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	<title>Abbas Araqchi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abbas Araqchi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Iran-Usa: le difficili trattative</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-le-difficili-trattative.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 12:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattative Usa-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa: le difficili trattative" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nutrita la squadra iraniana (71 i membri), guidata dal presidente del parlamento Mohammad Qalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araqchi, particolare che riflette sia la maggiore serietà di approccio di questi ultimi sia la diversa modalità di gestione del potere dei due Paesi: verticistico quella imperiale, partecipato quello iraniano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa: le difficili trattative" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260411135039212_38133f40473871bdf85e13312f8c8f14-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo guarda a Islamabad dove sono arrivate le delegazioni americane e iraniane. Ristretta la squadra negoziale statunitense, all&#8217;immobiliarista pro-Israele Witkoff e al fantoccio di Netanyahu Kushner si è aggiunto il vicepresidente Vance, voluto da Teheran perché non legato a Israele e chiamato da Trump a guidare il team.</p>



<p>Molto più nutrita la squadra iraniana (<a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/04/11/3562650/iranian-negotiators-pakistani-army-chief-meet-in-islamabad" target="_blank" rel="noreferrer noopener">71 i membri</a>), guidata dal presidente del parlamento Mohammad Qalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araqchi, particolare che riflette sia la maggiore serietà di approccio di questi ultimi sia la diversa modalità di gestione del potere dei due Paesi: verticistico quella imperiale, partecipato quello iraniano (a proposito di regimi).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/04/11/3562650/iranian-negotiators-pakistani-army-chief-meet-in-islamabad"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-T-5-1024x558.jpg" alt="Iranian Negotiators, Pakistani Army Chief Meet in Islamabad" class="wp-image-81525"/></a></figure>



<p>Il fatto che le delegazioni siano giunte a Islamabad non era affatto scontato, dal momento che Israele ha fatto di tutto per evitarlo continuando a bombardare impunemente il Libano in violazione degli accordi stretti tra Washington e Teheran. Determinazione sulla quale non intendeva cedere, con la controparte che rifiutava di imbarcarsi per il Pakistan se non l&#8217;avesse fatto.</p>



<p>Per evitare che le trattative abortissero sul nascere Stati Uniti e Iran sono riusciti a spuntare un compromesso, con Washington che è riuscita a piegare in parte Israele: Tel Aviv ha <a href="https://www.presstv.ir/Detail/2026/04/11/766622/Timing-talks-with-US-be-determined-once-preconditions-clarified-Report" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accettato di non sganciare più bombe su Beirut</a>, limitando le operazioni militari al Libano meridionale, e ha predisposto l&#8217;avvio di trattative con il Paese dei cedri per martedì prossimo, prima annunciate in modalità indefinita &#8211; cioè mai.</p>



<p>Fin qui la caotica/drammatica giornata di ieri. Il fatto che gli iraniani alla fine abbiano accettato questa deroga all&#8217;intesa iniziale non è indice che le trattative siano avviate, dal momento che Teheran chiede in via previa che gli Stati Uniti liberino i beni iraniani congelati all&#8217;inizio del conflitto, cosa facile, e garanzie sul cessate il fuoco in tutto il Libano, come da accordi.</p>



<p>Quest&#8217;ultima condizione non è altrettanto facile da ottemperare perché è la leva che cercherà di usare Netanyahu per far fallire tutto, non tanto osteggiando apertamente le richieste, ma dilazionando i tempi e rendendo aleatori i negoziati stessi, a cui pure a parole ha acconsentito.</p>



<p>Lo indica già il fatto che i negoziati tra Israele e Libano siano stati fissati per martedì prossimo a Washington, cioè tre giorni dopo quelli di Islamabad, e che non è ancora chiaro chi vi parteciperà, dal momento che ad oggi si sa solo della presenza degli ambasciatori dei tre Paesi interessati, Usa, Libano e Israele. Fattore significativo sarà la composizione dalla delegazione di Tel Aviv: se sarà di basso profilo non serviranno a nulla&#8230;</p>



