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	<title>Abbas Araghchi Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Aug 2026 13:54:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Abbas Araghchi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 13:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia si rafforza, Israele si innervosisce. Altra carne al fuoco nel malmostoso Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html">S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attacco israeliano di alcuni giorni fa all’aeroporto militare di Abu al-Duhur, in Siria, inasprisce lo scontro tra Tel Aviv e Ankara che si protrae da tempo a motivo dal sostegno verbale di quest’ultima ad Hamas (e in genere alla causa palestinese) anche perché nata nell’alveo della Fratellanza musulmana, di cui il presidente <strong>Recep Erdogan </strong>si ritiene nume tutelare. Non è la prima volta che l’IDF fa incursioni nello Stato confinante dopo la caduta di Assad, che anzi si sono intensificate negli ultimi tempi soprattutto nelle regioni meridionali, occupate da Israele, e nelle zone circostanti. Ma stavolta era diverso, <strong>dal momento che il target delle bombe non era Damasco, ma Ankara.</strong></p>



<p>Infatti, secondo la ricostruzione israeliana, <strong>la base era stata appena visitata da una delegazione dell’esercito turco </strong>in vista di una sua ristrutturazione che permettesse di stanziare in loco le proprie forze armate. Uno sviluppo che Tel Aviv ritiene inaccettabile perché minaccerebbe la propria sicurezza, da cui l’aggressione preventiva per far capire ad Ankara che i suoi niet non sono solo verbali. Così, infatti, nella <a href="https://www.ndtv.com/world-news/benjamin-netanyahu-says-israel-sent-clear-message-to-turkey-after-syria-attack-11933108" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivendicazione</a> pubblica di Netanyahu: Israele aveva inviato un messaggio “in termini generali” contro la presenza militare turca nell’aeroporto vicino ad Aleppo. “A quanto pare l’hanno ignorato, così ci siamo assicurati che lo capissero più chiaramente”. <strong>La Turchia ha negato che la visita della delegazione turca fosse parte di un progetto per stanziare le proprie forze armate in Siria,</strong> che anzi tale prospettiva non sarebbe neanche all’orizzonte.</p>



<p>Ma a tema non è tanto la veridicità o meno della ricostruzione israeliana, quanto il reale scopo dell’attacco, cioè il messaggio indirizzato a Erdogan, entrato ancor più nel mirino di Netanyahu da quando ha avuto un ruolo chiave nel far <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/irans-araghchi-reveals-turkeys-role-thwarting-kurdish-offensive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fallire l’attacco</a> israelo-americano all’Iran del 28 febbraio, vanificando la pressione volta a ingaggiare i curdi nella jihad anti-Teheran (lo ha <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/irans-araghchi-reveals-turkeys-role-thwarting-kurdish-offensive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferito</a>, tra gli altri, anche il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong>).</p>



<p>Il sultano turco negli ultimi tempi si sta muovendo con certa sagacia riuscendo a mettere a segno successi politici significativi. In particolare, un vero e proprio capolavoro politico: lui che era stato il peggior nemico dei curdi, con i quali per anni ha ingaggiato uno scontro sanguinoso, <strong>è riuscito nell’impossibile riuscendo a rappacificarsi con essi. </strong>Un processo lungo e tormentato che ha visto protagonista il leader del PKK (partito dei lavoratori del Kurdistan) <strong>Abdullah Ocalan</strong>, da decenni ristretto nelle carceri turche, che a febbraio del 2025 aveva lanciato un appello al suo movimento perché disarmasse.</p>



<p>Non era la prima volta che Ocalan tentava questa mossa, evidentemente concordata con le autorità di Ankara in un’ottica di riconciliazione, dal momento che si era prodotto in un analogo appello già <a href="https://www.piccolenote.it/postille/turchia-ocalan-disarma-i-curdi">nel lontano 2013</a> con scarso successo. Troppo presto e troppe ancora le divergenze tra le autorità turche e i curdi. Stavolta, però, era diverso. Tanta acqua era passata sotto i ponti, ma erano soprattutto le circostanze a essere radicalmente mutate. Erdogan aveva un disperato bisogno di questa riconciliazione per puntellare la sua più fragile posizione politica, mentre per i curdi si aprivano prospettive reali di far valere le proprie istanze, a lungo ignorate. Inoltre, <strong>mutato era il quadro mediorientale </strong>a causa dell’imperversare di Israele, del genocidio di Gaza, della stralunata politica estera americana. Da qui la svolta reale: dopo altri appelli di Ocalan e ulteriori trattative più o meno segrete tra le parti, il 10 agosto il Parlamento curdo, su sollecitazione di Erdogan, ha approvato una legge che decreta<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/turkish-parliament-passes-landmark-law-advance-pkk-peace-process-2026-08-10/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l’amnistia generale</a> per i militanti del PKK (in realtà, non è una vera e propria amnistia, ma è per intendersi).</p>



<p>Quando, <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/convergenza-usa-russia-stop-massacri-siria">nel marzo del 2025</a>, scrivevamo di questo processo di pace, lo collegavamo a quanto stava accadendo in Siria, dove il governo di Damasco aveva intrapreso un negoziato con le fazioni curde sostenute dagli Stati Uniti perché si integrassero nel corpus statale, mettendo armi e miliziani al servizio dell’esercito e ponendo fine all’indipendenza <em>de facto </em>delle regioni da essi amministrate. Un processo lento quest’ultimo che si è concluso<a href="https://thecradle.co/articles/sdf-leader-declares-integration-with-damascus-complete" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ufficialmente</a> in questi giorni e che è stato evidentemente una conseguenza diretta del voto del parlamento turco.</p>



<p>La tempistica dell’attacco dell’IDF, avvenuto in costanza di questa svolta, segnala <strong>il nervosismo di Tel Aviv per un processo che vanifica, o quantomeno rende meno probabile, il sogno di fare della Siria uno Stato fallito</strong>, abitato da una destabilizzazione permanente e facile preda del proprio espansionismo. Tale sviluppo, peraltro, lega in maniera temporaneamente irrevocabile Damasco alla Turchia, rafforzando ulteriormente Erdogan e il suo progetto neo-ottomano e minando la prospettiva israeliana di ergersi a dominus incontrastato del Medio Oriente.</p>



<p>Uno sviluppo, peraltro, che rafforza indirettamente anche la cosiddetta Nato sunnita, la recente alleanza siglata da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, che impensierisce non poco Tel Aviv perché alternativa agli Accordi di Abramo. Non sappiamo se la visita della delegazione turca in Siria servisse anche a sollecitare l’ingresso di Damasco in tale alleanza, ma la prospettiva è a tema, dal momento che il ministro degli Esteri siriano <strong>Asaad Hassan Al-Shaibani,</strong> in un intervento in cui ha definito Ankara un partner chiave per la ricostruzione del suo Paese, ha dichiarato che Damasco non ha ancora deciso se aderire o meno all’alleanza.</p>



<p>In risposta indiretta all’attacco in Siria, la Turchia ha emesso un nuovo mandato di arresto contro Netanyahu per genocidio e per il sequestro dell’equipaggio della flottilla diretta a Gaza. Nel mandato, anche tal Afek Moskovitch,<a href="https://www.timesofisrael.com/turkey-issues-fresh-genocide-arrest-warrant-for-netanyahu-amid-growing-syria-tensions/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ignoto anche ai media israeliani</a>. Probabile che si tratti di un messaggio in codice diretto a Netanyahu (io so cose…). La Turchia si rafforza, Israele si innervosisce. Altra carne al fuoco nel malmostoso Medio Oriente, che ieri, tra le altre e più drammatiche vicende, ha visto<a href="https://www.uawire.org/drone-attack-on-turkish-cargo-vessel-in-black-sea-forces-crew-to-abandon-ship" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l’attacco di un drone a un mercantile turco</a> che navigava nel Mar Nero verso Novorossiysk: nessuna vittima, ma l’equipaggio ha dovuto abbandonare la nave al suo destino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html">S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima la firma del <strong>patto di La Mecca</strong> per una nuova architettura securitaria in Medio Oriente con Turchia e Arabia Saudita, poi una <strong>missione diplomatica a Teheran</strong> per rassicurare l&#8217;Iran del prosieguo degli sforzi diplomatici per stabilizzare la crisi del Golfo e <strong>confrontarsi sugli scenari regionali</strong>. Il <strong>Pakistan</strong> resta al centro della scena nelle dinamiche dell&#8217;Asia centrale e Sud-occidentale ed è degno di nota la visita compiuta dal <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad, <strong>Mohsin Naqvi,</strong> a Teheran per dialogare con il <strong>presidente Masoud Pezeshkian</strong> e il titolare degli Esteri, <strong>Abbas Araghchi</strong>. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Riprende la diplomazia tra Pakistan e Iran</h2>



