
		<category><![CDATA[Houti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continua l'offensiva degli Houti nel Mar Rosso ma l'Egitto pensa al raddoppio del Canale di Suez per elevarne l’efficienza. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/canale-di-suez-legitto-raddoppia-alla-faccia-degli-houthi.html">Canale di Suez, l’Egitto raddoppia. Alla faccia degli Houthi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611155140291_cafa53893c87529f8a269e0e553ae5a5-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell’indifferenza dei media internazionali continua la guerriglia navale degli <strong>Houthi </strong>nel Mar Rosso. Pochi giorni fa le milizie yemenite hanno rivendicato l’abbattimento di un sesto drone statunitense, per poi diffondere attraverso il canale TV Al-Masirah il bilancio degli ultimi attacchi. In questo fine settimana una salva di missili balistici di probabile produzione iraniana ha colpito il cacciatorpediniere britannico HMS Diamond mentre un attacco combinato di droni e missili ha danneggiato due navi commerciali, la Norderney e la MSC Tavvishi, ambedue “colpevoli”, secondo i ribelli yemeniti, di “violare” il divieto di navigare verso porti israeliani.&nbsp;</p>



<p>I danni, come conferma l’United Kingdom Trade Operations, sono fortunatamente limitati e per una volta non ci sono vittime. Rimane però il segnale, l’ennesimo, che conferma l’immutata pericolosità del passaggio dello<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bab_el-Mandeb"> <strong>stretto di Bab al-Mandeb</strong> </a>e, di conseguenza, della rotta da e verso il Canale di Suez e il Mediterraneo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Key_Facts_about_Bab_el_Mandeb_Strait_1c89d86f76.jpg" alt="" class="wp-image-424860" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Key_Facts_about_Bab_el_Mandeb_Strait_1c89d86f76.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Key_Facts_about_Bab_el_Mandeb_Strait_1c89d86f76-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Key_Facts_about_Bab_el_Mandeb_Strait_1c89d86f76-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>



<p>Da qui l’incremento vertiginoso (il 67% secondo i dati della piattaforma PortWatch del Fondo Monetario Internazionale) della molto più lunga e costosa circumnavigazione attorno l’Africa. Per i porti italiani e mediterranei un problema terribilmente serio. <strong>Ad aprile il porto di Genova ha registrato un calo dei volumi in uscita del 60 per cento mentre il Pireo ha registrato a sua volta una riduzione del 58%.</strong> Numeri pesanti che preoccupano gli operatori economici, i vari Governi e di riflesso l’Unione Europea. Ma non è tutto. A inquietare borse, cancellerie e diplomazie c’è <strong>soprattutto l‘Egitto</strong>, un attore politico centrale degli equilibri regionali e dal 1956 unico “titolare” dell’idrovia aperta il 17 novembre 1869 da Ferdinand de Lesseps. Una risorsa preziosa per le esangui casse cairote: solo nell’anno fiscale 2022-23, il Canale ha generato 9,4 miliardi di dollari in tasse di transito. Tanti soldi che sostengono e alimentano la fragile economia egiziana, già penalizzata dal calo del turismo, puntualmente flagellata da convulsioni interne e ora dalla guerra in corso a Gaza.&nbsp;</p>



<p>Inevitabilmente la crisi innescata dagli Houthi ha penalizzato il traffico lungo il Canale e in questi mesi i proventi sono crollati del 50%. Intervenendo al World Economic Forum a Riyadh, in Arabia Saudita, la scorata ministra per la Pianificazione e lo sviluppo economico <strong>Hala Helmy el-Said</strong> ha avvertito che “il declino è causato da interruzioni della navigazione legati alle tensioni in atto nel mar Rosso”.&nbsp;Un disastro a cui il governo del Cairo ha cercato di rimediare innalzando lo scorso gennaio le tasse di transito dal 5% al 15%, proprio per mitigare l’impatto sulle finanze interne. Un tampone rivelatosi presto inutile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">al-Sisi non molla e raddoppia</h2>



<p>Ma <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong>, il ferrigno presidente dell’Egitto, non è tipo d’arrendersi e tanto meno di subire gli eventi. L’ex generale ha deciso di rilanciare alla grande e ha annunciato a sorpresa il completamento del <strong>raddoppio del Canale</strong>, un’opera imponente iniziata non casualmente nel 2014, all’indomani della turbolenta “primavera araba” che aveva scalzato prima <strong>Hosni Mubarak</strong> e poi, dopo l’intervento dell’esercito, il suo successore l’islamista <strong>Mohammed Morsi</strong>.&nbsp; Una scelta, quella di al-Sisi, nel segno del nazionalismo laico e del pragmatismo politico: impegnare le magre risorse della repubblica in un progetto così complesso è indubbiamente un segno di speranza per il suo popolo e una conferma di stabilità interna.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-424864" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611154237268_adcc17624b74388c2e68bae2b02f72c9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’obiettivo è quello di aumentare i passaggi delle navi, ma anche evitare che incidenti come quello della “Ever Given” nel 2021 possano bloccare la via d’acqua.<br>Nello studio preliminare si valuteranno la fattibilità, le ricadute ambientali, gli studi ingegneristici e di opere civili, nonché le ricerche sul suolo e sul dragaggio. Questa prima fase dovrebbe essere conclusa entro 16 mesi, prima della presentazione del progetto al governo, considerato che i finanziamenti necessari per i lavori arriveranno dal budget per gli investimenti del ministero delle Finanze egiziano, senza imporre alcun onere aggiuntivo al bilancio generale dello Stato.</p>



<p>Il raddoppio completo in entrambe le direzioni dovrebbe consentire di elevare l’efficienza della via d’acqua e di aumentarne la competitività, nonché di incrementare la sua capacità, per poter accogliere ogni tipologia di nave. L’ammiraglio <strong>Ossama Rabiee</strong>, presidente e amministratore delegato dell’Autorità del Canale, ha inoltre annunciato la realizzazione dell’allargamento del Canale di 40 metri nella parte meridionale, mentre sono in corso i lavori per il raddoppio di 10 chilometri nel Piccolo Lago Amaro. L’intervento mira ad aumentare, in questo settore, la capacità ricettiva del Canale e il margine di sicurezza della navigazione del 28%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E i cinesi aprono la rotta Trieste- Suez-Shangai</h2>