<p>Il nodo sul quale tutto potrebbe incagliarsi è lo status del Libano meridionale, che Israele vuole a tutti i costi tenere sotto il suo controllo, con la controparte che intende ripristinare la propria sovranità sui territori sottratti. Arduo che Netanyahu accetti il ritiro, dal momento che il controllo del Libano meridionale è l&#8217;unico trofeo che potrebbe ostentare all&#8217;opinione pubblica israeliana in questa guerra persa (fattore importante perché la campagna elettorale israeliana è già iniziata).</p>



<p>Le opposizioni israeliane potrebbero aiutare Trump (che non può imporsi a Netanyahu) a forzare il ritiro. Ma, nonostante lo vogliano sbattere in galera usando dei processi a carico, non sanno come contrastarlo perché nel tempo hanno abbracciato tutti i suoi obiettivi (dal momento che li ha abbracciati la stragrande maggioranza degli elettori&#8230;). Hanno cioè accettato che il campo di battaglia politico israeliano sia quello disegnato dal loro più acerrimo avversario, escludendosi alternative, ad esempio la diplomazia in politica estera.</p>



<p>Così, l&#8217;unico modo che hanno per contrastarlo, oltre la via giudiziaria (finora senza esito), è rimproverargli i fallimenti, come sta avvenendo per la guerra iraniana, che hanno abbracciato con entusiasmo. Così che se Netanyahu indulgesse sul ritiro dal Libano gli rimproverebbero un ulteriore, definitivo, fallimento, da cui la determinazione opposta a non farlo. Tale il maleficio che attanaglia Israele, la cui influenza nefasta si estende oltreoceano, con ripercussioni globali.</p>



<p>Se il ritiro dal sud del Paese è l&#8217;ostacolo principale a sciogliere il nodo libanese, l&#8217;altro punto di attrito è la richiesta di disarmo di Hezbollah. Una richiesta ambigua, dal momento che Tel Aviv vuole ottenere tramite un accordo quel non è riuscito a fare né può fare con la Forza, come ha concluso di recente il Comando dell&#8217;IDF.</p>



<p>Sul punto, l&#8217;incipit di un articolo di <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-04-03/ty-article/.premium/disarming-hezbollah-can-only-be-done-by-lebanon-idf-officials-say/0000019d-525e-d220-a9bf-73ff1d260000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Secondo quanto affermato venerdì da funzionari delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), l&#8217;esercito israeliano non è in grado di disarmare Hezbollah&#8221;&#8230; Hezbollah, per parte sua, si è detto disposto a deporre le armi, ma in parallelo al ritiro israeliano. Un circolo vizioso difficile da rompere.</p>



<p>Se abbiamo indugiato sul nodo libanese è appunto perché è quello più arduo da sciogliere, ma i negoziati pakistani, sempre che inizino davvero, presentano altre criticità, anzitutto la querelle sul nucleare. L&#8217;America resta ambigua sulla possibilità di permettere all&#8217;Iran di sviluppare un programma nucleare civile, come chiede legittimamente la controparte. Altro tema cruciale, appunto: Netanyahu &amp; soci stanno esercitando pressioni per far fallire tutto perseverando sulla pretesa di una rinuncia totale a tale prospettiva.</p>



<p>Il momentum di sospensione, dunque, continua, con il mondo in bilico sul ciglio dell&#8217;abisso. Se i negoziati falliranno due rischi incombono sul pianeta, uno peggiore dell&#8217;altro. Anzitutto l&#8217;aggravamento della crisi energetica globale, che il prolungamento della guerra farebbe esplodere; inoltre, l&#8217;escalation del conflitto, con tutte le variabili catastrofiche connesse.</p>



<p>Tra queste, l&#8217;opzione Sansone, l&#8217;atomica israeliana su Teheran, non più esclusa dall&#8217;orizzonte degli eventi (rimandiamo all&#8217;articolo pubblicato sul sito del <a href="https://ronpaulinstitute.org/is-the-samson-option-unthinkable/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a> a firma <em>Ashes of Pompeii</em>, le ceneri di Pompei). D&#8217;altronde, la minaccia-allarme di Trump sulla cancellazione della civiltà iraniana era inequivocabile.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ronpaulinstitute.org/is-the-samson-option-unthinkable/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-RP-3-1024x595.jpg" alt="Is the Samson Option unthinkable?" class="wp-image-81527"/></a></figure>