<p><strong>La sua presenza a Teheran</strong> è servita a Pakistan e Iran per ribadire la volontà di rafforzare il dialogo sistemico tra i due Paesi, e nella giornata di martedì 11 agosto l&#8217;agenzia iraniana Tasnim ha dato un ampio resoconto della visita del politico di Islamabad nella capitale della Repubblica Islamica sottolineando <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">l&#8217;approccio costruttivo che le due parti avrebbero avuto su diversi dossier, dalla diplomazia al commercio.</a> </p>



<p>Per il Pakistan è importante fornire <strong>perimetri precisi alla sua azione regionale</strong> e, in tal senso, la possibilità di cercare subito un ponte con l&#8217;Iran subito dopo l&#8217;accordo con Ankara e Riad per un partenariato di difesa trilaterale è servito a mettere al <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">corrente il Paese limitrofo delle implicazioni del patto</a>, che in futuro potrebbero essere<a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777"> rilevanti sul piano diplomatico e strategico.</a></p>



<p>L&#8217;Iran ha comunicato tramite <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">il portavoce della sua diplomazia, Esmail Baghaei,</a> di non ritenere l&#8217;accordo di La Mecca come ostile, e del resto i contraenti hanno insistito sulla <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">natura difensiva dell&#8217;alleanza.</a> Parimenti, è indubbio, <a href="https://it.insideover.com/politica/da-hormuz-al-patto-della-mecca-la-strategia-iraniana-alla-prova.html" type="post" id="526036">come abbiamo scritto</a>, che <strong>una saldatura di questo tipo imporrà dei cambiamenti</strong> negli equilibri del Medio Oriente che un Paese come l&#8217;Iran certamente non può ignorare ed è da sottolineare la spinta di Islamabad a affiancarlo immediatamente a un <strong>rinnovato dialogo con Teheran</strong>. Il cui fine potrebbe probabilmente comprendere l&#8217;obiettivo di riaprire la porta alla mediazione per un nuovo negoziato con gli Stati Uniti dopo che il precedente Memorandum di Islamabad di giugno è franato nelle prime giornate di luglio con la ripresa degli scontri nella regione del Golfo e dello Stretto di Hormuz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Naqvi, il facilitatore diplomatico di Islamabad</h2>



<p>Naqvi è da tempo una figura di primo piano nel processo di mediazione guidato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-ministro-e-il-generale-chi-sono-gli-uomini-forti-del-pakistan-che-hanno-mediato-il-cessate-il-fuoco.html" type="post" id="512420">principalmente dal premier Shehbaz Sharif e dal capo delle forze armate Asim Munir</a>, registi della manovra politica cui il Pakistan ha promosso un tentativo di distensione tra Usa e Iran dopo la guerra combattuta da Teheran contro Washington e Israele a partire dal 28 febbraio scorso. <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">Il quotidiano pakistano <em>Dawn</em> ha scritto</a>, citando fonti diplomatiche, che &#8220;l&#8217;obiettivo principale della visita di <strong>Naqvi era quello di dare seguito al Memorandum d&#8217;intesa di Islamabad e alla mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti</strong>, rimasta in gran parte inattiva da quando l&#8217;Oman ha assunto la guida dei negoziati sulle modalità di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz&#8221;, aggiungendo che proprio la trattativa di Mascate con Teheran e le sue evoluzioni &#8220;hanno creato un&#8217;opportunità per Islamabad di avviare un processo più ampio&#8221;.</p>



<p>La ricostruzione della testata pakistana apre scenari interessanti. Ci sono elementi che possono, in effetti, permettere di leggere la visita di Naqvi come una potenziale parte integrante del tentativo di riannodare i fili di un processo ritenuto vitale da Islamabad. Ad esempio, è da sottolineare che <strong>più volte le visite del Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad</strong> in Iran hanno avuto l&#8217;obiettivo di oliare i meccanismi della diplomazia regionale. Naqvi, ad esempio, ha visitato più volte la <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/pakistan-s-interior-minister-makes-2nd-visit-to-tehran-in-less-than-a-week-amid-iran-us-mediation/3943079">capitale iraniana</a> nel pieno dei colloqui che hanno prodotto il memorandum siglato il 17 giugno e che ha messo in campo l&#8217;unico tentativo di portare alla pace tra Usa e Iran su cui i contendenti abbiano speso un impegno politico chiaro. Ieri come oggi, è plausibile che le sue visite offrano le condizioni per un avvicinamento delle posizioni diplomatiche e delle manovre negoziali senza esporre le figure di punta che definiscono l&#8217;agenda internazionale del suo governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per la diplomazia</h2>



<p>Nello scenario teso alla ricostruzione quadro di rilancio della diplomazia a tutto campo può anche inserirsi il fatto che gli interlocutori del ministro, Pezeshkian e Araghchi, sono stati i due <strong>uomini dialoganti per eccellenza</strong> nel quadro del regime di Teheran, in una fase in cui gli apparati securitari vicini alla Guida Suprema <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1"><strong>Mojtaba Khamenei</strong> e potenzialmente più intransigenti sembrano stringere le fila</a>, la nomina dell&#8217;ex capo dei pasdaran <strong>Moshen Rezaei</strong> a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale segnala l&#8217;acquisita rilevanza sistemica dei Guardiani e Washington sembra essere virata all&#8217;uso della <strong>pressione economica come strumento di condizionamento di Teheran</strong>. </p>



<p>Il Pakistan cerca stabilità e per il Paese centroasiatico tutto si tiene: la mediazione nella contesa iraniano-americana, la possibile riapertura di Hormuz, la nuova alleanza securitaria in sviluppo. Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran, che si è andato riaccendendo con una serie di fiammate alternate a momenti di calma apparente dopo la sostanziale disapplicazione del memorandum di giugno, resta a Islamabad, con sponde attive nel Golfo (Oman e Qatar) a supporto: <strong>molti Paesi della regione vogliono la fine di una situazione logorante che blocca i commerci, il traffico energetico e le prospettive di stabilizzazione regionale,</strong> pochi hanno il capitale politico per proporre soluzioni sistemiche. E il Pakistan sembra essere pienamente disposto a investirlo per concretizzare la sua capacità di trovare ascolto tra entrambi i contendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iran holds firm on Hormuz conditions as Pakistan’s Naqvi visits Tehran, Al Jazeera &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran</a></li>



<li><em>Iranian state media says Pakistan interior minister briefed Tehran on Makkah defense pact</em>, ArabNews.pk &#8211; <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan</a></li>



<li>Baqir Sajjad Syed, <em>Islamabad looking to breathe new life into mediation push, </em>Dawn &#8211; <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">https://www.dawn.com/news/2022296</a></li>



<li>Andrew England, Bita Ghaffari, <em>Iran’s supreme leader elevates loyalists as he tightens grip</em>, Financial Times &#8211; <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li>Ali Bakir, &#8220;<em>What Is the Mecca Joint Defense Pact—and What It Is Not?</em>&#8220;, Middle East Council on Global Affairs &#8211; <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/</a></li>



<li><em>Iran says it is not concerned by new &#8216;Mecca Joint Defence Agreemen</em>t, Middle East Eye &#8211; <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement</a></li>



<li><em>Pezeshkian Stresses Bolstering Iran-Pakistan Ties, </em>Tasnim News Agency &#8211; <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties</a><br></li>
</ul>



<p><strong><em>Questo articolo è stato aggiornato per indicare la data precisa della conclusione del memorandum di Islamabad</em>, <em>correggendo una precedente versione che indicava l&#8217;11 e 12 giugno come data dei colloqui finali per la sua conclusione</em>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran. Della tregua violata e di altre false flag</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-della-tregua-violata-e-di-altre-false-flag.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Della tregua violata e di altre false flag" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l'Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che "non ci sono prove che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno" </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Della tregua violata e di altre false flag" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad innescare il rinnovato incendio che rischia di divorare l&#8217;intero Medio oriente è stata una false flag, un po&#8217; come l&#8217;inesistente atomica iraniana per la fase precedente del conflitto. Infatti, tutto è iniziato con un attacco all&#8217;Arabia saudita che Riad e Stati Uniti hanno attribuito alle milizie filo-iraniane attive in Iraq, da cui la rappresaglia contro di esse da parte delle asserite vittime e dei loro potenti protettori. Da cui la reazione di Teheran contro le basi americane per quanto si era consumato nello Stato confinante a danno dei propri alleati.</p>



<p>Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l&#8217;Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che &#8220;<a href="https://www.dawn.com/news/2019487/iraq-military-spokesman-says-no-evidence-attacks-launched-from-its-territory" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non ci sono prove</a> che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno&#8221; (così il generale Sabah Al-Numan, portavoce del Capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dawn.com/news/2019487/iraq-military-spokesman-says-no-evidence-attacks-launched-from-its-territory"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-d-3-1024x397.jpg" alt="Iraq military spokesman says no evidence attacks launched from its territory" class="wp-image-83064"/></a></figure>