<p>In questo intricato garbuglio geopolitico e commerciale va segnata un’eccezione significativa che concerne direttamente il porto di Trieste. Evergreen, la compagnia di Taiwan che ha rilevato il glorioso Lloyd Triestino, ha deciso assieme ai suoi alleati — la francese Cma-Cmg e la cinese Cosco — di riaprire la rotta Trieste-Shanghai via Suez includendo nuovi scali come Jedda, Beirut e Tripoli (ed escludendo ogni toccata in Israele). Un azzardo agli occhi di molti ma anche una dimostrazione dell’efficacia del soft power di Pechino in teatri apparentemente lontani ma ciò nonostante vitali per l’economia del dragone.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Scontri tra egiziani e israeliani a Rafah</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/scontri-tra-egiziani-e-israeliani-a-rafah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 14:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Forze di difesa israeliane (Idf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[rafah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rafah" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tensione a Rafah, dopo gli ultimi raid e le ultime operazioni israeliane, continua a essere molto alta. E forse anche per questo nelle scorse ore, così come confermato da Channel 13 e da altri media israeliani, sempre nell&#8217;area della cittadina più meridionale della Striscia di Gaza sono stati registrati scontri tra l&#8217;Idf e le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontri-tra-egiziani-e-israeliani-a-rafah.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontri-tra-egiziani-e-israeliani-a-rafah.html">Scontri tra egiziani e israeliani a Rafah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rafah" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507094553477_26757b432cf9c0b6c78d53b4cdf06878-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tensione a Rafah, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lidf-fa-strage-di-civili-a-rafah-40-morti-tra-le-fiamme-di-un-campo-profughi.html">dopo gli ultimi raid e le ultime operazioni israeliane</a>, continua a essere molto alta. E forse anche per questo nelle scorse ore, così come confermato da<em> Channel 13</em> e da altri media israeliani, sempre nell&#8217;area della cittadina più meridionale della Striscia di Gaza sono stati registrati<strong> scontri tra l&#8217;Idf e le forze egiziane</strong>. Si tratta di un inedito: Il Cairo e Tel Aviv hanno firmato un trattato di pace nel 1979 e, da allora, mai i due Paesi sono arrivati a uno scontro. Negli scambi di colpi d&#8217;arma da fuoco odierni, sarebbe morto almeno un soldato egiziano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ancora ignota la natura degli scontri</h2>



<p>Al momento si sa con certezza il luogo del contatto ravvicinato tra i due eserciti: si tratta, in particolare, di un&#8217;area non lontana dall&#8217;unico <strong>valico</strong> che collega la Striscia con il Sinai egiziano. Una zona da alcuni giorni tornata, dopo 19 anni,<a href="https://it.insideover.com/guerra/19-anni-dopo-israele-al-confine-con-legitto-gaza-di-nuovo-isolata-dal-mondo.html"> nelle mani delle forze israeliane</a> nell&#8217;ambito delle prime azioni intentate dallo Stato ebraico contro la città di Rafah e quindi contro le ultime roccaforti di <strong>Hamas</strong> a Gaza. Dunque, dalla parte palestinese del valico sono presenti i soldati dell&#8217;Idf i quali presidiano l&#8217;area e sono a stretto contatto con le forze egiziane situate dall&#8217;altra parte del confine. </p>



<p>Nella mattinata di questo lunedì, poche ore dopo i raid contro un&#8217;area di Rafah che hanno causato la morte di diversi civili, soldati egiziani e soldati israeliani hanno ingaggiato un intenso conflitto a fuoco. Il motivo per adesso è <strong>ignoto</strong>: &#8220;Non possiamo comunicare altro &#8211; ha sottolineato una fonte dell&#8217;Idf a Channel 13 &#8211; possiamo solo confermare che c&#8217;è stato uno scontro e che nessun nostro soldato è rimasto ucciso. Altro non è possibile aggiungere&#8221;. </p>



<p>La conferma è arrivata anche dall&#8217;altra parte del confine, con il portavoce dell&#8217;esercito egiziano che ha ammesso la morte di almeno un soldato a seguito di scontro con le forze israeliane. Sui social, dall&#8217;area del valico, sono stati pubblicati video che mostrano alcune strutture in fiamme e poco più. Impossibile comprendere da quale area è partito il primo colpo e come mai si è arrivati a un confronto diretto tra le due parti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mediazione in corso tra Tel Aviv e Il Cairo</h2>



<p>Sia nel quartier generale israeliano che in quello egiziano, si parla adesso di &#8220;<strong>indagini in corso</strong>&#8220;. Un modo per sottintendere che, da entrambi i versanti, si sta cercando di evitare escalation e che sono in corso delle dirette contrattazioni tra i vertici dell&#8217;Idf e le controparti egiziane. Nessuno sembrerebbe quindi intenzionato a portare avanti ulteriori escalation. Del resto, Egitto e Israele sono in pace dal 1979 e da quando i due Paesi hanno allacciato relazioni diplomatiche non si sono mai verificati episodi di significativa tensione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: The IDF opens an investigation into the air strike in Rafah on Sunday night. The IDF says its operational assessment ahead of the strike was that no civilians were going to be harmed</p>&mdash; Barak Ravid (@BarakRavid) <a href="https://twitter.com/BarakRavid/status/1795088060641673705?ref_src=twsrc%5Etfw">May 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una messa in discussione dell&#8217;accordo di pace siglato a Camp David sotto lo sguardo dell&#8217;allora presidente Usa Jimmy Carter, <strong>creerebbe gravi grattacapi sia a Tel Aviv che a Il Cairo</strong>. Gli egiziani sono infatti fondamentali mediatori al momento, specialmente per quel che riguarda la possibilità di un accordo con Hamas per il rilascio degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Dall&#8217;altro lato, per l&#8217;Egitto alimentare lo spettro di nuove tensioni o andare incontro a un conflitto, avrebbe effetti deleteri su un&#8217;economia già molto fragile e impelagata in un momento alquanto difficile. Lo scontro odierno però potrebbe rappresentare un pericoloso precedente in ottica futura. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontri-tra-egiziani-e-israeliani-a-rafah.html">Scontri tra egiziani e israeliani a Rafah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Sisi Egitto (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-1024x695.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di recente, una decisione in particolare ha suscitato scalpore sia all&#8217;interno dell&#8217;Egitto che all&#8217;estero: a Il Cairo, la banca centrale ha deciso di aumentare i tassi d&#8217;interesse del 6%, portandoli al 27,25%. Una mossa che può essere interpretata in due direzioni: da un lato, è il segno delle enormi difficoltà dell&#8217;economia egiziana, dall&#8217;altro però potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Sisi Egitto (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-1024x695.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di recente, una decisione in particolare ha suscitato scalpore sia all&#8217;interno dell&#8217;Egitto che all&#8217;estero: a Il Cairo, la <strong>banca centrale</strong> ha deciso di<strong> aumentare i tassi d&#8217;interesse del 6%</strong>, portandoli al 27,25%. Una mossa che può essere interpretata in due direzioni: da un lato, è il segno delle enormi <strong>difficoltà</strong> dell&#8217;economia egiziana, dall&#8217;altro però potrebbe essere l&#8217;avvio di un essenziale <strong>percorso di risanamento </strong>per le casse del Paese arabo, considerando anche lo sblocco del piano di aiuti concordato nei mesi scorsi dal governo del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html"> presidente Al Sisi</a> con l&#8217;<strong>Fmi</strong>.</p>