<p>______________</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Iran &#8211; Usa: a Ginevra un incontro positivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-a-ginevra-un-incontro-positivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 23:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran - Usa: a Ginevra un incontro positivo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A rimarcare l'intenzione di Trump di raggiungere un'intesa anche il fatto che ha voluto partecipare alla trattativa, seppure in maniera indiretta, cioè comunicando con il team negoziale Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-a-ginevra-un-incontro-positivo.html">Iran &#8211; Usa: a Ginevra un incontro positivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran - Usa: a Ginevra un incontro positivo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ABACHI-TRUMP-e1771350288674.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il secondo incontro tra Iran e Stati Uniti tenutosi a Ginevra è stato fruttuoso. Lo ha rivelato Abbas Araqchi che ha rappresentato Teheran nei colloqui. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri iraniano sono stati stabiliti dei principi base sui quali lavorare per raggiungere un accordo.</p>



<p>Il fatto che il primo a raccontare quanto avvenuto sia stato l&#8217;iraniano, con gli americani che hanno osservato un temporaneo silenzio, palesa le difficoltà in cui si deve barcamenare l&#8217;amministrazione Trump, che sta lavorando per un&#8217;intesa, ma deve guardarsi dall&#8217;ira di Israele e dei falchi statunitensi che si annidano in entrambi i partiti.</p>



<p>Di interesse notare che, mentre si svolgevano i negoziati, il senatore Lindsey Graham, che dei falchi è il portabandiera, era a Tel Aviv per coordinarsi con la leadership israeliana su come sabotarli.</p>



<p>D&#8217;altronde, le <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2026-02-17/ty-article/.premium/they-want-a-deal-trump-says-he-will-be-involved-indirectly-in-iran-talks/0000019c-6a5c-de1a-a9df-6a7d46c10000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni rilasciate nell&#8217;occasione</a> non lasciano spazi a dubbi: &#8220;Stati Uniti e Israele sono assolutamente concordi nel ritenere che l&#8217;Iran deve essere affrontato. Non può continuare così. Non può rimanere una minaccia nucleare o continuare a costruire enormi eccedenze di missili balistici puntati non solo contro Israele, ma contro il mondo&#8221;, aggiungendo che l&#8217;ordine di attaccare non arriverà tra mesi, ma tra settimane.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2026-02-17/ty-article/.premium/they-want-a-deal-trump-says-he-will-be-involved-indirectly-in-iran-talks/0000019c-6a5c-de1a-a9df-6a7d46c10000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-10-1024x294.jpg" alt="'They Want a Deal': Trump Says He Will Be Involved Indirectly in Iran Talks" class="wp-image-80571"/></a></figure>



<p>Come si nota, Graham ha parlato anche di limitare i missili balistici, richiesta che manderebbe a monte il dialogo, mentre le trattative di Ginevra sono state limitate solo alla querelle sul nucleare come chiesto da Teheran e accettato dalla controparte.</p>



<p>A rimarcare l&#8217;intenzione di Trump di raggiungere un&#8217;intesa anche il fatto che ha voluto partecipare alla trattativa, seppure in <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2026-02-17/ty-article/.premium/they-want-a-deal-trump-says-he-will-be-involved-indirectly-in-iran-talks/0000019c-6a5c-de1a-a9df-6a7d46c10000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maniera indiretta</a>, cioè comunicando con il team negoziale Usa. Se stesse bluffando non spenderebbe il suo tempo a supervisionare il lavoro dei suoi uomini, dei quali evidentemente non si fida completamente.</p>



<p>Così Trump, al di là della retorica roboante e dello sfoggio muscolare con cui sta accompagnando il dialogo. Retorica roboante alla quale ha risposto l&#8217;ayatollah Khamenei, il quale ha sottolieneato che, sebbene le portaerei siano pericolose, lo sono molto più le armi che le possono affondare (un riferimento ai siluri antinave ipersonici?).</p>