<p>Qualcuno porebbe pensare che sia una fonte di parte, ma dovrebbe ignorare che appena due settimane fa il primo ministro iracheno Ali al Zaidi era a Washington a scambiarsi sorrisi con Trump e a stipulare accordi con le compagnie petrolifere americane.</p>



<p>Non solo, al Zaidi era atteso a Riad il giorno successivo all&#8217;attacco: visita annullata. Peraltro, appena tornato dagli States, al Zaidi si era recato in Iran e si diceva che portasse in dote una proposta di Washington per chiudere il conflitto. Missione negata dall&#8217;Iran e dall&#8217;interessato, ma è possibile che la visita a Riad facesse parte di questa mediazione di alto livello (necessariamente riservata).</p>



<p>L&#8217;altra cosa bizzarra è che la reazione iraniana contro gli States è stata presentata come una violazione della tregua non dichiarata iniziata alla fine della settimana scorsa. Come se l&#8217;attacco alle milizie iraniane sia tutt&#8217;altro dal conflitto in corso e non una parte di esso. Un tentativo di negare l&#8217;ennesima violazione degli accordi da parte degli americani.</p>



<p>Una narrativa tanto dilagante e data per scontata che ci è cascato addirittura<a href="https://www.theamericanconservative.com/zelenskys-caspian-gambit-failed-for-now/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> The American Conservative</a>, forse il media più critico delle guerre infinite (e di quella iraniana in particolare), sul quale si legge: &#8220;Washington ha sospeso le ostilità nel fine settimana, eppure l&#8217;Iran ha lanciato un attacco a sorpresa contro gli Stati Uniti in Giordania, prendendo l&#8217;iniziativa strategica&#8221;. Nessuna iniziativa strategica, appunto, semplice rappresaglia (non a sorpresa).</p>



<p>Al di là come è iniziata, la nuova fase bellica appare diversa dalla precedente, come affermano tanti analisti. Anzitutto non sembra più uno scontro tra Israele &#8211; Stati Uniti e Iran, ma qualcosa di più ampio, sia per il tentativo di ampliare le conflittualità &#8211; come denota il drone che ha colpito il porto di Damietta in Egitto &#8211; sia perché alcuni dei Paesi che in passato si erano prodigati a preservare la pace regionale &#8211; favorendo la sottoscrizione del Memorandum &#8211; oggi sembrano vacillare nelle loro posizioni, indulgendo a volte a intrupparsi nell&#8217;asse Washington-Tel Aviv.</p>



<p>Tra questi ultimi spicca l&#8217;Arabia saudita anche perché, incrociando di nuovo le spade con gli Houti, di fatto ha in Teheran, alleata dei ribelli yemeniti, un&#8217;antagonista. Uno spostamento, quello di Riad, che potrebbe assumere valenza tettonica, come dimostra la querelle sull&#8217;attacco attribuito alle milizie filo-iraniane.</p>



<p>Riad sta attraversando una fase particolarmente dinamica, come evidenzia il fatto che abbia dato vita a una &#8220;coalizione per la difesa marittima&#8221;, volta a preservare la sicurezza delle vie di navigazione della regione, alla quale hanno aderito <a href="https://www.arabnews.com/node/2652842/saudi-arabia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">13 Paesi: </a>Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania, Yemen, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Gibuti e Somalia. Si tratta di una coalizione eterogenea che comprende Paesi ancora decisamente impegnati nella de-escalation regionale, quindi difficilmente dovrebbe schierarsi da una parte o dall&#8217;altra, ma ha potenzialità di blocco tutte da seguire.</p>



<p>Altro particolare che allarma su un ampliamento del fronte medio orientale, frammentario e magmatico, è lo strano attacco al porto di Damietta, che Il Cairo ha evitato di attribuire ad alcunché. Su tale attacco appare significativo il post su X del ministro degli Esteri Abbas Araghchi (nella foto in apertura con il ministro degli esteri dell&#8217;Iraq Fuad Hussein), il quale, ricordando la partnership tra Teheran e Il Cairo, ha allarmato sulle <a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/araghchi-warns-of-israeli-false-flags-after-egypt-drone-stri" target="_blank" rel="noreferrer noopener">false flag</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/araghchi-warns-of-israeli-false-flags-after-egypt-drone-stri"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-AM-3-1024x504.jpg" alt="Araghchi warns of Israeli false flags after Egypt drone strike" class="wp-image-83066"/></a></figure>



<p>In realtà, anche nella precedente fase bellica si erano registrati attacchi difficilmente ascrivibili che avevano interessato un po&#8217; tutti i Paesi della regione, con Teheran che negava la responsabilità di alcuni di essi (negazione che aveva un peso ponderale perché ha sempre annunciato e rivendicato gli obiettivi delle proprie operazioni militari). Ma se l&#8217;altra volta tale strategia era stata vanificata dalla pazienza dei Paesi interessati, i quali hanno continuato a lavorare per la pace, stavolta potrebbe essere diverso.</p>



<p>L&#8217;incendio della regione e la destabilizzazione permanente conseguente avrebbe un unico vincitore: Israele, o meglio la grande Israele. Infatti, la nuova Israele, nata dalle ceneri &#8211; da intendersi in senso letterale &#8211; del popolo palestinese e dei loro territori, ampliata a ricomprendere parte della Siria e del Libano, avrebbe facile agio a gestire tale destabilizzazione secondo i propri interessi. Si ergerebbe a potenza regionale e, insieme, globale, stante le risorse alle quali potrebbe attingere.</p>



<p>La spinta ad ampliare la scala e il raggio del conflitto mediorientale è analizzata da Shahid Beheshti, docente presso l&#8217;Università di Teheran su <a href="https://www.irna.ir/news/86223114/%D8%B7%D8%B1%D9%81-%D9%85%D9%82%D8%A7%D8%A8%D9%84-%D8%A8%D9%87-%D8%AF%D9%86%D8%A8%D8%A7%D9%84-%DA%AF%D8%B3%D8%AA%D8%B1%D8%B4-%D8%AC%D8%BA%D8%B1%D8%A7%D9%81%DB%8C%D8%A7%DB%8C%DB%8C-%D8%AC%D9%86%DA%AF-%D8%A7%D8%B3%D8%AA-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D8%A8%D8%A7%DB%8C%D8%AF-%D9%87%D9%88%D8%B4%DB%8C%D8%A7%D8%B1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Irna</a>, il quale afferma: &#8220;Oltre a Israele, anche negli Stati Uniti operano forze potenti che lavorano per raggiungere questo obiettivo.&nbsp;Sembra che un potere transregionale stia sconvolgendo gli equilibri. Logicamente, ciò non gioca a favore degli Stati Uniti, ma anche il governo statunitense ne è coinvolto e si troverà invischiato in guai ancora più grossi con l&#8217;escalation delle tensioni&#8221;.</p>



<p>Se abbiamo riportato le sue parole è anche per un altro cenno: &#8220;Resta da vedere se, come è stato sottolineato nei discorsi dei funzionari (tra cui il dottor Araghchi), esistano persino correnti interne al nostro Paese coinvolte in questa cospirazione&#8221;. Il fatto che tale allarme sia riportato dall&#8217;Agenzia stampa ufficiale dell&#8217;Iran interpella.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Usa-Iran duellano sugli asset di Teheran. E intanto Araghchi vede Lavrov</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si alza l&#8217;asticella delle minacce, non si ferma la diplomazia. La nuova fase della Terza guerra del Golfo si è riaperta tra Usa e Iran, senza l&#8217;intervento di Israele in sostegno a Washington, dopo il collasso del memorandum di Islamabad avvenuto l&#8217;8 luglio scorso e mentre proseguono gli attacchi americani contro le infrastrutture della Repubblica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si alza l&#8217;asticella delle minacce, non si ferma la diplomazia. La nuova fase della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> si è riaperta tra Usa e Iran, senza l&#8217;intervento di Israele in sostegno a Washington, dopo il collasso del <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-fiammata-di-hormuz-oscura-laccordo-di-islamabad.html" type="post" id="522665">memorandum di Islamabad </a>avvenuto l&#8217;8 luglio scorso</strong> e mentre proseguono gli attacchi americani contro le infrastrutture della Repubblica Islamica e le manovre di Teheran nel Golfo e contro le navi nello Stretto di Hormuz, <strong>il conflitto è a metà strada tra il duello su larga scala</strong> andato in scena da febbraio ad aprile e il teso periodo del cessate il fuoco primaverile. </p>



