Ci siamo! Un nuovo sito per dire che ci siamo.
Passione, lealtà e professionalità ci hanno portato sin qui.
Siamo una splendida anomalia nel panorama spesso troppo mediocre dell’informazione italiana. Tutto questo grazie ai milioni di lettori che ci seguono.
Ci siamo dopo mesi di lavoro con gli amici Calogero e Giandomenico di Sailcode: InsideOver ha una nuova casa, una nuova veste grafica che speriamo vi piacerà, che progressivamente si arricchirà di contenuti e funzionalità.
Non parlerò del sito nuovo che, come una bella fotografia, non ha bisogno di commenti nostri, semmai critiche e suggerimenti vostri.
Scrivo queste poche righe per ricordare il nostro percorso, per ringraziare qualcuno, Voi tra gli altri, per farvi una promessa e per chiedervi, se possibile, di fare anche voi la vostra parte. Siamo partiti nel 2014, ci chiamavamo OcchidellaGuerra, abbiamo fatto centinaia di reportage grazie al vostro sostegno anche economico (primo sito al mondo a usare il crowdfunding e a mettersi completamente nelle mani dei lettori), abbiamo vinto premi nel mondo e siamo cresciuti come lettori e visibilità.
Tra un reportage e un approfondimento siamo arrivati velocemente al febbraio 2024 quando, usciti da ilGiornale che ci ha ospitato per anni, siamo diventati quello che siamo oggi: una realtà editoriale completamente indipendente nelle mani nostre e vostre, nostri lettori.
Un imprenditore, un amico si è unito a noi in questa ‘impresa folle’ diventandone sostenitore attraverso la sua Synergetic Group Giampaolo Cagnin. Giampaolo ha definito insideOver una “splendida anomalia con il coraggio dell’oggettività”. Anche a lui la mia, la nostra gratitudine.
In effetti a leggere tutti i giorni la stampa italiana nelle sue varie forme e formati viene proprio da dire che siamo una anomalia.
Anomalia più che per le posizioni spesso varie che esprimiamo, per il fatto che raccontiamo cose che i media italiani tacciono o distorcono.
Anomali per come abbiamo raccontato i fatti terribili del 7 ottobre e tutti i fatti ancor più terribili dall’8 ottobre in poi. Anomali per aver raccontato Gaza dal primo momento e non da qualche mese soltanto.
Anomali per aver detto che si tratta di genocidio. Per averne dettagliato la tragica portata ed estensione come ancora oggi molta stampa italiana esita a fare.
Anomali per aver detto da subito che Gaza è stata ed è uno spartiacque nella storia dell’umanità. Che quello che è successo – e continua a succedere nonostante i riflettori dei media siano oramai altrove – ha trasformato tutto il mondo in Gaza. Tanto che ora il mondo sembra essere sull’orlo del collasso.
Anomali perché non cerchiamo verità preconfezionate ma chiediamo, ai nostri collaboratori, e promettiamo, ai nostri lettori, professionalità, passione e soprattutto lealtà.
Tra di noi diciamo spesso che scriviamo di quello che accade nel mondo che può determinarne il futuro e che lo facciamo solo se abbiamo da dirne in una prospettiva originale, tentativamente più corrispondente alla realtà.
Questa è la promessa che vi facciamo: continueremo cosi e saremo sempre leali con noi stessi e con voi che ogni giorno ci regalate fiducia e tempo.
Voglio anche raccontarvi quello che non vedete: siamo una redazione di giornalisti, analisti, reporter, accademici, diplomatici, tecnici, esperti di osint …. E ogni giorno nuovi collaboratori si propongono e vorrebbero lavorare con noi. Questo è il segno di una vitalità del sito ma anche di una vitalità sorprendente del mondo dell’informazione in genere che però, evidentemente, non trova spazio altrove nelle redazioni spesso dominate da frustrazioni, preoccupazione del futuro e, talvolta, tesi da dover sostenere ad ogni costo.
Una altra cosa che non vedete è che siete milioni! Si letteralmente milioni ogni mese che ci seguite sul sito e sui social: soprattutto Instagram dove ogni mese ci leggono quasi 7 milioni di lettori che interagiscono con noi per più di 2 milioni di volte (senza bot o investimenti). In questo modo state dando contributo essenziale a questa nostra piccola (sempre meno) intrapresa che sembrava una follia all’inizio: stare ‘in piedi’ senza padroni contando solo sui noi stessi e voi lettori.
Abbiamo bisogno che ci aiutiate a fare un salto in avanti: un’informazione leale, appassionata e professionale in un’epoca come la nostra cosi decisiva per le sorti del mondo è certamente un diritto ma anche un dovere di ciascuno.
Occorre cercarla e, se trovata, farla conoscere ad altri, se possibile sostenerla anche economicamente nelle varie modalità (abbonamenti, corsi, crowdfunding etc…).
Questa la mia richiesta: se pensate di aver trovato con noi qualcosa di buono fatelo sapere a tutti, leggeteci ogni giorno, diventate insider come siamo noi, scrivendoci, e partecipando alle nostre iniziative.
Soprattutto, se potete, ABBONATEVI, solo cosi possiamo continuare a far il nostro lavoro e a crescere per essere sempre più l’anomalia che voi lettori avete riconosciuto, che meritate e che attendevate.
Credo di aver detto tutto e forse dopo queste righe possiamo ben dire insieme che si, “ci siamo!”