<p>E, pur riconoscendo che gli Stati Uniti hanno l&#8217;esercito più forte del mondo, ha dichiarato che potrebbero subire un colpo così duro da non riuscire più a rialzarsi. Una minaccia retorica che sintetizza però una criticità geopolitica reale, sulla quale hanno trovato convergenze diversi analisti.</p>



<p>Teheran, infatti, per bocca dell&#8217;ayatollah ha dichiarato di essere consapevole che non può sconfiggere gli Stati Uniti, ma ritiene di poter infliggere danni ingenti all&#8217;apparato bellico americano e ai suoi interessi nella regione, tali da minarne in via irreversibile la competizione di lungo termine con la Cina. Inutile aggiungere che anche Israele non ne uscirebbe indenne, anzi.</p>



<p>Non si tratta di enfatizzare la macchina da guerra dell&#8217;Iran, semplicemente di dar conto di una realtà che dovrebbe rendere un po&#8217; più ragionevoli i suoi bellicosi antagonisti regionali e d&#8217;oltreoceano, sempre che sia possibile data la follia che alberga in certe élite.</p>



<p>Quanto alla necessità di porre fine a un regime oppressivo, colpevole della recente repressione che ha provocato oltre 3mila vittime, molte delle quali (metà?) sono ascrivibili ai cosiddetti manifestanti pacifici, va ribadito che non si è trattato di una rivolta spontanea, ma di un&#8217;operazione di regime-change in tutto simile a quelle che hanno sprofondato la Libia nell&#8217;abisso del caos senza fine e consegnato la Siria ai tagliagole di al Qaeda e dell&#8217;Isis.</p>



<p>Tale operazione, orchestrata da Stati Uniti, Israele e altre intelligence occidentali e arabe, poneva una minaccia esistenziale al Paese, da cui la necessità di affrontarla con determinazione (e con la brutalità del caso, purtroppo).</p>



<p>Ne abbiamo scritto in note pregresse, dettagliando come a far scattare la scintilla che portato in piazza i primi manifestanti &#8211; questi sì pacifici e infatti all&#8217;inizio non c&#8217;è stata repressione &#8211; è stata un&#8217;aggressione finanziaria orchestrata dagli Stati Uniti che ha azzerato da un giorno all&#8217;altro il valore della moneta nazionale.</p>



<p>Non una nostra speculazione, ma quanto <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-vuol-dialogare-con-teheran-ma-i-rischi-restano-altissimi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato apertamente</a> dal Segretario del Tesoro Scott Bessent, forgiato nella fucina Soros che ha una passione sfrenata per i regime-change.</p>



<p>Un&#8217;operazione studiata da tempo e a tavolino, che prevedeva oltre all&#8217;attacco economico-finanziario, la creazione di una rete di attivisti predisposta a influenzare l&#8217;opinione pubblica, in buona o cattiva fede, e a entrare in azione sia in modalità politica che come avanguardia armata.</p>



<p>Per questo, come ha rivelato il <a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/u-s-smuggled-thousands-of-starlink-terminals-into-iran-after-protest-crackdown-69a8c74f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a>, erano stati fatti entrare in maniera clandestina in Iran 6mila terminali Starlink, che, collegandosi direttamente ai satelliti di Elon Musk, erano in grado di eludere la chiusura di interne che si prevedeva sarebbe stata decisa, come poi avvenuto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/u-s-smuggled-thousands-of-starlink-terminals-into-iran-after-protest-crackdown-69a8c74f"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/B2-WSJ-1024x350.jpg" alt="U.S. Smuggled Thousands of Starlink Terminals Into Iran After Protest Crackdown" class="wp-image-80573"/></a></figure>



<p>Insomma, tutto predisposto, tutto approntato per eliminare un nemico facendo apparire la sua caduta come una disgregazione dall&#8217;interno e/o scatenare un&#8217;aggressione legittimata dalla necessità di aiutare il popolo iraniano (esportare la democrazia in punta di baionetta è un must di liberal e neocon).</p>