<p>Donald Trump minaccia di confiscare definitivamente gli asset iraniani congelati ai sensi delle sanzioni avviate nel 1979 dopo la nascita della Repubblica Islamica e rilanciate nel 2018 dopo che la sua prima amministrazione stracciò il memorandum nucleare di Barack Obama. Trump ha dichiarato che Washington potrebbe utilizzare questi fondi per ripagare i danni inflitti da Teheran al traffico navale, mossa che porterebbe gli Usa compiere dunque un&#8217;inversione irreversibile del possesso di questi beni, mentre il <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html" type="post" id="501648">Ministro degli Esteri iraniano<strong> Abbas Araghchi</strong></a><strong> </strong>risponde definendo la minaccia della Casa Bianca un &#8220;precedente incendiario&#8221;. Solo poche settimane fa il cessate il fuoco lasciava presagire che parte di questi fondi potessero in prospettiva tornare nelle disponibilità di Teheran. </p>



<p>Le stime di tali risorse, peraltro, variano notevolmente.<a href="https://financialpost.com/pmn/business-pmn/us-to-use-irans-frozen-funds-to-pay-for-ship-damage-trump-says"> Il Financial Post dichiara che solo una minima parte, 2 miliardi di dollari</a>, si troverebbe tecnicamente sul suolo statunitense, anche se di fatto una quota maggiore potrebbe passare tramite altre giurisdizioni e &#8220;una parte ben più consistente si trova in giurisdizioni di altri Paesi e non può essere trasferita a causa delle sanzioni statunitensi: le stime variano da 24 a oltre 100 miliardi di dollari&#8221;. Quest&#8217;ultima <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/4/15/what-are-irans-100bn-in-frozen-assets-and-where-are-they-held">cifra è stata presa come plausibile da <strong>Al Jazeera</strong></a><strong> in un report di aprile</strong> in cui si sottolineava che tale somma, pari a un quarto del Pil nazionale, aiuterebbe la ripresa di un&#8217;economia in crisi. Passare dal congelamento, che tecnicamente può essere sostanzialmente invertito nel momento in cui una sanzione viene rimossa, al sequestro significherebbe passare un solco nel rapporto con un Paese avversario e minare la certezza delle regole del diritto economico internazionale, come peraltro si è molto spesso discusso in Europa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-linea-dura-del-belgio-sugli-asset-russi-congelati.html" type="post" id="496436">quando il processo in essere si dibatteva sugli asset russi congelati per l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina.</a></p>



<p>Araghchi ha detto molte cose mentre si recava al Summit dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan: ha attaccato la minaccia di Trump e definito potenzialmente ostile ogni Paese che offre sostegno agli Usa nella rinnovata campagna di bombardamenti. Ma parimenti, il fatto stesso che si sia imbarcato in una missione diplomatica a conflitto nuovamente rinfocolato mostra quanto esista la volontà di non chiudere porte e ponti alla diplomazia. </p>



<p>A Cholpon-Ata, sede del summit dell&#8217;organizzazione euroasiatica, Araghchi si è incontrato con l&#8217;omologo russo <strong>Sergej Lavrov, fresco di vertice col Segretario di Stato Usa Marco Rubio.</strong> Un dialogo in tempo di guerra fondamentale per capire i margini di risoluzione del conflitto e la possibile interoperabilità, per ora remota, tra scenari di conclusione della guerra in Ucraina e manovre volte a porre termine al duello nel Golfo, fronte ove Lavrorv,<a href="https://www.aa.com.tr/en/us-israel-iran-war/russian-iranian-foreign-ministers-discuss-rising-tensions-in-gulf-region/4008107">riporta Anadolu, chiede </a>un &#8220;accordo duraturo&#8221;. E non è detto che tale accordo potrebbe sbloccare anche l&#8217;impasse ucraina se liberasse energie politiche agli Usa. Tra contraddizioni e difficoltà, dunque, il mosaico della nuova fase della guerra Usa-Iran e della diplomazia circostante prende forma come un disegno di difficile decifrazione. Per un segnale politico in una direzione dunque, uno strappo nell&#8217;altra: la conflittualità attuale è a livelli inferiori di quella di febbraio-aprile ma la finestra di una vera pace resta lontana. I toni incendiari non aiutano e va capito in che misura il pendolo girerà verso l&#8217;escalation completa e in che dimensione, invece, la diplomazia internazionale offrirà una rete. Alla Casa Bianca l&#8217;ultima parola su una decisione profondamente influente per l&#8217;intero ordine globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html">Usa-Iran duellano sugli asset di Teheran. E intanto Araghchi vede Lavrov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuna protesta, in Occidente e nel Golfo, per l'improvvida sparata di Trump, nemmeno un flebile belato. Tale la statura della nefasta leadership dell'Europa e delle petromonarchie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas.html">Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha annunciato al Congresso che la guerra con l&#8217;Iran è ripresa, il blocco di Hormuz ripristinato e che, meraviglia delle meraviglie, gli Stati Uniti si faranno garanti della sicurezza della via marittima al modico prezzo del 20% del valore della merce trasportata.</p>



<p>Bizzarra eterogenesi dei fini di una guerra ripresa per garantire il libero transito attraverso lo Stretto conteso. Richiesta sostenuta con forza da tutte le Cancellerie occidentali e dei Paesi del Golfo che hanno tuonato contro il vulnus alla sacra libertà di navigazione prefigurata dalla riprovevole pretesa iraniana di chiedere ai naviganti una tassa sui servizi erogati.</p>



<p>Nessuna protesta, in Occidente e nel Golfo, per l&#8217;improvvida sparata di Trump, nemmeno un flebile belato. Tale la statura della nefasta leadership dell&#8217;Europa e delle petromonarchie, inutile infierire. Quanto alla sparata, sembra fatta apposta per aiutare l&#8217;Iran a imporre la sua tassa sui servizi.</p>



<p>Così ieri su <a href="https://x.com/araghchi/status/2076728062662557961?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076728062662557961%7Ctwgr%5E07f8c0f0d538b906aec26b208bfca1257c32a816%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.presstv.ir%2FDetail%2F2026%2F07%2F13%2F772193%2FAraghchi---Iran-eternal-guardian-of-Hormuz--Trump-s-20--toll-too-much-we-will-be-fair-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi</a>: &#8220;Il Presidente degli Stati Uniti ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio. L&#8217;Iran è sempre stato il GUARDIANO dello Stretto e lo rimarrà PER SEMPRE. Il 20% è ovviamente troppo. Noi saremo equi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/araghchi/status/2076728062662557961"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-X--1024x415.jpg" alt="" class="wp-image-82819"/></a></figure>



<p>Se Trump l&#8217;ha fatto deliberatamente per sbloccare lo stallo o sia frutto di follia, resta che il varo di una tassa sui servizi da parte dell&#8217;Iran, molto meno onerosa di quella evocata dalla follia imperiale, potrebbe essere accolta con un sospiro di sollievo dal mondo, ovviamente al netto del masochismo che affligge certa leadership.</p>



<p>Quanto al nuovo round di attacchi statunitensi e al blocco dello Stretto, non se ne comprende la ratio. Pare dettato dalla frustrazione per la sconfitta subita in guerra e al tavolo dei negoziati. E probabilmente anche dal tentativo di coprire in qualche modo le conseguenze della sconfitta con le bombe, che danno la sensazione che si possa ancora vincere.</p>



<p>Inoltre, Trump ha la necessità di allentare la pressione dei falchi, che peraltro potrebbero inserire variabili ad alto rischio escalation nel conflitto in corso. Uno di questi, Lindsey Graham, è appena defunto andando ad aggiungersi alla moltitudine di persone che ha contribuito ad ammazzare in tutto il mondo (decine di milioni) e portando nella tomba i <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-missile-su-lindsey-graham" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tanti misteri della sua squallida vita</a>. Un vero patriota&#8230; Inutile illudersi, sarà presto sostituito: si tratta di figure Usa e getta.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-missile-su-lindsey-graham"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-PN-copia-1-1024x423.jpg" alt="Un missile su Lindsey Graham" class="wp-image-82821"/></a></figure>



<p>Quanto allo sviluppo del conflitto iraniano, è difficile immaginare che, mutatis mutandis, non si ripeta quanto avvenuto in precedenza. La chiusura di Hormuz metterà presto il pianeta sotto stress.</p>



<p>Il mondo che ancora fatica a riprendersi dal precedente blocco e non può più attingere, se non per breve tempo, alle erose riserve energetiche, non può sostenere un&#8217;altra chiusura prolungata di Hormuz. Né l&#8217;America può davvero credere che bombe, missili e droni siano in grado di piegare l&#8217;Iran o di aprire lo Stretto.</p>



<p>Può infliggere danni terribili, ma vincere la guerra è un&#8217;altra cosa. E per chiudere lo Stretto, all&#8217;Iran, pure se fosse a corto di armamenti (cosa che non è né sarà), basterà qualche mina, ché a sbarrare la via alle navi è sufficiente la sola mancanza di sicurezza.</p>



<p>Nella temperie, uno sviluppo nuovo. L&#8217;Arabia Saudita ha bombardato l&#8217;aeroporto internazionale di Sana&#8217;a, in Yemen, allo scopo di impedire l&#8217;atterraggio di un aereo iraniano in violazione all&#8217;embargo che ha decretato sul Paese confinante dopo la ribellione degli Houti. Attacco al quale gli Houti hanno risposto attaccando a loro volta l&#8217;aeroporto saudita di Abha.</p>