<p>Tra i corridoi diplomatici, vige una significativa certezza su un punto in particolare: l&#8217;Egitto è il classico esempio di un attore internazionale &#8220;<em>too big to fail</em>&#8220;, troppo grande per fallire. A confermarlo anche una fonte diplomatica sentita da InsideOver: <em>&#8220;Il Cairo non verrà lasciato fallire&#8221;</em>. Il prezzo però che sarà pagato da Al Sisi potrebbe essere molto salato: <em>&#8220;Aumento dei prezzi, diminuzione del potere d&#8217;acquisto delle classi medie, aumento della povertà</em> &#8211; ha sottolineato la fonte diplomatica &#8211; <em>potrebbero <strong>destabilizzare</strong> la società egiziana&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">I faraonici investimenti di Al Sisi</h2>



<p><em>&#8220;Se il prezzo del progresso implica il non poter né mangiare e né bere, allora non mangeremo e non berremo&#8221;</em>: a pronunciare questa frase è stato, nel corso di un convegno tenuto a Il Cairo alcuni anni fa, lo stesso presidente Al Sisi. Parole piuttosto <strong>emblematiche</strong>: l&#8217;Egitto, secondo questa visione, deve dotarsi di nuove infrastrutture e nuove opere per proiettarsi al futuro. Costi quel che costi. In effetti, il prezzo pagato dal Paese è molto esoso: si calcola che l&#8217;<strong>esposizione debitoria </strong>de Il Cairo sia aumentata notevolmente, sforando quota 150 miliardi di Dollari. Circostanza che ha alimentato anche una <strong>spirale inflazionistica</strong> importante, arrivata a toccare lo scorso anno anche il 40% prima di scendere al 29% registrato nello scorso mese di gennaio.</p>



<p>Da quando si è insediato alla presidenza nel 2014, Al Sisi ha investito miliardi su progetti importanti e che, almeno secondo le stime del suo governo, dovrebbero garantire al Paese la disponibilità futura di risorse in grado di rilanciare l&#8217;economia. Si tratta soprattutto di <strong>mega opere infrastrutturali</strong>. Quali, tra tutte, la costruzione della<strong> nuova capitale amministrativa</strong> a 50 km da Il Cairo: una metropoli sorta dal nulla che dovrebbe essere ultimata nei prossimi anni e che dovrebbe garantire il decongestionamento dell&#8217;attuale capitale. Il costo è stimato in circa sessanta miliardi di Dollari. </p>



<p>Ci sono poi i lavori per le <strong>nuove ferrovie</strong> tra il Mar Rosso e Alessandria d&#8217;Egitto, quelli per l&#8217;allargamento e il<strong> raddoppio del canale di Suez,</strong> nonché le opere per altre &#8220;<strong>new town</strong>&#8221; sparse per il Paese. Nei progetti futuri, ci sono poi <strong>nuovi<a href="https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> canali idrici</a> </strong>per portare le acque del Nilo in aree aride e creare nuovi terreni coltivabili. Infine, negli ultimi cinque anni l&#8217;Egitto si è dotato di<strong> nuove autostrade </strong>come, non ultima, quella a otto corsie poco fuori Il Cairo destinata a essere la prima parte di una lunga dorsale panafricana per collegare il Mediterraneo con il Sudafrica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La piaga economica</h2>



<p>Il ragionamento alla base del pensiero di Al Sisi è tutto sommato semplice: all&#8217;Egitto servono nuove opere per rilanciare l&#8217;economia e occorre <strong>investire</strong> per costruirle. Ci sono problemi di sovrappopolamento e allora ecco gli assegni di svariati miliardi di Dollari per impiantare nuove città, c&#8217;è la seria questione legata alla progressiva perdita di risorse idriche e allora via libera ai progetti per nuovi canali. Il problema però è che, nel bel mezzo della corsa per dotarsi di opere essenziali per il futuro, l&#8217;Egitto potrebbe aver fatto <strong>il passo più lungo della gamba</strong>. Spendendo risorse ed energie per progetti che, in alcuni casi, appaiono come il riflesso della megalomania della mente che li ha partoriti. </p>



<p>A questo, occorre aggiungere anche una buona dose di <strong>sfortuna</strong> per Il Cairo: gli investimenti sono stati effettuati in una delle fasi più critiche e difficilmente prevedibili della storia recente. Prima il <strong>Covid</strong>, poi la <strong>guerra in Ucraina</strong> hanno contribuito a far mancare introiti nelle casse dello Stato e a richiedere maggiori esborsi per sussidi e per acquisti di materie prime e di viveri. In seguito, è arrivata anche la <strong>guerra a Gaza </strong>a complicare il quadro, al pari delle azioni degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html">Houthi</a> che stanno decimando il valore del traffico marittimo lungo il canale di Suez.</p>



<p><em>&#8220;Se ci si fa caso</em> &#8211; ha sottolineato la fonte diplomatica sentita ai nostri microfoni &#8211; <em>basta guardare una cartina e ci si accorge che l&#8217;Egitto è letteralmente circondato da conflitti&#8221;</em>. A ovest c&#8217;è infatti una <strong>Libia</strong> instabile dalla caduta di Gheddafi, a sud c&#8217;è un <strong>Sudan</strong> alle prese da circa un anno con la guerra civile, a est  c&#8217;è Israele e la questione relativa alla <strong>Striscia di Gaza.</strong> Infine, come accennato in precedenza, c&#8217;è la questione legata all&#8217;instabilità del Mar Rosso causata dalle iniziative delle milizie filo sciite degli Houthi nello Yemen.  </p>