<p>Gli è andata male. Ora i falchi Usa e israeliani, freschi da un genocidio consumato in combinato disposto, vorrebbero &#8220;liberare&#8221; il popolo iraniano a suon di bombe. Si spera che gli sia risparmiato tale destino. Per ora Trump tiene, in futuro non si sa.</p>



<p>______</p>



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		<title>Yemen: Riad sventa la manovra destabilizzante emiratina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-riad-sventa-la-manovra-destabilizzante-emiratina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 09:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1917" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen: Riad sventa la manovra destabilizzante emiratina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/IRAN-ARABIA-FOTO-copia2-e1767258695876.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>Non solo uno stop verbale quello saudita, ma un attacco militare vero e proprio, con i jet di Riad che hanno bombardato due navi cariche di armi al porto yemenita di Al-Mukalla, costringendo gli Emirati a ritirare le sue truppe dal Paese</p>
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<p>La durissima presa di posizione dell&#8217;Arabia Saudita contro l&#8217;espansionismo degli Emirati Arabi Uniti in Yemen, e il successo nel rintuzzarlo, ha una rilevanza geopolitica primaria, dal momento che la manovra emiratina aveva il tacito sostegno di Israele, con cui Abu Dhabi condivide gli accordi di Abramo.</p>



<p>Non solo uno stop verbale quello saudita, ma un attacco militare vero e proprio, con i jet di Riad che hanno bombardato due navi cariche di armi al porto yemenita di Al-Mukalla, costringendo gli Emirati a ritirare le sue truppe dal Paese e ad abbandonare momentaneamente al proprio destino il Consiglio di transizione meridionale (STC), entità yemenita sotto il suo controllo della quale si era servita per espandere la sua influenza nel Paese confinante a scapito della zona controllata da Aden, la capitale dello Yemen legata a Riad.</p>



<p>La manovra emiratina aveva allarmato il convitato di pietra di questo piccolo quanto povero Paese del Golfo, gli Houti, che ne controllano il Nord e che vedevano con allarme l&#8217;espansione dei delegati di Abu Dhabi, dal momento che questa intrattiene rapporti intensi quanto oscuri con Israele, nemico irriducibile degli stessi Houti per il loro supporto, anche militare, alla causa palestinese.</p>



<p>Un allarme fondato anche dal parallelo riconoscimento di Tel Aviv della sovranità del Somaliland, decisa sia perché nei sogni perversi delle autorità israeliane potrebbe rappresentare una discarica alla quale destinare i palestinesi, sia perché tale entità geopolitica può rappresentare una piattaforma logistica ottimale per futuri attacchi contro gli Houti.</p>



<p>Peraltro, che l&#8217;espansionismo del STC, supportato dagli Emirati, fosse una minaccia diretta agli Houti è dimostrato non solo dai vincoli tra Abu Dhabi e Tel Aviv, ma anche dalla spinta dello stesso STC a essere riconosciuto come Stato nazionale, al modo del Somaliland.</p>



<p>Più che probabile che Tel Aviv avrebbe proceduto a riconoscere anche la nuova entità yemenita, frammentando ulteriormente e ufficialmente lo Yemen. Cosa che avrebbe creato non poche difficoltà alla popolazione locale, tra cui gli Houti, e offerto a Israele un&#8217;altra base logistica per attaccare gli stessi, stretti tra tale nuova entità e il Somaliland.</p>



<p>Che tale manovra di disgregazione del Paese fosse in fieri lo rivela anche la conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e quello iraniano, Abbas Araqchi, nella quale i due hanno concordato sulla necessità di &#8220;<a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/12/29/3482585/iran-saudi-arabia-emphasize-need-to-rein-in-zionist-regime-s-atrocities" target="_blank" rel="noreferrer noopener">preservare l&#8217;integrità territoriale</a>&#8221; yemenita. E nella quale, probabilmente, si sono coordinati per sventare la manovra in atto, dal momento che la telefonata ha avuto luogo domenica, poco prima dell&#8217;attacco saudita al porto di al Mukalla.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/12/29/3482585/iran-saudi-arabia-emphasize-need-to-rein-in-zionist-regime-s-atrocities"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-T-2-1024x183.jpg" alt="Iran, Saudi Arabia Emphasize Need to Rein In Zionist Regime’s Atrocities" class="wp-image-79949"/></a></figure>