<p>Anche qui non si comprende la ratio, dal momento che i sauditi hanno finora tentato di attutire le fiamme del conflitto iraniano, nel timore che una guerra su larga scala consegni la devastata regione mediorientale a Tel Aviv. L&#8217;attacco a Sana&#8217;a, invece, alimenta le fiamme e riapre lo scontro iniziato nel 2014 tra il Regno e gli Houti &#8211; insorti contro il governo imposto allo Yemen da Riad &#8211; sopito da anni.</p>



<p>Sviluppo pericoloso per vari motivi. Anzitutto perché l&#8217;Arabia saudita ha siglato da poco un accordo di mutua difesa con il Pakistan, da cui la <a href="https://x.com/CMShehbaz/status/2076976508409909551?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076976508409909551%7Ctwgr%5Eb7cca4eed2c17dc245b77c8050e7efcd21300b12%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Fnews%2F2015391" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durissima condanna</a> dell&#8217;attacco degli Houti da parte del Primo ministro Shehbaz Sharif, il quale ha <a href="https://x.com/CMShehbaz/status/2076976508409909551?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076976508409909551%7Ctwgr%5Eb7cca4eed2c17dc245b77c8050e7efcd21300b12%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Fnews%2F2015391" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ribadito</a> &#8220;l&#8217;incrollabile sostegno alla sicurezza del Regno e [che il Pakistan] si schiera in piena solidarietà con il fraterno Regno dell&#8217;Arabia Saudita in questo momento critico&#8221;.</p>



<p>Ci sono forze pakistane in Arabia Saudita e potrebbero entrare in gioco se lo scambio di colpi con gli Houti perdurasse, con conseguente ampliamento della guerra mediorientale e una nuova e caotica frammentazione della stessa.</p>



<p>Uno sviluppo che, peraltro, potrebbe portare l&#8217;Iran, che ha negli Houti dei preziosi alleati, a rinunciare alla mediazione pakistana nel conflitto con gli Usa, con conseguente perdita di un canale privilegiato di comunicazione tra i duellanti.</p>



<p>Inoltre, <em>last but not least</em>, gli Houti minacciano di chiudere anche lo Stretto di Bab el-Mandeb, &#8220;la Porta delle lacrime&#8221;, nome che evoca quanto potrebbe accadere al mondo se la minaccia si concretizzasse, perché verrebbe meno un ulteriore snodo cruciale per le risorse energetiche (a proposito, questo stress energetico globale si somma al venir meno di parte delle risorse energetiche russe causato dagli attacchi da parte di Ucraina e Nato contro i suoi impianti energetici&#8230; il vertice del masochismo).</p>



<p>Il mondo è in fiamme, Netanyahu gongola. Può continuare ad ammazzare palestinesi, ieri <a href="https://french.almanar.com.lb/article/93137/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">9 a Gaza</a> (tra cui una donna e un bambino), a devastare la Cisgiordania e il Libano e a imperversare in <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-army-launches-incursion-sets-up-checkpoint-in-southwest-syria/3994981" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Siria meridionale</a>&#8230; la guerra di Trump &amp; soci serve anche a nascondere notizie su tali crimini. E, se si va all&#8217;escalation, sbanca, nulla importando se il mondo collassa (l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opzione_Sansone" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opzione Sansone</a>, ci torneremo).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://french.almanar.com.lb/article/93137/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-M-1-1024x356.jpg" alt="Bande de Gaza : 9 martyrs dont un enfant et une femme dans des raids israéliens sur plusieurs régions depuis ce mardi matin." class="wp-image-82818"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Coi maxi-funerali l&#8217;Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html">Coi maxi-funerali l&#8217;Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>I funerali pubblici di Stato della Guida Suprema iraniana <strong>Ali Khamenei,</strong> ucciso il 28 febbraio all&#8217;inizio della Terza guerra del Golfo e dell&#8217;offensiva israelo-americana contro il Paese di cui era la figura apicale politica e teologica, saranno dal 4 al 9 luglio un viaggio umano e simbolico nella storia dell&#8217;Islam sciita e in quella recente e convulsa della Repubblica Islamica. Sei giorni di corteo su due Paesi, <strong>Iran e Iraq</strong>, dalla capitale Teheran alle città sante dell&#8217;Islam sciita tra i due Stati limitrofi, tra Mashad, Qom, Najaf e Karbala, luogo del martirio di Husayn, secondo figlio di Ali e nipote di Maometto che nella battaglia nella città perse la vita nel 680, aprendo la strada a quasi un millennio e mezzo di peculiare e autonoma teologia sciita.</p>



<p>Per gli sciiti il martirio e il sacrificio sono <strong>centrali sul piano storico e teologico,</strong> e per i più ferventi sostenitori della Guida Suprema defunta, a partire dal figlio e successore <strong>Mojtaba, quello di Khamenei è stato un martirio a tutti gli effetti,</strong> all&#8217;apice della battaglia contro i mortali nemici del Paese di cui è stato presidente dal 1980 al 1988 e Guida Suprema dal 1989 alla morte, incarnandone dunque l&#8217;intera storia dopo la cacciata dello Shah nel 1979. <strong>I funerali, che lungo il percorso del feretro si prevede attrarranno decine di milioni di pellegrini</strong> e saranno con ogni probabilità i più partecipati della storia umana, saranno un viaggio tra molti fusi orari storici, tra religione e politica, tra passato, presente e futuro. </p>



<p><strong>Dalla Grande Moschea di Teheran,</strong> dove sono sfilati per le esequie ufficiali dignitari di vari Paesi, leader religiosi iraniani di ogni confessione e molti cittadini per rendere omaggio alla camera ardente del Rahbar assassinato e dei suoi famigliari morti nel raid, partirà dunque un messaggio importante che parlerà dell&#8217;Iran al mondo e all&#8217;Iran di sé stesso. <strong>E sarà, probabilmente, la fine di una storia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambiamento inevitabile</h2>



<p>Il 4 luglio, mentre a Washington Donald Trump celebrerà i 250 anni della nazione americana, l&#8217;Iran potrà avviare le esequie di Khamenei forte del risultato conseguito blindando il <strong>cessate il fuoco nel Golfo</strong> e potendo rivendicare la sopravvivenza all&#8217;assalto israelo-americano. La guerra non è stata facile e Teheran ha subito durissimi danni, ma strategicamente la vittoria è arrisa più alla Repubblica Islamica che agli alleati che la affrontavano. Il regime resta in piedi, lo Stretto di Hormuz è ora gestito dai Pasdaran, l&#8217;Iran può trattare per il suo futuro. Ma proprio per questo la cesura della guerra e della morte di Khameni rappresentano una chiamata per un <strong>cambiamento strutturale</strong> che in un certo senso si sta già manifestando.</p>



<p>L&#8217;Iran che prima della guerra aveva subito proteste di piazza, rivolte, tensioni e pressioni strategiche regionali era chiamato a cambiare e lo dicevamo in tempi non sospetti. Nell&#8217;ultimo discorso tenuto durante <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-iran-non-sara-rivoluzione.html" type="post" id="371470">le proteste di gennaio, <strong>il sovente pragmatico Khamenei sembrava parlare a un Paese che non esisteva più,</strong></a> chiedendo inflessibilità e ordine. Con la sua morte il Paese è divenuto una <strong>poliarchia</strong>. Lo ha confermato alle prime celebrazioni pubbliche la presenza &nbsp;congiunta del capo negoziatore della tregua con gli Usa e presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, del ministro degli Esteri Abbas Araghchi e del presidente Masoud Pezeshkian come <strong>esponenti di un medesimo organigramma di potere a più vette. </strong></p>



<p><strong>I <em>triumviri rei publicae (Islamicae) constituendae</em>,</strong> potremmo definirli richiamandoci all&#8217;esperienza dell&#8217;Antica Roma, figure che occupano zolle di potere decisive tra gestione dell&#8217;ordinaria attività esecutiva (il presidente), rapporti globali e presenza come volto pubblico del sistema (Araghchi) e cinghia di trasmissione, nel caso di Ghalibaf, tra un sistema riformista e gli apparati profondi del potere temprati dalla guerra, centrati sul corpo dei <strong>Guardiani della Rivoluzione</strong>, che hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">materialmente assorbito la maggior quota dei danni subiti e inflitto un&#8217;analoga percentuale di quelli dispensati da febbraio ad aprile.</a></p>