<p>L&#8217;Egitto si è quindi ritrovato senza due delle principali fonti di guadagno: il <strong>turismo</strong> e il canone per l&#8217;attraversamento del <strong>canale di Suez</strong>. Questo ha portato non solo a difficoltà nel pagare il deficit, ma anche al quasi totale <strong>esaurimento</strong> delle riserve di valuta estera. Circostanza che ha messo in allarme non solo Al Sisi, ma l&#8217;intera regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salvataggio esoso</h2>



<p>In queste condizioni, Il Cairo rischierebbe di avvicinarsi inesorabilmente verso il default. Tuttavia, come sottolineato dallo studioso<strong> Giuseppe Dentice</strong> del CeSI su <em>AgenziaNova</em>, l&#8217;Egitto non verrà mai lasciato fallire. <em>&#8220;Il concetto </em>&#8211; si legge nelle dichiarazioni di Dentice &#8211;<em> non è più ‘too big to fail’, ma ‘too important to fail’: questo garantisce all&#8217;Egitto, almeno nel breve termine, una certa stabilità sui mercati anche finanziari e nella gestione delle partite correnti&#8221;.</em></p>



<p>Pur di non lasciare allo sbaraglio Il Cairo, i Paesi della regione hanno deciso di sborsare parecchi soldi. Da un fondo emiratino, sono arrivati almeno 35 miliardi di Dollari. Dall&#8217;Arabia Saudita invece, dovrebbero arrivare altri 15 miliardi di Dollari. L&#8217;aumento dei tassi di interesse, è poi propedeutico per un piano da dieci miliardi di Dollari da parte dell&#8217;Fmi. Piano che dovrà però prevedere<strong> tagli alla spesa</strong> e controllo dei prezzi. Anche perché all&#8217;Egitto, per scongiurare definitivamente la crisi, servono riforme strutturali in grado di riequilibrare nel lungo periodo la situazione. Diversamente, terminata la boccata d&#8217;ossigeno garantita dai prestiti, a Il Cairo si tornerà a parlare di bancarotta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rischia Al Sisi</h2>



<p>I primi costi politici per il presidente egiziano riguardano la<strong> politica estera</strong>. I prestiti ricevuti da Abu Dhabi e Riad rischiano di ancorare a tempo indeterminato la linea de Il Cairo ai due Paesi finanziatori: <em>&#8220;I soldi in arrivo dal Golfo</em> &#8211; sottolinea la fonte diplomatica &#8211; <em>non sono certo beneficenza&#8221;.</em> Conseguenze importanti però potrebbero arrivare anche a <strong>livello interno</strong>. Al Sisi dovrà affrontare un periodo dove l&#8217;aumento dei prezzi e il taglio delle spese potrebbero potenzialmente suscitare molto più di un semplice malumore. </p>



<p>La sfida più importante in tal senso potrebbe arrivare dall&#8217;apparato più legato all&#8217;attuale presidente, quello <strong>militare</strong>. L&#8217;Egitto potrebbe infatti essere costretto a rivedere le proprie spese in termini di difesa, circostanza che non verrebbe di certo gradita dai generali e dalle tante aziende che ruotano attorno al sistema militare. </p>



<p>L&#8217;attenzione sull&#8217;Egitto sarà quindi massima nei prossimi mesi soprattutto da parte delle cancellerie internazionali, sia in medio oriente che in Europa. Del resto il governo de Il Cairo è strategico per diversi motivi: immigrazione, mediazione con Hamas, non ultimo anche gas e risorse energetiche. Argomenti che interessano da vicino l&#8217;Italia, con<strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/la-tentazione-di-essere-protagonisti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgia Meloni</a> </strong>volata in queste ore proprio alla corte di Al Sisi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Egitto è rassegnato a un&#8217;offensiva su Rafah</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 15:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze di difesa israeliane (Idf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima l&#8217;invio di carri armati e mezzi militari in un&#8217;area, quella del Sinai orientale, che in base agli accordi di pace con Israele del 1979 dovrebbe essere smilitarizzata. Adesso la creazione di barriere e muri in un&#8217;aera attigua al confine con la Striscia di Gaza, destinata forse ad ospitare i profughi palestinesi. E per chissà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html">L&#8217;Egitto è rassegnato a un&#8217;offensiva su Rafah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231211175237419_9ae3b958421cd2c083d8613f69e65a19.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima l&#8217;invio di carri armati e mezzi militari in un&#8217;area, quella del <strong>Sinai orientale</strong>, che in base agli accordi di pace con Israele del 1979 dovrebbe essere smilitarizzata. Adesso la creazione di <strong>barriere</strong> e <strong>muri</strong> in un&#8217;aera attigua al confine con la<strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/gaza-crocevia-del-medio-oriente" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Striscia di Gaza</a></strong>, destinata forse ad ospitare i profughi palestinesi. E per chissà quanto tempo. L&#8217;Egitto teme le possibili conseguenze relative a una<strong> crisi umanitaria a Rafah</strong>, ultimo lembo della Striscia dove gli sfollati da Gaza City possono trovare rifugio, ma al contempo sembra non poter fare altro che aspettare l&#8217;afflusso dei profughi. </p>



<p>L&#8217;esercito israeliano è infatti prossimo ad attaccare anche Rafah, nonostante le rimostranze e i segnali dello stesso Egitto. Oltre che degli altri Paesi arabi e degli<strong> Stati Uniti</strong>, con Washington che nelle scorse ore ha presentato una bozza di risoluzione al consiglio di sicurezza Onu in cui si chiede un cessate il fuoco temporaneo. Il timore, non solo egiziano, è che l&#8217;afflusso massiccio di sfollati verso il Sinai sia in grado di sferrare il colpo di grazia a un&#8217;economia egiziana già parecchio provata e alla stabilità della regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strutture costruite in territorio egiziano</h2>



<p>Alla città di Rafah è toccato il destino di ritrovarsi al centro di uno dei confini più delicati al mondo. Una sorte che la storia le ha assegnato nel 1906, con il<strong> trattato tra ottomani e britannici</strong> con cui è stata tracciata una linea di frontiera tra un Egitto ancora sotto il mandato di Londra e una Palestina sotto il controllo della Sublime Porta. Da quel momento in poi la cittadina, con all&#8217;epoca poco meno di 600 abitanti, è diventa un posto di confine e un vero e proprio <strong>simbolo</strong> divisorio tra due mondi tanto attigui quanto spesso lontani: da un lato c&#8217;è l&#8217;Egitto e il Sinai, dall&#8217;altro inizia il mondo palestinese, la cui storia verrà da lì a breve risucchiata come un vortice dalle più recenti vicende mediorientali. </p>