<p>All&#8217;orizzonte, peraltro, non era solo la frammentazione dello Yemen, ma anche la discesa dello stesso nell&#8217;inferno di una guerra civile sanguinaria. Questo l&#8217;allarme lanciato dai sauditi, che hanno parlato del rischio di una &#8220;<a href="https://www.arabnews.com/node/2627876/medio-oriente" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sudanizzazione</a>&#8221; del Paese, riproponendosi in Yemen condizioni analoghe a quelle che hanno sprofondato il Sudan in una contesa la cui efferratezza rivaleggia con quella registrata a Gaza (le autorità di Khartum hanno intentato una causa presso la Corte internazionale di giustizia <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c3w1nzpg5dgo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contro gli Emirati arabi per complicità nel genocidio del Sudan</a> a motivo del loro supporto alle Forze di reazione rapida sudanesi, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/10/sudan-el-fasher/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">responsabili di atroci crimini di guerra</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/10/sudan-el-fasher/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-A-5-1024x679.jpg" alt="Sudan: RSF must end attacks and further suffering of civilians in El Fasher" class="wp-image-79950"/></a></figure>



<p>Nella nota abbiamo accennato al destino parallelo dell&#8217;STC e del Somaliland, anche se tale parallelismo sembra al momento stroncato dall&#8217;intervento di Riad. Manca di accennare a come le autorità della Somalia, oltre a protestare contro la decisione israeliana di riconoscere la sovranità del Somaliland, abbiano, in parallelo, respinto &#8220;<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20251229-somali-president-rejects-displacement-of-palestinians-from-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">categoricamente</a>&#8221; la manovra sottotraccia di usare del loro Paese &#8211; sottinteso, il Somaliland &#8211; come destinazione dei palestinesi che sopravviveranno al genocidio (oggi realizzato tramite fame e stenti, meno costosi delle bombe).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<title>Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-consentono-che-abbia-il-nucleare-per-uso-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 14:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Contrariamente alla posizione di Israele, Witkoff si ritira dai principi chiave nei negoziati sul nucleare con l'Iran". Sottotitolo: "L'inviato statunitense in Medio Oriente afferma che l'America potrebbe consentire all'Iran di arricchire l'uranio al 3,67 percento, nonostante la forte opposizione di Israele a qualsiasi industria nucleare sul suolo iraniano".</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il negoziato tra Stati Uniti e Iran in Oman è iniziato bene. Lo hanno detto sia l&#8217;inviato di Washington Steve Witkoff che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, a capo delle rispettive delegazioni.</p>



<p>&#8220;Rispetto&#8221; e &#8220;clima costruttivo&#8221; sono state le parole chiave usate dai due, che hanno avuto anche un breve <a href="https://it.euronews.com/2025/04/12/grande-attesa-per-i-negoziati-tra-stati-uniti-e-iran-in-oman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">faccia a faccia</a>, eccezione alla regola che vede i colloqui svolgersi in forma indiretta, con i padroni di casa a fare la spola dall&#8217;una all&#8217;altra delegazione per riferire all&#8217;una i messaggi dell&#8217;altra.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.euronews.com/2025/04/12/grande-attesa-per-i-negoziati-tra-stati-uniti-e-iran-in-oman"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-EURO-1024x626.jpg" alt="Negoziati tra Iran e Usa in Oman: breve incontro tra Witkoff e Araghchi" class="wp-image-75885"/></a></figure>



<p>Poco importante, o forse no, la <a href="https://news.antiwar.com/2025/04/14/trump-suggests-iran-slow-walking-talks-repeats-threat-of-military-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lamentela</a> successiva di Trump, il quale ha <a href="https://news.antiwar.com/2025/04/14/trump-suggests-iran-slow-walking-talks-repeats-threat-of-military-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> che l&#8217;Iran procede con &#8220;lentezza&#8221; e che forse &#8220;vorrebbero contattarci&#8221;, una considerazione tipica del personaggio, che fa della velocità la sua cifra laddove un negoziato tanto impegnativo deve avere un esito ben ponderato, dal momento che un accordo raffazzonato sarebbe a rischio di tragici equivoci.</p>