<p><strong>Tutto questo si consolida spostando nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale</strong>, la Camelot al cui consesso tutti appaiono eguali e il regime si mostra in tutte le sue componenti, il sistema dirimente e decisivo. Come a dire che in futuro nessun attacco a sorpresa potrà decapitare l&#8217;Iran, perché il potere è distribuito, e come a indicare che Mojtaba Khamenei sarà ora più un garante che un <em>dominus</em> come il padre. <strong>Lo abbiamo detto da tempo: la Repubblica Islamica di ieri non esisterà più</strong> e in un certo senso i funerali di Khamenei sono anche i suoi. Resta un regime che <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html" type="post" id="520612">ha avuto dalla guerra un&#8217;inaspettata sponda per durare e ora si sente più forte</a> e ora dovrà rispondere alle istanze di progresso economico, mobilità sociale e sicurezza della popolazione per legittimarsi. <strong>La guerra, per gli Usa e Israele, doveva essere l&#8217;inizio della fine della Repubblica Islamica</strong>. Ne rappresenterà, nei fatti, la fine dell&#8217;inizio. Alla leadership di Teheran capire se il secondo tempo sarà di stabilità o caos.</p>
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		<title>Gelo Iran-Aiea: Teheran chiude le porte agli ispettori nucleari dell&#8217;Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gelo-iran-aiea-teheran-chiude-le-porte-agli-ispettori-nucleari-dellonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241128022646577_6c3911b8e9aba9aaef7a61b1e2f08b51-e1732781173226-1536x750.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Teheran nell'ultimo anno è emersa la sensazione che l'Agenzia sia sempre più ostile nei confronti della Repubblica Islamica. </p>
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<p>L&#8217;Iran non <a href="https://www3.nhk.or.jp/nhkworld/en/news/20260623_18/">consentirà ancora all&#8217;<strong>Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea)</strong> </a>di visitare i siti nucleari bombardati nel giugno 2025 da Israele prima e, soprattutto, dagli Usa poi nel quadro della guerra dei dodici giorni e dell&#8217;Operazione Midnight Hammer. Dopo una seconda guerra, che ad oggi pare avviata verso la fine definitiva dopo il recente armistizio che ha consolidato il cessate il fuoco, il tema del programma di arricchimento di Teheran è al centro dei negoziati iniziati in Svizzera ma nella Repubblica Islamica permane una grande <strong>sfiducia verso l&#8217;ispettorato atomico delle Nazioni Unite</strong>, ritenuto da Teheran pregiudizievole nei suoi confronti.</p>



<p><strong>Abbas Araghchi,</strong> ministro degli Esteri iraniano, ha prontamente smentito il vicepresidente Usa <strong>J.D. Vance, </strong>che aveva parlato di ispezioni Aiea pronte a partire. I rapporti tra Teheran e Vienna sono vicini allo zero assoluto dopo un anno di incomprensioni e assenza di diplomazia continuativa a cui certamente non ha contribuito la sindrome d&#8217;assedio del Paese degli Ayatollah che, per due volte, infatti, ha visto le critiche provenienti dall&#8217;Aiea emergere poco prima di nette svolte strategiche dei suoi rivali nei suoi confronti.</p>



<p><strong>Il 12 giugno 2025 <a href="https://www.iaea.org/sites/default/files/25/06/gov2025-38.pdf">l&#8217;Aiea guidata dal direttore </a>generale Rafael Mariano Grossi</strong>, con cui peraltro Teheran aveva sperimentato anni di leale collaborazione, pubblicò un report in cui criticava &#8220;i fallimenti dell&#8217;Iran nel cooperare per facilitare l&#8217;implementazione delle salvaguardie&#8221; volte a facilitare le ispezioni nei suoi siti, come Natanz e Isfahan ,e manifestando &#8220;serie preoccupazione per la rapida accumulazione di uranio altamente arricchito che fa dell&#8217;Iran l&#8217;unico Stato senza armi nucleari che sta producendo questo materiale&#8221;, paventando serie conseguenze in termini di proliferazione. Si stigmatizzava l&#8217;Iran per non aver dato all&#8217;agenzia spiegazioni tecnicamente credibili a riguardo e gli si chiedeva maggior trasparenza. <strong>Il giorno dopo Israele attaccò Teheran</strong> giustificando come &#8220;preventivo&#8221; il raid e motivandolo con la necessità di prevenire l&#8217;acquisizione di un&#8217;arma nucleare da parte dell&#8217;Iran di cui<a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/6/25/why-iran-conflict-has-raised-new-questions-about-iaeas-credibility">Grossi, però, a guerra iniziata disse non c&#8217;era alcuna prova.</a></p>



<p>Dopo la guerra dei dodici giorni, l&#8217;Iran provò a trovare un accordo, <a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-media-liran-riapre-la-porta-agli-ispettori-nucleari-israele-spiazzata-ue-assente.html" type="post" id="485061">mediato dall&#8217;Egitto, con l&#8217;Aiea per riaprire alle ispezioni sui suoi siti nucleari, ma questo tramontò molto rapidamente.</a> E il <a href="https://www.iaea.org/sites/default/files/gov2026-8.pdf">27 febbraio, il giorno prima dell&#8217;attacco di Usa e Israele</a> che inaugurò la Terza guerra del Golfo e poco dopo dei colloqui tecnici a Ginevra dove Grossi era presente assieme ad Araghchi e alle diplomazie degli Usa e dell&#8217;Oman, mediatore per evitare la guerra, &#8220;L&#8217;Iran non ha fornito all&#8217;Agenzia alcun rapporto sullo stato, ai fini delle salvaguardie, degli impianti nucleari colpiti dagli attacchi militari del giugno 2025&#8221; e che l&#8217;Agenzia &#8220;non può verificare: se l&#8217;Iran ha sospeso tutte le attività di arricchimento, comprese la ricerca e lo sviluppo; se l&#8217;Iran ha sospeso tutte le attività di riprocessamento; la dimensione delle scorte di uranio iraniano presso gli impianti colpiti; se l&#8217;Iran ha sospeso i lavori su tutti i progetti relativi all&#8217;acqua pesante; gli inventari iraniani di centrifughe e attrezzature correlate&#8221;. Si aggiungeva che &#8220;la perdita di continuità di conoscenza dell&#8217;Agenzia su tutto il materiale nucleare precedentemente dichiarato presso gli impianti colpiti in Iran deve essere affrontata con la massima urgenza&#8221;.</p>



<p>Israele e Usa non hanno mai invocato i report Aiea come &#8220;casus belli&#8221; ed è naturale che in tempi di crisi e negoziazione l&#8217;agenzia di Vienna ponga in essere aggiornamenti continui. In entrambi i casi, però, l&#8217;Iran fu criticato sul piano del nucleare negli stessi momenti in cui i negoziati deragliavano e i conflitti iniziavano. La sfiducia sorta dopo la prima guerra, peraltro, ha reso più difficile gestire le questioni aperte e prevenire la seconda. L&#8217;Aiea fa il suo: è chiamata a monitorare e approfondire le questioni sul piano tecnico. A Teheran, però, nell&#8217;ultimo anno è emersa la sensazione che <strong>l&#8217;agenzia guidata da Grossi</strong> sia sempre più ostile nei confronti della Repubblica Islamica.</p>



<p>C&#8217;entra lo stato d&#8217;assedio dell&#8217;Iran, c&#8217;entra il timore di subire <strong>pressioni politiche che possano essere sfruttate da attori ostili,</strong> c&#8217;entra il naufragio dei vecchi accordi nucleari sotto i colpi di sanzioni e distanza. Fatto sta che una cooperazione si è rotta, e in tempi di lotta per la non proliferazione e in cui <strong>l&#8217;Iran e gli Usa stanno negoziando sul nucleare</strong> è paradossale vedere che Grossi, impegnato nel frattempo nella corsa al ruolo di Segretario generale d<a href="https://wanaen.com/grossi-has-no-role-in-iran-u-s-negotiations/">ell&#8217;Onu, <strong>non abbia alcun ruolo nel round di negoziati</strong>.</a> E questo pone un serio, potenziale, pregiudizio sul futuro dei colloqui a cui Usa, Iran e Aiea dovranno porre rimedio ricostruendo la fiducia perduta. Pena il rischio di finire in un vicolo cieco.</p>



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		<title>Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-salta-il-negoziato-di-ginevra-anzi-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben-Gvir: "Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere". Un aggiornamento al massimo rialzo dell'equazione nazista dieci per uno.</p>
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<p>Notte di massacri in Libano, dove l&#8217;intesa Iran-Usa è stata accolta con rabbia da Tel Aviv, che ha continuato a martellare il Paese dei cedri. Stanotte, dopo che Hezbollah aveva messo a segno un&#8217;operazione che aveva provocato la morte di quattro soldati israeliani e il ferimento di altri cinque, l&#8217;DF ha bombardato alzo zero i villaggi libanesi uccidendo almeno 47 civili nel sonno.</p>