<p>La frontiera si è mantenuta anche in quegli anni in cui la Striscia di Gaza era sotto amministrazione egiziana: Il Cairo ha sempre preferito controllare i transiti nella zona, sospettando la presenza di traffici non proprio leciti. Poi con la <strong>guerra dei sei giorni </strong>del 1967, il confine a Rafah ha diviso un territorio sotto occupazione israeliana dall&#8217;Egitto governato ancora dal rais Nasser. </p>



<p>Nel trattato di pace del 1979, Il Cairo e Tel Aviv hanno fissato il passaggio del confine nel cuore di Rafah. Si è così costruito l&#8217;attuale valico che divide la Striscia dal Sinai, reso nel frattempo smilitarizzato. A sud di quel valico adesso il governo del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html"> presidente Al Sisi</a> ha iniziato a inviare mezzi, non solo militari ma anche civili. Si tratta di bulldozer e trattori che stanno spianando un&#8217;area di almeno tredici chilometri quadrati. </p>



<p>Le immagini satellitari confermerebbero l&#8217;esistenza di lavori molto pesanti, già ben avviati. Sul<em> Wall Street Journal</em>, un funzionario egiziano ha rivelato che in effetti nel Sinai orientale si stanno costruendo campi per ospitare almeno centomila persone. Il tutto in un&#8217;area recintata e isolata sia dall&#8217;Egitto che dalla Striscia. Il Cairo, in poche parole, si sta preparando a dover fare i conti con un altro intricato tassello della sua storia. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Satellite images show Egypt levelling land and building a wall along its border with the Gaza Strip near the Rafah crossing. <br><br>The construction suggests Egypt is preparing for a possible influx of displaced Palestinians, amid fears that Israel&#39;s planned ground invasion of Rafah. <a href="https://t.co/QmDVe4TPAc">pic.twitter.com/QmDVe4TPAc</a></p>&mdash; Al Jazeera English (@AJEnglish) <a href="https://twitter.com/AJEnglish/status/1758642557419216944?ref_src=twsrc%5Etfw">February 17, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Al Sisi costretto ad accogliere?</h2>



<p>Quella de Il Cairo sembrerebbe una <strong>resa</strong> alla prova dei fatti. Nonostante un attacco su Rafah sia stato considerato, dall&#8217;Egitto come da molti altri Stati arabi, come una<strong> linea rossa</strong> invalicabile sia per motivi politici che umanitari, Al Sisi ha capito che il governo israeliano di <strong>Netanyahu</strong> andrà avanti. L&#8217;Idf tra non molto attaccherà anche Rafah e i palestinesi da qualche parte dovranno pur scappare. Volenti o nolenti, le autorità egiziane devono prepararsi al peggio.</p>



<p>Lo ha lasciato intendere nelle scorse ore anche il ministro degli Esteri egiziano, <strong>Sameh Shoukry</strong>: <em>&#8220;Non è intenzione de Il Cairo fornire aree o strutture sicure</em> &#8211; ha dichiarato ai media locali &#8211;<em> ma dovesse accadere ce ne occuperemo con l’umanità necessaria&#8221;.</em> Come dire, per l&#8217;appunto, che è meglio prendere in considerazione l&#8217;idea di accogliere piuttosto che credere ancora di poter fermare la guerra. La mediazione con Hamas, l&#8217;organizzazione di summit tra israeliani e statunitensi nella propria capitale e le varie altre iniziative intraprese da Al Sisi probabilmente non serviranno. Da qui la costruzione, nel giro di pochi giorni, di campi e recinsioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La risoluzione Usa su Rafah</h2>



<p>Il prezzo che però pagherà l&#8217;Egitto sarà <strong>salatissimo</strong>. Costruire strutture di accoglienza per migliaia di persone influirà molto su un budget già oggi allo stremo. Non solo, ma un afflusso di profughi del genere provocherà non pochi problemi legati alla sicurezza: nel Sinai sono attivi da tempo <strong>gruppi jihadisti </strong>in grado di tenere sotto scacco la sicurezza egiziana, il rischio è che estremisti locali ed estremisti palestinesi entrino in contatto e sferrino attacchi congiunti sia contro Israele che contro Il Cairo.</p>



<p>Una destabilizzazione del già fragile quadro egiziano potrebbe a sua volta a gravi conseguenze regionali. Per questo anche gli <strong>Usa</strong> stanno provando a fermare l&#8217;iniziativa israeliana su Rafah: Washington, in particolare, ha presentato al consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu una bozza di risoluzione in cui si chiede un cessate il fuoco temporaneo. </p>



<p><em>&#8220;Gli Stati Uniti</em> &#8211; si legge nel documento &#8211; <em>condannano Hamas per l’attacco del 7 ottobre, in particolare per la cattura e l’uccisione degli ostaggi, gli omicidi e le violenze sessuali, compreso lo stupro. Nonostante ciò, il Consiglio di sicurezza stabilisce che, nelle circostanze attuali, una grande offensiva di terra su Rafah, la città nel sud della Striscia di Gaza dove si sono rifugiati oltre un milione di profughi, comporterebbe ulteriori danni ai civili e il loro ulteriore sfollamento, che avrebbe gravi conseguenze e implicazioni per la pace e la sicurezza regionale&#8221;.</em></p>



<p><em>&#8220;Si sottolinea</em> &#8211; conclude non a caso il testo &#8211;<em> che un’offensiva di tale portata non dovrebbe avere luogo nelle circostanze attuali&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html">L&#8217;Egitto è rassegnato a un&#8217;offensiva su Rafah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Allineamenti opposti in gara a Khartum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del Sudan ha presieduto il governo di transizione dopo il colpo di Stato del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">Allineamenti opposti in gara a Khartum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del <strong>Sudan</strong> ha presieduto il governo di transizione dopo il <strong>colpo</strong> <strong>di Stato</strong> del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del governo di Khartum sono sedotte dalle promesse di due campi opposti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo osteggiato </h2>