<p>Ma è probabile che la sollecitazione sia servita a sbloccare una quasi incomprensibile impasse sulla sede del prossimo round negoziale. Nei giorni scorsi, infatti, sui media arabi e occidentali si era diffusa la notizia che il successivo incontro si sarebbe tenuto a Roma, mentre le agenzie iraniane riferivano che Teheran stava ancora riflettendo sulla questione.</p>



<p>Evidentemente non avevano dato il loro assenso al cambio di sede e per una ragione che forse si spiega con una nota di Mk Badrakumar, il quale riferiva come Teheran avesse scelto l&#8217;Oman come sede del primo approccio, evitando accuratamente sia gli Emirati Arabi che il Qatar o altri Paesi del Golfo. Ciò, spiega Badrakumar su <a href="https://www.indianpunchline.com/us-iran-take-a-leap-forward-in-trust-building/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Indianpunchline</a>, &#8220;la dice lunga sui complessi schieramenti regionali nel Golfo, nonché sulla necessità di Teheran di tenere gli israeliani lontani da qualsiasi interferenza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.indianpunchline.com/us-iran-take-a-leap-forward-in-trust-building/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-INDIN-1024x242.jpg" alt="US, Iran take a leap forward in trust building" class="wp-image-75886"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Muscat, la confort zone iraniana</h2>



<p>Probabile che l&#8217;Iran non abbia scartato inizialmente lo spostamento romano, per farlo in un secondo tempo preferendogli ancora una volta Muscat, il Paese mediorientale che ritiene più prossimo e rassicurante.</p>



<p>D&#8217;altronde, al di là della delicatezza dei colloqui, che necessita di mediatori affidabili, è probabile che Teheran tema anche che si ripeta l&#8217;ancora inspiegata tragedia che vide l&#8217;allora presidente iraniano Ebrahim Raisi vittima di un <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-il-mondo-ad-un-passo-dallabisso" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incidente aereo</a> al ritorno da una visita dal vicino Azerbaigian. Se accadesse qualcosa di analogo al ministro degli Esteri durante il viaggio di ritorno da un round negoziale con gli Usa avrebbe un impatto più che nefasto sui negoziati.</p>



<p>Superata l&#8217;impasse sulla sede, resta da capire di cosa si sta dibattendo. Sul punto è di grande interesse l&#8217;intervista rilasciata da <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-resta-in-oman-trump-ripesca-gli-accordi-di-obama.html">Witkoff </a>a <a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-indicates-us-seeks-to-cap-iran-uranium-enrichment-not-dismantle-nuclear-program/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fox news</a>, nella quale l&#8217;inviato americano ha dichiarato che i negoziati si stanno focalizzando sul limite massimo di arricchimento dell&#8217;uranio, una soglia che permetterebbe a Teheran di proseguire nello sviluppo dell&#8217;energia nucleare a scopi civili impedendogli, però, di ottenere materiale fissile atto a realizzare la bomba atomica, linea rossa da non superare e ribadita più volte da Trump.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-indicates-us-seeks-to-cap-iran-uranium-enrichment-not-dismantle-nuclear-program/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-TOI-5-1024x427.jpg" alt="Witkoff indicates US seeks to cap Iran uranium enrichment, not dismantle nuclear program" class="wp-image-75887"/></a></figure>



<p>In parallelo a un accordo su tale soglia, si stanno sgranando i negoziati per i meccanismi di verifica, necessari a monitorare che Teheran non deragli dall&#8217;intesa, e qui le cose si complicano non poco. Da parte sua Teheran chiede la revoca delle sanzioni comminate dagli Stati Uniti contro di essa.</p>