<p>Ciò avveniva dopo le minacce di ritorsione, tra cui spiccava, al solito, quella di <a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Itamar Ben-Gvir</a>: &#8220;Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere&#8221;. Un aggiornamento al massimo rialzo dell&#8217;equazione nazista dieci per uno.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/aA1-EN-1024x595.jpg" alt="All of Lebanon must burn,' Israeli minister says after IDF reports four soldiers killed" class="wp-image-82526"/></a></figure>



<p>Ma circoscrivere tale follia sanguinaria all&#8217;isolato criminale è limitativo. Significativo in tal senso un titolo del media libanese <a href="https://www.lorientlejour.com/article/1538572/le-messianisme-larbre-qui-cache-la-foret-de-la-radicalisation-israelienne.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;Orient le Jour</a>: &#8220;Il messianismo, l&#8217;albero nasconde la foresta della radicalizzazione israeliana&#8221;.</p>



<p>Lo ha <a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">detto in altro modo</a> il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: &#8220;Non sono solo vanterie o commenti di un folle anonimo e genocida; si tratta piuttosto di dichiarazioni pubbliche del Ministro della Sicurezza Interna di Israele. Il culto genocida della morte, con sede a Tel Aviv, rappresenta una minaccia per tutta l&#8217;umanità. Questo movimento minaccia tutti i popoli e il suo unico obiettivo è una guerra permanente e senza fine&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-6-1024x364.jpg" alt="" class="wp-image-82528"/></a></figure>



<p>Insomma, le roboanti dichiarazioni di Trump sulla sua capacità di imporsi sull&#8217;alleato e le rassicurazioni di Vance sull&#8217;adesione all&#8217;intesa raggiunta con l&#8217;Iran da parte di Israele sembravano del tutto velleitarie. Tanto che, dopo tanto sangue, l&#8217;Iran dichiarava inutile l&#8217;incontro di Ginevra, il primo dopo la firma del Memorandum di Islamabad, che rimanda a negoziati successivi la finalizzazione delle tematiche in sospeso.</p>



<p>Tutto sembrava saltare quando, a sorpresa, arrivava l&#8217;annuncio di un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, che però ha visto l&#8217;IDF continuare negli attacchi, almeno mentre scriviamo. In realtà, al momento, appare solo un colpo di coda proprio della metodologia dell&#8217;esercito israeliano, che prevede un ultimo attacco massivo in concomitanza con una tregua (è così da anni).</p>



<p>Il cessate il fuoco in Libano è precondizione necessaria al dialogo, hanno ribadito le autorità iraniane, aggiungendo che la continuazione degli attacchi avrebbe innescato una reazione immediata da parte di Teheran. Da cui le pressioni americane per frenare l&#8217;alleato. A quanto pare hanno avuto successo, con Israele che accettava un cessate il fuoco, ma non siamo certo giunti al capitolo finale di questa tragedia.</p>



<p>Netanyahu, che oggi è addirittura (addirittura!) uno tra i più moderati politici israeliani &#8211; moderazione criticata dalle opposizioni, in teoria meno guerrafondaie &#8211; ha affermato che &#8220;l&#8217;esercito israeliano rimarrà in Libano finché sarà necessario&#8221;.</p>



<p>A colpire non è solo la disfida lanciata al LIbano, all&#8217;Iran, a Trump e al mondo, ma anche l&#8217;uso deliberato della formula vaga in voga &#8211; oggi un po&#8217; meno &#8211; sotto la presidenza Biden per la guerra ucraina. Una formula che appartiene al lessico delle guerre infinite, alle quali il premier resta comunque consegnato <em>usque ad effusionem sanguinis</em>&nbsp;(altrui, ovviamente).</p>



<p>Tale pretesa di conservare la presa sul&nbsp; Libano confligge con il Memorandum di Islamabad, che al primo punto urge il ripristino dell&#8217;integrità territoriale libanese. E pone criticità al negoziato successivo, nonostante l&#8217;attuale cessate il fuoco ne consenta l&#8217;avvio &#8211; sempre che tenga, dal momento che le manovre di sabotaggio continueranno.</p>



<p>Braccio di ferro destinato a durare, che s&#8217;interseca con lo scontro al calor bianco nel cuore dell&#8217;Impero, dove i falchi hanno alzato un intenso quanto feroce fuoco di sbarramento contro Trump e Vance, colpevoli di aver vanificato il piano volto a incenerire l&#8217;Iran. Per avere la misura della tempesta che si sta abbattendo su Trump e Vance basta osservare i media mainstream americani.</p>



<p>ll partito delle guerre infinite sta investendo ingenti risorse per mandare all&#8217;aria tutto (i giornalisti sensibili a certe sirene costano). Non è la prima volta che assistiamo a sforzi similari e ricordiamo con certa apprensione che l&#8217;hanno più o meno sempre spuntata.</p>



<p>A nostra memoria c&#8217;è stata un&#8217;unica eccezione a tale regola, l&#8217;accordo con l&#8217;Iran stipulato al tempo di Obama (la canea sul ritiro dell&#8217;Afghanistan si alzò prepotente solo a ritiro avvenuto, perché deciso e realizzato saggiamente in tutta fretta). L&#8217;eccezione Obama incute certa speranza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica emerge come importante.</p>
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<p>Il <strong>governo iraniano</strong> si è compattato attorno all&#8217;imminente tregua con gli Stati Uniti e ha considerato un <strong>minimo comune denominatore</strong>, per completare l&#8217;accordo con Washington, l&#8217;assicurazione sulla <strong>sopravvivenza del sistema politico della Repubblica Islamica</strong> alla prova più dura dal 1979 ad oggi, l&#8217;espunzione dall&#8217;accordo di molti dossier cari a Israele come lo stop all<strong>&#8216;inserimento dei missili e del sostegno agli alleati regionali</strong> e, soprattutto, il riconoscimento del <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">sistema-Iran come &#8220;<strong>signore di Hormuz&#8221;</strong>. </a></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">Lo aveva scritto Alessandro Cassanmagnago, lo possiamo confermare ora</a>: il fatto che sia stato l&#8217;Iran a poter offrire la condizione della riapertura espungendo concessioni, tra cui anche la prospettiva che l&#8217;amministrazione Trump finanzi un programma di ricostruzione da <strong>300 miliardi di dollari</strong> dei danni bellici subiti da Teheran, lascia presagire un sostanziale compattamento di un regime che giungeva alla guerra scatenata da Washington e Tel Aviv il 28 febbraio scorso in condizioni critiche e crescentemente delegittimato dalla popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è cambiato il regime</h2>



<p>A tal proposito, è bene sottolineare come <strong>la morte dell&#8217;Ayatollah Ali Khamenei,</strong> del Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale <strong>Ali Larijani,</strong> del capo dei Pasdaran <strong>Mohammad Pakpour</strong> e di molti altri vertici del sistema iraniano abbia accelerato un nuovo mutamento di forma del potere della Repubblica Islamica. </p>



<p>La trattativa è stata lo sbocco dell&#8217;azione di un Iran &#8220;bifronte&#8221;. Da un lato, l&#8217;apparato militare dei Pasdaran ha condotto le operazioni di risposta ai raid israelo-americani e ha esteso a raggiera nel Golfo la risposta mentre in patria la &#8220;difesa a mosaico&#8221; offriva <strong>capacità di azione ai comandi locali</strong>. Dall&#8217;altro, gli alti vertici di un potere iraniano senza più sommi capi come Khamenei senior hanno trovato un modus vivendi e un equilibrio interno tra ambizioni mutevoli e nuovi rapporti di forza. </p>



<p>Il presidente della Repubblica <strong>Mohammad Pezeshkian</strong> ha di fatto funto da garante di un cambio di prospettiva, incentivando proprio il ruolo dell&#8217;istituzione del Consiglio di Sicurezza Nazionale: guidata dal successore di Larijani, Mohammad Bagher Zolghadr, e in cui lo stesso capo dello Stato è il numero due, seguito dal capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il Consiglio ha in nome della ricerca di una camera di compensazione tra apparati di potere operato con crescente collegialità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poliarchia che guarda al futuro</h2>



<p>Nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale sono rappresentati esponenti del mondo conservatore, come Said Jalili, il braccio destro della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, e riformisti come il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, protagonista della mediazione. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-per-ghalibaf-la-porta-non-e-chiusa-lamerica-ha-compreso-la-nostra-logica-ora-guadagni-la-nostra-fiducia.html" type="post" id="513014">Non a caso Ghalibaf </a></strong>è stato a capo della mediazione in Pakistan condotta fianco a fianco con la diplomazia Usa in virtù del suo ruolo primario rispetto agli altri membri della delegazione in seno al Consiglio. </p>