<p>L&#8217;assistenza diplomatica dalla missione Onu in Sudan, dell’Unione Africana e dell’organizzazione di integrazione regionale Igad sembra aver sbloccato l’impasse politico tra i partiti civili e l’esercito sudanese. Le libere <strong>elezioni</strong> previste per il 2023 hanno dovuto quindi cedere il passo all&#8217;<strong>accordo quadro</strong>, firmato a dicembre 2022: un piano biennale per l&#8217;insediamento di un governo civile e la riattivazione del percorso di <strong>democratizzazione</strong> inaugurato dalla rivoluzione del 2019 che aveva rovesciato la dittatura trentennale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-omar-al-bashir-presidente-che-il-sudan-vuole-fare-dimettere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Omar Hassan al-Bashir</a>. </p>



<p>La firma tuttavia non significa la ricomposizione delle faglie sociali, e l&#8217;accordo è stato <strong>osteggiato </strong>da più parti. Primi tra tutti i <strong>comitati di resistenza popolari,</strong> che chiudono completamente all&#8217;ennesimo compromesso con i militari, ritenuti responsabili della <a href="https://c4ads.org/reports/breaking-the-bank/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi politica ed economica</a> del Paese. <em>Nigrizia</em> <a href="https://www.nigrizia.it/notizia/sudan-verso-una-nuova-transizione-democratica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che dall&#8217;interno si oppongono anche i <strong>movimenti armati del Darfur</strong>, parte della giunta militare al potere; l&#8217;accordo prevede per il Sudan un esercito &#8220;unico, nazionale e professionale&#8221; che significherebbe un&#8217;omologazione delle formazioni armate del Sud-Ovest con il resto del Paese. </p>



<p>Dissentono anche l&#8217;influente partito comunista e ampi segmenti della <strong>società civile</strong>, scontenti perché il documento non prevede avanzamenti significativi per lo stallo sudanese: temi cruciali come la giustizia transitiva, la responsabilità democratica e una riforma nell&#8217;ambito della sicurezza sono stati abilmente elusi per permettere l&#8217;approvazione del testo. Di conseguenza, l&#8217;accordo non offre una strategia per rompere il circolo vizioso della <strong>regressione democratica</strong>, della violenza e dell’interventismo militare. &nbsp;</p>



<p>Di contro il presidente del Consiglio sovrano di transizione, il Generale <strong>Abdel Fattah al-Burhan</strong>, ha più volte accusato la parte civile di essere responsabile della paralisi sia del dialogo nazionale che della formazione del governo di transizione a causa delle sue divisioni interne.</p>



<p>Dei tanti accordi tentati per spianare la strada della democrazia a Khartum, quello di dicembre è l&#8217;unico che ha raggiunto la firma: il motivo è che <strong>chi ci guadagna</strong> da questo patto non sono gli attivisti che si sono spesi per rovesciare la dittatura, ma i militari stessi, che mantengono ampi <strong>margini d&#8217;influenza</strong> oltre che di competenza nello sviluppo politico dello Stato. È per questo che chi vuole intrattenere rapporti d&#8217;interesse col Sudan punta sull&#8217;alleanza con i militari, seducendone le élites. La Russia di Putin lo sa bene, e per questo già all&#8217;indomani colpo di stato del 2019 aveva stretto i legami con la giunta sudanese per predisporre una <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-base-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale sul Mar Rosso</a> e assicurare alla Marina russa l&#8217;accesso al Mediterraneo ma anche al Golfo Persico e all&#8217;Oceano Indiano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I due alfieri dell&#8217;esercito sudanese</h2>



<p>La frammentazione dell&#8217;esercito è una derivazione del complesso apparato di sicurezza della dittatura. L&#8217;esercito ufficiale e le varie unità di intelligence statali fanno capo al presidente <strong>al-Burhan,</strong> mentre le <em>Rapid Support Forces</em> (RSF) in cui sono confluite le milizie <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-janjaweed-i-demoni-a-cavallo-del-genocidio-in-darfur.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Janjaweed</a> sono guidate dal vice presidente del Consiglio Sovrano Mohamed Hamndan Dagalo, detto &#8220;<strong>Hemeti</strong>&#8220;. Costretti dalle contingenze a collaborare in un fronte unito per l&#8217;interesse dell&#8217;esercito, le prospettive di lungo termine li vedono battersi per il predominio sulle forze armate. Armandosi di <strong>alleanze potenti</strong>, i due alfieri dell&#8217;esercito hanno tenuto molteplici incontri diplomatici, riconfermando vecchie amicizie e inaugurando insospettabili avvicinamenti, e hanno delineato due blocchi radicalmente opposti che si contendono il controllo di Khartum e delle sue potenzialità, oltre che delle sue<strong> risorse minerarie </strong>e <strong>idriche</strong>. </p>



<p>Il vice presidente <strong>Hemeti</strong>, molto popolare nella regione del Darfur dove gestisce un business di estrazione aurifera e partecipa alla direzione di un fondo d&#8217;investimento, gode dell&#8217;appoggio di Arabia Saudita e Emirati Arabi, guadagnato con l&#8217;invio dei suoi mercenari Rsf nella guerra in Yemen. Facendo <a href="https://www.theafricareport.com/280902/sudan-the-wagner-rsf-ties-that-block-the-path-to-democratisation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">collaborare</a> i combattenti Rsf con il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a> contro i ribelli nella Repubblica Centrafricana, Hemeti si è avvicinato alla Russia arrivando a sostenere il diritto di Mosca di &#8220;difendere il proprio popolo&#8221;. Di ritorno da una visita al Cremlino all&#8217;inizio della guerra in Ucraina, Hemeti ha riportato sul tavolo del governo la proposta della <a href="https://www.reuters.com/world/africa/hemedti-says-sudan-should-be-open-naval-base-accord-with-russia-or-others-2022-03-02/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale russa</a> a Port Sudan. La recente <a href="https://www.reuters.com/world/africa/russias-lavrov-visits-sudan-diplomatic-push-africas-sahel-2023-02-09/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">visita di Lavrov</a> a Khartum ha rinnovato l&#8217;interesse di Mosca sulla questione. </p>



<p>Il capo dello schieramento opposto non gode dello stesso favore popolare, ma ha dalla sua la <strong>dimestichezza diplomatica</strong> di un politico di lunga carriera, più che di un generale dell&#8217;esercito. Al-Burhan ha infatti dimostrato capacità da sofista rimaneggiando intese e antagonismi. Un esempio lampante è il rapporto con la <strong>componente islamista</strong> del Paese, erede dell&#8217;attivismo politico del Fronte Islamico Nazionale di Hassan al-Turabi. Mentre un anno fa, a corto di sostegno interno, aveva promosso un <a href="https://www.africa-confidential.com/article/id/13935/Burhan_lets_the_Islamists_back_in" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riavvicinamento al movimento islamista</a> assegnando incarichi di governo a sostenitori dell&#8217;Islam politico (con gran clamore degli attivisti che si erano battuti per uno stato democratico e laico), già a novembre scorso <a href="https://sudantribune.com/article267033/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">li redarguiva a più riprese</a>, prima per un presunto tentativo di colpo di stato e poi per aver provato ad infiltrarsi nell&#8217;esercito. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-386637" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-2048x1463.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Abdel Fattah al-Burhan parla all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 22 settembre 2022. Foto: EPA/Jason Szenes</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I generali si spalleggiano contro gli islamisti e non solo</h2>