<p>Questo l&#8217;altro corno della questione, che apre la strada ad accordi commerciali tra Iran e Stati Uniti, peraltro sollecitati di recente dallo stesso presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il quale ha invitato gli imprenditori americani a investire nel suo Paese (<a href="https://www.newsweek.com/iran-leader-open-us-investment-win-trump-nuclear-2057387" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsweek</a>). Se si tiene presente la propensione di Trump per gli affari, si può capire come ciò possa facilitare il buon esito dei colloqui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump si smarca da Netanyahu&nbsp;</h2>



<p>Come si può notare, non è a tema, almeno finora, né lo smantellamento totale dell&#8217;apparato nucleare iraniano, dal momento che potrà conservare il nucleare a scopi civili, né il ridimensionamento del suo arsenale bellico, richieste evocate implicitamente da Netanyahu quando, nel corso della conferenza stampa congiunta con Trump, ha parlato di un accordo sul <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modello libico</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-PN-5-1024x328.jpg" alt="Iran: Trump frena la guerra di Netanyahu" class="wp-image-75888"/></a></figure>



<p>Un vero e proprio scacco per il premier israeliano, che si affanna a dichiarare urbi et orbi la sua totale sintonia con il presidente americano. Ma non è solo Netanyahu a essere afflitto per l&#8217;approccio moderato degli Usa nei confronti di Teheran. Lo denota un articolo alquanto polemico di <a href="https://www.israelhayom.com/2025/04/15/contrary-to-israels-position-witkoff-retreats-from-key-principles-in-nuclear-negotiations-with-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israel Hayom</a> dal titolo: &#8220;Contrariamente alla posizione di Israele, Witkoff si ritira dai principi chiave nei negoziati sul nucleare con l&#8217;Iran&#8221;. Sottotitolo: &#8220;L&#8217;inviato statunitense in Medio Oriente afferma che l&#8217;America potrebbe consentire all&#8217;Iran di arricchire l&#8217;uranio al 3,67 percento, nonostante la forte opposizione di Israele a qualsiasi industria nucleare sul suolo iraniano&#8221;.</p>



<p>Ovviamente è solo uno dei tanti articoli sul tema, tutti più o meno preoccupati del fatto che l&#8217;alleato americano non condivida le tesi massimaliste che circolano nell&#8217;establishment israeliano (anche se in privato, diversi dirigenti israeliani probabilmente concordano con quanto sta realizzando l&#8217;America; un vecchio articolo del <a href="https://www.nytimes.com/2022/07/14/world/middleeast/israel-iran-nuclear-lapid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, ad esempio, accennava alla spaccatura all&#8217;interno dell&#8217;intelligence sull&#8217;accordo negoziato da Obama).</p>



<p>Di interesse, ancora, notare che l&#8217;Iran ha informato i vicini, <a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/04/15/3291874/iran-briefs-saudi-arabia-on-talks-with-us" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anzitutto l&#8217;Arabia Saudita</a>, sull&#8217;andamento dei negoziati, particolare che denota il non isolamento di Teheran e come la questione interessi tutti i Paesi del Medio oriente, dal momento che il buon esito dei negoziati preserverà, almeno relativamente, la pace regionale.</p>



<p>Infine, va annotato che il ministro degli Esteri iraniano Araqchi, reduce dal primo incontro con Witkoff e in vista del secondo, si <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-minister-will-consult-iran-us-talks-during-visit-russia-2025-04-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recherà in Russia</a>. Sul tavolo, infatti, c&#8217;è la possibilità che sia proprio Mosca a custodire l&#8217;uranio iraniano. Ma al di là del particolare, la visita denota soprattutto come la Russia sia il convitato di pietra di questo dialogo e il vero facilitatore dello stesso, in linea con la <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-piano-egiziano-su-gaza-e-trump-chiede-aiuto-a-putin-sulliran" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiesta di aiuto pervenuta dall&#8217;amministrazione Trump</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-minister-will-consult-iran-us-talks-during-visit-russia-2025-04-14/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A6-REUTERS-1024x551.jpg" alt="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-Iranian foreign minister to visit Moscow ahead of second Iran-US meeting" class="wp-image-75889"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-consentono-che-abbia-il-nucleare-per-uso-civile.html">Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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