<p>L&#8217;imminenza della firma degli accordi con gli Usa a Ginevra porterà questa <strong>poliarchia di potere alla prova del dopoguerra</strong> e della sua strutturazione. Inizialmente si pensava che l&#8217;ala ultraconservatrice dei cosiddetti &#8220;Paydari&#8221; avrebbe provato a frenare il percorso e lavorato per sabotare e contestare i negoziati in nome della ripresa della guerra. <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-us-declare-diplomatic-breakthrough-despite-domestic-firestorms">Amwaj Media ha però ricordato</a> che &#8220;Mohammad Mehdi Mirbaqeri, considerato la guida spirituale del gruppo Paydari, <a href="https://x.com/mirbaqeri_ir/status/2065892330851205416" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è espresso</a> a favore dell&#8217;accordo in via di definizione e ha cercato di placare le preoccupazioni dei critici&#8221;. </p>



<p>Nel breve periodo, la <strong>logica di sopravvivenza, da Khamenei junior in giù, ha unito i potenti di Teheran</strong>. Nel medio-lungo, bisognerà capire che Repubblica Islamica esisterà: il governo dell&#8217;economia resta critico, le molte tensioni sociali andranno sanate, un apparato di potere nascente si sta strutturando. E finita la guerra bisognerà governarlo in tempo di pace. <em>Primum vivere, deinde philosofari</em>: la Repubblica islamica rispolvera Hobbes di fronte allo &#8220;stato di natura&#8221; del nuovo Medio Oriente competitivo. In cui nonostante ogni trend negativo, l&#8217;Iran è sopravvissuto. E questo fino a pochi mesi fa non molti sarebbero stati disposti a scommetterlo.</p>



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		<title>Hormuz, sanzioni e Libano: gli ultimi ostacoli per un accordo Usa-Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I negoziati Usa-Iran sono nuovamente a un passo dalla conclusione, dice Donald Trump, mentre da Teheran prendono tempo e si resta fermi alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Abbas Araghchi secondo cui l&#8217;Iran sta &#8220;esaminando&#8221; l&#8217;accordo. Il negoziato mediato dal Pakistan sembra &#8220;Il Giorno della Marmotta&#8221;, film in cui il protagonista si trova condannato a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hormuz-sanzioni-e-libano-gli-ultimi-ostacoli-per-un-accordo-usa-iran.html">Hormuz, sanzioni e Libano: gli ultimi ostacoli per un accordo Usa-Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>I negoziati Usa-Iran </strong>sono nuovamente a un passo dalla conclusione, dice <strong>Donald Trump</strong>, mentre da Teheran prendono tempo e si resta fermi alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri<a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-iran-usa-araghchi-rassicura-e-trump-ne-rilancia-il-post.html" type="post" id="520340"> <strong>Abbas Araghchi </strong></a>secondo cui l&#8217;Iran sta &#8220;esaminando&#8221; l&#8217;accordo. Il negoziato mediato dal Pakistan sembra &#8220;Il Giorno della Marmotta&#8221;, film in cui il protagonista si trova condannato a svegliarsi sempre nella stessa giornata ciclica: gli accordi avanzano, una sintonia sembra trovarsi, gli Usa annunciano (questa volta in sinergia con lo stesso Pakistan) che si è all&#8217;ultimo miglio, emerge il <strong>prevedibile disappunto di Israele</strong>, tutto poi torna nell&#8217;incertezza. Spesso magari con provvidenziali incidenti a sabotare i percorsi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa manca nei negoziati Usa-Iran</h2>



<p>La verità politica, però, è che dall&#8217;8 aprile, data del cessate il fuoco che ha ridotto d&#8217;intensità le tensioni e frenato la Terza Guerra del Golfo, sono poche e ben precise le questioni su cui Usa e Iran devono ancora trovare un&#8217;intesa. Ma sono questioni, ovviamente, dirimenti e decisive. Si parte dalla <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz,</strong> su cui Teheran ha di fatto imposto una proiezione sovrana, e si passa alla contropartita dello <strong>sblocco degli asset iraniani congelati dalle soffocanti sanzioni Usa,</strong> che la Repubblica Islamica chiederebbe di iniziare a scongelare. In mezzo, la grande partita del <strong>Libano,</strong> il cui conflitto per Teheran è unico con quello che la coinvolge direttamente e in cui l&#8217;Iran chiede agli Usa di pressare su Israele perché fermino gli attacchi a Hezbollah. Prospettiva questa assai invisa a Benjamin Netanyahu e criticata, soprattutto, dal ministro degli Esteri libanese Joe Rajji, che nonostante tre mesi di attacchi e quasi 4mila morti ha detto ad Araghchi che &#8220;non accettiamo che nessuno negozi per nostro conto o firmi accordi a nostro nome&#8221; parlando a Le Figaro</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇧 NEW: Lebanon Foreign Minister Joe Raggi insists the “Lebanon issue must be separated from the Iran issue,” rejecting any efforts from Iran to stop Israeli attacks on Beirut’s behalf.<br><br>“We do not accept that anyone negotiate on our behalf or sign agreements in our name. That… <a href="https://t.co/xBGGPePw5H">pic.twitter.com/xBGGPePw5H</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2065857876976194008?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Trump cerca risultati prima del G7</h2>



<p>Il risultato positivo che per ora sembra acquisito è la comune volontà di <strong>rimandare a negoziati più lunghi e tecnici</strong> il futuro assetto del dossier nucleare e di aprire a un&#8217;eventuale fase di accordo concretizzando dei risultati ritenuti basilari per una pace credibile. Qui si inserisce il fattore tempo. Trump ha bisogno di risultati. La giornata del 14 giugno, con le celebrazioni del Giorno della Bandiera (e del compleanno del presidente&#8230;) precede la tre giorni del <strong>G7 in Francia a cui gli Usa intendono arrivare con un percorso avviato</strong> verso l&#8217;uscita da un angolo in cui si sono problematicamente cacciati lanciando la guerra il 28 febbraio scorso. Possiamo dirlo: la <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> risultati alla mano, non è stata una vittoria americana e israeliana e la questione di Hormuz e del danno alla credibilità Usa peserà come un macigno negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le linee rosse di Israele</h2>



<p>In un certo senso, le stesse trattative lo hanno confermato: a giugno 2025 Trump, al termine della guerra dei dodici giorni, rivendicava che gli Usa avevano smantellato siti nucleari e programma di arricchimento di Teheran. Ora è stabilito che l&#8217;uranio esiste ancora e sarà al centro di specifici negoziati. Si parlava di smantellamento del regime e della capacità combattiva dell&#8217;Iran che, pur avendo subito gravi danni, resta in piedi. E nonostante i &#8220;falchi&#8221; dell&#8217;Iran guardino con sospetto a ogni accordo, è bene sottolineare che <strong>la fase di negoziato sta per ora risparmiando un tema chiamato all&#8217;inizio della guerra</strong> tra le <strong>motivazioni per l&#8217;attacco,</strong> ovvero l&#8217;obiettivo di smantellare il programma missilistico e balistico di Teheran, con cui può colpire i Paesi della regione in generale e Israele in particolare, e la rete di supporto agli alleati regionali. Su questi temi Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha pungolato Trump con un post su X</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">נשיא ארה&quot;ב מוביל בימים אלה להסכם עם איראן מתוך ראיית האינטרסים האמריקאים, ובהם גם האינטרס המשותף עם ישראל &#8211; למנוע מאיראן נשק גרעיני &#8211; ואנו מצפים שיעמוד על העיקרון הזה ועקרונות נוספים בתחום הטילים ושלוחי הטרור.<br><br>ביחד הנחתנו על איראן מכות קשות שהסיגו את יכולותיה שנים רבות לאחור.…</p>&mdash; ישראל כ”ץ Israel Katz (@Israel_katz) <a href="https://x.com/Israel_katz/status/2065439514743435667?ref_src=twsrc%5Etfw">June 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Katz in sostanza si inserisce in una situazione di negoziato ambigua in cui una bozza definitiva di accordo credibile ancora non c&#8217;è, una roadmap concordata solo a monte deve capire come verrà applicata a valle e Israele può sfruttare l&#8217;asimmetria della sua posizione: <strong>belligerante ma fuori dai negoziati, può alzare l&#8217;asticella dello scontro,</strong> come successo in Libano settimana scorsa, per testare quanto effettivamente un accordo sia vicino e eventualmente condizionarne uno a essa ostile. La questione missilistica è remota per Trump ma vitale per Israele, e in Libano Tel Aviv continua a colpire. <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/6/14/iran-war-live-trump-says-deal-to-be-signed-today-as-tehran-urges-caution">Nel frattempo, nota Al Jazeera,</a> &#8220;gli Stati Uniti e l&#8217;Iran sembrano mescolare le disposizioni del memorandum d&#8217;intesa con i loro obiettivi finali nel tentativo di rendere l&#8217;accordo più appetibile&#8221; e si torna, nuovamente, a quell&#8217;ultimo miglio prima della firma tante volte attraversato e che per ora Usa e Iran non hanno ancora potuto completare. Sarà questa la volta buona? I problemi da risolvere sono noti, la volontà politica sembra esserci, il nodo sarà la concretezza oltre la spinta di una fastidiosa &#8220;annuncite&#8221;.</p>



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