<p>L&#8217;allontanamento degli islamisti è presto spiegato volgendo lo sguardo a nord. Da tempo infatti al-Burhan ha rafforzato lo storico legame con il corrispettivo al Cairo, <strong>Abdel Fattah al-Sisi,</strong> con il quale condivide molti interessi strategici oltre che il nome. </p>



<p>La chiusura all&#8217;Islam politico e all&#8217;ascesa di un ramo cadetto dei Fratelli Musulmani in Sudan si immette in una tradizione di allineamento all&#8217;Egitto di lunga data. Già nel marzo 2021, l&#8217;esercito sudanese e quello egiziano hanno formalizzato il loro coordinamento con un <a href="http://www.news.cn/english/africa/2021-03/03/c_139778835.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo di cooperazione militare</a> che include la fornitura di armi per monitorare la regione occidentale del Paese, dato l&#8217;embargo Onu del 2005 sulle armi al Darfur. La <strong>vicinanza dei due generali </strong>rappresenta un elemento chiave per l&#8217;Egitto che trova nel Sudan un alleato chiave contro l&#8217;Etiopia nella disputa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grande Diga della Rinascita</a>, e per l&#8217;esercito sudanese che legittima la propria permanenza al potere con l&#8217;esempio egiziano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il superamento dei Tre No di Khartum</h2>



<p>Per decenni il Sudan ha rappresentato uno dei Paesi <strong>più ostili a Israele</strong>, combattendolo in prima linea nel 1948, equipaggiando Hamas e altri gruppi armati Palestinesi per anni sotto il regime di al-Bashir, e venendo più volte bombardato per questo. Proprio a Khartum nel 1967 veniva passata dalla Lega Araba la risoluzione dei <strong>Tre No</strong>: &#8220;Nessuna pace con Israele, nessun riconoscimento di Israele, nessun negoziato con esso&#8221;. </p>



<p>In seguito alla deposizione del dittatore, nel 2020 il Generale al-Burhan ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel primo incontro diplomatico tra i due Paesi in assoluto. Pochi mesi dopo venivano siglati gli <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi di Abramo</a></strong> negoziati da Donald Trump, a cui Khartum ha aderito nel gennaio 2021. L&#8217;iniziativa ha permesso la rimozione del Sudan dalla lista americana degli Stati che sponsorizzano il terrorismo, favorendo la reintegrazione del Paese nel sistema finanziario internazionale dopo anni di isolamento.</p>



<p>È di questo mese la visita del ministro degli Esteri <strong>Eli Cohen</strong> a Khartum – programmata col consenso di Washington – in cui sono state trattate <a href="https://sudantribune.com/article270340/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prospettive di cooperazione</a> su tematiche quali sicurezza, energia e risorse idriche e si è discussa la firma di un trattato di pace tra i due Paesi (appena il governo civile sarà in carica). In seguito alla visita di Cohen, il capo dell&#8217;intelligence sudanese è volato a Washington per incontrare il suo corrispettivo statunitense. Interessante notare che il vice presidente Hemeti ha comunicato al quotidiano sudanese <a href="https://bajnews.net/%D8%A3%D9%83%D8%AF-%D8%B9%D8%AF%D9%85-%D8%B9%D9%84%D9%85%D9%87-%D8%A8%D8%A7%D9%84%D8%B2%D9%8A%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D8%AD%D9%85%D9%8A%D8%AF%D8%AA%D9%8A-%D9%84%D9%85-%D8%A3%D9%84%D8%AA%D9%82%D9%90/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bajnews</a> di essere stato lasciato all&#8217;oscuro di questi incontri. </p>



<p>L&#8217;<strong>interesse israeliano</strong> per il Sudan si collega al piano di Tel Aviv di predisporre una linea aerea diretta per il Sudamerica, per cui necessita dell&#8217;accesso allo spazio aereo sudanese. <em>Middle East Eye</em> <a href="https://www.middleeasteye.net/news/sudan-game-thrones-all-roads-russia-israel-west" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che Netanyahu ha già concluso accordi simili con il Ciad ed è in trattativa con il Mali e la Mauritania. Da parte di Khartum, disporre della tecnologia israeliana (in particolare per la desalinizzazione e l&#8217;irrigazione) determinerebbe un vantaggio significativo nel campo dell&#8217;agricoltura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Linea indiretta Khartum &#8211; Washington </h2>



<p>La normalizzazione e l&#8217;accelerazione dei rapporti con Israele da un lato e l&#8217;attenta gestione dei movimenti islamisti dall&#8217;altro sono catalizzatori della relazione con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Così com&#8217;è stato approvato, il testo dell&#8217;accordo quadro di dicembre lascia i poteri dell&#8217;esercito e delle milizie sudanesi quasi intatti, e il governo civile di cui pur si parla, in base alle circostanze attuali sembra possa essere un governo civile dominato da Burhan. </p>



<p>Il Generale al-Burhan ha dimostrato di essere una <strong>perno fondamentale</strong> nell&#8217;asse di sicurezza che va da Washington, a Tel Aviv, al Cairo. Mentre le proteste dei dissidenti nella capitale sudanese rimangono inascoltate, la partita sembra aperta tra Burhan ed Hemeti come tra Washington e Mosca. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">Allineamenti opposti in gara a Khartum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A 12 anni dalla Primavera araba, l&#8217;Egitto è sull&#8217;orlo della rivolta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-12-anni-dalla-primavera-araba-legitto-e-sullorlo-della-rivolta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 14:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[primavera araba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 25 gennaio ricorre il 12° anniversario della rivoluzione egiziana. Nata il 25 gennaio 2011 e conclusa il 11 febbraio 2011, la rivoluzione ha portato alla caduta del regime trentennale di Hosni Mubarak. Dopo dodici anni però, il Paese sta affrontando una gravissima crisi che tocca molti settori: da quello economico a quello alimentare, arrivando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/a-12-anni-dalla-primavera-araba-legitto-e-sullorlo-della-rivolta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127141243760_6f26ffcb2575591587a90202221908a3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 25 gennaio ricorre il <strong>12° anniversario</strong> della<strong> rivoluzione egiziana</strong>. Nata il 25 gennaio 2011 e conclusa il 11 febbraio 2011, la rivoluzione ha portato alla caduta del regime trentennale di <strong>Hosni Mubarak</strong>. Dopo dodici anni però, il Paese sta affrontando una gravissima <strong>crisi</strong> che tocca molti settori: da quello economico a quello alimentare, arrivando fino a quello istituzionale messo in discussione da gran parte della popolazione che in diverse occasioni ha mostrato tutto il suo <strong>malcontento</strong>. La crisi egiziana potrebbe portare alla rovina di <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong> e condizionare le sorti di altri Paesi dell&#8217;area MENA. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di al-Sisi, le politiche elitarie e la crisi</h2>



