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	<title>Abdel Fattah al Burhan Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abdel Fattah al Burhan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sudan: fame, colera e bombe sui profughi. E intanto all&#8217;Onu&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2024 18:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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<p>La guerra civile in Sudan continua ad andare avanti. Negli ultimi giorni, le Forze di Supporto Rapido hanno intensificato gli attacchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html">Sudan: fame, colera e bombe sui profughi. E intanto all&#8217;Onu&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1536x1005.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra civile in Sudan</strong> continua da <strong>aprile 2023</strong>. Negli ultimi giorni, le Forze di Supporto Rapido (Rsf) hanno intensificato gli <strong>attacchi contro il campo profughi di Zamzam</strong>, uno dei più grandi del Darfur, e nelle aree circostanti, causando almeno 24 morti tra i civili e decine di feriti. Le Rsf hanno giustificato gli attacchi sostenendo che una milizia che combatteva a Al Fashir si era ritirata nel campo, e che stessero usando gli sfollati come scudi umani. Secondo quanto riportato dal quotidiano <a href="https://sudantribune.com/article294117/">Sudan Tribune</a>, una raffica di missili ha colpito gli sfollati, provocando morti e feriti e costringendo i sopravvissuti a fuggire. L’esercito sudanese ha <a href="https://sudantribune.com/article294262/">reagito </a>lanciando raid aerei nella regione. Gli attacchi delle Rsf contro il campo, che accoglie migliaia di sfollati proprio a causa del conflitto, sono iniziati il 1° dicembre, “per la prima volta dall’inizio degli scontri nello Stato del Darfur settentrionale, le Rfs hanno lanciato circa 10 missili verso il campo di Zamzam, uccidendo diversi sfollati e ferendone decine”, hanno dichiarato testimoni oculari.</p>



<p>Il bombardamento ha aggravato una situazione già drammatica per i residenti del campo, che soffrono la fame a causa della scarsità di aiuti umanitari e delle restrizioni imposte dalle Rsf. Ad essere colpiti sono stati luoghi come mercati e scuole e il governatore della regione, <strong>Mini Arko Minawi</strong>, ha accusato le Rsf di prendere di mira i residenti del campo di Zamzam in base all’<strong>etnia</strong>, una <a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html">prassi già consolidata</a> durante il conflitto. Le Rsf hanno attaccato anche la città di Abu Zureiga, a sud di Al-Fashir vicino il campo di Zamzam, per un totale di almeno 20 morti e 15 feriti.</p>



<p>Contemporaneamente, le Forze Armate Sudanesi hanno lanciato attacchi aerei sulle aree controllate dalle Rsf nel Darfur settentrionale, causando altre morti. Un portavoce delle Rsf ha accusato l’esercito di compiere un “<strong>genocidio sistematico</strong>” nel Darfur settentrionale, chiedendo all’Onu di indagare sugli attacchi aerei, sostenendo che abbiano ucciso più di 3mila civili tra ottobre e novembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crisi alimentare e epidemia di colera</h2>



<p>Le Nazioni Unite hanno lanciato l’ennesimo <strong>allarme </strong>sulla gravità della crisi nel Paese, considerata la più grave al mondo in questo momento storico per numero di sfollati e fame. L’Onu ha denunciato che più della metà della popolazione sudanese è in condizione di <strong>carenza di cibo grave</strong>. Si parla di 26,5 milioni di persone. Il Programma Alimentare Mondiale (Pam) ha inviato oltre settecento camion con aiuti alimentari in grado di sfamare la popolazione a rischio di carestia per un mese. Gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollati </a>hanno raggiunto i 12 milioni, dei quali 3,2 hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi.</p>



<p>Una delle conseguenze più drammatiche della condizione di crisi attuale, sono le malattie dovute a debolezza fisica e carenza di igiene. Una serie di epidemie sta infatti emergendo nel contesto di una sanità pubblica già al collasso. Il <strong>colera </strong>è la minaccia più recente, con oltre 43.000 casi e circa 1.800 decessi secondo una nota emessa dal ministero della Salute. Le aree più colpite sono <strong>Khartoum</strong>, Al Jazieah, Al Qadarif, Kassala, Gedaref e Nilo. </p>



<p>Le organizzazioni internazionali stanno facendo il possibile per contenere il contagio, ma condizioni estreme come l&#8217;accesso limitato a acqua potabile e la carenza di strutture sanitarie adeguate rendono il lavoro degli operatori più complicato. Il colera è infatti una malattia batterica che viene trasmessa prevalentemente attraverso acqua contaminata e causa diarrea grave e disidratazione e può essere fatale in poche ore se non trattata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il veto della Russia&nbsp;</h2>



<p>Il 18 novembre la Russia ha posto il <strong>veto </strong>a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che mirava a imporre un cessate il fuoco immediato in Sudan. La risoluzione, proposta dal Regno Unito e dalla Sierra Leone, aveva ottenuto il sostegno di 14 dei 15 membri del Consiglio, inclusa la Cina, ma è stata bloccata dalla Russia. La risoluzione avrebbe facilitato l’afflusso degli aiuti umanitari, agendo concretamente contro le violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani.</p>



<p>Mosca ha giustificato il veto accusando il testo della risoluzione di avere un <strong>approccio &#8220;postcoloniale&#8221;</strong> e di non rispettare la sovranità del Sudan. La Russia sostiene che una tregua debba essere decisa dalle parti coinvolte e non imposta dall’esterno. La decisione è stata accolta con favore dalla giunta militare sudanese, che ha interpretato il veto come un gesto di sostegno alla sua indipendenza e unità nazionale. La mossa non è stata esente da critiche internazionali. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di essere un ostacolo alla pace, sottolineando come il veto abbia negato un aiuto necessario a milioni di persone colpite dal conflitto e dalla crisi umanitaria. Alcuni hanno interpretato la posizione russa come un allineamento strategico con il governo militare sudanese.</p>



<p>Infatti, la Russia ha anche contestato la risoluzione per non aver citato “le legittime autorità del Sudan”, facendo riferimento alla giunta militare al potere capeggiata dal generale <strong>Abdel Fattah al Burhan</strong>, di cui Mosca è sostenitrice. Finora, la Russia si era astenuta nelle precedenti risoluzioni, ma le cose sono cambiate proprio in seguito al suo allineamento alle posizioni dell’esercito sudanese.</p>



<p>La risoluzione invitava inoltre la comunità internazionale a “evitare interferenze che alimentino il conflitto” e a rispettare l’embargo sulle armi. Ma mentre il mondo cercava una via d’uscita, la Russia ha contribuito a prolungare il conflitto e la conseguente escalation di violenza, probabilmente solo per tutelare i propri interessi geopolitici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html">Sudan: fame, colera e bombe sui profughi. E intanto all&#8217;Onu&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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