<p>Dopo le dimissioni forzate di Mubarak, avvenute l&#8217;11 febbraio 2011, l&#8217;Egitto ha vissuto il suo <strong>primo periodo democratico</strong> con una serie di elezioni e referendum liberi eleggendo il suo primo presidente <strong>Mohamed Morsi</strong>, figura di spicco del partito dei <strong>Fratelli musulmani</strong> (Partito libertà e giustizia). Il governo Morsi è durato circa un anno fino al <strong>colpo di stato militare </strong>avvenuto il 3 luglio 2013. Da quel momento il suo ministro della difesa<strong> Abdel Fattah al-Sisi</strong> ha guidato la nazione facendola scivolare verso un regime autocratico. Durante questi dieci anni è stato protagonista di politiche ritenute<strong> antidemocratiche e repressive</strong>, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani, la libertà di stampa e di associazione. Basti pensare che al momento sono <a href="https://rsf.org/fr/pays-egypte">24 i giornalisti incarcerati</a> e centinaia di attivisti hanno vissuto la stessa sorte. </p>



<p>L&#8217;Egitto di al-Sisi ha ricevuto sovvenzioni e<strong> aiuti milionari </strong>dai Paesi del Golfo, primi tra tutti Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, e dal Fondo monetario arabo e la Banca africana di sviluppo. I fondi arrivati sono però stati spesi in progetti che poco hanno a che vedere con l&#8217;aiuto alla popolazione: strade, palazzi presidenziali e un<a href="https://www.middleeasteye.net/news/egypt-new-presidential-plane-receive"> jumbo jet presidenziale di 500 milioni di dollari</a>. Nel 2016 è inoltre iniziata la costruzione di una<a href="https://edition.cnn.com/style/article/egypt-new-capital/index.html"> nuova città </a>che dovrebbe diventare, secondo i piani del regime, la nuova capitale amministrativa. Il progetto prevede la costruzione del grattacielo più alto d&#8217;Africa e un&#8217;enorme moschea, tutto finanziato dallo stato per <strong>50 miliardi di dollari</strong>. I soldi investiti in questi mega progetti sono solo una fetta di quelli che dovrebbero essere spesi per risanare il debito pubblico. </p>



<p>La <strong>bozza di bilancio</strong> per l&#8217;anno 2022/2023 presentata dal governo, prevede una spesa complessiva di 2.71 trilioni di lire egiziane, quasi 150 miliardi di dollari. Il provvedimento include un aumento del <strong>42% dei prestiti </strong>previsti e il Fondo monetario internazionale ha esteso al Paese un prestito di 3 miliardi di dollari, il quarto pacchetto di aiuti in sei anni. Nel frattempo la <strong>lira egiziana si è svalutata </strong>a circa 29 sterline rispetto al dollaro americano. L&#8217;indebolimento della valuta ha portato a un vertiginoso aumento dei prezzi delle importazioni con conseguente inflazione salita al 20%. Nella nazione più popolosa del mondo arabo il cibo è diventato il bene più difficile da acquistare. La maggior parte della popolazione non può più permettersi la carne: il prezzo del pollame è passato dalle 30 sterline egiziane (1,9 dollari) al kg a 70 sterline (2,36 dollari). Se il governo di al-Sisi non spenderà quanto dovuto per risanare il debito e stabilizzare la galoppante inflazione l&#8217;Egitto potrebbe sprofondare nel <strong>default</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Segni premonitori di una possibile rivolta (non solo egiziana)</h2>



<p>In recenti discorsi pubblici, al-Sisi ha fatto cenno ai presunti sforzi straordinari che il governo ha messo in atto per far fronte alla crisi e salvare l&#8217;Egitto da un&#8217;imminente catastrofe. Il mese scorso ha dichiarato che i problemi del Paese risalgono a molto tempo prima della sua ascesa, spostando così la responsabilità sui precedenti presidenti. Interessanti sono stati però i <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/egypt-sisi-fears-november-protest-climate-meeting">commenti</a> fatti durante la Cop27 &#8211; tenutasi proprio in Egitto &#8211; riguardo alla rivoluzione del 2011. Questi sono stati molto critici e si sono allontanati dai precedenti discorsi che la sublimavano come la &#8220;<strong>gloriosa rivoluzione</strong>&#8220;. Al contrario il presidente ha messo in guardia gli egiziani da nuove proteste le quali potrebbero portare l&#8217;Egitto al collasso. Queste osservazioni lasciano intendere che c&#8217;è una reale preoccupazione da parte del governo di una <strong>possibile rivolta dettata dalla fame</strong>, proprio come quella del 2011. </p>



<p>Come <a href="https://it.insideover.com/politica/le-proteste-in-giordania-e-la-paura-di-una-seconda-primavera-araba.html">già accennato</a>, la crisi da Covid-19 e la guerra in Ucraina, hanno complicato le condizioni di vita di altri Paesi dell&#8217;area, quali <strong>Tunisia</strong> e <strong>Giordania</strong>. Entrambe, come l&#8217;Egitto, attraversano le stesse problematiche e le proteste sono diventate sempre più consistenti. A 12 anni dalla Primavera araba sono numerosi gli analisti e i giornali che tengono gli occhi puntati su questa regione, che sembra attraversare lo stesso filo conduttore del 2011:<strong> crisi economica, fame, rivoluzione. </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-12-anni-dalla-primavera-araba-legitto-e-sullorlo-della-rivolta.html">A 12 anni dalla Primavera araba, l&#8217;Egitto è sull&#8217;orlo della rivolta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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